ALLA RISCOPERTA DELLA VIRILITÀ CRISTIANA. UN LIBRO DI EMILIANO FUMANERI.

Marco Tosatti

Abbiamo ricevuto la segnalazione di un libro di Emiliano Fumaneri, veronese della classe 1974, che ci sembra interessante. Questo libro raccoglie una serie di «scritti di battaglia» maturati nella stagione dei due Family Day (Piazza San Giovanni, 20 giugno 2015; Circo Massimo, 30 gennaio 2016). Nella prima parte del libro trova spazio una polemica ragionata contro i dispensatori di «colonizzazioni ideologiche» (l’ideologia del gender, l’aggressione al matrimonio e alla famiglia, la cultura della morte, le biotecnologie, ecc.). Nella seconda parte viene affrontato il tema oggi negletto della virilità cristiana. Ci ricordiamo di aver letto alcuni dei contributi della prima parte dell’opera, proprio in quei giorni.

La presentazione che la casa editrice ci offre recita così: “Oggi infatti la cattolicità è irretita da un malinteso “misericordismo”: l’ideologia, non la pratica della misericordia. Nei confronti di questa nuova ideologia Fumaneri non trattiene un moto di ribellione: “Nietzsche accusava i cristiani di essere una conventicola di risentiti, vedendo in essi dei deboli pronti a rivestire di idealità la propria incapacità di affrontare la vita. Come faceva il «partito devoto» tanto riprovato da Péguy, eterno emblema di tutti coloro che credono di essersi elevati dopo aver abbassato i sani e i forti, la mollezza cristiana cerca di sopravvivere denigrando tutto ciò che è nobiltà prosperità, vigore, slancio. Il risentimento prova che sotto la maschera della «virtù» sovente non covano altro che i falsi dei dell’odio, dell’invidia e del disprezzo per la vita. Nietzsche, ne sono certo, oggi rivolgerebbe le sue invettive contro quei cristiani lesti a riempirsi la bocca con parole altisonanti come «inclusività», «unità», «accoglienza», «dialogo», «misericordia», senza mai ricordare che provare misericordia è giusto l’opposto dell’ebete indifferenza alle disgrazie altrui”.

La vera misericordia, aggiunge più in là Fumaneri, è una fedeltà liberante: “È stato san Tommaso d’Aquino a dire che «iustitia sine misericordia crudelitas est, misericordia sine iustitia mater est dissolutionis». La giustizia senza misericordia si tramuta in crudeltà, ferocia, violenza. Ma misericordia senza giustizia porta con sé dissoluzione, fiacchezza d’animo, mancanza d’energia. La falsa alternativa tra giustizia e misericordia porta all’alternanza tra rigidità e putrefazione. Una finta lotta tra due virtù da cadaveri. La misericordia esige la giustizia. Nessuno più dell’uomo misericordioso è alieno a ogni spirito di indulgenza col peccato. Solo i santi sanno essere così misericordiosi da provare afflizione per il male che incatena un’altra creatura come se li avesse fustigati nella loro stessa carne. E solo i santi sono così liberi da avere forza e volontà per liberare i prigionieri da quelle catene di cui altre volte hanno saggiato il ferro”.

Di questo e di molte altre cose si parla nel testo, che lascia nel lettore un inquietante interrogativo: e se la subalternità culturale e politica dei cattolici non fosse altro che una sconcertante – ancorché ben mascherata – mancanza di virilità?”. Intendiamoci, aggiungamo noi: non virilità come attributo di genere, opposto al femminile, ma virilità come grandezza d’animo, ben praticata da maschi e femmine. Se possono e vogliono…

 

Di seguito l’indice dei capitoli:

Prefazione

  1. Il romanticismo biopolitico di Michela Marzano

Un argomentare sofistico

Separazione o distinzione tra sesso e genere?

Un programma di sovversione degli orientamenti sessuali L’autorità contro la violenza e l’autoritarismo

La schiavitù del biopotere

La diversità contro la differenza

Antiscientificità: innatismo senza ragioni

L’intolleranza dei «tolleranti»

Il Dio‐Logos contro il Dio‐Agape

L’occasionalismo di Michela Marzano

Decisionismo marzaniano

Tra nichilismo ed emotivismo: caritas contro cosmos

  1. Nichi Vendola tra gnosi, doppiezza e spermofobia

Doppiezza e utopia

Un Caronte cattocomunista per la democrazia licenziosa Emofobi e catari

Creazione contro Redenzione

  1. Fratel Enzo Bianchi, la famiglia è una sola

Sed contra: la famiglia è una, sola, universale

La critica di Enzo Bianchi al vangelo della famiglia Metter su famiglia: più che biologia

Famiglia sotto attacco

La grazia non abolisce la natura

  1. Un cataro dei nostri giorni: Guido Ceronetti

Un pessimismo funereo

L’imperativo gnostico: denigrare la famiglia

Del buono e del cattivo uso dell’antidolatria ceronettiana Le ambiguità del sacro secondo Ceronetti

  1. Beatriz Preciado. E dopo Money venne il postgenere…

Dissenso di genere

La «lotta di genere» tra sovversione della natura e dislocazione dell’io Don’t follow the Money: il superamento della patristica del «gender» La rivolta contro l’ordine biologico

Un confronto anche spirituale

  1. Kim Davis e il giacobinismo 2.0

Quel curioso doppiopesismo…

Il nuovo spirito (arcobaleno) del giacobinismo

  1. Riscoprire la virilità cristiana con Fabrice Hadjadj

L’era dell’irenismo trionfante Riscoprire una spiritualità combattiva Unire ordine e libertà

Come opporsi al dilagare dell’iniquità?

  1. Ritornare al padre per ritrovare il centro

Dall’identità liquida all’identità armata

Politeismo o fondamentalismo. Tertium non datur? Tecnicismo, io liquido e corpo armato

Il nòmos della frontiera

  1. L’avvenimento cristiano comporta valori

La vita è fatta (anche) di priorità

«Salviamo l’uomo!»

Avvenimento e valori

Quelle discutibili analogie con l’antichità…

Qualche cosa da accogliere, qualche cosa da lasciar cadere

  1. Quei cristiani “più buoni di Gesù”

Cattolicesimo impolitico?

Supercristianesimo: una nuova tavola di valori Solov’ëv contro Tolstoj

La guerra dei ponti (e dei muri)

  1. L’Antibuonista: maledizione del misericordismo

Pas de miséricorde pour les ennemis de la miséricorde!

Fenomenologia del catto‐crooner

La femminilizzazione del cristianesimo

Un nuovo integralismo: il «misericordismo»

Il falso dualismo tra Madre Chiesa e la legge del Padre Ritorno al virile

Le liaisons dangereuses tra misericordismo e umanismo

Serve la riscossa del padre

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Emiliano Fumaneri nasce nel 1974 a Verona. Negli anni ’80 si trasferisce con la famiglia a Merano, in provincia di Bolzano. Dal 2003 vive in Trentino. Ha studiato presso la Facoltà di Sociologia di Trento. Con lo pseudonimo di “Andreas Hofer” è tra gli autori del blog di Costanza Miriano. Collabora abitualmente con La Croce Quotidiano di Mario Adinolfi e con Notizie ProVita. Ha scritto Le nuove lettere di Berlicche (Berica Editrice) e La liquidazione dell’uomo (Il Covile). Ha curato per Fede & Cultura l’antologia La libertà dell’ordine, una raccolta di scritti del filosofo Gustave Thibon. Cura anche un blog dedicato alla vita e all’opera thiboniana: https:///ritornoalreale.wordpress.com



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ISLAM, EUROPA, CONQUISTA: SCHÖNBORN CERCA DI FARE MARCIA INDIETRO..

Marco Tosatti

“In questo giorno, 333 anni fa, Vienna fu salvata – aveva detto il cardinale della capitale austriaca, Christopher Schõnborn, nella sua omelia nella cattedrale di Santo Stefano – . Ci sarà adesso un nuovo tentativo di una conquista islamica dell’Europa? Molti musulmani lo pensano e lo desiderano e dicono: questa Europa è alla fine”.

schoenborn

Le sue parole erano state interpretate come un segnale di allarme nei confronti non solo dell’atteggiamento di molti seguaci del Corano, ma anche di fronte all’immigrazione senza limiti che il continente sta subendo. Ma Schõnborn è uno dei cardinali favoriti del Pontefice regnante, che dell’immigrazione senza frontiere è un paladino, con una ripetizione quasi ossessiva

Forse per questo motivo, in un aggiornamento postato sul sito della diocesi il cardinale ha scritto: “Non si deve prendere la mia omelia come un appello a difenderci dai rifugiati, questa non era affatto la mia intenzione”. E’ da notare l’uso del termine rifugiati, che usato dai media politically correct vuole coprire sotto il mantello del rifugio quella che nella grande maggioranza dei casi è una migrazione di persone che non hanno nulla da temere nel loro Paese.

Schõnborn ha aggiunto che l’eredità cristiana è sì in pericolo, ma che il problema ha origine nell’Europa stessa. “Noi europei l’abbiamo dilapidato. Ma questo non ha assolutamente nulla a che vedere con l’islam o con i rifugiati. E’chiaro che molti islamisti vorrebbero avvantaggiarsi della nostra debolezza, ma non solo loro i responsabili. Lo siamo noi”.

L’Austria ha adottato misure più severe in tema di immigrazione e di richiesta di asilo. Da gennaio di quest’anno l’agenzia dell’Onu UNHCR ha dichiarato che circa 300mila migranti sono giunti in Italia e in Grecia.

 



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