DAT: TESTIMONIANZE CONTRO. PRO VITA DICE NO ALLA MORTE PER FAME E PER SETE. UN APPELLO E UNA PETIZIONE.

Marco Tosatti

A breve il Parlamento incomincerà la discussione sulle DAT (Dichiarazioni anticipate di trattamento) cioè quei documenti che riguardano nunc pro tunc, che cosa fare di se stessi se si dovesse cadere in uno stato vegetativo prolungato, un coma, una malattia gravissima. Per dare la voce ai testimoni di chi quelle situazioni le ha vissute, in prima persona, ieri, giovedì 16 febbraio, Pro Vita ONLUS ha organizzato una conferenza stampa sulle DAT.

(“Dichiarazioni anticipate di trattamento”), in vista dell’imminente discussione del ddl in Aula, in cui hanno preso la parola chi ha vissuto quelle situazioni (lo stato vegetativo, il coma, la malattia grave) che sono spesso invocate nel dibattito sull’eutanasia e sulle DAT.

 

L’evento è stato molto seguito, vista la portata del provvedimento che si vuole introdurre. Il presidente di Pro Vita, Toni Brandi, ha condotto e moderato la conferenza. Brandi si è detto “disgustato” dal fatto che nel ddl sulle DAT si preveda la possibilità di disporre la sospensione dell’idratazione e dell’alimentazione, vincolando il medico – in quest’ipotesi – a uccidere per omissione. Cioè facendo morire il paziente di fame e di sete. In seguito ha preso parola il deputato Eugenia Roccella, la quale ha ricordato lo stato delle discussioni alla Camera sul ddl sulle DAT denunciando il fatto che si vuole evitare il dibattito, saltando l’esame degli emendamenti e per mezzo di sessioni notturne.

Sylvie Menard, ricercatrice oncologica ed ex allieva del prof. Veronesi, era favorevole all’eutanasia e aveva persino redatto un testamento biologico. Ma quando ha scoperto di avere un cancro inguaribile al midollo osseo, la sua prospettiva sulla vita e la morte è mutata radicalmente: ha volut, e vuole, vivere la sua vita fino in fondo. E’ diventata una ferma oppositrice dell’eutanasia e del testamento biologico: nessuno può sapere come si reagirà non di fronte a un’ipotesi, ma alla realtà della malattia.

Roberto Panella, anche lui entrato in coma dopo un incidente, ha raccontato la sua lotta per la sopravvivenza e ribadito la dignità di ogni vita, anche quella che si trova in coma. La madre ha rivelato alcuni episodi spiacevoli riferiti al personale medico, che discutevano se lasciare morire Roberto in sua presenza. Ma Roberto recuperava progressivamente la coscienza: non dobbiamo sottovalutare la capacità di comprensione di chi apparentemente è “totalmente incosciente”.

Pietro Crisafulli, fratello di Salvatore Crisafulli, la cui vita e il cui risveglio dallo stato vegetativo sono raccontati anche in un film, ha testimoniato di come abbia compreso l’assurdità dell’eutanasia proprio aiutando suo fratello: nonostante le gravissime condizioni psicofisiche, la sua vita era assolutamente “degna”. Nessuno è meno degno per le condizioni di disabilità.

In seguito, Sara Virgilio ha raccontato la sua storia: dopo un terribile incidente causato da un pirata della strada, lo stato di coma si è sommato a molte altre problematiche fisiche. Questo stato ha indotto i medici ha ritenere che al 99,9% Sara non ce l’avrebbe fatta, oppure, anche se fosse uscita dal coma, non ci sarebbero state possibilità di recuperare una vita “normale”. Molte persone, davanti ad una prospettiva del genere, disporrebbero nelle proprie “DAT” di essere lasciati morire per disidratazione. Eppure la speranza dovrebbe essere sempre l’ultima a morire: Sara non solo è uscita dal coma, ma è riuscita a realizzarsi pienamente nella vita, sia nella sua carriera universitaria che professionale.

Infine è stato illustrato il caso, drammatico, di Max Tresoldi. Sua madre ha raccontato di come, dopo un gravissimo incidente, Max sia entrato in coma e poi in stato vegetativo. I genitori di Max l’hanno circondato di cure e hanno sempre cercato di comunicare con lui, anche se molti medici e infermieri continuavano a ripetere che “era inutile”. Max però si è risvegliato dallo stato vegetativo dopo dieci anni, e gradualmente ha cominciato a comunicare con piccoli gesti. Il padre ha letto una lettera in cui, prima dell’incidente, Max aveva dichiarato di non voler vivere nell’ipotesi che si fosse trovato in uno stato di grave compromissione psicofisica: ma da quando a Max è toccato vivere effettivamente questa esperienza, ha dimostrato sempre una forte voglia di vivere e una grande felicità.

Secondo gli organizzatori della comferenza stampa, queste testimonianze smentiscono i presupposti che stanno alla base delle DAT e dell’eutanasia (anche omissiva): che ci siano vite “indegne di essere vissute”; che uno possa da “sano”, sapere in anticipo il suo atteggiamento di fronte ad una grave malattia; che in coma e nello stato vegetativo “non ci sia niente da fare” e che il paziente sia come un “corpo morto”.

ProVita ONLUS ha lanciato un appello contro le DAT e l’eutanasia tramite la petizione presente a questo Collegamento.

 



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51 pensieri su “DAT: TESTIMONIANZE CONTRO. PRO VITA DICE NO ALLA MORTE PER FAME E PER SETE. UN APPELLO E UNA PETIZIONE.”

  1. Mah … puo darsi ora che non il riavvicimento di Lutero anche la questione della presenza reale che separa i nostri fratelli abbia bisogno di una nuova ermeneutica …

    Ti sembra compatibile mangiare realmente il suo corpo e denigrare il papa come fanno tutti qui? o mangiare realmente il suo corpo e vedere nel profugo o nell’immigrato un problema sociale o sanitario (portano le malattie e la scabbia) prima che la carne di Cristo? La presenza reale di Gesù non va forse oltre o meglo non DEVE trovare compinento oltre pezzo di pane consacrato? Altrimenti il culto è inutile, è una truffa come direbbe el papa Francisco. Senza la cura del povero l’eucarestia diventa una truffa, direbbe el papa Francisco.

    + R Burke

    1. Il papa non è il Padre Eterno … è solo il suo vicario… ed è pure criticabile senza cadere nel peccato di lesa maestà… sei solo tu ed i papolatri dell’ultimora (quelli che hanno sempre detto peste e corna della Chiesa e del Papa) che lo adori…
      Adesso che ci penso ho capito chi sei… tu sei uno dei miliardi di orfani del crollo dell’ideologia marxista e dei partiti comunisti suoi figliocci naturali… disilluso da tutti i sedicenti leqader di sinistra (e hai perfettamente ragione, anche se in politica oggi non si salva nessuno) hai trovato il Nuovo Lider Maximo. Il nuovo lider dell’internazionale socialista, o come ha pubblicato qualche giornalone americano, della sinistra internazionale (suona meglio).
      In effetti hai fatto un’ottima scelta. Ma è una scelta politica, purtroppo. Nulla a che vedere con altro.

  2. Bellissima la citazione di S. Weil ! Vera anche la questione posta che bisogna essere credibili, anche se sono un peccatore ogni mattina prego Gesù di non contribuire con le mie azioni a flagellarlo e prego mi dia la Grazia di non ferirlo e di essergli invece testimone nelle cose di ogni giorno.
    Se come spero per proselitismo, si intende usare la forza e in modo coercitivo, senza lasciare spazio alla libertà altrui,imporre la fede : non faccio proselitismo!
    Sono però un peccatore e se il Santo Padre declinasse concretamente cosa è per lui fare proselitismo, certamente sarebbe un aiuto per me è credo per tutti i cristiani,
    Una ultima cosa ho imparato che ricevere la S.S. Eucaristia è ricevere Cristo !
    Non mangiare in sua presenza o mangiare il pane di Gesù, come è stato scritto precedentemente.
    Ma ricevere REALMENTE CRISTO ! IL SUO CORPO E IL SUO SANGUE !

  3. http://www.iltimone.org/35715,News.html.
    Costruttori di cattedrali che scaldano i cuori.

    Cristo riusciti in cuori!Cristo si celebri! Cristo si adori!Gloria al Signor!
    Chiamate o popoli del regno umano
    Cristo sovrano, Gloria al Signor!

    Noi risorgiamo in te, Dio Salvatore.
    Cristo Signore! Gloria al Signor!

    Tutti lo acclamano, angeli e santi.
    La terra canti: Gloria al Signor!

    Egli sarà con noi nel grande giorno, al suo ritorno Gloria al Signore!

    Cristo nei secoli! Cristo è la storia!
    Cristo è la gloria! Gloria al Signor!

    1. Cristo lo adori anche e soprattutto nella carne dei poveri, degli emarginati, dei sofferenti, dei carcerati, dei falliti, e non solo e soprattutto nei tabernacoli

      Hai dato da mangiare all’affamato? L’hai fatto a me.

      Se il tuo cuore si scalda davanti all’ostia di un altare ma è insensibile al fratello che ti è prossimo, la tua adorazione è falsa, è una truffa. L’altro giorno il papa Francisco ha detto: ignorare i poveri è truffa morale.

      Ci sono vescovi (recentemente mons Negri, ormai emerito e silurato ah ah ah) che fanno messe di riparazione per atti sacrileghi in una chiesa, ma che si dimenticano che l’amore e la vicinanza ai profugi, agli immigrati, ai poveri, ai derelitti di un sistema economico che lui difende con tanti sofismi, loro sono la carne di Cristo e a loro dovrebbero essere anche offerte messe di riparazione !

      + R Burke (l’evangelico)

      1. Ed è illuminante che a mons. Negri, il dottore della legge e defensor fidei dei valori non negoziabili, il papa abbia scelto mons. Perego, una vita passata vicino ai poveri, agli immigrati, ai clandestini. Capisco che tutto questo vi dia un grande fastidio, ma non prendetevale con Burke, ma col papa Francisco e con lo Spirito Santo (la terza persona della Trinità) che soffia ora in questa direzione. Non essere docili al soffio nuovo dello Spirito significa peccare gravemente contro lo Spirito, quel peccato che Gesù ha definito nei Vangeli come l’unico imperdonabile.

        + R. Burke (l’evangelico)

        1. … riprendo quanto già scritto da qualcuno in altra discussione… trattasi di spirito etilico … la Terza Persona in questo momento sta meditando sul da farsi alle Maldive… scusa l’umorismo fuori luogo, ma ogni tanto ….

      2. Se il tuo cuore si scalda davanti al Santissimo ma resta insensibile al prossimo, vuol dire che quello era caldo da combustione di kerosene o carbone o petroderivati … nel piano di sotto ce n’è a bizzeffe …

        Comunque Francisco ha inaugurato una nuova forma di teologia eretica (in mezzo alle tante), la pauperoteologia…

        In un mondo come il nostro che rispetto al passato, vicino o remoto, è quanto di piu’ lontano ci sia dalla povertà (certamente alludo a quella materiale, perchè la povertà spirituale è ai massimi storici… ma di quella forse non frega nulla al caudillo), è paradossale che Francisco se ne esca con questa fissa…

        Il povero è santo a priori…. ma perchè non se ne va ad evangelizzare gli indu’ (ah, già non si puo’… vuoi mai che venga scambiato per del banale proselitismo)… li’, nel subcontinente indiano, dove i poveri sono poveri perchè se lo meritano e lo ha deciso il kharma … per cui nessuno fa una piega di fronte a chi crepa per strada…

        1. aggregati ai sedevacantisti, no? cosi risolvi ogni tuo problema e smetti di blaterare contro il papa e il Popolo fedele di Dio che lo segue, perchè conosce i veri Pastori e non le allodole dei falsi defensor fidei

          + R Burke

  4. E’ inutile che ti incazzi burketto da quattro soldi. L’ha detto Lui che ” senza di me non potete fare nulla”!
    Sena di Lui, quel che fanno i filantropi ad esempio, rimane in terra, non innalza al cielo. E tu pensi che all’umanità basti?

    Dal Vangelo di Gesù Cristo secondo Marco 16,15-18
    Gesù disse loro: «Andate in tutto il mondo e predicate il vangelo ad ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato. E questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno».

    Se non è proselitismo questo, hai problemi con la lingua italiana

    1. Brava Mary!
      Quando il mondo esulta è segno che non stai annunciando Cristo!
      Chi annuncia Cristo viene crocifisso e non applaudito dal mondo..

    2. Siete solo esaltati che odiate il papa Francisco per il suo magistero. Mai sentito parlare di cristiani anonimi (K- Rahner)?

      Sta anche scritto:

      Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?». Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno. Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”. Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori. Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi»

      Nessuno si salva da sé, nemmeno idefensor fidei come te, ma tutti possiamo essere salvati da Dio. Non per i nostri meriti ma per la sua bontà, per la porta santa che è la sua misericordia (giustificazione per grazia dicono i luterani). Lo dice il verbo “salvarsi” che nel vangelo è al passivo, un passivo divino, dove il soggetto è sempre Dio.Quando la porta da aperta si fa chiusa, inizia la crisi dei “buoni”. Abbiamo mangiato alla tua presenza (allusione all’Eucaristia), hai insegnato nelle nostre piazze (conosciamo il Vangelo e il catechismo), perché non apri? Non so di dove siete, voi venite da un mondo che non è il mio. Non basta mangiare Gesù, che è pane, non bastano adesioni formali o proclami, occorre farsi pane per gli altri. Non basta essere credenti, dobbiamo essere credibili. E la misura è nella vita. «La fede vera si mostra non da come uno parla di Dio, ma da come parla e agisce nella vita, da lì capisco se uno ha soggiornato in Dio» (S. Weil).La conclusione della piccola parabola è piena di sorprese: viene sfatata l’idea della porta stretta come porta per pochi, per i più bravi. Tutti possono passare per le porte sante di Dio. Il sogno di Dio è far sorgere figli da ogni dove, per una offerta di felicità, per una vita in pienezza. È possibile per tutti vivere meglio, e Gesù ne possiede la chiave. Lui li raccoglie da tutti gli angoli del mondo, variopinti clandestini del regno, arrivati ultimi e per lui considerati primi. Anche cristiani anonimi. Per questo anche coloro che non si professono formalmente cristiani o aderiscono formalmente alla chiesa etc. (come del resto fece Simone Weil) passeranno per la porta stretta, mentre molti di quelli che mangiavano e bevevano la sua presenza (allusuone alle nostre messe e eucarestie) e ascoltavano i suoi insegnamenti (andavano a cateschismo e con furore difendevano la dottrina dei dottori della legge, come nei dubia ah ah ah) non entreranno nella porta, e per loro sarà pianto e stridore di denti.

      + R. Burke (l’evangelico)

        1. Bravo Luigi, il Rahner è uno degli agitatori del concilio.
          Si è fatto in quattro per introdurre il modernismo nella Chiesa, anzi meglio dire l’eresia modernista, seguace di Lutero etc…etc… etc…

          1. ok capito, non siete piu cattolici, ma sedevacantisti o lefebvriani, ho sbagliato interlocutori mi sa, nemmeno Burke, Caffarra, Muller, etc. stanno con voi

            kiss

            + R Burke

      1. …e tu sei un modernista… quindi un condensato delle peggiori eresie…
        Io comunque non sono nè sedevacantista (ma vorrei tanto poterlo essere, ed indovina perché), nè lefebvriano… anche se, piuttosto di allinearmi allo scempio del bergoglianesimo, mi faccio frate alla FSPX.
        Su questo non avrei proprio alcun dubbio.

  5. “Senza Cristo le colombe della pace rimangono fragili e incapaci di volare, senza Cristo l’ arcobaleno diventa purtroppo altro e non il segno della alleanza duratura con Dio.”

    Uffa, chi non crede in Cristo secondo te non può dare nulla di buono e utile alla umanità? Rileggiti la parabola del samaritano, cazzo! Dio non è cattolico, non disse cosi una volta el papa Francesco? L’adesione a Cristo, poi, la si fa con la testimonianza, coerente e autorevole, non con il proselitismo. Come disse papa Benedetto, il male piu grande della chiesa viene da dentro, non da fuori: e certamente pensava ai vari Maciel etc. che costruivano cattedrali, portavano tante vocazioni e tando dinero alle casse Vaticane, …

  6. Grazie per la segnalazione di questa iniziativa di pro vita alla quale ho aderito.
    Grazie della segnalazione della nuova intervista al Card. Muller e del suo articolo su la nbq.
    Ieri sera leggendo repubblica.it ho letto il resoconto del discorso del Papa in università e mi sono chiesto se fosse vero quanto detto ad esempio che la mancanza del lavoro è la causa della droga, avendo amici di oratorio e di quartiere morti per l’ eroina nei ” favolosi” anni settanta mi sembrava troppo semplicistica come risposta, allora ho provato a vedere se era già stato pubblicato il testo sul sito Vaticano.
    Era presente l’ ho letto e mi sono detto cheil giornalista aveva distorto il pensiero del Papa.
    Tra l’altro come Aldo Maria Valli sono stato colpito dalla personale testimonianza del Papa sul suo rapporto con la persona di Gesù , che appare nel testo scritto.
    Ed proprio da Aldo Maria Valli che ho letto stamane sul suo blog, che ho scoperto che quel passaggio, quella chiara testimonianza non è stata fatta ai giovani presenti.
    Se quel rapporto quell’ incontro con Cristo presente qui ed ora è veramente ciò che sostiene la sua vita perché non riaffermarlo a quei giovani?
    Io credo che oltre e più dei ponti sia necessario costruire e ricostruire cattedrali, ed ogni cattedrale è un cuore investito dal rapporto con Cristo, più e prima ancora della denuncia dei trafficanti d’armi .
    Senza Cristo le colombe della pace rimangono fragili e incapaci di volare, senza Cristo l’ arcobaleno diventa purtroppo altro e non il segno della alleanza duratura con Dio.

    1. Secondo me siete voi che non volete capire e distorcete il magistero del papa Francisco, lo appiattite ad un banale “volesome tutti bene” quando parla di misericordia, o al volre appiattire la chiesa ad una dimesnione orizzontale, sociale, umanitaria quando parla di poveri, immigrati, lavoro, etc. ….

      Dice semplicemente ai nuovi defensor fidei, quelli cha hanno ridotto il cattolicesimo degli ultimi trent’anni alle guerre dei “valori non negoziabili” contro aborto, matrimoni gay, eutanaisa etc. … oppure alle dispute sulla liturgia o a come devono essere orientati gli altari …. che c’è l’urgenza di riprendere il Vangelo con la preferenza per i poveri, che la difesa della vita non si deve focalizzare solo sull’inizio e la fine, e menegrefarsene della vera vita reale e dei sistemi che generano miserai, sopraffazione, scarti sociali, etc.. E questo non perchè la chiesa adesso, come ospedale da campo, deve diventare una ONG o una organizzazione filantropica, ma perchè deve essere piu coerente al Vangelo del suo Signore che dice: hai dato da mangare all’affamato, da bere all’assetato, l’hai fatto a me. Gli immigrati, gli scarti del sistema economico, le vittime delle guerre, etc. devono interpelare il nostro cuore e la nostra azione perchè sono carne di Cristo.

      Francesco ci ricorda che ignorare i poveri è truffa morale.

      Le ferite sociali causate da un sistema economico disumano e diffuso possono essere curate e guarite con l’atteggiamento del buon samaritano, facendosi “prossimi di chi ha bisogno”.

      E come insegna il Vangelo, il papa ci ricorda che lo straniero, il pagano e l’ impuro è piu aperto a chinarsi sul moribondo aggredito dai ladri e si prende cura di lui, mentre la fretta indifferente e la paura di “sporcarsi le mani e rendersi impuri” del sacerdote e del levita, esponenti legati al Tempio, voltano le spalle all’uomo ferito e alla legge di Dio che chiedeva di prestare soccorso in casi simili. Per questo spesso el papa Francisco sferza uomini di chiesa e non, compresi i nuovi defensor-fidei, smascherandone la loro sottile ipocrisia. Prendi il mondo catolico dei pro-vita: a loro Francesco dà fastidio non perchè ha cambiato la dottrina morale su aborto, eutanasia, matrimonio, etc. ma perchè ricorda loro che la cura della vita e della persona riguarda tutto l’arco della vita. E quindi è falsa la morale dei rigidi dottori della legge che si stracciano le vesti se in qualche caso, dopo discernimento in foro interno, un divorziato viene aiutato nel suo cammino terreno con i sacramenti, e invece sul povero, sull’immigrato, sul senza lavoro dice: queste sono solo questioni sociali e politiche, non intaccano la dottrina della chiesa … Eh no cari miei, i poveri sono la carne di Cristo. Questo ricorda Francesco.

      Sono i buoni samaritani salveranno il mondo, non i dottori della legge. E cioè saranno coloro che hanno l’autentica capacità di farsi prossimi dei bisogni di chi soffre. Non l’ipocrisia di chi si riempie le tasche ignorando con stile le piaghe sociali per poi manipolare le coscienze quando le ferite sono così evidenti che non si può più fingere di non vederle.

      + R. Burke (l’evangelico)

      1. Marx & Lenin… santi subito !!!

        Ma dove vivi e cosa vuoi insinuare !!!
        E chi ha mai negato che è dovere nostro in primis (che ci diciamo cristiani) quello di guardare in modo diverso il prossimo (e ovviamente non solo “guardare”…) … tutta la storia e le opere della Chiesa che parlano di questo.
        Certamente coi suoi alti e i suoi bassi… siamo solo miseri uomini (e non certo perfetti come te… e qualcun altro).

        Cerca di darti una svegliata dal tuo profondissimo torpore ideologico vetero-marxista!!!

        E anche il Caudillo si trasferisca una buona volta in qualche altro paese (c’è solo l’imbarazzo della scelta) dove la sua visione ideologicizzata ha un perfetto riscontro con la realtà.
        Posso suggerirgli il Bangladesh, ad esempio… posto accoglientissimo dove darsi da fare!

        1. @Luigi

          ah ah ah, mi vien da ridere a sentirmi dare del vetero catto-comunista … e adesso ti spiego perchè…

          Ho riportato pari pari brani tratti da un messaggio dell’altro giorno del papa Francisco ai movimenti popolari, che puoi trovare integrale su radio vaticana:

          http://it.radiovaticana.va/news/2017/02/17/papa,_movimenti_popolari_truffa_morale_%C3%A8_ignorare_i_poveri/1293206

          Quindi non prendeterla con me e non darmi del vetero-catto-comunista, prenditela con Francisco ….

          Se siete arrivati al punto di insultare e odiare il papa e dargli del catto-comunista perchè dice semplicemente l’Evangelo tutto intero, temo che vi state auto-escludendo dall’unica vera chiesa di Cristo …

          I protestanti vi prederanno nel regno dei cieli … ah ah ah …

          + R Burke (l’evangelico)

          1. In realtà ti ho proprio dato del vetero comunista (senza catto) … perchè catto è proprio tutt’un’altra cosa…
            Poi, che una valanga smisurata di brava gente mi precederà in quel Paese è un dato di fatto (anche se, bontà Sua, spero mi lasci almeno un miserrimo angolino… ), ma saro’ certo in ottima ed abbontante ed insospettata compagnia…
            Quanto a Francisco, che confonda l’attenzione al prossimo con una certa nota visione di derivazione non proprio chiaramente cristiana è un altro dato di fatto…

  7. PADRE MICHAEL DEMOLISCE LA TESI DI COCCOPALMERIO E LA VERGOGNOSA FALSIFICAZIONE DELLA “GAUDIUM ET SPES” PERPETRATA DALL’ “AMORIS LAETITIA”
    .
    LA TESI DI COCCOPALMERIO SI POGGIA SU UN FONDAMENTO FALSO: tutto il discorso del Cardinal Coccopalmerio riguardo al capitolo 8 di AL si fonda su un fondamento falso che è la nota 329 della stessa Esortazione apostolica.
    Tale nota infatti riporta una citazione tratta dalla costituzione Gaudium et Spes n. 5; si tratta però di una citazione ALTERATA e pertanto FALSIFICATA (volutamente?).
    L’ AL riferisce quella citazione ad una coppia cosidetta “irregolare”, che vive cioè al di fuori del matrimonio, invece se si va a guardare la Gaudium et Spes, al numero 51, si può agevolmente vedere che essa si riferisce agli sposati, come del resto lascia già intendere il titolo del paragrafo : “Accordo dell’amore CONIUGALE col rispetto della vita”.
    L ‘ Amoris Laetitia, invece, nella nota 329 afferma, sulla scorta di estrapolazione ambigua di Gaudium et Spes, che se ai divorziati risposati «mancano espressioni d’ intimità, “non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli” (Conc . Ecum . Vat . Cost. past Gaudium et Spes 51)».
    La citazione completa del testo conciliare invece, che Amoris Laetitiae e Coccopalmerio si guardano bene dal fare è: «Là dove, infatti, è interrotta l’INTIMITA’ DELLA VITA CONIUGALE, non è raro che la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli: allora corrono pericolo anche l’educazione dei figli e il coraggio di accettarne altri» .
    Ora l ‘ Amoris Laetitiae, opera una vera e propria SOVVERSIONE perché applica ad una condizione oggettivamente DISORDINATA le qualità proprie dell amore coniugale: intimità, fedeltà, bene dei figli. Sembra insomma che i fautori dell apertura, frugando tra i testi del magistero, niente abbiano trovato se non FALSIFICANDO.

    Padre Michael

  8. Mannaggia, l’avevo detto io ai quattro cardinali di non rendere pubblica la lettera dei dubia, uff … cosi adesso tutti sanno che si divorano e si sbranano … uff …

    + G. Muller

  9. ah ah ah

    una volta dire “viva il papa, viva il papa” infastidiva i protestanti, adesso invece infastidisce certi cattolici che ai auto-definiscono i veri defensor fidei …. che stranezze ….

    vi confesso che a dire “viva el papa Francisco” io proprio non riesco, mi viene un nodo alla gola e mi blocco, e si che sono un cardinale di santa romana chiesa …

    + R Burke (quello vero)

    1. eh eh, caro Burke, qualche calice amaro bisogna pur berlo …
      con i tuoi patimenti per la dottrina che vedi pian piano disintegrarsi completi quello che manca ai patimenti di Cristo in croce

      Tuo fratello in Cristo

      + W. Kasper

      1. guarda che non è ancora vinta la partita, sto preparando una correzione formale al papa

        Tuo fratello in Cristo

        + R Burke

      2. guarda che non è ancora vinta la partita, sto preparando una correzione formale al papa Francisco

        Tuo fratello in Cristo

        + R Burke

        1. Se vi mordete e divorate a vicenda, guardate almeno di non distruggervi del tutto gli uni gli altri

          + Benedetto XVI (papa emerito contemplativo)

          vedi mia “Lettera di Benedetto XVI ai vescovi della Chiesa cattolica riguardo alla remissione della scomunica dei quattro vescovi consacrati dall’arcivescovo Lefebvre”, datata 10 marzo 2009

  10. E datata 2013 ma è da leggere perché fa davvero meditare su chi abbiamo in Vaticano:

    Lettera di una cattolica argentina

    (di Lucrecia Rego de Planas)

    Carissimo Papa Francesco,
    sono tanto lieta di avere l’opportunità di salutarti. Sicuramente non ti ricorderai di me e lo capisco, perché vedendo così tante persone ogni giorno, deve essere difficile per te ricordare tutte le persone con cui hai conversato e vissuto in un qualche momento della tua vita.
    Nel corso degli ultimi 12 anni, tu ed io, più volte ci siamo trovati in diversi incontri, riunioni della Chiesa e conferenze che hanno avuto luogo nelle città dell’America Centrale e Meridionale su temi diversi (la comunicazione, la catechesi, l’educazione) e mi hanno dato la possibilità di vivere con te per diversi giorni, dormendo sotto lo stesso tetto, condividendo la stessa mensa e anche la stessa scrivania.

    Allora eri l’Arcivescovo di Buenos Aires e io ero il direttore di uno dei principali mezzi di comunicazione cattolici. Ora, tu sei niente di più e niente di meno che il Papa e io sono… solo una madre, cristiana, sposata con un buon marito e nove figli, che insegna matematica presso l’Università e che cerca di collaborare meglio che può con la Chiesa, dal luogo in cui Dio la ha posta.
    In questi incontri di diversi anni fa, mi ricordo più di una volta ti sei rivolto a me dicendo:

    – “Ragazza, chiamami Jorge Mario, siamo amici”; io risposi spaventata:

    – “Assolutamente no, signor Cardinale! Dio me ne scampi dal dare del tu a uno dei suoi principi sulla terra!”.
    Ora però mi permetto di darti del tu, perché non sei più il card. Bergoglio, ma il Papa, il mio Papa, il dolce Cristo in terra, al quale ho la fiducia di rivolgermi come a mio padre.

    Ho deciso di scriverti perché soffro e ho bisogno che tu mi consoli. Ti spiegherò cosa mi succede, cercando di essere il più breve possibile. So che ti piace confortare coloro che soffrono e ora anche io sono una di loro.

    Quando ti ho conosciuto durante questi ritiri, quando eri ancora il cardinal Bergoglio, mi aveva colpito e lasciata perplessa il fatto che tu non hai mai agito come facevano gli altri cardinali e vescovi. Per fare alcuni esempi: tu eri l’unico lì che non si genufletteva davanti al Tabernacolo o durante la Consacrazione, se tutti i vescovi si presentavano con la sottana e il loro abito talare, perché così richiedevano le regole necessarie per la riunione, tu ti presentavi in completo da strada e collare clericale. Se tutti si sedevano sui posti riservati ai i vescovi e cardinali, tu lasciavi vuoto il posto del cardinale Bergoglio e ti sedevi più indietro, dicendo “qui sto bene, così mi sento più a mio agio”. Se altri arrivavano con una macchina che corrisponde alla dignità di un vescovo, tu arrivavi dopo gli altri, indaffarato e di fretta, raccontando ad alta voce i tuoi incontri nel trasporto pubblico scelto per venire alla riunione.Vedendo queste cose — mi vergogno nel raccontartelo — dicevo dentro di me:
    – “Uff… che voglia di attirare l’attenzione! Perché, se si vuole essere veramente umile e semplice, non è forse meglio comportarsi come gli altri vescovi per passare inosservati?”.
    Anche alcuni miei amici argentini che hanno partecipato questi incontri, in qualche modo notavano la mia confusione, e mi dicevano:

    – “No, non sei la sola. A tutti noi sconcerta sempre, ma sappiamo che ha criteri chiari, e nei suoi discorsi mostra convinzioni e certezze sempre fedeli al Magistero e alla Tradizione della Chiesa, è un coraggioso fedele, difensore della retta dottrina… A quanto pare però ama essere amato da tutti e piacere a tutti. In tal senso potrebbe un giorno fare un discorso in TV contro l’aborto e il giorno dopo, nello stesso show televisivo, benedire le femministe pro-aborto in Plaza de Mayo; potrebbe fare un discorso meraviglioso contro i massoni e, ore dopo, mangiare e brindare con loro al Club Rotary”.

    Mio caro Papa Francesco, è vero, questo fu il card. Bergoglio che ho conosciuto da vicino. Un giorno intento a chiacchierare animatamente con il vescovo Duarte Aguer sulla difesa della vita e della liturgia e lo stesso giorno, a cena, a chiacchierare sempre animatamente con Mons. Ysern e Mons. Rosa Chavez sulle comunità di base e i terribili ostacoli che rappresentano “gli insegnamenti dogmatici” della Chiesa. Un giorno amico del card. Card. Cipriani e del Card. Rodriguez Maradiaga a parlare di etica aziendale e contro le ideologie del New Age e poco dopo amico di Casaldáliga e Boff a parlare di lotta di classe e della “ricchezza” che le tecniche orientali potrebbero donare alla Chiesa.

    Con queste premesse, comprenderai quanto enormemente ho sgranato gli occhi, quando ho sentito il tuo nome dopo l’“Habemus Papam” e da quel momento (prima che tu lo chiedessi) ho pregato per te e per la mia amata Chiesa. E non ho smesso di farlo per un solo giorno, da allora.
    Quando ti ho visto sul balcone, senza cotta, senza cappuccio, rompendo il protocollo di saluto e la lettura del testo latino, cercando con questo di differenziarti dal resto dei Papi nella storia, sorridendo, preoccupata, dissi tra me e me:
    – “Sì, senza dubbio. Questo è il cardinale Bergoglio”.

    Nei giorni successivi alla tua elezione, mi hai dato diverse occasioni per confermare che sei la stessa persona che avevo conosciuto da vicino, sempre alla ricerca di una diversità: hai chiesto scarpe diverse, anello diverso, Croce diversa, sedia diversa e persino stanza e casa diverse dal resto dei Papi che sempre si erano accontentati umilmente delle cose previste, senza la necessità di cose “particolari”, apposta per loro.

    In quei giorni stavo cercando di recuperare dall’immenso dolore provato dalle dimissioni del mio amato e molto ammirato Papa Benedetto XVI, nel quale mi sono identificata fin dal principio per la chiarezza nei suoi insegnamenti (il miglior insegnante del mondo), per la sua fedeltà alla Liturgia, per il suo coraggio nel difendere la dottrina giusta fra i nemici della Chiesa e mille cose che non elencherò qui. Con lui al timone della barca di Pietro mi sentivo come se calpestassi la terra ferma. E con le sue dimissioni, ho sentito la terra sparire sotto i miei piedi; ma ho capito, i venti erano veramente tempestosi e il papato significava qualcosa di troppo agitato per la sua forza, ormai diminuita dall’età, nella terribile e violenta guerra culturale che stava sostenendo.

    In quel momento mi sentivo come abbandonata in mezzo alla guerra, al terremoto, nel più feroce uragano, e improvvisamente tu sei venuto a sostituirlo al timone. Abbiamo un nuovo capitano, diamo grazia a Dio! Confidai pienamente (senza dubbio alcuno) che, con l’assistenza dello Spirito Santo, con la preghiera dei fedeli, con il peso della responsabilità, con l’assistenza del gruppo di lavoro in Vaticano e con la coscienza di essere osservato in tutto il mondo, Papa Francesco lasciasse alle spalle le cose speciali e le ambivalenze del card. Bergoglio e subito prendesse il comando dell’esercito e, con rinnovato vigore, continuasse il percorso di lotta che il suo predecessore aveva ingaggiato.

    Purtroppo, con mia sorpresa e smarrimento, il mio nuovo generale, piuttosto che prendere le armi una volta arrivato, cominciò il suo mandato utilizzando il tempo del Papa per telefonare al suo parrucchiere, al suo dentista, al suo lattaio e al suo edicolante, attraendo sguardi sulla sua persona e non su assunti importanti per il Papato. Sono passati sei mesi da allora e riconosco, con amore ed emozione, che hai fatto migliaia di cose buone. Mi piacciono molto (moltissimo) i tuoi discorsi formali (a politici, ginecologi, comunicatori, alla Giornata della Pace, etc.) e le tue omelie delle Solennità, perché in esse si vede una preparazione minuziosa e una profonda meditazione di ogni parola usata. Le tue parole, in questi discorsi e omelie, sono stati un vero e proprio cibo per il mio spirito. Mi piace molto che la gente ti ami e ti applauda. Tu sei il mio Papa, il Supremo Capo della mia Chiesa, la Chiesa di Cristo.

    Tuttavia – e questo è il motivo della mia lettera – devo dire che ho anche sofferto (e soffro), per molte tue parole, perché dici cose che sento come stoccate al basso ventre durante i miei continui tentativi di sincera fedeltà al Papa e al Magistero. Mi sento triste, sì, ma la parola migliore per esprimere i miei sentimenti corrente è: perplessità.

    Non so cosa dire e cosa non dire, non so dove insistere e dove lasciar correre. Ho bisogno che tu mi orienti, caro Papa Francesco. Sto davvero soffrendo, e molto, per questa perplessità che mi immobilizza. Il mio grande problema è che ho dedicato gran parte della mia vita allo studio della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero, in modo da avere forti ragioni per difendere la mia fede. E ora, molte di queste solide basi sono in contraddizione con ciò che il mio amato Papa fa e dice. Sono scioccata e ho bisogno che tu mi dica cosa fare.
    Mi spiegherò meglio, con alcuni esempi.
    Io non posso applaudire un Papa che non si genuflette davanti al Tabernacolo né durante la Consacrazione come insegna il rito della Messa; ma non posso criticarlo, perché è il Papa!

    Benedetto XVI ci ha chiesto nella Redemptionis Sacramentum che informassimo il vescovo di delle infedeltà e degli abusi liturgici a cui assistiamo. Ma… chi devo informare se il Papa stesso non rispetta la liturgia? Non so cosa fare.

    Disobbedisco alle indicazioni del nostro Papa emerito?

    Non posso sentirmi felice per aver eliminato l’uso della patena e degli inginocchiatoi per i comunicandi, e nemmeno mi può piacere che non ti abbassi mai a dare la comunione ai fedeli, che non chiami te stesso “il Papa”, ma solo “Vescovo di Roma” o che non usi l’anello piscatorio. Però non posso nemmeno lamentarmi, perché tu sei il Papa!

    Non mi sento orgogliosa che tu abbia lavato i piedi di una donna musulmana il Giovedì Santo, poiché è una violazione della legge liturgica, ma non posso emettere un pigolio, perché Tu sei il Papa, che rispetto e a cui debbo essere fedele!

    Mi ha fatto terribilmente male quando hai punito i Frati Francescani dell’Immacolata, perché celebravano la Santa Messa in rito antico con il permesso esplicito del tuo predecessore nella Summorum Pontificum. E punirli, significa andare contro gli insegnamenti dei Papi precedenti. Ma a chi posso comunicare il mio dolore, tu sei il Papa!

    Non sapevo cosa pensare o dire quando ti sei burlato pubblicamente di un gruppo che aveva detto per te dei rosari, chiamandoli “quelli che contano le preghiere”.

    Essendo i rosari una stupenda tradizione nella Chiesa, cosa debbo pensare io, se al mio Papa non piace e deride chi glieli offre?

    Ho tanti amici “pro-life” che pochi giorni fa hai molto rattristato chiamandoli “ossessionati ed ossessivi”. Cosa devo fare? Consolarli, addolcendo falsamente le tue parole o ferirli ancora di più, ripetendo quello che hai detto a loro, per voler essere fedele al Papa e ai suoi insegnamenti?
    Alla GMG chiedesti ai giovani di “fare casino per le strade”. La parola “casino”, per quanto ne so, è sinonimo di “disordine”, “caos”, “confusione”. Davvero questo è quello che si vuole che facciano i giovani cristiani nelle strade? Non ci sono già abbastanza confusione e disordine nel mondo?
    So di molte donne sole e anziane (zitelle), che sono molto allegre, simpatiche e generose e che davvero si sentirono degli scarti quando dicesti alle religiose che non dovevano avere la faccia da zitelle. Hai fatto sentire molto male le mie amiche e me; mi ha fatto male nell’anima per loro, perché non c’è nulla di male nell’essere rimaste sole e dedicar la vita alle buone opere (di fatto, la solitudine viene specificata come una vocazione nel Catechismo). Cosa devo dire alle mie amiche “zitelle”? Che il Papa non parlava sul serio (cosa che non può fare un Papa) oppure che appoggio il Papa nel fatto che tutte le zitelle hanno una faccia da religiose amareggiate?

    Un paio di settimane fa hai detto che “questo che stiamo vivendo è uno dei momenti migliori della Chiesa”. Come può dire questo un Papa quando tutti sappiamo che vi sono milioni di giovani cattolici che vivono in concubinato e altrettanti milioni di matrimoni cattolici dove si usano contraccettivi; quando il divorzio è “il nostro pane quotidiano” e milioni di madri cattoliche uccidono i loro figli non nati con l’aiuto di medici cattolici; quando vi sono milioni di imprenditori cattolici che non sono guidati dalla dottrina sociale della Chiesa, ma dall’ambizione e dall’avarizia; quando vi sono migliaia di sacerdoti che commettono abusi liturgici; quando vi sono centinaia di milioni di cattolici che mai hanno avuto un incontro con Cristo e non conoscono l’essenziale della dottrina; quando l’educazione e i governi sono in mano alla massoneria e l’economia mondiale in mano al sionismo? È questo il momento migliore della Chiesa?

    Quando lo hai detto, amato Papa, fui presa dal panico. Se il capitano non sta vedendo l’Iceberg che abbiamo innanzi, è molto probabile che ci schianteremo contro di esso. Ci credi veramente o è solo un modo di dire caro Papa?

    Molti grandi predicatori si sono sentiti devastati al sapere che hai detto che ora non bisogna più parlare dei temi dei quali la Chiesa ha già parlato e che stanno scritti nel Catechismo. Dimmi, caro Papa Francesco, cosa dobbiamo fare noi cristiani che vogliamo essere fedeli al Papa ed anche al Magistero e alla Tradizione? Smettiamo di predicare sebbene San Paolo ci abbia detto che bisogna farlo in ogni occasione? La finiamo con i predicatori coraggiosi, li forziamo al silenzio, mentre vezzeggiamo i peccatori e con dolcezza diciamo loro che, se possono e vogliono, leggano il Catechismo per sapere cosa dice la Chiesa?

    Ogni volta che parla dei “pastori con odore di pecore”, penso a tutti quei sacerdoti che si sono lasciati contaminare dalle cose del mondo e hanno perso il loro profumo sacerdotale per acquisire un certo odore di decomposizione. Io non voglio pastori con l’odore di pecora, ma pecore che non odorino di sterco, perché il loro pastore le cura e le mantiene sempre pulite.
    Qualche giorno addietro hai parlato della Vocazione di Matteo con queste parole: «Mi impressiona il gesto di Matteo. Si attacca al denaro, come dicendo: “No, non a me! Questo danaro è mio!”». Non si può evitare di comparare le tue caro Papa parole con il Vangelo (Mt, 9,9), contro quello che lo stesso Matteo dice della sua vocazione: “Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì».
    Non riesco a vedere dove sta l’attaccamento al denaro (nemmeno lo vedo nel quadro di Caravaggio). Vedo due narrazioni distinte ed una esegesi sbagliata. A chi devo credere, al Vangelo o al Papa, se voglio essere fedele al Vangelo e al Papa?

    Quando hai parlato della donna che vive in concubinato dopo un divorzio e un aborto, dicesti “adesso vive in pace”. Mi domando: può vivere in pace una signora che si è volontariamente allontanata dalla grazia di Dio?
    I Papi precedenti, da San Pietro fino a Benedetto XVI, hanno detto che non è possibile incontrare la pace lontani da Dio, però Papa Francesco lo ha affermato. Su cosa mi debbo fondare, sul Magistero di sempre o su questa novità? Devo affermare, a partire da oggi, per essere fedele al Papa, che la pace si può incontrare in una vita di peccato?
    Poi hai buttato lì la domanda senza dare risposta su come deve comportarsi un confessore, come se volessi aprire il vaso di Pandora sapendo che ci sono centinaia di sacerdoti che erroneamente consigliano di continuare nel concubinato. Perché il mio Papa, il mio caro Papa, non ci ha detto in poche parole cosa si deve consigliare in casi come questo, invece di aprire il dubbio nei cuori sinceri?

    Ho conosciuto il cardinale Bergoglio in modo quasi familiare e sono testimone fedele del fatto che sia un uomo intelligente, simpatico, spontaneo, molto spiritoso e molto acuto. Però non mi piace che la stampa stia pubblicando tutti i tuoi detti e le tue battute, perché non sei un parroco di paese; non sei l’arcivescovo di Buenos Aires; ora sei il Papa! E ogni parola che dici come Papa, acquista valore di magistero ordinario per molti di quelli che ti leggono e ti ascoltano.

    Ho già scritto troppo abusando del tuo tempo, mio buon Papa. Con gli esempi che ti ho dato, (sebbene ve ne siano molti altri) credo di aver chiarito il dolore per l’incertezza e la perplessità che sto vivendo.
    Solo tu puoi aiutarmi. Ho bisogno di una guida che illumini i miei passi basando su quello che sempre ha detto la Chiesa, che parli con coraggio e chiarezza, che non offenda chi lavora per essere fedeli al mandato di Gesù; che dica “pane al pane, vino al vino”, “peccato” al peccato e “virtù” alla virtù, anche se con questo mette a rischio la sua popolarità. Ho bisogno della tua saggezza, della tua fermezza e chiarezza. Ti chiedo aiuto, per favore, perché sto soffrendo molto.
    So che Dio ti ha dotato di una intelligenza molto acuta, cosicché, cercando di consolarmi da sola, ho potuto immaginare che tutto quello che fai e dici è parte di una strategia per sconcertare il nemico, presentandoti davanti a lui con la bandiera bianca e ottenendo così che abbassi la guardia. Ma mi piacerebbe che tu condividessi questa strategia con quelli che lottano al tuo fianco, perché, oltre che a sconcertare il nemico, stai sconcertando anche noi, che non sappiamo più dove sta il nostro quartier generale e dove si trova il fronte del nemico.
    Ti ringrazio ancora una volta per tutto il bene che hai fatto e quello che hai detto durante le solennità, quando hai pronunciato omelie e discorsi bellissimi, perché davvero ci sono serviti moltissimo. Le tue parole ci hanno animato e dato l’impulso ad amare di più, ad amare sempre, ad amare in modo migliore, a mostrare al mondo intero il volto amoroso di Gesù.

    Ti mando un abbraccio filiale molto amorevole, mio caro Papa, con la certezza delle mie preghiere. Chiedo anche le tue, per me e per la tua famiglia, di cui allego una foto, perché tu possa pregare per noi, conoscendo il nostro viso.
    Tua figlia che ti ama e prega ogni giorno per te,
    Lucrecia Rego de Planas
    Huixquilucan, Messico, 23 settembre 2013
    Potete leggere il testo della lettera originale in spagnolo:
    lacomunidad.elpais.com/…/perplejidad-car…

    1. E pensi che questa signora ha scritto nel 2013… Quanta devastazione da allora, e non accenna a placarsi. Il suo dolore è anche il mio.

      1. ma vah, soffrite per ben altro che per qualche abuso liturgico etc etc

        c’è una ecatombe globale di profughi (che sono carne di Cristo), una mezza terza guerra mondiale, … e questa soffre perchè magari una volta il papa si è dimenticato di genuflettersi al tabernacolo …. a me sembra proprio fuori luogo … BVI che tanto amava come illustre e insuperabile maestro, non gli ha invece creato nessun problemino con la decisione di abdicare e di auto-definirsi papa emerito, quasi come se adesso ci fossero due papi (uno attivo e uno contemplativo)? … niente turbamento? solo el papa Francisco ti fa problema perchè annuncia il Vangelo integrale (e non solo quello dei pro-vita che avevano ridotto il cattolicesimo recente alle battaglie ideologiche dell’aborto, dei matromini gay, etc. etc. )?

        1. viva el papa Francisco, Dio lo protegga e gli permetta di far soffiare ancora piu forte il vento nuovo dello Spirito

          + R Burke (suo devoto)

  11. Questa è un’altra delle tante “mazzate” che da poco tempo come cittadini italiani “non elettori”, visto che non ci si permette più di votare, ci stanno assestando ben bene, con la benedizione dell’oltretevere che anche in questo scabroso tema ha voluto “impicciarsi” con quella bella lettera al personale sanitario! Ma non era uno che “non si impiccia”?

  12. Non sono battaglie queste Eutanasia, Aborto, ma che scherziamo?
    Le vere battaglie della chiesa oggi sono l’accoglienza dei muss, la raccolta differenziata, impedire alle vecchiette di ciaciarrare!

      1. ah ecco smascherata la ipocrisia dei pro-vita

        si fissano sull’inziio e la fine della vita, quello che sta in mezzo: arrangiati

        il papa infastidisce i pro vita non perchè ha cambiato la dottrina o la morale sull’aborto o sul fine vita, ma perchè ricorda agli ipocriti di oggi che c’è anche la vita vera della carne di Cristo che patisce e soffre da soccorrere nell’ospedale da campo

        de-ideologizza i pro-vita, e questo infastidisce i rigidi, rigidi, rigidi, dottori della legge

        + R Burke

  13. È terribile morire di fame e sete, lo dicono pure gli scienziati onesti. È una legge demoniaca, come la legge sull’aborto e sulle unioni civili dei gay

    1. io invece sono a favode del DAT, è cristiana non diabolica, i valdesi già ce l’hanno e non mi sembra siano lìincarnazione del diavolo

      queste petizioni etc sono le solite battaglie dei valori non negoziabili che hanno sempre fallito: divorzio, aborto, uniobi civili … un mezzo successo ci fu con Ruini sull’eterologa, ma poi alla fin fine pure quella legge fatta a pezzi ( e per altro nemmeno conforme alla morale cattolica) ….

      la direzione è segnata, inutile fare ostruzionismo, e poi secondo me come per AL anche qui vale ormai il discernimento, il caso per caso, un assoluto non c’è piu, se uno in cosceinza e piena libertà decide che certe cure inutili che solo prolungano la sofferenza non le vuole, bisogna rispettarlo. L’idea che la sofferenza serva per espiare le colpe o sia in se qualcosa di positivo ormai è superata anche dal punto di vista cristiano. Suggerirei a tutte queste organizzazioni che si prodigano a fare petizioni e guerre di religione a occuparsi di immigrati e dei poveri, secondo quanto sta ora a cuore al papa Fransicso.

      + R Burke

      1. Il problema non è il diritto alla autodeterminazione nell”accettare o meno una terapia: nessuno può essere sottoposto a trattamenti contro la propria volontà. Il problema è capire quanto vale quello che tu decidi mentre sei sano relativamente a quello che i medici ti potranno fare quando ti capiterà qualcosa che ti impedirà in quel momento di esprimere il tuo parere. Siamo sicuri che nel frattempo non avrai cambiato idea?

        1. beh uno puo sempre cambiare idea ,,,, finchè è cosciente …poi beh, se non lo sei piu non sai nemmeno che sta accadendo … e riconosciamo la nostra impotenza e ci affidiamo alla provvidenza…

          1. Io mi sono letto per intero la testimonianza della ex allieva di Veronesi. Mi sto convincendo che se c’è una alleanza terapeutica a 3 (paziente, familiari e medico) e si esclude sia la eutanasia che l’accanimento terapeutico i dat non servono ad altro che a complicare le cose.

      2. Ah Burke, evidentemente non ti sono note cosa sono le DAT.
        Vuol dire che uno oggi, in piena salute, decide per un domani a quale trattamento vuole essere sottoposto: il tutto in maniera ipotetica. Ora, chi è favorevole deve spiegare:

        a) come si passa da una volontà ipotetica ad una reale, senza che nel passaggio sia implicata la verifica delle condizioni di applicabilità di questa volontà, ossia non viene richiesto al paziente, che una volta aveva formulato di desiderare il trattamento xyz, se anche nella situazione concreta desidera effettivamente tale trattamento.

        b) come si possa parlare di volontà anticipate se la volontà, per sua natura, rileva nel fatto e nella situazione concreta e non può essere trasportata di peso da una situazione all’altra.

        c) perché i sostenitori del principio di autodeterminazione non riescono a sostenerlo coerentemente e quindi vanificano le proprie posizioni: perché se quello di autodeterminazione è il principio che prevale sugli altri, allora non si può inserire nelle DAT l’accanimento terapeutico, oppure perché se uno sventa un tentativo di suicidio, anziché l’accusa di violenza privata, viene premiato con una medaglia? Chi tenta di suicidarsi, infatti, ha fatto ben più che una DAT: ha messo in opera la sua autodeterminazione; impedirglielo dal punto di vista dei sostenitori delle DAT è semplicemente infame.

    2. c’è la sedazione, mica lo si fa soffrire come un cane…. ma dai, informati prima di scrivere stupidaggini …

    3. verrà un altro terremoto come castigo divino … ah ah ah ah ah

      ma vah, dove vivi? nel medioveo? rispetta le libertà delle persone di pensare e vivere la loro vita diversamente da te, nessuno ti obbliga a morire di fame e di sete …

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