AMORIS LAETITIA. PETIZIONE A FAVORE. QUALCHE FIRMA È IMBARAZZANTE, C’È ANCHE UNA SCOMUNICATA…

 
Marco Tosatti

Dalla Germania, in risposta alla “Correctio Filialis”, che ha raggiunto ormai le 245 firme qualificate (teologi, studiosi, docenti e religiosi) e ha superato le ventimila firma di appoggio, è partita una raccolta di firme pro Francis. Pare un centinaio, fino ad ora. Ma alcune delle firme sono decisamente imbarazzanti. Come fa notare Maike Hickson in OnePeterFive infatti nell’elenco è presente il vescovo emerito sudafricano Fritz Lobinger, che proponeva di ordinare come sacerdoti uomini e donne sposati. C’è padre Martin Lintner, che proponeva di liberalizzare l’insegnamento della Chiesa sui rapporti omosessuali, e di riscrivere di conseguenza il Catechismo della Chiesa cattolica alla luce dell’Amoris Laetitia. Non solo: uno dei due principali protagonisti del progetto, padre Paul Zulehner, è co-autore – insieme a Lobinger – di un libro in cui si critica il celibato per i sacerdoti di rito latino, e si propone l’idea di ordinare uomini sposati per avere sacerdoti part-time nelle parrocchie.

E soprattutto fra i firmatari c’è una signora, Martha Heizer, presidente dell’associazione di base austriaca “Wir sind kirche” (Noi siamo chiesa) che è stata scomunicata dal Pontefice nel maggio del 2014, insieme a suo marito. La coppia aveva celebrato ripetutamente la messa a casa sua, privatamente, e alla presenza di numerosi ospiti. Ovviamente senza avere nessun tipo di ordinazione.

In particolare, come scrive Corrispondenza Romana, “Padre Paul Zulehner, discepolo di Karl Rahner, è conosciuto a sua volta per una fantasiosa ‘Futurologia pastorale’ (Pastorale Futurologie, 1990). Nel 2011 appoggiò l’’appello alla disobbedienza’ lanciato da 329 preti austriaci, favorevoli al matrimonio dei preti, all’ordinazione sacerdotale delle donne, al diritto per protestanti e divorziati risposati di ricevere la comunione e a quello dei laici a predicare e guidare parrocchie”. Invece Martin Lintner, è un religioso servita di Bolzano, docente a Bressanone e presidente dell’Insect (International Network of Societies for CatholicTheology). È noto per il suo libro La riscoperta dell’eros. Chiesa, sessualità e relazioni umane (2015). Come dicevamo è favorevole non solo all’omosessualità ma alle relazioni extramatrimoniali. Di Amoris laetitia dice che segna “un punto di non ritorno” nella Chiesa. Infatti, “non possiamo più affermare che oggi ci sia un’esclusione categorica ad accostarsi ai sacramenti dell’eucaristia e della riconciliazione per quanti, nella nuova unione, non si astengono dai rapporti sessuali. Su questo non c’è alcun dubbio, proprio a partire dal testo stesso dell’AL”. (www.settimananews.it, 5 dicembre 2016).

È interessante notare che la raccolta è presente sul sito della Chiesa cattolica tedesca katholisch.de. Fra i firmatari c’è anche Wolfgang Thierse, già presidente del Parlamento tedesco, un politico socialdemocratico. Come il cardinale Gehrard Mūller ha dichiarato in una recente intervista al Tagespost, un giornale cattolico tedesco, parlando dei teologi e dei sacerdoti che si opponevano alla dottrina ortodossa della Chiesa cattolica negli ultimi decenni, “Nel frattempo gli oppositori di ‘allora’ si sono sciolti trasformandosi in seguaci entusiasti del papa”.



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CHIESA, ABUSI E AMBIGUITÀ. CASO ESEMPLARE A PALM BEACH. PRETE CORAGGIOSO DENUNCIA LA DIOCESI.

Marco Tosatti

Un sacerdote, John Gallagher ha citato una diocesi americana per danni. Accusa il suo ex-vescovo, e di conseguenza la diocesi di averlo isolato, allontanato e impedito di continuare la sua carriera perché due anni fa ha denunciato alla polizia un prete indiano in visita. Era un sacerdote con tendenze omosessuali, responsabile di aver mostrato, dopo la messa, una quarantina di foto pornografiche a un ragazzo di quattordici anni. Gallagher ha parlato con il prete, alla presenza di un ex funzionario di polizia, ha raccolto la sua ammissione, e poi lo ha denunciato alla polizia. Che lo ha arrestato.

Ma invece di ricevere elogi e complimenti dal suo vescovo, per lui sono cominciati i guai.

Gallagher, che ha 49 anni ed è sacerdote dal 1992, è irlandese. Dal 2000 è negli USA, e nell’aprile del 2014 gli è stata affidata la parrocchia del sacro Nome di Gesù a Palm beach. Nel dicembre di quello stesso anno dall’India è giunto un sacerdote, Josè Palimatton, come assistente di Gallagher.

A gennaio Palimatton mostrò una quarantina di foto di ragazzi nudi a un giovane di 14 anni che frequentava la Chiesa; e quella sera stessa gli inviò un SMS augurandogli buona notte e sogni d’oro. Il ragazzo raccontò la storia a un amico, che la riferì al maestro del corso, che a sua volta avvisò Gallagher. Gallagher, secondo quanto afferma all’Irish Independent parlò con qualcuno nella diocesi, che gli avrebbe detto: “Dobbiamo farlo andar via, mettilo su un aereo”. Quella stessa persona gli consigliò di non tenere appunti scritti della vicenda: così risulta da un esposto inviato, da un avvocato canonista, in Vaticano, alla Congregazione per la Dottrina della Fede, da Gallagher.

Gallagher invece volle incontrare Palimatton, alla presenza di un funzionario di polizia in pensione, che prese appunti del colloquio. Palimatton non solo ammise la sua colpa in quel caso, ma avrebbe anche ammesso di aver infastidito in India altri adolescenti. Questa stessa confessione l’avrebbe poi ripetuta agli agenti di polizia di Palm Beach. Gallagher chiamò l’ufficio dello Sceriffo di Palm Beach. Palimatton fu arrestato, processato, condannato a sei mesi e rispedito in India.

E qui cominciarono i guai per Gallagher. “Mi fu reso chiaro che quello che avevo fatto non era quello che avrei dovuto fare”. Due mesi più tardi il vescovo. Mons. Barbarito, lo convocò; Gallagher pensava che avrebbe avuto un riconoscimento. Il vescovo gli disse di continuare ancora per un anno come parroco; ma il giorno dopo la decisione fu rovesciata: “Mi disse che sarei stato degradato. Non fu data nessuna ragione. Disse che se non volevo essere degradato e spostato in un’altra parrocchia avrei dovuto lasciare il sacerdozio”.

Un mese dopo, Gallagher fu ricoverato in ospedale per un sospetto infarto. Chiese a una suora anziana di andare a recuperare i documenti del caso Palimatton a casa sua. La suora lo fece, ma quando tornò di nuovo nell’abitazione del sacerdote trovò ad aspettarla dei funzionari della diocesi che le presero le chiavi. E quando Gallagher uscì dall’ospedale, scoprì che le serrature erano state cambiate. E fu costretto, senza casa, a trovare ospitalità presso un amico.

Gallagher contattò il card. Sean O’Malley, che aveva preceduto Barbarito nella diocesi di Palm Beach, e che presiede la Commissione creata in Vaticano contro gli abusi, ma non ne ebbe alcun aiuto. E a questo punto ha deciso di intraprendere un’azione legale contro il vescovo e la diocesi; che hanno reagito facendo lettere durante la messa domenicale una lettera in cui si negano le accuse e si critica Gallagher….

Non è il primo caso del genere, e ci sono siti che accusano apertamente la Chiesa statunitense di ospitare al suo interno troppi sacerdoti con tendenze omosessuali, che si coprirebbero a vicenda. Massimo Introvigne ricorda che secondo il rapporto del John Jay College l’81 per cento dei sacerdoti condannati per abusi in USA avevano tendenze omosessuali. Un dato che certamente non è molto politically correct. Ma è statistica, non opinioni.



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HO RIMOSSO L’ARTICOLO SU DON PUSCEDDU. VI SPIEGO PERCHÉ. E ACCENNO A UNA REALTÀ NASCOSTA (PERSECUZIONE?).

Marco Tosatti

Cari lettori di Stilum Curiae, vi devo una spiegazione.

Venerdì scorso, 6 gennaio, ho pubblicato un articolo su don Massimiliano Pusceddu, il sacerdote linciato mediaticamente e punito per aver citato a giugno un passo molto duro di San Paolo sui comportamenti omosessuali in un’omelia. Si era durante la battaglia per la legge sulle unioni civili, e le sue parole sono state usate in maniera distorta dai giornali per creare un caso.

Nell’articolo si parlava della posizione del vescovo nei suoi confronti.

Non conoscevo personalmente don Pusceddu. L’ho sentito ieri, al telefono, per la prima volta, avendo chiesto il suo numero di cellulare a un collega.

Volevo chiedergli scusa per l’articolo; non perché contenesse cose non vere, ma perché avevo saputo che gli aveva creato ulteriori problemi, in una situazione già difficile.

Don Pusceddu è stato molto gentile; non mi ha chiesto da chi avessi avuto quelle notizie, e ha espresso comprensione per l’intenzione che mi aveva mosso nello scriverlo. E cioè lo stupore, e forse anche l’indignazione, che un sacerdote venga punito dalla Chiesa per aver annunciato quella che in ogni messa viene definita, alle Letture, “Parola di Dio”.

E’ stato così delicato da non chiedermi neanche di rimuoverlo.

Quella è stata una mia decisione, presa in totale autonomia, per le ragioni che ho già esposto sopra.

Mi è costata, perché non sono mancati commenti all’articolo in cui mi si accusava di aver scritto cose non vere. E l’orgoglio professionale mi spingeva a ribadire che l’articolo era preciso, non conteneva menzogne o esagerazioni. In un certo senso, se così fosse ne sarei persino sollevato. Ma non è così.

La scomparsa dell’articolo ha provocato curiosità; mi è stato chiesto perché non fosse più visibile.

Fra gli altri, mi ha contattato Paolo Deotto, di Riscossa Cristiana. E così sono venuto a conoscenza di una realtà che non conoscevo: quella di sacerdoti in difficoltà – come don Pusceddu, che non avendo più nessun incarico, non percepisce stipendio – non per colpa loro. E ho saputo che c’è chi cerca di aiutarli.

Così condivido con voi questa informazione:

“La ‘Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina’ è un’associazione di beneficenza, formata da confratelli della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria. Il suo scopo, come si legge nello Statuto, è di ‘portare assistenza economica a quanti si trovino in situazioni di indigenza, non dipendenti da loro colpa grave’. L’indigenza può avere molte cause, e oggi ci troviamo, purtroppo, a dover fronteggiare una situazione nuova, impensabile un tempo: la persecuzione dei sacerdoti fedeli alla Dottrina. Non è qui il luogo per descrivere la situazione della Chiesa; i nostri lettori la conoscono bene, e tutti ne patiamo profondamente. Accade anche che ci siano sacerdoti che proprio per la loro fedeltà alla Dottrina e alla Tradizione vengono perseguitati, emarginati e si trovano senza mezzi di sussistenza.

Per venire in aiuto di questi sacerdoti, che sono un prezioso e provvidenziale dono, la Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina rivolge un appello a tutti coloro che vogliano impegnarsi, per almeno un anno, a fare un versamento mensile. L’importo indicativo è di 50 euro, ma qualsiasi importo, relativamente alle possibilità di ognuno, può essere di grande utilità. È importante che vi sia un impegno di almeno un anno, per garantire la continuità dell’aiuto”.

Questo è il link di Riscossa Cristiana.

E qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

Scusatemi ancora, e grazie per la vostra pazienza.



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