FALSE CITAZIONI DEL PAPA SMENTITE DAL VATICANO. IL PAPA NON L’HA DETTO. AVREBBE POTUTO DIRLO? CI SAREMMO SCANDALIZZATI?

Marco Tosatti

Il Direttore della Sala Stampa della SantaSede, Greg Burke, un paio di giorni fa ha sentito il bisogno di smentire ufficialmente un paio di dichiarazioni attribuite a papa Francesco, che girano sul web dall’anno scorso.

La prima è questa: “Gesù Cristo, Maometto, Geova, Allah. Questi sono tutti nomi usati per descrivere un’entità che è distintamente la stessa in tutto il mondo. Per secoli, il sangue è stato versato inutilmente a causa del desiderio di isolare le nostre fedi”.

Una seconda citazione falsamente attribuita al Pontefice legge: “Possiamo compiere cose miracolose nel mondo unendo le nostre fedi, e il tempo per tale movimento è ora”.

Entrambe le citazioni sono state riprese dal Drudge Report del 2015, un sito conservatore USA che raccoglie notizie su politica, cronaca e intrattenimento, e fornisce i link alle storie citate.

Le due citazioni, afferma Greg Burke, sono “inventate”.

Perfetto. Ma leggendo questa notizia, mi sono venute in mente alcune considerazioni che condivido con voi.

La prima. Se sono state credute, e rilanciate, in maniera piuttosto ampia sul web, tanto da meritare l’onore di una smentita formale da parte del Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, è perché pur false, erano plausibili e credibili.

Tanto è vero che hanno potuto circolare per un bel po’ di tempo, ed è stata necessaria un’indagine accurata da parte della Sala Stampa della Santa Sede per dichiarare che si trattava di citazioni inventate. Se fossero state dichiarazioni del tipo, ce ne so, “la terra è piatta”, non ci sarebbe stato bisogno né dell’indagine, né della smentita.

Se fossero state vere, ci saremmo poi molto scandalizzati? Non credo. Non avrebbero colpito l’attenzione più di quanto non abbiano fatto, a suo tempo, altre esternazioni, come quella sul fatto che Dio non è cattolico, che la grande maggioranza dei matrimoni in chiesa sono invalidi (poi opportunamente emendata da quel sant’uomo di padre Lombardi) e così via, per tacere del proselitismo e delle Scalfareidi varie…

Citazioni inventate dunque. Ma, ahimè, quanto credibili…

“INSOSTENIBILE” LA NON-INTERVISTA DI SCALFARI AL PAPA. PAROLA DI BADILLA, DIRETTORE DE IL SISMOGRAFO

 

 

badilla

Marco Tosatti

Il National Catholic Register pubblica un’interessante colloquio di Edward Pentin con Luis Badilla Morales. Badilla, ora in pensione, ha lavorato per decenni alla Radio Vaticana, collaborando strettamente con padre Federico Lombardi. Ma soprattutto è il direttore de “Il Sismografo”, un sito para-ufficiale del Vaticano (ci si chiede se non abbia aiuti proprio da oltre le Mura) che discerne e raccoglie notizie e articoli sul Papa e la sua attività; e genera ospita spesso commenti su una linea chiaramente collaterale a quella ufficiale.

Fa perciò riflettere, e desta interesse, il fatto che Badilla giudichi “Insostenibile” il frutto dell’incontro del 7 novembre scorso fra il fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, e il Pontefice.

Secondo Badilla Scalfari ha incontrato il Pontefice per 40 minuti. Il resoconto del colloquio è stato pubblicato su due pagine sull’Osservatore Romano. Ma, come nei casi precedenti (24 settembre 2013, 13 luglio 2014, e 1 novembre 2015) “non c’è stata una registrazione”. “Quindi è una conversazione insopportabile. Non è stata neanche un’intervista convenzionale, con domande e risposte. Il giornalista non ha fatto richiesta di un’intervista. Ha chiesto un incontro personale”.

Fra le varie cose sorprendenti che il Pontefice avrebbe detto a Scalfari ci sarebbero quelle che i comunisti pensano come i cristiani, sulle ineguaglianze sociali giudicate il peggior male che esista al mondo e sull’idea che Gesù volesse creare una società governata dai più poveri e più deboli, avallando l’ipotesi molto discussa, e rigettata da La Civiltà Cattolica, di Gesù come di un agitatore sociale interessato alla riforma del sistema di governo. Oltre alle cose che tutti abbiamo letto sul nuovo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

rep

Edward Pentin nel suo articolo cita anche brani dell’editoriale che “La Nuova Bussola quotidiana” ha dedicato a questa singolare forma di magistero avallata dal Pontefice.

“Il disagio – scriveva Riccardo Cascioli – non sta nella familiarità che il Papa ha instaurato con uno dei campioni italiani del laicismo, anzi: in sé è bella questa capacità di instaurare rapporti umani con chi è lontano. Ma è quantomeno curioso, per non dire fastidioso, che i fedeli debbano leggere da Scalfari ciò che il Papa pensa della Chiesa e quale sia la sua visione del cristianesimo…

Quanto è citato alla lettera da Francesco, quanto è una approssimazione di Scalfari non è dato sapere, ma ciò che lascia a disagio è il fatto che il moltiplicarsi di interviste, dichiarazioni, conferenze stampa sta creando un Magistero di fatto che si afferma grazie alla grancassa offerta dalla grande stampa.

E questo diventa motivo di scandalo, nel senso letterale del termine: disorienta e confonde molti cattolici, anche perché spesso si tratta di frasi che vengono poi usate e abusate da chi se ne serve per i sui scopi di distruzione della Chiesa. Basti pensare cosa Scalfari deduce dalle parole del Papa e come la stessa Repubblica tratta le vicende ecclesiali.