FRANCESCANI IMMACOLATA. COMMISSARIATI DA QUATTRO ANNI. PARLANO I LORO AMICI, AL PAPA CHIEDONO EQUITÀ.

Marco Tosatti

Qualche giorno fa Ettore Gotti Tedeschi scriveva su Stilum Curiae un duplice appello al Pontefice regnante, chiedendogli di dare seguito all’idea di proclamare l’Immacolata corredentrice del mondo. E, anche, di occuparsi della vicenda dei Frati Francescani dell’Immacolata, con occhi nuovi. Parlando con alcune persone vicine ai Francescani dell’Immacolata, abbiamo posto loro alcune domande, di carattere molto generale sull’ordine e su che cosa si potrebbe fare per ridare serenità alla situazione. Fra l’altro, ricordiamo che siamo di fronte a un commissariamento che dura da oltre quattro anni e che le ragioni dello stesso non sono mai state chiarite ed evidenziate dalla Santa Sede.

1)  Cosa sono i Francescani dell’Immacolata, che carisma hanno, quale è la loro missione?

Nel 1970, durante lo sbandamento post-conciliare, P. Stefano Manelli e P. Gabriele Pellettieri, due frati minori conventuali, iniziano col permesso dei Superiori “Casa Mariana” ossia una forma di vita francescana più in sintonia con le origini tenendo conto dei tempi attuali, secondo il dettato del decreto conciliare “Perfectae caritatis” sul rinnovamento della vita religiosa. I due padri si ispirano all’allora Venerabile P. Massimiliano Kolbe ofmconv (beatificato nel 1971 e canonizzato nel 1982).

Casa Mariana si distingue per: marianità kolbiana (in linea con il Concilio Vaticano II e con tutta la tradizione cattolica e francescana), intensa preghiera, clima di silenzio e raccoglimento, austerità e povertà francescana, apostolato stampa e poi radio-tv, aiuto al clero diocesano.

Nel 1990, grazie a Giovanni Paolo II, Casa Mariana diventa l’Istituto di diritto diocesano dei Frati Francescani dell’Immacolata (FFI). Con Decreto datato 1° gennaio 1998 i FFI diventano di diritto pontificio. In esso leggiamo:

«I Frati Francescani dell’Immacolata si propongono di realizzare la propria santificazione e la salvezza dei fratelli per mezzo dell’Immacolata, cercando, in modo particolare, di organizzare, guidare e diffondere il movimento “Missione dell’Immacolata Mediatrice”, secondo gli insegnamenti e gli esempi di San Massimiliano Maria Kolbe; di promuovere gli studi sul mistero di Maria ed incrementare il culto e la devozione all’Immacolata».

I Frati hanno il ramo femminile, Suore Francescane dell’Immacolata (SFI), con lo stesso carisma e gli stessi fondatori, ma con governo autonomo.

2) Cosa hanno fatto di importante, come l’hanno fatto, quali risultati per la cristianità e soprattutto per la Chiesa?

Dal 1990 in poi i Frati Francescani dell’Immacolata (insieme al ramo femminile) si sono sforzati di attuare quanto raccomandato loro dal sopra citato Decreto di erezione a Istituto di Diritto Pontificio:

« I Frati Francescani dell’Immacolata, seguendo le orme di San Massimiliano Kolbe, siano sempre fedeli al loro carisma, particolarmente alla loro Consacrazione illimitata al-l’Immacolata come sua proprietà, nello spirito della missionarietà senza riserve, espressa mediante il loro “Voto mariano”».

Dal 1990 fino al 2013, tra i FFI si assiste alla crescita vocazionale, lenta ma costante, in netta controtendenza rispetto al continuo declino numerico di Ordini di antica data.

In 23 anni i FFI compiono:

–          apertura di “Case Mariane” nei 5 continenti;

–          opere di carità (es.: in Brasile, Nigeria, Benin);

–          servizio pastorale in Parrocchie e Santuari;

–          predicazione di esercizi spirituali;

–          direzione di cenacoli dell’Associazione “Missione dell’Immacolata Mediatrice”, aperta a sacerdoti e laici attratti dal carisma dei FFI.

–          missioni popolari;

–          Simposi mariologici sul mistero di Maria Corredentrice e Mediatrice;

–          Giornate di Studi e Convegni teologici (es.: sul pensiero di Karl Rahner, sull’inferno, sul Sacerdozio ordinato, sul Concilio Vaticano II, sulla mariologia di Giovanni Paolo II);

–          apostolato Radio-TV;

–          apostolato stampa in proprio (Casa Mariana Editrice) con pubblicazioni di studi teologici, mariologici, filosofici (scotisti), morali, apologetici, pubblicazioni ascetiche e devozionali, messalini (Novus Ordo).

Pubblicazioni ed eventi culturali dei Francescani dell’Immacolata hanno contribuito a gettar nuova luce sul mistero della Corredenzione mariana, ingiustamente accantonato dalla “mainstream” dell’attuale e accademica mariologia antropologica (o “del ribasso”) la quale si erge falsamente a unica e legittima mariologia del Concilio Vaticano II in quanto tale.

Col loro servizio sacerdotale, religioso e missionario i FFI (coadiuvati dalle SFI) hanno suscitato, risvegliato e fortificato la fede in tante anime affascinate dalla loro testimonianza.

3)   Cosa ha prodotto questa reazione di “commissariamento” ? Quali ragioni ufficiali son state addotte e quali risultati hanno prodotto? Quali spiegazioni son state date dai FI , quali risultati hanno prodotto?

Dal 2008 il governo dei FFI accoglie con generosità il motuproprio “Summorum Pontificum” di Benedetto XVI sulla Forma straordinaria del Rito Romano che permette a Istituti religiosi (non soggetti alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei) di usare anche frequentemente, preferibilmente e stabilmente il “Vetus Ordo Missae” (VO) e il Breviario Romano del 1962. Quel motuproprio è una ricchezza per tutta la Chiesa.

Nelle Case di Formazione ma anche in altri conventi FI, vari frati (superiori e sudditi, sacerdoti e fratelli religiosi) usano il VO. Ma un gruppetto di frati “anziani”, ex minori conventuali (entrati a “Casa Mariana” negli anni ’70-’80), accusano il Governo dell’Istituto di deriva lefebvriana… La riteniamo un’accusa falsa e ideologica che però verrà “cavalcata” da qualcuno in Vaticano… Cinque dei frati contestatori si appellano alla Congregazione dei Religiosi (CIVCSVA) che sin dal primo momento è tutta in favore degli “appellanti”. Nella CIVCSVA erano sedimentati vecchi pregiudizi contro P. Manelli e la sua Famiglia religiosa. Infatti tra il 1989 e il 1990 la CIVCSVA si oppose alla nascita dei FFI, ma questi vennero favoriti da Giovanni Paolo II. Purtroppo dal 2011 il nuovo Prefetto CIVCSVA è un brasiliano teologo della liberazione…Nel luglio 2012, con motivazioni ambigue, parte la Visita Apostolica ai FFI. Il Visitatore è amico degli “appellanti”, non visita le case di formazione, diffonde un questionario ambiguo che riflette i pregiudizi degli “appellanti”. Il questionario e la propaganda degli “appellanti”, durante e dopo la Visita, susciteranno nei frati “semplici” vari dubbi contro il Governo FFI.

Nel luglio 2013 parte il Commissariamento, con motivazioni ufficiali poco chiare. In realtà si sa che la CIVCSVA condivide i pregiudizi ideologici dei frati accusatori secondo cui i FFI di Manelli sarebbero contro il Vaticano II !

Il Commissariamento è devastante: l’uso del Vetus Ordo è sospeso, superiori e formatori (vicini ai Fondatori) vengono allontanati (alcuni anche all’estero) e sostituiti con frati del partito “golpista”. A poco a poco, parte una catena di calunnie, ben architettate da frati, ex suore e laici, contro il Fondatore (insania mentale, abusi di autorità, lefebvrismo, sottrazione di beni, abusi sessuali…) e contro vari ex superiori.

Le giustificazioni e le difese di frati e fondatori, nonché i loro appelli e ricorsi, non vengono affatto considerati dall’Autorità ecclesiastica. Ci si rende conto che l’Autorità li vuole azzerare, trasformarli dal di dentro, eliminare la loro formazione, la loro “forma mentis”, livellarli agli altri Ordini francescani…

I frati di P. Manelli (e anche le suore, commissariate nel 2015, con l’accusa esplicita e calunniosa di non essere in sintonia col Vaticano II) resistono con ricorsi presso la CIVCSVA, presso la Segnatura Apostolica… Ma dall’alto qualcuno blocca la loro difesa e il legittimo corso della giustizia… Risultati? Molti frati e suore fuoriescono, le vocazioni europee azzerate. Il fango sparso contro il Fondatore dal modus operandi di Commissari e CIVCSVA produce questi effetti.

Finora è la Magistratura laica che in qualche modo sta dando ragione a P. Manelli (archiviazione delle accuse di abusi e maltrattamenti; sentenza di Cassazione che ha disposto il dissequestro dei beni e la loro restituzione alle associazioni di benefattori; si tenga presente che è stato il governo dei Commissari a fare ricorso alla Magistratura contro le predette associazioni).

4) Quali decisioni sono state prese dall’Autorità ? con che risultato ? Quale è lo stato dell’arte oggi ?

La CIVCSVA e i Commissari operano di fatto alla trasformazione deformante del carisma mariano-francescano dei FFI e SFI: il Voto Mariano (primo voto) viene ridotto a un semplice quarto voto di disponibilità alle missioni, la povertà comunitaria viene disprezzata (si vuole che l’Istituto possegga beni, e ciò contro il suo carisma approvato dalla Chiesa), l’ascetica viene disprezzata e ridotta, la formazione peculiare è stata eliminata (dietro dossieraggio calunnioso, il Seminario FFI con studi interni è stato soppresso nel dicembre 2013).

La CIVCSVA (facendosi forte del Papa dell’ “Amoris laetitia”…) ha cercato di far pressione su P. Manelli affinché questi:

  1. a) rimetta i beni che non possiede (da sempre di proprietà di Associazioni di benefattori) all’Istituto FFI diretto dai Commissari; o almeno convinca le Associazioni a cedere la proprietà di quei beni ai nuovi FFI…
  2. b) “esorti” (o convinca) i frati “resistenti” ad accettare tutte le modifiche genetiche al carisma e alle Costituzioni FFI (su Voto Mariano, povertà, ecc.).

La situazione è ancora in fase di stallo. Inoltre la CIVCSVA non vuole che i frati di P. Manelli fuoriescano e si ricostituiscano come gruppo, perciò direttamente o indirettamente CIVCSVA e/o Commissari monitorano le diocesi e i religiosi stessi…

La CIVCSVA vuole il Capitolo Generale e liquidare i FFI obbligandoli a tale “riforma”…

5) Quale è la perdita che l’intera Chiesa subirà se venissero “soppressi” ?

Gravissima perdita. Anzitutto vocazionale, personale, per i singoli frati e suore che, dopo 20-25 anni di vita consacrata al Signore e all’Immacolata, si vedono ingiustamente privati della loro identità vocazionale dietro pretesti di sedicente obbedienza che in realtà è puro autoritarismo veicolo di relativismo giuridico e dottrinale.

Perdita per la Chiesa, depauperata della ricchezza spirituale di un carisma mariano e francescano come quello vissuto dai FFI e SFI prima del Commissariamento, con tutti i frutti sopra accennati a cui ne sarebbero potuti seguire altri.

6)   Quale è una decisione saggia che potrebbe prendere l’Autorità ? E perché?

Far proseguire il Commissariamento ad ambienti vaticani meno pregiudiziali



e più in sintonia (dottrinale e liturgica) con i FFI e SFI di P. Manelli, ad esempio alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei. Permettere la separazione: da un lato i frati che si ritrovano nella linea dei Fondatori ante-commissariamento (incluso l’uso del Vetus Ordo) e dall’altro i frati che si ritrovano nella linea della CIVCSVA e dei Commissari che però conduce a un’omologazione o incorporazione ad altre realtà francescane.

 

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FATIMA. UN LIBRO DI SPIRITUALITÀ E TEOLOGIA DI PADRE LANZETTA SU PENITENZA E PECCATO.

Marco Tosatti

Il centenario delle apparizioni di Fatima è appena iniziato, e certamente nel corso di questi prossimi dodici mesi assisteremo a un proliferare di iniziative editoriali per commemorare e studiare quello che è stato senza dubbio il fenomeno sovrannaturale più straordinario degli ultimi secoli. Ma a quanti siano interessati ad approfondire da un punto di vista spirituale e teologico il messaggio che la Madonna ha dato ai tre pastorelli, e tramite loro a tutto il mondo permettiamo di suggerire la lettura di un’opera particolarmente ricca e approfondita: “Fatima. Un appello al cuore della Chiesa. Teologia della storia e spiritualità̀ oblativa”, di padre Serafino Lanzetta, dei Francescani dell’Immacolata, per i tipi delle Casa Mariana Editrice, Frigento (AV). E’ la casa editrice dove appaiono pubblicazioni dei Francescani dell’Immacolata.

Padre Serafino Lanzetta è un giovane brillante teologo, che ha già al suo attivo numerose pubblicazioni di cui ricordiamo fra l’altro “Il Vaticano II – Un Concilio Pastorale: Ermeneutica delle Dottrine conciliari” (Edizioni Cantagalli), e frequenti articoli, ospitati anche su l’Osservatore Romano.

La sua opera attuale ci sembra particolarmente importante in un momento in cui si sentono, anche da pulpiti ben elevati, genericità e banalità scoraggianti sul significato di quello che è stato detto e diffuso dai tre pastorelli, trascurando alcune delle caratteristiche principali e potremmo dire chiave per comprendere il genere e l’urgenza degli avvertimenti offerti al nostro ascolto.

Sin dall’inizio padre Lanzetta ci ricorda che “Ogni ideologia pretende di dire agli uomini le cose degli uomini, ma dimentica che l’uomo che parla solo con se stesso ben presto diventa una minaccia per se stesso e per gli altri; anche le cose umane presto diventano disumane e in nome delle idee si calpestano i viventi, gli uomini in carne ed ossa”. Il secolo che abbiamo appena lasciato alle spalle, ma anche quello di cui abbiamo percorso una minima parte, ne sono dimostrazioni lampanti; ne è un’ulteriore prova la disumanizzazione quotidiana di cui ci nutriamo. A Fatima “la Madonna ci ricordava che bisogna parlare con Dio, che bisogna pregare incessantemente con una preghiera, il Santo Rosario, che è lode incessante e richiesta incessante di misericordia e di salvezza dalla perdizione eterna”.

Il messaggio di Fatima, sottolinea il teologo, ci indica però un altro grande antidoto al male prodotto e vissuto nella storia:  la penitenza. E’ uno strumento essenziale per riparare al male fatto contro Dio e contro l’uomo, “purifichiamo noi stessi e la storia”. E ci prepariamo, rinnovati interiormente, ad accogliere quello che il futuro riserva. In mancanza di ciò, il male commesso continua a sedimentare nelle nostre vite, e nella storia del mondo:  “È utopico pensare che il male si autoredima, che prima o poi scompaia, senza un serio impegno ad estirparlo con la penitenza. Gli ideologi senza Dio pensano che il male sia solo un errore della storia”; ma così non è. “Fatima ci offre una splendida visione teologica della storia e ci dice: solo con Dio l’uomo può̀ continuare a vivere. Solo se viviamo per Dio vive anche il mondo. Cacciare Dio dal mondo e dal cuore dell’uomo porta all’autodistruzione”.

Il libro di Lanzetta entra poi nell’analisi dettagliata – in una luce di teologia e di spiritualità – dei singoli accadimenti relativi alle apparizioni, e alla travagliata gestione del messaggio da parte di suor Lucia dos Santos. Sarebbe troppo lungo – e lo lasciamo ai lettori – seguire questo percorso in un articolo solo. Vogliamo però ricordare ancora un punto fondamentale, e cioè quello della scomparsa del concetto di peccato dal nostro mondo.

“In un tempo in cui già̀ si profilava quella cultura dell’assenza del peccato che avrebbe imperversato tristemente più tardi o della sua giustificazione come irrilevante, la Madonna veniva a Fatima a parlarci della verità̀ di questo male. Si tratta di un male reale e non ideale come potrebbe sembrare, solo perché́ non lo tocco, non lo vedo… La tentazione odierna è quella di colpevolizzare sempre gli altri, di dire che sempre gli altri sono la causa del male e intanto il peccato è sempre e solo degli altri, anzi il vero peccato sono gli altri. In un mondo fortemente individualista, l’unico peccato è il limite al mio arbitrio”.  Quindi “Sono arbitro iniquo della mia vita e pertanto condanno a morte anche gli altri. Purtroppo non si riesce a vedere che c’è un male più intimo, più profondo del mio egoismo, che si nasconde proprio nel viluppo del mio individualismo e si chiama peccato”.



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MANIFESTI CONTRO IL PAPA A ROMA. UN INEDITO STORICO. UNA PASQUINATA IN VERSIONE TERZO MILLENNIO.

ANSA/ FRANCESCO GERACE

Marco Tosatti

A Roma ogni tanto appaiono manifesti senza permesso sui muri; cioè manifesti che non seguono la regolare trafila presso il Comune. Una versione moderna e aggiornata dei biglietti che i romani scontenti appendevano a Pasquino, la statua mutilata presso piazza Navona, per protestare contro ingiustizie ed esprimere il proprio disagio.

L’ultimo caso di affissione di manifesti – irregolari – e irridenti riguardava il Ministro della Pubblica Istruzione, Valeria Fedeli, qualche mese fa. Ma che i muri di Roma si coprissero di decine di manifesti contro il Pontefice è certamente una grossa novità.

E’ accaduto oggi, e ne ha dato notizia l’ADN Kronos in questi termini:

“Sono comparsi stamane a decine in tutta Roma, appesi sui muri della città, manifesti di contestazione a papa Francesco e al suo operato. La foto a tutto campo riporta l’immagine del Pontefice con un’espressione particolarmente rabbuiata e accigliata. In basso, su fondo violaceo, la scritta con venature romanesche: ‘A France’, hai commissariato Congregazioni, rimosso sacerdoti, decapitato l’Ordine di Malta e i Francescani dell’Immacolata, ignorato Cardinali… ma n’do sta la tua misericordia?’. Il poster è anonimo, non riporta sigle né simboli, ma è facilmente riconducibile agli ambienti conservatori che sempre più manifestano la loro opposizione al magistero, ai provvedimenti e alla linea pontificale di papa Bergoglio”.



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FRATI FRANCESCANI DELL’IMMACOLATA. RESA PIÙ SEVERA LA CLAUSURA PER PADRE MANELLI. UN DECRETO DEL PONTEFICE.

Marco Tosatti

Qualche giorno fa scrivevamo del nuovo decreto di commissariamento per il ramo femminile dei Francescani dell’Immacolata. Un decreto emesso, con la firma non appellabile del Pontefice, per evitare che il ricorso presentato al Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica potesse avere, come sembra possibile e probabile, un esito felice.

La Congregazione per i religiosi, presieduto dal cardinale brasiliano Braz De Aviz e dal segretario il francescano Carballo vorrebbe chiudere il capitolo del commissariamento entro l’anno, convocando un capitolo subito dopo l’estate. Ma ci sono delle difficoltà.

C’è una forte resistenza da parte di molti religiosi e religiose nei confronti di un commissariamento che è stato vissuto come una forma di violenza. A tutt’oggi da parte della Congregazione non sono stati resi noti i motivi per cui l’ordine – uno dei più fiorenti in tema di vocazioni – è stato decapitato e il suo fondatore, l’83enne padre Stefano Manelli, obbligato a vivere in una sorta di clausura imposta.

Quindi, a quasi quattro anni dall’inizio di questa saga veramente straordinaria (non c’è stata tanta severità neanche nei confronti dei Legionari di Cristo, il cui fondatore ne aveva fatte di cotte, di crude e anche di mezze cotte e crude) e in previsione di un possibile capitolo i fautori del nuovo corso temono che i fedeli di padre Manelli possano eleggere un governo sulla loro linea.

Così nei giorni scorsi padre Manelli ha ricevuto un documento, concordato in udienza dai responsabili della Congregazione dei Religiosi con il Pontefice, e che ha il suo assenso, in cui:

“Si fa obbligo a padre Stefano Manelli di rilasciare una comunicazione nella quale dichiara di accettare e osservare tutte le disposizioni della Santa Sede e di esortare i Frati Francescani dell’Immacolata e le Suore Francescane dell’Immacolata a tenere lo stesso comportamento.

Il Padre Manelli non potrà fare nessun’altra dichiarazione ai mezzi di informazione né apparire in pubblico.

Non potrà partecipare ad alcuna iniziativa o incontro, né personalmente né attraverso i mezzi di comunicazione sociale.

Si fa obbligo a Padre Manelli di rimettere entro il limite di 15 giorni dalla consegna del presente decreto il patrimonio economico gestito dalle associazioni civili e ogni altra somma a sua disposizione nella piena disponibilità dei singoli istituti.

E’ fatto divieto al Padre Manelli e al Padre G. Pellettieri di avere relazioni con i Frati Francescani dell’Immacolata ad eccezione di quelli delle comunità dove abiteranno con il permesso di questo Dicastero. Evitino ogni contatto con le Suore Francescane dell’Immacolata”.

Mancano i tratti di corda, e la maschera di ferro, e il catalogo è completo. Nel 2017, nella Chiesa della Misericordia. Sicuramente Manelli e quelli a lui fedeli si saranno macchiati di crimini orrendi, ma allora perché non dirlo, e non sottoporli a giudizio canonico? La mancanza di chiarezza nelle accuse, se esistono, fa sì che si abbia l’impressione di una persecuzione venata da interessi di altro genere. Ideologici, o forse anche altri. E in un Paese in cui gli assassini girano impuniti, la severità delle restrizioni suscita un senso di irrealtà.

Il punto particolarmente interessante è quello dei soldi. Che sono tanti: c’è chi parla di un patrimonio di trenta milioni di Euro. Che però non sono nelle mani di Manelli, ma di varie associazioni di laici: l’Associazione “Missione dell’Immacolata”, l’Associazione “Missione del Cuore Immacolato” e l’Associazione “Casa Mariana Editrice”. E infatti nel luglio 2015 il Tribunale del Riesame di Avellino ha dissequestrato i beni di proprietà delle associazioni di laici per un valore di circa 30 milioni. I beni erano stati sequestrati dalla Procura di Avellino, che aveva ipotizzato i reati di truffa e falso ideologico, nelle battaglie legali seguite al Commissariamento.

Come giudicare allora la richiesta fatta a Padre Manelli, posto che la Congregazione è consapevole della situazione legale sancita dalla legge italiana? Non riesco a immaginare ad altro che non sia una forma di pressione psicologica e morale sull’anziano frate.

E’ curioso notare che questo passo, così severo, segue di non molti giorni un’altra mossa inedita, e certamente singolare: cioè le pressioni fatte sul Gran Maestro dell’Ordine di Malta, Matthew Festing, a dimettersi, compiute personalmente dal Pontefice. Anche l’Ordine di Malta non è povero, peraltro. Evidentemente il freddo esalta gli stimoli autoritari, al di là delle Mura.



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FRANCESCANE IMMACOLATA. NUOVO DECRETO DI COMMISSARIAMENTO? ROMA VORREBBE CHIUDERE IL CASO DEI FFI ENTRO L’ANNO…

Marco Tosatti

Il calvario dei Frati Francescani dell’Immacolata, e del ramo femminile dello stesso nome starebbe per arricchirsi di nuovi capitoli. Secondo indiscrezioni di buona fonte, la Congregazione per i Religiosi, e in particolare il prefetto, il brasiliano Braz de Aviz, insieme al Segretario, lo spagnolo francescano Carballo, avrebbero intenzione di chiudere lo spinoso e mai realmente spiegato capitolo del commissariamento entro quest’ anno.

E’ opportuno ricordare che del commissariamento di quello che era uno degli ordini più fiorenti e ricchi di vocazioni nel panorama cattolico degli ultimi decenni non è mai stata fornita una motivazione chiara. Si è cercato di supplire a questa mancanza di trasparenza con una campagna mediatica almeno discutibile, in cui si è accusato il fondatore, padre Stefano Manelli, di pratiche e comportamenti scorretti. Il tutto ha provocato una denuncia per associazione a delinquere, diffamazione e calunnia contro i responsabili di un sito, giudicato da Manelli e altri, responsabile della campagna, presso il tribunale di Avellino.

Secondo quello che si apprende oltre le Mura, in questi giorni dovrebbero essere di nuovo commissariate le Francescane dell’Immacolata, il ramo femminile dell’ordine. Le suore hanno già una “commissaria”, suor Noris Adriana Calzavara, una religiosa friulana delle Suore del Rosario. Ma l’anno scorso alcune di esse avevano presentato un ricorso contro il Commissariamento presso il Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. La Segnatura, da cui il Pontefice aveva estromesso senza spiegazioni il canonista card. Raymond Leo Burke, è ora diretta dal cardinale Dominique Mamberti, già “Ministro degli Esteri” della Santa Sede.

Una delle possibili spiegazioni dell’allontanamento di Burke era il timore che potesse prendere decisioni che contrastassero la posizione pontificia in casi delicati, come appunto quello dei Francescani dell’Immacolata. Il ricorso delle Francescane però avrebbe buone possibilità di essere accolto. Per questo motivo sarebbe pronto un nuovo decreto di commissariamento, questa volta firmato dal Pontefice in persona; elemento che esclude la possibilità di un appello alla Segnatura, e lascia la via aperta solo ad una supplica. Ma sapendo da chi è consigliato il Papa su questo tema, non sembra che possa essere accolta.

Nel frattempo i commissari del ramo maschile – il salesiano don Sabino Ardito, il cappuccino padre Carlo Calloni e il gesuita padre Gianfranco Ghirlanda, che appare come l’uomo di tutti i commissariamenti di papa Bergoglio (è membro della Commissione per l’Ordine di Malta) starebbero lavorando alle nuove Costituzioni dell’Ordine, che potrebbero essere rese note nei prossimi mesi: addirittura prima di Pasqua. E’ molto probabile che contengano se non l’abolizione del voto di Consacrazione illimitata all’Immacolata, almeno la sua facoltatività. Il che costituirebbe una mossa molto forte contro la principale caratteristica identitaria e l’ispirazione di padre Kolbe all’istituto.

L’idea della Congregazione per i Religiosi è di arrivare a un nuovo capitolo dei frati a settembre, anche per mettere fine a una situazione che appare singolare, per non dire altro. Il decreto di commissariamento è stato firmato il 13 luglio 2013. Quasi quattro anni fa. E, come abbiamo scritto, le ragioni del provvedimento non sono mai state esplicitate. Potete leggere qui una cronologia della vicenda.

E qui e qui alcuni aggiornamenti di un sito vicino ai religiosi.


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LEFEBVRE: UN NUOVO SEMINARIO IN USA. MENTRE ROMA CHIUDE CHIESE E PARROCCHIE. PERCHÈ?

 

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Marco Tosatti

La Fraternità Sacerdotale San Pio X – i lefebvriani, come li si definisce normalmente – hanno aperto e inaugurato un nuovo seminario negli Stati Uniti; il quarto, se non ci sbagliamo. Secondo le notizie date dal Distretto Usa della Fraternità, più di un migliaio di persone si sono trovate il 4 novembre per partecipare alla cerimonia con cui il Superiore generale, mons. Fellay, oltre ai superiori e a decine di preti hanno partecipato alla messa di inaugurazione.

E’ evidente che se la Fraternità apre un nuovo seminario – e non piccolo, guardate la galleria fotografica – ci sono giovani che vogliono studiare per diventare sacerdoti. E’ altrettanto chiaro che se lo fanno, vista la situazione, non è per far carriere ecclesiastiche o di altro tipo.

Leggendo la notizia e guardando le immagini mi è venuto spontaneo pensare alle diocesi che chiudono le chiese – in America e in Europa, come Buxelles – e alla guerra che sembra condotta contro le realtà, nella Chiesa di Roma, che invece conoscono un fiorire di vocazioni. Penso alla diocesi di Ciudad del Este, il cui vescovo, Rogelio Ricardo Livieres Plano, ora scomparso, è stato sollevato dall’incarico senza aver potuto parlare con il Papa; inviso ai vescovi colleghi, che lo giudicavano troppo all’antica, e il cui seminario era pieno, a differenza dei loro. Penso ai Francescani dell’Immacolata, non solo commissariati, ma oggetto di una “rieducazione” ecclesiale e ideologica che non ha nulla a che vedere con le eventuali – e ancora tutte da dimostrare – malefatte del fondatore, padre Manelli.

Penso alla Fraternità dei Santi Apostoli, a Bruxelles. Figlia di mons. Lèonard, creata e fiorente di vocazioni in quella che ormai sembra una città in partibus infidelium e cacciata con motivazioni che personalmente mi appaiono estremamente fragili dal suo successore e antagonista, mons. De Kesel, pupillo di quel card. Danneels che costituisce un grande punto interrogativo sull’attuale Pontificato.

E penso anche ai religiosi del Verbo Incarnato, più di mille in 26 Paesi, con 800 seminaristi, verso i quali si prodigano attenzioni e richieste di relazioni e chiarimenti da un Vaticano che pare assumere troppo spesso un volto arcigno verso i nuovi frutti dello Spirito, forse perché non abbastanza sensibili alle mode ecclesialmente politically correct. Da un punto di vista laico, tutto questo mi fa pensare a un desiderio di omologazione imposta che non ha niente da invidiare a quella che si sta cercando di far calare sulle società civili; e contro cui il Papa, a parole, protesta.



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