CHIESA E MASSONERIA. MONS. STAGLIANÒ: I MASSONI NON SONO NÈ VICINI NÈ LONTANI, SONO FUORI DELLA CHIESA. ANCHE SE PRETI E VESCOVI.

Marco Tosatti

Ieri come sapete si è svolto l’incontro organizzato dal Grande Oriente d’Italia su “Chiesa e Massoneria, così vicini così lontani”, di cui ha parlato la Nuova Bussola Quotidiana  e anche su Stilum Curiae. Oltre che Pezzo Grosso di ieri.

Dopo l’incontro Giovanna Arminio per La Croce ha intervistato il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, che ha partecipato all’incontro. Ecco alcune delle sue dichiarazioni al termine dell’evento.

“Credo che molti cattolici abbiano espresso la loro preoccupazione e anche la loro indignazione perché hanno della massoneria una concezione che evidentemente è negativa. I massoni sarebbero degli incappucciati, dei satanisti, dei mafiosi. Se questo è vero, li posso anche capire. Però io sono stato invitato in un dibattito pubblico, con una massoneria che non mi pare sia una società segreta, i loro capi sono visibili. Ho avuto modo di poter predicare il Vangelo anche a loro, poiché mi hanno chiesto di parlare del rapporto fra Chiesa e Massoneria. Poiché io della massoneria conosco poco, ho pensato di parlare della Chiesa cattolica. Lasciando alla loro intelligenza di capire se sono lontani o sono vicini.

Ho spiegato loro che per la Chiesa del Concilio Vaticano II, la Chiesa del dialogo, loro non sono né vicini né lontani, sono totalmente fuori. Sono fuori della comunione cattolica, sono scomunicati. Ho spiegato loro che cosa è la scomunica. Per cui vorrei rincuorare tutti quelli che pensano che la mia presenza dialogica sia una sorta di sdoganamento. Assolutamente no. Non potrebbe entrare nella mia competenza fare questo. Ma come teologo, come vescovo e soprattutto come teologo ho voluto spiegare che sono fuori della comunione della Chiesa”.

L’intervistatrice ha ricordato al presule che i massoni dicono che ci sono diversi cattolici affiliati alla Massoneria. “Lei si è rivolto anche a loro parlando della scomunica?”.

“Certo, direi che uno dei motivi fondamentali che mi ha portato a venire a questo dialogo, primo per obbedire al comandamento di Gesù, se ci sono lupi, ti mando come pecore in mezzo ai lupi, e se ci sono nemici della Chiesa dovete amare i vostri nemici. Ma la mia operazione , almeno nell’intenzione del mio cuore è quella di fare un’operazione di carità intellettuale, è carità anche dare qualche illuminazione particolare di orientamento in persone che potrebbero essere disorientate. Perché se molti di quelli che mi hanno ascoltato sono massoni e sono cattolici evidentemente sono persone, nostri fratelli, un po’ disorientati. Come fanno a conciliare con la scomunica la loro appartenenza alla massoneria con l’andare in Chiesa e magari cibarsi anche dell’eucarestia? Non è possibile. Se poi come dicono alcuni appartengono alla massoneria alcuni preti e alcuni vescovi mi pare che qui c’è proprio bisogno di una presenza autorevole di un vescovo che dicesse loro: guardate, queste cose non sono possibili. Perché se uno che è prete o addirittura vescovo aderisce alla Massoneria vuol dire che della scomunica se ne fa un baffo. Ma un cattolico che si fa un baffo della scomunica credo che abbia problemi di identità cattolica, mi pare. Sono venuto qui a ddire che la lontananza e la vicinanza vanno interpretate in modo da dire che loro sono talmente lontani da essere fuori dalla comunione con la Chiesa. Poi, essendo persone dotate di logos con loro si può parlare e dialogare, e ho sviluppato il tema per vedere quale possibile vicinanza c’è nell’abissale distanza”.



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