DOMENICA A VERONA SI SVOLGE IL VI FESTIVAL DI FEDE E CULTURA. TANTE VOCI SU CHIESA E SOCIETÀ.

Marco Tosatti

Domenica 15 ottobre, a Verona, si svolgerà il VI festival organizzato dall’editore Fede & Cultura. L’evento avrà luogo nella sala più prestigiosa della città di Romeo e Giulietta, la Gran Guardia, davanti all’Arena.

Ecco gli oratori che si alterneranno nelle conferenze.

Stefano Fontana, direttore dell’Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan sulla Dottrina sociale della Chiesa e Consultore del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Fontana presenterà il suo libro dal titolo: La nuova chiesa di Karl Rahner.

Sarà poi la volta di Giovanni Zenone, fondatore della casa editrice, allievo di monsignor Antonio Livi alla Lateranense. Zenone affronterà il tema: “Correctio filialis: il linguaggio dell’ambiguità”.

A Ettore Gotti Tedeschi, che non ha bisogno di presentazioni, il tema: Il giusto modo di sconfiggere la povertà.

Lorenzo Fontana, vicesindaco di Verona, europarlamentare della Lega nord, vice di Matteo Salvini alla guida del partito, racconterà di come sia possibile vivere da cattolico e politico: “La mia esperienza di cattolico in politica”.

Silvana De Mari, medico, psicoterapeuta, scrittrice di romanzi fantasy tradotti in tutto il mondo, collegherà un tema del fantasy all’attualità, in “Gli Orchi all’attacco dell’uomo e della donna”.

Francesco Agnoli, storico e filosofo, racconterà la vita del più grande matematico del XX secolo, Alexander Grothendieck, morto esattamente 3 anni fa, dopo essere passato dall’ateismo alla fede in Dio. Il titolo della conferenza, “Lo splendore che ci trascende”, è tratto da uno scritto inedito dello stesso Grothendieck.

Infine ci saranno gli interventi di Maria Bianca Graziosi, grande conoscitrice del monachesimo e di mons. Gino Oliosi, esorcista e sacerdote della diocesi di Verona.

Per iscrizioni e informazioni: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-6-festival-nazionale-di-fede-cultura- 38581560486

 

6° Festival nazionale di Fede & Cultura

15 ottobre 2017 alle 09:00

Palazzo della Gran Guardia – Piazza Bra, 1 – 37121 Verona – Italia

Programma

9,00 Accoglienza e registrazione 9,30 Stefano Fontana “La nuova chiesa di Karl Rahner era tutta già programmata”

10,15 Giovanni Zenone “Correctiofilialis: il linguaggio dell’ambiguità”

11,00 Ettore Gotti Tedeschi “Il giusto modo di sconfiggere la povertà”

11,45 Lorenzo Fontana “La mia esperienza di cattolico in politica”

12,30 Consultazione delle opere di Fede & Cultura e Pausa pranzo

14,00 Silvana De Mari “Gli Orchi all’attacco dell’uomo e della donna”

14,30 Francesco Agnoli “Lo splendore che ci trascende”

15,15 Maria Bianca Graziosi “Il monachesimo che salvò la Chiesa e il mondo

15,45 Mons. Gino Oliosi “La mia vita da teologo a esorcista” Conclusioni e incontro personale con gli autori

16,45 Santa Messa



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17 commenti su “DOMENICA A VERONA SI SVOLGE IL VI FESTIVAL DI FEDE E CULTURA. TANTE VOCI SU CHIESA E SOCIETÀ.”

  1. @Patrizia
    Si..quanto livore,veemenza,vanagloria e superbia in un Alter Christus! Che il Signore abbia misericordia di lui .

  2. Anch’io ho letto l’articolo di Ariel..si potrebbe considerare quanto scrive riguardo CL e chiedergli se preferisce i materassi apolidi, riguardo i preservativi, le infermiere, la captatio benevolentiae un pochino squallida con l’elogio di Socci, il nostro ospite Tosatti e Tornielli, tanto per coprire quasi tutto l’arco delle posizioni cattoliche di coloro che frequentano la rete e segnare così, una volta isolato l’obbiettivo :Cascioli.
    Mi limiterò a notare che accusa Cascioli di incoerenza per aver cambiato posizione da normalista a perplesso, e così invito chi ne a voglia di cercare quanto Ariel scriveva sul Vescovo Negri qualche anno fa, oppure a cercare i loro articoli sul l’intervista di Scalfari a Papa Francesco nel 2013…..dopo parla di coerenza, mah.

    1. La trave e la pagliuzza.
      Padre Ariel e’sempre pronto a vedere la pagliuzza negli occhi degli altri.

  3. Caro Direttore:
    Certo, non siamo robot programmati esseri umani, persone che scegliamo tra il bene e male il, tra Dio e egli non Dio.
    Dio non improvvisa, per quel motivo disse: “IO SONO IL PRINCIPIO E LA FINE” Apocalisse 21: 6. 22: 13. “IO SONO LA VERITÀ” Giovanni 14: 6, e la Verità neanche improvvisa, è la bugia quella che ha bisogno di migliaia di improvvisazioni, travestimenti e alibi.
    E come non siamo robot, nessuno è programmato né nessuno è obbligato, ognuno sceglie la sua carta in questo mondo.
    Nessuno obbligò Satana a rivelarsi contro Dio: Non ti servirò, io lo so fare meglio .
    Nessuno obbligò Giuda Iscariota a tradire a Gesù.
    Nessuno obbliga nessun gesuita a che sia vescovo ausiliare, vescovo, cardinale o Papa.
    E come non siamo robot bensì umani, improvvisiamo, cerchiamo occultamenti e alibi: sono i falsi pentimenti.
    Falsi pentimenti, per esempio:
    Giuda Iscariota: “Ho consegnato sangue innocente.”
    Giovanni Paolo II lo convinsero si convinse che non menzionasse mai alla Russia.
    E secondo lo stesso cardinale Ratzinger, nel “segreto” di Fatima “il cardinale Sodano lo ritorse il braccio.”
    E Francesco con “viso di imagencita” disse: “Io non volevo essere Papa”.
    Caro Direttore, benché nessuno mi obblighi accento di scrivere e mi metto a improvvisare il mio proprio alibi che spero sia migliore che quella di quegli individui, e il mio alibi davanti a Dio è che né ho né voglio alibi; per che motivo perdere il tempo: Dio è Amore, Misericordioso, Buono… ma non stupido, idiota, sciocco…
    Saluti.

  4. @ Nemo, anchio ho pensato al vescovetto ed ho provato una grande tristezza….. non riesco a capire tutto questo livore…Patrizia

  5. Dalla pagina fb di “Fine dei tempi” ho raggiunto questo interessante e, credo, inedito contributo di Ratzinger (in una lettera ad un amico) sul tema dell’uso più opportuno da farsi della Chiesa, del luogo di culto (ovviamente è il culto: la verità sa essere splendida nella sua semplicità) e da cui estraggo la chiusa:

    “Nell’era moderna erano deserte non le chiese cattoliche, rigorosamente riservate al servizio divino, ma gli edifici ecclesiastici protestanti, nei quali si svolgevano assemblee politiche e di ogni altro genere. Ma appunto perché vi accadeva tutto questo, esse erano anche vuote e prive di vita, quando non c’era proprio nessun avvenimento; e questo, in fin dei conti, era il caso normale, perché gli uomini non possono sempre stare a fare delle manifestazioni.

    L’apertura ad organizzazioni di ogni genere ha distrutto il mondo della preghiera, gli ha sottratto lo spazio ed ha tolto la vita alle chiese. Purtroppo si deve ammettere che anche gli edifici del culto cattolico da secoli non erano così deserti come lo sono dagli ultimi quattro o cinque anni e che non ci sono chiese così deserte come quelle che si sono «aperte» ad usi molteplici.

    Io credo perciò che ogni sforzo dovrebbe tendere a far sorgere di nuovo quella ricca e straordinaria vita, che ha dato alle chiese cattoliche il loro grande respiro ed il loro incomparabile calore…”*

    ___________

    (*) Dalla lettera di Ratzinger ad un amico sul problema del luogo del servizio divino del 1972, un vero inedito pubblicato nel libro Dogma e Predicazione.”

    Link per leggere l’intero testo (per me consigliabile):
    https://cooperatores-veritatis.org/2017/10/09/lettera-inedita-di-ratzinger-ad-un-amico-sul-luogo-di-culto-imperdibile/

    Altro che chiese ridotte a circhi, case del popolo (marxista) o di Pannella spirito guida (medium Bonino), curva da stadio calcistico, osteria dal menù evasivo od altre scellerate cialtronate e derive squallide.

  6. Vado fuori tema vogliate scusare, ma quest’oggi ho letto sul blog dell’ Isola di Patmos, un articolo molto pepato circa La Nuova Bussola Quotidiana e su persone ben specifiche, la cosa mi ha lasciata un po’…..sconcertate, cosa ne pensate????

    1. @Patrizia
      Sconcertante e scandaloso. Il dissenso è una cosa (fa parte di una normale dialettica), il livore è un’altra (non ne conosco le origini e non mi interessano), soprattutto quando viene da un sacerdote e include (senza nominarlo) il ‘vescovetto’ che lo ha ordinato nel 2009.

  7. piaccia o non piaccia, per vedere un evento così a Firenze ci vorrà forse un paio di cent’anni… salvo un miracolo, ovviamente.

  8. Invidia (beninteso: benevola, non vera invidia) per i veronesi e chi ha facile opportunità di gustarsi gli appuntamenti, uno più stimolante dell’altro.

    1. Penso che la ragione sia molto semplice e di natura logistica:
      ben cinque degli oratori, compreso l’organizzatore, sono veronesi. Gli altri non abitano molto lontano dalla città scaligera, quindi per loro è facilmente raggiungibile.

  9. Non credo sia corretto dire che ha programmato tutto Dio, penso piuttosto che sia più corretto affermare che Dio aveva previsto dove saremmo arrivati noi, con il nostro arbitrio, anzi con l’arbitrio di Rahner e dei suoi compagni di merende Congar, Kung, Martini ecc….

  10. Ogni giorno leggo con grande gioia di questi interventi. Grande gioia.
    Leggo il risveglio dei laici che cercano di portare conoscenza e discussione.
    Leggo dell’Amore per la patria come valore cattolico.
    Ma non leggo mai che una di queste iniziative venga organizzata più giù di Roma.
    O la patria è o non è.
    O l’Italia è tutta intera o è una presa di posizione di maniera.
    È un invito a tutti a investire tempo anche al Sud.
    Un invito a non fermare Cristo a Eboli.
    Perché siamo una nazione per davvero.
    Sul modello di Maria missionaria da Elisabetta, rivolgo un appello affinché anche al Sud si possa avere un Magnificat.

    1. Mi perdoni, anonimo lettore, non è che a Verona certe iniziative ci piovano dal cielo. La città è sempre stata attiva su questo fronte, ciò specialmente dovuto ad un gruppo di tradizionalisti (comunque estranei all’evento in oggetto) che ha lavorato per anni nelle strade, con volantinaggi, eventi, Messe, contatti con le istituzioni, tante ore e tantissimo impegno.
      L’attitudine di aspettare sperando non porta a niente

  11. “Programma
    9,00 Accoglienza e registrazione 9,30 Stefano Fontana “La nuova chiesa di Karl Rahner era tutta già programmata”.
    Caro Direttore:
    Karl Rahner non programmò niente perché chi in realtà programma è Dio e tutto l’ha programmato da “Il principio” Genesi e Giovanni 1: 1.
    E inoltre ci disse: “IO STARÒ CON VOI TUTTI I GIORNI FINO AL FINE DEL MONDO” Matteo 28: 20.
    E Dio non mente e inoltre ci lasciò a sua Madre, Giovanni 19: 27.
    Saluti.

    1. A chi non l’avesse ancora fatto rivolgo l’invito a leggere l’intervista al prof. Grygiel sul La Nuova Bussola Quotidiana. Una grande lezione per i mestieranti pennivendoli di casa nostra e per chi fa del silenzio un’arma per dividere e confondere.

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