FEDELI ALLA CHIESA, NON A PASTORI CHE SBAGLIANO. DOCUMENTO CLAMOROSO DELLE ORGANIZZAZIONI MONDIALI PRO VITA.

 
Marco Tosatti

Fedeli all’insegnamento di sempre della Chiesa, non ai pastori che sbagliano: si può sintetizzare così una clamorosa dichiarazione, firmata dai responsabili dei principali movimenti a difesa della Vita e della Famiglia. Importante perché non si tratta di una presa di posizione di studiosi, come la correctio filialis, ma di uomini di azione che rappresentano milioni cattolici in tutto il mondo. Tra i firmatari c’è Lifesitenews di John-Henry Westen, che è il maggior portale internazionale di difesa della vita e della famiglia; la Society for the Protection of the Unborn Children (SPUC) di John Smeaton, che è la più antica organizzazione pro-life del mondo; Family Life International della Nuova Zelanda di Coleen Bayer; la World Federation of Doctors Who Respect Human Life, di Philippe Schepens; in America latina, la Alianza Latinoamericana para la Familia-ALAFA, di Christine de Marcellus Vollmer e la Families of the Americas di Mercedes Arzú Wilson. Sia Christine Vollmer che Mercedes Wilson, che facevano parte della Pontificia Accademia per la Vita, sono tra le fondatrici della neo-nata Accademia Giovanni Paolo II per la Vita Umana e la Famiglia presieduta dal prof. Josef Seifert. Tra le molte sigle aderenti in Francia, le Salon Beige di Guillaume de Thieulloy, uno dei più influenti blog quotidiani francesi, e SOS Tout-Petits fondata dal dott. Xavier Dor, più volte incarcerato per la sua difesa della vita in Francia; aderisce anche dalla Romania, la Ioan Barbus Foundation con la dott.ssa Anca Maria Cernea, rappresentante della conferenza episcopale del suo paese durante il Sinodo sulla Famiglia del 2015; molte le sigle negli Stati Uniti tra le quali Judie Brown leader dell’importante American Life League.
In Italia troviamo sigle storiche come la Fondazione Lepanto e l’Associazione Famiglia Domani ma anche nuove organizzazioni come Federvita Piemonte, Il Cammino dei Tre Sentieri, Ora et Labora in difesa della Vita, SOS Ragazzi, Famiglie Numerose Cattoliche, Voglio Vivere.

Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano. Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa dei leader dei movimenti pro-vita e pro-famiglia. Il numero di bambini innocenti uccisi dall’aborto nel corso del secolo scorso è maggiore di quello di tutti gli esseri umani che sono morti in tutte le guerre della storia umana. Gli ultimi cinquant’anni hanno testimoniato una continua escalation di attacchi alla struttura della famiglia come è stata progettata e voluta da Dio, capace di creare il miglior ambiente per una sana e vigorosa crescita dell’uomo e soprattutto per l’educazione e la formazione dei bambini. Il divorzio, la contraccezione, l’accettazione di atti e di unioni omosessuali e la diffusione dell’“ideologia di genere” hanno causato danni incommensurabili alla famiglia e ai suoi membri più vulnerabili. Negli ultimi cinquant’anni il movimento pro-vita e pro-famiglia è cresciuto in dimensione e portata per far fronte a questi gravi mali, che minacciano sia il bene temporale che quello eterno dell’umanità. Il nostro movimento comprende uomini e donne di buona volontà provenienti da una grande varietà di ambiti religiosi. Siamo tutti insieme uniti nella difesa della famiglia e dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili, attraverso l’obbedienza alla legge naturale, impressa in tutti i nostri cuori (cfr Rm 2,15). D’altronde, in questa ultima metà di secolo il movimento pro-vita e pro-famiglia si è affidato in modo particolare all’insegnamento immutabile della Chiesa cattolica, che afferma la legge morale con la massima chiarezza. È quindi con grande dolore che negli ultimi anni abbiamo dovuto constatare che la chiarezza dottrinale e morale, su questioni legate alla tutela della vita umana e della famiglia, è stata sempre più sostituita da dottrine ambigue e persino direttamente contrarie all’insegnamento di Cristo e ai precetti della legge naturale. Una Supplica filiale consegnata a Papa Francesco nel settembre 2015, è stata firmata da circa 900.000 persone provenienti da tutto il mondo; nel 2016, è stata presentata una Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio. Il 19 settembre 2016 quattro cardinali hanno sottoposto cinque dubia a Papa Francesco e alla Congregazione per la Dottrina della Fede chiedendo chiarimenti su alcuni punti dottrinali contenuti nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia. Nel giugno 2017, i cardinali hanno reso pubblica la loro richiesta di essere convocati in udienza, presentata al Papa dal Cardinale Carlo Caffarra il 25 aprile 2017, ma, come i dubia, non hanno ricevuto alcuna risposta. Il 23 settembre 2017 una Correctio filialis de haeresibus propagatis è stata elaborata da 62 teologi e accademici cattolici “in merito alla propagazione di eresie causata dall’esortazione apostolica Amoris laetitia e da altre parole, atti e omissioni” di Papa Francesco. Il 4 novembre 2017, 250 teologi, sacerdoti, professori e studiosi di tutte le nazionalità hanno sottoscritto il loro sostegno alla Correctio. Le turbolenze in seno alla Chiesa sono in aumento, come testimonia una lettera inviata di recente a papa Francesco da un prominente teologo, che afferma: “C’è caos nella chiesa e Vostra Santità ne è una causa”.
Come leader cattolici pro-vita e pro-famiglia, siamo tenuti a sottolineare numerose ulteriori dichiarazioni e azioni che hanno avuto un impatto particolarmente dannoso sul nostro lavoro per la protezione dei bambini non nati e della famiglia negli ultimi anni. Esempi rappresentativi includono:
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sul male intrinseco degli atti contraccettivi
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sulla natura del matrimonio e sul male intrinseco degli atti sessuali al di fuori dell’unione matrimoniale
– l’approvazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che richiedono fortemente agli Stati membri la realizzazione di un accesso universale all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale entro il 2030.
– l’approccio adottato riguardo l’educazione sessuale, in particolare nel capitolo 7 di Amoris Laetitia e nel programma The Meeting Point elaborato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia.
– Come leaders di movimenti pro-vita e pro-famiglia, o dirigenti di movimenti laici che riguardano la difesa e la diffusione dell’insegnamento morale e sociale cattolico, siamo testimoni di prima mano del danno e della confusione causati da tali insegnamenti e azioni. Al fine di rispettare le nostre responsabilità verso coloro che abbiamo promesso di proteggere, in particolare i bambini non nati e quelli particolarmente vulnerabili a causa dello sfascio della famiglia, dobbiamo chiarire la nostra posizione su questi temi. Dobbiamo anche fornire una leadership a coloro che, all’interno del nostro movimento, fanno riferimento a noi per avere guida e consigli. Per questo motivo desideriamo ribadire la nostra immutabile adesione alle posizioni morali fondamentali di seguito descritte:
– esistono certi atti intrinsecamente malvagi e che è sempre proibito commettere.
– l’uccisione diretta di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale. Di conseguenza, l’aborto, l’eutanasia e il suicidio assistito sono atti intrinsecamente malvagi.
– il matrimonio è l’unione esclusiva e indissolubile di un uomo e di una donna e tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio e tutte le forme di unione contro-natura sono intrinsecamente negativi e gravemente nocivi per gli individui e la società.
– l’adulterio è un grave peccato e coloro che vivono in adulterio non possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione, fino a quando non si pentono e non modificano la loro vita.
– i genitori sono gli educatori primari dei loro figli e l’educazione sessuale deve essere svolta dai genitori o, in determinate circostanze, “nei centri educativi scelti e controllati da loro”.
– la separazione del fine procreativo e univoco dall’atto sessuale attraverso metodi contraccettivi è intrinsecamente negativa e ha conseguenze devastanti per la famiglia, per la società e per la Chiesa.
– i metodi di riproduzione artificiale sono gravemente immorali in quanto separano la procreazione dall’atto sessuale e, nella maggior parte dei casi, portano direttamente alla distruzione della vita umana nelle sue prime fasi.
– ci sono solo due sessi, maschio e femmina, ognuno dei quali possiede le caratteristiche complementari e le differenze che sono loro proprie.
– gli atti omosessuali sono intrinsecamente cattivi e nessuna forma di unione tra persone dello stesso sesso può essere approvata in alcun modo. Come leaders cattolici pro-vita e pro-famiglia dobbiamo restare fedeli a Nostro Signore Gesù Cristo, che ha affidato il deposito della fede alla Sua Chiesa. Noi “siamo obbligati, per fede, a rendere a Dio rivelatore piena sottomissione dell’intelletto e della volontà”.
– Aderiamo pienamente a tutte quelle cose “che sono contenute nella parola di Dio e si trovano nella Scrittura e nella Tradizione e che sono proposte dalla Chiesa come principi a cui credere perché divinamente rivelati, sia in base a suo solenne giudizio, sia per suo magistero ordinario e universale”.

Dichiariamo la nostra completa obbedienza alla gerarchia della Chiesa cattolica nel legittimo esercizio della sua autorità. Tuttavia, nulla potrà mai convincerci od obbligarci ad abbandonare o contraddire qualsiasi articolo della fede e della morale cattolica. Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa. Se dovessimo abbandonare la fede cattolica, ci separeremmo da Gesù Cristo, a cui vogliamo essere uniti per tutta l’eternità. Noi, sottoscritti, promettiamo di continuare ad insegnare e propagare i principi morali sopra elencati e ogni altro insegnamento autentico della Chiesa cattolica e che mai, per nessuna ragione, ci allontaneremo da essi.

Chi vuole aderire può farlo a questo link.

Ed ecco la lista dei firmatari, in ordine alfabetico:

Signatories to the “Pledge of Fidelity” to the authentic teaching of the Church

 

Bernard Antony, President of Chrétienté-Solidarité (France)

Dame Colleen Bayer, DSG, Founding Director of Family Life International NZ (New Zealand)

Judie Brown, President of American Life League (United States)

Patrick Buckley, Director of European Life Network (Ireland)

Georges Buscemi, President of Campagne Quebec Vie (Canada)

Giorgio Celsi, President of Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” (Italy)

Dr. Anca-Maria Cernea, MD, Ioan Barbus Foundation (Romania)

Greg Clovis, Director of Family Life International UK (United Kingdom)

Rev. Linus F. Clovis, Spiritual Director of Family Life International St Lucia (St Lucia)

Virginia Coda Nunziante, President of Associazione Famiglia Domani (Italy)

Modesto Fernandez, President of Droit de Naître (France)

Richard P. Fitzgibbons, M.D., Director of the Institute for Marital Healing (United States)

Mathias von Gersdorff, Director of Aktion Kinder in Gefahr (Germany)

Corrado Gnerre, Guida Nazionale, Il Cammino dei Tre Sentieri (Italy)

Doug Grane, Chief Executive of Serviam (United States)

Michael Hichborn, President of the Lepanto Institute (United States)

Jason Jones, Founder of I am Whole Life, Founder of Movie to Movement (United States)

John Lacken, Founder of Legio Sanctae Familiae, Secretary of the Lumen Fidei Institute (Ireland)

François Legrier, President of Mouvement Catholique des Familles (France)

Vittorio Lodolo D’Oria, President of Famiglie Numerose Cattoliche (Italy)

Samuele Maniscalco, Director of Generazione Voglio Vivere (Italy)

Christine de Marcellus Vollmer, President of Asociacion Provida de Venezuela (PROVIVE), President of Alianza Latinoamericana para la Familia (ALAFA), President of Alive to the World, Education in Integrity (Venezuala)

Roberto de Mattei, President of Fondazione Lepanto (Italy)

Jean-Pierre Maugendre, President of Renaissance Catholique (France)

Thomas McKenna, President of Catholic Action for Faith and Family (United States)

Anthony Murphy, Director of Catholic Voice (Ireland)

Marisa Orecchia, President of Federvita Piemonte (Italy)

Philippe Piloquet, President of SOS Tout-petits (France)

Philippe Schepens M.D., Secretary-General of the World Federation of Doctors Who

Respect Human Life (Belgium)

John Smeaton, Chief Executive of the Society for the Protection of Unborn Children (United Kingdom)

Molly Smith, President of Bringing America Back to Life, Executive Director of Cleveland Right to Life (United States)

Guillaume de Thieulloy, Director, Le Salon Beige (France)

 Dr Thomas Ward, President of the National Association of Catholic Families (United Kingdom)

John-Henry Westen, Co-Founder and Editor-in-Chief of LifeSiteNews (Canada)

Mercedes Arzú Wilson, Founder and President of Family of the Americas Foundation (Nicaragua)

Diego Zoia, Director of SOS Ragazzi (Italy)



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MÜLLER: IN VATICANO IL POTERE HA LA PRIORITÀ SULLA FEDE IN CRISTO. UNO SVILUPPO DA CORREGGERE.

Marco Tosatti

Il cardinale Gerhard Müller nei giorni scorsi ha presentato in Germania il suo libro (Il Papa. Missione e mandato). A Mannheim, in un incontro organizzato da Gloria Thurn und Taxis al Reiss-Engelhorn Museen erano presenti anche mons. Georg Gaenswein e mons. Wilhelm Imkamp, direttore di un sito di pellegrinaggi, Maria Vesperbild. L’incontro – una specie di tavola rotonda – è stato moderato da uno storico della chiesa protestante, Christoph Markschies.

Il porporato, già Prefetto della Fede, ha fatto alcune dichiarazioni interessanti, in particolare sul rapporto fra magistero papale e teologia. Una “competenza teologica” profonda e organizzata deve essere il fondamento “dell’autorità magisteriale”. Come riporta il Tagespost, è possibile “basarsi solamente sull’ispirazione dello Spirito Santo? Un’idea che mette i brividi per il professore dogmatico. Müller si riferisce qui all’esempio di San Roberto Bellarmino (1542-1621); egli indicò a Clemente VIII (Ippolito Aldobrandini, 1536-1605) in parole chiare la sua mancanza di competenza teologica.

Secondo un’altra fonte, il Mannheimer Morgen, il cardinale ha citato le parole precise di san Roberto Bellarmino: “Non sapete nulla di questo!”, così come le disse al Papa. Il giornale online continua: “Questo accadde molto tempo fa. Ma il cardinale Gerhard Ludwig Müller lo ha nominato esplicitamente ciome suo modello, e ha citato quella frase con gioia”. Secondo il Morgen, è chiaro che la ferita del recente licenziamento dall’incarico di Prefetto della Fede “è ancora profonda, molto profonda”.

Il Mannheimer Morgen riporta poi alcune frasi del porporato sulla situazione attuale in Vaticano. Invece della Congregazione (per la Dottrina della Fede, n.d.r.) la Segreteria di Stato è considerata adesso l’istituzione più importante: “Diplomazia e questioni di potere ora hanno la priorità e questo uno sviluppo sbagliato e cruciale, che deve essere corretto”. La fede cristiana dovrebbe essere al centro, secondo Müller, e il papa dovrebbe essere semplicemente “un servo della salvezza”.

Come esempio il cardinale ha citato la recente visita del Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin, a Mosca, e l’impressione pubblica he se ne è avuta. Le immagini d Parolin con Putin e con il Patriarca Kirill secondo Müller “danno una visione fatale, perché uno può cadere qui nella trappola di pensare che religione e politica sono una cosa sola”.

Quando la Chiesa si è concentrata sulla politica e sul potere non è mai stato buono. “Il centro del papato non è il papa stesso, ma la fede cristiana”, ha detto il cardinale, che si augura anche “una preparazione teologica più chiara nei documenti ufficiali”.

È interessante anche quello che ha detto l’arcivescovo Gaenswein. Secondo il Tagespost il Prefetto della Casa pontificia ha detto: “Non mi sembra che i cattolici abbiano abbandonato l’unità con il papa. SE dei cardinali criticano dichiarazioni e comportamenti del papa, che cosa c’è di male?”. E ha sottolineato che il papa stesso ha chiesto che si parli con chiarezza. “L’ufficio papale deve tollerare che un cardinale o un altro siano di opinioni diverse”. Nella storia ci sono state critiche ai papi, e Gaenswein ha concluso: “Non vedo questo come una critica all’ufficio del papa, ma una critica a certe dichiarazioni che possono essere state male interpretate da alcune persone, anche al di fuori della Chiesa”.

A questo link avete il Tagespost.

A questo link avete il Mannheimer Morgen. 

A questo link avete OnePeterFive, in inglese.

L’immagine è cortesia del Tagespost.



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LA FEDE NEL TEMPO DEI CONIGLI. E DELLA VOLPE, DELLE DONNOLE, DEI FURETTI E DEI TOPI. UN LIBRO.

Marco Tosatti

La fede cattolica nel tempo dei conigli, ma anche della Volpe, delle Donnole, dei Furetti e dei Topi….Chi scrive oggi vuole parlarvi – brevemente, perché le recensioni lunghe sono noiose; e soprattutto danneggiano il libro, dando a chi le legge l’impressione di averlo già scoperto ed esplorato – di un’opera appena uscita, scritta da Matteo Orlando, la cui firma appare spesso su “La Fede Quotidiana”. Il libro si intitola proprio così: “FAITHBOOK La fede cattolica nel tempo dei conigli”, ed è pubblicato da CHORABOOKS HONG KONG. Credo che chi è interessato può trovarlo su Amazon, o comunque facendo una ricerca su Internet.

Il titolo ha incuriosito chi scrive; anche se prima ancora di scorrere le pagine per trovare una spiegazione già si immaginava chi fossero i conigli di cui sopra, e cioè noi, che ci dichiariamo cattolici, e poi…

L’autore aiuta rapidamente la comprensione, ed è opportuno riportare integralmente queste parole, che non sono sue, ma di qualcuno che di fede aveva bisogno, nella sua battaglia quotidiana contro il nemico di sempre:

“In un celebre manoscritto, ‘La fede, Messina 1970’, il salesiano, esorcista, apostolo della buona stampa cattolica, don Giuseppe Tomaselli, di venerata memoria, scrive che siamo da decenni in un’epoca in cui la fede riceve forti scosse. ‘C’è chi ha paura di manifestarla, chi la perde e c’è purtroppo chi la disprezza per darsi aria di modernità e per non apparire in società da meno degli altri’. E continua: ‘come il coniglio per timidezza appena è visto scappa e va a nascondersi nella tana, così chi ha paura di dimostrare la sua fede, all’occasione di parlare per difendere i diritti di Dio, tace ed al momento di agire si tira indietro e si nasconde’.

Così molti cristiani hanno paura di dimostrare la loro fede, a volte solo per non dispiacere il semplice rispetto umano, nascondendo la loro fortezza cristiana e la loro dignità personale.

Don Tomaselli auspicava che si superasse il coniglismo e che si ritornasse alla fede viva e forte dei martiri, i quali la professavano davanti ai carnefici, pronti a qualunque tormento!”.

Direi che queste parole si adattano benissimo alla nostra società e ai nostri tempi; e la tiepidezza, l’ambiguità e la viltà che si nasconde talvolta dietro le buone maniere ecclesiali non riescono ad essere scosse nemmeno dagli esempi attuali di coraggio e di martirio che vengono quotidianamente dai Paesi in cui essere cristiano vuol dire persecuzione, discriminazione e morte.

Non è un libro lungo, quello di Matteo Orlando, ma è molto utile per farci capire dove e come ci siamo persi. È soprattutto la mancanza di preghiera, “La causa che più di ogni altra ha portato al raffreddamento della vita cristiana in tanti credenti, anche in parte del clero – sosteneva don Ferdinando Rancan, sacerdote in odore di santità, recentemente scomparso a Verona – è l’abbandono della preghiera che:

– attenua prima di tutto la fede…;

– poi affievolisce la speranza (che è la fiducia in Dio e il desiderio del suo regno; così all’entusiasmo, alla gioia di essere cristiani subentra la noia, la stanchezza, l’indifferenza);

– infine fa venir meno la carità (senza preghiera il cuore si inaridisce, perde slancio e calore, non vibra più né per Dio né per i fratelli), provocando la morte interiore”.

Veniva in mente, a queste parole, la predica sentita qualche tempo fa da un gesuita di un’importante istituzione romana. Lamentava che i suoi confratelli passassero molto più tempo davanti alla televisione che al Santissimo…

Chi scrive crede che sia un libro interessante da leggere, anche per la sua chiarezza; esprime in maniera semplice ed efficace argomenti estremamente complessi, sfatando anche luoghi comuni che vanno per la maggiore, come quello dell’Inferno vuoto…Con pezze d’appoggio solide e difficilmente discutibili. Un libro da tenersi, e anche da regalare.

Mentre chi scrive leggeva il libro, gli è venuto in mente però che Matteo Orlando ha descritto solo una parte, della realtà che stiamo vivendo tutti. Perché i conigli, povere bestiole, vivono in un mondo popolato da altri animali molto più pericolosi. Ecco, c’è la Volpe, ambigua, sfuggente, assetata di potere, sin da cucciolo ha una pelliccia bella rosso vivo d’estate, la sua stagione, e poi cambia, diventa chiara d’inverno, quando è meglio non spiccare troppo sulla neve. Al suo seguito ci sono le Donnole. Odiano da sempre i conigli, in particolare quelli meno conigli degli altri, e che ogni tanto fanno sentire la loro voce. E subito c’è una donnola con le zanne pronte alla gola. Per il bene del coniglio, naturalmente. Non dimentichiamoci i Furetti: non hanno odi particolari, ma un grande amore di sé. E per quello, silenziosamente, ma incessantemente, lavorano, lavorano…Infine i topi. Stavano bene con Can Pastore, finché ce n’è stato uno; anzi, sostenevano di essere loro, i migliori difensori di conigli e galline, dando l’allarme se una Donnola mostrava i baffi. Scomparso, o quasi, il vecchissimo Can Pastore, con disinvoltura si affannano a dimostrare che sono sempre stati volpaioli, e che meglio di una Volpe nulla si può chiedere o immaginare, e che comunque fra Volpe e Can Pastore non esiste nessuna differenza. Poveri conigli!

P.S. Anche i conigli mordono, però, per difendere la loro tana…meglio non dimenticarlo.



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BRANDMÜLLER: FORSE SAREBBE OPPORTUNA UNA NUOVA PROFESSIONE DI FEDE DA PARTE DEL PONTEFICE…

MARCO TOSATTI

È necessario che il Papa faccia una professione di fede, come si usava nei tempi antichi? Il card. Brandmüller fa capire che sarebbe opportuno.

Il cardinale Walter Brandmūller, già presidente del Pontificio Comitato di Scienze Storiche, uno dei quattro porporati che hanno firmato i “Dubia” rivolti al Pontefice, in un lungo articolo di carattere storico pubblicato nel numero di agosto del giornale Die Neue Ordnung (qui trovate l’articolo di 1P5) ricorda l’abitudine, mantenuta per molti secoli, da parte dei papi di riaffermare la propria aderenza ai dogmi di fede. E fa capire in maniera trasparente che sarebbe utile e opportuno che il Pontefice regnante seguisse questo esempio.

Il titolo dell’articolo è “Il Papa: credente; Maestro dei fedeli”. Il porporato tedesco ricorda che Gesù Cristo diede a San Pietro la missione di essere la roccia sulla quale doveva essere fondata la Chiesa, dopo che Pietro aveva espresso la sua fede: “Tu sei il Messia, il figlio del Dio vivente”.

Il cardinale spiega che il papa stesso, anche se a capo della Chiesa, ne è un membro, e di conseguenza è importante e vitale che la Chiesa possa essere certa che il papa ne preservi la fede autentica.

Il porporato ricorda che c’è una tradizione in questo senso che risale al V secolo, e che vedeva il papa neo-eletto comunicare la sua Professione di fede. Una tradizione che nel corso della storia ha assunto forme diverse, ma si è mantenuta. Documenti dell’alto medioevo dimostrano che i papi dovevano, prima e dopo l’elezione, fare una professione di fede, che era la base dell’unità fra il papa e i fedeli della Chiesa. In uno di questi testi, del VII secolo, forse, chiamato Indiculum Pontificis, “Il nuovo papa dichiara la vera Fede come è stata fondata da Cristo, passata da Pietro,e poi trasmessa dal suo successore fino all’ultimo, il papa neo-eletto, così come l’ha trovata nella Chiesa e che desidera ora proteggere con il suo sangue”.

Il nuovo papa si impegnava a confermare e difendere i decreti dei suoi predecessori. Brandmüller commenta così: “E’ notevole come esplicitamente, specialmente nell’ultimo paragrafo del testo, è sottolineata la stretta conservazione di ciò che è stato dato e trasmesso; il papa promette di conservare i canoni e i decreti dei nostri papi come comandi divini”.

Ci sono state interruzioni, in questo uso, che è rimasto in vigore però almeno fino al XV secolo. La professione di fede doveva essere letta ogni anno nell’anniversario dell’elezione, per ricordare le promesse fatte. Il porporato conclude che quelle professioni di fede sono sempre state “reazioni a crisi serie e minacciose della Fede”; e cioè “risposte di papi a minacce alla genuina fede cattolica nel suo mutevole contesto storico”.

Si può intuire, anche se non è detto apertamente, che forse stiamo vivendo uno dei quei particolari momenti storici e che una professione di fede potrebbe essere uno strumento utile per preservare l’unità all’interno della Chiesa cattolica.

La sua conclusione è piena di significato: “In una situazione analoga, cioè nella confusione che riguardava la corretta interpretazione del Concilio vaticano II, quando il papa Paolo VI ha dovuto lamentare persino, il 30 giugno 1972, che il fumo di Satana era entrato all’interno della Chiesa, ha proclamato con grande preoccupazione per la verità e la chiarezza della fede, alla fine dell’’Anno della Fede”, il 30 giugno 1968 il suo ‘Credo del Popolo di Dio’. Lui per primo ha così fatto la sua professione di fede personale di fronte a decine di migliaia di fedeli”.

“Chiunque considera questi fatti storici alla luce del nostro tempo presente si può ben chiedere quali conclusioni bisogna trarre per la Chiesa dei nostri giorni”.

L’articolo in spagnolo è su Como Vara De Almendro

http://comovaradealmendro.es/2017/08/brandmuller-tal-vez-orportuna-una-nueva-profesion-fe-parte-del-pontifice/


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UK: 9 CRISTIANI SU 10 PENSANO CHE IL CRISTIANESIMO SIA MARGINALIZZATO. 7 SU 10: NON SI PUÒ MOSTRARE LA FEDE IN PUBBLICO.

Marco Tosatti

Nove cristiani su dieci in Gran Bretagna ritengono che la loro fede sia marginalizzata nel Paese. Sono risultati di un sondaggio condotto da Premier Christian Communication, di proprietà dal Premier Christian Media Trust, un ente che ha sede a Londra. Il sondaggio è stato condotto su una base di dodicimila persone.

Nel Paese che ha visto la battaglia per la vita – e la speranza – dei genitori di Charlie Gard, conclusasi tragicamente, il 93 per cento dei cristiani che hanno risposto “credono che il cristianesimo sia marginalizzato” in Graan Bretagna, mentre ben il 50 per cento afferma di aver sperimentato delle forme di pregiudizio a causa della sua fede.

Il 53 per cento degli interpellati dicono di essere d’accordo in maniera molto decisa e forte sul fatto che il cristianesimo è marginalizzato, mentre il 40 per cento si dice semplicemente d’accordo sull’esistenza della marginalizzazione.

Questo avviene su uno sfondo di scristianizzazione crescente ogni anno i rapporto fra i cristiani che lasciano la loro fede e quelli che si convertono è di 26 a 1.

Quattro cristiani su cinque di quelli che hanno preso parte al sondaggio crede che “al cristianesimo non viene dato eguale rispetto” a paragone delle altre religioni. Il 26 per cento sostiene di non poter essere aperto per ciò che riguarda la sua fede nel posto di lavoro o in ambienti pubblici. 67 per cento degli interpellati affermano che non è considerato accettabile dalla società che i cristiani condividano la loro fede con altri; e su questo punto solo il 29 per cento non è d’accordo.

I cristiani più giovani sono quelli che dicono di subire più pregiudizi a causa della loro fede. “I risultati choccanti dovrebbero far riflettere tutti sulla necessità di far sì che le persone di fede siano quello che sono senza paura”, affermano gli organizzatori del sondaggio, che non hanno resi noti i metodi di calcolo e il margine di errore del campione.

Peter Kerridge, il resposabile di Premier, ha detto che “è chiaro che la Gran Bretagna non ha quella società liberale e accogliente” che crede di avere, “se non tolleriamo e accettiamo chiunque, compresi i cristiani”.

“Il sondaggio dimostra chiaramente come ci si sente a essere un cristiano ordinario oggi. Questi non sono prelati che parlano, o accademici che fanno teoria, o politici per creare un caso. Questi sono cristiani ordinari che se sentono in maniera schiacciante che la loro fede cristiana è marginalizzata e che come risultato sta diventando sempre più difficile vivere come una persona di fede in Gran Bretagna”.

L’anno scorso un’infermiera cristiana è stata licenziata dal Darent Valley Hospital dopo che un paziente si è lamentato perché si era impegnata in “discussioni non richieste” in cui aveva parlato della sua fede personale e si era offerta di pregare per loro. Quest’anno due predicatori cristiani di strada erano stati multati per aver parlato in uno shopping center a Bristol contro l’omosessualità e l’islam. In seguito il tribunale aveva dato loro ragione. Inoltre un certo numero di scuole cristiane sono state “degradate” dall’ente di controllo Ofsted per il loro insegnamento sull’omosessualità.

Non vi preoccupate, tutto questo succederà presto anche da noi. Sempre che non stia già succedendo, nel silenzio degli episcopoi…



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DIO È MERITOCRATICO. UN LIBRO DI GOTTI TEDESCHI PER DIRE AI CATTOLICI: È ORA CHE CI SVEGLIAMO…

Marco Tosatti

Il nuovo libro di Ettore Gotti Tedeschi, economista, esperto di finanza, banchiere ed ex presidente dello Ior, si intitola “Dio è meritocratico”; ma in realtà avrebbe potuto anche intitolarsi con le parole con cui si chiude la prima parte: “In pratica, è ora di svegliarci!”. Rivolto, naturalmente ai cattolici, troppo proni a subire e inghiottire e a metabolizzare tutta una quantità di menzogne, false idee, opinioni distorte su se stessi, la propria fede e la propria Chiesa. Tutti; e quando diciamo tutti, vogliamo proprio dire tutti, a partire dal Maggior Piero, come lo chiamerebbe Dante.

La grande responsabile di una quantità di malanni, nella Chiesa e nel mondo, secondo l’autore, è la Gnosi; un’eresia antica, che però a differenza di altre non è rimasta inghiottita nelle sabbie del tempo, ma ha saputo modificarsi, adattarsi sopravvivere e adesso mostrare il suo volto trionfante. “Se siamo convinti che nulla di importante succeda per caso, non possiamo credere che sia naturale questo processo di avanzata della gnosi, che sembra aver abbattuto, con un colpo mortale, una civiltà cristiana bimillenaria con un’accelerazione incredibile negli ultimi cinquant’anni. Le spiegazioni che giusti- ficano il crollo della fede con il progresso, la scienza, la tecnica, la globalizzazione ecc. non stanno in piedi, essendo la medesima fede ad averne originato le premesse”.

Certo, per un credente, quale Gotti Tedeschi è sicuramente, un responsabile principale e primordiale c’è: è quel signore che, secondo la Bibbia, si ribellò, mosso dal desiderio di “essere come Dio”; e che da allora, da buon Principe di questo mondo, continua a compiere il suo lavoro, cercando di convincere (e ci riesce, almeno da qualche secolo) gli uomini della bontà e praticabilità del suo desiderio. Di più: li convince che ciascuno di loro può essere Dio. E di conseguenza che la sua coscienza basta a dargli la giusta direzione su tutto…Gotti Tedeschi fa notare che fino alla Riforma di satana si parlava; e poi a poco a poco la sua immagine si è sbiadita, anche nelle chiese, una credenza così poco razionale, così poco moderna…Non senza un pizzico di veleno Gotti Tedeschi ricorda che “Sant’Agostino aveva già̀ definito gli “imbellettatori” di satana, quelli cioè̀ che ne ridimensionavano il potere malefico, pensate un po’: “i misericordiosi”. Ma questi “coccolatori”, ridimensionatori, leccacalzini, del ruolo del demonio, che avrebbero potuto anche essere suoi discepoli religiosamente devoti, siamo certi che oggi siano scomparsi?”.

Da un certo numero di secoli la Chiesa cattolica è stata vista come l’avversario per antonomasia. Lo è ancora adesso? Gotti Tedeschi nota. “Si direbbe che non si voglia che la Chiesa continui ad avere come obiettivo strategico quello di risvegliare e ri-evangelizzare il mondo per salvarlo. Direi persino che si vorrebbe fare in modo che la Chiesa possa venire considerata un ostacolo all’equilibrata globalizzazione del mondo”. E allora la Chiesa dovrebbe smetterla di proporre valori e verità assoluti, combattere il relativismo, difendere un’antropologia basata sulla famiglia formata da un uomo e una donna, e non dovrebbe affermare che è la miseria morale a generare quella materiale. Come lo stesso Gotti Tedeschi dimostra nella prima parte della sua opera. E naturalmente dovrebbe smettere quella pratica odiosa, il proselitismo, cioè cercare di convincere (convincere, cioè con strumenti logici e dialogici e razionali) che la salvezza è nella Chiesa, e “In nessun altro c’è salvezza; non vi è infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che possiamo essere salvati”.

Osserva l’autore che la Chiesa ha sempre annunciato il Vangelo, e mai ha ceduto a ciò̀ che il mondo (la gnosi) voleva facesse. “È solo grazie agli attacchi esterni e soprattutto interni negli ultimi cinquant’anni che la Chiesa sembra essere in difficoltà nel riuscire a farlo con incisività̀, pur dimostrando sempre la certezza della Verità̀. Ma è proprio in questi ultimi cinquant’anni che inizia un attacco durissimo alla sua credibilità̀ e al suo ruolo con la giustificazione che il mondo moderno e globale non può altrimenti altro che escluderla, perché inutile e persino dannosa”.

Ma il problema è da capovolgere, spiega Gotti Tedeschi: il problema reale è che la civiltà occidentale è fallita, come possiamo ahimé constatare ogni giorno, proprio “Perché́ ha rifiutato il cattolicesimo. E questo va ora riaffermato e riproposto nella sua integrità̀, perché́ è la Verità̀”.

Abbiamo accennato prima all’opinione di Gotti Tedeschi secondo cui la miseria materiale è originata da quella morale, e non viceversa. Ci sembra interessante presentarvi le sue parole, in una citazione di una certa ampiezza, proprio perché l’autore è esperto di economia, e di conseguenza ciò che afferma in questo campo ha un valore particolare. “Insisto nell’invitare a convincerci che è la mi- seria morale a generare la miseria economica, sociale e politica, non viceversa. E credo che sia prioritario occuparsi di miseria morale prima di altre. La crisi economica in corso, che è stata generata da crisi morali passate e presenti, sta creando nuove forme di miseria anche economica. Poiché́ la miseria economica risulta essere la più̀ evidente e urgente, è bene accennarne chiarendo cosa è povertà̀ e come si deve affrontare moralmente il problema. È necessario insegnare il perché́ oggi gran parte della povertà̀ materiale nel mondo sia frutto del peccato, dell’egoismo, dell’indifferenza, dell’avidità̀ ecc. È necessario sapere che anche una ripartizione egualitaria della ricchezza (fondata sulla convinzione che sia l’iniquità̀ il peggiore dei mali) non risolverebbe il problema dell’invidia, gelosia, avidità̀, attaccamento alle cose ecc. e possiamo persino prevedere che dopo la ripartizione, si ricostruirebbe la concentrazione del- la ricchezza e della disuguaglianza, se l’uomo resta avido, egoista e indifferente. La miseria morale è originata dal peccato, ed è mio convincimento che la povertà̀ economica, non solo individuale ma anche di popolazioni intere, sia conseguenza della “povertà̀ morale” e che questa “povertà̀ morale”, come ho già accennato, debba essere risolta, nella gerarchia dei problemi, per prima, quale compito primario della Chiesa”.

Svegliarsi, dicevamo. Perché se “Essere tolleranti con il prossimo e intolleranti con se stessi è cattolicesimo”, tollerare manipolazioni e contraddizioni di fede non è tolleranza, è tiepidezza. “E magari è anche stupidità, indegna del cattolico”. Sono in corso ogni giorno manipolazioni – definite “intollerabili” che cercano di convincere che è necessario e corretto “separare fede e opere, accettare una forma di metamorfosi del peccato originale. Vedete, cari lettori, decidere di non cercare di spiegare che la Verità̀ è preliminare alla libertà, porta progressivamente i fedeli a accettare le convenzioni umane su ciò̀ che è valore, cosa è buono, lecito, legale. Con la conseguenza di scegliere le più convenienti, secondo coscienza soggettiva”.

Sono cose che accadono oggi, nella Chiesa? Rispondo con un altro brano dell’autore: “Mi sono domandato cosa sarebbe oggi il cattolicesimo se, per esempio, San Giovanni Battista avesse voluto mostrare rispetto umano nel valutare la condotta morale di concubinato di Erode. Avrebbe salvato certo la testa, ma soprattutto da allora prendere come concubina la moglie del proprio fratello sarebbe diventato persino lecito, rendendo inutili le discussioni intorno a documenti recenti di Magistero (tutta colpa perciò della intransigenza e rigidità̀ del Battista, perbacco!)”.

A questo Gotti Tedeschi fa seguire altre domande irreali sul comportamento di Gesù con i Farisei, con Pilato, e magari anche con le tentazioni di Satana nel deserto. Per far vedere quanto poco dialogasse Gesù, almeno da come ci raccontano i Vangeli. Anche se, come ci ha spiegato il Preposito Generale dei Gesuiti, che ne sappiamo, in realtà? Non c’erano registratori…

In conclusione: vi consigliamo la lettura di “Dio è meritocratico”, pubblicato da Edizioni Giubilei Regnani. 380 pagine con la prefazione di monsignor Nicola Bux, perché è una risposta concreta ed efficace, un rimedio, a una frase del santo Curato d’Ars: “La disgrazia è che non si riflette”.



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LA FEDE, LA CHIESA E LA VIA LARGA ALLA MODERNITÀ. UNA PARABOLA PER IL TEMPO PRESENTE.

Marco Tosatti

Mi sono divertito (si fa per dire) leggendo oggi su La Bussola Quotidiana una parabola sulla fede, la Chiesa e il mondo moderno, scritta da Ettore Gotti Tedeschi. Vi consiglio di leggerla, perché forse vi si può trovare una chiave di comprensione per quello che sta accadendo, è già accaduto, in molti Paesi una volta cristiani; anche in continenti, come quello sudamericano, che sembravano tanto promettenti, solo qualche decina di anni fa, e adesso conoscono una vera fuga dal Cattolicesimo (vedi il Brasile, ma non solo).

Si può leggere in filigrana anche qualche storia vera, attuale; la Comunione e Liberazione di don Giussani, quella dell’ultimo quarto del secolo scorso, tanto per capirsi; di forme ecclesiali come l’Opus Dei, e come anche altre iniziative minori, laiche e religiose, che hanno come caratteristica quella di non pensare di adattarsi al mondo moderno, se non nel linguaggio, quanto piuttosto di proporre una strada non comoda, non accattivante, ma che risponda ai bisogni di verità di ciascuno. E che di questi tempi spesso e volentieri vengono presi a bastonate in testa dalle Supreme Autorità.

Nella parabola si parla di un sacerdote che ha creato una missione di successo dove sembrava impossibile, fra chi si occupa solo di affari e non di Dio. Ha avuto un successo tale che invecchiando ha deciso di mandare a studiare a Roma un giovane sacerdote, che dopo molti studi ha deciso che il vecchio modello non avrebbe più potuto funzionare.

“Il vecchio santo sacerdote cercò di obiettare balbettando che le sue chiese invece erano piene e le vocazioni in crescita. La risposta fu immediata: “Solo per ancora poco tempo, ho visto a Roma che è successo, è questione di poco tempo, è indispensabile anticipare i prossimi problemi“. Il vecchio sacerdote non aveva forze per ribattere e gli argomenti erano imposti in modo talmente scientifico e determinato da sembrare forti e convincenti. In pochi mesi la liturgia della messa venne modernizzata, si passò progressivamente a confessioni brevi e comprensive per ogni peccato, si tralasciarono le penitenze, si cominciò a dare la comunione in mano a chiunque, l’omelia nella messa si orientò alla reinterpretazione ed attualizzazione dei Vangeli e si centrò sull’importanza della coscienza soggettiva e sulla comprensione di Dio Padre che per i meriti del Figlio non necessita i nostri meriti. Ma i fedeli non capirono e gradirono i cambiamenti, progressivamente le chiese che il vescovo gli aveva messo a disposizione si vuotarono, i seminaristi che erano entrati per diventare santi si convertirono a sette protestanti e i seminari si svuotarono, i contributi crollarono, si faticò persino ad arrivare a fine mese…”.

Credo che scorrendola troverete molti elementi familiari e noti del tempo che stiamo vivendo. Buona lettura.



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