LA NAVE (DELLA CHIESA) NELLA TEMPESTA. A PIACENZA, VENERDÌ, NE DISCUTONO DON BUX, GOTTI TEDESCHI E TOSATTI.

Marco Tosatti

Venerdì prossimo, a Piacenza, all’Auditorio della Fondazione di Piacenza-Vigevano, si parlerà del presente e del futuro della Chiesa, a partire dal recente libro di Ettore Gotti Tedeschi “Dio è meritocratico”. Come vedete dall’immagine, e soprattutto da come sperimentate oggi giorno, le prospettive e l’attualità sono tutt’altro che rassicuranti. Il dibattito avrà come protagonisti don Nicola Bux, teologo e studioso di prima grandezza nella Chiesa italiana; l’autore del libro, che non ha certo bisogno di presentazioni, e chi scrive queste righe, e che conoscete per la sua diuturna fatica sul blog. Mi immagino che gli spunti interessanti non mancheranno, e d’altronde la cronaca del mondo ecclesiale ce ne fornisce continuamente di nuovi e, in genere, poco consolanti.

Qui sotto vi riproponiamo quello che tempo fa era stato scritto su Stilum Curiae come recensione del libro. La cui lettura, oggi come allora, consigliamo.

Il nuovo libro di Ettore Gotti Tedeschi, economista, esperto di finanza, banchiere ed ex presidente dello Ior, si intitola “Dio è meritocratico”; ma in realtà avrebbe potuto anche intitolarsi con le parole con cui si chiude la prima parte: “In pratica, è ora di svegliarci!”. Rivolto, naturalmente ai cattolici, troppo proni a subire e inghiottire e a metabolizzare tutta una quantità di menzogne, false idee, opinioni distorte su se stessi, la propria fede e la propria Chiesa. Tutti; e quando diciamo tutti, vogliamo proprio dire tutti, a partire dal Maggior Piero, come lo chiamerebbe Dante.

La grande responsabile di una quantità di malanni, nella Chiesa e nel mondo, secondo l’autore, è la Gnosi; un’eresia antica, che però a differenza di altre non è rimasta inghiottita nelle sabbie del tempo, ma ha saputo modificarsi, adattarsi sopravvivere e adesso mostrare il suo volto trionfante. “Se siamo convinti che nulla di importante succeda per caso, non possiamo credere che sia naturale questo processo di avanzata della gnosi, che sembra aver abbattuto, con un colpo mortale, una civiltà cristiana bimillenaria con un’accelerazione incredibile negli ultimi cinquant’anni. Le spiegazioni che giusti- ficano il crollo della fede con il progresso, la scienza, la tecnica, la globalizzazione ecc. non stanno in piedi, essendo la medesima fede ad averne originato le premesse”.

Certo, per un credente, quale Gotti Tedeschi è sicuramente, un responsabile principale e primordiale c’è: è quel signore che, secondo la Bibbia, si ribellò, mosso dal desiderio di “essere come Dio”; e che da allora, da buon Principe di questo mondo, continua a compiere il suo lavoro, cercando di convincere (e ci riesce, almeno da qualche secolo) gli uomini della bontà e praticabilità del suo desiderio. Di più: li convince che ciascuno di loro può essere Dio. E di conseguenza che la sua coscienza basta a dargli la giusta direzione su tutto…Gotti Tedeschi fa notare che fino alla Riforma di satana si parlava; e poi a poco a poco la sua immagine si è sbiadita, anche nelle chiese, una credenza così poco razionale, così poco moderna…Non senza un pizzico di veleno Gotti Tedeschi ricorda che “Sant’Agostino aveva già̀ definito gli “imbellettatori” di satana, quelli cioè̀ che ne ridimensionavano il potere malefico, pensate un po’: “i misericordiosi”. Ma questi “coccolatori”, ridimensionatori, leccacalzini, del ruolo del demonio, che avrebbero potuto anche essere suoi discepoli religiosamente devoti, siamo certi che oggi siano scomparsi?”.

Da un certo numero di secoli la Chiesa cattolica è stata vista come l’avversario per antonomasia. Lo è ancora adesso? Gotti Tedeschi nota. “Si direbbe che non si voglia che la Chiesa continui ad avere come obiettivo strategico quello di risvegliare e ri-evangelizzare il mondo per salvarlo. Direi persino che si vorrebbe fare in modo che la Chiesa possa venire considerata un ostacolo all’equilibrata globalizzazione del mondo”. E allora la Chiesa dovrebbe smetterla di proporre valori e verità assoluti, combattere il relativismo, difendere un’antropologia basata sulla famiglia formata da un uomo e una donna, e non dovrebbe affermare che è la miseria morale a generare quella materiale. Come lo stesso Gotti Tedeschi dimostra nella prima parte della sua opera. E naturalmente dovrebbe smettere quella pratica odiosa, il proselitismo, cioè cercare di convincere (convincere, cioè con strumenti logici e dialogici e razionali) che la salvezza è nella Chiesa, e “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”.

Osserva l’autore che la Chiesa ha sempre annunciato il Vangelo, e mai ha ceduto a ciò̀ che il mondo (la gnosi) voleva facesse. “È solo grazie agli attacchi esterni e soprattutto interni negli ultimi cinquant’anni che la Chiesa sembra essere in difficoltà nel riuscire a farlo con incisività̀, pur dimostrando sempre la certezza della Verità̀. Ma è proprio in questi ultimi cinquant’anni che inizia un attacco durissimo alla sua credibilità̀ e al suo ruolo con la giustificazione che il mondo moderno e globale non può altrimenti altro che escluderla, perché inutile e persino dannosa”.

Ma il problema è da capovolgere, spiega Gotti Tedeschi: il problema reale è che la civiltà occidentale è fallita, come possiamo ahimé constatare ogni giorno, proprio “Perché́ ha rifiutato il cattolicesimo. E questo va ora riaffermato e riproposto nella sua integrità̀, perché́ è la Verità̀”.

Abbiamo accennato prima all’opinione di Gotti Tedeschi secondo cui la miseria materiale è originata da quella morale, e non viceversa. Ci sembra interessante presentarvi le sue parole, in una citazione di una certa ampiezza, proprio perché l’autore è esperto di economia, e di conseguenza ciò che afferma in questo campo ha un valore particolare. “Insisto nell’invitare a convincerci che è la mi- seria morale a generare la miseria economica, sociale e politica, non viceversa. E credo che sia prioritario occuparsi di miseria morale prima di altre. La crisi economica in corso, che è stata generata da crisi morali passate e presenti, sta creando nuove forme di miseria anche economica. Poiché́ la miseria economica risulta essere la più̀ evidente e urgente, è bene accennarne chiarendo cosa è povertà̀ e come si deve affrontare moralmente il problema. È necessario insegnare il perché́ oggi gran parte della povertà̀ materiale nel mondo sia frutto del peccato, dell’egoismo, dell’indifferenza, dell’avidità̀ ecc. È necessario sapere che anche una ripartizione egualitaria della ricchezza (fondata sulla convinzione che sia l’iniquità̀ il peggiore dei mali) non risolverebbe il problema dell’invidia, gelosia, avidità̀, attaccamento alle cose ecc. e possiamo persino prevedere che dopo la ripartizione, si ricostruirebbe la concentrazione del- la ricchezza e della disuguaglianza, se l’uomo resta avido, egoista e indifferente. La miseria morale è originata dal peccato, ed è mio convincimento che la povertà̀ economica, non solo individuale ma anche di popolazioni intere, sia conseguenza della “povertà̀ morale” e che questa “povertà̀ morale”, come ho già accennato, debba essere risolta, nella gerarchia dei problemi, per prima, quale compito primario della Chiesa”.

Svegliarsi, dicevamo. Perché se “Essere tolleranti con il prossimo e intolleranti con se stessi è cattolicesimo”, tollerare manipolazioni e contraddizioni di fede non è tolleranza, è tiepidezza. “E magari è anche stupidità, indegna del cattolico”. Sono in corso ogni giorno manipolazioni – definite “intollerabili” che cercano di convincere che è necessario e corretto “separare fede e opere, accettare una forma di metamorfosi del peccato originale. Vedete, cari lettori, decidere di non cercare di spiegare che la Verità̀ è preliminare alla libertà, porta progressivamente i fedeli a accettare le convenzioni umane su ciò̀ che è valore, cosa è buono, lecito, legale. Con la conseguenza di scegliere le più convenienti, secondo coscienza soggettiva”.

Sono cose che accadono oggi, nella Chiesa? Rispondo con un altro brano dell’autore: “Mi sono domandato cosa sarebbe oggi il cattolicesimo se, per esempio, San Giovanni Battista avesse voluto mostrare rispetto umano nel valutare la condotta morale di concubinato di Erode. Avrebbe salvato certo la testa, ma soprattutto da allora prendere come concubina la moglie del proprio fratello sarebbe diventato persino lecito, rendendo inutili le discussioni intorno a documenti recenti di Magistero (tutta colpa perciò della intransigenza e rigidità̀ del Battista, perbacco!)”.

A questo Gotti Tedeschi fa seguire altre domande irreali sul comportamento di Gesù con i Farisei, con Pilato, e magari anche con le tentazioni di Satana nel deserto. Per far vedere quanto poco dialogasse Gesù, almeno da come ci raccontano i Vangeli. Anche se, come ci ha spiegato il Preposito Generale dei Gesuiti, che ne sappiamo, in realtà? Non c’erano registratori…

In conclusione: vi consigliamo la lettura di “Dio è meritocratico”, pubblicato da Edizioni Giubilei Regnani. 380 pagine con la prefazione di monsignor Nicola Bux, perché è una risposta concreta ed efficace, un rimedio, a una frase del santo Curato d’Ars: “La disgrazia è che non si riflette”.



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70 commenti su “LA NAVE (DELLA CHIESA) NELLA TEMPESTA. A PIACENZA, VENERDÌ, NE DISCUTONO DON BUX, GOTTI TEDESCHI E TOSATTI.”

  1. Ero al convegno a Piacenza e ho testimoniato delle difficoltà che si incontrano nell’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Milano, che frequento da tre anni, nel contrastare teorie gnostiche e moderniste. Che la perseveranza, la preghiera e le occasioni come quelle di venerdì scorso ci sostengono in questo momento tempestoso della Chiesa Cattolica.

  2. Piuttosto dei nostri sterili scontri da pollaio, DOTT Tosatti, cosa ci racconta dell’ importante dibattito di Venerdì a Piacenza? Bellissimo che sia stato fatto nel Giorno dell’ Anniversario dell’ ultima Apparizione di Fatima😇😇😇😇! Noi invece abbiamo Celebrato il Santo Giorno con un Rosario partecipatissimo in Parrocchia (non la mia purtroppo troppo progressista), e poi un altro in Latino, seguito da Affidamento alla Vergine di Fatima, Preghiera a San Michele Arcangelo e Santa Messa in VO. Grazie a lei dott Tosatti e al suo blog, sto conoscendo e incontrando Persone meravigliose e pulite, generose, trasparenti, leali alla Santa Chiesa Cattolica…..forse Quel Benedetto Piccolo Resto da Cui Ripartire per fermare la devastazione Ecclesiale in atto. Ho Pregato molto anche per lei dott Tosatti e per tutti gli amici del blog…..che Maria Ci Difenda e Ci Protegga.

      1. Buongiorno. Complimenti, spero di leggerne un articolo.
        Le chiedo una gentilezza: potrebbe cancellare il mio post ”erpetologico” qua sotto, per favore?
        Ho sbagliato a metterlo qui e mi fa star male vedere che cloaca di discussione ho provocato. Grazie in ogni caso. Saluti.

      2. Sono proprio contenta, chissà forse la gente comincia a svegliarsi e a preoccuparsi per la Santa Chiesa, magari prima o poi anche ad averne cura e proteggerla🙏🙏🙏🙏! Un po’ al giorno, dott Tosatti, ci racconterà qualcosa degli interventi fatti e delle conclusioni con cui vi siete salutati. Grazie di cuore e buona Santa Domenica😇😇😇😇

  3. Il passaggio agghiacciante di Bergoglio:
    «come memoria di colui che si è fatto peccato, che si è fatto diavolo, serpente, per noi; si è abbassato fino ad annientarsi totalmente».

    Si è fatto diavolo?
    Qui non basta l’erpetologo: ci vuole proprio l’esorcista!

    Dio che si fa diavolo mi pare che sia in odor di blasfemia (certo non per uno gnostico).

    Si può capire che si faccia peccato per redimere dai peccati, che si faccia serpente per scacciare i serpenti..

    Ma non ricordo Gesù che si faccia diavolo per scacciare i demoni dai posseduti.
    Anzi, si narra delle preoccupazioni di alcuni per via un tale che scaccia demoni ma non è dei “loro”: che sia per conto di Satana?
    Invece Gesù spiega perché non può essere così. Ed anche quella spiegazione stessa mostra l’insensatezza della necessità di farsi diavolo per scacciare diavoli.

    Tuttavia potrebbe essere che un ateo, un agnostico, un panteista un po’ marxista (od un marxiano un po’ socialciarlatano) od anche un cripto-protestante luterano oppure un Bergoglione simpatizzante massone, si faccia papa (ovvero supercattolico) per dividere, confondere e scacciare cattolici.

    Non è possibile?
    Non regge?
    Ma perché? Gesù che si fa diavolo, invece, sì?

    1. “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.”
      Andrea P., queste parole le sai comprendere ma quelle del Papa no! Per il Papa ti aggrappi alla parola estrapolandola dal vero significato che assumeva nel suo contesto. Come mai? Sarà mica per potere scatenare il vostro odio nei suoi confronti?

      1. Che manipolatore che sei Vincent:
        Questa è la traduzione della CEI:
        Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perché noi potessimo diventare per mezzo di lui giustizia di Dio.

        LO TRATTO’, cioè si assunse i NOSTRI peccati…
        Sei sempre il solito manipolatore Vincent Vega

        1. “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio.” TESTO CEI 2008.
          Lei, Kosmo, a quale testo CEI si riferisce?

          1. Che noia i MULTINICK OSSESSIVO COMPULSIVI come colui che ora è marco 2 detto ALIAS ALIAS ALIAS ALIAS , astiosi e saccentoni💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤💤SOLO MINESTRA RISCALDATA.

    1. Ma non ho manipolato. É gregorio di Nissa….lo stavo leggendo l’altra notte e mi è sembrato interessante condividerlo visto che si parla spesso del tema.
      Boh…. zia se ti secca tanto scrivo che anche s. Gregorio era un bergoglione e facciamo pace… 🙁

      1. Un conto è leggere San Gregorio e meditarlo, io ci proverò, un conto è usarlo furbescamente per sdoganare le bestemmie del pampero.

        1. Dedicato ai “pompieri” bergogliosi sparpagliati sui blog cattolici a mettere pezze.

          “Spifferi parte L: si allarga il cerchio dell’intercomunione tra cattolici e luterani; in Germania nella diocesi di Stoccarda-Rottenburg” di Fra Cristoforo
          by anonimidellacroce2017
          “Spifferi parte L: si allarga il cerchio dell’intercomunione tra cattolici e luterani; in Germania nella diocesi di Stoccarda-Rottenburg” di Fra Cristoforo

          La mia fonte da tempo mi segnalava l’esistenza di “ospitalità eucaristica” o “messa ecumenica” (come preferite), anche in Germania. Venivo informato del fatto che questa prassi da qualche parte fosse già assodata da diverso tempo. Ne ho avuto la prova leggendo questo articolo (https://onepeterfive.com/together-around-a-table-german-catholics-invite-protestants-to-communion). Infatti nella diocesi di Stoccarda Rottemburg questa iniziativa della “messa ecumenica” è già realtà. A parte tutti gli altri “eventi” ecumenici organizzati in quella diocesi; tipo l’8 ottobre scorso hanno organizzato 160 tavoli imbanditi di pane e vino, per celebrare, cattolici e protestanti, simbolicamente “l’invito alla cena” comune. Questa è stata appunto una azione simbolica. Ma è ormai prassi che ogni prima domenica del mese, nella suddetta diocesi, i protestanti partecipano alla Messa cattolica e si accostano all’Eucaristia, invitati dai diversi parroci.

          Tutto con il beneplacito del Vescovo, Mons. Gebhard Furst, che intervistato da alcuni giornalisti cattolici in merito, non ha rilasciato nessuna dichiarazione. Ha glissato. Alla moda Bergogliana.

          C’è poco da riflettere su queste situazioni. Perché la deriva è evidente. Ormai il metodo lo conosciamo. Cominciare tutte queste cose dal basso, (abbiamo visto Torino, Trento, l’invito a “celebrare meno Messe” a Milano e ora la diocesi di Stoccarda Rottemburg), quindi passate come “tollerate”, per poi pian piano avere una sorta di riconoscimento dall’alto, fino a quando arriverà il colpo finale del rito della nuova messa ecumenica (che di messa non avrà nulla), e che ci porterà nel baratro finale.

          Esiste dunque un piano ben definito di Bergoglio & Co per abolire il Santo Sacrificio. Ormai è tutto chiaro. Non pensiamo che questi siano episodi sporadici. Non sono sporadici. Si stanno diffondendo a macchia d’olio. Pensate che anche a Roma quando arrivano scolaresche protestanti in gita, partecipano tranquillamente alle Messe cattoliche e fanno altrettanto tranquillamente la comunione. Lo ha confermato anche Sandro Magister in un suo recente articolo che trovate qui (http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2017/10/05/trento-e-lutero-per-me-pari-sono-unindagine-choc-su-cattolici-e-protestanti/).

          E’ prassi. E’ assodato. E’ tutto chiaro. Il colpo definitivo è pronto.

          Fra Cristoforo

        2. Zia Giusy se pensi che io userei ”furbescamente” le parole di s. Gregorio allora vuoi proprio offendermi. Forse se le leggi e le mediti capisci che nessuno ha bestemmiato. Entrambi commentavano lo stesso racconto. Potrei mettere anche s. Ambrogio, ma visto com’è andata con uno, preferisco preservare l’onore dell’altro da vergognosi commenti.
          Saluti

      1. Si PIKKIETTINO ALIAS ALIAS ALIAS ALIAS ALIAS, prima legga bene le risposte poi scriva. Io mi inginocchio davanti ai Padri della Chiesa, ma non al loro uso strumentale per, LO RIPETO, sdoganare le BESTEMMIE del pampero.

  4. Signor Tosati
    mi è stato riferito che sabato 14 ottobre il Messico fara una preghiera di riparazione, Rosario per l’appunto, in tutto lo Stato, con digiuno ecc, secondo me ha preso d’esempio dalla Polonia e speriamo, a sto punto che anche l’Italia faccia altrettanto. Potrebbe per favore informarsi se questa notizia è vera??? perchè se è vera come ci siamo uniti con la Polonia è giusto che ci mettiamo in comunione di preghiera anche con il popolo messicano. La ringrazio

  5. @ Mrco Tosatti

    Buongiorno dottor Tosatti.
    Ho letto sulla Bussola Quotidiana che il Papa vorrebbe modificare quanto scritto nel catechismo riguardo la pena di morte.
    Di per se sembrerebbe giusto.
    Ma questo potrebbe significare che le forze dell’ordine dovrebbero andare in giro disarmate oppure con armi non letali?
    Cosa ne pensa?

    1. Non sono un esperto. Ma andrebbe contro tutto quello che la Chiesa e il Magistero hanno studiato e detto in duemila anni. Credo che per un atto del genere ci vorrebbe uno studio serio, profondo, e credibile, non qualche cosa di estemporaneo ed emotivo…,

      1. Sentito al gr di stamattina alle 6,
        el berghy stesso, con la consueta “misericordia” a senso alternato e comunque assolutamente negata ai Cattolici, ha detto che “il Catechismo non è immutabile e non va conservato in naftalina come una vecchia coperta”…..aggiungendo altre amenità che evito per non vomitare…..perché questo è l’unico effetto che ormai el pampero mi fa.😷😷😷😷😷

        1. Salve Zietta, però dovresti essere contenta: l’altro giorno ti lamentavi perché il Papa parla di tutela della vita dalla nascita e non dal concepimento; qui (se ho letto bene, ero sullo skateboard) ne parla a partire dal concepimento….

          1. Certo, un colpo qua e un colpo là, un ni qua e un so là, se deve dire SI o NO però al pampero gli si incollano i labbroni. Purtroppo le amatissime nonnine si lasciano ancora incantare, in moltissimi però per fortuna si stanno invece svegliando. Grazie a DIO, nipotino!

      2. @ Marco Tosatti

        Infatti.
        Il catechismo da risposte in cui le parole usate sono pesate e valutate.
        Non mi pare una riforma nella continuità passare da un divieto, che però tiene conto del dovere che ha lo stato di proteggere da un ingiusto aggressore, ad un divieto che sembrerebbe, da quanto ho letto nell’articolo della NBQ, assoluto.
        La pena di morte in condizioni in cui la detenzione è possibile è ingiusta.
        Ma, per fare un esempio, le forze dell’ordine sono armate proprio per poter proteggere il cittadino e se stesse da un ingiusto aggressore, e questo può portare alla morte dell’aggressore stesso.
        Giusto per spiegare perchè il catechismo tiene conto di possibili situazioni.

    2. Scusi, la pena di morte è una sanzione e viene disposta da un magistrato, con sentenza, al termine di un processo previo accertamento di colpevolezza.
      E’ una pena equiparabile alla reclusione, ma di entità più grave. Sicuramente è contraria a qualsiasi principio costituzionale che (come il nostro) inquadri le sanzioni penali in funzione di rieducazione…per la semplice ragione che non si rieduca un morto. Ha una funzione penale retributiva (per il condannato) e preventiva/deterrenete (per la società: prevengo la reiterazione del crimine da parte di quel soggetto, effetto ottenibile anche con l’ergastolo; scoraggio altri soggetti dal commettere quel crimine).

      Le forze dell’ordine girano armate per sicurezza, non per eseguire condanne a morte. Quindi non c’è alcun parallelo: la Polizia non ha poteri punitivi. Casomai si può discutere se esistano armi non letali che garantiscano la stessa efficacia di quelle letali e che possano sostituirle utilmente (ma non credo, perché un criminale percepirà diversamente il rischio di svenire dal rischio di crepare e quindi l’efficacia dell’arma non letale non sarebbe paragonabile all’altra).
      Però non è un problema di pena di morte, pur essendo un tema connesso alla tutela della vita.

      1. La pena di morte nel Catechismo, e nella dottrina cristiana, rientra sotto la legittima difesa. È importante leggere tutti gli articoli del Catechismo sulla questione. Se no non si riesce a mettere a fuoco il problema in tutti i suoi aspetti, compreso quello, fondamentale, della tutela degli innocenti possibili vittime.

        1. Non c’è dubbio. Però non vanno confusi i piani: la pena di morte è ontologicamente diversa dall’uso delle armi per pubblica sicurezza e dalla legittima difesa privata. La pena viene DOPO il crimine e lo punisce, le altre ipotesi sono AL POSTO del crimine e lo evitano (infatti, le varie ipotesi, pur trattate nell’ambito della “legittima difesa” sono distinte in paragrafi diversi e spiegate in base a ragioni differenti).
          Ciò posto, a me il Catechismo sembra già ora abbastanza univoco nell’escludere la pena di morte, perché – pur ammettendola in astratto – di fatto la subordina ad alcune condizioni talmente stringenti da renderla pressoché inattuabile:
          1) pieno accertamento della responsabilità dell’individuo; sappiamo che la certezza è solo quella processuale e dalle cronache apprendiamo quanti errori giudiziari si commettano. Peraltro, non esiste un “processo perfetto” e sappiamo bene che ogni imputato subisce un’alea drammatica: abilità e diligenza dell’avvocato; diligenza, capacità analitica, imparzialità e controllo dell’emotività nei giurati e non suggestionabilità (!!!); imparzialità e discrezionalità del giudice (anche solo nell’ammettere o escludere mezzi di prova: vedasi un recente caso di cronaca su una negata perizia del DNA); diligenza e perizia di consulenti tecnici; possibilità di reperire prove a propria discolpa; diverse interpretazioni delle norme processuali da parte dei tribunali; proattività delle parti civili nel partecipare al giudizio; ecc. ecc.
          2) “quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani”. Questo requisito, da un lato, è logicamente impossibile: per poter infliggere la pena occorre che “la vita di esseri umani” sia già stata compromessa. Se si riferisce alla prevenzione di eventuali recidive: (i) è superfluo perché basta chiudere la gabbia e gettare la chiave per prevenire; (ii) è ingiusto perché ammazzi uno presupponendo – ma non avendo la certezza – che costui compia di nuovo lo stesso crimine (quindi sarebbe peggio di un eccesso di legittima difesa).
          3) la pena deve avere (anche) uno scopo “medicinale” e deve “contribuire alla correzione del colpevole”: questo è incompatibile con la pena di morte;
          4) poi c’è la chiusura finale che mi pare tagli la testa al toro: “Oggi, infatti, a seguito delle possibilità di cui lo Stato dispone per reprimere efficacemente il crimine rendendo inoffensivo colui che l’ha commesso, senza togliergli definitivamente la possibilità di redimersi, i casi di assoluta necessità di soppressione del reo « sono ormai molto rari, se non addirittura praticamente inesistenti »”.

          Devo dire che proprio il punto (2) mi lascia molto perplesso, perché sembra confondere la pena per un delitto certo e consumato con la prevenzione, mediante morte, di un delitto ipotetico (senza nemmeno chiarire se si tratti di rischio di recidiva). Non so cos’abbia in mente il Papa, ma penso che sarebbe da scrivere meglio.

          1. @ QC
            Signor QC, nelle parole riportate del Papa si legge che il non uccidere è un divieto assoluto, … non le riporto tutto ma le trova agevolmente, quindi rimane il problema che io le ho sollevato. Inoltre sembra essere contrario anche all’ergastolo, ma qualche tempo fa avevo sentito dire, che invece il pedofilo è malato con ricaduta certa. ..il filo logico un po si perde. Ricordo un articolo di Tornielli che ricordava che Boeselanger aveva antenati antinazisti, che parteciparono al fallito attentato contro Hitler. Sembrava allora un merito. Oggi mi sa che si sarebbe dovuto dare ad Hitler la possibilità di redimersi.

          2. Non ho capito bene il nesso tra il ripudio della pena di morte (soddisfa un desiderio di vendetta, certo, anche una riduzione di costi economici) ma non è una soluzione credibile di sicurezza: una volta che il soggetto è disarnato, preso in custodia perché dovrebbe essere necessario od utile condannarlo a morte? Quanto al punto della deterrenza, mi pare che si possano elencare esempi di Stati USA e nel mondo che, pur applicando esecuzioni capitali, non sopprimono davvero l’incidenza dei crimini collegati commessi comunque.
            Anzi, a parere di molti, proprio la prosoettiva di finire condannato a morte diventa controproducente perchè istiga all’assassinio di eventuali testimoni, quindi spingendo il criminale ad ulteriore efferatezza ed aumentando numero di vittime uccise.

            Mentre le forze dell’ordine hanno giustificazione nell’essere armate in modo efficiente nel compito di dover garantire sicurezza ma non sono autorizzate a fare giustizia e tanto meno sommaria.

            Se il catechismo dovesse dimostrarsi inadeguato perché ambiguo come un Amoris Laetitia, che si perfezioni affinché sia univoco il ripudio della oena capitale che è oggi può solo dirsi degno di regimi criminali, di cultura tribale e pagana, degna di realtà ispirate farisaicamente e islamicamente ma, a mio parere, indegna di un paese cristiano.

            Il fatto poi che Hitler volesse pena capitale valida e che l’abbia applicata su di sé col suicidio come estremo atto di superbia ed ostinato rifiuto di ogni possibile proprio pentimento e redenzione, dovrebbe suggerirci la nefandezza della misura.

    3. Indubbiamente la questione della pena di morte è parecchio spinosa, ma è evidente che al pampero, sempre più scatenato, serve solo come astuto apri-pista per iniziare a mettere la sua zampaccia nera anche sul Catechismo…..una volta aperta una breccia farà venire giù tutto, portando a termine il diabolico schifoso compito di demolitore della Santa Chiesa Cattolica per cui è stato messo esattamente nel posto dove sta e che ha USURPATO con la complicità di poteri oscuri e dei media scendiletto. Secondo il suo viscido diabolico stile, el berghy ha scelto un argomento che certamente interroga molte coscienze per poter mettere mano al Catechismo senza trovare troppe resistenze e senza troppo turbare i fedeli, perlopiù inconsapevoli e spesso disattenti….da qui alla fine della Santa Chiesa il passo è brevissimo. San Michele Arcangelo Pensaci Tu.

      1. Sul fatto che, al Berghy, occorra qualcosa di credibile (e nobilitante) qual pretesto per far mettere le manacce sue e dei suoi anche sul catechismo, puntando ad un complessivo snaturamento tale della Chiesa (prassi, dottrina, liturgia e spoil-system a più non posso per un controllo ed un processo gramsciano irreversibile) da non poter più veder ripristino possibile, ho pochi dubbi anche io.

        E non ci vuol molto a capire a cosa punti Bergoglio (ormai son tanti gi indizi) mettendo le manacce sul catechismo: a creare aperture utili, come con A.L. o la celebrazione ufficiale delle chiese trasformate in osterie polifunzionali, non più relegate al ruolo di luogo sacro dedicato al culto, ma all’intrattenimento, al comizio, al momento di evasione.. 🙂
        Aperture a nuove prassi ed
        utili a manomettere i sacramenti: il catechismo non può essere lasciato com’è poiché resterebbe in esso il ricordo ed anche la traccia, la prova che si è compiuto un “delitto”: l’eliminazione (o, se si preferisce, la mutazione prodotta nel laboratorio protestante-progressista) dei sacramenti.

  6. Se avete stomaco leggete pure questo :

    “Il sottofondo di Amoris laetitia, dal «sic et non» al Gesù «fatto diavolo»

    (Un sacerdote firmatario della Correctio) Da mesi circola in rete una falsa e satirica prima pagina dell’Osservatore Romano (OR) con data del 17 gennaio 2017. Titolo: «Ha risposto!». L’anonimo immagina infatti la risposta del Papa ai Dubia dei 4 Cardinali sull’Amoris Laetitia (AL).

    E qual è? Per ciascun dubium è: «sic et non», cioè sì e no. Forse l’anonimo e intelligente giocherellone si riferisce all’opera del filosofo Pietro Abelardo (1079-1142), “Sic et non”, in cui la dialettica rischia di diventare strumento di confusione e di eterodossia? È appunto questo che si vuol rimproverare a Francesco con la satira del falso OR? http://formiche.net/2017/02/11/falso-osservatore-romano-papa-francesco/ Si noti che se da un lato Papa Francesco (si dice) ha riso di gusto sulla “pasquinata” dei manifesti romani («A France’, ‘ndo sta la tua misericordia?»), dall’altro invece non ha tollerato lo scherzo del falso OR e la Gendarmeria Vaticana ha avviato un’indagine: http://www.corriere.it/extra-per-voi/2017/03/10/papa-ride-manifesti-critici-ma-condanna-falso-osservatore-5cc5c1ba-0569-11e7-882a-48a6b14b49a6.shtml

    Non sarà che scherzando scherzando il falso OR ha colto nel segno? In effetti a ben riflettere quel «sic et non» esprime in pieno quella che sembra proprio la cifra fondamentale della mens di Francesco. Alla luce di AL e di altri casi notiamo un dualismo forse senza precedenti: l’uomo-Jorge-Bergoglio (Simone) non è in armonia con il Papa-Francesco (Pietro). Inoltre, con discernimento deviato, usa l’Autorità per zittire cattolici «restaurazionisti» ma lascia fare a progressisti dentro e fuori la Chiesa (istruttivi gli articoli di CR, Socci, Tosatti, Magister).

    Accenniamo ora ad alcune idee di Bergoglio-Francesco, forse serbate in cuor suo già prima di essere eletto Pontefice. Su OR dell’8 agosto 2013, Bergoglio dice ai fedeli argentini: «Ciò che Gesù ci insegna, innanzitutto, è incontrarsi e, incontrando aiutare», «una cultura dell’incontro», «uscire ad incontrarci». «Che andiate e cerchiate ed incontriate i più bisognosi! Però non da soli, no. Con Gesù e con San Gaetano! Vai a convincere un altro che si faccia cattolico? No, no, no! Vai ad incontrarlo, è tuo fratello! E questo basta. E tu vai ad aiutarlo, il resto lo fa Gesù, lo fa lo Spirito Santo» (p. 8).

    Ecco il “sic et non“: con Gesù ma non convincere nessuno a farsi cattolico! Apostoli & apostolato in congedo? Nel 2014 la Libreria Editrice Vaticana pubblica il libro dell’autore Jorge Mario Bergoglio – Papa Francesco, “Interviste e conversazioni con i giornalisti“, a cura di Don Giuseppe Costa SDB. Il libro contiene anche due interviste di Eugenio Scalfari che hanno suscitato scalpore.

    Il 24 settembre 2013 Scalfari gli chiede: «Santità, esiste una visione del Bene unica?». Risposta: «Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene. […] E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo» (p. 97). Più relativismo di così!

    Poi Bergoglio confessa la sua fede: «E io credo in Dio. Non in un Dio cattolico, non esiste un Dio cattolico, esiste Dio. E credo in Gesù Cristo, sua incarnazione. Gesù è il mio maestro e pastore, ma Dio, il Padre, Abbà, è la luce e il Creatore. Questo è il mio Essere» (p. 109). Ecco il “sic et non“: crede in Dio, ma non in un Dio cattolico! Eppure “cattolico” vuol dire universale. Inoltre Gesù non è «incarnazione» del Padre, ma è Dio, il Figlio di Dio che si incarna. Si noti anche che all’«Essere» in cui crede Bergoglio manca lo Spirito Santo.

    Il 19 gennaio 2014 Francesco incontra rifugiati e volontari della Parrocchia romana del S. Cuore di Gesù. Su youtube c’è il video di minuti 5:04. A quei giovani cristiani e musulmani (dal min. 4:30), Bergoglio dice: « “[…] è importante che voi condividete […] è importante […] quelli che siete cristiani con la Bibbia, quelli che siete musulmani col Corano, con la fede che avete ricevuto dai vostri padri, sempre per andare avanti, condividere anche la propria fede, uno solo è Dio, LO STESSO, alcuni in una maniera, alcuni in un’altra, andare avanti, eh, condividere, eh, va bene […]”: https://www.youtube.com/watch?v=Oe1gl_rxFZc Sic et non: il Dio dei Cristiani è «LO STESSO» Dio dei Musulmani ? Questo non è forse un modalismo relativista?

    Sull’Islam si veda invece: https://www.magdicristianoallam.it/buongiorno-amici/per-papa-francesco-cristianesimo-e-islam-hanno-la-stessa-radice-e-credono-nello-stesso-dio.html Il 06 gennaio 2016 il sito de La Stampa posta il videomessaggio di Papa Francesco per il dialogo interreligioso. Con voce dolce, sguardo mite e paterno, il Papa dice che esistono tante religioni e bisogna collaborare con chi la pensa diversamente. «Molti pensano in modo diverso, sentono in modo diverso, cercano Dio o trovano Dio in diversi modi».

    I protagonisti del video sono personaggi reali: una donna lama buddista, un rabbino ebreo, un imam musulmano, un sacerdote cattolico. La buddista dice «Credo in Budda», l’ebreo «Credo in Dio», il prete «Credo in Gesù Cristo», il musulmano «Credo in Dio, Allah». Il Papa prosegue: «In questa moltitudine, in questa ampia gamma di religioni, vi è una sola certezza per noi: siamo tutti figli di Dio». Poi ciascuno dei protagonisti summenzionati dice: «Credo nell’amore»! http://www.lastampa.it/2016/01/06/multimedia/vaticaninsider/ita/il-videomessaggio-di-francesco-fxuRyM1CAIDGv7bnFGJ9rM/pagina.html . Un amore sovra-religioso? Siamo tutti già figli di Dio? Sembra riecheggiare così il cristianesimo anonimo di Karl Rahner per il quale ogni uomo in quanto tale è già in grazia di Dio. Tutti cristiani anche i non-cristiani? Sic et non.

    Sul volo di ritorno dall’Armenia, il 26 giugno 2016, Papa Francesco ha praticamente lodato Lutero. Bergoglio crede che le sue intenzioni «non fossero sbagliate». Era un «riformatore», «intelligente», «ha fatto una “medicina” per la Chiesa». Nell’omelia della Messa a Santa Marta il 04 aprile 2017, Papa Francesco ha definito la Croce di Gesù «come memoria di colui che si è fatto peccato, che si è fatto diavolo, serpente, per noi»: https://w2.vatican.va/content/francesco/it/cotidie/2017/documents/papa-francesco-cotidie_20170404_nel-segno-della-croce.html ).

    Gesù «fatto diavolo»? Queste parole di Bergoglio richiamano concetti di Martin Lutero che si è formato alla scuola del nominalismo e del “sic et non”. Scrive uno studioso italiano: «La teologia di Lutero è una “teologia del contrario”, cioè essa annichilisce e contraddice tutto ciò che la ragione umana può, col suo proprio lume, arrivare a dire di Dio, circa la sua esistenza, le sue qualità, la sua azione nel mondo. Dio si manifesta sub specie contraria: Lutero dice che per essere verità si fa menzogna e per operare da Dio, non esita a farsi diavolo (Sciamus igitur Deum abscondere se sub specie pessimi diaboli: WA In Genesim 44, p. 429)»: http://vigiliaealexandrinae.blogspot.it/2017/05/principi-filosofici-e-teologici-della.html

    Quella frase è davvero di Lutero: «Sciamus igitur Deum abscondere se sub specie pessimi Diaboli ut discamus bonitatem, misericordiam, potentiam Dei non posse comprehendi speculando sed experiendo» (Martini Lutheri, Exegetica Opera Latina, Tomus IX, 1841, p. 61). C’è di più. Nel libro “Teodrammatica. IV. L’Azione” (Jaca Book, 1986, pp. 264-268.331-335) Hans Urs Von Balthasar espone alcune idee di Lutero: Cristo ha assunto in sé anche il vizio, il peccato, la pena infernale, la dannazione. Von Balthasar scrive che Lutero estende a tutta la teologia «l’unità dei contrari» e cita quanto scrive Lutero nel commento al Salmo 117: «Dio non può essere Dio, egli deve prima diventare un diavolo, e noi non possiamo arrivare al cielo, dobbiamo prima andare all’inferno». Ecco dove conduce il «sic et non». (Un sacerdote firmatario della Correctio)”

    1. Giusy! Bel lavoro davvero!
      Per me, da plauso.
      👏👏👏
      Utile riepilogo che mette in luce che, quella di Bergoglio, è luce sinistra, inquietante.
      Se non ateo (da non escludersi)..
      Sarà gnosi, la sua?
      Fosse un panteista?
      Od un mero cialtrone opportunista?
      Un massone infiltrato?
      Un megalomane con altri disturbi aggiunti?

      Di certo, per me, è che l’ipotesi che sia cattolico è la più remota possibile come autentica, tra le altre.

  7. Se può esser utile ad un saggio discernimento negli acquisti alimentari, questa è la lista dei marchi italiani che si son voluti anzitempo proni all’islam, facendosi certificare come prodotti leciti per allah (halal):
    scorrendo l’elenco, sono certo che marchi noti terrete a mente con migkior discernimento futuro.
    http://www.halalitalia.org/index3.php?p=aziende_it

    L’elenco non è esaustivo: alcuni prodotti, non italiani ma in vendita anche in Italia, hanno certificazione halal all’estero.

    1. Più che abbuffata, buffonata fu!

      Ma buffoni anche coloro che l’hanno permessa, questa buffonata: cosa avevano, nel capo, le autorità competenti che hanno concesso l’autorizzazione di questa cialtronata per farne uno show?
      Se il papa voleva pranzare coi detenuti poteva pranzare alla mensa del carcere.
      Ed i poveri non hanno bisogno di mangiare in un luogo di culto, per questo voluto e dedicato.
      Semmai hanno bisogno di mangiare, ogni giorno ed almeno 2 volte al giorno (meglio se in un luogo che poi possa concedergli anche il riposo, un minimo di intimità senza doverli allontanare troppo, scacciandoli dopo uno show).
      Prima che la buffonata, al posto dello show cialtronesco visto a Bologna, avremmo dovuto vedere poveri a mensa di Casa S. Marta ogni giorno.

      Faccio un appello al PD: date la tessera onoraria a Bergoglio, non sarà un buffone in più a screditare l’immagine. Tanto, ormai, la vostra priorità sembra tratta dall’agenda di G.Soros, massoneria et similia.

  8. Complimenti al nostro Direttore, grazie dott Tosatti, a Piacenza lei rappresenterà tantissimi di noi. Purtroppo Piacenza è lontana e la giornata è lavorativa…..ma vi sarò vicinissina con la Preghiera, ricordandovi dalla Grande Celebrazione in Rito Antico cui parteciperò e che sarà dedicata alla Madonna di Fatima. Prima Pregheremo il Santo Rosario per unirci in Comunione Spirituale ai moltissimi altri che replicheranno la miracolosa esperienza del Rosario Polacco di Sabato scorso. Ringrazio anche mons Bux e Gotti Tedeschi, voi tre ci siete di immenso aiuto e conforto in questo tempo così tormentato e oscuro per la nostra Fede e la Nostra Santa Chiesa Cattolica. Acquistero’ certamente il libro di Gotti Tedeschi, un coraggioso e autentico cristiano e cattolico leale e fedele. Tutto ciò che di lui ci viene da lei riportato più sopra è da incorniciare. Quanto alla lidl, col minuscolo d’obbligo, chiuso, stop, finito, nemmeno più uno stuzzicadenti acquistato da loro, squallidi e vergognosissimi!

  9. Il Paolino “instaurare omnia in Christo” è da tempo diventato ” instaurare omnia in homine”. I germi di questa rivoluzione copernicana sono rintracciabili già in alcuni documenti del CVII, là dove (coscienti o no) i padri conciliari hanno usato un linguaggio deliberatamente innovativo e con termini polisemici (ricordo, così a memoria, il ‘subsistit in’ della costituzione Lumen Gentium e il termine ‘ecumenismo’), che hanno poi permesso agli innovatores (in primis la cosiddetta scuola di Bologna) di annunciare urbi et orbi la tanto sospirata rottura con il passato. Spetta a storici indipendenti ed obbiettivi esplorare e raccontare tutto quello che è successo durante il Concilio e dopo: spiegare, tanto per iniziare, perché le ‘schede’ preparatorie volute dal papa Giovanni XXIII (Veterum sapientia e Sinodo Romano I) sono state subito messe da parte.
    Le responsabilità della situazione che stiamo vivendo, che a grandi linee si potrebbe riassumere come un sovvertimento antropologico, sono da rintracciare in numerose fonti, siano esse teologiche o più strettamente personali. Ma qui non è il caso di fare analisi di questo tipo, anche perché, personalmente, non ne sarei proprio capace. Resta lo stupore, l’amarezza e la sofferenza nello constatare che tutti i nodi stanno venendo al pettine in modo drammatico sia per la Chiesa Sposa Immacolata di Cristo (mistero inesplorato) che per tutti coloro che vogliono, nonostante tutto, rimanerLe fedele. I neoterici si sono supinamente inginocchiati al mondo per ottenerne applausi e peana; ma noi, poveri peones che ancora credono che Cristo sia Via, Verità e Vita e che abbia fondato UNA SOLA CHIESA cosa possiamo fare? Me lo chiedo tutti i giorni e confesso che la mia indole caratterizzata da un’ansia abnorme e da una manifesta vena di pessimismo, al momento non mi sta aiutando. Unicamente lo sforzo di abbandonarmi ciecamente alla Divina Provvidenza mi offre momenti di conforto. Solo che la kenosi è e resta un esercizio molto arduo.

  10. Oggi ho ascoltato le parole del papa in occasione della consueta udienza del mercoledì: quanta superficialità!
    Rimpiango le catechesi del grande papa Benedetto XVI.
    Mi chiedo: ma Bergoglio non si cura di scegliere ben più dotti collaboratori?
    Qui non c’entra il modernismo o l’eresia!

    1. “Peter”
      È da questa scuola che purtroppo escono le predicazioni dei molti, troppi nostri sacerdoti. Fortuna che molti, specie nei giovani sacerdoti, la rotta sta cambiando, ma ahimè non possono esporsi altrimenti….zac, ghigliottina e non possono più parlare.

      1. @ Enza
        Ho dei seri dubbi che la rotta stia cambiando: stare con il potere costituito paga sempre, almeno nell’immediato.

  11. Nell’imperizia e malafede di chi bivacca nella plancia, la NAVE va per il suo mare e nel buio della nebbia fende i flutti della tempesta, tenendo a stento la prua sulla giusta rotta, tra scogli e altri perigli e che tanta paura creano a noi figli, con un forte desiderio d’invocar la Vergine Maria, che presto ci riporti sulla retta santa via.
    Il Signore Gesù benedica Don Bux, Gotti Tedeschi e Tosatti.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  12. Benissimo: Piacenza è la mia città e Gotti Tedeschi è un “piasintei” (piacentino).
    Ci sarò senza ombra di dubbio anche per conoscere il nostro grande Tosatti.

    1. Io abito a pochi kilometri da Dolceacqua… E parecchie volte sono andato alla Lidl di Camporosso. Non mi vedranno mai più, né lì ne in altri punti vendita Lidl. Mala tempora…

    2. L’etica della Lidl è quella del massimo profitto.
      Il resto, in subordine, può essere censurato senz’altro scrupolo che quello di un pissibile ritorno economico svantaggioso.
      È un esempio di miseria morale che si autoreplica in sempre nuove forme di miseria morale.

      E, pertanto, occorre rispondere con discernimento, non restando indifferenti, tiepidi.
      I mussulmani considerano la propria identità culturale-religiosa un valore e, in quanto valore, interessa logiche aziendali in cerca di profitto che lo riconiscono come tale, valore capace si tradursi in un business.
      I cristiani occidentali, purtroppo, non sembrano, da tempo, capaci di rendere manifesto che, per loro, la propria identità culturale e religiosa sono un valore ed anzi, talvolta con vero masochismo, la considerano un limite squalificante, un disvalore in sè dove, valore aggiunto, sarebbero altre civiltà identitarie (da qui al seguente suicidio di civiltà è solo il oasso logico a seguire).

      Ma la logica Lidl (e non solo Lidl) è, tutto sommato primitiva: premia l’islamical correctness (non un’ indefinita political correctness) perché l’islam, come comunità di appartenenza identitaria (come ummah, ovvero il grande popolo o la grande nazione dell’islam) rende manifesto e traducibile anche economicamente (già socialmente e politicamente) il valore dell’attaccamento identitario mentre in Occidente si è finito per censurare con disprezzo la presa di coscienza dello scontro di civiltà epocake in corso e non si parla più neppure del pensiero debole che ha prevalso in Occidente ed è cresciuta cone una deriva, una costola dell’anticristianesimo ed antioccidentalismo dove l’Occidente era inteso come identitariamente vincolato alla matrice cristiana (non riconosciuta dalla UE).

      LIDL blandisce (investe) per essere premiato dal target del consumatore che sa premiare chi riconosce una forma di sottomissione all’islam.
      Solo un’altro target di clienti risponde in modo altrettanto e forse ancora più sollecito: quello dei soggetti legati all’attivismo omosessualista, lgtb (con appresso notevole presenza di utili idioti animati dall’insulso politicamente corretto dal buonismo).

      Le leve sono semplici: premi e punizioni, incentivi e disincentivi.
      Nell’operare le proprie scelte anche in questi termini, si contribuisce a rendere la orooria identità di appartenenza un valore autentico oppure solo astratto, forte oppure debole, caldo come la vita oppure freddo come la morte o tiepido come morente.

      La Lidl avverte i cristiani come tiepidi e i mussulmani sempre più caldi.
      Ma è una condizione che si può ancora invertire (i mussulmani restano pur sempre minoranza): boicottando le scelte di investimento “islamical correctness”, di “sharia compliant” (si basa sul sistema halal/haram ivcero lecito o illecito oer allah) e punendo sempre con determinazione, per offrire incentivo alternativo: il tradimento dei valori cristiani occidentali ha un costo da sostenere cge rende vantaggioso non proporselo.

      Per buona misura e coerenza, da anni faccio discernimento ed opero scelte alternative ai seguenti prodotti:

      http://www.halalitalia.org/index3.php?p=aziende_it

      Per me non è una novità, ma chi non ha presente la lista, scoprirà con gran sorpresa, scorrendo, marchi a lui noti e che non avrebbe pensato come “traditori identitari”; sarebbe il caso che cominciasse a pensarlo e reagendo con vitalità, non come un tiepido.

      La crisi della Chiesa e dell’Occidente sono connesse inestricabilmente: di fatto autisconfitte dal rifiuto e ripudio progressivo di sé, è una sconfitta interiore, morale e spirituale.
      È un folle e lento suicidio, è il delirio della propria eutanasia identitaria di civiltà: anche e non sol religiosa, ma soprattutto religiosa; ma soprattutto cristiana.

      Non perle ai porci.. uscire e scuotere via anche la sabbia dai piedi .. i mercanti nel tempio, le invettive..
      Il discernimento cristiano prevede anche reazioni forti, boicottaggi o non è cristiano; oppure è vomitevole: tiepido.

      La Lidl, le croci, le avverte già tiepide. Non teme certi di bruciarsi nel rimuiverle dai propri spazi. Anche la lista dei prodotti certificati halal in Italia ci dice quanto tiepide son diventate le croci in Italia.

      http://www.halalitalia.org/index3.php?p=aziende_it

      1. Grazie per questa lista! Ci sono molti piccoli, ma anche parecchi big dell’industria alimentare italiana e ahimè, anche molti bresciani: la mia terra d’origine non si smentisce e punta soprattutto al soldo 🙁 .
        Mi unisco al nostro gentile ospite nella parola lapidaria per Lidl: BOICOTTARE.

        1. Me ne rallegro: sappiamo (o dovremmo senza far finta che sia cosa da poco ) che tanti nostri fratelli in Cristo, in Medioriente, in Africa, in Asia, con gran priva di fede, subiscono enorme sacrificio e financo il martirio, ma non rinnegano la propria fede, magari convertendosi all’islam (ovvero sottomettendosi: sottomissione è il primo significato di islam) per ricavarne sicuro vantaggio terreno.

          Ma troppi cristiani, in Occidente, sono diventati tiepidi, talmente che persino un miserrimo e non cruento sacrificio come richiede un semplice boicottaggio, gli par troppo sacrificio.

          Ed ogni pretesto vien cercato per non proporselo: molto meno ci è chiesto ma per noi è troppo.

          Siamo i primi che non rendiamo manifesto, tradotto nella realtà, il valore che riconosciamo alla nostra appartenenza di fede, alla nostra identità.
          È una pretesa stolta che, un valore che noi stessi o disprezziamo od apprezziamo tiepidamente, debba esser tenuto poi di conto da altri: né da chi ha la sola etica del profitto e che farebbe commercio anche col Demonio in persona (pecunia non olet), né da orde di sottomessi al culto mortifero e diabolico qual è quello mussulmano, la cui ambizione missione permanente è quella di veder finalmente affermata supremazia dell’islam e della shari’a, proprio qui in Europa, dove in passato han più volte fallito.

      2. Io alla Lidl compro solo la carta igienica.
        Forse è un articolo che posso continuare a comprare perché potrebbe avere un certo significato…
        Cambio il nome in ADRI perché ho visto che da un po’ di tempo c’è un’altra persona che si firma ADRIANA ma non sono io e quindi è meglio distinguere.

    3. Boicottavo già, perciò confermo buon discernimento.
      Da tempo boicotto anche i marchi prodotti con certificaziobe halal: bisogna dare un segnale con incentivi o disincentivi forte perché l’etica commerciale (e finanziaria ancor peggio) è quella che è: business is business.
      Pertanto solo trasformando la propria appartenenza identitaria (religiosa e non solo) in un valore credibile e traducibile sul piano economico (ma è ovvio che debba essere su ogni piano, ciascuno interconnesso: socioculturale, politico..) possiamo vedere migliore affermazione del meglio e non del peggio, come ci tocca vedere da decenni.

  13. Purtroppo a Piacenza non ci potrò essere… se Gotti venisse a Firenze lo ascolterei volentieri, assieme agli altri due qualificati oratori, ma è difficile che qualcuno lo inviti, sapete com’è…
    Sul punto economico, Gotti ha ragione, anche se non sempre sono stato d’accordo con lui, vedi qui:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/02/20/debito-pubblico-tutti-gli-errori-di-gotti-tedeschi/

    e qui

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/2014/02/26/i-consigli-non-richiesti-di-gotti-tedeschi-che-renzi-non-ascoltera/

    In chiusura, ricordo, come di consueto, che dal punto di vista della Dottrina sociale, abbiamo la grande risorsa inesplorata della “società partecipativa”:

    https://lafilosofiadellatav.wordpress.com/i-maestri-2/pier-luigi-zampetti/due-libri-caposaldo-di-pier-luigi-zampetti-da-scaricare-e-leggere/

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