PEZZO GROSSO, IL COMMENTO DI UN AMICO STRANIERO ALLA PERSECUZIONE INTERNA ALLA CHIESA: NON PRAEVALEBUNT

QUI IN SPAGNOLO SU COMO VARA DE ALMENDRO

Marco Tosatti

Carissimi lettori di Stilum Curiae, Pezzo Grosso oggi ci offre il commento di un suo amico straniero, di cui non conosciamo l’identità, ma che ci pare ferrato in materia religiosa. Mi sembra che sia un contributo importante, perché pieno di lucidità sulla situazione attuale, ma anche di speranza. Leggiamolo.

Caro Tosatti, le propongo una riflessione di un mio stimato amico, non italiano, che è un osservatore coinvolto in questa chiesa ‘rivoluzionaria’. La traduzione in italiano è mia:

– Caro Tosatti esultiamo! Leggendo in queste ultime ore del dimissionamento di P. Thomas Weinandy, preceduto da quello di altri teologi, perplessi su Amoris Laetitia, quali Thomas Stark e il prof. Seifert, dopo il disprezzo manifestato ai cardinali dei Dubia, la demonizzazione dei firmatari della Correctio e quello recente espresso nei confronti di un sant’uomo come il card. Sarah, ho capito due cose, una riferita a Amoris Laetitia, l’altra riferita alla crescente paura che stanno facendo questi coraggiosi difensori della fede. La prima cosa compresa su Amoris Laetitia è che non deve esser messa in discussione perché è la chiave di ingresso nel luteranesimo. Con essa si mettono in discussione ben tre Sacramenti (matrimonio, confessione ed Eucarestia), e conseguentemente tutti gli altri. La seconda cosa compresa è che i veri nemici della chiesa e del Vicario di Cristo, sono pochi, pochissimi, ma sembrano vincere per la paura dei tanti e della viltà, chiamata prudenza, di molti altri. Costoro hanno ben capito che i veri cattolici son molto più numerosi di loro, hanno ben capito che la chiesa che stanno reprimendo, escludendo, intimidendo e persino minacciando, è la chiesa di Cristo protetta dalla Vergine Maria ed è ben superiore a quella piccola schiera oscura che si è temporaneamente impossessata delle redini del potere ufficiale ed è ora terrorizzata che possa esser fermato il processo in corso. Da qui l’imposizione di Amoris Laetitia e l’accelerazione dei licenziamenti. Caro Tosatti, voi opinionisti ascoltati dovete aprire gli occhi a quella parte di chiesa confusa, impaurita intimidita, ma ferma nella fede, che continua a ripetere: tanto “non praevalebunt” e aspetta che qualcosa succeda. E’ necessario spiegare loro che i nemici veri della chiesa e del papa son convinti che han già prevalso: ‘Iam praevaluit’. Altrimenti non esalterebbero senza ritegno il luteranesimo, la massoneria, la gnosi ambientalista e malthusiana,ecc. Non lo dichiarerebbero a viso aperto in convegni della Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano, nata nel 1994 grazie a San Giovanni Paolo II per affermare la Dottrina Sociale della Chiesa. Neppure all’Unesco oserebbero trattare tante ‘invenzioni’ come vere, come succede li. Ma mentre noi discriminati, demonizzati, intimiditi, perseguitati, siamo la chiesa di Cristo che sopravvivrà, loro verranno incorporati nella nuova ‘Santa Sede’ che ha sede in NY, piazza delle Nazioni Unite, nell’edificio donato da John Rockefeller e progettato da Oscar Niemeyer, detto ‘Palazzo di vetro’ ( per la sua ‘trasparenza’ negli obiettivi e nei mezzi usati …) – ”.



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HO RIMOSSO L’ARTICOLO SU DON PUSCEDDU. VI SPIEGO PERCHÉ. E ACCENNO A UNA REALTÀ NASCOSTA (PERSECUZIONE?).

Marco Tosatti

Cari lettori di Stilum Curiae, vi devo una spiegazione.

Venerdì scorso, 6 gennaio, ho pubblicato un articolo su don Massimiliano Pusceddu, il sacerdote linciato mediaticamente e punito per aver citato a giugno un passo molto duro di San Paolo sui comportamenti omosessuali in un’omelia. Si era durante la battaglia per la legge sulle unioni civili, e le sue parole sono state usate in maniera distorta dai giornali per creare un caso.

Nell’articolo si parlava della posizione del vescovo nei suoi confronti.

Non conoscevo personalmente don Pusceddu. L’ho sentito ieri, al telefono, per la prima volta, avendo chiesto il suo numero di cellulare a un collega.

Volevo chiedergli scusa per l’articolo; non perché contenesse cose non vere, ma perché avevo saputo che gli aveva creato ulteriori problemi, in una situazione già difficile.

Don Pusceddu è stato molto gentile; non mi ha chiesto da chi avessi avuto quelle notizie, e ha espresso comprensione per l’intenzione che mi aveva mosso nello scriverlo. E cioè lo stupore, e forse anche l’indignazione, che un sacerdote venga punito dalla Chiesa per aver annunciato quella che in ogni messa viene definita, alle Letture, “Parola di Dio”.

E’ stato così delicato da non chiedermi neanche di rimuoverlo.

Quella è stata una mia decisione, presa in totale autonomia, per le ragioni che ho già esposto sopra.

Mi è costata, perché non sono mancati commenti all’articolo in cui mi si accusava di aver scritto cose non vere. E l’orgoglio professionale mi spingeva a ribadire che l’articolo era preciso, non conteneva menzogne o esagerazioni. In un certo senso, se così fosse ne sarei persino sollevato. Ma non è così.

La scomparsa dell’articolo ha provocato curiosità; mi è stato chiesto perché non fosse più visibile.

Fra gli altri, mi ha contattato Paolo Deotto, di Riscossa Cristiana. E così sono venuto a conoscenza di una realtà che non conoscevo: quella di sacerdoti in difficoltà – come don Pusceddu, che non avendo più nessun incarico, non percepisce stipendio – non per colpa loro. E ho saputo che c’è chi cerca di aiutarli.

Così condivido con voi questa informazione:

“La ‘Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina’ è un’associazione di beneficenza, formata da confratelli della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria. Il suo scopo, come si legge nello Statuto, è di ‘portare assistenza economica a quanti si trovino in situazioni di indigenza, non dipendenti da loro colpa grave’. L’indigenza può avere molte cause, e oggi ci troviamo, purtroppo, a dover fronteggiare una situazione nuova, impensabile un tempo: la persecuzione dei sacerdoti fedeli alla Dottrina. Non è qui il luogo per descrivere la situazione della Chiesa; i nostri lettori la conoscono bene, e tutti ne patiamo profondamente. Accade anche che ci siano sacerdoti che proprio per la loro fedeltà alla Dottrina e alla Tradizione vengono perseguitati, emarginati e si trovano senza mezzi di sussistenza.

Per venire in aiuto di questi sacerdoti, che sono un prezioso e provvidenziale dono, la Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina rivolge un appello a tutti coloro che vogliano impegnarsi, per almeno un anno, a fare un versamento mensile. L’importo indicativo è di 50 euro, ma qualsiasi importo, relativamente alle possibilità di ognuno, può essere di grande utilità. È importante che vi sia un impegno di almeno un anno, per garantire la continuità dell’aiuto”.

Questo è il link di Riscossa Cristiana.

E qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

Scusatemi ancora, e grazie per la vostra pazienza.



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ASIA BIBI: L’UDIENZA DELLA CORTE SUPREMA È SALTATA. UNO DEI GIUDICI HA RINUNCIATO ALL’INCARICO.

Marco Tosatti

La Corte suprema del Pakistan ha aggiornato l’udienza relativa al caso di Asia Bibi, la cristiana accusata di blasfemia e condannata a morte per questo. I legali della donna hanno chiesto l’assoluzione piena.

asia-bibi

La Corte Suprema avrebbe dovuto giudicare oggi, ma l’udienza è stata rimandata perché uno dei tre membri della Commissione Iqbal Hamid-ur-Rehman, ha rinunciato all’incarico dando come motivazione il fatto che ha già partecipato al giudizio relativo all’assassinio di Salman Taseer, il governatore del Punjab assassinato perché aveva difeso l’innocenza di Asia Bibi.

La rinuncia è stata espressa per lettera, chiedendo che per il caso della cristiana fosse nominato un altro giudici. Non è chiaro quando verrà fissata la prossima udienza.

Le accuse contro Asia Bibi risalgono al 2009, e appaiono basate su fondamento inconsistente, e come spesso accade in questi casi in Pakistan, utilizzate per regolare conti personali.



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FIRMI UN APPELLO AL PAPA? GUAI A TE. DISSENSO E PERSECUZIONE NELL’ANNO DELLA MISERICORDIA

Marco Tosatti

 

Qualche tempo fa un gruppo di 45 personalità cattoliche mondiali – teologi, studiosi, filosofi e pastori – aveva consegnato un documento al cardinale Angelo Sodano, e ai 218 cardinali e patriarchi, con forti critiche ad alcuni punti dell’esortazione post sinodale Amoris Laetitia sulla famiglia. I firmatari riscontravano nel documento “una serie di affermazioni che possono essere comprese in senso contrario alla fede e alla morale cattoliche”; e suggerivano ai cardinali che nelle loro veste di consiglieri e collaboratori del Papa, gli suggerissero di respingere “gli errori elencati nel documento, in maniera definitiva e finale e di affermare con autorità che Amoris Laetitia non esige che alcuna di esse sia creduta o considerata come possibilmente vera”.

L’elenco dei firmatari doveva restare segreto; era una lettera privata, non un manifesto aperto. L’elenco invece è stato pubblicato.

E adesso verso i firmatari – o almeno verso una parte di essi – è scattata la punizione. Così denuncia Lifesitenews. Il portavoce del gruppo, Joseph Shaw, ha confermato che uno dei firmatari, una personalità nota internazionalmente, ha perso il suo posto come direttore degli affari accademici in un’università pontificia. Un secondo è stato minacciato dal suo vescovo: il suo anno sabbatico sarebbe stato cancellato. Fortunatamente per lui ha trovato un altro vescovo che gli ha permesso di iniziare il processo di incardinazione nella sua diocesi.

 

shaw

A un terzo è stato proibito di parlare pubblicamente sull’Amoris Laetitia. A un quarto è stato chiesto di ritirare la sua firma, e un cardinale in persona si è adoperato a fare pressione su un quinto firmatario affinché si dissociasse dall’iniziativa. Molto probabilmente ci sono altri ancora che patiscono le conseguenze del loro gesto, e di cui non si ha notizia.

Joseph Shaw ha così commentato: “E’ angosciante sentire che persone, in particolare sacerdoti, soffrono perché hanno firmato una lettera. Era, dopo tutto, una lettera privata a prelati che esprimeva, senza rancore o accuse, una richiesta di chiarificazione su questioni e difficoltà teologiche oggettive su cui è riconosciuto il diritto a un ampio spettro di opinioni. E’ particolarmente deludente vedere cattolici in posizione di autorità che si considerano fautori del Santo Padre non semplicemente ignorare i suoi ripetuti appelli alla parresia – discussione sincera e senza paura – ma cercare attivamente di sopprimerla”.



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