IN AUTUNNO IN ITALIA IL #BUSDELLALIBERTÀ. PER DIRE CHE UN BAMBINO È UN MASCHIO, E UNA BAMBINA UNA FEMMINA.

Marco Tosatti

In autunno, come già in Spagna e negli Stati Uniti, contro la propaganda del Gender portata avanti dalle lobbies LGBT, con la complicità del ministro della Pubblica Istruzione Valeria Fedeli, comincerà a girare in Italia un autobus rivoluzionario.

Assolutamente rivoluzionario, perché dirà – lo porterà scritto sulle fiancate – qualche cosa di totalmente contrario al budino politically correct che ci viene quotidianamente instillato dalla televisione, dai talk show e dai mezzi di comunicazione principali.

Ecco la scritta scandalosa:

I BAMBINI SONO MASCHI

LE BAMBINE SONO FEMMINE

La natura non si cambia.

Stop Gender nelle Scuole

Clamoroso, no? Ma vedrete se non ci sarà chi griderà alla discriminazione…La notizia dell’iniziativa è stata data durante la Cena di Gala organizzata a Roma dopo la Marcia per la Vita di sabato da “CitizenGO” e da “Generazione Famiglia”. In quell’occasione è stato annunciato l’arrivo anche in Italia del #BusdellaLibertà. Un enorme pullman arancione che incomincerà il suo tour per l’Italia il prossimo autunno.

(Nella foto, da sinistra a destra: Filippo Savarese, portavoce di Generazione Famiglia, Jacopo Coghe, presidente di Generazione Famiglia, Massimo Gandolfini, Portavoce del Family Day, Maria Rachele Ruiu, coordinatrice circoli locali di Generazione Famiglia)

Gli organizzatori avvertono che daranno una comunicazione più ampia e dettagliata nell’imminenza dell’evento. “Come sempre, anche questo sarà possibile grazie alla vostra generosa partecipazione. Dobbiamo assolutamente tenere alta l’attenzione.

Per i nostri figli e nipoti. #InsiemePossiamo”.

LA GIUNTA RAGGI PENALIZZA LE FAMIGLIE ROMANE. DELIBERA MANNAIA CONTRO GLI ASILI NIDO CONVENZIONATI. UNA PETIZIONE.

Marco Tosatti

Migliaia di famiglie questa mattina hanno affollato piazza del Campidoglio, a Roma, per dire No allo smantellamento della rete degli asili nido convenzionati, un sistema fondamentale per la città, che finora ha compensato la grave carenza di posti negli asili pubblici, con costi vantaggiosi per l’amministrazione comunale e persino con una maggiore qualità del servizio reso.

Fra l’altro, chiunque abbia o abbia avuto dei bambini in età da asilo nido nella Capitale, sa benissimo che ottenere un posto in un asilo nido comunale è difficilissimo, se non impossibile. A meno che non si rientri in una delle categorie  “protette” per questioni di reddito, o di stato anagrafico. Non era infrequente il caso di genitori che rinunciando a sposarsi, e che pur convivendo, facevano apparire la madre come “ragazza madre” in modo da poter ottenere punti in più per la graduatoria di ammissione.

Generazione famiglia, tra le associazioni promotrici del Family Day, è scesa in piazza insieme alle famiglie e alle circa 2000 educatrici che rischiano il posto di lavoro con il fallimento di oltre 250 piccole imprese, che, fra l’altro, rappresentano un virtuoso esempio di imprenditoria femminile.

“La delibera della Giunta Raggi costringe le famiglie a mandare i propri figli ai nidi comunali anziché a quelli convenzionati, verso cui fino ad oggi le famiglie hanno sempre mostrato la loro netta preferenza”, spiega il portavoce di Generazione famiglia, Filippo Savarese. “Le conseguenze sulla gestione della giornata quotidiana – prosegue -, a Roma già tragica, sono enormi, visto che la rete di nidi comunali è molto più ristretta e debole di quella in convenzione, per cui interi quartieri si troveranno sforniti e migliaia di famiglie dovranno provare a portare ogni mattina i figli presso nidi comunali a chilometri di distanza, o addirittura a rinunciare del tutto al servizio”.

“La rete di nidi convenzionati, che negli ultimi anni ha svolto un servizio egregio verso le famiglie, sta subendo un attacco assurdo dettato da ragioni di pura ideologia statalista” conclude Savarese.

Per l’occasione, Generazione Famiglia ha inoltre invitato tutti a firmare la petizione sulla libertà educativa a Roma sulla piattaforma web Citizengo.org/it. Migliaia le firme già raccolte e che saranno portate al sindaco Virginia Raggi.



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