PUNTA DI STILUM. CONFESSO: HO SCRITTO IO IL DISCORSO DI RATZINGER PER LE ESEQUIE DI JOACHIM MEISNER

Marco Tosatti

Lo confesso. Sono stato io. Sono stato io a scrivere il messaggio di Benedetto XVI letto durante le esequie del card. Joachim Meisner, a Colonia.

Perché confesso? Perché ho visto su Twitter la questione che si ponevano due eminenti uomini di Chiesa e di pensiero; non solo; come Antonio diceva così bene nell’arringa sul cadavere di Cesare, direi anche uomini d’onore.

E in particolare sono mie le frasi incriminate, quelle in cui chi ha occhi per vedere, e orecchie per sentire, può leggere:

  1. una disperante constatazione sullo stato della Chiesa
  2. una velata, ma neanche tanto, critica a molti pastori di oggi, a cominciare dal pastore capo, che sembravano voler lisciare il pelo alla cultura dominante e dettante legge.

Le ricordo, per i distratti:

“Sappiamo che per lui, il pastore appassionato e padre spirituale fu difficile, lasciare l’ufficio e questo proprio in un momento in cui la Chiesa ha bisogno di pastori convincenti e che sappiano resistere alla dittatura dello spirito del tempo… Ma ha imparato a lasciarsi andare nell’ultimo periodo della sua vita, e ha saputo viverla con la certezza profonda che il Signore non abbandona la sua Chiesa, anche se a volte la barca si è riempita e sta per capovolgersi”.

Dunque confesso, fiducioso nella misericordia imperante e più volte dimostrata nella Chiesa attuale. Ma non chiedetemi di fare i nomi dei complici. Tanto li sapete già….



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336 commenti su “PUNTA DI STILUM. CONFESSO: HO SCRITTO IO IL DISCORSO DI RATZINGER PER LE ESEQUIE DI JOACHIM MEISNER”

  1. @ Sabino
    Concordo in toto su questo suo ultimo commento. E ho deciso (grazie a lei che me lo ha riproposto) di riprendere in mano gli scritti di Barsotti e di rileggerli alla luce di quanto avviene in questo tempo.

  2. Concordo in toto su questo suo ultimo commento. E ho deciso (grazie a lei che me lo ha riproposto) di riprendere in mano gli scritti di Barsotti e di rileggerli alla luce di quanto avviene in questo tempo.

  3. @Sabino
    Splendido commento di Barsotti che ho letto e riletto qualche anno fa. Il Signore lo ha preservato dal vivere questi tristissimi tempi, e sono certa che egli prega ora per noi. Non posso fare a meno di chiedermi però se cambierebbe qualcosa, nel caso avesse dovuto scriverlo oggi.
    Certo che non ci sono mai state “età dell’oro”, e che gli ultimi tempi sono iniziati dalla nascita della Chiesa, questo è ovvio. Gli anticristi ci sono sempre stati, basta leggere San Paolo per esserne consapevoli. Questo non toglie che l’epoca presente sia particolarmente buia, e presenti peculiarità diverse rispetto a tutte le altre. Con questo lungi da me affermare che sia l’ultima; questo solo Dio lo sa, è una decisione riservata al Padre. Certo però possiamo osservare i segni dei tempi, come Gesù Stesso ci invita a fare, anche se non siamo certi di interpretarli correttamente. Inoltre ben conosciamo (e questo sarebbe il momento per ben meditarla) la storia di Ninive.
    Con l’aiuto della Grazia di Dio non si perde la fede, ma si va avanti nella fedeltà con gli occhi aperti, chiedendo a Dio la forza per affrontare tutto ciò che per Sua permissione avvenga, e chiedendo alla Sua e nostra Santa Madre, Regina degli Angeli, protezione dal Male e conforto nei mali.

    1. Gentile Serena, il mio suggerimento era superfluo, visto che lei aveva già’ letto Le meditazioni sull’Apocalisse di don Barsotti, ma mi fa piacere che anche lei sia tra i suoi estimatori. Concordando con lei, voglio ribadire che, sia pure con la prudenza e la misura necessarie, non si può’ tacere di fronte ad un orientamento della Chiesa attuale che sembra aver messa la sordina su verita’ fondamentali della fede che, senza essere formalmente negate, appaiono quasi irrilevanti.
      Don Fonio, visto che lei è’ uno stimatore di don Barsotti, mi permetto di rilevare, dopo aver gia’ risposto brevemente ad una sua osservazione su un mio intervento, come la citazione di Matteo non fosse appropriata ( e che lei ha ribadito con un’ulteriore risposta), alla luce del commento barsottiano sulla prima parte del Vangelo di Matteo. Questi, che scriveva per gli ebrei, prima di iniziare il discorso della montagna, aveva confermato la validita’ della legge (di cui nemmeno uno iota avrebbe dovuto cambiare), anche se lo spirito doveva cambiare alla luce del discorso della montagna, che cosi’ veniva a costituire la carta d’identità’ del cristiano. Il nuovo atteggiamento richiesto di Gesu’ e’ quello dell’amore, sicche’ anche l’antica legge cessa di essere una norma giudica da osservare come un divieto, ma diventa espressione di quell’amore per il Padre che deve riflettersi anche verso gli altri uomini, compresi i nemici. Quello che alla fine della predicazione, Gesu’ dice non e’ una specie di gerarchia tra il comportamento da tenere verso i poveri e i sofferenti e l’osservanza della legge, ma solo la spia del modo con cui questa deve essere osservata. Se là si osserva come una norma formale, essa non giova e non salva, ma se là si osserva come un atto di amore, cioe’ come frutto della grazia, essa salva, perche’ chi la osserva si comporterà’ con amore anche verso il bisognoso. E del resto se non fosse così,’ la violazione dei comandamenti, a cominciare dal non uccidere, sarebbe meno grave del chiudere il proprio cuore, mentre e’ la stessa cosa. Purtroppo questo oggi sembra passare in seconda linea nella attuale predicazione. Un ultimo rilievo. Tutta la Scrittura e’ parola di Dio, sia le parole e le azioni dette e compiute da Gesu’ e raccolte dagli evangelisti, sia gli altri scritti ispirati. E’ tutta deve essere raccolta e compresa nel suo complesso, altrimenti là si tradisce. Sul resto le risponderò’ dopo, perche’ ho gia’ scritto troppo.

  4. @Sillabo
    Grazie, Sillabo per la tua risposta. Apprezzo molto il tuo equilibrio e la tua pacatezza. Concordo sul “filo rosso”, anche se lo definirei piuttosto “rosato”e comunque non continuo e solido; diciamo pezzetti di filo sfilacciato qua e là. Concordo anche (purtroppo) sulla “dimensione”, che va sicuramente ben oltre il “papa”, e anzi in qualche modo lo precede, e a cui ha spianato la strada. Ti assicuro che non sono tipo da “orticaria”anche se comincio a diventare pittosto allergica, pur non avendone la predisposizione. Desiderando con tutte le mie forze rimanere fedele alla Chiesa apostolica, tento di trovare delle risposte razionali, anche se forse improbabili; questo perché ormai per me è un ostacolo insormontabile riconoscere quale Vicario di Cristo in terra l’attuale vescovo di Roma (per il quale però prego ogni giorno). Non credere che non ci abbia provato, ma la differenza sostanziale rispetto al tuo punto di vista è che secondo me questa situazione attuale, seppur preparata da tutto ciò che la precede, ha determinato un punto di netta svolta dottrinale, anzi per meglio dire di rottura proprio con tutta la tradizione (nel senso proprio di “tradere”) anche se al momento non è ancora così evidente a tutti. Come te mi affido alla Provvidenza; come ben sappiamo, solo Dio decide i tempi e i modi per rivelare i suoi piani che noi poveri mortali ci sforziamo di interpretare. Come dice il Manzoni, “Certo, il cuore, chi gli dà retta, ha sempre qualche cosa da dire su quello che sarà. Ma che sa il cuore? Appena un poco di quello che è già accaduto.” Il mio cuore (e la mia mente) vede ciò che è accaduto come una gravissima frattura alla quale colui che dovrebbe rappresentare Nostro Signore Gesù Cristo ha dato coscientemente il proprio placet. Ti auguro una buona serata!

    1. Gentile Serena, io sono molto più’ critico di Sillabo nei riguardi dell’attuale pontefice, ma non posso mettere in dubbio che egli sia il legittimo Vicario di Cristo e comunque approvo pienamente che lei preghi per lui. Passera’, quando Dio vorra’, anche questa terribile crisi della Chiesa, forse non paragonabile a nessun’altra precedente.D’altro canto, non ci sono mai stati periodi buoni, come pensano alcuni nostalgici frequentatori di questo blog, perche’ gli ultimi tempi sono cominciati con la nascita della Chiesa, come insegna l’Apocalissi, la cui esistenza non e’ che un continuo comAttimento con il principe di questo mondo che pero’ e’ destinato alla sconfitta finale. Se vuole rimanere come comanda il suo nome, mi permetto di consigliarle la lettura di don Divo Barsotti (potrebbe cominciare con le Meditazioni sull’Apocalissi, anche per capire l’ultimo difficile libro della rivelazione, e con la Mistica della riparazione). Non rinuncera’ a vedere le cose come sono, ma rimarra’ salda nella fede.’ Da quanto ho scoperto questo autore, profondissimo teologo spirituale, mistico e poeta, la mia vita e’ cambiata e spero continuera’ a cambiare.

      1. Ohhhhhhh! Finalmente un contributo positivo!!!!!! La lettura delle meditazioni di don Divo Barsotti è proprio una bella cosa.
        Questo bel contributo di Sabino arriva dopo centinaia di messaggi che potrebbero anche essere messi tutti nel cestino. Davvero fa più rumore un albero che cade (non il Papa ma la certezza della dottrina) che un bosco che cresce.

  5. Serena, tanto per fare un esempio della “realtà complicata e inedita” con la quale ci si sta confrontando, guarda questo link che ho appena trovato e, al di là del fatto in sé, considera anche che accoglienza c’é a fenomeni del genere nel mondo mediatico

    http://www.dagospia.com/rubrica-29/cronache/barba-pancione-usa-uomo-transgender-ha-appena-partorito-suo-152510.htm

    In tutta onestà, criticare è giusto e a volte è facile; fare i conti con un mondo come questo – e soprattutto con l’apparato culturale che lo sovrasta – è un problema che, francamente, io non saprei minimamente affrontare.

    1. @Sillabo
      Quando ho scritto la mia precedente risposta non avevo ancora visto la tua seconda con il link che mi hai proposto.
      Dalle tue parole mi sembra di capire (dimmi se sbaglio) che tu ritieni una specie di “attenuante” alla mancanza di fedeltà nella predicazione della dottrina cristiana il fatto che, in quello che Gesù stesso definiva “il Mondo”, si sia giunti ad un punto di degrado e follia inimmaginabile in epoche precedenti. Questo è davvero un errore terribile: più il degrado e la folle perversione delle leggi naturali e divine avanzano, più c’è bisogno di santa fermezza e indomito coraggio nel riaffermarle. Ma quando mai i santi devono arretrare di fronte a fatti e comportamenti, per quanto generalizzati e stravaganti, che offendono profondamente Dio? O non devono piuttosto alzare la voce e gridare forte i diritti di Dio di fronte alle nefandezze? Anche nella piccola realtà di una famiglia, guai se un padre o una madre avvallano gli errori dei propri figli invece di correggerli: sarebbero responsabili della loro rovina. Se poi quelli persistono nell’errore si perderanno, ma almeno non gli avremo dato la spinta per gettarsi nel burrone o, fuor di metafora, per andare all’Inferno. Ho detto proprio Inferno: o dobbiamo aver timore delle parole e di riaffermare la verità dei novissimi?

      1. Proprio così Serena, non bisogna avere paura. L’inferno esiste e per comodità si cerca di dimenticarlo. Meglio una vita scomoda, che è breve, piuttosto della dannazione eterna.

  6. Cara Serena, anzitutto vorrei dirti (posso osare un tu?), casomai ti fossi sentita chiamata in causa dal mio messaggio a Don Ezio, che non era a te in particolare che mi riferivo. Detto questo, credo che io e te abbiamo più o meno la stessa “forma mentis” e la stessa sensazione di profondo disagio, anche se affrontiamo il problema con un taglio differente.
    Personalmente, come forse avrai capito, non vedo nella situazione attuale una novità: vedo, piuttosto, le conseguenze di una realtà precedente.
    Limitandoci, per esempio, alle “ambiguità”, io davvero non riesco a non vedere un filo rosso tra quelle contenute nella A.L. e certi paragrafi del CCC. Potremmo metterci con pazienza a vivisezionare quel documento e cercare gli antecedenti: sono sicuro che li troveremmo.
    D’altra parte, se è vero che AL è la ricezione delle conclusioni del Sinodo, basta guardare l’elenco analitico dei voti dati dai Padri a ciascun paragrafo della Relazione Finale: è praticamente tutta la Chiesa – salvo pochi casi – ad aver voluto una certa situazione (poi bisognerebbe vedere quanti, tra tutti quelli che hanno votato “no”, avrebbero voluto conclusioni migliori, il che non è così scontato).
    Il problema, quindi, ha una dimensione (sia temporale che di estensione) che va ben oltre il Papa.
    In questa situazione, invece di farmi venire l’orticaria, reagisco confidando nella Provvidenza: forse è bene che l’ascesso si gonfi fino a scoppiare; forse allora sarà possibile un nuovo “Sillabo” che faccia definitivamente chiarezza e pulizia, ma che adesso potrebbe essere inadeguato o eccessivamente dirompente. Nel frattempo – pur con tutte le riserve del caso – cerco di rimanere fedele al Papa, al quale VOGLIO riconoscere una buona fede ed accordargli la comprensione dovuta a chiunque si trovi ad affrontare una realtà complicata e inedita come quella attuale. Poi, ovviamente, “si vedrà”…

  7. @Sillabo
    Non è questione di arrogarsi il diritto di dire quale sia la “vera Chiesa” o chi sia il “vero Papa” e chi siano i “buoni” e i “cattivi”.
    Parlare di “fanatismo di bassa lega, astutamente istigato da penne prezzolate e in malafede”, questo significa veramente “discutere di certi temi, con la velocità/superficialità imposta dal mezzo”. “Queste persone, purtroppo, con il loro atteggiamento si sono già poste fuori dalla Chiesa e cercano di costruirsene una propria, immaginaria”??! Perchè? Per il fatto che nella demoniaca confusione generata dai pastori che dovrebbero guidarle le povere pecore del gregge si arrabattano a cercare di pascolare nei pascoli sicuri dove erano state condotte da bravi e fedeli pastori? O perchè stanno in guardia da chi si presenta come un buon pastore mentre è un lupo che vuole la rovina delle pecore?

    1. Cara Serena, un conto è prendere atto della confusione e soffrirne, un conto è reagire per incolparne il Papa, senza considerare che quella confusione c’era già prima. Non creda che sotto il pontificato di san GP II questi stessi – identici – problemi non ci fossero, nonostante la maggior perentorietà delle enunciazioni di quel Pontefice e l’apparente robustezza del suo pontificato.
      Era una confusione che fermentava in silenzio, adesso la questione è alla luce del sole. Tante negatività della Chiesa, negli ultimi anni, stanno venendo alla luce. Questa è una delle tante.
      Sicuramente serve maggiore chiarezza; sicuramente serve diffidare da quelle letture “rivoluzionarie” del Magistero (parlo di letture: è significativo che i 4 cardinali abbiano denunziato “ambiguità” e non “errori” attribuibili al Papa); sicuramente occorre trovare aiuto in uomini di chiesa affidabili (esigenza che c’è sempre stata, in realtà). Ma da qui a mettersi a discutere di come si depone un Papa….

      1. @Sillabo
        Caro Sillabo, sono nata prima del CVII, non sono lefebvriana, vado alla Santa Messa N.O. Ho seguito con gli occhi bene aperti le vicende della Chiesa degli ultimi 40 anni (prima me ne interessavo pochino), e ho studiato benino la storia, (anche da un punto di vista giuridico, e anche della Chiesa). Non sono certo un’esperta in teologia ma non sono del tutto digiuna. Le “negatività” della Chiesa mi sono abbastanza note, e non solo quelle degli ultimi pontificati. Quelle di quest’ultimo però non sono paragonabili a quelle dei precedenti, anche se le do atto che c’era una “confusione che fermentava in silenzio”, ma non era la prima volta nella storia della Chiesa. La differenza fondamentale è che ora questa “confusione” è stata istituzionalizzata, volutamente e per uno scopo ben preciso. A meno che non si voglia dire che ciò è stato fatto a causa di qualche forma di instabilità mentale (mi sembra che questo genere di sintomi sia, in caso, tipico della schizofrenia, ma sinceramente penso che questa sia un’ipotesi da scartare decisamente). Rendere istituzionale la confusione può essere utile per giungere alla presa del potere, per instaurare determinati regimi politici, e storicamente è accaduto diverse volte, non mai ( e ci mancherebbe!) all’interno della Santa Chiesa Cattolica, per lo meno mai da un punto di vista dottrinale: quando ciò è avvenuto si sono rese manifeste una o più eresie fermamente denunciate ed espunte dalla Santa Chiesa. Questa confusione istituzionalizzata è un fatto assolutamente inedito. Mi sembra più che giusto che se ne traggano le debite conclusioni.

        Chiedo scusa al cortesissimo ospite del blog per l’eccessiva lunghezza dei miei ultimi commenti.

    1. Impresa titanica insistere “nel tener su il palco” che sta paurosamente ondeggiando prima di decidere da che lato crollare. Le critiche di padre Ariel, che è molto bravo e altrettanto astuto, cadono come grandine sulla cerchia di consiglieri mal consiglianti, ma El Papa non è il povero ingenuo manipolabile, come vorrebbe far passare. A Fatima il nostro ci è andato per dovere di ufficio, ma si vedeva che era un pesce fuor d’acqua, avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di non doverci andare. La gita a Lund chi gliel’ha consigliata? E quella a Lesbo o prima ancora a Lampedusa? Non so, magari consigliargli di tornare a Buenos Aires, a controllare se per caso ha dimenticato il gas acceso, l’ultima volta che ha lasciato il suo appartamentino nel 2013, da quelle parti non l’hanno più rivisto…

  8. @Don Ezio Fonio
    A parte il fatto che è stata autorevolmente avanzata l’ipotesi che si possa ritenere decaduto un papa eretico ipso facto, in quanto nessuno avrebbe il potere di deporlo, e quindi la dichiarazione formale seguirebbe il fatto della decadenza; se anche “4 cardinali che espongono dei Dubia e un papa che non risponde non sono sufficienti per considerare eretico il Papa”, come ho già avuto modo di osservare riguardo alla posizione di questo “papa” sull’aborto, i comportamenti concludenti (facta concludentia), compresi i silenzi reticenti, sono fatti dimostrativi più che sufficienti! La sua frase:
    ” la Chiesa è fatta di uomini (e poche donne)” cosa vorrebbe dire? Che la Chiesa può, a seconda dei tempi, impunemente cambiare l’insegnamento di Gesù Cristo perchè “a quei tempi non c’era il registratore”? Oso dire che è meno grave qualsiasi, ma proprio qualsiasi scandaloso comportamento personale di un qualsiasi membro della gerarchia ecclesiastica, fosse pure il papa e, (per quanto orrore mi facciano) compresi i comportamenti pedofili, pittosto che lo stravolgimento infedele della dottrina. In questo ha perfettamente ragione padre Ariel (blog isola di Patmos): i comportamentei individuali portano alla rovina principalmente l’individuo (anche se quelli dei sacerdoti sono particolarmente gravi anche per l’esempio negativo che danno). Lo stravolgimento della dottrina invece è causa di perdizione per una moltitudine di anime.

    1. @Serena

      lei ha capito benissimo che cosa intendevo. La posizione di questo papa sull’aborto sarebbe sufficiente per dichiararlo decaduto?
      Ma ha letto che cosa ha detto ricevendo i ginecologi in udienza?

      http://www.aigoc.it/index.php/articoli/72-papa-francesco,-no-ad-aborto-ed-eutanasia-%E2%80%9Cla-vita-umana-%C3%A8-sempre-sacra%E2%80%9D.html#.WW6GSoTyjcs

      Ma come può pensare che il papa ritenga lecito l’aborto?

      Nella seconda parte ho detto che ai vertici della Chiesa, gli uomini (e le poche donne che ci sono) possono avere dei comportamenti riprovevoli (vedi Alessandro VI), ma non eretici. Quindi, esattamente quel che dice lei.

  9. credo sia attivo un correttore automatico; troverà qualche parola fuori posto (volontà=verità, per esempio…)

  10. Caro Don Ezio, vede? Potremmo – serenamente o con benevola “acredine” – discutere giorni interi su quanto Lei afferma ed anche solo sulle tesi del Bellarmino (diverse da quelle di altri e pur sempre ipotetiche, per quanto ne so). Non credo che arriveremmo ad una soluzione definitiva e sicura, ma di certo si tratterebbe di una discussione in buona fede, equilibrata, mirata ad una ricerca della volontà e, soprattutto, consapevole delle promesse di Cristo.
    Torno, però, a ripeterLe che, a mio sommesso avviso, discutere di certi temi, con la velocità/superficialità imposta dal mezzo, con dei criptoprotestanti come quelli con cui interloquisce da qualche giorno significa forzatamente banalizzare un elemento centrale della nostra fede e, nel contempo, regalare le perle ai porci.
    Lei fa bene ad intervenire per richiamare le coscienze ma, mi creda, fatto il Suo dovere, lasci che ciascuno eserciti il suo libero arbitrio e decida se seguire con amore la Chiesa (per quanto difettosa e migliorabile) o continuare ad arrogarsi il diritto di dire quale sia la “vera Chiesa” o chi sia il “vero Papa” e chi siano i “buoni” e i “cattivi”.
    E’ evidente che contro un fanatismo di bassa lega, astutamente istigato da penne prezzolate e in malafede, non c’è rimedio ragionevole se non la preghiera.
    Queste persone, purtroppo, con il loro atteggiamento si sono già poste fuori dalla Chiesa e cercano di costruirsene una propria, immaginaria. Alcune rimarranno deluse e torneranno all’ovile, magari imparando a sopportare qualche mal di pancia; altre si rivolgeranno ad altre “parrocchie”.

    1. Sono d’accordo con le sue valutazioni, ma anche i dogmi della Chiesa Cattolica non possono essere illustrati in tutte le loro implicanze con poche parole, e però si chiedono omelie brevi. Si tratta di dare un messaggio. Quel che mi dà fastidio è l’invito a farmi gli affari miei, ma il mio compito è come quello di san Paolo di parlare opportune et importune. Il sistema non può essere che sia lecito attaccare il Papa incolpandolo di tutto e gli altri debbano stare zitti.

      1. Volevo ignorarla “don” così zelante e così tanto “umile”, ma questo è troppo, Che lei si paragoni al grande San Paolo è una bestemmia. SanPaolo è agli antipodi del suo kapo argentino e di lei che a lui è genuflesso. Ripassi la Lettera ai romani sulla sodomia e le altre oscene perversioni, altroché” chi sono io per giudicare”! Quanto al dare messaggi, a me pare invece che ci sia una bella organizzata regia dietro il suo martellamento in un blog di credenti più Tradizionalisti di lei, spalleggiato dai vari Marco numerati o meno, una regia che vuole impedire il pensiero non allineato soffocandolo e nascondendolo con continui sermoni altezzosi e saccenti, volti a scoraggiare il malcapitato dissenziente che non si sente più libero di esprimere la sua sofferenza e il suo disappunto per non incorrere nelle sue “amorevoli” reprimende! Dissenzienti che forse più autenticamente e genuinamente di lei “ardono di zelo” per il Tempio che vedono oggi puzzare di zolfo, profanato da un impostore piazzato in vaticano da poteri forti e ambigui con oscure manovre preparate da almeno cinque anni prima dell’infausto conclave 2013 in Svizzera, dal “card” martini, dannels e l’allegro mafioso gruppo sangallo.

        1. @Giusy
          una come lei che arde di zelo per il Tempio non dà del bestemmiatore a un sacerdote e dell’impostore al papa.
          Ma chi è lei per giudicare? E’ Dio che giudica, non io, il Papa e neanche lei.
          Non c’è proprio nessuna regia organizzata, ma solo l’invito a non spacciare per verità quelle che sono proprie convinzioni che si appoggiano su pregiudizi e non su dati oggettivi. Altra cosa, lecita, è esprimere la propria sofferenza e il proprio disagio per la situazione interna della Chiesa. Anch’io provo disagio sia nel campo liturgico per tanti stravolgimenti del rito della Messa, per l’abbandono del Vetus Ordo, per il modo secolare di vestire da parte di sacerdoti, relgiosi e relisiose, sia per certi atteggiamenti ambigui, tipo Emma Bonino, una grande italiana che andrà a parlare in una chiesa di Cossato (Biella).

          1. Si si signor Fonio, intanto però lei difende a spada tratta fino a rendersi non credibile la peggior disgrazia (argentina) che i traffici massonici di sangallo &c. hanno IMPOSTO alla Santa Chiesa Cattolica. Anche il fatto che lei consideri positiva la desacralizzazione dei CONSACRATI è ai miei occhi terribile e dimostra come per lei e cattocomunisti vari, i CONSACRATI altro non sono che amministratori a tavolino del SACRO, sindacalisti meglio se cgil, presidenti di ong, assistenti sociali nel migliore dei casi! Mi chiedo, se lei vuole ossequiare il suo kapo, amicone di soros e figlio di innominabili poteri forti e cupi, lo segua, lo adori, lo veneri se vuole, faccia come meglio crede, magari faccia anche il suo dotto commento, ma poi lasci agli altri la fatica dura difficilissima e meravigliosa di seguire la Strada Stretta senza massacrarli di prediche saccenti e altezzose. Del resto per la nuova (sic) “chiesa”, i poveri e i piccoli sono il poveretto elthon john e amici, che oltre al figlio si è comprato la pubblica difesa del vescovo per l’ostentazione data al battesimo del povero, lui si, bimbo acquistato in Canada….con la benedizione di san soros, naturalmente, Protettore di sodomiti e peccatori incalliti. Buon lavoro a tastiera e buona giornata.

  11. Mamma mia, come sono velenosi i credenti! Comunque, sostenere che il messaggio di Ratzinger in morte del cardinale Meisner non contenesse critiche all’attuale stato della Chiesa, critiche pesanti, è direi ridicolo. Basta ricordarsi che cosa Ratzinger scriveva in tempi non sospetti, ad esempio nella sua autobiografia intellettuale di circa 20 anni fa, per riconoscere che tutto è in linea. Quanto a Papa Bergoglio la mia opinione, per quello che vale, è questa: è molto gesuita e molto argentino. Piega quindi la dottrina alle necessità “politiche” del momento, e detesta Europa Stati Uniti e alcuni altri, l’Occidente in genere, mondo di cui gli argentini pensavano di fare parte ma dal quale si sono autoesclusi a partire da Peron, che per Bergoglio resta si direbbe un ispiratore. Bergoglio vuole una Chiesa del Terzo Mondo per dimostrare che quella è vera Chiesa (teologia del pueblo) e noi siamo un museo di mummie, cattolicamente parlando. Però di pagare il conto, con l’immigrazione ad esempio, lo chiede sempre a noi. Stia attento all’irrilevanza.

    1. @Mario Margiocco

      ridicolo è ipotizzare che un messaggio di condoglianze per la morte di un amico cardinale possa considerarsi una critica allo stato attuale della Chiesa da parte di un novantenne papa emerito.

      1. Bè, se le condoglianze sono state fatte per un amico che ha partecipato alla stesura dei “dubia” e nel redigerle (le condoglianze) viene esaltato proprio lo spirito che ha generato i “dubbi” del cardinale sulla deriva della “barca”… io, al contrario di lei padre Fonio, qualche dubbio che possa essersi trattato di una critica allo stato attuale della Chiesa ce l’avrei eccome!

  12. @Reverendo Don Ezio Fonio,
    mi sono accorta che l’ha presa pittosto male, visto che si è sprecato a fare esempi ad abundantiam. Non è che per caso questo denota che qualche piccolissimo dubbio si è affacciato alla sua mente? Comunque la mia era solo un’ipotesi. I fatti sono l’apostasia dei vertici (anche se non, grazie a Dio, di tutti; del resto il Signore ce l’ha promesso: portae inferi non praevalebunt). Si possono fare anche altre ipotesi (avanzate da persone di ben altro spessore rispetto alla sottoscritta), quale la decadenza ipso facto per manifesta eresia. Scelga lei se stare con la maggioranza o rimanere fedele. La libertà è un dono di Dio!

    1. @Serena

      Guardi, Serena. E’ vero che un papa eretico non può esistere, quindi se un papa diventa eretico decade ipso facto da papa.
      Il problema è un altro: occorre qualcuno che lo dichiari decaduto: non può essere lei, io o qualcun altro, ma un concilio ecumenico o il Sacro Collegio dei cardinali, così come è già avvenuto in occasione dello scisma d’Occidente.
      4 cardinali che espongono dei Dubia e un papa che non risponde non sono sufficienti per considerare eretico il Papa. Certamente, ci sono differenze tra gli ultimi due papi e anch’io posso dispiacermi che lo stile dell’attuale papa è così dire un po’ troppo “disinvolto” e “imprudente”. Posso anche dire che dal punto di vista dottrinale nessuno ha mai potuto dire alcunché ad Alessandro VI: a quei tempi i papi lasciavano fare ai competenti della Curia e ai teologi. Le cose sono cambiate: in alcuni casi in meglio, in altre no, ma così è, la Chiesa è fatta di uomini (e poche donne), almeno a livello di vertici.

      1. Caro Don Ezio, il tema del “papa eretico”, della sua possibile “decadenza”, e dei mezzi per rimuoverlo o comunque dichiararlo decaduto, mi pare un po’ troppo complesso per essere espresso in un blog in tre-quattro righe di intervento. Come Lei ha certamente studiato, nessun teologo cattolico di rilievo – MAI – ha preso per possibile l’ipotesi puramente accademica del “papa eretico”; non c’è uniformità di vedute sulla “decadenza” né sulla competenza ad accertarla e dichiararla, né su cosa succederebbe dopo.
        Ci sono invece delle pietre miliari che quanto meno suggeriscono di non affrontare il problema con così grande larghezza e perentorietà: prime fra tutte le parole di Nostro Signore che vedo più volte citate anche nei Suoi interventi; poi le testimonianze dei Padri e dei grandi teologi medievali; poi il Magistero solenne (Lei saprà bene che le questioni sul “Papa che sbaglia” e sul “Papa eretico” sono state affrontate con durissimi dibattiti in occasione della fissazione del dogma dell’infallibilità papale, che non a caso qualche lacerazione l’ha prodotta); infine il diritto canonico, che esclude la possibilità di sottoporre a giudizio il Papa.
        Lungi da me dispensare certezze, ma nel rispondere – soprattutto in un contesto in cui si parla della bipolarità tra Papa regnante e Papa emerito con toni da tifoserie calcistiche, come se si stesse parlando del Milan e dell’Inter, con l’avallo di vari pennivendoli in evidente malafede – eviterei di lasciarmi andare ad espressioni così superficiali e frenerei prudentemente la lingua pensando all’insegnamento di Sant’Ambrogio (e di molti altri Padri e Dottori): Ubi Petrus, ibi Ecclesia. Anche quando il “Petrus”, per qualche ragione non piace (senza nulla togliere ad un legittimo esercizio di critica filiale).
        La invito, con fraterna stima, a rispettare il Suo ruolo con maggiore attenzione.

        1. Sillabo,
          io sono d’accordo con lei, ma l’infallibilità pontificia riguarda i dogmi da proclamare; un papa potrebbe essere eretico comunque nella prassi oppure ci potrebbe essere uno scisma che può essere risolto solo con la deposizione di qualche papa di troppo, come è capitato in occasione dello Scisma d’Occidente.
          Qui nel blog c’è qualcuno che pensa che il papa sia eretico solo per frasi dette a giornalisti su un aereo sul numero dei figli o su “chi sono io per giudicare” o per aver dato dei criteri di discernimento ai confessori per i casi di credenti conviventi o divorziati risposati. Qui alcuni pensano che il papa sia comunque decaduto, e io ho detto solo che ci vuole un concilio ecumenico o una congregazione del sacro collegio dei cardinali.
          Il punto che il papa non può essere sottoposto a giudizio è sacrosanto, ma se il papa cadesse in un’eresia non sarebbe più papa e quindi corre l’obbligo di sottoporlo a giudizio. Riguardo le parole di Nostro Signore, si riferiscono alla Chiesa nel suo complesso e non al singolo papa.
          Cf San Roberto Bellarmino, De Romano Pontifice. II, 30.
          Il problema è complesso, sono d’accordo, ma con la scusa della complessità non si possono eludere le risposte.

  13. Condivido le preoccupazioni di molti e vedo bene che le cose vanno abbastanza male. Però vorrei ricordare a tutti coloro che sentono la “pressione” dell’acqua che riempie la barca, che da un lato la Chiesa ha superato prove ben più dure e difficili di queste (purtroppo perdendo pezzi, anche importanti, per strada); dall’altro che il disegno di Dio non può fallire, nonostante l’impegno degli uomini.
    Questi, forse, sono alcuni tra i punti fermi da cui il compianto Cardinale traeva la forza di resistere alle mareggiate. Proviamoci anche noi!

    1. Certo, Sillabo.

      “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam” (Mt 6,18).

  14. La testimonianza di certi “Consacrati” ci dimostra come la Santa Chiesa sta trasformandosi in una kiesa, che trasuda “misericordia” da tutti gli ARTIGLI. Stiamo attenti amici Cattolici Fedeli al Magistero E alla Santa Chiesa così come Gesù l’ha fondata DUEMILA ANNI fa, che presto inizieranno le persecuzioni. I metodi stalinisti leninisti intimidatori sono già evidenti anche qui da parte di pseudo consacrati al soldo della falange armata bergogliOna. in Vaticano quelle dei più Tradizionali sono già realtà con licenziamenti, allontanamenti e umiliazioni a chi dissente. Sia Lodato Gesù Cristo.

    1. @Giusy

      lei, putroppo, non è fedele al Magistero della Chiesa, per non riconosce quello dell’attuale Papa. Non vedo differenza, sotto questo profilo, tra lei e Lutero.

      1. Questo me li dirà il mio CONFESSORE non lei, io cerco Sacerdoti, non sindacalisti o assistenti sociali, mi ignori, se si sente sempre chiamato in causa forse qualche problema c’è l’ha. signor fonio, anche se ha mille inutili lauree che umanamente non l’hanno certo arricchita.

        1. @Giusy

          è difficile immaginare che possa riferirsi ad altri sacerdoti, a meno che dietro a tanti pseudonimi di gente che dimostra una preparazione teologica ci siano sacerdoti che si spacciano da laici: non è il caso dei due Marco, di altri non so. Magari qualcuno è un ex seminarista.
          Comunque sia. Il mio è un consiglio da amico, non so se troverà tanti confessori che le diranno: ha ragione, ci sono due papi, il secondo è l’Anricristo, la rovina della Chiesa, anche per i cinquant’anni passati, è dell’attuale Papa, ma anche del CVII, e via dicendo.
          Un altro consiglio: è meglio che questi argomenti li tratti fuori dal confessionale, tanto le sue eresie non sono peccati mortali, mancando uno dei requisiti fondamentali: la piena avvertenza.

  15. Faggioli e Meloni applicano letteralmente a Sua Santità emerito Benedetto XVI (per loro: Ratzinger) il misericordioso cartello di cui si parla nel post precedente a questo ; e se qualcuno ha pazienza, cerchi anche là, in fondo, il mio commento.

  16. Invece di tante ciarle inutili e più o meno sciroccate, leggetevi il testo integrale del messaggio di Benedetto XVI. Troverete un testo di un candore commovente, laddove ammira il povero Cardinale Meisner per la sua devozione. Auguro a tutti i sacerdoti di trapassare leggendo il breviario, come il Signore ha donato a Meisner.
    E ancor più rimpiango che un papa della sensibilità e fede di Benedetto XVI sia stato preso a pesci in faccia.
    Per quanto riguarda Faggioli e Melloni, a loro risponderei: esistono anche i cafoni come certi professori ortofrutticoli (faggioli-melloni) che intossicano l’aria spirituale con i loro meteorismi.

    1. Ed esistono alcuni preti, non tutti per fortuna, che sprizzano umiltà e “misericordia” da tutti gli artigli….un vero esempio di virtù per il gregge loro affidato!

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