DI MANIFESTI, DI PAPI, DI RISATE E DI INSULTI (PONTIFICI). PER SDRAMMATIZZARE.

Marco Tosatti

Adesso che il collega Guido Mocellin di Avvenire ha svelato i misteri relativi ai manifesti affissi a Roma, e diretti non al Pontefice regnante, ma all’altro Re di Roma, Francesco Totti, e per un banale disguido laziale e postale finiti incollati sulle mura della Capitale;

dopo che l’arcivescovo Becciu, N. 2 della Segreteria di Stato e delegato spirituale del Papa presso l’Ordine di Malta ci ha rassicurati sul fatto che il Pontefice ha riso dell’episodio, e ha apprezzato il romanesco;

posto che pogrom e roghi sono rimandati, salvo qualche fuocherello acceso qua e là da qualche collega entusiasta; posto che siamo ancora in Carnevale, e che possiamo permetterci un sorriso;

Ecco, fatte tutte queste premesse, mi è capitato oggi di imbattermi per qualche strano girovagare internettante su un sito, OpportuneImportune, che in una vecchia pagina ripropone tutti gli insulti lanciati dal Papa verso cardinali vescovi preti e laici ai suoi occhi carenti rispetto agli standard.

E’ una pagina datata: 14 dicembre 2015, ma mi era sfuggita all’epoca, come mi era sfuggito un libretto in inglese che ne è all’origine. The Pope Francis Little Book of Insults. Dicembre 2015: da allora la lista si è certamente allungata, e non di poco.

Ecco qualche termine usato (per la lista completa, vi rimando al sito)

  • Vecchie comari
  • Fomentatori della coprofagia
  • Specialisti del Logos
  • Sgrana rosari
  • Funzionari
  • Assorbiti da se stessi
  • Neo pelagiani
  • Prometeici
  • Restaurazionisti
  • Cristiani ideologici
  • Pelagiani
  • Signor e signora Piagnistei
  • Trionfalisti
  • Cristiani inflessibili
  • Moderni gnostici
  • Cristiani liquidi
  • Cristiani superficiali
  • Mummie da museo
  • Principe rinascimentale
  • Vescovo da aeroporto
  • Cortigiano lebbroso
  • Ideologo
  • Musi lunghi
  • Autoritari
  • Elitari
  • Pessimisti queruli e disillusi
  • Cristiani con la faccia da sottaceto
  • Infantili, timorosi di danzare, di gridare, paurosi di tutto
  • Che cercano certezza in ogni cosa
  • Cristiani chiusi, tristi, intrappolati, che non sono Cristiani liberi
  • Cristiani pagani
  • Piccoli mostri
  • Cristiani sconfitti
  • Che ripetono il Credo pappagallescamente
  • Battitori da Inquisizione
  • Seminaristi che stringono i denti aspettando di finire gli studi, che seguono le regole e sorridono, e rivelano l’ipocrisia del clericalismo, uno dei mali peggiori
  • Ideologi dell’astratto
  • Fondamentalisti
  • Preti untuosi e idolatri
  • Adoratori del dio Narciso
  • Preti vanitosi e farfalloni
  • Preti che vendono gomme
  • Preti magnati
  • Religiosi che hanno il cuore amaro come l’aceto
  • Chiusi nella formalità di una preghiera gelida, avari
  • Sterili nel loro formalismo
  • Gente vecchia e nostalgica di strutture e usi che non vivificano più il mondo di oggi
  • Giovani maniaci della moda
  • Cristiani da pasticceria
  • Cristiani anestetizzati
  • Deboli fino alla putredine
  • Dal cuore nero
  • Cristiani nemici della Croce di Cristo
  • Cavillatori moralistici
  • Contemplativi distanti

Devo confessare che vederli tutti in fila mi ha colpito. Perché, come sempre, l’abitudine attenua la sensibilità. Magari leggi che il Papa oggi se l’è presa con i cristiani anestetizzati, ma non ricordi che tre giorni fa era il turno di quelli sterili nel loro formalismo. E magari domani toccherà a quelli dal cuore nero.

Insomma, veramente brutta gente questi cristiani; almeno secondo il Pontefice. Che anche in questo costituisce una novità. Non mi ricordo che i suoi predecessori avessero espresso opinioni così ripetute e taglienti e impietose verso le pecore del gregge. E davvero, se i fedeli della Chiesa cattolica sono questa massa di iniquità, c’è da stupirsi che i manifesti non fossero autentici, o si limitassero ai manifesti. Da brutta gente così c’è da aspettarsi di tutto. Magari anche che sorridano al prossimo insulto, e dicano: lo sai, è il Papa… fa sempre così.



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247 commenti su “DI MANIFESTI, DI PAPI, DI RISATE E DI INSULTI (PONTIFICI). PER SDRAMMATIZZARE.”

  1. @ Marco
    Nella tua foga di rispondere a tutti ripetendo sempre la stessa cosa nella vana speranza che se una cosa non vera viene detta più volte diventa verità mi hai anche messo in bocca cose che non ho mai detto specie sugli ortodossi… copiando ed incollando frasi non scritte da me. Detto questo, ed utilizzando tue parole “spero che tu lo capisco” provo, di nuovo, a farti capire, attraverso documenti da te citati, perchè il divorziato e risposato non può fare la comunione.
    chi può fare la comunione?
    “La comunione con il corpo e il sangue di Gesù nell’Eucarestia richiede buone disposizioni mancando le quali, pur ricevendo il corpo di Cristo, non si fa comunione con Lui.
    Per fare una buona comunione si richiede:
    1. essere in grazia di Dio, cioè il non avere sulla coscienza peccati gravi
    2. sapere e pensare chi si va a ricevere, cioè credere nella presenza di Gesù nell’Eucarestia ed avere un sincero desiderio di riceverlo con amore, umiltà e modestia
    3. osservare il digiuno eucaristico che consiste nell’astenersi, un’ora prima della comunione, dai cibi e dalle bevande alcoliche, eccetto l’acqua naturale.”
    punto numero 1… come fai a non avere sulla coscienza peccati gravi? confessando i propri peccati e ricevere l’assoluzione. Chi può ricevere l’assoluzione? chi pentito si accosta al confessore con l’impegno di non ricadere in tentazione… domanda: può un divorziato risposato prendere impegno con il confessore di non cadere di nuovo nel peccato dell’adulterio? NO ergo ti accosti all’Eucaristia con sulla coscienza peccati gravi e quindi non puoi. Ora puoi continuare ad arrampicarti sugli specchi, citare tutte le norme che vuoi (ma quando le citi citale bene e non estrapolare quello che serve a te come hai fatto, ad esempio, con il punto 1) limitandoti a scrivere solo essere in stato di grazia ed omettendo il resto) ma la sostanza non cambia.
    P.S. il primo comandamento reca: non avrai altro Dio fuori di me. Non mi pare che gli Ortodossi credano in un Dio diverso o in altro Dio e, almeno sulla cosa più importante e cioè l’Eucaristia abbiamo lo stesso credo e la stessa fede non come i vostri nuovi amici luterani tanto cari al Sommo Pontefice che invece hanno una concezione diametricalmente opposta alla nostra.

  2. All’Angelus di domenica papa Francesco ha ipocritamente “predicato” sul peccato dell’insulto….

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/angelus-papa-francesco-insultare-come-uccidere-5d5b57a6-368a-4e1c-aaaf-0192fb81d449.html

    Dovrebbe piuttosto chiedere perdono per gli insulti e le volgarità che ha riversato continuamente sui cristiani, non ultima quella di coprofagia e coprofilia. Invece di adularlo e rassicurarlo sulla sua popolarità, ci vorrebbe qualche cardinale che facesse leggere a papa Francesco l’elenco aggiornato delle sue offese e delle contumelie con le quali ha degradato il più alto pulpito della cristianità, facendogli capire che non tutti i cristiani hanno perso l’uso della ragione e che a predicare bene (si fa per dire) e razzolare male non ci si fa bella figura.

  3. Quanto stancate ora! A tutto c’è una fine e con carità lasciate che ognuno percorra la sua strada, non sarete voi a cambiare le convinzioni di ognuno!

    Che il signore ora vi ponga una cerniera sulla bocca!

    1. E che dire di questo chiaro e motivato pronunciamento del PONTIFICIO CONSIGLIO PER I TESTI LEGISLATIVI, oggetto di uno dei dubita:
      “La formula «e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto» è chiara e va compresa in un modo che non deformi il suo senso, rendendo la norma inapplicabile. Le tre condizioni richieste sono:
      a) il peccato grave, inteso oggettivamente, perché dell’imputabilità soggettiva il ministro della Comunione non potrebbe giudicare;
      b) l’ostinata perseveranza, che significa l’esistenza di una situazione oggettiva di peccato che dura nel tempo e a cui la volontà del fedele non mette fine, non essendo necessari altri requisiti (atteggiamento di sfida, ammonizione previa, ecc.) perché si verifichi la situazione nella sua fondamentale gravità ecclesiale;
      c) il carattere manifesto della situazione di peccato grave abituale.
      Non si trovano invece in situazione di peccato grave abituale i fedeli divorziati risposati che, non potendo per seri motivi -quali, ad esempio, l’educazione dei figli- «soddisfare l’obbligo della separazione, assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Familiaris consortio, n. 84), e che sulla base di tale proposito hanno ricevuto il sacramento della Penitenza. Poiché il fatto che tali fedeli non vivono more uxorio è di per sé occulto, mentre la loro condizione di divorziati risposati è di per sé manifesta, essi potranno accedere alla Comunione eucaristica solo remoto scandalo.”
      E perché questa severità? È presto spiegato:
      “Anzi, il dovere di ribadire questa non possibilità di ammettere all’Eucaristia è condizione di vera pastoralità, di autentica preoccupazione per il bene di questi fedeli e di tutta la Chiesa, poiché indica le condizioni necessarie per la pienezza di quella conversione, cui tutti sono sempre invitati dal Signore, in modo particolare durante quest’Anno Santo del Grande Giubileo.”
      Allora si parlava di conversione, oggi di “soddisfazione del cliente” che paga la “Kirchensteuer” in Germania….

  4. @ Enza
    La novità di AL, secondo me, sta nel non riproporre l’impegno alla continenza per i divorziati risposati che desiderano la comunione.
    Gli altri discorsi sulla colpa grave o lieve o sul peccato mortale o veniale erano già presenti nella dottrina e nel catechismo fin da prima, come ha spiegato più volte il sig. Marco.
    Ora però il confessore non è più obbligato a proporre la fedeltà al primo matrimonio valido, astenendosi nel secondo.
    Con questo avremo una contraddizione logica (non è una questione teologica) di chi vive pienamente il secondo matrimonio nel peccato veniale e CONTEMPORANEAMENTE mantiene valido il primo matrimonio sacramentale.
    Ora siccomme è impossibile vivere con due matrimoni, uno sacramento e l’altro di fatto praticato, non è possibile essere in comunione con Gesù.
    È il problema del foro esterno che saggiamente S. GPII usava con prudenza cime unico criterio per INSEGNARE questa particolare morale.
    Una chiesa che non insegna ad astenersi nel secondo matrimonio contraddice il sacramento celebrato nel primo e mina la sua stessa credibilità da un punto di vista logico.
    Poi le mancanze rispetto alla promessa di continenza fatta in confessione potranno sempre essere comprese, perdonate, valutata con tutte le circostanze attenuanti più volte ricordate, ma sarà fatta salva la verità del matrimonio sacramento.
    Altrimenti rendiamo opinabile e non credibile l’insegnamento della chiesa.

    1. E chi ha detto che Al non ripropone la continenza?

      La ripropone eccome , semplicemente non ne fa un assoluto perché sa che ci sono situazioni dove non c’è possibilità di agire diversamente senza una nuova colpa o dove manca la piena avvertenza.

      Il Cardinale Coccopalmerio infatti dice

      “qualora l’impegno di vivere “come fratello e sorella” SI RIVELI POSSIBILE SENZA DIFFICOLTÀ PER IL RAPPORTO DI COPPIA, i due conviventi lo accettino volentieri;
      b) qualora invece tale impegno determini difficoltà, i due conviventi SEMBRANO DI PER SE NON OBBLIGATI, perché verificano il caso del soggetto del quale parla il n. 301 con questa chiara espressione: “si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa”.”

      Come vedi non si parla affatto di “non proporlo”.

      Riguardo a questo

      “Con questo avremo una contraddizione logica (non è una questione teologica) di chi vive pienamente il secondo matrimonio nel peccato veniale e CONTEMPORANEAMENTE mantiene valido il primo matrimonio sacramentale.
      Ora siccomme è impossibile vivere con due matrimoni, uno sacramento e l’altro di fatto praticato, non è possibile essere in comunione con Gesù.”

      È un non sequitur, perché la Comunione con Gesù si perde col peccato veniale.

      La situazione pubblica dei divorziati risposati non è meno grave degli scismatici eretici ortodossi orientali (che vivono in situazione di costante contrasto col primo comandamento) che pure vengono ammessi ai Sacramenti (cfr Orientalium Ecclesiarum 27).

      1. Ho scritto

        “È un non sequitur, perché la Comunione con Gesù si perde col peccato veniale.”

        Volevo scrivere “NON si perde col peccato veniale”.

    1. Ho comprato “Il mio papa”, l’illuminata rivista che spiega quanto è umile e buono il santo padre, e ho letto un’intervista al direttore della Civiltà Cattolica che spiega che quanto Francesco dice “cristiani con la faccia da sottaceto” sta diagnosticando se stesso. Francesco è così buono e umile e attento alle periferie esistenziali che non offenderebbe mai nessuno, ma stava solo facendo una pia autocritica.

  5. Marco, Katia, Andrea !

    Ve le volete levare una buona quelle spesse fette di salame che orgogliosamente portate sugli occhi ?

    Premesso che c’è ancora un signore vestito di bianco (sarà certamente un caso) che vive nelle mura vaticane (altro caso), nei cui giardini è stata posta dopo la famosa rinuncia un’altra statua a San Michele Arcangelo (Comandante delle Schiere Angeliche) (ed altro caso… boh sarà la penuria di statue in vaticano)… e qui mi fermo.

    Bergoglio il distruttore sta tirando giu’ tutto… e la “ciliegiOna” sulla torta sarà la messa “ecumenica” che sta già studiando … con tanti saluti al card. Sarah!

    Ma proprio non riuscite a vedere il progetto rivoluzionario di Bergoglio ? Spero sappiate che fine hanno fatto tutte le rivoluzioni… e questa non sarà da meno, anzi.

    Sarà un caso (ma dicono che il caso sia la firma della Provvidenza), ma i miei ricordi corrono alla celeberrima immagine del fulmine sul cupolone…oppure quella della colomba, che appena lasciata libera da Francesco viene uccisa da un corvo e da un gabbiano (ora pare che abbiano assunto una nuova guardia del corpo volante, un falco, per difendere le colombe papali…lassemo sta’ che è mejo, vah…)

    Ma, fauna a parte, quando il beato Paolo VI (che non si puo’ certo considerare un papa “tradizionalista”, tant’è che ai “tradizionalisti” piu’ intransigenti non è particolarmente caro) nel lontano 1976 (sono oltre 40 anni fa… e non aggiungo altro per non offendere l’intelligenza di nessuno) parlava di fumo di Satana all’interno della città di Dio… oppure del pensiero NON-CATTOLICO che, anche se fosse divenuto quello piu’ forte non sarebbe MAI stato il pensiero della Chiesa… aveva le traveggole e straparlava ? Oppure si riferiva ad una remota possibilità del tutto teorica (insomma un divertissement intellettuale per menti papali) relativa ad un indeterminato lontano futuro? O forse aveva perso il senso della realtà ? Oppure ci siamo sbagliati tutti: Paolo VI era il piu’ tetro papa tradizionalista (nella piu’ vasta accezione) degli ultimi secoli (e ben piu’ “rigido” in questo senso dei vari papi Pii (IX …XII) ?

    Insomma fate una buona volta un sano esercizio di cristiano realismo, e guardate la realtà senza paraocchi!

    1. Non ho le fette di salame, ho già detto che sulla comunione ai divorziati risposati, sono dalla parte di Caffarra e Muller, quindi non ragiono per partito preso, ma un conto è riflettere un conto è obbedire.
      Fede è credere anche se non sei d’accordo o non capisci, ed io mi fido, non di Bergoglio,
      ma di Gesù..

      «Voi chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»

      Ho Fede in queste parole e ho Fede in Lui.

      1. @Katia
        Il Papa non è Dio, rappresenta Cristo sulla Terra ma non è Cristo, che rimane il capo supremo della Chiesa, quindi il Pontefice non ha un potere assoluto perché anche lui deve sottostare alla volontà divina espressa in maniera chiara ed esplicita nei Vangeli e nel Magistero bimillenario della Chiesa. Scriveva Ratzinger nel testo “Il primato del successore di Pietro nel mistero della Chiesa”: “Il Romano Pontefice è — come tutti i fedeli — sottomesso alla Parola di Dio, alla fede cattolica ed è garante dell’obbedienza della Chiesa e, in questo senso, servus servorum. Egli non decide secondo il proprio arbitrio, ma dà voce alla volontà del Signore, che parla all’uomo nella Scrittura vissuta ed interpretata dalla Tradizione; in altri termini, la episkopè del Primato ha i limiti che procedono dalla legge divina e dall’inviolabile costituzione divina della Chiesa contenuta nella Rivelazione. Il Successore di Pietro è la roccia che, contro l’arbitrarietà e il conformismo, garantisce una rigorosa fedeltà alla Parola di Dio: ne segue anche il carattere martirologico del suo Primato….”. Ed ecco altre interessanti riflessioni di Ratzinger leggibili in “Fede, ragione, verità e amore”: “sarà possibile e necessaria una critica a pronunciamenti papali, nella misura in cui manca a essi la copertura nella Scrittura e nel Credo, nella fede della Chiesa universale. Dove non esiste né l’unanimità della Chiesa universale né una chiara testimonianza delle fonti, là non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità”.
        Il papa, questo è l’insegnamento tradizionale della Chiesa e della storia, può sbagliare sia nella vita personale, sia come teologo privato. Scriveva san Vincenzo da Lerino: “Dio alcuni papi li dona, altri li tollera, altri ancora li infligge”.
        Proprio a seguito della proclamazione del dogma della infallibilità pontificia (1870), il beato cardinal John Henry Newman, nella Lettera al duca di Norfolk, volle chiarirne il significato, consapevole delle banalizzazioni e delle incomprensioni che ne sarebbero derivate: “Con tutto ciò sono lontano dall’affermare che i papi non abbiano mai torto; che non ci si debba mai opporre a loro, oppure che le loro scomuniche abbiano sempre effetto. Non sono tenuto a difendere la politica e gli atti di singoli Papi… Indubbiamente ci sono azioni di papi alle quali nessuno amerebbe aver avuto parte”. E aggiungeva che la Chiesa docente non è sempre stata, nella storia, “lo strumento più attivo dell’infallibilità: vedi il caso della crisi ariana”: “Fu forse Pietro infallibile, quando ad Antiochia Paolo gli si oppose a viso aperto? O fu infallibile san Vittore allorché separò dalla sua comunione le chiese dell’Asia, o Liberio quando, egualmente, scomunicò sant’Atanasio?…”.
        Sia Ratzinger che il beato John Henry Newman qualcosina ne sapevano di teologia…

        1. Grazie di averci ricordato la sapienza e l’umiltà cin cui svolgeva il suo sommo ministeri papa Ratzinger!

        2. https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6690
          “Ma non siete voi a decidere cosa fa parte dell’immutabile depositum fidei ed è infallibile e irreformabile e cosa non lo è.

          Questo compito spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui.

          Se non ci sono pronunciamenti che dichiarano irreformabile FC84 (da cui consegùirebbe l’eresia di Al) dovete mettervela in saccoccia vi piaccia oppure no.

          Ad esempio in Ordinatio Sacerdotalis esiste una dichiarazione infallibile e irreformabile di San Giovanni Paolo II che vieta il sacerdozio femminile (non il diaconato, attenzione, questo sarebbe possibile) perciò se il Papa volesse imporre il Sacerdozio femminile (ma è impossibile, ha detto lui stesso che quella porta è chiusa )avreste ragione a parlare di eresia.

          Ma se vuole aprire alla Comunione a chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento ma non in peccato mortale a causa di varie attenuanti dovete accettarlo, perché è nel suo pieno potere e perché la Chiesa l’ha già fatto con Orientalium Ecclesiarum 27, dove apre alla Comunione con gli ortodossi, che sono scismatici ed eretici in stato di costante peccato grave contro il primo comandamento, che proibisce lo scisma e l’eresia.

          Il primo comandamento, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto. Se è possibile (e lo è, Orientalium Ecclesiarum 27 mi è testimone) aprire alla Comunione per chi vive in peccato grave oggettivo contro il primo comandamento è possibile anche per chi vive in peccato grave oggettivo contro il sesto.

          Si tratta di semplice e inoppugnabile logica.

          A chi non sta bene può fare un bello scisma e mettere a rischio la sua anima, visto che

          “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” (Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra)”

    2. Luigi….si lasciamo stare davvero, perché noi, che insieme alla fede…..la stessa fede che hanno Katia e gli altri, sappiamo vedere i segni dei tempi, ma non solo, sappiamo pure meditare il Vangelo nel modo dei santi e Padri della Chiesa i quali per l’Eucarestia e la Parola di Dio hanno dato la vita. Sappiamo pure che Gesù è stato tradito proprio nell’ultima cena, guarda caso nel momento Eucaristico.
      È oggi? Si anche oggi viene tradito e di nuovo ucciso dalle mani di molto apostoli, i quali invece dovrebbero essere “custodi”, non solo della Parola confermando nella vera fede il popolo, ma pure custodire con amore quell’Ostia: oggi sacrificio, non più cruento, ma incruento di Gesù per la salvezza delle anime che vanno a Lui con tutto il cuore, pentiti e pronti a riparare. La messa ormai è diventata quasi un rito pagano per ciò che si vede e si sente : abbigliamenti sconci, continue chiacchiere, telefoni che suonano, musiche da discoteca, gente che gira i banchi al segno della pace, è dove molti si salutano come fossero a un banchetto al ristorante, senza sapere che quello è lo “Shalom”, ma i preti se ne guardano bene dallo spiegarlo, perché l’importante è essere amiconi nella messa, e l’ultimo da rispettare invece è il Signore eucaristico, visto come molti ricevono ormai l’eucarestia. Ci lascino almeno il Sacrificio, senza farlo passare per: cena del Signore, o per la mensa, o per un banchetto….

      Chissà perché l’idea di dare la comunione ai divorziati risposati viene da un papa voluto a tutti costi disprezzando l’altro (Benedetto). Hanno attuato quei progetti demoniaci di Chiesa che molti vescovi e prelati ambivano ormai da tempo, da molti anni. Infatti in Sudamerica con il cristianesimo che hanno…. ossia con questa fede modernista, prolificano le sette e il malcostume. Qui avverrà la stessa cosa perché è questo ormai che il cristiano chiede, come a chiesto la porto il divorzio eccetera eccetera.

      È Po, per terminare, dalle affermazioni su Sodoma e Gomorra di Galantino a Cracovia, mi sembra di essere in mezzo a ubriachi, che pur di attirare gente dalla loro parte sono capaci di far passare DIO per uno scemo, mettendosi loro al suo posto.

      In quanto a Paolo VI pur essendo Papa che amo perché siamo concittadini e l’ho conosciuto grazie al suo amore per la pace, per i poveri, per la gente umile, e dove tutta la famiglia è stata una famiglia di Dio nel vero senso della parola, di lui non so dire molto, intendo sul concilio, anche se so che ha sofferto molto riguardo ai modernisti, i quali volevano togliere già allora tutto ciò che c’è di sacro nella messa. C’è stato poi lo strappo con quelli di San Pio X dove molti fedeli oggi, stanno ritornando per poter ascoltare e vivere una messa come si deve. Io stessa, oggi pomeriggio, facente parte di un cenacolo diretto da un santo sacerdote che forma le persone in modo splendido, vivró la Santa messa in rito antico, anticipata dalla preghiera del Rosario, della Coroncina della Misericordia, e di una predicazione su come capire la messa (questo è l’argomento di quest’anno, chissà perché…..?).
      Pur avendo studiato quattro anni la teologia, queste predicazioni sono il proseguimento e la conferma di ciò che la Chiesa mi ha donato in tanti anni di ascolto e di obbedienza alla parola di Dio.
      Devo solo ringraziare il signore per mantenermi nella vera fede, sapendo che se c’è una persona che soffre la sua condizione matrimoniale amando il signore, io devo stargli/le vicino con l’amore ma anche con la parola di Dio.

      Posto qui la prima predicazione del cenacolo di quest’anno dove Don Luca spiega la Santa Messa; sarete voi a scegliere di ascoltare anche le altre oppure di chiudere YouTube. Io ve le propongo. Sono un buon insegnamento forte e preciso
      Buona domenica a tutti

      https://youtu.be/YX63vVf2HDk

      1. Quantonmi piacerebbe partecipare ad una messa con il rito antico. Purtroppo qui da noi sono rare e contrastate.
        Beata te che lo puoi fare!

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