CHIESA E ISLAM. FRANCESCO VOLEVA CONVERTIRE IL SULTANO. IL LOGO DEL VIAGGIO IN MAROCCO.

10 Gennaio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici di Stilum Curiae, ci sembra interessante offrire alla vostra attenzione una riflessione di Luca Del Pozzo sui rapporti fra la Chiesa cattolica e il mondo islamico, alla vigilia di due viaggi che il Pontefice regnante compirà nelle prossime settimane, in Marocco e negli Emirati Arabi Uniti, e di cui egli stesso ha parlato nel discorso ai diplomatici. Fra l’altro, ha detto: “Oltre a quelli preminenti di natura politica e militare, non bisogna tralasciare pure il tentativo di frapporre inimicizia fra musulmani e cristiani. Anche se «nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani», in diversi luoghi del Medio Oriente essi hanno potuto per lungo tempo convivere pacificamente. Prossimamente avrò l’occasione di recarmi in due Paesi a maggioranza musulmana, il Marocco e gli Emirati Arabi Uniti. Si tratterà di due importanti opportunità per sviluppare ulteriormente il dialogo interreligioso e la reciproca conoscenza fra i fedeli di entrambe le religioni, nell’ottavo centenario dello storico incontro tra san Francesco d’Assisi e il sultano al-Malik al-Kāmil”.


Ecco che cosa scrive, soprattutto in rapporto alla visita di Francesco al Sultano, Luca Del Pozzo. Tanto per mettere qualche puntino sulle “i”…

A fronte di fatti, numeri e cifre – magistralmente documentati da Matteo Matzuzzi sul Foglio di sabato scorso – che dicono di una realtà di crescente persecuzione dei cristiani nel mondo, il fatto che il martirio di migliaia di persone ogni anno avvenga prevalentemente in paesi islamici sembra essere un dato del tutto ininfluente nel dibattito politico e culturale occidentale. Allo stesso modo in cui quando le nostre vite vengono sconvolte dall’ennesimo attacco terroristico, per pura pavidità e salvo rarissime eccezioni ci si guarda bene dal chiamare le cose col loro nome (se è vero che non tutti gli islamici sono terroristi è altrettanto vero che la stragrande maggioranza dei terroristi sono islamici, vorrà mica dire qualcosa?), quando la cronaca racconta di episodi di violenza e persecuzione contro i cristiani scatta implacabile lo stesso meccanismo delle denunce a mezza bocca, delle dichiarazioni fumose con il solito sgradevole retrogusto di una compassione pelosa, quando non si tratti di un assordante silenzio. Ad aggravare la situazione, la riproposizione come un disco rotto di una retorica del dialogo e del rispetto dell’altro fatta non solo di luoghi comuni triti e ritriti ma anche di una narrativa che attinge a storie che con il dialogo, quello vero, non hanno nulla a che vedere. Un esempio su tutti, il famoso episodio dell’incontro tra S. Francesco e il sultano d’Egitto Malik Al Kamil, avvenuto a Damietta nel 1219, spesso e volentieri citato (anche di recente) a mo’ di icona del giusto atteggiamento da adottare nel “dialogo” tra l’occidente e l’Islam. Episodio di cui però si dimenticano (o si fanno finta di dimenticare) un paio di particolari che risultano invece decisivi per evitare strumentalizzazioni e fraintendimenti. Primo, S. Francesco non parlò col sultano così, tanto per farci due chiacchiere e confrontarsi sulle reciproche fedi, ma per annunciargli il Vangelo nella speranza di convertirlo a Cristo (lui e tutti i saraceni che incontro’ sul suo cammino), come testimoniano le fonti e gli studiosi più autorevoli, fedelmente a quella che è la missione di ogni cristiano. A riprova, ecco cosa scrisse di quell’incontro San Bonaventura nella sua “Leggenda maggiore”; la citazione è un po’ lunga ma vale la pena leggerla per intero: “Quel principe (il sultano, ndr) incominciò a indagare da chi, e a quale scopo e a quale titolo erano stati inviati e in che modo erano giunti fin là. Francesco, il servo di Dio, con cuore intrepido rispose che egli era stato inviato non da uomini, ma da Dio Altissimo, per mostrare a lui e al suo popolo la via della salvezza e annunciare il Vangelo della verità. E predicò al Soldano il Dio uno e trino e il Salvatore di tutti, Gesù Cristo, con tanto coraggio, con tanta forza e tanto fervore di spirito, da far vedere luminosamente che si stava realizzando con piena verità la promessa del Vangelo: «Io vi darò un linguaggio e una sapienza a cui nessuno dei vostri avversari potrà resistere o contraddire» (Lc 21,15). Anche il Soldano, infatti, vedendo l’ammirevole fervore di spirito e la virtù dell’uomo di Dio, lo ascoltò volentieri e lo pregava vivamente di restare presso di lui. Ma il servo di Cristo, illuminato da un oracolo del cielo, gli disse: «Se, tu col tuo popolo, vuoi convertirti a Cristo, io resterò molto volentieri con voi. Se, invece, esiti ad abbandonare la legge di Maometto per la fede di Cristo, dà ordine di accendere un fuoco il più grande possibile: io, con i tuoi sacerdoti, entrerò nel fuoco e così, almeno, potrai conoscere quale fede, a ragion veduta, si deve ritenere più certa e più santa». Ma il Soldano, a lui: «Non credo che qualcuno dei miei sacerdoti abbia voglia di esporsi al fuoco o di affrontare la tortura per difendere la sua fede» (egli si era visto, infatti, scomparire immediatamente sotto gli occhi, uno dei suoi sacerdoti, famoso e d’età avanzata, appena udite le parole della sfida). E il Santo a lui: «Se mi vuoi promettere, a nome tuo e a nome del tuo popolo, che passerete alla religione di Cristo, qualora io esca illeso dal fuoco, entrerò nel fuoco da solo. Se verrò bruciato, ciò venga imputato ai miei peccati; se, invece, la potenza divina mi farà uscire sano e salvo, riconoscerete Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio, come il vero Dio e signore, salvatore di tutti» (1Cor 1,24; Gv 17,3 e 4,42). Ma il Soldano gli rispose che non osava accettare questa sfida, per timore di una sedizione popolare. Tuttavia gli offrì molti doni preziosi; ma l’uomo di Dio, avido non di cose mondane ma della salvezza delle anime, li disprezzò tutti come fango. Vedendo quanto perfettamente il Santo disprezzasse le cose del mondo, il Soldano ne fu ammirato e concepì verso di lui devozione ancora maggiore. E, benché non volesse passare alla fede cristiana, o forse non osasse, pure pregò devotamente il servo di Cristo di accettare quei doni per distribuirli ai cristiani poveri e alle chiese, a salvezza dell’anima sua. Ma il Santo, poiché voleva restare libero dal peso del denaro e poiché non vedeva nell’animo del Soldano la radice della vera pietà, non volle assolutamente accondiscendere. Vedendo, inoltre, che non faceva progressi nella conversione di quella gente e che non poteva realizzare il suo sogno, preammonito da una rivelazione divina, ritornò nei paesi cristiani.” Non credo servano ulteriori commenti. 

Secondo punto, S. Francesco si recò dal sultano Al Kamil a seguito dei crociati (leggi bene: cro-cia-ti), ai quali si era unito insieme a tantissimi altri pellegrini dell’epoca, desiderosi unicamente di liberare i luoghi santi del cristianesimo, in primis il Santo Sepolcro, occupati manu militari dai musulmani (e questo con buona pace della vulgata che continua a spacciare le crociate come guerre di religione/conquista nonostante, di nuovo, innumerevoli studi abbiano smentito tale visione a dir poco leggendaria). Come si vede un atteggiamento, quello del santo di Assisi, lontano anni luce tanto da certa iconografia pacifista (ma anche, a seconda delle convenienze, ambientalista animalista ecumenista ecologista e via dicendo) quanto da una miope cultura del dialogo che, anche in ambito cattolico, continua a guardare al dito per non vedere la luna. A tal proposito, suona di straordinaria lungimiranza e attualità quanto S. Giovanni Paolo II disse sull’Islam nell’insuperata Esortazione apostolica post sinodale “Ecclesia in Europa”: “Si tratta pure di lasciarsi stimolare a una migliore conoscenza delle altre religioni, per poter instaurare un fraterno colloquio con le persone che aderiscono ad esse e vivono nell’Europa di oggi. In particolare, è importante un corretto rapporto con l’Islam. Esso, come è più volte emerso in questi anni nella coscienza dei Vescovi europei, «deve essere condotto con prudenza, con chiarezza di idee circa le sue possibilità e i suoi limiti, e con fiducia nel progetto di salvezza di Dio nei confronti di tutti i suoi figli». È necessario, tra l’altro, avere coscienza del notevole divario tra la cultura europea, che ha profonde radici cristiane, e il pensiero musulmano. A questo riguardo, è necessario preparare adeguatamente i cristiani che vivono a quotidiano contatto con i musulmani a conoscere in modo obiettivo l’Islam e a sapersi confrontare con esso; tale preparazione deve riguardare, in particolare, i seminaristi, i presbiteri e tutti gli operatori pastorali“. Ecco un primo elemento di riflessione. Wojtyla parla di un rapporto con l’Islam che dev’essere “corretto”, condotto con “prudenza”, avendo coscienza del “notevole divario” tra la cultura europea – “che ha profonde radici cristiane” – e il pensiero musulmano, ed improntato ad una conoscenza “obiettiva” dell’Islam: viene spontaneo chiedersi se tale approccio sia ancora ritenuto valido in certi ambienti ecclesiali, oppure no. Ma andiamo avanti. “È peraltro comprensibile – prosegue il Papa – che la Chiesa, mentre chiede che le istituzioni europee abbiano a promuovere la libertà religiosa in Europa, abbia pure a ribadire che la reciprocità nel garantire la libertà religiosa sia osservata anche in Paesi di diversa tradizione religiosa, nei quali i cristiani sono minoranza. In questo ambito, «si comprende la sorpresa e il sentimento di frustrazione dei cristiani che accolgono, per esempio in Europa, dei credenti di altre religioni dando loro la possibilità di esercitare il loro culto, e che si vedono interdire l’esercizio del culto cristiano » nei Paesi in cui questi credenti maggioritari hanno fatto della loro religione l’unica ammessa e promossa. La persona umana ha diritto alla libertà religiosa e tutti, in ogni parte del mondo, « devono essere immuni dalla coercizione da parte di singoli, di gruppi sociali e di qualsivoglia potestà umana». Ecco un altro spunto importante e attualissimo: la libertà religiosa non può essere a senso unico, e la Chiesa ha tutto il diritto/dovere di ribadire che ci dev’essere reciprocità da parte di quei paesi dove i cristiani sono minoranza. Ma soprattutto, non si andrà da nessuna parte senza una chiara comprensione di ciò che il Vangelo, e quindi l’essere cristiani, esige. A sgomberare il campo da ogni possibile equivoco ci sono questi versetti di Luca: “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera” (Lc 12, 51-53). Parole che se da un lato non autorizzano ovviamente alcuna rilettura di Cristo a mo’ di un guerrafondaio, dall’altro però neanche lasciano scampo a certo irenismo frou frou. Tanto più che spesso e volentieri si dimentica che lo stesso Cristo che ogni due per tre viene issato sugli stendardi del religiously correct, proprio lui disse “Io sono via verità e vita” il che, come dire, fa un po’ a sportellate con una certa visione del dialogo che – soprattutto in chiave anti-fondamentalismo – esclude a priori ogni pretesa veritativa. Ma è proprio questo il punto: checché ne dicano i suoi demolitori in primis interni, la fede cattolica è per sua natura divisiva, altro che inclusiva. E lo è perché la verità, per sua natura, non può che essere divisiva costringendoti a stare da una parte o dall’altra. Dal che la domanda: anche alla luce del Vaticano II che ha detto che “l’unica chiesa di Cristo sussiste nella chiesa cattolica“, la Chiesa ritiene ancora di essere depositaria della verità, sì o no? Detto altrimenti: Cristo s’è lasciato maciullare così, perché ciascuno viva come meglio puo’ sapendo che all’occorrenza, tranquilli, la Chiesa che accompagna gli uomini e le donne del suo tempo nella loro fatica quotidiana, c’è e ci sarà sempre? O non piuttosto perché dopo la morte esiste qualcosa di veramente orribile, come reale possibilità per ogni uomo? Ecco, se tante le volte anziché fare l’ennesimo incontro all’insegna dell’ovvio dei popoli volessimo tornare a dire qualcosa di cattolico, forse non sarebbe male.

E inoltre offriamo alla vostra attenzione e giudizio il logo del viaggio papale in Marocco. C’è chi ha osservato che quei due tratti ortogonali hanno poco della croce, sembrano più due lame di scimitarra, e comunque sono circondati dalla mezzaluna…

Luca Del Pozzo

Questa una biografia dell’autore: Luca Del Pozzo (Fermo, 1967), sposato, due figli, vive e lavora a Roma. Laurea in filosofia e Baccalaureato in teologia, manager, giornalista pubblicista e saggista, da oltre diciassette anni si occupa di comunicazione d’impresa e media relations. Segue da vicino, per interesse, formazione e vita vissuta, le vicende del cattolicesimo. Nel 2005 ha pubblicato “Cattolicesimo e modernità. La «metafisica civile» di Augusto Del Noce”. Quando non lavora cerca di recuperare – non sempre riuscendoci – il tempo sottratto alla famiglia, che nella sua personale scala di valori viene subito dopo Dio ma precede la Patria (in cui, nonostante tutto, si ostina a credere). 




Oggi è il 133° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.

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67 commenti

  • Nicola B. ha detto:

    Per Paolo Giuseppe. La penso anche io così come Lei. Ritengo inoltre che dopo questi 2 viaggi papali, nei rapporti con l’islam NON cambierà niente. Sarà il solito VOLEMMOSE BENE che non va alle radici del problema Islam. P.S. io sono romanista e mi interesserà di più Roma Entella di Coppa Italia. P.S. Per Anonimo Verace. “Ma alla fine il mio Cuore Immacolato trionferà “. Parole dette da Maria Santissima a Fatima. Questa è la nostra vera prospettiva da cattolici. Il trionfo del Cattolicesimo e del Signore per mezzo di Maria Santissima. Perché loro, gli islamici ,potranno anche ottenere successi parziali temporali nel nostro Paese ma alla fine vinceremo noi con Maria. O si convertiranno ANCHE LORO, oppure se rifiutano Cristo….

    • Paolo Giuseppe ha detto:

      @ Nicola B.
      Passi per la Roma, ma anche l’Entella? In Coppa Italia?
      No, mi spiace, come ho già scritto, mi gusterò le conferenze stampa in aereo del papa. Sono più spettacolari di un gol di Dzeko.

      • Nicola B. ha detto:

        “………… sono più spettacolari di un gol di Dzeko ” Ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah spettacolare davvero questa battuta. A me invece purtoppo quando sento queste conferenze stampa dei cieli mi viene da piangere e mi cascano le braccia. Ormai , e mi dispiace davvero, quando lo vedo in tv o sento in radio , cambio sempre canale. Le notizie delle esternazioni e dichiarazioni le apprendo sempre da internet.

  • Nicola B. ha detto:

    Per Elisa. Mi permetto di consigliarti questo libro sull’Islam e sulle Crociate del Prof Robert Spencer il quale ovviamente a causa del suo lavoro di verità, vive nascosto e protetto sotto copertura. Il libro prende in esame tutti le fonti più attendibili ritenute tali dagli stessi islamici riguardo il Corano , i detti di Maometto e le biografie di Maometto. E prende in esame molti aspetti della Religione della Pace ( Eterna) e della vita quotidiana islamica alla luce delle 3 fonti citate ( ad esempio il matrimonio). Ne esce fuori un ritratto che mostra il vero volto, feroce,violento,dissimulatore e conquistatore dell’Islam. E che fa fuori tutte le menzogne che hanno infangato le Crociate. Libro Assolutamente Imperdibile. Ciao.

    https://www.lindau.it/Libri/Guida-politicamente-scorretta-all-Islam-e-alle-Crociate

  • Elisa ha detto:

    Sull’islam dico poche cose: Gesù disse che dobbiamo essere sempre dalla parte della verità, giusto? Allora perché la Chiesa non dichiara pubblicamente che il corano è la brutta copia dell’antico testamento e vangeli apocrifi? Come fa a fare inciuci religiosi con chi ha trasformato il Paradiso in un bordello, e Dio in un protettore di prostitute e pervertiti? Forse, forse quello del corano non è il Dio giudaico cristiano. Perché se così fosse sarei molto preoccupata. Se quello è il Paradiso non oso immaginare l’inferno come sarà.
    Poi avrei una domanda: a voi risulta che la massoneria applaude a papà Francesco? È vera o falsa la notizia?

    • Adriana ha detto:

      Cara Elisa ,
      sulla piena approvazione della Massoneria al Biancovestito leggi l’articolo di Aldo Maria Valli che ho postato qui sotto .
      Ti chiedo , con affetto cristiano , di informarti seriamente sull’Islam ,perchè , vedi , è molto facile che chi ne ignora le autentiche caratteristiche ci cada . Specie considerati i ” disordini ” della neo-chiesa . Saluti .

      • Elisa ha detto:

        Adriana su quanto ho detto dell’islam è vero, perché ci sono fonti che sostengono il mio pensiero. Il corano è la brutta copia dell’antico testamento e vangeli apocrifi, questo è scritto anche nell’introduzione della mia Bibbia. Poi sulla questione delle 72 vergini ci sono fonti islamiche che ne parlano. E anche i terroristi pensano di averle come premio dopo essere morti per il loro dio. Queste sono le fonti. E la chiesa le conosce benissimo.

    • zuzzerellone ha detto:

      se la massoneria applaude Bergoglio, gli ortodossi , per bocca di Anfilochio, Metropolita del Montenegro affermano quanto segue : “La sete di potere è la malattia più dura di tutta la comunità umana.Nella chiesa cattolica, ella (ovvero la sete di potere) è stata elevata al rango di dogma, e, nell’ortodossia, durante dei secoli, è stata una seria tentazione.
      la fonte è il blog orthodoxologie.blogspot.com, in data di ieri.

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Ritengo la notizia del viaggio papale in Marocco e E.A.U. di interesse minore rispetto all’interesse che provo per la la prossima partita del campionato di calcio del Milan di cui sono tifoso.

    • Anonimo verace ha detto:

      Credo che il tuo sia un grossolano errore di prospettiva . Nel momento in cui lo stato italiano o parte di esso sarà governato da partiti islamici o da coalizioni di partiti tradizionali con partiti islamici non credo che ci sarà più possibile discutere serenamente sui blog come facciamo ora.

      • Paolo Giuseppe ha detto:

        @ Anonimo verace
        Concordo con te sulle prospettive della nostra civiltà e concordo che sia interessante discutere su questo blog (finchè potremo).
        Mi riferivo solo alla notizia in sè: al fatto che ormai tutto ciò che dice e fa il papa mi interessa meno delle partite del Milan.
        Ammetto che il papa mi interessa come puro “divertissement”, specie riguardo le irresistibili conferenze stampa in aereo.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Molti nella Chiesa, anche Vescovi, hanno qualche problema con la morale.
    Non mi riferisco solo alla questione omosessuale, ma anche a quella immigrazionista.
    E’ infatti una norma basilare della morale cattolica che non si può fare il male neanche a fin di bene.
    Indubbiamente la colonizzazione dell’Africa delle lobby, i commerci di carne umana, l’islamizzazione dell’Europa, sono mali assoluti.
    Fare scappare persone e spingerle in mare per poi “salvarle”, è un contro senso ipocrita.
    Certo che occorre salvare le persone in mare, anche se si sono auto naufragati, ma se non si agisce sulle cause, si è complici dei criminali.
    Triplice vergogna anche per costoro!

    • EquesFidus ha detto:

      Mi permetto di contraddirti: molti vescovi (e preti, e laici) non hanno un problema con la morale, quanto anzitutto con la Dottrina, la liturgia e la spiritualità. Da tutto questo nascono poi i pasticci in materia di etica e di morale che stiamo “ammirando” in questi giorni; il che, alla fine di tutto, si risolve in un problema di fede prima che di altro. Chiariamoci: siamo tutti peccatori e fallibili. C’è però chi pecca e se ne vergogna, chi pecca e si giustifica da solo e chi, peggio ancora, cerca di trascinare altri nel fango insieme a lui.

  • Adriana ha detto:

    Degno di riflessione a questo proposito l’articolo di Aldo Maria Valli
    https://www.aldomariavalli.it/2019/01/09/grazie-francesco-da

  • Nicola B ha detto:

    Condivido le perplessità ( eufemismo)degli altri lettori sul logo del viaggio papale in Marocco. Per me questo logo, e tutti quegli altri simili a questo ovvero con croci ” sbilenche ” , sono come dei quadri astratti in cui non si vede più la Croce e quindi la Fede Cristiana. Allego a mo’ di esempio positivo invece il logo del Giubileo dell’anno 2000 antecedente allo scempio di questi ultimi anni.

    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Giubileo_del_2000#/media/File%3ALogo_Grande_Giubileo_2000_(Iubilaeum_A.D._2000).gif

    P.S per Giorgio Rapanelli. Ho fatto ricerche in rete su Kalergi parecchi anni fa incuriosito dalle continue citazioni sulla sua persona e sul suo piano dai commenti dei lettori agli articoli de Il Giornale online . Ho scoperto da queste ricerche, che del suo libro ( che contiene il famigerato Piano) esistono SOLO due versioni. Una in lingua francese e l’altra in lingua tedesca. È vero tutto ciò? È se è vero, perché non ci sono versioni in altre lingue , soprattutto l’inglese e lo spagnolo visto che sono tra le lingue più parlate al mondo ? Non é strano tutto questo ? Grazie.

    • EquesFidus ha detto:

      Posso dire che a me fa pena anche quello per il Giubileo del 2000, brutto e con la croce semi-nascosta da quelle colombe multicolore?

  • Gianfrancesco ha detto:

    Ho fatto un salto sulla sedia nel leggere il titolo “FRANCESCO VOLEVA CONVERTIRE IL SULTANO”. Ho gridato al miracolo!, finalmente ha capito cosa vuole Gesù da noi (vedi Mt 28, 19-20); ha cambiato la sua opinione sul proselitismo (l’aveva definita “una solenne sciocchezza”. Poi ho capito l’inghippo e il mio entusiasmo si è raffreddato di colpo: il titolo si riferiva a un altro Francesco, al santo poverello di Assisi (ma perché lo chiamate semplicemente Francesco e non SAN FRANCESCO come dovrebbe essere? almeno per non generare incomprensioni!!!)

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    L’apostasia nel cristianesimo è qualcosa di molto normale e fino a “progressista”. Nell’islam l’apostasia si paga con la persecuzione e la pena di morte.
    Il cristianesimo ha e riconosce il Cesare a chi gli ha dato quello che è di Dio, la vita: l’assassinio del no nato come un bene e un diritto, l’assassinio di malati male chiamata eutanasia, il suicidio come un diritto, e la pena di morte che si è applicato a innocenti in molti casi. L’islam non ha né riconosce nessun Cesare e non c’è niente al di sopra del Corano.
    Il cristianesimo col suo Césares non ènessun ostacolo per l’Anticristo, l’unico ostacolo è l’islam.
    I dirigenti dell’islam accetteranno l’Anticristo ma non la maggioranza dei musulmani, né neanche l’accetteranno pochi cristiani che saranno perseguiti e eliminati all’essere considerati tanto fanatici come i musulmani terroristi e assassini.
    È apparso il “Pastore stolto e Falso profeta” che apre la strada l’Anticristo che calcolo che apparirà prima di 15 anni.
    E chi non ha riconosciuto al “Pastore stolto e Falso profeta” perché sono spaventati, stanno in silenzio o sono leccapiedi, l’Anticristo che viene non col potere dai Césares bensì col Potere di Satana…
    Saluti.

    Estimado Director:
    La apostasía en el cristianismo es algo muy normal y hasta “progresista”. En el islam la apostasía se paga con la persecución y la pena de muerte.
    El cristianismo tiene y reconoce al César a quien le ha dado lo que es de Dios, la vida: el asesinato del no nacido como un bien y un derecho, el asesinato de enfermos mal llamado eutanasia, el suicidio como un derecho, y la pena de muerte que en muchos casos se ha aplicado a inocentes. El islam no tiene ni reconoce a ningún César y nada hay por encima del Corán.
    El cristianismo con sus Césares ya no es ningún obstáculo para el Anticristo, el único obstáculo es el islam.
    Los dirigentes del islam aceptarán al Anticristo pero no la mayoría de los musulmanes, ni tampoco le aceptarán unos pocos cristianos que serán perseguidos y eliminados al ser considerados tan fanáticos como los musulmanes terroristas y asesinos.
    Ha aparecido el “Pastor necio y Falso profeta” que prepara el camino del Anticristo que calculo que aparecerá antes de 15 años.
    Y quien no ha reconocido al “Pastor necio y Falso profeta” porque están asustados, guardan silencio o son chupamedias, el Anticristo que viene no con el poder de los Césares sino con el Poder de Satanás…
    Saludos.

  • Gene ha detto:

    Ma quale dialogo, l’Islam non accetta se non il dialogo della nostra sottomissione al loro credo. Il musulmano che volesse abbandonare la sua religione, rischia la morte, vedi il caso recente di quella ragazza che aveva chiesto asilo in Thailandia. Secoli di arretratezza culturale, economica e sociale non possono sparire nel nulla. Utopia se non malafede da parte di quest cialtrone e dei suoi rossi vestiti e di preti fasulli e farisei.
    Articolo splendido nella sua chiarezza ed esaustivo nei contenuti. L’esempio di San Francesco andrebbe fatto conoscere al Clero romano e a tutto il codazzo di politici di sinistra che starnazzano quando non si pratica l’accoglienza di migliaia di musulmani nulla facenti e terroristi.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Abnegare semetipsum sibi ut sequatur Papam Franciscum. (Regola di San Benedetto adeguata ai nostri giorni) .

    Se non sei fuori di testa non puoi essere seguace di Papa Francesco.

    • matteo ha detto:

      Per noi il Papa è Gesù Cristo: amare il Papa e amare Gesù è la stessa cosa; ascoltare e SEGUIRE il Papa è ascoltare e SEGUIRE Gesù Cristo; servire il Papa è servire Gesù Cristo; dare la vita per il Papa è dare la vita per Gesù Cristo! (San Luigi Orione, 5 gennaio 1928)

      • deutero.amedeo ha detto:

        Ma il 5 gennaio 1928 il Papa era Pio XI non Francesco I.
        Anch’io, senza essere don Orione, cantavo con gli altri bambini:
        Pio summo Pontifici
        et universali patri
        pax vita et salus pertpetua.
        Christus vincit, Christus regnat, Christus imperat.

        Ma adesso il papa è tutta un’altra cosa.

        • matteo ha detto:

          No, il Papa è il Papa a prescindere dalla persona fisica momentaneamente designata al ruolo. Qua mancano i fondamentali…
          Comunque anche negli anni 20 c’era un qualche deuteroamedeo che diceva su Pio quello che il deuteroamedeo odierno dice su Francesco, e così si spiega l’insistenza e la perentorietà di san Luigi sull’argomento. Ci fu anche qualche deuteroamedeo che lo diceva di un altro Pio, il nono, il quale lo ha disintegrato convocando un concilio. Ma pure nel 500 c’era un tale che lo diceva del Papa di allora.

          • Diana ha detto:

            @Matteo
            Quel tale del 500 di cui parla è forse quello cui il Vaticano ha dedicato un francobollo e la cui statua è stata intronizzata in Roma nell’anniversario delle apparizioni di Fatima?

        • deutero.amedeo ha detto:

          A proposito di Pio XI, per chi ha tempo, suggerisco, come curiosità storica, di leggere questa enciclica del 1932 ( a pochi anni dalla tremenda crisi economica mondiale del 1929) :

          http://w2.vatican.va/content/pius-xi/it/encyclicals/documents/hf_p-xi_enc_19320503_caritate-christi-compulsi.html

          • Luigi l.m. ha detto:

            È proprio invece di tutti i veri seguaci di Cristo, sia dotti, sia ignoranti, lasciarsi reggere e guidare dalla santa Chiesa di Dio in tutte le cose spettanti alla fede e ai costumi, per mezzo del suo Supremo Pastore, il Pontefice Romano, il quale è retto a sua volta da Gesù Cristo Signor Nostro (Pio XI)

      • M.G. ha detto:

        Certo, a condizione che il Papa, a sua volta e per primo, ascolti, serva, segua e dia la vita per Cristo.

  • Maria Cristina ha detto:

    Per papa Francesco croce e mezzaluna probabilmente si equivalgono. Il proselitismo e’una sciocchezza. Chi crede nella mezzaluna continui a crederci, non devono assolutamente convertirsi a Cristo, anzi sarebbe imbarazzante per Bergoglio se lo.facessero!
    Il papa dice di andare in paesi islamici cone San Francesco, ma San Francesco non andava a chiaccherare del piu’ e del meno col Sultano. Voleva convertirlo e salvare la sua anima e quella dei saraceni. Papa Francesco vuole convertire gli islamici?Assolutamente no! E allora che va a fare, a dare e farsi dare pacche sulle spalle volemosetuttibene??Che senso hanno allora questi viaggi papali?Solo distogliere l ‘attenzione daiproblemi veri dirompenti della Chiesa, da cui tenta di distogliere l attenzione coi viaggi internazionali.
    Quando torni dal Marocco pero’, caro papa Francesco, i problemi sono ancora tutti li’irrisolti !
    I bagni di folla, i viaggi, e tutta l emozione superficiale di sentirsi un grande leader mondiale, non ti bastera’caro papa, a magicamente risolvere la crisi della Chiesa!

    • Mazzarino ha detto:

      Infatti va a fare il bagno nei paesi non cattolici. In quelli cattolici ormai è flop garantito. Come i cattocomunisti ex democristiani lo facevano “onorati e rispettati” nelle Case del Popolo.

    • Donna ha detto:

      @Mariacristina
      I viaggi a Bergoglio servono più che per costruire ponti, per aprire vere e proprie voragini nel deposito fidei. Dovrebbe andare e testimoniare che Gesù Cristo è l’unica Via Verità e Vita, ma poiché non fa proselitismo e soprattutto da l’impressione di non crederci più di tanto, salvo un miracolo, lo escluderei.
      Chissà quale illuminante intervento rilascerà sull’aereo ai giornalisti, …dati i precedenti teniamoci saldi.

  • Lucy ha detto:

    Dante nel canto XI del Paradiso tesse ,tramite san Tommaso ,l’elogio di san Francesco , un Francesco che non era andato a scuola di ecumenismo , non sapeva che fare proseliti per Cristo era un “grave peccato ” e dunque sulla base del mandato di Gesù PREDICAVA e cercava di CONVERTIRE.
    Scrive Dante :”…nella presenza del Sultan superba PREDICÒ Cristo e gli altri che ‘l seguiro e per trovar a CONVERSIONE acerba troppo la gente…”.
    Il sultano era Malik al Kamil e l’incontro avvenne nel 2019 durante la quinta crociata a cui Francesco partecipò definendola ” la santa impresa “.
    Il nostro prof. di liceo , che non era cristiano ma agnostico , ci lesse quello che era in parte nelle note esplicative del testo mancanti di ciò che riporta per intero Luca del Pozzo e anche Icy , il passo cioè in cui san Francesco spiega i motivi per cui per i cristiani è un dovere morale combattere i musulmani..
    A noi gli anticorpi alla chiesa bergogliana li hanno forniti non solo la chiesa cattolica ante 2013 , ma anche la cultura trasmessa da professori , pur lontani dalla fede cristiana , ma intellettualmente onesti cioè cultori della Verità , in questo caso storica. Oggi ai giovani del nostro tempo è venuta a msncare oltre alla cultura religiosa anche una cultura laica non ideologizzata , anch’essa fondamentale per fornire i criteri atti a orientarsi nel mare della vita .Il risultato combinato è una figura di san Francesco antistorica ,dolciastra e falsa imposta come icona di tutti gli “ismi ” del nostro tempo. Per fortuna alcuni come Luca del Pozzo e il giovanissimo Matteo Matzuzzi cercano , attraverso l’arma del giornalismo , di diffondere un minimo di Verità storica e religiosa .Di questo ,oltre che a Dio , dobbiamo essere loro grati.

  • Iginio ha detto:

    A proposito: sarebbe carino se il papa dicesse ai suoi ospiti musulmani: “Cari amici, visto che siamo tutti fratelli [ma perché? Chi è il padre comune? Un musulmano può dire che Dio è Padre?], perché non vi prendete un bel po’ di profughi, dato che gli Emirati sono tanto ricchi e i profughi sono spesso musulmani? Accoglienza, accoglienza, accoglienza”.
    Vogliamo scommettere che non lo dirà?

  • Donna ha detto:

    Questi logo fa a dir poco inorridire, sembra una mezzaluna che circonda una croce piegata e cadente… simbolo perfetto della chiesa bergogliana.
    Tristissimo.

    • deutero.amedeo ha detto:

      Invece a lui chissà quanto sarà piaciuto.
      D’altra parte da uno che commenta ( come ha fatto stamattina ) un gioiello della cristologia come la prima lettera di Giovanni con parole come quelle che riporto qui sotto, non c’è più nulla da aspettarsi.
      “Infine, «il segnale più quotidiano che io non amo il prossimo e pertanto non posso dire che amo Dio, è il chiacchiericcio». Con una raccomandazione: «mettiamoci nel cuore e nella testa, chiaramente: se io faccio delle chiacchiere, non amo Dio perché con le chiacchiere sto distruggendo quella persona. Le chiacchiere sono come le caramelle di miele, che è sono anche buone, una tira l’altra e l’altra e poi lo stomaco si rovina, con tante caramelle… Perché è bello, è “dolce” chiacchierare, sembra una cosa bella; ma distrugge. E questo è il segnale che tu non ami».
      Avviandosi alla conclusione dell’omelia il Papa ha perciò suggerito: «Ognuno veda in cuor suo. Io prego, per tutti, anche per gli antipatici e per coloro che so che non mi vogliono bene? Io ho sentimenti di invidia, di gelosia, gli auguro del male? E terzo, il più chiaro: io sono un pettegolo, una pettegola? Se una persona lascia di chiacchierare nella sua vita, io direi che è molto vicina a Dio: molto vicina. Perché non spettegolare custodisce il prossimo, custodisce Dio nel prossimo».”

      Fossero parole dell’ultima catechista di un paesello che si lamenta perché le altre spettegolano su di lei, potrebbero anche passare. Ma invece sono parole della massima autorità spirituale mondiale, del capo visibile della Chiesa, del successore di Pietro.

      • Gian ha detto:

        Appunto per questo fa pena… da cacciare a bastonate.

      • Luigi l.m. ha detto:

        Considerato che il messaggio é rivolto a tutti i fedeli, di ogni etá cultura e formazione, e non solo a un nucleo scelto di grandi teologi come Lei; tenuto conto che i peccati di lingua sono tra i più frequenti (sono più i pettegoli degli assassini) e che più facilmente diventano seriali diventando mortali e conducendo all’inferno; preso atto che non si spettegola solo nei paeselli e non solo a danno delle catechiste; visto che ogni peccato presuppone un difetto di carità e quindo esprime odio; rilevato che il brano di oggi di 1giov non ha contenuto cristologico, ma la corrispondenza tra carità verso il prossimo e quella verso Dio, dove se manca l’una manca l’altra, l’omelia pare pertinente, chiara ed efficace.

        Ovvio che se si fosse espresso in maniera più dotta e articolata, l’avrebbero capita anche i pettegoli teologicamente più formati e così Lei e si sarebbe astenuto dal praticare quella condotta di cui tratta l’omelia.
        Grazie per lo spunto.

        • deutero.amedeo ha detto:

          Bene, allora per non discutere a vanvera e in astratto, cominciamo a leggere il brano commentato stamani da S.S. :
          1Gv 4,19-5,4
          [19] Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo.

          [20] Se uno dicesse: “Io amo Dio”, e odiasse il suo fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.

          [21] Questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il suo fratello.
          [1] Chiunque crede che Gesù è il Cristo, è nato da Dio; e chi ama colui che ha generato, ama anche chi da lui è stato generato.

          [2] Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti,

          [3] perché in questo consiste l’amore di Dio, nell’osservare i suoi comandamenti; e i suoi comandamenti non sono gravosi.

          [4] Tutto ciò che è nato da Dio vince il mondo; e questa è la vittoria che ha sconfitto il mondo: la nostra fede.

          Dov’è il chiacchiericcio ; dov’è il pettegolezzo? E non è forse detto che l’amore del prossimo è conseguenza dell’amore di Dio e non viceversa come pare voler dire S.S. ?

          E non mi chiami teologo perché io sono un semplice fedele.

          • Luigi l.m. ha detto:

            Punto primo: il brano citato non tratta di cristologia ma di morale.
            Punto secondo: come detto, la maldicenza é peccato contro la giustizia, quindi assenza di carità, quindi il testo riguarda anche la maldicenza (le ricordo che Gesù stesso ha censurato la maldicenza, mt 5 22).
            Ma non fraintenda il mio intervento. Io ce l’ho col Papa e col suo classismo culturale. Quando parla lui sembra non tenere conto che non tutti hanno il privilegio di avere solo la terza media e la conseguenza è che le persone istruite come lei non capiscono quel che dice e peccano di conseguenza.
            Ad esempio, per rendere comprensibile la questione dei pettegolezzi a persone erudite come lei, avrebbe dovuto citare la Summa Teologica, parte II-II 72-76, che esamina tutto lo spettro del pettegolezzo nel dettaglio:
            ”Veniamo ora a parlare delle ingiurie verbali fuori dei processi.
            Primo, della contumelia;
            secondo, della diffamazione;
            terzo, della mormorazione;
            quarto, della derisione;
            quinto, della maledizione”.
            Se, anziché parlare come se fossimo tutti illetterati e capaci di afferrare concetti semplici, avesse fatto un sermone di un’ora leggendo queste parti della Summa, certamente avrebbe aiutato una fascia di fedeli a pettegolare meno, a non peccare e a non compromettere la salvezza delle anime.
            Il Papa è un classista e non vuole che in Paradiso ci vadano quelli più istruiti e con facoltà intellettuali superiori e raffinate. Il gioco è chiaro: se hai più della terza media devi andare dritto all’inferno!

      • Adriana ha detto:

        Deutero ,
        chissà quante chiacchiere in Arabo ! Ma tanto , lui le ignora !

  • Iginio ha detto:

    Molto interessante questo passo:
    “Il Soldano pregò devotamente il servo di Cristo di accettare quei doni per distribuirli ai cristiani poveri e alle chiese, a salvezza dell’anima sua. Ma il Santo, poiché voleva restare libero dal peso del denaro e poiché non vedeva nell’animo del Soldano la radice della vera pietà, non volle assolutamente accondiscendere. ”
    Sbaglio, o papi e cardinali e vescovi e preti e Comunità di Sant’Egidio di oggi farebbero l’opposto?

  • Icy ha detto:

    E San Francesco disse pure al Sultano: «I cristiani agiscono secondo massima giustizia quando vi combattono, perché voi avete invaso delle terre cristiane e conquistato Gerusalemme, progettate di invadere l’Europa intera, oltraggiate il Santo Sepolcro, distruggete chiese, uccidete tutti i cristiani che vi capitano tra le mani, bestemmiate il nome di Cristo e vi adoperate ad allontanare dalla sua religione quanti uomini potete. Se invece voi voleste conoscere, confessare, adorare, o magari solo rispettare il Creatore e Redentore del mondo e lasciare in pace i cristiani, allora essi vi amerebbero come se stessi».

  • Mazzarino ha detto:

    Simboli e loghi: messa a Cuba di fronte pala d’altare con Che Guevara, accettazione compiaciuta del Cristo appeso alla Falce e Martello da Morales, ora logo con palma all’interno di una mezzaluna in Marocco. Così il musulmano non ci vede la Croce. Se poi qualcuno nominasse Gesù Cristo, eccolo profeta e primo comunista della storia. Politica comunista, politica islamica. Politica materialista. C’è qualcuno che ancora si chiede il perchè sia stata abolita la benedizione Urbi et Orbi in Nomine Trinitatis?

  • EquesFidus ha detto:

    ” Anche se «nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani», in diversi luoghi del Medio Oriente essi hanno potuto per lungo tempo convivere pacificamente.”

    Certo che hanno convissuto pacificamente: con i cristiani soggiogati da una ideologia totalitaria, minacciati di ritorsioni se non avessero pagato il pizzo ai padroni musulmani, con questi ultimi impossibilitati a convertirsi alla Vera Fede (che non è l’Islam ma il cattolicesimo) pena la morte. Questa pace aberrante non è quella di Dio ma quella del mondo, dei regimi totalitari, di coloro che privano della libertà (cioè della possibilità di fare il bene conformemente a Dio ed alla legge naturale) gli altri.
    Vogliamo dire le cose come stanno, cioè che l’attuale sottomissione cattolica (che arriva al punto di vendere terreni di proprietà delle diocesi per la costruzione di moschee) e dell’Occidente liberal-agnostico non ha niente di etico o morale ma è semplicemente motivata da questione economiche? Vogliamo dire che, se dovessimo agire veramente come cristiani, la nostra prima preoccupazione dovrebbe essere liberare i nostri fratelli nel Battesimo (e non una generale “fratellanza universale” di stampo massonico) dal giogo dei loro padroni, al costo di farlo manu militari? Vogliamo parlare del fatto che una religione che invoca il dominio, la conquista armata, impedisce l’esercizio della libertà, prega pubblicamente che il loro Allah (che io non penso proprio sia Dio) uccida tutti i cristiani, che non si fa scrupoli a ricorrere al mercimonio di bambine e donne e mille e mille altre cose non è nemmeno qualificabile come tale, bensì è una ideologia totalitaria primitiva e tribale, incompatibile alla base con i più elementari principi della civiltà occidentale (e non sto certo parlando di quelli illuministi e post-illuministi)? Risponda a questo, Santità: chi uccide quelle migliaia di cristiani ogni anno? Chi impedisce sistematicamente, col carcere o con la pena di morte, di convertirsi all’unico, vero Dio che noi proclamiamo nel Credo? Chi impone il pagamento di un’umiliante “tassa” (io preferisco il termine “pizzo”) per continuare a poter pregare (in privato, s’intende) Nostro Signore? Chi impedisce la costruzione di nuove chiese per il culto?

  • Fabio ha detto:

    La domanda fondamentale è: la gerarchia è ancora convinta che Fede e Grazia sono indispensabili per la salvezza eterna? E che questa è la missione primaria ed irtinunciabile della chiesa (salus animarum suprem lex) ? Da 50 anni parrebbe di no, a parte pochissime eccezioni, per via della famosa teoria rahneriana del cristiano anonimo.
    Ciò che vediamo in modo sempre più chiaro è la conseguenza della perdita di questa convinzione da parte della gerarchia.
    Ne consegue che la nomenklatura clericale non parla più di vita eterna e di novissimi e si butta sui problemi sociali, sbagliando peraltro tutte le diagnosi…..
    Il sale è diventato insipido.

  • Sara ha detto:

    E non dimentichiamo le parole di San Giovanni Bosco sull’Islam….che oggi sarebbero ritenute molto politically scorrect

    http://www.atfp.it/rivista-tfp/2016/240-marzo-2016/1148-don-bosco-spiega-l-islam-ai-bambini

  • Adriana ha detto:

    Questi viaggi “ecumenici ” con baci e abbracci mi paiono svolgersi all’insegna dell’ ” Uno vale Uno ” . Che significa : Nessuno vale qualcosa .
    Questo agli occhi delle belle anime cristiano-progressiste .
    Agli occhi dei ” retrivi ” islamici invece significa che il Cristianesimo è tutto da buttare ( a cominciare dal Papa Piacione ).

  • Adriana ha detto:

    Adesso si spende per cercare di dinostrare come il Corano dia alla base della civiltà europea – Vi ha contribuito anche l’APSA ? Sarebbe un bel modo per “agevolare ” i viaggi del Biancovestito nei paesi islamici.

  • Sconsolata ha detto:

    Fuori tema, ma sempre di scottante attualità. I migranti della Sea Watch – poco più di 10 – saranno affidati alla Chiesa Valdese, che aveva offerto la propria disponibilità ad accoglierli, e (viene sottolineato): “senza oneri per lo Stato italiano”. Sottinteso, forse, che tutte le altre “strutture” che si vantano di operazioni simili non lo fanno gratis et amore Dei? Ogni altro commento sui reiterati appelli in tema risulta perfettamente inutile.
    https://www.ilmessaggero.it/politica/migranti_sbarco_malta_salvini_chiesa_valdese-4220660.html

  • Maria Cristina ha detto:

    Nei loghi dei viaggi papali la croce non e’ mai formata da due bracci diritti e perpendicolari +. Da un po’ di tempo a questa parte e’ invalsa la moda della Croce dai bracci curvi come due tratti disegnati di getto di solito ricadendete quello orizzontale verso il basso, come chi mette di fretta un segno qualsiasi. Qualcuno che e’ esperto di simboli grafici dovrebbe analizzare la motivazione , perche’ un motivo c’ e’ sempre.
    Sembra che si voglia mandare un messaggio subliminale : la croce dai bracci diritti comunica un simbolo di stabilita’ e fermezza , gli scarabocchi curvi alludono vagamente a un qualcosa di pieghevole, di provvisorio, di improvvisato, qualcosa che si potrebbe anche forse omettere del tutto , tanto…
    Anche per la Giornata della Giventu’ a Panama la croce e’ lo scarabocchio curvo, quindi secondo me non c’’ entra solo il rapporto con l’ Islam, ma direi che c’ entra il rapporta di questa gerarchia ecclesiastica con la Croce stessa. La benedizione priva della Croce finale impartita dal papa, il nascondimento delle croci pettorali da parte di vari prelati, i loghi dei viaggi con le croci scarabocchiate e curve , tutto questo vuol dire pur qualcosa.
    Ti lodiamo o Cristo e ti benediciamo perche’ con la tua Santa Croce hai redento il Mondo. Croce = +

    • wp_7512482 ha detto:

      Stat Crux…è quello che mi era venuto in mente.

    • Rafael Brotero ha detto:

      I bracci curvi fanno eco alla mezza Luna: sono infatti lo stesso.

    • Gianfrancesco ha detto:

      Al padiglione Vaticano dell’Expo 2015 di Milano, di croci (dritte o curve) nemmeno l’ombra. L’avevo letto sulla stampa ed ho voluto accertarmene personalmente. Confermo: nemmeno l’ombra. Invece che espressione dello Stato della Chiesa sembrava di essere in una anonima sede di una qualunque onlus ecolologico-ambientalista.

  • giorgio rapanelli ha detto:

    Non cesserò mai di ribadire che il nostro Dio Trinitario nulla ha a che vedere con il Dio musulmano, con il “dio” buddhista, che non lo hanno, o i trecentomila dei indiani, o il Grande Spirito dei pellerossa. Tralascio quelle religioni per le quali l’uomo e “dio”, creatore di tutte le cose, come affermano certe religioni anticristiane e sataniste. Quando ero materialista comunista vedevo bene la preghiera interreligiosa di Assisi per la Pace. Anche qui c’è l’inganno, in quanto la pace cattolica è una cosa e la pace musulmana è un’altra cosa.
    Quindi certe politiche papali di promuovere un incontro con i musulmani, con le smancerie, tipo bacio del Corano, mi lasciano perplesso. Mi confondono. Ci confondono. Non sappiamo più cosa siamo. Di certo non siamo più una cristianità “missionaria”. Eppure, appena ieri cristiani e musulmani si combattevano per questioni politiche ed economiche, mentre la base dei comuni mortali combatteva in nome della fede. Come quei poveri Compagni comunisti che soffrivano nelle prigioni, al confino, o morivano nei campi di battaglia, in nome del comunismo e per ideali di fratellanza proletaria e di giustizia sociale. Mentre invece Lenin, la rivoluzione bolscevica, lo stalinismo ed altre vicende tragiche erano state una strategia occulta ed una pianificazione delle logge angloamericane massoniche e dell’alta finanza. Il gioco di questo papa è ormai scoperto, almeno a certi livelli di studio e di intelligenza e di fedeltà ai dogmi e alla tradizione. Mi chiedo sempre fino a quando i vescovi fedeli a Cristo, alla sua Eucaristia e al suo Vangelo tollereranno questo atteggiamento distruttivo della Santa Sede, senza intervenire apertamente e drasticamente per rimettere le cose nel solco della Tradizione.

    • Adriana ha detto:

      @ Giorgio Rapanelli .
      io credo che ” questo atteggiamento distruttivo ” sia stato ” messo in piedi ” , per dir così , già molto tempo fa , fin nei minimi particolari .
      Il fatto che lo ” scopriamo ” poco a poco è paragonabile alla vista di un treno che esca da un tunnel . Man mano che emerge alla luce possiamo contare il numero dei vagoni . Ma essi erano stati agganciati alla locomotiva fin dalla partenza .
      E il personale ferroviario ne era consapevole .

      • giorgio rapanelli ha detto:

        Verissimo. Ottimo esempio. Lo sapevano negli alti vertici fin dal 1919 dagli scritti sulla distruzione della civiltà cristiana millenaria di Rudolf Steiner e subito dopo qualche anno con il Piano di Richard Kalergi, massone, per la formazione di una nuova razza meticcia “Afro Euroasiatica” in Europa, al posto dell’attuale, e guidata da una élite massonico finanziaria. Cosa che sta già accadendo… La lotta sarà dura, con molte vittime, pure a livello fisico. Ma alla fine lo Spirito Santo illuminerà gli uomini e riporterà l’ordine divino sulla terra.

        • Adriana ha detto:

          @ Giorgio Rapanelli ,
          si . La lotta sarà dura e costerà molto sangue . Già ora in Francia i
          padroni della finanza e del discorso hanno gettato la maschera invitando gli uomini della polizia a ” écraser l’infame ” ossia quelli che pare siano proprio i rappresentanti del popolo antiglobalista : i Gilet jaunes
          Quanto alle ” tenere ” relazioni con l’Islam qualche dato . (del2017)
          Nel XX secolo furono massacrati nei modi più racapriccianti circa quarantacinque – ripeto 45 – milioni di Cristiani per la loro Fede .
          Quanti Musulmani sono stati uccisi dai Cristiani per la loro Fede ? Zero ?
          Dal 2011 la stima dei Cristiani barbaramente trucidati per la loro Fede si stima in 105.000 . E’ da dire che i dati dopo il 2011 sono difficilmente rintracciabili dopo che i catto-masson-comunisti-globalisti si sono rafforzati , legati dall’interesse comune della gestione lucrosa dei ” migranti ” , in larghissima misura islamici . Malgrado ciò e grazie alla fattiva opera di Bokko Haram il ritmo di eliminazione procede alla media di un Cristiano ogni 10 minuti.
          Siamo di fronte a un discrimen di sapore apocalittico , a nulla servono abbracci di pace di un Biancovestito ” segnato ” col premio ” Carlo Magno ” destinati alla ribalta mediatica .

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Devo fare attenzione che la mia critica a Papa Francesco manchi di rispetto perché a volte mi viene da ironizzare e non tutti potrebbero capire il mio intento.
    Il fatto è che le contraddizioni del Papa mi sembrano così tante e tali da farmi sorridere.
    Il Papa come persona mi è anche simpatico, ma penso che l’abbia influenzato la teologia della liberazione di sinistra.
    Lui probabilmente non se ne rende conto, ma quando mette sullo stesso piano il governo venezuelano che perseguita e i perseguitati affinché trovino un accordo, la sua formazione di stampo ideologico la noterebbe pure un bambino.
    Con l’Islam è la stessa cosa. Pur non essendo imam interpreta l’Islam con le categorie del cristianesimo buonista. Con conseguenza che potrebbero essere catastrofiche.
    I Papi precedenti colloquiavano, ma spingevano perché il Corano potesse essere interpretato dagli islamici attraverso la ragione, che vuole che non si uccide NESSUNO in nome di Dio.
    La pace del Corano, invece, è rivolta solo ai musulmani. Se non si capisce questo…

    • Sherlock Holmes ha detto:

      “Pur non essendo imam interpreta l’Islam con le categorie del cristianesimo buonista.”

      Proprio così caro Autore, hai colto il cuore della dissimulazione del problema.
      Questo, infatti, è il presupposto fondamentale con cui credono di dialogare con l’Islam.
      L’Islam da parte sua è una religione molto semplice, o ti sottometti o ti fanno fuori, questo è l’unico dialogo che loro intendono, non ce ne sono altri.
      I mussulmani cosiddetti moderati semplicemente stanno buoni e fanno i salamelecchi per convenienza, poi quando il vento gira vedi tu la moderazione dove va a finire.
      Chiediamo ai cristiani che vengono da paesi islamici o islamizzati come vengono trattati là e troveremo una prodigiosa uniformità di trattamento, o meglio, di maltrattamento.

      • MASSIMILIANO ha detto:

        Vero, ma con eccezioni. La Siria per esempio aveva trovato un ottimo equilibrio, che certo non era perfetto, ma la convivenza si dimostrava pacifica. Aveva… Saluti.
        Massimiliano.

  • Boanerghes ha detto:

    Quando ero in noviziato, nei frati Minori cappuccini, il padre Maestro, ricorrendo la memoria dei primi santi martiri francescani uccisi dai musulmani, disse testualmente, riferendosi ai frati suddetti: esempio da non imitare.
    In effetti, San Francesco è conosciuto male.
    Iniziando da chi lo vuole scimmiottare, usandone il nome e predicando l’assistenza ai poveri come il carisma francescano per eccellenza, quando invece non è così.

    • Iginio ha detto:

      Forse intendeva semplicemente dire che l’azione di quei frati non aveva portato frutto (nel senso di conversioni) e dunque quel metodo non andava bene. Il che, del resto, è vero, al di là della santità personale di chi viene ammazzato perché cristiano. Non esiste una vocazione al suicidio per noi cristiani, a differenza appunto dei musulmani.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    Anni fa una persona scrisse che il Re del Marocco si era convertito cattolico in segreto.
    Gli dissi che apportasse prove perché bensì era un sensazionalista o peggio, un bugiardo: la sua unica risposta fu arrabbiarsi con me, ma provi niente di niente.
    Saluti.

    Estimado Director:
    Hace años una persona escribió que el Rey de Marruecos se había convertido católico en secreto.
    Le dije que aportara pruebas porque sino era un sensacionalista o peor, un mentiroso: su única respuesta fue enfadarse conmigo, pero pruebas nada de nada.
    Saludos.