STILUM CURIAE COMPIE UN ANNO DI VITA. LO FESTEGGIA CON DUE MILIONI DI VISUALIZZAZIONI. E SCUSATE SE È POCO! CHI L’AVREBBE MAI DETTO?

Marco Tosatti

Cari amici e amiche che seguite leggete e scrivete questo blog sono particolarmente contento di annunciare che al suo primo anno di vita “regolare” Stilum Curiae ha toccato e superato i due milioni di visualizzazioni.

Non so se sia poco o tanto in assoluto; ma mi appare certamente tanto, se considero la pochezza delle forze in campo. È certamente giusto ringraziarvi, in particolare gli “Stilumcuriali” che partecipano alla sua vita con impegno passione e qualche momento sopra le righe; grazie anche ai troll che con la loro esistenza e presenza dimostrano che in fondo questo lavoro ha un senso, se suscita il bisogno di essere in qualche modo contrastato.

È evidente che chi scrive sul blog è bravissimo :-)))), un vero genio. Così come lo sono i collaboratori RVC, Pezzo Grosso e l’Abate Faria. Ma pur riconoscendo le qualità eccelse del materiale che viene pubblicato su questo fazzoletto di web, credo che questo successo sia dovuto semplicemente al fatto che molte persone vogliono leggere e commentare quello che un tappeto informativo sempre più omogeneo e omogeneizzato non offre più. Tappeto, perché sembra che troppo spesso la sua funzione sia appunto quella, di un luogo dove ci si può genuflettere al potente di turno, chiunque sia o qualunque divisa o tonaca rivesta.

Proprio quello che Stilum Curiae non desidera essere. Come, d’altronde, ben sapete, se lo seguite….

Grazie ancora! Due milioni di visualizzazioni! E chi l’avrebbe mai creduto possibile!?



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IL PAPA, L’INFORMAZIONE, LE FECI E MATERIALI AFFINI.

 

Marco Tosatti

Ho aspettato in paio di giorni a scrivere; in primo luogo perché c’era materia più pressante, nel mio minuscolo carnet di notizie, e poi perché provavo disagio. Provavo disagio per il Pontefice, anche se sono sicuro che aveva le migliori intenzioni del mondo; però si sa che fine spesso fanno le buone intenzioni.

Mi riferisco alla cacca. In molti anni che seguo e studio da apprendista le cose di Chiesa non avevo sentito un Pontefice parlare, o scrivere dell’argomento. Lo ha fatto Francesco nell’intervista al giornale cattolico belga “Tertio”.

Parlando dei pericoli e delle tentazioni dell’informazione, ha detto: “E poi, credo che i media devono essere molto limpidi, molto trasparenti, e non cadere – senza offesa, per favore – nella malattia della coprofilia, che è voler sempre comunicare lo scandalo, comunicare le cose brutte, anche se siano verità. E siccome la gente ha la tendenza alla malattia della coprofagia, si può fare molto danno”. (Grassetto mio, N.D.R.).

In particolare con Giovanni Paolo II, si era sviluppato fra i vaticanisti (me incluso) il “primavoltismo”; si andava a caccia e si sottolineava che era la prima volta che un papa faceva questo, diceva quello, e così via. Evidentemente quello sport è un po’ andato in disuso; perché questa sarebbe stata una prima volta clamorosa, che il termine greco κόπρος, còpros, sterco, si affaccia sulle labbra del Papa, e non vedo una corsa a segnalarlo. Pronto a fare ammenda, se sbadato come sono non l’ho notato.

Forse perché proviamo un po’ di imbarazzo. Personalmente, non mi è piaciuto. Chi mi conosce sa che non sono molto prude. Confesso di aver praticato per molti anni la pessima abitudine di non pochi dell’ambiente giornalistico a essere piuttosto sboccati. Un vizio che non poche delle persone che hanno condiviso con me pezzi di vita, soprattutto donne, hanno cercato di attenuare, e da cui sto faticosamente tentando di liberarmi. E quanto alla vita privata da giovane venti e maree hanno sbattuto per benino questa barchetta.

Quindi non è certamente da rigido parruccone che manifesto il mio disagio. Certi termini sulle labbra del Pontefice mi danno un suono strano.

Quanto poi alla limpidezza e alla trasparenza, chi vuole scagli la prima pietra. Da due mesi ci sono quattro cardinali – e non pochi fedeli – che aspettano una risposta, che forse non verrà mai, di chiarezza su peccato mortale ed eucarestia. Abbiamo il confidente e suggeritore del Papa che ha ammesso di aver irriso i quattro cardinali da un account anonimo di Twitter, da lui creato (anonimo perché?) e cerca ora di farsi passare per un martire digitale…Insomma.

E ora coprofilia e coprofagia. Penso tutto il male possibile di questo mestiere, e dei giornalisti in generale, me per primo, ma se non troviamo misericordia dal Papa, da chi ce la dobbiamo attendere?

Spero di sbagliare, ma temo di percepire qualche disequilibrio.



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