PELL CONDANNATO PER ABUSI. FORSE: IL PROCESSO È SECRETATO DAI GIUDICI AUSTRALIANI. PERPLESSITÀ.

12 Dicembre 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Secondo notizie provenienti dall’Australia il cardinale George Pell sarebbe stato riconosciuto colpevole di abusi nei confronti di due ragazzi del coro quando era arcivescovo, dopo che una precedente giuria non aveva ritenuto di potersi esprimere sul caso. Ma di tutta la questione si sa molto poco, se non che il cardinale ha negato, e continua a negare qualsiasi addebito; che il processo rientra in un quadro di sicura ostilità nei confronti della Chiesa cattolica; che un collegio giudicante – prima di questo – si era dimostrato un “hung jury”, cioè non in grado di raggiungere un verdetto, pare per la scarsa credibilità delle accuse, che rimonterebbero a vari decenni orsono; e che mentre il processo si stava svolgendo in giugno, un giudice ha emesso un “gag order”, un ordine bavaglio, che impedisce qualsiasi copertura mediatica del processo stesso. Quindi il verdetto di colpevolezza, giunto dopo ben tre giorni di dibattito, è conosciuto solo per vie traverse.

Il processo conosciuto come “processo della cattedrale” è nato dalla denuncia di due – allora – ragazzi che sostenevano che Pell li avrebbe abusati quando facevano parte del coro della cattedrale di San Patrizio, a Melbourne, negli anni ’90. Pell ha dichiarato a più riprese – fra cui al Guardian nel 2017 – di “ribadire la sua ferma e veemente smentita su ciascuna e tutte le accuse”.

Visto il segreto che circonda il processo, è difficile farsi un’idea della serietà delle accuse; e non si può evitare il sospetto che vi siano interessi economici, politici e ideologici dietro tutto questo. Quello che possiamo fare è consigliarvi la lettura di questo eccellente articolo di Julia Yost, della rivista americana “First Things”, che è in italiano e che offre un’accurata descrizione del contesto, e della situazione di Pell, e di come si è mosso in questo campo quando era arcivescovo di Melbourne. Ma è evidente che il clima generale, con notizie di abusi che arrivano da ogni parte, non può non giocare pesantemente anche in campo australiano.

Leggete comunque Julia Yost

George Pell è stato nominato il 13 aprile 2013 da papa Francesco lo nomina membro del Consiglio dei cardinali, chiamati a consigliarlo nel governo della Chiesa universale e a studiare un progetto di revisione della Curia romana, il cosiddetto 2C9″. Il 24 febbraio 2014 è stato nominato primo prefetto della Segreteria per l’economia, di cui è ancora titolare, anche se il Pontefice gli ha permesso di tornare in Australia per difendersi dalle accuse.







Oggi è il 107° giorno in cui il Pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

“Quando ha saputo che McCarrick era un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?”

“È vero, o non è vero, che mons. Viganò lo ha avvertito il 23 giugno 2013?”

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi e risponda”.




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26 commenti

  • Rafael Brotero ha detto:

    Guarda caso, non é proprio quel cardinale che h denunciato la manipolazione del sínodo contro la famiglia?
    Nihil novi sub sole.
    Zzzzzzzzzzz

  • vincenzo ha detto:

    Salve dott. Tosatti.
    Condivido le sue perplessità, anche perché di natura sono un garantista al 100% fino a chiusura di ogni pendenza giudiziaria e spesso rimango perplesso anche dopo (così, ad esempio, per i casi Bossetti e Stasi, a mio parere molto discutibili).
    Quello che non condivido o almeno non capisco è come faccia ad essere perplesso se Pell viene riconosciuto colpevole da una giuria, cosa che prelude ad una prima sentenza di condanna e che presuppone una raccolta e valutazione di prove, e al tempo stesso tratti in modo marcatamente “giustizialista” il caso di McCarrick, che al momento nessuna autorità ha riconosciuto colpevole di nulla. Analogo discorso per Wuerl, Farrel ed altri soggetti presi abbastanza di mira (NB: la relazione del grand jury della Pennsylvania non è un provvedimento di condanna, ma un atto conclusivo di indagini unilaterali: sarebbe come ritenere colpevole qualcuno sol perché una procura ha chiesto un rinvio a giudizio sulla base delle proprie risultanze).
    Comprendo che possano esservi motivazioni rispettabili in questo duplice approccio forse inconsapevole, ma mi sento di suggerirle di scegliere un approccio unico e rimanere ad esso coerente sempre, quale che sia il soggetto di turno. Ne guadagneranno le sue analisi.
    Cordiali saluti.

    • Rafael Brotero ha detto:

      I casi di McCarrick e Pell non sono paragonabili: sulle accuse contro Pell ci sono gravi indizi di ricatto e vendetta. Basta guardare la tempistica del caso: cari porporati, guai a chi si oppone alla nostra misericordia. Il messaggio é abbastanza chiaro ed efficace, lo prova il silenzio assoluto di tutti gli altri cardinali. Non lo vede chi non lo vuole.

      • vincenzo ha detto:

        Quindi secondo lei, i due denuncianti, la polizia australiana, la procura australiana, il tribunale australiano, i giurati e i testimoni hanno agito in un certo modo perché qualcuno a Roma voleva vendicarsi di Pell o voleva dare un monito ad altri vescovi o cardinali? Se è per questo, si potrebbe invece ipotizzare che il tutto sia stato sollecitato dalle autorità politiche australiane – che sono alquanto anticlericali, visto che vorrebbero pure abolire il segreto confessorio – o dalla Regina Elisabetta in persona…
        E perché non dovrei pensare che i denuncianti di McCarrick, svegliatisi dopo 40 anni, non siano stati “invogliati” a farlo da qualcuno che voleva levarsi dai piedi McCarrick o voleva utilizzare il caso per poi prendersela col Papa?
        Scusi tanto ma il tema dell’intervento era “garantismo” e “colpevolismo”: chi se ne importa dei retroscena, se il problema è “l’uno o l’altro hanno o non hanno abusato di qualcuno” e che atteggiamento avere fino a quando su ciascun caso sarà emessa una sentenza definitiva?

        • Rafael Brotero ha detto:

          É vero. Mi sono dimenticato. La destruzione della Chiesa non interessa a nessuno e la Chiesa non ha nemici potenti e occulti nei governi di tutto il mondo. La manipolazione non esiste. Benedetto XVI si ha dimesso spontaneamente, la mafia di Sankt Hall non é mai esistita, Bergoglio é papa legittimo e ortodosso, la vita é bella. Sono troppo distratto. Grazie.

  • Adriana ha detto:

    Affascinanti quesiti !
    specialmente quello sulla coscienza e il deliberato consenso …..
    Quesito piccolo , piccolo : ” Come la mettiamo con la maestrina
    di una scuola elementare di Tuscania , che ha fatto sostituire
    ( nella canzoncina natalizia )” Caro Gesù “- con – ” Bimbo laggiù ”
    per non turbare ,- TURBARE – altri bimbi che evidentemente appartengono a quella religione di pace che si segnala per le sue ”
    ” ottime ” , ” pacifiche ” azioni soprattutto per le feste ? ? ? “.
    C’è una risposta sola , mi pare : che Gesù era un delinquente tale
    da non potersi nominare ! Specialmente davanti a bambini innocenti . Altro che Maometto ! Chiedo scusa per questo OT .
    Mi pare però che spieghi molte situazioni ” strane “. Compresa quella sopra proposta.

    • Maria Cristina ha detto:

      Cara Adriana la faccenda del “ deliberato consenso” e’ uguale a quella delle attenuanti che un tempo si davano al “ delitto d’ onore” . Un tizio torna a casa scopre la moglie a letto coll’ amante e preso da un furore che lo manda fuori di testa li ammazza tutti e due. Poiche’ l’ omicidio e’ stato compiuto in un momento di alterazione mentale un tempo queste attenuanti erano tali che l’ assassino poteva anche essere assolto del tutto.
      Cosi’ si ci e’ stato chi per difendere la possibilita’ di un divorziato risposato che vive more uxorio col secondo partner quindi in adulterio, di fare la Comunione si e’ inventato che l’ adultero/adultera poteva non dare il “ deliberato consenso” ad avere rapporti simil-coniugali col secondo partner ma ne era costretto dalla “ situazione” , cioe’ era obbligato a farlo, anche se in coscienza non voleva farlo, per non rompere il secondo legame ecc, e che quindi poteva fare la Comunione anche vivendo in adulterio perche’ ’ non c’ era il deliberato consenso. E’ un trucco gesuitico o casuistico , gia’ denunciato da Pascal : al tempo di Pascal i gesuiti assolvevano chi aveva ucciso un uomo in duello perche’ non c’ era il deliberato consenso di uccidere ma solo la necessita’ per salvare l’ onore e non essere additato come vigliacco.
      Cosi’ con la scusa del deliberato consenso si puo’ dare le attenuanti a tutto: anche Adamo ed Eva a ben vedere nel peccato originale non avevano dato il deliberato consenso, p perche ’ sedotti e ingannati dal serpente, quindi non in pieno delle proprie facolta’ mentali.
      Come si suol dire: fatta la legge trovato l’ inganno, per aggirare la Legge.

      • Adriana ha detto:

        Cara Maria Cristina ,
        aggiungiamoci poi che il permesso di sibilare proposte
        ” creative ” ad Adamo ed Eva era stato dato da Dio all’ofide strisciante : ( (altrimenti che Dio onniscente e onnipotente era ?).
        Aggiungiamo che lo stesso Gesù invita a esser astuti come serpenti…
        Aggiungiamo che – coerentemente a queste informazioni – ,Gesù si era fatto serpente immondo per accogliere in sé la malvagità umana e compaRtirla con l’umanità tutta che anela al terreno senza antiquati sensi di colpa promossi da chiacchiericci
        mai registrati….
        E ci troviamo nel non luogo dello Gnosticismo – delle origini- rivisitato da un linguaggio politicamente corretto che non titilli la suscettibilità delle minoranze sensibili ( gay , trans , neri , islamici ecc..) . – Abbiamo imparato che il Tempo è superiore allo Spazio .-
        Perciò : via libera alla musica che è un “non luogo , uno slancio dell’anima che porta alla libertà ! ”
        E se non basta “Sfera Ebbasta ” aggiungiamoci quella del “Poliedro ebbasta ” che porta alla libertà di coscienza del
        ” Bambino Laggiù ” che fa rima con ” Tiramiggiù “.

    • laqualunque ha detto:

      Da quel che ho capito, il silenzio stampa è stato imposto dal tribunale per evitare di influenzare i giurati di un altro processo simile a cui si deve sottoporre Pell a breve. Quindi dovrebbe essere a sua garanzia.

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Un caso in cui non entro nello specifico perché non lo conosco bene, ma che mi lascia perplesso per come viene gestito.
    Una perplessità che comprende lo stesso pontificato di Papa Francesco che, se anche non può sbagliare come dottore di fede e di morale, può sbagliare nelle sue scelte pastorali nonostante una speciale grazia di stato che, però, di per se non è infallibile. Anche i genitori, infatti, hanno la grazia di stato nei riguardi dei figli, ma fanno tanti errori.
    Anche perché la grazia di stato va “adoperata”.
    Di Papa Francesco ci sono alcune cose che mi lasciano perplesso. Sottolineo “alcune”, perché molte altre non mi lasciano affatto perplesso, e “perplesso”, perché può darsi che alla fine la mia perplessità si riveli esagerata.
    Ciò non toglie che è innegabile che in questo momento nella Chiesa ci sia grande confusione e che basta “poco” per fare danni spirituali enormi, a cui il Papa sarà chiamato a rispondere davanti a Dio.
    Riassumendo, a me pare che il Papa crei confusione 1) con un parlare poco chiaro, 2) con un tacere quando dovrebbe chiarire o parlare, 3) con un far inconsciamente passare per insegnamento di fede ciò che non è direttamente un principio di fede, ma solo un’opinabile interpretazione, 4) nella prassi pastorale.
    Esermpio 1): nell’Amoris laetitia il Papa non dice nessuna eresia, ma lancia un sasso nello stagno e aspetta… Non dice eresie perché è dottrina della Chiesa che anche chi commette un oggettivo peccato grave, ma non ne ha la piena coscienza, soggettivamente quel peccato non può essergli imputato e può vivere in stato di grazia. Ma parlare di Comunione ai divorziati risposati senza dare delle direttive chiare, rischia di mandare più anime all’inferno che salvarle!
    Esempio 2): la mancata risposta ai dubia, che può apparire come una scelta di campo per l’ala modernista dei Vescovi, e il parlare poco, per non dire il tacere, sul gender, che può apparire come un disinteresse del Papa su certe questioni.
    Esempio 3): quando il Papa parla di Islam presentandolo come una religione di pace. Il Papa è il dottore supremo della fede cristiana, non di quella islamica. Il principio di fede è che tutti gli uomini vanno amati, compresi gli islamici, ma il considerare l’Islam una religione della pace non è applicare questo principio. Perché basta leggerlo il Corano, per rendersi conto che abbinare l’Islam “ortodosso” alla pace, almeno per come la intendiamo noi, rasenta il ridicolo.
    Esempio 4): il Papa parla giustamente di famiglia e condanna la pedofilia, ma promuove a cardinali dei Vescovi filo omosessualisti. Sembra quasi dire: NON FATE quel che dico, ma FATE quel che fanno questi Cardinali.

    • paola ha detto:

      “chi commette un oggettivo peccato grave, ma non ne ha la piena coscienza, soggettivamente quel peccato non può essergli imputato e può vivere in stato di grazia”. Sta scherzando vero? I cattolici devono sapere ciò che è peccato, l’ignoranza colpevole è molto grave. Percui chi non sa che l’adulterio è proibito ed è un peccato mortale non è per nulla innocente. La legge umana non ammette ignoranza, figurarsi quella divina. Spero che fosse una provocazione….

      • Astore da Cerquapalmata ha detto:

        Se non erro è almeno dai tempi del Concilio di Trento che la morale della Chiesa insegna che la norma prossima dell’agire umano è la coscienza CERTA, anche se non dovessere essere RETTA.
        Occorre perciò ubbidire sempre alla coscienza, anche quando sbagliata, purché l’ignoranza sia INVINCIBILE.
        La coscienza può essere VINCIBILMENTE erronea, e allora l’ignoranza è colpevole, oppure invincibilmente erronea, e allora l’ignoranza è incolpevole.
        La Legge della Chiesa non è peggio di quella civile, ma meglio.
        Per cui IN TEORIA ci può essere un battezzato che, in BUONA FEDE comette peccato senza saperlo. Costui può, IN TEORIA, vivere in grazia di Dio. Per cui può, IN TEORIA, comunicarsi.
        Il fatto è che se la norma della Chiesa dice da secoli che per accostarsi alla Comunione non basta la buona fede e se si ha la coscienza di aver commesso peccato grave, non basta la CONTRIZIONE (che, pure, ristabilisce nello stato di grazia), ma anche CONFESSARSI, un motivo ci sarà.
        Il motivo è dettato dalla prudenza e dallo zelo della salvezza delle anime. Per cui nenche io sono per la Comunione per i divorziati risposati, ma se il Papa ne prospetta la possibilità, non è eretico. Può essere progressista, imprudente, lasso, ma non insegna un’eresia. Non è una questione di dottrina, che è già stabilità e che è esattamente come ho detto, ma è una questione di legge ecclesiastica.
        A tal proposito ricordo solo che il catechismo pre conciliare di San Pio X dice che per commettere (soggettivamente) un peccato mortale, non basta la materia grave, ma occorre anche la PIENA avvertenza e il DELIBERATO consenso.

        • Paola ha detto:

          Sicuro, ci vuole anche la piena avvertenza.
          Ma noi siamo obbligati a conoscere la dottrina della Chiesa,
          la quale insegna chiaramente cosa è peccato e cosa no. Percui nessun battezzato può essere giustificato in questo caso, a meno che non sia incapace di intendere e di volere.
          Negli altri casi l’ignoranza è più che vincibile.

          • Maria Cristina ha detto:

            Astor non siamo casisti o legalisti attaccandoci ai cavilli !

            Suppongo che un prete che compie un atto di sodomia con un minore abbia la piena avvertenza o secondo te non sa che e’ un peccato?
            E uno che divorzia dalla moglie/marito quando ha giurato fedelta’ Per la vita suppongo che abbia la piena avvertenza di rompere un patto sacro ed indissolubile, o secondo te non lo sa ? Suppongo che chi ammazza un uomo o una donna o un bambino abbia la piena avvertenza di stare togliere la vita , che e’ Sacra, o secondo te non lo sa?
            Fammi qualche esempio di un cattolico oggi, che non sappia , che divorziare e risposarsi , abortire, suicidarsi o aiutare a suicidarsi, rubare, mentire, avere rapporti contro natura, corrompere un minorenne, appropriarsi del denaro delle offerte dei fedeli per spenderlo in irte, ecc ecc, fammi un esempio concreto , di un cattolico soprattutto se prete che non SAPPIA ch3 queste cose sono peccato? O stiamo parlando di minorati mentali, persone incapaci di intendere e di volere, dementi, colpiti da Alzhaimer?

    • Lucia ha detto:

      Anch ‘ io non entro nel merito del processo.Una cosa e certa sicuramente tra i tanti accusati di abusi a vario titolo parecchi sono innocenti e vittime di vendette ma anche di ” psicosi prete abusatore” com ‘ e venuto fuori in tanti casi.Ma siamo onesti questa psicosi non ci sarebbe se troppe volte le accuse non si fossero rivelate vere e soprattutto si fosse continuato con la severita del cardinale Mueller e se troppi vescovi non avessero fatto orecchie da mercante quando le vittime hanno chiesto giustizia piu in generale dai primi scandali emersi del 2000.Adesso come si dice dalle mie parti il giusto paga per i peccatori.Intanto come ha rivelato” il messaggero”in vaticano sono a corto di soldi e si pensa ai prepensionamenti .Bene , bene a quanto pare si sono accorti che i fedeli non sono masochisti ciechi , sordi e muti .Cambiera qualcosa? Temo di no finche alle finanze ci sono soggetti come il cardinale marx , ma prima o poi questa gente ….dovra lasciare il posto di lavoro.Staremo a vedere .Buone feste

      • deutero.amedeo ha detto:

        @Lucia
        Oltre a dimostrarsi un pessimo successore di Pietro dal punto di vista teologico, il miserando venuto dalla fine del mondo dimostra di essere un pessimo manager.
        Veramente inadeguato da tutti i punti di vista alla carica che con grande presunzione di se’ ha ricercato ed accettato di ricoprire usando lo Spirito Santo come schermo .
        Dio mi perdoni.

    • deutero.amedeo ha detto:

      A proposito di Papa Francesco.
      Si può essere intellettualmente disonesti pur dicendo sempre e soltanto cose vere, ma ritagliate a piccoli pezzi e bocconi da una verità più ampia, tacendo su tutto il resto.
      Se io dico che l’uomo è un mammifero dico una verità, ma con questo non posso dire di aver detto tutta la verità sull’uomo. Così se dico che Dio è misericordioso dico una verità, ma non posso dire di aver detto tutta la verità su Dio.
      A voi trarne le conseguenze. Ad meliora!

      • The hex ha detto:

        Se dici che Dio è misericordioso stai dicendo anche che è giusto. La misericordia è il coronamento della giustizia. Se poi sei andato a catechismo in 3 elementare ti spiegano che Dio è giusto. Non c’è bisogno che il Papa lo dica (e comunque lo ha detto) come non c’è bisogno che al liceo ti venga rispiegato l’alfabeto.

        • Maria Cristina ha detto:

          THe Hex

          Anche che Dio e’ misericordioso lo insegnano al Catechismo e non ci sarebbe bisogno che il Papa lo ripeta in continuazione. Ma Papa Francesco lo ripete in continuazione. Ripetendo pero’ solo un n attributo di Dio e non ricordandando mai tutti gli altri attribuiti di Dio ( Dio e’ misericordioso, ma anche verace, Eterno, Infinito, giusto, onnipotente ecc. ) ripetendo solo uno ed un unico aspetto e’ ovvio che si vuole convincere il fedele cattolico che tutto il resto viene per importanza dopo la misericordia. La giustizia, la verita’ , il Giudizio di Dio .
          E’ ovvio ormai a chiunque che il Dio di Bergoglio e’ monodimensionale : nessuno sente piu’ parlare della verita’ Quale attributo fondamentale di Dio . La ragione umana e’ del tutto trascurata a favore di una fede emotiva e sentimentale, che non fa piu’ apoello Al Logos.
          Del resto Bergoglio aveva trattato con sprezzante ironia gli “ adoratori del Logos”
          E gli effetti di una fede senza ragione e solo sentimentale li vediamo ogni giorno: il Gesu’ compagnone e amicone ha preso il posto del Cristo Verbo Eterno di Dio . E sulle pareti delle chiese invece del Cristo Pantocrator campeggiano gli affreschi dei gay che si abbracciano con tanto amore come nel Duomo di Rieti…l’ ammmmore senza cervello .

          • beppe ha detto:

            Cara Maria Cristina, non era “adoratori del Logos”, ma “specialisti del Logos”. Non è un’espressione di Francesco, ma della Falasca, che aveva così “tradotto” una sia omelia sull’ideologizzazione della fede e poi Ferrara l’aveva fatto passare per un attacco a Ratzinger che è effettivamente uno specialista del Logos (ma certo non nel senso inteso dalla falasca, così come questa aveva inteso l’omelia del Papa). Poi la cosa è stata accorpata alla nota lista di insulti, è girata sui social network e alla fine è arrivata a lei che la riporta qua per contestare il Papa che non parla della Verità ma solo della Misericordia.
            In tema e per tranquillizzarla, le dono una breve citazione pescata a caso tra mille altre: “Cari fratelli e sorelle, “Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi”. Siamo chiamati a trovare sempre in Lui il riposo della misericordia e della verità che ci fanno liberi”.

      • GMZ ha detto:

        Caro Deutero,
        Si può essere opachi anche proclamando preoccupazione per il dilagare del “clericalismo” tra il clero e poi circondandosi di “clericalisti” (spesso promossi, a volte riabilitati, sempre coccolati).
        Galantino aveva ragione: Clericalismopoli non fu distrutta, fu spostata!
        Nessuno mi può giudicare nemmeno Tu, piuttosto che miserando atque eligendo.

    • Nat ha detto:

      @ Astore
      Il punto è proprio questo: che confidando nel principio che “il tempo è superiore allo spazio” papa Francesco non definisce mai nulla ma “apre processi” che il tempo renderà “irreversibili”, come si affrettano sempre a sottolineare i sostenitori del “nuovo paradigma”.
      Come ha avuto modo di dire uno di costoro “tutto molto gesuitico”.