IL PAPA, L’INFORMAZIONE, LE FECI E MATERIALI AFFINI.

 

Marco Tosatti

Ho aspettato in paio di giorni a scrivere; in primo luogo perché c’era materia più pressante, nel mio minuscolo carnet di notizie, e poi perché provavo disagio. Provavo disagio per il Pontefice, anche se sono sicuro che aveva le migliori intenzioni del mondo; però si sa che fine spesso fanno le buone intenzioni.

Mi riferisco alla cacca. In molti anni che seguo e studio da apprendista le cose di Chiesa non avevo sentito un Pontefice parlare, o scrivere dell’argomento. Lo ha fatto Francesco nell’intervista al giornale cattolico belga “Tertio”.

Parlando dei pericoli e delle tentazioni dell’informazione, ha detto: “E poi, credo che i media devono essere molto limpidi, molto trasparenti, e non cadere – senza offesa, per favore – nella malattia della coprofilia, che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verità. E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si può fare molto danno”. (Grassetto mio, N.D.R.).

In particolare con Giovanni Paolo II, si era sviluppato fra i vaticanisti (me incluso) il “primavoltismo”; si andava a caccia e si sottolineava che era la prima volta che un papa faceva questo, diceva quello, e così via. Evidentemente quello sport è un po’ andato in disuso; perché questa sarebbe stata una prima volta clamorosa, che il termine greco κόπρος, còpros, sterco, si affaccia sulle labbra del Papa, e non vedo una corsa a segnalarlo. Pronto a fare ammenda, se sbadato come sono non l’ho notato.

Forse perché proviamo un po’ di imbarazzo. Personalmente, non mi è piaciuto. Chi mi conosce sa che non sono molto prude. Confesso di aver praticato per molti anni la pessima abitudine di non pochi dell’ambiente giornalistico a essere piuttosto sboccati. Un vizio che non poche delle persone che hanno condiviso con me pezzi di vita, soprattutto donne, hanno cercato di attenuare, e da cui sto faticosamente tentando di liberarmi. E quanto alla vita privata da giovane venti e maree hanno sbattuto per benino questa barchetta.

Quindi non è certamente da rigido parruccone che manifesto il mio disagio. Certi termini sulle labbra del Pontefice mi danno un suono strano.

Quanto poi alla limpidezza e alla trasparenza, chi vuole scagli la prima pietra. Da due mesi ci sono quattro cardinali – e non pochi fedeli – che aspettano una risposta, che forse non verrà mai, di chiarezza su peccato mortale ed eucarestia. Abbiamo il confidente e suggeritore del Papa che ha ammesso di aver irriso i quattro cardinali da un account anonimo di Twitter, da lui creato (anonimo perché?) e cerca ora di farsi passare per un martire digitale…Insomma.

E ora coprofilia e coprofagia. Penso tutto il male possibile di questo mestiere, e dei giornalisti in generale, me per primo, ma se non troviamo misericordia dal Papa, da chi ce la dobbiamo attendere?

Spero di sbagliare, ma temo di percepire qualche disequilibrio.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. 

Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.


L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

E iscrivetevi alla newsletter per gli aggiornamenti, qui a fianco.

17 commenti su “IL PAPA, L’INFORMAZIONE, LE FECI E MATERIALI AFFINI.”

  1. Talvolta davvero singolari sono le modalità espressive di Papa Francesco.
    Innanzitutto, si deve ancora una volta constatare la veemenza con la quale è solito scagliarsi contro alcuni comportamenti ‘socialmente scorretti’, che, per quanto esecrabili, non risultano esattamente indicati nel Catechismo come peccati, né lievi né gravi, né tanto meno mortali. L’uso di un termine che ha a che fare con la cacca, poi, (scusate, ma prendetevela con lui…) non mi pare esattamente consono al ‘trono più alto’!
    Quando si tratta di corruzione, ecologia, e, sarà un caso, comportamenti che hanno a che fare con la comunicazione (ad esempio, lo “sparlare” nella Chiesa) il tono spesso si alza oltre il dovuto.
    Per i peccati veri, invece… Tutto il resto è noia!

    1. Le segnalo che “e un esempio…” presenta un errore di ortografia!
      Correzione: “è un esempio”.
      Mi pare che di lampante ci sia solo una cosa. La sua i_ _._._ _a!
      Lascio a Lei completare (suggerimento, non è ignavia poiché ad ogni _ corrisponde una consonante, ad ogni . una vocale)

  2. Sconcerto e rinnovata perplessità.
    Tuttavia mi viene da pensare che, da abile politico, attraverso questi escamotage cerchi di spostare l’attenzione dalle questioni molto più importanti: quelle Dottrinali in primis.

    Quanto al “confidente e suggeritore”: chi bazzica in rete ben conosce il personaggio ed i suoi comportamenti. Ad esempio vedere qui: https://ilbenevincera.wordpress.com/2015/10/20/padre-spadaro-maestro-del-dialogo-sui-new-media-mi-ha-bloccato/

  3. Tutto molto giusto e condivisibile. Quanto ai quattro poveri cardinali, cui va tutto il mio apprezzamento, hanno solo sbagliato a chiedere un chiarimento al Papa. Avrebbero dovuto chiederlo ad Eugenio Scalfari, confidente, consigliere e interprete autorizzato di papa Francesco.

  4. Però se già parla di “popò”bisogna vedere se è quella dei suoi ,e allora è profumata.Se quella che esce da chi la pensa diversamente dalla Lui cerchia allora è puzzolente come i peccati

  5. Io penso che parli di ciò di cui è esperto: non saprei in quale migliore categoria ricomprendere tante sue interviste in aereo o con l’amato scalfari, o le terribili note dell’esortazione alla confusione, o i suoi silenzi eloquenti…

  6. Caro Liso, puoi dirle a quella devota modernizatta che il diávolo ha bisogno di modernizarsi, per ” entrare ” piú facilmente alla gente, invece Dio no, perché é eterno, e Lui sá quello che anida nel cuore del uomo, caduto ma rigenerato.

  7. Anche ieri mi è capitato di parlare con una devota a cui questo pontificato piace tanto.
    Perchè ‘bisogna stare al passo coi tempi’, ‘modernizzarsi’, ‘non si può più ragionare come una volta’.
    Quasi quasi mi veniva da piangere.

  8. Beh, stavolta il senso del discorso, quantomeno, era giusto. E’ che lui ha sempre questo stile, come pure il tono di voce, il modo di parlare, iper-rindondante e gigionesco che, secondo me, è stucchevole in modo esagerato e che, quantomeno a mia sensibilità, non fa presa sull’interlocutore.
    Ma pensiamo piuttosto alle cose importanti. Speriamo che i Quattro, a modo e tempo secondo loro, portino avanti la loro azione.

    1. Che i quattro portino avanti il loro intento non ci giurerei troppo, non dimentichiamo che a fronte di questi quattro ve ne sono oltre duecento, alcuni a favore, ma preoccupati dalla poltrona, altri decisamente contrario, così vale per vescovi ed affini.
      Se poi ci dovesse essere questa ripresa pubblica lo scisma non è da escludere, Marcel Lefebrve insegna.

I commenti sono chiusi.