FATIMA E IL SEGRETO NON SVELATO. A CENTO ANNI DAL FUTURO DELLA CHIESA. UN LIBRO DELLA CHORABOOKS.

Marco Tosatti

Un genitore che parla di una sua creatura è, in genere, ben poco attendibile. L’amore è una lente molto deformante. Così non pretenderò che mi crediate se vi dico che il libro – mio – di cui oggi annuncio l’uscita è meritevole di attenzione. Il poliedrico e creativissimo amico Aurelio Porfiri mi ha chiesto di lavorare, a cento anni dalle apparizioni di Fatima a una versione più completa e aggiornata di un’opera uscita nel 2002. E ha pubblicato per il suo Chorabooks “Fatima e il segreto non svelato. A 100 anni dal futuro della Chiesa”. Lasciando da parte ogni modestia e verecondia mi sembra di poter dire che sia un lavoro interessante per chi – senza essere uno specialista – voglia farsi un’idea di tutto ciò che è stato, ed è ancora, il problema Fatima. Per la Chiesa e per il mondo. E si vedrà che Fatima continua ancora a riservarci interrogativi e sorprese. Qui sotto trovate il comunicato dell’Editore e il link a una mia beve intervista sull’argomento. Grazie per la pazienza e la comprensione. Ma sapete, con i genitori ci vuole pazienza….



Comunicato stampa Chorabooks Publishing Limited 2017 Marco Tosatti (2017), Fatima e il segreto non svelato. A 100 anni dal futuro dellaChiesa.

Hong Kong: Chorabooks. EBook (formato Kindle) Euro 9.99 ISBN 9789887725657
Cartaceo Euro 16.63

ISBN 978‐9887725664

Disponibilità: immediata su tutti i negozi amazon
Per informazioni ed interviste rivolgersi a aurelioporfiri@hotmail.com

 

A cento anni di distanza dall’evento le apparizioni di Fatima fanno ancora parlare, discutere e suscitano molte polemiche. Il più̀ straordinario fenomeno sovrannaturale del secolo scorso riserba ancora dei misteri, che a volte sembrano quasi insolubili, almeno a viste umane. O che forse non saranno mai ammessi ufficialmente.

Il libro di Marco Tosatti riprende, quindici anni dopo la sua prima edizione, in una veste aggiornata fino alle più̀ recenti scoperte e discussioni, tutta la storia della Cova de Iria, proprio nel momento in cui due dei tre pastorelli stanno per salire alla gloria degli altari. Quindi non è semplicemente la ripresa di un’opera già̀ edita, ma rappresenta un testo confermato nei punti ancora validi, arricchito di molte informazioni nuove e con l’aggiunta di ulteriori capitoli.

Lo svelamento del 2000 è stato nelle intenzioni della Chiesa di Roma il “Punto finale” di decenni di attesa e di indiscrezioni eccellenti. Che la profezia contenuta nel Terzo Segreto riguardasse una grande persecuzione della Chiesa e dei cristiani è ormai pacifico. E’ quello a cui stiamo assistendo, in tutto il mondo, dopo le persecuzioni delle grandi dittature, nazismo e comunismo, e la cronaca ce lo conferma con quotidiano orrore.

Ma forse questo non era tutto. Il libro ripercorre con attenzione e passo dopo passo le parole e i gesti di coloro che sono venuti a contatto con il Segreto, e soprattutto, affronta quella che molti pensano sia una parte mai rivelata, e che riguarda direttamente la Chiesa, e la sua apostasia.

In Spagna di recente è stato sottoposto ad analisi grafologica da tre esperti di prima grandezza un documento attribuito a Suor Lucia, e che era apparso per la prima volta nel 2010. E’ una lettera dal contenuto impressionante, per i cattolici, in cui si parla esplicitamente dell’apostasia della Chiesa, a partire dal suo vertice. La perizia afferma che senza ombra di dubbio la calligrafia è quella della suora rinchiusa a Coimbra. Secondo gli esperti le lettere del documento non sono uguali a quelle dei testi di Suor Lucia a disposizione del pubblico; quindi, concludono i periti, non si tratta di una falsificazione. E’ un campo ancora aperto alla discussione, ovviamente; anche perché́ l’origine del documento, solo digitale, è ignota, e dell’originale cartaceo non si sa nulla.

Ma se si collega questo elemento a quanto affermano alcune persone molto vicine all’allora cardinale Ratzinger è comprensibile che a molti la versione proposta a suo tempo dal cardinale Tarcisio Bertone non appaia sufficiente a spiegare tutte le contraddizioni, le omissioni e le oscurità.

Fatima è stato, ed è tutt’ora un evento straordinario; tanto che in ambienti diversi da quello religioso, o cattolico, sono riconosciute la sua portata e la sua importanza. Anche di questo, delle interpretazioni che possono apparire stravaganti, ma non sono tali per molte persone, si racconta nel libro; così come del problema della consacrazione della Russia, e delle “creature” di Fatima, le apparizioni mariologiche che si sono susseguite negli ultimi decenni e che all’evento della Cova de Iria fanno riferimento, spesso esplicito.

Ma per i credenti resta aperta la questione: è stato detto realmente tutto? E se questo non è avvenuto, perché́? Per paura di che cosa?

Marco Tosatti è nato a Genova nel 1947. Dal 1981 si occupa di informazione su temi religiosi. E’ stato il vaticanista de La Stampa dal 1981 al 2008. Ha scritto numerosi libri, su temi di religione e storia, in particolare del M.O. “I Baroni di Aleppo”, “La vera storia del Mussa Dagh”, “Gli eroi traditi”, ”Inchiesta sul demonio”, “Padre Pio e il diavolo”, “Santi posseduti dal demonio”, “Inchiesta sulla Sindone” e altri. Con don Gabriele Amorth ha scritto “Memorie di un esorcista”.



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FATIMA. PRESENTAZIONE A MADRID. LA PERITA CALLIGRAFA NEGA CHE IL TESTO PUBBLICATO DA ZAVALA SIA UNA FALSIFICAZIONE.

 

Marco Tosatti

Giovedì 6 aprile, alla vigilia di quella che secondo alcuni studiosi potrebbe essere stata la data reale della Crocifissione, è stato presentato a Madrid, nella Casa del Libro sulla Gran Via, davanti a centinaia di persone (qualcuno è giunto per l’occasione persino dal Venezuela) il libro di José Maria Zavala “El secreto mejor guardado de Fatima” , Il segreto meglio guardato di Fatima.

Come abbiamo già scritto qualche tempo fa, il libro ci è parso interessante per varie ragioni, che non sono connesse direttamente con quella che è la novità più accattivante, e cioè la perizia calligrafica su una presunta parte autografa di Suor Lucia del Terzo Segreto di Fatima. L’opera di Zavala, alla cui presentazione chi scrive ha partecipato come relatore, ci ha colpito per la sua struttura: vari segmenti diversi, e solo apparentemente non collegati, compresa un’intervista inedita a don Gabriele Amorth, che disegnano un affresco spirituale dell’ultimo secolo, e dei nostri tempi, in cui Fatima, don Gabriele Amorth, padre Pio (di cui Josè Maria e la sua sposa, Paloma, sono figli spirituali che dire devoti è dir poco) dirigono il lettore verso l’obiettivo della conversione, della penitenza e della preghiera.

Una parte dell’opera è dedicata a un documento relativo al Terzo Segreto.

Il testo riportato dal libro è apparso su un sito americano nel 2010, durante il pontificato di Benedetto XVI, ma ha avuto un’eco limitata. Zavala lo avrebbe ricevuto con una mail anonima mentre stava preparando la sua opera, e non si è limitato a riprodurlo; prima di questo ha chiesto a una esperta grafologa e calligrafa di sottoporlo a un esame, comparandolo con il testo conosciuto e accertato di mano di Suor Lucia del Terzo Segreto stesso.

Non si tratta di un documento originale, ma di una copia digitale o fotocopia, e questo naturalmente, come è stato detto sin dall’inizio, pone dei limiti all’esame. Ma è interessante riportare quanto afferma Begoña Slocker, che era presente, insieme ad altri due esperti del campo, che l’hanno aiutata e hanno in qualche modo “certificato” il suo lavoro, alla conferenza stampa di presentazione. L’esperta giudiziaria nella sua relazione, allegata al libro di Zavala, ha concluso che il testo preso in esame “è stato realizzato dalla stessa mano del documento corrispondente alla Prima e alla Seconda Parte del Segreto di Fatima, redatto di suo pugno e scrittura da Suor Lucía dos Santos”.

E’ stato obiettato che grazie agli strumenti attuali di creazione (per esempio Photoshop) una falsificazione sarebbe possibile. E mancando il testo originale, non è un’obiezione da trascurare. A questo Begoña Slocker ha risposto: “Noi lavoriamo su documenti originali, e dal momento che non ho questi dati, mi sono basata soprattutto sulla velocità, sull’inclinazione e sui segni tipo, il che significa che quando sovrappongo le lettere, se fossero identiche, sarebbe una falsificazione; ma non sono identiche”.

La grafologa aggiunge: “La mia conclusione chiaramente è che è stato fatto dalla stessa mano, e l’ho rivisto con il Presidente della Società Spagnola di Calligrafia, che lo ha suffragato, e con Tomás Alonso de Corcuera, il Numero Uno in Spagna come perito, che è stato professore e docente nella Polizia Scientifica di Madrid. E’ una perizia fatta coscienziosamente, a cui ho dedicato molti giorni e notti”.

Nella sua presentazione l’autore ha detto che non spettava a lui dire se fosse o no un documento autentico, ma che per questo motivo si affidava alla relazione degli esperti.

Ci sembrava interessante, avendo trattato del libro di Zavala, e di questo documento, sia sulla Nuova Bussola Quotidiana QUI e QUI che su Stilum Curiae, offrire ai lettori questo ulteriore aggiornamento sullo stato della questione. Senza esprimere giudizi diversi da quelli che abbiamo già manifestato a attribuire patenti. E cioè che le contraddizioni e discrepanze fra le testimonianze del passato, e quello che è stato rivelato sono tali da autorizzare a pensare a un qualche elemento mancante, del mosaico. Come peraltro conferma il recente libro di Saverio Gaeta, “Fatima, tutta la verità”, che mette in luce contraddizioni e carenze delle spiegazioni dell’allora Segretario di Stato, il cardinale Tarcisio Bertone, autore con Giuseppe De Carli de “L’ultima veggente di Fatia”, nel 2007, e de “L’ultimo segreto di Fatima”. Uscito proprio nel 2010: lo stesso anno in cui apparve il documento di fonte anonima riportato dal libro di Zavala.

In calce riportiamo il testo in una nostra traduzione.

Il testo comincia con le sigle JMJ, e la data: “Tuy, 1/4/1944”.

E continua così: “Adesso vado a rivelare il terzo frammento del segreto; questa parte è l’apostasia nella Chiesa. Nostra Signora ci mostrò una visione di un individuo che io descrivo come ‘il “Santo Padre’, davanti a una moltitudine che stava lodandolo.

Però c’era una differenza con un vero Santo Padre, lo sguardo del demonio, questo aveva gli occhi del male.

Poi, alcuni momenti più tardi, vedemmo lo stesso Papa entrare in una Chiesa, però questa Chiesa era la Chiesa dell’inferno, non c’è modo di descrivere la bruttezza di questo luogo, sembrava come una fortezza fatta di cemento grigio, con gli angoli rotti e le finestre come occhi, aveva un picco sul tetto dell’edificio.

Subito alzammo lo sguardo verso Nostra Signora che ci disse avete visto l’apostasia nella Chiesa, questa lettera può essere aperta dal Santo Padre, però deve essere annunciata dopo Pio XII e prima del 1960.

Nel regno di Giovanni Paolo II la pietra angolare della tomba di Pietro deve essere rimossa e trasportata a Fatima.

Poiché il dogma della fede non è conservato a Roma, la sua autorità sarà rimossa e consegnata a Fatima.

La cattedrale di Roma deve essere distrutta e una nuova costruita a Fatima.

Se 69 settimane dopo che questo ordine sia annunciato, Roma continua la sua abominazione, la città sarà distrutta.

Nostra Signora ci disse che questo è scritto, Daniele 9,24-25 e Matteo 21, 42-44”.

Così terminava il messaggio. La parte relativa a Matteo è la seguente:

42 “Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture:

‘La pietra che i costruttori hanno rifiutata

è diventata pietra angolare;

ciò è stato fatto dal Signore,

ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri’?

43 Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti.

44 Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà”.

Mentre invece la parte relativa a Daniele è questa: “24 Settanta settimane sono fissate

per il tuo popolo e per la tua santa città

per mettere fine all’empietà,

mettere i sigilli ai peccati, espiare l’iniquità,

portare una giustizia eterna,

suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei

santi”.



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