IL NUOVO VESCOVO DI PENSACOLA-TALLAHASSEE (FLORIDA) AMA LE FOTO SCHERZOSE. ANCHE CON LO SCIALLE LGBT.

Marco Tosatti

La diocesi di Pensacola-Tallahassee (Florida) ha un nuovo vescovo, successore degli Apostoli: è un sacerdote della Congregazione della Santa Croce (C.S.C.), si chiama William (Bill) Wack, ha 49 anni ed ha studiato economia; proveniva dalla parrocchia di Sant’Ignazio martire di Austin.

In una delle foto che pubblichiamo lo si vede mentre “testa” il nuovo parcheggio della parrocchia.

Non lo conosciamo, ma è probabilmente un tipo scherzoso. Come dimostrano le fotografie di lui che pubblichiamo.

 



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IN AUTUNNO IN ITALIA IL #BUSDELLALIBERTÀ. PER DIRE CHE UN BAMBINO È UN MASCHIO, E UNA BAMBINA UNA FEMMINA.

Marco Tosatti

In autunno, come già in Spagna e negli Stati Uniti, contro la propaganda del Gender portata avanti dalle lobbies LGBT, con la complicità del ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli, comincerà a girare in Italia un autobus rivoluzionario.

Assolutamente rivoluzionario, perché dirà – lo porterà scritto sulle fiancate – qualche cosa di totalmente contrario al budino politically correct che ci viene quotidianamente instillato dalla televisione, dai talk show e dai mezzi di comunicazione principali.

Ecco la scritta scandalosa:

I BAMBINI SONO MASCHI

LE BAMBINE SONO FEMMINE

La natura non si cambia.

Stop Gender nelle Scuole

Clamoroso, no? Ma vedrete se non ci sarà chi griderà alla discriminazione…La notizia dell’iniziativa è stata data durante la Cena di Gala organizzata a Roma dopo la Marcia per la Vita di sabato da “CitizenGO” e da “Generazione Famiglia”. In quell’occasione è stato annunciato l’arrivo anche in Italia del #BusdellaLibertà. Un enorme pullman arancione che incomincerà il suo tour per l’Italia il prossimo autunno.

(Nella foto, da sinistra a destra: Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, Jacopo Coghe, presidente di Generazione Famiglia, Massimo Gandolfini, Portavoce del Family Day, Maria Rachele Ruiu, coordinatrice circoli locali di Generazione Famiglia)

Gli organizzatori avvertono che daranno una comunicazione più ampia e dettagliata nell’imminenza dell’evento. “Come sempre, anche questo sarà possibile grazie alla vostra generosa partecipazione. Dobbiamo assolutamente tenere alta l’attenzione.

Per i nostri figli e nipoti. #InsiemePossiamo”.

PROVE GENERALI DI DITTATURA IN NOME DELL’OMOFOBIA. È TEMPO CHE LA CHIESA PARLI FORTE E CHIARO, DICE IL CARD. EIJK.

Marco Tosatti

Partiamo da Utrecht, dove il cardinale Willem Jacobus Eijk, arcivescovo della città, ha lanciato un appello: che la Chiesa, il magistero Romano, creino un documento il tema di Gender. “È urgente” ha detto il presule ad ACIstampa, perché la pressione sia a livello nazionale che internazionale, spinta dalle grandi agenzie, sta diventando sempre più forte. “Non direi necessariamente ci voglia una enciclica. Può essere anche un documento di altro tipo, come un’istruzione da parte della Congregazione della Dottrina della Fede. È importante però che sia un documento autoritativo della Chiesa su questa teoria. Perché vediamo che le organizzazioni internazionali fanno molta pressione sulle nazioni per introdurre questa teoria, soprattutto nel mondo dell’educazione”, ha detto il cardinale.

Il porporato ha ricordato che la Chiesa si è espressa molte volte sulla teoria del genere, sia nel numero 151 dell’enciclica Laudato Si, e anche nell’esortazione post-sinodale Amoris Laetitia. “Ma non come tema centrale. È invece opportuno un documento concentrato sul tema della teoria del genere. Serve alla gente, perché sente parlare della teoria del genere da parte dei mass media, nel mondo della politica, nelle scuole, ovunque. Soprattutto la Chiesa è chiamata a dare il suo punto di vista”. E cioè far capire alla gente il perché la Chiesa non accetta la teoria del genere: la teoria del genere implica che il ruolo dell’uomo e della donna sia completamente distaccato dal sesso biologico. Questo è incompatibile con la visione dell’uomo che presenta la Chiesa, con la Sacra Scrittura alla base della dottrina. La teoria del genere vede il corpo come qualcosa di secondario, qualcosa di estrinseco alla natura umana, che non partecipa alla dignità della persona come tale, come valore intrinseco della persona. Per la Chiesa, spiega il cardinale, il sesso biologico in linea con il corpo umano è intrinseco alla natura umana. “È evidente come la teoria del genere si contrapponga alla visione della Chiesa Cattolica. Una visione che si può comprendere, tra l’altro, basandosi sulla pura ragione umana, con argomenti filosofici, senza fare riferimento alla rivelazione”. È un’antropologia dualista che sta pervadendo tutta la società, ha influsso su quasi tutti i campi del pensiero, inclusa l’etica medica, e cambia il modo di sentire e di percepire se stessi. “Per questo è urgentissimo presentare la vera visione dell’uomo in questo mondo, altrimenti perderemo la strada”.

Se ce ne fosse bisogno, la conferma che c’è una guerra in corso ce l’ha data un messaggio di CitizenGo. “CitizenGO è sotto attacco in tutto il mondo. Abbiamo osato disturbare le frequenze della “colonizzazione ideologica” denunciata da Papa Francesco. Abbiamo osato ricordare che, sì, due più due fa quattro. Non fa cinque o sei. Fa quattro. E basta. Nei giorni scorsi i nostri sistemi informatici centrali sono stati attaccati da organizzazioni Lgbt che hanno paralizzato la possibilità di inviare petizioni e altre campagne in tutto il mondo. All’origine di questa furia c’è quel che è accaduto in Spagna, dove CitizenGO ha il suo quartier generale”.

Nelle scorse settimane le associazioni Lgbt hanno invaso le principali città spagnole con manifesti come questo qui sotto:

 

“Ci sono bambine col pene e bambini con la vagina”. È esattamente quello di cui parlava Eijk, cioè ideologia gender in pieno. “ Un attacco micidiale al buon senso comune” lo definisce CitzenGo, che ha reagito. Tramite l’associazione gemella HazteOir (che significa “Fatti Sentire”), con cui CitizenGO agisce in Spagna, ha iniziato a far girare per le strade di Madrid il “Bus che non mente”. Un enorme pullman con scritto, semplicemente, che i bambini hanno il pene e le bambine la vagina.

La reazione è stata immediata. “Alcuni gruppi Lgbt hanno attaccato i nostri siti web e hanno paralizzato la nostra attività online per giorni, e ancora oggi continuano gli attacchi. Il Sindaco ultra-progressista di Madrid, Manula Carmena di Podemos, ci ha denunciati per ‘istigazione all’odio’, e la polizia, con un atto assolutamente fuori dalla legge contro cui abbiamo già fatto ricorso coi nostri legali, ha sequestrato il ‘Bus che non mente’, che è tuttora rinchiuso in un parcheggio giudiziario. Altri esponenti socialisti (e popolari) e i capi delle associazioni Lgbt spagnole hanno invocato addirittura la galera”.

Il presidente Arsuaga ha tenuto un’affollatissima conferenza stampa per denunciare la gravissima violazione della libertà di opinione ed espressione, rivendicando il diritto di dire la semplice verità su un dato biologico incontestabile. “Abbiamo fatto subito preparare un camper sostitutivo, che sta girando per le principali città spagnole”. Il “Bus che non mente” ha scandalizzato, ovviamente, i bigotti dell’ideologia omologata, fra cui Chelsea Clinton, la figlia di Hillary, che ha auspicato che l’autobus non giri mai negli USA.

Dice il comunicato: “Purtroppo per lei l’ufficio americano di CitizenGO ha già avviato una campagna di raccolta fondi per portare anche per le strade americane il ‘Bus che non mente’. E in Italia? Vogliamo forse essere da meno? Assolutamente no! Se vuoi aiutarci a far girare anche per le città italiane un grande pullman del buon senso comune, che svegli le coscienze non solo sull’ideologia Gender ma anche contro l’utero in affitto, clicca qui”.

Questo è il link per partecipare alla campagna.

E sempre dalla Spagna – e chiudiamo con questa notizia, è stata creata una polizia specializzata per i reati di omotransfobia. LGBTIpol, questo il nome della neonata associazione, composta da agenti della Guardia Civil e del Cuerpo Nacional de Policía, si avvarrà nel suo operato del supporto dell’Asociación de abogados contra los delitos de odio, presieduta da Manuel Ródenas. Avverte “Osservatorio Gender” che “Il nuovo corpo di polizia arcobaleno è stato presentato lo scorso 12 gennaio presso l’ambasciata italiana di Madrid, ricevendo l’applauso entusiasta del nostro ambasciatore Stefano Sannino, dichiaratamente gay e sposato con un catalano di Barcellona, che ha così salutato l’iniziativa: ‘L’obiettivo è che tutti possiamo vivere in pace con il nostro modo di essere e che non dobbiamo più lottare quotidianamente per far valere i nostri diritti’”.La costituzione di Lgtbipol ha sollevato prevedibili polemiche tra cui quella di Rocío Monasterio, responsabile per gli Affari sociali del partito Vox, che sui social ha così criticato l’istituzione di un ente “fortemente ideologizzato”: “Abbiamo bisogno di un corpo di polizia specifico per ogni tipo di reato e movimento? Ci sarà una polizia religiosa? Un’altra per i crimini contro le persone eterosessuali?”.

In realtà l’unico esempio di polizia “dedicata” che ci venga in mente adesso è quella dei Muṭawwiʿa, in Arabia Saudita, emanazione del Comitato per l’imposizione della virtù e l’interdizione del vizio. Che, ovviamente, se mette le mani su un omosessuale, o una signora scollacciata sarebbero affari loro. Come si dice? Gli estremi si toccano; e concordano in dittatura e totalitarismo. E i mass media a tenere bordone.



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COMMISSARIO ONU PER LGBT: LIBERTÀ DI RELIGIONE E DI ESPRESSIONE NON SONO DIRITTI ASSOLUTI. SI POSSONO LIMITARE…

 

Marco Tosatti

Un mese fa Donald Trump non era ancora Presidente degli Stati Uniti. E alle Nazioni Unite gli USA, e naturalmente l’Unione Europea, hanno svolto una pesante azione di lobbying per fare in modo che l’organismo internazionale istituisse, per la prima volta, un esperto “indipendente” che vigilasse a livello planetario sul rispetto dei “diritti” delle comunità LGBT. L’emendamento è passato con una maggioranza decisamente ridotta (84 contro 77, e 16 astensioni) e l’Assemblea ha bocciato anche un emendamento presentato da cinquanta Paesi africani che chiedevano che fossero definiti e limitati con precisione i poteri dell’esperto.

Croazia, Ungheria e Polonia hanno chiesto ed ottenuto di non subire indebiti interventi riguardo alla loro legislazione in tema di famiglia e matrimonio. Per loro, la famiglia ed il matrimonio sono solo quelli tra uomo e donna.

L’esperto, il tailandese, omosessuale e attivista LGBT professore di diritto e avvocato Vitit Muntarbhorn ha esordito nella sua carica nei giorni scorsi in una riunione a cui erano presenti solo esponenti dei Paesi che avevano votato a favore. I contrari si sono rifiutati di avallare la sua attività

Vitit Muntarbhorn, fra le altre cose, che trovate in questo servizio di LifeSiteNews, ha detto, per quanto riguarda il possibile contrasto fra diritti LGBT e il diritto all’opinione e alla libertà religiosa che “Che ci sono alcuni diritti assoluti, ma ce ne sono che non sono assoluti” Fra questi ha posto la libertà di espressione e quella religiosa, che possono essere limitati, se necessario. Si può pensare, per quanto riguarda il cristianesimo che il riferimento sia ai passi della Bibbia che condannano l’omosessualità, fra cui il brano della lettera di San Paolo ai Romani che appare particolarmente severo.

Si può pensare comunque che con il deciso cambiamento di linea imposto dall’amministrazione Trump, e di conseguenza con la mancanza dell’appoggio degli USA, il ruolo dell’attivista tailandese avrà maggiori limitazioni e ostacoli del previsto.



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IN DIFESA DEL VESCOVO DI SULMONA. E DELLA LIBERTÀ DI PAROLA, OPINIONE ED ESPRESSIONE DI TUTTI.

Marco Tosatti

Raccogliamo e rilanciamo la denuncia di Osservatorio Gender perché ancora una volta quella che è vissuta da alcuni, compresa la maggioranza dei mass media, coma una campagna per i diritti di alcuni, corre il rischio di trasformarsi in una reale limitazione del diritto primordiale di tutti, cioè quello di parola e di opinione.

E’ il caso del vescovo di Sulmona-Valva, mons. Angelo Spina, che ha concesso un’intervista a “La Fede Quotidiana”, in cui faceva sue con altre parole le opinioni espresse dal Pontefice sulla cultura gender.

Ecco le sue parole:

“Direi che i problemi sono due e interagiscono. Politica e clima culturale ostile remano contro la famiglia naturale fatta da uomo e donna. Partiamo dalla politica. Penso che non le attribuisca la cura che merita. In quanto al clima culturale è negativo e spesso addirittura ostile”.

E poi ha parlato del clima culturale e di stampa odierno: “Oggi il mondo è impregnato da una ideologia che spaccia per diritti quelli che in realtà sono arbitrio. La stessa politica in Italia ne ha dato prova correndo per approvare la legge sulle unioni civili che certamente non erano la priorità, ma sono figlie di potenti e ricche lobby. Io non discuto i diritti individuali, ma non è possibile accostare come è stato fatto, la famiglia naturale composta da uomo e donna aperti alla vita con altri tipi di unione. Spiacevolmente anche la stampa e i media spesso danno una pessima informazione, orientata a far credere che tutto sia lecito e permesso nel nome di una falsa libertà”.

Per queste opinioni il vescovo è stato attaccato dalla parlamentare PD Monica Cirinnà che sulla sua pagina di FB ha commentato: “Giorni fa ho fatto due assemblee nella sua diocesi, sale gremite da chi vuole il rispetto dell’art. 3 Cost., è uguaglianza non libero arbitrio”.

Umilmente ci permettiamo di sottolineare che “arbitrio” ha una valenza ben diversa da “libero arbitrio”. Forse qualche monsignore dei piani alti della Cei potrebbe spiegarlo all’on. Cirinnà, visti i rapporti cordiali con essa intrattenuti.

Nota l’articolista di Osservatorio Gender, con una certa ironia: “L’onorevole Cirinnà, che si vanta di aver riempito due sale in Molise per fare propaganda riguardo la legge da lei voluta sulle “unioni civili”, farebbe bene a sapere e a raccontare anche che l’intera provincia di Campobasso detiene il primato nazionale di non aver chiesto nemmeno una unione da quando la legge è entrata in vigore”.

Mons. Spina è molto amato, in zona, e i fedeli della concattedrale di San Bartolomeo a Bojano hanno deciso di difenderlo sui social, lanciando questo messaggio: “Il Vescovo di Sulmona-Valva, mons. Angelo Spina sta subendo, in queste ore, un feroce attacco mediatico ad opera di UAAR, truppe cammellate LGBT e Cirinná solo per aver ribadito il valore della famiglia naturale e tradizionale! Sosteniamolo!”.

E, aggiungiamo noi, non perché è vescovo o simpatico, ma indipendentemente da quello che ha detto per difendere la libertà di parola e di opinione. Che la dittatura del pensiero unico sta pericolosamente restringendo nel mondo occidentale. E anche da noi.



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UTERO IN AFFITTO. E’ CRIMINE IN ITALIA, MA SE PARLI CONTRO SCATTA LA CENSURA LGBT. LA DENUNCIA DI PRO VITA

provita

Marco Tosatti

In Italia l’utero in affitto – condannato anche a livello europeo – è un reato; ma se ti batti apertamente contro questa pratica e fai proiettare uno spot di denuncia vieni censurato. E questa la vicenda incredibile denunciata oggi al Senato, dove si è svolta una conferenza stampa organizzata da ProVita onlus e dal senatore Lucio Malan, per dare un segnale concreto di azione contro l’utero in affitto.

La denuncia della censura è venuta dal senatore Giovanardi, che dopo aver illustrato i “sette miserabili imbrogli del Governo italiano” perpetrati in occasione dell’approvazione della legge Cirinnà, ha parlato di “un vero e proprio scandalo”: a seguito delle proteste di un’associazione LGBT è stato censurato dall’UCI Cinema lo spot di ProVita contro l’utero in affitto, che doveva essere trasmesso tra le pubblicità prima dei film. “In tutta Europa e in tutto il mondo si leva la condanna dell’ignominia dell’utero in affitto solo a parole”. Nei fatti la cosa è ipocritamente non solo tollerata, ma promossa.

Per l’Associazione ProVita onlus, il presidente, Toni Brandi, ha rilevato che “il tentativo di creare un fronte trasversale contro la barbara pratica dell’utero in affitto è fallito. Solo i Senatori dell’opposizione si sono rivelati concretamente disposti a agire per salvaguardare i diritti fondamentali delle donne e dei bambini”. Del resto – prosegue Brandi – anche al Consiglio Provinciale di Trento  ha bocciato una proposta di risoluzione contro l’utero in affitto presentata dai Consiglieri Borga e Civettini perché parlava del diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà».

La senatrice Rizzotti si è detta “disgustata dal fatto che un suo collega festeggi la nascita della seconda figlia [acquistata in California, come il primo, attraverso la pratica dell’utero in affitto, n.d.r.] con tracotanza e arroganza“, considerando che un  Senatore della Repubblica forse non dovrebbe dare l’esempio di come si viola la legge penale italiana.

Il senatore Malan ha illustrato due azioni concrete intraprese dall’Opposizione. Innanzi tutto un’interrogazione al Ministro della Giustizia, relativa alla presenza in Italia di un’agenzia per vendere gameti e bambini in palese violazione della legge 40/2004. In secondo luogo un disegno di legge, che verrà presto presentato, che specifica in modo chiaro ed inequivocabile il divieto di adozione da parte di coppie omosessuali (anche nella forma della stepchild adoption), il divieto di iscrizione all’anagrafe di “genitori” dello stesso sesso, l’estensione delle pene già previste dal codice penale per la tratta, la riduzione in schiavitù, lo sfruttamento sessuale di donne e bambini a chi pratica promuove o favorisce l’utero in affitto e il commercio dei gameti, nonché la perseguibilità di chi abbia compiuto tali fatti all’estero, ma poi venga a risiedere in Italia.



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FRANCIA. SE CITI LA BIBBIA, TI CONDANNANO. IN NOME DELLA TOLLERANZA. MA IL PRESEPE…

boutin

Marco Tosatti

In Francia se citi la Bibbia vieni condannato a pagare cinquemila euro di multa. E’ quello che è accaduto all’ex presidentessa del Partito Cristiano Democratico, Christine Boutin, che aveva detto che “l’omosessualità è un’abominazione”. Nel 2015 Boutin, candidata alle presidenziali, era stata condannata in primo grado; mercoledì scorso la Corte d’Appello ha emesso un verdetto che obbliga Boutin a versare duemila euro di danni e interessi alle associazioni “Mousse” e “Le Refuge” che si erano costituiti parte civile. La motivazione: “provocazione pubblica all’odio e alla violenza”.

Christine Boutin, in un’intervista alla rivista “Charles”, apparse nell’aprile del 2014, aveva detto: “Non ho mai condannato un omosessuale. L’omosessualità è un’abominazione. Ma non la persona. Il peccato non è mai accettabile, ma il peccatore e sempre perdonato. Ho amici omosessuali. Sono peccatori. Sono nel peccato anch’io, ma non mi vedrete mai fare l’apologia di un peccato. Bisogna prendere la Bibbia”.

La frase della Bibbia a cui aveva fatto in particolare riferimento Boutin è nel Levitico, e dice: “Non ti coricherai con un uomo come si fa con una donna: è cosa abominevole. Non rendetevi impuri con nessuna di tali pratiche, poiché con tutte queste cose si sono rese impure le nazioni che io sto per scacciare davanti a voi. Chiunque praticherà qualcuna di queste abominazioni, ogni persona che le commetterà, sarà eliminata dal suo popolo”. (Levitico 18,22;24;29).

La sua difesa non è bastata. E’ evidente che le leggi cosiddette antidiscriminazione che le lobbies LGBT sono riuscite a far approvare in Francia come in altri Paesi europei costituiscono un serio problema per la libertà di espressione, e, a questo punto, anche per la libertà di religione, dal momento che neanche la citazione di un testo sacro come la Bibbia costituisce una difesa.

Stupisce che la Chiesa non si renda conto di quanto questa situazione possa costituire un pericolo; ma evidentemente l’ossessione dei migranti rende sordi e ciechi, salvo pochi casi.

Nel frattempo però, sempre in Francia, nell’imminenza del Natale, ci si preoccupa di un grave problema di ordine pubblico. Il Consiglio di Stato infatti ha decretato che un Presepe “non può essere installato” in un luogo pubblico a meno che non “presenti un carattere culturale, artistico o festivo”. Un sindaco, un consiglio dipartimentale, o un personaggio pubblico può fare un Presepe senza contravvenire alla legge del 1905 di separazione fra Chiesa e Stato? C’era stato un problema di due associazioni di liberi pensatori che avevano contestato il Presepe costruito in un comune e un dipartimento. E il Consiglio di Stato ha tranciato in questo modo sibillino il nodo gordiano del Prese che attentava alla laicità della Repubblica. Parafrasiamo Obélix: “Ils sont fous, ces Français”…ùù



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