FEDELI ALLA CHIESA, NON A PASTORI CHE SBAGLIANO. DOCUMENTO CLAMOROSO DELLE ORGANIZZAZIONI MONDIALI PRO VITA.

 
Marco Tosatti

Fedeli all’insegnamento di sempre della Chiesa, non ai pastori che sbagliano: si può sintetizzare così una clamorosa dichiarazione, firmata dai responsabili dei principali movimenti a difesa della Vita e della Famiglia. Importante perché non si tratta di una presa di posizione di studiosi, come la correctio filialis, ma di uomini di azione che rappresentano milioni cattolici in tutto il mondo. Tra i firmatari c’è Lifesitenews di John-Henry Westen, che è il maggior portale internazionale di difesa della vita e della famiglia; la Society for the Protection of the Unborn Children (SPUC) di John Smeaton, che è la più antica organizzazione pro-life del mondo; Family Life International della Nuova Zelanda di Coleen Bayer; la World Federation of Doctors Who Respect Human Life, di Philippe Schepens; in America latina, la Alianza Latinoamericana para la Familia-ALAFA, di Christine de Marcellus Vollmer e la Families of the Americas di Mercedes Arzú Wilson. Sia Christine Vollmer che Mercedes Wilson, che facevano parte della Pontificia Accademia per la Vita, sono tra le fondatrici della neo-nata Accademia Giovanni Paolo II per la Vita Umana e la Famiglia presieduta dal prof. Josef Seifert. Tra le molte sigle aderenti in Francia, le Salon Beige di Guillaume de Thieulloy, uno dei più influenti blog quotidiani francesi, e SOS Tout-Petits fondata dal dott. Xavier Dor, più volte incarcerato per la sua difesa della vita in Francia; aderisce anche dalla Romania, la Ioan Barbus Foundation con la dott.ssa Anca Maria Cernea, rappresentante della conferenza episcopale del suo paese durante il Sinodo sulla Famiglia del 2015; molte le sigle negli Stati Uniti tra le quali Judie Brown leader dell’importante American Life League.
In Italia troviamo sigle storiche come la Fondazione Lepanto e l’Associazione Famiglia Domani ma anche nuove organizzazioni come Federvita Piemonte, Il Cammino dei Tre Sentieri, Ora et Labora in difesa della Vita, SOS Ragazzi, Famiglie Numerose Cattoliche, Voglio Vivere.

Fedeli alla vera dottrina, non ai pastori che sbagliano. Promessa di fedeltà all’insegnamento autentico della Chiesa dei leader dei movimenti pro-vita e pro-famiglia. Il numero di bambini innocenti uccisi dall’aborto nel corso del secolo scorso è maggiore di quello di tutti gli esseri umani che sono morti in tutte le guerre della storia umana. Gli ultimi cinquant’anni hanno testimoniato una continua escalation di attacchi alla struttura della famiglia come è stata progettata e voluta da Dio, capace di creare il miglior ambiente per una sana e vigorosa crescita dell’uomo e soprattutto per l’educazione e la formazione dei bambini. Il divorzio, la contraccezione, l’accettazione di atti e di unioni omosessuali e la diffusione dell’“ideologia di genere” hanno causato danni incommensurabili alla famiglia e ai suoi membri più vulnerabili. Negli ultimi cinquant’anni il movimento pro-vita e pro-famiglia è cresciuto in dimensione e portata per far fronte a questi gravi mali, che minacciano sia il bene temporale che quello eterno dell’umanità. Il nostro movimento comprende uomini e donne di buona volontà provenienti da una grande varietà di ambiti religiosi. Siamo tutti insieme uniti nella difesa della famiglia e dei nostri fratelli e sorelle più vulnerabili, attraverso l’obbedienza alla legge naturale, impressa in tutti i nostri cuori (cfr Rm 2,15). D’altronde, in questa ultima metà di secolo il movimento pro-vita e pro-famiglia si è affidato in modo particolare all’insegnamento immutabile della Chiesa cattolica, che afferma la legge morale con la massima chiarezza. È quindi con grande dolore che negli ultimi anni abbiamo dovuto constatare che la chiarezza dottrinale e morale, su questioni legate alla tutela della vita umana e della famiglia, è stata sempre più sostituita da dottrine ambigue e persino direttamente contrarie all’insegnamento di Cristo e ai precetti della legge naturale. Una Supplica filiale consegnata a Papa Francesco nel settembre 2015, è stata firmata da circa 900.000 persone provenienti da tutto il mondo; nel 2016, è stata presentata una Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio. Il 19 settembre 2016 quattro cardinali hanno sottoposto cinque dubia a Papa Francesco e alla Congregazione per la Dottrina della Fede chiedendo chiarimenti su alcuni punti dottrinali contenuti nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Amoris laetitia. Nel giugno 2017, i cardinali hanno reso pubblica la loro richiesta di essere convocati in udienza, presentata al Papa dal Cardinale Carlo Caffarra il 25 aprile 2017, ma, come i dubia, non hanno ricevuto alcuna risposta. Il 23 settembre 2017 una Correctio filialis de haeresibus propagatis è stata elaborata da 62 teologi e accademici cattolici “in merito alla propagazione di eresie causata dall’esortazione apostolica Amoris laetitia e da altre parole, atti e omissioni” di Papa Francesco. Il 4 novembre 2017, 250 teologi, sacerdoti, professori e studiosi di tutte le nazionalità hanno sottoscritto il loro sostegno alla Correctio. Le turbolenze in seno alla Chiesa sono in aumento, come testimonia una lettera inviata di recente a papa Francesco da un prominente teologo, che afferma: “C’è caos nella chiesa e Vostra Santità ne è una causa”.
Come leader cattolici pro-vita e pro-famiglia, siamo tenuti a sottolineare numerose ulteriori dichiarazioni e azioni che hanno avuto un impatto particolarmente dannoso sul nostro lavoro per la protezione dei bambini non nati e della famiglia negli ultimi anni. Esempi rappresentativi includono:
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sul male intrinseco degli atti contraccettivi
– dichiarazioni e azioni che contraddicono l’insegnamento della Chiesa sulla natura del matrimonio e sul male intrinseco degli atti sessuali al di fuori dell’unione matrimoniale
– l’approvazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, che richiedono fortemente agli Stati membri la realizzazione di un accesso universale all’aborto, alla contraccezione e all’educazione sessuale entro il 2030.
– l’approccio adottato riguardo l’educazione sessuale, in particolare nel capitolo 7 di Amoris Laetitia e nel programma The Meeting Point elaborato dal Pontificio Consiglio per la Famiglia.
– Come leaders di movimenti pro-vita e pro-famiglia, o dirigenti di movimenti laici che riguardano la difesa e la diffusione dell’insegnamento morale e sociale cattolico, siamo testimoni di prima mano del danno e della confusione causati da tali insegnamenti e azioni. Al fine di rispettare le nostre responsabilità verso coloro che abbiamo promesso di proteggere, in particolare i bambini non nati e quelli particolarmente vulnerabili a causa dello sfascio della famiglia, dobbiamo chiarire la nostra posizione su questi temi. Dobbiamo anche fornire una leadership a coloro che, all’interno del nostro movimento, fanno riferimento a noi per avere guida e consigli. Per questo motivo desideriamo ribadire la nostra immutabile adesione alle posizioni morali fondamentali di seguito descritte:
– esistono certi atti intrinsecamente malvagi e che è sempre proibito commettere.
– l’uccisione diretta di un essere umano innocente è sempre gravemente immorale. Di conseguenza, l’aborto, l’eutanasia e il suicidio assistito sono atti intrinsecamente malvagi.
– il matrimonio è l’unione esclusiva e indissolubile di un uomo e di una donna e tutti gli atti sessuali al di fuori del matrimonio e tutte le forme di unione contro-natura sono intrinsecamente negativi e gravemente nocivi per gli individui e la società.
– l’adulterio è un grave peccato e coloro che vivono in adulterio non possono essere ammessi ai sacramenti della Penitenza e della Santa Comunione, fino a quando non si pentono e non modificano la loro vita.
– i genitori sono gli educatori primari dei loro figli e l’educazione sessuale deve essere svolta dai genitori o, in determinate circostanze, “nei centri educativi scelti e controllati da loro”.
– la separazione del fine procreativo e univoco dall’atto sessuale attraverso metodi contraccettivi è intrinsecamente negativa e ha conseguenze devastanti per la famiglia, per la società e per la Chiesa.
– i metodi di riproduzione artificiale sono gravemente immorali in quanto separano la procreazione dall’atto sessuale e, nella maggior parte dei casi, portano direttamente alla distruzione della vita umana nelle sue prime fasi.
– ci sono solo due sessi, maschio e femmina, ognuno dei quali possiede le caratteristiche complementari e le differenze che sono loro proprie.
– gli atti omosessuali sono intrinsecamente cattivi e nessuna forma di unione tra persone dello stesso sesso può essere approvata in alcun modo. Come leaders cattolici pro-vita e pro-famiglia dobbiamo restare fedeli a Nostro Signore Gesù Cristo, che ha affidato il deposito della fede alla Sua Chiesa. Noi “siamo obbligati, per fede, a rendere a Dio rivelatore piena sottomissione dell’intelletto e della volontà”.
– Aderiamo pienamente a tutte quelle cose “che sono contenute nella parola di Dio e si trovano nella Scrittura e nella Tradizione e che sono proposte dalla Chiesa come principi a cui credere perché divinamente rivelati, sia in base a suo solenne giudizio, sia per suo magistero ordinario e universale”.

Dichiariamo la nostra completa obbedienza alla gerarchia della Chiesa cattolica nel legittimo esercizio della sua autorità. Tuttavia, nulla potrà mai convincerci od obbligarci ad abbandonare o contraddire qualsiasi articolo della fede e della morale cattolica. Se esiste conflitto tra le parole e gli atti di qualsiasi membro della gerarchia, compreso il Papa, e la dottrina che la Chiesa ha sempre insegnato, rimarremo fedeli all’insegnamento perenne della Chiesa. Se dovessimo abbandonare la fede cattolica, ci separeremmo da Gesù Cristo, a cui vogliamo essere uniti per tutta l’eternità. Noi, sottoscritti, promettiamo di continuare ad insegnare e propagare i principi morali sopra elencati e ogni altro insegnamento autentico della Chiesa cattolica e che mai, per nessuna ragione, ci allontaneremo da essi.

Chi vuole aderire può farlo a questo link.

Ed ecco la lista dei firmatari, in ordine alfabetico:

Signatories to the “Pledge of Fidelity” to the authentic teaching of the Church

 

Bernard Antony, President of Chrétienté-Solidarité (France)

Dame Colleen Bayer, DSG, Founding Director of Family Life International NZ (New Zealand)

Judie Brown, President of American Life League (United States)

Patrick Buckley, Director of European Life Network (Ireland)

Georges Buscemi, President of Campagne Quebec Vie (Canada)

Giorgio Celsi, President of Associazione “Ora et Labora in Difesa della Vita” (Italy)

Dr. Anca-Maria Cernea, MD, Ioan Barbus Foundation (Romania)

Greg Clovis, Director of Family Life International UK (United Kingdom)

Rev. Linus F. Clovis, Spiritual Director of Family Life International St Lucia (St Lucia)

Virginia Coda Nunziante, President of Associazione Famiglia Domani (Italy)

Modesto Fernandez, President of Droit de Naître (France)

Richard P. Fitzgibbons, M.D., Director of the Institute for Marital Healing (United States)

Mathias von Gersdorff, Director of Aktion Kinder in Gefahr (Germany)

Corrado Gnerre, Guida Nazionale, Il Cammino dei Tre Sentieri (Italy)

Doug Grane, Chief Executive of Serviam (United States)

Michael Hichborn, President of the Lepanto Institute (United States)

Jason Jones, Founder of I am Whole Life, Founder of Movie to Movement (United States)

John Lacken, Founder of Legio Sanctae Familiae, Secretary of the Lumen Fidei Institute (Ireland)

François Legrier, President of Mouvement Catholique des Familles (France)

Vittorio Lodolo D’Oria, President of Famiglie Numerose Cattoliche (Italy)

Samuele Maniscalco, Director of Generazione Voglio Vivere (Italy)

Christine de Marcellus Vollmer, President of Asociacion Provida de Venezuela (PROVIVE), President of Alianza Latinoamericana para la Familia (ALAFA), President of Alive to the World, Education in Integrity (Venezuala)

Roberto de Mattei, President of Fondazione Lepanto (Italy)

Jean-Pierre Maugendre, President of Renaissance Catholique (France)

Thomas McKenna, President of Catholic Action for Faith and Family (United States)

Anthony Murphy, Director of Catholic Voice (Ireland)

Marisa Orecchia, President of Federvita Piemonte (Italy)

Philippe Piloquet, President of SOS Tout-petits (France)

Philippe Schepens M.D., Secretary-General of the World Federation of Doctors Who

Respect Human Life (Belgium)

John Smeaton, Chief Executive of the Society for the Protection of Unborn Children (United Kingdom)

Molly Smith, President of Bringing America Back to Life, Executive Director of Cleveland Right to Life (United States)

Guillaume de Thieulloy, Director, Le Salon Beige (France)

 Dr Thomas Ward, President of the National Association of Catholic Families (United Kingdom)

John-Henry Westen, Co-Founder and Editor-in-Chief of LifeSiteNews (Canada)

Mercedes Arzú Wilson, Founder and President of Family of the Americas Foundation (Nicaragua)

Diego Zoia, Director of SOS Ragazzi (Italy)



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AMORIS LAETITIA, DUBIA, ERRORI. S’I FOSSE PAPA…ANDREI A TROVARE BENEDETTO XVI, IL “NONNO”.

Marco Tosatti

“S’i fosse papa, allor serei giocondo,

ché tutti cristiani imbrigarei”,

cioè metterei nei guai, scriveva quel bello spirito di Cecco Angiolieri. Ma certamente il povero Francesco non aveva intenzione di mettere nei guai nessun cristiano; però, ahimè, con la sua esortazione apostolica Amoris Laetitia qualche problema l’ha creato, altroché.

Ci riferiamo a qualche cosa che la maggior parte di chi ci legge conosce bene e meglio di noi. Cioè al nodo dei divorziati risposati, senza che il primo matrimonio sia stato riconosciuto nullo dalla Chiesa. Possono avere l’eucarestia? Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno detto di no. Francesco in una noticina dell’esortazione apostolica ha fatto capire che in certi casi, sì.

Da qui si è aperta una situazione di estrema confusione. Alcuni vescovi e conferenze episcopali hanno detto chiaramente che dal momento che l’Amoris Laetitia conferma la dottrina sul matrimonio, non si serviranno della noticina. Altri hanno annunciato che la useranno. Per cui a seconda della diocesi troverai risposte diverse. Il che, bisogna ammetterlo, non è il massimo, in nessuna organizzazione, figuriamoci nella Chiesa che il Credo definisce una santa cattolica e apostolica. E su questo tema specifico, potremmo aggiungere, leopardata.

Quindi suppliche filiali, e petizioni, e documenti, e lettere aperte, e i famosi “Dubia”, e la richiesta di condannare gli otto errori causati dai cosiddetti abusi del documento.

Un bel pasticcio. E di non facile soluzione. Giornalisti notoriamente bene informati (Edward Pentin, per esempio) dicono che il Pontefice non la prende bene. In effetti negli ultimi discorsi si trovano spesso critiche, anche generiche, verso i preti “rigidi”; che è una parola-codice per identificare chi solleva perplessità sulla comunione a chi, secondo la Chiesa, è in una situazione irregolare, permanente. C’è addirittura chi interpreta come una critica a qualcuno dei principali Dubbiosi l’aneddoto raccontato venerdì scorso: “E ‘con la rigidità’ c’è pure ‘la mondanità’. Così ‘un sacerdote mondano, rigido, è uno insoddisfatto perché ha preso la strada sbagliata’. Proprio ‘a proposito di rigidità e mondanità’, Francesco ha voluto far riferimento a un episodio, ‘successo tempo fa: è venuto da me un anziano monsignore della curia, che lavora, un uomo normale, un uomo buono, innamorato di Gesù, e mi ha raccontato che era andato all’Euroclero a comprarsi un paio di camicie e ha visto davanti allo specchio un ragazzo — lui pensa non avesse più di venticinque anni, o prete giovane o che stava per diventare prete — davanti allo specchio, con un mantello, grande, largo, col velluto, la catena d’argento, e si guardava. E poi ha preso il ‘saturno’, l’ha messo e si guardava: un rigido mondano”.

Ma forse non serve arrabbiarsi, dare di rigido, irridere chi ama certi accessori magari un po’ sontuosi, legati al ruolo. E forse non serve neanche pensare che chi non è d’accordo o è arretrato o non capisce o ha secondi fini. Fra i critici ci sono cervelli di prima qualità e sono in troppi a trovare in buona fede che Amoris Laetitia è un documento ambiguo per contentarsi di dire: sono contro il Papa.

Sarò sciocco, ma mi è venuta in mente una cosa. In realtà me l’ha suggerita una frase detta proprio dal Pontefice: “Ringrazio specialmente per la presenza del Papa Emerito Benedetto XVI; ho detto tante volte che mi piaceva tanto che lui abitasse in Vaticano, perché era come avere il nonno saggio in casa”.

Forse, come accade nelle famiglie quando c’è un problema, non sarebbe male parlarne con il Nonno. Forse sarebbe utile andare a chiacchierare con Benedetto XVI. Forse ne potrebbe scaturire una soluzione che riconcili le lacerazioni.

E non c’è bisogno che nessuno lo sappia.

Si fossi papa…e mi trovassi in queste acque, forse farei così.



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