CONTRO LUTERO. UN NUOVO LIBRO DI PADRE CAVALCOLI, PER NON MORIRE PROTESTANTI. DA CATTOLICI…

Marco Tosatti

Oggi ci occupiamo di un libro molto importante per avere un quadro chiaro e lucido, da un punto di vista cattolico, sulla situazione dei rapporti con le Chiese protestanti, e in particolare con i luterani. Importante perché in un momento storico e culturale in cui le emozioni prevalgono sul ragionamento, praticamente in ogni campo, l’uso della razionalità diventa fondamentale per evitare disastri e fraintendimenti.

Parliamo di “Contro Lutero”, un nuovo testo del teologo domenicano Giovanni Cavalcoli, un’opera in cui il noto pensatore cattolico precisa le condizioni che permetterebbero un reale riavvicinamento tra la chiesa cattolica e i protestanti. Il sottotitolo – Perché non vogliamo morire protestanti – ha un significato ben preciso in questi giorni, quando i segnali di una deriva della Chiesa cattolica verso forme protestanteggianti sono sempre più forti, e si moltiplicano in tutto il mondo episodi di “condivisione” eucaristica non sempre opportuni e opportunamente svolti. E i segnali di affetto – pensiamo al francobollo celebrativo emesso dalle Poste vaticane – sembrano presupporre la rimozione parziale di elementi forti dell’identità cattolica.

Il libro – un’opera piccola come formato, e per questo, se vogliamo, ancora più incisiva e utile – è stato pubblicato da ChoraBooks su Amazon. È accompagnato da una presentazione dell’editore, Aurelio Porfiri, che scrive: “Padre Cavalcoli avverte: in questi 500 anni dalla nascita del luteranesimo, molta strada hanno fatto cattolici e luterani sulla via della riconciliazione, soprattutto a partire dall’impulso all’ecumenismo dato dal Concilio Vaticano II. Tuttavia i luterani restano ancora fermi ad alcuni errori di fondo, che bisogna correggere, per togliere del tutto ogni divisione, affinché questi fratelli siano “pienamente incorporati” alla Chiesa Cattolica.

E diciamo quali sono questi nodi da sciogliere. Si possono ridurre sostanzialmente a tre, secondo un compendio suggerito dallo stesso notissimo modo luterano di riassumere i princìpi di Lutero: tre assiomi fondamentali, tre parole d’ordine, tre motti emblematici, tre direttrici teoretiche, tre linee d’azione: Sola Scriptura, Sola fides, Sola Gratia”.

Su ciascuno di questi tre punti padre Cavalcoli esercita la sua attenzione e la sua critica. Per esempio per quanto riguarda l’assioma Sola Scriptura, conclude “I teologi luterani, inoltre, soprattutto i moderni, nella linea umanistica di Melantone, coltivano intensamente e a volte esemplarmente le scienze bibliche – si pensi per esempio al metodo storico-critico -. Ma, partendo da un concetto positivistico della scienza, se da una parte fanno mostra di una grande erudizione e capacità critica in questo campo, dall’altra sono gravemente carenti in metafisica – e qui si dimostrano discepoli di Lutero – , con la conseguenza disastrosa di commettere enormi errori sul piano della teologia speculativa e del dogma. Per usare un paragone di S. Caterina da Siena, questi esegeti, bene che vada, manifestano e mangiano la ‘scorza’ della Scrittura e trascurano la ‘polpa’”.

Commenta Aurelio Porfiri: “Un testo che non farà piacere agli oltranzisti dell’ecumenismo, a coloro che non riescono a vedere l’importanza della giustizia accanto alla pur necessaria misericordia, ai pastoralisti che hanno fastidio di ogni odore di dottrina”.

Padre Giovanni Cavalcoli è nato a Ravenna nel 1941. Si è laureato in filosofia a Bologna nel 1970. Entrato nell’Ordine Domenicano nel 1971, è stato ordinato sacerdote nel 1976. Ha insegnato teologia dal 1979 al 1982 presso l’allora Studio Teologico Accademico Bolognese (STAB). Ha conseguito la licenza in filosofia nel 1981 e il dottorato in teologia presso la Facoltà Teologica Pontificia “S.Tommaso d’Aquino” di Roma nel l984. Officiale della Segreteria di Stato dal 1982 al 1990. Ripreso l’insegnamento nel 1990, dal 2011 è docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e di Metafisica e nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna. E’ stato Vice postulatore nella Causa di Beatificazione del Servo di Dio Padre Tomas Tyn,OP dal 2006 al 2012. Dal 1995 tiene un corso per catechisti a Radio Maria. Ha al suo attivo la pubblicazione di molti libri ed articoli di teologia in riviste specializzate. Dal 2014 collabora con DonAriel Levi di Gualdo al sito IsoladiPatmos e dal 2015 al blog di Aurelio Porfiri Il Naufrago.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

ANCONA, ORIENTE OCCIDENTE. SI DISCUTE SU RELIGIONE, IDENTITÀ E PROTEZIONE. DIFENDERSI DALLE INSIDIE DEL PENSIERO UNICO, NELLA CHIESA E FUORI.

Marco Tosatti

Siamo molto a ridosso del primo appuntamento, e me ne scuso con i lettori, ma credo sia interessante segnalare un ciclo di conferenze e dibattiti, dal titolo “RELIGIONE, IDENTITA’, PROTEZIONE”, organizzato e curato ad ancona da Giuseppe A. Possedoni, responsabile della programmazione culturale di “Oriente Occidente”, con il patrocinio della Regione Marche. “Oriente Occidente” è un’associazione culturale molto attiva, e propone ad Ancona la sua iniziativa per il 2017, consistente in un ciclo di conversazioni di teologia e attualità. Il ciclo di Conversazioni tratterà, appunto, di teologia e attualità, e coprirà la primavera (1a Parte) e l’autunno (2a Parte).

“L’iniziativa – spiegano gli organizzatori – rientra fra quelle che l’associazione “Oriente Occidente” annualmente realizza con l’intendimento di sostenere chi volesse approfondire tematiche che risulta difficile affrontare facendo riferimento ai consueti canali formativi e informativi improntati dal conformismo del pensiero unico imperante, politicamente corretto. Nessuno, al punto in cui si trova attualmente la società, in cui anche la luce della Chiesa appare tenue e offuscata, può ritenersi esente dal dovere di aggiornarsi dal punto di vista etico-morale per contrastare la decadenza – e la prepotenza – in atto, e l’iniziativa di Oriente Occidente assume rilievo proprio in quest’ottica, per gli argomenti affrontati e per le personalità chiamate da tutta Italia – in virtù della specifica preparazione al riguardo – a trattarli”.Il titolo vuole riassumere i concetti a cui tutto il ciclo di conversazioni farà sempre capo e riferimento, e il cui significato si può così sommariamente riassumere:

– RELIGIONE: fedeltà alle radici cristiane della propria comunità e a una vita ad esse conforme

– IDENTITA’: dedizione ai principi della propria cultura e della propria tradizione

– PROTEZIONE: difesa da e contrattacco verso le forze e le ideologie volte a snaturare la famiglia, gli usi e costumi, la libertà e l’etica dei popoli, ovvero: del ritorno al significato della propria comunità.

Sabato 13 maggio e sabato 20 maggio, alle ore 17.30, sono previsti gli interventi di Matteo Simonetti, docente del Master “E. Mattei” dell’Università di Teramo, scrittore e giornalista, il quale interverrà dapprima (13 maggio) con una relazione dal titolo L’idolatria dell’accoglienza e il piano per la sostituzione dei popoli europei, mentre successivamente (20 maggio) tratterà il tema L’attacco delle élite mondialiste all’identità dei popoli e le ragioni per una reazione identitaria

Il giovedì 25, venerdì 26 e sabato 27 maggio si entrerà invece in un ambito in cui gli argomenti trattati da Padre Giovanni Cavalcoli op, docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e di Metafisica nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna, saranno di carattere più teologico. Il titolo – “L’aldilà cristiano: la persona dinnanzi alla Rivelazione su morte, giudizio, inferno, purgatorio, paradiso, parusìa, resurrezione della carne”. “Ovvero: perché la Chiesa non parla più – o parla troppo poco – di anima, destino post-mortem ed eternità, e perché, invece, è necessario riflettervi sempre – anticipa in dettaglio il contenuto delle conversazioni tenute nel corso dei tre giorni – con inizio ogni giorno alle 9.30 e alle 16.30 – dal Padre Cavalcoli, costituenti nel loro insieme un seminario sull’argomento piu’ importante”, spiega un comunicato.

Concluderà la prima parte l’appuntamento di sabato 3 giugno, alle ore 17.30, tenuto dallo scrittore e saggista Danilo Quinto, il quale tratterà il tema del “Disorientamento nella Chiesa contemporanea; esaltazione delle ideologie umanistiche e ripudio della Verità rivelata”.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. Info su http://www.orienteoccidente.org oppure al 339.7575640. Gli appuntamenti si svolgeranno presso la sala conferenze della parrocchia San Carlo Borromeo in via Gentiloni n. 4 ad Ancona.

Per quanto riguarda la seconda parte: sono in programma interventi di Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello I.O.R., (banca vaticana) banchiere, economista, saggista; di mons. Nicola Bux, docente alla Facoltà Teologica Pugliese di Bari, teologo, liturgista, saggista; di Aldo Maria Valli giornalista, vaticanista del TG 1 Rai, e di altri autori e giornalisti, “scelti perché ancora capaci di pronunciare parole dissonanti con la dittatura del pensiero e dell’Editorialista unici, che da tv, giornali, e ora anche dal web, ci narrano la realtà– nascondendoci il significato delle cose e degli accadimenti – e ci dicono che cosa e come dobbiamo pensare e comportarci per poterci considerare e guadagnarci la qualifica di ‘normali’, allontanando da noi l’orribile ‘spettro’ della Verita”.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.



 

CAVALCOLI, I TERREMOTI, MONS.GALANTINO E LA BIBBIA. UN TESTO PAGANO?

cavalcoli

Marco Tosatti

Quanta pena fa vedere frati preti e vescovi accorrere pronti e compunti al linciaggio mediatico di un anziano sacerdote e teologo la cui colpa, probabilmente è stata quella di collegare, forse in maniera troppo diretta peccato originale e terremoto. Che i disastri naturali – parliamo di teologia, ovviamente – siano come le malattie, il dolore e la morte stessa il frutto della cacciata dall’Eden non dovrebbe stupire nessuno. Il grande mistero del dolore, e soprattutto della sofferenza dell’innocente, con cui è così difficile venire a patti, ha la sua spiegazione lì: nella caduta.

Che cosa ha detto il padre Cavalcoli? “Questi disastri sono conseguenza del peccato originale, si possono considerare come un castigo divino- dice. “Si ha l’impressione che le offese che si recano alla legge divina, pensate alla dignità della famiglia, del matrimonio, alla stessa dignità dell’unione sessuale…viene da pensare che siamo proprio…chiamiamolo castigo divino, ma inteso come un richiamo per ritrovare i principi della legge naturale”.

Penso che se padre Cavalcoli si fosse fermato a “legge divina” oggi non saremmo qui a discutere del caso. Ma – ahimè per lui – ha toccato il tema più sensibile e importante per i mass media e il partito al potere: le unioni civili, e quindi anche quelle omosessuali. Non c’è bisogno di dire altro.

Da un collegamento diretto – e certamente discutibile – fra un fatto di fede e un disastro naturale si è passati direttamente al linciaggio. A cui purtroppo si sono unite persone di Chiesa.

“Sono affermazioni offensive per i credenti e scandalose per chi non crede”, ha detto il Sostituto alla Segreteria di Stato, l’arcivescovo Angelo Becciu, “datate al periodo precristiano e non rispondono alla teologia della Chiesa perché contrarie alla visione di Dio offertaci da Cristo“. E ha aggiunto: “i terremotati ci perdonino, a loro solidarietà del Papa“.

Ma a questo si aggiunge che il padre Cavalcoli è in odore di essere un po’ tradizionale (peccato gravissimo nella Chiesa di oggi) e parlava su Radio Maria, anch’essa pochissimo modernista, progressista e misericordista. E quindi giù botte. In particolare da frati, preti e vescovi che invece di cercare di far capire cristiani e non cristiani il senso del collegamento “scandaloso” fra peccato e dolore hanno colto l’occasione per picchiare in testa a un fratello non della loro scuola.

Non poteva mancare il Segretario generale della CEI, Nunzio Galantino. L’uomo che ha salvato, contro la Bibbia, Sodoma e Gomorra.

“Quello di Cavalcoli è un giudizio di un paganesimo senza limiti”, ha sentenziato.

Che dire? Da quando Lutero ci ha messo in mano la Bibbia un’occhiata gliel’abbiamo data. Potranno discettare gli esperti se nel Vangelo ci siano collegamenti diretti fra sciagure e peccati dell’uomo. Ma che nella Bibbia un “Dio geloso” punisca attivamente e direttamente gli uomini, e in particolare quelli responsabili della rottura dell’alleanza, accade, e anche spesso.

Forse per mons. Galantino la Bibbia è un testo pagano. Se, come non è improbabile, lo troveremo dall’anno prossimo a capo della Conferenza Episcopale Italiana ne vedremo e sentiremo delle belle.

Un aggiornamento. Ci segnalano questo comunicato della Provincia domenicana:

CON DIO VICINI ALLE VITTIME DEL TERREMOTO
In merito alle dichiarazioni rilasciate da fr. Giovanni Cavalcoli in un programma dell’emittente Radio Maria, relativamente al terremoto nelle regioni dell’Italia centrale, ritenuto una punizione divina per i peccati dell’umanità, noi frati della Provincia San Domenico in Italia dell’Ordine dei Predicatori convintamente e con forza manifestiamo la nostra totale disapprovazione. Nonostante la distanza che ci separa da queste dichiarazioni sconclusionate, ci sentiamo in dovere di chiedere scusa a tutti coloro che si sono sentiti feriti e offesi. Intendiamo assicurare una volta di più la nostra vicinanza umana, il nostro aiuto materiale e la nostra fervente preghiera a tutte le vittime di questa immane tragedia.

L’originale è QUI

Insomma, tutti per uno uno per tutti….



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. 

Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.


L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

E iscrivetevi alla newsletter per gli aggiornamenti, qui a fianco.