“LA FEDE QUOTIDIANA” INTERVISTA “STILUM CURIAE”. UTILE A CAPIRE IL COME E IL PERCHÈ DEL LAVORO CHE SI STA COMPIENDO.

Marco Tosatti

Carissimi, un blog-lampo, oggi, con un link, quello de

La Fede Quotidiana,

che mi ha intervistato nei giorni scorsi dopo l’annuncio del traguardo di due milioni di visualizzazioni.

Perché ve lo suggerisco? Perché Forse è utile a capire perché faccio quello che faccio, e il modo in cui lo faccio. Come spesso succede, le domande fatte da altri mettono in chiaro rapidamente e in modo efficace pensieri e posizioni. Occupato a scrivere di altri e di altro, mi rendo conto adesso di non aver mai esposto non dico un programma, ma alcune idee guida del blog.



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BURKE: SPERO ANCORA CHE IL PAPA RISPONDA AI DUBIA. LA CONFUSIONE È DANNOSA PER LA CHIESA. INSISTEREMO.

 

Marco Tosatti

La sera del 24 marzo il cardinale Raymond Burke parlava nella parrocchia di Saint Raymond di Peñafort a Springfield, Virginia, e ha risposto ad alcune domande relative ai “Dubia” presentati da quattro cardinali, e alla possibile correzione formale che un’eventuale mancanza di risposte da parte del Pontefice potrebbe rendere necessaria.

Il parroco di Saint Raymond, padre John De Celles, ha posto alcune domande al cardinale. Ecco qualche brano de colloquio.

De Celles. – Ci sono molte voci che circolano intorno ai Dubia…Lei sa se ci sarà una risposta ai Dubia da parte del Santo Padre o della Congregazione per la Dottrina della Fede?

Burke: “Sinceramente spero che ci sarà perché queste sono questioni fondamentali che sono onestamente sollevate dal testo dell’esortazione post-sinodale Amoris Laetitia. E fino a quando non ci sarà una risposta a queste questioni continuerà a diffondersi una una confusione molto dannosa nella Chiesa, e una delle questioni fondamentali riguarda la verità secondo cui ci sono cose che sono sempre e dovunque sbagliate – quelli che chiamiamo atti intrinsecamente malvagi – e così noi cardinali continueremo a insistere per udire una risposta a queste domande sincere”.

Il cardinale Burke ha negato l’idea che i Dubia siano irrispettosi o arroganti, ricordando che si tratta del sistema tradizionale di cercare un chiarimento da parte del Papa sull’insegnamento costante della Chiesa. Ha poi spiegato perché i Dubia siano stati resi pubblici, dopo aver saputo dalla Congregazione per la Dottrina della Fede che non ci sarebbe stata una risposta.

“Abbiamo giudicato necessario renderli pubblici perché così tanti fedeli ci avvicinavano, ponendo queste domande, e dicendo, che cosa c’è di male, abbiamo queste domande, e sembra che nessuno dei cardinali che hanno la grande responsabilità di assistere il Santo Padre si ponga queste domande, e allora le abbiamo rese pubbliche, e anche questo è stato fatto con grande rispetto”.

De Celles: – Se non c’è risposta, quale sarà la risposta di voi quattro cardinali?

Burke: “Allora dovremo semplicemente correggere la situazione, di nuovo in maniera rispettosa, cioè semplicemente questo, dedurre la risposta alle domande dall’insegnamento costante della Chiesa e renderlo noto per il bene delle anime”.

Il cardinale americano non ha dato nessuna indicazione sui tempi di questa eventuale correzione dell’esortazione post-sinodale. E soprattutto ha parlato di correzione in generale, e non di una correzione rivolta direttamente al Pontefice. Amoris Laetitia sta per compiere il suo primo anno di vita, è stata pubblicata nell’aprile del 2016. E ancora adesso da diverse zone del pianeta si hanno dichiarazioni di vescovi e conferenze episcopali che si muovono su linee contrastanti nell’applicazione del documento, alimentando uno stato oggettivo di confusione.

Chi volesse vedere il video può trovarlo a questi link

LINK1 

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