ROMA-FATIMA-ROMA COL PAPA: 1738€ DI BIGLIETTO AEREO. UNA LETTERA DI PROTESTA DEI GIORNALISTI.

Marco Tosatti

E’ antica la polemica su quanto costa – per i giornalisti – viaggiare sull’aereo del Papa. Che poi del Papa non è, ma è preso in affitto dalle compagnie di bandiera. L’Alitalia all’andata, e un’altra compagnia al ritorno. In generale il costo del biglietto era almeno pari a quello di una prima classe, anche se la settantina di giornalisti, fotografi e operatori erano stivati in economica.

In certi tipi di viaggi – si toccavano diverse città e Paesi, magari mal collegati, in Africa, Asia e America Latina – se si volevano coprire tutti gli avvenimenti era giocoforza cercare di ottenere un posto sul Papal Flight, soffocando il mugugno e le proteste delle amministrazioni dei giornali. Da sempre è esistito il sospetto che i prezzi gonfiati del biglietto dei giornalisti serva in realtà a pagare il viaggio del Papa e della trentina e più di persone del seguito. Addirittura qualcuno ha sostenuto che il Vaticano ci guadagni.

Insomma, è una polemica sempre viva. Ma questa volta secondo molti giornalisti il Vaticano ha esagerato. Il nodo del contendere è il viaggio a Fatima, per celebrare i cento anni dall’apparizione della Madonna ai tre pastorelli, previsto per il 12 e 13 maggio prossimo; il prezzo del biglietto andata-ritorno per i giornalisti è di 1.738 €. Alcuni colleghi hanno svolto una rapida indagine, presso l’Alitalia (andata) e la Tap (ritorno), e hanno visto che il prezzo dei voli in economy per quello stesso tragitto era di 232 €. Il che vuol dire che i giornalisti sul volo papale subirebbero un aumento di costo del 650 per cento.

Così è stata preparata una lettera, firmata da una trentina di rappresentanti dell’informazione, soprattutto stranieri (alcuni colleghi italiani non ne conoscevano neanche l’esistenza) indirizzata al Sostituto alla Segreteria di Stato, Angelo Becciu, all’organizzatore dei viaggi papali, mons. Mauricio Rueda Beltz e al Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, in cui si esprime “sorpresa” per il prezzo richiesto per il viaggio a Fatima. Si afferma che il costo del viaggio non ha nessun rapporto con i prezzi di mercato e “sembra completamente sproporzionato rispetto alla distanza del volo”. I firmatari chiedono al Vaticano “riconsiderare il prezzo, considerando anche la possibilità di usare una sola compagnia per l’andata-ritorno, così da abbassare i costi”, e persino “di esplorare la possibilità di volare con compagnie low cost come Ryanair, Easyjet, Vueling ecc.”.

“Giornali e agnezie di stampa vivono un momento di difficoltà economiche con queste condizioni sembra sempre più difficile permettersi di mandare i propri inviati a bordo del volo papale”.



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24 commenti su “ROMA-FATIMA-ROMA COL PAPA: 1738€ DI BIGLIETTO AEREO. UNA LETTERA DI PROTESTA DEI GIORNALISTI.”

  1. Che assurdità!!!! I giornalisti si lamentano??? Ma paga la ditta!! Poi per viaggiare col Papa a/r io pagherei anche 2.000 €. Credo che molte persone pagherebbero cifre altissime. Ma loro li regalano i giornali????

  2. Ulteriore prova della bufala del papa povero. La sceneggiata di Santa Marta è pura propaganda politica, in pieno stile dittatura comunista! Oltretutto, da quello che riferiscono le gole profonde del Vaticano e a giudicare dalla stazza, bergoglio è una forchetta d’assalto… Limiti la sua ingordigia: la gola è un vizio, e con il cibo risparmiato si potrebbe sfamare un intero villaggio africano!…

  3. La gran Mina canta a Jorge Mario Bergoglio Sívori, Fran”cisco”:
    https://www.youtube.com/watch?v=RQAdUKj1nLc

    Espero que el Sr. Marco Tosatti y sus lectores comprendan estas libertades que me tomo.
    Y es que dejé de estar en comunión con el jesuita Jorge Mario Bergoglio Sívori desde el mismo momento en que ese sujeto pensó en ser obispo auxiliar, por lo que yo tenía que elegir: o estar en comunión con Ignacio de Loyola o con ese sujeto.
    Y es que hay que ir “al principio” de las cosas, de los asuntos.
    (Adición:
    PARA MATTEI, TOSATTI, MAGISTER, SOCCI… Y OTROS MÁS A LOS QUE DE VERDAD APRECIO: IR, VAYAN “AL PRINCIPIO” PORQUE SINO NO SE ENTENDERÁ NADA DE LO QUE ESTÁ OCURRIENDO Y DE LO QUE ESTÁ POR VENIR
    “Al principio” se escribe en Génesis 1:1 y “Al principio” se escribe en Juan 1:1: y si no se entienden esos “principios” no se entiende nada.
    Luego hay que ir al principio de las cosas, de los asuntos, para poder entender su intermedio y su final.
    Y “el principio” de Francisco no es Francisco sino cuando un tal Jorge Mario Bergoglio Sívori decidió meterse jesuita.
    Mira por donde, su santo fundador Ignacio, después de pedir que en todas las Misas se rezase por la difícil decisión que tenía que tomar, se encerró durante tres días en su celda entre oraciones súplicas y lágrimas, y al final salió afirmando que iba a luchar con todas sus fuerzas para que ningún miembro de su Compañía aspirase a obispados.
    Y tal fue su lucha que, el embajador español en Roma iba diciendo a los cuatro vientos, que si Ignacio se oponía a que los miembros de su Compañía aspirasen a obispados era porque Ignacio quería ser el primero en tener el capelo.
    Pero Ignacio no solo lo negó de palabra sino lo negó con los hechos: fue presbítero y murió presbítero y no como otros…: “la obediencia, la disponibilidad, la humildad, el servicio…” ¡no por favor, milongas a quien quiera tragarse milongas!
    (Ejemplos de milongas: no existe el divorcio en la Iglesia católica, existen los chanchullos en los tribunales eclesiásticos, el “etc”; no existe el poder en la Iglesia católica, existe el “servicio”…: ¡milongas a otro!).
    Mira por donde, el ahora jesuita convertido en Papa va y se pone el nombre de Francisco: ¿Francisco en recuerdo de ese virrey y duque que también se metió a jesuita y su amigo el rey Carlos I de España y V de Alemania quería hacerle cardenal…? ¡No, en recuerdo del pobre Francisco de Asís, que solo quiso ser diácono y que tampoco quería que sus seguidores aspirasen a obispados, y no como otros…!
    Puedo seguir, pero sería repetir otra vez este tema que por su extensión me he visto obligado a dividirlo en dos partes, y no estoy por la labor.
    Ustedes, vosotros, los citados en el título, no recuerdo en sus escritos nada sobre este “principio”.
    Ustedes, vosotros, los citados en el título, no recuerdo nada escrito al día siguiente cuando Francisco cometió su impostura religiosa: se la tragaron o guardaron silencio como todos.
    Ustedes, vosotros, los citados en el título, no recuerdo nada escrito sobre las dos herejías mariológicas de Francisco.
    Ustedes, vosotros… “etc”.
    Y ya termino y esto va para Mattei y Socci:
    La verdad es la verdad la diga quien la diga. Y si la Verdad y la verdad se dice con amor o se dice de mala leche no por ello deja de ser Verdad y verdad.
    Escribía una santa y mística que la verdad si no es dicha con amor no es verdad; pero como yo no soy ni místico ni santo digo que milongas a otro: la Verdad y la verdad -la primera es Dios y la segunda es humana- se diga con amor o sin amor no deja de ser Verdad y verdad.
    Miren ustedes, vosotros: el problema no es que el Papa mienta sea un cínico y un engañador: el problema es que un mentiroso un cínico y un engañador ha llegado a Papa.
    Y no soy cismático, porque sencillamente dejé de estar en comunión con el jesuita Jorge Mario Bergoglio Sívori desde el mismo momento que pensó en ser obispo auxiliar, y si luego ese jesuita colgó los hábitos o llegó a Papa es su problema, no el mío; aunque hay que reconocer, que todos, todos, tenemos un problema, ustedes y vosotros; pero ustedes y vosotros más que yo porque no entienden o no quieren entender “el principio”.
    Y ya saben, para una mejor información llamen al 11: 15-17 y pregunten por Zacarías, que él les informará y también les remitirá al apocalíptico, un tal Juan.
    Ángel Manuel González Fernández, 12 de febrero del 2017.
    En respuesta a:
    http://www.antoniosocci.com/un-invito-pregare-papa-francesco-benedetto-xvi-un-invito-tutti-dire-no-alla-guerra-civile-fra-cattolici/
    http://www.corrispondenzaromana.it/antonio-socci-e-la-giusta-battaglia/?refresh_cens)

  4. Becciu ve lo raccomando 🙂
    Per il resto: ma è proprio necessario che i giornalisti viaggino in aereo col papa e che quest’ultimo si faccia intervistare come un calciatore o attore qualsiasi?

    1. Sappiamo tutti che i giornalisti devono fare gli scoop e che viaggino col papa ci può anche stare. Hanno sempre intervistato anche Giovanni Paolo II e papa Benedetto ma le loro risposte erano sapienti e inerenti alla missione da loro compiuta. Se i giornalisti chiedevano qualche cosa riguardo a un determinato argomento o problema del momento, questi papi parlavano sempre nel nome di Cristo e di una morale cristiana, e tutti capivano alla perfezione ciò che dicevano. Ma questo Papa te lo raccomando…….mi vengono già i brividi sapere che farà un altro viaggio in aereo con i giornalisti che non sanno fare altro che tirar fuori il problema gay o gender o matrimoni dei gay. Che scatole….! E ancora ci sentiremo dire: chi sono io per giudicare?

      Vorrei sentire il Papa parlare di Cristo e della sacra scrittura ogni tanto con sapienza, ma questo ormai è un desiderio che devo eliminare dalla mia mente, e devo rassegnarmi a continuare sentir parlare di poveri poveri e poveri. Ognuno di noi si è davvero Cristiano ti ama Gesù prega e aiuta i poveri là dove è possibile, ma qui è un lavoro che si sta facendo per colpevolizzare i cristiani, mentre invece i poveri sono stati prodotti da un’economia massonica che continua ancora oggi, e lui lo sa, visto che viene da un paese dove la povertà è stata procurata, voluta, e continua ancora oggi per un volere politico. Io sono molto stanca di un papato così, lo dico con tutto il cuore ❤️
      Buona domenica

  5. Eccccerto che l’ha fatto di proposito, che te credi?
    L’udienza al card. Scola l’ha rifiutata per ben quattro volte.
    Oggi, piuttosto di onorare Maria a Roma, avrà detto: meglio che niente, andiamo da Scola, almeno andrà in pensione in santa pace e non mi romperà più le scatole.
    Scola a parte (che non mi piace per niente, classico leccacalzini) io se fossi stata una milanese manco a pagarmi sarei andata ad omaggiarlo.
    Aggiungo un altra cosa, non ti credere che siano tutti milanesi i presenti, hanno organizzato pulman da tutte le provincie limitrofi…..

  6. Possibile che si continui a parlare di questa visita del Papa a Milano, ma nulla sull’Annunciazione che è sempre stata per la Chiesa cattolica una grande festa, dopo tutto è la vera nascita della Chiesa l’annunciazione di Gesù! Io non ho più la televisione da tanti anni, e quello che so è perché ho Internet e qualcosa mi riferiscono gli amici in WhatsApp, ma davvero vedo questo Papa più protestante che cattolico. Maria la oscura, e la oscura non male anche se mostra ogni tanto che le fa una visitina!
    Domanda cattiva: Ma sto viaggio non è che lo ha fatto in questo giorno di proposito, proprio per poter mettere in risalto altro, ossia se stesso? 😡

    1. @Emilio Biagini

      Mi scusi ma non riesco a resistere! 🙂
      Nel caso che Lei sia il meritatamente celebre Emilio Biagini autore (con Sua moglie) di quelle spassose “Cattiverie quotidiane”, chicche di humor tagliente su argomento sgomentante, non voglio perdere questa occasione per complimentarmi con Lei e Signora.

      Intanto per chi non le conoscesse già ne ripropongo qui alcune delle ultime:

      La cattiveria quotidiana 900
      dei coniugi Biagini
      “Che orribile incubo: ho sognato satanasso che mi correva dietro.” “Sei stato fortunato: io ho sognato la Bonino.”

      La cattiveria quotidiana 899
      dei coniugi Biagini
      Le bergogliadi. Laudosaggine tenerizia e letiziante: “Ma che sarà mai una piccola eresia?”

      La cattiveria quotidiana 898
      dei coniugi Biagini
      Le bergogliadi. Letamicamente amorezzante laudazia: “Venerabili fratelli, vogliamo investigare, con il nostro mitico discernimento, se è proprio vero che maschi e femmine Dio li creò.”

  7. Meglio che non vada nessun giornalista in aéreo. Cosí non dirá delle scemate aeree habituali.

  8. Oggi, 25 marzo, il Papa ha visitato tre famiglie povere delle case popolari a Milano, da lì ha parlato al telefono con i parenti di queste famiglie; poi è andato a visitare i carcerati dove ha pranzato assieme a loro. Inoltre, in occasioni dei sessanta anni della unione europea, ha inviato un messaggio alle autorità convenute a Roma per la ricorrenza, in cui auspica la solidarietà contro i populismi.
    In mezzo a tutto questo fiorire di grandi attenzioni alla povertà, il costo esorbitante del biglietto per Fatima a carico dei giornalisti è un dettaglio insignificante e in ogni modo svolge due funzioni:
    1) Funzione didattica: i benestanti giornalisti devono capire di condividere la loro ricchezza con i poveri.
    2) Funzione pratica: la legge di Robin Hood impone di togliere ai ricchi per dare ai poveri.
    P.S.: sono assolutamente certo che circa il prezzo del biglietto, il Papa non ne sapeva niente e quindi è stato fissato a sua insaputa.

    1. Chissà perché il Papa, per alcuni, sa o non sa in base all’argomento o alla situazione. E pensare che le notizie gli arrivano sul tavolo già alle cinque di mattina, e non credo assolutamente che non conosca i prezzi dei viaggi, lui che dice di essere così attento a spendere poco….. Ma aldilà di questo vorrei dire che tutti i papi hanno visitato nei loro viaggi pastorali carceri ricoveri e quant’altro, non è una novità e nemmeno un articolo di prima pagina. Ricordo che Paolo VI quando l’hanno nominato arcivescovo di Milano e andato subito a far visita agli operai se non ricordo male, e Giovanni XXIII pure. Mi dici dove sta la novità? Anzi, sarei stupita del contrario

    2. Quali populismi?
      Quello per cui “lo stato deve dare a tutti una casa, della terra e un lavoro”?

    3. … nel caso dei giornalisti sembra che “madonna povertà” proprio non faccia rima con “perfetta letizia”.

  9. Il Papa a fare il Papa a Roma…
    certo, e se proprio deve uscire dalle Mura vaticane, sia per visitare più spesso le parrocchie della sua diocesi e poi quelle d’Italia, visto che ne è il Primate.
    Si risparmiano voli e CO2, visto che si tiene tanto all’ambiente.

  10. Io sostengo da tempo la fine dei viaggi papali, a cominciare dalle gmg, o quanto meno una drastica riduzione, uno all’anno.
    Paolo VI ha inaugurato questa usanza perché sino ad allora nessuno aveva visto un Papa fuori da Roma o al più dall’Italia, ma adesso si potrebbe chiudere questa pagina e il Papa tornare a fare il Papa da Roma.

  11. Questa si’ che è la chiesa povera. Bergoglio o chi per lui sa fare bene di conto. E non è l’unico. Anche una fondazione pontificia che organizza 1 oellegrinaggio in questi mesi a Fatima applica un prezzo superiore del 30% rispetto ad altre organizzazioni.

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