CHIESA POLACCA SOTTO TORCHIO A CAUSA DI AMORIS LAETITIA. PAPA E TENEREZZA, KAFKA E VATICANO.

 

Marco Tosatti

La Chiesa polacca è sotto torchio. Non per le bugie che i nostri giornali mainstream raccontano sul Rosario ai confini e così via; si sa, il partito al governo e il suo Ufficio Affari Religiosi, leggi CEI sono profondamente interessati e forse non solo spiritualmente al nodo dell’immigrazione-invasione. E quelli sono giornali sensibili a certi input. No la Chiesa polacca sta pagando ancora una volta, come le è già capitato nella storia, in maniera drammatica e sanguinosa, la sua fedeltà al Magistero della Chiesa. Quello di sempre.

Nei giorni scorsi su La Nuova Bussola Quotidiana è uscito un articolo sulle linee guida proposte all’approvazione della Conferenza Episcopale Polacca in tema di famiglia e divorziati risposati. Era stato preparato da un ufficio – il Centro nazionale per la pastorale familiare della KEP – e quindi non è un documento venuto da Marte.

A chi scrive era giunta notizia di un passo del Nunzio a Varsavia, l’arcivescovo Salvatore Pennacchio, presso la KEP per moderare la pubblicazione del testo. Su questo punto ci ha scritto don Pawel Rytel, portavoce della KEP, smentendo “Ciò che Lei dice in riferimento alla pubblicazione e all’intervento del Nunzio Apostolico sul documento circa la pastorale delle famiglie di questa Conferenza Episcopale. Il comunicato finale alla conclusione dei lavori della plenaria è l’unica fonte ufficiale di quello che si è discusso durante l’incontro dei Vescovi”.

Il documento conferma la dottrina di sempre della Chiesa, basata sulle parole di Gesù nel Vangelo, e che cioè non ci può essere vita coniugale attiva, con rapporti sessuali, per una persona il cui primo matrimonio sia ancora valido. Non esiste un “divorzio cattolico”.

Infatti la KEP non l’ha ancora ratificato. Ma il testo è stato reso pubblico. E questo ha provocato, a quanto sembra, uno dei non inediti e non inusuali accessi di cattivo umore del Pontefice regnante. Non ci sono notizie ufficiali; anzi l’ufficialità tende a smentire sia il passo del nunzio, che il seguito, ma le indiscrezioni che ci risultano sono di una fonte (locale) ottima. Il Nunzio sarebbe stato interessato alla questione e in un colloquio con il Primate di Polonia gli avrebbe significato il “Quos ego…” del Papa, convocandolo in Nunziatura. C’è chi ci ha accennato anche – e anche in questo caso si tratta di indiscrezioni non verificabili – alla possibilità di ritorsioni pontificie, con un possibile pogrom di vescovi resistenti. Sarà vero? Come dicevamo la fonte è ottima, e sa di che cosa parla. Il tutto mentre su Twitter appariva il messaggio del Pontefice sulla tenerezza divina. Un po’ surreale, no?

Ma la cosa che colpisce in particolare chi scrive è l’atmosfera kafkiana di questa storia. I polacchi saranno bastonati, se, e speriamo di no, saranno bastonati, non perché hanno disobbedito. Ma perché preferiscono, per la salvezza della loro coscienza, non aderire a una ambigua possibilità, espressa ambiguamente in un testo sulla cui valenza magisteriale si potrebbe discutere (credo che un’esortazione apostolica sia meno “pesante” di un’enciclica; ma accetto di imparare). È un meccanismo che conosciamo bene: nei regimi sovietici basta il non entusiasmo per condannarti. Pensate alla Rivoluzione Culturale, promossa dall’anziano e squilibrato Mao Tse Dong, e ai danni incalcolabili provocati alla Cina. Mentre gli intellettuali progressisti a occidente applaudivano…Nel Vaticano di oggi, lo strano cocktail di dittatura personale sudamericana spruzzata di sorveglianza e spionaggio stile sovietico (a pagamento vi dico chi sono i Laurentj Beria della situazione) va bevuto senza discutere, sorridendo felici. Fra gli applausi osannanti della stampa di regime.



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A FATIMA IL 13 OTTOBRE UN CONCERTO SOSTITUIRA’ IL ROSARIO. C’È QUALCHE NOVITÀ….APPELLI A PREGARE IN TUTTA ITALIA SULL’ESEMPIO DELLA POLONIA.

Marco Tosatti

Siamo stati appena testimoni dello spettacolo di fede creato da centinaia di migliaia di polacchi – e di altri cristiani, in tutto il mondo – che hanno recitato il rosario ieri in centinaia di chiese della Polonia. Forse non siamo stati i soli a stupirci che un evento di devozione popolare così imponente non abbia trovato nessun eco nelle parole del Pontefice all’Angelus. Che ha salutato sì i polacchi, ma ha citato la “Giornata del Papa” celebrata oggi in Polonia e non l’appello alla pace fatto pregando ieri. Distrazioni.

Nel frattempo si avvicina il 13 ottobre, centenario dell’ultima apparizione della Vergine ai tre pastorelli. E’ una ricorrenza che verrà celebrata in tutto il mondo, e in moltissime chiese e santuari mariani. Appare abbastanza naturale onorare questo giorno con la preghiera legata strettamente alla Vergine da molti secoli, e cioè il rosario.

Fra queste iniziative ricordiamo – ci è stata ricordata esplicitamente – quella promossa dall’AIASM (Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani).  

“Anche in Italia “Un muro di persone reciterà il Rosario (e digiunerà) su tutto il territorio della nostra Nazione”. AIASM (Associazione Italiana Accompagnatori Santuari Mariani) seguendo gli insegnamenti di Maria e seguendo il bellissimo esempio dei fratelli polacchi, il 13 ottobre alle ore 17.30 indice la più potente iniziativa per la pace: ‘il digiuno e la preghiera del Santo Rosario. Su tutto il territorio Nazionale ogni uomo/donna di buona volontà si rechi quindi nella propria Parrocchia e/o crei gruppi di preghiera con la stessa intenzione dei fratelli Polacchi: ‘Chiedere alla Madonna di salvare l’Italia e l’Europa dal nichilismo islamista e dal rinnegamento della fede cristiana’. La Recita del Rosario comincerà alle ore 17.30, il digiuno a pane ed acqua (come chiede Maria) tutto il giorno… Chi non può digiunare ricordi che può fare rinunce”.

Il Santuario di Fatima, in Portogallo, però ha fatto una scelta diversa. Invece della consueta recita del Rosario, alle 18.30, si avrà un concerto, uno spettacolo di suoni e luci, come potete vedere dalla fotografia ripresa dal sito del Santuario.

 Ecco il programma:

“Sviluppandosi a partire dall’esperienza di preghiera che migliaia di pellegrini vivranno nel piazzale di Preghiera del Santuario di Fatima, nella notte del 12 ottobre 2017, la facciata della Basilica di Nostra Signora del Rosario di Fatima s’illuminerà di una luce speciale che trasformerà in un racconto evocativo del significato di Fatima nel corso di 100 anni. Attraverso una presentazione audiovisuale innovativa, grazie all’uso della proiezione di immagini in video mapping 3D, di fronte agli occhi dei pellegrini scorrerà la memoria dei momenti storici e spirituali più importanti legati al Messaggio che la Vergine Maria, rivestita della luce di Dio, ha trasmesso nella Cova da Iria. Utilizzando lo spettro della luce e con il titolo Fatima – Tempo di Luce, la rappresentazione condurrà il pellegrino nell’esperienza intima, di raccoglimento e di contemplazione estetica e di preghiera. Sei scene, dai titoli “Maria mostra la luce di Dio”, “Il trionfo del Cuore Immacolato”, “Celebrando la Fede”, “I cammini di Fatima”, “Un futuro di Pace”, “Fatima tempo di Luce” e “Il Raccoglimento”, daranno corpo ad una produzione audiovisiva che proietterà la luce di Fatima nel cuore di ogni credente, affinché, attraverso il Cuore di Maria, il cuore umano si avvicini ancora di più al Cuore di Dio”. 

Questo il 12 ottobre. Invece il 13 ottobre avremo:

“Coro e Orchestra Gulbenkian | direzione di Joana Carneiro. Prima mondiale delle opere dei compositori James MacMillan e Eurico Carrapatoso commissionate dal Santuario di Fatima per la celebrazione del Centenario delle Apparizioni. Integrato nella cerimonia di chiusura della celebrazione delle Apparizioni di Fatima, questo singolare concerto, realizzato dall’Orchestra e dal Coro Gulbenkian e diretto da Joana Carneiro, presenta nella sua realizzazione, fra altre, opere commissionate dal Santuario di Fatima ai compositori James MacMillan e Eurico Carrapatoso”. 

Certamente bello ed istruttivo. Ma perché farlo in sostituzione del rosario, e non, per esempio, in aggiunta? Dopo la preghiera certamente lo spirito dei pellegrini sarebbe più pronto a cogliere la bellezza delle note.

 

Abbiamo ricevuto questa lettera, che ci sembra interessante riportare:

Caro Marco Tosatti.
Sono uno dei lettori del tuo sito e vivo a Lisbona. Scrivo in italiano con l’aiuto di Google Translate, quindi naturalmente è un testo con un certo gustoso extraterrestre …Ha dichiarato sul suo sito web che il Santuario avrebbe sostituito la Messa e il Rosario per una videomappatura e un concerto. La sua affermazione si basava legittimamente sul sito del Santuario, che, infatti, per alcuni giorni aveva queste informazioni incomplete. A mio avviso, grazie al suo testo, il Santuario si rese conto che era andato storto. L’errore è stato pertanto corretto. La vera novità è che oltre al solito programma con tutte le preghiere e le celebrazioni, come è stato fatto per decenni, questo anno speciale sarà anche una videomapping e un concerto.

Cordiali saluti.

Grazie mille al lettore. E siamo contenti che ci sia stata una correzione….



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SCANDALOSO ROSARIO POLACCO AI CONFINI. GIÀ, LORO HANNO ANCORA DEI CONFINI. PREGASSIMO ANCHE IN ITALIA….

Marco Tosatti

Che scandalo se un milione di persone si trovano a pregare il rosario ai confini di una nazione, che ha pagato molte volte col sangue la sua fedeltà a una religione e una cultura! Succede sabato in Polonia, dove un’associazione di laici – i laici sono sempre più protagonisti – ha indetto un “Rosario di riparazione” in occasione della festa della Madonna del Rosario. L’iniziativa è della fondazione di fedeli laici “Solo Dio basta”, ma ha, fortunatamente, l’appoggio pieno della Conferenza Episcopale della Polonia che, in un suo comunicato, chiede di partecipare all’evento. L’iniziativa, in “Rozaniec do granic”, che significa “Rosario al confine” è promossa dal sito www.rozaniecdogranic.pl. In tutta la Polonia saranno coinvolte oltre trecento chiese; ai confini, ma anche in aeroporti e stazioni. L’appuntamento è per le 10 del mattino, il rosario comincerà alle 14, dopo la messa e l’adorazione. Nel comunicato degli organizzatori, fatto proprio dalla Kep (la Conferenza episcopale della Polonia ), si legge : “Crediamo che se il Rosario venisse recitato da un milione di polacchi lungo il confine del Paese potrebbe cambiare non solo il corso degli eventi, ma anche aprire il cuore dei cittadini alla grazia di Dio. Cent’anni fa Maria ha affidato ai tre bambini portoghesi un messaggio di salvezza: pentitevi ed offrite riparazioni per i peccati contro il mio cuore e recitate il Rosario”.

Quindi due punti di riferimento precisi: Fatima (il 13 ottobre cadono i cento anni dall’ultima apparizione) e il 7 ottobre, giorno della Madonna del Rosario, creata per ringraziare dopo la vittoria di Lepanto, la battaglia che ha fermato l’avanzata in mare verso occidente dell’impero ottomano (come è successo a Vienna, per terra, più tardi). Due eventi che hanno salvato la cultura, e la fede religiosa, di molti Paesi, fra cui in primis il nostro.

Sarebbe bello, così crede chi scrive – che anche in Italia gruppi, organizzazioni ecclesiali e singole persone si unissero a questa iniziativa, sabato prossimo. Come ricorda un articolo de La Bussola Quotidiana, “Il giornale Gazeta Wyborcza, la testa polacca di sinistra di proprietà di Soros, ha gettato fango sull’evento, inventandosi fra l’altro che il Rosario è stato pensato in funzione anti-russa. Ma Maciej Bodasiński, uno dei leader dell’iniziativa e fondatore dell’associazione ‘Solo Dio Basta’, ha spiegato a Lifesitenews che ‘desideriamo pregare per la conversione della Polonia, dell’Europa e di tutto il mondo a Cristo, affinché più anime siano salvate dalla dannazione eterna e trovino il loro cammino verso Dio’. Ricordando anche la ‘tensione crescente, la minaccia di una guerra, il terrorismo’, è stato spiegato che il Rosario è anche in riparazione del passato comunista della Polonia e delle bestemmie e delle ferite al Cuore Immacolato di Maria”.

La Polonia ha conosciuto la spartizione, e l’occupazione nazista e comunista. Ha certamente buoni motivi per chiedere aiuto alla Madonna. L’Italia non ne ha, sommersa da un attacco costante e continuo ai valori di base dell’antropologia, della sua cultura e della sua fede, con una Chiesa che pensa ad altro? Che i partiti politici, per interessi di lobby e di economia semplicemente tradiscano quella che una volta si osava chiamare Patria è nell’ordine delle cose: quando mai non è accaduto nel nostro Paese? Che la Chiesa si adegui, beh, appare triste e diverso.

Il tasso di arrivi dei migranti non accenna a diminuire (la TV francese qualche giorno fa mostrava immagini di 5000 sbarchi in due giorni), e il fenomeno naturalmente non è sottolineato dai mass media di regime, per non disturbare i manovratori e chi guadagna da questo fenomeno.

Che ha, e avrà conseguenze imprevedibili. Abbiamo ricevuto da un lettore austriaco una lettera, che riproduciamo:

Viva Cristo Re e Viva Maria. Egregio Sig. Tosatti, leggo tanto volentieri i suoi articoli almeno fin dove le mie poche conoscenze dell’italiano lo permettono.

In riguardo al Suo ultimissimo articolo sull’islamizazzione mi permetto di inviare qualche dato empirico (non proiezioni) sulla situazione in Austria ove si tende a nascondere da parte ufficiale i dati dell’aumento dei musulmani il più possibile. Per Vienna non esistono cifre ufficiali perché il governo socialista-verde di rifiuta a censire i musulmani. Tutti, ma non i musulmani. Perciò esiste come dato più concreto quello del Yearbook of International Religious Demography 2014 (http://www.iiasa.ac.at/web/home/about/news/20140820-Pop-religion.html)

1971: 0,4 % musulmani

2011: 11,6 % musulmani

2017: ? (non si sa, ma si sa che il 28 % dei scolari delle elementari sono di fede musulmana).

Chi scrive non ha nulla di personale contro i musulmani. Ma una crescita del fenomeno di queste proporzioni voi come la chiamate, se non invasione? Checché ne possa dire mons. Galantino.



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POLONIA, ABORTO. LE MARCE E L’INFORMAZIONE (DEFORMATA E DEFORMANTE) DEI MEDIA.

Marco Tosatti

 

Oggi vorrei condividere con voi un lungo articolo del The Catholic World Report sulla Polonia, la legge sull’aborto, le dimostrazioni che vi si sono svolte, e la disinformazione che le ha accompagnate. L’articolo originale è in inglese, QUI, e si riferisce in particolare ai giornali mainstream americani; ma il discorso dell’autore è – ahimè – altrettanto valido per i quotidiani italiani, o almeno per i principali di essi, ideologicamente omologati e omogenei.

“In Polonia, dalla caduta del comunismo, la legislazione polacca è diventata fra le più pro-life di Europa, – scrive Filip Mazurczak – . E l’appoggio popolare per l’aborto è calato a picco, e il movimento pro-life è probabilmente il più forte del Vecchio Mondo. Di recente una prorposta per bloccare interamente l’aborto ha trovato resistenza in alcuni nella società polacca. I media principali a Ovest hanno naturalmente appoggiato questa reazione, spesso utilizzando informazioni false”.

La Polonia è il solo Paese democratico fra quelli che avevano l’aborto su richiesta ad adottare una legislazione restrittiva. “Nel 1993 il Primo Ministro polacco Hanna Suchocka firmò una legge che proibisce l’aborto eccetto che in tre casi: quando la gravidanza mette in pericolo la vita della madre, quando è il risultato di incesto o stupro, e in caso di malformazione fetale. A differenza di altri Paesi, solo il dottore che pratica l’aborto è perseguito; per la madre non ci sono conseguenze legali”.

Secondo l’autore, se nel 1993 il 64 per cento dei polacchi appoggiava l’aborto su richiesta, ora la situazione è diversa. Il 75% dei polacchi è contro l’aborto se la situazione personale o finanziaria di una donna sono cattive, e il 76% è contro all’aborto quando la donna semplicemente non vuole avere un figlio. E i giovani sono su questa linea: l’80% di quelli fra i 18 e i 24 anni sono favorevoli a una proibizione totale, contro solo il 50% di quelli oltre 65.

aborto

 

(Vedete l’articolo per i dati completi).

 

La recente battaglia ha visto iniziative di diverso tipo – a favore e contro l’aborto – e non ha prodotto per ora modifiche nella legislazione, anche se l’esecutivo ha annunciato che intensificherà le iniziative a favore della protezione della vita nascente.

Ma è la posizione dei media quello che interessa l’autore, e anche noi. In tutta la Polonia lunedì 3 ottobre hanno manifestato , secondo Filip Mazurczak, 98mila persone. E l’appello a uno sciopero delle donne nei posti di lavoro. “La Polonia non è stata paralizzata dalle donne che non sono andate a lavorare”, scrive e testimonia che personalmente non ha notato nessun disagio a Wroclaw, la quarta città della Polonia.

Le cifre dei sondaggi presentate prima dimostrano che le migliaia di protestatari non sono rappresentativi della società polacca, dice l’autore, e “Molte grandi proteste hanno luogo in Polonia, ma poche ottengono così tanto appoggio da parte dei media. L’anno scorso 20mial pro-lifers marciarono a Stettino, quanti hanno marciato contro l’aborto a Varsavia…e i media l’hanno completamente ignorato”.

 

Racconta poi l’autore che nel 1932-1933 il corrispondente del New York Times dall’Unione Sovietica, Walter Duranty negò che Stalin stesse deliberatamente uccidendo con una carestia artificiale i contadini ucraini. Fu un genocidio voluto, l’Holodomor, e come tale ormai riconosciuto dalla maggior parte degli studiosi di storia. Scrive Filip Mazurczak: “ Se ci fosse un premio Walter Duranty per Reportage Disonesto, l’autore dell’articolo del 3 ottobre sul Washington Post sulle marce pro aborto sarebbe un candidato forte. L’articolo afferma che sei milioni di donne – un terzo della popolazione femminile della Polonia – ha preso parte alle marce”.

E conclude: “Tristemente uno può ricevere l’impressione che nei mainstream media come il Washington Post, il New York Times o il Guardian, la protesta di 98mila arrabbiate, volgari e talvolta violente femministe in Polobia abbia ricevuto più copertura del fatto che un paio di mesi fa fra due e tre milioni di giovani, pacifici cattolici dalla Polonia e da tutto il mondo si siano uniti con papa Francesco fuori Cracovia per pregare e celebrare la loro fede”.

Eh già. E in Italia? Andate a vedere…



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