IMAM TURCO: GIOCARE A SCACCHI PEGGIO CHE MANGIARE MAIALE. GLI SCACCHISTI SONO PIÙ PRONTI A MENTIRE. “MALEDETTI”.

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Marco Tosatti

Anche gli scacchi sono haram? Sembrerebbe di sì, dopo che un telepredicatore turco molto popolare e famoso si è scagliato con virulenza contro questo gioco, che agli occhi di tutti pare innocente.

E invece no. Ahmet Mahmut Ünlü, conosciuto anche con il nome di Cübbeli Ahmet Hoca, sostiene che questo passatempo è più peccaminoso, per un musulmano di giocare d’azzardo o mangiare maiale. E scusate se è poco…

Hoca, una figura di notevole influenza nel mondo religioso turco, ha affermato secondo il quotidiano Hurriyet che i giocatori di scacchi sono “maledetti”, e ha rincarato la dose, dicendo che “la maggior parte di quelli che giocano a scacchi sono mentitori”.

“Giocare a scacchi è peggio che giocare d’azzardo o mangiare maiale”, ha tuonato. “La gente che gioca a scacchi è più disposta a mentire degli altri. La gente che gioca a scacchi non saprà forse dire la shahada mentre sta morendo”. La Shahada, la testimonianza, è la dichiarazione di fede nell’islam: “Testimonio che non c’è dio all’infuori di Allah, e che Maometto è il suo profeta”.

“La gente che gioca a scacchi è maledetta”; e ha proposto che invece di affrontarsi davanti a una scacchiera quel particolare tipo di peccatori “conti i grani del rosario di preghiera”.

La Federazione degli Scacchi turca ha detto che prenderà iniziative legali contro Hoca, giudicando “inaccettabili” i suoi commenti. “Abbiamo iniziato un procedimento legale contro quelle affermazioni senza fondamento che colpiscono migliaia dei nostri giocatori e le loro famiglie, in un momento in cui abbiamo più bisogno che mai di unità, pace e della filosofia degli scacchi”, legge un comunicato della federazione.

Non è la prima volta che un telepredicatore turco espone teorie bizzarre. Nel 2015 Mücahid Cihad Han ha toccato il delicato tema della masturbazione, affermando che gli uomini che la praticano avranno le mani gravide nella vita futura.



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SANTA SOFIA HA UN IMAM. È UNA MOSCHEA. CURDI, ARMENI: IL GENOCIDIO NEL 1915 COMINCIÒ COSÌ…

 

hagia

Marco Tosatti

Il regime laico di Kemal Ataturk, che cercava di rendere la Turchia più europea e meno asiatica, 80 anni fa decise che Santa Sofia sarebbe stata un luogo neutrale da un punto di vista religiosa. La splendida basilica bizantina, trasformata in moschea dopo la conquista di Costantinopoli divenne un museo.

Nei giorni scorsi il governo turco dell’islamista Recep Tayip Erdogan ha stabilito che Santa Sofia avrà un imam permanente. Già all’inizio dell’anno il governo aveva annunciato che il richiamo alla preghiera sarebbe stato intonato due volte al giorno dal minareto che i turchi si affrettarono a costruire dopo la conquista, per fissare in maniera tangibile e visibile che l’islam è superiore al cristianesimo.

imam

Adesso, con questa nuova misura, l’appello alla preghiera verrà lanciato cinque volte al giorno; e la presenza di un imam farà sì che Santa Sofia possa funzionare come qualsiasi altra moschea del Paese.

Non è un bel segnale, per la Turchia laica e democratica, e per le minoranze religiose. Mentre è un segnale agghiacciante la decapitazione della guida politica legale curda nel Paese. E’ un’operazione che ha fatto passare un brivido lungo la schiena di chi ricorda che cosa è successo dal 1915 in poi in Turchia: il genocidio armeno, il primo del secolo dei genocidi. Che ebbe inizio, il 24 aprile 1915, proprio con l’arresto degli esponenti politici e parlamentari armeni. E si chiuse con lo sterminio di un milione e mezzo di persone.

Non a caso il Consiglio per la comunità armena di Roma “Apprende con sgomento la notizia della retata notturna che ha azzerato la classe dirigente del partito curdo Hdp e portato all’arresto di deputati e dirigenti. Esprime preoccupazione per l’ennesima azione autoritaria del governo turco che sta portando la Turchia sull’orlo della dittatura”.

Ricorda il Consiglio che “La repressione nottetempo della leadership curda ricorda molto da vicino quella a danno della comunità armena di Costantinopoli che …il 24 aprile 1915 diede inizio alla campagna genocidaria del governo ottomano. Il Consiglio esprime solidarietà alla comunità curda in Italia e rinnova la sua vicinanza a quella componente democratica della società turca che non condivide quanto sta accadendo nel proprio Paese”. Per un’atroce ironia della storia, bisogna ricordare che nel 1915 i curdi furono usati dal governo turco per sterminare gli armeni, fatto di cui la comunità curda ha fatto ammenda in passato, riconoscendo quelle responsabilità storiche.



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