BESTIARIO. – VIALE, DON PIERI, BONINO E L’UCCISIONE LEGALE. – FIRMATE PER ASIA BIBI. – PAPA E CELLULARI. – CONVEGNO DEI GIORNALISTI “PRO PAPA FRANCISCO”. – DIO UNICO?

                            

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DOMANI A ROMA LAICI DI TUTTO IL MONDO DISCUTONO SULL’AMORIS LAETITIA. SOTTO LO SGUARDO DEL VATICANO E DEL PAPA.

Marco Tosatti

Domani, a Roma, all’Hotel Columbus, dalle 10 di mattina fino al tardo pomeriggio un gruppo di laici cattolici, provenienti da diverse parti del mondo, esporranno le loro ragioni di perplessità e disagio nei confronti della confusione creata da interpretazioni opposte dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia”. Starà poi a chi di dovere – a chi ha cioè il compito istituzionale di creare unità e non provocare divisioni nel gregge che gli è stato affidato – decidere cosa fare.

Piacerebbe molto ai tifosi e ai palafrenieri della squadra attualmente al potere nei Sacri Palazzi che dal Convegno – che si intitola “A un anno dall’Amoris Laetitia. Fare Chiarezza” partissero anatemi, ultimatum, imposizioni e date cogenti. Per buttarle, come si dice a Roma, in caciara, e dimostrare che è un raduno di gente ostile al Papa. Resteranno delusi, molto probabilmente; e comunque, anche se così fosse, resterebbe neanche sfiorato il problema centrale: e cioè che il disagio che si avverte, la confusione e la scarsa chiarezza che si percepisce restano, e non basta qualche “balconazo” o qualche bagno di folla plaudente a dissiparlo.

Qui sotto pubblichiamo il comunicato diffuso ieri sera dagli organizzatori. Ma ci sembra opportuno riportare subito quello che ha detto Riccardo Cascioli, direttore de “Il Timone” e de “La Nuova Bussola Quotidiana”, motore dell’appuntamento.

“Ci si aspetta che le ragioni di chi nella Chiesa nutre perplessità ed è preso da disorientamento per certi modi in cui è stata presentata e applicata l’Amoris Laetitia vengano prese seriamente in considerazione innanzitutto dai vertici vaticani. Ciò implica ovviamente che il Papa risponda ai dubia espressigli da alcuni cardinali, i quattro firmatari della lettera oltre a diversi altri”. Cascioli si attende poi che “cessi nella Chiesa la caccia alle streghe, l’intimidazione continua condita di beffarda irrisione, la criminalizzazione di chi – indicato come ‘nemico del Papa’ – osa esprimere perplessità sull’uno o l’altro aspetto della vita ecclesiale”.

Ecco il comunicato.

CONVEGNO DEL 22 APRILE 2017 “FARE CHIAREZZA” SULL’AMORIS LAETITIA/ COMUNICATO NUMERO 4

C’è chi si augura un flop di presenze per poi irridere – conformemente alla propria visione misericordiosa del dibattito ecclesiale – gli organizzatori. C’è chi auspica addirittura una vera e propria dichiarazione di guerra contro papa Francesco, così da chiudere ogni spazio al dissenso interno alla Chiesa, dunque stroncandolo. C’era chi sperava che nessuno, al di fuori dei promotori, parlasse del Convegno, così che il tutto per l’opinione pubblica neanche esistesse.

Auguri, auspici, speranze che sembrano oggettivamente destinate a restare tali. Le presenze si prevede non mancheranno; le dichiarazioni di guerra non ci saranno; il silenzio-stampa sul Convegno è già stato ampiamente ‘infranto’ da media autorevoli, tanto che perfino alcuni siti turiferari tra i più sbracati sono stati costretti in qualche modo a dare la notizia, magari obtorto turibulo.

Nell’ultimo comunicato abbiamo citato ad esempio l’articolo di Philip Willan sul ‘Times’ del 17 aprile (rilanciato e ampliato con la stessa firma su ‘Italian Insider’ del giorno seguente). In questa occasione ci sembra utile citare un paio di considerazioni espresse il 19 aprile da Marco Politi nel suo blog de ‘Il Fatto quotidiano’. Sotto il titolo “Papa Francesco, gli oppositori continuano la guerra sotterranea. Ma Bergoglio rimane impassibile”, Politi esprime le sue riflessioni su quella che ritiene una guerra senza quartiere e senza compromessi in corso nella Chiesa. Riflessioni legittime, su cui è altrettanto legittimo dissentire. Sviluppando il suo ragionamento, il collaudato vaticanista fa poi onestamente una considerazione – a proposito della possibilità della comunione ai divorziati risposati – su cui si può anche essere d’accordo: “Non c’è dubbio che tra la posizione di Giovanni Paolo II, totalmente intransigente su questo punto, e l’atteggiamento pastorale di Francesco la differenza sia netta”.

A poche ore dall’appuntamento romano di sabato 22 presso l’Hotel Columbus (10.00-12.00 e 14.00-16.30), in cui laici di tutto il mondo porteranno la loro testimonianza a proposito dell’esortazione post-sinodale ‘Amoris laetitia’, Riccardo Cascioli (direttore dei due media cattolici promotori, ‘La Nuova Bussola Quotidiana’ e ‘Il Timone’) palesa le proprie aspettative: “Ci si aspetta che le ragioni di chi nella Chiesa nutre perplessità ed è preso da disorientamento per certi modi in cui è stata presentata e applicata l’Amoris laetitia vengano prese seriamente in considerazione innanzitutto dai vertici vaticani. Ciò implica ovviamente che il Papa risponda ai dubia espressigli da alcuni cardinali, i quattro firmatari della lettera oltre a diversi altri”. Cascioli si attende poi che “cessi nella Chiesa la caccia alle streghe, l’intimidazione continua condita di beffarda irrisione, la criminalizzazione di chi – indicato come ‘nemico del Papa’ – osa esprimere perplessità sull’uno o l’altro aspetto della vita ecclesiale”.

Ricordiamo che del Convegno “Fare chiarezza” sull’Amoris laetitia saranno protagonisti laici provenienti da Paesi diversi: Anna M. Silvas dall’Australia, Claudio Pierantoni dal Cile, Jűrgen Liminski dalla Germania (tutti e 3 tra le 10.00 e le 12.00), Douglas Farrow dal Canada, Jean-Paul Messina dal Camerun, Thibaud Collin dalla Francia (dalle 14.00 alle 16.30).

La cartella-stampa a disposizione dei media conterrà le biografie dei relatori, alcuni articoli sul tema dell’ ‘Amoris laetitia’ apparsi nei media organizzatori, il testo dei dubia inviati da alcuni cardinali a papa Francesco e poi pubblicizzati dopo quasi due mesi, in mancanza di una risposta.

Chi fosse interessato al testo delle relazioni può farne richiesta entro venerdì 21 sera a Giuseppe Rusconi: giusepperusconi1@gmail.com / 392 11 73 677 (il testo sarà inviato sabato mattina presto).

L’ingresso è libero, senza prenotazione. Le relazioni saranno in francese (3), in inglese (2), in italiano (1). E’ prevista la traduzione simultanea.

Per altre informazioni e richieste di interviste rivolgersi per favore a Giuseppe Rusconi: giusepperusconi1@gmail.com, cellulare 392 / 11 73 677.



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LA CONFUSIONE DI AMORIS LAETITIA. UN CONVEGNO A ROMA SOLO PER LAICI. CHIEDERE CHE PIETRO DIA CHIAREZZA. CHIARAMENTE.

Marco Tosatti

E’ difficile negare che l’Amoris Laetitia, con le sue omissioni (di parti importanti del Magistero precedente), le sue noticine e le sue ambiguità abbia creato una confusione senza precedenti nel mondo cattolico. Solo qualche giorno fa sulla Nuova Bussola Quotidiana abbiamo dato conto della violenza verbale senza precedenti con cui uno dei maggiori consiglieri del Pontefice ha attaccato che rispettosamente ha chiesto chiarezza, e come il disagio si stia estendendo, invece di placarsi.

La cosa forse più interessante è che non si tratta solo di una cosa da preti, questa discussione, come forse qualcuno vorrebbe far credere. Ne siamo testimoni di persona, interagendo sui social; e vediamo come i laici, anche laici normali, siano profondamente coinvolti.

E di questo fatto – che la confusione, e il suo possibile rimedio – interessi tutti, ne è segnale importante in Convegno che si svolgerà a Roma sabato prossimo, all’Hotel Columbus, promosso da “La Nuova Bussola Quotidiana” e da “Il Timone”. Un convegno nato affinché sia fatta chiarezza sull’ interpretazione dell’esortazione apostolica post-sinodale di papa Francesco Amoris Laetitia.

Naturalmente chi vorrebbe prima ancora dell’apertura dare un’interpretazione malevola è già al lavoro. Il “Times” di lunedì 17 aprile, titola “Hardline Catholic rebels challenge Pope’s marital reform” (Ribelli cattolici integralisti sfidano la riforma matrimoniale del Papa). Si capisce il tentativo di rendere appetibile a un pubblico distratto e certamente non particolarmente esperto questioni difficili, ma un titolo del genere è un semplice tradimento della realtà. Come scrive Giuseppe Rusconi su “Rosso Porpora” “a tale proposito è giusto e necessario ribadire che non si tratterà di un atto di ammutinamento pubblico contro il Pontefice né gli verrà posto un ultimatum, tantomeno il Convegno sarà la prima tappa di un cammino scismatico”.

Nelle intenzioni degli organizzatori e dei relatori l’appuntamento presso l’Hotel Columbus in via della Conciliazione sarà in primo luogo un momento pubblico di riflessione da parte di laici di tutto il mondo su passi ritenuti ambigui contenuti soprattutto nel capitolo VIII dell’Amoris laetitia, un documento del Magistero che ha dato origine a interpretazioni molto divergenti in seno al mondo cattolico, tali – come abbiamo visto – da creare grande confusione in chi vuol rimanere fedele alla dottrina sociale della Chiesa in materia di matrimonio e non solo.

Non è una querelle fra ecclesiastici; e infatti al Convegno la parola sarà data solo ai laici, così che l’opinione pubblica possa constatare come le perplessità sull’Amoris laetitia e dintorni non vengano solo dai “quattro gatti di cardinali in pensione” (che non sono solo quattro, anzi…) ma di una fetta consistente del mondo cattolico non clericale.

A questo LINK troverete il programma del Convegno.

E sempre Rosso Porpora oggi offre la riflessione laica del filosofo Marcello Pera, di ascendenze laicissime, già presidente del Senato italiano tra il 2001 e il 2006, protagonista di un rapporto di amicizia intellettuale con Joseph Ratzinger, in particolare sulla questione delle radici cristiane europee.

Il 4 aprile, in occasione della presentazione presso la Lateranense – Pontificio Istituto Giovanni Paolo II – di un Vademecum sull’Amoris laetitia (autori Kampowski, Granados, Perez-Soba), Pera ha rilevato che tale vademecum “nasce da una preoccupazione evidente, quella che l’innovazione in corso non diventi una frattura, una crisi del cristianesimo; è una preoccupazione che percepisco non solo nel testo dei tre autori, ma anche in tanti altri interventi in materia”, Il timore è insomma che si prospetti “una forma di assorbimento, poi di resa a una cultura secolare diffusa”. Secondo Pera in papa Bergoglio “certo c’è una forte innovazione rispetto ai due predecessori. E’ in corso un processo che è qualcosa di più di un aggiornamento del linguaggio e si prospetta in realtà come un cambio della dottrina”. Tale sensazione si fonda anche su “tanti interventi estemporanei, apparentemente extra-cathedram, di Francesco”: in ogni caso essi sono interessanti, poiché “sono spia di un pensiero ambiguo”. Che si fonda su “due nozioni-chiave, tramite le quali papa Francesco sta radicalmente innovando il cattolicesimo”: riguardano l’applicazione delle norme morali assolute e la pratica del discernimento.

In sintesi: “Discernere non può voler dire sospendere il giudizio. Il ‘Chi sono io per giudicare?’ potrebbe invece indurre a pensare che il giudizio possa essere sospeso”, ma il giudicare “non può diventare arbitrio soggettivo”. Ovvero: “Discernere non dovrebbe poter significare che si deve giudicare caso per caso, poiché così agendo si perderebbe l’assolutezza della norma e si negherebbe il comandamento di Dio”. Marcello Pera è preoccupato quando sente che “la misericordia viene prima del giudizio”. E “vede una pressione enorme del laicismo sulla Chiesa cattolica, al cui interno si avvertono peraltro scricchiolii notevoli derivati dal volersi conciliare con la marea laicista montante”. Un grave errore, poiché “di punti di riferimento morali e spirituali abbiamo tutti bisogno. La loro perdita sarebbe un danno enorme non solo per il cristianesimo e per l’Europa, ma per la civiltà intera”.



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