FONDATORI NEL MIRINO. SOTTO ATTACCO DI VOCI PROGRESSISTE DEGLI ORDINI IN ASTINENZA DA VOCAZIONI…

13 giugno 2018 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Alcuni lettori mi hanno segnalato preoccupati un misericordioso editoriale di Tredimensioni 15 (2018), 9-17, rivista per formatori alla Vita Consacrata, legata all’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana, quella dei Gesuiti, per intenderci. Il pezzo dal titolo “Quando il carisma è bacato” sembra mostrare una buona dose di livore e di ostilità ideologica contro Fondatori e nuove Fondazioni di Vita Consacrata, specie quelle un po’ restaurazioniste che hanno o avevano molte vocazioni… Come i FFI, o il Verbo Incarnato, o la Fraternità dei Santi Apostoli, o la Familia Christi?

Si sa, dopo il caso Maciel Degollado, ormai tutti i Fondatori e Fondatrici sono sotto la lente – o per meglio dire – nel mirino di ambienti vaticani e di altri ordini, magari in sofferenza,  che forse sotto sotto si compiacciono di scandali, veri o falsi, per cogliere l’occasione per intervenire e tagliare ali e gambe soprattutto a fondazioni in odore di restaurazionismo dottrinale, liturgico, ecc.

L’editoriale di Tredimensioni non nomina nessun Istituto, nessun Fondatore; e dà così l’impressione di generalizzare.

Forse non a caso l’editoriale è stato ripreso da padre Lorenzo Prezzi sul numero di maggio 2018 della sua rivista Testimoni, col titolo “Fondatore e Fondazione. Possibile ambiguità del carisma”. Il direttore di Testimoni è notoriamente ostile a fondatori come padre Stefano Manelli e a quei frati e suore che lo difendono. Qualche precedente articolo di padre Prezzi attacca anche chi difende il Manelli e i religiosi che in coscienza sentono il dovere di non abbandonarlo e di sostenerlo pubblicamente rimettendoci fama, posizione, ecc.

Testimoni non spende una parola – e in effetti grazie al suo mantenersi nel vago non ne vede la necessità – sulla ritrattazione della nipote di padre Fidenzio Volpi che in suo libro, insieme al co-autore Mario Castellano, aveva accusato pesantemente padre Manelli, frati, suore, laici delle associazioni intestatarie dei beni tanto contesi…

Fa male davvero pensare che l’attuale Chiesa della misericordia perseguiti e non riabiliti un fondatore nonostante la giustizia  laica stia facendo il suo dovere demolendo il circuito di calunnie che hanno fatto comodo a certi frati e monsignori pur di disarcionare padre Manelli e il suo governo.

Leggiamoli insieme i brani misericordiosi di “Tredimensioni” pubblicati anche da “Testimoni”. Interessanti e significativi alcuni concetti chiave:

«In caso di carisma bacato è difficile dire: togliamo le mele marce e il resto si salverà. O anche dire: aggiorniamo le costituzioni con dei tagli e delle aggiunte. No, perché la contaminazione partita dall’origine si è estesa a tutta la realtà che ne è nata. Occorrerà invece aver il coraggio di porre in atto una vera e propria dinamica di rifondazione, che riesca a cogliere quel germe di motivo ispiratore intatto (presente in ogni carisma che abbia ricevuto un riconoscimento dalla Chiesa, a prescindere da chi lo riceve), e a partire da lì declinare e riempire di contenuti coerenti gli elementi essenziali del carisma: dall’esperienza mistica al cammino ascetico, dalla missione apostolica alla testimonianza dei voti. Non sarà certo un lavoro semplice né breve, e sarà legato, più che all’intuizione straordinaria di qualcuno, al lavoro d’insieme di coloro che non si sono lasciati contaminare dal virus del fondatore. Forse molti dovranno lasciare, e sarà un bene. Mentre pochi, o comunque meno d’un tempo, saranno quelli che entrano, ma anche questo sarà un bene. L’istituzione avrà meno potere, sociale ed ecclesiale, e sarà un bene ancor maggiore».

IL misericordioso scrittore aggiunge:

«Il tema è più complesso di quanto un editoriale possa dire. Ma in questa sede interessava mettere in campo l’idea che di fronte a istituzioni estremamente ferite il rimedio non sia la ri-composizione e il recupero del carisma iniziale ma la sua archiviazione. Al fondatore va tolto il suo alone di gloria e come fondatore gli va dato il diritto all’oblio, chi ha tenuto il potere deve lasciarlo anche per il futuro e non riprenderlo più, ciascuno deve distanziarsi da un passato che volutamente si vuole non conservare, va impedita la ricerca di nuovi protettori semmai in altre diocesi o nazioni».

Ecco il brano conclusivo dove l’autore progetta un generale lavaggio del cervello dei religiosi bacati (meglio se anche restaurazionisti):

«Chiudere non vuol dire «tutti a casa». Non è questione di restare o andarsene: chi se ne va, va a perpetuare altrove lo stile malato e chi resta si contrappone stando dentro. Chiudere significa inserire una fase in cui ciascuno è chiamato a distanziarsi dal passato. È quel passato con il suo particolare tipo di spiritualità che deve morire. Il futuro, se ci sarà, dovrà essere qualcosa di nuovo e di diverso».

Damnatio memoriae, riprogrammazione alias lavaggio del cervello e monitoraggio continuo e universale dei singoli religiosi o ex religiosi, morte del carisma (se è restaurazionista è sicuramente «bacato»!). Ormai lo Spirito Santo non deve più suscitare fondatori. Ci basta la Congregazione degli IVCSVA, a tre dimensioni.

Se pezzi e progetti del genere potrebbero deprimere, niente paura. Nel discorso agli studenti dei collegi ecclesiastici, pubblicato su L’Osservatore Romano di mercoledì 06 giugno 2018 Papa Francesco invita all’«umorismo». E l’umorismo, dice Papa Francesco, è «quel “relativismo” buono, il relativismo della gioia, il relativismo della spiritualità, quel relativismo che nasce dallo Spirito Santo». Ben quattro volte la parola relativismo. C’è chi vi ha visto uno sdoganamento. Magari si preoccupa troppo, però di questi tempi…

Difficile capire cosa c’entri l’umorismo con il relativismo e viceversa. Non importa capire, non bisogna capire. Se volessimo ragionare secondo la Ratio, la Fides e il dogma saremmo dei restaurazionisti degni degli strali di “Tredimensioni” e di “Testimoni”…

Il Papa ci insegna che esiste il  relativismo «buono», «della gioia», «della spiritualità», «che nasce dallo Spirito Santo».

Purtroppo noi “restaurazionisti” siamo rimasti arretrati a quando Papa Benedetto XVI denunciava la «dittatura del relativismo».

Ma allora – oh perbacco! – se esiste un relativismo buono e gioioso ecc., esiste anche una Dittatura buona? Ma certo, ed è addirittura misericordiosa, a tre dimensioni (cioè non gli sfugge nulla) e con tanti testimoni (le vittime).







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Questo articolo è stato scritto da wp_7512482

25 commenti

  • ilario ha detto:

    Caro dott Tosatti a proposito di relativismo dello spirito santo come riportato nel suo commento che ha impressionato anche me suo abituale lettore devo però ricredermi dopo aver visionato la fonte originale. In effetti papa francesco condanna il relativismo soggettivo e la dittatura del relativismo citando benedetto xvi . Mentre parla di relativismo buono che tramite l umorismo ognuno può fare relativizzando le proprie pretese o supponenza sub a eternità tis. Spesso anch’io dico siamo di passaggio. Cosa vuoi che sia di fronte all’eternità. Personalmente l ho inteso come ridimensionare il proprio io. In un certo senso ne esco più rassicurato rispetto a quanto supposto pesantemente nel suo commento. Poi Il papa non usa il termine relativismo dello Spirito Santo che sarebbe effettivamente grave e preoccupante ma relativismo dello spirito che mi sembra un po diverso. D’ora in poi leggero i suoi articoli volentieri come faccio quotidianamente ma con un pizzico di spirito critico e umorismo.saluti

    • wp_7512482 ha detto:

      Lo faccia sempre! Non sono infallibile….

      • Paolo Pagliaro ha detto:

        Caro Tosatti, in considerazione di quanto rilevato da Ilario mi sembrerebbe onesto e doveroso correggere l’articolo e anche segnalare l’errore. Citazioni monche e mancanza di spiegazioni le dobbiamo volentieri lasciare ad altri.

  • Maria Cristina ha detto:

    Secondo lo scrittore argentino Borges Dio, se esiste , e’ un umorista.E’ vero che Borges credeva in un Dio spinoziano, Deus sive natura. Se Dio e’ la natura, immanente alla realta’ ,
    e’ imprevedibile e pare divertirsi coi paradossi. Tutta la vita umana e’ un paradosso se vista solo in una prospettiva orizzontale , del Tutto naturalistica, senza la fede nella vita eterna e in una realta’ ultraterrena. Ma se si ha fede nella vita eterna e nel Dio cristiano ecco che tutti i pezzi paradossali del puzzle vanno a posto e la richiesta di “ senso” trova una soluzione.
    L’ umorismo ( apparente) di Dio quindi e’ il contrario del relativismo, e’ vedere tutta la realta’ sub specie Eternitatis.
    Il contrario dell’ umorismo terra terra di Bergoglio che sara’ io penso seppellito da una risata: una risata vera del vero Dio li seppellira’.

  • Claudius ha detto:

    L’umorismo secondo il Bianconiglio e’ “una forma di relativismo”. E il cretinismo, invece?

  • Margziam ha detto:

    Relativismo fa rima con Modernismo, che è “la sintesi di tutte le eresie e il compendio di tutti gli errori” (San Pio X, P.P.).

    … “Similmente è eretico chi crede che le verità dogmatiche possono mutarsi col mutare le opinioni umane”… (San Pio X, P.P.). Asserzione in cui sembrerebbe potersi far rientrare un aspetto del relativismo!!!

    E sinceramente…… Nell’eresia modernista-relativista non troverai proprio un bel niente di umoristico.

  • Giovanni Cerbai ha detto:

    Sembra proprio di udire il riecheggiare di pretese (ahinoi, non ancora consegnate alla una Storia) di “rieducazione” in salsa marxista-leninista. E che nessuno scampi a questa pretesa, né alla purga!

  • deutero.amedeo ha detto:

    E sempre a proposito di Salmi, quello che segue è la preghiera di Davide dopo che gli Zifei andarono a dire al suo nemico Saul che Davide era nascosto presso di loro. Senza commenti miei e scusandomi per l’insolita lunghezza del messaggio.

    Salmo 53(54) – INVOCAZIONE AL DIO CHE RENDE GIUSTIZIA
    3Dio, per il tuo nome, salvami,
    per la tua potenza rendimi giustizia.
    4Dio, ascolta la mia preghiera,
    porgi l’orecchio alle parole della mia bocca;
    5poiché sono insorti contro di me gli arroganti
    e i prepotenti insidiano la mia vita,
    davanti a sé non pongono Dio.
    6Ecco, Dio è il mio aiuto,
    il Signore mi sostiene.
    7Fa’ ricadere il male sui miei nemici,
    nella tua fedeltà disperdili.
    8Di tutto cuore ti offrirò un sacrificio,
    Signore, loderò il tuo nome perché è buono;
    9da ogni angoscia mi hai liberato
    e il mio occhio ha sfidato i miei nemici.

    Da: Commento ai Salmi di Sant’Agostino.
    Dio salva e giudica.
    4. [v 3.] Dio, salvami nel tuo nome e giudicami con la tua potenza. Dica questo la Chiesa, mentre è nascosta in mezzo agli zifei. Questo dica il corpo dei cristiani, che tiene celata la bontà dei suoi costumi e in segreto spera la ricompensa dei suoi meriti. Dica: Dio, nel tuo nome salvami e nella tua potenza giudicami. Sei venuto, o Cristo: sei apparso umile, sei stato disprezzato, flagellato, crocifisso, ucciso; ma nel terzo, giorno sei risorto, nel quarantesimo giorno sei asceso in cielo, siedi alla destra del Padre e nessuno ti vede più. Di lassù hai mandato il tuo Spirito, ricevuto da quanti ne erano degni: i quali, colmi del tuo amore, annunziarono alle nazioni per tutto il mondo la grandezza delle tue stesse umiliazioni. Vedo il tuo nome giganteggiare al di sopra degli uomini, ma tu ci fosti annunziato come un uomo debole. Anche il Dottore delle genti diceva di non voler sapere in mezzo a noi altro che Gesù Cristo e questi crocifisso 15: affinché scegliessimo la sua ignominia piuttosto che la gloria dei fiorenti zifei.

  • Emilio ha detto:

    Ho letto le frasi trascritte dall’editoriale di Tredimensioni. Credo che la ‘ricetta’ debba applicarsi anche al Vaticano e alla organizzazione attuale del Clero nella Chiesa.

    Cito, in proposito, un articolo apparso sul blog “L’isola dI Patmos”, a firma di padre Giovanni Cavalcali e Ariel S. Levi di Gualdo.

    Argomento, di attualità ecclesiale:

    il no del Sommo Pontefice Francesco I all’ammissione degli omosessuali nei seminari? il dramma della decadenza morale del clero nasce dalla mancanza di adeguata formazione, è così che finiamo poi col ritrovarci con un esercito di checche e checchine, dive e divine all’interno del corpo ecclesiastico

    Tesi argomentata:

    il raccomandare di non ammettere un gay in seminario, come di recente ha fatto il Sommo Pontefice Francesco I, è solo la parte finale di un lavoro allo stato attuale impossibile da farsi, se prima non si va a colpire con ferro e fuoco certi vescovi e potenti cardinali. Contrariamente, dire ai Vescovi d’Italia riuniti in assemblea plenaria che non bisogna ammettere in seminario persone che siano anche e solo sospettate di tendenze omosessuali, sarebbe come andare a grattare con un cucchiaino da caffè la punta di un iceberg.

    Infatti:

    Pertanto, il raccomandare di non ammettere un gay in seminario, è solo la parte finale di un lavoro allo stato attuale impossibile da farsi, se prima Voi non andate a colpire con ferro e fuoco certi vescovi e potenti cardinali. Contrariamente, dire ai Vescovi d’Italia riuniti in assemblea che non bisogna ammettere in seminario persone che siano anche e solo sospettate di tendenze omosessuali, sarebbe come andare a grattare con un cucchiaino da caffè la punta di un iceberg.

    Dall’Isola di Patmos, 27 maggio 2018 – Santissima Trinità

  • deutero.amedeo ha detto:

    Dopo aver letto l’articolo ho pensato con profonda tristezza alle persone vittime di tante male parole, di calunnie e disprezzo.
    Mi sono chiesto: che cosa si potrebbe dire loro?
    E subito mi sono ricordato di uno splendido salmo ( il 42-43) che è sottotitolato: Lamento del Levita esiliato.
    E’ quello che inizia con le parole:-Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te o Dio-.
    E poi (al versetto 42,4 ) dice: -Le lacrime sono mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre :”Dov’è il tuo Dio?”.
    Ma poi, con tutta la sua forza chiede (giustamente) a Dio di fargli giustizia:
    -FAMMI GIUSTIZIA, O DIO,
    DIFENDI LA MIA CAUSA CONTRO GENTE SPIETATA;
    LIBERAMI DALL’UOMO INIQUO E FALLACE.-

    E’ questa, a parer mio , l’unica risposta che possono dare quelle povere persone perseguitate, e noi con loro.

  • Esdra ha detto:

    I carismi li ha riconosciuti la Chiesa, ma si è sbagliata, i depositari dello Spirito Santo sono loro, Dio si aggiorna, segue la Storia, è lo Spirito Assoluto che oggi è incarnato in Bergoglio. Chi non segue la dottrina di Bergoglio è contro Dio. Il razionale è reale ed il reale è razionale. La Ragione Storica incarnata in Bergoglio che disprezza i contemplativi e ama la praxis, l’Homo faber, è giunta alla piena autocoscienza.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Catechesi sul neo-arianesimo di don Minutella (da ascoltare, maneggiando con cura)
    https://www.facebook.com/radiodominanostra/videos/2075154592729791/

    • Luigi9 ha detto:

      Da ascoltare !!!
      …mi consenta l’aggiunta degli esclamativi.
      Sottoscrivo al 10’000 % la decisione dei modi e dei toni di don Alessandro.
      Chi vuole seguire Bianchi e i suoi sodali faccia pure.
      E’ finito il tempo dei modi concilianti… l’eresia va rispedita al mittente … e non certo con un bigliettino d’auguri coi fiorellini !!!

  • Sempliciotto ha detto:

    Articolo interessante quanto inquietante e ottima riflessione finale.
    Complimenti!

    A me vennero i brividi quando sentii dire dal Sig. Bergoglio che lui sente puzza quando una Congregazione ha troppe vocazioni.
    I Frati Minori e le Missionarie della Carità, con lui, non avrebbero avuto scampo. Francesco d’Assisi e Teresa di Calcutta, che dopo poco tempo si trovarono con centinaia, migliaia di confratelli e consorelle, col discernimento misericordioso della liberazione sarebbero stati annientati.
    Troppa filosofia, psicologia e sociologia nel tuo approccio con la Fede, caro Bergoglio, ma così poco Spirito Santo, di cui ti riempi la bocca, ma del quale stai in pratica svuotando la Chiesa e i Sacramenti.

    • deutero.amedeo ha detto:

      “Troppa filosofia, psicologia e sociologia” di bassa lega -aggiungo io- e molto mal digerita ed applicata. Con molti vocaboli ( sfida, sistema aperto, pianificazione dal basso ) mutuati dall’aziendalistica invece che dalla mistica, come sarebbe giusto da parte di un successore di Pietro.

  • La Samaritana ha detto:

    Il succo del discorso mi sembra che si possa sintetizzare così: ” alle mele marce va impedita la ricerca di nuovi protettori, semmai in altre diocesi o nazioni (sospetto a chi stia pensando…!)… chi se ne va, va a perpetuare altrove lo stile malato,è chi resta si contrappone stando dentro. Il futuro,se ci sarà, dovrà essere qualche cosa di nuovo, e di diverso.” Ci si chiede: come diverso? Risponde con affettuosa sollecitudine il Papa ” ma con il relativismo della gioia !” Che dire? Sembra chiaro che l’ asse gesuiti/ teologi del relativismo “buono” si senta ben sicuro del suo potere, e in questo momento lo usa con tutta la misericordia compatibile con il “bene” della Chiesa bizzarra e stravagante.Ovviamente non voglio proporre profezie di sorta, e premetto di non condividere le tesi sedevacantiste, ma poiché i pertugi da cui i famosi “fumi di satana” mi sembra che si siano aperti verso il 1960, durante il pontificato di Giovanni XXIII, soprattutto con l’ esclusione dell’ anatema, dovrebbero chiudersi verso il 2060… Visto che questa esclusione non fu mai annullata dai successori. Cosa che ha permesso ai teologi modernisti ed eretici di prendere, abbastanza in fretta, il posto che spetta al Magistero. Con le note conseguenze di un pontificato che assomiglia sempre di più ad un’ altra cosa, che so… un ereticato ?

  • Fabio ha detto:

    È ormai chiaro anche per i ciechi che vogliono pervertire la nostra Fede. Motivo in più, e ancor più grave, per rifiutargli 8×1000

  • giorgio rapanelli ha detto:

    Satana non è padre della menzogna?
    Quindi, chi spara menzogne è solo un accolito di Satana.
    Quindi, tutti costoro saranno distrutti, come sarà distrutto Satana.

  • Adriana ha detto:

    Prezzi descrive per-fet-ta-men-te lo stile e il modo di procedere del Vescovo di Roma.Pare che…tutte le Anime abbiano i loro prezzi !!!

  • lucis ha detto:

    Nemmeno Mao o Pol Pot erano arrivati a tanto nella loro ferocia per il passato nella folle presunzione di rifondare il mondo. Chi scrive questa roba è il più pericoloso dittatore ideologico. E pure ridicolo nell’annebbiamento della sua mente.

  • Nicola ha detto:

    Lo scrittore cattolico Rino Cammilleri ricorda in un suo vecchio articolo che , dati alla mano, le comunità sacerdotali e religiose cattoliche più ricche di vocazioni, sono quelle più “rigide ” ovvero più fedeli al Vangelo ed alla disciplina mentre quelle che si stanno estinguendo, guardacaso sono quelle più “aperte” al Mondo ed alla sua mentalità ( gonne corte tanto per fare un esempio).

  • Nicola ha detto:

    È la stessa Chiesa ” Misericordiosa” che poi ” dialoga” con la falsa e violenta religione maomettana. Forti con i deboli e deboli con i forti.

  • Anonimo ha detto:

    Tu quoque…!
    Svetonio racconta che Cesare morì sotto i colpi di ventitré pugnalate, avvolgendosi compostamente la tunica addosso ed “emettendo un solo gemito al primo colpo, senza una parola”. Poi aggiunge: “alcuni però hanno raccontato che, a Bruto che gli si avventava contro, egli disse: «καὶ σύ, τέκνον;»”[1] (kai sü, teknon? = “anche tu, figlio!”). Infine alcune fonti Arabe sostengono che Cesare, alla vista del tradimento così profondo, abbia anche aggiunto “non vale la pena vivere”. Vivere invece vale la pena…e forse i buchi a Roma non riescono a chiuderli per qualche ragione misteriosa. Che la Raggi continui a ripezzarli male….ci faremo delle chiese?
    Dall’ “escaton” alle catacombe passando per una miserikordiosa e inquietante risata “umormistica”.
    Vietato lamentarsi, ma si salvi chi può. Torneremo a disegnare i pesci sui muri.