BUX: CRISI, DIVISIONI, APOSTASIA. É NECESSARIA UNA PROFESSIONE DI FEDE DEL PAPA. COME PAOLO VI.

Marco Tosatti

Il National Catholic Register pubblica un’interessante intervista di Eward Pentin a don Nicola Bux, un noto teologo italiano, scrittore (l’ultima sua opera è “Con i sacramenti non si scherza”) docente di teologia e consultore alla Congregazione per le cause dei Santi e per la Dottrina della Fede.

In essa si afferma che per risolvere la crisi in corso nella Chiesa relativa all’insegnamento e all’autorità del papa, il modo migliore sarebbe una dichiarazione di fede del Pontefice per correggere le sue parole e gesti “ambigui ed erronei” che sono stati interpretati in maniera non cattolica. Secondo Bux la Chiesa è “in una piena crisi di fede”, e le tempeste che la attraversano sono causate dall’apostasia, “l’abbandono della fede cattolica”.

Solo pochi giorni orsono è stata resa pubblica la lettera in cui il cardinale Caffarra, a nome anche di altri tre porporati, chiedeva (il 25 aprile) udienza al Pontefice per parlare dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia e delle sue interpretazioni opposte. La lettera non ha mai ricevuto risposta. Mons. Bux commenta che “Per molti cattolici è incredibile che il Papa chieda ai vescovi di dialogare con chi la pensa in maniera differente (per esempio i cristiani non cattolici) ma non voglia lui per primo affrontare i cardinali che sono i suoi consiglieri principali”. “Se il Papa non difende la dottrina non può imporre la disciplina”.

Traduciamo qui un brano molto pregnante dell’intervista.

“Il punto è: quale idea ha il papa del ministero Petrino, così come è descritto in Lumen Gentium 18 e codificato dalla legge canonica? Di fronte alla confusione e all’apostasia, il Papa dovrebbe fare una distinzione – come Benedetto XVI fece – fra ciò che pensa e dice come studioso privato e quello che deve dire come Papa della Chiesa cattolica. Per essere chiari: il Papa può esprimere le sue idee come uno studioso privato su argomenti di discussione che non sono definiti dalla Chiesa, ma non può fare affermazioni eretiche, nemmeno privatamente. Altrimenti ciò sarebbe egualmente eretico:

Credo che il papa sappia che ogni credente – chi conosce le regole della fede o il dogma, che fornisce a ciascuno il criterio per sapere quella che è la fede della Chiesa, quello che ciascuno deve credere e ciò che ciascuno deve ascoltare – può vedere se sta parlando e agendo in un modo cattolico, o è andato contro il sensus fidei della Chiesa. Anche un solo credente può chiedergliene conto. Così chiunque pensi che presentare dubbi (Dubia) al papa non sia un segno di obbedienza, non ha capito, 50 anni dopo il Vaticano II, la relazione fra il papa e l’intera Chiesa. Obbedienza al Papa dipende solamente dal fatto che lui è legato dalla dottrina cattolica, alla fee che deve continuamente professare davanti alla Chiesa.

Siamo in una piena crisi di fede! Quindi, per fermare le divisioni in corso, il Papa, come Paolo VI nel 1967, di fronte a teorie erronne che circolavano poco dopo la conclusione del Concilio, dovrebbe fare una dichiarazione o professione di fede, affermando ciò che è cattolico e correggere quelle parole e quei gesti ambigui ed erronei – i suoi e quelli dei vescovi – che sono interpretati in maniera non cattolica.

Altrimenti sarebbe grottesco che mentre si cerca l’unità con i cristiani non cattolici e persino intese con i non cristiani, l’apostasia e la divisione siano alimentate all’interno della Chiesa cattolica. “Per molti cattolici è incredibile che il Papa chieda ai vescovi di dialogare con chi la pensa in maniera differente (per esempio i cristiani non cattolici) ma non voglia lui per primo affrontare i cardinali che sono i suoi consiglieri principali. Se il Papa non difende la dottrina non può imporre la disciplina. Come disse Giovanni Paolo II, anche il Papa ha sempre bisogno di conversione, per essere in gradi di rafforzare i suoi fratelli, secondo le parole di Cristo: ‘Et tu autem conversus, confirma fratres tuos’”.

Potete leggere l’intervista in inglese QUI.

 



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149 pensieri su “BUX: CRISI, DIVISIONI, APOSTASIA. É NECESSARIA UNA PROFESSIONE DI FEDE DEL PAPA. COME PAOLO VI.”

  1. Egr. Signori,
    Purtroppo ho dovuto analizzare di persona la vera personalità di Jorge Mario Bergoglio, ed ho constatato che le sue dichiarazioni scismatiche non sono disgiunte da comportamenti assolutamente non etici e criticabili, ma che egli cura attentamente di mantenere nascosti. Non voglio rivelare le mie dirette esperienze sul suo agire nei miei confronti, in merito ai tre brevetti industriali rubatimi dallo IOR, in persona di Marcinkus e con il concorso di un noto politico italiano. Ma invito tutti a fare una riflessione: un Cardinale cattolico come lui era, a Buenos Aires, era sicuramente una potente figura nel quadro politico argentino. Ebbene, se avessero ammazzato, non 30.000, ma anche solo 3 dissidenti, lui lo avrebbe saputo subito ed avrebbe potuto correggere il comportamento di un semplice colonnello VIDELA. Tutti sappiamo come invece è andata a finire la storia, del fiume di sangue innocente in questione. CONCLUDENDO = È INUTILE CHIEDERE A BERGOGLIO DICHIARAZIONI DI CORREZIONE DEL SUO SCISMA , IN QUANTO LO SCISMA STA NELLA SUA PERSONALITÀ E NELLE SUE OPERE, e, come disse Cristo di quelli come lui “DALLE LORO OPERE LI RICONOSCERETE” – Grazie per l’attenzione. Romano De Simone, vittima dei preti ed ex cattolico.

  2. Oggi la S.Chiesa di Cristo fa memoria di S.Giovanni Battista, strenuo difensore del Sacro Vincolo Matrimoniale, spero che per questa nuova primavera della Chiesa non lo si voglia annoverare come il primo di una lunghissima schiera di rigidi dottori della legge, dal cuore duro, legalisti, che potrebbero essere suggestionabili dal male, virtuosi con poca fede, moralisti che fanno del cristianesimo una ideologia.
    Sempre oggi la S.Chiesa fa memoria del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria ,affidiamoci, consacriamoci a Lei perchè vinca tutta questa confusione che alberga nella S.Chiesa , perchè trionfi il Suo Cuore Immacolato.
    P.s. Siamo un popolo noi cattolici, non di integerrimi eroi, ma di fragili peccatori resi Santi per Grazia di Dio.

    1. Moralista non è chi protegge la Legge del Signore; moralista è chi fa differenza tra i comandamenti, come se il primo comandamento lasciasse spazio ad eventuali attenuanti e il sesto no, come ho mostrato sopra.

  3. Quando l’uomo, con ostinazione, vuole sostituirsi a Dio e riplasmare il reale a sua immagine e somiglianza (appunto, etsi Deus non daretur), gli esiti non possono che essere quelli che stiamo vivendo ormai da lungo tempo. Il Dio negato diventa così un ente vuoto di esistenza, non è più l’ “Io sono”, i Suoi interventi nella storia non solo non sono più interventi Trinitari, ma non vengono nemmeno più riconosciuti o letti, perché, essendo la storia un fluire incessante, non si può aver tempo per fermarsi ed ascoltare in silenzio. I propri desideri e capricci incombono e non accettano limiti, anzi diventano inesorabilmente ‘diritti’, che devono essere rispettati da tutti nell’immanenza vitale cui è stato irretito l’uomo. San Paolo parla di Kenosis del Logos, gli ortodossi parlano di Theosis della persona, come logica conseguenza dello ‘svuotamento’ del Cristo. Ma quello che vediamo e sperimentiamo in questo tormentato tempo, che tanto ci fa soffrire, ci porta a farci una domanda paradossale (e blasfema nella sua crudezza). Ancora San Paolo attesta che la Chiesa è la Sposa di Cristo: se è così (intendetemi bene, per cortesia: absit injuria verbis!), dobbiamo dedurre che l’Apostolo delle Genti aveva torto, considerato che il Cristo che ci viene proposto oggi sembra molto più un poligamo?

    1. @Nemo

      E’ “poligamo” in quanto non è piu’ il Logos, la Verità Eterna ed Immutabile, da cui tutto deriva e in cui tutto trova senso e ragione d’essere, ma è stato retrocesso a (banale e zuccheroso) modello perfetto di umanità. Un modello che ancora riceve (per inerzia, molto piu’ che per convinzione) gli ultimi barlumi d’attenzione e i plausi solo formali del mondo.
      Almeno fintanto che farà comodo, ovvero fino al momento in cui sarà compatibile, quel tanto che basta, col sentire contemporaneo, col divenire della verità (dell’uomo) nella storia… e già siamo agli sgoccioli. Dopo sarà solo un ex-coniuge, ovvero piu’ nessuno.

      (… ma in famiglia i “pantaloni” li porta ancora lui. Per fortuna.)

      1. Tant’è che qualche anima davvero buona, per allungare ancora un pochetto il periodo di possibile convivenza, ha scoperto il vero punto critico di tutta l’impalcatura cristiana: la mancanza di registratori!
        Ecco dunque svelato l’arcano: semplicemente non c’è nessuna dissonanza, perchè certe cose non puo’ averle dette… figuriamoci!
        E se proprio la dobbiamo cantare per intero, e cantiamceola allora, ecco perchè Gesu’ è venuto sulla terra 2000 anni fa… chiaro no?
        Oggi lo sbugiarderemmo dopo un giorno … “registratori”, TV, radio, giornali, Internet…
        Miti… bei miti ma solo miti… come Giove, Saturno, Ercole, Venere e Apollo…
        …, Mercurio, Marte, Minerva… Gesu’ Cristo…

  4. Si continua a parlare di 6 Comandamento per ciò che concerne l’ammissione dei divorziati risposati alla S. Eucaristia, come se tutto fosse riducibile al problema ” SESSO”. Ma anche questo è un modo per evitare la vera questione rispetto alle volutamente fumose aperture dopo A.L.
    La vera questione per la Chiesa Cattolica è conformarsi alle chiare parole di Gesù sull’indissolubilità ontologica del Matrimonio-Sacramento.
    Di conseguenza chi si risposa dopo un divorzio è in uno stato permanente di peccato rispetto alle parole di Nostro Signore Gesù, che in forza della Grazia Sacramentale è e rimane al centro
    quando il Matrimonio è per sempre.
    Non è quindi la trasgressione morale innanzitutto, ma il fatto che Cristo non è più al centro di quel rapporto che per la Chiesa e il suo magistero non si può concedere la S. Comunione ai divorziati risposati.
    Ho letto l’articolo di un noto vaticanista, che dovendo dare la notizia delle decisioni della Conferenza Episcopale Polacca, su questo argomento, per sminuirne la portata, ha concluso l’articolo stesso dicendo che anche S. Giovanni Paolo II, fece delle aperture rispetto al passato con F. C., quindi sarebbero comprensibili le aperture contenute in A.L, questo dopo aver elencato coloro che avevano posizioni opposte a quelle dei Vescovi Polacchi.
    In qualche modo anche se ambiguamente a mio parere, ha voluto far intendere ai suoi lettori, che entrambe le aperture sono sullo stesso piano quindi lecite.
    Niente di più falso, in quanto quell’invito o rilancio di Giovanni Paolo II ad essere come fratello e sorella,per ricevere l’Eucaristia, ribadiva il punto nodale della questione, il primato di Cristo anche in quel rapporto nuovo.
    Altro che problema di sesso !
    Le aperture di A.L. invece sono ambigue ed interpretabili in modo contrario all’insegnamento del Magistero , come dice la realtà dei fatti.
    Per cui, non voglio dare consigli a nessuno, sono solo un povero padre di famiglia e nonno, ma anche la posizione del Card. Muller e della maggioranza silenziosa che appunto dice che non cambiando nulla non è necessario alcun pronunciamento, se hanno amore alla Verità, non è più sostenibile.
    E anche loro insieme ai laici appertenenti ad asociazioni e movimenti dovrebbero invitare il Papa a chiarire i Dubia con i Cardinali.

    1. Bellissimo intervento, complimenti!

      Diciamo che non vanno chiariti i Dubia, quanto cancellato per sempre il capitolo otto di AL.

      1. Anch’io apprezzo molto l’intervento di Giuseppe Marson, ma tutti ci dobbiamo mettere bene nella capoccia che il Papa non chiarirà mai un bel niente. Il suo silenzio sul punto vale più di mille chiarimenti e lo dimostra la risposta scritta ai vescovi della regione di Buenos Aires nella quale in sostanza si afferma: “sì, avete capito bene”. Più chiaro di così non si può.
        E si noti la procedura formale tipicamente gesuitica: non è il Papa che scrive ” i divorziati risposati possono ricevere la comunione”. Sarebbe una posizione facilmente attaccabile.
        Sono invece i vescovi argentini che lo scrivono, con un giro di parole, in un lungo documento nel quale la parola “apriscatole” è ovviamente “discernimento”. Di questo documento poi chiedono l’imprimatur al Papa. A questo punto il Papa risponde: “o yes, il documento va bene!”.
        Del resto anche in A.L., documento chilometrico,il Papa nasconde accuratamente il concetto in una innocua noterella a piè di pagina.
        E qualcuno di voi aspetta ancora una risposta? Ma va là!

    2. Caro Signor Marson,

      Non ho problemi a concordare col suo intervento.

      Faccio solo notare che dare l’Eucaristia a chi è in quella situazione non è meno “paradossale” che darla agli scismatici che vogliono restare tali, come ho mostrato da qui https://www.marcotosatti.com/2017/06/22/bux-crisi-divisioni-apostasia-e-necessaria-una-professione-di-fede-del-papa-come-paolo-vi/#comment-14845 in poi.

      Eppure San Giovanni Paolo II l’ha fatto.

      Perció io affermo semplicemente che se quelle persone vanno escluse sempre e comunque dai Sacramenti per i motivi che lei ha detto allora, allo stesso modo, vanno esclusi dai Sacramenti gli scismatici che vogliono restare tali, perché se lo guardiamo dal suo punto di vista (cioè dal punto di vista del significato oggettivo e non dal punto di vista dell’imputabilità morale del soggetto – che non è la medesima in tutti i casi) è altrettanto assurdo ammettere ai nostri Sacramenti uno scismatico che vuole rimanere escluso dalla Comunione con Roma.

    3. Da qui

      http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

      Vecchio codice di diritto canonico sugli scismatici che NON vogliono convertirsi

      “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, seppure in buona fede, di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa (Can 731,2).”

      Nuovo Codice di diritto canonico sugli scismatici che NON vogliono convertirsi

      §3. “I ministri cattolici AMMINISTRANO LECITAMENTE i sacramenti della penitenza, dell’Eucaristia e dell’unzione degli infermi AI MEMBRI DELLE CHIESE ORIENTALI, CHE NON HANNO COMUNIONE PIENA CON LA CHIESA CATTOLICA, qualora li richiedano spontaneamente e SIANO BEN DISPOSTI; ciò vale anche per i membri delle altre Chiese, le quali, a giudizio della Sede Apostolica, relativamente ai sacramenti in questione, si trovino nella stessa condizione delle predette Chiese orientali”.

      Come ha fatto notare il sito della FSSPX siamo di fronte ad una vera e propria inversione ad U. E allora, se detta inversione è stata possibile per gli scismatici, se cioè è possibile ammetterli ai Sacramenti a causa della “buona disposizione”, nonostante rifiutino la Comunione con la Chiesa e vogliano rimanere nel loro scisma, allora deve essere possibile ammettere ai Sacramenti anche chi è in una situazione che contrasta col Matrimonio, se ha delle attenuanti.

      Infatti non è che risposarsi sia il “peccato imperdonabile”, è peccato grave (mortale quando ci sono le altre due condizioni richieste) esattamente come persistere nello scisma (vedere Lumen Gentium 14 che ribadisce che chi persiste colpevolmente nel non convertirsi alla Chiesa Cattolica non può essere salvato), e non vedo perché gli scismatici impenitenti debbano essere trattati diversamente.

      Se la logica ha ancora un minimo di valore, se si chiede il ripudio di Al bisogna chiedere anche il ripristino della pastorale preconciliare sugli scismatici, perché è assurdo altrimenti trattare chi vuole rimanere escluso dalla Comunione con Roma e non convertirsi in maniera più comprensiva rispetto a chi si trova in una situazione di adulterio, quasi come se persistere nello scisma potesse essere, talvolta, scusabile, mentre non potere al momento riformare la propria vita se si è in adulterio fosse sempre e comunque peccato del tutto imputabile e mai si dessero attenuanti.

      Ripeto: su questo il sito della FSSPX ha pienamente ragione.

      1. Premetto Marco che non ho letto interamente quanto tu hai scritto sull’argomento, anche perché quando il numero dei commenti aumenta e si dipana con varie risposte diventa faticoso ricostruire. Se ho capito giusto tu contesti la concessione fatta da San Giovanni Paolo II ai fedeli delle chiese Ortodosse appellandoti al primo comandamento. Francamente l’ormai plurisecolare divisione tra le Chiese Orientali e la Chiesa di Roma è quella che ha meno motivi per protrarsi oltre, a differenza del distacco eretico cominciato dalle chiese cosiddette protestanti iniziato 500 anni fa per iniziativa di Martin Lutero. Sono due cose completamente diverse, mi sembra di poter dire da uomo della strada. Quella protestante è una comunione impossibile, a causa dello stravolgimento completo avvenuto, altro che commemorare Lutero!… Dalle Chiese Ortodosse, che hanno mantenuto intatta la dottrina del Vangelo ci separa una cosa “amministrativa” di facile soluzione, ma non la validità dei Sacramenti. Chiedo scusa se sono in errore, ma credo che le cose stiano così. Se sbaglio ‘corigetemi’… Non mischierei quindi le cose con AL come stai cercando di fare, ne esce un minestrone dal quale non si esce. Cerchiamo di non intorbidire le acque, o corriamo il rischio di arrivare al bambinesco “ha cominciato lui” “no, sei stato tu”… Rendo l’idea?

        1. Invece sei in errore Gian, perché gli ortodossi non accettano diverse dottrine cattoliche e non sono in Comunione con Roma.

          Sono di fatto scismatici, non è una opinione. E ammettere gli scismatici che non vogliono convertirsi alla Fede Cattolica ai Sacramenti mentre, contemporaneamente, si predica la tassativa esclusione dei cattolici in situazione irregolare, è una assurdità.

          Ripeto di nuovo quanto scritto sul sito della FSSPX

          “Nella nuova logica ecumenica, quindi, la fede in tutte le verità rivelate non è più un criterio indispensabile per ricevere questi sacramenti, nonostante la Chiesa abbia sempre insegnato che permettere a membri di religioni scismatiche ed eretiche l’avvicinarsi ai sacramenti senza l’abiura dei loro errori vada contro LA LEGGE DIVINA.”

          Poi se si vuole a tutti i costi difendere questa concessione solo perché è stata fatta nel pre-Bergoglio allora è un altro discorso….

          Io dico semplicemente questo: si vuole “annullare” Al? Molto bene, ma allora si annulli anche questa concessione, semolicemente impensabile per tutti i duemila anni della Chiesa Cattolica, che MAI ha accettato ai Sacramenti gli scismatici senza pretendere che abiurassero dai loro errori.

          Non si può avere la botta piena e la moglie ubriaca.

        2. Quello che dico è semplicemente che non si può, con alcuni comandamenti, applicare la legge alla lettera sempre e comunque e con altri invece tirare fuori concessioni.

          Non esiste uno stato di scisma buono, come non esiste uno stato di adulterio buono. Lumen Gentium 14 è cristallina in questo

          “non possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare. ”

          Perciò gli ortodossi che si salvano si salvano perché in buona Fede (che è una attenuante), non certo perché il loro rifiuto di convertirsi al cattolicesimo sia cosa buona o accettabile o non peccaminosa in se stessa.

          Ma se per i divorziati risposati non si deve prendere in considerazione nessuna attenuante allora lo stesso, per una questione di giustizia, deve essere fatto con gli scismatici (che spesso sono anche risposati con la benedizione della loro Chiesa, perciò abbiamo il paradosso che magari uno scismatico e adultero viene ammesso agli stessi Sacramenti negati ai cattolici).

          Come del resto la Chiesa ha fatto per duemila anni, fino al Concilio.

    4. Il sito della fraternità dice anche

      ‘Nella nuova logica ecumenica, quindi, la fede in tutte le verità rivelate non è più un criterio indispensabile per ricevere questi sacramenti, nonostante la Chiesa abbia sempre insegnato che permettere a membri di religioni scismatiche ed eretiche l’avvicinarsi ai sacramenti senza l’abiura dei loro errori vada contro LA LEGGE DIVINA.”

      Ergo, da capo, vale ció che ho scritto sopra.

      Chiunque chieda il ripudio di Al senza chiedere, al contempo, il ripudio di questa concessione fatta da San Giovanni Paolo II, può essere tacciato senza problemi di ipocrisia, sessuofobia e moralismo.

      Chi invece chiede sia il ripudio di Al che di quella concessione di GPII è se non altro coerente coi propri principi.

      La coerenza è ciò che distingue una persona in buona Fede da un ideologo moralista.

        1. Se ha delle buone ragioni per dire che la Chiesa può ammettere degli scismatici impenitenti ai Sacramenti mentre non può fare lo stesso anche con gli adulteri che hanno attenuanti la ascolto. Sappia però che la Chiesa, dalla sua nascita fino al Concilio, ha sempre escluso gli scismatici impenitenti dai Sacramenti.

          Il suo mi sembra un classico esempio del detto: “la legge per gli amici si interpreta, per i nemici si applica”.

          Buona domenica.

          1. Senti un po’ Marco, ti vedo molto spaccacapelli in quattro per quattro, ma senza volermi sottrarre dal confronto sull’argomento che non mi appassiona affatto, vedo nel tuo subdolo tentativo di insediare dubbi dove non hanno motivo di essere e non mi interessa. Le lenzuolate non fanno per me e se solo sentissi il bisogno di chiarimento non lo verrei certo a chiedere a te, ma a qualcun altro più ferrato di te sull’argomento. Sento solo che un fedele ortodosso, nato e vissuto nella fede ortodossa, con i nostri stessi Sacramenti, non è propriamente “uno scismatico impenitente” come tu vorresti che fosse. Mentre un adultero conclamato e continuato che, dopo aver giurato fedeltà davanti a Dio, nella buona e nella cattiva sorte, si rimangiasse il giuramento solenne e sacro per qualsiasi umano motivo e poi pretendesse di accostarsi alla Comunione come suo legittimo diritto e magari ricevere anche gli applausi è tutta altra musica. Pur non essendo un maestro in teologia la mia povera mente mi dice che sono due cose completamente diverse. Tu e i tuoi tentativi di trabocchetto… Ma che cosa te ne viene, a me interessano la Verità, la Giustizia, la vita eterna. Non li vedo questi stessi interessi nella vita quotidiana di Bergoglio che dovrebbe essere il Pastore… Anzi! Vedo molto altro.

          2. “Sento solo che un fedele ortodosso, nato e vissuto nella fede ortodossa, con i nostri stessi Sacramenti, non è propriamente “uno scismatico impenitente” come tu vorresti che fosse. ”

            Invece lo è. Ovviamente non ha colpa di essere nato in una famiglia ortodossa, ma ha colpa di rifiutare di convertirsi alla Fede Cattolica, nonostante sia a conoscenza del fatto che la Chiesa Cattolica ritiene di essere l’unica vera Chiesa e che l’appartenenza ad essa è necessaria alla salvezza (ripeto: vedere Lumen Gentium 14).

            “Mentre un adultero conclamato e continuato che, dopo aver giurato fedeltà davanti a Dio, nella buona e nella cattiva sorte, si rimangiasse il giuramento solenne e sacro per qualsiasi umano motivo e poi pretendesse di accostarsi alla Comunione come suo legittimo diritto e magari ricevere anche gli applausi è tutta altra musica.”

            Non credo che ci sia qualcuno che “pretenda” ciò, e se questo qualcuno ci fosse l’ultima cosa da fare sarebbe dargli l’Eucaristia.

            Il punto è un altro: come la buona Fede / buona disposizione del cristiano ortodosso può fare si che quest’ultimo sia in stato di Grazia nonostante il suo rifuuto di convertirsi alla Fede cattolica, così possono esserci attenuanti per chi è in situazione di adulterio e, pur volendo cambiare vita, al momento non può farlo (perché causerebbe sofferenza a degli innocenti, ad esempio i figli).

            Se non si ammette la psosibilità di attenuanti per queste persone allora non va ammessa nemmeno per gli ortodossi. Se si ammette la possibilità di attenuanti ma si dice, per continuare ad escludere queste persone dall’Eucaristia, che il Sacerdote non può accertarsi con assoluta certezza dove dette attenuanti diminuiscano la colpa da mortale a veniale, lo stesso vale per l’ammissione degli ortodossi all’Eucaristia cattolica, visto che la loro “buona fede o buona disposizione” è altrettanto NON accertabile con certezza assoluta dal Sacerdote.

            Tanto è vero che, ripeto di nuovo, come dice la FSSPX

            http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

            Vecchio codice di diritto canonico sugli scismatici che NON vogliono convertirsi

            “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, seppure in buona fede, di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa (Can 731,2).”

            Come puoi vedere, caro Gian, la Chiesa non ammetteva alla Comunione gli scismatici A MENO CHE non avessero deciso di convertirsi.

            Perché invece debba essere possibile, ora, ammettere alla Comunione cattolica gli scismatici ( e spesso anche adulteri con la benedizione della loro Chiesa, ma suppongo che se un divorziato risposato ortodosso si accosta all’Eucaristia cattolica allora va bene, vero?) che NON vogliono abiurare i loro errori mentre dovrebbe essere impossibile, in qualunque caso, ammettere alla Comunione chi è in situazione di adulterio (anche qualora avesse attenuanti) mi sfugge, se non per la vecchia regola secondo la quale, evidentemente, esistono peccatori per i quali vale la “dura lex sed lex” mentre ne esistono altri per i quali vale “l’interpretazione”.

            Su questo il sito della FSSPX è molto chiara (e infatti loro, coerentemente, rifiutano sia le aperture di Al che quelle del nuovo codice di diritto canonico per gli scismatici che rifiutano la conversione), ma evidentemente ad altri piace di più che con alcuni la Legge si applichi mentre con altri si interpreti .

          3. Quella che ho esposto non è altro che una semplice questione di giustizia e di logica.

            Altrimenti abbiamo il paradosso che un cattolico dovrebbe ritenere più fortunati gli ortodossi, visto che possono risposarsi con la benedizione della loro Chiesa (benedizione che evidentemente toglie loro la piena avvertenza riguardo al loro peccato, visto che la loro Chiesa lo ritiene lecito) e in più essere anche accolti alla Comunione Cattolica, nonostante i cattolici in situazione irregolare (che scismatici non sono, perlomeno) ne siano esclusi e non si ammetta che possano avere attenuanti in nessun caso.

            Ma vedo che qui la logica è stata buttata a mare da un bel po’, un favore di una divisione manichea “pre-Bergoglio-post Bergoglio”, dove le concessioni fatte dai Papi pre-Bergoglio vanno tutte bene a prescindere e dove tutte quelle fatte da Bergoglio vanno tutte male a prescindere.

            In questo la FSSPX è molto più equilibrata.

            Il mio discorso è di una semplicità estrema: se deve valere la dura lex sed lex deve valere per tutti, non ci sono peccatori “più uguali di altri” coi quali usare il maglio e altri peccatori “meno peccatori” coi quali usare le carezze.

            Il punto è questo:

            1) qualunque uomo sulla faccia della terra che rifiuta di entrare nella Chiesa Cattolica pur conoscendone l’esistenza è a serio rischio di dannazione, a meno che la sua buona Fede (dove c’è) non diminuisca l’imputabilità del peccato);

            2) qualunque adultero sulla faccia della terra è a serio rischio di dannazione, a meno che la sua buona Fede (che può valere però per i non cattolici, non per i cattolici) o altre attenuanti che limitano la sua libertà di cambiare vita (e questo può valere anche per i cattolici) non attenuino la sua colpa da mortale a veniale.

            Trattare i peccatori del punto 1 in maniera diversa da come si trattano i peccatori del punto 2, è evidentemente una ingiustizia, perché quelli del punto 1 non sono nè meno peccatori nè meno in pericolo di quelli del punto 2.

          4. E se qualcuno avesse dubbi riguardo al punto numero 1 e ritenesse che ci si può salvare anche fuori dalla Chiesa Cattolica, e che quindi rifiutare la conversione alla Fede Cattolica sia un peccato M-O-R-T-A-L-E (a meno che, ripeto, non ci siano attenuanti), gli consiglio nuovamente di leggere Lumen Gentium 14

            “non possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare”

            Nessun trabocchetto da parte mia, caro Gian (come tu hai supposto sbagliando completamente), semplice questione di verità e giustizia.

        2. Comunque facciamo così, caro Gian: mi spieghi perché ammettere alla Confessione e Comunione degli scismatici che NON vogliono convertirsi alla Fede Cattolica (cosa mai fatta in duemila anni, prima, al contrario della pastorale sui divorziati risposati che, per bocca stessa di Benedetto XVI, in alcune zone aveva già conosciuto applicazioni diverse) dovrebbe essere cosa lecita, visto che persistere nel non convertirsi alla Fede Cattolica è peccato gravissimo contro il primo comandamento che non conduce a dannazione solo se ci sono attenuanti, vedere quanto ho riportato da Lumen Gentium 14, passo riproposto anche nel Catechismo.

          Se riesce a spiegarmi perché questo dovrebbe essere lecito e giusto mentre chi è in situazione di adulterio deve sempre essere presunto colpevole ed escluso, allora ammetterò di avere torto e che “le due situazioni non sono paragonabili”.

          Diversamente rimane quanto scritto sopra; e cioè che sembra un triste caso dove “la legge per gli amici si interpreta, per i nemici si applica”, visto che mentre per i trasgressori del primo comandamento si ammettono eccezioni e la possibilità che la loro buona Fede li scagioni dal peccato mortale mentre per gli adulteri questo non varrebbe.

          1. Non mi sto affatto appassionando Marco, mi sto annoiando. Fosse come sostieni non sarebbe un buon motivo passare i peccatori del punto 2 perché si passano quelli del punto 1. Quelli del punto 1 non sanno di esserlo, dal loro punto di vista, ma quelli del punto 2 lo sanno sicuramente e ben sapendolo non dovrebbero pensare di poter fare la Comunione. Nessuno li caccia dalla Chiesa, ma la Comunione va fatta in Grazia di Dio. E’ chiaro e lineare.

          2. “Quelli del punto 1 non sanno di esserlo, dal loro punto di vista, ma quelli del punto 2 lo sanno sicuramente e ben sapendolo non dovrebbero pensare di poter fare la Comunione”

            Come fai a sapere che non sanno di esserlo? Leggi i cuori forse? Sanno che la Chiesa Cattolica ritiene che bisogna entrare in essa per salvarsi, nessuno può essere sicuro della loro buona Fede, perché lo Spirito Santo bussa ai cuori di tutti per condurli alla verità, perciò non sappiamo quando uno non si converte incolpevolmente. Non con assoluta certezza.

            “Nessuno li caccia dalla Chiesa, ma la Comunione va fatta in Grazia di Dio. E’ chiaro e lineare.”

            La Grazia di Dio si perde col peccato mortale, ma nessuno (a parte voi) presume che tutte quelle persone siano in continuo stato di peccato mortale, perché possono esserci attenuanti che limitano la colpevolezza.

            Solo che voi ai peccatori del punto 1 riconoscete le attenuanti; a quelli del punto 2 invece no, date per assunto che siano sempre e comunque in peccato mortale.

            “Mi sto annoiando’

            Anche io mi sto annoiando a vedere una tale mancanza di logica: se la Chiesa per 2000 anni ha sempre, senza eccezioni; escluso gli scismatici impenitenti, che NON a vogliono convertirsi (gli stessi a cui GPII ha aperto le porte) un motivo c’è.

            Sono in buona Fede? Nessuno può saperlo con certezza assoluta (perché nessuno può leggere i cuori) il confessore può formarsi solo una certezza morale.

            La stessa certezza morale che può formarsi riguardo alla non imputabilità di alcuni di quelli che vivono in contrasto col sesto comandamento.

            E se questa certezza morale per quelli che vivono in contrasto col sesto comandamento non basta allora non basta nemmeno per gli scismatici che non vogliono convertirsi; è logica elementare.

            Ma contro l’ipocrisia non c’è logica che tenga.

            Continua pure ad annoiarti.

            Buona Domenica.

          3. Cito di nuovo il vecchio codice di diritto canonico

            “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, SEPPURE IN BUONA FEDE , di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa (Can 731,2).”

            San Giovanni Paolo II invece ha cambiato tutto.

            Ora, il discorso dello stato di Grazia non c’entra, come ho già detto, perché anche i quattro cardinali sanno che un cattolico in stato di adulterio può non essere pienamente imputabile a causa di alcune attenuanti, e quindi essere in stato di Grazia. Cito i quattro Cardinali da qui http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

            “Nel paragrafo 301 “Amoris laetitia” ricorda che “la Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti”. E conclude che “per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.
            Nella Dichiarazione del 24 giugno del 2000 il Pontificio consiglio per i testi legislativi mirava a chiarire il canone 915 del Codice di Diritto Canonico, che afferma che quanti “ostinatamente persistono in peccato grave manifesto, non devono essere ammessi alla Santa Comunione”. La Dichiarazione del Pontificio consiglio afferma che questo canone è applicabile anche ai fedeli che sono divorziati e risposati civilmente. Essa chiarisce che il “peccato grave” dev’essere compreso oggettivamente, dato che il ministro dell’Eucarestia * non ha mezzi per giudicare l’imputabilità soggettiva della persona.
            Così, per la Dichiarazione, la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente POTREBBE NON ESSERE PIENAMENTE IMPUTABILE** , o NON ESSERLO PER NULLA.
            Lungo la stessa linea, nella sua enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, n. 37, San Giovanni Paolo II ricorda che “il giudizio sullo stato di grazia di una persona riguarda ovviamente solo la persona coinvolta, dal momento che è questione di esaminare la coscienza”. Quindi, la distinzione riferita da “Amoris laetitia” tra la situazione soggettiva di peccato mortale e la situazione oggettiva di peccato grave è ben stabilita nell’insegnamento della Chiesa.
            Giovanni Paolo II, tuttavia, continua a insistere che “in caso di condotta pubblica che è seriamente, chiaramente e stabilmente contraria alla norma morale, la Chiesa, nella sua preoccupazione pastorale per il buon ordine della comunità e per il rispetto dei sacramenti, non può fallire nel sentirsi direttamente implicata”. Egli così riafferma l’insegnamento del canone 915 sopra menzionato.
            La questione 3 dei “dubia” vorrebbe così chiarire se, anche dopo “Amoris laetitia”, è ancora possibile dire che le persone che abitualmente vivono in contraddizione al comandamento della legge di Dio vivono in oggettiva situazione di grave peccato abituale, anche se, per qualche ragione, NON È CERTO CHE ESSI SIANO SOGGETTIVAMENTE IMPUTABILI per la loro abituale trasgressione.

            *n.b: non è il confessore

            ** per l’appunto qui i cardinali ammettono che possono essere in Grazia di Dio e quindi potrebbero essere assolti e ricevere la Comunione anche se al momento non possono riformare la loro vita a causa di alcune attenuanti che sta al confessore insieme al penitente valutare.

            Se è stato possibile cambiare sugli scismatici impenitenti è possibile cambiare anche sui divorziati risposati, perché come ho mostrato con le parole dei quattro cardinali possono essere non colpevoli totalmente del loro stato (pensiamo ad esempio a chi vorrebbe cambiare vita ma non può farlo perché distruggerebbe la nuova famiglia).

            Se si obbietta che ciò che si sta facendo è sbagliato (cosa sulla quale posso anche concordare ma non per i motivi condivisi da molti qui, ma perché molti sacerdoti sono inadeguati) allora per coerenza bisogna chiedere lo stesso anche per gli scismatici.

            Punto e fine.

            È anche assurdo dover ribadire una tale ovvietà.

            Perciò il tuo discorso

            “Nessuno li caccia dalla Chiesa, ma la Comunione va fatta in Grazia di Dio.”

            Qui non si applica, perché il sillogismo “divorziato risposato non casto = persona in sicuro stato di peccato mortale” è errato per bocca stessa dei cardinali.

          4. Chiedo scusa per l’accusa di ipocrisia; mi ero innervosito un attimo, spero vorrai accettare le mie scuse.

          5. Caro Marco, puoi continuare all’infinito ed è lo stesso. Se tu fossi nato in un Paese di religione ortodossa saresti comunque un buon cristiano se rispetti la Legge e vivi onestamente, pur sapendo che la secolare divisione dalla Chiesa cattolica dipende da decisioni antiche messe in atto dai superiori di allora e che nel tempo possono esserci stati percorsi diversi tra le due Chiese, non per colpa dei fedeli dell’una o dell’altra (Chiesa). Non va all’inferno nessuno, quindi, tra i fedeli ortodossi, dato che la situazione è al di fuori delle loro responsabilità. Non è che un bel mattino un cristiano ortodosso che ha ricevuto una educazione secondo le direttive e la tradizione della sua comunità si sveglia e si dice: “Oh bella voglio diventare cattolico”… Sei d’accordo? La riunificazione potrà casomai avvenire per volontà e iniziativa dei rispettivi vertici, dei grandi capi o Pastori, chiamali come vuoi. E allora che cosa pretendi di imputare al povero diavolo di un ortodosso? Parli di reiterato scismatico, ma fammi il piacere! Ben diverso il discorso del caso 2: uno si è sposato in chiesa con il Sacramento del matrimonio, giura davanti a Dio amore per sempre, fin che morte non li separi e invece dopo cambia idea, magari dopo aver messo al mondo dei figli… Beh, non mi dirai che la colpa dell’ortodosso (per me davvero innocente) può essere considerata uguale alla colpa del traditore di un giuramento davanti a Dio e a colei che ha portato alla’altare, che poi metta su una seconda famiglia, fa altri figli e vuole anche fare la Comunione? Mi sembra l’abc senza aver studiato da alto pretone o da pomposo monsignore. Senza tirare in ballo ipocrisia e tutto il resto. Basta, passo e chiudo che mi sono davvero scocciato. Se hai dubbi chiedi a Bergoglione e fa come ti dice di fare.

          6. Ripeto: uno non ha colpa se nasce in una famiglia ortodossa ma può avere colpa di rifiutare la conversione al cattolicesimo.

            Non si può assumere di default che tale rifiuto sia moralmente innocente, altrimenti la Chiesa farebbe senza evangelizzare perché si salverebbero tutti, gli islamici perché nati islamici, gli ortodossi perché nati ortodossi, i buddisti perché nati buddisti ecc, e l’evangelizzazione sarebbe inutile (Anzi dannosa, perché ad essere cattolici sarebbe più facile dannarsi, vista la durezza della morale cattolica rispetto alle altre fedi).

            Ed è per questo che, ripeto, per 2000 anni fino al CVII, ammettere degli scismatici ai Sacramenti quando non volevano convertirsi era semplicemente impensabile.

            Riguardo al resto non replico nemmeno, perché i cardinali dei Dubia stessi hanno ammesso che la colpa mortale non c’è sempre in tutti i casi per i divorziati risposati (proprio perché, non essendo dei farisei, sanno che non c’è solo il traditore ma c’è anche la poveraccia che non poteva mantenere i figli da sola e mille altre situazioni dove tutti gli schemi si rompono, al contrario che mettete tutti nello stesso calderone, manifestando o grande ignoranza o grande malafede) ma o sei troppo maleducato per leggere o troppo stupido per capire ciò che leggi.

            Dopo quel “chiedi a Bergoglio”, poi (che suggella definitivamente la tua pochezza intellettuale e morale) direi che possiamo chiudere.

            Adiòs.

          7. Ripeto di nuovo quanto scritto sul sito della FSSPX http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

            ‘Nella nuova logica ecumenica, quindi, la fede in tutte le verità rivelate non è più un criterio indispensabile per ricevere questi sacramenti, nonostante la Chiesa abbia sempre insegnato che permettere a membri di religioni scismatiche ed eretiche l’avvicinarsi ai sacramenti senza l’abiura dei loro errori vada contro LA LEGGE DIVINA.”

            LEGGE DIVINA, chiaro???? Poi chi vuole fare orecchie da mercante solo perché GPII ha aperto a gente che gli sta simpatica mentre Bergoglio ha aperto a peccatori che, evidentemente, sono considerati da voi benpensanti la feccia della feccia, sempre e comunque colpevoli, faccia pure.

            Io ho riportato i cardinali che hanno candidamente ammesso che sarebbe sbagliato presumere che i divorziati risposati siano sempre in peccato mortale e privi della Grazia, se voi volete pensare il contrario per gonfiarvi nel vostro orgoglio di bravi cattolici (o siete semplicemente troppo stupidi per capire ciò che leggete) nessuno ve lo vieta.

          8. Poi, giusto per confutare le ultime sciocchezze, tu scrivi

            “Saresti comunque un buon cristiano se rispetti la Legge”

            Già, peccato che l’ortodossia approva le seconde nozze e non ha comandamenti sulla contraccezione. Perciò i loro fedeli non commettono peccati mortali in questi campi perché la loro Chiesa li lascia nell’ignoranza.

            Quindi un divorziato risposato ortodosso (cioè oltre che scismatico pure adultero ) può accedere ai Sacramenti cattolici mentre il cattolico no?

            “Non va all’inferno nessuno, quindi, tra i fedeli ortodossi, dato che la situazione è ALDIFUORI delle loro responsabilità”.

            ALDIFUORI della loro responsabilità c’è l’essere nati in una Chiesa scismatica, non il rifiutare di convertirsi dopo l’età della ragione. Questo è un peccato che può essere imputabile come non esserlo, esattamente come il non cambiare vita per chi in stato di adulterio può essere imputabile come non esserlo.

            Anche perché se fosse come dici tu, la Chiesa non dovrebbe evangelizzare e sarebbero tutti salvi, ortodossi perché nati ortodossi, islamici perché islamici (avranno mica colpa loro di essere nati in una famiglia islamica?) e così via, e paradossalmente quelli più a rischio sarebbero i fedeli cattolici, i quali hanno una legge molto più dura rispetto alle altre religioni (specie su peccati che entrano molto nel “quotidiano” come quelli sessuali).

            Se non ti rendi conto, quindi, dell’assurdità dell’assumere aprioristicamente l’innocenza di chi non si converte alla Fede cattolica solo perché nato aldifuori di essa, e delle conseguenze che ciò avrebbe se fosse vero, non so proprio che farci.

            Tu assumi aprioristicamente l’innocenza di queste persone (cosa che la Chiesa non fa, ammette la possibilità di buona Fede, non la dà per certa) e assumi aprioristicamente la colpevolezza dei divorziati risposati (anche qui, cosa che la Chiesa non fa NÈ ha mai fatto. Cito di nuovo le parole dei cardinali sul terzo dubium, dove scrivono “La questione 3 dei “dubia” vorrebbe così chiarire se, anche dopo “Amoris laetitia”, è ancora possibile dire che le persone che abitualmente vivono in contraddizione al comandamento della legge di Dio vivono in oggettiva situazione di grave peccato abituale, anche se, per qualche ragione, NON È CERTO CHE ESSI SIANO SOGGETTIVAMENTE IMPUTABILI per la loro abituale trasgressione”).

            Ma forse sbagliano anche i quattro cardinali, che non hanno capito che quelle persone, in realtà, sono figli di Satana in sicuro e certo stato di peccato mortale mentre i poveri ortodossi sono sempre innocenti. Saranno bergogliani pure i quattro cardinali.

            E avrà sbagliato la Chiesa per i primi duemila anni, quando rifiutava di ammettere gli scismatici ai sacramenti a meno che non si convertissero. Non sapeva, la Chiesa, che in realtà avrebbero dovuto ammetterli perché aprioristicamente innocenti per il loro rifiuto di non convertirsi; esattamente come i quattro cardinali dei Dubia non sanno che i divorziati risposati sono, per definizione, in peccato mortale e privi della Grazia sempre e comunque.

            Meno male che queste cose le sai tu, caro Gian. Meno male che sei arrivato tu ad illuminarci e a farci capire con chi la legge si può interpretare e con chi si deve applicare.

            Ti ringrazio di cuore.

          9. Chiudi sì che è meglio. Tu non vuoi capire il senso di quello che ho cercato di esporti, la differenza tra una “colpa” generica che intruppa tutti e una colpa invece che è esclusivamente “personale”. E’ stato Bergoglione ad affermare che “il proselitismo è una solenne sciocchezza”.
            Ha anche detto che “tutte le religioni pregano lo stesso Dio” ed è sempre lui che ha coniato quel capolavoro di A. L.: dai frutti che ha portato si può proprio concludere che l’albero è malato. Vedo infine che ad ogni replica di un tuo interlocutore senti il bisogno di contro replicare con tre commenti a raffica, come se uno non bastasse.

          10. “Chiudi sì che è meglio. Tu non vuoi capire il senso di quello che ho cercato di esporti, la differenza tra una “colpa” generica che intruppa tutti e una colpa invece che è esclusivamente “personale”.”

            No Gian, sei tu che non vuoi capire, e si che te l’ho già spiegato. Ci riprovo di nuovo:

            1) uno non ha colpa di essere nato in una famiglia ortodossa (o islamica, o buddista, o induista ecc) ma PUÒ avere colpa per il suo rifiuto di convertirsi alla Fede Cattolica nell’età della ragione (il “può” ovviamente non significa che la colpa sia sempre presente, questa persona può essere imputabile e in cattiva Fede, cioè decidere di non convertirsi nonostante lo Spirito Santo l’annia illuminata sulla verità, come può non esserlo (imputabile a causa della sua buona Fede), ergo assumere che i non cattolici che non si convertono alla Fede Cattolica siano innocenti e giustificati di default è sbagliato tanto quanto l’assumere che siamo colpevoli e in peccato mortale di default;

            2) i divorziati risposati possono essere pienamente colpevoli della situazione in cui si trovano, è pienamente imputabili, come possono anche non esserlo. Questa non è una invenzione bergogliana, è dotrrina di sempre della Chiesa ammessa anche dai quattro cardinali. Visto che evidentemente hai ignorato ciò che ho scritto riporto NUOVAMENTE le parole dei quattro Cardinali, sperando che bastino a farti comprendere. Eccole di seguito le loro parole, da qui http://www.scuolaecclesiamater.org/2016/11/la-mancata-risposta-ai-dubia-sullamoris.html

            “Nel paragrafo 301 “Amoris laetitia” ricorda che “la Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti”. E conclude che “per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.
            Nella Dichiarazione del 24 giugno del 2000 il Pontificio consiglio per i testi legislativi mirava a chiarire il canone 915 del Codice di Diritto Canonico, che afferma che quanti “ostinatamente persistono in peccato grave manifesto, non devono essere ammessi alla Santa Comunione”. La Dichiarazione del Pontificio consiglio afferma che questo canone è applicabile anche ai fedeli che sono divorziati e risposati civilmente. Essa chiarisce che il “peccato grave” dev’essere compreso oggettivamente, dato che il ministro dell’Eucarestia * non ha mezzi per giudicare l’imputabilità soggettiva della persona.
            Così, per la Dichiarazione, la questione dell’ammissione ai sacramenti riguarda il giudizio della situazione di vita oggettiva della persona e non il giudizio che questa persona si trova in stato di peccato mortale. Infatti soggettivamente POTREBBE NON ESSERE PIENAMENTE IMPUTABILE** , o NON ESSERLO PER NULLA.
            Lungo la stessa linea, nella sua enciclica “Ecclesia de Eucharistia”, n. 37, San Giovanni Paolo II ricorda che “il giudizio sullo stato di grazia di una persona riguarda ovviamente solo la persona coinvolta, dal momento che è questione di esaminare la coscienza”. Quindi, la distinzione riferita da “Amoris laetitia” tra la situazione soggettiva di peccato mortale e la situazione oggettiva di peccato grave è ben stabilita nell’insegnamento della Chiesa.
            Giovanni Paolo II, tuttavia, continua a insistere che “in caso di condotta pubblica che è seriamente, chiaramente e stabilmente contraria alla norma morale, la Chiesa, nella sua preoccupazione pastorale per il buon ordine della comunità e per il rispetto dei sacramenti, non può fallire nel sentirsi direttamente implicata”. Egli così riafferma l’insegnamento del canone 915 sopra menzionato.
            La questione 3 dei “dubia” vorrebbe così chiarire se, anche dopo “Amoris laetitia”, è ancora possibile dire che le persone che abitualmente vivono in contraddizione al comandamento della legge di Dio vivono in oggettiva situazione di grave peccato abituale, anche se, per qualche ragione, NON È CERTO CHE ESSI SIANO SOGGETTIVAMENTE IMPUTABILI per la loro abituale trasgressione;

            3) la decisione della Chiesa di escludere sempre gli scismatici dai Sacramenti cattolici, a meno che non avessero deciso di convertirsi, NON era una decisione meramente contingente, ma è stato ciò che la Chiesa ha SEMPRE fatto in 2000 anni di storia. Ancora una volta, ti invito a leggere ciò che ho riportato dal sito della FSSPX
            “Nella nuova logica ecumenica, quindi, la fede in tutte le verità rivelate non è più un criterio indispensabile per ricevere questi sacramenti, nonostante la Chiesa abbia sempre insegnato che permettere a membri di religioni scismatiche ed eretiche l’avvicinarsi ai sacramenti senza l’abiura dei loro errori vada contro LA LEGGE DIVINA.”;

            4) le parole di Bergoglio sul proselitismo possono essere intese in un senso cattolico (anche Papa Benedetto XVI parlava male del proselitismo) se sono intese invece nel senso che qualunque religione assicura la salvezza e che L’EVANGELIZZAZIONE è inutile, allora è un gravissimo errore, perché il dogma “Extra Ecclesiam Nulla salus” è de fide, non è una opinione Teologica. I non cristiani, e i cristiani non cattolici, quando si salvano si salvano perché incorporati invisibilmente alla Chiesa Cattolica a causa della Grazia di Dio e della loro buona Fede, NON certo perché esistano religioni non cattoliche che sono salvifiche per se stesse. Nemmeno l’ortodossia lo è, seppure sia la più vicina a noi, perché se un ortodosso rifiuta di convertirsi colpevolmente al cattolicesimo non può essere salvato, può essere salvato solo se il suo rifiuto è incolpevole e procede da una mancata consapevolezza della verità della Fede Cattolica (cioè dove, pur sapendo che esiste, si è invincibilmente e incolpevolmente convinti che la verità risieda altrove; chi invece arriva in qualche modo a capire, con l’aiuto dello Spirito Santo, che la pienezza della Verità risiede nella Cattolica e non si converte, non può essere salvato). Di nuovo cito Lumen Gentium 14 che insegna che

            “non possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare”.

            Porca miseria Gian, e si che le avevo già spiegate queste cose.

          11. “default è sbagliato tanto quanto l’assumere che *siamo* colpevoli e in peccato mortale di default;”

            *siano*

          12. Poi, Gian, se tu non vedi la differenza tra questo

            Vecchio codice di diritto canonico

            “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, seppure in buona fede, di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa (Can 731,2).”

            E questo

            Nuovo codice di diritto canonico, Canone 844.3

            §3. “I ministri cattolici AMMINISTRANO LECITAMENTE i sacramenti della penitenza, dell’Eucaristia e dell’unzione degli infermi AI MEMBRI DELLE CHIESE ORIENTALI, CHE NON HANNO COMUNIONE PIENA CON LA CHIESA CATTOLICA, qualora li richiedano spontaneamente e SIANO BEN DISPOSTI; ciò vale anche per i membri delle altre Chiese, le quali, a giudizio della Sede Apostolica, relativamente ai sacramenti in questione, si trovino nella stessa condizione delle predette Chiese orientali”.

            Io davvero non so che farci. CHIUNQUE sappia leggere e capire non può non vedere che è stata una vera e propria inversione ad U contraria a tutto quanto fatto dalla Chiesa nei primi duemila anni.

            Il punto quindi è questo: se non si accetta l’inversione ad U di Al sui divorziati risposati non casti fatta da Papa Francesco, non si può accettare nemmeno l’inversione ad U sugli scismatici che non vogliono convertirsi fatta da San Giovanni Paolo II, perché sia il permanere in adulterio che il rifiutare la conversione alla Fede Cattolica sono peccati gravi, che dannano se compiuti con piena avvertenza e deliberato consenso e non ci si pente di essi prima della morte.

            Sicchè accettare che una categoria di peccatori gravi (gli scismatici che rifiutano di convertirsi) possa essere ammessa ai Sacramenti cattolici in virtù del fatto che possano essere in buona Fede (cosa non accertabile dal Confessore in senso assoluto; potrà solo formarsi una certezza morale) mentre, al contempo, si afferma che un’altra categoria di peccatori gravi (i divorziati risposati) non possano mai essere ammessi nonostante i cardinali dei Dubia stessi ammettano che non è affatto detto che siano sempre in peccato mortale (anche qui vale il discorso fatto sopra sulla buona Fede degli ortodossi: il confessore potrà solo formarsi una certezza morale, non assoluta, sulla non Imputabilità dei divorziati risposati e sul fatto che abbiano oppure no attenuanti che limitano la loro libertà), è ipocrisia al massimo grado, mi spiace dirlo.

            O ipocrisia o mancanza di logica.

            In ogni caso verba volant scripta manent, io ho DIMOSTRATO che sugli scismatici che non voglion convertirsi la Chiesa ha fatto una inversione ad U paragonabile (anzi superiore, perché nel primo millennio la prassi sui divorziati risposati ha conosciuto variazioni per bocca stessa di Benedetto XVI) a quella di Al sui divorziati, se uno non capisce l’estrema assurdità del rifiutare Al e accettare quanto fatto da GPII, è un problema solo suo.

  5. Dai commenti letti mi sono reso conto che sono tanti quelli che si sono accorti che Bergoglio avvicina la Chiesa ai non credenti invece di avvicinare i non credenti a Cristo.
    Mi sembra inutile appellarsi a lui per avere rettifiche, chiarimenti, ecc. o aspettarsi che la barca cambi rotta.
    Ogni scelta viene fatta per disperdere la vera fede ed i veri fedeli. Ormai si deve prendere atto che l’anti-chiesa è al potere, ed è ora di fare delle scelte per evitare l’assuefazione e la resa alla superficialità dilagante.
    Per salvare il salvabile, penso che bisogna organizzare un opposizione (dialettica) aperta e sistematica a tutto ciò che contrasta con la dottrina della fede e la tradizione della Chiesa. Penso che i veri cattolici, debbano sapere al più presto su chi poter contare ed unirsi per trovare le sedi e le modalità più opportune per sostenere anche sui “media” le proprie ragioni.
    Il che non esclude altre soluzioni o strategie per contrastare la cancellazione del cattolicesimo dalla terra.
    Spero che il confronto possa far emergere proposte costruttive.

  6. L’intervista di mons. Bux, è un ulteriore potentissimo squillo di tromba che terremotera’ le già traballanti mura della Gerico bergogliana. Uniti preghiamo, informiamo e testimoniamo la fedeltà a Dio attraverso e per la Chiesa Cattolica. In Cristo e solo Cristo, sarà la nostra vittoria e il terribile Male non prevarrà.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  7. Bello il fatto che Bux chieda a Francesco di correggere il pensiero non cattolico nella Chiesa, quando il pensiero non cattolico è proprio quello di Francesco.

    1. E’ una situazione paradossale, perchè è tutto un arrabattarsi a chiedere azioni (chiamansi dubia, conferme, dichiarazioni ufficiali) a chi potrebbe fare (ma non ha la benchè minima intenzione di farlo).
      Insomma ci si rivolge all’autorità giusta ben sapendo che quella autorità è incarnata dalla persona piu’ sbagliata (che piu’ non si puo’!).
      Mi sembra il classico gioco delle parti, esattamente come in politica.
      E’ tempo che questo teatrino cessi, certo con l’aiuto del Cielo, ma anche con piu’ coraggio e realismo da parte di quella gerarchia “sana”, che è ormai tempo si scrolli di dosso una (ormai inutile quanto controproducente) prudenza.

      1. Sono d’accordo, pienamente. La parte “sana” dei pastori dovrebbe davvero cominciare a chiamare le cose e le persone con il loro nome ed assumere le logiche conseguenze. Continuare a rivolgersi con richieste di chiarimento e correttezza a chi è lì appositamente per devastare ciò che è rimasto ancora di cattolico è semplicemente un assurdo. La radicalità dei tempi esigerebbe un’uscita coraggiosa dalla zona grigia.

  8. Leggo da diverso tempo i commenti ad articoli giornalistici alla versione Internet de Il Giornale e quello che è impressionante è il numero degli atei e non credenti che danno addosso a Papa Francesco( per la mancata difesa della famiglia naturale e relative adozioni, per l’apprezzamento della islam come ” religione di Pace” , per il continuo incitamento all’INVASIONE dell’Italia e dell’Europa, per i suoi silenzi verso la distruzione della legge morale naturale ecc ecc) e che rimpiangono tantissimo sia Papa Giovanni Paolo II sia Papa Benedetto XVI.
    Evidentemente il buonsenso e la Legge morale naturale non sono morte nel cuore di molti italiani. Al contempo è impressionante negli stessi commenti trovare CATTOCOMUNISTI che fino all’altro giorno davano addosso a Papa GP II e Papa Ratzinger e che adesso esaltano ed adorano Papa Francesco. Beati voi quando diranno male di voi…….La cosa agghiacciante che fa riflettere moltissimo è che questo Papa è adorato dal Mondo , anche in questo sito, questo non mi meraviglia. Sono quelle persone che esultano per la distruzione della Dottrina Cattolica in favore di una più elastica legge morale naturale variabile e per una protestantizzazione della Chiesa Cattolica.

    1. @Nicola

      da tempo non leggo quasi più Il Giornale (che per decenni era presenza fissa in casa mia) ma da quanto riferisce lei fra i lettori che fanno commenti sembra ancora prevalente il gruppo di quelli che erano i lettori “storici”, liberi nel loro pensare ma comunque anticomunisti e antitotalitari in generale, contro i “nuovi” lettori allineati al nuovo corso berlusconiano puttaneggiante, animalista con cagnolini e agnellini vari, nazareneggiante e spesso, in sintesi, ridicolo.

  9. A coloro che si son convinti che morto un papa se ne dimette un altro, faccio invito a mettere a fuoco che li scenario poteva essere più plausibile se le nomine di Bergoglio non tradissero, invece, intenzioni altre, con un programma di discontinuità deciso e rapido.

    Secondo me, al contrario, alla morte di Benedetto XVI, si sbracherebbe del tutto; ed al confronto, ciò che si è visto, udito, saputo fino ad oggi tra sparate quasi surreali ed operazioni inquietanti, ci verrà da dire che eravamo ancora fortunati.

    Ovvero, nel caso di dipartita di BXVI a precedere, presumibilmente, il peggio ha da venire, non avendo più alcuna tema che, con le forze residue, BXVI possa intervenire, sia in prima fila esponendosi, sia legittimando-avallando “cordata” interna.

    Si è già colta una reazione di Bergoglio in seguito alla presentazione del libro ultimo scritto dal Card. Sarah, con introduzione di Benedetto XVI.
    E da quella reazione pure se ne deduce che Bergoglio non si dimetterà, ma diventerà incontenibile.

    Anche per questo mi auguro che i 4 card. volenterosi dei dubia, non temporeggino oltre: il tempo non gioca certo a loro favore, confusione e danno peggiore si diffonde, con la morte di BXVI potrebbe esser strumentalizzato post mortem per metterli all’angolo e liquidare il quartetto definitivamente.

    Passino ad una fase successiva quanto prima.

    1. @Andrea P.
      Ovviamente nemmeno io ho il dono della preveggenza.

      Però concordo con lei che al momento sembra più probabile, alla morte di Benedetto XVI (ipotizzata prima di quella di Francesco per ovvie ragioni statistiche), l’evoluzione (verso il peggio) che lei ipotizza.

      1. Preveggenza neppure io.
        E lieto a far festa grande se avessimo torto e non, invece, se avessimo ragione.

    2. E’ proprio per quello che ha ben detto lei che ho trovato decisamente ASSURDO le dimissioni di Bergoglio alla morte (il più lontano possibile, speriamo a volere di Dio, di Benedetto XVI).
      Ma che ipotesi assurda è?
      Benedetto XVI è il KATEKON, rimosso il quale, tutto il possibile.

      1. Già, ormai è sempre piu’ chiaro… il plurisecolare arrovellarsi per comprendere il significato di questa figura…
        Ora è palese, lapalissiano direi: KATEKON= BXVI !!!

        1. E secondo voi, il katechon della profezia finale, esce di scena perché arriva a 90 anni e muore come tutti?
          Mi parrebbe strano assai…

      2. Nulla è impossibile, Benedetto XVI potrebbe anche sopravvivere a Bergoglio. Il futuro nessuno lo conosce.

  10. Correzioni: non si diventi.
    Una sorta di azienda.
    Mi scuso per la lunghezza e gli errori .
    Grazie.

  11. Anche io sono preoccupato, oggi prima del Rosario a Lourdes accendo massimo 5 minuti prima, una delle ultime domande del conduttore di TV 2000 al Card. Coccopalmerio, se non ricordo male è stata: il legalismo può essere una suggestione del maligno ? dopo la domanda e l”inizio della risposta ovvia, del Cardinale ho girato canale aspettando l’inizio del S.Rosario.
    Avrei ricordato al Cardinale e al conduttore che oggi la S.Chiesa fa memoria di due Santi che molto probabilmente oggi sarebbero considerati legalisti, rigidi, dottori della legge etc.etc..
    San Tommaso Moro e San Giovanni Fisher, sono stati uccisi per aver difeso il primato di Cristo e l’indissolubilità ontologica del Matrimonio-Sacramento.
    Se avessero dato retta alle tesi del Card.Coccopalmerio del Card. Kasper e avessero tenuto un atteggiamento come quello proposto dai Vescovi argentini suggerito da A.L. La S.Chiesa avrebbe due santi martiri in meno.
    Ma grazie a Dio anche il loro sangue contribuirà a far sì che nonni diventi ben disposti ad ascoltare ” un altro Vangelo che non avete ancora sentito” ( S.Paolo)
    Rispetto a quello che dice don Nicola Bux, come rispetto alla correzione sia privata o pubblica del Papa, credo siano necessari alcuni passaggi formali, che vista la pavidità dei nostri pastori, rende tutto più complicato, se poi aggiungiamo il silenzio ad esempio su A.L. di quasi tutte le associazioni e movimenti, che si guardano bene dal prendere posizione, è tutto ancora più complicato.
    Non si esprimono pubblicamente nemmeno per dire al Papà di ricevere i Cardinali dei dubia.
    Il Papa e coloro che credono di aver portato “aria di primavera” nella Chiesa, sono ben consci anche se dicono il contrario dell’ amore a Cristo e alla comunione e unità della S.Chiesa di coloro che dissentono dal loro “revisionismo”
    e dalla ” immagine” di Chiesa che ha il Papa stesso.
    Anche stamattina ha detto no al buonismo, in effetti lui non è buonista, ma SOLO con chi dissente da lui.
    Tosatti mi permetta una ultima considerazione sui questionari, che erano già stati sperimentati prima dei Sinodi sulla famiglia.
    Vi immaginate un padre e una madre che fanno i questionari ai figli per decidere come educarli?
    Vi immaginate Gesù e gli apostoli che prima di decidere il tipo di predicazione fanno i questionari.
    La S,Chiesa ridotta a diventare una sorta azienda telefonica o energetica, che si informa sul gradimento e sugli orientamenti dei propri clienti è molto preoccupante.

    1. Ooh! Finalmente, allora non sono solo io a cogliere qualcosa di storto, una riduzione se si fanno questionari e sondaggi come sorta di azienda ma, aggiungo, come partiti, movimenti, sindacati.
      Grazie per aver introdotto la questione.

      1. Mi scuso in anticipo se vi tedio ancora con l’argomento Concilio Vaticano II. Ma, siccome io ho vissuto quel tempo con un entusiasmo allora contagioso, mentre ora mi sento profondamente deluso, se non tradito da quanto veniva ogni sera trasmesso sul primo canale della TV italiana, non so se con reticenze volute oppure per ignoranza, vi propongo (se già non ne siete al corrente) alcune cose che effettivamente accaddero. Dobbiamo tener presente che molti dei Padri conciliari venivano da paesi lontani, da culture diverse e, cosa ancor più importante, del tutto ignari degli sviluppi della teologia che si era venuta sviluppando in Europa; in modo particolare la cosiddetta Nouvelle Théologie francese, belga olandese e, ancor più, la teologia tedesca ed anglosassone (Hans Kung, per esempio era già in odore di eresia e non fu ammesso al Concilio).
        Tra i teologi più influenti cito Karl Rahner (oggi ritenuto eretico), Yves Congar, Edward Schillebeekx e Gregory Baum. Quest’ultimo fu uno dei principali artefici della stesura del documento Nostra Aetate, sul rapporto con le religioni non cristiane. Vi propongo sotto un ritratto molto breve, ma significativo di due dei teologi sopra menzionati:
        “Uno dei teologi di riferimento del Concilio, Gregory Baum, prete spretato, responsabile tra l’altro della stesura di Nostra Aetate, uno dei testi più problematici, oltre che della resistenza ad Humanae Vitae, si è dichiarato gay a 93 anni. L’infingardo ha spiegato di praticare l’omosessualità sin da quando aveva 40 anni ma di non averlo detto, poiché voleva rimanere nella Chiesa a diffondere le sue dottrine velenose. Praticamente, Humanae Vitae non gli piaceva poiché lui stesso portava avanti una condotta immorale. Se questa è l’onestà con cui i documenti conciliari sono stati scritti, stiamo freschi.
        D’altronde anche l’altro maggiorente dei disastri conciliari e post-conciliari, Karl Rahner (gesuita), aveva una relazione (platonica?) con una donna, che lo chiamava ‘pesciolino’. Probabilmente non si riferiva al celebre acrostico utilizzato dai primi cristiani.”
        Queste sono solo alcune delle situazioni di quel tempo che stanno un po’ alla volta emergendo. Non fidiamoci, dunque, dei peana diffusi ad arte da molti laudatores (es.: la scuola di Bologna del prof. Melloni) e sforziamoci per quanto è nelle nostre possibilità di guardare al Concilio con dovuta e necessaria analisi critica. Non è facile, lo so. Ma se vogliamo rimanere fedeli al Magistero autentico dobbiamo essere vigili. Solo allora potemmo definirci veri “progressisti”, come da me affermato nell’intervento precedente.
        Comunque, quando sono triste e depresso per quanto sta accadendo (cosa che mi capita spesso di questi tempi), faccio questa riflessione (non so se giusta o, quantomeno forzata): l’uomo (maschio e femmina Dio li creò, dice la Genesi) in quanto creatura è, per statuto ontologico originario, UN ESSERE LITURGICO. Il Profeta Geremia dice che noi portiamo il nome di Dio (cfr Ger 15, 16) e allora facciamo in modo che l’invocazione”sanctificetur nomen tuum” sia per noi un ammonimento costante ad indirizzare il nostro pellegrinaggio terreno nella direzione che il Logos ci ha insegnato. Non è facile, ma possiamo farcela. “Siate santi come Io sono santo” è l’invito pressante di Dio al suo popolo.
        Buona notte.

        1. Comunque leggendo tutti i commenti stavo riflettendo su una cosa….non per “tirare su il morale” un po’ a caso o sminuire tutto in modo superficiale (anzi, quanto dolore e quanta preoccupazione ho anch’io per la nostra amata Chiesa…!!!), tuttavia più ascolto le riflessioni, i sentimenti e tutto quanto sta emergendo più mi convinco che davvero “tutto concorre al bene per coloro che amano Dio”!

          Infatti pensateci un attimo: senza tutto quello che sta accadendo quanti di noi avrebbero incominciato a studiare o anche solo a leggere di teologia? Quanti si sarebbero interessati ai consigli e alle istruzioni spirituali lasciate dai grandi fondatori e maestri di santità? Quanti di noi avrebbero preso in mano un Breviario, un Rosario o soltanto rivolto uno sguardo verso il Cielo per chiedere pietà al Signore per tutti noi e per il bene della Chiesa? Quanti si sarebbero riaccostati ai Sacramenti come la Confessione e la Comunione in modo frequente e consapevoli del Dono racchiuso in essi? Quanti avrebbero cominciato a lottare attivamente in difesa della Vita, dei bambini non ancora nati, dei malati terminali, di ogni singola Vita di ciascuno di noi?

          Credo davvero che se Dio sta permettendo tutto questo sia perché desideri cominciare a scrivere una Nuova Storia proprio a partire dai nostri cuori che, CASTIFICATI NELL’OBBEDIENZA ALLA VERITA’ (come dice il nostro caro Benedetto XVI!!), possano lasciarsi da Lui conformare alle intenzioni del Cuore Immacolato di Maria e del Sacro Cuore di Gesù…e permettere il loro Trionfo definitivo sulla terra!

          Dunque, cari “compagni dell’Agnello” (come direbbe la mitica Costanza Miriano!), ricordiamoci reciprocamente nella preghiera e…buona festa del Sacro Cuore di Gesù a tutti voi!

          1. Dillo a me.
            Trent’anni di agnosticismo, e ora mi ritrovo a dire Rosari.
            Chi è stato? Bergoglio. E poi i servi del demonio che imperversano nel mondo.

  12. Cita Paolo VI che ha portato il “Fumo di Satana” e distrutto la Chiesa con un concilio modernista eretico che ha portato alla distruzione della Chiesa fino ai giorni nostri? Ma sta scherzando o dice seriamente?

    1. Paolo VI veniva definito il “papa del dubbio”. Effettivamente, il suo parlare lasciava trasparire una inquietudine interiore che, in realtà, era tipica del suo modo di comunicare e di essere. Non trovo sia giusto accusarlo di aver ‘distrutto la Chiesa con un concilio modernista …’
      Innanzitutto, il Concilio Vaticano II fu indetto da Giovanni XXIII, con l’intento di trovare un nuovo modo di comunicare con un mondo che era cambiato ed era in costante e veloce evoluzione. In realtà, nemmeno il papa bergamasco immaginava come si sarebbe svolta l’assise da lui convocata. Forse, addirittura, se si analizzano i documenti preconciliari da lui voluti, e cioè: Veterum sapientia, che tra l’altro sottolineava con forza l’importanza del Gregoriano, e il Sinodo Romano I, i cui testi, promulgati alla fine del gennaio 1960, proponevano una ‘vigorosa restaurazione’, l’intento era quello di non procurare alcuna rottura con la Tradizione! Purtroppo, “I risultati del Concilio sembrano crudelmente opporsi alle attese di Giovanni XXIII e poi di Paolo VI: ci si aspettava una nuova unità cattolica e si è invece andati incontro a un dissenso che è apparso passare dall’autocritica all’auto distruzione … Ci si aspettava un balzo in avanti e ci siamo invece trovati di fronte a un PROCESSO PROGRESSIVO DI DECADENZA che si è sviluppato in larga misura proprio sotto il segno di un richiamo al Concilio e ha quindi contribuito a screditarlo per molti. Il bilancio sembra dunque negativo … E’ incontestabile che questo periodo è stato decisamente sfavorevole per la Chiesa cattolica. … E’ mia impressione che i guasti cui è andata incontro la Chiesa siano dovuti più che al Concilio vero, allo scatenarsi al suo interno di forze latenti aggressive, polemiche, centrifughe”. (Card. Joseph Ratzinger, Osservatore Romano del 9 novembre 1984).

    1. @Giov

      ecco, ci mancava solo la Chaouqui 😀 😀

      (meglio chiedere a P. Manelli ad esempio chi è che pro-tempore davvero comanda in Vaticano 😉 )

      1. Che dice P.Manelli?
        Comunque la Chaouqui sarà pure na matta, ma dice una cosa interessante che parecchi qui cominciamo a sospettare.
        E cioè: il vento sta girando…

  13. my two cents: alla morte di Benedetto XVI, Francesco I si dimetterà.
    Per anni discuteremo se il conclave si sarà tenuto per eleggere il successore di uno o dell’altro vista la concomitanza.
    A me vagamente ricorda la storia del mig libico che, si narra, si “riparò” sotto il DC-9 dell’Itavia ad Ustica facendosi scudo con delle povere vite innocenti.
    Alla stessa maniera per lo storico sarà arduo tracciare una linea di demarcazione chiara senza l’ausilio della Fede.
    Per fortuna che la mietitura sarà fatta direttamente dall’Altissimo che non può essere ingannato.

      1. Lo dico anch’io da tempo. Si dimetterà perché non è lui il Papa, e lui lo sa e tutti lo sanno. Senza Benedetto in vita non può continuare a stare sul soglio, sarebbe sede vacante.

    1. Bello il paragone… proprio azzeccato!!.., ma non ci metteranno molto visto ciò che hanno seminato!!!… ” messe ecumeniche”= vescovo ecumenico, questo è il mio pensiero.. spero che il Signore venga presto ha dividere il grano dalla zizzania.. prima che soffochi tutto il grano!!!

    2. @Diego B
      La strage di Ustica fu un capolavoro di criminale disinformazione.

      Certezze al 100% di che cosa accadde ormai non lo potremo più avere, però quello che (per motivi di propaganda politica e altri concreti interessi di soggetti importanti, oltre che per lo scarso acume e la testardaggine di alcuni magistrati) il 99,9% delle persone, in perfetta buona fede, non sanno è che nelle carte dei processi stanno le conclusioni finali della maggioranza dei periti che dimostrano che l’unica ipotesi che regge con le gambe sue, sui riscontro oggettivi sulle prove materiali, è che quell’aereo esplose per una bomba, probabilmente nel gabinetto.

      La vicenda di quel Mig libico è scandalosa e misteriosa di suo: ma a parte i leciti sospetti iniziali non ci sono prove che abbia mai volato vicino al DC9 precipitato.
      Quelle leggende (anche scritte in libri come se fossero sicure prove), basate sulla elaborazione di alcuni deboli segnali ricevuti dai radar di Roma, sulla probabile presenza di altri aerei in volo vicino al DC9 non reggono alle indagini tecniche fatte da periti indipendenti

      Io per anni sono stato fortemente portato a credere come più probabile l’ipotesi dell’abbattimento: solo recentemente, valutando da tecnico alcune relazioni di periti in quei processi, mi sono reso conto che solo l’ipotesi della bomba non trova contraddizioni nei fatti riscontrati.
      Perché in sede di giustizia civile la corte abbia deciso in pratica in senso opposto a quanto in definitiva fatto dalle corti penali è uno dei misteri della giustizia della Repubblica Italiana.

  14. Igino, le do pienamente ragione.. Ma il sacerdote Francesco non si è dichiarato: Vescovo di Roma?.. e allora se lui stesso non si dichiara Papa, perché si esibisce come papa? e tutti lo considerano tale?.. COME PAPA NON VUOLE SOTTOSCRIVERSI .. non ha firmato il mandato di Papa.. tecnica astuta, Lui lancia il sasso e….. cosi tutti PARLANO al posto di lui!!… non si può eleggerne altri se in vita c’è il vero Papa!!.. e allora come si farà chiamare una volta deceduto il vero Papa?.. ci penso, e sospetto che ci siano contratti nascosti a mio danno.. capito!!!.. scusatemi sono una CRISTIANA FEDELE A CRISTO e indignatissima..

    1. Igino, le do pienamente ragione.. Ma il sacerdote Francesco non si è dichiarato: Vescovo di Roma?.. e allora se lui stesso non si dichiara Papa, perché si esibisce come papa? e tutti lo considerano tale?.. COME PAPA NON VUOLE SOTTOSCRIVERSI .. non ha firmato il mandato di Papa.. tecnica astuta, Lui lancia il sasso e….. cosi tutti PARLANO al posto di lui!!… non si può eleggerne altri se in vita c’è il vero Papa!!.. e allora come si farà chiamare una volta deceduto il vero Papa?.. ci penso, e sospetto che ci siano contratti nascosti a mio danno.. capito!!!.. scusatemi sono una CRISTIANA FEDELE A CRISTO e indignatissima.. verissimo quello che si dice.. dite bene e dite giusto!!, ma la descrizione calza a pennello, come un vestito su misura, per qualcuno…

  15. Il Falso Profeta, la Contro-Chiesa e l’Anticristo

    «Stiamo vivendo i tempi dell’Apocalisse ‒ gli ultimi giorni della nostra epoca… Le due grandi forze: il Corpo Mistico di Cristo e il corpo mistico dell’Anticristo stanno cominciando ad elaborare le linee di battaglia per la fine».

    «Ci sarà una chiesa contraffatta. La Chiesa di Cristo è una, ma il Falso Profeta ne creerà un’altra. Questa falsa chiesa sarà mondana, ecumenica e globale ‒ una federazione di culti.
    Le religioni formeranno un certo tipo di associazione planetaria. Un parlamento mondiale di tutte le confessioni, che verrà privato di qualsiasi sacralità, diventando l’emblema del corpo mistico dell’Anticristo. La Chiesa sulla Terra avrà il suo Giuda Iscariota e sarà appunto il Falso Profeta. Satana lo recluterà tra i nostri vescovi.»

    «L’Anticristo non si chiamerà così; altrimenti non potrebbe avere seguaci. Egli non indosserà calze rosse, né vomiterà zolfo, né tanto meno avrà un tridente e una coda come il Mefistofele nel Faust.
    Tale stereotipo ha aiutato il Diavolo a convincere gli uomini della sua inesistenza. Più l’uomo lo nega, più egli diventa potente. Dio ha definito Sé stesso come “Io Sono Colui che Sono”, e il Maligno, in contrapposizione, si definisce “Io sono colui che non sono”.
    Da nessuna parte nelle Sacre Scritture troviamo descritto il Demonio come un buffone… Piuttosto viene indicato come l’Angelo caduto dal Cielo, come “il Principe di questo mondo”, il cui scopo è di convincerci che non esiste la vita eterna.
    La sua logica è semplice: se non c’è il Paradiso non c’è l’Inferno; se non c’è l’Inferno, allora non c’è nemmeno il peccato; se non c’è il peccato, allora non esiste alcun giudice, e se non c’è il Giudizio… di conseguenza il Male è bene e il Bene è male.
    Ma al di sopra di tutte queste descrizioni, Nostro Signore ci ha detto che sarà talmente simile a Lui da sedurre anche gli eletti, ed è certo che nessun diavolo raffigurato nelle immagini, potrebbe mai ingannare anche costoro. Ma allora, come farà in questo nostro tempo ad acquisire seguaci alla sua religione?
    La convinzione russa pre-comunista è che egli si presenterà travestito da Grande Umanitario: parlerà di pace, di prosperità e di abbondanza, non come mezzi per condurci a Dio, ma come fini a sé stanti.

    Egli alletterà i cristiani con le stesse tre tentazioni con cui ha insidiato il Cristo:
    La tentazione di trasformare le pietre in pane. Come “Messia” terreno, indurrà a vendere la libertà in cambio di sicurezza (ad esempio, la rinuncia alla privacy personale a vantaggio di una sorveglianza continua, con la scusa della lotta al terrorismo), rendendo perciò il pane un’arma politica che solo quelli docili a tali idee potranno avere. (E non potranno né vendere, né comprare, se non avranno il marchio della bestia) Ap. 13:16-18.

    La seconda tentazione, quella di buttarsi nel vuoto sconsideratamente, come suggerito a Gesù (cfr. Mt. 4, 1-11) confidando in un miracolo, diventerà un modo per abbandonare gli alti picchi delle Verità, in cui Fede e ragione regnano, per gli abissi infidi dove le masse vivono di slogan e propaganda.
    Il demonio non vuole alcuna proclamazione dei principi immutabili provenienti dalla Sommità dottrinale, ma un’organizzazione di massa dove “un solo uomo” possa assecondare le idiosincrasie e i gusti degli individui comuni.
    Opinioni non verità, commentatori non insegnanti, sondaggi non principi, natura e non Grazia – gli uomini si volteranno verso questi vitelli d’oro piuttosto che in direzione del Cristo.

    La terza tentazione nel deserto in cui Satana chiese al Cristo di adorarlo e tutti i regni del mondo sarebbero stati Suoi, si trasformerà nella medesima lusinga di avere una nuova religione senza Croce, una liturgia senza un mondo a venire, una religione per distruggere una religione, o una politica che è una religione – quella di rendere a Cesare anche le cose che sono di Dio.
    In mezzo a tutto il suo amore apparente per il genere umano e al suo discorso speciale sulla libertà e l’uguaglianza, custodirà un grande segreto che non dirà a nessuno: quello di non credere nel Cristo-Dio… perché la sua religione sarà una fratellanza senza la paternità divina… Egli cercherà di ingannare, così, anche gli eletti.»

    «Satana si adopererà per istituire una “contro-chiesa” che scimmiotterà quella Vera, perché lui, il Diavolo, è la scimmia di Dio.
    La “contro-chiesa” avrà tutte le espressioni e le caratteristiche della Chiesa stessa, ma in senso opposto e svuotata interamente del suo contenuto divino. Sarà il corpo mistico dell’Anticristo che rassomiglierà in tutti i suoi aspetti esteriori al Corpo Mistico del Cristo.»
    «E il mondo si unirà alla “contro-chiesa” perché questa sostiene d’essere infallibile quando il suo capo visibile parla ex cathedra sul tema dell’economia e della politica, e come capo pastore del comunismo mondiale.
    Poi si verificherà un paradosso: le molte obiezioni, con cui gli uomini nell’ultimo secolo hanno rifiutato la Chiesa, saranno le ragioni per le quali accetteranno la “contro-chiesa”.»

    [Estratti da “Arcivescovo Fulton J. Sheen, Communism and the Conscience of the West (Bobbs-Merril Company, Indianapolis, 1948), pp. 24-25”]

    1. Profeticamente preciso come l’avesse visto proiettato su uno schermo ad alta definizione. Grazie a Carlo Bianchi per il testo riportato.

    2. Magistrale è poi l’ultima profezia contenuta nelle ultime tre righe. Spaventosamente attuale e profetica.

  16. Francesco non disprezza affatto la Dottrina,
    non vuol sentire parlare di Dottrina Cattolica,
    ecco questo sì,
    ed è per questo motivo che ha messo su un’Anti Dottrina Cattolica,
    fatta di idee eretiche,
    ma precise,
    logiche,
    nella loro illogicità.
    Ad immagine e somiglianza dei ragionamenti del Serpente Antico nell’Eden, che filavano ed erano assai convincenti;

    l’essere umano non può vivere senza regole,
    anche l’affermazione di fondo di AL
    “vivi senza regole”
    è già una regola.

    È incredibile come l’uomo,
    fin dal principio,
    gridi sempre il suo diritto a una libertà senza limiti,
    e Amoris Laetitia,
    proprio per giustificare il peccato,
    debba negare la libertà dell’uomo,
    ogni azione è sempre completamente condizionata da scelte di altri,
    da eventi passati, da vincoli futuri,
    da cause e concause moderne,
    da debolezze e fragilità personali,
    familiari, sociali, nazionali, mondiali,
    al punto che l’uomo non è più libero.

    Per negare il peccato è necessario negare la libertà, solo così l’uomo potrà essere davvero libero.
    Questa è la bomba modernista lanciata da AL e dintorni al cuore della Chiesa e della Rivelazione!

    1. Beh, che il comportamento umano non goda sempre e comunque di una libertà angelica ma a volte sia pesantemente condizionato da fattori esterni, e che quindi l’imputabilità per una azione oggettivamente peccaminosa possa essere diminuita, è dottrina di sempre della Chiesa Cattolica.

      Lasciamo perdere Al, parlo in generale: che l’imputabilità per una azione o uno stato di peccato non sempre ci sia è dottrina cattolica.

      Prendiamo ad esempio cosa dice il Catechismo su un peccato molto poco politicamente corretto come la prostituzione

      2355 “La prostituzione offende la dignità della persona che si prostituisce, ridotta al piacere venereo che procura. Colui che paga pecca gravemente contro se stesso: viola la castità, alla quale lo impegna il Battesimo e macchia il suo corpo, tempio dello Spirito Santo. 237 La prostituzione costituisce una piaga sociale. Normalmente colpisce donne, ma anche uomini, bambini o adolescenti (in questi due ultimi casi il peccato è, al tempo stesso, anche uno scandalo). Il darsi alla prostituzione è sempre gravemente peccaminoso, tuttavia l’imputabilità della colpa può essere attenuata dalla miseria, dal ricatto e dalla pressione sociale.”

      1. “Il pensiero sottile – diceva l’eretico, ma spero con tutto il cuore salvo in Purgatorio o Paradiso, Cardinal Martini – è tipico del Diavolo.”

        Anzi per Martini, il pensiero sottile, era il Peccato Originale.

        Quando Gesù disse:
        “vi perdete nelle minuzie del diritto e calpestate il cuore della legge”
        intendeva affermare che la verità è semplice.

        Tutti questi sofismi, per cercare di raccogliere una banana da un albero di pere, sono assurdi sia da un punto di vista logico che teologico.

        1. Parliamo di Adulterio, o di relazione similare Sodomitica,
          dove alla base c’è un vero Sì Sacramentale, derivante dall’Unico Indissolubile Matrimonio, e sfociato con uno o entrambi i coniugi che separandosi si rifanno una vita con una persona di sesso complementare o identico;
          supponendo una condizione di non grave colpevolezza, che a mio parere è più una casistica da scuola che realtà, i famosi ragionamenti per assurdo,
          supponendo questo,
          la condizione di adulterio (uomo donna, o uomo uomo, qui si aggiunge la sodomia) è “intrinsecamente cattiva” e non potrà Mai, in nessun caso, generare una vita di Grazia, lo dice il Magistero, quindi questo stato deve cessare per ottenere Assoluzione e Comunione, anche, ripeto, nel caso, se ne esiste veramente uno, non ci sia colpa soggettiva.

          1. “supponendo una condizione di non grave colpevolezza, che a mio parere è più una casistica da scuola che realtà,”

            Allora lo stesso deve valere anche per chi decide di non entrare nella Chiesa Cattolica e di restare in stato di scisma.
            Anche quello è un grave peccato.

            “la condizione di adulterio (uomo donna, o uomo uomo, qui si aggiunge la sodomia) è “intrinsecamente cattiva” e non potrà Mai, in nessun caso, generare una vita di Grazia, lo dice il Magistero, quindi questo stato deve cessare per ottenere Assoluzione e Comunione, anche, ripeto, nel caso, se ne esiste veramente uno, non ci sia colpa soggettiva.”

            Una condizione intrinsecamente cattiva non comporta la piena imputabilità personale. Anche il paganesimo è intrinsecamente cattivo ma non tutti i pagani sono dannati; anche lo scisma è intrinsecamente cattivo ma non tutti gli scismatici sono dannati.

            Se lei scrive

            “quindi questo stato deve cessare per ottenere Assoluzione e Comunione”

            Dico che va bene, a patto però di revocare l’apertura che San Giovanni Paolo II ha fatto per la Comunione agli scismatici che non vogliono convertirsi.

          2. Riporto quello che ho scritto nell’altro topic

            “L’incredulità è la noncuranza della verità rivelata o il rifiuto volontario di dare ad essa il proprio assenso. « Viene detta eresia l’ostinata negazione, dopo aver ricevuto il Battesimo, di una qualche verità che si deve credere per fede divina e cattolica, o il dubbio ostinato su di essa; apostasia, il ripudio totale della fede cristiana; SCISMA, IL RIFIUTO DELLA SOTTOMISSIONE AL SOMMO PONTEFICE O DELLA COMUNIONE CON I MEMBRI DELLA CHIESA A LUI SOGGETTI ” (Catechismo della Chiesa Cattolica 2088 e 2089).

            Ed è per questo che la Chiesa, prima del Concilio, escludeva questi scismatici dai Sacramenti

            http://www.sanpiox.it/articoli/crisi-nella-chiesa/745-concilio-vaticano-ii-e-comunicazione-con-gli-acattolici

            “La Chiesa, per proteggere la fede dei suoi figli, ha in proposito una dottrina ben precisa, fondata sulla legge divina. Essa permette ai non cattolici di ascoltare le prediche, assistere alla Santa Messa e alle cerimonie della Chiesa, ricevere benedizioni per disporli alla fede o alla salute del corpo (CJC senior can. 1149). Essi possono anche beneficiare degli esorcismi (CJC senior can. 1152). Non è però permesso agli eretici e agli scismatici, seppure in buona fede, di ricevere i sacramenti, se non hanno prima rigettato i loro errori e si siano riconciliati con la Chiesa (Can 731,2).”

            Come si può leggere nel virgolettato, è stato citato il canone 731,2 del vecchio codice di diritto canonico, nel quale per nessuna ragione gli scismatici che volevano restare tali erano ammessi ai Sacramenti, a meno che non ci convertissero. È vero che se erano nati “cristiani ortodossi” non avevano colpa del loro scisma, però comunque la Chiesa chiedeva che rinunciassero al loro scisma per venire ammessi ai Sacramenti, e se non si convertivano l’accesso ai Sacramenti cattolici era negato anche se erano in buona Fede

            Invece, nel Nuovo Codice di diritto canonico al Canone 844.3, San Giovanni Paolo II fa una autentica “inversione ad U” su questo punto, occhio al virgolettato di seguito

            §3. “I ministri cattolici AMMINISTRANO LECITAMENTE i sacramenti della penitenza, dell’Eucaristia e dell’unzione degli infermi AI MEMBRI DELLE CHIESE ORIENTALI, CHE NON HANNO COMUNIONE PIENA CON LA CHIESA CATTOLICA, qualora li richiedano spontaneamente e SIANO BEN DISPOSTI; ciò vale anche per i membri delle altre Chiese, le quali, a giudizio della Sede Apostolica, relativamente ai sacramenti in questione, si trovino nella stessa condizione delle predette Chiese orientali.”

            Basandosi su cosa? Su una “buona disposizione”, cioè la buona Fede che il vecchio codice di diritto canonico dichiarava non sufficiente per ammetterli ai Sacramenti.

            Anche coi divorziati risposati un sacerdote può formarsi la certezza morale (che non è certezza assoluta) della non imputabilità a causa di circostanze attenuanti, ma se si nega che un sacerdote possa formarsi questa certezza morale in confessione, affermando che dare la Comunione a un divorziato risposato non casto sarebbe sempre sacrilegio, lo stesso dovrebbe dirsi degli ortodossi.

            Se infatti vale il principio che il sacerdote non può formarsi un giudizio sull’imputabilità personale dei divorziati risposati non casti (peccatori gravi oggettivi contro il sesto comandamento) allora deve vale necessariamente lo stesso discorso per gli scismatici (peccatori gravi oggettivi contro il primo comandamento, se rifiutano di entrare nella Chiesa Cattolica), visto che anche il principio della “buona disposizione” non è verificabile con assoluta certezza.

            Per questo dico che è problematica questa azione, perché i cardinali sanno bene che non puoi condannare Al senza condannare contemporaneamente anche l’apertura di San Giovanni Paolo II agli scismatici che non hanno intenzione di convertirsi. Questo perché i comandamenti valgono tutti, non è che il sesto è più importante degli altri.

            Non è questione di pensiero sottile (che poi la teologia cattolica è piena di pensieri sottili, pensiamo a San Tommaso. Il problema è che alcuni come lei credono che la verità per essere semplice debba essere semplicistica e che si possa tagliare tutto con l’accetta), è questione di logica.

          3. Quindi ripeto che se questo

            “quindi questo stato deve cessare per ottenere Assoluzione e Comunione”

            Deve valere per chi si trova in contrasto col sesto comandamento (dove lei addirittura teorizza che una mancanza di imputabilità sia talmente rara da essere più una ipotesi che una realtà, come se chi si è messo in certe situazioni poi sia sempre libero di uscirne da un momento all’altro e non esistano degli innocenti che ne soffrirebbero) allora deve valere necessariamente anche per gli scismatici.

            Se quindi chi si trova in contrasto col sesto non può essere assolto anche dove mancasse l’imputabilità, allora non possono essere assolti e ammessi ai sacramenti nemmeno gli scismatici che non vogliono convertirsi.

            E se si dice che la mancanza di imputabilità non è verificabile con assoluta certezza (ma in realtà nessuno può sapere con assoluta certezza se è in stato di Grazia, con insegna il Concilio di Trento, è possibile solo avere una certezza morale, non assoluta) allora non è verificabile con assoluta certezza nemmeno la “buona disposizione” (o buona Fede) degli scismatici che rifiutano la conversione.

            Non sono contrario al negare l’Eucaristia ai divorziati risposati (che reputo la soluzione più prudente, visto ch con il clero che abbiamo ci sono molti sacerdoti che darebbero la Comunione a tutti, anche a chi non avrebbe scusanti) sono contrario al fare differenze in base ai comandamenti.

          4. E aldilà del fatto che lei ha paragonato l’adulterio alla sodomia (cosa assurda, perché la sodomia è peccato che grida vendetta al cospetto di Dio, l’adulterio no, non è possibile nessuna comparazione tra chi ha fallito un Matrimonio e chi è in una relazione oggettivamente perversa, basti ricordare che i patriarchi della Bibbia erano addirittura poligami) tornando al discorso dello scisma, se a qualcuno (nonostante io abbia dimostrato che è tra i peccati gravi contro il primo comandamento) volesse degradarlo a cosa da poco, riporto quanto detto da Lumen Gentium 14

            “non possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare.”

            Capito? Un ortodosso che vuole restare tale può salvarsi solo se non è pienamente imputabile del suo peccato di non voler entrare nella Chiesa Cattolica. Non è che può salvarsi perché tanto “va bene lo stesso anche se rimane ortodosso, dopotutto hanno veri Sacramenti e vera Tradizione”. No. Un ortodosso che fosse pienamente imputabile del suo rifiuto di convertirsi alla Chiesa Cattolica non può salvarsi (lo stesso vale per i protestanti, gli islamici, i buddisti ecc).

            Ergo, siccome il rifiuto di voler entrare nella Chiesa Cattolica e in essa perseverare non è, in se stesso, peccato meno grave del risposarsi a fronte di un primo Matrimonio valido (un ortodosso infatti può salvarsi se e solo se non è imputabile moralmente del suo rifiuto, non certo perché la sua scelta di non entrare nella Chiesa Cattolica sia una scelta buona in se stesa) , se si vuole revocare la possibilità data da Al allora va necessariamente revocata anche la possibilità data da San Giovanni Paolo II agli scismatici impenitenti (che, anche più di Al -visto che sui divorziati la prassi degli antichi padri ha conosciuto differenze- non ha precedenti in tutta la storia della Chiesa, visto che la Chiesa prima del Concilio mai si è sognata, dalla sua fondazione, di accogliere gli scismatici impenitenti ai Sacramenti, nemmeno quelli con “buona disposizione”).

            E questo è la logica a comandarlo. Altrimenti ci troviamo al paradosso che mentre chi si è risposato è rigettato dai Sacramenti indipendentemente dal fatto se possa cambiare vita oppure no al momento, gli scismatici invece vengono accolti (e spesso oltre che scismatici anche adulteri, siccome gli ortodossi possono anche risposarsi, secondo la loro Chiesa).

          5. Quando scrivo

            “sono contrario al fare differenze in base ai comandamenti.”

            Intendo dire, ovviamente, che sono tutti importanti, e quindi vanno trattati allo stesso modo.

            Se chi è in situazione oggettiva di adulterio (peccato grave contro il sesto comandamento) deve essere escuso dai Sacramenti sempre e comunque, anche se al momento non può cambiare vita senza ferire degli innocenti, allo stesso modo deve essere escluso sempre e comunque dai Sacramenti lo scismatico (lo scisma è peccato grave contro la Fede, cioè contro il primo comandamento, e rifiutare di entrare nella Chiesa Cattolica è certamente peccato grave perché si persiste in uno stato di scisma, che magari non si è scelto essendoci nati ma da cui si potrebbe uscire) che rifiuta di convertirsi alla Fede Cattolica.

            Non può valere il principio della “buona Fede / buona disposizione” per gli scismatici, quando non si è disposti a riconoscere nessuna attenuante (relegandola addirittura a caso di scuola più fantasioso che reale come ha fatto lei, in barba al fatto che spesso ci sono degli innocenti di mezzo che soffrirebbero se si disgregasse la famiglia tanto quanto chi ha una famiglia “normale”) a chi è in situazione di peccato grave contro il sesto comandamento.

        2. Nessun sofisma, è insegnamento cattolico che non sempre c’è piena imputabilità personale di fronte allo stesso peccato. Non è un sofisma.

          E i sofismi non si combattono certo con i semplicismi, tagliando tutto con l’accetta.

  17. Non ci siamo.
    Paolo VI non fu ascoltato e anzi dopo l’Humanae Vitae venne vilipeso dai sedicenti “progressisti”, i quali oggi invece ricordano solo che fu offeso dai soliti tradizionalisti reazionari tipo camerieri segreti, Ottaviani e così via.
    A papa Francesco non interessa l’opinione dei critici perché sa già che la corrente lo porta in trionfo. Lui è convinto di fare ciò che chiede “il popolo” (di fatto corrispondente a: i teologi ed ecclesiastici “progressisti” e la massa di gente ipocredente che chiede solo che i preti non rompano le scatole).
    Metterla sul piano giuridico-dottrinale non serve, dato che per Bergoglio e soci si tratta di robe sorpassate, “farisaiche”, che guardano al passato e così via. Ovviamente ciò non vale nel caso qualcuno intenda disubbidire a papa Francesco, nel qual caso tutti devono obbedirgli senza riserve perché si ricorda che la potestà del Papa è piena e efficace. Ma per il resto, l’importante è non stare a complicare la vita.
    Bux è stato squalificato in Vaticano con le solite chiacchiere a base di “vuole fare carriera”, “si crede chissà chi”, “si è offeso perché non l’hanno fatto vescovo” eccetera. Ovviamente è facile obiettare che di carrieristi ce ne sono a iosa nel campo opposto, ma l’obiezione cade nel vuoto, dato che il campo opposto prevale e domina e dunque fa tutto ciò che vuole.
    L’unica alternativa è:
    1. chiarire la malafede intellettuale, laddove c’è, dei vari Kasper, Spataro e soci; partendo dall’alto si zittiranno anche quelli di livello inferiore;
    2. far capire che esistono persone, giovani, le quali vogliono vivere in modo sano, seguendo valori cristiani, meglio ancora: seguendo Cristo – e non lo spirito del tempo – anche se apparentemente dovesse costare parecchio;
    3. rivendicare spazio e legittimità per queste persone anche di fronte al clero infingardo e all’opinione pubblica aggressivamente laicista; far capire che la loro forma di vita non è una cosa di pochi stravaganti, ma è la ricerca del Bene e della Salvezza (se si vuole, della Liberazione da un mondo di peccato e di malvagità);
    4. sforzarsi di essere coerenti nella vita di fede, di essere semplici ma chiari, di non cedere ai personalismi (io sono di questa associazione, tu di quell’altra dunque non mi interessi), a opportunismi anguilleschi stile “alleanza cattolica” e a tradizionalismi sciocchi (tipo: code del manto cardinalizio, sacri romani imperi, l’unità d’Italia fatta dalla massoneria e roba simile).

    1. “l’unità d’Italia fatta dalla massoneria e roba simile” … i fatti storici sarebbero dunque un tradizionalismo sciocco ?

      1. Allora: 1. tra coloro che fecero l’unità d’Italia vi furono anche cattolici (da Manzoni a Lanza – il presidente del Consiglio nel 1870! – , per esempio); 2. la massoneria non era onnipotente né onnipresente in quel periodo e divenne più potente a partire dal 1876 con la Sinistra storia al governo; 3. volere l’unità d’Italia non ha niente di anticattolico; 4. gli staterelli di Antico Regime erano cattolici solo formalmente, idem le monarchie, a partire da quella borbonica e da quella asburgica, sempre pronte a servirsi della Chiesa salvo poi confiscarne i beni e controllarne le nomine; 5. che facciamo, la storia d’Italia degli ultimi centocinquant’anni la buttiamo al macero?
        Il vero problema è la scristianizzazione accompagnata alla “modernità”. Ma sono fenomeni che si sono verificati dappertutto in Europa: dalla “Santa Russia” alla monarchia britannica (che, chissà perché, piace tanto ai pliniani, malgrado sia stata una delle peggiori persecutrici della Chiesa cattolica) alla Francia “di san Luigi” alla pseudocattolicissima Spagna al Portogallo “fatimita” alla Malta dove sino a pochissimi anni fa non c’era nemmeno il divorzio e adesso impazzano “unioni civili” e comunioni a tutti.
        Finiamola dunque di disprezzare la storia d’Italia, come se quella degli altri Paesi fosse migliore.

        1. Nessuno disprezza la storia d’Italia, e tantomeno il fatto che il popolo italiano (suddiviso in vari stati) sia confluito in un unico soggetto politico piu’ ampio.
          E’ il progetto di unificazione che fu molto discutibile (e il suo bello “zampone” ce lo mise anche la massoneria), ben lontano nella sua (cruda) realtà dalla pomposa prosopopea risorgimentale.
          Quanto alle monarchie citate (borbonica ed asburgica), non dimentichiamo quella savoiarda (ormai lontana già nel XIX sec. dalla gloria passata) che certo non era migliore delle prime.

          1. Tengo a precisare poi che non mi considero certo esterofilo, anzi… essendo critico sul processo di unificazione, sono ancor piu’ critico verso Francia e Gran Bretagna, registe occulte (ma non troppo) dell’unificazione … pro domo loro…

    2. Forse sarebbe il momento di restituire alle parole il loro giusto significato. “PROGRESSISTA E’ COLUI CHE FA PROGRESSI e il vero cristiano desidera, pur tra le sue naturali finitudini, progredire nella conoscenza della Via, della Verità e della Vita. E’ una ascesi continua. Chi, invece, si lascia irretire dallo storicismo, dall’hic et nunc’, dai capricci (o desideri) del proprio io che pretende riplasmare la realtà e l’ordine naturale a suo piacimento, o secondo le sue precomprensioni, non è affatto un progressista, ma uno che regredisce verso l’anarchia, la schiavitù, se non, addirittura, la barbarie. Solo la Verità rende liberi.
      Non lasciamoci ingannare dai mestieranti delle parole.

      1. Non posso concordare sulla definizione data di progresso: per il mondo, oggi, progresso significa aborti a volontà e sempre più facili e precoci, eutanasia, matrimoni omoeritici ed omoeritici dove a strizzarli l’occhio, complici, son cristiani e peggio, il clero. E progresso è oggi rappresentato come proprio, da chi impone la neo-lingua (vedi L.Boldrini), il politicamente corretto, il frocismo e lesbismo istituzionalizzato, disciplinando insani accoppiamenti e patrocinato il caos identitario di genere, il delirio gender finanziato da Stato e USE nelle scuole, negli asili (!!!) e nei programmi i fiction TV per cervelli all’ammasso da fluidificare. Chiamano progresso e si considerano progressisti pure coloro che agevolano invasione di massa ed islamizzazione, la costruzione di sempre più moschee e (autem) perseverano (poiché errare humanum est) nella sciagurata teoria dell’integrazione multiculti il cui fallimento disastroso è acclarato e confermato ovunque in Occidente dove si sia applicato.
        Tirando le somme, il progressista è colui che ci trascina a far progredire il viaggio verso il fallimento, il disastro, l’abisso.
        Ma come il comunista di ieri, perseverando nonostante la verità, ormai, non fosse più occultabile, essendo orrendi inferni in terra quei regimi a seguirne ispirazione e dettati, anche il progressista persevera nel terribile sbaglio e; se la realtà eppure è palese nel render manifesto il disastro che ha creato, tanti peggio per la realtà.
        Sì può sempre pur far arrampicare sugli specchi, parafrasando l’incapacità dei comunisti al mese culpa: si dirà che una cosa è il progressismo reale (non negabile il fallimento, il nocumento), altro quello ideale (boh, funziona come supercazzola più o meno).
        E si dirà che i disastri progressisti in Spagna, in Nord Europa, dove ormai mancano solo i matrimoni misti tra persone e ornitorinchi gay, i poliamori e gli automatismi (ci si sposta con se stessi ma è possibile divorzio lampo per incompatibilità di carattere), l’eutanasia per malati di vecchiaia (già c’è) ed altre amenità.
        Ma un cattolico imbarazzato per cotanto progresso, potrà sempre dire che son progressisti che sbagliano.
        Una volta si sarebbe detto compagni.
        La si veda come si vuole, ma per me, dirsi cattolici progressisti è come dir convergenze parallele.

        Poi va beh, uno se vuole può attribuire il significato che vuole a qualunque cosa.
        Ma l’agenda programmatica progressista in uso maggioritario non è nota da poco, si fa presto a capire di cosa si tratti quando si dice progressista.

    3. Devo avere dei libri di storia rarissimi: i miei riportano un ruolo fondamentale massonica dell’unità d’Italia.

      Anzi, sarebbe bene far ripasso perché già appena citando Giovine Italia e poi Giovine Europa di mazziniana memoria, si intuiscono firse molto meglio storture e schifezze d’oggi: in Italia, nella UE.

      Anzi, colgo occasione per invitare a leggersi l’art. pubblicato su LaVerità ediz. di ieri, fondo pag. 12 su carta, di Paolo Giovannelli.
      E che titola:
      “Il gay Pride fa Santa la drag queen.
      A Perugia la locandina sbeffeggia la Chiesa..”

      “(..) Spazi dove la Perugia repubblicana, mazziniana e garibaldina, dette il suo contenuto tributo al Risorgimento italiano (..).
      Dove anche l’affermarsi della massoneria, costituita oggi in Umbria da 33 logge e 800 fratelli maestri, affonda le sue radici.”

      1. I libri che raccontano la realtà dei fatti sono sempre “rarissimi”…
        o almeno sono rarissimi quelli che li leggono, purtroppo.

        Ha proprio ragione: le storture del presente hanno le loro radici proprio li’.

  18. È vero che il momento che l’intera umanità e non solo quella cattolica e cristiana sta vivendo è una crisi d’identità personale e per “personale” intendo unica e sola identità soggettiva. Infatti tutti i disvalori che oggi sono la normalità quotidiana che ogni momento la persona si trova a subire senza rendersene conto in maniera subliminale dai comportamenti degli umani coi quali trova a confrontarsi diventano esempio “forse” inconsapevole per essere seguiti e accettati e pertanto riprodotti dalla collettività come normali ,infatti la “disonestà” per alcuni è un valore largamente diffuso al quale non si può dare un argine e pertanto obtorto collo, subito se non accettato e sopportato. Mala tempora currunt e non credo che un altro Papa possa metterci una “pezza” ahinoi. Come agnostico è sempre il mio pensiero.

  19. Tenta la vendetta l iroso buco dopo che Francesco l ha esautorato dagli incarichi in Vaticano. Bux teologo? Ma fatemi il piacere

    1. Tenta la vendetta l’iroso Bergoglio dopo che gli hanno negato il dottorato in Germania. Bergoglio teologo? Ma fatemi il piacere.

      1. @Igino
        😉 😀

        P.S. Rosicano, rosicano 😉 take it easy fratelli bergogliani, fra poco Bergoglio passerà, presto noi incontreremo sorella morte corporale ma Gesù era, è e sarà: cerchiamo di ritrovarci davanti a lui tutti sul lato giusto 🙂

    2. Io il piacere Raffaele non te lo faccio proprio, ma figurati. Cosa ti ha venduto Bergoglio che scatti come una molla. Seguilo se ti va, non pretendere però che tutti siano come automi dietro al suonatore di piffero che stecca tutti i giorni e sempre peggio. Oggi non può essere bene ciò che prima era male, e solo perché lo dice lui.

      1. Papa francesco mi ha ridato la gioia della fede. Mi ha fatto respirare la freschezza del Vangelo. Mi ha risospinto nel mondo ad annunciare il Vangelo. Mi ha aperto gli occhi sui poveri. E infine mi ha fatto amare la chiesa come non mai…e sufficiente?

        1. Da come ti comporti in questo blog, non mi pare tu abbia fede.
          Annuncialo pure il vangelo ma il suo, del tuo mentore, non è affatto il Vangelo di N.S.G.C.
          Ci sei cascato come un allocco!!!!

        2. “Risospinto nel mondo ad annunciare il Vangelo”? Guardi, sig. Raffaele, che si deve essere perso che “il proselitismo è una solenne sciocchezza”, non solo: è anche “un grave peccato contro l’ecumenismo”!
          Sembra che Lei non ascolti con adeguata attenzione il suo grande maestro. Dovrebbe ripassare come si deve alcuni concetti che ora Le sfuggono, per potersi definire un discepolo degno di questo nome.

        3. Ma pensa tu! Come siamo tanti e diversi l’uno dall’altro noi uomini! Questi effetti spirituali, gli stessi ed anche qualcuno in più, in me li ha suscitati il Papa Benedetto XVI. Al contrario, il Bergoglio, l’usurpatore, me li ha spenti. Io mi domando: perché mai costui, invece che un buon rivoluzionario argentino vuole essere considerato un cattivo pontefice?

          1. Perché come pontefice arreca danno più incisivo e durevole, come sempre quando si agisce dal di dentro.
            Il danno come comiziante attaccante esterno non sarebbe stato altrettanto potente: vantaggio dall’interno è che si abbattono mura facilmente (son fatte per difendersi dall’esterno) si spalancano porte, si costruiscono ponti per far entrare i nemici, che riescono a superare fissati ed argini. Abortisti, eretici, entra di tutto.

            Ed infine come pontefice strumentalizza, si serve degli stessi strumenti, mezzi della Chiesa, similmente a islamici o compagni comunisti che possano servirsi degli stessi strumenti democratici per demolirla; od i progressisti dei diritti umani a tutela della dignità umana, per introdurre cose indegne a riduzione della dignità umana, i liberalisti per liberar morte invece che vita e così via.

            Avendo la grazia di un rutto e l’eleganza d’un alticcio, nonché il carisma di uno scaldabagno, il nostro Bergoglione, senza piattaforma di autorevolezza e palco e pulpito offerto da Madre Chiesa, cioé a far il laico rivoluzionario, non avremmo sentito neppure parlare di lui, non sapremmo neppure che esiste.
            E, personalmente, rimpiango quei bei momenti, ma è per dirti che poni male la questione: non sarebbe stato affatto un buon rivoluzionario. Ma come non buon papa è senza dubbio molto peggio.

        4. Attento Raffaele a non prendere fischi per fiaschi. Bella cosa che tu abbia imparato a respirare la freschezza del Vangelo, tutto intero, anche dove insegna a percorrere la strada stretta per salvarsi ed avere la vita eterna. Il tuo falso idolo ha anche detto, tra le tante cose che hanno dato entusiasmo ai giovani come te, che “il proselitismo è una solenne sciocchezza che non ha senso”. E’ questo che ti ha risospinto nel mondo ad annunciare il Vangelo? Dovresti leggere la lettera di un missionario in Tibet che si è sentito chiamato in causa e gli ha scritto una lettera, alla quale dubito molto che abbia risposto. Bergoglione non ha l’abitudine di rispondere nemmeno ai cardinali, figurati!

        5. Per Isabella: non preoccuparti, si sa che i troll bergogliani, forse anche prezzolati, abbondano. Fortunatamente, ormai li riconosciamo immediatamente. Ma anche questi mercenari fraudolenti hanno una funzione: ci danno lo spunto per chiarirci e definire sotto ogni aspetto le questioni, caso mai ci dimenticassimo di qualche particolare.

        6. I poveri sono italiani o solo gli immigrati deportati in italia dalle ong di soros , al costo di 4.6 miliardi di euro sulle spalle dei contribuenti? E hai cercato il lavoro per gli italiani disoccupati o, come ha chiesto la ue, solo per gli immigrati ed entro 9 mesi? Hai annunciato il vangelo? E hai detto quello che c’è scritto o le scemenze che dicono in giro, tipo che il diavolo è solo un simbolo o che la comunione ai concubini divorziati si può dare ma solo su base “federale”?
          E quando parli della “chiesa povera per i poveri” ti sei ricordato che la di dire che il vaticano ha intimato a p. manelli di dare a loro il patrimonio dei francescani dell’immacolata-valutato in dieci milioni di euro, che non è in loro possesso, ma di parenti? Poveri ma voglio milioni che non gli spettano!

        7. Raffaele, questo è commento articolato e lungo ma puoi saltare se lo è troppo, leggendo il prossimo che ne è estremamente sintesi.

          Parrebbe che il tuo entusiasmo per Bergoglio non sia da meno di quello espresso da massoni, ateisti, più​ gradito da maomettani poiché agevola moltissimo islamizzazione dove ancora non c’è; ed è molto gradito da altri nemici di sempre della Chiesa, tutti fatti strumenti, consapevoli o meno, del nostro Nemico.

          Ed intendo proprio quel Nemico che di recente, un gesuita ben graduato, ci vuol insegnare che non esiste davvero, essendo solo concetto simbolico, figura psicologica.

          Il Nemico sarà ben soddisfatto di essere tanto aiutato da tal posizione di rilievo; e suoi beniamini in Terra, i Marx, Lenin, Stalin, Mao Tse Tung, Pol Pot e compagni ne sarebbero deliziati.

          E tutto ciò (proprio questo ad esser inquietante), senza alcuna aggiunta attrazione dei nemici della Chiesa, alla conversione a Cristo, ma trovando costoro in Bergoglio conferma che sia la Chiesa stessa che debba finalmente arrendersi per convertirsi al mondo; e che Gesù Cristo Nostro Signore non serva più all’uomo moderno, ma sia superabile (anche da Bergoglio) e persino limitante.

          Ed hanno ben ragione, purtroppo, di trovare conferma in Bergoglio poiché è proprio costui che non conferma deposito di fede, dottrina, tradendola e confondendo; e proponendo una pastorale che non conseguendo con coerenza dottrina, ma volendosi gerarchicamente superiore e per giunta, consegnata al soggettivismo e relativismo con primato assoluto di coscienza auto-referenziale, finisce prevedibilmente per ingenerare caotiche declinazioni, un anarchismo schizofrenico terribile e portando a deliranti conclusioni: se uno è convinto di far cosa giusta, di far del bene, va incentivato, è cosa giusta, è bene.
          Così il jihadista convinto di far bene e giusto, andrebbe incentivato?
          Al gay che spiega che è amore autentico per il compagno sposato e apporto socialmente utile e costruttivo, quel modello, magari pure figli sappiamo ottenuti come, alla Vendola, che si dichiara pure cattolico, va detto “chi sono io per giudicare”?
          Per diventare icona del momento di lobby LGTBQXWRA1234, ossia avendo assecondati cosa è chi? Lo spirito del Mondo, le persone degli uomini e del momento?
          E questa la missione della Chiesa tra gli uomini? E per questo che Gesù è concepito, nato, crocifisso, risorto? Non l’avrebbero crocifisso se avesse fatto altrettanto, tanto valeva si inginocchiasse ad omaggiare Satana, ma non sarebbe stato e non sarebbe Gesù Cristo. E non avremmo avuto martiri della Chiesa in Cristo, per Cristo, con Cristo.

          È un delirante o peggio, calcolato progetto distruttivo quello di Bergoglio.
          Finendo per ignorare o tradire la fede stessa con la dottrina.

          Neppure dovremmo più chiamarla così, la sua, pastorale; ma programma socio-ideologico, manifesto politico, sindacalismo globalista, comizio permanente dell’Internazionale Luogocattocomunista (ad indicare sia la continua banalizzazione bergogliana della fede, della dottrina quando non la tradisce ed umilia più pesantemente, sia disvelando sue simpatie pseudo-marxiste).

          Potremmo dirla altro che pastorale, con più coraggio, pane al pane, vino al vino: talvolta è proprio blasfemia, eresia, terribile confusione che per ovvi motivi non può che esaltare molto i nemici di sempre della Chiesa.
          Non può esserci vero stupore del gradimento per Bergoglio di massoni, ateisti, mussulmani..

          Ed appresso, manco a dirlo, per fenomenologia già ben nota, entusiasmando orde infinite di utili idioti.
          Ovvero utili a soddisfare chi prima dicevo, non a caso soddisfatti, euforici come mai prima d’oggi poteva essere: massoni, atei, islamici, poteri forti che più mondani non si può e dintorni.
          Gente a cui modelli esemplari risultano i Marco Giacinto Pannella, le Emma Bonino, impuniti, impenitenti spacciatori di morte, impietosi e di un cinismo senza limiti coi più deboli di tutti, coloro che concepiti, nel ventre materno, sono invisibili, senza voce, completamente innocenti ed affidati alla nostra protezione, al nostro amore cristiano, umano.
          Ma i dis-umanizzanti Pannella e Bonino possono trovare conferma e promozione e di merito nella Chiesa al tempo di Bergoglio.
          Perciò non dubito, Stefano, che questa Chiesa, possa piacerti come non mai.

          E non ultimo ma prima di tutti, dicevo, accontentato il nostro Nemico sulfureo.
          Già lo sgomento Paolo VI, dichiarò d’aver sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio».

          Col senno di poi, mi viene da pensare che la sua percezione, oltre che tardiva, fosse ingiusta nel minimizzare la condizione e che si trattasse, piuttosto, di notevoli crepe e crepacci sulfurei.

          Ma nella Chiesa di Bergoglio, la puzza di zolfo toglie il respiro a tantissimi.

          Il tuo commento, però, trovo che sia utilissimo a disvelare l’inganno e la confusione di cui questo papa è vero strumento esecutore, perpetrando insidioso nocumento alla Chiesa di Cristo: la sta distorcendo in Chiesa di Bergoglio, ovvero cambiandone missione, ragione di essere, santità riducendo.
          Declassata a Chiesa organica allo spirito del Mondo, al mondano, siamo in tanti a provare pena nel cuore per cotanto strazio.

          Bergoglio lo svela continuamente: capacissimo di parlare a lungo, per es., ai ggiovani, senza neppure suggerirgli Gesù come necessario ed utile, ma esortandoli ad avere fiducia in se stessi, illudendoli così, di poter bastare a se stessi ed adottando un linguaggio da sociologia ed idelogia in cui la dimensione spirituale è estremamente ridotta.
          E per così dire: si vola bassi, davvero bassi.

          Ed altre volte, allorquando nei discorsi a ruota libera sproloquiando, mi vien quasi da dire, si ricorda di far almeno finta d’esser cristiano credente, perché pure questi dubbi genera, ricordandosi di inserirci un richiamo a Gesù e non per ridurlo narrativamente, ad una macchietta, si può rimuovere dal discorso scoprendo che non è necessario, funzionale al discorso bergogliano, praticamente risultando un comiziante ideologizzato travestito, a voler essere generosi, un umanista.
          Che sia peculiare vocazione dei gesuiti?

          Ed allora, Raffaele:
          Gesù che farebbe lo scemo con l’adultera, che si fa diavolo, la Trinità che litiga di nascosto a porte chiuse, per tacer di altro: è questa la fede che ti dà gioia?

          Il peccato che peccato non è se si è in Argentina o in Germania, ma se ci si sposta più in là invece sì, peccato resta; od il Vangelo che non si sa più cosa dica di vero non essendoci registratori… è questa la Chiesa che ti piace?
          È questo il Vangelo fresco?
          Tanto si può capire d’un uomo, da ciò che gli piace e da ciò che gli dispiace.

          E ti avrebbe aperto gli occhi sui poveri pensando di convertirli a Cristo, portandogli la buona novella, evangelizzandoli, avvisandoli della verità che ci riguarda tutti, dove Gesù è Porta di Salute eterna, è Via per il Padre Nostro oppure ciò è optional, badti il dialogo, magari pure offensivo volerlu cristiani se non son cristiani, ma atei, mussulmani..?

          Forse, mi viene da dirti con ironia, quel che ti entusiasma, NON è quella Chiesa in cui Gesù Cristo, fatto carne e sangue per noi, che si fa veramente carne e sangue celebrandone sacrificio ogni volta, non sol memoriale, non è quella dove Gesù NON è optional, dove modello non può esser Pannella, dove Bonino promuove peccato MORTALE tra uomini, dove si avverte che Dio non perdona tutto e tutti, che l’inferno esiste eccome, potendo continuare ma era per a dar l’idea della Chiesa che non poteva piacerti …
          ma ad entusiasmarti firse è ora, la Chiesa dell’ammore e della letizia, Chiesa Islam religione di pacce, Chiesa ONU, Chiesa Emula ONG finanziata Soros, Chiesa de La Repubblica (il quotidiano), Chiesa della loggia dei muratori costruttori di ponti o anche Casa Che Costruisce Ponti (C.C.C.P.); ma volendo anche Chiesa Ponteponenteponteppí, Chiesa del Buon Pranzo e Buon Appetito…

          Vale a dire potendo ora piacerti Chiesa che fu prima di lui, non priva di cadute, peccati, come peccatori pure gli Apostoli; ma Chuesa più chiaramente di Cristo di quanto sembra voler essere oggi. Sempre meno potendo distinguere e sempre più sembrando la Chiesa di Bergoglio: piegata al mondano standard richiesto, con il suo relativismo assolutista.

          Temo che non ti siano aperti gli occhi, ma sia la via larga che ti piace di più: ben diversa dalla stretta con cui salvare peccatori ma non il peccato, come il Maestro ci ha insegna nella Chiesa di Cristo, la Chiesa di Bergoglio la vuole con la via larga, tanto larga che comoda al cieco, dove salvando anche il peccato.

          Può sedurre la via larga, è più facile, i ciechi possono correrci su senza neppure il disturbo di dover aprire gli occhi, restando ciechi, apounto, poiché​ basta seguire il cieco davanti, ascoltare il cattivo maestro che, mentre trascina sé ed altri al burrone o tra i lupi, chiama tutto questo Misericordia.

          I poveri vanno nutriti con il pane dello spirito, convertiti, battezzati, pescati a Cristo (a che pro l’anello piscatorio?), invitandoli a farsi proseliti a loro volta.
          San Francesco d’Assisi era con gli ultimi: i lebbrosi. E coi poveri. Sempre avendo in primo piano Gesù Cristo, continua priorità di conversione di sé e del prossimo. Fosse pure mussulmano!
          Ma Bergoglio NON è Francesco.

          Altrimenti non è necessaria la Chiesa, si può fare a meno di Gesù, saremmo i primi a non credergli, a renderlo optional, rinunciabile, sostituibile: ci son già tante OG, ONG, ONU, associazioni numerose, ci sono ideologie, partiti, movimenti a volontà, ma il ruolo autentico, unico, insostituibile della Chiesa tra gli uomini, non è la stessa, non gli somiglia, do e accadesse (oggi c’è questa facile confusione) allora la Chiesa ha tradito se stessa, ovvero Cristo stesso.
          A te piace di piu. ..

          Non si può ridurre la fede cristiana a lotta di classe, senza cosi​ tradire Gesù: cattivi maestri sono coloro che la propongono. Ancora peggiori se suggeriscono di averla promossa, la Chiesa, proprio integrandola con la lotta di classe.
          Pessimi se si dicono pure cristiani e più ancora se sacerdoti.
          Fanno tristezza come quei cristiani e peggio, sacerdoti, che esibiscono in chiese e fuori la bandiera arcobaleno come simbolo di pace: svelando così che Gesù, per loro, non gli basta più, è superabile, la fede davvero confusa e debole o pretesto residuale dove già perduta: per un cristiano con fede anche modestissima, è perfino ovvio che non può esserci simbolo di pace più potente della stessa Santa Croce, del Crocifisso.
          Oltretutto, l’accostamento a simbolo così simile a quella che, sempre arcobaleno, rappresenta la propaganda ideologica LGTBEPROTCOLRUTT1234 ossia a promuovere e diffondere peccato, abominio, fa davvero tanta tristezza..
          Ma forse è pure questa la Chiesa che ti piace.

          Così come non si può essere modelli di santità e buoni insegnanti-educatori se si desidera ossessivamente portarsi ragazzini a letto (e taccio altra più esplicita citazione per rispetto di questo sito è di me stesso).
          E non è il caso di indurre confusione a riguardo.
          Ma per Bergoglio, parrebbe proprio di sì…

          VADE RETRO!
          P.S.:
          spero che il programma di scrittura automatica non abbia reso incomprensibile il commento: non sono riuscito a disattivarlo e non ho i mezzi per comprarne uno più comodo e con schermo più grande per porvi rimedio.

          1. Versione breve: forse a te non piace la Chiesa Cattolica, di Cristo.
            Ma la Chiesa di Bergoglio: immondo, con mondo e per il mondo.

            Ho un amica e due conoscenti che sono stati tentati continuamente da Bergoglio di uscire dalla Chiesa Cattolica, non andare più in Chiesa perché non la sentono più cristiana e cattolica a causa di Bergoglio.
            Una pensando di trovar rifugio nella ortodossa..
            A fatica son riuscito, per ora, ad esortandoli alla resistenza dal di dentro.
            Hanno ragione di essere disorientati, anche per me il disagio è tosto, un’amarezza continua perché in Bergoglio non v’è segno alcuno di ravvedimento (e servirebbe urgente ed operoso per rimediare ai danni gravissimi inferti alla Chiesa: dichiarazione di fede, correzione e chiarezza a ripristino della dottrina tradita, abdicazione..).
            È uno scenario agghiacciante, questo papa ma fa accapponare la pelle e chi ama la Chiesa, può ben sentire la tragedia d’aver Bergoglio messo dov’è proprio per far ciò che, purtroppo, fa.

            E come saper sequestrata la propria madre, costretta a prostituirsi e minacciata e punita se osa opporsi, ma pretendendo che dica che è per il bene suo e di tutti.
            Anzi, che trattasi di Misericordia.

            VADE RETRO!

          2. Dannato T9! “un amica” non si può proprio vedere, che vergogna, manco fossi il ministro dell’istruzione.. 🙃

          3. @Andrea P.

            45+1 minuti di applausi! 🙂

            Per una volta una “lenzuolata” che man mano che la leggevo mi faceva venir più voglia di continuare: non tanto per il masochismo di ripensare a eventi tristi e dannosi (come di solito sono quelli che riguardano tradimenti e meschinità umane) e fra l’altro già noti, ma per la capacità di raccontarli in un grande quadro che li lega organicamente.

            Si può essere d’accordo oppure no sui toni, aspri, del racconto ma i fatti nudi e crudi purtroppo sono quelli lì 🙁

            Sarebbe utile utilizzare i suoi post come traccia di conferenze formative da fare in parrocchie contagiate dal bergoglianesimo, se non ci fosse come temo che ci sarebbe l’immediato violento rifiuto della medicina della verità (anche quella in minuscolo, la verità della cronaca, può far bene ed è parte della Verità).

          4. @Andrea P.

            la ringrazio con una battuta che, spero, non offenda nessuno:
            “Andrea P., PAPA SUBITO !!!!” (non foss’altro per la fede che lei dimostra, a fronte della non-fede di quell’altro).
            Del resto per essere Papa basta essere battezzati (cosi’ era in passato, almeno).
            Sicuramente (e lo dico con grande convinzione) lei ne sarebbe immensamente piu’ degno dell’attuale “occupante”.

        8. E di quale Vangelo parli? Quello di Sosa, di Bergoglio, di Pannella, ecc..? Visto che i teorici dei nuovi “Dubia” affermano, e sono tutti in linea su questo dato che il “vescovo vestiti di bianco” non lo ha smentito, che non sappiamo quello che Gesù ha detto perché non c’erano i registratori. Di certo la storia registrerà la loro apostasia! 😱😱😱

    3. Don Nicola Bux ha senz’altro studiato e insegnato a Roma e a Gerusalemme, ed è professore di liturgia orientale e di teologia dei sacramenti presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari. Il card. Bergoglio, invece, quali titoli possiede? Non ha neppure conseguito un dottorato in teologia. Si vergogni, coprire di fango un uomo di Dio! e idolatrare un falso pastore, che coglie ogni occasione per umiliare e mortificare i Cattolici fedeli alla Tradizione della Chiesa!

      1. Bergoglio è salito nella scala gerrchica perchè qualcuno l’ha spinto in su (pur non avendone i numeri, questo è fin troppo chiaro)… sicuramente secondo un disegno destabilizzante preciso.
        Ma se il Signore l’ha permesso, una ragione ci sarà… ed è certo per un bene superiore, anche se a noi totalmente oscuro.

        1. Il bene superiore che io ci vedo è che non potendoti piu’ fidare di nessuno, confidi maggiormente in Dio e nella Madonna.
          Infatti “Egli vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato”.
          Questo è il piano di Dio e sicuramente tutto muove in questa direzione.
          Papa Bergoglio volente o nolente….

        2. Sul soglio siede colui che è stato scelto…… Ormai dal piccolo pretino fino ad arrivare più su’, le nomine che contano, sono frutto di calcoli, altro che doni dello Spirito Santo: sono pieni di intrighi e fumo….
          Basta leggere cosa disse il celebre esorcista don Gabriele Amorth, morto in concetto di santità, che narrò un fatto. Anzi: lo scrisse in uno dei suoi ultimi libri. Ecco cosa dice don Amorth:

          “Nel 1999 è uscito un libro che s’intitola Via col vento in Vaticano. L’autore, anonimo, era un monsignore della curia romana. Presto tutti seppero il suo nome, Luigi Marinelli. Prima della pubblicazione del libro Marinelli venne più volte a confidarsi con me.

          Era indeciso se pubblicare il libro o meno. Perché questa indecisione? Perché il libro è una collezione di aneddoti piccanti. Storie di carriere, arrivismi, avventure amorose.

          E anche riti e pratiche poco chiare, che si avvicinano al satanismo. Certo, non tutto quello che c’è scritto in quel libro è vero, ma in gran parte lo è. Questo è il mio parere.”

          Allora, don Amorth è chiaro: il libro di Mons. Marinelli confermale parole del Beato Paolo VI riguardo la presenza -attiva- del diavolo all’interno della Chiesa. E non è una generica affermazione. Don Amorth pesa le parole, sa quello che dice. Ricordiamo che è un esorcista, un santo ed esperto esorcista. Ed allora vediamo alcune delle tante cose che Monsignor Luigi Marinelli scrisse, ricordando quella che fu la reazione Il Vaticano fece comperare tutte le copie, il libro sparì letteralmente dalle librerie. Ancora oggi è molto difficile trovarlo.

          Una delle tante rivelazioni di mons. Marinelli riguarda come la massoneria agisce nella Chiesa. Oltre a fornire molti nomi di Vescovi affiliati (e questo spiega la reazione inaudita del Vaticano che fece “sparire” tutte le copie del libro!!!) viene illustrato come i figli della vedova individuano i pretini ambiziosi e come li seduce:

          “….esiste un vero noviziato per gli ecclesiastici da aggregare all’ordine massonico. Vi è una certa categoria di persone che la massoneria destina come addetti alla selezione dei possibili collaboratori da scegliere tra gli ecclesiastici, i quali devono essere forniti di certe doti: spiccata intelligenza, avidità di carriera, ambizione, pronto intuito a capire e a fingere di non capire…, generosità nel servizio, eventualmente anche prestanza fisica e bell’aspetto.”

          https://ilbenevincera.wordpress.com/2017/06/20/amorth-e-mons-marinelli-fanno-tremare-la-curia-romana-anche-da-morti/

  20. NO SE DEJEN ENGAÑAR Y NO LO OLVIDEN JAMÁS: JORGE MARIO BERGOGLIO SÍVORI, FRAN”CISCO”, COMO SATANÁS, NI SE ARREPIENTE NI SE ARREPENTIRÁ
    PRUEBAS:
    1ª:
    El 20 de diciembre de 2013 presentó a la MADRE DE DIOS, a la LLENA DE GRACIA, como una mujerzuela histérica llamando mentiroso y engañador a Dios. (Y ya puestos, calumnió al Papa Juan Pablo II):
    “El Evangelio no nos dice nada: si ella dijo o no una palabra … Era silenciosa, pero dentro su corazón, ¡cuántas cosas decía al Señor! ‘Tú, aquel día – esto es lo que hemos leído – me has dicho que será grande; tú me has dicho que le habrías dado el Trono de David, su padre, que habría reinado por siempre ¡y ahora lo veo allí!’. ¡La Virgen era humana! Y quizás tenía ganas de decir: ‘¡Mentiras! ¡He sido engañada!’: Juan Pablo II decía esto, hablando de la Virgen en aquel momento”.
    http://www.news.va/es/news/el-silencio-dejo-crecer-el-misterio-en-la-esperanz
    2ª:
    El 29 de mayo de 2015 nuevamente volvió a presentar a la MADRE DE DIOS, a la LLENA DE GRACIA, como una mujerzuela histérica, pero esta vez llamando mentiroso al Ángel de Dios:
    “Muchas veces pienso también en la Virgen cuando le llevaron el cuerpo muerto de su Hijo…. Y tampoco ella entendía…Porque recordaba lo que había dicho el Angel: ”El será rey, será grande..” Y dentro de sí, seguramente con ese cuerpo herido en los brazos, que sufrió tanto antes de morir, habrá tenido ganas de decir al Angel: ”¡Mentiroso, me has engañado!”.
    http://www.news.va/es/news/el-papa-recibe-a-un-grupo-de-ninos-enfermos-sois-l
    PUES NO LO OLVIDEN: DE ESAS HEREJÍAS FRAN”CISCO” NI SE HA ARREPENTIDO NI SE ARREPENTIRÁ, COMO BUEN SECUAZ DE SATANÁS.

  21. “È vero che oggi esiste un nuovo moralismo le cui parole-chiave sono giustizia, pace, conservazione del creato, parole che richiamano dei valori morali essenziali di cui abbiamo davvero bisogno. Ma questo moralismo rimane vago e scivola così, quasi inevitabilmente, nella sfera politico-partitica. Esso è anzitutto una pretesa rivolta agli altri, e troppo poco un dovere personale della nostra vita quotidiana. Infatti, cosa significa giustizia? Chi lo definisce? Che cosa serve alla pace? Negli ultimi decenni abbiamo visto ampiamente nelle nostre strade e sulle nostre piazze come il pacifismo possa deviare verso un anarchismo distruttivo e verso il terrorismo. Il moralismo politico degli anni Settanta, le cui radici non sono affatto morte, fu un moralismo che riuscì ad affascinare anche dei giovani pieni di ideali. Ma era un moralismo con indirizzo sbagliato in quanto privo di serena razionalità, e perché, in ultima analisi, metteva l’utopia politica al di sopra della dignità del singolo uomo, mostrando persino di poter arrivare, in nome di grandi obbiettivi, a disprezzare l’uomo. Il moralismo politico, come l’abbiamo vissuto e come lo viviamo ancora, non solo non apre la strada a una rigenerazione, ma la blocca. Lo stesso vale, di conseguenza, anche per un cristianesimo e per una teologia che riducono il nocciolo del messaggio di Gesù, il “Regno di Dio”, ai “valori del Regno”, identificando questi valori con le grandi parole d’ordine del moralismo politico, e proclamandole, nello stesso tempo, come sintesi delle religioni. Dimenticandosi però, così, di Dio, nonostante sia proprio Lui il soggetto e la causa del Regno di Dio. Al suo posto rimangono grandi parole (e valori) che si prestano a qualsiasi tipo di abuso”

    (Joseph Ratzinger – dalla Conferenza tenuta il 1° aprile 2005 a Subiaco, al Monastero di Santa Scolastica, in occasione della consegna all’autore del Premio San Benedetto “per la promozione della vita e della famiglia in Europa”)

    1. Fa sempre piacere leggere le parole del Santo Padre Benedetto XVI. Sono come acqua fresca in questo deserto morale e spirituale. Per questo ne sto rileggendo le opere, a partire da quel “Gesù di Nazareth” che lessi con grande profitto qualche anno fa. Lo consiglio a tutti (sono due libri).

      1. Sto facendo anch’io la stessa cosa, diffondiamo ovunque il pensiero di San Giovanni Paolo II e del grande Benedetto XVI…..sono i nostri FARI in questa NOTTE OSCURA DEL MONDO E DELLA CHIESA!!!!!!!!!!!!!

  22. Quella di Mons. Bux è un opera veramente meritoria.
    Dopo una vita dedicata a Cristo ed alla Sua Chiesa
    (ed alla sana teologia e liturgia)
    si trova ora ad affrontare la inaudita crisi ecclesiale che tutti stiamo vivendo.
    Ma il sacerdote barese non arretra: coraggiosamente gira l’Italia, scrive libri. E se necessario rilascia interviste (come quella qui riportata).
    Nei suoi incontri -spesso osteggiati o comunque ignorati dalla Diocesi e dal Clero locale- è limpido, lucido e sereno.
    “Criticare il Papa non è un peccato” a volte dice.
    Naturalmente con garbo, rispetto e carità.
    La sua “Scuola Ecclesia Mater”,
    ( http://www.scuolaecclesiamater.org ) con pochissimi mezzi e pochi (ma validi) collaboratori sta rendendo un servizio al Popolo di Dio di un valore incalcolabile.

    Il timore è che, prima o poi, venga fermato, “catturato”, punito…..

    Ma noi siamo con lui!

    1. Quanto è vero quello che lei dice. Ricordo, nel 2010, alla presentazione a Taranto del suo libro “Come andare a Messa e non perdere la fede”, eravamo un paio di centinaia di persone presenti nella sala del circolo ufficiali della marina militare. Alla fine del suo discorso introduttivo, quando ci fu chiesto di porre delle domande, mi alzai e dissi:”Don Nicola, cosa pensa del fatto che tra di noi qui in sala non ci sia neanche un sacerdote?”. Il suo sorriso tirato fu molto più esauriente di una risposta. Ci fu un moderatore che accampò non so quale scusa a proposito di una riunione ecclesiale dell’allora vescovo Don Benigno Papa, ma fu come pioggia sul bagnato.

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