MÜLLER, IL PAPA, L’UDIENZA. UNICUIQUIQUE SUUM. UNA LETTERA SU BERGOGLIO DI JOSÈ ARTURO QUARRACINO.

Marco Tosatti

Ho lasciato passare qualche manciata di ore per tornare a parlare di Müller e del Pontefice.

Tre giorni fa vidi che il sito americano OnePeterFive pubblicava una ricostruzione dell’ultima udienza del Papa al Prefetto della Congregazione per la Fede: quella in cui gli ha annunciato il non rinnovo del mandato.

Mi è sembrato interessante. OnePeterFive è un sito informato e serio. L’autrice dell’articolo, Maike Hickson, è una collega estremamente precisa ed affidabile, specialmente per quanto riguarda la Germania.

Di conseguenza ne ho tradotto una parte, rimandando all’originale. Era chiaro, detto e scritto, che non si trattava di roba mia. Semplicemente rendevo conto di un’inchiesta condotta da altri. Per onestà; la notizia non era mia, non avevo svolto nessuna ricerca in merito, ed era giusto attribuire onori e oneri a chi di dovere.

E infatti scrivevo: “Fino a questo momento non è stato possibile ottenere una conferma o una smentita di questo racconto. Che però, vista la solidità delle fonti, OnePeterFive tende ad accreditare come reale”.

Poco più tardi è giunta una breve mail di smentita di Greg Burke, Direttore della Sala Stampa della Santa Sede; l’ho pubblicata, e modificato il titolo di conseguenza, tenendone ovviamente conto.

Perciò mi ha stupito, e fatto riflettere, vedere come alcuni colleghi, che riportavano una smentita fatta dal card. Müller alla ricostruzione dell’incontro scritto da OnePeterFive, mi attribuissero l’articolo. Non ho problemi a prendere rischi e anticipare notizie, che altri non danno, per esempio quella del licenziamento ingiustificato di tre dipendenti di Müller per ordine del Papa; poi confermata. Anzi, direi che è uno dei piaceri di questo mestiere. Se no, ci riduciamo a fare i passaveline. Ma non mi piace che ciò che appartiene ad altri mi venga attribuito. O che mi vengano attribuite fakenews, o disegni tenebrosi, come si è permesso di fare un collega.

Devo confessare che in una certa misura sia la lettera di Greg Burke, che questo coinvolgimento indebito mi fanno piacere. Sono un segnale di attenzione verso il mio lavoro, così minuscolo ma evidentemente non privo di una sua traccia. Non insignificante. Se Stilum Curiae non avesse un suo seguito, queste operazioni – compresa quella di cercare di attribuirgli cose non sue – non avverrebbero.

Sul fatto in sé c’è qualche riflessione da fare. Se anche Müller in qualche situazione conviviale si fosse lasciato scappare qualche cosa che non avrebbe dovuto dire; se qualcuno l’avesse sentito e riportato; se i colleghi americani di One Peter Five, per difendere le proprie fonti, come è giusto, preferissero incassare una smentita prevedibile, da parte del Vaticano e del cardinale, invece di testimoniare la solidità del loro convincimento e della loro informazione; ebbene, tutto questo non potrebbe stupire chi si occupa di informazione da mezzo secolo. Sarebbe semplicemente nell’ordine delle cose. Così come non stupisce la smentita di Müller. In questi quattro anni ha ingoiato rospi di ogni genere, colore qualità e dimensione, pur di non irritare il principale. Che cosa gli costa una smentita, specie se riguarda una sua eventuale indiscrezione, fatta in un momento di sicuro turbamento emotivo (ancora sotto botta, direbbero a Roma)?

Azzardo un’ipotesi. Non credo che questa vicenda si fermerà qui. Perché in tutta la storia ci sono troppi dettagli, troppe circostanze che impediscono di pensare che sia una simpatica invenzione. Penso che sarà interessante seguire, nelle prossime settimane i media tedeschi.

Detto questo, dobbiamo però ricordare a chi parla di fakenews – balle, in buon italiano – che stiamo trattando di dettagli in un episodio di estrema gravità. Cioè: ci scandalizziamo, o meno, discutendo se la pedata nel sedere a Müller sia stata data con uno scarpino da ballo o uno scarpone da montagna. Sempre pedata è e resta, senza precedenti storici negli ultimi decenni e senza motivo. Müller stesso, il conciliante Müller, che ancora spera di poter svolgere un ruolo di mediazione fra il Pontefice e i suoi critici, l’ha detto: “Non posso accettare uno stile del genere”. E il fatto che il cardinale, così ansioso di non mettersi contro il principale sia sbottato in frasi come: “La dottrina sociale della chiesa deve valere anche a Roma” nelle relazioni con i collaboratori nel lavoro, mi sembra ben più grave del fatto se il Pontefice gli abbia rivolto domande strane o se ne sia andato senza salutarlo. Fakenews? Ma per favore…

Un caso isolato? Mi ha scritto, rispondendo a un commento su Stilum Curiae, Josè Arturo Quarracino, nipote del cardinale Quarracino, arcivescovo di Buenos Aires. Ecco il testo: “Sono argentino, nipote del fu cardinale Antonio Quarracino (il predecessore dell’allora mons. Bergoglio nell’arcidiocesi di Buenos Aires). Conosco quello che oggi è papa Francesco dall’anno 1973. L’ho visto anche agire come “proprietario” reale dell’Università del Salvador e come pastore dell’arcidiocesi porteña. Non voglio abbondare in dettagli, ma quello che è narrato nell’articolo si adatta molto alle procedure abituali dell’allora cardinale arcivescovo e cancelliere universitario. Come dice l’espressione ‘se non è vero è ben trovato’”.

Qui il nipote del cardinale dà per autentica la ricostruzione di OnePeterFive: “Non credo in nessuna maniera che il card. Müller abbia mentito. Conosco di prima mano il ‘terrorismo gesuitico’ esercitato per smania di potere così come la rete di informatori sparpagliati nelle zone di influenza e i sotterfugi e le ambiguità rispetto a questioni fondamentali. Fra l’articolo e il portavoce vaticano rimango con la versione del primo, senza alcun dubbio”.

E mi sembra che non sbagli.



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383 pensieri su “MÜLLER, IL PAPA, L’UDIENZA. UNICUIQUIQUE SUUM. UNA LETTERA SU BERGOGLIO DI JOSÈ ARTURO QUARRACINO.”

  1. @ Dario
    Bene, benissimo. Il nostro amico non riesce a restare nell’ortodossia anche quando sembra dire cosa giuste e scontate. Certo che i peccatori devono pregare con tutte le possibili devozioni. Anch’io, che sono un grande peccatore ma non ho la sventura di fare i contorsionismi per negarlo o scusare le mie colpe, prego tantissimo e amo fare tante devozioni e la preziosa Liturgia delle Ore. Purtroppo dalle parole del caro Marco queste devozioni appaiono un oppiaceo per addormentare le coscienze e poter continuare a peccare ad libitum, con la falsa sicurezza di essere giustificati da preghiere fatte senza la ferma e fattiva volontà di abbandonare il peccato. Una sorta di “fotti e chiagni”, come dice la saggezza popolare…

    1. @Stefano

      Sbagliato: intendevo dire che tramite quello devozioni potranno avere la Grazia di ottenere il pentimento (necessario qualora fossero in peccato mortale) e la risoluzione per smettere di peccare che ancora, magari, non hanno.

      Già non hanno l’aiuto dei Sacramenti, l’aiuto di alcune devozioni dove Cristo o la Madonna hanno fatto promesse importanti è sicuramente di grande aiuto.

      Da qui

      1) Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell’ora della morte – cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia – anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola….(Quaderni…, II, 122)
      2)Quando verrà recitata vicino agli agonizzanti, mi metterò fra il Padre e l’anima agonizzante non come giusto Giudice, ma come Salvatore misericordioso.Gesù ha promesso la grazia della conversione e della remissione dei peccati agli agonizzanti in conseguenza della recita della Coroncina da parte degli stessi agonizzanti o degli altri (Quaderni…, II, 204 – 205)
      3) Tutte le anime che adoreranno la Mia Misericordia e reciteranno la Coroncina nell’ora della morte non avranno paura. La Mia Misericordia li proteggerà in quell’ultima lotta (Quaderni…, V, 124).
      Poiché queste tre promesse sono molto grandi e riguardano il momento decisivo del nostro destino, Gesù rivolge proprio ai sacerdoti un appello affinché consiglino ai peccatori la recita della Coroncina alla Divina Misericordia come ultima tavola di salvezza .
      http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/coroncina-della-divina-misericordia.asp

      Se poi volete contestare Cristo stesso o dire che non intendeva dire ciò che ha detto fate pure.

    2. Quindi altroché addormentare le coscienze, semmai proprio per ottenere quella conversione e quella buona volontà che ancora (nell’ipotesi) manca.

      Non servono solo a chi è già pentito quei “regali del Cielo”, ma proprio a chi ancora pentito non è, per far sì che il Signore gli dia la Grazia del pentimento.

      Perchè, qualora non fosse chiaro, anche il pentimento è una Grazia. Non si riceve la Grazia perché ci si è pentiti, al contrario ci si pente perché si è raggiunti dalla Grazia.

      Se il Signore ha voluto fare questo dono soprattutto per chi è nel peccato chi siamo noi per depotenziarlo o per negare le Sue parole?

    3. Ma anche su altre devozioni si può fare lo stesso discorso

      http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/le%203%20avemaria.htm

      “Molti Santi ne furono propagatori. Sant’ Alfonso Maria de’ Liquori, come predicatore, confessore e scrittore, non cessò d’inculcare la bella pratica. Voleva che tutti l’adottassero:

      Preti e religiosi, peccatori e anime buone, bambini, adulti e vecchi. Tutti i Santi e beati redentoristi, fra i quali S. Gerardo Maiella, ne ereditarono lo zelo.

      S. Giovanni Bosco la raccomandava vivamente ai suoi giovani. Anche il beato Pio da Pietrelcina ne fu zelante propagatore. S. Giovanni B. de Rossi, che .ogni giorno dedicava fino a dieci, dodici ore al ministero delle confessioni, attribuiva alla recita quotidiana delle Tre Ave Maria LA CONVERSIONE DI PECCATORI OSTINATI”

      Come vedi nulla di diverso da ciò che dico io. Quelle persone hanno ottenuto, facendo tesoro di questi regali del Cielo (doni di Misericordia, potremmo chiamarli), la Grazia della conversione, non è che prima si sono convertiti da soli e poi ne hanno beneficiato.

      Perciò chi è in peccato grave andrebbe esortato a fare tesoro di questi doni non perché “addormentino la coscienza”, ma perché, se sono in peccato mortale, impetreranno dalla Divina Misericordia la Grazia del pentimento e la Grazia della risoluzione a smettere di peccare.

  2. Caro Marco,
    trattandosi di un martire il processo canonico relativo a questo santo quasi sicuramente non ha richiesto il previo esame dell’eroicità delle virtù, perché in questi casi è sufficiente accertare che il candidato agli altari abbia accettato di essere ucciso in odium fidei e che abbia perdonato i suoi assassini. Infatti, il martirio di sangue, se accolto con fede e rassegnazione per amore di Cristo, cancella qualunque peccato (veniale o mortale), nella pena e nella colpa, tant’è che la Chiesa non ritiene di dover aspettare neppure il verificarsi di un miracolo attribuito alla intercessione del candidato.
    Nel caso specifico comunque sono convinto anch’io, come lei, che il martire fosse già in grazia di Dio. La dipendenza dagli oppiacei era certamente una attenuante (in che misura può saperlo solo Dio) ed è probabile che abbia lottato per tutta la vita contro questa sua debolezza pur non vincendola definitivamente. Possiamo ipotizzare che a volte riusciva e a volte no. Agli occhi di Dio conta la lotta sincera contro il peccato, ma non è detto che la vittoria definitiva arrivi, o meglio può sempre accadere che le singole vittorie sulle tentazioni si alternino ad alcune sconfitte.
    Vorrei poi farle notare che in questo contesto nessuno vuole giudicare nessuno. Si discute con lei su quale sia la ricetta giusta per aiutare chi si trova in una situazione oggettiva di peccato grave continuato, perché la virtù della Carità porta il cuore del vero credente a desiderare fermamente la salvezza eterna anche degli altri, non solo la propria.
    Eviti perciò, la prego (glielo dico con cordialità e rispetto), di attribuire etichette di rigoristi e destra e a manca ma piuttosto voglia confrontarsi esclusivamente su quale sia il miglior bene e il giusto aiuto per quelle persone (bene che nella prospettiva cristiana deve premettere la salvezza eterna ad un eventuale benessere terreno).
    Non cada nel giudizio temerario di attribuire sentimenti di odio e pregiudizi (verso i divorziati risposati) a coloro che affermano che in assenza del proposito di continenza è bene non accedere alla comunione per non rischiare il sacrilegio.
    Non commetta lo stesso errore di chi attacca i cattolici (quando costoro invitano gli omosessuali alla conversione e alla castità) parlando di omofobia, cioè di odio e pregiudizio verso gli omosessuali.
    Teme, lei, che esista la divorziati/risposati-fobia?
    🙂

    1. @Dario

      Ma infatti ho ammesso anche io che è più prudente evitare di far accostare ai Sacramenti chi è in peccato grave.

      Però bisognerebbe smetterla con la presunzione che chi è in peccato grave sia necessariamente anche in peccato mortale, presunzione che vedo spesso in vari blogs conservatori.

    2. Tutto questo non toglie che, come io stesso ho ammesso, la cosa più prudente da fare con quelle persone sia escluderle dai Sacramenti.

      Io ho contestato chi afferma che quella sia una prassi irriformabile, perché non lo è, ANCHE SE È MIGLIORE E PIÙ PRUDENTE, e chi afferma che quella gente debba necessariamente essere in peccato mortale. Tutto lì.

      Chiarito questo per me non c’è altro da dire, direi che il discorso è stato già approfondito.

  3. @Luigi9
    #ma, se ci sono figli anche in quella originale, quali figli avranno diritto all’integrità della loro famiglia ???#

    Se si segue la logica illogica dell’AL, “chi più tardi arriva, meglio alloggia”.
    Chi arriva più tardi, ossia i figli di secondo o di terzo letto (o di quarto…).

    Chi è arrivato prima, ossia i figli di primo letto, che “diritto” ha?
    Nessuno, a quanto pare.

    E questa sarebbe giustizia, secondo i misericordisti attuali.

    ***
    #Se si da’ troppa corda al contingente ci si addentra in scenari imprevedibili e senza via d’uscita…#

    Infatti è una bella presa in giro che nell’AL si dica di odiare la casistica… mentre invece la si introduce in modo preponderante. Abnorme.
    Anche questo modo di fare è luciferino, e non viene certo da Dio.

    ***
    #E’ per questo che AL è inopportuna: per mettere delle “toppe perfette” e misericordiose va ad infilarsi in un cul de sac che fa piu’ danni di quanti intende sanare.
    Esattamente come i casi umanissimi utilizzati come grimaldello per introdurre divorzio e legalizzare l’aborto… e ora è disastro#

    Non solo: molti casi utilizzati per “far approvare” l’aborto, erano casi fasulli, montati di sana pianta.
    Anche qui: è il Satanasso che opera, e non certo il Signore.

    Sempre si va a cercare il “caso pietoso”, e non si citano minimamente le famiglie che, con molto sforzo e affidandosi a Dio, rendono praticabili quelle vie che ai misericordisti paiono assolutamente impervie.

    Si cerca di giustificare in tutti i modi i peccatori gravi, in luogo di chiamarli alla conversione. Dopo il pistolotto sulla bellezza della famiglia… si provvede a sdoganare ogni unione peccaminosa (anche quelle invertite): parlando di “semi di bene”, di “impossibilità di prendere certe decisioni”, e via discorrendo.

    La radicalità del Vangelo è completamente scomparsa, in certi documenti papali.

    1. @Adolfo

      Lasciamo perdere i Sacramenti.

      Come ho detto concordo con te che è più prudente negare a queste persone (mi riferisco soprattutto a chi ha un Matrimonio valido alle spalle) i Sacramenti, semplicemente facevo notare che, come hanno detto anche i cardinali, che ho citato diverse volte, possono essere in Grazia in foro interno anche se oggettivamente in peccato in foro esterno, esattamente come quel Santo oppiomane fino alla morte, che non perchè è rimasto oppiomane fino alla morte era in peccato mortale.

      Cito un commentatore intervenuto su Croce-via, che ha ben inquadrato la questione https://pellegrininellaverita.com/2017/07/16/oppiomane-fino-all-morte-martire-e-santo/comment-page-1/#comment-32299

      ” Ma lottare contro il proprio peccato non significa appunto rassegnarsi al proprio peccato ” . Questo e` vero. Pero` se San Marco e` stato dichiarato Santo dalla Chiesa significa questo che ESISTE, piaccia a noi e particolarmente a TE o meno, un peccato SENZA ” rassegnazione ” che puo` ripetersi sino alla fine della vita da cui ne noi possiamo liberarci e nemmeno Dio permette che vogliamo liberarci. Forse perche` Dio vuole cosi` mostrare che Lui stesso e l`amore sono piu` grandi della legge. Anche se difatti non bisogna dimenticare che questi 2 campi intercomunicano, resta il fatto che Paolo ricorda che ” l`Amore ” e` l`unica cosa assolutamente eterna. Quando dici che : . NO, la conversione NON e` questo ma ANZITUTTO rivolgersi verso Cristo e la vita con gioia ed una sorta di dimenticanza dell`ombra del male. Questo che tu dici e` la conseguenza dell`allontanarsi dalla conversione. Tale allontanamento anche oggettivo pero` , e ricominciamo cosi` appunto dalla partenza, puo` avvenire come in San Marco senza rassegnazione anzi pregando constantemente come faceva Lui, puo` restare sino alla fine della vita SENZA allontanarsi dall`Amore. Spero che tu un giorno Cristina compia questo passo dove TU capisca che anche tu sei San Marco, anche quando nella fantasia ti sembra di seguire il Vangelo sine glossa.”

      Ed è così, perché quel Santo cinese è la dimostrazione che si può essere nel peccato grave senza per questo aver perso l’amicizia con Dio.

      Perciò ok negare i Sacramenti a queste persone per prudenza. Però molti dovrebbero evitare di giudicare chi è in situazione irregolare, di peccato grave, come se fossero automaticamente in peccato mortale.

      Tutto lì. Puoi essere d’accordo con questo?

      Riguardo alle devozioni penso che siamo d’accordo, chi è nel peccato (che sia mortale o no) deve farne particolarmente tesoro, per impetrare dalla Misericordia divina la Grazia del pentimento (necessario dove ci fosse peccato mortale) e della perseveranza finale.

      Penso che sarai d’accordo anche con questo. Io ad esempio ho fatto le orazioni di Santa Brigida per un anno, e conosco persone che sono in peccato grave (situazione che a me grazie a Dio è stata risparmiata, ed è per questo che mi dispiace quando leggo giudizi temerari; perché chiunque di noi potrebbe esserci) a cui Dio ha dato la Grazia di farle fino alla fine.

      In questi casi di sicuro Dio non verrà meno alla Sua promessa. Anche su questo credo che potremo essere d’accordo.

      Per chi è in peccato grave e non può accostarsi ai Sacramenti sono una tavola di salvezza.

  4. @Marco
    #Aver permesso alla propria coscienza di indurirsi è un peccato, un peccato molto grave, ma che viene perdonato dal Sacramento della Confessione, che perdona anche i peccati di cui non abbiamo più memoria (cosa diversa se omettiamo di confessarli volutamente)#

    Attenzione, però: questo non può certo diventare un lasciapassare, per tutti coloro che, nonostante si confessino regolarmente, continuano nella loro vita peccaminosa.
    La validità della Confessione dipende, fra le altre cose, dal sincero pentimento di chi si confessa, e qui arriviamo all’intoppo: chi è indurito nei peccati, ben difficilmente arriverà a pentirsi. E la prova sta proprio nel fatto che molti di costoro continuano a commettere peccati gravi come se nulla fosse.
    Dunque il “meccanismo” che a te, Marco, pare tanto oliato, in realtà si inceppa in più punti.

    Non basta, in questi casi, essere “formalmente a posto”, ma occorre esserlo “sostanzialmente”, col pentimento e col serio proposito di non più peccare. Oltre che con qualche sacrificio, che funga da riparazione almeno parziale in tutti quei casi in cui non è possibile riparare direttamente ai mali commessi.

    ***
    #Ma un conto è consentire al ripudio, un conto è perdonare chi è ormai in una situazione senza via di uscita, dove o distrugge tutto oppure non può essere perdonato#

    Questa, mi spiace per te e per i cultori dell’AL, è una delle tue (vostre) tante arrampicate sugli specchi. Se volontariamente ci si è ficcati in una situazione di peccato, è ovvio che ci saranno conseguenze negative, comunque la si giri.

    Così come è ovvio che, in casi simili, tu (voi) NON credi (credete) alla Grazia di Dio, che sempre aiuta (in vari modi) chiunque voglia davvero uscire da una situazione di peccato, specie se grave e protratto.

    Il resto sono “chiacchiere da avvocato”. E basta. Nostro Signore MAI ha sostenuto cose del genere: nel Vangelo non c’è alcuno spiraglio in tal senso.

    Ripeto: se certe situazioni a te sembrano “difficili e cattive”, lamentati direttamente con Dio. Il Vangelo non avalla in alcun modo certi tuoi sillogismi.

    Concordo fortemente, invece, con la necessità di praticare almeno qualche buona devozione: la preghiera è di grande aiuto per ottenere da Dio la grazia di uscir fuori da realtà spiritualmente cattive. Una volta usciti, poi, si potrà senz’altro tornare ai Sacramenti.

    DOPO esserne usciti, non certo prima: se si torna “prima”, si aggiungono sacrilegi a peccati gravi.

    ***
    ***
    @Mari
    #I cattivi pastori dovranno pagare per aver lasciato che, per la loro ignavia, il gregge finisse sfracellato giù per dirupi, quando addirittura non ce lo hanno spinto deliberatamente, dimostrandosi “comprensivi” verso quelle condotte che spalancano le porte della morte eterna#

    Esattamente, cara Mari. Questa “ignoranza indotta”, causata dall’ignavia (o peggio, ad esempio dai cattivi comportamenti) dei pastori, rende arduo anche stabilire se una Confessione è valida o meno. Proprio perché le sfaccettature sono tante, e nessun cavillo riuscirà ad appianarle.

    Nel concreto, infatti, molte persone indurite nei peccati, e che si confessano regolarmente, non mutano di uno iota la loro cattiva condotta.

    Ecco perché è saggio attenersi al dato oggettivo: fin quando si pecca in materia grave, non si acceda ai Sacramenti. Così si è certi di non sbagliare, ossia di non commettere sacrilegi.

    ***
    #Un’ ultima cosa (e la scrivo con dolore) : il fatto che il Cardinale di cui sopra (le stesse sgradevoli, no, vomitevoli posizioni ricordo benissimo di averle rilevate anch’io) fosse favorevole a Medjugorje mi ha spinto riconsiderare più criticamente questo fenomeno.
    Per anni mi confortava il fatto che, almeno lì, venissero riproposti “valori” che sembravano essere svaniti dalla pratica dei cattolici: valori riproposti spesso dall’alto ( GPII ) ma lettera quasi morta per tantissimi preti.
    Adesso invece vedo cose, che prima non consideravo così importanti, che non posso accettare anche se “condite” da indicazioni sicuramente ortodosse.
    Sono diventata molto, molto, molto scettica…#

    Purtroppo è così, Mari. Però attenzione a “mescolare” (ma non è certo colpa tua, sia chiaro: tu non fai altro che rilevare una realtà oggettiva) il fenomeno medjugorjano, che è effettivamente buono (ci sono tantissime conversioni, e anche miracoli; inoltre c’è un forte ritorno ai Sacramenti e all’adorazione eucaristica: se si facesse così in molti luoghi del mondo, i castighi che ci attendono sarebbero sicuramente molto mitigati), col cattivo comportamento e col cattivo insegnamento di certi prelati e prelatoni, che pure sono favorevoli a Medjugorje.

    Così come valgono meno di zero – in ambito “contrario” – le esternazioni di Bergoglio, e il suo offensivo richiamo verso la Madre di Dio: la “Postina” che “parla troppo”… e che, secondo l’attuale papa, dovrebbe parlare di meno e NON dare appuntamenti (in realtà, in praticamente tutte le Apparizioni riconosciute dalla Chiesa, la Vergine ha sempre dato appuntamenti ai veggenti di turno: Bergoglio, una volta ancora, mostra la sua crassa ignoranza).

    Mi spiace tantissimo che anche il veggente Ivan sia (per quanto ne so io) molto legato a Schönborn, e almeno indirettamente questo è un avallo al cattivo modo di fare e di insegnare di questo prelatone.

    Così come non mi piacciono i vari elogi al papa regnante, fatti da Mirjana: troppo comodo dire che “tutto va bene”, e che “occorre seguire il papa”, quando è ormai sotto gli occhi di chiunque non sia ideologizzato il fatto che la Chiesa stia sempre più sprofondando. E sprofonda ANCHE grazie a Francesco.

    Ciò però NON significa che il fenomeno Medjugorje sia fasullo. Probabilmente i veggenti (almeno alcuni; ve ne sono altri che stanno più ritirati: pregano molto e parlano poco, e infatti evitano di dire sciocchezze) hanno scelto una via “accondiscendente”, così come, purtroppo, ha fatto p. Livio, coi suoi voltafaccia, le volte in cui ha cacciato persone preparate e oneste come Cavalcoli… e solo perché tali persone avevano semplicemente ripetuto quanto p. Livio andava predicando da anni: ossia che il peccato d’origine ha portato anche molti mali “naturali”, e che la Giustizia richiede pentimento e riparazione.

    Penso che alcuni dei veggenti, così come p. Livio, si siano lasciati andare a “calcoli umani”: ma da questo non verrà del bene. Infatti “se il Signore non costruisce la città, invano si affaticano i costruttori”.

    Le persone citate hanno anch’esse abbandonato il “sì sì, no no” evangelico, almeno in certi casi.

    Ma ripeto: occorre guardare ai tanti e buoni frutti di questi decenni, e che in quel luogo appaia la Vergine è sicuro. Il Maligno, scimmiottatore di Dio, non porta certo le anime al bene.

    Anzi, il fatto che molti personaggi ambigui “girino intorno” a Medjugorje è conseguenza del lavorio del Satanasso, che cerca di screditare un fenomeno realmente buono.

    È buona cosa pregare per i veggenti attuali, sparsi nel mondo: proprio affinché non cedano alla superbia e alla vanagloria, e non scadano in stolti calcoli umani.

    1. @Adolfo

      Inutile ripetersi su cose già dette, quelle che tu chiami cose da avvocato fanno parte della dottrina Cattolica.

      Vedi questo esempio https://pellegrininellaverita.com/2017/07/16/oppiomane-fino-all-morte-martire-e-santo/ di questo Santo che era nel vizio ma non era certo in peccato mortale.

      Concordo però con questo

      “Concordo fortemente, invece, con la necessità di praticare almeno qualche buona devozione: la preghiera è di grande aiuto per ottenere da Dio la grazia di uscir fuori da realtà spiritualmente cattive. Una volta usciti, poi, si potrà senz’altro tornare ai Sacramenti.”

      In particolare quelle che ho citato sono state volute dal Cielo specie per aiutare chi è in peccato grave. Di sicuro chi vi si affida non morirà nel peccato e riceverà (se è in peccato mortale) la Grazia della conversione, la cosa più importante.

    2. @ Adolfo
      Sottoscrivo ancora una volta ogni tua parola e invidio la tua costanza nel tener testa ad un parolaio, lassista e rinbergoglionito come Marco, evidente “agente provocatore” bergoglione per mettere una cortina fumogena sul retto agire cristiano con argomenti da leguleio da quattro soldi.
      Il fetore di zolfo dei suoi ragionamenti contorti e sofistici si avverte ad un miglio se si confrontano i suoi “deliramenta” con il nitore dei richiami scritturistici alla radicalità nella lotta al peccato. Valga per tutti il brano della Lettera agli Ebrei: “Non avete ancora resistito fino al sangue nella vostra lotta contro il peccato ” (12,4).
      Mi sembra opportuno, per fugare l’odore nauseante che si avverte in questo blog dopo gli interventi del bergoglione, riprodurre la preghiera che provvidenzialmente ci ha proposto la Liturgia di Domenica scorsa, e che la Chiesa ripete durante tutta questa settimana all’Ufficio delle Letture:
      “O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità, perché possano tornare sulla retta via, concedi a tutti coloro che si professano cristiani di respingere ciò che è contrario a questo nome e di seguire ciò che gli è conforme”.
      Un abbraccio in Cristo.

      1. Grazie, Stefano.

        Le due citazioni contenute nel tuo commento sono più che appropriate.

        Tutto ciò che tende a giustificare il peccato grave, NON può venire da Dio.

        I cavilli, i sillogismi… lasciamoli a chi ama le tortuosità. E strumentalizzano pure i santi, per confermare le loro tesi.

        Dunque una persona dovrebbe fregarsene, di stare in peccato grave fino alla fine dei suoi giorni… tanto poi può sempre intervenire la conversione…

        Siamo ai limiti del grottesco, oltre che del temerario.

          1. Lo so Stefano, i Fedeli al Signore sono sempre molto provati! Ma davvero ti assicuro le mie Preghiere di vero cuore. E Sia Lodato Gesù Cristo.

    3. La mia esperienza per quanto riguarda le devozioni:
      di devozione in devozione sono quasi riuscita a essere sempre fedele al Rosario completo quotidiano da quasi tre anni (in latino). Inizialmente Medjugorje, che conoscevo fin quasi dall’inizio (primi anni ’80), mi ha sostenuto perchè vi rilevavo gli stessi insegnamenti che sapevo ortodossi (grazie alla nonna!) e alcune devozioni le ho per l’appunto apprese in quel contesto.

      Diciamo che in sintesi la mia storia è questa: occasionalmente coroncina della Misericordia (e novena), occasionalmente Rosario in italiano (quando ero nei pasticci); le 15 orazioni per un anno di S. Brigida (iniziate e interrotte più volte ma alla fine completate) proprio quando, per grazia di Dio, è il caso di dirlo, ho potuto iniziare ad assistere alla S. Messa in latino.

      Ciò che però ho notato, da quando ho potuto frequentare la S. Messa che rispetta la tradizione apostolica, è che prima facevo il proposito di mantenermi costante nella recita quotidiana del Rosario, ma restava una buona intenzione.

      Adesso no, sono costante, tenacemente convinta che, in questi tempi bui, le speranze sono legate a Maria e al Rosario (a Fatima la Madonna era stata chiarissima) … e ho potuto constatare che certo clero, se non apprezza Medjugorje (ed è logico: propone valori che non sono “moderni”), pare considerare Fatima superata, quasi un’incrostazione del passato, da assecondare con poca convinzione.

      E questo è certamente un male… se si fosse mantenuta la chiarezza della dottrina, Medjugorje non sarebbe stata “necessaria” .
      Ora io avverto il rischio molto concreto che se Medjugorje dovesse, anche solo occasionalmente, avvallare situazioni ambigue ( e qualche esempio, Adolfo, l’hai dato tu , ma io ne ho presenti altri) tutti quei cristiani che, proprio riconoscendovi, come avevo fatto io, elementi sani ma “tralasciati” dalla Chiesa per correre dietro al mondo, rischino di inquinare quanto erano riusciti a mantenere dell’ortodossia della fede.
      Come avere una botte di ottimo vino nel quale sono state diluite gocce di un potentissimo veleno.
      Spero di sbagliarmi…

      (risposta ad Adolfo
      luglio 17, 2017 alle 12:15 pm )

      1. @Mari
        #Adesso no, sono costante, tenacemente convinta che, in questi tempi bui, le speranze sono legate a Maria e al Rosario (a Fatima la Madonna era stata chiarissima)#

        Infatti Suor Lucia ebbe modo di ribadire più volte che non c’è problema, per quanto difficile, che non possa essere risolto dalla recita del Santo Rosario.
        Con ciò, ovviamente, non si vuol togliere alcunché alla bontà di altre devozioni, che pure godono di Promesse celesti.

        ***
        #e ho potuto constatare che certo clero, se non apprezza Medjugorje (ed è logico: propone valori che non sono “moderni”), pare considerare Fatima superata, quasi un’incrostazione del passato, da assecondare con poca convinzione#

        Questo è verissimo, e l’attuale papa, nella sua visita a Fatima, ha completamente annacquato l’essenza del Messaggio di Maria Ss ai pastorelli.
        Parlare dei Novissimi, della possibilità di dannazione, della necessità del pentimento… non è “adeguato” al nuovo corso della Chiesa.

        ***
        #E questo è certamente un male… se si fosse mantenuta la chiarezza della dottrina, Medjugorje non sarebbe stata “necessaria”#

        Ciò vale per ogni Dono straordinario che viene da Dio.

        In teoria, la Chiesa possiede tutto quanto è necessario per la salvezza delle anime. Purtroppo, e non solo oggi (ma oggi lo vediamo in maniera fin troppo chiara), molti pastori hanno condotto il gregge su pascoli nocivi. Di qui il fatto che i Doni straordinari vengano da Dio moltiplicati, proprio nei periodi “difficili” della storia.

        ===
        Guai ai pastori d’Israele, che pascono se stessi! I pastori non dovrebbero forse pascere il gregge?

        Eccomi contro i pastori: chiederò loro conto del mio gregge e non li lascerò più pascolare il mio gregge, così i pastori non pasceranno più se stessi, ma strapperò loro di bocca le mie pecore e non saranno più il loro pasto. Perché dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e ne avrò cura.
        ===

        Il modo più diretto per avere cura delle pecore – quando molta Chiesa rinnega il proprio compito – consiste proprio nell’eleggere alcune anime, e rivelar loro insegnamenti utili dal punto di vista spirituale.
        E non di rado accade che tali anime vengano perseguitate dalla parte marcia della Chiesa, proprio perché ad esse il Signore chiede di additare la via diritta.

        ***
        #Come avere una botte di ottimo vino nel quale sono state diluite gocce di un potentissimo veleno.
        Spero di sbagliarmi… #

        Purtroppo non sbagli: il rischio è concreto, così come sono numerosi gli esempi (non buoni) che si potrebbero segnalare, come anche tu giustamente sottolinei.

        Ciò fa parte della “difettosità” umana e, umanamente parlando, penso che nessuno di noi procederebbe come fa il Signore, il Quale in vari casi “sceglie” anime che poi si rivelano tiepide o addirittura traditrici. E le sceglie anche se – nella Sua Onniscienza – sa che tali anime, da un certo punto in poi, si lasceranno irretire dal Maligno.

        E ciò accade non solo per quanto riguarda le rivelazioni private, ma anche e soprattutto per quanto riguarda la Chiesa stessa: quanti ministri di Dio rimangono davvero fedeli al loro mandato (che è quello di salvare le anime, e non di disperderle)?

        Al Signore è piaciuto così, nel senso che Lui permette molti mali, per ricavarne dei beni più grandi, e per manifestare la Sua Provvidenza e la Sua Misericordia.

        Ciò non elimina neppure di una virgola, però, le gravi responsabilità di chi, essendo stato beneficato da Dio in varie maniere, non solo non fa fruttare i propri talenti, ma se ne serve per dannare sé stesso e molte altre anime.

        Per questo è necessaria tanta, tanta preghiera: per tutti, e particolarmente per coloro che, a motivo della posizione che occupano, hanno enormi responsabilità di fronte a Dio.

        Tante volte, come è accaduto a Ghiaie (ma gli esempi sono innumerevoli), un Dono di Dio viene quasi distrutto dall’incuranza o dalla malvagità di certi pastori. E il danno compiuto è incalcolabile: perché, più le anime hanno bisogno di richiami verso la via diritta, meno ci si impegna in tal senso. Anzi, ci si impegna per demolire tali richiami.

        1. Caro Adolfo, conosco la storia della apparizioni di Ghiaie da parecchi anni, grazie alle trasmissioni su Radio Maria, di Padre Angelo Maria Tentori ( e Radio Maria è una “creatura” di Medjugorje ).

          Sono certa che, non so quando, non so come, perchè di questi tempi sembra umanamente impossibile, l’apparizione sarà riconosciuta dalla Chiesa: l’aveva detto la Madonna, e nessuna forza malefica lo potrà impedire: potrà forse ritardarlo e fa specie che la piccola veggente sia stata tanto ostinatamente osteggiata da parte della Chiesa (e osteggiata è un blando eufenismo).

          “Sperare contro ogni speranza” è un’assurdità per il mondo ma deve far parte dei convincimenti di cui ogni cattolico deve far tesoro.

          Quindi preghiamo e non perdiamo la speranza: risorgerà la Chiesa e risorgerà la famiglia come Dio l’aveva progettata: tutto è possibile a Dio.

  5. @Marco
    #E se invece Dio avesse permesso questa concessione come atto di Misericordia?#

    Dio non contraddice Sé stesso: Gesù nel Vangelo non lascia alcuno spiraglio in merito, e sì che, ogni tanto, qualche caso oggettivamente penoso si verifica.
    Nostro Signore afferma il contrario di quanto tu dici: “per la durezza dei vostri cuori” venne concesso di ripudiare la propria moglie.

    Per la durezza: che è – direi – l’opposto della misericordia.

    Al contrario di quanto ha affermato Bergoglio più di una volta (ossia che Gesù, in quel contesto, NON rispose in merito), Gesù è stato chiaro e secco.

    Perciò la vera misericordia sta nell’allontanarsi da una situazione oggettivamente non buona, e non nel permanere in essa, adducendo le scuse più svariate.

    ***
    #Anche nell’At è stato clemente in tal senso, cosa fa pensare che non debba mai più esserlo verso gli uomini?#

    Come già scrissi pochi giorni fa, ai tempi di Mosè i Sacramenti non c’erano. Oggi ci sono, e sono il risultato degli immensi patimenti di Cristo: dunque le responsabilità dei cattolici crescono in proporzione.

    A chi più è dato (e il valore dei Sacramenti è incalcolabile), più viene richiesto.

    Certo che Gesù è molto più severo di Mosè, diciamo così: ma Egli, coi Sacramenti, ci ha dato tutti gli aiuti, affinché perseveriamo lungo la via del bene.

    Chiaro che, se un’anima tradisce i Sacramenti, si trova priva degli aiuti relativi. E cade, e continua a cadere, con grande facilità.

    ***
    #Ma se uno si confessa sinceramente e viene assolto l’assoluzione è valida, perché il Sacramento della Confessione agisce ex opere operato, cioè è Cristo stesso che perdona. Se Cristo ha voluto, in quest’epoca, che anche queste persone potessero accedere al perdono, chi siamo noi per dirgli “no, non puoi”?#

    Innanzitutto non dire che Cristo ha voluto: semmai lo ha permesso, come disse la Madonna al Cornacchiola. Lo ha permesso, affinché venisse fuori il vero volto di molti pastori… che non hanno a cuore il destino eterno delle anime (altrimenti le richiamerebbero verso la via stretta), bensì i loro biechi interessi e la loro vanagloria.

    La questione, poi, di “confessarsi sinceramente”, fa purtroppo acqua da molte parti.
    Non mi riferisco a quanto hai scritto, che è giusto (ex opere operato, eccetera). Mi riferisco al fatto che molte anime, a causa del loro permanere in peccato grave protratto, accecano la propria coscienza (come insegna il CCC).

    Una volta che la coscienza è accecata, possono benissimo presentarsi al confessore “candide come colombe”, in quanto sono arrivate realmente a convincersi di essere in Grazia… anche se non lo sono affatto.

    In questi casi, ormai numerosissimi, che si può concludere?

    La colpa del confessore non ci sta, perché il confessore normalmente non legge i cuori, e dunque si basa su ciò che racconta il penitente (impenitente).

    La colpa del penitente (impenitente) non ci sta neppure: perché egli è veramente convinto di essere nel giusto.

    Tutto risolto, dunque?
    Niente affatto. La colpa rimane del penitente: il quale, quando ancora la coscienza “funzionava bene”, non l’ha ascoltata, e ha commesso peccati gravi e reiterati… fino ad obnubilare del tutto (in realtà “quasi” del tutto) la voce di Dio che parla nel suo cuore (la coscienza, appunto).

    In casi simili, dire misericordisticamente che “tutto va bene, madama la Marchesa”, serve solo a cristallizzare il cattivo comportamento del penitente.
    Serve invece un forte scuotimento, un forte richiamo: il richiamo alla giustizia e alla necessità della penitenza e della conversione.

    Solo nelle fantasie più sfrenate esiste il pio pensiero che una tale anima peccaminosa “ora non può convertirsi, anche se vuole; si convertirà in futuro”.
    Nella realtà, casi simili si protraggono indefinitamente… e la conversione arriverà… mai.

    ***
    #E io penso proprio che Schönborn parlasse di questo. O hai prove che parlasse dei rapporti carnali omosessuali?#

    Prove?
    Già da alcuni anni il prelatone in oggetto si è scagliato contro certi suoi preti che NON permettevano agli omosessuali di svolgere dei compiti durante la Messa: non certo per ostilità verso tali anime, ma proprio per non indurre in confusione i fedeli.

    La sistematicità con la quale Schönborn ha richiamato i preti “rigoristi” (in realtà sono semplicemente preti fedeli a Cristo e alla Sua Dottrina), è la miglior prova che egli ritenga che i comportamenti invertiti siano cosa buona. Inoltre ho letto più volte (ma purtroppo non trovo i link) che egli l’ha detto chiaro e tondo, che nei rapporti che gridano vendetta a Dio ci sono “semi di bene”. Ovviamente nessun richiamo al fatto che certi peccati gridino vendetta a Dio.
    Anche il mutamento del linguaggio, anche la privazione del vero significato delle parole e delle frasi fanno parte del lavorio dei lupi vestiti da agnelli, che stanno scarnificando questa povera Chiesa attuale.

    Ma, anche se non l’avesse detto, il suo comportamento verso i preti fedeli a Cristo parla ben chiaro. Tempo fa io lo stimavo molto, anche perché non era ostile al fenomeno di Medjugorje (sono rari i prelati-teologi che apprezzano i Doni straordinari di Dio: nella loro “somma teologia”, generalmente ritengono di non averne bisogno); poi la stima è finita nell’immondizia, la prima volta che appresi i fatti di cui sopra, alcuni anni fa.

    ***
    #Se io non considerassi ciò che nel concreto produce non avrei detto di preferire l’interpretazione dei vescovi polacchi, ti pare?#

    Vero. Ti do atto che in questi mesi hai avuto l’umiltà di rivedere, pur parzialmente, certe tue convinzioni. Così come hai compreso che i Cardinali dei dubia erano mossi da amore alla Verità, e non certo da astio verso l’attuale pontefice.

    1. @Adolfo

      “Dio non contraddice Sé stesso: Gesù nel Vangelo non lascia alcuno spiraglio in merito, e sì che, ogni tanto, qualche caso oggettivamente penoso si verifica.
      Nostro Signore afferma il contrario di quanto tu dici: “per la durezza dei vostri cuori” venne concesso di ripudiare la propria moglie.”

      Ma un conto è consentire al ripudio, un conto è perdonare chi è ormai in una situazione senza via di uscita, dove o distrugge tutto oppure non può essere perdonato.

      Perciò Al si situa su un altro piano di quello della concessione del ripudio.

      Solo una precisazione. Tu scrivi

      “Per la durezza: che è – direi – l’opposto della misericordia.”

      Ma infatti quella dell’At è stata Misericordia di Dio verso la durezza di cuore dell’uomo. Pensa che abbiamo Santi Patriarchi poligami, per dire.

      “Perciò la vera misericordia sta nell’allontanarsi da una situazione oggettivamente non buona, e non nel permanere in essa, adducendo le scuse più svariate.”

      Non si tratta di scuse dire che ci sono persone il cui allontanarsi da quella situazione provocherebbe la distruzione della famiglia, con grave danno dei figli. Ha senso imporre crudelmente e sordamente una cosa del genere a chi ha già distrutto la prima famiglia?

      Questa è una attenuante vera, non inventata. Perché agire diversamente in questo caso causa male e sofferenza verso degli innocenti, cioè i figli.

      “Innanzitutto non dire che Cristo ha voluto: semmai lo ha permesso, come disse la Madonna al Cornacchiola. Lo ha permesso, affinché venisse fuori il vero volto di molti pastori… che non hanno a cuore il destino eterno delle anime (altrimenti le richiamerebbero verso la via stretta), bensì i loro biechi interessi e la loro vanagloria.”

      Lo ha permesso ma non certo per dannare le anime. Se i divorziati risposati che si affidano alla Chiesa (e molto spesso non hanno la minima idea di questa situazione caotica) andassero in perdizione a causa della decisione della Chiesa di permettere loro i Sacramenti, avremmo il paradosso che queste persone sono state sviate dalla Chiesa, di cui Cristo è il Capo.

      Non può essere; al massimo se i pastori errano pagheranno loro, non le pecore del gregge. Anche il gestore di quel sito inglese pubblicato l’altro giorno, Onepeterfive, Steve Skojec, disse in una discussione di parecchio tempo fa, che le responsabilità dei divorziati risposati caleranno molto; per ricadere di più su chi li ha sviati.

      “Tutto risolto, dunque?
      Niente affatto. La colpa rimane del penitente: il quale, quando ancora la coscienza “funzionava bene”, non l’ha ascoltata, e ha commesso peccati gravi e reiterati… fino ad obnubilare del tutto (in realtà “quasi” del tutto) la voce di Dio che parla nel suo cuore (la coscienza, appunto).”

      In confessione vengono perdonati anche i peccati di cui non ci si ricorda più e che si tacciono involontariamente, in questo caso il peccato perdonato è quello di aver fatto obnubilare la propria coscienza.

      “Prove?
      Già da alcuni anni il prelatone in oggetto si è scagliato contro certi suoi preti che NON permettevano agli omosessuali di svolgere dei compiti durante la Messa: non certo per ostilità verso tali anime, ma proprio per non indurre in confusione i fedeli.

      La sistematicità con la quale Schönborn ha richiamato i preti “rigoristi” (in realtà sono semplicemente preti fedeli a Cristo e alla Sua Dottrina), è la miglior prova che egli ritenga che i comportamenti invertiti siano cosa buona. Inoltre ho letto più volte (ma purtroppo non trovo i link) che egli l’ha detto chiaro e tondo, che nei rapporti che gridano vendetta a Dio ci sono “semi di bene”. Ovviamente nessun richiamo al fatto che certi peccati gridino vendetta a Dio.”

      Se questo è vero è certamente grave.

      “Vero. Ti do atto che in questi mesi hai avuto l’umiltà di rivedere, pur parzialmente, certe tue convinzioni. Così come hai compreso che i Cardinali dei dubia erano mossi da amore alla Verità, e non certo da astio verso l’attuale pontefice.”

      Io infatti non ho problemi ad ammettere dove sbaglio.

    2. @Adolfo

      Ecco il commento di Steve Skojec a cui facevo riferimento https://onepeterfive.com/paragraph-298-amoris-laetitia-promote-adultery/#comment-2655429271

      Aggiungo una cosa

      “Certo che Gesù è molto più severo di Mosè, diciamo così: ma Egli, coi Sacramenti, ci ha dato tutti gli aiuti, affinché perseveriamo lungo la via del bene.

      Chiaro che, se un’anima tradisce i Sacramenti, si trova priva degli aiuti relativi. E cade, e continua a cadere, con grande facilità.”

      Esatto. Cioè in pratica i divorziati risposati sarebbero lasciati senza l’aiuto dei Sacramenti ma con in più l’imposizione della Legge nuova, più pesante di quella di Mosè.

      Capisci che lasciare queste persone a se stesse è praticamente una condanna, se l’aiuto dei Sacramenti non viene almeno rimpiazzato con quello delle devozioni di cui ho parlato sopra, alle quali Cristo ha legato Grazie potentissime?

      E pensa, alcuni rigoristi non solo dicono che i divorziati risposati devono stare lontani dai Sacramenti, ma li scoraggiano pure dalle devozioni come la Coroncina della Divina Misericordia, dicendo che serve solo se uno è già pentito, che è una cazzata allucinante visto che Cristo ha detto che i sacerdoti debbono consigliarla SPECIALMENTE a chi vive nel peccato come ancora di salvezza certa e di Grazie (tra cui quella del pentimento, necessaria dove ci sia peccato mortale).

      Capisci quello che voglio dire? Il tuo è un rigorismo sano, ma credimi che tanti “rigoristi” sono davvero come ho detto sopra. Mi viene in mente un certo Longino che scriveva su questo blog mesi fa.

      Tornando al discorso dell’anima dalla coscienza obnubilata, aver fatto indurire la propria coscienza è un peccato grave, che viene perdonato in Confessione, come ho detto.

      La Confessione, come ho altresì detto, perdona tutti i peccati mortali, anche quelli che non diciamo, PURCHÉ IL NON DIRLI SIA DOVUTO A DIMENTICANZA INVOLONTARIA (altrimenti è Sacrilegio).

      In questo caso il peccato “dimenticato e perdonato” è proprio quello di aver fatto indurire la propria coscienza, e dalle Grazie della Confessione e del perdono Sacramentale potrà venire nuova vita per quell’anima.

      E se non può accedere ai Sacramenti è importante far conoscere a questi peccatori le devozioni di cui ho parlato. Ad esempio anche la devozione delle Tre Ave Maria (a cui la Madonna ha legato la Grazia della persevefanza finale e della conversione) era una devozione a cui Sant’Alfonso attribuiva la conversione di peccatori ostinati e induriti.

      È importante conoscere queste cose, perché quelli sono doni del Cielo a cui il Cielo stesso ha legato molte Grazie, e sono importanti specie per i cattolici, che sono tenuti ad uno standard piu elevato degli altri.

      1. @ Marco
        Quante belle seghe mentali Marco: dovresti fare l’avvocato dei mafiosi così potresti mandarli tutti in libertà garruli e felici.
        Qualcuno ti ha mai fatto sapere che l’ignoranza può essere colpevole e imputabile? Con tutti i tuoi giochini di dimenticanze “involontarie” ignoranze “incolpevoli” e via ruttando pensi di poter giustificare tutto? E allora, caro il mio azzeccagarbugli da quattro soldi, il dovere di insegnare agli ignoranti e ammonire i peccatori sarebbero non opere di misericordia spirituale ma una enorme cattiveria perché risveglierebbero le coscienze, costringerebbero i peccatori ad essere consapevoli dei propri peccati e farebbero cadere il tuo castello di carte dell’assoluzione per ignoranza o dimenticanza.
        Sei un poveraccio Marco, chiunque tu sia, un povero parolaio che non crede in nulla e vuole assolvere tutti per assolvere se stesso. Sei l’esempio vivente di quel genere di persone di cui parla l’Apostolo Paolo, che con mille astuzie e ragionamneti contorti vogliono trarre il prossimo nell’errore. Poveretto, il Signore ti illumini, mi fai tanta pena!

        1. “Qualcuno ti ha mai fatto sapere che l’ignoranza può essere colpevole e imputabile? Con tutti i tuoi giochini di dimenticanze “involontarie” ignoranze “incolpevoli” e via ruttando pensi di poter giustificare tutto? ”

          Ho semplicemente esposto un fatto, imbecille.

          Aver permesso alla propria coscienza di indurirsi è un peccato, un peccato molto grave, ma che viene perdonato dal Sacramento della Confessione, che perdona anche i peccati di cui non abbiamo più memoria (cosa diversa se omettiamo di confessarli volutamente).

          L’ignoranza non c’entra nulla qui, il Sacramento della Confessione agisce in questo modo.

        2. Quindi non ho fatto altro che esporre la dottrina Cattolica sulla Confessione e consigliare a chi non potesse accostarsi ai Sacramenti di fare tesoro di alcuni “doni” che il Cielo ci ha lasciato per impetrare la Grazia del pentimento, Grazia di cui ha bisogno specie chi è in peccato grave.

          Gli insulti da malato di mente di cui sopra, dove parlando di me dici “probabilmente trasuda della stessa foia peccaminosa e lercia della cagne ecc ecc” mostra che razza di personaggio tu sia.

          Una persona meschina e cattiva, una vera serpe velenosa che si ammanta del nome di Cristo per spargere veleno e immondizia sugli altri.

          Complimenti. Mi verrebbe da risponderti come meriteresti, a tono, ma ho capito che non ne vale la pena. Una merda da qualunque lato la prendi ti sporchi, e non ho intenzione di sporcarmi con te.

          Pregherò per te, piuttosto, perché uno che scrive quelle cose di cui sopra ha seri problemi, o mentali o spirituali.

          1. Stefano non si preoccupi, il miserello multinick non riuscirà a sporcarla, lei ha Parole sincere e autentiche, è capace di SI o NO, tanto noi continuiamo sulla Strada Stretta, le autostrade protestanti lasciamole ai bergogliosi multinick che infestano tutti i blog Cattolici, si sa che dove si difende la Parola di Dio, arriva immediatamente quello che odora di zolfo a portare confusione e zizzania. Dio la Protegga, Stefano.

          2. Ti ringrazio Stefano, pregherò per te, anche se tu per me hai solo veleno e sterco da gettarmi addosso.

            Buona giornata.

    3. Naturalmente anche ciò che ho detto sulla devozione delle tre Ave Maria non me lo sono inventato, vedi qui http://www.preghiereagesuemaria.it/devozioni/le%203%20avemaria.htm

      “Molti Santi ne furono propagatori. Sant’ Alfonso Maria de’ Liquori, come predicatore, confessore e scrittore, non cessò d’inculcare la bella pratica. Voleva che tutti l’adottassero:

      Preti e religiosi, peccatori e anime buone, bambini, adulti e vecchi. Tutti i Santi e beati redentoristi, fra i quali S. Gerardo Maiella, ne ereditarono lo zelo.

      S. Giovanni Bosco la raccomandava vivamente ai suoi giovani. Anche il beato Pio da Pietrelcina ne fu zelante propagatore. S. Giovanni B. de Rossi, che .ogni giorno dedicava fino a dieci, dodici ore al ministero delle confessioni, attribuiva alla recita quotidiana delle Tre Ave Maria LA CONVERSONE DI PECCATORI OSTINATI”

      Ho solo sbagliato nel confondere Sant’Alfonso con S. Giovanni B. de Rossi, ma il succo di ciò che ho detto rimane. Purtroppo oggi molti cattolici hanno imbroccato il razionalismo e si privano di questi grandi “regali” che il Cielo ci ha lasciato.

      E

    4. @Adolfo

      Riguardo a questo

      “Non si tratta di scuse dire che ci sono persone il cui allontanarsi da quella situazione provocherebbe la distruzione della famiglia, con grave danno dei figli. Ha senso imporre crudelmente e sordamente una cosa del genere a chi ha già distrutto la prima famiglia?”

      Ti consiglio di leggere questo mio commento https://www.marcotosatti.com/2017/07/14/muller-il-papa-ludienza-unicuiquique-suum-una-lettera-su-bergoglio-di-jose-arturo-quarracino/#comment-18769 a Luigi, dove spiego perché FC84 è una toppa peggiore del buco.

    5. Grazie, quanto scritto rientra precisamente in quanto imparato al corso di introduzione alla teologia frequentato tanti anni fa.

      Quello che mi fa rabbia è che mia nonna, nata nei primi anni del ‘900 in uno sperduto paesino, certe chiare indicazione le conoscesse meglio di me fin dalle elementari, mentre io le avevo apprese solo al corso di cui sopra: l’ignoranza generalizzata ha permesso che la gente finisse per ritenere accettabile ciò che invece finirà col perderla eternamente.

      Se ricordo bene Don Gabriele Amorth definiva l’ignoranza l’ottavo sacramento: se non sai di essere in errore, l’errare non ti potrà essere imputato nall’aldilà; ciò non toglie che le conseguenze dei peccati perdurino, producendo dolore e sofferenza.

      L’aiuto alle persone che si trovano nell’ ignoranza non colpevole consista proprio nel renderle avvertite della gravità dei loro atti e nell’aiutarle a evitarli ( anche la paura dell’inferno ci sta: vedi la Madonna a Fatima ) e non nel cofermarle nell’errore!

      Qui si apre lo spaventoso capitolo della responsabilità di chi queste opere di misericordia ( istruire gli ignoranti e ammonire i peccatori, anche se purtroppo anche le altre opere di misericordia spirituale non si sa più che esistano ) in questi anni ha smesso di praticarle.

      I cattivi pastori dovranno pagare per aver lasciato che, per la loro ignavia, il gregge finisse sfracellato giù per dirupi, quando addirittura non ce lo hanno spinto deliberatamente, dimostrandosi “comprensivi” verso quelle condotte che spalancano le porte della morte eterna.

      Già anni e anni fa il mio professore si era accorto, e ce lo aveva detto, che dalla predicazione erano quasi completamente spariti i Novissimi: morte, giudizio, inferno, paradiso

      Un’ ultima cosa (e la scrivo con dolore) : il fatto che il Cardinale di cui sopra (le stesse sgradevoli, no, vomitevoli posizioni ricordo benissimo di averle rilevate anch’io) fosse favorevole a Medjugorje mi ha spinto riconsiderare più criticamente questo fenomeno.

      Per anni mi confortava il fatto che, almeno lì, venissero riproposti “valori” che sembravano essere svaniti dalla pratica dei cattolici: valori riproposti spesso dall’alto ( GPII ) ma lettera quasi morta per tantissimi preti.

      Adesso invece vedo cose, che prima non consideravo così importanti, che non posso accettare anche se “condite” da indicazioni sicuramente ortodosse.

      Sono diventata molto, molto, molto scettica…

  6. @Stefano

    Ti ringrazio per quanto hai scritto, caro Stefano.

    ***
    #Quando studiavo alla Pontificio Ateneo della Santa Croce ho avuto la sventura di incontrare un professore prete, vestito da gaga’, probabilmente con il “vizietto”, che si divertiva a scandalizzarci con tesi assurde e citazioni strampalate. E se qualcuno si azzardava a contraddirlo, arrivava una scarica di epiteti non molto lusinghieri…. Purtroppo la chiesa e’ piena di frustrati che vogliono dare libero sfogo alle passioni più turpi e infami con la benedizione papale e magari pure l’applauso#

    In genere accade esattamente così: un pastore corrotto non può certo comunicare alle anime il bene che non ha. Inoltre è consequenziale che egli cerchi di “addormentare” la propria coscienza…

    Come se ciò non fosse sufficiente, si tenta di sovvertire direttamente la Dottrina, così che la Chiesa affermi che ciò che era peccato fino a ieri, oggi non lo è più. O, in modo più ambiguo ma in quanto tale più pernicioso: si afferma che il peccato come materia rimane, ma può essere declassato a peccato veniale.

    Se la Madonna medjugorjana afferma che “un numero pure molto grande” (in riferimento al numero di quelli che vanno in Purgatorio) di anime precipita all’Inferno, evidentemente non è così difficile finirci.

    Tutti i cavillatori, tutti i “sillogisti”… che cosa credono?
    Credono forse che, quando si troveranno di fronte al Giudice, Lo potranno rimbambire di chiacchiere?

    Non a caso spesso accade proprio ciò che tu racconti, vale a dire che, quando non si riesce ad avere ragione, si alza la voce, e si scade addirittura nell’insulto. Anche questo modo di fare dà la misura del reale valore di certi individui.

    1. @Adolfo

      “si afferma che il peccato come materia rimane, ma può essere declassato a peccato veniale.”

      Senti Adolfo, qui c’è davvero poco da contestare, sono i Cardinali dei Dubia stessi a confermarlo, con le loro testuali parole

      http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/

      “la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente potrebbe non essere pienamente imputabile, o non esserlo per nulla”.

      Perciò non puoi parlarne come se fosse una tesi strampalata.

      “Se la Madonna medjugorjana afferma che “un numero pure molto grande” (in riferimento al numero di quelli che vanno in Purgatorio) di anime precipita all’Inferno, evidentemente non è così difficile finirci.”

      No un momento, la Madonna ha detto che la maggior parte delle anime va in Purgatorio, poi ha detto che “un numero pure molto grande va all’inferno”, il numero sarebbe molto grande anche se fosse solo l’1%, visto che nel solo 2016 sono morte più di 58 milioni di persone (fai due calcoli).

      Non dico che sia solo l’1% eh (anche se secondo me Dio ne salva molti di più di quello che immaginiamo), ma era per precisare.

      Un cattolico, poi, per andare all’inferno deve proprio volerci andare, visti anche tutti gli aiuti del Cielo che abbiamo per ottenere grandi Grazie. Certo, se poi alcuni non ne fanno tesoro e li snobbano (vedere qui http://www.gianlucamarletta.it/wordpress/2017/04/tempi-ultimimisericordia/ , un post che secondo me fa ben capire i piani di Dio per quest’epoca dove la salvezza SEMBRA irraggiungibile) pensando di non averne bisogno o altro allora se la cercano.

    2. @ Adolfo
      Siamo esattamente sulla stessa linea. Molla Marco o don Marco che probabilmente trasuda della stessa foia peccaminosa e lercia della cagne che popolano tanti conventi e curie e lo stesso Vaticano, che è diventata una fogna a cielo aperto. Mi dispiace dover dire queste cose ma è proprio così…
      Con tutti questi sillogismi e arrampicamenti sugli specchi si vogliono addormentare le coscienze, per prima la propria, in modo che nella fogna generalizzata tutte le pantegane possano sguazzare felici.
      Ripeto. Se seguire la Parola di Dio è una così grande fregatura, al punto che si devono trovare mille scappatoie e codicilli per giustificare la sua violazione, allora Dio è un tiranno invidioso della nostra libertà e felicità e Gesù un criminale nazista. Allora la Legge di Dio non è legge di libertà, come dice l’Apostolo Giacomo nella sua Lettera, ma una solenne fregatura. Si cade in una contraddizione mostruosa.
      Ma il piccolo Marco finge di non vedere a cosa porta la sua castroneria e cita e ricita e ripete le sue citazioni, i codicilli, gli accostamenti equivoci, con la sua smania luciferina di negare il peccato. A sentire lui per peccare bisognerebbe fare un atto giurato dal notaio in presenza di testimoni. I modernisti svuotano dall’interno la Dottrina della Chiesa lasciando solo uno scheletro vuoto senza alcun senso. Esattamente come il buffone di bianco vestito che okkupa la Sede in attesa di essere sfrattato dal Principale, che dice ipocritamente di non voler modificare la Dottrina e poi la svuota ad ogni piè sospinto appena apre la sua lurida bocca.
      Ma come diceva il santo Vescovo Fulton Sheen, vero Pastore non come le checche di Satana che pullulano nelle nostre chiese: “c’è a questo mondo una sola cosa peggiore del peccato: negare di essere peccatori”.
      Un forte abbraccio. Stiamo saldi in Cristo!

      1. “Siamo esattamente sulla stessa linea. Molla Marco o don Marco che probabilmente trasuda della stessa foia peccaminosa e lercia della cagne ecc ecc”

        Ti ringrazio per queste gentili parole, Stefano. Posso solo dire che quello che ho esposto è l’insegnamento di sempre della Chiesa, e che io non sono un “don”.

        Gli altri insulti, degni di un malato mentale, li accetto volentieri da te, poiché detti da te sono un grande, immenso complimento. Guai se uno non mi insultasse in questo modo.

        Perciò ti prego di continuare, magari aggiungendone di ancora peggiori, se puoi.

        Ciao e grazie.

      2. Caro Stefano sei un puro di cuore e si sente. Apprezzo molto la tua schiettezza e ti ringrazio per la generosità che dimostri nel sostenere posizioni che sono scomode. Non avremmo bisogno di tanta burocrazia teologica se davvero seguissimo gli insegnamenti di Gesù e invece, purtroppo, tutte queste norme da azzeccagarbugli sembrano fatte apposta dal maligno per ingannare la gente, facendole credere che alla fine la misericordia aggiusta tutto. Invece Gesù ci insegna che la strada che porta alla salvezza è stretta e piena di spine. Gli ingannatori ci presentano un’autostrada con ai lati la pubblicità ingannevole.

  7. @Marco
    #o chi afferma che la legge di GPII della FC84 sia irreformabile (cosa detta più volte anche da Alessandro sul blog della Miriano)#

    Alessandro dice benissimo, quando afferma che Dio può agire al di fuori dei Sacramenti, ma non certo CONTRO di essi: altrimenti sarebbe una contraddizione.
    Come ha ben spiegato Luigi9, la violazione del vincolo matrimoniale è, per sua stessa natura, “continuativa”: anche questo, aggiungo io, è uno dei motivi per cui Gesù è severissimo contro gli adulteri (al punto che gli Apostoli concludono che “non conviene sposarsi”; un altro motivo sta nella sofferenza inflitta agli innocenti, ossia ai figli: innocenti, perché non hanno alcuna colpa nell’egoismo dei propri genitori.

    A quanto pare anche una prassi “fondata sulle Scritture” può essere sovvertita, da un papa. Penso che ciò rientri nell’estrema libertà che Dio concede all’uomo, papi compresi (anche se un papa rimane infallibile quando parla come supremo dottore della fede).
    E le conseguenze pratiche di tale sovvertimento sono negative: ciò dimostra, plasticamente, che i papi farebbero bene ad attenersi a quanto le Scritture consigliano, e a quanto la Tradizione ha praticato per molti secoli.

    Se certe norme pastorali sono rimaste immutate per lunghissimo tempo, un motivo ci sarà.
    In tal senso Alessandro ha più che ragione: la sua è una ragione “concreta” (alberi cattivi portano frutti cattivi); tu hai ragione dal punto di vista formale: ma non sempre la forma è garanzia di sostanza.

    A una vacua forma, che favorisce grandemente i sacrilegi, io preferisco una ben più solida sostanza, e se un albero è cattivo, io rimango lontano dai frutti di quella pianta.

    ***
    #E siccome a volte peccati in materia grave sono solo veniali per le attenuanti non è possibile dire che ogni peccatore in stato di peccato grave che non esce subito da quella situazione di peccato sia da colpevolizzare.
    In questo occorre discernimento, non usare solo la mannaia della Legge e tagliare tutto con l’accetta senza discriminazioni#

    Nessuno colpevolizza nessuno. Il richiamo al fratello che pecca, affinché si ravveda, è una delle forme più alte di carità, proprio perché riguarda il bene eterno dell’anima.
    Sullo stesso piano è il consiglio di astenersi dai Sacramenti, quando si pecca in materia grave: così vengono evitati i sacrilegi, a tutto vantaggio dell’anima che li ha evitati.

    Tu ti ostini a non voler capire che il rifiuto del lassismo nasce da una prospettiva più elevata, rispetto al semplice bene umano: bene che, per sua natura, può sparire come polvere portata dal vento.

    La tua abitudine a cavillare e a girare intorno a certi argomenti ti porta a falsare le reali intenzioni di quelli che tu chiami “rigoristi”.

    Inutilmente ti ho ripetuto che: se non posso essere certo di salvarmi, anche se commetto solo peccati veniali; meno che mai posso esserne certo, se pecco ripetutamente in materia grave.

    E allora continua pure per la tua strada: è vero che su varie cose concordiamo; ma le cose su cui siamo in disaccordo hanno un grosso peso. E sempre più mi convinco che è così, più constato che, in seguito alle “aperture” di questi ultimi quattro anni, la Chiesa sta andando di male in peggio, e i sacrilegi si sono moltiplicati.

    Contro i fatti non valgono i sillogismi.

    ***
    #Non ho espresso nessuna tesi strana qui, ho solo detto che la risposta di Schönborn “si” al primo Dubium non è eretica , al contrario di quanto molti blaterano qui, e che esiste un precedente ad Al di importanza paragonabile, cioè la concessione di GPII agli scismatici non convertiti.
    Entrambi questi fatti sono stati ammessi da Adolfo, l’unico dotato di quel minimo di onestà intellettuale necessaria#

    E siccome il caro Schönborn è fra quei prelatoni che affermano che addirittura nei rapporti omosessuali, che gridano vendetta a Dio, esistono “semi di bene” (un seme di bene può esistere nell’amicizia, nell’affetto che lega due persone; non certo nei rapporti sessuali invertiti; Santa Caterina da Siena affermò che il maledetto peccato contro natura fa schifo anche ai demoni), allora non solo è permesso dubitare di ciò che questo prelatone afferma, ma è addirittura doveroso.

    Più ci si allontana da questi pastori corrotti, meno si rischia la dannazione della propria anima. Se un prelatone tale mi dice di andare a sinistra, io imbocco la destra senza pensarci due volte.

    Se a te piace così tanto difendere le loro tesi, accomodati pure.
    Se ti piace così tanto permanere su un piano prevalentemente accademico, senza considerare ciò che, nel concreto, tale piano produce, allora prosegui pure per la tua strada. Contento tu, contenti tutti.

    1. ‘Come ha ben spiegato Luigi9, la violazione del vincolo matrimoniale è, per sua stessa natura, “continuativa”: anche questo, aggiungo io, è uno dei motivi per cui Gesù è severissimo contro gli adulteri (al punto che gli Apostoli concludono che “non conviene sposarsi”; un altro motivo sta nella sofferenza inflitta agli innocenti, ossia ai figli: innocenti, perché non hanno alcuna colpa nell’egoismo dei propri genitori.”

      Esatto, ma il fatto che sia continuativa significa solo che è sempre peccato oggettivamente grave, non che sia sempre peccato mortale.

      “A quanto pare anche una prassi “fondata sulle Scritture” può essere sovvertita, da un papa”

      La prassi di escludere gli scismatici non convertiti dai Sacramenti Cattolici era “fondata sulla Legge divina” come si può leggere qui dove la FSSPX cita il vecchio codice di diritto canonico http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

      Non mi pare che questo abbia fermato GPII dal ribaltarla del tutto. E allora o facciamo il ragionamento orwelliano che “alcuni Papi sono più Papi di altri” oppure bisogna ammettere che sulle leggi che sono sotto il potere delle chiavi di Pietro, Pietro medesimo ha pieno potere.

      Alessandro invece negava che Pietro (il Papa) avesse il potere di cambiare questa legge, ed era ció che io contestavo.

      “A una vacua forma, che favorisce grandemente i sacrilegi, io preferisco una ben più solida sostanza, e se un albero è cattivo, io rimango lontano dai frutti di quella pianta.”

      E se invece Dio avesse permesso questa concessione come atto di Misericordia?

      Anche nell’At è stato clemente in tal senso, cosa fa pensare che non debba mai più esserlo verso gli uomini?

      “Nessuno colpevolizza nessuno. Il richiamo al fratello che pecca, affinché si ravveda, è una delle forme più alte di carità, proprio perché riguarda il bene eterno dell’anima.
      Sullo stesso piano è il consiglio di astenersi dai Sacramenti, quando si pecca in materia grave: così vengono evitati i sacrilegi, a tutto vantaggio dell’anima che li ha evitati.”

      Ma se uno si confessa sinceramente e viene assolto l’assoluzione è valida, perché il Sacramento della Confessione agisce ex opere operato, cioè è Cristo stesso che perdona. Se Cristo ha voluto, in quest’epoca, che anche queste persone potessero accedere al perdono, chi siamo noi per dirgli “no, non puoi”?

      “Tu ti ostini a non voler capire che il rifiuto del lassismo nasce da una prospettiva più elevata, rispetto al semplice bene umano: bene che, per sua natura, può sparire come polvere portata dal vento. La tua abitudine a cavillare e a girare intorno a certi argomenti ti porta a falsare le reali intenzioni di quelli che tu chiami “rigoristi”.”

      Io non sto cavillando, anche io come ho detto, se dipendesse da me, farei applicare Al come dai vescovi polacchi, per prudenza, e darei magari (in privato) il permesso di applicarla davvero solo ai sacerdoti preparati.

      “Inutilmente ti ho ripetuto che: se non posso essere certo di salvarmi, anche se commetto solo peccati veniali; meno che mai posso esserne certo, se pecco ripetutamente in materia grave.”

      Certo, infatti è per questo che ho detto che, per prudenza, io farei applicare Al alla maniera dei Vescovi polacchi. Anche perché chi è in peccato grave (che sia mortale oppure no) può essere aiutato anche in altro modo, con le devozioni di cui abbiamo parlato sopra (anche se pure queste alcuni rigoristi [non mi riferisco a te, ma ad altri su altro blogs] cercano di “disinnescarle”, mettendoci mille se e ma che Cristo non ha messo, perché temono che altrimenti chi giudicano “non meritevole di misericordia” possa salvarsi e avere la Grazia del pentimento da Dio. Perché va ricordato, è solo per Grazia che ci pentiamo, non è che noi ci pentiamo e poi arriva la Grazia, è l’esatto contrario).

      “E siccome il caro Schönborn è fra quei prelatoni che affermano che addirittura nei rapporti omosessuali, che gridano vendetta a Dio, esistono “semi di bene” (un seme di bene può esistere nell’amicizia, nell’affetto che lega due persone”

      E io penso proprio che Schönborn parlasse di questo. O hai prove che parlasse dei rapporti carnali omosessuali?

      “allora non solo è permesso dubitare di ciò che questo prelatone afferma, ma è addirittura doveroso.”

      Non ho capito. Che si possa rispondere SÌ ai cinque Dubia è un fatto, non una opinione. Se poi sia opportuno farlo è tutto un altro discorso.

      “Se ti piace così tanto permanere su un piano prevalentemente accademico, senza considerare ciò che, nel concreto, tale piano produce, allora prosegui pure per la tua strada. Contento tu, contenti tutti.”

      Se io non considerassi ciò che nel concreto produce non avrei detto di preferire l’interpretazione dei vescovi polacchi, ti pare?

  8. @Marco
    #non si può dire che sia sempre possibile uscire da una data situazione e quindi colpevolizzare chi vi è dentro#

    Non a caso hai evitato il secondo punto che ho scritto (come sempre ritagli solo ciò che più ti fa comodo), in cui richiamavo la frase di Nostro Signore, sul fatto che Iddio dà sempre gli aiuti necessari, anche per compiere cose umanamente impossibili.
    Perciò, invece di elucubrare vanamente, allo scopo di rendere digeribile ciò che digeribile non è, ci si preoccupi di mutare direzione… e fino ad allora non ci si accosti ai Sacramenti.

    Questi tuoi sillogismi sono esattamente quelli che “giustificano” i sacrilegi.
    Secondo tale logica illogica, sarà sempre possibile trovare una qualche attenuante che, nelle intenzioni dei “cercatori”, rendono veniale il peccato grave.

    Beh, no, grazie. E anche l’esempio di San Marco Ji Tianxiang mostra che tu, e chi la pensa come te, arrivate persino a strumentalizzare i santi.

    Anche in questo caso, infatti: chi sarà così temerario da vivere nei peccati gravi, fino all’approssimarsi della morte, ben sapendo che nessuno potrà dargli la certezza del pentimento?
    L’eccezione, in casi simili, non conferma la regola. Proprio per nulla.

    E anche l’uso delle devozioni donate dal Cielo può essere peccaminoso: e lo è ogni volta che si pratica una devozione, allo scopo di NON abbandonare una via di peccato.

    La devozione funzionerà ugualmente, in tutta probabilità, ma ciò non cancellerà un ben duro e lungo Purgatorio. E se mi dici che anche le pene purgative possono essere abbreviate e/o cancellate, io ti ripeto che è gravemente temerario affermarlo. Gli insegnamenti di Santa Caterina da Genova sono ben eloquenti, in tal senso.

    ***
    #E infatti sei una persona onesta intellettualmente#

    E allora perché hai più volte detto che “ho dovuto”?
    Ripeto, non siamo mica in battaglia, seppur verbale.

    ***
    #Non sta al fedele dire “sono in Grazia”, quella è presunzione, semmai è il sacerdote che può formarsi una certezza MORALE (diversa alla certezza assoluta condannata da Trento, certezza assoluta che pretendevano i luterani) riguardo alla non imputabilità#

    Questo “semmai” è più grosso di una casa. L’evidenza è sotto gli occhi di tutti, come abbiamo più volte rilevato e come anche tu hai ammesso.

    Dunque di che andiamo cianciando?

    L’AL, così come la risposta del papa ai luterani sull’intercomunione, hanno causato un enorme aumento dei sacrilegi eucaristici.

    I frutti sono marci: dunque l’albero, ossia quegli insegnamenti, non sono buoni. E non lo sono, pur non essendo formalmente eretici.
    Il resto sono sillogismi e aria fritta.

    ***
    #molti, moltissimi divorziati risposati non sono affatto adulteri, essendo nullo il primo Matrimonio#

    Se è nullo, preghino e si affidino al Tribunale ecclesiastico. E, solo dopo aver ottenuto il riconoscimento della nullità, potranno sposarsi con la persona che amano, e vivere in Grazia.

    ***
    #il fatto che il loro primo Matrimonio sia nullo di fatto implichi che sia ingiusto trattarli da adulteri#

    La vera ingiustizia sta nel fatto che, in quasi tutti i casi, sono i figli, innocenti, a pagare per l’egoismo dei propri genitori.

    Ma ai figli nessuno ci pensa: anzi vengono strumentalizzati, per sdoganare i peccati gravi e reiterati.

    Chi è che non vive ingiustizie, nel corso della propria vita?
    E allora che vogliamo fare?
    Diciamo ai peccatori gravi che basta cercare qualche attenuante, per essere in Grazia di Dio?

    ***
    #A chi rifiuta entrambe le concessioni dimostrando coerenza come te non posso dire nulla, perché di fronte alla coerenza mi devo solo levare il cappello#

    Il cappello te lo puoi anche tenere. Il problema è che tu insisti nell’affermare che l’AL non è formalmente eretica, quando sai benissimo che non occorre l’eresia formale, per portare le anime fuori strada.

    Non sei un buon tutore degli interessi del tuo Signore: perché, in luogo di chiamare i peccatori alla conversione, tu ti preoccupi di trovar loro delle attenuanti, affinché perseverino lungo una strada di peccato.

    ***
    #dico solo che rispondere sì al primo Dubium non è eretico#

    Non è eretico, ma è gravemente temerario, e pecca contro la prudenza.
    Anche Cavalcoli ha ammesso che chi vive in adulterio ha forti probabilità di peccare gravemente, e in vari casi mortalmente.

    Qui sta la questione: se si desidera il bene delle anime occorre mettere dei paletti, e non togliere i pochi che attualmente sono rimasti.

    1. “Questi tuoi sillogismi sono esattamente quelli che “giustificano” i sacrilegi.
      Secondo tale logica illogica, sarà sempre possibile trovare una qualche attenuante che, nelle intenzioni dei “cercatori”, rendono veniale il peccato grave.”

      Che possano esserci attenuanti che rendano soggettivamente veniale un peccato grave non è un mio sillogismo, è dottrina cattolica. Ed è il motivo per cui la risposta di Schönborn, cioè “si” al primo Dubium, non è eretica.

      “Beh, no, grazie. E anche l’esempio di San Marco Ji Tianxiang mostra che tu, e chi la pensa come te, arrivate persino a strumentalizzare i santi.”

      Nessunissima strumentalizzazione, come può leggere chiunque https://pellegrininellaverita.com/2017/07/16/oppiomane-fino-all-morte-martire-e-santo/

      Era proprio ciò che volevo dire: Trento insegna che Dio da SEMPRE la Grazia sufficiente per evitare i peccati mortali (quindi è sempre colpa del peccatore quando vi cade, mai di una insufficienza di Grazia), ma insegna anche che solo alla Vergine Maria è stato dato il privilegio di evitare tutti i peccati veniali.

      Siccome un peccato materialmente grave può essere soggettivamente veniale allora non si può sempre colpevolizzare il peccatore che non ne esce, occorre anche discernere.

      L’esempio di quel Santo lo dimostra perfettamente.

      “anche l’uso delle devozioni donate dal Cielo può essere peccaminoso: e lo è ogni volta che si pratica una devozione, allo scopo di NON abbandonare una via di peccato.”

      Gesù ha promesso che

      “Chiunque reciterà la Coroncina alla Divina Misericordia otterrà tanta misericordia nell’ora della morte – cioè la grazia della conversione e la morte in stato di grazia – anche se si trattasse del peccatore più incallito e la recita una volta sola…”.(Quaderni…, II, 122)

      Siccome la conversione e lo stato di Grazia sono incompatibili col peccato mortale, chi si affida a Gesù tramite questo dono del Cielo verrà portato, dalla Sua Grazia Efficace, al pentimento e alla conversione, le quali sono sempre Grazie di Dio.

      Questo intendevo. Gesù stesso del resto, proprio a Santa Faustina, dice che i sacerdoti devono consigliarla ai peccatori come ultima tavola di salvezza.

      “La devozione funzionerà ugualmente, in tutta probabilità, ma ciò non cancellerà un ben duro e lungo Purgatorio. E se mi dici che anche le pene purgative possono essere abbreviate e/o cancellate, io ti ripeto che è gravemente temerario affermarlo.”

      Io non ho fatto altro che ripetere la dottrina cattolica. Possono essere cancellate o per mezzo della Grazia divina, col dono della perfetta contrizione (vedere la sesta promessa di Cristo per le orazioni di Santa Brigida, ad esempio) oppure se uno dei cari o amici del defunto applica al defunto medesimo l’indulgenza plenaria.

      Non c’è nulla di temerario in questo, è insegnamento della Chiesa.

      “E allora perché hai più volte detto che “ho dovuto”?
      Ripeto, non siamo mica in battaglia, seppur verbale.”

      Hai “dovuto” nel senso che sei una persona onesta intellettualmente e quindi la tua onestà intellettuale non ti ha “permesso” di minimizzare la concessione di GPII come hanno fatto TUTTI qui dentro (a parte te) solo per difendere la loro manichea separazione tra i Papi Pre-Francesco e Francesco stesso.

      “Questo “semmai” è più grosso di una casa. L’evidenza è sotto gli occhi di tutti, come abbiamo più volte rilevato e come anche tu hai ammesso.

      Dunque di che andiamo cianciando?”

      Io ho ammesso che Al è stata interpretata da molti vescovi e sacerdoti in senso modernista del “liberi tutti”. O no?

      “L’AL, così come la risposta del papa ai luterani sull’intercomunione, hanno causato un enorme aumento dei sacrilegi eucaristici.”

      Sulla risposta del Papa ai luterani hai ragione in pieno, sull’at invece discordo, nel senso che sono stati i modernisti ad interpretarla male, le loro deviazioni non sono giustificate dal testo. Però se dici che il testo poteva essere scritto in modo tale da non poter essere interpretato male nemmeno dai modernisti allora ti do ragione, come ti ho già detto nell’altro topic.

      “Se è nullo, preghino e si affidino al Tribunale ecclesiastico. E, solo dopo aver ottenuto il riconoscimento della nullità, potranno sposarsi con la persona che amano, e vivere in Grazia.”

      Ma a volte può non essere possibile ottenere l’annullamento, nonostante si sia certi che il Matrimonio è nullo. E li che si fa? Si ordina di sfasciare anche questa famiglia? È questo che Dio vuole, dove non è possibile un riconoscimento formale?

      “La vera ingiustizia sta nel fatto che, in quasi tutti i casi, sono i figli, innocenti, a pagare per l’egoismo dei propri genitori.”

      Questo è vero.

      “Ma ai figli nessuno ci pensa: anzi vengono strumentalizzati, per sdoganare i peccati gravi e reiterati.”

      Non mi sembra che qua si possa parlare di strumentalizzazione. Due figli di secondo letto soffrono tanto quanto quelli di primo letto se la famiglia si separa.

      “Chi è che non vive ingiustizie, nel corso della propria vita?
      E allora che vogliamo fare?
      Diciamo ai peccatori gravi che basta cercare qualche attenuante, per essere in Grazia di Dio?”

      No, le attenuanti al massimo possono essere oggetto di discernimento nel segreto del confessionale, come è sempre stato.

      “Il cappello te lo puoi anche tenere. Il problema è che tu insisti nell’affermare che l’AL non è formalmente eretica, quando sai benissimo che non occorre l’eresia formale, per portare le anime fuori strada.”

      Lo so benissimo, ma questo è colpa di chi interpreta male l’AL, non dell’Al stessa, di cui anche il Cardinale Müller ha detto che è molto chiara nella sua dottrina.

      “Non sei un buon tutore degli interessi del tuo Signore: perché, in luogo di chiamare i peccatori alla conversione, tu ti preoccupi di trovar loro delle attenuanti, affinché perseverino lungo una strada di peccato.”

      Non è vero, io non “trovo” attenuanti a nessuno. A volte ci sono e basta. La conversione è sempre prioritaria.

      ‘Non è eretico, ma è gravemente temerario, e pecca contro la prudenza.”

      Solo perché abbiamo tanti modernisti che la interpretano come un liberi tutti a prescindere.

      “Anche Cavalcoli ha ammesso che chi vive in adulterio ha forti probabilità di peccare gravemente, e in vari casi mortalmente.”

      Vero. Ma Cavalcoli, essendo un confessore esperto, sa che esistono anche casi dove effettivamente l’imputabilità è diminuita, e ne ha avuti diversi. Lo so perché ne abbiamo parlato.

      Tra i quali rientrano anche i casi di nullità che però non è dimostrabile formalmente, anche se vi è una certezza morale. Questi casi in particolare possono essere oggetto di una pastorale benevola, senza caricare le persone di pesi immani.

    2. Comunque Adolfo, io con persone come te ho ben pochi punti di disaccordo.

      Infatti entrambi concordiamo che una esprtazione come Al è stata inopportuna in questo periodo, a causa dei tanti modernisti che la interpretano come un “liberi tutti”.

      Entrambi concordiamo anche sul fatto che è migliore l’interpretazione dei vescovi polacchi, per una questione di prudenza.

      Ed entrambi concordiamo anche sul fatto che c’è almeno un precedente ad Al, cioè la concessione di GPII agli scismatici ortodossi che non vogliono convertirsi, concessione mai vista prima nella storia della Chiesa, come questo articolo della FSSPX dimostra http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

      Perciò se i commentatori fossero tutti come te io avrei poco da dire.

      Io contesto, qualora non fosse chiaro, chi straparla di eresie senza nemmeno conoscere la differenza tra peccato grave è peccato mortale, o chi afferma che la legge di GPII della FC84 sia irreformabile (cosa detta più volte anche da Alessandro sul blog della Miriano).

      Sono queste le cose che contesto. Come ho detto ho avuto diverse discussioni anche coi modernisti, e loro mi considerano un lefreviano, perché rifiuto le loro eresie. Purtroppo il fatto di rifiutare gli estremismi tradizionalisti e modernisti mi espone ad attacchi da entrambe queste fazioni.

      Ah ecco, l’unica cosa che ti contesto sempre è l’uso che fai del Canone tridentino che insegna che Dio dà sempre la Grazia per osservare i precetti, cosa vera ma che riguarda i peccati mortali, non i peccati veniali, come ho ribadito più volte.

      Questo canone

      “Se qualcuno dice che anche per l’uomo giustificato e costituito in grazia i comandamenti di Dio sono impossibili ad osservarsi, sia anatema” (Concilio di Trento, Sessione VI, Canone XVIII sulla Giustificazione) insegna che viene data a tutti la Grazia sufficiente per evitare i peccati mortali.

      Ma sui peccati veniali Trento dice che solo alla Madonna venne concessa la Grazia di evitarli

      “Se qualcuno afferma che l’uomo, una volta giustificato, non può piú peccare, né perdere la grazia, e che quindi chi cade e pecca, in realtà non mai è stato giustificato; o, al contrario, che si può per tutta la vita evitare ogni peccato, anche veniale, senza uno speciale privilegio di Dio, come la Chiesa ritiene della beata Vergine: sia anatema.” (Concilio di Trento, Sessione VI, canone XXIII sulla Giustificazione)

      E siccome a volte peccati in materia grave sono solo veniali per le attenunati non è possibile dire che ogni peccatore in stato di peccato grave che non esce subito da quella situazione di peccato sia da colpevolizzare.

      In questo occorre discernimento, non usare solo la mannaia della Legge e tagliare tutto con l’accetta senza discriminazioni.

      La storia di quel Santo oppiomane ne è la prova, altroché “strumentalizzazione”.

  9. @Marco
    #Hai anche dovuto ammettere il “precedente” di GPII, che altri invece si rifiutano di ammettere, e anche quello mi ha fatto piacere, perché è segno di onestà intellettuale da parte tua#

    Te l’ho già detto almeno un’altra volta: non scrivere che ho “dovuto”, perché, se scrivi in tal modo, pare che ci troviamo dentro una battaglia in cui qualcuno deve prevalere a ogni costo.
    Non è il mio caso: se dici cose sensate, non ho alcun problema a darti ragione.

    ***
    #Peccato che, come ho mostrato più volte citando Trento, nessuno ha questa certezza assoluta#

    Eh no, caro mio: se è vero, come è vero, che anche chi commette soli peccati veniali non può essere sicuro di trovarsi in Grazia, quanto sarà temerario ritenersi in Grazia, quando si vive in peccato grave protratto?

    Per cui, in tal senso, il Concilio di Trento dice l’esatto contrario di quanto tu affermi. E si tratta a questo punto neanche più di Magistero, ma di una semplice questione di logica e di probabilità.

    Col lassismo che ha colto larga parte di preti e di vescovi, è praticamente sicuro che si riesca a trovare un confessore che assolva qualunque nefandezza. E i sacrilegi si moltiplicano a dismisura.

    Alessandro ha detto benissimo: Dio può agire anche al di fuori dei Sacramenti (il motivo per cui io consiglio la Comunione spirituale, ai peccatori gravi e reiterati), ma mai CONTRO di essi.

    Inutile che tu citi ciò che, di fatto, è un errore di GPII, per avallare un errore ancora più grande (ancora più grande: perché un cattolico che divorzia e si risposa, NON può in alcuna maniera essere privo di consapevolezza, sul fatto che sta commettendo peccati gravi) di Francesco.

    Così come è inutile che ti rifai al “caso pietoso” (secondo un costume praticato continuamente dai radicali, e che tanti danni e delitti ha portato, nel corso dei decenni), per giustificare chi pecca in materia grave.

    Anche io mesi fa ti feci notare ciò che poco fa ha scritto Stefano: secondo la tua logica, Gesù errò nel dire ad Apostoli e discepoli che dovevano predicare il Vangelo per ogni dove. Così facendo hanno reso le anime edotte, e dunque più responsabili di fronte a Dio, quando commettono peccati gravi.

    Lamentati con Nostro Signore, dunque. E, per favore, evita un altro lunghissimo papiro, visto che il blog è già troppo intasato.

    1. “Te l’ho già detto almeno un’altra volta: non scrivere che ho “dovuto”, perché, se scrivi in tal modo, pare che ci troviamo dentro una battaglia in cui qualcuno deve prevalere a ogni costo.
      Non è il mio caso: se dici cose sensate, non ho alcun problema a darti ragione.”

      E infatti sei una persona onesta intellettualmente. Quanti altri invece qui continuano a non ammettere il precedente? Tutti, tranne te.

      “Eh no, caro mio: se è vero, come è vero, che anche chi commette soli peccati veniali non può essere sicuro di trovarsi in Grazia, quanto sarà temerario ritenersi in Grazia, quando si vive in peccato grave protratto?”

      Non ci siamo capiti. Non sta al fedele dire “sono in Grazia”, quella è presunzione, semmai è il sacerdote che può formarsi una certezza MORALE (diversa alla certezza assoluta condannata da Trento, certezza assoluta che pretendevano i luterani) riguardo alla non imputabilità.

      Per esempio un sacerdote può formarsi una certezza morale riguardo al fatto che una povera prostituta tenuta sotto ricatto, che vorrebbe uscire dal peccato ma non può per quel motivo, non sia in peccato mortale, e assolverla anche se adesso non può cambiare fattivamente.

      “Inutile che tu citi ciò che, di fatto, è un errore di GPII, per avallare un errore ancora più grande (ancora più grande: perché un cattolico che divorzia e si risposa, NON può in alcuna maniera essere privo di consapevolezza, sul fatto che sta commettendo peccati gravi) di Francesco.”

      A questo riguardo c’è da fare due osservazioni:

      1) molti, moltissimi divorziati risposati non sono affatto adulteri, essendo nullo il primo Matrimonio (essendosi sposati senza consapevolezza);

      2) quelli che hanno il Matrimonio valido non hanno la scusa della non consapevolezza ma possono talvolta essersi messi in una situazione di cui sono pentiti e da cui vorrebbero uscire ma non possono farlo senza distruggere la famiglia.

      Nel caso 2 un sacerdote può formarsi la certezza morale di cui parlavo sopra, dove vi siano attenuanti.

      Nel caso 1 penso sarai d’accordo che anche se alcune di queste persone non possono chiedere l’annullamento, il fatto che il loro primo Matrimonio sia nullo di fatto implichi che sia ingiusto trattarli da adulteri.

      1. “1) molti, moltissimi divorziati risposati non sono affatto adulteri, essendo nullo il primo Matrimonio (essendosi sposati senza consapevolezza);”
        Ecco, qui si rientra nel caso “matrimonio a insaputa degli sposi”!
        Per quel che riguarda la povera prostituta ricattata dal pappa, mi chiedo cosa le direbbe Gesù … “continua cosi finché la situazione cambierà fattivamente, perché non stai peccando oggettivamente, ma solo soggettivamente e hai delle attenuanti al tuo caso. Stai serena…”

        1. @Barbara

          Non credo che il modo giusto di fare sia fare un semplice copia incolla del comportamento di Gesù con la peccatrice del Vangelo di Giovanni.

          Basti vedere anche come si comportò in maniera molto diversa con la peccatrice del Vangelo di Luca.

          Se poi lei ritiene che si debba fare copia incolla di ciò che fece Gesù (indipendentemente dal fatto che ha agito così con QUELLA peccatrice, e con un’altra avrebbe agito diversamente), allora non siamo d’accordo.

          1. Già già Barbara, attenta, che il discernimento bergogliosi incombe, quindi anche la Parola va reinterpretata caso per caso. Barbara non si lasci incantare dai multinick bergogliosi.

          2. No Giusy, ho capito male io, quello che Cristo vuole è che una povera prostituta venga ammazzata e torturata perché non vuole battere.

            Questa è la Misericordia di Cristo, chiedo perdono per non averlo capito.

          3. No manipolatore, smettila di arrampicarti via per specchi per ordine del tuo kapo, la prostituta ha un milione di case di accoglienza pronte ad aiutarla. MANIPOLATORE!!!!!

        2. @Barbara

          Riguardo alla prostituta ritiene che la cosa migliore sia intimarle di farsi ammazzare, dicendole che è l’unico modo che può avere per ottenere perdono?

          Solo per capire. È questo che, secondo lei, Gesù vuole?

          1. Marco, mi dica lei cosa risponderebbe alla prostituta se lei fosse un sacerdote, o cosa direbbe Gesù in questo caso.
            Vediamo se riesce a convincere.
            Ma attento perché qui abbiamo orecchio!

    2. Ultima cosa

      “Inutile che tu citi ciò che, di fatto, è un errore di GPII, per avallare un errore ancora più grande ”

      Ma il punto è che molti qui attaccano Al mentre accettano la decisione di GPII.

      È questo che contesto. Chi non accetta Al deve essere altrettanto critico verso l’errore di GPII, non fare doppiopesismo.

      A chi rifiuta entrambe le concessioni dimostrando coerenza come te non posso dire nulla, perché di fronte alla coerenza mi devo solo levare il cappello.

    3. Riguardo alla Comunione spirituale è un’altra cosa che abbiamo in comune; perché anche io consiglio quella a chi è in peccato grave.

      Un’altra cosa che faccio con chi è in peccato grave è consigliare loro le devozioni di cui abbiamo parlato e che conosci anche tu, alle quali Cristo ha legato la promessa della conversione (qualora fossero in peccato mortale) e della morte in Grazia.

      Ad esempio una delle cose che consiglio a tutti, specie a chi vive in peccato grave, è la recita costante della Coroncina alla Divina Misericordia, che è forse il più grande dono del Cielo mai avuto http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/coroncina-della-divina-misericordia.asp

      Quello che molti qui non hanno capito è che io non sono un difensore aprioristico della interpretazione aperturista di Al, dico solo che rispondere sì al primo Dubium non è eretico, al contrario di quello che molti, in blogs come questo, asseriscono.

      Tutto li. Contesto chi parla di eresia semplicemente perché non è vero. Poi se uno preferisce l’intepretazione dei vescovi polacchi non ho nulla da dire, anche io la preferisco e la giudico più prudente, e se fossi vescovo farei la stessa cosa, dando magari il permesso di applicare Al solo ai sacerdoti più affidabili e preparati.

      Perciò sbaglia chi mi vede come un difensore dell’interpretazione più larga di Al. Io semplicemente difendo la sua ortodossia, poi può essere inopportuna ma rimane ortodossa.

  10. Caro Kosmo, se ho scritto ciò che ho scritto ho i miei buoni motivi anche se devo prendere atto della smentita da parte dell’interessato e quindi non insistero’in merito.
    Le assicuro che c’è una sorprendente assonanza di stile e di pensiero tra il don da me citato e il Marco commentatore di blog. Don Marco nel rispondere ai commenti del suo articolo da me citato utilizzava le stesse punzecchiature del Nostro e la stessa presenza sul Web quasi H/24. L’articolo di teologia che il Marco/commentatore ha pubblicato su Croce-via (chissà perché sotto anonimato se si tratta di un semplice laico) richiede una preparazione teologica che un “dilettante” non può improvvisare.

  11. Caro Tosatti, ma ci tiene così tanto ad ospitare questo signor Marco (che anche se fosse don, quello sarebbe un titolo usurpato, dal quale sarebbe già decaduto “ipso facto” per la sua mens eretica), non credo giovi alla sua “audience”; fra noi cattolici si discute meglio, serenamente e pacificamente; è duro dover fare la gymcana per evitare i troll e tutti i loro sabotaggi: le confesso che non leggo una riga di questo signore (alla mia età non dedico più tempo ai modernisti, ai politici massoni, a tutti i loro collaboratori opportunisti).

  12. Caro Marco, Salve!

    ho l´impressione, forse sbaglio, che lei sia:
    1. di fatto un prete
    2. che le abbiano comandato di agire in questo tipo di blog per riempirlo di commenti, che non sono se non parole buttate al vento bergogliano, e così mostrare che Jorge Mario non è tanto solo ed abbandonato quanto di fatti lo è.
    Vorrei farli osservare, però, che sbagli metodo, una volta che la polemica è temuta dal diavolo stesso, poiché il fatto di dover studiare, riflettere e rispondere consolida sempre più le convinzioni vere, ed è cosa molto salutare.
    Se c´è qualche professore di filosofia lei è, caro Marco, un esempio consumato di sofista: parole, parole, giri, rigiri, vento, vento.
    Dunque, io direi, benvenuto in questa discussione. I veri cattolici al confrontarsi con le sue idee escono sempre più cattolici, malgrado lei resti sempre ugualmente sofista.

    1. Brava Caterina, da lei viene la luce, da Marco solo aria, o meglio, “vuoto pneumatico”. Lotta dura, senza paura, ai modernisti ed a tutti i loro collaborazionisti, fino alla fine ! Laudetur Jesus Christus, avanti con Maria !

    2. Caterina si, si sbaglia, non sono un prete.

      E no, nessuno mi ha comandato di agire in questo blog.

      E nemmeno persuaso. E nemmeno chiesto.

      Osservo poi che è comodo dare del sofista quando non si può entrare nel merito o quando non si può farlo in modo efficace, ma non c’è problema.

      Buona Domenica.

  13. http://www.parrocchiaborgomaggiore.org/parroco/

    è la persona del link? Ovviamente google sa essere più impietoso con i risultati ma non ritengo che sia un atto caritatevole ( né di alcun interesse pratico) pubblicarli qui.

    Se fosse confermato, visto il curriculum, tra poco avremo in visita anche cardinali. La mia ottusità potrebbe raggiungere nuove vette…

    ma su una cosa so che ho ragione: un maiale può risolvere un equazione matematica. Non avrò la laurea in teologia ma di geometria differenziale ne mastico abbastanza e considerando che ho ricevuto e calpestato perle, e quindi di fatto sono un maiale, invito i lettori all’applicazione sui generis del teorema dei due carabinieri per trarne le conseguenze.

    1. ma quale prete e quale filosofo!
      Andate a vedere sul blog di Costanza Miriano come Alessandro e Fabrizio Giudici lo smontano punto per punto in 5 minuti.
      Sarà uno scagnozzo di Spadaro…
      Certo che un prete che fa un articolo che si intitola “Dio se ne frega dei nostri peccati” ha capito tutto del suo mestiere…

      1. Però poi il signor fonio e poco don fa la morale sui comportamenti più o meno evangelici agli altri!!!! Purtroppo i kattocomunisti sono accecati dall’ideologia quindi non hanno posto né spazio per lo Spirito Santo né per le Scritture, se non per estrapolare solo quelle frasi o pezzettini che servono a dare peso alle loro inconsistenti manipolazioni.

          1. Offro come Sacrificio per la Salvezza della Santa Chiesa Cattolica dagli artigli di El berghy, la sopportazione eroica e paziente di chi tenta con tutti i mezzi di portarci fuori dalla Strada Stretta per farci accettare tutto ciò che il suo kapo ci sta purtroppo preparando se non stiamo svegli e attenti. Sia Lodato Gesù Cristo.

        1. Alessandro ti ha risposto eccome: ma purtroppo a te piacciono i sofismi, e ti illudi di essere più avanti degli altri.

          Ho letto la discussione, e ciò che mi è subito saltato all’occhio sono le tue menzogne; infatti tu dici:
          ===
          Alfredo Bompiani
          6 maggio 2017 alle 18:59
          […]
          Le consiglio di liberarsi dai suoi fantasmi, invece che accusare il sottoscritto di presentarsi sotto false identità (se non erro mi à ha accostato a Falcone e a un certo Vega), poichè io scrivo qui già da più di un mese, e scrivo senza moderazione preventiva proprio perché mi sono guadagnato la fiducia della moderazione.
          […]
          ===

          Chiaramente ti avevano subito sgamato, oltre a sgamare certe corbellerie che ti piace spargere qua e là. Tu però ti impunti, come spesso fai, e neghi di essere il multi-nick (fra cui Vega).

          Il tuo egocentrismo ti porta a credere stolti gli altri commentatori, a quanto pare.

          E siccome le bugie hanno le gambe corte, e diventano difficili da ricordare, specie quando se ne dicono parecchie… ecco che ti sei sbugiardato da solo: infatti su questo blog hai detto che “Alfredo Bompiani” è uno dei tuoi nick.

          Come si può avere fiducia in una persone che mente in questa maniera, io non lo so. Senza contare le scuse assurde, tipo quella che non trovavi più l’email riferita al tale nick. Del resto, da un arrampicatore di specchi, che ci si può aspettare?

          Dicevo sopra che Alessandro ti ha risposto eccome, smontando punto per punto le tue assurde tesi.

          L’unico vero risultato che hai ottenuto è questo: una volta ancora, hai confermato che la menzogna ti piace, e che se non puoi prenderti la ragione, te la auto-attribuisci.

          Sinceramente, se non sei un prete mandato dai bergogliolatri (a questo punto, qualunque cosa tu dica… chi ti crede più?), vuol dire che c’hai parecchi problemi, come dimostri intasando i vari blog con multipli nick, e ribadendo ad libitum le tue lenzuolate.

          Ovvio che vieni bannato in molti contesti: leggere una pagina di un blog, dove intervieni anche tu, diventa impossibile. Anche se a volte chiedi scusa per la lunghezza, di fatto stai prendendo in giro la gente, poiché intervieni ancora e ancora e ancora… e scrivi sempre le solite cose.

          Se qualcuno ti risponde citando altri passi (passi che tu non citi mai) delle Scritture e del Magistero… tu, semplicemente, fai finta che nessuno ti abbia risposto.

          Se per te questo significa “vincere un confronto”, continua pure a cullarti nelle tue illusioni.

          Tu sai, come noi sappiamo, che la menzogna viene dal Maligno: vedi di darti una regolata, per il bene della tua anima.

          1. Li non ho ammesso chi ero subito perché sennò sarei stato bannato prima che ci fosse un confronto, non per altro.

            Qui non ho mai avuto bisogno di usare altri nick, per esempio.

            Riguardo alle argomentazioni ho sempre risposto a tutto, punto per punto. Questo nessuno può negarlo.

          2. Tanto è vero che nell’altro topic anche tu hai dovuto ammettere che le concessioni di Al non sono eretiche, sebbene tu le ritenga inopportune visti i tanti sacerdoti modernisti che abbiamo, e su quello ti ho dato ragione.

            Hai anche dovuto ammettere il “precedente” di GPII, che altri invece si rifiutano di ammettere, e anche quello mi ha fatto piacere, perché è segno di onestàsi intellettuale da parte tua.

          3. Onestà intellettuale, volevo scrivere.

            Solo una cosa

            “Dicevo sopra che Alessandro ti ha risposto eccome, smontando punto per punto le tue assurde tesi.’

            Fammi qualche esempio, grazie. Ti ricordo che Alessandro era uno che sosteneva che rispondere sì al primo Dubium fosse impossibile perché i sacerdoti non potevano avere certezza assoluta dello stato di Grazia di certe persone.

            Peccato che, come ho mostrato più volte citando Trento, nessuno ha questa certezza assoluta.

            Ciò che basta ed avanza ad un sacerdote è la certezza morale, cosa BEN diversa dalla certezza assoluta.

            Tesi che infatti ho esposto anche su quel blog, perchè è proprio così.

  14. Caro Marco, o forse dovrei dire don Marco,
    non le sembra di esagerare con gli insulti?
    soprattutto se lei fosse (come io credo) un giovane sacerdote e non un pensionato quasi ottuagenario.
    Il suo stile, il suo modo di esprimersi sono ascrivibili a un giovane e i suoi commenti ricordano tanto un giovane sacerdote con 4 lauree di nome Marco Scandelli che tempo fa scrisse un articolo sul sito (non piu esistente) PAPALE PAPALE dal titolo Dio se ne frega dei nostri peccati

    1. Ho già risposto sotto, non sono quel tale nè ho idea di chi sia.

      Comunque ho 68 anni, quindi non sono affatto quasi ottuagenario, mancandomi dodici anni a quel traguardo (ammesso che ci arrivi).

  15. Scusate se riposto questo commento. L’ho scritto alle 6 ma era con quelli postati verso mezzogiorno.

    Era una risposta al solito Marco.

    35 anni fa ho udito dalle labbra di uno che il catechismo (che tu conosci tanto bene) non l’ha solo letto ma lo ha anche scritto, che

    se una persona, dopo un primo matrimonio validamente contratto,

    ha una convivenza o un matrimonio civile dal quale sono nati dei figli (che soffrirebbero per l’allontanamento dei genitori),

    e, vivendo tale situazione, detta persona si converte a seguire veramente ciò che Cristo ha chiaramente espresso circa il matrimonio ,

    ed è quindi conscia che i rapporti sessuali con il genitore dei bambini vanno contro l’insegnamento di Dio e della Chiesa : sono peccato mortale, perché loro due non sono uniti col vincolo del matrimonio sacramentale che invece perdura nei confronti del coniuge da cui uno dei due si è separato,
    e sa che, per il SUO VERO BENE (conoscerai immagino il passo di San Paolo circa le conseguenze della comunione ricevuta indegnamente)

    se vuole avere l’incommensurabile aiuto che è il ricevere il Corpo di Cristo DEVE:

    1) CONFESSARSI DEL PECCATO COMPIUTO e fare il sincero proposito di fare quanto deve per evitare le occasioni di ricascarci;

    2) vivere insieme in COMPLETA CASTITA’ (come fratello e sorella) per il bene dei figli;

    3) se riesce a rispettare l’impegno della castità completa pur vivendo sotto lo stesso tetto, può accostarsi alla comunione MA la deve ricevere in una Chiesa dove non è conosciuto PER NON DAR SCANDALO ( chi lo conosce potrebbe pensar male: daltronde noi comuni mortali non abbiamo il dono di leggere nelle coscienze : quindi meglio evitare di esporre la gente alla tentazione di ergersi giudici del comportamento del prossimo).

    All’ obiezione: “Ma è impossibile !” replicava, il caro mons. Maggiolini, : “Se chiedamo sinceramente l’aiuto di Dio, se siamo convinti che la cosa più importante per la nostra salvezza è il riceverLo degnamente nella santa Eucarestia, allora Dio non negherà il suo aiuto: e NULLA E’ IMPOSSIBILE A DIO, e il vivere, anche con difficoltà e fatica questa situazione, ma in grazia di Dio, sarà veramente la più grande dimostrazione di amore che i figli potranno avere dai loro genitori.”

    Quali conclusioni ne ho tratto io:

    Situazione mooolto difficile da vivere, ma non impossibile,

    anche un matrimonio in regola ha le sue difficoltà: cercare sempre e comunque, con l’aiuto di Dio, di non farlo fallire,

    se ( e non ho mai nemmeno considerato pensabile di esserne io la causa), ciò dovesse verificarsi per responsabilità del coniuge,

    il matrimonio comunque permane,

    e se non voglio giocarmi la salvezza eterna, non mi trovo un’altra persona… perchè, per salvarmi l’anima, non vorrei vivere in tale spinosa e delicata situazione (non esiste per me il comandamento “rifatti una vita, hai il diritto di essere felice”).

    Queste situazioni sono grandi croci per chi le vive.
    E’ la condizione umana , comprende anche il dolore: e Gesù ci chiede espressamente di accettale e di farcene carico, e Lui ci aiuterà.

    Le riflessioni che ho esposto potrebbero farle tutti i cattolici… e le facevano, un tempo. (e qui finiva il primo post)

    Poi, ai suoi soliti commenti che si erano conclusi così:
    “… le sue obiezioni sono di per se corrette ma vi avevo già risposto”

    ho replicato:

    E infatti le mie obiezioni sono corrette, certo che lo sono: vengono fuori pari pari dalle parole di Gesù e di San Paolo.

    Se una persona con la conoscenza biblica, teologica e dottrinale della statura di Maggiolini avesse considerate possibili altre opzioni sicuramente ce le avrebbe illustrate.

    Sono stufa di tutte le situazioni pietose, le casistiche contorte; è la tattica che avevano usato i Sadducei quando volevano averla vinta sulla verità che Gesù predicava: hai certamente presente “la plurivedova di sette fratelli” e la risposta di Gesù di una chiarezza cristallina, poche parole chiare e nette: Gesù è “La Verità”, non ama i giri di parole e i sofismi.
    E’ lui laVerità, per tutti gli uomini di tutti i tempi e di tutti i luoghi.

    Le tue paginate non schioderanno noi cattolici di un solo millimetro da quanto Gesù ci ha detto.

    Noi sappiamo troppo bene quanto ha pagato la nostra salvezza , ci fidiamo di Lui, delle sue parole, della sua bimillenaria Chiesa , e tutto il fumo che cerca di appestare anche questo sito non ci intossicherà, stanne certo.

    Abbiate pazienza, in un certo senso è un omaggio al mio caro professore di “Introduzione alla teologia I”: gli solo debitrice di quanto di più bello ho avuto dalla vita.

    1. Mari, le mie risposte sono queste https://www.marcotosatti.com/2017/07/14/muller-il-papa-ludienza-unicuiquique-suum-una-lettera-su-bergoglio-di-jose-arturo-quarracino/#comment-18313 e non c’è nulla di contrario al cattolicesimo in esse.

      So perfettamente che discutere con gli ottusi è tempo perso, non ho mai pensato di fare cambiare idea a qualcuno qui.

      Gente talmente disonesta intellettualmente o in malafede da liquidare quello che ha fatto GPII (che ho ben mostrato sopra, ha rivoluzionato una legge ecclesiastica che era parte della Chiesa da sempre) con un’alzata di spalle solo perché questo implica un precedente “pericoloso” non merita ulteriore considerazione.

      1. “So perfettamente che discutere con gli ottusi è tempo perso, non ho mai pensato di fare cambiare idea a qualcuno qui.”

        E io spero di esserti almeno stata utile a farti giungere finalmente a questa conclusione.

        Però ce ne hai messo di tempo per capirlo!

        Se riuscirai a mantenere questo tuo proposito, meriti da parte di noi “ottusi”, “intellettualmente disonesti”, gente “in malafede” un sentito grazie.

        Del resto, sai, ci stiamo abituando, in questi ultimi tre anni a sentirci appioppare insulti… per noi la misericordia non funziona.

        P.S.
        Sai chi aveva voluto Maggiolini come unico italiano fra coloro che stesero il CCC ? Proprio GPII e sul matrimonio avevano le stesse precise idee .

        1. L’avevo già capito da molto, infatti non scrivevo per convincervi, ma per i lettori.

          Nemmeno le dichiarazioni dei quattro cardinali (che su un punto molto importante -quello del possibile stato di Grazia di quelle persone- hanno detto cose identiche alle mie) è stato sufficiente, perciò affambagno, come si dice in questi casi.

          Sursum corda.

        2. L’avevo già capito da molto, infatti non scrivevo per convincervi, ma per i lettori.

          Nemmeno le dichiarazioni dei quattro cardinali (che su un punto molto importante -quello del possibile stato di Grazia di quelle persone- hanno detto cose identiche alle mie) è stato sufficiente, perciò vaffambagno, come si dice in questi casi.

          Sursum corda.

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