IL PAPA DITTATORE: UN LIBRO SUL PONTIFICATO DI JORGE MARIO BERGOGLIO. UNA LUCIDA SCALATA AL POTERE.

                            

Marco Tosatti

Da qualche giorno è presente su Amazon un libro il cui titolo dice già tutto: “Il Papa dittatore”. L’autore è Marcantonio Colonna, che viene descritto come un laureato a Oxford, con una profonda esperienza nel campo della ricerca storica, e in altri campi. Vive a Roma dall’inizio del pontificato di papa Bergoglio, e ha – dice la breve biografia che accompagna l’opera – “stretti contatti con molte persone che lavorano in Vaticano”. Ci ha scritto un marcantonio colonna su gmail, consigliandoci il libro; gli abbiamo chiesto un incontro personale, che probabilmente non avrà mai luogo, se il nostro sospetto è fondato. E cioè che si tratti di un nobile pseudonimo, sotto il quale si cela qualcuno che preferisce non essere identificato. Non è escluso che si tratta di un non italiano, forse un anglosassone. Questo lo ipotizziamo dal fatto che di preferenza i suoi riferimenti sono a fonti in inglese. Chi segue Stilum Curiae sa che ci siamo occupati in maniera molto intensa e approfondita (e prima ancora su San Pietro e Dintorni, sulla Stampa) dei meccanismi interni della Curia ai tempi di Francesco, degli uomini e degli eventi nascosti che hanno portato alla situazione attuale. Tutto questo materiale avrebbe potuto essere prezioso per un libro del genere; ma troviamo invece che la sola volta in cui si fa riferimento al nostro lavoro è da un articolo scritto, appunto in inglese, per la rivista First Things.

Comunque non è molto importante sapere chi sia l’autore dell’opera. È importante invece che sia stata scritta, perché compie un’operazione importante. Quella di mettere in fila, uno dopo l’altro, tutti gli elementi concreti, utili e non passati attraverso le mani di specialisti di apologia dei viventi, per ricostruire la storia di quello che probabilmente passerà alla storia come uno dei pontificati più discutibili e discussi degli ultimi secoli.

Se il libro ha un difetto, è quello di non essere più lungo e dettagliato. Ma già così rappresenta un quadro impressionante. Già, perché trascinati dal flusso della quotidianità, è difficile anche per chi si occupa costantemente di questi problemi avere una visione panoramica in profondità e ampiezza, dello svolgimento degli eventi. L’autore prende in esame il personaggio principale sin dagli inizi della sua carriera ecclesiastica, e mette in rilievo quelle che appaiono anche ora come caratteristiche: “Un esperto promotore di se stesso. Camuffato dietro un’immagine di semplicità e di austerità”. Una circostanza che è stata essenziale nel Conclave del 2013, attirando nella trappola anche persone – come il cardinale George, di Chicago – che poi rimpiangeranno il loro appoggio al presule argentino. Marcantonio Colonna fa aggio su un libro “El verdadero Francisco” pubblicato in Argentina da Omar Bello che per otto anni ha lavorato per l’arcivescovo, impegnandosi nel lancio di un nuovo canale televisivo della diocesi.

Non ci sono novità di grandissimo rilievo, o rivelazioni straordinarie, ne “Il Papa Dittatore”; ma certamente è molto documentato, interessante e prezioso, soprattutto per quanto riguarda operazioni discutibili come il licenziamento del Revisore Generale dei conti Libero Milone (ancora non sostituito, a quasi quattro mesi dalle dimissioni forzate…), il commissariamento dei Frati Francescani dell’Immacolata, e soprattutto sul commissariamento dell’Ordine di Malta, un’operazione di straordinaria spregiudicatezza da parte del Pontefice e della Segreteria di Stato, e in cui l’odore dei soldi prevarica su tutto e tutti, senza pietà per l’immagine solo mediatica di un regno tutto povertà e ispirazione francescana.

Non possiamo raccontarvi tutto il libro. Ma vogliamo offrirvi un’ultima citazione, perché da tempo – e lo sapete – siamo impegnati a raccontarvi come mai, in oltre trentacinque anni di “copertura” vaticana, mai abbiamo respirato un simile clima di terrore nei Sacri Palazzi. La recente intervista del cardinale Mūller ci ha detto quello che già sapevamo: e cioè che nel regno di papa Bergoglio vite e carriere si giocano sull’attimo di una delazione, di un’accusa anonima. Il Pontefice, scrive Marcantonio Colonna citando una fonte anonima “è una persona che soprattutto sa come instillare la paura”. Così era a Buenos Aires, così è a Roma, grazie a “una ragnatela di menzogne, intrighi, spionaggio sfiducia e, più efficace di ogni altra cosa, di paura”. Proprio la stoffa di cui deve essere tessuto un Vicario di Cristo, no?

 

Qui la versione in spagnolo, per la cortesia di José Arturo Quarracino

                            
Marco Tosatti
Integrar imagen  Desde hace unos días está presente en Amazon un libro cuyo título lo dice todo: “El Papa dictador”. El autor es Marcantonio Colonna, quien es descrito como un egresado de Oxford, con una experiencia profunda en el campo de la investigación histórica y en otros campos. Vive en Roma desde el comienzo del pontificado del papa Bergoglio, y dice la breve biografía que acompaña la obra que tiene “estrechos contactos con muchas personas que trabajan en el Vaticano”. Nos ha escrito un tal marcantonio colonna en gmail, aconsejándonos el libro; le hemos pedido un encuentro personal, que probablemente no tendrá lugar jamás, si nuestra sospecha es fundada. Es decir, pensamos que se trata de un noble seudónimo, bajo el cual se oculta alguien que prefiere no ser identificado. No se excluye que se trata de un no italiano, quizás un anglosajón. Formulamos esta hipótesis por el hecho que preferentemente sus referencias son de fuentes en inglés. Quien sigue Stilum Curiae sabe que nos hemos ocupado intensa y profundamente (y antes en San Pietro e Dintorni, en La Stampa) de los mecanismos internos de la Curia en tiempos de Francisco, de los hombres y de los acontecimientos ocultos que han llevado a la situación actual. Todo este material habría podido ser precioso para un libro de este género; pero, por el contrario, encontramos que la única vez que se hace referencia a nuestro trabajo es por un artículo escrito precisamente en inglés, para la revista First Things.
De todos modos, no es muy importante saber quién es el autor de la obra. Por el contrario, es importante que haya sido escrito este libro, porque lleva a cabo un trabajo importante, el de poner en fila, uno tras otro, todos los elementos concretos, útiles y no pasados a través de las manos de especialistas de apología de los vivientes, para reconstruir la historia de lo que probablemente pasará a la historia como uno de los pontificados más discutibles y discutidos de los últimos siglos.
Si el libro tiene un defecto, es el de no ser más largo y detallado. Pero ya así presenta un cuadro impresionante. Ya, porque arrastrados por el flujo de lo cotidiano es difícil también para el que se ocupa constantemente de estos problemas tener una visión panorámica, en profundidad y en amplitud, del desarrollo de los acontecimientos. El autor examina al personaje principal desde los comienzos de su carrera eclesiástica, y pone de relieve las cosas que aparecen también ahora como características: “Un experto promotor de él mismo. Camuflado detrás de una imagen de simplicidad y austeridad”. Una circunstancia que fue esencial en el conclave del 2013, atrayendo a la mesa también a personas – como el cardenal George, de Chicago – que luego lamentarían su apoyo al prelado argentino. Marcantonio Colonna hace contribución a un libro – “El verdadero Francisco” – publicado en Argentina por Omar Bello, quien durante ocho años trabajo para el arzobispo, comprometiéndose en el lanzamiento de un nuevo canal de televisión de la diócesis.
No hay novedades de gran relieve ni revelaciones extraordinarias, ni “el Papa dictador”, pero ciertamente está muy documentado, es interesante y precioso, sobre todo en lo que se refiere a operaciones discutibles como el despido del Revisor General de las cuentas, Libero Milone (todavía no reemplazado, a casi cuatro meses de su dimisión forzada…), la intervención a los Frailes Franciscanos de la Inmaculada, y sobre todo la intervención a la Orden de Malta, una operación de extraordinaria crueldad por parte del Pontífice y de la Secretaria de Estado, y en la cual el olor del dinero prevalece sobre todo y sobre todos, sin piedad para la imagen solo mediática de un reino de pobreza total y de inspiración franciscana.
No podemos contarles todo el libro. Pero queremos ofrecerles una última cita, porque desde hace tiempo – ustedes lo saben – estamos comprometidos como nunca en más de treinta y cinco años de “cobertura” vaticana: jamás hemos respirado un clima similar de terror en los Sacros Palacios. La reciente entrevista del cardenal Mūller nos ha dicho lo que ya sabíamos: que en el reino del papa Bergoglio vidas y carreras se juegan en un instante de delación, de una acusación anónima. El pontífice, escribe Marcantonio Colonna citando una fuente anónima, “es una persona que sobre todo sabe cómo inculcar el miedo”. Ya era así en Buenos Aires, es así en Roma, gracias a “una telaraña de mentiras, intrigas, desconfianza de espionaje y, más eficaz que cualquier otra cosa, de miedo”. ¿Justamente el paño del que debe estar tejido un Vicario de Cristo, no?
 


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LA LETTERA E IL GRIDO DI UN CATTOLICO AL PAPA: LA TUA CHIESA HA ABBANDONATO I DEBOLI E GLI INNOCENTI.

Marco Tosatti

Ho ricevuto questa lettera da un collega e amico. Qualcuno che ha lavorato da cattolico nella cultura, nel giornalismo, e nell’insegnamento, e che adesso si definisce “ex”; ex per quanto riguarda gli impegni attivi – anche se nonostante tutto ancora si dà da fare, eccome – ma certamente non da cattolico. Più che una lettera è un grido di dolore, rivolto al Pontefice; e io spero che il Pontefice la legga, e cercherò, con i miei limitatissimi mezzi, di fare in modo che chi si occupa della sua comunicazione la riceva, e, forse, se non scatta qualche meccanismo cortigiano, gliela sottoponga. Io credo che renderebbe al Pontefice un grande servizio; perché è una lettera sincera, nata da un amore e una sofferenza reali, e profondi.

La Chiesa di Bergoglio ha abbandonato deboli e innocenti

Per secoli la Chiesa ha lottato per la difesa dei più deboli e degli innocenti. Per questo il mondo e il potere si sono spesso schierati contro di essa. Schiavi, orfani, bambini esposti, vedove, malati… sin dai primi secoli sono stati i destinatari della grande carità che vedeva in loro l’innocenza e la debolezza di Cristo, puer et infirmus.

I primi polemisti pagani, come Celso, nel suo Discorso della verità contro i cristiani del 178, Porfirio e Frontone, nelle loro orazioni, accusavano i cristiani di frequentare donnette, schiavi e bambini, invece che senatori e uomini di potere e di intelletto.

Alla fine dell’Ottocento Friedrich Wilhelm Nietzsche ne La genealogia della morale rivolgerà agli ebrei e ai cristiani la medesima accusa: «Sono stati gli ebrei (conquistando Roma col cristianesimo, N.d.R.) ad aver osato, con una terrificante consequenzialità, stringendolo ben saldo con i denti dell’odio più abissale (l’odio dell’impotenza), il rovesciamento dell’aristocratica equazione di valore (buono=nobile=potente=bello=felice=caro agli dèi), ovverossia i miserabili soltanto sono i buoni; solo i poveri, gli impotenti, gli umili sono buoni; i sofferenti, gli indigenti, gli infermi, i deformi sono anche gli unici devoti».

Pochi anni dopo queste parole, i deformi saranno condannati a morte dai nazisti, con l’aborto selettivo e l’eutanasia, e, nonostante l’esistenza di tiepidi e di ignavi, molti uomini di Chiesa, come il cardinale August Von Galen, saranno i principali oppositori di queste pratiche disumane, a rischio della propria vita.

Balzando ai tempi nostri, sino a ieri i cattolici, con inevitabili divisioni e defezioni, sono stati protagonisti in tutte le battaglie politiche e culturali a difesa degli innocenti: sono stati i primi a lottare contro il divorzio, che priva i bambini della stabilità e della sicurezza familiare; contro l’uccisione degli innocenti, con l’aborto; ad impedire l’affermarsi dell’idea secondo cui, per i malati, la soluzione è l’eutanasia; ad opporsi all’indottrinamento del gender; a contrastare, si pensi alla legge 40 del 2004 e al referendum del 2005, la inutile e criminale sperimentazione sugli embrioni umani, che uccide, e l’utero in affitto, cioè una pratica che schiavizza le donne e trasforma i bambini in oggetto di compravendita…

In tutte queste battaglie i cattolici si sono schierati dalla parte del più debole, dell’innocente, contro il capriccio degli adulti, lo strapotere della tecnica, la mercificazione del corpo umano e dei gameti umani… Confortati dalle parole di santa madre Teresa di Calcutta: “il bimbo nel grembo materno è il più povero tra i poveri”.

Con l’elezione di Bergoglio tutto è cambiato.

In nome di una maggior comprensione dei tempi presenti e della cultura contemporanea, si sono di fatto abbandonati coloro a cui il tempo presente e la cultura contemporanea non riconoscono alcun diritto.

Si veda a tal proposito l’appoggio dato in Italia al governo Renzi e Gentiloni, che pure hanno portato avanti il divorzio breve, la legge Cirinnà, ed hanno cercato di legalizzare droghe leggere ed eutanasia; si pensi al silenzio con cui sono stati accolti il matrimonio gay in Germania, Irlanda ed Australia, oppure l’assoluta afasia davanti alle sentenze che hanno sdoganato l’utero in affitto anche nel nostro paese.

Di più: con il favore dei media, il famoso “V potere”, sino a ieri acerrimo avversario del pontefice Bendetto XVI, che ricordava spesso ai più forti l’esistenza di “principi non negoziabili”, si è demonizzato ed ostracizzato il movimento cattolico di base che si opponeva all’ imposizione sui bambini dell’ideologia gender nelle scuole.

Monsignor Nunzio Galantino, segretario Cei per decisione di Bergoglio, ha ostacolato in tutti i modi ben due Family day, che Bergoglio, da parte sua, ha del tutto ignorato, rifiutandosi di degnare di un saluto le più grandi manifestazioni cattoliche di piazza della nostra storia repubblicana.

Nel contempo si è affidata la Pontificia Accademia per la Vita e il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi su Matrimonio e Famiglia ad un monsignore di potere, Vincenzo Paglia, indagato dalla magistratura italiana, che ha più volte ribadito la sua stima per Marco Pannella, cioè l’uomo che ha dedicato la sua vita alla lotta contro i più deboli, promuovendo cultura della droga, aborto ed eutanasia.

Oggi, nella Chiesa, è diventato quasi impossibile parlare di “principi non negoziabili”, lottare per la difesa della vita e della libertà di educazione, ricordare il dovere dei genitori di amarsi l’un l’altro per sempre, in nome della promessa da loro fatta, e in nome dei loro figli. Sono tutti temi che vengono definiti divisivi, scomodi, inattuali.

Sì, la difesa dei deboli e degli innocenti è sempre scomoda ed inattuale, perché si scontra con il potere cinico e violento: a meno che non sia travestita nell’attuale celebrazione di un sistema che sradica i popoli, rendendo tutti migranti, creando nuove povertà materiali e spirituali, facendo il gioco del grande capitale apolide.

Non è un caso che i finanzieri miliardari alla George Soros, le grandi Ong, e politici potenti come Emma Bonino, la pasionaria di Pannella, si trovino oggi in perfetto accordo con le parole e le azioni Bergoglio quanto alla narrazione retorica sulle migrazioni. Eppure, anche in questo caso, non dovrebbe essere difficile capire che stiamo assistendo ad una debacle dei più deboli: i ceti più poveri italiani, che verranno schiacciati dalle migrazioni massicce che stiamo vivendo, e i migranti stessi, giovani africani che si trovano a vivere senza famiglia e con lavori precari, in un Occidente che non è in grado di accogliergli in modo degno.

Due parole, conclusive anche su un documento, Amoris laetitia, estorto ad un sinodo evidentemente indirizzato e manipolato. Amoris laetitia sta dividendo la Chiesa, perché contraddice l’insegnamento dei pontefici precedenti.

Anche questo documento, in verità, va contro la difesa dei deboli e degli innocenti, nonostante si presenti come un testo impostato sulla misericordia: sino a ieri la chiesa si “schierava” con le spose o i mariti ingiustamente abbandonati e con i bambini privati di uno dei genitori.

Lo faceva semplicemente ricordando a tutti che chi si sposa con un matrimonio religioso, non può rompere la comunione con coniuge e figli, credendo poi di poterla mantenere con Gesù Cristo, che ci ha insegnato ad osservare i suoi comandamenti (“Chi mi ama, osserva i miei comandamenti”) e ad amare il nostro prossimo.

Oggi invece questo non vale più: si insegna che la comunione eucaristica è per tutti, anche per chi magari abbia infranto il vincolo coniugale e viva una nuova relazione adulterina.

Chi ci rimette? I deboli e gli innocenti! Non è affatto misericordia, questa, verso il coniuge innocente, che ha investito tutto nel suo matrimonio e nella sua famiglia, e che si trova abbandonato e tradito, mentre la Chiesa giustifica abbandono e tradimento.

Facciamo un esempio concreto: un uomo che lasci sola la moglie, magari con due o tre figli, per andare con un’altra donna. Legittimare questa scelta non è forse abbandonare i più deboli e gli innocenti, e cioè la moglie e i figli abbandonati?

Un altro esempio: una moglie che decide di abbandonare il marito, portarsi a casa l’amante e gettare il coniuge nella disperazione, lasciandolo privo di casa e lontano dai figli.

In entrambi i casi non dovrebbe la Chiesa ricordare a tutti il dovere che hanno verso la persona che hanno sposato e verso i figli che hanno messo al mondo?

Così ha sempre fatto, con tutti i limiti umani, per secoli, arrivando spesso a condannare principi e sovrani che ripudiavano le mogli, e abbandonavano i loro figli; lottando, nei paesi di missione in cui vige la poligamia, per rivendicare il diritto della donna e dei figli ad avere un marito ed un padre.

Oggi non è più così, perché chi guida la Chiesa ha scelto l’applauso del potere che, come Erode, non vuole più sentirsi dire da Giovanni Battista: “Non ti è lecito!”.



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VERI CATHOLICI PUBBLICA SUL GIORNALE UN APPELLO – PUBBLICITÀ – A CARDINALI, VESCOVI, E POPOLO DI ROMA PER CORREGGERE IL PAPA.

Marco Tosatti

“Veri Catholici!, un’associazione internazionale nata qualche anno fa con l’obiettivo di preservare la Fede eterna insegnata dal Nostro Signore Gesù Cristo, che è stata tramandata all’interno della Chiesa Cattolica durante i secoli, e che è molto attiva nella rete con una piattaforma che pubblica in ben dieci lingue, è protagonista oggi di un’iniziativa clamorosa. Veri Catholici ha comprato spazio pubblicitario su un giornale nella sua edizione centro-sud per lanciare una petizione molto particolare, rivolta a cardinali e vescovi della Chiesa, oltre che diretta al popolo di Roma.

Dopo una lunga premessa, l’appello giunge così al punto centrale:

“Su questa base facciamo appello ai fedeli della Chiesa di Roma di chiedere formalmente a cardinali e vescovi della Chiesa cattolica di RIMPROVERARE CANONICAMENTE Jorge Mario Bergoglio, di giudicare se la sua elezione era valida, e cioè se era cattolico prima di essere eletto, o se sia in uno scisma dalla Chiesa cattolica, in ragione dell’odio verso di Lei, di Cristo, dell’insegnamento di Cristo, dell’eucarestia ecc., e se non si trovi più in comunione con essa perché complotta per rovesciarla e/o pertinacemente, pubblicamente, manifestamente e abitualmente nega o attacca qualsiasi verità rivelata da Dio, specialmente ciò che riguarda l’indissolubilità del matrimonio e l’impossibilità di comunicarsi per i peccatori pubblici”.

Ancora una volta dunque il nodo della questione è Amoris Laetitia, con tutto il dibattito che si è sviluppato a partire dalla sua pubblicazione, l’anno scorso, e che non accenna affatto a spegnersi; anzi trova di continuo nuovi spunti di polemica, a dispetto dei tentativi delle persone più vicine al governo attuale della Chiesa di cercare di “Sopire, troncare (…) troncare, sopire”.

Il manifesto si rivolge, come nei tempi antichi, al popolo romano: “Nei nostri giorni malvagi, quando il clero ha rimpiazzato il Vangelo di Nostro Signore Gesù Cristo con i documenti del Vaticano II, e ora cerca di prostituire l’insegnamento su matrimonio, famiglia e disciplina sacramentale verso i peccatori pubblici, con la perversa moralità senza dio degli adulteri, dei fornicatori e dei sodomiti, è necessario per la salvezza della Chiesa e la liberazione dell’autorità ecclesiale che i fedeli della Chiesa di Roma agiscano e non restino più a lungo in silenzio”.

Il ricordo storico dei secoli bui della Chiesa è evidente in questa altra frase “Come anticamente i romani molte volte in diverse occasioni hanno fatto, quando hanno espulso antipapi e falsi pretendenti al trono apostolico, così i fedeli della città di Roma, oggi, hanno il dovere solenne e il diritto di agire”. Firmando la petizione online, e mostrando alla loro finestra una bandiera papale rovesciata.



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GRAN BRETAGNA. UN LIBRO RIVELA L’AZIONE DI LOBBYING PER ELEGGERE BERGOGLIO AL SOGLIO DI PIETRO.

Marco Tosatti

Un libro che sta per uscire in Gran Bretagna offre nuovi elementi per capire come, e portati da chi, Jorge Mario Bergoglio è diventato papa. Il libro è scritto da Catherine Pepinster, che è stata direttrice del giornale cattolico inglese The Tablet, e si intitola: “The Keys and the Kingdom” (Le chiavi e il regno). In esso si afferma che il cardinale Cormac Murphy-O’Connor, ex arcivescovo di Westminster, scomparso nei giorni scorsi, organizzò a Roma, nei locali dell’Ambasciata britannica, almeno un incontro per convincere i cardinali votanti del Commonwealth a votare l’arcivescovo di Buenos Aires. Escluse però volontariamente dall’invito sia il card. Marc Ouellet, canadese, prefetto della Congregazione per i vescovi, sia il card. George Pell, australiano. Probabilmente temeva che avrebbero sconsigliato la sua azione di lobbying.

Murphy O’Connor non era più, per questioni di età, ammesso a votare in Conclave; ma era a Roma per partecipare alle Congregazioni, le riunioni di cardinali che precedono il Conclave e che sono aperte anche agli ultraottantenni.

Secondo Catholic Culture, che riporta la notizia data dal Telegraph, si tratterebbe di una chiara violazione delle norme che proibiscono ogni forma di lobbying prima di un Conclave.

È la seconda volta che questo sospetto, o accusa, viene alla luce. La prima volta è stata qualche anno fa, quando Austin Ivereigh, già portavoce di Murphy O’Connor, grande fan del Pontefice regnante, nel suo libro “The Great Reformer” (Tempo di misericordia, in italiano) scrisse che i cardinali che nel 2005 avevano spinto Bergoglio a correre, per essere sconfitto da Ratzinger, “Avevano imparato la lezione del 2005 e stavolta erano ben organizzati. Prima di tutto si assicurarono il consenso di Bergoglio. Quando gli domandarono se fosse disponibile rispose che riteneva che in un simile momento di crisi per la Chiesa nessun cardinale, ove glielo si fosse chiesto, potesse rifiutare. Murphy O’Connor lo avvertì a bella posta di ‘stare attento’ che stavolta era il suo turno, e l’altro rispose in italiano: ‘Capisco’”.

Quello che ha scritto pone un problema; va contro le regole del Conclave, stabilite dalla Universi Dominici Gregis, al N. 81: “I Cardinali elettori si astengano, inoltre, da ogni forma di patteggiamenti, accordi, promesse od altri impegni di qualsiasi genere, che li possano costringere a dare o a negare il voto ad uno o ad alcuni. Se ciò in realtà fosse fatto, sia pure sotto giuramento, decreto che tale impegno sia nullo e invalido e che nessuno sia tenuto ad osservarlo; e fin d’ora commino la scomunica latae sententiae ai trasgressori di tale divieto. Non intendo, tuttavia, proibire che durante la Sede Vacante ci possano essere scambi di idee circa l’elezione”.

Per vedere come questo pasticcio fu risolto, sia pure in maniera non estremamente limpida, potete leggere qui e qui e anche qui .

Austen Ivereigh sembrava implicitamente confermare che il “Team Bergoglio” è esistito e ha lavorato.

Lasciando da parte per il momento il problema della violazione; comunque la rivelazione della Pepinster arricchisce quello che è il quadro. E spiega un episodio accaduto nei primi mesi del Pontificato. Quando Gerhard Müller, allora prefetto della Congregazione per la Fede, fu chiamato urgentemente al telefono una mattina dal Pontefice. Murphy O’Connor aveva avuto problemi con almeno un caso di abusi sessuali commessi da uno sacerdote quando era vescovo, prima di giungere a Londra. Una donna, parente di una delle vittime, aveva chiesto che la Congregazione per la Dottrina della Fede indagasse su come aveva esercitato la responsabilità di sorveglianza e prevenzione dovute come vescovo. La Congregazione aveva aperto una pratica. Il Pontefice ingiunse a Müller di chiuderla rapidamente. Müller raccontò l’episodio; ne era rimasto molto colpito, anche perché la telefonata era arrivata mentre stava celebrando una messa per un gruppo di ospiti tedeschi, e il Pontefice aveva insistito per parlargli, a dispetto della situazione.

Il quadro dell’elezione di Bergoglio assume quindi sempre di più la forma di un qualche cosa preparato da molto tempo.

Vi ricordate il gruppo di Sankt Gallen, quello che Danneels chiamava la “mafia di Sankt Gallen”? Ne facevano parte Martini, Danneels, Murphy O’Connor, Silvestrini e altri ancora. Quando – prima del 2005 – ne faceva parte Martini, e durante una riunione si fece il nome di Bergoglio, il cardinale di Milano disse: non parliamo di nomi, parliamo di programma. Nel 2005 fu eletto Ratzinger. Ma il gruppo, anche se non si riunì più nella cittadina svizzera, continuò a operare, tanto che dopo l’elezione di Bergoglio il cardinale Silvestrini poteva confidare ai suoi fedeli che il programma del pontificato era stato un prodotto di quel “think tank”. (E come vediamo si cerca di attuarlo: eucarestia ai divorziati risposati, contraccezione sotto studio, a dicembre i “viri probati”, diaconato femminile…).

Al gruppo di lobbying e pressione anglo-belga-tedesco si è unita poi l’America Latina, e soprattutto il card. Hummes. Lì nacque l’idea di “inventare” la possibile candidatura del card. Scherer, come schermo per il cavallo reale, Bergoglio. Che trovò poi il sorprendente appoggio del card. Tarcisio Bertone, Segretario di Stato (ahimé) di Benedetto XVI. Gli amici di Bertone cercavano di rastrellare voti per l’arcivescovo di Buenos Aires, sostenendo che poi sarebbe stato facile da controllare. E, in effetti, gli uomini dell’ex segretario di Stato sono stati mantenuti o promossi.



Credibile quindi questa nuova rivelazione sul pre-Conclave. Che conferma la lunga marcia dell’arcivescovo di Buenos Aires verso il soglio di Pietro. Frutto, a quanto pare, più di una strategia di lungo corso che di una ventata improvvisa dello Spirito.

 

In spagnolo:

http://comovaradealmendro.es/2017/09/sobremesa-tosatti-gran-bretana-libro-revela-la-accion-cabildeo-elegir-bergoglio-al-solio-pedro/



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MONS. SCHNEIDER: CHIESA, CRISI SENZA PRECEDENTI. “DEINFALLIBILIZZARE” IL CONCILIO VATICANO II.

 

MARCO TOSATTI

Con colpevole ritardo – ma ci siamo imposti, salvo casi particolarissimi, di non fare più di un post al giorno – vi offriamo una riflessione del vescovo Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, in Kazakistan, una delle personalità più lucide e coraggiose di cui la Chiesa dispone oggi. E’ un editoriale che è apparso in Rorate Coeli, in inglese, e su un blog italiano, Ultimo Papa. Chi volesse leggerli integralmente è opportuno vada a queste due fonti. Noi presentiamo alcuni passaggi particolarmente interessanti. Scrive mons. Schneider:

“L’attuale situazione di crisi senza precedenti della Chiesa è paragonabile con la crisi generale del IV secolo, quando l’arianesimo aveva contaminato la stragrande maggioranza dell’episcopato, assumendo una posizione dominante nella vita della Chiesa. Dobbiamo cercare di affrontare questa attuale situazione da un lato con realismo e, dall’altro, con uno spirito soprannaturale, con un profondo amore per la Chiesa, nostra madre, che soffre la Passione di Cristo a causa di questa tremenda e generalizzata confusione dottrinale, liturgica e pastorale. Dobbiamo rinnovare la nostra fede nel credere che la Chiesa sia nelle mani sicure di Cristo e che Egli intervenga sempre per rinnovare la Chiesa nei momenti in cui la barca della Chiesa sembra che si stia per capovolgere, come è il caso evidente nei giorni nostri”.

Questa frase risuona come un richiamo alle parole che Benedetto XVI ha scritto nel suo ricordo in mortem del card. Meisner.

Continua il vescovo: “Per quanto riguarda l’atteggiamento verso il Concilio Vaticano II, dobbiamo evitare due estremi: un rifiuto completo (come i sedevacantisti e una parte della Società di San Pio X) o una “infallibilizzazione” di tutto ciò di cui il concilio ha parlato” scrive il vescovo, che ricorda come “Il Vaticano II fu una legittima assemblea presieduta dai Papi e dobbiamo mantenere verso questo Concilio un atteggiamento rispettoso. Tuttavia, ciò non significa che ci sia proibito esprimere fondati dubbi o rispettosi suggerimenti di miglioramento su alcuni elementi specifici, sempre basandoci su tutta la tradizione della Chiesa e sul suo costante Magistero”.

Infatti, è costante nella Chiesa una prassi: “Le dichiarazioni dottrinali tradizionali e costanti del Magistero durante un periodo secolare hanno precedenza e costituiscono un criterio di verifica sull’esigenza delle dichiarazioni magistrali posteriori. Le nuove affermazioni del Magistero devono, in linea di principio, essere più esatte e più chiare, ma non dovrebbero mai essere ambigue e apparentemente contrarie alle precedenti dichiarazioni magistrali”.

Ne consegue che eventuali dichiarazioni ambigue del Vaticano II devono essere lette e interpretate secondo le affermazioni di tutta la Tradizione e del costante Magistero della Chiesa.

“In caso di dubbio, le affermazioni del Magistero costante (i Concili precedenti e i documenti dei Papi, il cui contenuto dimostra di essere una tradizione sicura e ripetuta nei secoli sempre nello stesso senso) prevalgono su quelle dichiarazioni, oggettivamente ambigue o nuove del Vaticano II, che difficilmente concordano con specifiche affermazioni del magistero costante e precedente”.

Ne consegue che “Il Vaticano II deve essere visto e ricevuto come è e come veramente fu: un concilio prevalentemente pastorale. Questo concilio non aveva l’intenzione di proporre nuove dottrine o quantomeno di proporle in forma definitiva. Nelle sue dichiarazioni il concilio ha confermato in gran parte la dottrina tradizionale e costante della Chiesa”.

Mons. Schneider ribadisce allora che “Alcune delle nuove affermazioni del Vaticano II (ad esempio collegialità, libertà religiosa, dialogo ecumenico e interreligioso, atteggiamento verso il mondo) non hanno un carattere definitivo e dal momento che apparentemente o veramente non concordano con le dichiarazioni tradizionali e costanti del Magistero, devono essere completate da spiegazioni più esatte e da integrazioni più precise di carattere dottrinale”.

Mons. Schneider ricorda alcuni casi nella storia della Chiesa in cui dichiarazioni di alcuni concili ecumenici sono stati corretti successivamente grazie a un sereno dibattito teologico.

Di conseguenza “Bisogna creare nella Chiesa un clima sereno di discussione dottrinale su quelle affermazioni del Vaticano II, ambigue o che hanno causato interpretazioni erronee. In una discussione così dottrinale non c’è nulla di scandaloso, ma al contrario, può essere un contributo per mantenere e spiegare in modo più sicuro e integrale il deposito della fede immutabile della Chiesa.

Non si deve enfatizzare tanto un certo Concilio, assolutizzandolo o avvicinandolo alla realtà orale (Sacra Tradizione) o scritta (Sacra Scrittura) della Parola di Dio. Il Vaticano II stesso ha giustamente affermato (cfr Verbum Dei, 10) che il Magistero (Papa, Concilio, magistero ordinario e universale) non è al di sopra della Parola di Dio, ma sotto di essa, soggetto ad essa, essendo solo suo servitore (della parola orale di Dio=Tradizione Sacra e della Parola scritta di Dio=Sacra Scrittura).

Da un punto di vista oggettivo, le affermazioni del Magistero (papi e concili) di carattere definitivo hanno più valore e peso rispetto alle dichiarazioni di carattere pastorale, che hanno naturalmente una qualità variabile e temporanea a seconda delle circostanze storiche o che rispondono a Situazioni pastorali di un certo periodo di tempo, come avviene per la maggior parte delle affermazioni del Vaticano II”.

Mons. Schneider elenca i quattro punti fondamentali del Vaticano II: “Il contributo originale e prezioso del Vaticano II consiste nella chiamata universale alla santità di tutti i membri della Chiesa (cap. 5 di Lumen Gentium), nella dottrina sul ruolo centrale della Madonna nella vita della Chiesa (cap. 8 della Lumen Gentium), nell’importanza dei fedeli laici nel mantenere, difendere e promuovere la fede cattolica e nel loro dovere di evangelizzare e santificare le realtà temporali secondo il senso perenne della Chiesa (cap. 4 della Lumen Gentium), nel primato dell’adorazione di Dio nella vita della Chiesa e nella celebrazione della liturgia (Sacrosanctum Concilium , nn 2, 5-10). Il resto si può considerare in una certa misura secondario, temporaneo e, in futuro, probabilmente dimenticabile”.

Ma ecco che cosa è accaduto: “Invece di vivere questi quattro aspetti, una considerevole parte della nomenclatura teologica e amministrativa nella vita della Chiesa ha promosso, negli ultimi 50 anni e promuove ancora oggi ambigue dottrine, pastorali e liturgiche, distorcendo così l’intenzione originaria del Concilio o abusando delle dichiarazioni dottrinali meno chiare o ambigue per creare un’altra chiesa, una chiesa di tipo relativista o protestante”.

E continua: “Il problema della crisi attuale della Chiesa consiste in parte nel fatto che alcune affermazioni del concilio Vaticano II, oggettivamente ambigue o quelle poche dichiarazioni difficilmente concordanti con la costante tradizione magistrale della Chiesa, sono state “infallibilizzate”. In questo modo è stato bloccato un sano dibattito con una correzione necessariamente implicita o tacita. Allo stesso tempo si è dato l’incentivo a creare affermazioni teologiche in contrasto con la tradizione perenne”.

Conclude mons. Schneider: “Dobbiamo liberarci dalle catene dell’assolutizzazione e della totale “infallibilizzazione” del Vaticano II. Dobbiamo agire in un clima di sereno e rispettoso dibattito nel sincero amore per la Chiesa e per la fede immutabile della Chiesa”. Infatti “L’ambiguità nella dottrina della fede e nella sua applicazione concreta (nella liturgia e nella vita pastorale) minaccia l’eterna salvezza delle anime e sarebbe quindi anti-pastorale, poiché l’annuncio della chiarezza e dell’integrità della fede cattolica e la sua fedele applicazione concreta è la volontà esplicita di Dio”.



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MARTINI, IL CONCLAVE E PAPA BERGOGLIO. CI HA SCRITTO UN PEZZO GROSSO, CON UNA SUA TESTIMONIANZA.

MARCO TOSATTI

Cari amici del blog, ieri ho avuto una sorpresa. Avete letto – e alcuni di voi anche discusso – il messaggio che mi ha mandato don Ariel Levi di Gualdo. Ho trovato nella mia casella di posta una lettera scritta da un Pezzo Grosso; un nome molto noto, un cattolico, che però non ha niente a che fare direttamente con il Vaticano o la Cei. Ve la giro. E approfitto dell’occasione per ricordare che Stilum Curiae, ospita contributi esterni perché gli sembrano interessanti. Non perché li condivida in tutto o in parte; se sembra che possano arricchire la nostra informazione e dibattito trovano spazio in questo piccolo blog.

Ecco comunque la lettera del Pezzo Grosso, che, devo ammettere, mi ha creato un certo disagio.

“Gentile dottor Tosatti, un amico mi ha segnalato il suo pezzo ‘Martini non voleva Bergoglio’ e la successiva lettera del teologo Ariel Levi di Gualdo. Da ben 4 anni sento dire che ‘nessuno’ voleva Bergoglio; ma allora chi lo ha nominato? Lo sento sempre più criticare in quasi tutti gli ambienti, persino in quelli laicisti, ormai. Percepisco, anche se ci sono arrivato con fatica e con molte discussioni con teologi , “l’opera“ che sta compiendo. Ma continuo a domandarmi , ma chi lo ha eletto in Conclave sapeva cosa avrebbe fatto? Mica si è eletto da solo. E’ possibile che il Papa rinunciatario non abbia cercato di organizzare la sua successione ? ( in modo di dare senso strumentale alla rinuncia e orientarla ad un obiettivo). Vorrei ora raccontare una storia vera, la mia coscienza mi stimola a raccontarla in questo momento di manifesta presa di consapevolezza di ciò che sta succedendo nella chiesa. Non posso fare nomi, che farei peraltro solo in confessionale (ma solo sapendo chi è il confessore, in più). Il successore di Benedetto XVI veniva eletto il 13 marzo 2013. Due o tre giorni dopo mi trovavo a Roma a pranzo con una importante personalità del mondo politico-economico internazionale, molto ben collegata e informata; riporto a memoria la conversazione. Mi domanda: ‘Che ne pensi di questo nuovo Papa appena eletto?’. Rispondo: ‘nulla più di quello che ho letto sui giornali’. Mi dice ‘Questo Papa produrrà dei danni alla tua Chiesa, enormi e irreversibili…’ .

Sono quattro anni che non penso che a questo commento; un commento che mi insinua il dubbio che detta elezione fosse stata voluta e pianificata. Non solo: anche la certezza che il successore di Benedetto XVI fosse ben conosciuto. Caro Tosatti, ho voluto confidarle quanto esposto, pur volendo necessariamente mantenere riservato il mio nome”.

Ammetto che mi ha creato un certo disagio.



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ARIEL LEVI DI GUALDO: MARTINI SAREBBE USCITO DAL CONCLAVE PER NON VOTARE PER BERGOGLIO PAPA.

Marco Tosatti

Ci ha scritto un vecchio e stimato amico sacerdote, Ariel Levi di Gualdo, in relazione all’ultimo articolo che abbiamo felicemente ospitato di Romana Vulneratus Curia (RVC per gli amici). È una lettera interessante, perché offre squarci di informazione, e spunti di riflessione, sulle vicende di Chiesa che stiamo vivendo in questi tempi. Ma non c’è bisogno di nostri commenti: lasciamo la parola ad Ariel.

Caro Marco,

dopo avere letto il tuo articolo «Martini non voleva Bergoglio Papa», ero tentato di chiamarti per fare due chiacchiere, che in ogni caso faremo comunque.

Tu ed io ci conosciamo da molti anni, siamo amici e ci leggiamo vicendevolmente, pertanto ti è noto quanto sia mia abitudine trattare la Compagnia di Gesù con estrema durezza da alcuni anni a questa parte. Forse perché ce l’ho fina con i gesuiti? No, non potrei avercela, perché verso i Gesuiti della vecchia scuola formatisi prima degli anni Sessanta e appartenenti alla vecchia Compagnia di Gesù, nutro invece profonda gratitudine, perché sono stato loro allievo. Non nutro invece alcuna stima verso i membri di quella che mi sono dilettato a chiamare la nuova Compagnia delle Indie, oggi capitanata da un eretico palese e manifesto: Padre Arturo Sosa.

Durante i miei primi anni di sacerdozio venni a stretto contatto con “pezzi storici” della Curia Romana, ed appresso cominciai ad essere non tanto confratello, amico o confidente di vari ecclesiastici, ma loro confessore e direttore spirituale. E in questo caso cala il silenzio della segretezza, anche perché, dinanzi a certi fatti o situazioni apprese in foro interno e in foro esterno, non si può neppure applicare il principio “si dice il peccato ma non il peccatore”, perché in certe delicate situazioni non si dice né il peccatore e neppure il peccato, ossia non si diffondono mai certe notizie.

Scrivo di tante cose, sempre e di rigore documentate. Mai però, nei miei scritti, sono apparsi quei nefasti e clericali “pare”, “sembra”, “si dice” … seguiti da vere e proprie raffiche di mitra; perché quando si parla di certi argomenti, anzitutto si prova e si dimostra ciò che si dice. Ecco perché non ho mai potuto parlare – sebbene mi sia occupato più volte della controversa figura teologica del Cardinale Carlo Maria Martini –, di quanto hai scritto e pubblicato tu.

Senza troppo approfondire la cosa, posso confermarti che nel conclave del 2005 il Cardinale Carlo Maria Martini appoggiò e sostenne l’elezione del Cardinale Joseph Ratzinger, che era su posizioni teologiche e pastorali sicuramente del tutto diverse dalle sue, ma verso il quale nutriva profonda stima, a prescindere dalle opinioni divergenti. Definire il Pontefice regnante “realizzatore del marinismo”, è una bufala montata da giornalisti e blogghettari d’infimo livello. Il Cardinale Carlo Maria Martini aveva una pessima considerazione dell’allora Arcivescovo metropolita di Buenos Aires, cosa che non mancò di dimostrare, più e più volte, con tutta la signorilità che era a lui propria; e testimoni oculari e auricolari, non mancano proprio in tal senso. Come non mancano alcuni anziani Gesuiti argentini che riguardo il loro confratello Padre Jorge Mario Bergoglio dissero: «Alla fine del suo mandato da provinciale, solo per tamponare un po’ i danni da lui fatti, ci abbiamo impiegato vent’anni».

Da non dimenticare, poi, che il “progressista” Carlo Maria Martini, amato da tutta la sinistra radical chic dell’epoca, di fondo era un grande snobista; e quando giungeva in visita pastorale nelle parrocchie metropolitane ambrosiane, o quando faceva ingresso nella sua chiesa cattedrale, il portamento, l’aria, l’impostazione del prìncipe della Chiesa, si percepivano anche di lontano. Egli era infatti molto favorito anche dalla sua bella e virile figura fisica, unita a un portamento di gran classe, quantunque succeduto sulla Cattedra di Sant’Ambrogio da un simpatico ometto che pareva una via di mezzo tra uno gnomo caricaturale ed il grande puffo blu mascherato da Babbo Natale.

Certe esegesi, discorsi o affermazioni del Cardinale Carlo Maria Martini, mi hanno lasciato sempre molto perplesso e nel 2010 scrissi un saggio breve per confutare la sua tesi peregrina sul “ripristino” del diaconato femminile, spiegando che né nella Chiesa d’Oriente né in quella d’Occidente era mai esistito quell’istituto. Ma, al di là di questo e altro, il Cardinale Martini era un uomo di indubbia cultura [cf. QUI].

Prima come gesuita, poi come vescovo e in seguito come cardinale, Carlo Maria Martini era la perfetta antitesi dell’allora Arcivescovo metropolita di Buenos Aires, al quale non poteva che guardare con sconcerto, sia per la sua oggettiva rozzezza umana sia per l’ancor più oggettiva rozzezza teologica, se di teologia possiamo parlare.

Se un uomo come Carlo Maria Martini fosse stato elettore presente al conclave del 2013, forse non avrebbe esitato ad uscire dalla Cappella Sistina. Come sicuramente faranno un gruppo anche piccolo di cardinali in futuro, nel caso in cui, al prossimo conclave, dovessero tentare un’altra operazione come l’ultima. In quel caso vedremo un piccolo gruppo di Padri Cardinali rompere i sigilli del conclave ed uscire fuori, senza proferire gemito, ma dimostrando tutto con un gesto silenzioso e senza dare alcuna spiegazione.

Quando nel conclave del 2005 circolò il nome dell’allora Arcivescovo metropolita di Buenos Aires, il Cardinale Carlo Maria Martini fu il primo a convogliare i voti dei fratelli cardinali verso il Cardinale Joseph Ratzinger.

Quanto invece si legge su giornali e blog, sono solo leggende e congetture del tutto strampalate.

Questo ciò che mi sentito di dirti e di commentare pubblicamente sul tuo blog.

Tuo,

Ariel S. Levi di Gualdo



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MARTINI NON VOLEVA BERGOGLIO PAPA. UN’INDISCREZIONE DI ROMANA VULNERATUS CURIA. CHE DI CURIA SE NE INTENDE…

Marco Tosatti

Oggi Romana Vulneratus Curia (RVC per gli amici) ha fatto il botto. Tanto per cominciare ha scritto un messaggio ironico, un po’ amaro, ma serio. Il che marca una differenza rispetto all’usuale. E poi, con nonchalance, come se niente fosse, ha fatto scivolare fra le righe l’indiscrezione che trovate nel titolo, e nell’articolo in grassetto. E scusate se è poco! Qualcosa che merita qualche considerazione dell’umile sottoscritto, che non ha le frequentazioni vaticane e chiesastiche di RVC, ma si arrabatta…Ma ecco la:

Lettera a Tosatti

“Caro Tosatti, all’inizio volevo scriverle che mi meraviglio sempre più dello sconforto di noi italiani, quando invece non manchiamo di niente, abbiamo tutto   quello che potremmo desiderare: donna Boldrini, il conte Gentiloni, la maestra Bonino, e soprattutto il grande Papa Bergoglio che ama e protegge noi cattolici, italiani soprattutto. Ma che vogliamo di più per esser sereni e tranquilli ?

Poi ho letto l’articolo di padre Spadaro su Civiltà Cattolica ed ho finalmente capito quale è l’origine di tutti i mali della chiesa, della politica e della società: i cattolici conservatori e tradizionalisti. E mi son chiesto se Spadaro non avesse ragione a diffidare di questi biechi, reazionari, settari e manichei, che insistono ancora a pretendere che Gesù Cristo sia Dio incarnato, risorto e abbia redento il mondo. Ma hanno o no, questi farisei, letto e capito il grande profeta gesuita Karl Rahner ? Poi ancora stamattina ho letto delle insinuazioni – intimidazioni – fatte a Papa Ratzinger sulla storiella di Ratisbona e sono rimasto basito. Ma sono i tradizionalisti il pericolo della fede e della civiltà cattolica ? E se invece fossero altri? Vuoi vedere, mi son chiesto, che possa aver avuto ragione quell’amico che mi spiegava che, differentemente dalla vulgata comune, il grande Cardinale Carlo Maria Martini al Conclave del 2005 (quando fu eletto Ratzinger) avesse dissuaso i colleghi dall’eleggere un tal cardinale gesuita spiegando che se fosse diventato papa il prestigio della Compagnia di Gesù sarebbe stato compromesso per altri cent’anni, in modo ben più doloroso di quanto non accadde con Papa Clemente XIV che nel 1773 sciolse   la Compagnia di Gesù ? Però, non soddisfatto dalla indiscrezione non verificabile, ho cercato di capire quando, perché e come, la Compagnia fu ricostituita da parte di Pio VII nel 1814. Ammetto che la storia non è chiara in proposito, ma emergerebbe che dopo 5 anni di prigionia di Pio VII presso Napoleone in Francia ed il suo ritorno a Roma il 24 maggio 1814, una delle prime cose che fece, due mesi dopo, il 7 agosto, fu la ricostituzione della Compagnia di Gesù. Immediatamente dopo ottenne la restituzione di tutti i territori sottratti alla Chiesa. Ripeto, la storia non lo spiega, ma tra la liberazione del Papa, la restituzione dei territori e la ricostituzione della Compagnia passano due mesi. Che l’avesse suggerita Napoleone stesso? Mah ! chissà se lei Tosatti potesse spiegarcelo.

Suo RVC”.

Questo il povero Tosatti non sa spiegarlo. Però ha sentito da chi è più esperto di lui che in effetti molti nella Compagnia, ad altissimo livello, e fra questi anche il famosissimo arcivescovo di Milano, non avevano un’opinione eccelsa del confratello porteño. Qualche motivo l’avranno pur avuto. L’articolo del padre Spadaio, a cui si riferisce RVC, è quello scritto a quattro mani con il direttore protestante dell’edizione spagnola dell’Osservatore Romano, il presbiteriano argentino Marcelo Figueroa. Un articolo che trova una critica sostanziale su La Croce quotidiano. 

 

QUI TROVATE, IN SPAGNOLO, UN COMMENTO E UNA TRADUZIONE DELL’ARTICOLO.



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L’AMORE STRAORDINARIO DELLA MASSONERIA PER IL PONTEFICE. UNO STUDIO DOCUMENTA UNA STORICA “PRIMA VOLTA”.

Marco Tosatti

Abbiamo ricevuto uno lungo testo, corredato di note e riferimenti facilmente utilizzabili, che documenta un fatto certamente nuovo nella storia della Chiesa. E cioè l’apprezzamento – che continua anche adesso – delle organizzazioni massoniche mondiali per l’attuale pontificato. E’ uno studio molto interessante, perché a nostra conoscenza mai niente del genere è avvenuto nei confronti di papi moderni, o recenti, e testimonia se non altro delle aspettative di novità nei confronti del mondo attuale create dal Pontefice. Il documento che riportiamo, e il cui autore preferisce restare anonimo, è frutto di un lungo lavoro di ricerca, intrapreso da tempo, e che probabilmente sta ancora continuando. Credo che si debba essere grati a chi si è impegnato con tanta acribia e diligenza in questa opera di ricerca e documentazione, dal valore storico indubitabile. Lo pubblichiamo integralmente, senza nessuna modifica. Un testo in inglese è stato pubblicato dal sito OnePeterFive nei giorni scorsi. 

Un Osservatore

 Quei massoni a cui piace Papa Francesco

 «… Ciò che noi dobbiamo cercare e attendere… è un Papa secondo i nostri bisogni. Alessandro VI con tutti i suoi crimini privati non ci conviene poiché non ha mai errato in materia religiosa. Invece Clemente XIV sarebbe tutto nostro dalla testa ai piedi» (Da un’istruzione permanente dell’Alta Vendita carbonara, 1a metà sec. XIX)

 Un Papa secondo i loro bisogni…

           Nel 1861 Jacques Crétinau-Joly pubblica L’Eglise en face de la révolution. Lo studioso francese riporta l’Istruzione permanente dell’Alta Vendita, il gruppo dirigente della Carboneria, che secondo studiosi massoni era de facto il braccio armato della Massoneria, essendo i vertici della Setta riservati a coloro che erano già massoni, specialmente di alti gradi[1].

In quell’istruzione sequestrata con altre carte dalla polizia pontificia, i capi carbonari (e massoni) auspicano in futuro un Papa secondo i loro bisogniCe que nous devons demander, ce que nous devons chercher et attendre, comme les Juifs attendent le Messie, c’est un Pape selon nos besoins…»); non un Papa che faccia parte della loro “fratellanza”, ma un Papa che assecondi la loro mentalità. L’istruzione auspica un Papa come Ganganelli (Clemente XIV, quello che soppresse i Gesuiti) il quale – dice l’Istruzione – si consegnò mani e piedi ai ministri dei Borboni (poiché li temeva) e agli increduli (che lodavano la sua “tolleranza”). L’ignoto capo dell’Alta Vendita dice che per avere un Papa così occorre un lavorio che potrà durare anni, decenni, forse anche un secolo[2]

L’istruzione è dei primi decenni del 1800 ed è resa nota nel 1861, quando non ci sono ancora né tradizionalisti lefebvriani e nemmeno sedevacantisti. È l’epoca di Pio IX.

Veniamo ai nostri giorni.

Giovanni Paolo II e Benedetto XVI non piacciono…

In un’intervista del 1999 e in un’altra del 2009, l’Avv. Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (1999-2014), ha rimpianto Papa Paolo VI perché (dice Raffi) durante il suo pontificato la Massoneria ebbe una stagione di grande dialogo con la Chiesa, molti ecclesiastici parlavano della fine delle censure antimassoniche e sostenevano la compatibilità tra Chiesa e Loggia[3] Ma poi con San Giovanni Paolo II tornò il “gelo” antimassonico: nel 1983 Congregazione per la Dottrina della Fede (CDF) presieduta dal Card. Ratzinger ribadì l’incompatibilità tra Chiesa e Massoneria. Papa Wojtila approvò quella dichiarazione.

Dal 1999 il Cardinale di Buenos Aires, Jorge Mario Bergoglio, è socio onorario del Rotary Club[4].

Nell’inverno 2004-2005, sulla rivista massonica inglese Freemasonry Today, un massone tedesco, Axel Pohlmann, si lamenta di Papa Wojtila (all’epoca ancora vivente) e del cardinale Ratzinger. Pohlmann fa capire che dopo la morte del Pontefice polacco i massoni faranno del loro meglio per convincere la Chiesa a rimuovere ogni condanna antimassonica[5]

I desideri del massone Pohlmann sembrano avverarsi: dopo qualche mese il Papa muore. C’è il conclave. Il cardinale Martini (gesuita) è tra i papabili; lui sì che piaceva ai massoni, almeno a quelli del Grande Oriente d’Italia[6]. Sembra che in quel conclave la scelta decisiva oscillasse tra l’Arcivescovo di Buenos Aires, Jorge Bergoglio (gesuita anche lui), e Joseph Ratzinger[7]. Vinse Ratzinger (i massoni restarono così delusi) che diventò Benedetto XVI, il Papa del Summorum Pontificum, il Papa della difesa chiara e forte dei valori non negoziabili.

Sotto il pontificato Ratzinger si susseguirono attacchi mediatici frequenti, in certi casi giornalieri, cospirazioni di “corvi”, fughe di documenti, critiche di teologi contro il Papa, boicottaggi massicci al Motuproprio Summorum Pontificum… Sembra che tra i boicottatori, o per lo meno tra i non-entusiasti, del Summorum Pontificum ci fosse anche l’allora Arcivescovo di Buenos Aires[8].

Nel 2010, la rivista massonica argentina “Hiram Abif” N° 119 (maggio 2010), presenta un libro del giornalista José Catalan Deus: “Después de Ratzinger, qué?: balance de los cuatro años de su pontificado y desafíos de su sucesión” (2009). Sono passati solo 4 anni, e già ci si interroga su cosa avverrà alla Chiesa dopo Ratzinger, definito dalla rivista massonica argentina come l’«ultimo conservador»… Catalan Deus parla di cospirazioni in corso contro Papa Ratzinger e di futuro incerto del Cattolicesimo… Crisi nella Chiesa… Curioso trovare tutto ciò su di una rivista massonica, argentina[9]. Vien da chiedersi: massoni & ecclesiastici progressisti (compresi quelli della “mafia di San Gallo”[10]) si stavano industriando a preparare e a gestire il post-Ratzinger ?

11 febbraio 2013, Benedetto si arrende e si dimette. Nuovo conclave. Stavolta Bergoglio viene eletto, 13 marzo 2013. Con Papa Francesco cessano d’incanto attacchi mediatici e critiche, ma riprendono vigore i boicottaggi al Summorum Pontificum. Viene annunciata tanta misericordia che di fatto sembra negata a quei settori “conservatori” in comunione con Roma.

«[…] forse nella Chiesa nulla sarà più come prima». Verso una Nuova Era?

In ambienti tradizionalisti argentini gira voce che Bergoglio, prima di diventare vescovo, sparì qualche tempo dalla circolazione, venne iniziato in massoneria, poi ricomparve e fece carriera… Mah! Sarà l’ennesimo caso di disinformazione tradizionalista? Comunque sia, abbiamo riscontrato in questi anni che Papa Francesco piace a vari massoni. Riporto ora varie attestazioni massoniche in favore di Papa Bergoglio. Si tratta di un numero di elogi pubblici forse mai ricevuti da nessun altro Pontefice.

Qualcuno dirà che l’immagine mediatica di Francesco è strumentalizzata dalla Massoneria e che lui non c’entra niente. D’accordo. Chiediamoci però perché Massoneria e Massoni non strumentalizzano e non lodano anche Pio IX, Pio X, Pio XI, Pio XII… Probabilmente i Massoni con quei Papi hanno poco da strumentalizzare e da lodare.

Cosa pensa Papa Francesco dei massoni?

Il 28 luglio 2013 sul volo Rio de Janeiro – Roma, in quel celebre discorso sul “chi sono io per giudicare un gay”, Papa Francesco sembra far capire che l’essere gay non sarebbe un problema quanto invece il fare lobby gay. Il Pontefice afferma che il problema sono le lobby, lobby degli avari, lobby dei politici, lobby dei massoni[11] Vien da chiedersi: il Papa ritiene che ci siano massoni che non fanno lobby, dunque massoni “buoni”, di “buona volontà”, che “cercano il Signore” e che magari possano pure ricevere la Santa Comunione restando orgogliosamente massoni ? Forse le profonde convinzioni di Papa Francesco sul tema diventano intuibili alla luce dei seguenti elementi: il caso “Amoris laetitia”, il fatto che Papa Francesco non vuole rispondere ai «dubia» dei 4 Cardinali, e l’oggettiva promozione dell’ “agenda” del Card. Martini (progressismo teologico, etico, ecclesiale) da parte di Papa Bergoglio?

Ora passo a enumerare varie lodi tributate a Papa Francesco da vari ambienti massonici.

1) Appena eletto, Papa Francesco riceve auguri e lodi dal B’nai B’rith[12], una sorta di potente para-massoneria ebraica per ebrei. Il B’nai B’rith (B.B.) precisa di non essere una massoneria, eppure le sue assemblee si chiamano “Loggia” e “Gran Loggia”. Il B’nai B’rith è nato nel 1843 e ha attinto vari elementi dalla massoneria. Pare che il B’nai B’rith, come organizzazione, ha poco o nulla a che fare con l’esoterismo. Certo, essere lodati dal B’nai B’rith non vuol dir niente; il B.B. si mostrava contento anche con Paolo VI e Giovanni Paolo II, così come con Francesco. Ma c’è qualche differenza. Giovanni Paolo II ha condannato apertamente la Massoneria e la Massoneria non l’ha lodato appena eletto. Forse qualche lode sporadica dopo l’incontro di Assisi, ma non di più. La condanna antimassonica dell’83 ha spento l’entusiasmo massonico verso il Papa polacco.

2) Lo stesso giorno della elezione di Papa Francesco, 13 marzo 2013, il sito di informazione Impulso Baires trasmette un comunicato della Gran Logia de la Argentina de Libres y Aceptados Masones: il Gran Maestro in persona, Angel Jorge Clavero, saluta il nuovo Pontefice già Arcivescovo cardinale di Buenos Aires[13].

3) In data sabato 02 marzo 2013, Mario Rolleri 33°, su Fenixnews, pubblica un paio di frasi (rispettivamente del 2009 e del 2012) dell’allora Card. Bergoglio, in difesa dei diritti umani. Ma il titolo dell’articolo è “Bergoglio: el Papa en 02 frases”. E si vede la foto di Bergoglio Papa. Ma strano: la data dell’articolo è 02 marzo 2013… Mentre invece Bergoglio è stato eletto Papa… 11 giorni dopo, il 13 marzo !!!

O è sbagliata la data in cui l’articolo è stato postato (02 marzo) oppure già prima dell’elezione si sapeva il nome dell’eletto…

4) In giorno non precisato, ma comunque nei primi giorni dell’elezione di Papa Bergoglio, marzo 2013, il massone Oscar Bartoli scrive una lettera aperta a Papa Francesco rallegrandosi della sua elezione e conclude così:

« Ma come cattolico semi praticante in continuo affanno per il conflitto interiore con la mia cultura del dubbio, voglio dirLe che spero proprio, insieme al miliardo e duecento milioni di altri cattolici sparsi nel mondo, che la sua elezione al soglio Pontificio possa davvero rappresentare un momento di genuino rilancio della nostra fede, martoriata dalle pestilenze che vanno affiorando nella vita vaticana da tempo.
Hanno bisogno del suo esempio i credenti, i poco credenti, i quasi credenti, gli agnostici e gli atei. E quelli che, disgustati dai comportamenti di buona parte della ‘burocrazia’ in abito talare si sono da tempo rifugiati in un dialogo personale con Dio, stravolgendo dogmi e insegnamenti. Buon lavoro, Caro Francesco I e che il Signore la protegga, insieme al suo clero.
Oscar»[14].

Oscar Bartoli è massone italiano del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani[15], residente a Washington D.C., membro del Rotary Club di Washington D.C.[16], fondatore della Italia Lodge 2001 a Washington (all’obbedienza della Grand Lodge of Washington)[17].

5) In data 15 marzo 2013 il website della Gran Loggia Virtuale d’Italia (GLVDI) pubblica un comunicato (datato però 13 marzo 2013) del Gran Maestro Luciano Nistri sull’elezione di Papa Bergoglio:

«Roma 13 Marzo 2013. La Chiesa cattolica ha scelto come Pontefice il gesuita Jorge Mario Bergoglio che ha assunto il nome di Francesco. Una scelta netta, lontana dalla logica della Curia romana e dal potere temporale. Dal primo momento Papa Francesco, un uomo che viene “quasi dalla fine del mondo” rifiutando il manto di ermellino e la croce d’oro sostituita dalla sua croce di ferro ha compiuto il suo primo atto tangibile. Nelle sue prime parole di saluto si è colta una voglia di dialogo con il mondo e con l’umanità, alimentando la viva speranza per laici e non credenti che il cambiamento è in corso. Forse è davvero questo ciò che il mondo si aspetta e si aspettava. Una nuova Chiesa che sappia ricongiungere l’amore alla verità in un confronto fra istituzioni non più arroccate nella difesa del proprio potere. Quella stessa speranza che il mondo e in particolare l’America latina dove i massoni Simon Bolivar, Salvador Allende e lo stesso Giuseppe Garibaldi tra i tanti che hanno dato la libertà ai quei popoli, ha sempre atteso.
Un messaggio che la Massoneria stessa percepisce come netta rottura dal passato e che è rivolta all’ascolto dei poveri, degli emarginati e dei più deboli.
Al nuovo Pontefice formuliamo i nostri migliori auguri di buon lavoro per gli anni che lo attendono. Luciano Nistri, Gran Maestro GLVDI»[18].

Nel gennaio 2017, Luciano Nistri 33° (58 anni, originario di Prato) è stato riconfermato Gran Maestro della GLVDI per il triennio 2017-2019[19].

6) Il 14 marzo 2013 il Gran Maestro Gustavo Raffi del Grande Oriente d’Italia saluta e loda il nuovo Pontefice. Raffi dice (“profeticamente”?): «forse nella Chiesa nulla sarà più come prima»[20]. Oh, come aveva ragione! Nulla è come prima…

Il Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani conta molto in Italia, in Europa, negli USA.

7-8-9) Il sito massonico Fenix news diretto dal massone peruviano Mario Rolleri 33° (“Logia Luis Heysen Inchaustegui”, Lima) pubblica in data 15 marzo 2013 un comunicato della Gran Loggia Unita del Libano: il Gran Maestro Rami Haddad e il Sovrano Gran Commendatore Jamil Saade inviano le loro felicitazioni all’Argentina e alle donne della Gran Loggia Femminile d’Argentina per l’elezione di Papa Bergoglio…[21] Dunque, massoni peruviani (7), massoni libanesi (8) e massone argentine (9) sono lieti dell’elezione di Bergoglio.

Anche le massone argentine? Forse qualche donna massona argentina era (è?) amica del Cardinal Bergoglio/Papa Francesco?

Al contrario, un Pio IX, un Pio X o un Pio XII, appena eletti, non hanno ricevuto lodi e saluti dalla Massoneria italiana o internazionale. Quei pontificati “pii” non sono mai piaciuti ai massoni. Forse anche per questo le cause di canonizzazione di Pio IX e Pio XII sembrano arenate?

10) Ancora Mario Rolleri 33° dev’essere così entusiasta dell’elezione di Papa Bergoglio che in data 15 marzo 2013 posta su Fenixnews, le prime parole del neo-Pontefice. L’articolo termina con le parole della folla “Viva el Papa” ![22]

11) Mario Rolleri, 33° grado e Gran Maestro del Grande Oriente del Perù [almeno nel 2017], direttore esecutivo del sito massonico di lingua spagnola Fenixnews, domenica 17 marzo 2013, pubblica un interessante elogio su Papa Bergoglio. Rolleri 33° loda Papa francesco per la sua umiltà, umanità e fermezza… Rolleri sente che molte cose cambieranno nella Chiesa e che «Su Santidad Francisco» dovrà nominare un nuovo Segretario di Stato. Rolleri 33° saluta con affetto Papa Francesco augurandogli un Pontificato esteso e fruttuoso[23]. Non risulta, almeno al momento, che Rolleri abbia fatto un simile augurio a Papa Benedetto XVI.

12) Venerdì 20 marzo 2013, sul sito massonico Fenixnews, Mario Rolleri 33°, in un altro articolo elogiativo sul neo-Pontefice, ritiene che con Papa Bergoglio la Massoneria possa iniziare un dialogo proficuo… [24]

13) Venerdì 29 marzo 2013, ancora Mario Rolleri 33°, su Fenixnews, riporta la lunga testimonianza positiva su Papa Francesco del gesuita venezuelano Luis Ugalde, direttore del «Centro de Refléxion y Planificacion Educativa» di Caracas. P. Ugalde ha conosciuto P. Bergoglio nel 1983. Bergoglio salvò la vita a molti perseguitati politici. P. Ugalde afferma che Papa Francesco deve cambiare molte cose nella Chiesa[25]. Ovvio che il massone Rolleri 33° è contento!

14) Domenica 31 marzo 2013, in un altro articolo elogiativo su Papa Francesco, Mario Rolleri 33° già annuncia che con il nuovo Papa ci saranno notizie di cambiamenti e decisioni inaspettate…[26]

15) Giovedì 11 aprile 2013, il massone Mario Rolleri 33° sul sito Fenixnews, loda ancora Francesco e stavolta chiama in aiuto… la Cabala ebraica! Infatti Rolleri mette a confronto Papa Francesco con il numero 13, dato che è stato eletto il 13 marzo. Rolleri spiega che per la Cabala ebraica il 13 non è un numero di “mala sorte” ma richiama il proposito stesso della creazione. Per i Cabalisti non esiste né fortuna né sfortuna. Rolleri scrive che il Card. Bergoglio non ha avuto la fortuna di essere eletto Papa ma si è costruito questa realtà con le sue non poche azioni[27] Rolleri invoca la Luce del Creatore su Papa Francesco e sul suo messaggio di amore e di cura per tutti gli esseri umani[28]

16) Poche settimane dopo l’elezione di Papa Francesco, nel numero di aprile 2013 della Newsletter massonica canadese “The Watermark” leggiamo che il nuovo Pontefice su internet è addirittura indicato come un massone che usa segni massonici («a freemason and using Masonic signs, blah, blah!»)… L’articolista fa capire che si tratterebbero di chiacchere («blah, blah!»)[29]. L’articolista massone confida che il nuovo Pontefice nonostante il suo “conservatismo” sarà disposto a costruire una migliore relazione tra Cattolicesimo e Massoneria. L’articolista fa suo, riportandolo per intero, il messaggio augurale del Gran Maestro della Gran Loggia di Argentina al nuovo Pontefice. Al termine dell’articolo il massone canadese spera che cesseranno così secoli di ingiusta persecuzione dei massoni da parte della Chiesa Cattolica Romana…[30]

17) Sabato 11 maggio 2013, ancora sul sito massonico Fenixnews, Juan Orrego scrive che la Massoneria argentina, della «Gran Logia de la Argentina de Libres y Aceptados Masones» si è rallegrata dell’elezione di Papa Francesco. Orrego osserva che le relazioni tra Chiesa e Massoneria in Argentina sono migliorate negli ultimi decenni. Verso la fine degli anni ’90 i massoni si riunirono con l’Episcopato. Oggi le relazioni sono molto più cordiali, anche se il Vaticano ritiene incompatibili le posizioni della Massoneria con quelle della Chiesa. L’elezione di Papa Francesco ha operato come un miglioramento dei rapporti tra Chiesa e Massoneria[31]

18) In una lettera catto-progressista all’amico Massimo Teodori, in data 20 giugno 2013, il Gran Maestro Raffi si mostra ancora pieno di zelo e di entusiasmo per atti e parole di Papa Francesco… Raffi auspica una profondariformadella Chiesa, ovviamente secondo le coordinate del pensiero massonico e laicista. Raffi elogia come «profondo teologo» Karl Rahner (gesuita) e la sua teoria dei «cristiani anonimi»… Raffi è contro «antiche liturgie di privilegi e prebende»[32].

19) A favore di Papa Bergoglio c’è anche la rivista massonica brasiliana “O Malhete” n° 51, agosto 2013 del Grande Oriente do Brasil, Stato dello “Espirito Santo” (GOB-ES). Nell’articolo di p. 7 (“Uma liçao do Papa”) viene esaltato il Vescovo di Roma. L’autore è Derildo Martins Da Costa, Maestro Venerabile della loggia “Luz do Planalto”, Oriente di Serra – Grande Oriente do Brasil. Martins Da Costa scrive: «O Papa Francisco, antes de exortar os outros a fazerem, primeiro fez. Aí está a diferença do Papa Francisco para seus antecessores», tradotto: “A differenza dei suoi predecessori, Papa Francesco fà, prima di esortare a fare…”.

Inoltre Martins Da Costa afferma che il Papa “sembra essere venuto a dare esempi” (esempi graditi ai massoni?) in Brasile, infatti, passando davanti ad una “chiesa evangelica” decise di recitare un “Padre Nostro” con i pastori che erano alla porta e così facendo il “Papa ci ha lasciato una profonda lezione di cittadinanza”.

[Una piccola parentesi. Il cardinale Braz de Aviz, prefetto della CIVCSVA, ha partecipato nel 2006 da Arcivescovo di Brasilia a un forum “spiritual”. C’erano anche rappresentanti della teosofia, dello spiritismo e della massoneria brasiliana (Grande Oriente do Brasil)[33]. Con loro e con le suore americane progressiste Braz ha dialogato[34], non tanto invece con frati e suore Francescani dell’Immacolata di P. Manelli…]

20) Nel numero 1-2/2013 della rivista “L’Acacia” della Gran Loggia del Rito Simbolico Italiano, a pagina 65-66 il redattore capo Moreno Neri auspica che Papa Francesco, gesuita, possa davvero riformare la Chiesa («nessuno più di un ge­suita potrebbe essere adatto a prendere in mano la sfida dei cambiamenti che attendono la Chiesa») ed elogia il Cardinal Martini… Il massone Neri spera che la Chiesa non sia più un «sistema chiuso e polveroso»…

21) Nel 2013 i giornalisti Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti pubblicano il libro Vaticano massone. Galeazzi è un grande “fan” di Papa Francesco, come lo è pure Andrea Tornielli, vaticanista e collega di Galeazzi al giornale “La Stampa” di Torino. Galeazzi-Pinotti scrivono:

«Negli ultimi 30-35 anni diversi gesuiti si sono interessati in senso positivo alla massoneria, hanno partecipato a dibattiti pubblici, a convegni organizzati dal Grande Oriente d’Italia, hanno scritto articoli e libri sul pensiero filosofico sulla storia della massoneria : in altre parole, sono stati gli unici ecclesiastici che, nonostante gli anatemi e le varie scomuniche della Chiesa di Roma nei confronti dell’istituzione massonica, hanno cercato di capirne, finendo molto spesso per condividerla, l’impostazione filosofica»[35].

Galeazzi-Pinotti riportano alcune dichiarazioni del massone Nicola Spinello:

«Nicola Spinello, Gran maestro aggiunto vicario della comunione di Piazza del Gesù, alla domanda postagli dalla trasmissione Mistero andata in onda il 20 marzo 2013 rispondeva: “Che rapporto c’è tra i gesuiti e la massoneria? Gesuiti e massoneria hanno da sempre avuto credo un grande interesse vicendevole speculativo…”. Poi alla domanda: “Il papa è argentino, e in Argentina c’è una grande tradizione massonica, lui è stato arcivescovo di Buenos Aires, pensa che può aver avuto rapporti con la Massoneria?” ha risposto: “Mi stupirebbe esattamente il contrario: se non li avesse avuti. La tradizione massonica in Argentina è potentissima…”. E a un’altra domanda dell’intervistatrice affermava: “Credo che questo papa sia la realizzazione di un disegno che da troppo tempo voleva essere adottato…”»[36].

Galeazzi-Pinotti proseguono:

«Anche il Gran maestro catanese Vincenzo Di Benedetto, capo della Gran Loggia serenissima di Piazza del Gesù, alla nostra precisa domanda: “Varie fonti indicano l’esistenza di Logge massoniche anche in Vaticano; lo ritiene possibile?” ha risposto senza esitazione: “Assolutamente sì, a prescindere dalla denominazione utilizzata”»[37].

22) Nel luglio 2013, commemorando l’amico e defunto Cardinale Ersilio Tonini, il Gran Maestro Gustavo Raffi (Grande Oriente d’Italia) lancia un nuovo elogio a Papa Francesco, dicendo tra l’altro:

«L’umanità oggi è più povera e più povera è anche la Chiesa cattolica. Ma quella di Papa Francesco è una Chiesa che promette di essere rispettosa dell’alterità e di condividere l’idea che lo Stato laico favorisce la pace e la coesistenza delle diverse religioni»[38].

23) Con lettera, di due pagine, datata 09 settembre 2013, Gian Franco Pilloni, Serenissimo Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia – U.M.S.O.I. (fondata da Armando Corona, già Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia), si rivolge a Papa Francesco [si vede che anche Pilloni sa che con Francesco è “cambiata aria” in Vaticano] pregandolo affinché «si adoperi per porre fine alle divisioni che intercorrono nei rapporti tra la Chiesa Cattolica e la Massoneria»… Pilloni vuol farci credere che la Massoneria non è avversa alla Chiesa Cattolica, ma che si tratta di strade «parallele»… Pilloni elogia Papa Francesco: «Chiesa Cattolica da Lei Degnamente rappresentata», «Santità mi appello a Lei, Uomo di straordinarie doti umane»[39].

Pilloni scrive che la Sua Gran Loggia è «riconosciuta dalle Grandi Logge Americane di cui faccio parte» (cioé Pilloni è anche membro della Massoneria americana)…[40]

24) Il 21 settembre 2013, in occasione dei festeggiamenti della Massoneria del Grande Oriente d’Italia per la ricorrenza del XX Settembre e dell’Equinozio d’Autunno, il Gran Maestro Gustavo Raffi dichiara tra l’altro:

«Papa Francesco lancia messaggi di umanità che sono in sintonia con quanto da anni stiamo affermando. Anch’egli invita a uscire dalle catacombe e a non chiudersi per testimoniare tra la gente i propri valori, parlando alla società. Le riflessioni non devono essere circoscritte all’oggi ma costruire il domani. Questa è una Massoneria vivente, che parla alla gente”»[41].

25) In data imprecisata, ma anno 2013, sul website della rivista filippina “Southern Leyte Time” l’editore Antonio M. Reyes, massone dichiarato, scrive che i grandi eroi nazionali filippini sono massoni e che la Chiesa ha condannato la Massoneria anche con la dichiarazione dell’allora Cardinale Ratzinger (1983). Reyes è convinto che ora, con Papa Francesco, le cose cambiano, poiché anche per il Pontefice regnante, come per i massoni, tutte le religioni e associazioni di fratellanza che credono in Dio non devono essere condannate all’eterna dannazione. I (massoni) cristiani come Reyes vogliono prestare attenzione al richiamo del Papa per la tolleranza religiosa e per il genuino Ecumenismo… Reyes scrive:

«[…] Fortunately Roman Catholics now have a leader in Pope Francis who believes that all religions and brotherhood associations that believe in God, should be respected, and not condemned to eternal damnation. We as Christians should heed his call for religious tolerance and genuine Ecumenism»[42].

26) In un’intervista concessa all’incirca tra dicembre 2013 e febbraio 2014, l’allora appena eletto Gran Maestro Aggiunto della Gran Loggia d’Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori – Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi, Vincenzo Romano 33°, alla domanda «Papa Bergoglio ha fatto molte aperture, può verificarsi qualcosa di positivo anche nei confronti della massoneria?», risponde (neretto mio):

«Papa Bergoglio finora si è dimostrato un ottimo Papa ma non  so se abbia qualche pregiudizio nei nostri confronti. Aspettiamo e se non saranno reazioni ci dichiariamo pronti ad abbracciare il mondo cattolico»[43].

Comunque, poco sopra, Romano 33° ha precisato che la Massoneria non segue i dogmi e si è lamentato che la Chiesa non accetta il modo di pensare dei massoni…[44]

27) Il 12 giugno 2014, alla presentazione del libro di Ignazio Ingrao “Il Concilio segreto” (Piemme Editore), il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, Stefano Bisi, dichiara tra l’altro (circa i rapporti tra Chiesa e Massoneria) che l’apertura della Chiesa al mondo «sembra ritrovare nuovo slancio con Papa Francesco. Le premesse per una nuova stagione della Chiesa, in dialogo con il mondo ci sono tutte. Ora occorre vedere se ad esse faranno seguito le attese riforme»[45].

All’evento erano presenti anche Marco Politi (vaticanista di “Il Fatto quotidiano”) e Alberto Melloni (storico della “Scuola di Bologna”) che hanno anch’essi sottolineato la «nuova e fortissima spinta innovativa» del Pontificato di Francesco che vuole «un rimodellamento della Chiesa nella sua fisionomia» e «un riesame della pastorale delle relazioni interpersonali»[46].

Ancora a proposito del Pontificato di Papa Francesco, leggiamo in quel bollettino massonico:

«[…] E questo “balzo in avanti della Chiesa nella società moderna”, oggi come allora piace alla massoneria, che oggi proprio come durante quegli anni caldi ha ripreso a seguire con interesse i cambiamenti che si delineano Oltretevere. […] Politi ha ricordato che diversi prelati e studiosi in questi anni hanno proposto di indire un Concilio Vaticano III, ma forse, ha osservato il giornalista, non ce n’è nemmeno bisogno. La stagione di riforme della Chiesa infatti ormai si è già aperta»[47].

28) Al giornalista Andrea Scanzi del giornale “Il fatto quotidiano”, nel 2014 Michela Scolari (unica depositaria delle memorie del massone Licio Gelli), dichiara che 6-7 anni prima, Papa Francesco (allora Card. Bergoglio) visitò Licio Gelli a Villa Wanda di Arezzo. Gelli, capo della famosa loggia P2, massone con ottimi agganci con la massoneria e la classe politica argentina negli anni ’70-’80. Alla Scolari, Gelli ha rivelato di conoscere Bergoglio dal 1973, quando Gelli era Ministro Plenipotenziario argentino e grande amico di Peron[48].

            29) Sul website della Gran Loggia del Rito Simbolico Italiano (composta da Maestri Massoni del Grande Oriente d’Italia), si legge una discorso del 13 marzo 2014, del massone «M:.A:. Domenico P.» il quale elogia Papa Francesco e vede in lui uno spiraglio per la riconciliazione tra Massoneria e Chiesa…[49]

30) Sul numero di marzo 2014 della rivista massonica svizzera Alpina, il massone Pierre-Alexandre Joye scrive che Chiesa e Massoneria poggiano su tradizioni diverse, tuttavia con l’elezione di Papa Francesco, gesuita sudamericano, è possibile il rilancio del dialogo cattolico-massonico… Le forze spiritualiste non devono dividersi, ma unirsi per la giustizia sociale, i diritti dell’uomo, le libertà… Chiesa e Massoneria non devono fermarsi a ciò che le divide ma intendersi su ciò che le riunisce[50].

             31) Ancora su Alpina, marzo 2014, nell’articolo “Verso un possibile coabitazione costruttiva?”, nel paragrafo “Un’epoca più conciliante”, il massone Daniele Bui fa capire che pur restando l’incompatibilità tra Chiesa e Loggia, tuttavia con Papa Francesco molti massoni sperano appunto in un atteggiamento «più conciliante» da parte della Santa Sede…[51] Bui è convinto che i motivi di incompatibilità non impediscono una comune collaborazione tra cattolici e massoni per la promozione dei diritti umani…

32) Nella sua ultima allocuzione da Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia (aprile 2014), l’Avv. Gustavo Raffi dichiara:

«“Il mondo sta cambiando ad una velocità pochi anni or sono del tutto inimmaginabile. Questo mondo ‘liquido’, per usare il termine coniato di Zigmunt Baumann, sta trasformando radicalmente tutte le strutture ‘rigide’ che il mare del passato ha depositato sui lidi del presente”, ha spiegato Raffi. “Basterà volgere lo sguardo dentro quelle mura che separano l’Italia dal Vaticano per capire – ha aggiunto – che qualcosa sta cambiando. Osserviamo con attenzione e rispetto come questo Papa stia accelerando i tempi di un cambiamento epocale entro l’orizzonte di strutture tradizionalmente restie ad accogliere i fermenti di innovazione. E di riflesso il suo influsso si riverbera ben oltre i confini delle sagrestie. Ma tocca anche a noi. Tocca a noi fare la traversata di questa realtà liquida. Tocca anche a noi fare i conti con la mutevole contemporaneità. Con la pretesa, mai tradita, di essere sempre contemporanei alla posterità”. “Ciò che ci chiama a fare la nostra identità di italiani e di liberi muratori – ha osservato – è spiegare le vele e navigare con fiducia verso il futuro, qualunque cosa esso ci riservi”»[52].

33) Nel numero di maggio-giugno 2014 del “The Wayfarer”, bollettino della MN-River Valley Lodge # 6 (Grand Lodge A.F.&A.M. of Minnesota) il “Chaplain” di quella Loggia, Dan Ploenzke nella sua rubrica “Words of Wisdom” cita anche un breve estratto dal libro di Papa Francesco “Let Us Be Lights of Hope”, in cui si parla della speranza, dell’apertura alle sorprese di Dio e del vivere nella gioia. Al massone Ploenzke piace tanto quel che il Papa scrive circa l’apertura al lasciarsi sorprendere da Dio: “ognuno che è un uomo o una donna di speranza – la grande speranza che ci dà la fede – sa che anche in mezzo alle difficoltà Dio agisce e ci sorprende”[53]. Commovente.

34) Il 25 agosto 2014, sul website della Massoneria brasiliana, Grande Oriente do Brasil, il massone Barbosa Nunes elogia Papa Francesco perché sta costruendo una nuova Chiesa[54]:

« Jorge Mario Bergoglio, “Papa Francisco”, antes intitulado pela sua atuação social de “Cardeal dos argentinos pobres”. Continua após assumir a representação maior da Igreja Católica e de chefe de estado. Não parou, vai dando passos seguros para edificação de uma nova igreja. Novo estilo no Vaticano, imagem de personalidade que conhece e enfrenta desafios à sua frente».

Il massone Nunes elogia la saggezza divina («sabedoria divina») di Papa Francesco e spera che le parole del Pontefice siano oggetto di meditazione nelle giornate di studio delle Logge Massoniche[55].

35) Nel 2014, in occasione della riunione della Gran Loggia massonica della Florida («Grand Lodge of Free & Accepted Masons of Florida» USA) il Grande Oratore di Gran Loggia, Gilbert Weisman cita entusiasta non solo l’opera “Morals & Dogma” del massone Albert Pike 33° (massone esoterico e occultista) ma cita anche alcune parole dell’omelia tenuta da Papa Francesco il 1° gennaio 2014, in cui il Pontefice afferma che siamo tutti figli del Padre Celeste, apparteniamo tutti alla stessa Famiglia Umana e condividiamo lo stesso comune destino, dunque dobbiamo tutti lavorare per realizzare una Comunità di Fratelli… Weisman afferma che Papa Francesco avrebbe potuto rivolgere benissimo tali parole a un corpo di Massoni…[56]

36) Il 17 gennaio 2015, il website del «Grande Oriente Estadual da Bahia» riporta un articolo del massone Barbosa Nunes, Gran Maestro Aggiunto del «Grande Oriente do Brasil», il quale eleva lodi a Papa Francesco:

«Independentemente da sua crença religiosa, de sua profissão de fé ou do que você apoia, não acredita ou combate, o papa Francisco com sua voz mansa, sorriso franco e cativante, olhar que transmite confiança, cria em torno de si um círculo altamente positivo transmissor de novos valores, criando beleza espiritual, com percepção segura e firme de sua missão perante o mundo e a Igreja Católica. Inova nos hábitos e discursos. De um estilo pastoral que o torna único. Cultivador amável da sua personalidade, vai com ressonância e eco para o mundo, em especial para a Igreja Católica, que tem mais de um bilhão e duzentos milhões de fiéis e para os detentores de poder material em dezenas de países, falando com humildade, de caridade, perdão e amor, sem medo, caminhando sem atropelar, mas com passos firmes. […]Não sei porquê quando falo e penso no Papa Francisco sempre me vem à mente o ?Papa sorriso?, João Paulo I. O mundo precisa muito deste homem. Vida longa para o Papa Francisco»[57].

37) Nell’aprile 2015, prima del viaggio di Papa Francesco a luglio in America Latina, il Gran Maestro Edgar Sanchez Caballero e la sua Gran Logia Simbolica del Paraguay vogliono incontrare il Papa argentino. I massoni paraguayani dichiarano di ammirare Papa Francesco per la sua condotta di capo della Chiesa e per la sua “leadership” e auspicano che lui possa influenzare la gerarchia ecclesiastica del Paraguay cambiando il modo di pensare dei Vescovi e favorendo così una maggiore fraternità e una più grande apertura della Chiesa cattolica… Il Gran Maestro Caballero spera nel rinnovamento dei Vescovi:

« El cambio de cabeza de la Iglesia Católica y el mensaje de apertura del actual Papa –dice el Gran Maestro– aún no fue “digerida” dentro de la jerarquía eclesiástica paraguaya, cuya mentalidad irá cambiando conforme se renueven los obispos»[58].

38) Il 09 aprile 2015, Mario Rolleri riporta su Fenixnews l’intervista concessa da Nicolas Orlando Breglia, Gran Maestro della Gran Loggia di Argentina. Anche Breglia è convinto che con Papa Bergoglio la Chiesa sta rivedendo la sua posizione nei confronti della Massoneria… Secondo il Gran Maestro Breglia Papa Francesco sta levando in alto i vessilli della Massoneria[59]

39) L’11 aprile 2015, alla Gran Loggia del Grande Oriente d’Italia, tenuta a Rimini, il massone Claudio Bonvecchio presenta il suo libro “L’ora del dialogo. Il Papa, la Chiesa, la Libera Muratoria – intervista di Sabatino Alfonso Annecchiarico” (Mimesis Editrice). Una breve sintesi del libro, che è una nuova “sviolinata” per Papa Francesco :

«Fede, ragione, umanesimo, spiritualità, coppie di concetti, di valori che hanno tracciato strade divergenti nella storia della Chiesa cristiana e della cultura laica. Soprattutto per impulso di Papa Francesco, il tempo di questa incomprensione sembra finalmente terminato. La Chiesa del Papa della gente torna a parlare di sentimento, ma anche di razionale confronto con la società e con la storia. Questo libro getta un ponte per il confronto più delicato, ma più proficuo. Un documento possibile per una nuova alleanza che abbia come obiettivo l’uomo. Un inizio di dialogo senza sconti da parte del razionalismo libero e maturo della cultura muratoria, ma anche senza preclusioni»[60].

40) Sul numero di maggio 2015 del bollettino della York Lodge No. 22 A.F.&A.M. (Kennenbunk-Maine USA), il massone Donald Beane scrive che i massoni devono imparare da Papa Francesco che parla di tutti i popoli come dell’Umana Famiglia con un unico Padre per tutti:

«As Masons, we tend to follow the example of Pope Francis who talks of all people as the Human Family. It is a family with one Father for all, who seeks to help us find our way to him through faith and understanding»[61].

41) Il 25 giugno 2015 in un Comunicato Stampa della Gran Loggia d’Italia Obbedienza di Piazza del Gesù Palazzo Vitelleschi si afferma che il Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro Antonio Binni ha ricevuto in omaggio una copia del testo cabalistico “Zohar” dall’organizzazione internazionale “Zohar Project”. Il comunicato della GLDI precisa che lo stesso dono è stato fatto a cariche istituzionali italiane e anche a Papa Francesco[62]. In tal senso la GLDI sembra tributare una lode obliqua o indiretta al Romano Pontefice o comunque dare l’idea di una certa convergenza, sintonia o affinità tra il Gran Maestro Binni e Papa Francesco.

            42) Il 24 agosto 2015, Oscar Bartoli, massone italiano del Grande Oriente d’Italia[63], residente a Washington D.C., membro del Rotary Club di Washington D.C.[64], fondatore della Italia Lodge 2001 a Washington (all’obbedienza della Grand Lodge of Washington)[65], pubblica sul suo sito un articolo di Rosario Amico Roxas, che è tutto un elogio per Papa Francesco[66].

43) Il 04 settembre 2015, ancora Oscar Bartoli, nell’articolo “Questo Papa comunista e anticattolico (secondo alcuni)” riferisce appunto che alcuni suoi conoscenti (una sua amica, il suo ex parroco, e un suo conoscente «intimo» di cardinali e curiali) vedono in Papa Francesco un pericolo per la Fede Cattolica e per la società (es.: troppa “facilità” nelle pratiche di dichiarazione di nullità matrimoniale, aperture eccessive a divorziati risposati e ad omosessuali, confusione tra i credenti), accoglienza forzata e indiscreta degli immigrati, troppa simpatia mostrata a Fidel Castro, troppa ostilità mostrata verso Trump e verso i Repubblicani, filo-democraticismo USA…). Al termine dell’articolo, il massone Bartoli commenta così:

« Papa Francesco segui l’esempio del divino Poeta: ” Non ti curar di loro, ma guarda e passa.”»[67]

44) Tale è l’entusiasmo tra i massoni sudamericani per il nuovo Pontefice, che in data 14 settembre 2015, il «Gran Oriente Unido de la Republica del Ecuador» (GOUDRE) invia a Papa Francesco una lettera in cui gli chiede un pronunciamento categorico sulla convivenza laica nel mondo. Il GOUDRE si appella all’essere sudamericano del Pontefice. Il GOUDRE ritiene che coerente con la sua linea di azione, il Papa attuerà un comportamente diverso della Chiesa verso gli Stati del mondo («Tenemos fe que coherente con su linea de acción, romperá otro paradigma al determinar un comportamiento diferente de la iglesia de hoy frente a los estados del orbe»), e quindi difesa della laicità («convivenza laica», «laicidad»). Il GOUDRE crede e spera nel consensa tra una nuova Chiesa umanista e gli stati liberali («Tenemos fe en el consenso entre una nueva iglesia humanista y los estados de bienestar»)[68].

45) Oscar Bartoli cura anche un periodico esoterico, “Stenterello”, sul quale, nel numero di ottobre 2015, elogia Papa Francesco come «un Papa dal linguaggio profetico e rivoluzionario», «un creatore di ponti tra le genti»[69]

            46) Dal 15 al 19 gennaio 2015, Papa Francesco è in Filippine. In quei giorni gira su internet la foto di una locandina o di una presunta pagina di un giornale filippino (“Philippine Daily Inquirer”) con il “Benvenuto” al Pontefice («Welcomes Pope Francis I – The Pope of Mercy and Compassion») da parte della Gran Loggia delle Filippine[70]. Qualcuno dice che la notizia è falsa[71] («fake news»), ma non sembra molto convincente alla luce dei punti successivi.

47) Infatti sulla rivista ufficiale della Gran Loggia filippina, “The Cabletow”, vol. 92, n. 1, may-june 2015, il Gran Maestro Thomas Rentoy III dichiara candidamente che constatando le vedute liberali di Papa Francesco («after the assumption of Pope Francis to the Holy See and noting the pontiff’s liberal views») sul finire del 2014 il suo predecessore Gran Maestro Alan Purisima (Capo della Philippine National Police) ha chiesto per lettera a Papa Francesco che la Santa Sede dichiari che la Massoneria delle Filippine è compatibile con la Chiesa Cattolica e che i suoi membri non sono soggetti a scomunica. Inoltre la Massoneria filippina ha chiesto ai Vescovi filippini un cappellano che celebri la Messa ogni domenica presso la Gran Loggia…[72] Non sappiamo la risposta del Papa alle richieste della Massoneria filippina. Sappiamo invece la risposta dei Vescovi filippini (CBCP). La vediamo al punto successivo.

48) Nel numero 4, novembre-dicembre 2015, della rivista “The Cabletow” il massone Jesse D. Alto annuncia che il Gran Maestro in carica Thomas Rentoy è riuscito a ottenere dalla Chiesa (Santa Sede? CBCP?) che un sacerdote cattolico celebri ogni domenica la Messa presso il quartier generale della Gran Loggia delle Filippine («Plaridale Building in Malate Manila»). Alto scrive che finalmente con questo evento sono stati sradicati secoli di erronee credenze secondo cui gli insegnamenti della Massoneria sarebbero contrari a quelli della Chiesa Cattolica… Più avanti Alto “incensa” Papa Francesco citando entusiasta alcuni brani della sua omelia natalizia. Così il massone Alto vuole convincerci che massoni e cattolici, insieme, insegnano che l’uomo è essere Spirituale…[73]

49) Entusiasmi massonici per Papa Bergoglio anche dalla rivista massonica della St. John’s Lodge No. 9, F.& A.M. di Seattle (USA), nel numero di ottobre 2015.   Il 1° Sorvegliante («Senior Warden») di quella Loggia, Bro. John Murray Louderback trova molto massonico il discorso di Papa Francesco al Congresso americano:

« I found the address of the joint session of Congress by Pope Francis very Masonic in nature. He spoke from a universal truth and understanding of God’s love for the earth and humanity. His message was nonpartisan and nonsectarian. Pope Francis understands that if we destroy mother earth we destroy ourselves. He spoke directly to the leaders of the world about the interconnectedness of all life. He pleaded with us to foster and promote the common good of all mankind. Seems like a Masonic message to me»[74].

50) Nel novembre 2015 il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia Stefano Bisi indirizza una lettera aperta e polemica all’Arcivescovo di Ferrara-Comacchio Mons. Luigi Negri noto per la sua grande ostilità verso la Massoneria. Cosa assai curiosa, il Gran Maestro parla di:

«grandi e gravi problematiche che in questo momento attraversano ed agitano Santa Romana Chiesa e che necessiterebbero una maggiore concentrazione sull’attività pastorale da parte di tutti per aiutare l’azione vigorosa e riformatrice di Papa Francesco. Ma non tocca a me fare il vescovo o indicare alla Chiesa la strada della Chiesa»[75]. Eppure Bisi si mette a dar lezioni “pastorali” a Mons. Negri…

Poi il Gran Maestro Bisi ricicla a suo vantaggio alcune famose parole di Papa Francesco:

«Sua Santità Papa Francesco qualche tempo fa dichiarò con tutta la grande umiltà e la grande forza pastorale del suo magistero: “Chi sono io per giudicare?”.
Lei, invece, non ha il minimo dubbio nel giudicare gli altri e pronunciare sentenze ex cathedra»[76].

51) In un’intervista pubblicata on-line nel novembre 2015 su “In-Sight: Independent Interview-Based Journal” il massone ed ex poliziotto canadese Jerry W. Kopp (Grand Lodge of Alberta AF&AM) afferma che Papa Benedetto detestava i massoni anche prima di diventare Papa, mentre invece Papa Bergoglio sembra diverso… Pur ammettendo di non conoscere ancora la posizione di Papa Francesco sulla Massoneria, però Kopp dice che a giudicare da come Francesco parla e pensa, egli è convinto che probabilmente i massoni saranno perfettamente in linea con Papa Francesco. In ogni caso, aggiunge Kopp, a Papa Benedetto non piacevano i massoni[77].

52) Il 03 dicembre 2015, il sito della “The Masonic Philosophical Society” loda Papa Francesco per il suo impegno ecologico a favore dell’ambiente. Interessante la prima frase dell’articolo in cui Papa Francesco è definito dal sito massonico come «un radicale agente di cambiamento»:

« Pope Francis, the leader of the world’s more than one billion Roman Catholics, has become known as a radical agent of change since his election in March of 2013, especially with regard to environmentalism»[78].

53) Nell’aprile 2016 il website della “Saint Vrain Masonic Lodge # 23”, della città di Longmont (Colorado – USA) esprime un certo ottimismo nella possibile riconciliazione tra Chiesa e Massoneria, dato che Papa Francesco, circa le coppie e la famiglia, insiste molto sulla coscienza piuttosto che su norme vaticane o dogmatiche… la Chiesa non deve gettare pietre sulle coscienze…

L’articolista massone si chiede se i tanti cambiamenti posti in atto da Papa Francesco non preparino la strada a riconsiderare l’atteggiamento della Chiesa verso la Massoneria:

«Could it be that the many changes that Pope Francis has made to the Catholic Church pave the way for a reconsideration of its opposition to Freemasonry? […] Looking at a Pope who has not been in office for a great length of time, you can see some far reaching reforms and adjustments that have already been made. Would it be a fantasy to surmise that somewhere down the line this Pope might relax the ban against the Craft?»[79].

Prendendo spunto dal caso della Comunione ai divorziati risposati, il massone Fred Milliken (2016) dà risposta cautamente positiva ai suoi quesiti:

«Could this mean that Catholic Freemasons might be granted the right to receive communion and hold positions of lay leadership in the Church? Certainly Freemasonry does not seem to be on Pope Francis’ top ten list of changes yet to come. But if the mood, the emphasis away from doctrinal purity, persists then perhaps some sort of reconciliation can take place between the Church and Freemasonry. And if that comes to past we will be in a new day of peace and harmony»[80].

54) L’11 maggio 2016, il massone Barbosa Nunes (Grande Oriente do Brasil) rivolge nuove lodi alla saggezza di Papa Francesco[81].

             55) Dopo che, in un’intervista al quotidiano “Il Resto del Carlino”, Mons. Negri ha ribadito posizioni critiche nei confronti della Massoneria, in data 29 maggio 2016 arriva la replica del Gran Maestro Stefano Bisi (Grande Oriente d’Italia) il quale afferma tra l’altro:

«Un Vescovo di Santa Romana Chiesa che chiude inesorabilmente le porte a quello che considera solo ed esclusivamente un nemico  da abbattere o un male assoluto fa a cazzotti  con il Vangelo e con il Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco. Sua Eccellenza sembra come quegli uomini che si sentono costantemente accerchiati da qualcosa o da qualcuno e che devono a tutti i costi trovare un motivo, un pretesto per avvalorare tale loro stato di grigia e gretta intransigenza»[82].

Dunque il Gran Maestro Bisi contrappone Mons. Negri a Papa Francesco… Bisi contrappone il giusto antimassonismo di Mons. Negri al «Vangelo» e al «Giubileo della Misericordia voluto da Papa Francesco»… Insomma, il Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia innalza, almeno implicitamente, un’altra lode al Pontefice regnante. Fatto davvero strano e curioso…

56) Nel maggio 2016 il website della “Masonic Service Association of North America” pubblica una breve nota entusiasta sulla visita di Papa Francesco agli USA (2015) e cita la rivista “The Masonic Philatelist” (december 2015), dove il massone Christopher L. Murphy osserva che Papa Francesco usa le stesse parole dei massoni: fraternità, amore, libertà, fede, speranza, carità... Il massone Murphy ritiene che proprio per questo la visita di Papa Francesco agli USA sia stata importante: ribadire oggi al mondo tali valori[83]

Insomma Papa Francesco piace, piace tanto anche a massoni americani.

57) Il 15 maggio 2016, sul website della loggia massonica “Mozart”, al termine di un articolo sui rifugiati e migranti, l’autore vuole concludere (quale modo migliore!) con alcune frasi di Papa Francesco:

« Letzte Woche wurde in Rom Papst Franziskus der Aachener Karlspreis verliehen. Zum Abschluss meines Vortrages möchte ich aus seiner Festrede zitieren, die nicht nur die europäischen Gäste der Veranstaltung nachdenklich gestimmt hat:  „Was ist mit dir los, humanistisches Europa, du Verfechterin der Menschenrechte, der Demokratie und der Freiheit? … Ich träume von einem Europa, von dem man nicht sagen kann, dass sein Einsatz für die Menschenrechte an letzter Stelle seiner Visionen stand. … Ich träume davon, dass Politik mehr auf die Gesichter blickt, als auf die Zahlen, mehr auf die Geburt von Kindern als auf die Vermehrung der Güter achtet, … von einem Europa, in dem das Migrantsein kein Verbrechen ist.“»[84].

58) Il 13 novembre 2016, Mario Rolleri 33°, raccontando un dialogo con suo figlio su cosa significhi esser massone, eleva nuove lodi a Papa Francesco:

            «[…] Claro que sí, cuando tenía tu edad, hace mucho tiempo, mi modelo era Pelé y Maradona. Hoy en día he crecido y sería mas bien el de un hombre libre capaz de escoger y respetar sus opiniones y las de los demás, un hombre que tenga sentido de los valores, un hombre capaz de transmitir sus valores con su ejemplo, un hombre más espiritual.

¿El Papa Francisco? podría ser?

Si, por ejemplo, alguien cuyos actos están de acuerdo con sus palabras.

Si ahora te comprendí bien, entonces por eso quieres ser un Masón…!

Por supuesto hijo, Así son los Masones, aunque el Papa Francisco no es Masón, pero es un buen hombre de Fe. Un hombre que predica con el ejemplo»[85].

59) Il 30 novembre 2016 sul website della The Masonic Philosophical Society leggiamo un articolo in cui si dice che Papa Francesco ha approvato le asserzioni di Martin Lutero sull’obbedienza alla propria coscienza:

« In the 21st century, Pope Francis affirmed Luther’s reasoning of relying on one’s conscience as means of achieving salvation. When asked to respond to whether God’s mercy is open to atheists, Pope Francis wrote, “God’s mercy has no limits if he who asks for mercy does so in contrition and with a sincere heart. The issue for those who do not believe in God is in obeying their own conscience. In fact, listening and obeying it, means deciding about what is perceived to be good or evil. The goodness or the wickedness of our behavior depends on this decision.” Following this logic, Luther’s decision to stand firm in his beliefs, convicted by his own conscience, was ultimately justified by the head of the Catholic Church»[86].

             Qualche anima delicata dirà che Papa Francesco non intendeva lodare Lutero in modo “luterano”… Quel che ci interessa in questa sede è constatare l’ennesima lode tributata da massoni al Pontefice e per di più anche a Martin Lutero.   Ma è certo che il Papa ha definito positivamente Lutero «un riformatore»[87].

60) Il 26 marzo 2017 Mario Rolleri 33° (massone ultra bergogliano), su Fenixnews pubblica finanche il discorso di Papa Francesco per il 60° anniversario del Trattato di Roma (che segnò la nascita dell’allora Comunità Economica Europea)[88] .

61) Il 28 marzo 2017, il giornalista e massone italo-americano Oscar Bartoli contrappone Papa Francesco a Donald Trump, il bagno chimico usato dal Pontefice alle smorfie del Presidente USA. Bartoli afferma tra l’altro: « “Donald Trump è il presidente degli Stati Uniti, ma non è il mio presidente”». Bartoli osanna Francesco ma disprezza, anzi odia, il Pesidente Trump. Così Bartoli termina il suo articolo:

«Il tycoon Donald Trump recita bene il ruolo del super ricco che se ne infischia della gente ordinaria e mira solo a garantire gli interessi propri e, di conserva, quelli dei suoi pari.Paragonare papa Francesco a Donald Trump è illegittimo.Ma visto che si tratta degli unici due leaders che primeggiano sui media di tutto il mondo viene spontaneo dire che noi siamo dalla parte del cesso chimico di Francesco in piena convinzione»[89].

62) Ancora l’ultra-bergogliano massone Mario Rolleri 33°, in data 01 aprile 2017 esprime per l’ennesima volta la sua felicità per Papa Francesco. Rolleri ci invita a leggere Papa Francesco per essere felici. Che bello !

            «Este Papa es alguien fuera de lo común ! Aquí va su nuevo mensaje, lleno de sabiduría y humildad. SER FELIZ… regalate un minuto para leerlo
Papa Francisco. […] Hoy el Papa Francisco convoca a todo el mundo, sin importar donde esté, ni el credo o la religión, a un momento de recogimiento, meditación u oración por la paz. Todo el planeta unido en oración por la PAZ»[90].

 Conclusioni: preghiere e auspici cattolici per il Papa e per la Chiesa

Chissà se questo elenco di elogi massonici potrà essere ulteriormente aggiornato e ampliato… Intanto preghiamo per Papa Francesco, auguriamogli una sempre maggiore chiarezza dottrinale e fortezza di spirito affinché sappia dare pubblicamente ai media e al mondo una più chiara e forte testimonianza di fede, come l’Apostolo san Pietro (dinanzi al Sinedrio), come il beato Pio IX (dinanzi al mondo massonico), come san Pio X (dinanzi al modernismo), come San Giovanni Paolo II (dinanzi al laicismo odierno). Come nei primi secoli del Cristianesimo, anche oggi la Chiesa ha bisogno di un Papa “martire” o “confessore” della fede. Ballare e far ballare il tango[91] coi media e col mondo non porta bene a nessuno.

Cambiando argomento: Papa Francesco risponderà ai “dubia” dei 4 Cardinali sull’Amoris Laetitia? E i massoni da che parte stanno: “cum Amoris Laetitia” o “cum dubiis” ?

[1] Cf. L. De Poncins, La Franc-Maçonnerie d’après ses documents secrets, Diffusion de la Pensée Française, Chiré-en-Montreuil 19755, p. 159.

[2] Cf. Instruction permanente (Haute Vente), cit. in J. Crétineau-Joly, L’Eglise romaine en face de la Révolution, 2° vol., Henri Plon, Paris 1861, pp. 74-75. Un giudizio importante su quest’opera di Crétineau-Joly: «ouvrage basé sur des documents saisis par la police papale, devenus depuis impossible à consulter» (Note de Charis, in L’abbé Tourmentin, Gabriel Soulacroix, in Charis – Archives de l’Unicorne, N° 5, Arché, Milano 2014, p. 104, nota 2).

[3] Cf. S. Magister, Massone, non c’è comunione, in L’Espresso, 19 agosto 1999, p. 69 (68-71); cf. Gustavo Raffi Gran Maestro Grande Oriente d’Italia, in Erasmo notizie, n° 6-7-8, 31 marzo-31 aprile 2009, Grande Oriente d’Italia, Roma, p. 32.

[4] http://www.rotaryfirst100.org/history/famous/honorary.htm#.VW12k6bnDV0

[5] Cf. A. Pohlmann, Not a crime but a sin? (to be a Freemason), in Freemasonry Today, Winter 2005, in www.freemasonrytoday.com/31/p10.php , oppure: https://web.archive.org/web/20101215192220/http://freemasonrytoday.com/31/p10.php

[6] Cf. D. Minerva, Dialogo sulla vita. Colloquio tra Carlo Maria Martini e Ignazio Marino (L’espresso, 27 aprile 2006), in Erasmo notizie, Bollettino del Grande Oriente d’Italia, n. 7-8/2006, pp. 42-47.

[7] http://temi.repubblica.it/limes/cosi-eleggemmo-papa-ratzinger/5959

[8] http://blog.messainlatino.it/2011/06/un-mesto-anniversario.html

[9] « ¿Qué pasará cuando fallezca el actual Papa? ¿Cambiará el sino de la Iglesia? ¿Qué conspiraciones están en marcha

de cara a la sucesión del último conservador? Los primeros años de Benedicto XVI dejan una sensación de crisis creciente en la Iglesia Católica. Nunca antes los desacuerdos y disensiones fueron tan sonoros dentro y fuera del Vaticano. Un análisis crítico del Pontificado arroja luz sobre lo realizado y lo pendiente, las promesas incumplidas y las expectativas frustradas. El futuro del catolicismo se presenta incierto, tanto si este octogenario Papa gobierna aún una década, como ante una hipotética sucesión cercana en el tiempo. ¿Qué puede hacer Joseph Ratzinger?¿Y después de Benedicto XVI, qué? ¿Cuáles son las opciones que se plantean? ¿Quién podría liderar una nueva etapa? Gracias a su conocimiento del personaje y de las interioridades del Vaticano, José Catalán Deus, presenta una visión apasionante y llena de interrogantes de las ideas y controversias que se agitan en su cúpula, del difícil y ambicioso proyecto de Benedicto XVI y de su futuro» (Después de Ratzinger, qué?: balance de los cuatro años de su pontificado y desafíos de su sucesión, in Hiram Abif, Revista internacional de Masoneria, N° 119/2010, Mar del Plata (Argentina), p. 20.

[10] http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-mafia-di-san-gallo-era-gia-nota-13940.htm

[11] «[…] Credo che quando uno si trova con una persona così, deve distinguere il fatto di essere una persona gay, dal fatto di fare una lobby, perché le lobby, tutte non sono buone. Quello è cattivo. Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, ma chi sono io per giudicarla? Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega in modo tanto bello questo, ma dice – aspetta un po’, come si dice… – e dice: “non si devono emarginare queste persone per questo, devono essere integrate in società”. Il problema non è avere questa tendenza, no, dobbiamo essere fratelli, perché questo è uno, ma se c’è un altro, un altro. Il problema è fare lobby di questa tendenza: lobby di avari, lobby di politici, lobby dei massoni, tante lobby. Questo è il problema più grave per me» https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130728_gmg-conferenza-stampa.html

[12] https://www.bnaibritheurope.org/bbeurope/what-we-do/public-policy/375-bnai-brith-welcomes-pope-francis; http://www.bnaibrith.org/5/post/2013/03/bnai-brith-international-welcomes-new-pope-francis-i.html

[13] http://www.impulsobaires.com.ar/nota.php?id=175015;   http://www.actualmasonica.com/2013/03/20/el-papa-francisco-los-masones/

[14] http://oscarb1.blogspot.it/2013/03/lettera-aperta-francesco-i.html

[15] http://www.grandeoriente.it/conferenza-mondiale-delle-logge-garibaldi/

[16] http://stenterellonewsletter.blogspot.it/ : «Oscar Bartoli
Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C., Los Angeles e Bangalore (India). Rotariano di lunga data, attualmente fa parte del Washington Rotary Club».

[17] S. Bisi (Gran Maestro GOI), L’abbraccio telematico con i fratelli americani ha inaugurato una nuova via di comunicazione massonica, in StenterelloPeriodico di Approfondimento Esoterico, Newsletter, Anno II, Ottobre 2014, p. 4.

[18] GLVDI Notiziario – Notiziario Massonico Gran Loggia Virtuale d’Italia, R.S.A.A. Massoneria Italiana, Comunicato Post n° 159 pubblicato il 15 marzo 2013, in http://blog.libero.it/GLVDI/11982726.html

[19] http://blog.libero.it/GLVDI/13495401.html

[20] http://www.grandeoriente.it/comunicati/2013/03/il-gran-maestro-raffi-con-papa-francesco-nulla-sara-piu-come-prima.aspx , 14-3-2013.

[21] Gran Logia Unida del Libano saluda a la Gran Logia Femenina de Argentina por eleccion de nuevo Papa Francisco, in http://www.fenixnews.com/2013/03/15/gran-logia-unida-del-libano-saluda-a-la-gran-logia-femenina-de-argentina-por-eleccion-de-nuevo-papa-francisco/

[22] « “Hermanos y hermanas de la noche buena, ya sabes que el deber del cónclave era dar un obispo en Roma y parece que mis hermanos cardenales le han recogido en el fin del mundo … pero estamos aquí.” Estas son las primeras palabras del primer Papa Francisco de la Iglesia Católica. Jorge Mario Bergoglio, argentino, de 76 años, un jesuita, 266 º Papa, es también la primera en Sudamérica. El humo blanco que anunció al mundo su elección se produjo en la quinta votación, el segundo día del cónclave. Una encuesta realizada en más de lo necesario, hace ocho años, para la elección de Benedicto XVI. La chimenea de la Capilla Sixtina comenzó a fumar a 19.06, la plaza de San Pedro repleta de fieles desde la mañana estalló en un rugido: “¡Viva el Papa! ¡Viva el Papa“» http://www.fenixnews.com/2013/03/15/el-argentino-bergoglio-es-papa-francesco/

[23] « Asistimos a una designación importante y clave que aún debe resolver Su Santidad Francisco: es la del Secretario de Estado del Vaticano. Conociendo el pensamiento de Bergoglio, seguramente optará por un firme seguidor de sus ideas.
Una cosa es segura: con Francisco, se puede ser amable; se puede ser diferente y él así lo aceptará. Se puede ser pecador y él sabrá perdonar. Pero el gobierno argentino deberá tener muy en cuenta que el nuevo Papa no es la persona con la cual maniobrar políticamente, ni jugar.
Ofrecemos, pues, una calurosa bienvenida a Su Santidad Francisco, y le deseamos un extenso y fructífero pontificado. Puede anticiparse que, para aquellos que somos católicos apostólico-romanos, seguramente muchas cosas cambiarán. Además del nombre, el rostro y el estilo» http://www.fenixnews.com/2013/03/17/francisco-bergoglio-de-origen-humilde-es-nuevo-papa/

[24] «[…] A la masonería en sí, poco o nada la importa la elección de un papa toda vez que ha sido perseguida en forma permanente, sin argumentos válidos y con el agravante q el papa q condenó a la Masonería, hacia dos años q estaba ciego y dependía de sus asesores. A la luz de las conductas cuestionables en q incurrieron los miembros de la Curia Romana, ¿es válido sostener dicha conducta? ¿Es válido q nos mantengamos callados? ¿Es hora q los masones pongamos manos a la obra para dialogar en profundidad en este tema? Considero q un diálogo sincero, respetuoso, profundo, dejando de lado antagonismos históricos, entre Iglesia y Masonería puede redundar como muy beneficioso para ambas instituciones y escuelas de pensamiento y de vida. Considero q este papa, por su formación y carisma de la Orden, puede estar dispuesto a iniciar una suerte de diálogo q con el pasar de las jornadas puede rendir frutos más que interesantes. Si golpean nuestra puerta, ¿somos capaces de abrirla?» http://www.fenixnews.com/2013/03/20/el-papa-argentino/

[25]«Añade que el papa Francisco tiene la tarea de cambiar muchas cosas en la Iglesia: “Algunas se han acumulado a lo largo de mil años, de una corte palaciega en el estilo externo, que no siempre deja ver y traducir el Evangelio, para el cual el símbolo de san Francisco es muy importante”» http://www.fenixnews.com/2013/03/29/algunos-perseguidos-de-venezuela-y-paraguay-lo-pueden-contar-gracias-a-bergoglio/

[26] « El reinado de Francisco estará marcado por las noticias de cambios, por las decisiones inesperadas en una corte que se había anquilosado y por el compromiso irrenunciable del Papa con los seres más desposeídos del mundo»: http://www.fenixnews.com/2013/03/31/francisco-viajo-a-roma-convencido-de-que-no-seria-elegido/

[27] « El Cardenal Bergoglio no tuvo “suerte” de ser elegido Papa, El Papa Francisco creo esa realidad con sus acciones, y no han sido pocas» http://www.fenixnews.com/2013/04/11/cual-es-la-relacion-del-nuevo-sumo-pontifice-y-el-numero-13/.

[28] «Que la Luz del Creador ilumine a Francisco y su Fuerte mensaje de Amor y Cuidado por todos los seres humanos»: http://www.fenixnews.com/2013/04/11/cual-es-la-relacion-del-nuevo-sumo-pontifice-y-el-numero-13/

[29] «The former Archbishop of Buenos Aires Cardinal Jorge Mario Bergoglio, now Pope Francis I, has already got the anti-Masonic nuts’ & anti-Catholics wound up and the Internet is abuzz (just Google Pope Francis – Freemasonry) with wild eye claims of “the black pope” being a freemason and using Masonic signs, blah, blah!» (A New Pope – A New Relationship With the Roman Catholic Church?, in The Watermark – Canada’s online Masonic Philatelic Newsletter, Vol. 3 – Issue 4 – April 2013, p. 3).

[30] «I for one have hope that this new Pope who despite his conservatism is greatly admired for his personal humility, and a commitment to social justice will be willing to build a better relationship between Catholicism and Freemasonry.

I echo the comments of the Grand master of The Grand Lodge of Argentina Ángel Jorge Clavero […]. We can only hope that hundreds of years of unwarranted persecution against Freemasons at the hand of the Roman Catholic Church will cease» (ivi, p. 3).

[31] Ecco il brano finale dell’articolo : « Las relaciones entre la Iglesia en la argentina y los masones mejoraron en las últimas décadas. Incluso, a fines de los ‘90 los masones se reunieron oficialmente con el Episcopado. De hecho, hoy los vínculos son muy cordiales. Pero el Vaticano sigue considerando incompatibles sus posiciones. Por tanto, afirma que un católico no puede ser masón. La elección de Francisco obró como una mejora de la relación»: http://www.fenixnews.com/2013/05/11/la-masoneria-argentina-expreso-su-reconocimiento-por-el-papa-francisco/

[32] Cf. Erasmo notizie, bollettino d’informazione del Grande Oriente d’Italia, anno XIV, n. 13-14, 31 luglio 2013, Roma, p. 19.

[33] Cf. Corrispondenza romana, n. 971/03, 6 dicembre 2006;   http://www.fattisentire.org/modules.php?name=News&file=print&sid=2294. Leggiamo in quel sito su Braz de Aviz: “è stato nominato Vescovo ausiliare di Vitoria nel 1994, nel 1998 viene nominato Vescovo diocesano di Ponta Grossa, solo quattro anni dopo, nel 2002, viene trasferito a Maringá e nel 2004 è nominato Arcivescovo Metropolitano di Brasilia, sede cardinalizia. Una carriera veramente fulminante…”. Nel 2010-2011 è nominato nuovo Prefetto dei Religiosi, e in breve elevato al cardinalato. Una carriera davvero fulminante.

[34] http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1350234 ; http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2013/04/15/sempre-in-castigo-le-suore-americane-liberal/

[35] Giacomo Galeazzi – Ferruccio Pinotti, Vaticano massone. Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della Chiesa di papa Francesco, Edizioni Piemme, Milano 2013, pp. 56-57.

[36] Ivi, p. 83, neretto nostro.

[37] Ibidem.

[38] Erasmo notizie, Bollettino d’informazione del Grande Oriente d’Italia, Anno XIV, Numero 15-16, 30 settembre 2013, p. 11.

[39] http://www.granloggiaditalia.com/sito/wp-content/uploads/2013/02/papa-francesco-sito2.jpg, neretto mio.

[40] http://www.granloggiaditalia.com/sito/wp-content/uploads/2013/02/papa-francesco-per-sito-1.jpg

[41] Erasmo notizie, Bollettino d’informazione del Grande Oriente d’Italia, Anno XIV, Numero 17-18, 31 ottobre 2013, p. 6.

[42] http://www.southernleytetimes.com/No_way_to_treat_our_heroes.html

[43] http://www.regionecalabriagldi.it/public_html/news-dalle-logge/54-intervista-a-vincenzo-romano-gran-maestro-aggiunto.html

[44] «I vostri rapporti con la Chiesa? Paghiamo una scomunica che ormai è ridicola, risale a cento anni fa. Abbiamo sempre cercato di instaurare rapporti buoni. Al nostro interno abbiamo anche avuto sacerdoti affiliati alla massoneria. Abbiamo cercato di aprire un dialogo con il Vaticano e qualche anno fa ci eravamo riusciti con una serie di lettere scambiate con la segreteria di Stato vaticana. Tuttavia c’è una certa rigidità da parte della Chiesa per via dei dogmi. Noi giuriamo sul libro sacro che è la Bibbia, non abbiamo nulla contro la Chiesa. E’ la Chiesa che non accetta il nostro modo di pensare. Non viviamo con i dogmi, a noi invece piace fare le nostre riflessioni, confrontarci, pensare. Questo ci distingue. La Chiesa ha molti pregiudizi nei nostri confronti» (ibidem).

[45] Massoneria e Chiesa, in Erasmo notizie, Bollettino d’informazione del Grande Oriente d’Italia, Anno XV, N° 11-12, 30 giugno 2014, Roma, p. 6.

[46] Cf. ivi, p. 7.

[47] Ivi, p. 7

[48] Cf. A. Scanzi, In un film racconterò segreti e verità di Gelli, in Il fatto quotidiano, 6 settembre 2014, p. 13.

[49] M:. A:. Domenico P., Massoneria e Chiesa: Papa Francesco, Or:. Ravenna, 13.3.2014, in   http://www.ritosimbolico.it/rsi/2015/05/massoneria-e-chiesa-papa-francesco/. Riporto alcune parole del massone Domenico P. : « Uno spiraglio per la mutua comprensione e per una conciliazione viene, a mio parere, dall’intervista che il Papa ha concesso lo scorso anno al direttore del quotidiano “La Repubblica”, Eugenio Scalfari. Una conversazione che definirei “inquietante” ma in senso positivo. […] Allorchè al Papa viene posta la domanda: “Santità, esiste una visione del Bene unica? E chi la stabilisce?”, Egli risponde sorprendentemente che “Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene…… Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo”. Sono parole in base alle quali si è autorizzati a rimettere in discussione una dei motivi che, storicamente, sono stati imputati dalla Chiesa Cattolica alla Massoneria: “il metodo massonico è…..incompatibile…….. in quanto si fonda su una concezione simbolica relativistica del tutto inaccettabile per un cristiano….”. Lo ricordava un C:.mo M:. A:. in una sua recente tavola. Annosa questione quella del relativismo; a me pare, in realtà, annosamente noiosa e capziosa; ed a ragione, la ricordata tavola del M:.A:. concludeva che “la vera natura del moderno relativismo…. si coniuga con il dogmatismo”. Niente di più lontano dalla Massoneria ma sembrerebbe anche lontano dalla mente di Francesco perché il Suo riferimento al Bene ed Male ed al valore che ognuno di noi può dare al Bene ed al Male equivale ad una ammissione di relativismo, che in un Papa sembrerebbe impensabile. In tal senso le espressioni del Papa fanno intravedere un insperato ampliamento della coscienza cattolica che spiega il Suo più volte ripetuto richiamo alla Misericordia. […]In questo percorso annunciato, se così sarà confermato, è altamente probabile che il Papa, e con Lui la Chiesa Cattolica, reincontri la Massoneria; e sarà inevitabile, proprio per onorare i principi in cui si crede, sedersi ad un tavolo di consultazione e spogliarsi dei pesanti orpelli che gli uomini, e non le istituzioni, hanno innalzato come un recinto di separazione tra ciò che è dentro (il giusto) e ciò che è fuori (l’ingiusto, il diverso, l’altro)».

[50] Cf. Alpina, Magazine maçonnique suisse – Grande Loge Suisse Alpina, Nr. 3/2014, p. 3.

[51] «Tuttavia ciò che da più parti si lascia intendere è che dietro ai più recenti e rivoluzionari avvenimenti vaticani a partire dalle dimissioni di Papa Benedetto XVI ci sia un disegno massonico. Si mormora che persino l’elezione del nuovo Papa sia opera delle logge. Dopo un papato di chiusura come quello di Ratzinger è probabile che siano in molti tra gli affiliati a sperare nell’avvento di un’epoca più conciliante grazie al gesuita Bergoglio. Questa è almeno la tesi di Giacomo Galeazzi, vaticanista della Stampa e Ferruccio Pinotti, giornalista e scrittore da tempo interessato alla Massoneria., nel loro recente libro Vaticano Massone. Logge, denaro e poteri occulti: il segreto della Chiesa di Papa Francesco» (D. Bui, Verso una coabitazione costruttiva?, in Alpina, Nr. 3/2014, pp. 8-9). Cf. anche http://www.freimaurerei.ch/i/alpina/artikel/artikel-2014-03-01.php

[52]          Raffi, il “mondo liquido” e la missione della massoneria, in Erasmo notizie, bollettino del Grande Oriente d’Italia, anno XV, numero 7-8, 30 aprile 2014, Roma, p. 6, neretto nostro.

[53] http://www.mn-rivervalley.org/wayfarer/2014/may_june_2014.pdf

[54] Barbosa Nunes, A verdade no Papa Francisco, in https://www.gob.org.br/a-verdade-no-papa-francisco-artigo-de-barbosa-nunes-para-o-diario-da-manha/

[55] Cf. ibidem.

[56]   «“As Pope Francis pointed out in his New Year’s Day Service on January 1, 2014: “We are all children of one Heavenly Father, we belong to the same Human Family, and we share a common destiny. This brings a responsibility for each to work, so that the world becomes a Community of Brothers who respect each other, accept each other in one’s diversity, and take care of one another.” He could just as well be speaking to a body of Freemasons» http://grandlodgefl.com/archive_2014/grand_oration_2014.html

[57] http://goeb.com.br/noticias/goeb/2046/artigo-sapientissimo-grao-mestre-adjunto-irmao-barbosa-nunes-o-mundo-precisa-muito-deste-homem/

[58] http://m.ultimahora.com/masones-quieren-saludar-al-papa-y-poner-fin-al-conflicto-la-iglesia-n886764.html ;

[59] « —¿Ven un cambio en la Iglesia católica a partir de que Jorge Bergoglio fue designado como Papa?

—No tenemos ningún enfrentamiento con Bergoglio. Al contrario, el Papa aparece levantando nuestras banderas. Cuando sube dice que es republicano, laico, democrático y anticlerical. Por todo eso a nosotros nos sancionaron y excomulgaron. Si él levanta nuestras banderas, después de habernos combatido durante tanto tiempo, me doy cuenta de que la Iglesia está reviendo su posición»: http://www.fenixnews.com/2015/04/09/masoneria-el-resurgir-de-una-sociedad-que-ha-hecho-historia/

[60] http://www.agenparl.com/gran-loggia-2015-servizio-biblioteca-gli-appuntamenti/

[61] http://www.masonsinmaine.org/york22/TB052015.pdf

[62] http://www.granloggia.it/ufficiostampa/zohar-il-libro-dello-splendore ; https://giving.kabbalah.com/the-zohar-project/

[63] http://www.grandeoriente.it/conferenza-mondiale-delle-logge-garibaldi/

[64] http://stenterellonewsletter.blogspot.it/ : «Oscar Bartoli
Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C., Los Angeles e Bangalore (India). Rotariano di lunga data, attualmente fa parte del Washington Rotary Club».

[65] S. Bisi (Gran Maestro GOI), L’abbraccio telematico con i fratelli americani ha inaugurato una nuova via di comunicazione massonica, in StenterelloPeriodico di Approfondimento Esoterico, Newsletter, Anno II, Ottobre 2014, p. 4.

[66] R. Amico Roxas, Papa Francesco ultima spiaggia del cattolicesimo cristiano, in http://oscarb1.blogspot.it/2015/08/papa-francesco-ultima-spiaggia-del.html

[67] http://oscarb1.blogspot.it/2015/09/questo-papa-comunista-e-anticattolico.html

[68] http://www.fenixnews.com/2015/09/14/el-gran-oriente-unido-de-la-republica-del-ecuador-goudre-envia-plancha-al-su-santidad-francisco/

[69] Cf. Editoriale – Creare ponti per una migliore e reciproca comprensione, in StenterelloPeriodico di Approfondimento Esoterico, Newsletter, Anno II, Ottobre 2015, pp. 1-2.

[70] https://veritas-vincit-international.org/2015/01/17/grand-lodge-of-masons-buy-full-page-newspaper-ad-to-welcome-pope-francis/

[71] http://webcache.googleusercontent.com/search?q=cache:jXoYyrBp7ecJ:www.losai.eu/papa-francesco-e-stato-davvero-accolto-dalla-massoneria-filippina/+&cd=4&hl=it&ct=clnk&gl=it

[72] Cf. MW Thomas G. Rentoy III, A Revitalized, Relevant and Revered Philippine Freemasonry: Our Committment, Our Covenant, in The Cabletow, The official organ of the M.W. Grand Lodge of Free and Accepted Masons of the Philippines, Vol. 92, n. 1 – May-June 2015, Manila, pp. 22-23 (14-23).

[73] VW Jesse D. Alto, Realisation in Oneness, in The Cabletow, The official organ of the M.W. Grand Lodge of Free and Accepted Masons of the Philippines, Vol. 92, n. 4 – November-December 2015, Manila, pp. 11-12.

[74] http://seattlemasons.com/2015/1510_trstbd.pdf , p. 4.

[75] http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2015/11/17/news/monsignor-negri-lei-vuole-farci-tornare-alle-crociate-1.12461283?refresh_ce

[76] Ibidem.

[77] « I would suggest that the current Pope, I like the current Pope Francis, the disposition that he has and the thinking that he has, we probably fall right in line with him.  It is because he’s a Jesuit? I don’t know.  I’d like to learn more about Pope Francis.  Eventually, maybe, we’ll see something come out from his office, it’s hard to say, but know for sure that Pope Benedict didn’t like us» (https://in-sightjournal.com/2015/11/15/an-interview-with-grand-secretary-jerry-w-kopp-part-three/ ).

[78] https://blog.philosophicalsociety.org/2015/12/03/is-environmental-degradation-a-sin-pope-francis-revolutionary-manifesto-on-climate-change/ , neretto nostro.

[79] http://longmontmasons.com/general/news/is-a-reconciliation-between-the-catholic-church-and-freemasonry-possible/ . Cf. anche http://freemasoninformation.com/2016/04/is-a-reconciliation-between-the-catholic-church-and-freemasonry-possible/

[80] Ibidem.

[81] Barbosa Nunes, Porta da saida para os corruptos, in https://www.gob.org.br/porta-de-saida-para-os-corruptos-artigo-n%C2%B0-273-barbosa-nunes/; ; http://essenciamaconica.blogspot.it/2016/05/porta-de-saida-para-os-corruptos-artigo.html

[82] http://www.grandeoriente.it/la-replica-del-gran-maestro-al-vescovo-ferrara-la-sua-personale-fobia-la-massoneria/   Vedi anche : Stefano Bisi, “Negri, tesi preconcette e toni inquisitori. La Massoneria non è contro la Chiesa”. La replica di Bisi (Grande Oriente d’Italia) all’arcivescovo, in Il Resto del Carlino, lunedì 30 maggio 2016, p. 2.

[83] https://www.msana.com/emmay16.asp

[84] https://www.mozart-loge.de/2016/05/14/%C3%B6ffentlicher-diskussionsabend-flu-chtlingskrise-humanistische-und-demokratische-herausforderung/

[85] http://www.fenixnews.com/2016/11/13/dialogos-conmigo-mismo-como-le-cuento-a-mi-hijo-sobre-la-masoneria/

[86] https://blog.philosophicalsociety.org/2016/11/30/what-was-the-diet-of-worms-and-how-does-it-relate-to-freemasonry/

[87] http://www.repubblica.it/vaticano/2016/10/28/news/papa_francesco_viaggio_in_svezia-150792108/

[88] http://www.fenixnews.com/2017/03/26/discurso-del-santo-padre-francisco-por-la-celebracion-del-60-aniversario-del-tratado-de-roma/

[89] http://www.americaoggi.it/single-post/2017/03/28/Il-body-language-dei-leader

[90] http://www.fenixnews.com/2017/04/01/dialogos-conmigo-mismo-ser-feliz-2/

[91] www.vaticaninsider.lastampa.it/nel-mondo/dettaglio…/bergogliotango-29284 ; http://www.novusordowatch.org/wire/tango-mass-jorge-bergoglio.htm



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PALERMO. IL VESCOVO IN BICICLETTA TOGLIE LA PARROCCHIA E IMPONE IL SILENZIO AL PRETE CRITICO.

 

Marco Tosatti

Il Vescovo di Palermo, Corrado Lorefice, ha imposto a don Alessandro Minutella di lasciare la parrocchia di cui è responsabile entro quindici giorni, di mantenere il più rigoroso silenzio e di prendersi un periodo di riposo. Qui sotto l’annuncio pubblicato da don Minutella stesso, che alle 17.30 in parrocchia spiegherà il provvedimento, motivato, a quanto sembra, dal suo non essere “in comunione ecclesiale”.

Don Minutella è molto critico dell’attuale situazione ecclesiale.

Chi è interessato può sentire questa sua omelia-annuncio, pubblicata su Facebook il 25 marzo, in cui si convoca per il 22 aprile prossimo, al Palazzetto dello Sport Palaferroli di Verona, un raduno di preghiera e di fede, per una resistenza cristiana dei cattolici stufi dell’eresia strisciante “portata avanti dal governo stesso della Chiesa”. I partecipanti devono venire con la corona del Rosario, e si consiglia di far precedere l’evento da un’ora di adorazione eucaristica notturna. Le iscrizioni, dice don Minutella nel suo appello si fanno direttamente su Facebook a Radio Domina Nostra. “Portate bandiere bianche e gialle del Vaticano – chiede il sacerdote – quella bellissima bandiera con le chiavi di San Pietro”. E sarà chiesta una benedizione al Santo Padre Benedetto XVI. “Scendiamo in campo prima che tocchino la Santa Messa”.

Nel suo annuncio- omelia di circa quindici minuti il sacerdote sottoposto a sanzioni dal vescovo di Palermo, non le manda a dire; e vuole esprimere, così afferma, il disagio di tanti cattolici che non hanno voce, e che stanno vivendo “una stagione di profondo smarrimento”, per una Chiesa che sta preparando “una forma di sintesi di tutte le eresie del passato”, nelle “sabbie mobili di una teologia liquida, un falso modello di Chiesa”. Una Chiesa “confusa, bizzarra e stravagante, a volte ridicola”. C’è un “imperante relativismo morale che in Benedetto XVI aveva trovato un argine, grazie anche allo straordinario dono del Concilio Vaticano II”.

Ma dopo la rinuncia, e nel tempo attuale “Quelli che erano diventati antipapisti ora sono diventati ultrapapisti, quasi idolatri. L’eucarestia è diventata pane del cammino, cibo di fraternità senza più nemmeno un minimo accenno qualche volta forse timido alla presenza reale”. Una Chiesa in anarchia, che pratica, in Italia, “un’amnesia colpevole” su temi come aborto, eutanasia, divorzio e gender”, che vive “un maniacale e ossessionato bisogno di ecumenismo”, con il rischio di una “sincretismo pancristiano e forse panreligioso”.

Prima delle sanzioni prese da mons. Lorefice, don Minutella avvertiva che “Il Sinedrio vuole zittire chi non è d’accordo”, chi è choccato dalle “corse in bicicletta all’altare e dagli aperitivi finali dopo la messa al posto del ringraziamento”. L’accenno è al vescovo di Palermo a cui fu regalata una bicicletta e che vi salì subito, in cattedrale, con le vesti liturgiche e la mitra, come si vede dalla fotografia.

Don Minutella fa i nomi di Enzo Bianchi, Alberto Melloni, Antonio Spadaro, Bruno Forte e Walter Kasper come i protagonisti di questa Chiesa del dialogo e della misericordia che sotto quelle parole “Nascondono l’arma della condanna dell’emarginazione e del sospetto verso chi non si omologa al loro pensiero”.

Don Minutella critica gli ipertradizionalisti che guardano questa Chiesa “agonizzante” e “Un governo che si presenta con il volto della misericordia e del dialogo e che invece sta diffondendo sempre di più un clima di terrore e di paura quasi alla maniera delle dittature di sapore populista”, aggiungendo che “chi esprime disagio non sono farisei dal cuore duro”, ma persone che amano la Chiesa cattolica. Per questo, in un momento in cui “l’eresia è portata avanti dal governo stesso della Chiesa” tocca ai cattolici resistere. Don Minutella usa il termine greco upomoné, perseveranza, fermezza, resistenza non in senso politico o di rivoluzione, ma “difesa della sana dottrina fino a quando il Signore non tornerà”, contro “i diktat della falsa chiesa”.

Annuncia che è un tempo di martirio, “dovremo soffrire, forse io per primo, forse sarò sospeso, sottoposto a sanzioni canoniche, un sacerdote che ha dato la vita al suo ministero e alle anime, come è sotto gli occhi di tutti, ci tocca essere condannati , ma tenere la fiaccola cattolica accesa in attesa che la bufera del falso profeta si esaurisca ai piedi della Donna vestita di sole”.

Don Minutella cita spesso l’Apocalisse: siamo nel tempo del Drago Rosso, dice. Chiede a tutti di venire allo scoperto, e al Papa, prima di recarsi a Fatima, di chiarire la sua risposta ai Dubia, dicendo che non vuole permettere la comunione ai divorziati risposati. “Ci aggrappiamo al Concilio vaticano II”, dice ancora, ricordando che grandi santi, come Sant’Atanasio e Sana Teresa d’Avila subirono sanzioni e corsero rischi canonici per difendere la fede e il cattolicesimo.



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