SUMMORUM PONTIFICUM. UNA “NUOVA” MESSA VETUS ORDO A SAN PIETRO. MOLTI GIOVANI, UN SEGNO DI VITALITÀ.

Marco Tosatti

Si è svolto a Roma, dal 14 al 17 settembre, l’annuale pellegrinaggio dei fedeli legati alla forma straordinaria del rito romano, la cosiddetta “messa tridentina”. Uno dei momenti topici di questo evento, nel decennale del Motu Proprio Summorum Pontificum emanato da Benedetto XVI, è stata la Messa nella Basilica di San Pietro in Vaticano, messa celebrata da S.E Mons. Pozzo, che ha presieduto il sacro rito in sostituzione del Cardinal Carlo Caffarra, scomparso pochi giorni prima.

La Messa ha visto la partecipazione di migliaia di fedeli, tanti giovani. Probabilmente per la prima volta dopo decenni è stata commissionata al Mº Aurelio Porfiri una nuova Messa, eseguita in quella occasione, chiamata propriamente “Missa Summorum Pontificum”, in cui si prevedevano anche interventi dei fedeli nel canto di alcune parti.

Non è questo il luogo per esprimere giudizi, o preferenze. Personalmente chi scrive trova che la messa secondo il vetus ordo esprime in maniera maestosa la sacralità profonda del sacrificio che si consuma sull’altare; e questo è qualche cosa che non sempre, per non dire troppo spesso, si perde nel modo in cui molti sacerdoti celebrano nella messa di Paolo VI. Che, se celebrata in maniera degna, è certamente bellissima e sacrale; ma forse permette delle “libertà” che la messa antica non concede. C’è da chiedersi perché in tutto il mondo molti giovani siano attratti da questo rito antico; probabilmente perché ha una sua bellezza evidente, e la bellezza è uno strumento di comunicazione profondo. Il fatto che sia stata creata una “nuova” messa per accompagnare la messa vecchia è una risposta e un segnale di vitalità al di là di polemiche stantie. Fermo restando che non si vede – e questo da un punto di vista laico e libertario – perché sia necessario fare difficoltà a fedeli e sacerdoti che desiderano partecipare al sacrificio eucaristico nel modo in cui si è svolto per secoli e secoli.

Abbiamo raccolto un parere da una persona che assisteva alla cerimonia, e lo partecipiamo con voi: “Ecco la Tradizione in cammino, la Tradizione che smentisce coloro che vedono solo rigidità nei fedeli legati a questa forma. Pur nel rispetto assoluto del rito e dei testi si può osare, facendo in modo che la Chiesa sia sempre madre anche della cultura, non del culturame. Moltissimi fedeli e sacerdoti hanno mostrato apprezzamento per la vitalità mostrata in questa occasione. Come al solito, qualcuno ha “abbaiato contro”, mai come in questa occasione sono apparsi latrati al vento”.



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ROMA: SI CELEBRA IL RITO ANTICO. DAL 14 AL 17 SETTEMBRE PELLEGRINAGGIO, ADORAZIONE E UN CONVEGNO.

Marco Tosatti

È un appuntamento importante, quello che si terrà a Roma dal 14 al 17 settembre, per celebrare i dieci anni di vita del Motu proprio di Benedetto XVI “Summorum Pontificum”, con cui si allargavano le possibilità di celebrazione della messa secondo il vetus ordo. È importante perché rappresenta una conferma di vitalità e di interesse nei confronti di una celebrazione liturgica che nonostante tutto la virulenza ideologica di una larga parte di Chiesa non è riuscita a cancellare. Anzi; se come dicono alcuni, molti giovani, non gli ottuagenari, trovano affascinante e carica di significato questa celebrazione un qualche motivo ci sarà…

Laicamente, chi scrive trova che il Motu Proprio abbia costituito un atto di pura ragionevolezza; non è pensabile che un rito che si è celebrato per secoli e secoli da un giorno all’altro perda valore, perché un mons. Bugnini e i suoi seguaci e accoliti lo hanno deciso. Non solo; ma vedendo quello che succede nelle chiese di tutto il mondo, non si capisce perché sia necessario e obbligatorio cancellare la bellezza e la solennità di una formula per rivolgersi a Dio che tocca il cuore e le sensibilità di tante persone. E addirittura, farne una colpa, e discriminare chi la celebra, come purtroppo accade troppo spesso e in troppi luoghi in questa misericordiosissima Chiesa. Cioè, forse si capisce; ma fermiamoci qui. Nella speranza che l’immediato futuro non ci riservi qualche ulteriore follia autoritaria o improvvisazione creativa…

Comunque: per gli interessati, alleghiamo, in fotografia, il programma delle giornate, e chi desideri avere più informazioni le può trovare sul sito http://www.summorumpontificum.org

In particolare per conoscere i dettagli del pellegrinaggio e delle altre iniziative che si svilupperanno in quei tre giorni. Il 14 settembre la Pontificia Università San Tommaso d’Aquino (l’Angelicum) ospiterà un importante convegno, di cui alleghiamo il programma.

Programma

Il Motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI:

Una rinnovata giovinezza per la Chiesa

Ore 9.00: Ritiro dei badge

9.30 Saluti: P. Vincenzo M. Nuara OP (Moderatore di Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum e Assistente spirituale di Giovani e Tradizione)

10.00: S.E.R. Mons. Guido Pozzo (Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei): Il Summorum Pontificum dieci anni dopo. Bilancio e prospettive.

10.30: S.Em.R. il Sig. Cardinale Gerhard Ludwig Müller (già Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei): Dogma e Liturgia.

11.30: D. Marino Neri (Segretario di ASSP): Presentazione degli Atti del 4° convegno sul Motu proprio Summorum Pontificum del 2015.

11.45: M.R.P. Dom Jean Pateau (Abate del Monastero benedettino di Fontgombault): I frutti di grazia del Summorum Pontificum per la vita monastica e sacerdotale.

12.30: Martin Mosebach (scrittore e saggista): Santa routine: sul mistero della ripetizione.

15.30: S.Em.R. il Sig. Cardinale Robert Sarah (Prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti): “Il silenzio e il primato di Dio nella sacra Liturgia”.

16.15: Mons. Markus Graulich (Sotto-Segretario del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi): Dall’Indulto alla legge universale della Chiesa, una lettura canonistica del SP.

17.15: Dott. Ettore Gotti Tedeschi (già Presidente dello IOR ): “L’economia” della Liturgia.

18.00: Conclusioni



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