PADRE PIO CONTRO SATANA. IL LIBRO CHE RACCONTA LA BATTAGLIA DI UNA VITA INTERA DI UN SANTO STRAORDINARIO.

9 dicembre 2017 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Marco Tosatti – e Stilum Curiae – pro domo sua. Mi permetto di segnalarvi un libro che è appena stato pubblicato – dal 30 novembre scorso è in vendita su Amazon e su altre librerie online, e non solo – da ChoraBooks, e che manca da molti anni nelle librerie normali. Racconta il rapporto straordinario di uno dei più grandi santi del secolo scorso, Padre Pio, con il nemico dell’umana natura, l’avversario per eccellenza, il demonio.

È un libro non lungo, ma a cui sono molto affezionato, perché è il frutto di lunghe ricerche nelle memorie di quanti hanno conosciuto il santo, e la maggior parte del suo materiale proviene da fonti originali, e di difficile reperimento e consultazione: gli otto volumi della “Positio”, cioè la mole di testimonianze e documenti che hanno portato il religioso di Pietrelcina agli onori degli altari.

Racconta questa battaglia, che si è conclusa solo con la vita terrena di Padre Pio: “un duello di tempi antichi, vissuto nel secolo appena trascorso”, una lotta reale, “un corpo a corpo prolungato per tutta l’esistenza terrena, e anche oltre, fra un monaco e il suo Avversario”.

Moltissimi sono gli episodi straordinari legati a questa battaglia. Fra questi uno di cui è stato protagonista uno dei fedelissimi del santo del Gargano” il celebre esorcista di venerata memoria don Gabriele Amorth che prima della morte ha narrato “di come il commendatore Angelo Battisti, primo amministratore e primo Presidente della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo sia stato posseduto negli ultimi anni della sua vita dal demonio”.

Don Gabriele Amorth, della cui amicizia mi onoro, era un fedele di Padre Pio, che aveva conosciuto personalmente, e verso il quale nutriva una grande venerazione.

Nel libro ho scelto di concentrami solo sulle apparizioni e sulle manifestazioni diaboliche – alcune molto fisiche e corporali – vissute da padre Pio; ho volutamente appena accennato a estasi e visioni celestiali, che spesso seguivano da presso gli scontri con satana, e che credo, erano strettamente connesse alla lotta spirituale combattuta dal salto.

Dicevamo che la battaglia è andata avanti sino alla fine della vita terrena di Padre Pio. Penso che il suo avversario non gli abbia concesso tregua. Chiudo questo breve articolo con la citazione delle ultime righe del libro: “L’eroe di un’epopea ‘deve’ morire con la spada in pugno. Anche padre Pio aveva un’arma. Quale fosse, lo rivelò pochi giorni prima di morire. Racconta padre Tarcisio da Cervinara che un giorno, ‘mettendosi a letto disse ai frati che erano in cella col lui: ‘Datemi l’arma. E i frati, sorpresi e incuriositi, gli chiedono: ‘Dov’è l’arma? Noi non vediamo niente!’. E padre Pio: ‘Sta nella mia tonaca, che avete appesa all’attaccapanni or ora!. I frati, dopo aver rovistato per bene in tutte le tasche del suo abito religioso, gli dicono: ‘Padre, non c’è nessun’arma nel suo saio! C’è soltanto la corona del Rosario!’. E padre Pio, subito: ‘E questa non è un’arma? La vera arma?’ “.

 


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37 commenti

  • Andrea P. ha detto:

    A proposito di Satana e dei perversi progetti di ampio respiro che ispira agli uomini che vi si prestano, per diventare, così, suoi più o meno conspoevoli strumenti di inganno, di menzogna in Terra e portarvi tragica confusione e rovina tra gli uomini, vi segnalo il seguente articolo, scusandomi nel caso che fosse ridondante segnalazione.

    http://blog.ilgiornale.it/franza/2017/12/09/papa-bergoglio-leuropa-e-limmigrazione-un-vulcano-che-mettera-fine-alle-nostre-radici-e-ai-nostri-modelli-di-vita/

  • Enrico lutman ha detto:

    Dott. Tosatti, di chi è il dipinto in copertina? Dalla mano direi italiano.

  • Joseph** ha detto:

    Come dice Padre Pio, certo, un’arma potente contro il demonio è il santo Rosario.
    Più volte la SSma Vergine, ci ha esortato a pregare con questa semplice preghiera, promettendo grazie particolari se non addirittura portenti.

    Esultate o giusti nel Signore,
    per gli uomini retti è bella la lode.
    Lodate il Signore con la cetra,
    con l’arpa a dieci corde a Lui cantate.
    ………………………………………………………
    Il Signore annulla i disegni delle nazioni,
    rende vani i progetti dei popoli. (Sal 32)

    Ma siamo deboli, è proprio vero, il nostro cervello è completamente rovinato e la nostra volontà, senza bere a questa fonte spirituale, si inaridisce, non tende più al bene.
    Non preghiamo e mancando questa continua tensione verso di LUI, il Suo Amore in noi si scioglie come neve al sole.
    Quante volte abbiamo promesso di dire il rosario, ma poi la mancanza di tempo oppure la monotonia delle preghiere ripetute con la distrazione e l’aridità, ci scoraggia.
    Eppure spesso il tempo, per la televisione o per altre cose, per rilassarci lo abbiamo sempre.
    Invece la Ssma Vergine viene proprio a guarire la nostra anima con queste avemaria ripetute, abbandonando la tensione e se vi sono distrazioni, non volute, ben vengano allora, vuol dire che la nostra Madre celeste ci sta indicando dove è il nostro problema.
    Certo, chiudersi nella nostra stanza a dire il Rosario sarebbe l’ideale. Ma non sempre è possibile.
    Ma penso che se dividiamo il rosario (i 5 misteri) in diversi orari della giornta, anche camminando per la casa, sarebbe lo stesso bello.
    A tale proposito volevo condividere con voi anche questo mio nuovo modo di dire, spesse volte, il Rosario, una maniera che io dico diversamente ”contemplativa”.
    Ho notato cioè che, specialmente quando si cammina, dire l’intera Ave Maria, dal principio alla fine, porta a uno sforzo della mente che può portare alla distrazione, mentre dividendo la preghiera in diverse frasi, secondo il proprio desiderio, trovo facile recitare e meno soggetto a distrazioni, perchè la mente va a contemplare una piccola frase per ben 10 volte.
    Ad es. dicendo:
    Ave Maria piena di grazia, per 10 v.
    e poi ancora, sempre per 10 v.: il Signore è con Te, e così via,
    con l’aiuto delle dita o della corona, piccola o grande, alla fine le 10 Ave Maria alla SS.ma Vergine saranno dette in un modo diverso, facile e contemplativo.
    Laudetur Jesus Christus.

  • Claudius ha detto:

    OT (ma non troppo): Dopo essere andato, nel suo ultimo viaggio pseudo-apostolico, a conoscere la presidente (premio Nobel per la pace, naturalmente un caso…) in Birmania, non si sa per quale ragione, e dopo essere andato a mettersi in evidenza in mezzo ai popolari (per i media occidentali) Royngah a chiedere scusa, non sia sa bene per che cosa e per conto di chi, in questi giorni il Bergoglio pare impegnato in particolare sul fronte del pacifismo, con la richiesta di abolire le armi nucleari.

    Infatti anche solo oggi ha ripetuto che un mondo senza armi nucleari serve per tutelare la liberta’ delle persone (sic). Niente di strano, direte voi, conoscendo il tipo. Esatto. Ma c’e’ un fatto curioso. Sapete chi ha vinto il premio Nobel per la pace quest’anno? No? Beh, ecco chi: la “International Campaign to Abolish Nuclear Weapons”. Guarda caso…
    Oh, ma e’ solo un caso, si capisce!… 😉

  • deutero.amedeo ha detto:

    Francesco e la beffa di Medjugorje.
    Avanti piano, quasi indietro!

    Siccome dagli ultimi report del controllo di gestione del Vaticano risulta evidente il calo di popolarità di papa Francesco fra i tradizionalisti a causa delle sue precedenti dichiarazioni sulla Madonna “postina” di Medgjugorje , il direttore delle pubbliche relazioni ha suggerito, a SS., come “azione correttiva”, di far loro un regalo clamoroso con questa “apertura”. Con la solita tattica di farlo annunciare da un altro, che, se necessario, possa sempre essere smentito, prima di annunciarlo lui stesso.

    • Ecclesia afflicta ha detto:

      Trovo grottesca la posizione di papa Francesco su Medjiugorje. Prima irride chi ci crede, facendo sarcasmo sulla “Madonna postina”, poi ne autorizza i pellegrinaggi, per raccattare consenso e popolarità. Squallido opportunismo.
      Vatican Insider, sempre in prima fila nell’apologia delle ipocrisie papali, racconta così senza vergogna la vicenda:

      «Il culto di Medjugorje è autorizzato. Non è proibito e non deve svolgersi di soppiatto….. Dal Vaticano però fanno sapere che Papa Francesco «non ha dato di recente alcuna istruzione riguardante Medjugorje». Ciò ovviamente non significa che si opponga ai pellegrinaggi, tutt’altro. Significa però che al momento non sono state prese decisioni o date nuove istruzioni. … L’approccio di Bergoglio a questo come pure a fenomeni simili è sempre stato improntato alla priorità pastorale dell’accompagnamento dei fedeli e dei pellegrini. ”

      Ridicoli.

      E pensare che La Stampa dovrebbe essere un giornale laico e illuminato, e mantiene un blog che nei confronti del papa ha il senso critico di un bollettino parrocchiale di infimo livello.

      • deutero.amedeo ha detto:

        In cosa si dimostra la grande disponibilità di Papa Francesco?
        Francesco è un camaleonte, sempre pronto a qualsiasi gesto purché serva alla sua immagine .

        Se un fabbricante di scarpe si trovasse in difficoltà con una grande partita di scarpe gialle rimaste invendute e telefonasse al papa per chiedere il suo aiuto, sono sicuro che al primo Angelus Papa Francesco farebbe un lungo discorso per raccontarci che la Madonna non camminava scalza o in ciabatte ma portava scarpe gialle. E che per salvarci non servono i rosari, o fare proselitismo, ma bisogna fare come Maria: indossare scarpe gialle.
        Lui è fatto così.

  • Enrico lutman ha detto:

    Dott. Tosatti non voglio esagerare, ma ho l’impressione che il clima che stiamo vivendo sia quello di una burla. Qualche tempo fa il card. Parolin aveva auspicato, o almeno sembrava, un dialogo su AL fra le due posizioni presenti nella Chiesa. Scopriamo invece che nel giugno 2017 con un suo rescritto, su indicazioni del papa, la lettera indirizzata ai vescovi di Buenos Aires veniva rivolta alla Chiesa universale e pubblicata di recente sugli AAS, elevandola a rango di magistero (mia considerazione personale: dopo tutto il dibattito si poteva anche scrivere una risposta ex novo). Quindi mi pare che gesti di questo tipo intendano chiudere il dibattito e non aprirlo. Il card. Mueller sembra cambiare linea e posizione molto spesso (a seconda di chi gli pone le domande). Infine, nel mio tentativo di capirci qualche cosa, leggo oggi un articolo su Chiesaepostconcilio del dott. Robert Fastiggi, che spiega che con AL non è cambiato nulla, che il papa non ha aperto alla Comunione ai divorziati risposati, precisando che chi gli pone dubia ha letto male o è in mala fede. Aggiungendo la lettera di Avvenire, posso dedurre che, se non altro, lei avrà materiale per scrivere articoli per tutto il prossimo anno. Buon lavoro.

    • Lo spettro di QC ha detto:

      Caro Lutman, il clima che stiamo vivendo è quello di una lotta politica, nella quale si fa un uso ideologico della teologia. Con uno scopo eminentemente pratico, che non è ne il bene della Chiesa nè quello delle anime, nè la difesa della tradizione.
      Se lei ci fa caso,
      – coloro che avrebbero interesse a dimostrare che il papa avalla posizioni innovative, tendono a dire che non cambia niente o cambia poco
      – coloro che avrebbero interesse a dimostrare che il papa non ha innovato, si sforzano con acribia di dimostrare che ha innovato.
      Ora, lei ha mai visto un avvocato che per vincere una causa…sostiene le tesi del suo avversario? O che sostiene interpretazioni della norma applicabile che danno ragione alla controparte?
      È quello che sta succedendo nel nostro caso e se una tale anomalia si verifica, una ragione deve pur esserci.
      Che interesse avrebbero i critici a dimostrare a tutti i costi che il papa innova, se è possibile muoversi nelle maglie dell’ambiguità per dimostrare il contrario e – lui volente o nolente – portrselo dalla propria parte, smentendo gli innovatori.
      D’altra parte, c’è già chi lo fa pubblicamente (es: angelo bellon) e fulmini papali non ne sono arrivati. Perchè dunque non fanno altrettanto gli altri?
      A me la risposta pare semplice…

    • deutero.amedeo ha detto:

      Profezia di Nostramadeus

      Sposteranno il meridiano di riferimento da Greenwich a Buenos Aires, e per loro l’Europa e l’Italia in particolare sarà il Far-Est da colonizzare e cristianizzare insegnando tutte le fantateologie sviluppatesi a Buenos Aires e dintorni nell’era post Bergolium natum.
      Il Vaticano sarà pieno di Gesuiti dal cognome spagnolo o portoghese, che ricopriranno tutte le cariche più importanti.
      Il servizio all’altare sarà svolto da majorettes .

    • Nemo ha detto:

      @Sig. Enrico

      Il noto studioso di Diritto Canonico americano Edward N. Peters lamenta che i pastori di oggi sono piuttosto ignoranti in materia e li invita a studiare di più.
      Afferma, infatti, che la distribuzione dell’Eucaristia è disciplinata dal Codice 915, Codice che mai viene menzionato né in AL, né nella interpretazione dei vescovi di Buenos Aires e neppure nella mail di approvazione inviata loro dal papa.
      Per cui fino a quando il CIC del 1983 rimane in vigore e non viene modificato dal alcun documento pontificio, tutto resta come prima.
      “But what can one say? Unless Canon 915 itself is directly revoked, gutted, or neutered, it binds ministers of holy Communion to withhold that most august sacrament from, among others, divorced-and-remarried Catholics except where such couples live as brother-sister and without scandal to the community.
      Nothing I have seen to date, including the appearance of the pope’s and Argentine bishops’ letters in the Acta Apostolicae Sedis, makes me think that Canon 915 has suffered such a fate.”
      Termina aggiungendo che non sarà certo un sigillo in più su AL e gli altri due documenti a cambiare le cose.

    • Ecclesia afflicta ha detto:

      A proposito di Parolin – che pare che debba essere il prossimo papa, una ipostasi di Bergoglio ma meno crassa – trovo istruttiva
      questa confutazione (in inglese) delle sue idee a proposito della dottrina, che sembra che per lui non abbia carattere definitivo, ma sia piuttosto un punto di partenza per ulteriori riflessioni, e sulle conferenze episcopali, quegli enti burocratici che distolgono i vescovi dal governo delle loro diocesi e che, solo per stare in Italia, fanno da ribalta a personaggi come Mons. Galantino.
      http://ecclesiaafflicta.blogspot.it/

    • Enrico lutman ha detto:

      Provo a dare una risposta generale.
      Per prima cosa non condivido l’idea che la pubblicazione sugli AAS non abbia un peso. Non si può fingere che il fatto non sia avvenuto.
      Non condivido inoltre l’interpretazione gattopardesca di QC ( di cui mi interessano però le opinioni, come anche quelle di Nemo, Amedeo e Ecclesia afflicta), come se tutti volessero cambiare le cose per lasciarle come stanno, mantenendo così i loro spazi di potere. Al contrario penso che i cambiamenti rispetto FC siano evidenti e che, come dimostra la lettera pubblicata su Avvenire della “signora Paci”, questo condurrà ad un tentativo di minimizzare i peccati del sesto comandamento e l’adulterio, ben oltre il discernimento caso per caso. Infatti questa lettera non è stata pubblicata su un quotidiano laicista, ma sul quotidiano della CEI. La “signora Paci” non è una divorziata risposata, ma è sposata e ha una figlia, e paragona l’odore e il sapore del suo amante a quello di Gesù eucarestia (mi si permetta, cosa che non farebbe né il marito né la moglie più innamorata…). I fatti dimostrano dove si sta andando. E lo ripeto, è il giornale della CEI.

  • deutero.amedeo ha detto:

    OT
    Dott. Tosatti,
    Per non urtare la suscettibilità dell’accademica della Crusca, secondo la quale per scrivere un post in un blog, buttato giù senza tanto pensarci, e’ necessario conoscere a memoria almeno trenta canti della Divina Commedia ( dieci per cantica bastano?) e avere una laurea in filosofia, una in lettere antiche e una in lettere moderne le chiedo: non stasera perché ormai è tardi e Morfeo ha le sue pretese, ma domani o dopodomani posso scrivere un apologo da strapaese, o anche lei è d’accordo sul fatto che qui tali cose sono inaccettabili?
    Attendo risposta. Grazie.

    • Lo spettro di QC ha detto:

      Io voto per Deutero e per Strapaese!

      Selvaggia provincia svegliati!

      • deutero.amedeo ha detto:

        Il proverbio dice che chi tace acconsente, ma come ben ci fa capire il caso dei ” Dubia” chi tace non dice niente e fa rimanere gli altri nel dubbio. Io nel dubbio mi astengo e quindi continuerò a fare quello che, ancorché ignorante e strapaesano, parla con serietà e sussiego come se fosse un professore, anche per dire le cose più ovvie e banali.

  • don Armando Maria Loffredi ha detto:

    E ricordo a tutti il testamento di San Padre Pio: “Amate la Madonna e fatela amare! Dite ogni giorno il Rosario!”. Vvb e vi benedico in Gesù e Maria che vi amano proprio assai. E San Padre Pio interceda dal Cielo per ognuno di noi. Pace e gioia sempre!

  • .Giuseppe Marson ha detto:

    Forse anche questo mio intervento non c’entra con questo suo post, ma ringrazio per la sua bella riflessione “amareggiato”
    A proposito del segno dei tempi e di lotta contro satana. Avvenire.it, della presenza su Canale 5 del ” cantante” con simpatie più volte conclamate per satana, ha fatto il minimo sindacale ha dato la notizia, ha detto che gli esorcisti erano preoccupati per la pericolosità che poteva indurre i più fragili ad una emulazione e basta.
    La domanda mia è cosa pensa il giornale dei Vescovi italiani sulla vicenda?
    Si dedicano pagine e pagine interventi su interventi di Cardinali, Vescovi, laici in favore dello ius soli e su questa questione quasi silenzio assoluto.
    Queste questioni, non riguardano la salvezza delle persone?dove sono i pastori d’anime? Sono diventati tutti sociologi?
    Sempre a proposito di Avvenire e del segno dei tempi mi permetto di suggerire l’editoriale di oggi di R. Cascioli su laNBQ.
    Infine Dott. Tosatti, lei che è esperto di comunicazione cosa dice della SICURAMENTE NON PREPARATA e SICURAMENTE
    IMPROVVISATA sosta del Papa ieri pomeriggio per il plauso in diretta TV al giornalista del TG1?
    Non potendo fare in questo caso sostituzioni o ridimensionamenti di ruoli per un giornalista non in linea, era un messaggio per i direttori di rete perché dicano ad A. M. Valli ” STAI SERENO”?
    Il suo collega come lei Tosatti è libero serio preparato ama la Verità ed è un uomo di fede, non si lascerà quindi condizionare, ma questo stile comunicativo del Papa non mi piace mi sembra proselitismo.
    In questi giorni riflettevo su cosa fosse il proselitismo e abusando della sua pazienza mi permetto di dire quello che ho pensato, cioè che la sua forma peggiore è pensare che il proprio stile comunicativo, fatto di gesti, di abbracci, trovare solo quello che unisce e dimenticare quello che divide, sia l’unico modo per non fare proselitismo.
    Per non smarrire la strada, prego e professo come ogni Cattolico nel Credo la Comunione dei Santi, aiuterebbe anche il Papa ad essere più umile nella sequela a Cristo Via Verità Vita.
    La Verità, non si interpreta, la Verità si ama, alla Verità si appartiene.
    Grazie

  • Ira Divina ha detto:

    Grazie Dott. Tosatti! Ho iniziato a leggerlo.

  • amareggiato ha detto:

    Trappole e trappoloni… Inganni in serie!

    ho ricevuto quanto segue:

    L’avvento è un tempo di preghiera più intensa, vivendo l’attesa di Gesù che fu di Maria Santissima e San Giuseppe.
    Pregando il rosario, ripetiamo numerose volte il Padre Nostro.
    La preghiera di Gesù la recitiamo in ogni Santa Messa, tra la consacrazione (la transustanziazione del pane e del vino nel vero Corpo e vero Sangue di Cristo) e il sacramento della Comunione che ci unisce al Redentore nel sacrificio eucaristico.
    Il Padre Nostro è la preghiera più commentata dai santi di ogni epoca.
    La preghiera, antica quanto il cristianesimo, consegnata da Gesù in persona alla Chiesa, è oggi oggetto di una revisione alla traduzione nelle lingue nazionali, a motivo del problema posto dalle parole (in italiano) “non indurci in tentazione”.
    In francese per esempio si diceva: “ne nous soutmets pas a la tentation”. Ho scritto si diceva perché la Conferenza Episcopale francese ha stabilito vigente la nuova forma “ne nous laisse pas entrer en tentation” a partire dal 27/11/2017.
    Quale ragione suggerisce questo adeguamento? Lo scandalo che Dio “induca” o “sottometta” l’uomo alla tentazione.
    In realtà la tentazione, di per sé, è del tutto necessaria all’esperienza di chi viva di fede secondo Gesù Cristo.
    Egli stesso fu portato nel deserto per essere tentato dal Diavolo. E, sulla croce, fu tentato da chi Gli diceva di scenderne.
    La tentazione NON è il peccato: ne è solo la sua anticamera, un luogo e un tempo che sfida la fede chiedendo lotta.
    Si vince solo resistendo e combattendo: la vittoria consiste nel non cadere o entrare nella trappola tesa dall’avversario.
    Perciò pregando il Padre noi non possiamo chiedere di NON essere tentati (la prova è necessaria per vagliarci nella volontà di fare la Volontà di Dio), ma di NON entrare nella tentazione (nella trappola tesa), restando nella Verità/Via di Cristo.
    La croce è la porta aperta verso il Regno dei Cieli, quello che preghiamo il Padre che venga, mentre la tentazione è una porta aperta verso il mondo, il cui principe regnante è satana. Peccare consiste nel varcare (entrare da) questa porta.
    Noi chiediamo al Padre di essere resi capaci di NON entrare nella trappola. Ricordiamoci bene che l’autore della trappola non è Dio, ma l’Avversario a Lui ribelle (recuperando tutto il tema del peccato originale e dell’Immacolatezza di Maria). Non è Dio che ci in-duce, conducendoci oltre la soglia della porta-trappola! Inevitabile è l’essere di fronte a quella soglia.
    Sarebbe una bestemmia pensarci spinti oltre la soglia da Dio. Al Padre chiediamo la forza per arrestarci lì, scegliendo Lui.
    Gesù parlava aramaico e il Padre Nostro fu detto originariamente in quella lingua che ha una forma verbale sconosciuta alle lingue moderne: la forma causativa, che esprima in una parola quello che a noi richiede una perifrasi. I primi traduttori in greco e latino (ne nos inducas in tentationem) hanno tradotto alla lettera, senza stravolgere il senso per altro comprensibilissimo alla luce della fede cristiana. La forma causativa al negativo si presta infatti a una doppia traduzione e quella corretta si può evincere dal contesto.
    Nel nostro caso il “non” può negare tutta la causalità oppure solo l’azione causata, infatti “NON farci entrare in tentazione” è differente da “fà che NON entriamo in tentazione”. Nel primo caso la preghiera lascerebbe intendere una volontà (ambigua) di farci entrare e noi (che siamo bravi) non lo vogliamo, mentre nel secondo caso la volontà (buona) che non vuole che noi entriamo, è richiesta di sostegno perché noi (che proprio buoni non siamo) ci caschiamo.
    Nel primo caso Dio sarebbe pregato di non fare ciò che potrebbe volere Lui (cioè noi pregheremmo Dio di “non fare la Sua volontà”!) o che discenderebbe da una Sua distrazione o mancanza di azione verso i figli in pericolo (che razza di Padre…).
    Nel secondo caso Dio è pregato di sostenerci nel non fare quel che Lui non vuole (facendo noi la Sua volontà), coscienti che noi, per la deformità contratta con il peccato originale, siamo inevitabilmente tentati di farlo.
    E’ evidente che il senso corretto della preghiera è solo il secondo.
    Satana può solo predisporre delle trappole, come il cacciatore con gli animali. La nostra umanità decaduta ci predispone all’inferiorità creaturale di chi è meno astuto del suo cacciatore che mira a impadronirsi della nostra vita. Chi può liberarci da questa condizione è solo Dio, che ci rende coscienti e forti di fronte alla tentazione-trappola che ci delizia.
    Noi chiediamo a Dio la luce che viene dalla purezza di cuore, per vedere Lui e quindi non cascare nel tranello.
    Tradurre, come si vorrebbe fare, “non abbandonarci alla tentazione” è una pessima interpretazione delle intenzioni di Dio.
    E’ un po’ come assolvere Giuda dal tradimento, giustificato dall’abbandono di Dio nel momento in cui ha venduto Gesù.
    Giuda non ha sbagliato: è stato Dio ad abbandonarlo, poverino!
    In francese avrebbero potuto tradurre: “garde nous de consentir a la tentation”: ma così non è stato.

    Segno dei tempi?

    • deutero.amedeo ha detto:

      Interessante, ma non riesco a vederne il nesso con Padre Pio a meno che non voglia fare riferimento alle sue furibonde lotte contro il demonio. Ma a parer mio, per quel poco che so di Padre Pio, il demonio non si accaniva contro di lui tentandolo bensi’ procurandogli delle grandi tribolazioni.
      Cedo la parola a chi ne sa di più. Grazie.

      • amareggiato ha detto:

        Il riferimento è molteplice: alle rivisitazioni moderniste in atto, alla tentazione, al demonio, al combattimento spirituale e al rosario come arma, sempre che non ne facciamo un giocattolo.

        • deutero.amedeo ha detto:

          Dopo lo scempio della “Misericordina plus” come sarebbe possibile oltraggiare di più il Santo Rosario? Da giocattolo a portafortuna il passo è breve…..
          E lo stesso scempio sarà fatto della Bibbia: a furia di correzioni, speriamo che almeno ci lascino la copertina.

    • Nemo ha detto:

      Ingenuamente mi chiedo chi abbia tentato ( o messo alla prova, il che è lo stesso) gli angeli che guidati da Lucifero hanno gridato il loro ‘non serviam’! Allora non c’era satana!
      E poi, ancora, come può un ente causato operare senza che la ‘Causa Prima’, l’Essere Sussistente, non lo consenta? Forse che Giobbe non fu messo alla prova in seguito a due distinte richieste di satana? Prima i suoi averi, ma non la sua salute e, in seguito, considerato che la sua fede non era vacillata, anche la sua salute? E la Bibbia offre molti altri esempi.
      Ho l’impressione che un po’ alla volta si voglia far entrare nella nostra mente un dio fatto a nostra immagine e somiglianza! Ma questo sarebbe paganesimo!

      • deutero.amedeo ha detto:

        Alla domanda teologica su chi abbia tentato Lucifero non dico nulla perché non mi sento all’altezza per dare una risposta valida.
        Sull’antropomorfismo del Dio secondo Francesco ci sarebbe da scrivere un libro e direi di più: il Dio di Bergoglio non è solo antropomorfo ma è anche antropopatico, nel senso che ha sentimenti e pensieri tipicamente umani.
        Qualche giorno fa mi sono chiesto: se noi ( come ha detto il Papa in un suo discorso) dobbiamo vedere nel volto degli immigrati il volto di Gesù, che cosa hanno visto di Gesù le povere ragazze stuprate da un immigrato?

        • Diego B. ha detto:

          Grazie deutero perché ho imparato la parola antropopatico che ben di addice ad allah o allat. Un presunto dio che invia l’arcangelo Gabriele alla Vergine e dopo 600 anni ci ripensa e lo manda a un commerciante che sposa una ricca signora più anziana. Poi gli fa dettare tutta una serie di sura che spesso si contraddicono tra loro ma che soprattutto disconoscono il Figlio Unigenito.
          @Nemo: questo dio corrisponde al tentatore da cui dobbiamo scamparla con la recita del Pater e che ha tratto in inganno schiere di angeli per puro capriccio.
          vi è una logica malvagia in tutto ciò ma non è la logica di Dio che ha vie che sovrastano le nostre e che ci ama al punto di lasciarci purificare nelle tribolazioni quotidiane per la salvezza della nostra anima. È il Suo creato e noi le sue amate creature, non siamo pupazzi o schiavi.

        • Nemo ha detto:

          @Deutero.Amedeo
          Dell’antropopatia di Dio ha già ampiamente scritto il filosofo ebraico Abraham Heschel nel libro God in Search of Man (scusi, ma io ne possiedo solo la versione inglese), ma in termini completamente diversi. Qui, a mio parere, si tratta di egocentrismo: un atteggiamento che esclude Dio dall’orizzonte umano. E questo non è certamente una novità. Purtroppo, dobbiamo ammettere e onestamente riconoscere ancora una volta che le radici d questo pensiero affondano nel concilio Vaticano II.
          La Gaudium et Spes al 24/c non esita ad osservare che l’uomo “in terris sola creatura est quam Deus propter seipsam voluit”! Citazione in latino perché le concordanze non lasciano spazio alcuno a fraintendimenti. Una affermazione del genere non esclude affatto l’interpretazione che Dio stesso si lasci assoggettare dall’uomo!!! E’ un’affermazione quantomeno azzardata, se non blasfema, ma, come si dice, ‘scripta manent’. Il fenomeno Bergoglio non può essere analizzato prescindendo dalle ambiguità e da certe, teologicamente, assurde dichiarazioni del CVII di 50 anni fa.

          • deutero.amedeo ha detto:

            X Nemo.

            Antropomorfismo e antropopatia di Dio non sono certamente delle novità. Gesù e’ sempre stato proclamato come vero Dio e vero Uomo . E anche il Dio dell’A.T. non ha un corpo di carne e sangue ma il suo aspetto e i suoi atti sono sempre presentati come se egli avesse un corpo simile a quello dell’uomo. Dio ha un volto, ha mani, orecchie, occhi, fa sentire la sua voce . “Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino….. e l’uomo con sua moglie si nascose dalla presenza del Signore Dio ” (Genesi 3,8). Ma oltre a questi tratti che danno a Dio aspetti umani Egli ha sentimenti e passioni : Dio e’ geloso , si fa prendere dalla collera, si pente di aver creato gli esseri viventi. Di affermazioni di questo genere ce ne sono a centinaia nell’A.T. Ma questo non significa che Dio sia realmente così. Potremmo dire che l’agire di Dio nella storia diviene più comprensibile grazie all’artificio di descriverlo così ma non dobbiamo mai dimenticare che la sua natura trascendente e’ ben al di sopra di queste rappresentazioni. La mia critica alla teologia di Bergoglio e’ di essere una teologia troppo banalizzante e umanizzante della maestà del vero Dio che è e rimane il Mistero per eccellenza.

      • amareggiato ha detto:

        dal Nautilus

        La natura angelica è totalmente spirituale, diversamente da quella umana, che è anche corporea. Entrambe, l’angelica e l’umana, sono creature dotate di libertà. L’uomo è stato tentato dall’angelo decaduto e, cadendo nel peccato, ha inquinato e corrotto la creazione, invidia dello spirito ribelle. L’angelo è decaduto per superbia e invidia propria, nell’incapacità (per lui istantanea ed eterna, essendo puro spirito) di accettare che Dio aveva scelto l’uomo come custode della creazione materiale e che avrebbe preso sembianze umane per redimerlo e salvarlo.

        Satana si è tentato da solo, ribelle a Dio che non ha visto in lui l’apice della creazione, invidioso dell’uomo e della donna.

        • Nemo ha detto:

          Buona Domenica.
          Proprio dalle Lodi di questa mattina, cfr Salmo 117, 18:
          “Il Signore mi ha PROVATO duramente,
          ma non mi ha consegnato alla morte.” (tr. La Bibbia di Gerusalemme).

  • Sempliciotto ha detto:

    Personalmente di Padre Pio “direi il più grande segno che Dio ha mandato nel 900 insieme a Fatima”, ed è interessante notare come questo Segno sia di carattere Antico, demonizzato quindi, e ritenuto dall’intellighezia teologica modernista positivista un santo da medioevo, coi suoi miracoli, esorcismi, lotte contro Satana.
    Tutta roba non all’altezza dei tempi!
    Padre Pio, invece, va avanti inesorabile, nella missione assegnatagli, proprio grazie al Popolo di Dio, che col suo sensus Fidei riconosce spontaneamente in lui l’impronta del Signore, mentre, contemporaneamente, lo Spirito del Concilio viene inoculato per vie traverse, visto che al popolo frega niente di esso, non lo riconosce.
    Padre Pio, da vero uomo di Dio, è segno di Contraddizione, non di adulazione o di rivoluzione, non ha ammorbidito il peccato, anzi lo ha estirpato nell’unico modo possibile, indicandolo con forza, senza sconti e “scacciandolo” con le buone o con le cattive dal cuore dell’uomo!
    Il gregge queste cose le capisce benissimo e ne è attratto, e soprannaturalmente ne intuisce la grandezza molto meglio dei cosiddetti pastori.

  • Caro Direttore:
    E santa Caterina da Bologna che fu ingannati “cinque anni” scrisse:
    “E conservavi bene di essere ingannati sotto la specie di bene, perché a volte il demonio appare in figura di Cristo o della Vergine Maria, o di qualunque figura di Angelo o Santo.
    Il diavolo gliela apparve in figura della Vergine Maria.
    Una mattina, essendo entrato nella chiesa per pregare, improvvisamente gliela apparve in forma di Gesù Cristo crocifisso, stando nella croce, con le braccia aperte, qualcosa sospesi verso lei, in una maniera amichevole e benigna, la parlò.
    Il nemico gliela apparve di nuovo in aspetto della Vergine, con suo Figlio in braccia”: Le sette armi spirituali.
    Saluti.

  • Caro Direttore:
    Questo è quello che scrisse di Satana il mistico e santo Juan de la Cruz:
    “Conosce Satana la disposizione della terra e dell’aria (…). E può conoscere che Pietro può vivere più di tanti anni e dirlo prima”: Subida al Monte Carmelo. L 2. C 21, 8 e 12.
    “Nessun potere umano si potrà paragonare al suo”: Cántico espiritual, canción 3,9.
    Saluti.

  • Margherita ha detto:

    Caro dottor Tosatti,
    grazie per questo straordinario dono di Natale!