DI MANIFESTI, DI PAPI, DI RISATE E DI INSULTI (PONTIFICI). PER SDRAMMATIZZARE.

Marco Tosatti

Adesso che il collega Guido Mocellin di Avvenire ha svelato i misteri relativi ai manifesti affissi a Roma, e diretti non al Pontefice regnante, ma all’altro Re di Roma, Francesco Totti, e per un banale disguido laziale e postale finiti incollati sulle mura della Capitale;

dopo che l’arcivescovo Becciu, N. 2 della Segreteria di Stato e delegato spirituale del Papa presso l’Ordine di Malta ci ha rassicurati sul fatto che il Pontefice ha riso dell’episodio, e ha apprezzato il romanesco;

posto che pogrom e roghi sono rimandati, salvo qualche fuocherello acceso qua e là da qualche collega entusiasta; posto che siamo ancora in Carnevale, e che possiamo permetterci un sorriso;

Ecco, fatte tutte queste premesse, mi è capitato oggi di imbattermi per qualche strano girovagare internettante su un sito, OpportuneImportune, che in una vecchia pagina ripropone tutti gli insulti lanciati dal Papa verso cardinali vescovi preti e laici ai suoi occhi carenti rispetto agli standard.

E’ una pagina datata: 14 dicembre 2015, ma mi era sfuggita all’epoca, come mi era sfuggito un libretto in inglese che ne è all’origine. The Pope Francis Little Book of Insults. Dicembre 2015: da allora la lista si è certamente allungata, e non di poco.

Ecco qualche termine usato (per la lista completa, vi rimando al sito)

  • Vecchie comari
  • Fomentatori della coprofagia
  • Specialisti del Logos
  • Sgrana rosari
  • Funzionari
  • Assorbiti da se stessi
  • Neo pelagiani
  • Prometeici
  • Restaurazionisti
  • Cristiani ideologici
  • Pelagiani
  • Signor e signora Piagnistei
  • Trionfalisti
  • Cristiani inflessibili
  • Moderni gnostici
  • Cristiani liquidi
  • Cristiani superficiali
  • Mummie da museo
  • Principe rinascimentale
  • Vescovo da aeroporto
  • Cortigiano lebbroso
  • Ideologo
  • Musi lunghi
  • Autoritari
  • Elitari
  • Pessimisti queruli e disillusi
  • Cristiani con la faccia da sottaceto
  • Infantili, timorosi di danzare, di gridare, paurosi di tutto
  • Che cercano certezza in ogni cosa
  • Cristiani chiusi, tristi, intrappolati, che non sono Cristiani liberi
  • Cristiani pagani
  • Piccoli mostri
  • Cristiani sconfitti
  • Che ripetono il Credo pappagallescamente
  • Battitori da Inquisizione
  • Seminaristi che stringono i denti aspettando di finire gli studi, che seguono le regole e sorridono, e rivelano l’ipocrisia del clericalismo, uno dei mali peggiori
  • Ideologi dell’astratto
  • Fondamentalisti
  • Preti untuosi e idolatri
  • Adoratori del dio Narciso
  • Preti vanitosi e farfalloni
  • Preti che vendono gomme
  • Preti magnati
  • Religiosi che hanno il cuore amaro come l’aceto
  • Chiusi nella formalità di una preghiera gelida, avari
  • Sterili nel loro formalismo
  • Gente vecchia e nostalgica di strutture e usi che non vivificano più il mondo di oggi
  • Giovani maniaci della moda
  • Cristiani da pasticceria
  • Cristiani anestetizzati
  • Deboli fino alla putredine
  • Dal cuore nero
  • Cristiani nemici della Croce di Cristo
  • Cavillatori moralistici
  • Contemplativi distanti

Devo confessare che vederli tutti in fila mi ha colpito. Perché, come sempre, l’abitudine attenua la sensibilità. Magari leggi che il Papa oggi se l’è presa con i cristiani anestetizzati, ma non ricordi che tre giorni fa era il turno di quelli sterili nel loro formalismo. E magari domani toccherà a quelli dal cuore nero.

Insomma, veramente brutta gente questi cristiani; almeno secondo il Pontefice. Che anche in questo costituisce una novità. Non mi ricordo che i suoi predecessori avessero espresso opinioni così ripetute e taglienti e impietose verso le pecore del gregge. E davvero, se i fedeli della Chiesa cattolica sono questa massa di iniquità, c’è da stupirsi che i manifesti non fossero autentici, o si limitassero ai manifesti. Da brutta gente così c’è da aspettarsi di tutto. Magari anche che sorridano al prossimo insulto, e dicano: lo sai, è il Papa… fa sempre così.



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246 pensieri su “DI MANIFESTI, DI PAPI, DI RISATE E DI INSULTI (PONTIFICI). PER SDRAMMATIZZARE.”

  1. che pena mi fa quest’uomo vestito di bianco … spero che prima di morire si penta dinanzi a Nostro Signore o sarà dannato per sempre! Preghiamo per la salvezza della sua anima!

    1. Vedo che Marco Tosatti (la vecchia comare) ha la coda di paglia.

      Ben vengano queste parole di duro richiamo del Papa, finchè c’è gente come Tosatti, Socci, Cascioli e Magister c’è bisogno di pulizia nella Chiesa e per farli servono anche queste sferzate.

      Intanto Ratzinger esprime ancora vicinanza e stima al Papa, mentre Tosatti continua a tenervelo nascosto

      http://www.uccronline.it/2017/02/11/padre-lombardi-testimonio-il-sostegno-di-ratzinger-a-francesco/

      1. @Katy
        Potresti portare più rispetto verso il padrone di casa di questo blog? Sei in grado di esprimere un pensiero in maniera civile senza infilarci un insulto ad ogni piè sospinto?
        Tosatti intanto ospita tutti indiscriminatamente, anche le voci dissenzienti, non censura nessuno a differenza di quanto fanno i tuoi amici di UCCR, che tra i commentatori censurano chi dice cose diverse da quello che vogliono sentirsi dire, se non è coda di paglia questa! Più di una persona su questo blog ha detto che su UCCR non le avevano pubblicato commenti esposti in maniera garbata ma che si distanziavano dall’articolo della redazione. Tosatti ti ha sempre lasciato la libertà di dire quello che vuoi, questo glielo devi riconoscere e devi essergliene grata visto che ti ospita lui, o magari tu sei abituata a entrare nelle case delle persone e a insultare chi ti offre ospitalità? Si può essere in disaccordo e discutere anche animatamente, ma sempre nel rispetto dell’altro, lasciamo i modi da osteria a chi non è cristiano, per favore!

        1. Perde solo il suo tempo, cara Signora Beatrice, discutere con un comunista é come giocare a scacchi con un colombo, lui zampetterá sulla scacchiera, butterá giú tutti i pezzi e volerá via cantando vittoria (e insultando!). Questi esercitano solo la retorica con frasi imparate a memoria e vanno in cerca di dibattiti che lei sicuramente non potrá vincere perché la sua dignitá non le permetterá di scendere un millimetro e loro invece sguazzano nel lurido.

      2. Nessuno ha ancora risposto nel merito del mio commento, soltanto ricatti morali sulla misericordia come fanno da secoli gli atei verso i cristiani.

        Su UCCR vedo sempre una sana dialettica di persone che la pensano diversamente tra loro. Certamente lí non viene tenuto nascosto e censurato tutto quello che Tosatti non dice per poter cosí continuare a disinformarvi e poter finalmente dividere la Chiesa come desidera fare da tempo.

        Vi ha mai detto ad esempio che il card. Muller difende apertamente la correttezza dottrinale dell’Amoris Laetitia? Leggete ed informatevi qui:
        http://www.uccronline.it/2017/02/01/il-card-muller-a-il-timone-non-e-amoris-laetitia-ad-aver-creato-confusione/
        http://www.uccronline.it/2017/01/09/il-card-muller-fedele-alleato-di-bergoglio-e-di-ratzinger/

        1. Katy è vero che su UCCR non pubblicate i commenti che si discostano dalle vostre opinioni. A ME non è mai stato pubblicato nulla e non insultavo come fai tu.. Ma perchè allora insulti Tosatti che ti lascia pubblicare le tue invettive su questo blog?
          se voi di UCCR siete così vuol dire che più che Unione Cristiani cattolici razionali, dovreste chiamarvi Unione
          dei trinariciuti.

          1. Sono una lettrice di UCCR e una lettrice di Tosatti, non sono UCCR e non sono Tosatti. Le regole di pubblicazione dei commenti chiedetela a loro, non a me, noto sembre intensi dibattiti su UCCR e il fatto che non appaiano i vostri probabilmente è perchè non sono abbastanza degni e maturi per essere pubblicati.

            Nessuno ancora ha risposto al contenuto dei miei due commenti, questa inettitudine da parte vostra è la spiegazione probabile del perchè UCCR preferisca selezionare commenti a favore o contro che superino un certo standard di qualità.

          2. “disturbati” e “al di sotto di un certo standard”. Queste mancavano. La passione per l’insulto sembra essere un fil rouge in certi ambienti.

      3. @ Katy
        commenti acidi da vecchia zitella rancorosa, che rivelano un cuore pieno di odio “maturo” (l’odio “immaturo la (o lo?) Katy lo riserva ai nemici dei bergogliosi).
        Stà il fatto che nessun papa moderno si é permesso di
        usare una lingua da bassifondi verso i fedeli come il Bergoglio, che bergogliosamente insulta tutti i cristiani che non la pensano e non “sentono” come lui.
        Sentimenti papali che fanno restare esterefatti, come quando si dice proccupato quando sente che un ordine religioso é colmo di vocazioni.
        Allora, come si vede nel caso dei Francescani e Francescane dell’Immacolata, il papa si dà da fare per distruggerli. Come un bamboccione che si arrabbia e pesta i piedi quando viene contrariato da qualcuno.
        Ma che papa, ragazzi!
        E poi il suo circolo magico diventa isterico, quando qualcuno osa accennare ad una critica al pontefice.
        E poi un Socci si ritira dall’agone perché addolorato dagli epiteti dei bloggisti conservatori verso il Satrapo!
        Chi gli regala un copia del libriccino d’oro “The Pope Francis Little Book of Insults”? La collezione delle frasi alate del “dolce Cristo in terra”, ossia della “Santità di Nostro Signore”?
        Quanto a Ratzinger, che deve sorridere ad ogni affronto che il Bergoglio si permette di fargli, cominciando con l’elevazione del suo concorrente storico, Walter Kasper, al “più grande teologo della Chiesa”, facendogli poi stringere la mano e dare l’abbraccio di prammatica al neo-eletto cardinale Karl-Josef Rauber, l’unico merito insigne del quale, a fargli valere la porpora, ad occhio nudo, é stato quello di aver combattuto Benedetto XVI con grande energia quando il Rauber era nunzio tra l’altro in Belgio.
        Un lieve malessere ha salvato Benedetto dal dover partecipare all’ultimo concistoro, non però dal dover benedire (e pertanto legittimare) l’ultima infornata di cardinali, depositategli via bus sulla soglia di casa dal Bergoglio.
        Tra loro il modernista De Kesel (creatura del Card. Danneels, storico nemico di Benedetto XVI?, fatto cardinale velocissimamente per meriti invisibili ad occhio nudo, oltre quello di aver dissolto
        una comunità sacerdotale benemeritamente attiva a Bruxelles, perchè di stampo conservativo. Questo é bastato perché De Kesel diventasse oggetto dell’amore papale.
        Si protrebbe allungare a piacimento la lista dei rospi, che il Bergoglioso ha fatto e fà ingoiare al predecessore,
        sempre sorridente di fronte ai fotografi … per ragion di stato.

        1. Sono contenta di non dover leggere un delirio patologico del genere su UCCR e sono contenta che i redattori operino una selezione di qualità.

          Commenti del genere sono un autorete per il responsabile del sito perchè dimostra il profilo disturbato dei suoi lettori e sostenitori.

          1. Per fortuna ci stai tu, cara Katy, ad illuminarci con le tue perle di saggezza…

            Nel frattempo l’hai ammesso ben chiaro che i papolatri di UCCR operano una selezione dei commenti.

            Tosatti, che invece lascia libertà di espressione a tutti… eh no, Tosatti è il cattivone.

            In realtà, da che mondo è mondo, sono quelli dalla coda di paglia, che reprimono le critiche. Non certamente quelli di onesta condotta.

            Difendendo quelli dalla coda di paglia, mostri chiaramente di essere del loro numero. E se Tosatti fosse come quelli di UCCR, qui sopra tu non avresti trovato spazio.

            E ti lamenti pure…

          2. @ Katy
            Se fossi il dott. Tosatti la butterei fuori con un bel calcio in c …. Lei non é qui per contribuire a una qualsiasi discussione ma solo per insultare. Se parla di “profili disturbati” di lettori e blogghisti di questo sito, pensi
            in prima linea a se stess(a/o)… e la smetta.

          3. Katia, lei dice,
            “Sono contenta di non dover leggere un delirio patologico del genere su UCCR e sono contenta che i redattori operino una selezione di qualità.”

            Sono d’accordo con lei, mi auguro che Tosatti faccia lo stesso, sa com’è, per par-condicio.

        2. Parole Sante quelle del Papa. Il Santo Padre soffre per voi. Se ragionasse come voi, vi scomunicherebbe. E sarebbe giusto. Ma è troppo misericordioso.

      4. Mi fai veramente pena! poverina!
        Tu del Cristianesimo sei completamente IGNORANTE!
        Perché solo chi non conosce la Verità del Vangelo può sparare
        giudizi così superficiali!
        Quanto al rapporto con Benedetto XVI,leggi(se sai leggere)qualche sua Opera e scoprirai che, Teologicamente parlando,Bergoglio dista Secoli Luce data la sua ignoranza.

      5. Per forza manifestano il loro sostegno; entrambi rappresentano l’apice del Cristianesimo, uno penso x non togliergli credibilita’ di Pastore, l’altro per ubbidienza forse , per immedisimazione e fiducia, sostegno caritatevole e Cristiano e difesa di cio’ che di sacro , rappresenta ‘il Papa’.

    2. Ah, ma davvero il Papa ha detto queste cose? Beh, nel sito vativan-va ci sono tutti i suoi discorsi, omelie, catechesi etc… e non ne ho ancora trovato uno! Qualcuno potrebbe per cortesia indicarmi in quale di questi si trovano??? Grazie!

    1. Lolli, chissà chi gliel’ha insegnati e tutti questi termini qui! Il Vangelo no di certo, L’insegnamento della Chiesa neppure…. forse che ha vissuto con qualcuno che ha odiato tanto i cristiani cattolici come protestanti di varie sette che si esprimono in modo molto colorito riguardo a noi cattolici. Ho forse i comunisti? Oppure qualcuno nella sua congregazione parlava così, insegnava così, tanto che è entrato poi nel suo linguaggio comune come leggiamo qui. L’ultima in ordine di elenco è stata l’offesa data noi cattolici di essere idolatri è ribelli.
      Io credo che faccia molto bene a non offendersi per i cartelloni posti per le vie di Roma che non hanno certo offeso, dato titoli, non si sono espressi in modo irrispettoso ma in modo così simpatico gli hanno chiesto dov’è la sua misericordia.

      Io comunque, davanti a un elenco di titoli così malevoli, espressioni di uomo che ragiona poco, anzi non sa parlare per niente a cristiani che sono nella Chiesa da 2000 anni, rimango senza parole. Io credo che chi l’ha votato sapeva bene chi votava!

  2. e se anche un angelo venisse a raccontarci un altro vangelo, sappiamo cosa dovremmo fare…perché il messaggio del Cristo, la sua opera redentiva sta al primo posto, o dovrebbe essere al primo posto nella nostra vita. Chiedo allo Spirito Santo di avere la luce e il coraggio necessari per andare fino in fondo sempre, andare oltre all’angelo eventuale che parla, e tenere sempre al primo posto il volto del Cristo impresso nel mio cuore, e comportarmi di conseguenza, senza rinnegamenti o tradimenti, anche di fronte a tanti ” angeli” che parlano …

  3. Sul Messaggero e su RossoPorpora e’comparsa la notizia di un altro “scherzo” una edizione dell’Osservatore Romano taroccato , spedita per mail intitolato “Ha risposto” dove si fa riferimento alle risposte ai dubia e si pubblicano le reazioni dei vari Kasper, Spadaro eccc.
    Deve essere d ivertente qualcuno sa dirmi dove si puo’leggere?

  4. Se la “Roccia” su cui si dovrebbe poggiare la Chiesa si esprime in questi termini siamo messi proprio bene…
    Forse troviamo piu’ comprensione dal Dalai Lama… magari sarebbe il caso di farci un pensierino (giusto per continuare a scherzare… ma forse sarebbe il caso di mandarglielo a dire).

  5. Mancano rígidi, costruttori di muri, farisei, di doppia vita, . . . Invece lui é perfetto e úmile. ¡ Bravo Francesco ! Sólo lui ha capíto ché cosa sia il cristianésimo : quello luterano, per cui bisogna perseguitare i cattólici. Magari fosse sólo con insulti.

  6. Adición:
    ¡NO SE PUEDE SER MÁS CÍNICO, FALSO, MENTIROSO, EMBUSTERO, ENGAÑADOR…!
    “PIROPOS” DE FRAN”CISCO” EL PASTOR NECIO (ZACARÍAS 11: 15-17)
    El 16 de febrero de 2014 Fran”cisco” decía en la Plaza de San Pedro, “que las palabras pueden matar”, que “cuando se dice de una persona que tiene lengua de serpiente, ¿qué significa? ¡Que sus palabras matan!”.
    Y el 4 de septiembre de 2015 en su matutino teatrillo de la capilla de la Casa de Santa Marta afirmaba: “¿Cuántas veces hemos oído decir de una persona: “Pero, ¡tiene una lengua de serpiente!”. Quien habla mal, es un terrorista. Eh, nada de decir una palabrita contra otro. ¡No! Decir habladurías es terrorismo porque el que hace eso es un terrorista que tira una bomba y se va, destruye: con la lengua destruye”.
    31 de julio de 2016: “Se puede matar con la lengua, lo dice el apóstol Santiago, no yo”.
    “Piropos” de Fran”cisco” al personal, 139:
    “Cara de imagencita. Cara de pepinillos en vinagre. Momias de museo. Solteronas. Pequeños monstruos. Amargados. Celantes. Apresurados. Escrupulosos. Tradicionalistas. Conservadores. Intelectualistas. Buenistas. Progresistas. Liberalistas. Patronos. Propietarios. Minuciosos. Pomposos. Fariseos. Hipócritas. Carrieristas. Putrefactos. Gnósticos. Rígidos. Pelagianos. Tenebrosos. Obtusos. Casta. Puros ritualistas. Rubricistas. Showman. Balconeros. Cara de vinagre. Pavos. Cerrados. Especuladores. Mundanos. Rigoristas. Cristianos de salón. Cristianos de recepción. Mediocres. Tibios. Insípidos. Paganos. Caricaturas. Puritanos. Burócratas. Trepadores. Casta superior. Pseudo cristianos. Pseudo pastores. Alma mezquina. (Alma) llena de pequeñeces. (Alma) llena de charlas. Desgraciado. Tonto. Lloronas. Carreristas. Faraón. Idólatras. Rebeldes. Terrorista. Condenador. Vanidosos. Orgullosos. Insensatos. Testarudos. Momias espirituales. Porfiados. Vagabundos. Cristianos virtuales. Cizañeros. Momia. Chupasangre. Iluminados. Corazones cerrados. Corazón de animal. Bestia. Cara torcida. Tristes. Corrupto. Herético. Animales. Fundamentalista. Aburridores. Atontados. Chismoso. Mentirosos. Sacerdotes a la moda. Obispos a la moda. Narcisistas. Manipuladores. Arribistas. Mafioso. Farsantes. Necios. Simulador. Polémicos. Agresivos. Arrogantes. Esclavos. Malos. Enfermos. Sectario. Desleal. Predicadores apocalípticos. Profetas de desgracias. Espíritu malvado. desHonestos -“no son honestos”-.Aduladores. Indignos. Detractores. Chupamedias. Malintencionado. Lujuriosos. Ridículo. Insatisfecho. Funcionario. Cara oscura. Esquizoide. Soberbio.Corazones amedrentados. Corazones petrificados. Gatopardismo espiritual. Mentes distorsionadas. Contradictorios. Incoherentes. Profetas de desventura. Chismosas. Cristianos perezosos.Caciques. Señores mundanos. Pavo real. Corazones escleróticos duros. Reaccionarios. Miedosos. Almas estrechas. Almas restringidas”.

  7. Ecco cosa ha detto di recente il papa:

    “Lo stile di Gesù è un altro. Lo Spirito Santo ha fatto rumore il giorno della Pentecoste: era all’inizio. Ma di solito non fa tanto rumore, porta la croce. Lo Spirito Santo non è trionfalista. Lo stile di Dio è la croce che si porta avanti fino a che il Signore non dice «basta». Il trionfalismo non va bene d’accordo con la vita consacrata. ”

    A me è rimasta impressa la scena dei vescovi che a Rio de Janeiro alla Gmg del 2013 in balletto tutti insieme, alcuni coi paramenti, al tempo dell’inno “Francisco el papa del pueblo”, con migliaia di ragazzi plagiati per unirsi al culto delle personalità papolatrico. Se non è trionfalismo rumoroso questo, oltretutto costato milioni di euro, e di certo non per la maggior gloria di Dio.

    1. ORA CARICO IN YT UNA TESTIMONIANZA DI UN AMICO CHE ABITA IN BRASILE, CATTOLICO, UN RAGAZZO SERIO CHE IL PAPA CONFONDEREBBE CON UN “FONDAMENTALISTA”, DOVE DICE UNA COSA CHE FA TREMARE LE VENE AI POLSI: LA MADONNA APARECIDA, COL CONSENSO DELLA CEI BRASILIANA (CNBB), PORTERA’ LA STATUA DELLA VERGINE TRA BALLERINI SEMI NUDI AL RITMO DI SAMBA!
      SCHERZAR CON FANTI MA NON CON SANTI. VESCOVI BLASFEMI NELLE MANI DI SATANA!

      1. http://www.a12.com/formacao/detalhes/nossa-senhora-aparecida-no-carnaval-por-dom-odilo-scherer

        “Mas será que Maria não gostaria de chegar lá, onde mais se faz necessária a sua presença?”

        Cara Enza, nella festa più profana del mondo, tra satanismo, macumba e promiscuità. sicuramente non c’è niente di sacro e la Madre di Dio ne sarebbe disgustata, anche se da troppi anni è ostaggio dell’associazione rossa della liberazione…

        1. Carlos ….. questo mi dispiace molto! Buona giornata e che il signore ci protegga! Intanto è passata sotto silenzio anche la Madonna di Lourdes……

      2. Vero! É uno scandalo ma non il primo. L’anno scorso l’avevano giá fatto. Chi sta patrocinando $$$$ é la massoneria, via Rotary Club. Quest’anno é apparso sui media. Ma… i cattolici di Francesco, clero e laici, dicono che sará “rispettoso” e che hanno seguito le “raccomandazioni” dell’arcivescovo di San Paolo, il cardinale Odilo… Dicono che la Madonna deve andare dove sono i peccatori. Che sará un omaggio gradito.

        Tra gli insulti di Francesco manca il più bello: pazzi. Perché il cristianesimo vero é pazzia per il mondo. Quanti piú insulti piú felice sono di non appartenere alla chiesa di Francesco. Io rimango cattolica.

    2. @ Giovanni (10.02.17 / 7:29 p.m.)

      … bé, che lo Spirito Santo porti la Croce, questa sí che é nuova.
      Bisogna riscrivere i Vangeli o scriverne un altro,
      il Vangelo secondo Bergoglio.

      1. Stessa cosa che avevo pensato anche io.

        Ora che la Croce la si è tolta dalla spalle degli uomini (basta “sentirsi” in Grazia, soggettivamente, e ci si salva… dunque perché uno dovrebbe quotidianamente caricarsi della propria croce, e seguire Cristo?), dove la mettiamo?

        Ma mettiamola sopra lo Spirito Santo, no?
        Era tanto semplice…

  8. Una volta c’era un papa che ci parlava della dignità dell’uomo.
    Oggi abbiamo un papa che ci regala inutili “insulti”.
    Ma perché questo “Santo Padre” è sempre inc…to con qualcuno?
    Francè stai sereno!

  9. Al soglio di Pietro hanno messo una persona palesemente inadeguata ed é uno spettacolo che stringe il cuore. Perché é il Papa, perché é un anziano consacrato che alla fine della vita terrena si scopre circondato da quelli che ha sempre visto come propri nemici, quelli che gli hanno sempre ricordato anche solo con la loro presenza che la Chiesa non é il carnevale modernista nel quale certo clero si é crogiolato. É palese che quelli della sua generazione e con la sua formazione odiano la Chiesa di sempre, e il loro odio trasuda dalle loro parole. Ho assistito a omelie di coetanei di Bergoglio da far rabbrividire: odio distillato. In questo catalogo tragicomico ritrovo esattamente quelle omelie e quella forma mentis. Per amore del Papa e per carità cristiana andrebbe protetto da se stesso.

    1. In effetti vedere il capo della Chiesa cattolica, che conta piu’ di un miliardo di credenti nel mondo, scadere a questi livelli, stringe il cuore e fa un po’ pena.
      A mio modo di vedere, il Papa dovrebbe avere la capacità di armonizzare e tenere insieme, tutte le componenti della Chiesa tralasciando certi atteggiamenti denigratori (e poco caritatevoli).
      Un padre di famiglia non va mai sulla pubblica piazza a parlare male dei propri figli, neanche se sono ribelli o disgraziati.

      1. “Un padre di famiglia non va mai sulla pubblica piazza a parlare male dei propri figli, neanche se sono ribelli o disgraziati”.

        Ma fossero veramente ribelli o disgraziati: non si potrebbe dire che quel padre mente. Sarebbe una cosa brutta, ma non menzognera.

        Questo papa, invece, elogia chi fa il male e bastona chi fa il bene: una vera e propria inversione anticristica. Altro che no.

        A un papa davvero onesto e amante del popolo di Dio, certi insulti non verrebbero mai in mente. Questa è una demolizione sistematica della parte buona del cattolicesimo. E della parte buona dei cattolici.

      2. @ Roberto (10.02.17 / 10:26 p.m.)
        Questo papa é ideologicamente impegnato, terzomondista, fautore dei movimenti popolari latinoamericani (già invitati due volte (2014,2016) in Vaticano.
        Questo papa fà politica. La teologia, la tradizione, la pietà e la liturgia in senso tradizionale, non lo interessano.
        La sua gioa pare sia mescolare la carte della politica internazionale.
        Il fatto decisivo, però, che gli impedisce di esercitare
        una funzione diciamo così armonizzante nella chiesa,
        é che lui, a differenza dei suoi predecessori, vuole impegnare la Chiesa sulla sua linea. Prima le scelte politiche erano scelte personali dei fedeli, non scelte
        di Chiesa. Le scelte di Chiesa erano seguire il Vangelo, compiere le pratiche di pietà, vivere una vita moralmente corretta, accedere ai sacramenti, pregare etc. Per Bergoglio questo non basta: la chiesa deve impegnarsi nei movimenti popolari, nell’ecologia, nella vita sociale ed economica di un popolo (raccolta differenziata, pagare le tasse etc.).
        E quelli che non lo seguono su questa via vengono da lui personalmente insultati, combattuti, epurati con metodi che non vanno per il sottile. I suoi segugi fanno lo stesso, con maniere ancor più brutali, che non si fermano ai diritti dell’uomo e del cittadino, non rispettano le vie del diritto, insomma, agiscono
        come se la loro acculturazione fosse da repubblica delle banane di stampo sudamericano, come per molti di loro lo é, o, a noi più conosciuto, di stampo staliniano.

  10. Certo è che con l’articolo di Avvenire chi ne esce con le corna spezzate sono tutti i massimalisti della tragedia che si sono scatenati ad accusare a sinistra e a destra, invece, e dico poco, di pensare loro stessi l’idea che ha avuto Guido Mocellin ^__^

    1. “Non la Madonna che si mette al centro ….” dice Bergoglio.
      Infatti lo disturba. Al centro vuol essere solo lui.
      Ammappa! … tutti quei PR americani che ha chiamato a servirlo in Vaticano costano un occhio della testa!

  11. E intanto il Papa risponde ai dubia

    Buona lettura http://www.panorama.it/cultura/libri/papa-francesco-e-i-divorziati-la-risposta-ai-cattolici-intransigenti/

    “Divorziati risposati, coppie di fatto, conviventi non sono certamente modelli di unioni in sintonia con la Dottrina cattolica, ma la Chiesa non può voltarsi dall’altra parte. Per cui i sacramenti della Riconciliazione e della Comunione vanno dati anche alle cosiddette famiglie ferite e a quanti, pur vivendo in situazioni non in linea con i tradizionali canoni matrimoniali, esprimono la sincera volontà di avvicinarsi ai sacramenti dopo un adeguato periodo di discernimento”

    È ferma, pacata e precisa la risposta che Papa Francesco dà a quanti, specialmente nella Chiesa e persino nel Collegio cardinalizio, continuano ad esprimere dubbi sulla Istruzione sinodale Amoris Laetitia nella quale, per la prima volta, si prevede la possibilità di ammettere ai sacramenti chi contrae un secondo matrimonio, coppie di fatto e quelle persone che convivono in difformità alle indicazioni ecclesiali in materia di unioni nuziali.

    Una risposta, comunque, indiretta, ma frutto di un approfondito studio canonico ed ecclesiologico fatto, su richiesta dello stesso Pontefice, da uno dei più stretti ed ascoltati collaboratori, il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (il “ministero” della Giustizia della Santa Sede).

    Il testo – un libricino di appena 30 pagine dal titolo “Il Capitolo ottavo della esortazione apostolica post sinodale Amoris Laetitia” – è stato stampato dalla Libreria Editrice Vaticana e da mercoledì 8 febbraio è arrivato nelle librerie religiose che gravitano intorno al Vaticano.

    I DUBBI DEI QUATTRO CARDINALI
    Una iniziativa, spiegano in Vaticano, che punta a “chiarire” tutti i “dubbi” sollevati dalle componenti più tradizionaliste legate alla difesa ad oltranza della Dottrina ecclesiale in materia di vita matrimoniale e di accesso ai sacramenti. Si ricorderà che tra le voci più critiche alle aperture sinodali sulle famiglie ferite la clamorosa lettera aperta nella quale quattro cardinali – Burke, Caffarra, Meisner e Brandmuller – hanno chiesto a papa Francesco di “spiegare meglio” il contenuto della parte dell’Istruzione post sinodale nella quale è previsto l’ammissione ai sacramenti di divorziati risposati e coppie di fatto.

    All’apparenza, quasi una “normale” richiesta di delucidazioni canoniche, in realtà un gesto di palese pur garbata disobbedienza da parte di quattro esponenti del Collegio cardinalizio, l’organismo che per sua natura è chiamato ad affiancare il Papa regnante nel governo della Chiesa.

    È normale che se un cardinale sente il bisogno di avere delucidazioni su determinate tematiche lo può fare tranquillamente – assicurano Oltretevere – nel corso delle udienze personali col Pontefice. Altra cosa è pubblicare una lettera aperta e far arrivare all’opinione pubblica dubbi e malcontenti. Gesto di palese scortesia verso il Papa quasi del tutto simile a chi si serve delle interviste. Come, ad esempio, ha fatto nei giorni scorsi il cardinale tedesco Gerhard Ludwig Muller, prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, che a un giornale ha apertamente criticato l’ammissione ai sacramenti di conviventi e divorziati risposati perchè, ha ammonito, la Dottrina “non si tocca”.

    E le aperture verso le cosiddette famiglie ferite decise a stragrande maggioranza dai padri Sinodali nel corso delle due assise dedicate negli ultimi due anni alla pastorale della famiglia, secondo Muller potrebbero “intaccare” l’integrità dottrinale della Chiesa su matrimonio e famiglia. Pericoli a più riprese scongiurati sia dall’assemblea sinodale che si è espressa a favore delle aperture, che dall’Esortazione post sinodale ed ora dallo studio canonico fatto per conto del papa dal ministro della Giustizia vaticana.

    NESSUN PERICOLO PER LA DOTTRINA
    Ed ecco come nel testo redatto dal cardinale Coccopalmerio si entra nel merito della difesa della Dottrina matrimoniale della Chiesa: “Il matrimonio cristiano, riflesso dell’unione tra Cristo e la sua Chiesa, si realizza pienamente nell’unione tra un uomo ed una donna, che si donano reciprocamente in un amore esclusivo e nella libera fedeltà, si appartengono fino alla morte e si aprono alla trasmissione della vita, consacrati dal sacramento che conferisce loro la grazia per costituirsi come Chiesa domestica e fermento di vita nuova nella società”.

    “Altre forme di unione contraddicono radicalmente questo ideale, mentre alcune lo realizzano almeno in modo parziale e analogo”. Ma – si ricorda nel testo – “i Padri Sinodali hanno affermato che la Chiesa non manca di valorizzare gli elementi costruttivi in quelle situazioni che non corrispondono ancora o non più al suo insegnamento sul matrimonio”.

    Che fare, dunque, delle unioni non regolari, particolarmente dei matrimoni civili e delle unioni solo di fatto? “I Padri sinodali – è la risposta del ministro della Giustizia della Santa Sede – hanno anche considerato la situazione solo civile o, fatte salve le differenze, persino di una semplice convivenza in cui quando l’unione raggiunge una notevole stabilità attraverso un vincolo pubblico, è connotata da affetto profondo, da responsabilità nei confronti della prole, da capacità di superare le prove, può essere vista come una occasione da accompagnare nello sviluppo verso il sacramento del matrimonio alla luce del Vangelo”.

    Sì, dunque, alla ammissione ai sacramenti di chi, pur vivendo in situazioni irregolari, chiede con sincerità l’ammissione nella pienezza della vita ecclesiale, un gesto di apertura e di profonda misericordia – si legge nella nota ministeriale – da parte di una Chiesa Madre che non lascia indietro nessuno dei suoi figli, consapevole che la perfezione assoluta è un dono prezioso ma che non può arrivare a tutti.”

  12. Dopo questo bel “florilegio” che dire? Aggiunto l’altro interessante elenco in spagnolo e rivisto tutto il pamphlet in cui ci si premura di Spiegare, Aggiustare, Motivare con tante belle note, notine, postille varie di ogni ordine e grado che c’è in ogni unione QUALCOSA DI BELLO E UNICO PERCHÉ C’È L’AMMMOOORE cos’altro resta se non farsi cadere le braccia!?. Alla fin fine anche Giuda aveva le sue motivazioni! Non cercava aun Messia che liberasse il suo popolo dalla sottomissione ad un potere nemico. Non aveva creduto in quel Messia e l’aveva seguito pieno di speranze? Credendo per un po’ ciecamente in lui? Perché solo ai traditori di oggi è permesso sognare e costruire e realizzare quello che vogliono col loro lascia e prendi e li chiamano quelli FERITI???!!!

    1. Cara Flora, la sua condanna indistinta di milioni di persone che si trovano in situazione irregolare spiega perfettamente il “perché” di tutti le belle cose che ha detto il Pontefice al vostro indirizzo.

      Cito il Canone VIII del Concilio di Nicea

      “A proposito di quelli che si definiscono puri, qualora vogliono entrare nella Chiesa cattolica, questo santo e grande concilio stabilisce […] prima di ogni altra cosa che essi dichiarino apertamente, per iscritto, di accettare e seguire gli insegnamenti della Chiesa cattolica: e cioè essi entreranno in comunione sia con coloro che sono passati a seconde nozze, sia con coloro che hanno ceduto nella persecuzione, per i quali sono stabiliti il tempo e le circostanze della penitenza, così da seguire in ogni cosa le decisioni della Chiesa cattolica e apostolica”.

      Anche allora, durante le persecuzioni, c’era chi aveva ceduto e, anche allora, nella Chiesa c’erano i “puri” che, come oggi, non volevano che la Chiesa riaccogliesse i peccatori, condannandoli indistintamente.

      Esattamente come fa lei, cara “Flora”. Lei e quelli come lei siete i “puri” del nostro tempo, esattamente come c’erano ai tempi del Concilio di Nicea.

      E, come a quei tempi, non sapete andare oltre la vostra limitata idea di giustizia rigidamente retributiva e alla vostra durezza non solo verso il peccato -cosa giustissima- ma anche verso i peccatori, da voi tutti condannati indistintamente.

      Al dice che in certe situazioni di peccato grave può non esserci colpa mortale a causa di varie attenuanti? Fa niente, i puri hanno deciso: tutte queste persone sono in colpa mortale e sia anatema su di loro.

      A voi BEN si applica il Canone VIII di Nicea, col suo invito ai puri di andare “fora di ball” qualora non vogliano una Chiesa venuta per salvare i deboli, e non solo i forti e i puri.

      È ironico che lei intervenga per contestare gli insulti papali a quelli come lei fornendo, nel momento del suo intervento, una splendida dimostrazione del perché questi insulti esistono, e cioè che siete dei giudici spietati che condannate milioni di persone.

      1. @Marco
        Attenzione: il Canone VIII del Concilio di Nicea quando parla di “coloro che sono passati a seconde nozze” non si riferisce ai divorziati risposati. Lo spiega bene Padre Angelo Bellon sul sito “Amici domenicani”:

        «Caro Alessandro,
        1. il canone ottavo del I concilio di Nicea chiede ai catari di accettare la comunione con coloro che erano passati a nuove nozze (digami).
        I digami non erano divorziati risposati, ma persone che erano passate a nuove nozze, in genere perché erano rimaste vedove e si erano risposate o perché il primo matrimonio era stato riconosciuto invalido.
        Il testo greco parla di “digamois koinonein”, tradotto in latino con “bigamis se comunicare” e in italiano con “rimanere in comunione con chi si è sposato due volte”.
        Quell’“ancorché il primo coniuge fosse ancora vivo” non c’è nel concilio di Nicea.
        2. Nei primi secoli della Chiesa vi erano alcuni che tolleravano a mala pena il passaggio delle persone rimaste vedove a seconde nozze.
        Atenagora di Atene (secondo secolo) chiamava queste seconde nozze “decente adulterio”, nonostante che San Paolo avesse esortato le giovani vedove a risposarsi: “Desidero quindi che le più giovani si risposino” (1 Tm 5,14).
        3. Il canone 8° del I Concilio di Nicea si rivolge espressamente ai catari, i quali, come si sa, erano rigoristi.
        Ai tempi di san Domenico non accettavano neanche le prime nozze.
        Figuriamoci se potevano accettare le seconde!
        4. Il concilio di Nicea non parla dunque di divorziati risposati.
        Capisci bene che se avesse detto questo, non sarebbe stato in linea con quanto ha detto il Signore: “Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio verso di lei; e se lei, ripudiato il marito, ne sposa un altro, commette adulterio” (Mc 10,11-12) e non sarebbe stato accettato da Roma.»

        http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=2828

        1. Gentile Beatrice, il teologo Marcus Vega con taglia e cuci compulsivi ha già demolito le tesi di quattro cardinali e del prefetto della congregazione per la dottrina della fede. Ma cosa vuole che sia per lui un padre Angelo Bellon qualsiasi.

        2. Quindi? Il Canone VIII paRoma anche del riaccoglimento degli apostati, e l’apostasia è un peccato ben peggiore dell’adulterio.

          Riguardo ai digami la questione è dibattuta e non c’è certezza assoluta nè da un lato nè dall’altro.

    2. Perciò, prima ancora del lamentarsi del fatto che questi insulti esistano si chieda, cara Flora, lei e quelli come lei, si chieda “ma forse ce li siamo un po’ meritati”?

      Forse davvero ci comportiamo e parliamo come giudici spietati e scagliamo pietre contro le persone?

      Pensateci. Forse quando avrete finito di lapidare chi ha fallito la matrimonio, molto spesso non per sua colpa, non verrete più lapidati e non verrete più assimilati ai farisei e sepolcri imbiancati di neo-testamentaria memoria.

      1. Marco , ti parla una divorziata. Divorziata non per colpa mia, ma perché le cose sono andate in questo modo e ho dovuto accettare il divorzio che non volevo. Anch’io per 10 anni ho avuto un amore , ero finalmente felice con un uomo buono che mi amava. Ma è stato grazie a un sacerdote Santo, il quale mi ha spiegato perché non potevo avvicinarmi alla comunione se non a mia condanna. Dio è puro amore e ama le sue creature, ma e il peccato che ci allontanerà da lui quando moriremo . Prova a pensare a ciò che dice la genesi riguardo al peccato commesso da Adamo ed Eva. Perché la sacra scrittura che non è stata eliminata da Gesù ma lui è venuto per adempierla, è chiara: dio non può accogliere la disobbedienza contro la sua parola e chi lo fa porta all’inferno le anime così come i santi ti hanno trasmesso e che hanno visto, perché Dio ci dà la grazia di capire cosa lui ci dice anche grazie ai suoi santi.
        Qui non si tratta di essere farisei, qui si tratta di voler vedere le anime salve. Pensateci e convertitevi a questo !

        1. Enza, ho letto con interesse e partecipazione la sua testimonianza, ma di nuovo le ripeto che non sta centrando il punto: in Al non si parla da nessuna parte di ammettere ai Sacramenti chi è in stato di peccato mortale.

          L’ammissione ai Sacramenti può esserci solo per chi è in Grazia, vale a dire per chi, dopo aver peccato mortalmente, è pentito, e per chi ha delle attenuanti che lo sgravano dal peccato mortale nonostante la materia grave dell’atto.

          Immagino che sappia che perché ci sia peccato mortale non basta la materia grave ma occorrono piena avvertenza e deliberato consenso, oltre ad essa, e se manca una delle due la colpa non è mortale e non si perde la Grazia santificante.

          Molto bene, Al parla di questo.

          Ci sono casi dove le persone non sono in condizione, momentaneamente, di agire in modo diverso a causa di vari fattori che limitano la libertà, e in questi casi viene a mancare una delle condizioni necessarie del peccato mortale.

          Al punta certo alla crescita attraverso i limiti (cfr Al 305), quindi ad arrivare alla continenza ovunque sia possibile, ma tiene conto anche delle circostanze concrete.

          Non esiste nessuna circostanza concreta che possa rendere buono un atto intrinsecamente malvagio come l’adulterio, ma le circostanze concrete possono alleviare la colpa del peccatore, rendendola solo veniale.

          Questo dice il Magistero e su questo si basa Al.

          Non precludendo la crescita e l’aderenza piena della persona al Vangelo, ma subordinando la Legge alla sua situazione concreta tenendo conto di tutti i fattori.

          Discernimento, per l’appunto.

          1. Avendo solo amore iniziato a guardare le 36 mail arrivate al telefono dei vostri interventi , troverà una mia risposta fatta proprio cinque minuti fa in un altro suo intervento nei miei guardi. Io posso solo dirle una cosa parlando anche con il mio sacerdote , peraltro d’accordo sul dare la comunione ai divorziati risposati. Un giorno chiedendogli come mai li manda in altre chiese a comunicarsi mi ha risposto che si fa così per non dare confusione è scandalo alla comunità. Ben consapevole che è il signore che giudica i cuori delle persone, chi dice però di non peccare perché oltre che dare cattiva testimonianza si aumenta il male dentro di sè.
            Questo glielo dico con parole mie perché sto pranzando e non sto ad andare a vedere la citazione per mettergliela qui, cosa che ho già fatto stamattina.
            Con calma magari invece di parlare tanto, provi a leggere questa mistica, il libretto costa solo due euro se vuole leggere meglio però qui le metto il link .
            Il signore dice agli apostoli: andate è battezzate, predicate guarite…… guarire significa anche far fare un cammino ai fedeli prima di esporli al peccato mortale nella santa comunione:
            http://profezie3m.altervista.org/archivio/Rivas_SantaMessa.htm

            Buona domenica, vi saluto tutti e vi lascio al vostro pensiero, alle vostre idee e ai vostri pruriti modernisti, come ormai il mondo ci impone. Ma io voglio rimanere in quella piccola e vera Chiesa che la Madonna ad Anguera ci parla, ma ci parla pure a Fatima…… Chi ha orecchi ascolti ciò che la vergine disse ai pastorelli: volete soffrire per i peccatori? Bene , il comunismo che lei voleva abbattere con la consacrazione alla Russia, e che non è mai stata accolta dalla gerarchia (prudentissima e senza la vera fede, visto che Dio ci manda sempre la sua mamma perché noi possiamo obbedirgli per il nostro bene ), ha prodotto l’AL

        2. @Enza
          Hai dato una bellissima testimonianza di amore totale e fedele verso Gesù! Hai ragione in tutto quello che hai detto! I sacerdoti fedeli alla dottrina sono quelli che hanno veramente a cuore la salvezza delle anime, i farisei di oggi invece del bene delle pecore se ne fregano, loro vogliono solo gli applausi del mondo!

        3. Grazie per le sue parole, il problema è proprio il peccato e la salvezza eterna, cosa ne sarà di noi se siamo guidati , benchè vada, da ciechi?

  13. Dopo che Tosatti ci ha provveduto la lista di insulti papali diamo un’occhiata a cosa diceva Gesù contro i farisei del Suo tempo

    ,Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. LEGANO INFATTI FARDELLI PESANTI E DIFFICILI DA PORTARE E LI PONGONO SULLE SPALLE DELLA GENTE, MA ESSI NON VOGLIONO NUOVERLI NEPPURE CON UN DITO Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; 6si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati «rabbì» dalla gente. (Mt 23,1-7)

    ” Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare”. (MT 23,13-14).

    ” Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi.” (MT 23, 15).

    “Guai a voi, guide cieche, che dite: «Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l’oro del tempio, resta obbligato». Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l’oro o il tempio che rende sacro l’oro? E dite ancora: «Se uno giura per l’altare, non conta nulla; se invece uno giura per l’offerta che vi sta sopra, resta obbligato». Ciechi! Che cosa è più grande: l’offerta o l’altare che rende sacra l’offerta? Ebbene, chi giura per l’altare, giura per l’altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso” (MT 23,16-22).

    ” Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!
    Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!” (MT 23, 23-26).

    ” Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che assomigliate a sepolcri imbiancati: all’esterno appaiono belli, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni marciume. Così anche voi: all’esterno apparite giusti davanti alla gente, ma dentro siete pieni di ipocrisia e di iniquità.
    Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti e adornate i sepolcri dei giusti, e dite: «Se fossimo vissuti al tempo dei nostri padri, non saremmo stati loro complici nel versare il sangue dei profeti». Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti. Ebbene, voi colmate la misura dei vostri padri. Serpenti, razza di vipere, come potrete sfuggire alla condanna della Geenna?(MT 23,27-33)

    Gesù definisce i farisei in questi modi:

    1) ciechi;

    2) ipocriti;

    3) figli di assassini;

    4) sepolcri imbiancati pieni di ogni marciume;

    5) sentine di ipocrisia e iniquità;

    6) serpenti;

    7 razza di vipere.

    E certamente leggendo il Vangelo se ne potrebbero trovare molti altri. Non sembra che Gesù ci andasse molto leggero coi dottori della Legge e i conservatori dei Suoi tempi. 😉

    Senza contare il passo del Vangelo dove Gesù dice che il sabato è per l’uomo e non l’uomo per il sabato (e lo Shabbath era assolutamente sacro per gli ebrei)c

    Il Sabato è per l’uomo e non l’uomo per il Sabato. Questo dice Gesù. E perché ci dimentichiamo questo costantemente? Perchè, dopo che Cristo ci ha dato questo importantissimo insegnamento, ne facciamo strame giudicando e condannando in base al Codice di diritto canonico?

    Perché, quindi, mettiamo, nuovamente -in una specie di tristissimo “eterno ritorno dell’uguale” – l’uomo per il Sabato?

    Eh, bella domanda. Lei ha una risposta a questo nostro errore di cattolici, che facciamo spessissimo?

    Mt 12,1-8

    “In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle. Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato». Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: MISERICORDIA IO VOGLIO E NON SACRIFICI, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato. Allontanatosi di là, andò nella loro sinagoga; ed ecco un uomo che aveva una mano paralizzata. Per accusarlo, domandarono a Gesù: «È lecito guarire in giorno di sabato?». Ed egli rispose loro: «Chi di voi, se possiede una pecora e questa, in giorno di sabato, cade in un fosso, non l’afferra e la tira fuori? Ora, un uomo vale ben più di una pecora! Perciò è lecito in giorno di sabato fare del bene». E disse all’uomo: «Tendi la tua mano». Egli la tese e quella ritornò sana come l’altra. ALLORA I FARISEI USCIRONO E TENNERO CONSIGLIO CONTRO DI LUI PER FARLO MORIRE,c

    Anche qui i farisei volevano ucciderlo, perché Gesù ha sfidato la loro ipocrisia, il loro marciume di sepolcri imbiancati.

    Gesù insegna che l’uomo è più importante della Legge, e quante volte noi, ancora oggi, giudichiamo e condanniamo in base al diritto canonico e vediamo le cose solo da quella limitata prospettiva?

    A cosa servono questi insegnamenti se poi ci comportiamo esattamente come i farisei di 2000 anni fa (la Legge era il loro “diritto canonico”, al quale subordinavano tutto, anche la vita e il bene delle persone).

    Eh, dovremmo tutti riflettere su questo. Tutti, io per primo.

    Cosa ci differenzia da un fariseo se poi ragioniamo come loro?

    E per cosa è morto Cristo se la giustificazione discende dalla Legge?

    “infatti se la giustificazione viene dalla legge, Cristo è morto invano.” (Gal 2,21).

    1. “LEGANO INFATTI FARDELLI PESANTI E DIFFICILI DA PORTARE E LI PONGONO SULLE SPALLE DELLA GENTE, MA ESSI NON VOGLIONO NUOVERLI NEPPURE CON UN DITO “.
      Marco potrebbe dirci quanti rifugiati alloggiano in Vaticano?

      Grazie

      1. “Ma Gesù parlava dei farisei, mentre il papa usa quegli epiteti per i cattolici. La differenza è di capitale importanza!”

        È di capitale importanza, e il fatto che tale differenza venga usata letteralmente “al contrario”, è anch’esso chiaro segno di questi tempi anticristici.

        Chi parla perché ha a cuore la salvezza delle anime… viene bollato di fariseismo, o di qualsiasi altro fantasioso epiteto venga in mente.

        Ma i farisei, vere e proprie “vipere” secondo Nostro Signore, erano proprio coloro che avevano doppi stili di vita, e inoltre erano proprio coloro che valutavano “caso per caso”.

        Anche questo modo di fare è un artificio per chiamare “male” il bene, e “bene” il male.

    2. @Marco
      «E per cosa è morto Cristo se la giustificazione discende dalla Legge?»

      E per cosa è morto Cristo se cancelliamo il peccato? Perché la nostra salvezza è costata il sangue di Cristo visto che secondo te la maggior parte di noi uomini fa peccatucci da nulla, peccati veniali di poco conto? Tra l’altro i farisei erano sepolcri imbiancati proprio perché si ritenevano giusti ma non lo erano, la società li considerava buoni ma in realtà erano malvagi, i farisei avevano evidentemente una coscienza che erroneamente faceva loro credere di essere brave persone, esattamente come quelli che, pur peccando gravemente, credono di peccare solo venialmente perché la società in cui viviamo non li ritiene peccatori.

      «Il Sabato è per l’uomo e non l’uomo per il Sabato. Questo dice Gesù. E perché ci dimentichiamo questo costantemente? Perchè, dopo che Cristo ci ha dato questo importantissimo insegnamento, ne facciamo strame giudicando e condannando in base al Codice di diritto canonico?»

      Ma secondo te perché Gesù non ha risposto “il sabato è per l’uomo e non l’uomo per il sabato” alla domanda dei farisei sul divorzio? Poteva benissimo farlo e nessuno avrebbe avuto da ridire. Poteva dire ai farisei che la legge deve essere al servizio dell’uomo e, nel caso in cui due coniugi non si amavano più o nel caso in cui uno veniva lasciato, il divorzio era consentito. La legge mosaica prevedeva praticamente solo il ripudio della moglie da parte del marito. Gesù, quindi, già che c’era, visto che non gli importava di creare scandalo, poteva cambiare le cose ma in un modo diverso da quanto ha fatto. Invece di togliere il divorzio, scandalizzando tutti anche i suoi discepoli, poteva scandalizzare tutti estendendo la possibilità di divorzio anche alle donne e stabilendo casi particolari in cui fosse consentito, come la fine dell’amore tra gli sposi o l’abbandono da parte del coniuge. Poteva usare l’argomentazione del “sabato per l’uomo e non l’uomo per il sabato”, ma in questo caso non l’ha fatto: evidentemente non possiamo ritorcere contro Gesù una frase che ha detto in un contesto molto diverso riferendosi a tutt’altra questione!
      Tu hai una concezione luterana della Legge divina: questa secondo te opprime l’uomo invece di mostrargli il suo vero bene.
      Riguardo alla questione del sabato riporto le parole di don Ariel rintracciabili a questo link http://isoladipatmos.com/wp-content/uploads/2016/12/pubblicato-13.12.2016-Ariel-S.-Levi-di-Gualdo-QUESTO-PONTIFICATO-RISCHIA-DI-FINIRE-A-FISCHI-IN-PIAZZA.pdf

      «Noi sappiamo come Lutero, col suo disprezzo per la ragione, non riuscì ad accettare una legge morale naturale. Da qui la sua relativizzazione degli stessi dieci comandamenti mosaici i quali
      ― come osserva San Tommaso d’Aquino ― non fanno che contenere i precetti della ragione naturale. Dunque, per fondare l’etica, a Lutero non restava che la “volontà” di un Dio dispotico, concepito alla maniera di Guglielmo da Ockham, che scandalizza la ragione, comandandole ciò che per lei è male e proibendole ciò che per lei è bene. Un Dio che nel suo giudizio impenetrabile, anzi scandaloso per l’umana ragione, assolve colpevoli e condanna gli innocenti. Non c’è allora da stupirsi che Lutero abbia scambiato i precetti morali e i Sacramenti della Sacra Tradizione per un coacervo farisaico, superstizioso e paganeggiante di usi e vanterie umani smentito dal Vangelo. Lutero non ha capito, per esempio, che il detto del Signore «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato» si riferisce alla legge positiva, non alla legge naturale. Obbedendo alla legge, l’uomo rende un servizio a se stesso. Ma alla legge positiva si può soprassedere in nome della legge naturale o divina. Invece non si può mai disobbedire alla legge naturale, ossia ai divini comandamenti.»

      Infine vorrei mi togliessi una curiosità: tu hai detto più volte di credere a Medjugorje, mi ricordo che una volta mi hai citato un messaggio di qualche anno fa in cui si parlava in termini positivi dell’attuale Papa. Ora, se il pericolo oggi come oggi sono i tradizionalisti, quelli che tu hai insultato più e più volte con diversi epiteti, se i farisei del nostro tempo sono i conservatori attaccati alla dottrina e contrari alla Comunione ai divorziati risposati, perché la Madonna a Medjugorje nel messaggio del 25 gennaio 2017 dice di guardarsi dal “modernismo”? Come mai non fa nessun accenno ai “tradizionalisti brutti e cattivi che lanciano pietre contro le famiglie ferite”? Come mai dice di lottare contro il materialismo, il modernismo e l’egoismo che il mondo offre (per citare le sue esatte parole)?

      1. @Beatrice

        “Il pungiglione della morte è il peccato E LA FORZA DEL PECCATO È LA LEGGE” (1 Cor 15,56)

        Cosa vorrà mai dire, San Paolo, con queste chiarissime parole?

  14. Marco……..mi lasci allibita! Tutti sappiamo che Gesù è venuto per salvare, ma forse tu da tutti questi brani di Vangelo assolutamente da condividere, hai dimenticato però qualcosa che Gesù ha detto in vari suoi interventi pubblici: “va è non peccare più!…..và e non peccare più perché non entrino in te demoni più numerosi.
    Per mancanza di tempo non posso cercarlo in internet questi brani ma sicuramente tu sai che sono scritti nel Vangelo.

    Il problema qui sta nel fatto che, a questo punto buttiamo nel vater 2000 anni di insegnamenti apostolici e quelli dei padri della Chiesa è santo tutti.
    Dobbiamo conoscere che la profanazione eucaristica può avvenire in mille modi, non per ultimo avvicinandoci all’Eucarestia in peccato mortale, perché se non lo sai, anche abolendo un solo comandamento, si cade in peccato mortale.
    Il discorso che Gesù ha fatto ai farisei era di ben altro significato: loro non volevano accogliere persino gli ammalati perché lì consideravano maledetti da Dio, le donne non parliamone, i ricchi invece erano ben visti perché elargivano grosse offerte ecc. ecc. Ma qui parliamo di altra cosa, e nei toni che usa il papa nei confronti dei cattolici che si sono formati alla scuola dei santi, non vedo nulla di buono è di evangelico, ma solo astio e malevolenza per non pensarla come lui vuole: al modernismo più sfrenato dissacrando persino gli altari dove non si nomina più il “Sacrificio” di Gesù, ma ormai vogliono – causa la dottrina new age – che tutti vengano alla cena del Signore! Alè partecipiamo tutti al Suo banchetto anche senza la “veste bianca” come Gesù stesso lo dice nel suo Vangelo. È la veste bianca sai cosa significa? PUREZZA DI CUORE E DI CORPO.

    1. @Enza

      Il problema del suo ragionamento è che ha una grave falla.

      Questa

      “Dobbiamo conoscere che la profanazione eucaristica può avvenire in mille modi, non per ultimo avvicinandoci all’Eucarestia in peccato mortale, perché se non lo sai, anche abolendo un solo comandamento, si cade in peccato mortale.”

      Nessuno in Amoris Laetitia nè in altri documenti ha detto che ci si può accostare ai Sacramenti in peccato mortale.

      Non confonda peccato grave materiale con peccato mortale; sono due cose del tutto diverse.

      ” Alè partecipiamo tutti al Suo banchetto anche senza la “veste bianca” come Gesù stesso lo dice nel suo Vangelo. È la veste bianca sai cosa significa? PUREZZA DI CUORE E DI CORPO.”

      La veste candida è la Grazia santificante, che si perde col peccato mortale. Ma, da capo, non è di ammettere persone in peccato mortale all’Eucaristia ciò di cui parla Amoris Laetitia.

      1. @Marco, Per favore mi dica onestamente e sinceramente se per lei, dopo aver copulato con l’approvazione del sacerdote o di chi vuole lei, perché quella persona desidera molto fare la comunione, se la riceve uno in peccato mortale. Non mi faccia discorsi logorroici, mi dica solo si o no grazie

        1. Se il Sacerdote ha messo questa persona in buona Fede, decidendo di non imporgli la norma, la risposta è si, perché viene a mancare la piena avvertenza.

          Lo stesso vale per le persone che sono in quello stato perché non possono agire diversamente, ad esempio non possono distruggere una famiglia con bambini piccoli poiché il loro partner non accetta l’imposizione della castità.

          Piena avvertenza e deliberato consenso sono condizioni necessarie per il peccato mortale.

        2. P.s: spero di aver rispsoto bene alla sua domanda, perché non è molto chiara.

          Se con quel

          “Per favore mi dica onestamente e sinceramente se per lei, dopo aver copulato con l’approvazione del sacerdote o di chi vuole lei, perché quella persona desidera molto fare la comunione, se la riceve uno in peccato mortale. ”

          Se quella sua domanda intende significare qualcosa del tipo “se dopo essersi confessata sinceramente e aver ricevuto, per varie ragioni, l’approvazione del Sacerdote che ha deciso di non imporle la norma, questa persona è libera dal peccato mortale se fa l’amore” la risposta come ho detto è SI, perché è stata messa in buona Fede, ed è impossibile peccare mortalmente essendo in buona Fede.

          1. Nonostante dopo aver copulato con la sua seconda moglie, desiderate fare la comunione, che abbiate anche il consenso del sacerdote o chi per lui, vi avvicinate al Sacramento, secondo lei/voi vi sentite a posto verso Dio?
            Questo però è un desiderio che Dio non approva, perché se conosceste i comandamenti, cosa che oggi dà molto fastidio, anche al papa, perché diversamente non sarebbe il Papa che è, siete in peccato mortale anche se la vostra coscienza è a posto; anche se avete sofferto con il primo matrimonio, anche se avete tutto il diritto di unirvi perché siete giovani…… siete in peccato mortale. Che vi piaccia o non vi piaccia. Gesù è chiaro nel suo Vangelo quando parla ai farisei riguardo il matrimonio, il divorzio eccetera eccetera.

            Il divorzio si chiesto per potersi risposare fa peccare l’uomo sui tre comandamenti: il primo: perché si adora la creatura e non il creatore ascoltandolo nella sua parola. Il sesto: non commettere atti impuri, e un’unione senza la benedizione di Gesù sono tutti atti impuri. E infine il nono comandamento non desiderare la donna/uomo d’altri.

        3. Signora Enza, creda a me, completamente inutile perdere tempo con chi scende a compromessi con la propria coscienza ed è impossibile definire la questione con chi relativizza l’Eucaristia, ormai un Sacramento di seconda classe nella nuova religione TL…

          1. Carlos… lo so, È per questo che ho smesso di scrivere saluti cari.
            Ps: stiamo vicino ai sacerdoti che amano la tradizione apostolica perché fra non molto dovremmo andarli a cercare con il lanternino se vorremo fare ancora la comunione col signore.
            Affidiamoci a Lui che sa come fare a portarci fuori da questa tempesta che sembra voglia rovesciare la barca di Pietro

    2. Brava enza, e’questo che non vogliono capire tutti questi paladini della misericordia, vogliono un compituccio facile facile , una formalita per sentirsi la coscienza a posto, e qui come giustamente scrivi non centrano niente farisei e concili trapassati, l’unica cosa vera l’unica cosa immutabile, e che nessuno, dico nesssuno puo contraddire e’ che non ci puo essere misericordia senza giustizia, non ci puo essere misericordia senza pentimento, qualsiasi altro argomento e’solo fuffa.

      1. Mi associo: brava Enza, e grazie per la tua testimonianza.

        I modernisti vogliono la via larga, senza però perdere i vantaggi – eterni vantaggi! – dati dalla via stretta.

        Ma se fosse tutto così facile come dicono loro, se bastasse riferirsi alla coscienza personale (del penitente o del confessore), per “decidere” di essere in Grazia di Dio, a che pro tutti gli inviti di Nostro Signore al pentimento? A che pro il Suo Sacrificio della Croce?

        E perché il Concilio di Trento avrebbe ribadito che NESSUNO, né il penitente né il confessore, può arrogarsi il diritto di leggere i cuori, e dunque di decidere che un’anima è in Grazia di Dio?

        Se abbiamo peccato in materia grave, dobbiamo pentirci e confessarci. E solo in seguito possiamo accedere all’Eucaristia.

        Se, nonostante pecchiamo gravemente e reiteratamente, vogliamo “decidere” di essere in Grazia… è molto facile che abbiamo una coscienza fortemente deviata… e con l’Eucaristia mangiamo la nostra condanna, come da chiaro monito di San Paolo.

        Il modernismo e il protestantismo sono attualmente due grossi serpenti che mordono al cuore la Chiesa Cattolica. E siccome la realtà è cocciuta, e il male non cessa di essere male, solo perché lo si chiama “bene”, ecco che i fautori del nuovo corso sacramentario producono fiumi di parole… per affermare che, di fatto, si può peccare gravemente e reiteratamente… e senza alcuna conseguenza.

        Anzi: mettiamoci pure i sacrilegi eucaristici, per buona misura, e con tale ciliegina la torta modernistica è completa.

        1. Cito tra le altre cose un teso di Coccopalmerio scritto a Luglio (ovvero non quello che verrà letto domani nella risppsta ufficiale) da qui
          http://www.eancheilpaparema.it/2016/07/il-cap-viii-di-amoris-laetitia-per-una-lettura-guidata-card-coccopalmerio/

          “Le condizioni soggettive o condizioni di coscienza delle diverse persone nelle diverse situazioni non regolari e il connesso problema della ammissione ai sacramenti della Penitenza e della Eucaristia
          È la parte più difficile da capire con esattezza. Possiamo distinguere alcuni aspetti.

          3.1. Inizierei da un testo che mi sembra fondativo per altre affermazioni:

          “La Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti. Per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante” (n. 301).
          Mediante la espressione: “in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’,” il testo citato intende riferirsi a tutti coloro che sono sposati solo civilmente o convivono con una unione solo di fatto o sono legati da precedente matrimonio canonico. Tutti questi fedeli possono non vivere “in stato di peccato mortale”, possono non essere “privi della grazia santificante”.”

          E poi dice (attenzione Adolfo, questa è una risposta a chi, come te, afferma che la Chiesa sia costretta ad attenersi al dato oggettivo altrimenti manda le anime in perdizione)

          3.2. Ma quali sono i motivi di questo giudizio morale? È certamente interessante leggere il seguito del testo appena sopra citato.

          “I limiti non dipendono semplicemente da una eventuale ignoranza della norma. Un soggetto, pur conoscendo bene la norma, può avere grande difficoltà nel comprendere «valori insiti nella norma morale» (Giovanni Paolo II, Esortazione apostolica Familiaris consortio (22 novembre 1981), 22: AAS 74 [1982], 121) o si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa. Come si sono bene espressi i Padri sinodali, «possono esistere fattori che limitano la capacità di decisione» (Relatio finalis 2015, 51). Già san Tommaso d’Aquino riconosceva che qualcuno può avere la grazia e la carità, ma senza poter esercitare bene qualcuna delle virtù (cfr Summa Theologiae I-II, q. 65, a. 3, ad 2; De malo q. 2, a. 2), in modo che anche possedendo tutte le virtù morali infuse, non manifesta con chiarezza l’esistenza di qualcuna di esse, perché l’agire esterno di questa virtù trova difficoltà: «Si dice che alcuni santi non hanno certe virtù, date le difficoltà che provano negli atti di esse, […] sebbene essi abbiano l’abito di tutte le virtù» (ibid., ad 3)” (n. 301).
          Mi pare che il testo citato contenga tre motivazioni che esimerebbero la persona dall’essere in condizione di peccato mortale:

          a) “una eventuale ignoranza della norma” e pertanto la non colpevolezza nel caso di infrazione della norma stessa;

          b) “grande difficoltà nel comprendere i valori insiti nella norma morale”. Quindi la conoscenza della norma e però nello stesso tempo LA INCAPACITÀ DI RITENERLA COME BUONA. Pertanto la non colpevolezza nel caso di infrazione della norma. E, in realtà, IL FATTO CHE UNA PERSONA NON CONOSCA CHE UNA CERTA NORMA È BUONA EQUIVALE ALLA NON CONOSCENZA DELLA NORMA STESSA (e cosa ho detto io in tutto questo dibattito? Non forse espresso la stessa posizione?)
          c) “condizioni concrete che non… permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa”, “fattori che limitano la capacità di decisione”. Per tale motivo, la conoscenza della norma e della sua bontà, però la IMPOSSIBILITÀ DI AGIRE COME LA NORMA INDICA a meno di contrarre una nuova colpa.

          3.3. La prima e la seconda motivazione richiedono attenzione e discernimento. La attività pastorale, da una parte, deve procurare che le coscienze dei fedeli siano formate alla conoscenza della norma.

          La terza delle tre motivazioni è la più problematica. Come intenderla con esattezza?

          Risulta chiaro che “agire diversamente e prendere altre decisioni” significa nel nostro caso interrompere la situazione non legittima e quindi concretamente lasciare la convivenza, abbandonare la unione non legittima.

          Non risulta, invece, chiaro perché il testo dica “senza una nuova colpa”. E, in effetti, non risulta molto perspicuo in quale senso abbandonare una unione non legittima, cioè precisamente abbandonare un male, significherebbe compiere un male, posto che – come detto – non potrebbe avvenire “senza una nuova colpa”.

          Un altro testo ci viene in aiuto:

          “… una seconda unione consolidata nel tempo, con nuovi figli, con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano, consapevolezza dell’irregolarità della propria situazione e grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe. La Chiesa riconosce situazioni in cui «l’uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l’obbligo della separazione» (Familiaris consortio, 84)” (n. 298).
          Nel testo riportato vogliamo evidenziare queste espressioni: a) “nuova unione consolidata nel tempo” b) “con nuovi figli” c) “con provata fedeltà, dedizione generosa, impegno cristiano” d) “consapevolezza dell’irregolarità della propria condizione e) “grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe” f) “seri motivi – quali ad esempio, l’educazione dei figli –” g) “non possono soddisfare l’obbligo della separazione”.

          Il testo, dunque, contiene espressioni quasi parallele a quelle del testo che abbiamo analizzato poco sopra: “condizioni concrete che non… permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni…” e “fattori che limitano la capacità di decisione…”. Le espressioni del nuovo testo ci fanno meglio capire quella del testo precedente.

          E, in effetti, le “condizioni concrete che non … permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni” e i “fattori che limitano la capacità di decisione”, sono quelli indicati sopra, alle lettere a) b) c), nel senso che determinano la “grande difficoltà a tornare indietro” o, ancora, sono il motivo per cui “l’uomo e la donna… non possono soddisfare l’obbligo della separazione”

          Ma c’è un altro elemento contenuto nel testo riportato e decisivo per la retta comprensione del nostro delicato problema. È contenuto in questa espressione: “consapevolezza dell’irregolarità della propria situazione”.

          Il testo, dunque, afferma che le persone delle quali si parla sono coscienti “dell’irregolarità”, sono, in altre parole, coscienti della condizione di peccato.

          Il testo, però, non afferma che le suddette persone hanno intenzione di combiare la loro condizione illegittima. Non lo afferma in modo esplicito, ma certo lo presuppone in modo implicito: parla infatti nel seguito di “grande difficoltà a tornare indietro senza sentire in coscienza che si cadrebbe in nuove colpe” e “non possono soddifare l’obbligo della separazione”. Ciò chiaramente significa che le persone di cui parliamo si pongono il problema di cambiare e quindi hanno l’intenzione o, almeno, il desiderio di cambiare la loro condizione.

          Al fine di meglio illustrare il testo appena citato, ricorriamo a un caso concreto, cioè al caso di una donna che è andata a convivere con un uomo sposato canonicamente e abbandonato dalla moglie con tre bambini ancora piccoli. Precisiamo che questa donna ha salvato l’uomo da uno stato di profonda prostrazione, probabilmente dalla tentazione di suicidio; ha allevato i tre bambini non senza notevoli sacrifici; è nato un nuovo figlio; la loro unione dura ormai da dieci anni. Questa donna sa di essere in una situazione irregolare. Vorrebbe sinceramente cambiare vita. Ma, evidentemente, non lo può. Se, infatti, LASCIASSE L’UNIONE, L’UOMO TORNEREBBE NELLA CONDIZIONE DI PRIMA, I FIGLI RESTEREBBERO SENZA MAMMA. Lasciare l’unione significherebbe, dunque, non adempiere gravi doveri verso persone di per sé innocenti. È perciò evidente che non potrebbe avvenire “senza una nuova colpa”.”

          Chiaro?

          Riguardo alla norma di FC84 dice

          “Viene spontaneo osservare che la opportunità di non astenersi dal compimento degli atti coniugali al fine di evitare che “la fedeltà sia messa in pericolo e possa venir compromesso il bene dei figli” è una indicazione data dal Concilio per situazioni di matrimonio, in altre parole di unioni legittime, mentre è applicata dalla Esortazione apostolica a casi di unioni, almeno oggettivamente, non legittime. Credo, però, che tale differenza non sia rilevante per la correttezza della suddetta applicazione.

          Considerati i predetti testi, mi pare che si possa ritenere:

          a) qualora l’impegno di vivere “come fratello e sorella” SI RIVELI POSSIBILE SENZA DIFFICOLTÀ PER IL RAPPORTO DI COPPIA, i due conviventi lo accettino volentieri;
          b) qualora invece tale impegno determini difficoltà, i due conviventi SEMBRANO DI PER SE NON OBBLIGATI, perché verificano il caso del soggetto del quale parla il n. 301 con questa chiara espressione: “si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa”.”

          Si noti ora attentamente che nel caso sopra ipotizzato la impossibilità di agire diversamente, cioè di lasciare la unione, è determinato da elementi oggettivi (convivente, figli).

          Ma c’è un altro motivo per cui diventa impossibile o, almeno, molto difficile agire diversamente. Leggiamo un paio di passaggi.

          “La Chiesa possiede una solida riflessione circa i condizionamenti e le circostanze attenuanti” (n. 301).

          “Riguardo a questi condizionamenti il Catechismo della Chiesa Cattolica si esprime in maniera decisiva: «L’imputabilità e la responsabilità di un’azione possono essere diminuite o annullate dall’ignoranza, dall’inavvertenza, dalla violenza, dal timore, dalle abitudini, dagli affetti smodati e da altri fattori psichici oppure sociali» (n. 1735). In un altro paragrafo fa riferimento nuovamente a circostanze che attenuano la responsabilità morale, e menziona, con grande ampiezza, l’immaturità affettiva, la forza delle abitudini contratte, lo stato di angoscia o altri fattori psichici o sociali (Cfr ibid., 2352 e tutta la nota 344 è dottrinalmente interessante). Per questa ragione, un giudizio negativo su una situazione oggettiva non implica un giudizio sull’imputabilità o sulla colpevolezza della persona coinvolta (Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi, Dichiarazione sull’ammissibilità alla Comunione dei divorziati risposati [24 giugno 2000], 2). Nel contesto di queste convinzioni, considero molto appropriato quello che hanno voluto sostenere molti Padri sinodali: «In determinate circostanze le persone trovano grandi difficoltà ad agire in modo diverso. […] Il discernimento pastorale, pur tenendo conto della coscienza rettamente formata delle persone, deve farsi carico di queste situazioni. Anche le conseguenze degli atti compiuti non sono necessariamente le stesse in tutti i casi» (Relatio finalis 2015, 85)” (n. 302).
          Nei casi sopra descritti, la impossibilità di agire diversamente, cioè di interrompere la situazione negativa, è determinata non da motivi obiettivi come nel caso precedente, bensì da motivi soggettivi, cioè da condizionamenti comportamentali. Il risultato però sembra lo stesso.”

          Come vedi parla chiaramente del fatto che il confessore possa rilevare attenuanti oggettive se il penitente è sincero e dice la verità, e anche può rilevare dove vi siano condizionamenti comportamentali.

          Poi prosegue

          3.6. Ora si noti bene la conclusione di Amoris laetitia, per quanto in un testo lontano dal precedente:

          “A causa dei condizionamenti o dei fattori attenuanti, è possibile che, entro una situazione oggettiva di peccato – che non sia soggettivamente colpevole o che non lo sia in modo pieno – si possa vivere in grazia di Dio, si possa amare, e si possa anche crescere nella vita di grazia e di carità, ricevendo a tale scopo l’aiuto della Chiesa” (n. 305).
          Questo testo è consonante, quasi alla lettera, con il n. 301, già sopra citato: “Per questo non è più possibile dire che tutti coloro che si trovano in qualche situazione cosiddetta ‘irregolare’ vivano in stato di peccato mortale, privi della grazia santificante”.

          Ciò affermato, il testo rimanda alla interessante nota 351, che dobbiamo leggere con attenzione:

          “In certi casi, potrebbe essere anche l’aiuto dei Sacramenti. Per questo, «ai sacerdoti ricordo che il confessionale non dev’essere una sala di tortura bensì il luogo della misericordia del Signore» (Esort. ap Evangelii gudium [24 novembre 2013], 44: AAS 105 [2013], 1038). Ugualmente segnalo che l’Eucaristia «non è un premio per i perfetti, ma un generoso rimedio e un alimento per i deboli» (ibid 47: 1039)” (n. 305, nota 351).

          3.7. A questo punto, considerati con attenzione, senza preconcetti e – speriamo – fedelmente analizzati, tutti gli elementi contenuti nell’Esortazione, possiamo valutare teologicamente la eventuale ammissione di un fedele ai sacramenti della Penitenza e della Eucaristia.

          Credo che possiamo ritenere, con sicura e tranquilla coscienza, che la dottrina, nel caso, è rispettata.

          La dottrina dell’indissolubilità del matrimonio è nel caso rispettata, perché i fedeli nella situazione ipotizzata si trovano in unioni non legittime, anzi, più precisamente , possiamo senz’altro affermare che tale condizione è oggettivamente di peccato grave.

          La dottrina del sincero pentimento che contiene il proposito di cambiare la propria condizione di vita come necessario requisito per essere ammessi al sacramento della Penitenza è nel caso rispettata, perché i fedeli nelle situazioni ipotizzate, da una parte, hanno coscienza, hanno convinzione, della situazione di peccato oggettivo nella quale attualmente si trovano e, dall’altra, hanno il proposito di cambiare la loro condizione di vita, anche se, in questo momento, non sono in grado di attuare il loro proposito.

          La dottrina della grazia santificante come necessario requisito per essere ammessi al sacramento dell’Eucaristia è anche rispettata, perché i fedeli di cui parliamo, anche se, in questo momento, non sono ancora arrivati a un cambiamento di vita a motivo dell’impossibilità di farlo, hanno però il proposito di attuare tale cambiamento.

          Ed è esattamente tale proposito l’elemento teologico che PERMETTE L’ASSOLUZIONE E L’ACCESSO ALL’EUCARISTIA, sempre – ripetiamo – IN PRESENZA DI UNA IMPOSSIBILITÀ DI CAMBIARE SUBITO LA CONDIZIONE DI PECCATO.

          A chi la Chiesa non può assolutamente – sarebbe una potente contraddizione – concedere Penitenza ed Eucaristia? Al fedele che, sapendo di essere in peccato grave e potendo cambiare, non avesse però nessuna sincera intenzione di attuare tale proposito. Vi allude la Esortazione con queste parole:

          “Ovviamente, se qualcuno ostenta un peccato oggettivo come se facesse parte dell’ideale cristiano, o vuole imporre qualcosa di diverso da quello che insegna la Chiesa, non può pretendere di fare catechesi o di predicare, e in questo senso c’è qualcosa che lo separa dalla comunità (cfr Mt 18,17). Ha bisogno di ascoltare nuovamente l’annuncio del Vangelo e l’invito alla conversione…” (n. 297).

          Penso che sia tutto chiaro; e che il Cardinale abbia esposto con grande chiarezza la questione. Io ho usato gli stessi argomenti in tutto il dibattito, non a caso.

          Il libro che verrà presentato domani sarà ancora più dettagliato, essendo stato commissionato dal Papa stesso per rispondere a chi non accetta Al.

      2. Franca Ho risposto meglio a Narco, perché purtroppo faccio molta fatica con la chat a scrivere un concetto anche perché ci vedo un po’ poco, spero di essere stata chiara.
        Buona serata sorella

  15. Mi scusi, Marco, ma questo bel Sermoncino da parte sua me lo aspettavo. Le cosiddette “famiglie ferite” non sono da me guardate, giudicate, condannare con tanto di puzzetta sotto il naso. Mi dica lei chi è la “famiglia ferita”. La mia. Con figli, non le dico il numero, che vive di fede, di affidamento, di preghiera, quelli classici sgranarosari, così inespressivi, facce smorte o al peperoncino, o quella “ferita” composta da un ex padre e una signora che vivono con “l’ansia” di non poter fare la comunione. Per ricevere la Santa Particolare si può scegliere, e scegliere Cristo fino in fondo. Ad Majorem gloria Dei! Mi dica chi è al peperoncino e chi è lo sparagiudizi che si scaglia verso gli insensibili cuori di pietra!

    1. Le famiglie ferite sono anche, ad esempio, quella dove lei (o lui) vorrebbe vivere in castità in ottemperanza ad FC84 ma il suo lui (o la sua lei, nel caso si parli di un uomo) non vuole sottostare a quello che vede come un diktat da parte della Chiesa.

      In questo caso questa persona non è libera di agire diversamente, perché farlo vorrebbe dire distruggere la sua famiglia (dato che il partner non accetterebbe quell’imposizione) , cosa nefasta in particolare se ci sono di mezzo dei figli.

      Enza, le situazioni sono tante e diverse.

      Al non abolisce nessun comandamento, semplicemente invita i sacerdoti a discernere, perché se è verissimo che un atto intrinsecamente malvagio quanto al suo oggetto rimane sempre tale, la colpevolezza di chi lo mette in atto, il grado di colpevolezza, può variare significativamente.

      Tutto li.

    2. Questa è una lettera vera scritta da una ex collaboratrice di Bergoglio.
      È DA LEGGERE, CONFERMA LE NOSTRE ANSIE E SMARRIMENTI. FORTUNA C’È IL “RISORTO” CHE CI PROTEGGE, MA CHE MAL DI MARE….!

      Lettera di una cattolica argentina

      (di Lucrecia Rego de Planas)

      Carissimo Papa Francesco,
      sono tanto lieta di avere l’opportunità di salutarti. Sicuramente non ti ricorderai di me e lo capisco, perché vedendo così tante persone ogni giorno, deve essere difficile per te ricordare tutte le persone con cui hai conversato e vissuto in un qualche momento della tua vita.
      Nel corso degli ultimi 12 anni, tu ed io, più volte ci siamo trovati in diversi incontri, riunioni della Chiesa e conferenze che hanno avuto luogo nelle città dell’America Centrale e Meridionale su temi diversi (la comunicazione, la catechesi, l’educazione) e mi hanno dato la possibilità di vivere con te per diversi giorni, dormendo sotto lo stesso tetto, condividendo la stessa mensa e anche la stessa scrivania.

      Allora eri l’Arcivescovo di Buenos Aires e io ero il direttore di uno dei principali mezzi di comunicazione cattolici. Ora, tu sei niente di più e niente di meno che il Papa e io sono… solo una madre, cristiana, sposata con un buon marito e nove figli, che insegna matematica presso l’Università e che cerca di collaborare meglio che può con la Chiesa, dal luogo in cui Dio la ha posta.
      In questi incontri di diversi anni fa, mi ricordo più di una volta ti sei rivolto a me dicendo:

      – “Ragazza, chiamami Jorge Mario, siamo amici”; io risposi spaventata:

      – “Assolutamente no, signor Cardinale! Dio me ne scampi dal dare del tu a uno dei suoi principi sulla terra!”.
      Ora però mi permetto di darti del tu, perché non sei più il card. Bergoglio, ma il Papa, il mio Papa, il dolce Cristo in terra, al quale ho la fiducia di rivolgermi come a mio padre.

      Ho deciso di scriverti perché soffro e ho bisogno che tu mi consoli. Ti spiegherò cosa mi succede, cercando di essere il più breve possibile. So che ti piace confortare coloro che soffrono e ora anche io sono una di loro.

      Quando ti ho conosciuto durante questi ritiri, quando eri ancora il cardinal Bergoglio, mi aveva colpito e lasciata perplessa il fatto che tu non hai mai agito come facevano gli altri cardinali e vescovi. Per fare alcuni esempi: tu eri l’unico lì che non si genufletteva davanti al Tabernacolo o durante la Consacrazione, se tutti i vescovi si presentavano con la sottana e il loro abito talare, perché così richiedevano le regole necessarie per la riunione, tu ti presentavi in completo da strada e collare clericale. Se tutti si sedevano sui posti riservati ai i vescovi e cardinali, tu lasciavi vuoto il posto del cardinale Bergoglio e ti sedevi più indietro, dicendo “qui sto bene, così mi sento più a mio agio”. Se altri arrivavano con una macchina che corrisponde alla dignità di un vescovo, tu arrivavi dopo gli altri, indaffarato e di fretta, raccontando ad alta voce i tuoi incontri nel trasporto pubblico scelto per venire alla riunione.Vedendo queste cose — mi vergogno nel raccontartelo — dicevo dentro di me:
      – “Uff… che voglia di attirare l’attenzione! Perché, se si vuole essere veramente umile e semplice, non è forse meglio comportarsi come gli altri vescovi per passare inosservati?”.
      Anche alcuni miei amici argentini che hanno partecipato questi incontri, in qualche modo notavano la mia confusione, e mi dicevano:

      – “No, non sei la sola. A tutti noi sconcerta sempre, ma sappiamo che ha criteri chiari, e nei suoi discorsi mostra convinzioni e certezze sempre fedeli al Magistero e alla Tradizione della Chiesa, è un coraggioso fedele, difensore della retta dottrina… A quanto pare però ama essere amato da tutti e piacere a tutti. In tal senso potrebbe un giorno fare un discorso in TV contro l’aborto e il giorno dopo, nello stesso show televisivo, benedire le femministe pro-aborto in Plaza de Mayo; potrebbe fare un discorso meraviglioso contro i massoni e, ore dopo, mangiare e brindare con loro al Club Rotary”.

      Mio caro Papa Francesco, è vero, questo fu il card. Bergoglio che ho conosciuto da vicino. Un giorno intento a chiacchierare animatamente con il vescovo Duarte Aguer sulla difesa della vita e della liturgia e lo stesso giorno, a cena, a chiacchierare sempre animatamente con Mons. Ysern e Mons. Rosa Chavez sulle comunità di base e i terribili ostacoli che rappresentano “gli insegnamenti dogmatici” della Chiesa. Un giorno amico del card. Card. Cipriani e del Card. Rodriguez Maradiaga a parlare di etica aziendale e contro le ideologie del New Age e poco dopo amico di Casaldáliga e Boff a parlare di lotta di classe e della “ricchezza” che le tecniche orientali potrebbero donare alla Chiesa.

      Con queste premesse, comprenderai quanto enormemente ho sgranato gli occhi, quando ho sentito il tuo nome dopo l’“Habemus Papam” e da quel momento (prima che tu lo chiedessi) ho pregato per te e per la mia amata Chiesa. E non ho smesso di farlo per un solo giorno, da allora.
      Quando ti ho visto sul balcone, senza cotta, senza cappuccio, rompendo il protocollo di saluto e la lettura del testo latino, cercando con questo di differenziarti dal resto dei Papi nella storia, sorridendo, preoccupata, dissi tra me e me:
      – “Sì, senza dubbio. Questo è il cardinale Bergoglio”.

      Nei giorni successivi alla tua elezione, mi hai dato diverse occasioni per confermare che sei la stessa persona che avevo conosciuto da vicino, sempre alla ricerca di una diversità: hai chiesto scarpe diverse, anello diverso, Croce diversa, sedia diversa e persino stanza e casa diverse dal resto dei Papi che sempre si erano accontentati umilmente delle cose previste, senza la necessità di cose “particolari”, apposta per loro.

      In quei giorni stavo cercando di recuperare dall’immenso dolore provato dalle dimissioni del mio amato e molto ammirato Papa Benedetto XVI, nel quale mi sono identificata fin dal principio per la chiarezza nei suoi insegnamenti (il miglior insegnante del mondo), per la sua fedeltà alla Liturgia, per il suo coraggio nel difendere la dottrina giusta fra i nemici della Chiesa e mille cose che non elencherò qui. Con lui al timone della barca di Pietro mi sentivo come se calpestassi la terra ferma. E con le sue dimissioni, ho sentito la terra sparire sotto i miei piedi; ma ho capito, i venti erano veramente tempestosi e il papato significava qualcosa di troppo agitato per la sua forza, ormai diminuita dall’età, nella terribile e violenta guerra culturale che stava sostenendo.

      In quel momento mi sentivo come abbandonata in mezzo alla guerra, al terremoto, nel più feroce uragano, e improvvisamente tu sei venuto a sostituirlo al timone. Abbiamo un nuovo capitano, diamo grazia a Dio! Confidai pienamente (senza dubbio alcuno) che, con l’assistenza dello Spirito Santo, con la preghiera dei fedeli, con il peso della responsabilità, con l’assistenza del gruppo di lavoro in Vaticano e con la coscienza di essere osservato in tutto il mondo, Papa Francesco lasciasse alle spalle le cose speciali e le ambivalenze del card. Bergoglio e subito prendesse il comando dell’esercito e, con rinnovato vigore, continuasse il percorso di lotta che il suo predecessore aveva ingaggiato.

      Purtroppo, con mia sorpresa e smarrimento, il mio nuovo generale, piuttosto che prendere le armi una volta arrivato, cominciò il suo mandato utilizzando il tempo del Papa per telefonare al suo parrucchiere, al suo dentista, al suo lattaio e al suo edicolante, attraendo sguardi sulla sua persona e non su assunti importanti per il Papato. Sono passati sei mesi da allora e riconosco, con amore ed emozione, che hai fatto migliaia di cose buone. Mi piacciono molto (moltissimo) i tuoi discorsi formali (a politici, ginecologi, comunicatori, alla Giornata della Pace, etc.) e le tue omelie delle Solennità, perché in esse si vede una preparazione minuziosa e una profonda meditazione di ogni parola usata. Le tue parole, in questi discorsi e omelie, sono stati un vero e proprio cibo per il mio spirito. Mi piace molto che la gente ti ami e ti applauda. Tu sei il mio Papa, il Supremo Capo della mia Chiesa, la Chiesa di Cristo.

      Tuttavia – e questo è il motivo della mia lettera – devo dire che ho anche sofferto (e soffro), per molte tue parole, perché dici cose che sento come stoccate al basso ventre durante i miei continui tentativi di sincera fedeltà al Papa e al Magistero. Mi sento triste, sì, ma la parola migliore per esprimere i miei sentimenti corrente è: perplessità.

      Non so cosa dire e cosa non dire, non so dove insistere e dove lasciar correre. Ho bisogno che tu mi orienti, caro Papa Francesco. Sto davvero soffrendo, e molto, per questa perplessità che mi immobilizza. Il mio grande problema è che ho dedicato gran parte della mia vita allo studio della Sacra Scrittura, della Tradizione e del Magistero, in modo da avere forti ragioni per difendere la mia fede. E ora, molte di queste solide basi sono in contraddizione con ciò che il mio amato Papa fa e dice. Sono scioccata e ho bisogno che tu mi dica cosa fare.
      Mi spiegherò meglio, con alcuni esempi.
      Io non posso applaudire un Papa che non si genuflette davanti al Tabernacolo né durante la Consacrazione come insegna il rito della Messa; ma non posso criticarlo, perché è il Papa!

      Benedetto XVI ci ha chiesto nella Redemptionis Sacramentum che informassimo il vescovo di delle infedeltà e degli abusi liturgici a cui assistiamo. Ma… chi devo informare se il Papa stesso non rispetta la liturgia? Non so cosa fare.

      Disobbedisco alle indicazioni del nostro Papa emerito?

      Non posso sentirmi felice per aver eliminato l’uso della patena e degli inginocchiatoi per i comunicandi, e nemmeno mi può piacere che non ti abbassi mai a dare la comunione ai fedeli, che non chiami te stesso “il Papa”, ma solo “Vescovo di Roma” o che non usi l’anello piscatorio. Però non posso nemmeno lamentarmi, perché tu sei il Papa!

      Non mi sento orgogliosa che tu abbia lavato i piedi di una donna musulmana il Giovedì Santo, poiché è una violazione della legge liturgica, ma non posso emettere un pigolio, perché Tu sei il Papa, che rispetto e a cui debbo essere fedele!

      Mi ha fatto terribilmente male quando hai punito i Frati Francescani dell’Immacolata, perché celebravano la Santa Messa in rito antico con il permesso esplicito del tuo predecessore nella Summorum Pontificum. E punirli, significa andare contro gli insegnamenti dei Papi precedenti. Ma a chi posso comunicare il mio dolore, tu sei il Papa!

      Non sapevo cosa pensare o dire quando ti sei burlato pubblicamente di un gruppo che aveva detto per te dei rosari, chiamandoli “quelli che contano le preghiere”.

      Essendo i rosari una stupenda tradizione nella Chiesa, cosa debbo pensare io, se al mio Papa non piace e deride chi glieli offre?

      Ho tanti amici “pro-life” che pochi giorni fa hai molto rattristato chiamandoli “ossessionati ed ossessivi”. Cosa devo fare? Consolarli, addolcendo falsamente le tue parole o ferirli ancora di più, ripetendo quello che hai detto a loro, per voler essere fedele al Papa e ai suoi insegnamenti?
      Alla GMG chiedesti ai giovani di “fare casino per le strade”. La parola “casino”, per quanto ne so, è sinonimo di “disordine”, “caos”, “confusione”. Davvero questo è quello che si vuole che facciano i giovani cristiani nelle strade? Non ci sono già abbastanza confusione e disordine nel mondo?
      So di molte donne sole e anziane (zitelle), che sono molto allegre, simpatiche e generose e che davvero si sentirono degli scarti quando dicesti alle religiose che non dovevano avere la faccia da zitelle. Hai fatto sentire molto male le mie amiche e me; mi ha fatto male nell’anima per loro, perché non c’è nulla di male nell’essere rimaste sole e dedicar la vita alle buone opere (di fatto, la solitudine viene specificata come una vocazione nel Catechismo). Cosa devo dire alle mie amiche “zitelle”? Che il Papa non parlava sul serio (cosa che non può fare un Papa) oppure che appoggio il Papa nel fatto che tutte le zitelle hanno una faccia da religiose amareggiate?

      Un paio di settimane fa hai detto che “questo che stiamo vivendo è uno dei momenti migliori della Chiesa”. Come può dire questo un Papa quando tutti sappiamo che vi sono milioni di giovani cattolici che vivono in concubinato e altrettanti milioni di matrimoni cattolici dove si usano contraccettivi; quando il divorzio è “il nostro pane quotidiano” e milioni di madri cattoliche uccidono i loro figli non nati con l’aiuto di medici cattolici; quando vi sono milioni di imprenditori cattolici che non sono guidati dalla dottrina sociale della Chiesa, ma dall’ambizione e dall’avarizia; quando vi sono migliaia di sacerdoti che commettono abusi liturgici; quando vi sono centinaia di milioni di cattolici che mai hanno avuto un incontro con Cristo e non conoscono l’essenziale della dottrina; quando l’educazione e i governi sono in mano alla massoneria e l’economia mondiale in mano al sionismo? È questo il momento migliore della Chiesa?

      Quando lo hai detto, amato Papa, fui presa dal panico. Se il capitano non sta vedendo l’Iceberg che abbiamo innanzi, è molto probabile che ci schianteremo contro di esso. Ci credi veramente o è solo un modo di dire caro Papa?

      Molti grandi predicatori si sono sentiti devastati al sapere che hai detto che ora non bisogna più parlare dei temi dei quali la Chiesa ha già parlato e che stanno scritti nel Catechismo. Dimmi, caro Papa Francesco, cosa dobbiamo fare noi cristiani che vogliamo essere fedeli al Papa ed anche al Magistero e alla Tradizione? Smettiamo di predicare sebbene San Paolo ci abbia detto che bisogna farlo in ogni occasione? La finiamo con i predicatori coraggiosi, li forziamo al silenzio, mentre vezzeggiamo i peccatori e con dolcezza diciamo loro che, se possono e vogliono, leggano il Catechismo per sapere cosa dice la Chiesa?

      Ogni volta che parla dei “pastori con odore di pecore”, penso a tutti quei sacerdoti che si sono lasciati contaminare dalle cose del mondo e hanno perso il loro profumo sacerdotale per acquisire un certo odore di decomposizione. Io non voglio pastori con l’odore di pecora, ma pecore che non odorino di sterco, perché il loro pastore le cura e le mantiene sempre pulite.
      Qualche giorno addietro hai parlato della Vocazione di Matteo con queste parole: «Mi impressiona il gesto di Matteo. Si attacca al denaro, come dicendo: “No, non a me! Questo danaro è mio!”». Non si può evitare di comparare le tue caro Papa parole con il Vangelo (Mt, 9,9), contro quello che lo stesso Matteo dice della sua vocazione: “Andando via di là, Gesù vide un uomo, seduto al banco delle imposte, chiamato Matteo, e gli disse: “Seguimi”. Ed egli si alzò e lo seguì».
      Non riesco a vedere dove sta l’attaccamento al denaro (nemmeno lo vedo nel quadro di Caravaggio). Vedo due narrazioni distinte ed una esegesi sbagliata. A chi devo credere, al Vangelo o al Papa, se voglio essere fedele al Vangelo e al Papa?

      Quando hai parlato della donna che vive in concubinato dopo un divorzio e un aborto, dicesti “adesso vive in pace”. Mi domando: può vivere in pace una signora che si è volontariamente allontanata dalla grazia di Dio?
      I Papi precedenti, da San Pietro fino a Benedetto XVI, hanno detto che non è possibile incontrare la pace lontani da Dio, però Papa Francesco lo ha affermato. Su cosa mi debbo fondare, sul Magistero di sempre o su questa novità? Devo affermare, a partire da oggi, per essere fedele al Papa, che la pace si può incontrare in una vita di peccato?
      Poi hai buttato lì la domanda senza dare risposta su come deve comportarsi un confessore, come se volessi aprire il vaso di Pandora sapendo che ci sono centinaia di sacerdoti che erroneamente consigliano di continuare nel concubinato. Perché il mio Papa, il mio caro Papa, non ci ha detto in poche parole cosa si deve consigliare in casi come questo, invece di aprire il dubbio nei cuori sinceri?

      Ho conosciuto il cardinale Bergoglio in modo quasi familiare e sono testimone fedele del fatto che sia un uomo intelligente, simpatico, spontaneo, molto spiritoso e molto acuto. Però non mi piace che la stampa stia pubblicando tutti i tuoi detti e le tue battute, perché non sei un parroco di paese; non sei l’arcivescovo di Buenos Aires; ora sei il Papa! E ogni parola che dici come Papa, acquista valore di magistero ordinario per molti di quelli che ti leggono e ti ascoltano.

      Ho già scritto troppo abusando del tuo tempo, mio buon Papa. Con gli esempi che ti ho dato, (sebbene ve ne siano molti altri) credo di aver chiarito il dolore per l’incertezza e la perplessità che sto vivendo.
      Solo tu puoi aiutarmi. Ho bisogno di una guida che illumini i miei passi basando su quello che sempre ha detto la Chiesa, che parli con coraggio e chiarezza, che non offenda chi lavora per essere fedeli al mandato di Gesù; che dica “pane al pane, vino al vino”, “peccato” al peccato e “virtù” alla virtù, anche se con questo mette a rischio la sua popolarità. Ho bisogno della tua saggezza, della tua fermezza e chiarezza. Ti chiedo aiuto, per favore, perché sto soffrendo molto.
      So che Dio ti ha dotato di una intelligenza molto acuta, cosicché, cercando di consolarmi da sola, ho potuto immaginare che tutto quello che fai e dici è parte di una strategia per sconcertare il nemico, presentandoti davanti a lui con la bandiera bianca e ottenendo così che abbassi la guardia. Ma mi piacerebbe che tu condividessi questa strategia con quelli che lottano al tuo fianco, perché, oltre che a sconcertare il nemico, stai sconcertando anche noi, che non sappiamo più dove sta il nostro quartier generale e dove si trova il fronte del nemico.
      Ti ringrazio ancora una volta per tutto il bene che hai fatto e quello che hai detto durante le solennità, quando hai pronunciato omelie e discorsi bellissimi, perché davvero ci sono serviti moltissimo. Le tue parole ci hanno animato e dato l’impulso ad amare di più, ad amare sempre, ad amare in modo migliore, a mostrare al mondo intero il volto amoroso di Gesù.

      Ti mando un abbraccio filiale molto amorevole, mio caro Papa, con la certezza delle mie preghiere. Chiedo anche le tue, per me e per la tua famiglia, di cui allego una foto, perché tu possa pregare per noi, conoscendo il nostro viso.
      Tua figlia che ti ama e prega ogni giorno per te,
      Lucrecia Rego de Planas
      Huixquilucan, Messico, 23 settembre 2013
      Potete leggere il testo della lettera originale in spagnolo:
      lacomunidad.elpais.com/…/perplejidad-car…

  16. Ringrazio di cuore la cara Enza. Che Dio la benedica e la conservi forte nella fede. Di intemperie ne dovremo affrontare tante nella Santa Chiesa Cattolica.

  17. Scommetto che la prossima sparata del Papa sarà quella di dire: San Giovanni battista è stato un cretino, non ha capito niente!

    Gesù disse: non ci fu uomo più grande di Giovanni……

    1. Giovanni Battista potrebbe essere al momento classificato in questo modo:
      – Cristiano iper-rigido
      – Battitore di Inquisizione
      – Fondamentalista
      – cavillatore moralistico
      in attesa che venga aggiornata la lista.
      Mancano infatti:
      – Cristiani divoratori di cavallette
      – Cristiani che vestono con pelli di cammello

    2. Tu, Enza, scherzi ma su un altro blog una commentatrice ha detto di aver sentito un’omelia in cui San Giovanni Battista veniva davvero insultato dal prete perchè rigido e poco misericordioso!

  18. San Giovanni Battista: la parola decapitata, come messo in croce è stato Gesù Cristo per i nostri peccati. Lui ci dice: se vuoi seguirmi prendi la tua croce e seguimi; chi non lo fa c’è da pensare che sia il proprio orgoglio o il proprio desiderio a farlo agire: non desiderare la donna/uomo d’altri…..

    Quanti comandamenti nell’adulterio si rinnegano!!

  19. Quella del Card. Coccopalmerio, una interpretazione tra le altre, sicuramente in linea con i desiderata del Papa e ancor più sicuramente in maggioranza, ma le domande restano.
    Inoltre la realtà nei confessionali è quella che descritto Tosatti nel suo editoriale ieri sulla Nuova Bussola Quotidiana.
    Il Magistero e la dottrina della Chiesa in ordine ai Sacramenti non si potrebbe cambiare secondo i desiderata di un Papa anche se suffragato da una temporanea maggioranza.

    1. Quella del Cardinale Coccopalmerio è l’interpretazione del Papa, dato che quello studio è stato richiesto precisamente dal Papa.

      La dottrina non si può cambiare, la disciplina dei Sacramenti si. Dare la Comunione a chi è in stato oggettivo di peccato grave ma ha attenuanti che lo sgravano dal peccato mortale non viola nessun dogma.

      È stato già fatto con gli ortodossi in Orientalium Ecclesiarum 27
      “Posti i principi sopra ricordati, agli orientali che in buona fede si trovano separati dalla Chiesa cattolica, si possono conferire, se spontaneamente li chiedano e siano ben disposti, i sacramenti della penitenza, dell’eucaristia e dell’unzione degli infermi” http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decree_19641121_orientalium-ecclesiarum_it.html

      Si da il caso che gli ortodossi siano in scisma, e che lo scisma sia un oggettivo peccato grave contro il primo comandamento. Gli ortodossi che vogliono restare tali, quindi, sono in oggettivo stato di peccato grave contro il primo comandamento. Non è un caso che O.E 27 parli di “buona Fede”. La buona Fede è un’attenuante, necessaria agli ortodossi per non essere in peccato mortale a causa del loro scisma.

      Parimenti Al parla delle attenuanti che possono avere i divorziati risposati e di ammetterli in certi casi ai Sacramenti sulla base di tali attenuanti.

      I comandamenti sono tutti importanti: se chi vive in contraddizione col primo comandamento può essere ammesso all’Eucaristia perché delle attenuanti lo proteggono dalla colpa mortale lo stesso discernimento può essere fatto per chi vive in contraddizione col sesto comandamento.

      1. Preferisco rispondere con le parole di Gesù, non di Coccopalmerio o Bergoglio (a meno che non siano più importanti le loro)
        (Testo CEI74)
        19
        ascolta mp33Allora gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «E’ lecito ad un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?». 4Ed egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: 5Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? 6Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi». 7Gli obiettarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e mandarla via?». 8Rispose loro Gesù: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così. 9Perciò io vi dico: Chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra commette adulterio».
        La continenza volontaria
        10Gli dissero i discepoli: «Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi». 11Egli rispose loro: «Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso. 12Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».
        E chiudo con un codice del diritto canonico (che ad oggi non è stato abollito)
        La Chiesa riprova il matrimonio civile dei battezzati, “pertanto tra i battezzati non può sussistere un valido contratto matrimoniale, che non sia per ciò stesso sacramento” (can. 1055, § 2).
        Il matrimonio è un’alleanza permanente d’amore secondo i precetti della legge naturale e divina. All’interno di questa alleanza esclusiva, l’unione dell’uomo e della donna trova il suo vero significato come atto d’amore.

        Per questo i conviventi e coloro che sono uniti solo nel matrimonio civile sono in permanente stato di peccato e non possono ricevere i sacramenti. La buona intenzione di sposarsi per la Chiesa non è sufficiente per comunicarsi.

        1. Anche gli ortodossi sono in permanente stato di peccato grave oggettivo essendo scismatici, dal momento che lo scisma è peccato grave contro il primo comandamento (che, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto), nonostante ciò Orientalium Ecclesiarum 27 li ammette ai Sacramenti: se un ortodosso può essere ammesso ai Sacramenti perché non in peccato mortale nonostante la sua situazione oggettiva di peccato grave contro il primo comandamento allora viene da se che il discernimento su chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento possa essere fatto e che la decisone di escluderli non è nè dogmatica nè irreformabile.

          Del resto prima di Orientalium Ecclesiarum 27 sarebbe stato impensabile ammettere ai Sacramenti gli scismatici ortodossi.

          1. ti risponde Sant’Agostino: S. Agostino [ Contra Faustum 20,3 ] distingue tra scisma ed eresia, dicendo che « lo scisma è il compiacersi della separazione dall’assemblea dei fedeli, pur conservando le convinzioni e il culto di tutti gli altri; l’eresia invece è l’avere convinzioni diverse da quanto crede la Chiesa Cattolica ».
            Ora puoi continuare quanto vuoi ma AL contraddice sia Cristo sia secoli di dottrina. Basta dirlo. Rispondesse Sua Santità ai dubia, lui non un cardinale (troppo semplice non assumersi le responsabilità).
            Per finire: beh seguendo il tuo ragionamento domani potrei sposarmi con tre donne e quattro uomini ed accostarmi ai sacramenti tanto lo fanno anche gli ortodossi (definita Chiesa gemella nell’ambito dell’ecumenismo ma non con tutte giacchè molte chiese ortodosse nel caso di conversione dal cattolicesimo ribattezzano da capo) oppure che ne so cambiare una moglie al mese tanto gli ortodossi si accostano ai sacramenti, oppure vivere in perenne “concubinato” tanto gli ortodossi si accostano ai sacramenti. Ah dimenticavo… quando si parla della Maddalena chiudete come chiuse Cristo… “vai e non peccare più”…

          2. Liberato ….. non è la Maddalena a cui Gesù disse vai e non peccare più, ma l’adultera!
            La Maddalena pare fosse una prostituta e dalle visioni della beata Emmerick, dove Gesù le mostró la sua vita pubblica e tutto ciò che ha fatto, lo confermerebbe. Però la Maddalena si è pentita e è finita per servire Gesù e la chiesa. Infatti è lei che ha visto il risorto per prima. Per vedere il risorto c’è un cammino di fede leale e forte da fare, Ecco perché oggi tutti vogliono da Dio ciò che non gli appartiene se non abbandonando il peccato. Una brava moglie che prega in casa, che legge la parola di Dio, e che con dolcezza parla di Gesù al secondo marito, il signore la premia portando anche lui a vivere secondo i suoi precetti.
            Pregate per non cadere in tentazione dice Gesù!
            Questo è il mio ultimo intervento e vi prego di meditare su questo: pregate!

          3. Poi scusa io faccio riferimento al matrimonio, al divorzio ergo al nono comandamento non al sesto che, un illustre esegeta come te che parla di scismi e Chiese orientali, dovrebbe sapere che non faceva riferimento a pratiche sessuali (sessuofo magari sarà lei) ma all’essere puro e non contaminarsi con atti impuri tipo mangiare carne di maiale.

          4. A me interessano i comandamenti come intesi nella Chiesa Cattolica; e il secondo matrimonio rientra nell’ordine del sesto comandamento.

            Le altre obiezioni non c’entrano nulla. Ho semplicemente mostrato che è possibile vivere in scisma ed eresia (entrambe condizioni presenti nella Chiesa Ortodossa) ed essere ammessi ai Sacramenti sulla base della buona Fede, perciò il discernimento è possibile farlo anche per i peccatori contra sextum, dove abbiano delle attenuanti che li sgravino dalla colpa mortale.

            Il discorso è tutto lì.

            Al contraddice solo la pastorale dal Concilio di Trento in poi, nel primo millennio le cose erano molto diverse.

            In ogni caso la pastorale e la disciplina rientra in ciò che è a disposizione di Pietro e della sua capacità di “sciogliere e legare”, piaccia o no è così.

          5. Il discorso sugli ortodossi non era certo per legittimare il peccato, era solo per mostrare che il discernimento per chi è in situazione oggettiva di peccato grave distinguendo tra materia grave e colpevolezza soggettiva viene già fatto, e O.E 27 mi è testimone.

            Mi è testimone anche il Vademecum per confessori del 1997, che tratta di contraccezione con una pastorale del tutto simile a quella di Al sui divorziati risposati. Leggere per credere http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1344740

            Per la cronaca, la contraccezione è:

            1) un peccato grave contra sextum -come l’adulterio;

            2) un atto intrinsecamente malvagio – come l’adulterio.

            Perciò ci sono almeno due precedenti ad Al che rendono niente affatto “inaudite” le sue aperture pastorali.

            Poi chi ha orecchie per intendere intenda.

      2. Allora vediamo un pò cosa dice il tuo “vademecum”:
        “e) Il confessore deve credere alla possibilità del pentimento e alla sincerità del proposito, anche se il penitente è recidivo, p. 28,3.5: «La recidiva nei peccati di contraccezione non è in sé stessa motivo per negare l’assoluzione; questa non si può impartire se mancano il sufficiente pentimento o il proposito di non ricadere in peccato».”
        Io sono d’accordo con ciò specie con l’ultima parte che ricalca la Parola di Cristo: “va e non peccare più”… ma se tu sei divorziato e risposato come fai a fare il proposito di non ricadere più in peccato? cioè esci dal confessionale, lasci la seconda moglie o il secondo marito e stai apposto. O ci stai dicendo che possiamo mentire in confessione?
        Quanto al primato Petrino, che nessuno mette in discussione, vorrei ricordarti che pure Borgia era il successore di Pietro… e mi sa che tanto degno non ne era.

        1. @Liberato

          “ma se tu sei divorziato e risposato come fai a fare il proposito di non ricadere più in peccato? cioè esci dal confessionale, lasci la seconda moglie o il secondo marito e stai apposto. O ci stai dicendo che possiamo mentire in confessione?”

          E infatti li bisogna vedere se ci sono circostanze attenuanti che fanno si che la persona, pur permanendo in quello stato oggettivo di peccato grave, non sia rea di colpa mortale.

          Leggi qui https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6681 per favore, e con attenzione.

          1. Si va bene… facciamoci la religione fai da te! Giustifichiamoci tutte le azioni ed arrampichiamoci sugli specchi. Le regole per l’assoluzione (prese dal vademecum chiarissimo che tu hai portato ad esempio) sono chiare: proposito nel non ricadere nel peccato e questo proposito non lo hai se sei un pubblico concubino (tale è la definizione data dalla Chiesa per chi vive nel peccato senza l’unione sacramentale)…
            E ribadisco cosa disse Cristo (non Coccopalmerio ne Liberato, ne Marco) Donna ti sono rimessi i tuoi peccati… vai e non peccare più!
            Ma se siamo al di sopra di Cristo, delle Sue chiarissime parole che non lasciano adito ad interpretazioni, beh allora alzo le mani e vi dico: sposatevi con venti donne e cinquanta uomini che tanto poi tutto è permesso perchè i veri laicisti ormai non sono nella società ma all’interno della Chiesa.

    2. Inoltre lei scrive “le domande restano”.

      Ma quello studio è stato voluto dal Papa precisamente per rispondere alle domande.

      Cito da qui
      http://www.panorama.it/cultura/libri/papa-francesco-e-i-divorziati-la-risposta-ai-cattolici-intransigenti/

      “È ferma, pacata e precisa la risposta che PAPA FRANCESCO dà a quanti, specialmente nella Chiesa e persino nel Collegio cardinalizio, continuano ad esprimere dubbi sulla Istruzione sinodale Amoris Laetitia nella quale, per la prima volta, si prevede la possibilità di ammettere ai sacramenti chi contrae un secondo matrimonio, coppie di fatto e quelle persone che convivono in difformità alle indicazioni ecclesiali in materia di unioni nuziali.

      Una risposta, comunque, indiretta, ma frutto di un approfondito studio canonico ed ecclesiologico fatto, SU RICHIESTA DELLO STESSO PONTEFICE , da uno dei più stretti ed ascoltati collaboratori, il cardinale Francesco Coccopalmerio, presidente del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi “.

      Capito? Non si tratta delle mera opinione di un Cardinale, se è condivisa dal Papa ed è stata commissionata dal Papa.

      1. A me, questo trionfalismo da parte di voi modernisti fa solo sorridere. Non mi turba: mi fa ridere.
        Mi fa ridere perché non vi rendete conto che, con questo atteggiamento, delegittimate il Papa. Il Papa non è più custode della Dottrina, il Papa adegua la Dottrina (anzi no, la “approfondisce, cioè contraddice Dio) al mondo. Questa logica è talmente distorta, ed eretica, da non meritare neanche un commento; con la pretesa che la FC è “superabile” (e, va da sé, tutto nella Chiesa, anche il Santo Vangelo), si vanno a minare quelle basi cattoliche su cui non si può non fondare la “pastorale” (cioè l’annuncio del Vangelo per la conversione delle anime, non per farle “sentire a posto”). Non vi rendete conto, poi, che con questo atteggiamento finite per delegittimare il primato petrino, dal momento che se il Magistero successivo può contraddire quello precedente ne consegue non solo che quello precedente non è infallibile (nel caso sia straordinario), ma che non è neanche degno di ossequiosa adesione (qualora ordinario), in quanto sostanzialmente inutile alla Salvezza e frutto di mode capricciose. Contenti voi, contenti tutti: io invece me la rido, ed aspetto speranzoso la fine. E dico “speranzoso” perché solo uno stolto può accorgersi che non esistono due Chiese, una composta da coloro che, pur peccatori (non “perfetti”, non “puri”, non “farisei”, ma semplicemente innamorati di Dio) , vogliono conformarsi all’insegnamento della Chiesa di sempre (che poi è quello del Cristo), l’altra quella che vuole conformare il Cristo a sé stesso; una delle due, è destinata ad estinguersi, anche se ora come ora sembra trionfare. E io spero che il crollo avvenga il prima possibile, perché i cattolici superstiti, dopo questa marea, non saranno gli ultimi: saranno i primi. E non saranno i sostenitori della AL, degli scempi liturgici e dell’ecumenismo volto a convertire la Chiesa agli eretici e non il contrario: puoi starne certo.
        Ora ti prego di tacere, e di non rispondere con un altro lungo intervento del tipo “il peccato mortale ecc… ecc… l’adulterio non è sempre peccato mortale ecc… ecc… Il Concilio di Nicea (secondo me, cosa che ometti) ecc… ecc… Sei eretico ecc… ecc…”. Troppo bene mi ricordo il tuo trionfalismo il giorno dopo l’uscita dell’AL ed i tuoi insulti a Schonborn e agli altri, per poterti anche solo ascoltare.

          1. Io sono sempre stato Cum Petro Sub Petro e lo sarò sempre, anche se un futuro Papa dovesse smantellare tutto quanto sta facendo Francesco.

            Curiosità: cosa avre omesso riguardo al Concilio di Nicea?

        1. Fa bene a stare tranquillo (ridere a me viene un po’ difficile), o Cavaliere Fedele, tra poco ci sarà una nuova santa messa (la scrivo di proposito minuscola) con una formulazione (eretica) studiata apposta per l’intercomunione cattolico-protestante (no, a dire il vero riderei anch’io se non ci fosse in realtà assolutamente nulla da ridere)… e visto che la Transustanziazione (centro del Messa) andrà a (mi si consenta) farsi friggere, non si porrà piu’ nemmeno il problema dell’ Eucaristia a chi è in uno stato di peccato mortale, perchè un pezzo di pane ( e basta!) lo si puo’ dare proprio a tutti. Anche ai cani e ai gatti che per causa di forza maggiore dovessero mai accompagnare i “fedeli”.

          1. Luigi, è impossibile che il Papa renda invalida la Messa (e sarebbe invalida nella prospettiva in cui l’hai messa tu).

            È impossibile perché c’è la promessa di Cristo al riguardo

            “Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno” (LC 22,31-32).

            La preghiera di Cristo perché la Fede di Pietro no venga meno vale ovviamente anche per tutti i suoi successori, perciò pensare che un Papa possa rendere invalida la Messa è semplicemente inaudito, se si ha Fede in Cristo.

          2. Luigi, se il Papa dovesse rendere invalida la Messa sarebbe eretico e verrebbe deposto ipso facto.

            Ma questo è impossibile, ripeto. La preghiera di Cristo non è vana.

          3. O Uomo Illustre, io infatti rido perché l’alternativa sarebbe arrabbiarsi come delle bestie per le profanazioni ed i sacrilegi al Corpo ed al Sangue del Cristo. Siccome però ho imparato che tali logoramenti non solo non fanno bene, ma sono indice di assenza di fede, per cui non è il Papa che salva ma Dio e quando il padrone della messe tornerà chiederà a chi di dovere se ha svolto i suoi compiti oppure no, io sono tranquillissimo. La mia coscienza è a posto, e non devo fare nessun salto mortale per conciliare un “prima” e un “dopo”, semplicemente perché non esiste un “prima” o un “dopo” (AL, CV II, FC e così via) ma solo un sempre, nell’ottica di Dio. Quindi, facciano del loro peggio: facciano la Messa unitaria, diano la Santa Comunione in stato di pubblico scandalo e peccato mortale, facciano le donne diacono o prete, tutto in nome delle “misericordia” (umana e non divina, si capisce). Tanto, alla fine chi ride per ultimo è Dio, e la vendetta è del Signore.

          4. Ripeto: nessuno ha parlato di dare la Comunione a chi è in peccato MORTALE. Affermare il contrario equivale ad affermare il falso.

            Le donne diacono sono una eventualità legittima, le donne sacerdote assolutamente no, essendo tale porta stata chiusa infallibilmente da San Giovanni Paolo II in Ordinatio Sacerdotalis

            4. “Benché la dottrina circa l’ordinazione sacerdotale da riservarsi soltanto agli uomini sia conservata dalla costante e universale Tradizione della Chiesa e sia insegnata con fermezza dal Magistero nei documenti più recenti, tuttavia nel nostro tempo in diversi luoghi la si ritiene discutibile, o anche si attribuisce alla decisione della Chiesa di non ammettere le donne a tale ordinazione un valore meramente disciplinare.

            Pertanto, al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli [19], dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa.”

            https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_letters/1994/documents/hf_jp-ii_apl_19940522_ordinatio-sacerdotalis.html

          5. E ripeto che affermare che il Papa possa creare una Messa INVALIDA E SACRILEGA (come sarebbe una Messa senza Eucaristia valida, anzi una tale Messa sarebbe l’abominio della desolazione) significa non avere Fede nella promessa di Cristo.

            Non sono le mie parole, ma le Sue, a dire

            “Simone, Simone, ecco, Satana ha chiesto di vagliarvi come si vaglia il grano; ma io ho pregato per te, affinché la tua fede non venga meno” (LC 22,31-32).

            Manteniamoci saldi alla roccia di Pietro.

          6. Marco, stando alle voci che circolano ( e ne circolano tante) l’aria è questa purtoppo…
            Sono daccordo con lei che questo non puo’ avvenire senno’ sarebbe ipso facto eretico.
            Il (ragionevole) dubbio che cio’ possa invece avvenire c’è eccome invece…

          7. @Marco
            «La preghiera di Cristo perché la Fede di Pietro no venga meno vale ovviamente anche per tutti i suoi successori, perciò pensare che un Papa possa rendere invalida la Messa è semplicemente inaudito, se si ha Fede in Cristo.»

            Ovviamente non so se questo Papa arriverà a fare veramente qualcosa del genere e spero tanto di no, però quello che ipotizza Luigi non è per niente impossibile ma è quanto le Scritture dicono che avverrà:
            Daniele 9,27
            Egli stringerà una forte alleanza con molti
            per una settimana e, nello spazio di metà settimana,
            farà cessare il sacrificio e l’offerta;
            sull’ala del tempio porrà l’abominio della
            desolazione
            e ciò sarà sino alla fine,
            fino al termine segnato sul devastatore».
            Daniele 11,31
            Forze da lui armate si muoveranno a profanare il santuario della cittadella, aboliranno il sacrificio quotidiano e vi metteranno l’abominio della desolazione.
            Daniele 12,11
            Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l’abominio della desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni.
            Matteo 24,15
            Quando dunque vedrete l’abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo – chi legge comprenda -,
            Marco 13,14
            Quando vedrete l’abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti;

            Comunque sappiamo che alla fine Cristo trionferà sempre e comunque, quindi mai disperare qualsiasi cosa accada nella Chiesa!

          8. Non può certo avvenire ad opera del Papa, perchè se ciò avvenisse la promessa di Cristo sarebbe vana, e ne conseguirebbe che Cristo avrebbe mentito (blasfemia).

            L’abominio della desolazione, qualunque cosa sia (perché non è affatto una certezza che sia l’abolizione del Safrificio Eucaristico) non può avvenire da parte del Papa, perché ripeto: se ciò accadesse Cristo avrebbe fondato la Sua Chiesa sulla sabbia, e sarebbe falsa la Sua promessa è falso il dogma dell’infallibilità papale.

          9. Io ho citato l’abolizione del Sacrificio Eucaristico come abominio della desolazione ma in realtà nessuno sa con certezza in cosa consista questi abominio.

        2. Io sono sempre stato Cum Petro Sub Petro e lo sarò sempre, anche se un futuro Papa dovesse smantellare tutto quanto sta facendo Francesco.

          Curiosità: cosa avre omesso riguardo al Concilio di Nicea?

  20. Questo tizio vestito di bianco è talmente spaventoso ed impresentabile che mi riesce davvero difficile insultarlo. Ogni insulto, infatti, mi pare un complimento rispetto a quello che merita. Dovrei esercitarmi a creare dei neologismi…

  21. Si potrebbe chiamarlo Saruman…

    per chi ha letto Tolkien il paragone tra Bergoglio e Saruman prima il Bianco pou diventato Multicolore e’impressionante…

    1. “Marco” va pure in altri blog a copincollare i suoi commenti – sempre identici, sempre gli stessi e sempre più moralistici: non fa altro che delegittimare e accusare chi non la pensa come lui di sentirsi “puro”. Se non è moralismo questo!

      1. Ahò, ho semplicemente citato il Concilio di Nicea che parlava dei “puri” che rifiutavano la cura pastorale della Chiesa del IV secolo D.C verso i peccatori.

        Prenditela col Concili di Nicea, non con me. 🙂

  22. Possiamo dire tutto quello che vogliamo ed è giusto che lo diciamo, ma se questa deriva non viene fermata da coloro che sono i custodi della fede, cioè da quei cardinali (e mi auguro che siano ancora tanti ) e vescovi che hanno a cuore il vero bene delle anime, allora dobbiamo pregare solo che Dio intervenga.😱

  23. La Vergine di Lourdes, che oggi ricordiamo la sua prima apparizione alla Santa Bernadette, disse: fate penitenza è pregate per i peccatori.
    Allora fermiamo le dispute è con umiltà supplichiamola che possa riportare la Chiesa all’unita, possa portare la Chiesa di suo Figlio verso la pace, che non è la pace del mondo, ma quella che scaturisce nel l’ascolto è nell’obbedienza. Imitiamo Maria, docile alla Parola è Lei ci porterà alla piena Verità.

    Ricordiamoci sempre che i tempi nostri sono stati ampiamente profetizzati proprio da Lei, ma noi duri di cuore, vogliamo mettere al primo posto sempre il nostro pensiero piuttosto che quello di Dio, a nostra condanna. RICORDIAMOLO! I Vangeli parlano, la Bibbia pure, ma le nuove mode teologiche, spirituali e civili portano giù giù l’umanità, è si vede molto bene!
    PREGHIAMO MARIA

    Salve o Regina
    Madre di misericordia,
    vita, dolcezza,
    speranza nostra, salve.
    A te ricorriamo esuli figli di Eva:
    a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime.
    Orsù dunque avvocata nostra,
    rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno.
    O clemente, o pia,
    o dolce Vergine Maria.
    Amen.

    PREGHIAMO DI PIÙ È CHIACCHIERIAMO MENO
    BUONA GIORNATA!

  24. Ma nei lunghissimi papiri di “Marco”, Cristo dov’è? Dov’è la Parola Incarnata? Parla solo di teologi e preti, MAI di Cristo.

    Fateci caso.

    1. Ago86, tutti Berg Oriani e modernisti non parlano mai di Cristo ma dell’oro idolo: Francesco!
      Che io amo molto il Papa guai se non ci fosse nella Chiesa cattolica, ma il papa vero però, e non quello che vuole portare nella chiesa tutti volendo togliere l’eucaristia come sacrificio di Gesù per la nostra salvezza, perché è solo quello il pane di vita eterna, non c’è altro! Ma lui ahimè ho capito ormai che non è cattolico ma protestante

  25. A questo aggiungerei due “perle” riferite al Signore

    1) Gesù si sporcava le mani, non era uno pulito
    2) Gesù con l’adultera fa un po’ lo scemo

    Ora qualcuno risponderà sicuramente che la frase va contestualizzata, che non bisogna fermarsi al significato letterale, che Bergoglio usa in buona fede un linguaggio semplice alla portata di tutti. Ma qui siamo di fronte a una ridda di interpretazioni, su dichiarazioni da parte del successore di Pietro, che potenzialmente possono far crollare tutto l’impianto della nostra fede.

    Ma d’altronde in Vaticano l’aria che tira è questa. L’anno scorso ho assistito a un’omelia da parte di un sacerdote che ha il compito di formare i giovani che si apprestano a divenire anche essi sacerdoti, il quale ha detto testualmente: “A suo modo Gesù era un peccatore”.

    Devo aggiungere altro?

      1. Tale sacerdote è anche amico d’infanzia del vescovo della mia diocesi, quindi credo che conosca bene il suo modus operandi. Questo è lo stato della Chiesa attuale.

        Riguardo le sue parole sull’Eucarestia in risposta a Liberato, più che a Orientalium Ecclesiarum 27 guarderei, come stella polare, alle parole di San Paolo, che penso sia stato chiaro a riguardo. Penso che siamo tutti d’accordo sul fatto che l’Apostolo delle genti abbia ricevuto mandato dal Signore a diffondere la sua Parola. E sulle comunioni sacrileghe mi pare abbia detto abbastanza.

        Inoltre, anche se si tratta di rivelazioni private, dovranno pur contare le parole dette da Gesù a Santa Margherita Alacoque su chi si accosta indegnamente al Santissimo Sacramento.

        E lo sta scrivendo una persona che non si sente per nulla perfetta, ma che anzi in passato ha ricevuto indegnamente il Corpo di Cristo e che ora ha capito i suoi sbagli.

        1. @Broken

          “Riguardo le sue parole sull’Eucarestia in risposta a Liberato, più che a Orientalium Ecclesiarum 27 guarderei, come stella polare, alle parole di San Paolo, che penso sia stato chiaro a riguardo.”

          Per l’appunto, anche se San Paolo non si riferiva di certo a chi è in situazione irregolare quando scrisse quelle parole.

          Poi il Magistero ha inteso quelle parole come riferentesi a chi assume l’Eucaristia in peccato mortale.

          Non vedo perché non dovrei guardare ad Orientalium Ecclesiarum 27, dove si apre alla Comunione con gli scismatici che vogliono restare tali.

          Lo scisma è un peccato grave contro il primo comandamento tanto quanto i rapporti sessuali dei divorziati risposati sono peccato grave contro il sesto.

          Se chi è in stato di peccato grave contro il primo comandamento può assumere degnamente l’Eucaristia perché la sua Buona Fede (cfr Orientalium Ecclesiarum 27) lo protegge dal peccato mortale non vedo perché debba escludersi per principio il discernimento su chi si trova in stato di peccato grave contro il sesto comandamento.

          1. Tra San Paolo e il Concilio Vaticano II tendo a scegliere il primo, essendo la sua parola ispirata direttamente da Gesù. Alcuni aspetti del Vaticano II (non tutti, sia chiaro) sono ispirati da altro. Conosciuto anche come il fumo di Satana.

          2. @Broken

            “Tra San Paolo e il Concilio Vaticano II tendo a scegliere il primo, essendo la sua parola ispirata direttamente da Gesù. Alcuni aspetti del Vaticano II (non tutti, sia chiaro) sono ispirati da altro. Conosciuto anche come il fumo di Satana”

            È la Chiesa che decide cosa è ispirato e cosa no, non il singolo fedele. I tradizionalisti fanno come i protestanti: questi facevano il libero esame della Scrittura, voi fate il libero esame della Tradizione, decidendo del tutto autonomamente cosa è vincolante e cosa no, cosa è ispirato e cosa non lo è e così via.

            Inutile dire che questo atteggiamento è protestante, non cattolico.

            Comunque la mia citazione del Concilio, che è riportata anche nel Catechismo, serviva ad illustrare quanto detto su Orientalium Ecclesiarum 27 e sulla analogia tra lo stato di peccato degli ortodossi e dei divorziati risposati e sulla possibilità di attenuanti per entrambi.

            Ultima cosa: mi compiaccio che hai parlato delle apparizioni del Sacro Cuore, di cui sono un devoto, avendo fatto anche i nove venerdì del Sacro Cuore.

            Vale la pena di ricordare la promessa che Gesù ha fatto a chi si confesserà e farà la Comunione il primo venerdì del mese per nove mesi consecutivi con l’intenzione di onorare il Suo Sacro Cuore

            12. “A tutti quelli che, per nove mesi consecutivi, si comunicheranno al primo venerdì d’ogni mese, io prometto la grazia della perseveranza finale: essi non morranno in mia disgrazia, ma riceveranno i Santi Sacramenti (se necessari) ed il mio Cuore sarà loro sicuro asilo in quel momento estremo.”

            http://www.festadelladivinamisericordia.com/page/g-i-primi-venerdi-del-mese.asp

            Li avevo fatti in passato ma li ho recentmente rifatti perché ho deciso di far fare questa devozione ad una persona a me cara, che non li avrebbe completati se non fosse stata “accompagnata ” da qualcuno più forte nella Fede.

            La Grazia efficace di Cristo può salvare tutti e non verrà mai meno alle Sue promesse, perciò consiglio a tutti di farne tesoro.

          3. Se in passato non ci fossero stati fedeli che, usando le parole del Signore, sanno discernere i vari spiriti, per esempio a quest’ora l’Arianesimo sarebbe il culto dominante. E’stato un gruppo di persone messe in minoranza, ma sempre coraggiose, e di santi illuminati come ad esempio Atanasio e Antonio Abate a salvare la Chiesa dall’apostasia, e quanto ne avremmo bisogno anche oggi.
            Questo per dire che il fedele è tenuto a fare discernimento e, quando occorre, richiamare le proprie guide come fece Paolo con Pietro. Comunque mi pare scorretto catalogare sotto il termine Tradizione gli scritti di San Paolo e un documento del ‘900.

            Non sempre i pastori si fanno ispirare dallo Spirito Santo e comunque la fonte di ispirazione primaria sono le Scritture. E in queste Gesù è stato molto chiaro sull’adulterio, che AL di fatto sdoganerebbe in forma subdola. Misericordia e accoglienza verso il peccatore sempre, ma mai mettere la dottrina al servizio del peccato. Questa è la cosa che sfugge a molti.

            Mi fa piacere che hai fatto i 9 venerdì del mese, sono contento per la tua anima e spero che il Signore possa illuminarti

          4. @Brokenoutinlove

            “Se in passato non ci fossero stati fedeli che, usando le parole del Signore, sanno discernere i vari spiriti, per esempio a quest’ora l’Arianesimo sarebbe il culto dominante.”

            L’arianesimo era stato già condannato al Concilio di Nicea, non sono stati i fedeli a condannarlo; ma il Concilio.

            Poi che gli eretici abbiano cercato di imporlo è un conto, ma non potevano riuscirci, essendoci tra l’altro la dichiarazione vincolante di Nicea.

            Non è possibile nessuna analogia con Amoris Laetitia, perché in Al non si tratta di sdoganare l’adulterio (cosa che sarebbe simile a quanto avvenuto con l’arianesimo, dove si è tentato di imporre una tesi contraria alla dottrina apostolica e confermata definitivamente al Concilio) ma di fare un discernimento per i fedeli che, essendo in situazione di adulterio, non sono in colpa mortale a causa di varie attenuanti.

            La colpa grave rimane, l’imputabilità invece può non esserci. Vedi qui
            https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6681

            Nessuno sdogana l’adulterio.

            Ciò sarebbe avvenuto se si fosse dichiarato che la seconda unione possa essere lecita in se e non una situazione di peccato. L’aver centrato il focus sull’imputabilità del peccatore evita l’eresia.

            “Mi fa piacere che hai fatto i 9 venerdì del mese, sono contento per la tua anima e spero che il Signore possa illuminarti”

            Consiglio di farli anche a te.

            O, se per qualche ragione non puoi farli, di recitare la Coroncina della Divina Misericordia o le orazioni di Santa Brigida alle quali Cristo ha legato la medesima promessa: la perseveranza finale.

            Sono doni molto importanti e senza di essi non possiamo sapere come sarà la nostra anima al momento della morte. Facendone tesoro invece lo sappiamo e sappiamo che non moriremo in peccato mortale perché lo ha promesso Gesù.

          5. P.s ho scritto: la colpa grave rimane l’imputabilità può non esserci.

            Ovviamente volevo scrivere che la MATERIA grave rimane, giacchè colpa grave e imputabilità sono sinonimi.

          6. Ti ringrazio del consiglio, in ogni caso ti rassicuro scrivendoti che li ho fatti, così come ho fatto (e attualmente li sto ripetendo) i primi cinque sabati del mese in riparazione alle offese al Cuore Immacolato di Maria. Tuttavia, a differenza tua, non uso queste pie pratiche come vessillo da esibire sugli altri a garanzia della bontà delle proprie opinioni. Poi, magari, le tue intenzioni non sono queste e se le ho travisate ti chiedo scusa.

            Sul resto direi di finire qui la discussione, dal momento che non riusciamo a intenderci e le tue osservazioni non mi convincono assai. Per me è un dato di fatto che AL apra subdolamente le porte all’adulterio e alle comunioni sacrileghe. Un caro saluto.

          7. No, non le uso come “vessillo per confermare ciò che dico”, ma piuttosto per spingere altri (che magari non ne sono a conoscenza) a farne tesoro, per il loro bene.

            E a tal proposito mi rallegro che tu le abbia fatte.

            Su Al mi dispiace che non riusciamo ad intenderci. Magari quando avrai voglia di dirmi perché secondo te sarebbe un aprire le porte all’adulterio discernere dove, in una situazione di peccato grave come l’adulterio (il secondo matrimonio con atti sessuali)non ci sia imputabilità personale a causa di mancanza di piena avvertenza o deliberato consenso (quando la Chiesa per tutti i peccati ha sempre condannato l’errore ma ammesso che l’errante può essere giustificato dalle attenuanti) io sono qui.

            Ciao.

        2. Il discernimento ovviamente non si basa certo sul dare la Comunione a chi è in peccato mortale, ma al discernere (per l’appunto) dove in una situazione oggettiva di peccato grave ci siano delle attenuanti che evitano la colpa mortale.

          Anche O.E 27 quando parla di buona Fede riferendosi agli scismatici ortodossi sta parlando di una attenuante, visto che anche il Concilio Vaticano II ricorda che è impossibile restare fuori dalla Chiesa Cattolica SAPENDO che è la vera Chiesa di Cristo ed essere salvati.

          “Il santo Concilio “insegna, appoggiandosi sulla Sacra Scrittura e sulla Tradizione, che questa Chiesa pellegrinante è necessaria alla salvezza. Infatti solo Cristo, presente per noi nel suo corpo, che è la Chiesa, è il Mediatore e la Via della salvezza; ora egli, inculcando espressamente la necessità della fede e del Battesimo, ha insieme confermato la necessità della Chiesa, nella quale gli uomini entrano mediante il Battesimo come per la porta. Perciò non potrebbero salvarsi quegli uomini, i quali, non ignorando che la Chiesa cattolica è stata da Dio per mezzo di Gesù Cristo fondata come necessaria, non avessero tuttavia voluto entrare in essa o in essa perseverare ” ( Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 14).

          Ciò che salva gli ortodossi quindi è unicamente la loro buona Fede, che è una attenuante che evita loro il peccato mortale.

          1. PRIMO COMANDAMENTO

            « Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri dei di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai » (Es 20,2-5).24

            Sta scritto: « Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto »

          2. Non hanno un altro Dio.
            Credono nel Dio Uno e Trino.

            Credono che Lo Spirito proceda solo dal Padre, ma soprattutto non riconoscono il Papa come Capo della Chiesa.

            Non sono peccati contro il primo Comandamento.

          3. Non avevo mai approfondito questo punto, sì è vero, peccano contro il primo Comandamento. Formalmente è così, ma non si possono mettere a paragone la scelta e la volontà personale di vivere in adulterio, con il ritrovarsi in una nazione Ortodossa ed essere educato a quella religiosità, con le sue tradizioni e le implicazioni nazionali che ne derivano.
            La prima è la scelta di un Cattolico di contrarre matrimonio cattolico e poi di vivere fuori dal matrimonio una relazione adulterina, la seconda no, sei stato educato così, ti ci sei trovato e neanche ti poni il problema.
            Siamo su piani completamente diversi.
            Poi la storia della buona fede è pericolosa, bisogna stare molto attenti.
            Se partiamo dal principio di buona fede, e di ignoranza invincibilmente erronea, la Comunione diventa un diritto di tutti coloro che la desiderano, atei e islamici compresi. Perché loro non capiscono e non possono capire, non avendo avuto il Dono della Fede, quindi la Comunione, in caso la volessero fare, non sono in peccato mortale, è veniale, sono in buona fede, quindi gli si può dare come mezzo di Grazia per la conversione.
            La Chiesa deciderà di farlo? Ok! Però allora ha ragione Caffarra, bisogna cambiare teologia sacramentale sull’Eucaristia , ed anche riscrivere San Paolo.

          4. L’ignoranza delle scritture è ignoranza in Cristo. Lui è venuto apposta per istruire ma a noi.,….. chi se ne frega? L’importante è il mio desiderio, e questo ha rovinato, accogliendo il modernismo, anche il cristiano cattolico, e qui dovremmo parlare pure di idolatria, ma non è questo l’argomento ora.

            I cristiani ortodossi si sono divisi proprio sul Credo, nel credo alla chiesa cattolica: non hanno riconosciuto il papa come Vicario di Cristo. Non hanno creduto al sacerdozio sull’esempio di Gesù: eunuchi per grazia, infatti loro si sposano. Ma è da qui che accettano il divorzio e il successivo matrimonio.
            Preghiamo perché la nostra Chiesa si muova secondo il cuore di Gesù e non secondo il volere umano, sarebbe un disastro per tutti

          5. @Liberato

            “Credono che Lo Spirito proceda solo dal Padre, ma soprattutto non riconoscono il Papa come Capo della Chiesa.

            Non sono peccati contro il primo Comandamento.”

            Certo che lo sono, e per la precisione queste sono due eresie. Infatti gli ortodossi sono non solo scismatici, ma anche eretici.

            “La prima è la scelta di un Cattolico di contrarre matrimonio cattolico e poi di vivere fuori dal matrimonio una relazione adulterina, la seconda no, sei stato educato così, ti ci sei trovato e neanche ti poni il problema.
            Siamo su piani completamente diversi.”

            Lo Spirito soffia anche per gli ortodossi, e loro sanno che Roma ritiene di essere depositaria della vera dottrina apostolica, perciò se non si convertono possono salvarsi solo grazie alla Buona Fede, non certo grazie al fatto che la loro situazione sia buona in se.

            I divorziati risposati possono essere ammessi all’Eucaristia nel caso abbiano attenuanti che li proteggano dalla colpa mortale? La risposta è si.

            Quali sono queste attenuanti? Lo spiega Coccopalmerio qui https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6681 ti consiglio di leggere con attenzione.

            Riguardo a quello che hai scritto sugli islamici, buddisti eccetera è una grave inesattezza, perché gli unici requisiti non bypassabili per l’accesso all’Eucaristia sono:

            1) lo stato di Grazia (ovvero niente peccati mortali sulla coscienza);

            2) l’essere battezzati l’appartenere ad una Confessione cristiana che abbia una valida Eucaristia.

            Gli islamici, i buddisti, gli induisti eccetera possono soddisfare il primo criterio (lo stato di Grazia, se seguono la loro coscienza e, quando non la seguono, se ne pentono; possono essere salvati anche loro, anche senza convertirsi, se non si convertono in buona Fede perché convinti realmente che il cattolicesimo sia errato) ma non il secondo, perciò non possono essere ammessi all’Eucaristia.

            Gli ortodossi possono essere ammessi perché soddisfano il secondo criterio e, se in buona Fede, anche il primo.

            Spesso sono anche risposati con la benedizione della loro Chiesa, perciò è un enorme controsenso ammettere degli scismatici che spesso vivono in contrasto oggettivo non solo col primo comandamento, ma anche col sesto (quindi con ben due comandamenti) e rifiutare persino il discernimento sui cattolici in situazione irregolare col sesto comandamento.

            Spero che tu lo capisca.

  26. Secondo me il Papa, vuole semplicemente accogliere con amore di padre il figliol prodigio da un lato, cioè atei, pagani, i credenti in altro e scuotere con lo stesso amore di padre il figlio che è rimasto in casa ma è duro, non ama il fratello malato, ed il suo unico rapporto col padre è nell’adempimento corretto del dovere, ma senza amore, perché amasse davvero il padre, amerebbe anche ciò che il padre ama, cioè l’altro figlio, suo fratello.
    (Però è chiaro che non scuoti con le carezze.)
    Invece il figlio “bravo” continua a ritenere di essere giusto solo perché rispetta aridamente il comando, e prosegue nel giudicare e disprezzare il fratello, che ha sbagliato, e, strano a dirsi, disprezza pure il padre, di cui accetta l’ordine, ma non il cuore.
    Anche lui è lontano dal padre.

    1. L’espressione amore di padre è bella ma questo amore si ritrova solo nel vangelo.
      Infatti non risulta che il padre della parabola abbia insultato o disprezzato l’altro figlio.
      A me sembra che – contrariamente a quanto si dice – oggi si usa il metodo del barile di aceto invece che la goccia di miele …

      1. Un conto è insultare, un conto è scuotere.
        Il Papa è chiamato santo Padre, quindi è Padre.
        Se vede che il miele non serve, usa l’aceto, per il bene dei figli.
        È lo stesso principio per cui, nella Bibbia, Dio non punisce, ma castiga, cioè rende casto.

    2. @Katia
      Penso che tu comprenda che un conto è accogliere il peccatore, un conto è accogliere il peccato. Un padre non smette di amare suo figlio anche quando questo si droga, ma proprio perché lo ama desidera liberarlo dalla dipendenza verso sostanze che lo stanno lentamente portando all’auto-distruzione (io conosco una famiglia alle prese con un figlio in questa situazione, ti assicuro che la sofferenza dei genitori in casi come questo è grandissima ma rimane grandissimo anche il loro amore). Il peccato è qualcosa che distrugge l’anima di un uomo facendola allontanare da Dio, uno può anche essere convinto che la droga che assume gli dia soprattutto benefici e continuare quindi ad assumerla, ma in realtà non è così e un padre che abbia davvero a cuore il bene del figlio glielo deve dire il male che si sta procurando da solo, nella speranza che il figlio ascolti le sue parole e si ravveda per il suo bene.
      Gesù quando andava dai peccatori mai neanche una volta ha giustificato il loro peccato e ti sfido a trovare una sola parola ambigua di Gesù in questo senso! Gesù andava dai peccatori per guarirli, perché sono i malati che hanno bisogno del medico e infatti li guariva davvero (vedi Zaccheo e Maria Maddalena), il Papa invece nega che alcuni peccatori siano malati, dice loro che nonostante vivano in una condizione di peccato grave reiterato nel tempo stanno bene, sono sani, sono in grazia di Dio e questo è esattamente il peccato dei farisei, che credevano di essere giusti quando non era così.
      Gli insulti che il Papa lancia sono sempre rivolti a quella parte di cattolici che coraggiosamente cercano di mantenersi fedeli alla sana Dottrina nonostante vengano attaccati dai modernisti della Chiesa e dal mondo laicista che preme perché il cristianesimo si riduca a una fede privata in stile “love is love”, dove la Verità di Cristo venga sottaciuta per non offendere nessuno. Questo non è l’insegnamento di Gesù che ha detto di essere “sale della terra” e “luce del mondo”.

      1. No no, non fraintendiamo, questo è un altro argomento!
        Io ho solo cercato dire che il Papa non insulta i cristiani per disprezzo, ma li scuote per amore, come un padre, perché nota, ed è vero, che siamo un po’ tutti comodi nel nostro orticello, io per prima e lo ammetto.
        Diverso è il discorso del capitolo VIII di Amoris Laetitia, sul quale sono completamente d’accordo con Caffarra e Muller!

      2. @Beatrice

        “il Papa invece nega che alcuni peccatori siano malati, dice loro che nonostante vivano in una condizione di peccato grave reiterato nel tempo stanno bene, sono sani, sono in grazia di Dio e questo è esattamente il peccato dei farisei, che credevano di essere giusti quando non era così.”

        Falso, il Papa ha semplicemente ribadito la tradizionalissima distinzione tra peccato grave materiale è peccato mortale/formale.

        Al si basa su questo, non sul dire che il peccato mortale non esista e che chi vive in condizione di peccato grave protratto sia sano a prescindere.

        Al dice che, come non bisogna considerare quelle persone “sane” a prescindere, non vanno nemmeno considerate sempre in stato di peccato mortale, perché possono esserci attenuanti che le sgravano dall’imputabilità.

        Questo è insegnamento della Chiesa Cattolica. A chi non gli sta bene può, come ha detto Katia più sotto, fondare una sua Chiesa.

      3. Se leggi qui https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6681 (ti consiglio di leggere con attenzione) vedrai che Al non modifica in nulla la dottrina.

        Semplicemente sfida i pregiudizi dei cattolici benpensanti, che perché non sono in situazione irregolare pensano che chi invece lo è (in situazione irregolare ) sia sempre in peccato mortale e privo dell’amore di Dio e della Grazia santificante.

  27. Noto che tutti i “misericordiosi” seguaci del Papa hanno un unico argomento:

    “Lo dice questo Papa”

    ripetono infinite volte questo argomento, e se non sei d’accordo passano all’insulto personale, giudicandoti un “puro”, un “perfetto”, e via con la litania bergogliana.

    Questo non è argomentare; non prende nemmeno in considerazione gli argomenti dell’interlocutore, si limita ad un “richiamo all’autorità” e all’insulto personale – due fallacie logiche.

    E’ solo un monologo retorico.

  28. Davvero ci dobbiamo sentire queste sferzate più o meno colorite come una offesa al nostro amore proprio? O piuttosto un invito a riflettere e vedere se dentro di noi o nei nostri comportamenti ci sono spazi di conversione?
    Serpenti
    Razza di vipere
    Ipocriti
    Sepolcri imbiancati
    Domani leggeremo le invettive di Gesù nel discorso della Montagna. Siamo sicuri che in qualche modo non possano toccare anche noi?

    1. “Domani leggeremo le invettive di Gesù nel discorso della Montagna. Siamo sicuri che in qualche modo non possano toccare anche noi?”

      Non intorbidiamo le acque, per favore.

      Che nessuno di noi sia perfetto, mi pare chiaro.

      Ma è altrettanto evidente che questo papa elogia i nemici di Cristo e della Chiesa (Ho detto Pannella? Ho detto Bonino? Ho detto qualcuno degli anticristi minori in giro per il mondo, che vengono accolti in pompa magna in Santa Marta?), nel mentre che riserva insulti – con notevole fantasia, tra l’altro – a coloro la cui “imperdonabile colpa” è quella di amare la Dottrina tenuta ferma fino al precedente pontificato.

      Anche quando stigmatizza, ad esempio, quei sacerdoti attaccati al denaro, di fatto sta calunniando: perché lascia intendere che tutti i sacerdoti siano in quella maniera, e ciò – grazie a Dio – non è per nulla vero.

      Solo chi sguazza nell’ideologia può, dopo quattro anni, ancora difendere le indifendibili posizioni dell’attuale pontefice. Pontefice che, reiteratamente, sta disubbidendo al chiaro comando di Cristo: “Conferma nella fede i tuoi fratelli”.

      Qua, semmai, abbiamo conferme al contrario, con bastonate ai cattolici e aperture sempre più ampie verso i protestanti.

      1. Confermare nella Fede..
        Il problema è capire cosa vuol dire.
        Se per fede si intende serie di precetti da timbrare come cartellini, per essere in regola, è vero, non sta assolutamente confermando.

      2. Se ti senti uno la cui unica colpa è quella di amare la Dottrina tenuta ferma fino al precedente pontificato…che devo dire..Santo subito!

    2. Certo che toccano anche noi. Anzi, probabilmente toccano soprattutto noi. Ed è la cosa più importante, perchè sentirsi inutili peccatori ipocriti significa capire che senza Gesù non possiamo fare nulla, ma proprio nulla. Di certo c’è che non toccano coloro che non voglio essere toccati. Marco ne è esempio lampante. E come lui moltissimi. Interpretano il peccato come torna più comodo e non si rendono mai conto di quanto invece il peccato sia sempre lo stesso ora ieri e duemila anni fa. Ma lui vuol fare la comunione e, evidentemente, vuol anche fornicare. delle due l’una caro signor Marco. Tertum non datur. Che Le piaccia o meno. Saluti. Massimiliano

    3. Ma papa francesco non è GESU’!
      Vi rendete conto che lo state divinizzando?
      gesù era Dio e vedeva nel cuore di ogni uomo e poteva sapere se dentro il cuore di un uomo perfetto apparentemente come un sepolcro impincato c’era invece un covo di vipere. ma non risulta che i primi apostoli, che san paolo si rivolgessero agli altri cristiani con insulti!
      farisei e razza din vipere lo accetta se me lo dice gesù , caro andrea sALVI, SE ME LO DICE BERGOGLIO INVECE GLI RISPONDO CON LE SUE PAROLE : CHI TI CREDI DI ESSERE ER GIUDICARMI?
      La tragedia è che questo papa si sente non pari ma addirittura più di Gesù Cristo!
      leggiti tutte le testimoninze e gli scritti degli apostoli, dei Padri della Chiesa , dei Santi e dei vescovi di tutti i tempi mai vi ritroverai una sfilza di insulti agli altri cristiani come nelle parole di Bergoglio.
      e voi addirittura lo paragonate a Cristo!siete diventati papolatri.

      1. E che dire di questo chiaro e motivato pronunciamento del PONTIFICIO CONSIGLIO PER I TESTI LEGISLATIVI, oggetto di uno dei dubita:
        “La formula «e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto» è chiara e va compresa in un modo che non deformi il suo senso, rendendo la norma inapplicabile. Le tre condizioni richieste sono:
        a) il peccato grave, inteso oggettivamente, perché dell’imputabilità soggettiva il ministro della Comunione non potrebbe giudicare;
        b) l’ostinata perseveranza, che significa l’esistenza di una situazione oggettiva di peccato che dura nel tempo e a cui la volontà del fedele non mette fine, non essendo necessari altri requisiti (atteggiamento di sfida, ammonizione previa, ecc.) perché si verifichi la situazione nella sua fondamentale gravità ecclesiale;
        c) il carattere manifesto della situazione di peccato grave abituale.
        Non si trovano invece in situazione di peccato grave abituale i fedeli divorziati risposati che, non potendo per seri motivi -quali, ad esempio, l’educazione dei figli- «soddisfare l’obbligo della separazione, assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Familiaris consortio, n. 84), e che sulla base di tale proposito hanno ricevuto il sacramento della Penitenza. Poiché il fatto che tali fedeli non vivono more uxorio è di per sé occulto, mentre la loro condizione di divorziati risposati è di per sé manifesta, essi potranno accedere alla Comunione eucaristica solo remoto scandalo.”
        E perché questa severità? È presto spiegato:
        “Anzi, il dovere di ribadire questa non possibilità di ammettere all’Eucaristia è condizione di vera pastoralità, di autentica preoccupazione per il bene di questi fedeli e di tutta la Chiesa, poiché indica le condizioni necessarie per la pienezza di quella conversione, cui tutti sono sempre invitati dal Signore, in modo particolare durante quest’Anno Santo del Grande Giubileo.”
        Allora si parlava di conversione, oggi di “soddisfazione del cliente” che paga la “Kirchensteuer” in Germania….

    4. @ Andre Salvi
      Peccato che papa Francesco sia solito insultare gli altri senza fare mai autocritica. Non è che per caso il sepolcro imbiancato sia lui, che trova il tempo per mandare inutili videomessaggi al superbowl come Lady Gaga e poi blaterare di consumismo?

  29. @Salvi

    Eh no, mio caro. Non mettermi in bocca ciò che non ho detto.
    Io ho affermato che il papa rimprovera coloro che difendono la Dottrina (è questa la loro “colpa”, agli occhi del papa); non ho detto di essere – io – uno che ritiene “colpa” il difendere la Dottrina.

    Avevo ben specificato che nessuno di noi è perfetto: ma voi difensori bergogliosi ad oltranza, come al solito, leggete solo ciò che vi fa comodo, e storpiate tutto il resto.

    **
    @Katia

    Se hai problemi a capire cosa significhi “confermare i fratelli nella fede”, non so che farci. Forse sarebbe il caso di approfondire lo studio del Catechismo, anche perché è evidente che, in chi difende i falsi insegnamenti di questo papa, o c’è ignoranza o c’è mala fede.

    L’ignoranza è relativamente facile da vincere. La mala fede un po’ meno…

    1. Avevo ben specificato che nessuno di noi è perfetto: ma voi anti bergogliosi ad oltranza, come al solito, leggete del papa solo ciò che vi fa comodo, e storpiate tutto il resto. Appunto

      1. Dunque debbo dedurne che sei in mala fede?

        Anche la sarcastica – e sciocca – risposta a pappagallo di Salvi lascia propendere per una simile ipotesi.

        Forse ha proprio ragione l’amico Gervasi, quando dice “si SALVI chi puo!”. Perché stiamo tutti usando la lingua italiana, ed ebeti non siamo… e quando si arriva a negare le evidenze, qualche problema, da qualche parte, ci sta senz’altro…

        1. In altre parole chiunque sostiene il Vicario di Cristo o è ignorante o è in malafede.

          Chi lo stabilisce? Adolfo.

          Tra il discernimento del Papa e Adolfo è ovvio che abbia ragione quest’ultimo, dopotutto il Papa è “solo” il Vicario di Cristo.

      2. Il problema è invece aperto, cosa vuole dire confermare nella Fede?
        Il Papa non presiede anche nella Carità? O è solo un burocrate?
        Io sono perplessa assai su Amoris Laetitia, contrarissima alla comunione ai divorziati risposati, ma qualsiasi sia l’indicazione del Magistero, obbedirò,
        anche, se non capisco, anche se non concordo, anche se alzo la mia voce contro le derive moderniste, perché, come tuonava Padre Pio “obbedienza innanzitutto “!
        Come Gesù, che è venuto a fare la volontà del Padre suo.

        1. @Katia
          L’obbedienza non è assoluta, Il cristianesimo non è il culto del Fuhrer . Sia il papa che l’ultimo dei fedeli sono vincolati ad obbedire a Dio anziché agli uomini e i ministri della chiesa devono insegnare la sana dottrina e il puro vangelo. Se insegnano altro non c’è alcun obbligo di obbedienza. Non sono io a dirlo ma l’apostolo Paolo. Se papa Francesco si inventa un nuovo vangelo, un vangelo riformato o una rivelazione corretta e reinterpretata secondo la sua personale ideologia, non è più un ministro del Vangelo ma di sé stesso. Il cristiano ha quindi l’obbligo di non seguirlo e non solo di pregare per lui nell’intimità della sua stanzetta, ma di dichiarare pubblicamente che non segue il suo errore.

          1. San Paolo ha detto “se”.

            Ma questo “se” ipotetico non è mai attribuibile al Vicario di Cristo.
            Badi bene… si chiama ed è Vicario di Cristo, non Vicario di Pietro.

            E non è applicabile perché è Dogma di Fede Cattolica che in materia di fede e morale il Papa sia “infallibile”, e si è tenuti all’obbedienza.

            Se non ci crede legga attentamente la Pastor Aeternus.
            Se ancora non ci crede, fondi una sua chiesa.

          2. @ Katia
            Il termine Vicario di Cristo non è esclusivo del papa, ma è applicato a tutti i vescovi, quando compiono il loro ufficio. Questo non lo dico io, ma il concilio Vaticano II. Invece il titolo di successore di Pietro è specifico del papa. Come Pietro, il papa deve prima convertirsi per confermare nella fede e pascere gli agnelli del gregge. I quali, però, hanno il diritto di non riconoscere la voce del pastore, quando il pastore insegna errori, come è già avvenuto nella storia della chiesa e come sta avvenendo oggi. O come cattolici dobbiamo credere ad ogni nuova elucubrazione che esce da casa Santa Marta, anche se in contrasto con quanto detto sullo stesso argomento 10 anni fa da altri papi? Se fra un paio d’anni avremo un altro papa che dirà il contrario di papa Francesco, dovremmo cambiare di nuovo fede? “Contrordine compagni, Dio è cattolico, il proselitismo è evangelico, l’aria condizionata non è più peccato mortale, il matrimonio è indissolubile!”

        2. Voglio ringraziare Katia, che sebbene su posizioni diverse dalle mie dimostra di avere ben chiaro cosa sia il Papato.

          Purtroppo queste persone(Adolfo, Giovanni et alii) fanno come i protestanti: i protestanti fanno il libero esame della Scrittura, loro fanno il libero esame della Tradizione, decidendo, del tutto autonomamente, cosa sia vincolante e cosa no.

          Pazzesco.

          1. Il punto non è il libero esame, ma l’uso della ragione. Se su uno stesso argomento un papa, esponendo la Scrittura, fa un’affermazione e poi arriva un altro papa che intende fare una rivoluzione e poi dice il suo contrario, pur nascondendosi dietro discorsi fumosi, noticine e falsi sinodi pilotati, occorre dire che c’è un problema.
            A questo si aggiunge il clima di estrema corruzione, mondanità e demagogia… Si tratta di una situazione non nuova per la chiesa. Ai tempi dell’eresia ariana quasi tutti i vescovi, compreso quello di Roma, erano eterodossi e sottomessi ai voleri del potere politico, tranne una piccola minoranza capeggiata dal perseguitato sant’Atanasio. Ma aveva ragione quest’ultimo.
            Per quanto riguarda l’accusa di protestantesimo, è ridicola. L’unico che gioca a fare il protestante (peraltro con uno spessore culturale inferiore rispetto a Lutero e Calvino) è papa Francesco. I suoi oppositori invece sono coloro che non intendono adeguarsi al nuovo vangelo, ma desiderano conservare quanto è stato ricevuto, senza innovazioni e glosse personali di sedicenti nuovi profeti e riformatori.

  30. Sono solo un padre e non un santo e anche io qualche volta rimproveravo e rimprovero le mie figlie, ma più che rimproverarle per i limiti che hanno, che sono forse meno dei miei, cercavo e cerco di guardare al positivo di tirare fuori il bene che sono e che hanno.
    Credo che questo sia il ” giudizio ” di ogni padre verso i figli che ama.
    Dall’ elenco io vedo il rischio invece di un pregiudizio verso solo una parte dei suoi figli e non ho letto i documenti del Concilio di Nicea, ma leggo le omelie del Papa.
    Di A.L. Parlo perché sono marito padre e nonno.
    Come è stato detto, altri autorevolissimi Cardinali la pensano diversamente o diventano automaticamente eretici perché i loro studi non sono stati commissionati dal Santo Padre. Ad esempio il vademecum a firma di Padre Granados ed altri due teologi, con la prefazione del presidente dell’ Istituto su Matrimonio e Famiglia voluto da San Giovanni Paolo II non ha le stesse posizioni rispetto al Capitolo VIII del Cardinal Coccopalmerio.
    In ogni caso come giustamente è stato detto, il Santo Padre anche a mio modesto avviso, sarebbe meglio non parlasse per interposta persona, in una situazione di confusione e divisione come questa dovrebbe prendersi le responsabilità che gli competono come successore di Pietro e chiarire fino in fondo il suo pensiero .
    Io con le mie figlie cerco sempre di essere chiaro e se non capiscono quanto ho detto e domandano ancora e mi chiedono risposte, se sono certo che ciò che ho detto o fatto è per il loro bene, non faccio finta di nulla e non rispondo o faccio rispondere ad un’ altro.
    Ma io sono solo un papà .
    Se questo è quello che fa ogni papà e ogni mamma con i figli
    a maggior ragione dovrebbe farlo il Papa, che in nome di Cristo ha come compito si di ammonire ma soprattutto esortare e confermare nella Fede in Cristo tutto il popolo a lui affidato.

    1. @Giuseppe Marson
      Io invece spero che il papa non risponda mai ai dubbi, perché se rispondesse sinceramente insegnerebbe l’errore. Mi auguro che lo Spirito Santo lo tenga zitto finché non si sarà convertito e potrà confermare i fratelli nella fede.

      1. @Giovanni

        https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6690
        “Ma non siete voi a decidere cosa fa parte dell’immutabile depositum fidei ed è infallibile e irreformabile e cosa non lo è.

        Questo compito spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui.

        Se non ci sono pronunciamenti che dichiarano irreformabile FC84 (da cui consegùirebbe l’eresia di Al) dovete mettervela in saccoccia vi piaccia oppure no.

        Ad esempio in Ordinatio Sacerdotalis esiste una dichiarazione infallibile e irreformabile di San Giovanni Paolo II che vieta il sacerdozio femminile (non il diaconato, attenzione, questo sarebbe possibile) perciò se il Papa volesse imporre il Sacerdozio femminile (ma è impossibile, ha detto lui stesso che quella porta è chiusa )avreste ragione a parlare di eresia.

        Ma se vuole aprire alla Comunione a chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento ma non in peccato mortale a causa di varie attenuanti dovete accettarlo, perché è nel suo pieno potere e perché la Chiesa l’ha già fatto con Orientalium Ecclesiarum 27, dove apre alla Comunione con gli ortodossi, che sono scismatici ed eretici in stato di costante peccato grave contro il primo comandamento, che proibisce lo scisma e l’eresia.

        Il primo comandamento, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto. Se è possibile (e lo è, Orientalium Ecclesiarum 27 mi è testimone) aprire alla Comunione per chi vive in peccato grave oggettivo contro il primo comandamento è possibile anche per chi vive in peccato grave oggettivo contro il sesto.

        Si tratta di semplice e inoppugnabile logica.

        A chi non sta bene può fare un bello scisma e mettere a rischio la sua anima, visto che

        “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” (Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra)”

  31. @Katia
    “Io sono perplessa assai su Amoris Laetitia, contrarissima alla comunione ai divorziati risposati”

    Allora vuol dire che, in effetti, lo sai (e non può che farmi molto piacere) cosa significhi confermare nella fede: una fede che non può prescindere dal rispetto dei Sacramenti e dall’annuncio che la Salvezza passa attraverso la via stretta della Croce.

    Quella è la via scelta da Cristo: il che significa che è la via migliore. Se ce ne fosse stata un’altra ancora più buona, Gesù, che è Dio ed è onnisciente, l’avrebbe sicuramente percorsa.

    Indicandocela come UNICA via, Egli ci dice anche quale è “l’aiuto” che ci dà la forza di percorrerla: l’amore. Amore verso Dio e verso i fratelli, così come è detto nei Due Comandamenti dell’Amore, i quali riassumono i Dieci Comandamenti.

    Perché non ci può essere osservanza dei Comandamenti, se manca l’amore verso Dio (primi tre Comandamenti) e verso il prossimo (ultimi sette Comandamenti).

    “ma qualsiasi sia l’indicazione del Magistero, obbedirò,
    anche, se non capisco, anche se non concordo, anche se alzo la mia voce contro le derive moderniste, perché, come tuonava Padre Pio “obbedienza innanzitutto“!”

    L’obbedienza non significa sequela pedissequa (ciò negherebbe il bene dell’intelletto, anch’esso dono di Dio), e tanto meno lo significa in quanto il papa, come dottore privato, può errare, e può errare molto.
    La storia della Chiesa parla chiarissima, in tal senso.

    La Tradizione esiste proprio per dare la giusta chiave di lettura agli insegnamenti successivi: se qualcosa di tali insegnamenti cozza con il Magistero precedente (e, va da sé, con le Scritture), allora si può star sicuri che quel qualcosa non è da accettare e non è da ubbidire.

    Se San Paolo avesse ragionato nella maniera dell’obbedienza cieca e assoluta, NON avrebbe richiamato San Pietro per il suo duplice (e ipocrita) stile di vita; e San Pietro non avrebbe avuto occasione di esercitare l’umiltà, e di correggersi.

    **
    @Salvi

    Continui a storpiare ciò che leggi: se dico che fai una battuta sciocca, sto stigmatizzando quel tuo comportamento, e non la tua persona per intero.

    La malafede è un’ipotesi, e l’ho specificato. Visto che, in luogo di rispondere a tono, la metti sul sarcastico… cosa altro dovrei pensare?

      1. @Katia
        Il papa non è Pietro, ma il suo successore. I papi, come i concilii, possono sbagliare. San Pietro stesso ha sbagliato in materia di fede e di disciplina quando esigeva la circoncisione per i non ebrei che venivano alla fede ed è stato corretto dall’apostolo Paolo. E’ la chiesa nel complesso che è indefettibile.
        “Simone, Simone, ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli»

          1. @Katia
            Quando papa Francesco nella sua catechesi insegna che Gesù faceva lo scemo, che Dio è ingiusto perché ha mandato a morte suo figlio o quando il quarto concilio lateranense insegna che gli ebrei devono vestirsi diversamente dai cristiani e non ricoprire incarichi pubblici, è tutto giusto?

        1. @Giovanni

          https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6690
          “Ma non siete voi a decidere cosa fa parte dell’immutabile depositum fidei ed è infallibile e irreformabile e cosa non lo è.

          Questo compito spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui.

          Se non ci sono pronunciamenti che dichiarano irreformabile FC84 (da cui consegùirebbe l’eresia di Al) dovete mettervela in saccoccia vi piaccia oppure no.

          Ad esempio in Ordinatio Sacerdotalis esiste una dichiarazione infallibile e irreformabile di San Giovanni Paolo II che vieta il sacerdozio femminile (non il diaconato, attenzione, questo sarebbe possibile) perciò se il Papa volesse imporre il Sacerdozio femminile (ma è impossibile, ha detto lui stesso che quella porta è chiusa )avreste ragione a parlare di eresia.

          Ma se vuole aprire alla Comunione a chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento ma non in peccato mortale a causa di varie attenuanti dovete accettarlo, perché è nel suo pieno potere e perché la Chiesa l’ha già fatto con Orientalium Ecclesiarum 27, dove apre alla Comunione con gli ortodossi, che sono scismatici ed eretici in stato di costante peccato grave contro il primo comandamento, che proibisce lo scisma e l’eresia.

          Il primo comandamento, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto. Se è possibile (e lo è, Orientalium Ecclesiarum 27 mi è testimone) aprire alla Comunione per chi vive in peccato grave oggettivo contro il primo comandamento è possibile anche per chi vive in peccato grave oggettivo contro il sesto.

          Si tratta di semplice e inoppugnabile logica.

          A chi non sta bene può fare un bello scisma e mettere a rischio la sua anima, visto che

          “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” (Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra)”

  32. @Katia
    “Grazie di avermi giudicata!”

    La mia, lo ripeto, era un’ipotesi, e non un giudizio di condanna (che tra l’altro spetta solo a Dio).

  33. @Katia
    “So per Fede che Gesù ha fondato la Chiesa su Pietro, non su di me o su di te”.

    Per fede dovresti sapere anche un sacco di altre cose. E se invece di intervenire nel merito, giri la frittata e parli di religione fai da te, allora è inutile continuare.

    Giovanni ha riportato dei fatti, non degli insegnamenti propri: per cui è del tutto specioso dire che Giovanni sbaglia.

    La realtà è testarda… e più ci si ostina a vedere l’attuale papa come Vicario di Cristo (mentre in realtà, attualmente, è ben chiaro come lui sia vicario di qualcun altro), più ci si farà male, nel momento in cui, inevitabilmente, ci si troverà costretti ad aprire gli occhi.

    Intendiamoci: io ritengo che questo papa sia validamente e canonicamente eletto. Ma essere papa eletto non significa necessariamente fare le veci di Cristo, non significa essere Suo Vicario.

    Un vero Vicario porta le anime a Cristo… e non a sé stesso. E soprattutto non le porta al mondo, ossia alla perdizione.

    1. Caro Adolfo, Lei puo’ criticare il papa ma non si puo’ riscrivere il Catechismo della Chiesa Cattolica a suo piacimento. Sulla questione del papa vicario di Criso riprendo pari pari il punto 882: “Il Papa, Vescovo di Roma e Successore di san Pietro, « è il perpetuo e visibile principio e fondamento dell’unità sia dei Vescovi sia della moltitudine dei fedeli . Infatti il Romano Pontefice, in virtù del suo ufficio di Vicario di Cristo e di Pastore di tutta la Chiesa, ha sulla Chiesa la potestà piena, suprema e universale, che può sempre esercitare liberamente ». Poi vi sono tutti i punti sulla collegialità episcopale, non voglio isolare un punto dal resto del testo. Chi vuole se lo va a rileggere. Chi vuole riscrivere il catechismo, si accomodi.

  34. Per Adolfo.
    Andiamo nello specifico.
    Pastor Aeternus, capitolo III
    “Sostenuti dunque dalle inequivocabili testimonianze delle sacre lettere e in piena sintonia con i decreti, chiari ed esaurienti, sia dei Romani Pontefici Nostri Predecessori, sia dei Concili generali, ribadiamo la definizione del Concilio Ecumenico Fiorentino che impone a tutti i credenti in Cristo, come verità di fede, che la Santa Sede Apostolica e il Romano Pontefice detengono il Primato su tutta la terra, e che lo stesso Romano Pontefice è il successore del beato Pietro, Principe degli Apostoli, il vero Vicario di Cristo, il capo di tutta la Chiesa, il padre e il maestro di tutti i cristiani; a lui, nella persona del beato Pietro, è stato affidato, da nostro Signore Gesù Cristo, il pieno potere di guidare, reggere e governare la Chiesa universale.
    Proclamiamo quindi e dichiariamo che la Chiesa Romana, per disposizione del Signore, detiene il primato del potere ordinario su tutte le altre, e che questo potere di giurisdizione del Romano Pontefice, vero potere episcopale, è immediato: tutti, pastori e fedeli, di qualsivoglia rito e dignità, sono vincolati, nei suoi confronti, dall’obbligo della subordinazione gerarchica e della vera obbedienza, non solo nelle cose che appartengono alla fede e ai costumi, ma anche in quelle relative alla disciplina e al governo della Chiesa, in tutto il mondo. In questo modo, avendo salvaguardato l’unità della comunione e della professione della stessa fede con il Romano Pontefice, la Chiesa di Cristo sarà un solo gregge sotto un solo sommo pastore. Questa è la dottrina della verità cattolica, dalla quale nessuno può allontanarsi senza perdita della fede e pericolo della salvezza.”

  35. “…che può sempre esercitare liberamente”.

    E sta proprio qui il nucleo della questione.

    Liberamente Pietro rinnegò il Cristo; liberamente Pietro assunse un doppio e ipocrita stile di vita, prima di essere richiamato da Paolo.

    Liberamente altri papi, come ci insegna la storia della Chiesa, hanno manifestato cadute più o meno gravi.

    Ciò che sappiamo per fede è che un papa NON può sbagliare, quando insegna come dottore supremo della Chiesa.

    Ma non è necessario insegnare in tale maniera, per demolire il deposito di Fede. Va benissimo (purtroppo) anche farlo come dottore privato: si insegnano cose sbagliate… e lo si può fare, in quanto, in quei casi, NON vale il dogma dell’infallibilità.

    Dio, proprio perché ci ama, ci ha donato fra le altre cose anche una libertà immensa: e con questa libertà possiamo salvarci o dannarci. Il papa non fa eccezione, come persona e come dottore privato.

    Come al solito, evita di ritagliare solo ciò che più ti fa comodo. Non sono io a voler riscrivere il Catechismo; siete voi papolatri che volete riscrivere la realtà.

    Ma la realtà è testarda, come ho scritto qualche ora fa…

    1. “Siete voi papolatri che volete riscrivere la realtà “. A parte che non mi ritengo un papolatra, vedo che la interpretazione di quel “liberamente” e’ alquanto originale, espressione di un soggettività interpretativa, che usando gli stessi criteri logici del Sig. Adolfo potremmo definire espressione di “egolatria”..
      Se io sono papolatra lei è egolatra

    2. https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6690
      “Ma non siete voi a decidere cosa fa parte dell’immutabile depositum fidei ed è infallibile e irreformabile e cosa non lo è.

      Questo compito spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui.

      Se non ci sono pronunciamenti che dichiarano irreformabile FC84 (da cui consegùirebbe l’eresia di Al) dovete mettervela in saccoccia vi piaccia oppure no.

      Ad esempio in Ordinatio Sacerdotalis esiste una dichiarazione infallibile e irreformabile di San Giovanni Paolo II che vieta il sacerdozio femminile (non il diaconato, attenzione, questo sarebbe possibile) perciò se il Papa volesse imporre il Sacerdozio femminile (ma è impossibile, ha detto lui stesso che quella porta è chiusa )avreste ragione a parlare di eresia.

      Ma se vuole aprire alla Comunione a chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento ma non in peccato mortale a causa di varie attenuanti dovete accettarlo, perché è nel suo pieno potere e perché la Chiesa l’ha già fatto con Orientalium Ecclesiarum 27, dove apre alla Comunione con gli ortodossi, che sono scismatici ed eretici in stato di costante peccato grave contro il primo comandamento, che proibisce lo scisma e l’eresia.

      Il primo comandamento, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto. Se è possibile (e lo è, Orientalium Ecclesiarum 27 mi è testimone) aprire alla Comunione per chi vive in peccato grave oggettivo contro il primo comandamento è possibile anche per chi vive in peccato grave oggettivo contro il sesto.

      Si tratta di semplice e inoppugnabile logica.

      A chi non sta bene può fare un bello scisma e mettere a rischio la sua anima, visto che

      “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” (Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra)”

  36. Pastor Aeternus, capitolo IV

    ” Questo indefettibile carisma di verità e di fede fu dunque divinamente conferito a Pietro e ai suoi successori in questa Cattedra, perché esercitassero il loro eccelso ufficio per la salvezza di tutti, perché l’intero gregge di Cristo, distolto dai velenosi pascoli dell’errore, si alimentasse con il cibo della celeste dottrina e perché, dopo aver eliminato ciò che porta allo scisma, tutta la Chiesa si mantenesse una e, appoggiata sul suo fondamento, resistesse incrollabile contro le porte dell’inferno.

    Ma poiché proprio in questo tempo, nel quale si sente particolarmente il bisogno della salutare presenza del ministero Apostolico, si trovano parecchie persone che si oppongono al suo potere, riteniamo veramente necessario proclamare, in modo solenne, la prerogativa che l’unigenito Figlio di Dio si è degnato di legare al supremo ufficio pastorale.

    Perciò Noi, mantenendoci fedeli alla tradizione ricevuta dai primordi della fede cristiana, per la gloria di Dio nostro Salvatore, per l’esaltazione della religione Cattolica e per la salvezza dei popoli cristiani, con l’approvazione del sacro Concilio proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa.

    Se qualcuno quindi avrà la presunzione di opporsi a questa Nostra definizione, Dio non voglia!: sia anatema.”

  37. Tanto so già che non andrà bene, perché i custodi infallibili della Fede siete voi.
    La Pietra su cui poggia la Chiesa di Cristo, non è il Vicario di Cristo, ma voi.
    Un abbraccio.

    1. @ Katia
      Il punto più importante della definizione dogmatica pastor Aeternus è questo:

      ” Lo Spirito Santo infatti, non è stato promesso ai successori di Pietro per rivelare, con la sua ispirazione, una nuova dottrina, ma per custodire con scrupolo e per far conoscere con fedeltà, con la sua assistenza, la rivelazione trasmessa dagli Apostoli, cioè il deposito della fede.”

      Il papa è custode della tradizione: “custodire con scrupolo la rivelazione trasmessa dagli apostoli”. Non ne è il padrone, non è il signore delle sorprese. Diversamente da quanto molti pensano, il Concilio Vaticano I limita l’autorità papale alla custodia del deposito della fede, non rende il papa un tiranno che può inventare, sorprendere, mutare, reinterpretare a suo capriccio o a suo gusto ideologico il deposito della fede.
      Nel cattolicesmo non c’è spazio per il Führerprinzip.

      1. Ma non siete voi a decidere cosa fa parte dell’immutabile depositum fidei ed è infallibile e irreformabile e cosa non lo è.

        Questo compito spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui.

        Se non ci sono pronunciamenti che dichiarano irreformabile FC84 (da cui consegùirebbe l’eresia di Al) dovete mettervela in saccoccia vi piaccia oppure no.

        Ad esempio in Ordinatio Sacerdotalis esiste una dichiarazione infallibile e irreformabile di San Giovanni Paolo II che vieta il sacerdozio femminile (non il diaconato, attenzione, questo sarebbe possibile) perciò se il Papa volesse imporre il Sacerdozio femminile (ma è impossibile, ha detto lui stesso che quella porta è chiusa http://www.uccronline.it/2013/09/04/papa-francesco-la-questione-del-sacerdozio-femminile-e-chiusa/ ) avreste ragione a parlare di eresia.

        Ma se vuole aprire alla Comunione a chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento ma non in peccato mortale a causa di varie attenuanti dovete accettarlo, perché è nel suo pieno potere e perché la Chiesa l’ha già fatto con Orientalium Ecclesiarum 27, dove apre alla Comunione con gli ortodossi, che sono scismatici ed eretici in stato di costante peccato grave contro il primo comandamento, che proibisce lo scisma e l’eresia.

        Il primo comandamento, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto. Se è possibile (e lo è, Orientalium Ecclesiarum 27 mi è testimone) aprire alla Comunione per chi vive in peccato grave oggettivo contro il primo comandamento è possibile anche per chi vive in peccato grave oggettivo contro il sesto.

        Si tratta di semplice e inoppugnabile logica.

        A chi non sta bene può fare un bello scisma e mettere a rischio la sua anima, visto che

        “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” (Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra)

  38. “… il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa”.

    Più che giusto, come ho ribadito anche io nel commento qui sopra.

    Ma noi stiamo parlando delle scelte e degli insegnamenti di questo papa come dottore privato, e non certo come supremo dottore universale.

    Possiamo star tranquilli, e due millenni stanno lì a dimostrarlo, che Iddio MAI permetterà che un papa fallisca, nel promulgare dogmi e/o insegnamenti irriformabili. Così come mai ha permesso che sul soglio di Pietro ci fosse un papa incapace di intendere e di volere.

    Ma ripeto: stiamo parlando di altro. E l’amico Gervasi ha ampiamente sintetizzato alcune delle notevoli sciocchezze pronunciate fino a oggi da questo papa. A tali sciocchezze non solo non si deve ubbidire, ma si deve disubbidire, a meno che non si voglia mettere la propria anima a serio rischio di dannazione.

    Un papa che dice che Cristo – la Sapienza Incarnata del Padre – fa un po’ lo scemo, è un papa che rasenta la blasfemia.

    E questo, se non si è affogati nell’ideologia papolatrica, dovrebbe far riflettere. E molto.

    1. https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6690
      “Ma non siete voi a decidere cosa fa parte dell’immutabile depositum fidei ed è infallibile e irreformabile e cosa non lo è.

      Questo compito spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui.

      Se non ci sono pronunciamenti che dichiarano irreformabile FC84 (da cui consegùirebbe l’eresia di Al) dovete mettervela in saccoccia vi piaccia oppure no.

      Ad esempio in Ordinatio Sacerdotalis esiste una dichiarazione infallibile e irreformabile di San Giovanni Paolo II che vieta il sacerdozio femminile (non il diaconato, attenzione, questo sarebbe possibile) perciò se il Papa volesse imporre il Sacerdozio femminile (ma è impossibile, ha detto lui stesso che quella porta è chiusa http://www.uccronline.it/2013/09/04/papa-francesco-la-questione-del-sacerdozio-femminile-e-chiusa/ ) avreste ragione a parlare di eresia.

      Ma se vuole aprire alla Comunione a chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento ma non in peccato mortale a causa di varie attenuanti dovete accettarlo, perché è nel suo pieno potere e perché la Chiesa l’ha già fatto con Orientalium Ecclesiarum 27, dove apre alla Comunione con gli ortodossi, che sono scismatici ed eretici in stato di costante peccato grave contro il primo comandamento, che proibisce lo scisma e l’eresia.

      Il primo comandamento, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto. Se è possibile (e lo è, Orientalium Ecclesiarum 27 mi è testimone) aprire alla Comunione per chi vive in peccato grave oggettivo contro il primo comandamento è possibile anche per chi vive in peccato grave oggettivo contro il sesto.

      Si tratta di semplice e inoppugnabile logica.

      A chi non sta bene può fare un bello scisma e mettere a rischio la sua anima, visto che

      “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” (Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra)”

    2. https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6690
      “Ma non siete voi a decidere cosa fa parte dell’immutabile depositum fidei ed è infallibile e irreformabile e cosa non lo è.

      Questo compito spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui.

      Se non ci sono pronunciamenti che dichiarano irreformabile FC84 (da cui consegùirebbe l’eresia di Al) dovete mettervela in saccoccia vi piaccia oppure no.

      Ad esempio in Ordinatio Sacerdotalis esiste una dichiarazione infallibile e irreformabile di San Giovanni Paolo II che vieta il sacerdozio femminile (non il diaconato, attenzione, questo sarebbe possibile) perciò se il Papa volesse imporre il Sacerdozio femminile (ma è impossibile, ha detto lui stesso che quella porta è chiusa )avreste ragione a parlare di eresia.

      Ma se vuole aprire alla Comunione a chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento ma non in peccato mortale a causa di varie attenuanti dovete accettarlo, perché è nel suo pieno potere e perché la Chiesa l’ha già fatto con Orientalium Ecclesiarum 27, dove apre alla Comunione con gli ortodossi, che sono scismatici ed eretici in stato di costante peccato grave contro il primo comandamento, che proibisce lo scisma e l’eresia.

      Il primo comandamento, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto. Se è possibile (e lo è, Orientalium Ecclesiarum 27 mi è testimone) aprire alla Comunione per chi vive in peccato grave oggettivo contro il primo comandamento è possibile anche per chi vive in peccato grave oggettivo contro il sesto.

      Si tratta di semplice e inoppugnabile logica.

      A chi non sta bene può fare un bello scisma e mettere a rischio la sua anima, visto che

      “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” (Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra)”

  39. Cara Katia, risparmiati, per favore, certe uscite sbeffeggiatorie: “Tanto so già che non andrà bene, perché i custodi infallibili della Fede siete voi.
    La Pietra su cui poggia la Chiesa di Cristo, non è il Vicario di Cristo, ma voi”.

    Nessuno di noi ha affermato questo. Abbiamo semplicemente evidenziato alcune delle tante sciocchezze pronunciate da questo papa, e anche degli insegnamenti deviati (come pastore privato), che stanno grandemente favorendo i sacrilegi eucaristici, come chiunque non sia accecato dall’ideologia può vedere.

    Se non lo volete accettare, io non so che farci. Però ripeto: evitate per favore di descriverci come persone che si vogliono mettere davanti al papa o davanti agli insegnamenti di Cristo.

  40. Marco, Katia, Andrea !

    Ve le volete levare una buona quelle spesse fette di salame che orgogliosamente portate sugli occhi ?

    Premesso che c’è ancora un signore vestito di bianco (sarà certamente un caso) che vive nelle mura vaticane (altro caso), nei cui giardini è stata posta dopo la famosa rinuncia un’altra statua a San Michele Arcangelo (Comandante delle Schiere Angeliche) (ed altro caso… boh sarà la penuria di statue in vaticano)… e qui mi fermo.

    Bergoglio il distruttore sta tirando giu’ tutto… e la “ciliegiOna” sulla torta sarà la messa “ecumenica” che sta già studiando … con tanti saluti al card. Sarah!

    Ma proprio non riuscite a vedere il progetto rivoluzionario di Bergoglio ? Spero sappiate che fine hanno fatto tutte le rivoluzioni… e questa non sarà da meno, anzi.

    Sarà un caso (ma dicono che il caso sia la firma della Provvidenza), ma i miei ricordi corrono alla celeberrima immagine del fulmine sul cupolone…oppure quella della colomba, che appena lasciata libera da Francesco viene uccisa da un corvo e da un gabbiano (ora pare che abbiano assunto una nuova guardia del corpo volante, un falco, per difendere le colombe papali…lassemo sta’ che è mejo, vah…)

    Ma, fauna a parte, quando il beato Paolo VI (che non si puo’ certo considerare un papa “tradizionalista”, tant’è che ai “tradizionalisti” piu’ intransigenti non è particolarmente caro) nel lontano 1976 (sono oltre 40 anni fa… e non aggiungo altro per non offendere l’intelligenza di nessuno) parlava di fumo di Satana all’interno della città di Dio… oppure del pensiero NON-CATTOLICO che, anche se fosse divenuto quello piu’ forte non sarebbe MAI stato il pensiero della Chiesa… aveva le traveggole e straparlava ? Oppure si riferiva ad una remota possibilità del tutto teorica (insomma un divertissement intellettuale per menti papali) relativa ad un indeterminato lontano futuro? O forse aveva perso il senso della realtà ? Oppure ci siamo sbagliati tutti: Paolo VI era il piu’ tetro papa tradizionalista (nella piu’ vasta accezione) degli ultimi secoli (e ben piu’ “rigido” in questo senso dei vari papi Pii (IX …XII) ?

    Insomma fate una buona volta un sano esercizio di cristiano realismo, e guardate la realtà senza paraocchi!

    1. Non ho le fette di salame, ho già detto che sulla comunione ai divorziati risposati, sono dalla parte di Caffarra e Muller, quindi non ragiono per partito preso, ma un conto è riflettere un conto è obbedire.
      Fede è credere anche se non sei d’accordo o non capisci, ed io mi fido, non di Bergoglio,
      ma di Gesù..

      «Voi chi dite che io sia?». 16 Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». 17 E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18 E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19 A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli»

      Ho Fede in queste parole e ho Fede in Lui.

      1. @Katia
        Il Papa non è Dio, rappresenta Cristo sulla Terra ma non è Cristo, che rimane il capo supremo della Chiesa, quindi il Pontefice non ha un potere assoluto perché anche lui deve sottostare alla volontà divina espressa in maniera chiara ed esplicita nei Vangeli e nel Magistero bimillenario della Chiesa. Scriveva Ratzinger nel testo “Il primato del successore di Pietro nel mistero della Chiesa”: “Il Romano Pontefice è — come tutti i fedeli — sottomesso alla Parola di Dio, alla fede cattolica ed è garante dell’obbedienza della Chiesa e, in questo senso, servus servorum. Egli non decide secondo il proprio arbitrio, ma dà voce alla volontà del Signore, che parla all’uomo nella Scrittura vissuta ed interpretata dalla Tradizione; in altri termini, la episkopè del Primato ha i limiti che procedono dalla legge divina e dall’inviolabile costituzione divina della Chiesa contenuta nella Rivelazione. Il Successore di Pietro è la roccia che, contro l’arbitrarietà e il conformismo, garantisce una rigorosa fedeltà alla Parola di Dio: ne segue anche il carattere martirologico del suo Primato….”. Ed ecco altre interessanti riflessioni di Ratzinger leggibili in “Fede, ragione, verità e amore”: “sarà possibile e necessaria una critica a pronunciamenti papali, nella misura in cui manca a essi la copertura nella Scrittura e nel Credo, nella fede della Chiesa universale. Dove non esiste né l’unanimità della Chiesa universale né una chiara testimonianza delle fonti, là non è possibile una decisione impegnante e vincolante; se essa avvenisse formalmente, le mancherebbero le condizioni indispensabili e si dovrebbe perciò sollevare il problema circa la sua legittimità”.
        Il papa, questo è l’insegnamento tradizionale della Chiesa e della storia, può sbagliare sia nella vita personale, sia come teologo privato. Scriveva san Vincenzo da Lerino: “Dio alcuni papi li dona, altri li tollera, altri ancora li infligge”.
        Proprio a seguito della proclamazione del dogma della infallibilità pontificia (1870), il beato cardinal John Henry Newman, nella Lettera al duca di Norfolk, volle chiarirne il significato, consapevole delle banalizzazioni e delle incomprensioni che ne sarebbero derivate: “Con tutto ciò sono lontano dall’affermare che i papi non abbiano mai torto; che non ci si debba mai opporre a loro, oppure che le loro scomuniche abbiano sempre effetto. Non sono tenuto a difendere la politica e gli atti di singoli Papi… Indubbiamente ci sono azioni di papi alle quali nessuno amerebbe aver avuto parte”. E aggiungeva che la Chiesa docente non è sempre stata, nella storia, “lo strumento più attivo dell’infallibilità: vedi il caso della crisi ariana”: “Fu forse Pietro infallibile, quando ad Antiochia Paolo gli si oppose a viso aperto? O fu infallibile san Vittore allorché separò dalla sua comunione le chiese dell’Asia, o Liberio quando, egualmente, scomunicò sant’Atanasio?…”.
        Sia Ratzinger che il beato John Henry Newman qualcosina ne sapevano di teologia…

        1. https://www.marcotosatti.com/2017/02/10/di-manifesti-di-papi-di-risate-e-di-insulti-pontifici-per-sdrammatizzare/#comment-6690
          “Ma non siete voi a decidere cosa fa parte dell’immutabile depositum fidei ed è infallibile e irreformabile e cosa non lo è.

          Questo compito spetta al Papa e ai vescovi in unione con lui.

          Se non ci sono pronunciamenti che dichiarano irreformabile FC84 (da cui consegùirebbe l’eresia di Al) dovete mettervela in saccoccia vi piaccia oppure no.

          Ad esempio in Ordinatio Sacerdotalis esiste una dichiarazione infallibile e irreformabile di San Giovanni Paolo II che vieta il sacerdozio femminile (non il diaconato, attenzione, questo sarebbe possibile) perciò se il Papa volesse imporre il Sacerdozio femminile (ma è impossibile, ha detto lui stesso che quella porta è chiusa )avreste ragione a parlare di eresia.

          Ma se vuole aprire alla Comunione a chi è in stato di peccato grave contro il sesto comandamento ma non in peccato mortale a causa di varie attenuanti dovete accettarlo, perché è nel suo pieno potere e perché la Chiesa l’ha già fatto con Orientalium Ecclesiarum 27, dove apre alla Comunione con gli ortodossi, che sono scismatici ed eretici in stato di costante peccato grave contro il primo comandamento, che proibisce lo scisma e l’eresia.

          Il primo comandamento, con buona pace dei sessuofobi, non è meno importante del sesto. Se è possibile (e lo è, Orientalium Ecclesiarum 27 mi è testimone) aprire alla Comunione per chi vive in peccato grave oggettivo contro il primo comandamento è possibile anche per chi vive in peccato grave oggettivo contro il sesto.

          Si tratta di semplice e inoppugnabile logica.

          A chi non sta bene può fare un bello scisma e mettere a rischio la sua anima, visto che

          “Con la Fede urgenteCi Noi siamo obbligati a credere ed a sostenere l’Una, Santa, Cattolica ed Apostolica Chiesa e Noi crediamo fermamente e confessiamo semplicemente questa Chiesa fuori dalla quale vi è nessuna salvezza e remissione del peccato… inoltre, Noi dichiariamo, affermiamo, definiamo e proclamiamo ad ogni creatura umana che essa per necessità assoluta di salvezza è interamente soggetta al Romano Pontefice.” (Papa Bonifacio VIII, Unam Sanctam, 18/11/1302, ex-cathedra)”

    2. Luigi….si lasciamo stare davvero, perché noi, che insieme alla fede…..la stessa fede che hanno Katia e gli altri, sappiamo vedere i segni dei tempi, ma non solo, sappiamo pure meditare il Vangelo nel modo dei santi e Padri della Chiesa i quali per l’Eucarestia e la Parola di Dio hanno dato la vita. Sappiamo pure che Gesù è stato tradito proprio nell’ultima cena, guarda caso nel momento Eucaristico.
      È oggi? Si anche oggi viene tradito e di nuovo ucciso dalle mani di molto apostoli, i quali invece dovrebbero essere “custodi”, non solo della Parola confermando nella vera fede il popolo, ma pure custodire con amore quell’Ostia: oggi sacrificio, non più cruento, ma incruento di Gesù per la salvezza delle anime che vanno a Lui con tutto il cuore, pentiti e pronti a riparare. La messa ormai è diventata quasi un rito pagano per ciò che si vede e si sente : abbigliamenti sconci, continue chiacchiere, telefoni che suonano, musiche da discoteca, gente che gira i banchi al segno della pace, è dove molti si salutano come fossero a un banchetto al ristorante, senza sapere che quello è lo “Shalom”, ma i preti se ne guardano bene dallo spiegarlo, perché l’importante è essere amiconi nella messa, e l’ultimo da rispettare invece è il Signore eucaristico, visto come molti ricevono ormai l’eucarestia. Ci lascino almeno il Sacrificio, senza farlo passare per: cena del Signore, o per la mensa, o per un banchetto….

      Chissà perché l’idea di dare la comunione ai divorziati risposati viene da un papa voluto a tutti costi disprezzando l’altro (Benedetto). Hanno attuato quei progetti demoniaci di Chiesa che molti vescovi e prelati ambivano ormai da tempo, da molti anni. Infatti in Sudamerica con il cristianesimo che hanno…. ossia con questa fede modernista, prolificano le sette e il malcostume. Qui avverrà la stessa cosa perché è questo ormai che il cristiano chiede, come a chiesto la porto il divorzio eccetera eccetera.

      È Po, per terminare, dalle affermazioni su Sodoma e Gomorra di Galantino a Cracovia, mi sembra di essere in mezzo a ubriachi, che pur di attirare gente dalla loro parte sono capaci di far passare DIO per uno scemo, mettendosi loro al suo posto.

      In quanto a Paolo VI pur essendo Papa che amo perché siamo concittadini e l’ho conosciuto grazie al suo amore per la pace, per i poveri, per la gente umile, e dove tutta la famiglia è stata una famiglia di Dio nel vero senso della parola, di lui non so dire molto, intendo sul concilio, anche se so che ha sofferto molto riguardo ai modernisti, i quali volevano togliere già allora tutto ciò che c’è di sacro nella messa. C’è stato poi lo strappo con quelli di San Pio X dove molti fedeli oggi, stanno ritornando per poter ascoltare e vivere una messa come si deve. Io stessa, oggi pomeriggio, facente parte di un cenacolo diretto da un santo sacerdote che forma le persone in modo splendido, vivró la Santa messa in rito antico, anticipata dalla preghiera del Rosario, della Coroncina della Misericordia, e di una predicazione su come capire la messa (questo è l’argomento di quest’anno, chissà perché…..?).
      Pur avendo studiato quattro anni la teologia, queste predicazioni sono il proseguimento e la conferma di ciò che la Chiesa mi ha donato in tanti anni di ascolto e di obbedienza alla parola di Dio.
      Devo solo ringraziare il signore per mantenermi nella vera fede, sapendo che se c’è una persona che soffre la sua condizione matrimoniale amando il signore, io devo stargli/le vicino con l’amore ma anche con la parola di Dio.

      Posto qui la prima predicazione del cenacolo di quest’anno dove Don Luca spiega la Santa Messa; sarete voi a scegliere di ascoltare anche le altre oppure di chiudere YouTube. Io ve le propongo. Sono un buon insegnamento forte e preciso
      Buona domenica a tutti

      https://youtu.be/YX63vVf2HDk

      1. Quantonmi piacerebbe partecipare ad una messa con il rito antico. Purtroppo qui da noi sono rare e contrastate.
        Beata te che lo puoi fare!

    1. Ho comprato “Il mio papa”, l’illuminata rivista che spiega quanto è umile e buono il santo padre, e ho letto un’intervista al direttore della Civiltà Cattolica che spiega che quanto Francesco dice “cristiani con la faccia da sottaceto” sta diagnosticando se stesso. Francesco è così buono e umile e attento alle periferie esistenziali che non offenderebbe mai nessuno, ma stava solo facendo una pia autocritica.

  41. @ Enza
    La novità di AL, secondo me, sta nel non riproporre l’impegno alla continenza per i divorziati risposati che desiderano la comunione.
    Gli altri discorsi sulla colpa grave o lieve o sul peccato mortale o veniale erano già presenti nella dottrina e nel catechismo fin da prima, come ha spiegato più volte il sig. Marco.
    Ora però il confessore non è più obbligato a proporre la fedeltà al primo matrimonio valido, astenendosi nel secondo.
    Con questo avremo una contraddizione logica (non è una questione teologica) di chi vive pienamente il secondo matrimonio nel peccato veniale e CONTEMPORANEAMENTE mantiene valido il primo matrimonio sacramentale.
    Ora siccomme è impossibile vivere con due matrimoni, uno sacramento e l’altro di fatto praticato, non è possibile essere in comunione con Gesù.
    È il problema del foro esterno che saggiamente S. GPII usava con prudenza cime unico criterio per INSEGNARE questa particolare morale.
    Una chiesa che non insegna ad astenersi nel secondo matrimonio contraddice il sacramento celebrato nel primo e mina la sua stessa credibilità da un punto di vista logico.
    Poi le mancanze rispetto alla promessa di continenza fatta in confessione potranno sempre essere comprese, perdonate, valutata con tutte le circostanze attenuanti più volte ricordate, ma sarà fatta salva la verità del matrimonio sacramento.
    Altrimenti rendiamo opinabile e non credibile l’insegnamento della chiesa.

    1. E chi ha detto che Al non ripropone la continenza?

      La ripropone eccome , semplicemente non ne fa un assoluto perché sa che ci sono situazioni dove non c’è possibilità di agire diversamente senza una nuova colpa o dove manca la piena avvertenza.

      Il Cardinale Coccopalmerio infatti dice

      “qualora l’impegno di vivere “come fratello e sorella” SI RIVELI POSSIBILE SENZA DIFFICOLTÀ PER IL RAPPORTO DI COPPIA, i due conviventi lo accettino volentieri;
      b) qualora invece tale impegno determini difficoltà, i due conviventi SEMBRANO DI PER SE NON OBBLIGATI, perché verificano il caso del soggetto del quale parla il n. 301 con questa chiara espressione: “si può trovare in condizioni concrete che non gli permettano di agire diversamente e di prendere altre decisioni senza una nuova colpa”.”

      Come vedi non si parla affatto di “non proporlo”.

      Riguardo a questo

      “Con questo avremo una contraddizione logica (non è una questione teologica) di chi vive pienamente il secondo matrimonio nel peccato veniale e CONTEMPORANEAMENTE mantiene valido il primo matrimonio sacramentale.
      Ora siccomme è impossibile vivere con due matrimoni, uno sacramento e l’altro di fatto praticato, non è possibile essere in comunione con Gesù.”

      È un non sequitur, perché la Comunione con Gesù si perde col peccato veniale.

      La situazione pubblica dei divorziati risposati non è meno grave degli scismatici eretici ortodossi orientali (che vivono in situazione di costante contrasto col primo comandamento) che pure vengono ammessi ai Sacramenti (cfr Orientalium Ecclesiarum 27).

      1. Ho scritto

        “È un non sequitur, perché la Comunione con Gesù si perde col peccato veniale.”

        Volevo scrivere “NON si perde col peccato veniale”.

  42. Quanto stancate ora! A tutto c’è una fine e con carità lasciate che ognuno percorra la sua strada, non sarete voi a cambiare le convinzioni di ognuno!

    Che il signore ora vi ponga una cerniera sulla bocca!

    1. E che dire di questo chiaro e motivato pronunciamento del PONTIFICIO CONSIGLIO PER I TESTI LEGISLATIVI, oggetto di uno dei dubita:
      “La formula «e gli altri che ostinatamente perseverano in peccato grave manifesto» è chiara e va compresa in un modo che non deformi il suo senso, rendendo la norma inapplicabile. Le tre condizioni richieste sono:
      a) il peccato grave, inteso oggettivamente, perché dell’imputabilità soggettiva il ministro della Comunione non potrebbe giudicare;
      b) l’ostinata perseveranza, che significa l’esistenza di una situazione oggettiva di peccato che dura nel tempo e a cui la volontà del fedele non mette fine, non essendo necessari altri requisiti (atteggiamento di sfida, ammonizione previa, ecc.) perché si verifichi la situazione nella sua fondamentale gravità ecclesiale;
      c) il carattere manifesto della situazione di peccato grave abituale.
      Non si trovano invece in situazione di peccato grave abituale i fedeli divorziati risposati che, non potendo per seri motivi -quali, ad esempio, l’educazione dei figli- «soddisfare l’obbligo della separazione, assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Familiaris consortio, n. 84), e che sulla base di tale proposito hanno ricevuto il sacramento della Penitenza. Poiché il fatto che tali fedeli non vivono more uxorio è di per sé occulto, mentre la loro condizione di divorziati risposati è di per sé manifesta, essi potranno accedere alla Comunione eucaristica solo remoto scandalo.”
      E perché questa severità? È presto spiegato:
      “Anzi, il dovere di ribadire questa non possibilità di ammettere all’Eucaristia è condizione di vera pastoralità, di autentica preoccupazione per il bene di questi fedeli e di tutta la Chiesa, poiché indica le condizioni necessarie per la pienezza di quella conversione, cui tutti sono sempre invitati dal Signore, in modo particolare durante quest’Anno Santo del Grande Giubileo.”
      Allora si parlava di conversione, oggi di “soddisfazione del cliente” che paga la “Kirchensteuer” in Germania….

  43. All’Angelus di domenica papa Francesco ha ipocritamente “predicato” sul peccato dell’insulto….

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/angelus-papa-francesco-insultare-come-uccidere-5d5b57a6-368a-4e1c-aaaf-0192fb81d449.html

    Dovrebbe piuttosto chiedere perdono per gli insulti e le volgarità che ha riversato continuamente sui cristiani, non ultima quella di coprofagia e coprofilia. Invece di adularlo e rassicurarlo sulla sua popolarità, ci vorrebbe qualche cardinale che facesse leggere a papa Francesco l’elenco aggiornato delle sue offese e delle contumelie con le quali ha degradato il più alto pulpito della cristianità, facendogli capire che non tutti i cristiani hanno perso l’uso della ragione e che a predicare bene (si fa per dire) e razzolare male non ci si fa bella figura.

  44. @ Marco
    Nella tua foga di rispondere a tutti ripetendo sempre la stessa cosa nella vana speranza che se una cosa non vera viene detta più volte diventa verità mi hai anche messo in bocca cose che non ho mai detto specie sugli ortodossi… copiando ed incollando frasi non scritte da me. Detto questo, ed utilizzando tue parole “spero che tu lo capisco” provo, di nuovo, a farti capire, attraverso documenti da te citati, perchè il divorziato e risposato non può fare la comunione.
    chi può fare la comunione?
    “La comunione con il corpo e il sangue di Gesù nell’Eucarestia richiede buone disposizioni mancando le quali, pur ricevendo il corpo di Cristo, non si fa comunione con Lui.
    Per fare una buona comunione si richiede:
    1. essere in grazia di Dio, cioè il non avere sulla coscienza peccati gravi
    2. sapere e pensare chi si va a ricevere, cioè credere nella presenza di Gesù nell’Eucarestia ed avere un sincero desiderio di riceverlo con amore, umiltà e modestia
    3. osservare il digiuno eucaristico che consiste nell’astenersi, un’ora prima della comunione, dai cibi e dalle bevande alcoliche, eccetto l’acqua naturale.”
    punto numero 1… come fai a non avere sulla coscienza peccati gravi? confessando i propri peccati e ricevere l’assoluzione. Chi può ricevere l’assoluzione? chi pentito si accosta al confessore con l’impegno di non ricadere in tentazione… domanda: può un divorziato risposato prendere impegno con il confessore di non cadere di nuovo nel peccato dell’adulterio? NO ergo ti accosti all’Eucaristia con sulla coscienza peccati gravi e quindi non puoi. Ora puoi continuare ad arrampicarti sugli specchi, citare tutte le norme che vuoi (ma quando le citi citale bene e non estrapolare quello che serve a te come hai fatto, ad esempio, con il punto 1) limitandoti a scrivere solo essere in stato di grazia ed omettendo il resto) ma la sostanza non cambia.
    P.S. il primo comandamento reca: non avrai altro Dio fuori di me. Non mi pare che gli Ortodossi credano in un Dio diverso o in altro Dio e, almeno sulla cosa più importante e cioè l’Eucaristia abbiamo lo stesso credo e la stessa fede non come i vostri nuovi amici luterani tanto cari al Sommo Pontefice che invece hanno una concezione diametricalmente opposta alla nostra.

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