ANCONA, ORIENTE OCCIDENTE. SI DISCUTE SU RELIGIONE, IDENTITÀ E PROTEZIONE. DIFENDERSI DALLE INSIDIE DEL PENSIERO UNICO, NELLA CHIESA E FUORI.

Marco Tosatti

Siamo molto a ridosso del primo appuntamento, e me ne scuso con i lettori, ma credo sia interessante segnalare un ciclo di conferenze e dibattiti, dal titolo “RELIGIONE, IDENTITA’, PROTEZIONE”, organizzato e curato ad ancona da Giuseppe A. Possedoni, responsabile della programmazione culturale di “Oriente Occidente”, con il patrocinio della Regione Marche. “Oriente Occidente” è un’associazione culturale molto attiva, e propone ad Ancona la sua iniziativa per il 2017, consistente in un ciclo di conversazioni di teologia e attualità. Il ciclo di Conversazioni tratterà, appunto, di teologia e attualità, e coprirà la primavera (1a Parte) e l’autunno (2a Parte).

“L’iniziativa – spiegano gli organizzatori – rientra fra quelle che l’associazione “Oriente Occidente” annualmente realizza con l’intendimento di sostenere chi volesse approfondire tematiche che risulta difficile affrontare facendo riferimento ai consueti canali formativi e informativi improntati dal conformismo del pensiero unico imperante, politicamente corretto. Nessuno, al punto in cui si trova attualmente la società, in cui anche la luce della Chiesa appare tenue e offuscata, può ritenersi esente dal dovere di aggiornarsi dal punto di vista etico-morale per contrastare la decadenza – e la prepotenza – in atto, e l’iniziativa di Oriente Occidente assume rilievo proprio in quest’ottica, per gli argomenti affrontati e per le personalità chiamate da tutta Italia – in virtù della specifica preparazione al riguardo – a trattarli”.Il titolo vuole riassumere i concetti a cui tutto il ciclo di conversazioni farà sempre capo e riferimento, e il cui significato si può così sommariamente riassumere:

– RELIGIONE: fedeltà alle radici cristiane della propria comunità e a una vita ad esse conforme

– IDENTITA’: dedizione ai principi della propria cultura e della propria tradizione

– PROTEZIONE: difesa da e contrattacco verso le forze e le ideologie volte a snaturare la famiglia, gli usi e costumi, la libertà e l’etica dei popoli, ovvero: del ritorno al significato della propria comunità.

Sabato 13 maggio e sabato 20 maggio, alle ore 17.30, sono previsti gli interventi di Matteo Simonetti, docente del Master “E. Mattei” dell’Università di Teramo, scrittore e giornalista, il quale interverrà dapprima (13 maggio) con una relazione dal titolo L’idolatria dell’accoglienza e il piano per la sostituzione dei popoli europei, mentre successivamente (20 maggio) tratterà il tema L’attacco delle élite mondialiste all’identità dei popoli e le ragioni per una reazione identitaria

Il giovedì 25, venerdì 26 e sabato 27 maggio si entrerà invece in un ambito in cui gli argomenti trattati da Padre Giovanni Cavalcoli op, docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e di Metafisica nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna, saranno di carattere più teologico. Il titolo – “L’aldilà cristiano: la persona dinnanzi alla Rivelazione su morte, giudizio, inferno, purgatorio, paradiso, parusìa, resurrezione della carne”. “Ovvero: perché la Chiesa non parla più – o parla troppo poco – di anima, destino post-mortem ed eternità, e perché, invece, è necessario riflettervi sempre – anticipa in dettaglio il contenuto delle conversazioni tenute nel corso dei tre giorni – con inizio ogni giorno alle 9.30 e alle 16.30 – dal Padre Cavalcoli, costituenti nel loro insieme un seminario sull’argomento piu’ importante”, spiega un comunicato.

Concluderà la prima parte l’appuntamento di sabato 3 giugno, alle ore 17.30, tenuto dallo scrittore e saggista Danilo Quinto, il quale tratterà il tema del “Disorientamento nella Chiesa contemporanea; esaltazione delle ideologie umanistiche e ripudio della Verità rivelata”.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. Info su http://www.orienteoccidente.org oppure al 339.7575640. Gli appuntamenti si svolgeranno presso la sala conferenze della parrocchia San Carlo Borromeo in via Gentiloni n. 4 ad Ancona.

Per quanto riguarda la seconda parte: sono in programma interventi di Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello I.O.R., (banca vaticana) banchiere, economista, saggista; di mons. Nicola Bux, docente alla Facoltà Teologica Pugliese di Bari, teologo, liturgista, saggista; di Aldo Maria Valli giornalista, vaticanista del TG 1 Rai, e di altri autori e giornalisti, “scelti perché ancora capaci di pronunciare parole dissonanti con la dittatura del pensiero e dell’Editorialista unici, che da tv, giornali, e ora anche dal web, ci narrano la realtà– nascondendoci il significato delle cose e degli accadimenti – e ci dicono che cosa e come dobbiamo pensare e comportarci per poterci considerare e guadagnarci la qualifica di ‘normali’, allontanando da noi l’orribile ‘spettro’ della Verita”.



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CAVALCOLI, I TERREMOTI, MONS.GALANTINO E LA BIBBIA. UN TESTO PAGANO?

cavalcoli

Marco Tosatti

Quanta pena fa vedere frati preti e vescovi accorrere pronti e compunti al linciaggio mediatico di un anziano sacerdote e teologo la cui colpa, probabilmente è stata quella di collegare, forse in maniera troppo diretta peccato originale e terremoto. Che i disastri naturali – parliamo di teologia, ovviamente – siano come le malattie, il dolore e la morte stessa il frutto della cacciata dall’Eden non dovrebbe stupire nessuno. Il grande mistero del dolore, e soprattutto della sofferenza dell’innocente, con cui è così difficile venire a patti, ha la sua spiegazione lì: nella caduta.

Che cosa ha detto il padre Cavalcoli? “Questi disastri sono conseguenza del peccato originale, si possono considerare come un castigo divino- dice. “Si ha l’impressione che le offese che si recano alla legge divina, pensate alla dignità della famiglia, del matrimonio, alla stessa dignità dell’unione sessuale…viene da pensare che siamo proprio…chiamiamolo castigo divino, ma inteso come un richiamo per ritrovare i principi della legge naturale”.

Penso che se padre Cavalcoli si fosse fermato a “legge divina” oggi non saremmo qui a discutere del caso. Ma – ahimè per lui – ha toccato il tema più sensibile e importante per i mass media e il partito al potere: le unioni civili, e quindi anche quelle omosessuali. Non c’è bisogno di dire altro.

Da un collegamento diretto – e certamente discutibile – fra un fatto di fede e un disastro naturale si è passati direttamente al linciaggio. A cui purtroppo si sono unite persone di Chiesa.

“Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede”, ha detto il Sostituto alla Segreteria di Stato, l’arcivescovo Angelo Becciu, “datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo“. E ha aggiunto: “i terremotati ci perdonino, a loro solidarietà del Papa“.

Ma a questo si aggiunge che il padre Cavalcoli è in odore di essere un po’ tradizionale (peccato gravissimo nella Chiesa di oggi) e parlava su Radio Maria, anch’essa pochissimo modernista, progressista e misericordista. E quindi giù botte. In particolare da frati, preti e vescovi che invece di cercare di far capire cristiani e non cristiani il senso del collegamento “scandaloso” fra peccato e dolore hanno colto l’occasione per picchiare in testa a un fratello non della loro scuola.

Non poteva mancare il Segretario generale della CEI, Nunzio Galantino. L’uomo che ha salvato, contro la Bibbia, Sodoma e Gomorra.

“Quello di Cavalcoli è un giudizio di un paganesimo senza limiti”, ha sentenziato.

Che dire? Da quando Lutero ci ha messo in mano la Bibbia un’occhiata gliel’abbiamo data. Potranno discettare gli esperti se nel Vangelo ci siano collegamenti diretti fra sciagure e peccati dell’uomo. Ma che nella Bibbia un “Dio geloso” punisca attivamente e direttamente gli uomini, e in particolare quelli responsabili della rottura dell’alleanza, accade, e anche spesso.

Forse per mons. Galantino la Bibbia è un testo pagano. Se, come non è improbabile, lo troveremo dall’anno prossimo a capo della Conferenza Episcopale Italiana ne vedremo e sentiremo delle belle.

Un aggiornamento. Ci segnalano questo comunicato della Provincia domenicana:

CON DIO VICINI ALLE VITTIME DEL TERREMOTO
In merito alle dichiarazioni rilasciate da fr. Giovanni Cavalcoli in un programma dell’emittente Radio Maria, relativamente al terremoto nelle regioni dell’Italia centrale, ritenuto una punizione divina per i peccati dell’umanità, noi frati della Provincia San Domenico in Italia dell’Ordine dei Predicatori convintamente e con forza manifestiamo la nostra totale disapprovazione. Nonostante la distanza che ci separa da queste dichiarazioni sconclusionate, ci sentiamo in dovere di chiedere scusa a tutti coloro che si sono sentiti feriti e offesi. Intendiamo assicurare una volta di più la nostra vicinanza umana, il nostro aiuto materiale e la nostra fervente preghiera a tutte le vittime di questa immane tragedia.

L’originale è QUI

Insomma, tutti per uno uno per tutti….



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