A ROMA, ALLA TRINITÀ DEI PELLEGRINI, L’ULTIMO CONCERTO DI RICCARDO MASSENI, CELEBRE VOCE BIANCA. PER SUMMORUM PONTIFICUM.



Marco Tosatti

Oggi Stilum Curiae parla di un concerto speciale che si terrà a Roma sabato 16 dicembre, nella parrocchia della SS. Trinità dei Pellegrini, e che avrà di sicuro molto appeal per gli amanti della musica, e per gli appassionati della tradizione liturgica della Chiesa.

Riccardo Masseni, straordinario giovanissimo cantante triestino, terrà per il Populus Summorum Pontificum il suo ultimo concerto quale voce bianca.

Riccardo Masseni è nato a Monfalcone nel 2002, ed ha intrapreso lo studio del pianoforte all’età di 5 anni. Due anni dopo ha affiancato al percorso strumentale quello vocale, ed è entrato a far parte del coro di voci bianche “Piccolo coro di Monfalcone”. Nel 2011 è stato scelto per partecipare alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico 2011/2012, tenutasi al Palazzo del Quirinale a Roma. Dal 2012 studia canto con la Maestra Cristina Nadal presso l’Associazione Musicale di Farra d’Isonzo, approfondendo il repertorio cameristico di autori classici come Haendel, Mozart, Bernstein e Britten.

Nello scorso mese di ottobre, Riccardo ha ottenuto un successo notevole al Teatro Verdi di Trieste quale voce solistica nella Quarta Sinfonia di Mahler. Avendo raggiunto i quindici anni, la sua carriera di voce bianca è ormai giunta alla conclusione, e Riccardo – che ha già cantato durante la S. Messa tradizionale che si celebra nella chiesa del Rosario di Trieste – ha deciso di regalare il suo ultimo concerto quale giovane cantore al Populus Summorum Pontificum, scegliendo per l’occasione la chiesa della SS. Trinità dei Pellegrini di Roma. I brani in programma sono splendidi: ascolteremo musiche di Mozart, Bach, Haendel, Vivaldi, e un brano della quarta Sinfonia di Mahler.

L’ingresso al concerto è libero, ma sarà gradita un’offerta, che verrà devoluta all’Associazione Amici del Summorum Pontificum per il finanziamento del Pellegrinaggio Internazionale del 2018.

Il pellegrinaggio a Roma, ad Petri sedem, l’anno prossimo sarà guidato dal vescovo di Copenhagen, Czeslaw Kozon. Sarà l’ottava edizione di questo pellegrinaggio che si svolgerà, come è tradizione consolidata, nel week end in cui cade la Giornata di Cristo Re, da venerdì 26 a domenica 28 ottobre. Un appello particolare è rivolto a sacerdoti e fedeli dell’Europa del Nord, vista la presenza del vescovo d Copenhagen. E per questo motivo alle lingue ufficiali del pellegrinaggio – inglese, italiano e francese – è stato aggiunto il tedesco.



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BESTIARIO BIS. ROMA INVASA DA MANIFESTI PIRATA SULL’ABORTO: “UN BAMBINO UCCISO OGNI CINQUE MINUTI”. SCONOSCIUTI GLI AUTORI.

                                 
Marco Tosatti

Avevamo appena dato alle stampe – si fa per dire – il Bestiario di questa settimana quando uscendo per compiere gli usuali doveri del sabato la nostra attenzione è stata attirata da numerosi manifesti, dal contenuto forte: vi si vede un feto e uno strumento di solito usato per compiere gli aborti, smembrando il corpo. La scritta: “Un bambino ucciso ogni cinque minuti. Dal 1978 più di sei milioni uccisi dall’aborto. Ricordiamo anche questi morti”. Un messaggio chiaro e duro, nel momento in cui il mondo della politica si accorge che la denatalità in Italia è un problema drammatico.

Sono manifesti “pirata”: nel senso che non si sa chi li abbia fatti stampare, e chi li abbia materialmente incollati sui muri e sugli spazi appositi del comune. La cosa singolare è che questa protesta contro l’aborto legale è apparsa mentre ProVitaOnlus era in attesa da parte del Comune di Roma dell’autorizzazione ad affiggere dei propri manifesti, sempre contro l’aborto ma diversi da quelli che sono apparsi, come ci ha detto il Presidente di ProVita, Toni Brandi. Provita Onlus ha emesso un comunicato, che vi riportiamo.

“Un bambino ucciso ogni 5 minuti. Dal 1978 più di 6 milioni uccisi dall’aborto. Ricordiamo anche questi morti”. In mezzo, l’immagine di un bambino nel grembo materno minacciato da un terribile strumento, solitamente utilizzato per smembrare il feto.

Questo il contenuto di migliaia di manifesti apparsi a Roma in questi giorni. “Il messaggio è sicuramente forte ma rappresenta la pura verità”, commenta Toni Brandi, Presidente di ProVita Onlus: “Incoraggiamo gli autori dei manifesti a proseguire nella buona battaglia. Sicuramente approviamo questa iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica su quello che realmente è l’aborto volontario: l’uccisione massiva di bambini innocenti nel grembo materno, con orribili strumenti di morte”.

 

“Abbiamo saputo di questi manifesti”, continua Brandi, “proprio mentre aspettavamo che il Comune di Roma affiggesse manifesti nostri, sempre sulla tematica dell’aborto: tuttavia il Comune, dopo la nostra richiesta del 30 ottobre, fa finta di nulla e non sembra disposto ad esporli. Siamo forse di fronte all’ennesima violazione della libertà di espressione? L’ufficio affissioni del Comune si permette di sindacare il contenuto di manifesti ‘non graditi’? Vista l’inerzia e il ritardo, è lecito pensarlo.”

Di recente ProVita ha dato avvio ad una grande campagna in difesa dei bambini nel grembo materno, contro l’aborto volontario. In occasione della notizia dei manifesti di Roma, rilancia la petizione pubblicata sul suo sito “Perché le donne siano davvero informate sull’aborto”: purtroppo pochissime donne conoscono i danni che l’aborto può causare alla loro salute fisica e psicologica e nessuno le informa nemmeno prima di sottoporsi alle procedure abortive.

“Crediamo che informare le donne sulla vera natura e sulle vere conseguenze dell’aborto volontario non solo faccia onore alla verità, ma contribuisca a salvare vite: sia quelle dei bambini che quelle delle donne coinvolte”, conclude Toni Brandi”.

La petizione “Perché le donne siano davvero informate sull’aborto” si può leggere e firmare a questo link.



 

 

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HUMANAE VITAE 50 ANNI DOPO: IL SUO SIGNIFICATO IERI ED OGGI. UN CONVEGNO DOMANI A ROMA, ALL’ANGELICUM

MARCO TOSATTI
 
Abbiamo ricevuto l’annuncio di una conferenza che ci sembra molto interessante, prevista per domani a Roma, e lo condividiamo volentieri. Ecco il comunicato:
Voice of the Family, una coalizione di 25 gruppi pro-vita e pro-famiglia, terrà il 28 ottobre 2017 una conferenza internazionale sul tema “Humanae Vitae 50 anni dopo: il suo significato ieri ed oggi“. La conferenza, che segna il cinquantesimo anniversario dalla promulgazione dell’enciclica di Paolo VI sul controllo delle nascite, sarà aperta da S. Emin. il Cardinale Walter Brandmüller, uno dei firmatari dei dubia presentati a Papa Francesco per chiedere chiarimenti sull’enciclica Amoris Laetitia. Le conclusioni saranno tratte da S. E. Mons. Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara.
 
La conferenza, alla quale parteciperanno leaders pro-life da tutto il mondo, sarà dedicata ad analizzare da un punto di vista multidisciplinare la dottrina esposta in Humanae Vitae. Tra i relatori di maggior fama il filosofo Josef Seifert, lo storico Roberto de Mattei e il teologo padre Serafino Lanzetta.
 
Maria Madise, direttrice di Voice of the Family, ha sottolineato: “Vista l’importanza di questo anniversario, Voice of the Family ha deciso di organizzare una conferenza per esaminare come meglio promuovere e sostenere l’insegnamento perenne della Chiesa sulla inseparabilità delle finalità procreative e unitive dell’atto coniugale”.
 
“Paolo VI previde nell’Humanae Vitae che l’accettazione del controllo artificiale delle nascite avrebbe avuto come conseguenza un declino generale delle norme morali in tutta la società; un aumento dell’infedeltà coniugale; un venir meno del rispetto per le donne da parte degli uomini; e l’introduzione di tecnologie riproduttive coercitive da parte dei governi. Dopo quasi cinquant’anni, non solo queste previsioni si sono avverate, ma siamo arrivati al punto in cui la società, su larga scala, ammette che nel matrimonio le relazioni sessuali possono essere separate dalla procreazione”.
 
La sessione pomeridiana sarà invece affidata a relatori con decenni di esperienza sulle conseguenze del rifiuto dell’insegnamento di Humanae Vitae. Il dottor Thomas Ward, fondatore della National Association of Catholic Families (UK), condividerà le sue personali esperienze sia come medico che come difensore dei diritti dei genitori sui figli. A lui faranno seguito il dottor Philippe Schepens, chirurgo e fondatore della World Federation of Doctors Who Respect Human Life, Jean-Marie Le Méné, presidente della Fondazione Lejeune, che continua l’opera di suo suocero, il noto genetista Jérôme Lejeune, e John-Henry Westen, redattore capo di Lifesitenews.com e co-fondatore di Voice of the Family.
 
La mattina il convegno sarà moderato da John Smeaton, Direttore esecutivo della Society for the Protection of Unborn Children (SPUC) co-fondatore di Voice of the Family, e il pomeriggio dal padre Shenan Bouquet, presidente di Human Life International.
 
Per informazioni, contattare:
tel.:  06-3220291

ABATE FARIA: COME IMPLEMENTARE IL VATICANO II ESPROPRIANDO LE CONFRATERINITE LAICHE. CI VORREBBE UN’INCHIESTA…

MARCO TOSATTI

L’Abate Faria, dobbiamo confessarlo, è molto romano, oltreché cattolico – che come ben sappiamo – significa universale. E infatti viaggia per il mondo. Oggi però ha voluto scrivere di Curia, palazzi, e appetiti immobiliari…Leggete un po’

Il mio sacrestano ogni tanto mi viene a dire quello che sente da altri sacrestani che hanno le confidenze dei monsignori di curia che la sanno lunga ma la dicono corta, per paura di vedersi tolto da sotto il deretano, l’agognata poltrona curiale. Insomma, il sacrestano di un certo monsignore, gli ha detto che nelle sacre stanze di un certo palazzo romano, si osservava come molte confraternite se la passino male, se non sono già estinte. Notava il monsignore come il commissariamento di certe realtà, pratica molto diffusa, darebbe l’impressione ad alcuni che il Vaticano, o chi per loro, preoccupato di implementare il Vaticano II dando più spazio ai laici, stia cercando di incamerare i beni di varie confraternite, espropriandoli dagli storici e legittimi proprietari.

In che modo, chiedeva il sacrestano di quel certo monsignore, si implementerebbe il Vaticano II con questo comportamento? Il monsignore bonario rispondeva: mettendo i buoni confratelli laici in mezzo ad una strada, all’aria aperta, ecco che certo avranno spazio da vendere!

Abate Faria



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IL LAMENTO DELL’ABATE FARIA SULLA SCALA SANTA OSCURATA DAL MEGA CARTELLONE PUBBLICITARIO. NULLA È PIÙ SACRO?

 

Marco Tosatti

Ci ha scritto l’abate Faria, turbato da ciò che ha visto in una sua recente visita alla Scala Santa, a Roma. Ma lasciamo a lui la parola, per esprimere tutta il suo sconcerto…

 

Mi recavo spesso nella zona del Laterano. Da buon peccatore ero consapevole di aver bisogno di tanta penitenza e quale modo migliore che implorare misericordia sulla scalinata della Scala Santa, uno dei luoghi più sacri di Roma? Un tempo, già alla vista di questo santo edificio, mi sentivo il cuore tormentarsi nella consapevolezza delle sue mancanze. Ma questa volta ho avuto una sorpresa.

Dopo aver guadagnato gli ultimi metri di via Merulana e svoltato verso la piazza, mi sembrò che la Scala Santa fosse come svanita. Il suo posto era stato occupato totalmente da un cartellone pubblicitario gigante che ne copriva interamente la facciata. Lo slogan pubblicitario di una nota compagnia energetica mi diceva: ora l’energia è tua.

Ma non mi sembrava si riferisse all’energia spirituale che andavo cercando e per cui luoghi come la Scala Santa dovrebbero essere deputati. Allora mi chiedevo: perché usare uno degli edifici religiosi più sacri di Roma per veicolare un brand pubblicitario?

Esiste un limite a ciò che può essere venduto? Pur se la causa di quei soldi fosse la più nobile, svendendo la sacralità di quel luogo non si perde più di quello che si guadagna?

Papa Francesco nel 2013 disse che “il denaro deve servire, non governare”. Allora quale sarà il limite? Durante la benedizione urbi et orbi un Monsignore potrà annunciare dal balcone papale: questa benedizione è offerta da…? Il Papa indosserà abiti liturgici con lo sponsor? Certo che il Papa non accetterebbe mai questo, pur se i soldi servissero per una causa nobilissima.

Questo perché egli sa che se riduciamo quanto è sacro a servo del capitale, se comunichiamo alla gente che tutto, ma proprio tutto, può essere ridotto ad una merce di scambio, allora il messaggio è che nulla è sacro. E questo, come vediamo intorno a noi, creerà una fame nell’animo così profonda, che nessuna energia profana potrà mai saziare.

Abate Faria



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STILUM CURIAE SI FA ACCOGLIENTE. DA’ POSTO A UN OSPITE CHE PROPONE UN SORRISO DOLCE-AMARO.

Stilum Curiae si fa accogliente. Ospita – di tanto in tanto – qualche commento, o esternazione di altri che non siano il solito padrone di casa. Comincia con un sorriso dolce-amaro, originato da un vecchio esperto di Palazzi curiali romani, che, per l’appunto si firmerà Romana Vulneratus Curia (RVC, per gli amici; ferito dalla Curia Romana, per i non latinisti). Eccolo.

Oggi , 11 giugno, è la festa della Santissima Trinità . Un sant’uomo, confuso e sconsolato per l’indifferenza dimostrata alle implorazioni di una risposta ai Dubia, all’uscita da messa mi racconta la seguente brevissima storiella : “La Santissima Trinità è riunita per decidere dove passare qualche giorno di vacanza sulla terra , anche per verificare quanto fosse vero il problema “ambientale”. La notizia della   devastazione della terra, da parte dell’uomo,  è infatti arrivata anche in Cielo. Dio Padre propone di tornare in Palestina, magari proprio sul Monte Sinai, luogo che Lui conosce molto bene. Anche Dio Figlio acconsente a tornare in Palestina, ma propone di rivedere il lago di Tiberiade, dove aveva pescato pesci ed apostoli (e così constatare l’eventuale inquinamento). Dio Spirito Santo invece per verificare lo stato di degrado ambientale , che Lui ben sa esser frutto del degrado morale, propone un’altra soluzione: tornare a Roma, da dove manca ormai – dice – dalla rinuncia di Benedetto XVI …”.

RVC.



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LEFEBVRE. NOTIZIA DI UNA NUOVA CONCESSIONE DA ROMA: ORDINARE SACERDOTI SENZA PERMESSO DEL VESCOVO DIOCESANO.

Marco Tosatti

Il sito web Rorate Coeli propone un’intervista video con il vescovo Bernard Fellay, il responsabile della Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Trovate il link al video QUI.

Nell’intervista il vescovo afferma che “L’anno scorso, ho ricevuto una lettera da Roma, che mi diceva che potevamo ordinare liberamente i nostri sacerdoti senza il permesso del vescovo diocesano locale. Così posso ordinare liberamente, il che significa che l’ordinazione è riconosciuta dalla Chiesa, non solo valida ma in regola…Così questo è un passo in più nell’accettazione che noi siamo, lasciatemi dire così, ‘cattolici normali’”.

Nel video la dichiarazione che abbiamo appena riportato comincia al minuto 15.25.

Per l’anno giubilare il Pontefice aveva concesso ai sacerdoti della FSSPX le stesse prerogative e poteri estese agli altri sacerdoti . Successivamente da Roma è venuto il riconoscimento della validità dei matrimoni celebrati dai sacerdoti della Fraternità dei seguaci di mons. Lefebvre.

La dichiarazione appena resa nota di mons. Fellay costituisce di sicuro un ulteriore segnale della volontà di Roma di arrivare a una composizione della frattura nata nel 1982.

Ne abbiamo trattato di recente qui.

E’ un processo che presenta comunque difficoltà, anche per la resistenza e le perplessità presenti all’interno della Fraternità.

Come è stato detto più volte, la formula sarebbe quella della “Prelatura personale”, cioè di una diocesi senza sede territoriale. La dichiarazione di mons. Fellay ne è una conferma.



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TRE GIORNI PER LA VITA A ROMA. CONFERENZE, PREGHIERA E SABATO SI MARCIA IN DIFESA DEI PIÙ DEBOLI.

Marco Tosatti

Oggi, domani e dopodomani sono giornate importanti per i movimenti cattolici che cercano di difendere la causa della vita, in Italia e nel Mondo. Giovedì 18 maggio e venerdì 19 maggio si svolgerà a Roma una conferenza, il “Rome Life Forum” , che sarà seguito sabato 20 maggio dalla Marcia per la Vita che ormai da anni.

La conferenza è sponsorizzata dalla Society for the Protection of the Unborn Children (SPUC), da Human Life International, da Lifesitenews, dall’Associazione Famiglia Domani, e da Family Life International della Nuova Zelanda. John Henry Westen, direttore di Lifesitenews, commenta in questo modo l’evento: “Il Rome Life Forum del 2017 viene in un momento critico nella vita della Chiesa: cento anni dopo le apparizioni di Nostra Signora di Fatima che chiedono pentimento e conversione, e poco più di un anno dopo la pubblicazione di Amoris Letitia”, la discussa esortazione apostolica del Pontefice. “I movimenti pro-vita e pro-famiglia fronteggiano persecuzioni crescenti dentro e fuori la Chiesa. Nostra Signora ha mostrato ai tre bambini in Portogallo una strada chiara per rinnovare l’umanità e salvare le anime. Dobbiamo ascoltarLa mentre il disordine regna nella Chiesa e nel mondo”.

Fra gli oratori presenti al Forum ci saranno il cardinale Raymond Leo Burke, Patrono dell’Ordine di Malta, e già Prefetto della Segnatura Apostolica; il cardinale Carlo Caffarra; il vescovo Athanasius Schneider, così come il professore Roberto de Mattei e John Henry Westen. Mons. Schneider parlerà sulla bellezza della famiglia e la fede cattolica; il card. Burke del segreto di Fatima e della nuova evangelizzazione, e il prof. De Mattei sulla storia delle rivoluzioni e i loro effetti sulla famiglia. Ogni giornata sarà aperta da una messa in San Pietro.

Inoltre Notizie Pro Vita organizza dalle 10 alle 13 del 20 maggio presso l’Angelicum una Conferenza Internazionale. Il 19 pomeriggio alle 18, al Pio Sodalizio dei Piceni, CitizenGo darà voce al suo fondatore, a Costanza Miriano e a Massimo Gandolfini. Infine il 18 alle ore 17 parlerà Janna Jessen, una leader pro life scampata all’aborto, invitata all’Università degli studi Romatre, dagli Universitari per la vita. Scandalosamente l’Ateneo all’ultimo momento su pressione di alcuni professori – un grande segno di democrazia e di apertura al dialogo – ha disdetto la disponibilità della sala, ma l’evento si terrà egualmente nei locali della cappellania.

Durante la Marcia oltre a donne che hanno subito o sono state salvate dall’aborto parlerà Stéphane Mercier, il professore che ha perso la cattedra all’università “cattolica” di Lovanio per aver definito l’aborto un omicidio durante una lezione, e non è stato difeso dai vescovi belgi.. Ci sarà poi la testimonianza importante di un imprenditore vicentino che ha pensato di premiare con un bonus bebè ogni donna della sua azienda in attesa di un figlio.

 

Come scrive Benedetta Frigerio su la Nuova Bussola Quotidiana “Sono migliaia ormai le persone che ogni anno si radunano a Roma per marciare ricordando al mondo i milioni di bambini uccisi da una legge degna solo di un regime che fa dei più piccoli e deboli una merce dei potenti. Parliamo della legge 194 per cui da quasi 40 anni, ogni giorno in Italia centinaia di medici uccidono su richiesta altrettanti bambini nell’indifferenza generale o comunque senza troppo scandalo. Ma c’è appunto un resto di Israele che pur non contandosi sa di dover salvare il seme ricordando la verità in pubblico, ‘come disse profeticamente papa Benedetto XVI nel 2012, quando la deriva laicista totalitaria cominciava a prendere piede’. Virginia Coda Nunziante, portavoce della Marcia per la Vita, spiega perché i risultati di questa manifestazione ignorata dai grandi media si vedranno nel lungo periodo, ma soprattutto come ‘marciare serve già ora a chi partecipa’”.

La Marcia patirà alle 15 da piazza della Repubblica per concludersi a piazza della Madonna di Loreto.

DOMANI A ROMA LAICI DI TUTTO IL MONDO DISCUTONO SULL’AMORIS LAETITIA. SOTTO LO SGUARDO DEL VATICANO E DEL PAPA.

Marco Tosatti

Domani, a Roma, all’Hotel Columbus, dalle 10 di mattina fino al tardo pomeriggio un gruppo di laici cattolici, provenienti da diverse parti del mondo, esporranno le loro ragioni di perplessità e disagio nei confronti della confusione creata da interpretazioni opposte dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”. Starà poi a chi di dovere – a chi ha cioè il compito istituzionale di creare unità e non provocare divisioni nel gregge che gli è stato affidato – decidere cosa fare.

Piacerebbe molto ai tifosi e ai palafrenieri della squadra attualmente al potere nei Sacri Palazzi che dal Convegno – che si intitola “A un anno dall’Amoris Laetitia. Fare Chiarezza” partissero anatemi, ultimatum, imposizioni e date cogenti. Per buttarle, come si dice a Roma, in caciara, e dimostrare che è un raduno di gente ostile al Papa. Resteranno delusi, molto probabilmente; e comunque, anche se così fosse, resterebbe neanche sfiorato il problema centrale: e cioè che il disagio che si avverte, la confusione e la scarsa chiarezza che si percepisce restano, e non basta qualche “balconazo” o qualche bagno di folla plaudente a dissiparlo.

Qui sotto pubblichiamo il comunicato diffuso ieri sera dagli organizzatori. Ma ci sembra opportuno riportare subito quello che ha detto Riccardo Cascioli, direttore de “Il Timone” e de “La Nuova Bussola Quotidiana”, motore dell’appuntamento.

“Ci si aspetta che le ragioni di chi nella Chiesa nutre perplessità ed è preso da disorientamento per certi modi in cui è stata presentata e applicata l’Amoris Laetitia vengano prese seriamente in considerazione innanzitutto dai vertici vaticani. Ciò implica ovviamente che il Papa risponda ai dubia espressigli da alcuni cardinali, i quattro firmatari della lettera oltre a diversi altri”. Cascioli si attende poi che “cessi nella Chiesa la caccia alle streghe, l’intimidazione continua condita di beffarda irrisione, la criminalizzazione di chi – indicato come ‘nemico del Papa’ – osa esprimere perplessità sull’uno o l’altro aspetto della vita ecclesiale”.

Ecco il comunicato.

CONVEGNO DEL 22 APRILE 2017 “FARE CHIAREZZA” SULL’AMORIS LAETITIA/ COMUNICATO NUMERO 4

C’è chi si augura un flop di presenze per poi irridere – conformemente alla propria visione misericordiosa del dibattito ecclesiale – gli organizzatori. C’è chi auspica addirittura una vera e propria dichiarazione di guerra contro papa Francesco, così da chiudere ogni spazio al dissenso interno alla Chiesa, dunque stroncandolo. C’era chi sperava che nessuno, al di fuori dei promotori, parlasse del Convegno, così che il tutto per l’opinione pubblica neanche esistesse.

Auguri, auspici, speranze che sembrano oggettivamente destinate a restare tali. Le presenze si prevede non mancheranno; le dichiarazioni di guerra non ci saranno; il silenzio-stampa sul Convegno è già stato ampiamente ‘infranto’ da media autorevoli, tanto che perfino alcuni siti turiferari tra i più sbracati sono stati costretti in qualche modo a dare la notizia, magari obtorto turibulo.

Nell’ultimo comunicato abbiamo citato ad esempio l’articolo di Philip Willan sul ‘Times’ del 17 aprile (rilanciato e ampliato con la stessa firma su ‘Italian Insider’ del giorno seguente). In questa occasione ci sembra utile citare un paio di considerazioni espresse il 19 aprile da Marco Politi nel suo blog de ‘Il Fatto quotidiano’. Sotto il titolo “Papa Francesco, gli oppositori continuano la guerra sotterranea. Ma Bergoglio rimane impassibile”, Politi esprime le sue riflessioni su quella che ritiene una guerra senza quartiere e senza compromessi in corso nella Chiesa. Riflessioni legittime, su cui è altrettanto legittimo dissentire. Sviluppando il suo ragionamento, il collaudato vaticanista fa poi onestamente una considerazione – a proposito della possibilità della comunione ai divorziati risposati – su cui si può anche essere d’accordo: “Non c’è dubbio che tra la posizione di Giovanni Paolo II, totalmente intransigente su questo punto, e l’atteggiamento pastorale di Francesco la differenza sia netta”.

A poche ore dall’appuntamento romano di sabato 22 presso l’Hotel Columbus (10.00-12.00 e 14.00-16.30), in cui laici di tutto il mondo porteranno la loro testimonianza a proposito dell’esortazione post-sinodale ‘Amoris laetitia’, Riccardo Cascioli (direttore dei due media cattolici promotori, ‘La Nuova Bussola Quotidiana’ e ‘Il Timone’) palesa le proprie aspettative: “Ci si aspetta che le ragioni di chi nella Chiesa nutre perplessità ed è preso da disorientamento per certi modi in cui è stata presentata e applicata l’Amoris laetitia vengano prese seriamente in considerazione innanzitutto dai vertici vaticani. Ciò implica ovviamente che il Papa risponda ai dubia espressigli da alcuni cardinali, i quattro firmatari della lettera oltre a diversi altri”. Cascioli si attende poi che “cessi nella Chiesa la caccia alle streghe, l’intimidazione continua condita di beffarda irrisione, la criminalizzazione di chi – indicato come ‘nemico del Papa’ – osa esprimere perplessità sull’uno o l’altro aspetto della vita ecclesiale”.

Ricordiamo che del Convegno “Fare chiarezza” sull’Amoris laetitia saranno protagonisti laici provenienti da Paesi diversi: Anna M. Silvas dall’Australia, Claudio Pierantoni dal Cile, Jűrgen Liminski dalla Germania (tutti e 3 tra le 10.00 e le 12.00), Douglas Farrow dal Canada, Jean-Paul Messina dal Camerun, Thibaud Collin dalla Francia (dalle 14.00 alle 16.30).

La cartella-stampa a disposizione dei media conterrà le biografie dei relatori, alcuni articoli sul tema dell’ ‘Amoris laetitia’ apparsi nei media organizzatori, il testo dei dubia inviati da alcuni cardinali a papa Francesco e poi pubblicizzati dopo quasi due mesi, in mancanza di una risposta.

Chi fosse interessato al testo delle relazioni può farne richiesta entro venerdì 21 sera a Giuseppe Rusconi: giusepperusconi1@gmail.com / 392 11 73 677 (il testo sarà inviato sabato mattina presto).

L’ingresso è libero, senza prenotazione. Le relazioni saranno in francese (3), in inglese (2), in italiano (1). E’ prevista la traduzione simultanea.

Per altre informazioni e richieste di interviste rivolgersi per favore a Giuseppe Rusconi: giusepperusconi1@gmail.com, cellulare 392 / 11 73 677.



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LA FEDE, LA CHIESA E LA VIA LARGA ALLA MODERNITÀ. UNA PARABOLA PER IL TEMPO PRESENTE.

Marco Tosatti

Mi sono divertito (si fa per dire) leggendo oggi su La Bussola Quotidiana una parabola sulla fede, la Chiesa e il mondo moderno, scritta da Ettore Gotti Tedeschi. Vi consiglio di leggerla, perché forse vi si può trovare una chiave di comprensione per quello che sta accadendo, è già accaduto, in molti Paesi una volta cristiani; anche in continenti, come quello sudamericano, che sembravano tanto promettenti, solo qualche decina di anni fa, e adesso conoscono una vera fuga dal Cattolicesimo (vedi il Brasile, ma non solo).

Si può leggere in filigrana anche qualche storia vera, attuale; la Comunione e Liberazione di don Giussani, quella dell’ultimo quarto del secolo scorso, tanto per capirsi; di forme ecclesiali come l’Opus Dei, e come anche altre iniziative minori, laiche e religiose, che hanno come caratteristica quella di non pensare di adattarsi al mondo moderno, se non nel linguaggio, quanto piuttosto di proporre una strada non comoda, non accattivante, ma che risponda ai bisogni di verità di ciascuno. E che di questi tempi spesso e volentieri vengono presi a bastonate in testa dalle Supreme Autorità.

Nella parabola si parla di un sacerdote che ha creato una missione di successo dove sembrava impossibile, fra chi si occupa solo di affari e non di Dio. Ha avuto un successo tale che invecchiando ha deciso di mandare a studiare a Roma un giovane sacerdote, che dopo molti studi ha deciso che il vecchio modello non avrebbe più potuto funzionare.

“Il vecchio santo sacerdote cercò di obiettare balbettando che le sue chiese invece erano piene e le vocazioni in crescita. La risposta fu immediata: “Solo per ancora poco tempo, ho visto a Roma che è successo, è questione di poco tempo, è indispensabile anticipare i prossimi problemi“. Il vecchio sacerdote non aveva forze per ribattere e gli argomenti erano imposti in modo talmente scientifico e determinato da sembrare forti e convincenti. In pochi mesi la liturgia della messa venne modernizzata, si passò progressivamente a confessioni brevi e comprensive per ogni peccato, si tralasciarono le penitenze, si cominciò a dare la comunione in mano a chiunque, l’omelia nella messa si orientò alla reinterpretazione ed attualizzazione dei Vangeli e si centrò sull’importanza della coscienza soggettiva e sulla comprensione di Dio Padre che per i meriti del Figlio non necessita i nostri meriti. Ma i fedeli non capirono e gradirono i cambiamenti, progressivamente le chiese che il vescovo gli aveva messo a disposizione si vuotarono, i seminaristi che erano entrati per diventare santi si convertirono a sette protestanti e i seminari si svuotarono, i contributi crollarono, si faticò persino ad arrivare a fine mese…”.

Credo che scorrendola troverete molti elementi familiari e noti del tempo che stiamo vivendo. Buona lettura.



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