PEZZO GROSSO COMMENTA IL NUOVO VANGELO DI SCALFARI (E DEL PAPA?). E CHIEDE UNA FORTE SMENTITA VATICANA.

 
Marco Tosatti

Questa volta nella lettera che Pezzo Grosso mi ha scritto ieri, dopo aver letto Eugenio Scalfari illustrare il nuovo umanesimo della Chiesa, basato secondo lui, sui pilastri di Martini, Paglia e Bergoglio, colgo un senso di reale smarrimento. leggete e ditemi se condividete questa sensazione. Ancora una volta, in questi tempi in cui chi dovrebbe dire una parola sembra si occupi solo di immigrazioni si rimpiange che siano informatori occasionali a gettare sprazzi di luce sulla “pensée profonde” del N.1. Leggiamo la lettera, a cui ho aggiunto una piccola postilla.

“Caro Tosatti, nei suoi colloqui con il Papa Bergoglio, trascritti a memoria su Repubblica,   Scalfari, il grande e primo ‘convertito’ dal Pontefice, oggi su Repubblica a pag. 26 fa tre affermazioni che devo assolutamente commentare per Stilum Curiae.

La prima è che il Papa, al fine di incontrare la ‘modernità’ è alla fin fine ‘relativista dichiarato’. In virgolettato Scalfari riporta una frase del Papa: ‘Noi credenti e ovviamente soprattutto noi presbiteri e noi vescovi crediamo nell’Assoluto, ma ciascuno a suo modo, perché ciascuno ha la sua testa e il suo pensiero. Quindi la nostra Verità assoluta, da tutti noi condivisa, è però diversa da persona a persona. …Un tipo di relativismo c’è dunque anche tra noi’. Bene, ce ne eravamo accorti, nulla di nuovo.

Andiamo alla seconda. Scalfari, nella sua ricerca sull’origine del bene e del male, si domanda: ‘A chi si deve l’esistenza del Demonio?’ . Il lettore ha letto bene; Scalfari, per rispetto scrive demonio con la D maiuscola. Poi prosegue spiegando che ‘la religione cattolico-cristiana distingue ovviamente fra bene e male, ma non affronta l’origine del male: è Dio stesso ad averlo creato nel momento in cui riconosceva alle sue creature umane il diritto al libero arbitrio?’. Perbacco ! Ma le lezioni di dottrina di Papa Bergoglio a Scalfari a che son servite?

E arriviamo alla terza affermazione. Scalfari rileva che Papa Francesco (in modo – dice -più rivoluzionario di Giovanni XXIII e Paolo VI) ha abolito i luoghi dove dopo la morte le anime dovranno andare: Inferno, Purgatorio e Paradiso. Scrive il grande convertito: ‘Papa Francesco, lo ripeto, ha abolito i luoghi di eterna residenza nell’Aldilà delle anime. La tesi da lui sostenuta ‘è che le anime dominate dal male e non pentite cessino di esistere, mentre quelle che si sono riscattate dal male saranno assunte nella beatitudine contemplando Dio’. E qui conclude che:   ‘il Giudizio universale, che è nella tradizione della Chiesa, diventa privo di senso’ . E’ certo che la conclusione di Scalfari non è semplicemente che noi c……i andiamo al nostro Paradiso (se ci crediamo) mentre gli illuminati finiscono e basta, perché l’inferno, quale punizione eterna, non c`è proprio. No; di fatto spiega e implica che non c’è il peccato originale, non c’è Incarnazione, Resurrezione, e non c’è Redenzione. Insomma siamo di fronte a un’operazione colossale: si sta riscrivendo il ‘vangelo secondo Scalfari’ che fa parlare il Papa (senza registratore, però. Vedi padre Sosa, SJ). Conclusione, leggendo la prima volta questo pezzo sottotitolato: ‘Così la Chiesa di Francesco progetta un nuovo umanesimo’, mi son chiesto con quanta forza e determinazione arriverà ora la smentita da parte del portavoce sala stampa vaticana. Perché se stavolta non arriva, i quattro cardinali hanno sbagliato a formulare i DUBIA, dovevano formulare invece un forte NUNC SCITOTE (certezze). Poi rileggendo mi son anche chiesto se non sarà mica questa la dottrina con cui si pensa di convertire, dialogando?   Curioso questo modello di evangelizzazione, in cui si dà   ragione a chi ha torto e torto a chi ha ragione. Non capisco più nulla, Tosatti. Help!”.

Mia postilla. È tratta da un testo che appare un po’ obsoleto, il Catechismo della Chiesa Cattolica.

1034 Gesù parla ripetutamente della « geenna », del « fuoco inestinguibile », 629 che è riservato a chi sino alla fine della vita rifiuta di credere e di convertirsi, e dove possono perire sia l’anima che il corpo. 630 Gesù annunzia con parole severe: « Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno […] tutti gli operatori di iniquità e li getteranno nella fornace ardente » (Mt 13,41-42), ed egli pronunzierà la condanna: « Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno! » (Mt 25,41).

È vero, non c’erano registratori neanche allora – come nei colloqui Scalfari Papa- ma se permettete preferisco credere a Gesù che ai suoi succedanei. Mi ricordo il grido di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi: “Convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!”. E nel Giudizio Dio che cosa dirà? “Tranquilli, abbiamo scherzato?”. Mi parrebbe strano…



OFF TOPIC SU FATIMA E IL 13 OTTOBRE.

Si è già parlato dell’iniziativa dell’AIASM (Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani) per venerdì 13 ottobre, giorno in cui si ricordano i cento anni dall’ultima apparizione della Madonna a Fatima.

Questo è il link per chi è interessato.

Qui pubblichiamo il volantino di un’altra iniziativa:



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FALSE CITAZIONI DEL PAPA SMENTITE DAL VATICANO. IL PAPA NON L’HA DETTO. AVREBBE POTUTO DIRLO? CI SAREMMO SCANDALIZZATI?

Marco Tosatti

Il Direttore della Sala Stampa della SantaSede, Greg Burke, un paio di giorni fa ha sentito il bisogno di smentire ufficialmente un paio di dichiarazioni attribuite a papa Francesco, che girano sul web dall’anno scorso.

La prima è questa: “Gesù Cristo, Maometto, Geova, Allah. Questi sono tutti nomi usati per descrivere un’entità che è distintamente la stessa in tutto il mondo. Per secoli, il sangue è stato versato inutilmente a causa del desiderio di isolare le nostre fedi”.

Una seconda citazione falsamente attribuita al Pontefice legge: “Possiamo compiere cose miracolose nel mondo unendo le nostre fedi, e il tempo per tale movimento è ora”.

Entrambe le citazioni sono state riprese dal Drudge Report del 2015, un sito conservatore USA che raccoglie notizie su politica, cronaca e intrattenimento, e fornisce i link alle storie citate.

Le due citazioni, afferma Greg Burke, sono “inventate”.

Perfetto. Ma leggendo questa notizia, mi sono venute in mente alcune considerazioni che condivido con voi.

La prima. Se sono state credute, e rilanciate, in maniera piuttosto ampia sul web, tanto da meritare l’onore di una smentita formale da parte del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, è perché pur false, erano plausibili e credibili.

Tanto è vero che hanno potuto circolare per un bel po’ di tempo, ed è stata necessaria un’indagine accurata da parte della Sala Stampa della Santa Sede per dichiarare che si trattava di citazioni inventate. Se fossero state dichiarazioni del tipo, ce ne so, “la terra è piatta”, non ci sarebbe stato bisogno né dell’indagine, né della smentita.

Se fossero state vere, ci saremmo poi molto scandalizzati? Non credo. Non avrebbero colpito l’attenzione più di quanto non abbiano fatto, a suo tempo, altre esternazioni, come quella sul fatto che Dio non è cattolico, che la grande maggioranza dei matrimoni in chiesa sono invalidi (poi opportunamente emendata da quel sant’uomo di padre Lombardi) e così via, per tacere del proselitismo e delle Scalfareidi varie…

Citazioni inventate dunque. Ma, ahimè, quanto credibili…

“INSOSTENIBILE” LA NON-INTERVISTA DI SCALFARI AL PAPA. PAROLA DI BADILLA, DIRETTORE DE IL SISMOGRAFO

 

 

badilla

Marco Tosatti

Il National Catholic Register pubblica un’interessante colloquio di Edward Pentin con Luis Badilla Morales. Badilla, ora in pensione, ha lavorato per decenni alla Radio Vaticana, collaborando strettamente con padre Federico Lombardi. Ma soprattutto è il direttore de “Il Sismografo”, un sito para-ufficiale del Vaticano (ci si chiede se non abbia aiuti proprio da oltre le Mura) che discerne e raccoglie notizie e articoli sul Papa e la sua attività; e genera ospita spesso commenti su una linea chiaramente collaterale a quella ufficiale.

Fa perciò riflettere, e desta interesse, il fatto che Badilla giudichi “Insostenibile” il frutto dell’incontro del 7 novembre scorso fra il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, e il Pontefice.

Secondo Badilla Scalfari ha incontrato il Pontefice per 40 minuti. Il resoconto del colloquio è stato pubblicato su due pagine sull’Osservatore Romano. Ma, come nei casi precedenti (24 settembre 2013, 13 luglio 2014, e 1 novembre 2015) “non c’è stata una registrazione”. “Quindi è una conversazione insopportabile. Non è stata neanche un’intervista convenzionale, con domande e risposte. Il giornalista non ha fatto richiesta di un’intervista. Ha chiesto un incontro personale”.

Fra le varie cose sorprendenti che il Pontefice avrebbe detto a Scalfari ci sarebbero quelle che i comunisti pensano come i cristiani, sulle ineguaglianze sociali giudicate il peggior male che esista al mondo e sull’idea che Gesù volesse creare una società governata dai più poveri e più deboli, avallando l’ipotesi molto discussa, e rigettata da La Civiltà Cattolica, di Gesù come di un agitatore sociale interessato alla riforma del sistema di governo. Oltre alle cose che tutti abbiamo letto sul nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

rep

Edward Pentin nel suo articolo cita anche brani dell’editoriale che “La Nuova Bussola quotidiana” ha dedicato a questa singolare forma di magistero avallata dal Pontefice.

“Il disagio – scriveva Riccardo Cascioli – non sta nella familiarità che il Papa ha instaurato con uno dei campioni italiani del laicismo, anzi: in sé è bella questa capacità di instaurare rapporti umani con chi è lontano. Ma è quantomeno curioso, per non dire fastidioso, che i fedeli debbano leggere da Scalfari ciò che il Papa pensa della Chiesa e quale sia la sua visione del cristianesimo…

Quanto è citato alla lettera da Francesco, quanto è una approssimazione di Scalfari non è dato sapere, ma ciò che lascia a disagio è il fatto che il moltiplicarsi di interviste, dichiarazioni, conferenze stampa sta creando un Magistero di fatto che si afferma grazie alla grancassa offerta dalla grande stampa.

E questo diventa motivo di scandalo, nel senso letterale del termine: disorienta e confonde molti cattolici, anche perché spesso si tratta di frasi che vengono poi usate e abusate da chi se ne serve per i sui scopi di distruzione della Chiesa. Basti pensare cosa Scalfari deduce dalle parole del Papa e come la stessa Repubblica tratta le vicende ecclesiali.