CANTO DI NATALE ALLA MISERICORDIOSA. VIA DA QUI, CATTIVA! SULLE ALI DI UNA LETTERA ANONIMA…

Marco Tosatti

La storia di cui vi parliamo non è allegra. E a differenza del racconto di Charles Dickens a cui ci riferiamo nel titolo gli – anzi, le – Ebenezer Scrooge della nostra storia non sembra si siano pentite per niente, anzi. Il tutto si svolge nel Nord Italia, in un monastero femminile – di cui non faremo il nome – che “si porta”, quelli guidati da persone mediaticamente e letterariamente a la page. Una nostra amica di Twitter – che non conosciamo personalmente, ma con cui spesso condividiamo sui social riflessioni e opinioni – da due anni seguiva un percorso di spiritualità nel monastero.

Qualche giorno fa è andata al Monastero. Le hanno detto che non poteva continuare a seguire il percorso di spiritualità intrapreso, perché avevano ricevuto una lettera – anonima- dalla Svizzera, che riproduciamo, cancellando i nomi dei protagonisti – in cui si denunciavano i suoi messaggi twitter critici di alcune iniziative e posizioni della Chiesa e del Papa.

Dopo un primo momento di comprensibile sconcerto e dolore, perché la Superiora era sempre stata al corrente dei suoi dubbi e delle sue perplessità, la protagonista ci racconta: “Non mi sono mai nascosta, anzi chiedevo loro aiuto spirituale, ma il loro aiuto è stato : ‘meglio non continuare’ bocciata o quanto meno rimandata ; continuino a leggere Enzo Bianchi tranquille”. Perché in effetti sembra che i libri di Bianchi siano una delle letture praticate durante i pasti.

 

La reproba ha scritto una lettera alle suore: “La presente per ringraziare tutta la comunità……………..per avere accolto fraternamente me e la mia famiglia e di avermi così dato la possibilità di conoscere delle persone meravigliose come voi.

Peccato che questa vicenda di vita, sia turbata proprio nel tempo a me caro del Santo Natale, da una vile lettera anonima pervasa di accuse discutibili e corredata da fogli che chiunque avrebbe potuto scrivere: non ricordo quegli scritti tranne uno (poiché tutto risale a mesi fa), inoltre neppure dal mio profilo riesco a verificare; in 5 anni ho scritto 115.000 pensieri nel mio blog, per cui hanno trovato veramente poco materiale per fantomatiche accuse, ed inoltre hanno pensato di inviare tutto ciò, tranne quello che di bello ed edificante pubblico ogni giorno riguardo ad arte, religione e letteratura. Sono mortificata, costernata, stupita, triste.

Vi rinnovo comunque i miei più sentiti Auguri. Buon Natale”.

Infine, abbiamo ricevuto un messaggio successivo: “P.s. ho ricevuto la risposta della suora alla mia missiva; dopo di che ho deciso di metterle nello spam e quando mi sarò ripresa andrò   a vedere se esiste qualcosa di adatto a me dalle carmelitane Buon Natale caro Marco”.

Buon Natale anche a voi tutti, Stilumcurialisti…E che la misericordia dei misericordiosi se ne stia lontana da noi.



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ROMANA VULNERATUS CURIA E I ROHYNGYA. È SBALORDITO DAL PONTEFICE: ASSOMIGLIA SEMPRE DI PIÙ A GANDHI.

Marco Tosatti

Cari stilumcurialisti, Romana Vulneratus Curia (RVC per gli amici) ha qualche cosina da dire sulle dichiarazioni del Pontefice sull’aereo di ritorno dal Bangladesh. Ancora una volta – non è la prima, né, prevediamo, sarà l’ultima, il capo della Chiesa cattolica ha parlato di terrorismo e religioni, con queste parole: “C’erano gruppi terroristi che cercavano di approfittare dei Rohingya, che sono gente di pace. Sempre c’è un gruppo fondamentalista nelle religioni, anche noi cattolici ne abbiamo. (sottolineatura nostra). I militari giustificano il loro intervento a motivo di questi gruppi. Io non ho scelto di parlare con questa gente, ma con le vittime, con il popolo che da una parte soffriva questa discriminazione e dall’altra era difeso dai terroristi”. Non osiamo pensare quali “estremisti” pensi il Pontefice. Sospettiamo fortemente però che siano quelli che invece  di usare il mitra sgranano rosari ultimo modello, di fabbricazione israeliana, senza rinculo. Pericolosissimi. Non sappiamo neanche chi abbia informato il Pontefice sulla situazione, ma ci sono anche Rohyngya hindu e cristiani, che ahimè non se la passano per niente bene, all’interno di quel popolo, come testimonia questo articolo. E non hanno avuto l’onore di una menzione.

Ma ecco che cosa ne pensa RVC

“Caro Tosatti, più passa il tempo, e più osservo, con apprezzamento, la maturazione di Sua Santità nelle varie occasioni e circostanze. Ma sempre più riconosco in lui aspetti di una figura leggendaria come il Mahatma Gandhi. Le dichiarazioni sul problema dei Rohyngya hanno concorso a ricordarmi infatti Gandhi, detto Bapu. Anche Gandhi riteneva che gli estremisti religiosi fossero ovunque. Anche Gandhi era convinto che tutti si riconoscessero in lui : buddisti, cristiani, musulmani, hinduisti. Anche lui era convinto che la religione musulmana fosse per la non violenza e si dovessero distinguere i terroristi islamici dagli altri, pacifici. Anche Gandhi fondava la sua religione sulla tolleranza che era misericordia positiva. Anche lui predicava il non proselitismo convinto che tutte le religioni fossero vere, avendo un punto di vista sulla verità, ma essendo le religioni nell’uomo ed essendo l’uomo imperfetto anche le religioni sono imperfette, anche se tutte vere. Anche Gandhi era ostile alle istituzioni religiose tradizionaliste. Anche lui è apprezzato da Enzo Bianchi. Cosa manca ? Un Martin Luther King come discepolo ? Non basta un Luther da rivalutare?“.

Certo, Mahatma Gandhi non era molto cattolico, ma che vuoi che siano queste minuzie…siamo nel mondo globale o no?



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DISORIENTAMENTO PASTORALE. UN LIBRO DI DANILO QUINTO SULLA CHIESA E I TEMPI CHE VIVIAMO. DA LEGGERE.

 

Marco Tosatti

Oggi voglio parlare di un libro duro e difficile, come lo è stata, e lo è, la vita di chi l’ha scritto, Danilo Quinto. Una vita nel Partito Radicale, e poi una conversione profonda. Che lo porterà a scrivere la sua prima opera, “DA SERVO DI PANNELLA A FIGLIO LIBERO DI DIO – Dalla più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana per arrivare a Cristo”, con la prefazione di Mons. Luigi Negri, allora vescovo di Ferrara (Edizioni Fede & Cultura).

Il libro di oggi invece è “Disorientamento pastorale. La fallacia umanistica al posto della verità rivelata?”, con un’introduzione teologica di mons. Antonio Livi, per i tipi della Casa editrice Leonardo da Vinci.

Un’introduzione che molto opportunamente si intitola: che cosa succede con papa Francesco? Perché la libertà di linguaggio del Pontefice, e la sua disinvoltura nel trattare i problemi alla presenza di giornalisti ed estranei fanno sì che molti discorsi e molte iniziative di papa Francesco siano “visti dall’opinione pubblica come una radicale riforma, se non proprio una rivoluzione, della Chiesa cattolica, con l’apparente rifiuto del magistero precedente al Vaticano II, l’adozione sistematica del linguaggio proprio del progressismo teologico e la definitiva rinuncia all’annuncio del Vangelo in termini dogmatici”.

Sappiamo che non tutto ciò che viene detto dal pontefice ha un significato autentico di “magistero”; “ma le parole di papa Bergoglio sono interpretate dai media di ispirazione anticattolica (cioè da quasi tutti i media purtroppo) come espressione di riformulare in modo radicale la dottrina cristiana”.

Da qui lo sconcerto e il disorientamento, sempre più palpabili, fra i “fedeli della strada”; di qui il libro di Danilo Quinto, un libro estremamente documentato e ricco di citazioni e riferimenti. Non solo ai pronunciamenti più o meno estemporanei e sorprendenti del Pontefice regnante, ma anche, come contrappunto, a ciò che scrivevano e pensavano sugli stessi argomenti studiosi, pontefici precedenti, dottori della Chiesa e santi.

È, a mio personale giudizio, un libro prezioso e deprimente. Deprimente perché la quotidianità cancella molta memoria, e ci impedisce di ricordare, uno dopo l’altro, i motivi di perplessità o di sincero scandalo occasionati da parole di un Pontefice di cui forse la prudenza e il giudizio ponderato non sono le virtù più evidenti. “In piena coscienza – scrive Danilo Quinto – mi sento di affermare che ogni giorno – anche quello dell’omelia quotidiana è un fatto sorprendente – il papa usa un linguaggio che si presta all’ambiguità e genera confusione rispetto ai dogmi della Chiesa cattolica”.

La lista è lunga. Episodi, prese di posizione, elogi (quello a Emma Bonino, che Danilo Quinto conosce benissimo, avendo lavorato con lei per anni e anni è esemplare nella sua – chiamiamola così, ingenuità), letture problematiche del Vangelo; tanto lunga che sarebbe troppo cercare di completarla. Ma credo che sia un libro, quello di Danilo Quinto, che valga la pena di leggere, anche perdonando certi toni che provengono ex abundantia cordis. L’autore ha pagato un prezzo alto, può permetterseli.

 

QUI, SU COMO VARA DE ALMENDRO TROVATE L’ARTICOLO IN SPAGNOLO.



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PALERMO. IL VESCOVO IN BICICLETTA TOGLIE LA PARROCCHIA E IMPONE IL SILENZIO AL PRETE CRITICO.

 

Marco Tosatti

Il Vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha imposto a don Alessandro Minutella di lasciare la parrocchia di cui è responsabile entro quindici giorni, di mantenere il più rigoroso silenzio e di prendersi un periodo di riposo. Qui sotto l’annuncio pubblicato da don Minutella stesso, che alle 17.30 in parrocchia spiegherà il provvedimento, motivato, a quanto sembra, dal suo non essere “in comunione ecclesiale”.

Don Minutella è molto critico dell’attuale situazione ecclesiale.

Chi è interessato può sentire questa sua omelia-annuncio, pubblicata su Facebook il 25 marzo, in cui si convoca per il 22 aprile prossimo, al Palazzetto dello Sport Palaferroli di Verona, un raduno di preghiera e di fede, per una resistenza cristiana dei cattolici stufi dell’eresia strisciante “portata avanti dal governo stesso della Chiesa”. I partecipanti devono venire con la corona del Rosario, e si consiglia di far precedere l’evento da un’ora di adorazione eucaristica notturna. Le iscrizioni, dice don Minutella nel suo appello si fanno direttamente su Facebook a Radio Domina Nostra. “Portate bandiere bianche e gialle del Vaticano – chiede il sacerdote – quella bellissima bandiera con le chiavi di San Pietro”. E sarà chiesta una benedizione al Santo Padre Benedetto XVI. “Scendiamo in campo prima che tocchino la Santa Messa”.

Nel suo annuncio- omelia di circa quindici minuti il sacerdote sottoposto a sanzioni dal vescovo di Palermo, non le manda a dire; e vuole esprimere, così afferma, il disagio di tanti cattolici che non hanno voce, e che stanno vivendo “una stagione di profondo smarrimento”, per una Chiesa che sta preparando “una forma di sintesi di tutte le eresie del passato”, nelle “sabbie mobili di una teologia liquida, un falso modello di Chiesa”. Una Chiesa “confusa, bizzarra e stravagante, a volte ridicola”. C’è un “imperante relativismo morale che in Benedetto XVI aveva trovato un argine, grazie anche allo straordinario dono del Concilio Vaticano II”.

Ma dopo la rinuncia, e nel tempo attuale “Quelli che erano diventati antipapisti ora sono diventati ultrapapisti, quasi idolatri. L’eucarestia è diventata pane del cammino, cibo di fraternità senza più nemmeno un minimo accenno qualche volta forse timido alla presenza reale”. Una Chiesa in anarchia, che pratica, in Italia, “un’amnesia colpevole” su temi come aborto, eutanasia, divorzio e gender”, che vive “un maniacale e ossessionato bisogno di ecumenismo”, con il rischio di una “sincretismo pancristiano e forse panreligioso”.

Prima delle sanzioni prese da mons. Lorefice, don Minutella avvertiva che “Il Sinedrio vuole zittire chi non è d’accordo”, chi è choccato dalle “corse in bicicletta all’altare e dagli aperitivi finali dopo la messa al posto del ringraziamento”. L’accenno è al vescovo di Palermo a cui fu regalata una bicicletta e che vi salì subito, in cattedrale, con le vesti liturgiche e la mitra, come si vede dalla fotografia.

Don Minutella fa i nomi di Enzo Bianchi, Alberto Melloni, Antonio Spadaro, Bruno Forte e Walter Kasper come i protagonisti di questa Chiesa del dialogo e della misericordia che sotto quelle parole “Nascondono l’arma della condanna dell’emarginazione e del sospetto verso chi non si omologa al loro pensiero”.

Don Minutella critica gli ipertradizionalisti che guardano questa Chiesa “agonizzante” e “Un governo che si presenta con il volto della misericordia e del dialogo e che invece sta diffondendo sempre di più un clima di terrore e di paura quasi alla maniera delle dittature di sapore populista”, aggiungendo che “chi esprime disagio non sono farisei dal cuore duro”, ma persone che amano la Chiesa cattolica. Per questo, in un momento in cui “l’eresia è portata avanti dal governo stesso della Chiesa” tocca ai cattolici resistere. Don Minutella usa il termine greco upomoné, perseveranza, fermezza, resistenza non in senso politico o di rivoluzione, ma “difesa della sana dottrina fino a quando il Signore non tornerà”, contro “i diktat della falsa chiesa”.

Annuncia che è un tempo di martirio, “dovremo soffrire, forse io per primo, forse sarò sospeso, sottoposto a sanzioni canoniche, un sacerdote che ha dato la vita al suo ministero e alle anime, come è sotto gli occhi di tutti, ci tocca essere condannati , ma tenere la fiaccola cattolica accesa in attesa che la bufera del falso profeta si esaurisca ai piedi della Donna vestita di sole”.

Don Minutella cita spesso l’Apocalisse: siamo nel tempo del Drago Rosso, dice. Chiede a tutti di venire allo scoperto, e al Papa, prima di recarsi a Fatima, di chiarire la sua risposta ai Dubia, dicendo che non vuole permettere la comunione ai divorziati risposati. “Ci aggrappiamo al Concilio vaticano II”, dice ancora, ricordando che grandi santi, come Sant’Atanasio e Sana Teresa d’Avila subirono sanzioni e corsero rischi canonici per difendere la fede e il cattolicesimo.



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