BESTIARIO CLERICALE. LE PREDE DELLA SETTIMANA, E – SOPRATTUTTO – NOTIZIE DI PERSECUZIONE. INTERNA.

Marco Tosatti

Alla fine della settimana nella rete di Stilum Curiae qualche singolare forma di vita ecclesiastica resta sempre. Il top forse lo possiamo attribuire al segretario generale della CEI, (leggi Ufficio Affari Religiosi del PD), Galantino che è riuscito a farsi bacchettare – direttamente e indirettamente– sulle dita da due cardinaloni. Il primo è stato Mūller che pochi giorni dopo l’esternazione sullo Spirito Santo autore della Riforma ha messo alcuni (e ce ne sarebbero stati anche di più) punti sugli effetti nefasti di quella che non fu riforma, ma rivoluzione, a abbandono di alcuni punti chiave della fede e della vita cattolica. Fra cui la presenza reale nell’ostia…Poi qualche altro puntino sulle “i” dell’ipermigrantismo papale e galantiniano lo ha messo anche il cardinale Robert Sarah, ricordando una verità lapalissiana che nel nostro Paese tanti interessi spirituali e (soprattutto non…) aiutano a dimenticare: e cioè che è legittimo distinguere (discernimento? discernimento!) fra rifugiati e immigranti di altro tipo. (Come ricordava mons. Maggiolini, non esiste un diritto all’invasione).

Poi ci sono i Dubia. “Adesso fate le vostre domande” si intitola – e siamo davvero di fronte a grandi umoristi – l’ultimo libro sul Papa, autore Antonio Spadaro. Tutte le domande che volete, mi raccomando, purché le risposte non mi imbarazzino. “Ma non accetta domande con falsi dubbi”, ha scritto su Twitter il Direttore di Civiltà Cattolica, che come sappiamo con Twitter ha un rapporto sbarazzino.

Vedi qui.  

E vedi anche qui.

Un paio di santi uomini di Chiesa sono morti, forse anche per la tristezza che soffrivano per la situazione di confusione della Chiesa, senza aver avuto risposta a quelli che per loro erano dubbi ben reali. Solo per loro? Non sembrerebbe. Tanto che proprio un paio di giorni fa un cardinale di tutto rispetto, Francis Arinze, ha detto a Gloria TV che “la comunione ai divorziati-risposati è un rifiuto della legge divina”. Falso dubbio o falsa certezza? Agli spadari l’ardua sentenza.

Infine non posso non citare – anche se l’oggetto è di qualche mese fa – il commento che mi ha inviato un’amica. È un commento di un liturgista laico sfrenato e molto in auge, Andrea Grillo, che, secondo quanto mi dicono, è coinvolto nel lavorio per creare una messa ecumenica. Il commento è: “Transubstantiatio non è un dogma e come spiegazione ha i suoi limiti. Ad esempio contraddice la metafisica”. Vorrei capire: tutti quelli che negli ultimi due millenni hanno pensato che nell’ostia e nel vino ci fossero la sostanza del corpo e del sangue di Gesù – e che ancora ci credono – sono stati presi per i fondelli, o nell’ipotesi più dolce sono stati vittime di una falsa credenza (per non parlare dei miracoli eucaristici…)? Attendiamo con impazienza di vedere dove porterà il lavorio sulla messa ecumenica, per andare a metterci in fila alla più vicina chiesa ortodossa.

Tutto questo sarebbe anche divertente e folcloristico, se la fazione al potere nei Sacri Palazzi non fosse, come si dice in parole semplici semplici, cattiva; e non praticasse simpatici modi staliniani per esprimere il suo disappunto verso chi osi esprimere opinioni diverse da quelle del Piccolo Padre. Vi consiglio di leggere un interessante – e drammatico articolo di Infovaticana (è molto chiaro e comprensibile anche per chi non è ispanofono) per capire la persecuzione in atto nella Chiesa. Proprio ieri, fra l’altro, ho saputo che tre vescovi italiani hanno cancellato conferenze già fissate a cui doveva partecipare e/o essere protagonista un importante e stimato professionista laico, cattolico di tempra, ma giudicato troppo critico verso alcuni aspetti della realtà di Chiesa che stiamo vivendo. È l’icona del dialogo nel tempo di papa Bergoglio, e l’icona del servilismo cortigiano clericale.



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PEZZO GROSSO: MA GALANTINO E CIVILTÀ CATTOLICA SANNO CHE COSA DICEVA LUTERO SU PAPA E MESSA? (E GLI EBREI…)

Marco Tosatti

Vi garantisco che stavo raccogliendo forze voglia e materiale per scrivere un commento sull’esaltazione di Martin Lutero da parte del Segretario della CEI, mons. Galantino, e dell’articolo che è apparso sulla Civiltà Cattolica sempre a proposito del già monaco agostiniano quando aprendo la posta ho trovato un articolo incandescente di Pezzo Grosso. Lo stupore per certe dichiarazioni ormai lo abbiamo superato da un pezzo, ma una certa curiosità da entomologi verso questo strano mondo clericale è rimasta. Insomma, l’unico appunto che posso muovere alle considerazioni di Pezzo Grosso è che non ha fatto cenno alla posizione di Martin Lutero verso gli ebrei, certo anch’essa ispirata dallo spirito santo. Dopo Pezzo Grosso metto un paio di citazioni, tanto per dare un’idea.

“Caro Tosatti, ho letto la dichiarazione del segretario della Cei, mons. Galantino ‘La Riforma avviata 500 anni fa da Martin Lutero è stata opera dello Spirito Santo’. Faccio finta che sia una esternazione – farina del suo sacco – e dichiaro che ho coscienza (cattolica, non luterana) che le considerazioni che seguono non serviranno a nulla, solo perché son convinto che la decisione di luteranizzare il cattolicesimo non abbia nulla a che vedere (ohimè!) con un riavvicinamento ecumenico di riconciliazione.

E’ significativo anche leggere Civiltà Cattolica diretta da P. Spadaro (vero genio della strategia attuata da questo pontificato), quaderno 4016, appena uscito per il cinquecentenario. Vi è scritto : “Martin Lutero è stato considerato per secoli l’eretico per antonomasia. Oggi a 500 anni di distanza, la ricerca storica e gli studi recenti portano a chiederci: eretico lo era davvero?(…) è urgente una rilettura libera da luoghi comuni e da vulgate trasmesse acriticamente…ecc.”.

Vorrei proporre perciò alcune citazioni scelte di Lutero, “vulgate trasmesse acriticamente”, estratte dal saggio del sacerdote dott. Luigi Villa (“Martin Lutero – Editrice Civiltà, Brescia”); un teologo, nominato “agente segreto vaticano” (chissà che vuol dire) da Papa Pio XII su richiesta di san Padre Pio di Pietrelcina. (È morto nel 2012). Ecco qualche citazione di Martin Lutero.

“Io non ammetto che la mia dottrina possa esser giudicata da alcuno, neanche dagli Angeli.Chi non riceve la mia dottrina non può giungere alla salvezza” (ML, Weim, X, P II, 107, 8-11)

“Io son stato un grande mascalzone e omicida” ( WA WW 29,50,18).

“Il motivo per cui bevo tanto più forte, parlo tanto più licenziosamente, gozzoviglio tanto più frequentemente, è quello di pigliare in giro il diavolo che voleva canzonarmi”.

“Chi non si oppone con tutto il suo cuore al papato non può raggiungere l’eterna felicita!”.

“La Messa non è un sacrificio, o l’azione del sacrificatore …Le si dia qualunque altro nome, purché non la si macchi col nome di ‘Sacrificio’”.

“Papa, da vivo ero la tua peste, da morto sarò la tua morte”.

“Io non posso più pregare senza maledire!… Maledetto! Sia dannato il nome del papista!..Maledetto! Che sia dannato e annientato il papismo! Maledetto ! Che siano dannati i piani dei papisti! Ecco la mia preghiera !”.

“Quando la Messa sarà stata rovesciata, io sono convinto che avremo rovesciato con essa il papismo (…) Io dichiaro che tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adultèri sono meno malvagi di quella abominazione che è la Messa dei papi!”

Tutte le citazioni sono nell’opera citata.

Don Luigi Villa rileva anche l’appartenenza di Martin Lutero alla massoneria, setta dei Rosacroce ( Cfr. E.Innocenti, “Inimica Vis” Roma 1990, p.10)”.

Ed ecco le note personali. “Degli ebrei e delle loro menzogne” si intitola un libro di Lutero pubblicato nel 1543. Citiamo da “Storia e Chiesa”:

“Una pagina di storia poco conosciuta è quella del rapporto di Lutero con gli ebrei. La polemica dell’ex monaco agostiniano verso gli ebrei raggiunge vette di una violenza inaudita (che verranno richiamate anche al processo di Norimberga, in quanto il nazista Julius Streicher dirà che il dottor Martin Lutero ‘oggi, sarebbe sicuramente al mio posto sul banco degli accusati’) soprattutto, ma non solo, in uno scritto del 1543 intitolato ‘Degli ebrei e delle loro menzogne’.

In esso Lutero definisce gli ebrei “serpi velenose e piccoli demoni”, afferma che “In primo luogo bisogna dare fuoco alle loro sinagoghe o scuole; e ciò che non vuole bruciare deve essere ricoperto di terra e sepolto, in modo che nessuno possa mai più vederne un sasso o un resto“; poi che “bisogna allo stesso modo distruggere e smantellare anche le loro case, perché essi vi praticano le stesse cose che fanno nelle loro sinagoghe. Perciò li si metta sotto una tettoia o una stalla, come gli zingari“; poi che “bisogna portare via a loro tutti i libri di preghiere e i testi talmudici nei quali vengono insegnate siffatte idolatrie, menzogne, maledizioni e bestemmie”….

Questo testo fu molto valorizzato dai nazisti, al punto che lo stesso pogrom scatenato in Germania, Austria e Cecoslovacchia durante la cosiddetta notte dei cristalli fu voluto proprio nel giorno del compleanno di Lutero. ‘Il 10 novembre 1938 – scriveva allora il vescovo evangelico-luterano di Eisenach, Martin Sasse – bruciano in Germania le sinagoghe. Dal popolo tedesco viene finalmente distrutto il potere degli ebrei sulla nuova Germania e così viene finalmente incoronata la battaglia del Führer, benedetta da Dio, per la piena liberazione del nostro popolo’”.

Per chi è interessato, trovate di più su Storia e Chiesa.

Ora, capiamo i fervori ecumenici, anche se diretti a confessioni in via di sparizione ancora più rapida di quella cattolica, in certi Paesi; e sappiamo che nelle corti se il Re dice “A” bisogna subito dire “AAAAAAA” per non cadere in sospetto di disgrazia. Però, insomma…



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PARTE IL BUS DELLA LIBERTÀ. BIMBI MASCHI E BIMBE FEMMINE? NON SIA MAI! INTOLLERANZA DEI GRUPPI LGBT. E MINACCE.

Marco Tosatti

È partito (oggi da Roma, e prossimi giorni da altre città) il Bus arancione #BUSDELLALIBERTA, quello che reca la scritta sconvolgente e rivoluzionaria I BAMBINI SONO MASCHI LE BAMBINE SONO FEMMINE. Per affermare questa verità assolutamente impressionante, contro i tentativi, pressanti, striscianti e continui di far passare ovunque, e soprattutto nelle scuole, l’idea che il corpo non c’entra niente con il sesso, e che uno è quello che si sente: oggi maschio, domani femmina, e mercoledì vediamo…

Nei mesi e anni scorsi ci hanno ripetuto mille volte da parte del partito al governo che l’ideologia Gender non esiste, che sono tutte fole inventate da chi non vuole lottare contro la discriminazione di genere, ecc. ecc. Sono stati così convincenti che anche alla CEI e nelle sue appendici mediatiche ci hanno creduto, e il primo mattone della torre di Babele è stato posto, grazie alla complicità di cattolici (sarà?) nel Parlamento e della non belligeranza della CEI di mons. Galantino.

Ora parte il Bus, e subito i soliti noti reagiscono: un’interrogazione parlamentare a prima firma Lo Giudice (seconda Cirinnà) chiede al Ministro dell’Istruzione Fedeli quali iniziative intende assumere per evitare che la cosiddetta educazione di genere nelle scuole “venga compromessa dalle azioni intimidatorie diffuse nel Paese”, tra cui appunto un minaccioso pullman arancione con scritto che i bambini sono maschi e le bambine sono femmine; in contemporanea il Pd e il M5S riaprivano d’improvviso il dibattito in Commissione Cultura al Senato sulla sempre cosiddetta “Ora d’Amore” a scuola: un’ora di educazione sentimentale obbligatoria. Da ricordare che il senatore Lo Giudice si è recato negli Stati Uniti per fare qualche cosa che la legge italiana (e europea) giudica un crimine: e cioè pagare una donna per portare avanti la gestazione di un figlio che poi le verrà allontanato dopo il parto. Per questo motivo Lo Giudice è stato accusato in Parlamento di aver comprato un figlio.

Naturalmente il Bus della Libertà ha provocato anche altre reazioni. A Bologna un qualche collettivo sta organizzando il “benvenuto” al Bus,; nei commenti qualcuno ha citato lanciafiamme e altri noti strumenti di democrazia diretta; si moltiplicano sui social reazioni violente e minacciose alla nostra libertà d’espressione; l’Avvocatura LGBT ha chiesto al Sindaco Raggi di verificare che i manifesti affissi a Roma per dire che i bambini sono maschi e le bambine sono femmine rispettino il codice delle affissioni pubbliche. Secondo loro no perché sarebbero “transfobici”.

Insomma, tutta l’intolleranza usuale del neo-squadrismo del politically correct e della sinistra si sta manifestando, come è già avvenuto nel caso delle Sentinelle in Piedi. La speranza è che forze dell’ordine e magistratura tentino almeno di difendere quello che resta della libertà di espressione nel Paese.

Scrive un comunicato degli organizzatori: “Potremmo quasi chiudere la campagna prima di averla iniziata. L’intolleranza del pensiero politicamente corretto è manifesta. Agli atti. E invece partiamo. Domani, da Roma. Domenica 24 a Firenze, lunedì 25 Milano, martedì 26 Brescia, mercoledì 27 Bologna, giovedì 28 Bari, venerdì 29 Napoli. Comunicheremo le piazze di sosta 24 ore prima di ogni tappa. Sabato 30 rientro a Roma, con manifestazione per la libertà educativa. Vi diremo dove e quando (primo pomeriggio). Tenetevi liberi. Finché siamo liberi”.

Quella che parte è in buona sostanza una grande campagna nazionale per non abbassare l’attenzione sociale sulla colonizzazione ideologica del Gender, cioè – come ormai abbiamo imparato a capire – dell’idea per cui l’identità sessuale umana sia fluida e indefinita, transitoria, quasi manipolabile a piacimento, e che non sia invece il frutto maturo dell’essere nati maschi o femmine: essere uomini o donne. Un vero e proprio tzunami antropologico che sta investendo sempre più ogni aspetto della nostra società: leggi, cultura, spettacoli, media, televisione e – soprattutto – programmi scolastici.

Chi non crede all’idea che questo tipo di campagna abbia legami lontani e molto ampi può forse cambiare parere, vedendo che qualche giorno fa, uno dei più influenti e importanti finanzieri del mondo, George Soros, in prima fila nel lobbying a favore dell’agenda politica LGBT in tutto il mondo, (e con le mani in pasta in decine di altre operazioni, più o meno chiare, in tutto il mondo) ha postato sul suo profilo twitter un articolo della sua Fondazione personale contro la versione “sudamericana” della stessa campagna che stiamo per iniziare in Italia.

“Evidentemente, c’è chi ha interesse nel privare l’essere umano di quella spina dorsale, o meglio di quella “spina morale”, che non lo rende manipolabile dalle tante forze – politiche ed economiche – che lo vorrebbero trasformare nel suddito e nel consumatore perfetto”, commentano gli organizzatori.

“Cari amici, il Bus della Libertà ha questi scopi concreti:

Tenere aperto il dibattito sull’ideologia Gender in Italia e nel mondo;

Denunciare ancora l’ingresso nelle scuole di attività Gender;

Chiedere al Ministero dell’Istruzione il CONSENSO INFORMATO PREVENTIVO dei genitori su qualsiasi attività programmata sui temi della sessualità, dell’affettività e sulle “questioni di genere”;

Denunciare nuovamente l’attività di propaganda LGBT messa in campo negli ultimi anni in modo del tutto illegale dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali);

Denunciare le sentenze incostituzionali con cui Tribunali e Corti stanno riconoscendo a coppie gay o lesbiche il “diritto al figlio” tramite utero in affitto o stepchild-adoption, nonostante in Italia entrambe le pratiche siano vietate dalla legge”. E questo grazie al cuneo aperto dalla legge sulle Unioni Civili, quella che scherzosamente chiamiamo Cirinnà-Galantino….

Chi è interessato all’iniziativa può trovare di più a questo LINK.



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PEZZO GROSSO E LO JUS SOLI. DOPPIO CAOS POLITICO E VATICANO. NOSTALGIA DELLE ARTICOLESSE DI DENUNCIA SULLE INTERFERENZE VATICANE.

Marco Tosatti

C’era da aspettarselo: la storia dello Jus Soli, il pressing che alcuni pezzi di sinistra e di governo, e del Vaticano fanno per approvare prima delle elezioni una legge di cui moltissimi non sentono il bisogno, ha solleticato l’attenzione di Pezzo Grosso. Che ha scritto sul neo-collateralismo ormai evidente (ai tempi della DC erano bazzecole, al confronto) fra pezzi di Chiesa al potere e la sinistra al potere. Le unioni civili, con la legge Cirinnà-Galantino (permettete che si scherzi!) erano solo l’antipasto; e ormai con i giudici che approvano step-child adozioni a tutto andare se ne sono visti i frutti. Una volta – ai tempi di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI se tanto tanto qualche uomo di Chiesa sfiorava un tema che avrebbe potuto avere riferimenti politici fioccavano gli editoriali e le condanne sulle “Interferenze” e gli interventi “A Gamba Tesa”. Adesso, chissà perché, tutti zitti…Ma ecco Pezzo Grosso:

”Caro Tosatti, la storia dello JUS SOLI sta decretando la storia del grande cambiamento in corso. La ‘sinistra laica’  al governo chiede al Vaticano di influenzare il ‘centro cattolico’, sempre al governo, per sbloccare l’approvazione di una legge ambigua. Segno dei tempi! O il Vaticano è diventato di sinistra e laico, oppure la sinistra laica si è convertita (senza spiegarlo ai suoi elettori), oppure il centro cattolico non è più riconosciuto come tale dall’attuale Vaticano. La confusione regna sovrana in politica e in religione? Dice Palazzo Chigi  (Repubblica  del 18 settembre): ‘Se i centristi di Alfano non ascoltano la Chiesa, chi dovrebbero ascoltare?’ (Bella domanda! Quando mai hanno ascoltato la chiesa? Ma in più, non gli era stato vietato di ascoltarla?).

Ma come mai oggi il premier Gentiloni (laicissimo ) va a cercar sostegno proprio in Vaticano? (Soprattutto se è vero che il centro cattolico non lo ascolta più?). Indubbiamente  ‘in principio era il caos’, ma  oggi senza dubbio c’è doppio caos. Lo si vede osservando i confusi laici e i confusissimi sedicenti cattolici. Per esserne certi basterebbe leggere (Repubblica 18 settembre, pag 2), parte della  conversazione del card. Ravasi con il ministro Minniti riferita agli sbarchi di immigrati. Dice Ravasi : ‘abbiamo bisogno di abbandonare il luogo comune, lo stereotipo, della volgarità del populismo e avere una comprensione dei problemi. I problemi si rivelano complessi, non possono esser risolti con una battuta estremamente buonista e neppure  con vacuità e brutalità delle risposte’.  Cosa caspita si può aver capito dal ministro della cultura del Papa? L’avesse almeno recitato in aramaico! Ma quello che è certo è che così abbiamo capito perché tra Governo e Vaticano c’è intesa… Chi parla con il Vaticano è solo il mondo laico (internazionale o domestico), è solo il  politico laico o un cardinale della Chiesa (ex) cattolica, che non esprima DUBIA, ma solo la certezza di dar ragione al Pontefice sempre e comunque”.

Anche quando, aggiungiamo noi, le evidenze sono ben diverse, e il buon senso e la razionalità pure. Ma forse ci sono ragioni più cogenti. Se guardate la foto che riproduciamo, e soprattutto guardate la cifra indicata, ci si può rendere conto che tutta questa misericordia verso i migranti non è del tutto gratuita.



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PEZZO GROSSO LANCIA UN APPELLO AL PAPA PER IL VIAGGIO IN COLOMBIA: NON VEDA LE FARC E PREGHI LA MADONNA DI CHIQUINQUIRÀ.

Marco Tosatti

Lo so che oggi, domenica, vi attendevate la solita riscrittura della Dottrina cattolica fatta in forma ironica e plausibile da Romana Vulneratus Curia (RVC per gli amici e gli intimi). Ma RVC è ancora in vacanza, e allora dovete accontentarvi di un articolo più serioso di Pezzo Grosso. Ma l’argomento è serio, anzi drammatico: è il viaggio del Pontefice regnante in Colombia, un Paese in cui, alla vigilia del viaggio è stata colpita da scomunica da parte dei vescovi una televisione cattolica, “Teleamiga”, il cui fondatore e principale protagonista, il prof. José Galat, già presidente dell’Università La Gran Colombia, molto critico di papa Francesco e della Chiesa, in particolare per l’atteggiamento assunto nel referendum sulla “normalizzazione” dei rapporti con le Farc, l’organizzazione terrorista comunista. Teleamiga si è battuta per il “No”, che infatti ha vinto, contro le aspettative del presidente Santos.

Ma ecco a voi la lettera di Pezzo Grosso: ”

“Caro Tosatti vorrei fare qualche considerazione per i lettori di Stilum Curiae   riferita al viaggio del Papa in Colombia la prima settimana di settembre. La considerazione, che mi viene suggerita da un collega metà colombiano, metà venezuelano (“pezzo piccolo” , ma grandemente preoccupato), di fatto rappresenta una specie di lettera aperta, implorazione, al Pontefice: preghi con noi  la Virgen di Chiquiquirà, oltre che incontrare il Presidente Santos. Le ragioni sono semplici: tra poco i guerriglieri di ispirazione marxista–leninista FARC (Forze Armate Rivoluzionarie Colombiane) potrebbero diventare un partito politico ed entrare nel governo (con impunità per i crimini commessi) condividendolo con politici locali legati al Presidente Santos (spaventati dalla guerriglia ed impotenti a risolverla). Il 26 ottobre 2016 la Colombia ha fatto un plebiscito popolare per decidere detti accordi di pace con il FARC, e ha vinto (di poco) il NO. Ciononostante mi vien riferito che il governo, un mese dopo, il 24 novembre, ha firmato accordi con le FARC per trasformarle in partito politico nell’intento di fargli deporre le armi. Ciò avverrà veramente? Ma a che condizioni? Quello che è il punto di maggior interesse per detta “implorazione al Papa”  è che il Pontefice e tutti i vescovi Colombiani avevano invitato a votare SI al referendum. Certo la fiducia che devono avere nei guerriglieri delle FARC è piuttosto alta, così come la fede nel pacifismo, fede che non sembrano però avere né i colombiani , né i venezuelani che negli ultimi tempi erano scappati in Colombia nell’intento di sfuggire dal Venezuela di Maduro, gran protettore delle FARC già dai tempi di Chavez. Chissà magari il Santo Padre potrebbe confortare i colombiani andando a pregare la Virgen di Chiquinquirà, Regina della Colombia e magari anche implorare la Virgen di Coromoto, Patrona del Venezuela. Oppure potrebbe solo incontrare il presidente Santos (Nomen Omen !), non le FARC, e lasciargli come nunzio apostolico mons.Galantino…”.


L’articolo in spagnolo è su Como Vara De Almendro

http://comovaradealmendro.es/2017/08/pez-gordo-lanza-llamado-al-papa-viaje-colombia-no-se-encuentre-las-farc-rece-la-virgen-chiquinquira/


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SANTITÀ, QUELLA VIOLENZA NON È CIECA. HA UN NOME, CI VEDE BENISSIMO, E MIRA LONTANO…

 

Marco Tosatti

Ho letto oggi il tweet dell’account twitter di Papa Francesco sui fatti di questi giorni. Eccolo: “Prego per tutte le vittime degli attentati di questi giorni. La violenza cieca del terrorismo non trovi più spazio nel mondo”.

Ieri avevo letto alcune frasi pronunciate dal segretario generale della Cei, mons. Galantino, in un trasmissione televisiva, e rilanciate dal SIR, l’agenzia di stampa dei vescovi. “Le contrapposizioni non portano da nessuna parte e fanno soltanto vittime. Questo è vero anche nelle nostre famiglie”, ha detto il prelato. Mi è sembrato un po’ enigmatico. A chi si contrapponevano quei poveretti falciati sulle Ramblas? Ha continuato così, cito il SIR:

Alla domanda su un uso della religione come “strumento di attacco culturale”, il presule ha risposto: “Quando non ce la faccio ad avere ragioni per dire all’altro che deve andare via, allora capita di ammantare tutto di religione e di ideologia. Questa è una strumentalizzazione della religione, perché la religione di per sé non permette di prendere a pedate l’altro”.

Ora qui mi permetto di dissentire, e con motivo. C’è una religione che nei suoi testi sacri, il Corano e gli Hadith, cioè i detti e i fatti di Maometto, in ben 123 (centoventi tre punti) incita esattamente a questo. (Controllate qui, se non mi credete). E anche qui.

Chi ha studiato, e letto testi e storia, e ha una certa esperienza di mondo, anche musulmano, sa benissimo, e ne è felice, del fatto che esistono sicuramente musulmani moderati. Ma si rende anche conto che a causa della sua struttura, e dell’intoccabilità che circonda il Corano, non contestualizzabile né storicizzabile, pena l’accusa mortale di blasfemia, chi ammazza gridando Allahu Akbar ha basi scritturali per farlo, che nessuna fatwa può cancellare.

Difficilmente può apparire (anche vista la storia del suo fondatore, e gli hadith, gesti e parole fondanti al pari del Corano) una religione di pace; o principalmente di pace. Come dicevamo prima, centoventi tre, (123) versi del Corano sono relativi a combattere e uccidere per la causa di Allah. Con obiettivo atei, miscredenti, associatori e, last but not least, chi scegli un’altra religione.

E questo la rende una religione sicuramente diversa dalle altre: dal buddismo e dal cristianesimo sicuramente, anche se in entrambe le manifetsazioni di violenza ci sono sempre state. Ma il Vangelo, testo fondante del cristianesimo, ci mostra Gesù che rifiuta di essere difeso a mano armata da Pietro, nel momento dell’arresto, prologo alla morte. Poi, che i cristiani come chiunque altro ne abbiano fatte di cotte e di crude, è un altro discorso; ma non si può dire che seguissero l’esempio e le parole del fondatore.

Quindi è evidente che l’islam ha un problema, e grosso, nel suo rapporto con la violenza. Ci voleva il coraggio e la lucidità intellettuale di Benedetto XVI, per porre il problema sul tappeto. Non si può chiedere ai suoi epigoni altrettanto coraggio e dirittura intellettuale. Ma le fiabe no, per favore. E, Santità, questa violenza non è cieca per niente. Ha un nome, è islamica. Ci vede benissimo, e mira lontano. I ciechi siamo noi.

Ecco l’articolo in spagnolo su Como Vara De Almendro:

http://comovaradealmendro.es/2017/08/santidad-aquella-violencia-no-ciega-nombre-nos-observa-bien-ve-lejos/



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PEZZO GROSSO SPARA ALTO: CHIEDE A BASSETTI, DOPO IL DISCERNIMENTO SUI MIGRANTI, LA TESTA DI GALANTINO…

Marco Tosatti

Pensavamo che Pezzo Grosso fosse in vacanza, godendosi un riposo meditato. Invece – nel week end di Ferragosto! – ci è arrivata una mail. Motivata, come vedrete, dalle parole di maggior saggezza che siamo riusciti ad ascoltare da un responsabile episcopale o della Cei negli ultimi mesi in tema di clandestini o migranti, come preferite chiamarli, e del traffico di esseri umani verso le nostre coste, fonte di benefici economici per quelli che sappiamo; e da cui il mondo ecclesiale non sembra escluso, anzi…Ma ecco la lettera. E poi ci riserviamo un post scriptum con la punta avvelenata…

Pezzo Grosso scrive a Tosatti, chiedendo di pubblicare una lettera aperta a Bassetti  :

“Quindi  mons. Bassetti legge Pezzo Grosso su Stilum Curiae e condivide le sue  analisi e i  suoi suggerimenti. Bene, bravo mons. Bassetti. Ma non basta. Affinché il Suo intervento sui migranti non appaia un gioco delle parti tra Lei e il suo segretario Galantino, deve fare di più. Deve farlo altrimenti in tutti noi albergherà il sospetto, che già si è insinuato, che per fare tutti contenti si continui a utilizzare la strategia del “NI NI, SO SO”, anziché quella  del”  Si Si, No No “ auspicato dal Fondatore del cristianesimo. La strategia del “Ni Ni, So So” sembra esser invece stata adottata in questo pontificato in ogni occasione. I messaggi contraddittori  vanno di moda in questo pontificato, ma anche le correzioni  confondenti. Ciò avviene sia a livello di governo della chiesa universale, dove Parolin corregge  Bergoglio, sia a quello della Cei, dove Bassetti corregge Galantino. Ma il Segretario di Stato  non può “licenziare” il Papa, mentre  il Presidente della Cei può (deve) licenziare il suo Segretario. Altrimenti caro mons. Bassetti, anche lei darà l’impressione di voler  contentare tutti, deludendo invece tutti. Non ci si deve  limitare a dichiarazioni contraddittorie ed opposte perché sembrino “pluraliste”, quando invece sono solo  contraddittorie su cosa è bene e cosa è male, giusto o sbagliato. Se lei vuole fare il bene dei migranti, della popolazione residente più  povera e vulnerabile, della Chiesa stessa, lei ora deve rimuovere Galantino, lo deve licenziare. Con effetti che lei stesso stenterà a credere: la crescita del prestigio della Cei e la conseguente crescita dell’8 per mille, da destinare naturalmente a opere di evangelizzazione, non sociali”.

 Il cardinale Bassetti ha parlato, giustamente, di etica della responsabilità. Vogliamo chiederci quante vite – di quelle perite in mare – si sarebbero salvate, se invece di incoraggiare con gesti e parole lo sbarco indiscriminato il nostro governo – e i vescovi, e il Primate d’Italia, che è il Papa – avessero detto parole di legalità e di saggezza, tese a una politica simile a quella che tutti gli altri Paesi del mondo praticano, dalla Spagna all’Australia? C’è una responsabilità in tutto questo, o le cosiddette buone intenzioni (irrorate di soldi) bastano a placare le coscienze? Io, se fossi uno dei predicatori del migrantismo selvaggio, un piccolo tarlo roditore di dubbio me lo sentirei, in coscienza. Forse anche una talpa. O almeno un criceto…



QUI TROVATE L’ARTICOLO IN SPAGNOLO CON UN COMMENTO DI MONTSE SANMARTÌ


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LA CEI, I MIGRANTI, L’8 PER MILLE. “PEZZO GROSSO” RIVELA IL PIANO DI GALANTINO E DEI “LUTERINI” PER LA CHIESA POVERA.

 

Marco Tosatti

Stavo rileggendo quello che aveva detto il presidente della CEI, il card. Bassetti, nell’intervista a Paolo Rodari. Mi ero soffermato sulle “’tre grandi “priorità irrinunciabili’: il lavoro, la famiglia e i migranti”. E devo dire che quei migranti proprio non mi erano andati giù. In che senso una delle “priorità irrinunciabili”? Con tutto quello che abbiamo letto e sentito in questi giorni sugli affari più o meno loschi collegati a questa tratta di persone e così via? A onor del vero il resto del discorso appare sensato quando dice che “Paradossalmente, la sfida più urgente è l’Italia stessa. Bisogna avere la forza, il coraggio e le idee per rimettere a tema l’Italia tutta intera”. Ma i migranti, se non erano un omaggio verbale alle manie del Pontefice che l’ha scelto, pensavo, lasciamo che siano la Bonino e il presidente della Camera con i loro noti interessi nella materia a parlarne. Non avrei scritto niente, comunque, archiviando il tutto fra le usuali disillusioni; quando aprendo la posta, ho visto che mi aveva scritto il Pezzo Grosso. Non su Bassetti; ma parlava di mons. Galantino che è come se. E di migranti. Vi passo la sua lettera, e poi vado qualche giorno a disintossicarmi, davvero.

“Caro Tosatti. Ieri a Roma parlavo con alcuni alti prelati   e commentavo le capacità ed astuzie del team di gesuiti che consiglia/influenza il Papa , ciò nell’intento di comprendere dove si potrebbe arrivare ed in che tempi . Un prelato anziano mi ha illuminato con la sua riflessione , che le trasferisco. Il vero grande artefice della strategia attuale della (ex) chiesa cattolica apostolica romana è il segretario della Cei, mons. Galantino, e il suo ruolo si è chiaramente evidenziato nelle proposte pro – immigrazione, persino in contrapposizione con il Segretario di Stato, proposte che hanno sorpreso (e scandalizzato) mezzo mondo, cattolico e laico. Risultato di queste proposte sarà quasi certamente il crollo dell’8 per mille. Ma come? – vi domanderete – il segretario della Cei non ci aveva pensato che le sue dichiarazioni avrebbero messo a rischio la credibilità della Chiesa e conseguentemente l’8 per mille? E qui sta il mistero. Qualcuno sostiene che sia proprio questa la strategia: far crollare l’8 per mille e rendere così la Chiesa cattolica apostolica romana povera, sul “lastrico”, come si dice. Per mancanza anche di soldi, certo, non solo di fede. E la Chiesa senza un euro prima venderà gli immobili dell’Apsa, poi la Cappella Sistina. Naturalmente non per fare opere di evangelizzazione, ma per assistere gli immigrati. Più immigrati da assistere arrivano, più la Chiesa diventa povera, fino a scomparire. Questo potrebbe essere appunto il vero obiettivo strategico attuale. Da Chiesa apostolica universale di ieri , a Onlus di oggi, a agenzia per l’ambientalismo etico di domani. Neppure Lutero lo avrebbe immaginato. Ma che dico? Lutero ha creato Calvino che ha arricchito il mondo protestante grazie agli effetti della Riforma. Da noi i nostri “ luterini” stanno impoverendo il mondo cattolico Lo stanno impoverendo evangelicamente (di fede) e (materialmente) di soldi”.



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