ORDINE DI MALTA. RIFLESSIONE A FREDDO SU FALSE ACCUSE, INTERESSI, RUOLO DEL PAPA E DIPLOMATICI. UNA BRUTTA STORIA.

Marco Tosatti

Adesso che il clamore intorno all’Ordine di Malta si è placato, e l’attenzione intorno all’antica istituzione è meno febbrile, mi sembra opportuno rivedere questa vicenda, mettendo in fila tutta una serie di elementi; quelli noti da tempo, e altri che sono emersi nelle ultime settimane, grazie anche e soprattutto alla pubblicazione da parte di kath.net di una relazione che un Cavaliere ha fatto, e distribuito internamente, dopo un’udienza con il Patrono dell’Ordine, il cardinale Raymond Leo Burke; e la pubblicazione, sempre da parte del sito tedesco, della lettera che il Pontefice scrisse al cardinale per dargli disposizioni su come agire.

Anticipo quella che è la mia sensazione, dopo aver esaminato questi fatti. E cioè che il Pontefice inizialmente ha visto con sconcerto la distribuzione di contraccettivi – forse anche abortifaciens – da parte di una sezione dell’Ordine; che ha chiesto provvedimenti; che questi provvedimenti ci sono stati, dopo vari tentativi da parte del Gran Maestro di risolvere la questione con dimissioni volontarie del responsabile; che – secondo quanto afferma Burke – il responsabile, cioè von Boeselager, in colloqui privati con Burke stesso non ha negato la validità delle accuse, tanto che non ha fatto ricorso contro il rapporto della Commissione interna; che dopo l’intervento della Segreteria di Stato, e in particolare del Segretario di Stato, Parolin, il Pontefice ha cambiato radicalmente atteggiamento; ha obbligato il Gran Maestro a dimettersi, ha esautorato Burke, ha commissariato l’Ordine e ha reinsediato von Boeselager, senza che questi sia stato scagionato dalle accuse per le quali c’era l’avallo della Congregazione della Fede.

Quindi si può tranquillamente inferire che per il giudizio del Pontefice la distribuzione di contraccettivi – anche abortifaciens – nella pratica ha contato poco, posto che il responsabile è stato premiato, e punito clamorosamente chi si era comportato secondo il suo ruolo, cioè il Gran Maestro Festing.

Si può dire anche che o per debolezza, o per disinteresse, o per altri motivi, il Pontefice si è fatto strumento da parte della Segreteria di Stato di tutta una serie di iniziative a dir poco discutibili; compreso il tentativo di far ricadere la responsabilità della crisi sul card. Burke, che non aveva fatto altro che eseguire quanto il Pontefice aveva indicato. Da un punto di vista storico, si può anche rilevare come una volta di più l’attuale regno sembri condizionato dalla presenza immanente, a volte nascosta ma efficace, della casta dei diplomatici, verso cui il Pontefice sembra mostrare una grande predilezione. Forse anche per il ruolo che alcuni di essi hanno giocato nella sua elezione. Evidente la parzialità della Segreteria di Stato nei confronti di una fazione di quelle presenti all’interno dell’Ordine di Malta, e cioè l’ala tedesca; inquietante che a questa vicenda si mescoli anche quella, tutt’altro che chiara di una grossissima donazione anonima di franchi svizzeri.

Ma ecco alcuni punti, elencati in fila. Negli anni passati emerge il caso della distribuzione di contraccettivi da parte dell’Ordine di Malta. Il Gran Maestro nomina un commissione d’inchiesta, he presenta il suo rapporto nel gennaio del 2016. Il rapporto parla della gravità e dell’ampiezza della distribuzione di contraccettivi da parte dell’Ordine, e riconosce il fatto, e la responsabilità del Gran Cancelliere (in precedenza Gran Ospitaliere) von Boeselager. Il rapporto dimostrava che Albrecht von Boeselager aveva accettato pratiche moralmente riprovevoli e aveva deliberatamente evitato di informare il Sovrano Consiglio e il Gran Maestro.

Il rapporto viene inviato alla Congregazione per la Dottrina della Fede, per un parere. Il 12 marzo 2016 il card. Mūller scrisse una lettera a Festing che si chiudeva così: “La proposta del rapporto sopra menzionato è coerente con la dottrina e la prassi della Chiesa”. Il card. Burke incoraggiò allora Festing a convincere Boeselager a dimettersi. Che ci provò varie volte, ma incontrò il fermo rifiuto di Boeselager.

Il Papa ricevette il 10 novembre Burke e nelle parole del cardinale espresse “profonda preoccupazione e sconcerto per la pratica di distribuire contraccettivi da parte di una branca dell’Ordine. Mi ha esortato a collaborare diligentemente con il Gran maestro per assicurarsi che tutte queste pratiche cessassero e che i maggiori responsabili di ciò fossero appropriatamente puniti”.

Nella lettera del 1 dicembre il Papa affermava che “si dovrà evitare che nell’Ordine si introducano manifestazioni di spirito mondano, come pure appartenenze ad associazioni movimenti o organizzazioni contrari alla fede cattolica o di stampo relativista”. E diceva anche: “Andrà inoltre particolarmente curato che nelle iniziative e opere assistenziali dell’Ordine non vengano impiegati e diffusi metodi e mezzi contrari alla legge morale. Se in passato è sorto qualche problema in questo ambito” il Papa si augurava che fosse “completamente risolto. Mi dispiacerebbe sinceramente infatti se alcuni Ufficiali – come Lei stesso mi ha riferito – pur sapendo di questa prassi”, e qui il papa esplicta: “soprattutto la distribuzione di contraccettivi di qualsiasi tipo, non siano finora intervenuti per porvi fine”.

Aggiungeva: “Non dubito perciò che seguendo il principio paolino di operare la verità nella carità si riuscirà a entrare in dialogo con loro ed ottenere le necessarie rettifiche”.

Nella lettera si scrive che “Andrà inoltre particolarmente curato che nelle iniziative e opere assistenziali non vengano impiegati e diffusi metodi e mezzi contrari alla legge morale. Se in passato è sorto qualche problema in questo ambito, mi auguro che sia completamente risolto. Mi dispiacerebbe sinceramente infatti se alcuni Ufficiali- come Lei stesso mi ha riferito – pur sapendo di queste prassi riguardanti soprattutto la distribuzione di contraccettivi di qualsiasi tipo, non siano finora intervenuti per porvi fine”.

E’ stato detto, da fonti interessate a mettere in difficoltà Burke, che il Patrono, nell’incontro del 6 dicembre fra Festing e Boeselager a cui era presente, avrebbe chiesto le dimissioni del Gran Cancelliere. “Non gli ho mai chiesto di dimettersi” dice Burke,.

Burke chiese a Boeselager perché non avesse fatto ricorso contro la relazione della Commissione d’inchiesta, senza avere risposta. In due occasioni precedenti Boeselager quando Burke gli aveva chiesto di bloccare la distribuzione dei contraccettivi, si era rifiutato.

Parolin, in una lettera a Festing, accusava Burke di aver chiesto le dimissioni di Boeselager. Burke chiamò immediatamente Parolin, per chiedergli ragione dell’accusa, e Parolin rispose “che era una situazione di emergenza”. Ma al contempo la stampa di corte diceva più o meno apertamente che la crisi era colpa di Burke…E ancora alcuni siti-killer, specializzati in questa funzione, continuano a cercare di screditare il cardinale americano.

Festing si dimise, e firmò una lettera in cui diceva che Burke lo aveva influenzato a chiedere le dimissioni di Boeselager. Perché compì entrambi questi gesti? La risposta data a Burke fu che “L’obbedienza verso il Santo padre non gli aveva dato nessun’altra scelta”. Da cui si può capire che Festing si dimise e firmò la lettera non per sua volontà, ma a causa di una pressione morale esterna fortissima.

Abbiamo visto sopra che Festing non aveva avuto nessun risultato, per un lungo periodo, cercando di convincere Boeselager.

Perciò, al suo rifiuto di dimettersi dalla carica di Gran Cancelliere, lo aveva punito.

Boeselager ha subito fatto riferimento al Segretario di Stato, Parolin, con cui –afferma Burke – c’era un legame molto stretto da tempo.

Con l’entrata in campo della Segreteria di Stato cambia tutto. Viene nominata dal Vaticano una commissione – composta da persone coinvolte nella strana, anonima donazione di milioni di franchi svizzeri per la quale Burke chiede un audit indipendente.

Festing riafferma a buon diritto l’indipendenza dell’Ordine.

Il Vaticano gioca la sua carta di briscola: il Papa impone a Festing, in un incontro segreto, le dimissioni e la firma di una lettera in cui si accusa – ingiustamente – Burke.

Che cosa ha spinto il Pontefice a quella che appare un’inversione di rotta di 180 gradi, rispetto alla lettera e all’incontro di novembre?

Mi sembra che l’unica risposta possibile sia: un intervento massiccio della Segreteria di Stato. Che infatti riesce a far reinsediare Boeselager, che nessuno ha scagionato dalle accuse di aver tollerato e coperto la distribuzione di contraccettivi; a far esautorare di fatto Burke come cardinale patrono: gli rimane solo il titolo, ma nessun ruolo; a far nominare come Commissario per l’Ordine il N. 2 della Segreteria di Stato, mons. Becciu.

In buona sostanza: il Pontefice ha silurato le persone che stavano agendo in base alle sue istruzioni, per porre rimedio a un comportamento che sarebbe forse normale per qualsiasi altra organizzazione, ma non per una organizzazione della Chiesa, o che alla Chiesa si ispira.

Un’operazione condotta anche con l’aiuto di qualche – chiamiamola così – imprecisione, probabilmente voluta, e mai smentita.

E’ una storia che mal si concilia con le esortazioni che ascoltiamo quasi quotidianamente a non cadere in giochi di potere, nell’ipocrisia e nella scarsa coerenza fra ciò che professiamo e ciò che pratichiamo.



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MALTA: CATHOLIC WORLD NEWS HA LE PROVE CHE L’ORDINE DISTRIBUIVA CONTRACCETTIVI. DOMANI SI VOTA. IL GRAN MAESTRO C’È.

Marco Tosatti

Domani il Consiglio Compito dell’Ordine di Malta si riunisce per l’elezione del nuovo Gran Maestro, e non mancheranno i colpi di scena. Fra l’altro, come scrive la Nuova Bussola Quotidiana, il Gran Maestro dimissionario, Matthew Festing, sarà probabilmente presente, disattendendo l’invito rivoltogli dal Pontefice, su suggerimento della Segreteria di Stato, di non mettere piede a Roma.

Ma alla vigilia di questo appuntamento Catholic World News (CWN) fa esplodere una bomba che potrebbe avere ripercussioni importanti nella battaglia fra Segreteria di Stato, Pontefice, e l’Ordine di Malta. CWN ha ottenuto documenti, che sono diffusi fra i membri dell’Ordine, che proverebbero che il cancelliere espulso dal Gran maestro, , e sostenuto e difeso dalla diplomazia vaticana, Albrecht von Boeselager era al corrente che l’ala caritativa dell’Ordine, Malteser International, era coinvolta nella distribuzione di contraccettivi, e che un’inchiesta interna ha verificato che le politiche di Malteser International “non erano in accordo con l’insegnamento della Chiesa Cattolica”. Il Gran Cancelliere, Boeselager, pur essendo al corrente delle operazioni le avrebbe tenute nascoste aIla leadership internazionale dell’Ordine. I documenti dimostrerebbero anche che papa Francesco aveva chiesto un’azione per mettere fine a quel coinvolgimento.

A gennaio 2017 Matthew Festing avrebbe risposto alle indicazioni del Pontefice chiedendo le dimissioni di Boeselager. Quando il Gran cancelliere si è rifiutato, Festing ha agito di propria iniziativa e lo ha espulso. A quanto pare però è stato precipitoso, perché dai documenti apparirebbe che “due terzi del Consiglio Sovrano non era d’accordo” sull’espulsione. Il Pontefice ha allora convocato Festing, dicendo di venire da solo, e di non avvertire nessuno dell’incontro. Quando è arrivato, papa Francesco gli ha imposto di dimettersi, e Festing ha obbedito. Alcuni membri dell’Ordine hanno detto a Festing che non avrebbe dovuto dimettersi, e hanno suggerito che fosse rieletto al suo posto. Gli è stato chiesto dal Sostituto alla Segreteria di Stato, mons. Angelo Becciu, di non venire a Roma. Ma è presente. Edward Pentin del National Catholic Register suggerisce che forse il bando è stato tolto perché la presenza di Festing era necessaria per ottenere un voto valido. Boeselager è stato rimesso d’autorità al suo posto; e questo, se i documenti di CWN sono autentici, dovrebbe creare un certo imbarazzo in Vaticano, e in particolare in Segreteria di Stato, così sollecita nell’azione.

Si intuisce da questa complicata, e tutt’altro che chiara, vicenda, che ha visto un’ingerenza inedita del Pontefice e della Segreteria di Stato nella vita di un Ordine indipendente, la battaglia fra l’anima tedesca, appoggiata dalla diplomazia vaticana, e altre anime; e non è estranea alla disputa l’accettazione da parte dell’anima tedesca di una grande quantità di denaro da parte di un donatore anonimo che resta nell’ombra. E nell’operazione è coinvolto anche un diplomatico in talare.



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ORDINE DI MALTA. TROPPE DOMANDE SENZA UNA RISPOSTA. UNA STRANA, BRUTTA STORIA.

Marco Tosatti

Che brutta strana storia quella a cui stiamo assistendo all’Ordine di Malta in questi giorni. Una storia in cui assistiamo a episodi drammatici che emergono; con l’impressione però che ci sfuggano molti altri elementi, i più importanti, forse.

Quello che vediamo è lo scontro interno, ufficialmente per ragioni di preservativi e contraccettivi anche abortivi, fra l’ex Gran Maestro, britannico, e il Gran Cancelliere, tedesco.

Quest’ultimo sostenuto con una violenza impressionante dal Pontefice. Il che, in un Pontefice predicatore di misericordia, non può non stupire.

Dietro le quinte c’è chi parla di una antica battaglia, da anni e anni, fra le scuole tedesca e britannica per il controllo dell’Ordine, una miniera di soldi impressionante. Dopo che i germanici – così sussurrano i pochi che sostengono di saper qualche cosa dei movimenti interni dei Cavalieri – a suo tempo hanno esautorato completamente gli italiani.

A complicare il tutto c’è anche il timore, presente negli anni passati in ambienti vaticani, che fra le file dei Cavalieri si fossero infilati appartenenti a un gruppo ben diverso, la massoneria. Non per scopi propriamente spirituali ma perché richiamati dalla possibilità di fare affari. L’Ordine è uno Stato, emette passaporti, offre molta carità ma anche contatti eccellenti. Un richiamo appetitoso.

A questo elemento si farebbe riferimento in un passaggio recente, di cui racconta Edward Pentin. Il Patrono dell’Ordine, il cardinale Raymond Leo Burke, incontrò il Papa il 10 novembre scorso in relazione al problema dei contraccettivi. Il Papa si sarebbe mostrato “molto preoccupato” da quello che il cardinale riportava. E gli avrebbe anche detto chiaramente che voleva che la massoneria fosse “tenuta fuori” dall’Ordine, e avrebbe chiesto un’azione appropriata. Il 1 dicembre successivo Burke avrebbe ricevuto una lettera in cui il Papa sottolineava il dovere del porporato di promuovere gli interessi spirituali dell’Ordine e impedire qualsiasi affiliazione con gruppi, o pratiche, contrarie alla legge morale cattolica.

Poi c’è stato il processo interno al Gran Cancelliere, accusato di avr permesso, o non aver vigilato abbastanza, sul caso dei condom. il suo rifiuto di dimettersi, l’espulsione per disobbedienza, l’appello alla Santa Sede.

Appello che ha trovato orecchie propizie. Il cognome del Gran Cancelliere è nel Gotha degli esperti economici della Santa Sede, ci sono collegamenti fra quel mondo e la diplomazia vaticana, e la Segreteria di Stato. C’è stata la formazione di una Commissione d’inchiesta, in cui sedevano tre persone molto presenti nelle iniziative finanziarie cattoliche, in particolare dell’area svizzero-tedesca, e la presentazione a tempi rapidi di una un rapporto che si dice durissimo verso il Gran Maestro.

Che nel frattempo, e non senza ragioni giuridiche valide, negava il diritto della Santa Sede di interferire in una vicenda interna, e il diritto della Santa Sede di nominare una commissione per indagare su affari interni dell’Ordine. La Segreteria di Stato ha ammesso l’esistenza della lettera del Papa, ma aggiungendo che si era consigliato il dialogo, non l’espulsione di nessuno.

Poi la storia ha virato rapidamente sul drammatico. Il Gran Maestro è stato convocato dal Papa, e gli è stato imposto – chissà come – di dimettersi. Una lettera vaticana parlava della nomina di un Delegato Pontificio, il che ha fatto pensare subito a un Commissariamento, poi, sembra, smentito (il Delegato dovrebbe occuparsi del “rinnovamento spirituale dell’Ordine”).

Ci sarà un Capitolo, e l’elezione di un nuovo Gran Maestro, e nel frattempo il Gran Cancelliere è stato reintegrato, dal momento che il Papa ha dichiarato nulli tutti gli atti compiuti dal 5 dicembre in poi. Anche qui ci sono esperti di diritto che storcono il naso, ma se i diretti interessati – cioè i Cavalieri – ingoiano questo rospo, nessuno può protestare al posto loro.

Ecco, questi sono i pezzi del puzzle. Ciascuno è libero di spostarli come vuole, e di provare a trovarci un senso.

Anche se ne mancano molti, che equivalgono ad altrettante questioni aperte.

E’ possibile che tutto questo patatrac sia causato dalla distribuzione di preservativi in zone a rischio Aids? Da quando mi occupo di Vaticano mi è stato detto che in zona di missione, a coniugi uno dei quali affetto da Aids, è successo che l’assistenza cattolica ne abbia dati.

E’ tutta colpa della “rigidità” di Burke, come ambienti vaticani cercano di suggerire, tanto per aggiungere colpe a uno dei quattro cardinali dei “Dubia” sull’Amoris Laetitia, non esattamente amato dal Pontefice? Forse. Ma la lettera c’è. E forse dal colloquio con il Papa lui aveva capito di dover consigliare severità al Gran Maestro, salvo trovarsi sconfessato subito dopo. C’è almeno un precedente. Pell quando aveva ricevuto l’incarico di riformare l’economia e la gestione del Vaticano, aveva ricevuto un invito ad andare avanti senza guardare in faccia nessuno. Da buon giocatore di calcio australiano è andato avanti. E ha scoperto che pian piano il suo Segretariato per l’Economia era stato pelato strato a strato, come una cipolla. Con l’assenso del Papa.

Un amico che ha una grande esperienza di affari in generale, affari e soldi vaticani in particolare, e anche di cose della Santa Sede, pensa che la chiave reale del dramma sia da cercare nella colossale fortuna dei Cavalieri, e nella possibilità che essa offre di incidere sulla politica interna della Chiesa.

Perché il Pontefice ha deciso di agire con tanta durezza? Lo ha fatto di sua iniziativa, o è stato spinto o consigliato da qualcuno? C’è chi sostiene che una delle possibili ragioni sia il suo amore (e la sua vicinanza) alla Chiesa tedesca.

Ancora. Che cosa ha detto, mostrato, o minacciato il Papa al Gran Maestro, fino al giorno prima così deciso nel difendere la sovranità dei Cavalieri, e in una manciata di minuti disposto a firmare dimissioni e chissà che altro?

Certo l’esito dell’udienza con il Gran Maestro non è stato un grande esempio del dialogo raccomandato solo qualche giorno prima nella disputa Gran Maestro – Gran Cancelliere. Ma in Vaticano non si stupisce nessuno della capacità di essere non fisicamente, ma moralmente, violento del Pontefice. E come abbiamo visto, in grande e in piccolo, il dialogo sembra molto simile a quello praticato dalla Regina di Cuori di Alice. Off with their heads!…

Una brutta, strana storia, dicevamo. Avremmo preferito non assistervi, e che non avesse per protagonista il Papa.



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