LA SALA STAMPA VATICANA PUBBLICA LA LETTERA DI BENEDETTO, E LA GIUSTIFICAZIONE DI MONS. VIGANÒ.

17 Marzo 2018 Pubblicato da --
Marco Tosatti

E alla fine il Vaticano ha ceduto, ed ha pubblicato la lettera che Benedetto XVI ha scritto in risposta all’invito di mons. Dario Edoardo Viganò. È interessante rimarcare però che i testi, sia del comunicato della Segreteria per le Comunicazioni, che quello della lettera, sono stato diffusi dalla Sala Stampa della Santa Sede, che dipende dalla Segreteria di Stato. Il che può far pensare che al vertice ci si sia resi conto, finalmente, del danno di immagine che questa vicenda stava recando alla Chiesa; nel presente e nel futuro. Ecco come la Segreteria giustifica tutta la vicenda:

 

Comunicato Stampa

 
 In occasione della presentazione della collana La teologia di Papa Francesco, edita dalla Libreria Editrice Vaticana, avvenuta il 12 marzo scorso, è stata resa nota una lettera del Papa Emerito Benedetto XVI .
 

Sono seguite molte polemiche circa una presunta manipolazione censoria della fotografia distribuita come corredo fotografico.

 Della lettera, riservata, è stato letto quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa, e in particolare quanto il Papa Emerito afferma circa la formazione filosofica e teologica dell’attuale Pontefice e l’interiore unione tra i due pontificati, tralasciando alcune annotazioni relative a contributori della collana.
 La scelta è stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura. Per dissipare ogni dubbio si è deciso quindi di rendere nota la lettera nella sua interezza.

 Ed ecco la lettera di Benedetto XVI:
 Interessante è notare dal comunicato il riconoscimento che la lettera era riservata e personale; e si ammette di conseguenza che forse non ci si è comportati al massimo dell’eleganza, usandola. Come si faccia a dire che “la scelta è stata motivata dalla sola riservatezza”, quando si è appena ammesso di averla violata rivelandola, è più di quanto siamo in grado di spiegare. Ma certamente non ci si è limitati a quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa. Anzi, sull’iniziativa in sé, e delle critiche esplicite e implicite del papa emerito, si è preferito non dire.
Non c’è dubbio che senza il lavoro mediatico neanche questo si sarebbe ottenuto. Adesso che si sono messi sulla buona strada, esortiamo i comunicatori vaticani a fare un altro piccolo sforzo: pubblicate anche la lettera di mons. Vigano a Benedetto XVI, così il quadro, una settimana dopo, sarà completo…
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101 commenti

  • franco ha detto:

    tra un birignao e l’altro una cosa è certa: Vigano’ ha vistosamente toppato . Sarebbe meglio a questo punto che rassegnasse le proprie dimissioni risparmiandoci in tal modo di dover mettere in dubbio qualsiasi esca d’ora in poi dalla sala stampa del Vaticano.
    Cordialmente

  • Comitato Spettri ha detto:

    CIRCOLARE IMPORTANTE

    Il Comitato, con riferimento alla nota vicenda della lettera del Papa Emerito
    INFORMA
    Che l’attività di sbugiardamento condotta dal prode Abbè Tosatti ha prodotto buoni frutti, avendo costretto ”chi di dovere” ad una profonda meditazione, come si può evincere da questo articolo
    http://www.lastampa.it/2018/03/19/vaticaninsider/ita/commenti/la-chiesa-senza-specchi-e-il-virus-dellintroversione-ecclesiale-HX6dCmh45Jt9WcGVCEqWkK/pagina.html
    L’articolo è stato scritto su impulso di ”chi di dovere”, il quale si è dovuto smazzare la grana attraverso il Sommo Turiferario, mentre trovavasi da Padre Pio.
    Avvisaglie della disapprovazione dell’operato dei furbetti del quartierino erano già trapelate da alcuni precedenti interventi del S.T.
    * * *
    Il Comitato pertanto
    RINGRAZIA
    Sentitamente il Venerabile Abbè Tosatti per l’opera meritoria, con la certezza che questo risultato – nient’affatto irrilevante – lo aiuterà a digerire la frase su Francesco che, a quanto pare, è autentica e liberamente espressa.
    * * *
    Per quanto riguarda i Confratelli – altrimenti definiti ”squinternata brigata anti-Bergoglio – il Comitatoli invita a
    METTERSI L’ANIMO IN PACE
    Perché non vedranno teste saltare ed altresì
    CONSIGLIA
    di recarsi al più vicino macello comunale per dare libero sfogo alla loro plebea quanto giacobina e forcaiola sete di sangue.
    Infine
    RINGRAZIA ANCHE LORO
    perchè sono riusciti a far ridere i nostri associati come mai prima d’ora!
    * * *
    Rinnovando complimenti e ringraziamenti al galattico Abbè Tosatti, il Comitato porge
    DISTINTI SALUTI

    • Alessandro2 ha detto:

      Non so bene se questa prosa mi fa paura o schifo. Forse entrambe le cose.

    • Lo spettro del fegato dello Spettro di QC ha detto:

      Premetto che è la prima ed ultima volta che “polemizzo” (tra molte virgolette) bonariamente con il padrone di casa, ma, visto che a suo insindacabile giudizio, elimina i post sarcastici (giustamente e come ritiene opportuno), perchè soltanto i post dell’Evanescente Moccioso passano? Almeno si dia l’opportunità di rispondere altrettanto sarcasticamente (la “vena” non mi manca di certo).
      Tra l’altro i suddetti post del moccioso sono palesemente ed evidentemente inutili all’economia del dibattito.
      Cordialmente suo

      Il fegato maciullato dal rodimento dello Spettro di QC

    • Ecclesia afflicta ha detto:

      Ho letto l’articolo di Gianni Valente su Vatican Insider, e a mio umile parere è piuttosto disonesto.
      Partendo dallo squallido episodio delle manipolazioni di Viganò, il quale non si è ancora dimesso (e che rende bene lo standard di serietà che vige nella chiesa di Francesco), Valente vorrebbe far credere che il papa è una povera vittima degli opposti estremismi che si agitano attorno a lui:

      “I deliri di quanti infilzano Bergoglio come “peggiore Papa” della storia si sono mescolati con le iperboli che lo esaltano come l’uomo «che vuole rovesciare la Storia del pianeta».

      Osserviamo intanto che i “deliri” dei critici non sono così deliranti, visto che hanno portato a smascherare la panzana, amplificata dai media compiacenti, di un papa Benedetto d’accordo con la demolizione dottrinale portata avanti dai teologi di corte di Bergoglio. Valente prosegue criticando, come eccessivo e di segno contrario rispetto ai critici, anche:

      ” Il merchandising delle magliette col Papa-superman e i film sul Papa affidati a registi stra-cult sono solo gli epifenomeni di una pulsione a costruire, dilatare e gestire il “personaggio-Papa” come leader affabulatore, “macchina semiotica”, Icona pop.”

      Ma Bergoglio non c’entra? Il film di Wim Wenders di cui lui è la star è stato girato a sua insaputa? Quando era davanti alla macchina da presa era drogato?

      Poi l’articolo continua minimizzando la truffa mediatica di Viganò, che in un qualunque paese o ente serio porterebbe alla rimozione immediata del responsabile. Eppure Bergoglio è capacissimo di licenziare su due piedi chi non gli piace. Se lo tiene è perché è consenziente.

      Poi prosegue con altri fatti irrilevanti, per minimizzare l’episodio di Viganò, del tipo:

      “il popolo di Dio non sembra angosciato dall’urgenza di sottoporre il Papa all’esame di teologia: in passato ha mostrato di amare e seguire senza problemi sia il bonario figlio di contadini Giovanni XXIII che il fine teologo Benedetto XVI, anch’egli peraltro di umili origini.”

      A parte il fatto che a Bergoglio (come a Ratzinger) non si rimproverano le umili origini, dato che non siamo in una società feudale, ma quello che dice e fa (manipolare sinodi, insultare i cattolici, sciogliere ordini religiosi solo perché non lo adulano a sufficienza, difendere a spada tratta i suoi amici o gli appartenenti alla cordata che lo hanno eletto anche quando sono coinvolti in scandali, come in Cile, come Maradiaga o la mafia di San Gallo… dare di sè un’immagine falsamente umile e pensata per i media, diminuire il ministero papale per esaltare la sua persona, parlare a vanvera in aereo, minimizzare le persecuzioni dei cristiani nel Sud del mondo, vari scandali finanziari come i milioni destinati al terzo mondo dirottati a cliniche romane ecc), i suoi cambiamenti di paradigma e le rivoluzioni culturali per plasmare la chiesa a sua immagine e somiglianza.

      Se il papa è criticato è perché non fa il papa, cioè colui che conserva e trasmette il deposito della fede cristiana, ma perché si atteggia a grande leader che piace a tutti. E per raggiungere il suo scopo mettendo a tacere le voci critiche (coloro che lui insulta quotidianamente come “rigidi”) e per nutrire la sua immagine mediatica non trova nulla di strano nel fatto che il suo entourage bianchetti e nasconda parte di una lettera riservata del papa emerito e la renda pubblica travisandone in modo ignobile il contenuto.

  • Luigi Briganti ha detto:

    Ma Spadaro non ha ancora tuittato per rintuzzare i “birignao teologici” e i dubia?
    Si è pure permesso di sbeffeggiare (altri termini non mi consento, dolorosamente) membri autorevoli del Sacro Collegio… inqualificabile!

  • aculeus ha detto:

    Ma la cosa più triste è come un Sacerdote di Cristo abbia potuto anche solo concepire una macchinazione così menzognera!
    Evidentemente a ciò incoraggiato dal clima instaurato da quelle parti da chi è sopra di lui, se non, a riguardo, esplicitamente approvato. Lo sanno solo loro due.
    Non sarebbe in fondo una novità!
    Basta riandare a quanto pubblicamente dichiarato da Mons. Bruno Forte, mai smentito, di quanto gli aveva suggerito e chiesto papa Francesco durante il Sinodo sulla famiglia:
    http://www.zonalocale.it/2016/05/03/-nessuno-si-deve-sentire-escluso-dalla-chiesa-/20471?e=vasto
    “Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati e risposati, questi non sai che casino ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fai in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarro’ io”. “Tipico di un gesuita” ha scherzato mons. Forte.
    La buona scuola ha prodotto buoni frutti!
    Le eventuali dimissioni di Viganò serviranno solo a salvare la faccia del Grande Capo, ma il clima, i metodi, i progetti non cambieranno!
    Lui ha chiaro dove vuole arrivare e proseguirà sulla sua strada, magari con più furbizia, facendo in modo che appaia che è la realtà a chiederlo.

  • Piero Laporta ha detto:

    Bergoglio- Viganò
    Asinus asinum fricat

  • Margziam ha detto:

    In definitiva, quindi, quella che voleva essere una “PROMOZIONE” dei “volumetti” ha finito per essere una “STRONCATURA”.

    Mi spiego.
    PENTOLA – Si voleva far passare la lettera di Papa Benedetto XVI come una sorta di raccomandazione alla lettura degli undici libricini perché “Il Papa Emeritus stesso ne apprezzava il dono e plaudeva all’iniziativa, etc. etc.”
    COPERCHIO – Dopo che è venuta a galla l’intera lettera, si capisce bene che Papa Benedetto XVI non ha letto, non legge e non leggerà i volumetti donatigli, per varie ragioni espresse nella missiva. Orbene, se il lettore interessato (come me ad esempio) legge che una personalità da lui stimata come Papa Benedetto XVI non ritiene opportuna la lettura dei volumetti, NON ACQUISTERÀ i medesimi né mai li leggerà, perché il tempo è poco e quindi bisogna concentrarsi sulle letture edificanti e che lo possono interessare, non si deve certo perdere tempo con “roba” inutile, se non addirittura dannosa.

    MUTATIS MUTANDIS ed a DIFFERENZA DI QUANTO SOPRA … ho comprato subito il libro del Card. Sarah “La forza del silenzio”, GRAZIE PROPRIO ALLA VERA “PROMOZIONE” della prefazione di Papa Benedetto XVI.

    Qui habet aures audiendi audiat …….
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/05/19/il-cardinale-sarah-ha-dalla-sua-parte-il-papa-ma-si-chiama-benedetto/

  • riccardo ha detto:

    A me sembra abissale la differenza (stile e termini usati) tra la prima parte della lettera e la seconda… Sembra quasi che papa Benedetto si sia “divertito” a fare il verso alla lettera da qui tutto è partito.

    Ma questo ancora non lo sappiamo, magari tra qualche giorno salta fuori anche quella

    • Vittorio ha detto:

      Si diverte troppo mi sa. Un antirelativista non dovrebbe essere ambiguo. Si puo’ scherzare sugli embrioni criocongelati, sull’ eutanasia, su Welby, ma quando si fa un pasticcio meglio non scherzare. Anche a Ratisbona scherzo? Ma qualcuno mori…

      Comunque giudichera’ Dio.
      Non Joseph Ratzinger, ma la miopia di chi la ha usato per anni, con la vita degli altri.

      PS: spero che gli embrioni di Sirchia non siano stati buttati nella spazzatur a. Coscioni e’ morto non relativamente.

      • Isabella ha detto:

        Manca solo un anatema alla panna nella carbonara e un accenno alla situazione della minoranza Batak in Indonesia e poi il minestrone di parole in libertà gettate a caso è completo.

        • Vittorio ha detto:

          😉 devo stare attento al fegato steatosico. Non sono uno spettro, io. Pero’ la carbonara…c e ancora il peccato di gola?

  • Luigi9 ha detto:

    Chiaro e limpido l’editoriale della nuova bussola:

    http://www.lanuovabq.it/it/scandalo-vigano-mancano-due-lettere

  • miserere mei ha detto:

    Un grande esperto della materia del rapporto tra teologia e cinema, monsignor Dario Edoardo Viganò, che dal giugno 2015 è il prefetto della nuova segreteria della Comunicazione del Vaticano, ha scritto che “nella loro opera di rappresentazione del reale, i media contribuiscono anche a ristrutturare e riorganizzare il linguaggio dell’esperienza credente, arrivando a modificare le modalità stesse di percezione dell’esperienza religiosa”.

    E questo naturalmente pone delle grandi sfide alla comunicazione della Santa Sede: perché magari poi la gente pensa che il “vero” Papa sia come Belardo, e che le dinamiche interne al Vaticano siano effettivamente le stesse della miniserie. Il verosimile può prendere facilmente sopravvento sulla realtà.

    Viganò ha molto chiaro questo quando ha scritto in un paper del 2012, ma che calza a pennello anche ora: “I media costituiscono non solo un modello attraverso il quale rispecchiare la società e rappresentarne gli avvenimenti, ma anche un mezzo in grado di riconsegnare alla società medesima le chiavi di lettura per interpretare tali avvenimenti”. Ancora: “Il religioso, entrando a far parte dell’universo mediatico, si espone, al pari di ogni altro linguaggio e cultura, a forme di logoramento e corruzione; in ogni caso, a una significativa trasformazione”.

    La dialettica tra finzione filmica e realtà ha accompagnato persino la transizione tra il Pontificato di Ratzinger e quello di Bergoglio. Quando alle 17 del 28 febbraio 2013 l’elicottero con a bordo Benedetto XVI si alzava dall’eliporto vaticano, le scene del veivolo che sorvolarono la Basilica di san Pietro, i Fori, il Colosseo, e giunse un quarto d’ora dopo alla villa Pontificia di Castelgandolfo, fecero il giro del mondo.

    Immagini, girate sotto la direzione di monsignor Viganò, in quanto responsabile da poche settimane del Centro Televisivo Vaticano. Viganò rivelò in un’intervista a Salt and Light tv, nell’ottobre 2013 che la regia del filmato fu ispirata al film la Dolce vita di Federico Fellini, che si apre con la ripresa di una statua di Cristo che, trasportata in elicottero, sembra accarezzare le periferie romane. Allo stesso modo l’elicottero che trasportava il Papa, fece due volte il giro intorno alla Cupola e si allontanò volando basso sulla Città, quasi accarezzandola, nel sole del tramonto romano.

    http://www.culturaeculture.it/wp-content/uploads/2015/11/fedelt%C3%A0-%C3%A8-cambiamento.jpg

    Fedeltà è cambiamento…

    E’ proprio il caso di dire: chi sono io per giudicare?

    • Ecclesia afflicta ha detto:

      E adesso ci toccherà anche il film con l’apoteosi di Bergoglio prodotto con la consulenza di mons Viganò e la regia di Wim Wenders. Il papa umile, che disprezza i principi rinascimentali ed è dalla parte dei poveri, ha scelto un regista famoso e patinato per farsi adorare meglio dai suoi fan.
      Ecco le sorprese neoparadigmatiche che troveremo nel film di Superpope, con regia di Wim Wenders:

      “Il progetto ruota attorno a un lungo dialogo col Pontefice che si sofferma su diversi temi: la morte, la giustizia sociale, l’immigrazione, l’ecologia, la diseguaglianza, il materialismo e il ruolo della famiglia. Anche grazie alle particolari tecniche di ripresa, realizzate in Vaticano in collaborazione con Vatican Media, il Papa si rivolge in modo diretto allo spettatore instaurando una relazione intima con chi lo osserva e con le persone che incontra. Particolarmente attenta anche la ricerca delle immagini di repertorio, tratte dagli archivi vaticani, che mostrano il Pontefice in alcuni momenti chiave nell’ambito dei suoi tanti viaggi: mentre parla alle Nazioni Unite, si rivolge al Congresso degli Stati Uniti, piange a Ground Zero e a Yad Vashem, il Centro Mondiale per la Memoria dell’Olocausto a Gerusalemme, parla ai detenuti nelle carceri e ai rifugiati nei campi profughi del Mediterraneo.”

      blah blah blah blah blah blah

      I papi rinascimentali erano più modesti. Almeno spendevano i soldi per realizzare opere d’arte incentrate su Cristo e solo secondariamente su loro stessi, e infatti ancora oggi Roma è ricca di opere immortali. Invece il profondo filosofo e teologo di Santa Marta celebra innanzitutto se stesso e la sua vanità. Non c’è spazio per Gesù Cristo in questo monumento al narcisismo e all’autoreferenzialità. Cosa resterà fra 100 anni di questo pontificato? Nulla.

      Bergoglio, non hai ancora capito che di te e delle tue idee non ci importa nulla? Se ti rispettiamo è perché devi fare il papa! Licenzia la corte di nani e ballerine che ti ruota attorno. Blocca il film, smettila di fare la superstar! Fai l’unica cosa che deve fare un papa, cioè conservare e trasmettere il deposito della fede. Tutto i resto è superfluo, e tu oltretutto non sei in grado di farlo, perché non hai né la cultura nè le capacità per farlo. Non sei un teologo, non hai la stoffa del leader mondiale, non hai capacità amministrative e di governo. Se gli imprescrutabili disegni della provvidenza hanno messo te a fare il papa, è perché vuole che ti concentri sull’essenziale e “per portarti dove tu non vuoi” (Gv 21,18)
      Le tue idee di una vita, quelle che hai appreso da gesuita sudamericano peronista, scusa la franchezza, sono tutte inutili ca**ate. Adesso che sei papa non puoi continuare a professarle e imporle alla chiesa. Dentro di te sai che stai andando verso il fallimento, non portare dietro di te tutta la chiesa. Hai voluto mostrare al mondo che sei in continuità con papa Benedetto e i suoi predecessori? Fallo sul serio, ma adeguati tu a loro! Ritira i libercoli scritti dai pomposi teologastri di Tubinga, perché non sono affatto in continuità con i papi e il magistero precedenti, non prendere in giro la chiesa. Manda a quel paese i vari Maradiaga, Viganò Paglia Kasper e Galantino. Parla meno. Chiedi a papa Benedetto cosa dire e fare.

      • Alessandro2 ha detto:

        Seeee, ciao!

      • Maria Cristina ha detto:

        Nonostante il regista famoso e patinato non c’ e’ niente da fare: Bergoglio non ” buca” lo schermo. Non ha nessun fascino .

        • Comitato Spettri ha detto:

          Il Comitato
          In relazione alla retroestesa constatazione
          RILEVA
          L’opportunità di aggiungere alla lista di eresie del Papa anche quella, mediaticamente incisiva, di non somigliare a Bradd Pitt e quindi di non bucare lo schermo, con grave disorientamento dei fedeli che non sanno che programmi guardare in tv senza imbattersi in programmi culinari (dai quali Viganò, in combutta con la modernista Barbara Parodi, ha inopinatamente escluso Suor Germana: ulteriore motivo per imputare al Papa la deriva anticristica della programmazione televisiva).
          Attendiamo bozza di apposita correctio filialis per parere preventivo.

      • Luigi ha detto:

        Ti ammiro per la franchezza. Chissà mai che legga il tuo commento e si ravveda…

    • Vittorio ha detto:

      Come direbbe farebayend: “quando Vigano’ pasticciava lettere di Ratzinger faceva un servizio alla verita’ migliore di Tosatti😘. Perche’ aveva a cuore l unita’ della chiesa”.

  • Cesare Baronio ha detto:

    Mi permetto di evidenziare un’ulteriore inesattezza, nel Comunicato del Segretariato per le Comunicazioni: “Della lettera, riservata, è stato letto quanto ritenuto opportuno e relativo alla sola iniziativa“.

    L’imprecisione sta in quell'”è stato letto“, perché riferendosi alla lettura della lettera da parte di Viganò si omette il fatto che, contestualmente a detta lettura, è stata anche diffusa una copia della stessa deliberatamente censurata, e se ne è inoltre distribuita una fotografia maldestramente modificata, nella quale sono state sfumate le due ultime righe della prima pagina.

    Inoltre, il testo letto da Viganò comprendeva il passaggio poi omesso nel testo distribuito alla stampa, relativo alle ragioni addotte da Ratzinger circa l’impossibilità di recensire l’opera per ragioni di tempo, ma non il passaggio in cui egli esprimeva il suo “stupore” per la scelta dei teologi.

    Ancora, è chiaro che la fotografia della lettera avrebbe dovuto rivelare sin da subito l’inganno: nella seconda pagina, se non vi fosse stato il paragrafo “Solo a margine vorrei annotare…” (ancorché nascosto dalla pila di volumetti), il saluto di commiato e la firma di Benedetto XVI si sarebbero dovuti trovare più in alto (ho fatto la prova con mio nipote, che si intende di grafica, usando lo stesso font in corpo 12 con medesima spaziatura).

    L’originale è infatti questo: http://www.vaticannews.va/content/dam/vaticannews/images-multimedia/papa-ratzinger/Lettera%20Papa%20Emerito.jpg/_jcr_content/renditions/cq5dam.web.1280.1280.jpeg

    Solo con la presenza delle 12 righe del paragrafo omesso, il saluto e la firma a tre quarti della pagina, come si vede nella foto in alta definizione qui: https://onepeterfive.com/wp-content/uploads/2018/03/Foto_Lettera-1500×1000.jpg

    Un’operazione maldestra, che deve aver richiesto però precise istruzioni da parte di qualcuno: difficilmente il fotografo si sarebbe permesso di mettere i volumi sulla seconda pagina ed ancor più di manomettere in sede di editing la foto, senza aver ricevuto indicazioni.

    Un vero e proprio falso, che però sin dall’inizio conteneva tutti gli indizj che ne smentivano l’autenticità. Questo ricorda quanto avvenne per la pubblicazione del testo della presunta terza parte del Segreto di Fatima.

  • Franco ha detto:

    Mons. Vigano’ la prego: ci faccia il piacere rinunci all’incarico che di danni d’immagine alla Chiesa ne ha fatti troppi!

    • Maria Cristina ha detto:

      No no rimanga dove e’ : così da mostrare a tutti di che frodi e di che falsita’ grondino gli artigli dei misericordiosi e aprire gli occhi a chi non si e’ ancora accorto dei lupi travestiti da agnelli entrati nella Chiesa.

  • Colaus de Arce (Francesco) ha detto:

    Come si dice, a martellare il chiodo alla fine o si piega o s’infila

  • Mariano ha detto:

    sono convinto che sia evidente un intervento “particolare” di P.Pio . Mi attendevo qualcosa, ma non riuscivo a capire come. Sennonché già i discorsi di papa Francesco sono stati una sorpresa piacevole, attestandosi su una lettura realisticamente mistica della vicenda di P. Pio, fino a riconoscere la reale esistenza e azione del demonio…. avrà forse capito che anche la misericordia di Dio va “acquistata” e viene “pagata” in qualche maniera da anime disponibili all’unione con Cristo e alla sua Passione.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Amici, non sono mai stato un bigotto. Ma anche per un catholicus vulgaris come me , la preghiera ha sempre avuto un suo posto nelle mie giornate. Stasera reciterò quella che segue, che mi pare molto adatta ai tempi. Non l’ho inventata io ma un certo Re Davide e, come genere letterario, appartiene alle suppliche collettive.
    E allora, tutti insieme, preghiamo.

    Salmi
    12

    [1] Al maestro del coro. Sull’ottava. Salmo. Di Davide.

    [2] Salvami, Signore! Non c’è più un uomo fedele;
    è scomparsa la fedeltà tra i figli dell’uomo.

    [3] Si dicono menzogne l’uno all’altro,
    labbra bugiarde parlano con cuore doppio.

    [4] Recida il Signore le labbra bugiarde,
    la lingua che dice parole arroganti,

    [5] quanti dicono: “Per la nostra lingua siamo forti,
    ci difendiamo con le nostre labbra:
    chi sarà nostro padrone?”.

    [6] “Per l’oppressione dei miseri e il gemito dei poveri,
    io sorgerò – dice il Signore –
    metterò in salvo chi è disprezzato”.

    [7] I detti del Signore sono puri,
    argento raffinato nel crogiuolo,
    purificato nel fuoco sette volte.

    [8] Tu, o Signore, ci custodirai,
    ci guarderai da questa gente per sempre.

    [9] Mentre gli empi si aggirano intorno,
    emergono i peggiori tra gli uomini.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Hehe!…che storia!… dunque, vado per punti:

    1. Quindi, hanno perso il senno non solo Viganò, ma anche alla Segreteria di Stato. Peraltro, pensando a certe infelici iniziative di Parolin, mi pare che di senno ne avessero già poco.
    Il comunicato stampa della S.d.S. è la ciliegina sulla torta di questa vicenda, che consiglierebbe le immediate dimissioni in blocco di tutti i protagonisti.
    E’ evidente, come commentai brevemente su queste pagine all’inizio di questa vicenda, che la lettera di Ratzinger era personale e privata, e quindi NON avrebbe MAI dovuto essere diffusa, parzialmente o integralmente, in nessun caso. Quindi,
    “…Della lettera, riservata, è stato letto quanto ritenuto opportuno…”
    messo insieme a
    “… La scelta è stata motivata dalla riservatezza…”
    può andar bene per una barzelletta sui matti, ma non per una S.d.S. che si voglia far rispettare.
    E’ altresì assurdo che:
    a) la S.d.S. voglia giustificare Viganò, quando questi aveva montato ad arte tutta la vicenda, in modo implausibile, per fare propaganda al Pontefice regnante;
    b) maggiormente in quanto era stata omessa la parte nella quale Ratzinger aveva individuato e smascherato i due teologi infedeli. A quel punto l’operazione è diventata non solo di una scorrettezza inaudita, ma anche di una estrema stupidità. Credevano forse i manipolatori di lettere che la cosa sarebbe passata inosservata, se non dai media, da Ratzinger?…

    2. A questo punto le dimissioni mi sembrano ineludibili. Se non vengono date d’iniziativa, andrebbero richieste dai superiori.
    Ora, vorrei dire che a me questa cosa umanamente dispiace, per chi ha sbagliato. Ma, se potessi, vorrei anche dire a chi si dovrebbe dimettere, che questa non è poi una tragedia. Non è morto nessuno. Anzi, i toni della vicenda sono poi andati in farsa, come spesso succede in questi casi.
    Quindi, chi si dimette, magari per andare a meditare a tempo indeterminato in qualche eremo, non trarrebbe altro che vantaggio per la sua anima, a lasciare le stanze del potere per ritirarsi in un contesto più fecondo per la sua salute spirituale.
    Poi magari non succederà niente, ciascuno rimarrà al suo posto, e questo darà ancora una volta la misura di questo pontificato.

    3. Detto questo, credo che Ratzinger abbia sbagliato, sia con lo “stolto pregiudizio”, circa la presunta discontinuità tra i due pontificati, sia dicendo che Francesco è un uomo “di profonda formazione filosofica e teologica”. Questo, per due motivi:

    a) quanto alla filosofia, ho dovuto accennare altre volte al fatto che i “quattro postulati” filosofici di Bergoglio nella sua esortazione apostolica “Evangelii gaudium”, fanno purtroppo dubitare del suo equilibrio mentale. Vedi, in proposito, le due analisi seguenti, una del Padre Giovanni Scalese:

    http://querculanus.blogspot.it/2016/05/i-postulati-di-papa-francesco.html

    e l’altra dell’Abate Giulio Meiattini, OSB:

    http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351356.html

    che ringrazio per il loro prezioso lavoro.

    b) quanto alle teologia, risulterebbe che Bergoglio, in quella disciplina, salvo errori, non sia nemmeno laureato:

    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/04/02/bergoglio-dottore-in-teologia-no-dottorando/

    4. Il tema della continuità tra i due pontificati, rivendicato da Ratzinger nella sua lettera, è molto delicato. Chiesi il parere a un amico, il quale mi rispose:

    “Riguardo al libro di Radaelli su Ratzinger, purtroppo mette il dito nella piaga: le citazioni dei testi sono inoppugnabili. Purtroppo quasi tutta la teologia tedesca è avvolta nelle nebbie dell’idealismo e dell’esistenzialismo, che essa ha preso come base filosofica e da cui non riesce a liberarsi. La fede è conoscenza, non certo un’ipotesi, fosse pure la migliore. Sono però convinto che la rettitudine d’intenzione di Benedetto XVI abbia permesso alla grazia di stato di superare certi suoi limiti culturali e di preservarlo, nel suo magistero, da quegli errori che invece sono presenti nei suoi libri e nelle sue interviste”.

    Il mio parere è che comunque gli atti magisteriali di Bergoglio siano al limite dell’eresia, se non dentro, mentre quelli di Ratzinger, pur con i limiti sopra enunciati non da me, ma da una persona competente, non lo siano mai stati, come dice il mio amico.
    Per assurdo, fossi io stato Ratzinger, mi sarei ben guardato dal rivendicare, anche in una lettera privata, qualsiasi continuità con Bergoglio. Però capisco Ratzinger, che immagino volesse, in questo modo, salvaguardare il Seggio Petrino. Ma, appunto, nella sede della risposta a Viganò, che come si è detto era privata, non ce n’era bisogno: bastava la parte della sua risposta dove diceva che aveva altri impegni. Vabbene, sono scelte, e dopotutto questo non mi pare un gran problema.

    5. Ho detto parole pesanti, lo so… ma, pur nel mio piccolissimo, fede e ragione non mi fanno parlare diversamente.
    Ecco, credo che in questo momento storico, con quello che succede, non si possa tacere. Magari parlo e sbaglio, ma meglio così che ignavo e tiepido.
    Casomai anche pregare, questo assolutamente sì!… che il Creatore si degni di mandarci una stilla dello Spirito Santo, che è Dio, per illuminarci sulle cose da dire e da fare.

    • SPQR ha detto:

      @Tossani
      Sì, hai detto parole pesanti. Comunque bisognerebbe sapere chi è il tuo amico: in sé l’auctoritas conta già poco, ma quando è anonima conta zero.

      Su questa vicenda c’è poco da ricamare. Viganò e il sistema di comunicazione del Vaticano (e dal Vaticano, non dimentichiamo i circa 20 giornalisti “sbadati”) ne escono con le ossa a pezzi. Si tratta di un’operazione squallida, malconcepita, malcondotta, malsana e malsanata. Il condimento di improperi del pretonzolo di FB non fa che completare questo quadro oltremodo penoso.

      • Vittorio ha detto:

        Penso bisogni obbedire. Padre Pio era un santo. Ma il Vaticano (padre Gemelli) lo considerava un ciarlatano. Padre Pio obbedì. Tra San Francesco e Pietro Valdo non c è poi tanta differenza di messaggio. Uno e’ sugli altari, l altro e’ considerato eretico. Vigano’ ha sbagliato? Conta piu’ la carriera o la fede? L incontro con Dio? Dio puo’ rivalutare chi sbaglia. Io non giudico. Solo non riesco a capire che paura si avesse! A me (nonostante ho fede) piace la teologia storico critica, archeologica, quella che porta inevitabilmente all’ estrema improbabilita’ del messaggio cristiano. Con rispetto, mi sembra autoreferenziale la teologia di Ratzinger. PER IL POCO CHE LA CONOSCO. Per il resto ci ha pensato Radaelli….ma anche Radaelli se non ha fede non puo’ non vedere come dagli incerti dati scientifici nudi, la fede e’ “ridicola”. Per un ateo razionale. In questo senso pure Floris d arcais contestando il Gesù di Ratzinger, trova spazio.

      • Pier Luigi Tossani ha detto:

        Caro SPQR,

        in questa sede, sapere chi è il mio amico non ha nessuna importanza.
        Da parte mia, come faccio di solito, ho semplicemente contribuito al dibattito portando degli argomenti, che ho ritenuto ragionevoli e condivisibili.

  • laura cadenasso ha detto:

    Al momento papa Francesco riposa, dopo il faticoso viaggio in Puglia. Anche lui ha i suoi anni, poverino, ma sono certa che era all’ oscuro di tutto……

    • wp_7512482 ha detto:

      Speriamo che ora non sia all’oscuro di nulla. E si comporti di conseguenza.

      • SPQR ha detto:

        E si comporti di conseguenza

        Eh be’, in effetti qualche testolina dovrebbe cadere.

        • Claudius ha detto:

          Quanto ci scommetti che non succedera’ proprio un bel niente?

        • Colaus de Arce (Francesco) ha detto:

          @ SPQR
          ” Eh be’, in effetti qualche testolina dovrebbe cadere.”
          Dipende, se Bergoglio è all’oscuro di tutto allora è probabile che qualche testa cada, diversamente tutto rimane come prima.

      • Anima smarrita ha detto:

        Nel discorso alla Curia, in occasione dello scambio di auguri natalizi, il 21 dicembre scorso, rivendicò senza mezzi termini di essere al corrente di tutto, nel punto in cui puntava il dito contro coloro che allontanati dal posto di lavoro per “tradimento” (? ) della fiducia accordata loro, farebbero le vittime , ventilando presunti occultamenti dei fatti . Lecito sospettare che: non si muova foglia che… non voglia?

    • Vito ha detto:

      Visto che è così stanco, potrebbe anche dimettersi.

  • Lara ha detto:

    Grazie,grazie ancora..le vedove inconsolabili con le foto di S.Giovanni Paolo II e Benedetto xi sul mobile ringrazianoil dott.Tosatti e Company x aver tolto la polvere da sotto il tappeto.Grazie!

    • Luigi9 ha detto:

      Mi unisco al coro delle vedove.

      • Comitato Spettri ha detto:

        Questa delle vedove è un’invenzione dei vostri fratelli maggiori ”tradizionalisti”. Lo sapete, vero?

        • Alessandro2 ha detto:

          Lo sappiamo e non siamo d’accordo. C’è pluralismo, qui. Torni a Santa Marta adesso, che l’aspettano per la merenda. Oggi croccantini bío a km zero.

          • Comitato Spettri ha detto:

            Non si chiama ”pluralismo” ma ”armata brancaleone”. Per i vostri ”soci” tradizionalisti Ratzinger e ratzingeriani sono ERETICI tanto quanto Bergoglio e i bergogliani. La salutiamo e se vorrà due fette di pane e marmellata le condivideremo con te.

          • Alessandro2 ha detto:

            Buono, a cuccia!

          • Comitato Spettri ha detto:

            Il Comitato
            INVITA
            il sig. Alessandro2 a dire ”cuccia” a sua sorella, qualora non adottiva e quindi portatrice di geni canini, come il nostro interlocutore-vedova.
            Distinti saluti.

          • Alessandro2 ha detto:

            Brucia, eh?

        • Luigi9 ha detto:

          Certo. Infatti in un precedente post che dava notizia di queste inconsolabili vedove, ho scritto che gli estremi finiscono per toccarsi.

  • g.vigni ha detto:

    “ La scelta è stata motivata dalla riservatezza e non da alcun intento di censura. Per dissipare ogni dubbio si è deciso quindi di rendere nota la lettera nella sua interezza.”
    Riscrivendo in”sìsìnono”
    La scelta è stata motivata dal dolo e da intento truffaldino. Per dissipare ogni dubbio si è deciso quindi di scoprire la faccia, recte nates .
    Mandano a dire:
    Lo scandalo non sta nel non dire la verità, ma di non dirla tutta intera, introducendo per distrazione una menzogna che la lascia intatta all’esterno, ma che gli corrode, così come un cancro, il cuore e le viscere. Bernanos ;
    I tiepidi sono persone che conoscono la verità, ma la sostengono finché coincide col loro interesse, altrimenti la abbandonano. Pascal;
    gli ipocriti non si accontentano di essere malvagi come tanti altri; vogliono anche passare per buoni, e con la loro falsa virtù fanno sì che gli uomini non osino più fidarsi di quella vera. Fenelon ;
    La Chiesa non ha bisogno di nient’altro che della verità. Papa Leone XIII ;
    Se qualcuno ti dice che non ci sono verità, o che la verità è solo relativa, ti sta chiedendo di non credergli. E allora non credergli. Scruton ;
    Non resistere all’errore è approvarlo, non difendere la verità è ucciderla. Chiunque manca di opporsi ad una prevaricazione manifesta può essere considerato un complice occulto. Papa Felice III ;

    Suggerisco agli (im)porporati, in linguaggio biblico: andate a coprirvi i piedi.

    G. Vigni

  • massanera ha detto:

    Dire vergognoso non esaurisce il concetto. Viganò e compagni non sono cristiani, oltre essere fessi. Mettono a rischio la fede di noi persone comuni. Da prenderli a ceffoni.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Copia incollato dal sito della LEV (Libreria Editrice Vaticana:

    La collana “Teologia di papa Francesco” è disponibile da oggi 28 dicembre 2017 in un elegante cofanetto in edizione limitata al prezzo di € 100,00 presso i punti vendita LEV e attraverso il sito http://www.libreriaeditricevaticana.va
    Per maggiori informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ufficio commerciale tramite email (commerciale.lev@spc.va) o al numero telefonico (+39) 06 69881032.

    Forse le vendite non sono andate come previsto (a pensar male…… neh?) e allora ecco il gran can can organizzato da Vigano’ finito nella tragica farsa che stiamo vivendo. Ahimè!

  • Nicola ha detto:

    Fuori Tema. Anche la Cattedrale di Westminster come ormai tante Chiese Italiane è diventata teatro di eventi musicali. Allego il video brevissimo dell’evento. Vabbè che sono eretici scismatici però……….Ormai è diventata una moda anche per loro…….

    http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/fan-dei-one-direction-contro-principe-harry-e-meghan-markle-1505611.html

  • Massimo ha detto:

    E’ strano che non si colga una contraddizione evidente nella risposta di Benedetto: “..i piccoli volumi mostrano a ragione che Papa Francesco è un uomo di profonda conoscenza filosofica e teologica….in tutta la mia vita è stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avrei anche veramente letto…”

    • Lucis ha detto:

      È vero. Ma forse la prima frase è la ripetizione di ciò che hli avava scritto Viganò.

    • Luigi9 ha detto:

      Concordo pienamente… anch’io ho pensato la stessa cosa e mi ha stupito come non si sua data giusta rilevanza a questa dichiarazione che sembra fare a pugni col principio di non-contraddizione.

    • GMZ ha detto:

      Caro Massimo,
      L’ironia di Benedetto XVI sta proprio lì – qualsiasi cosa possano dire i groupie di Francesco.
      L’interpretazione di un testo deve essere fatta nella sua intierezza, e i passaggi che lei ha evidenziato sono rivelatori del senso da assegnare all’insieme (checché ne dicano i lacchè di Sua Misericordia, usi a ciurlar nel manico…).
      Speriamo infine che una manina dispettosa “allunghi” la lettera di Viganò… Vuole scommettere che schiferebbe anche i più coriacei?
      Ossequi.

    • Lucio R ha detto:

      Riflettere con attenzione su quel «a ragione», che è (apparentemente) l’espressione più sorprendente dei primi due paragrafi. Tutto il resto è secondario e si spiega benissimo, pur non sapendo con certezza cosa abbia scritto Viganò nella sua lettera a Benedetto XVI.

  • Klaus B ha detto:

    Spesso leggo questo blog ma non ho mai commentato, perché trovo mediamente eccessivi i toni e i contenuti dei commenti. Ma non resisto a dire che sono esterrefatto.
    Hanno affidato uno dei volumetti a un teologo che si è sempre opposto al Papa emerito, fino ai limiti dell’ingiuria. Poi hanno chiesto una presentazione della serie di volumetti allo stesso Papa emerito.
    A parte il sospetto che si siano bevuti il cervello, per dirla volgarmente, ma hanno smarrito anche i più elementari criteri di buona educazione, non dico di rispetto per la personalità e per la carica che ha occupato, per il servizio che ha volto per la Chiesa?
    E cosa si ripromettevano di ottenere? se pensavano di poter avere una risposta positiva, sono fuori con l’accuso, sempre per dirla volgarmente; e se pensavano sin dall’inizio di rendere nota una sola parte della risposta e credevano di poterla passare liscia, sono fuori anche di più.
    O pensavano che il Papa emerito fosse completamente rimbambito? in questo caso hanno avuto una dimostrazione di quanto sia invece intellettualmente sveglio a dispetto dell’età e delle condiioni fisiche. Ma anche questo avrebbero dovuto saperlo.

    • Serena ha detto:

      @Klaus B
      Sono molto lieta di fare la sua conoscenza: lei ha perfettamente espresso un pensiero che ritengo sicuramente condiviso dalla maggior parte dei frequentatori di questo blog; e lo ha fatto con termini, se non proprio signorili, tuttavia molto più contenuti di quanto alcuni di noi sono adusi a fare. La ringrazio e le dò il mio personale benvenuto invitandola a continuare a commentare: il suo pensiero bene espresso può senza dubbio contribuire ad evitare che i toni dei commenti scivolino inopinatamente verso il basso.

    • Luigi Bonini ha detto:

      Concordo anch’io con la sua analisi.
      E devo confessarle che, nonostante i tempi disastrosi in cui viviamo, provo comunque disagio nel leggere certi termini offensivi e certe espressioni dispregiative riferire ai nostri pastori.
      Proprio oggi leggevo questo brano di Don Bosco, tratto da Il giovane provveduto:

      “Vi raccomando poi un sommo rispetto ai sacerdoti e ai religiosi. Perciò riceverete con venerazione quegli avvisi che vi danno; toglietevi il cappello in segno di riverenza quando parlate con loro, o li incontrate per strada. Dio vi guardi dal disprezzarli con atti o con le parole. Avendo certi giovinetti deriso il profeta Eliseo con soprannomi, il Signore li castigò facendo uscire da una selva due orsi, i quali avventandosi sopra di loro ne sbranarono 42. Chi non rispetta i sacri ministri, deve temere un gran castigo dal Signore. Qualora si parli di essi, imitate giovanetto Luigi Comollo, in quale era solito dire: Dei sacri ministri o parlar bene o tacere affatto.”

      È pur vero che quando si tratta di Fede non è opportuno tacere, ma ci vuole prudenza, perché la tentazione dell’attacco ad personam in questi casi è sempre molto forte.

      • Serena ha detto:

        @Luigi Bonini
        S. G. Bosco aveva ragione, ed ha fatto bene lei, con la sua citazione, a ricordare che ai religiosi ed ai sacerdoti è dovuto il massimo rispetto. Il probelma però è che sono proprio molti religiosi e sacerdoti a NON voler apparire tali, e a comportarsi, e a parlare in un modo che rende evidente il loro stesso disprezzo per l’Ordine che rappresentano e a cui appartengono. In ciò capeggiati da colui che dovrebbe essere il Vicario di Cristo, e che ab initio ha chiaramente rifiutato e disprezzato tutto ciò che lo indica, almeno esteriormente, come tale. A cominciare da quel disgraziato “Buona sera”.

        • Luigi Bonini ha detto:

          Serena, capisco i motivi dell’astio, e personalmente anch’io devo pregare tanto per non cadere nelle tentazioni dell’ira davanti a certi spettacoli, ma il mio discorso è, per certi aspetti, anche “egoistico”: la mistica Natuzza Evolo disse che Dante Alighieri aveva passato 300 anni in Purgatorio (anche se soffrendo “solo” la pena del danno, e non quella dei sensi), nonostante avesse scritto la Commedia sotto ispirazione divina, per aver dato troppo spazio alle sue simpatie e antipatie nell’assegnare premi e punizioni.
          Quindi non sto dicendo di non continuare a denunciare le storture e i sorprusi alla dottrina e alla liturgia, solo cercare di unire maggiore carità alla verità, per il bene della propria anima. Infatti la nostra volontà e il nostro appetito concupiscibile non sono più perfettamente ordinati al bene, in seguito al peccato originale, come ricorda san Tommaso (S.t. I-II,85,3).
          Poi i diretti interessati, poveri loro, se la dovranno vedere personalmente con la Giustizia divina.

    • Luigi Briganti ha detto:

      Caro Klaus,
      è proprio qui il comico della vicenda!
      Mio nonno diceva: “se fossero intelligenti non sarebbero comunisti”!
      Direi che la massima mantiene una sua validità (mutatis mutandis)
      (Risate)

  • Gabriella Marconi ha detto:

    Un caro saluto a tutti i frequentatori del blog,un grazie a lei Tosatti per i suoi articoli su questa grottesca vicenda, contribuendo insieme a Magister a fare luce.Mi ero ripromessa di non commentare di tenere a freno lingua e dita per digitare ,ma visto che ogni giorno veniva fuori un tassello ,è più forte di me e voglio dire quanto segue: si è sfiorato il ridicolo , si è mancato di rispetto al papa emerito , strumentalizzando la lettera ,al fine di promuovere i libri ,hanno messo una pezza peggiore del buco .Quello che conforta è la grande libertà di Benedetto che in nome del suo amore per Cristo e per la sua teologia in ginocchio,ha deciso di non scrivere un commento teologico grazie

  • Enrico66 ha detto:

    Se Viganò avesse un minimo di decenza si dovrebbe dimettere immediatamente.

    • Claudius ha detto:

      Il problema e’ proprio quello: la decenza. Questa gente ne e’ priva, come e’ priva del senso di vergogna. Sono degli ipocriti pieni di sé e basta. Viene veramente da dire: Signore perdona loro, anche se sanno benissimo quello che fanno.

  • Fabio ha detto:

    Non dire falsa testimonianza …. qualcuno in vaticano se ne ricorda?
    Ah già staranno reinventandosi il Decalogo che è troppo rigido ed incomprensibile per l’uomo d’oggi…..

  • Claudius ha detto:

    Cioe’, praticamente adesso salta fuori che avevano “dimenticato” piu’ di meta’ della lettera?? Ma questi con chi credono di avere a che fare? Con tutti “spettri di tua sorella”? Ma fanno proprio pena, poveracci, sono in stato comatoso. Povera Chiesa, in mano a questa banda di “somari giulivi” che in confronto il bambino petaloso sembra un filosofo cartesiano.

    • Comitato Spettri ha detto:

      Gli spettri ci vedono più lungo di te Claudius. Per questo esprimono il proprio dissenso senza ricamarci inutilmente come fanno i nullafacenti che dedicano a polemiche inutili perfino la domenica mattina. Saluti.

  • QB ha detto:

    Ricordano tragicamente le orde di bertucce devastatrici nel film jumanji. Non è ben chiaro chi li abbia fatti entrare, ma è certo che stanno devastando la casa.

  • Marilena Scarselli ha detto:

    Che grande e ricca figura di merda.. Monsignor Viganò!!!!!

  • SPQR ha detto:

    Il passo omesso (“solo a margine…”) è veramente notevole, forse più rivelativo di tutto il resto, perché tradisce un evidente disagio e un chiaro dissenso. Ben si capisce che ci si fosse premurati di non diffonderlo.

    Certo che, detto tra noi, leggere la penna di papa Ratzinger è sempre un bel leggere! Un papa maiuscolo (per me il vero grande papa del periodo postconciliare). Vien veramente dal profondo del cuore il desideri di dire a Benedetto XVI: Santità, perché ci ha lasciati?

    • Adriana ha detto:

      @ S.P.Q.R. ,
      ” il desiderio di dire a Benedetto XVI : Santità , perchè
      ci ha lasciati ?”
      Ecco : il tentativo di escamotage attuale è SCANDALOSO e fa pensare a un nido di vipere in alto loco . Come tanti altri fenomeni scandalosi di questi tempi infami . Ma , per me , la cosa più scandalosa è la compresenza di due papi al vertice .
      Ciò che è reale è razionale ? E’ proprio così anche in materia di Fede ? Già si diffonde l’idea ,presentata come certezza logica che Tommaso Didimo fosse il gemello (monozigota) di Gesù , che l’altro importante fratello fosse Giacomo il giusto ecc.,ecc. .
      La gente si abitua a tutto . Tra non molto sembrerà impossibile, ridicolo , assurdo pensare a un’ Istituzione -non democratica- retta da un capo unico visibile per conto di uno invisibile .
      Il capo attuale ha ricordato che la Chiesa è donna e che le donne (specie se teologhe ) sono le “Fragoline sulla torta” . Complimento da macho vecchio stile direi . Le colte femministe hanno risposto che ne erano il lievito e che perciò anche a loro spettava il sacerdozio .
      Progresso ? Regresso ? Non so, ma è “reale ” questo ribollire come conseguenza di tanto ” elegante razionalizzare ” anche da parte di fini teologi e dallo sdoppiarsi” naturale” del Vertice .

      • Maria Cristina ha detto:

        Cio’ che e’ reale e’ razionale?
        Cara Adriana, Meistet Eckart , il grande mistico domenicano ti direbbe che cio’ che noi consideriamo ” reale” non solo non e’ razionale ma e’ in realtà’ nulla , e che L’ UNO , cioe’ Dio, principio supremo di tutto ed Intelletto Divino che tutto pensa , da cui tutto proviene, e’ anche al dila’ della categoria dell’ ” essere” come la filosofia L’ intende . In ognuno di noi , nel fondo di ogni anima c’ e’ un barlume una scintilla del divino Intelletto , dell’ Uno. Solo questo conta. Tutto il resto e’ vano teatrino d’ ombre, che noi scambiamo per realta’ E’ il gioco di Maya.
        E’ sul percorso apofatico , della teologia negativa,
        un’ altra grande mistica spagnola Santa Teresa D’ Avila constato’ che Tutto e’ nulla . Solo Dio basta.

        • Adriana ha detto:

          @ Maria Cristina ,
          grazie per aver risposto . Con quella “frasetta” buttata là intendevo metter in evidenza la passione sfrenata della teologia odierna per la filosofia di un signore tedesco che prete non fu mai.
          Come se , appunto , i teologi della Chiesa avessero deciso che la teologia del doctor Angelicus non servisse più a interpretare la contemporaneità . Ma la teologia si occupa dell’Eternità , o dovrebbe occuparsene .
          Inoltre teologia , dottrina e liturgia sono ineliminabili dal contesto religioso di cui si parla .
          Tanto è vero che l’attuale timoniere della barca di Pietro dichiara di volerle mandare al macero ma solo per sostituirle con altre dal look di stile sobriamente germano-europeista arricchito da dettagli folk .
          La mia era una domanda non provocatoria ma addolorata nei confronti dell’adozione totalizzante del pensiero di Hegel come fondamento e radice di una religione “moderna” dove anche le tre persone della Trinità devono litigare “dialetticamente” in famiglia per permettere che si realizzino i processi storici .
          Perciò siamo sul medesimo lato della barricata .
          Il dramma è che ci sia la necessità di una barricata.

  • Riccardo ha detto:

    Gentile Tosatti.
    Ho letto un articolo interessante su “Il foglio”. Riguardo alcuni degli autori dei libretti a monte di tutta la questione: Jurgen Werbick e Peter Hünermann.
    Secondo l’articolo questi due teologi sono sempre stati fortemente critici nei confronti di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Questo getta ancora più cattiva luce a tutta la storia, facendo intendere un mezzo insulto a Ratzinger nel chiederne la recensione.

  • rthjk ha detto:

    Poveretti, che figura.

    • deutero.amedeo ha detto:

      Poveretti chi? Noi! Non certo Vigano e soci. Loro stanno cercando di liquidare la faccenda come una bega tra il portinaio e l’addetto alle pulizie: una cosa senza rilevanza.
      E intanto all’inferno si fa più festa per un monsignore NON PENTITO che per tutti i peccatori del mondo.

  • Manfred Ferrari ha detto:

    Mi sembra che nella risposta alla risposta ci sia la mano e la mente di un certo prelato chiamato Pietro Parolin. Chi fa una ricercha approfontita su questa cara persona, trova un piccolo gruppo di „pazzi americani“ che lo chiamano da oltre 10 anni il futuro „Petrus Romanus“…

    Penso che lui é il „freno“ che frena il peggio che potebbe uscire delle Stanze Romane e speriamo che lui possa sopravivere ed i „altri“ se ne vanno da Roma, ritornando al servizio della Chiesa come semplici pastori…ma questo restera un sogno mai vissuto e cosi la nostra cara Chiesa si frammenterà di più in più.

    Povera Chiesa, poveri noi e tutti che speravono nel aiuto Divino che proprio la Chiesa é chiamata da darci…

    • terzoc ha detto:

      Mi rinfreschi la memoria: Petrus Romanus non dovrebbe essere il nome dell’ultimo papa, secondo una vecchia e autorevolmente apocrifa profezia?

  • Natan ha detto:

    l’efficienza dei gesuiti supera qualunque mente umana. Hanno perso un po di tempo, ma alla fine ci sono riusciti. E con acrobatico gesto degno di un circo pensano di uscirne indenni. Una Repubblica delle Banane! Quando tutto questo teatrino finirà?

  • DottorG.I. ha detto:

    È come dicevo.
    «…Tuttavia non mi sento di scrivere su di essi “una breve e densa pagina teologica”. In tutta la mia vita è sempre stato chiaro che avrei scritto e mi sarei espresso soltanto su libri che avevo anche veramente letto. Purtroppo anche solo per ragioni fisiche non sono in grado di legge gli undici volumetti nel prossimo futuro, tanto più che mi attendono altri impegni che ho già assunti».

    Fin qui ha letto il monsignore.

    Ecco il paragrafo omesso da mons. Viganò, quello più scomodo:

    «Solo a margine vorrei annotare la mia sorpresa per il fatto che tra gli autori figuri anche il professor Hunermann, che durante il mio pontificato si è messo in luce per avere capeggiato iniziative anti-papali. Egli partecipò in misura rilevante al rilascio della ‘Kolner Erklarung’, che, in relazione all’enciclica ‘Veritatis splendor’, attaccò in modo virulento l’autorità magisteriale del Papa specialmente su questioni di teologia morale. Anche la ‘Europaische Theologengesellschaft’, che egli fondò, inizialmente da lui fu pensata come un’organizzazione in opposizione al magistero papale. In seguito, il sentire ecclesiale di molti teologi ha impedito quest’orientamento, rendendo quell’organizzazione un normale strumento d’incontro fra teologi.
    Sono certo che avrà comprensione per il mio diniego e La saluto cordialmente. Suo Benedetto XVI».

    Il monsignore aveva anche omesso di leggere: “per il mio diniego”.

    https://gloria.tv/photo/E6K6VoX2gfgK1V48kwayaNmC2

  • Margziam ha detto:

    Resta il fatto che di queste precisazioni ed integrazioni postume, susseguenti alle critiche ed ai dubbi scritti online su vari siti (incluso questo, benemerito), resterà traccia solo in pochi ambiti di lettori attenti ed interessati.
    AL GRANDE PUBBLICO DISTRATTO (sempreché a tali distratti possa importargliene qualcosa), resteranno in mente solo i titoloni strombazzanti dei “giornaloni” e dei tg mainstream che hanno fatto passare la lettera di Papa Benedetto XVI come un elogio dell’operato di Bergoglio. Nessun tg e nessun “giornalone” si affretterà a pubblicare, né a strombazzare in prima pagina, le precisazioni, le correzioni ed i testi integrali emersi ex post.

    In questo caso casca a pennello il detto “Xe pèso el tacòn del buso” (la toppa è peggio del buco)!!!

    • Alessandro2 ha detto:

      È questo il problema. Nessuno ne parlerà.

      • GMZ ha detto:

        Caro Alessandro2,
        Non si scoraggi: il tempo è superiore allo spazio, e un “clic” è per sempre.
        Niente di questo andrà perduto, e in futuro darà frutti inattesi (per esempio, sarà di ostacolo alle santificazioni a strascico).
        Ossequi.

  • Sempliciotto ha detto:

    Anche stavolta alle pentole mancano i coperchi…