HOLODOMOR, IL GENOCIDIO PER FAME IMPOSTO DAL COMUNISMO ALL’UCRAINA. COME QUELLO ARMENO, UN GENOCIDIO DIMENTICATO. DOMANI IL RICORDO.

Marco Tosatti

Se il Genocidio Armeno, il “Metz Yeghérn”, il Grande Male, ha aperto il secolo dei genocidi pianificati dai governi (e ancora oggi gli eredi di quel governo, in Turchia, sostengono una campagna di negazionismo attiva e incurante delle evidenze storiche) il silenzio e l’omertà hanno circondato per decenni un altro genocidio: quello ucraino.

Fu un genocidio voluto da Stalin, una strage portata avanti con determinazione, uno dei tanti crimini attribuibili all’applicazione pratica di quella che si è rivelata l’ideologia più mortifera dei nostri tempi, il comunismo, con buona pace di personaggi certo non insignificanti, nl panorama dell’orrore, come Hitler e i suoi accoliti.

Fu un genocidio per fame. Il “Piccolo Padre” cercò di spezzare la resistenza e l’opposizione silenziosa di un popolo, quello ucraino, che non sembrava abbastanza prono alle magnifiche sorti e progressive del bolscevismo.

L’Holodomor viene commemorato domani, 25 novembre, adesso che l’Ucraina è tornata libera, e può parlare liberamente dei suoi morti di novant’anni fa. Resta ancora da capire – ma forse è facile farlo, visto il monopolio culturale esercitato in occidente, e in particolare in Europa, dagli intellettuali organici al comunismo, ancora ben fiorente nelle università e nei media – perché ideologie come il nazismo siano giustamente esecrate, ma non accada lo stesso per altre.

Il quarto sabato del mese di novembre, ad ogni anno, si ricorda l’Holodomor, la strage perpetrata per anni al popolo ucraino e i cui numeri sono spaventosi: solo nel 1933 si calcola che morirono tre milioni e mezzo di civili, mentre le ultime ricerche stimano che, complessivamente, morirono di fame fino a dieci milioni di persone.

L’Holodomor è una parola ucraina che significa letteralmente “infliggere la morte mediante la fame”. È ciò che accadde negli anni 1932-33 e – ancora prima negli anni ’20 – e che provocò la morte per inedia di un’ampia parte della popolazione.

Provocata dal regime sovietico di Stalin, l’Holodomor è una delle stragi più imponenti della storia e uno dei crimini più grandi che si consumano in Europa nella prima parte del Novecento. Questo crimine commesso contro il popolo ucraino, ma a tutti gli effetti contro l’umanità, come stabilito dal Parlamento Europeo nel 2008, è stato organizzato e realizzato nel clima totalitario del Cremlino di quegli anni, allo scopo di sottomettere la popolazione ucraina rurale.

In particolar maniera, nel 1932 e nel 1933, viene effettuato il vero e proprio sterminio per fame: per piegare i contadini al volere di Mosca, tutti i generi alimentari, compresi gli animali con cui gli agricoltori potevano sfamarsi, vennero requisiti. E allo stato, rappresentato da un Cremlino fermamente deciso a far morire di fame la popolazione, vi fu l’obbligo di cedere tutto il grano prodotto.

Se si considerano i numeri, tragicamente, l’Holodomor è una strage dalle proporzioni spaventose.

Sul fronte del repertorio fotografico e documentaristico giunto fino a noi, sono raccapriccianti le immagini che ritraggono corpi scheletrici di bambini, donne e uomini, altrettanto spaventose le testimonianze che raccontano le disumane condizioni di un numero infinito di civili che muore consumato nell’impotenza e nell’inedia, vittima di un disegno politico agghiacciante.

La tragedia che si è consumata era qualcosa di mostruoso, ma come tutte le grandi tragedie, in un’epoca in cui la voce degli ultimi era inesistente, la stessa veniva negata, o era comunque misconosciuta. Purtroppo in molte parti del mondo l’Holodomor ancora oggi è una pagina di storia ignota e, pur se nel tempo 16 paesi hanno firmato per riconoscere il genocidio, molti ancora non hanno coscienza di questa ulteriore strage voluta da Stalin.

L’Italia non è fra gli stati che ad oggi riconoscono il genocidio, però in questa triste vicenda il paese ha un ruolo piuttosto importante. E’ proprio il Console italiano a Kharkov, Sergio Gradenigo, a raccontare per primo all’Occidente la tragedia seminata dal comunismo in Ucraina. Questa testimonianza è riportata nel volume “Lettere da Kharkov. La carestia in Ucraina nei rapporti diplomatici italiani 1923-33”, pubblicato dal professor A. Graziosi. L’invito per l’Italia è quello di unirsi a tutti gli stati, ultimi in ordine di tempo gli USA e il Portogallo, per riconoscere il genocidio ucraino.

Come sostiene l’Ambasciata Ucraina in Italia, “L’Holodomor non può essere una pagina di storia dimenticata, occorre toglierla dall’oblìo per indicare all’alternarsi delle generazioni quella lezione di storia che serve a formare la coscienza dei popoli, al fine di riconoscere il male, difendere la pace, rafforzare la solidarietà internazionale e difendere la giustizia e la libertà”.



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IL CARDINALE ZEN PARLA DI FATIMA, LE APPARIZIONI E IL SOGNO DI DON BOSCO SULLA NAVE DELLA CHIESA NELLA TEMPESTA.

Marco Tosatti

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, arcivescovo emerito di Hong Kong, è un personaggio storico della Chiesa cinese. Volentieri condividiamo questo video-intervista, realizzato da Aurelio Porfiri, in cui il porporato parla delle apparizioni di Fatima, di cui quest’anno si festeggia il centenario, insieme alla canonizzazione di Giacinta e Francesco, due dei tre pastorelli. Per suor Lucia Dos Santos, la terza a cui apparve la Madonna alla Cova De Iria, è in corso la causa di beatificazione.

Il cardinale fa alcune osservazioni molto interessanti sulla relazione fra la visione del Terzo Segreto e un famoso sogno di Don Bosco, relativo alla situazione della “nave della Chiesa”. E sulla possibilità che la profezia non sia ancora totalmente compiuta.

Ecco alcune frasi del cardinale Zen:

“Certamente l’apparizione della Madonna a Fatima è un fatto storico, grande”.

“È molto più importante il messaggio che certi particolari, però capisco che c’è interesse di sapere i particolari”.

“Per noi Cinesi, questa apparizione della Madonna a Fatima è anche importante perché il governo comunista mostra molta paura della Madonna di Fatima. E’ una cosa un po’ ridicola perché dicono: qualunque Madonna va bene, ma non quella di Fatima, perché è anticomunista”.

“Dio è sempre condizionato al nostro pentimento. Il Signore si astiene dal castigare se la gente si pente”.

“La cosa importante è che noi ci rendiamo figli meno indegni della Madonna”.

Buona visione.



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