HO RIMOSSO L’ARTICOLO SU DON PUSCEDDU. VI SPIEGO PERCHÉ. E ACCENNO A UNA REALTÀ NASCOSTA (PERSECUZIONE?).

Marco Tosatti

Cari lettori di Stilum Curiae, vi devo una spiegazione.

Venerdì scorso, 6 gennaio, ho pubblicato un articolo su don Massimiliano Pusceddu, il sacerdote linciato mediaticamente e punito per aver citato a giugno un passo molto duro di San Paolo sui comportamenti omosessuali in un’omelia. Si era durante la battaglia per la legge sulle unioni civili, e le sue parole sono state usate in maniera distorta dai giornali per creare un caso.

Nell’articolo si parlava della posizione del vescovo nei suoi confronti.

Non conoscevo personalmente don Pusceddu. L’ho sentito ieri, al telefono, per la prima volta, avendo chiesto il suo numero di cellulare a un collega.

Volevo chiedergli scusa per l’articolo; non perché contenesse cose non vere, ma perché avevo saputo che gli aveva creato ulteriori problemi, in una situazione già difficile.

Don Pusceddu è stato molto gentile; non mi ha chiesto da chi avessi avuto quelle notizie, e ha espresso comprensione per l’intenzione che mi aveva mosso nello scriverlo. E cioè lo stupore, e forse anche l’indignazione, che un sacerdote venga punito dalla Chiesa per aver annunciato quella che in ogni messa viene definita, alle Letture, “Parola di Dio”.

E’ stato così delicato da non chiedermi neanche di rimuoverlo.

Quella è stata una mia decisione, presa in totale autonomia, per le ragioni che ho già esposto sopra.

Mi è costata, perché non sono mancati commenti all’articolo in cui mi si accusava di aver scritto cose non vere. E l’orgoglio professionale mi spingeva a ribadire che l’articolo era preciso, non conteneva menzogne o esagerazioni. In un certo senso, se così fosse ne sarei persino sollevato. Ma non è così.

La scomparsa dell’articolo ha provocato curiosità; mi è stato chiesto perché non fosse più visibile.

Fra gli altri, mi ha contattato Paolo Deotto, di Riscossa Cristiana. E così sono venuto a conoscenza di una realtà che non conoscevo: quella di sacerdoti in difficoltà – come don Pusceddu, che non avendo più nessun incarico, non percepisce stipendio – non per colpa loro. E ho saputo che c’è chi cerca di aiutarli.

Così condivido con voi questa informazione:

“La ‘Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina’ è un’associazione di beneficenza, formata da confratelli della Confraternita del Sacro Cuore di Gesù e del Cuore Immacolato di Maria. Il suo scopo, come si legge nello Statuto, è di ‘portare assistenza economica a quanti si trovino in situazioni di indigenza, non dipendenti da loro colpa grave’. L’indigenza può avere molte cause, e oggi ci troviamo, purtroppo, a dover fronteggiare una situazione nuova, impensabile un tempo: la persecuzione dei sacerdoti fedeli alla Dottrina. Non è qui il luogo per descrivere la situazione della Chiesa; i nostri lettori la conoscono bene, e tutti ne patiamo profondamente. Accade anche che ci siano sacerdoti che proprio per la loro fedeltà alla Dottrina e alla Tradizione vengono perseguitati, emarginati e si trovano senza mezzi di sussistenza.

Per venire in aiuto di questi sacerdoti, che sono un prezioso e provvidenziale dono, la Società di San Martino di Tours e di San Pio da Pietrelcina rivolge un appello a tutti coloro che vogliano impegnarsi, per almeno un anno, a fare un versamento mensile. L’importo indicativo è di 50 euro, ma qualsiasi importo, relativamente alle possibilità di ognuno, può essere di grande utilità. È importante che vi sia un impegno di almeno un anno, per garantire la continuità dell’aiuto”.

Questo è il link di Riscossa Cristiana.

E qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

Scusatemi ancora, e grazie per la vostra pazienza.



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CATTEDRALE DI VIENNA. SPOT SU FAMIGLIA GAY. LUI, LUI E UN FIGLIO (ADOTTIVO)

viennafamily

 

Marco Tosatti

Sappiamo tutti che cosa pensa, e talvolta dice, senza mezzi termini, il Pontefice sulla famiglia, quella formata da un uomo e una donna, e sulle ideologie che vorrebbero rovesciare e modificare questa formula, oltre al concetto stesso di femminile e maschile. Sappiamo anche che al di là delle ideologie, raccomanda, come i suoi predecessori, che ogni persona venga accolta indipendentemente da quello che è e pensa, dalla Chiesa.

Bene. Però forse di tanto in tanto qualcuno stiracchia molto il termine di accoglienza. Se lo fa un semplice individuo, affari suoi. Se lo fa un pastore, o addirittura la voce di una parrocchia importante come quella della cattedrale di una diocesi si pone un evidente problema di conseguenze, dubbi e sconcerto fra i fedeli. E di incertezza su che cosa credere e fare.

E’ il caso, ci sembra, di cui da notizia Osservatorio Gender nella notizia che potete leggere nella sua integralità cliccando sulla testata. E che vi riassumiamo brevemente.

viennabollettino

Il numero 2 di Pfarrblatt il bollettino parrocchiale della cattedrale di Santo Stefano, a Vienna, datato “Autunno 2016” ospita un articolo intitolato: “We are family”, “Noi siamo famiglia”, sotto la foto di due uomini in tenuta tirolese e del loro figlio adottivo, un ragazzino di colore anch’egli in tenuta tirolese.

 

L’articolo è firmato da Georg Urbanitsch, ex anchor man di un noto canale televisivo, unito civilmente dal 2012 con Bernd Schlachter proprietario di un ristorante a Vienna. Sono loro i due uomini della foto. Nel 2014 hanno adottato un bambino sudafricano, e vorrebbero adottare un’altra bimba, sudafricana, di tre anni prossimamente.

Così Urbanitsch descrive la sua situazione : “La famiglia Arcobaleno, Modern Family, la famiglia non convenzionale … ci sono molti titoli per il nostro bel nido di santuario. Ma non siamo così speciali, noi, vale a dire: papà Bernd, Papi Georg, e figlio Siya (…) Il nostro rituale della sera è sempre lo stesso. Leggiamo un libro, preghiamo, parliamo di ciò che è stato fatto di buono durante il giorno, e cantiamo la ninna nanna. Abbastanza spettacolare davvero”.

 

Siya è stato battezzato nella cattedrale di Santo Stefano, dal parroco. E come sappiamo su questo punto – cioè sul consenso necessario dei genitori (non sappiamo se la madre di Siya sia ancora viva) e sulla sicurezza che gli verrà data un’educazione cattolica – la discussione è estremamente aperta, e difficile. E Lì la lasciamo.

 

Ma ci sembra veramente singolare che l’organo ufficiale della cattedrale del cardinale Christoph Schönborn, il teologo elogiato dal Pontefice come il vero interprete dell’esortazione apostolica sulla famiglia, Amoris Laetitia, pubblichi uno spot sulle famiglie omosessuali come quella descritta da Urbanitsch.



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