VESPRI ANGLICANI IN SAN PIETRO, E IN PIAZZA UN ROSARIO DI “RIPARAZIONE”. SULLO SFONDO L’ACCORDO FRA ROMA E I LEFEBVRIANI

Marco Tosatti

Ieri pomeriggio, poco dopo che nella basilica di San Pietro si erano celebrati i Vespri con esponenti della Chiesa anglicana, alcune decine di persone recitavano una rosario di riparazione per l’unità della Chiesa in piazza San Pietro. Contemporaneamente, tramite al tam tam sui social media, molte altre persone si univano alla preghiera ciascuno dove si trovava.

Personalmente non ritengo scandalosa la celebrazione di una preghiera come i Vespri insieme con esponenti delle altre confessioni cristiane, e tanto meno con gli Anglicani, che probabilmente nella galassia della Riforma sono una delle confessioni più vicine a Roma, e in cui una forma di trasmissione apostolica si è conservata, anche dopo lo scisma.

Penso però che sia interessante per i lettori dare questa notizia.

Anche perché si tratta di una prima, per quanto numericamente esigua, manifestazione di protesta in San Pietro, nata dal basso. Il gruppo, molto eterogeneo, comprendeva, a quanto mi riferiscono, persone che gravitano nell’ambito di Ecclesia Dei, della Fraternità San Pio X, oltre ad altre di ispirazione diversa. La Fraternità di San Pio X ha ufficialmente aderito all’evento organizzando una messa prima e facendo guidare il rosario da uno dei suoi sacerdoti. E’ interessante questa partecipazione, se si tiene conto che a quanto si dice l’accordo fra la Fraternità e la Santa Sede potrebbe essere imminente.

L’iniziativa del Rosario nasce dalla Milizia dell’Immacolata, una piccola associazione rifondata dall’ex superiore italiano della FSSPX don Pierpaolo Petrucci, ispirata quella fondata ai tempi da San Massimiliano Kolbe. Scopo dell’associazione è l’apostolato mariano sia spirituale che di evangelizzazione, quella di ieri è stata la prima sortita pubblica.

Fra i mezzi di comunicazione Radio Spada ha promosso l’evento. Poco dopo anche la FSSPX ha dato il suo appoggio ufficiale. Altre celebrazioni di “riparazione” della Fraternità si sono svolte in tutta Italia; l’impressione che è si siano decisi a partecipare quando è apparso chiaro che l’evento si stava diffondendo molto diffuso negli ambienti tradizionalisti. Una certa prudenza da parte della FSSPX sarebbe, secondo alcuni, riconducibile al fatto che il distretto è sotto la guida dell’assistente del Superiore Generale, Fellay, che proprio in questo periodo starebbe definendo i termini di un’eventuale regolarizzazione canonica. Nessun alto prelato ha aderito all’iniziativa, nata praticamente su Facebook e col passaparola.



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