DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA, LA CINA LA REALIZZA. PAROLA DI SORONDO. BRANDI: E I LAOGAI? E IL TIBET? È LA REAL POLITIK VATICANA?

Marco Tosatti

“In questo momento, quelli che realizzano meglio la dottrina sociale della Chiesa sono i cinesi”.

Qualche mese fa ha visitato la Cina, Marcelo Sánchez Sorondo, l’argentino Cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze, consigliere del Pontefice. “Ne è tornato a Roma entusiasta”, scrive nella sua intervista Andrés Beltramo Álvarez, che abbiamo trovato solo in spagnolo. 

Ne riportiamo qualche frase, rimandando i lettori al testo integrale.

“I cinesi cercano il bene comune, subordinano le cose al bene generale. Me lo ha assicurato Stefano Zamagni, un economista tradizionale”.

“Ho incontrato una Cina straordinaria: quello che la gente non sa è che il principio centrale cinese è lavoro, lavoro, lavoro. Non c’è altro al fondo, è come diceva San Paolo: chi non lavora non manga. Non ci sono villas miserias, non c’è droga, i giovani non hanno droga. C’è una coscienza nazionale positiva, vogliono dimostrare che hanno cambiato, ormai accettano la proprietà privata”.

Pechino, secondo il Cancelliere, ha numerosi punti di coincidenza con la Santa Sede, fra cui “la difesa della dignità della persona” e segue più di altri l’enciclica Laudato Sì, e in campo ecologico sta assumendo una leadership morale che altri hanno lasciato”.

Abbiamo chiesto a Toni Brandi, Presidente della Laogai Research Foundation, un’organizzazione impegnata nella difesa dei diritti umani e religiosi in Cina, un commento all”intervista.

<Monsignor Marcelo Sánchez Sorondo  della Accademia Ponteficia delle Scienzae ha dichiarato all’intervista con Andrés Beltramo che “In questo momento, i cinesi sono quelli che realizzano meglio la dottrina sociale della Chiesa”.

Le sofferenze che hanno affrontato per Cristo migliaia di Vescovi e prelati, le chiese e le case distrutte, le persecuzioni e le sparizioni nei famigerati campi laogai o il fato di eroici prelati come Giovanni Gao Kexian della diocesi di Yantai, Giovanni Han Dingxiang, della diocesi di Yongnian, imprigionato per vent’anni, poi rilasciato ma di nuovo fatto sparire nel 2006, Giovanni Yang Shudao della diocesi di Fuzhou, morto dopo aver passato ventisei anni in prigione, gli ultimi vescovi di Shanghai, il gesuita Giuseppe Fan Zhingliang e altri come si collocano?

E non dimentichiamo il genocidio culturale e le persecuzioni in Tibet, fra il popolo degli Uighuri e le centinaia di campi di concentramento, i laogai dove sono costretti al lavoro forzato milioni di uomini, donne e bambini fino a 16 ore al giorno a vantaggio economico del regime comunista cinese e di molte multinazionali che investono in Cina.

Tutti questi crimini continuano imperterriti. Tutto ciò è normale e permesso per il signor Sorondo?

Tutto ciò non rappresenta un problema e può continuare? Questa è la nuova real politik del signor Sorondo e degli attuali uomini di chiesa?>.


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