PALERMO, IL CANDIDATO ANNUNCIATO A VESCOVO AUSILIARE RINUNCIA. LA LETTERA DI PADRE SALONIA.

Marco Tosatti

Si è chiusa con una lettera di rinuncia dell’interessato la scabrosa vicenda della nomina – prima annunciata e poi bloccata – di padre Giovanni Salonia a vescovo ausiliare di Palermo. Come informava “Faro di Roma”, il sito Catholic Hierarchy indicava come “data incerta” quella dell’ordinazione del religioso cappuccino nominato da Papa Francesco, il 10 febbraio scorso, vescovo ausiliare del capoluogo siciliano. Maggio veniva citato come mese ipotetico dell’ordinazione mentre erano specificati i nomi dei vescovi consacranti. Come celebrante era indicato l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, e come co-consacranti principali Rosario Gisana, vescovo di Piazza Armerina, e Giuseppe Costanzo, arcivescovo emerito di Siracusa. Veniva indicato, inoltre, anche il luogo dove sarebbe dovuta avvenire la celebrazione ovvero nella cattedrale di Palermo.

Che non avverrà. Con una lettera datata da Modica, il 18 aprile, il padre Salonia scrive : “Vi scrivo per comunicarvi che consegno nelle mani del Santo Padre la rinunzia alla mia consacrazione come vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi. Avevo accettato in spirito di servizio ecclesiale questo impegnativo e delicato ufficio, a cui, in modo imprevisto e inaspettato, ero stato chiamato. Rale nomina, mentre in tanti aveva suscitato sentimenti di gioia e di speranza, in qualcun altro ha provocato intensi sentimenti negativi, con attacchi nei miei confronti infondati, calunniosi e inconsistenti, ma che potrebbero diventare oggetto di diverse forme di strumentalizzazione, anche di tipo mediatico”.

Nulla si sa di ufficiale sulle accuse mosse, in segreto, contro il candidato all’episcopato; si parla in Vaticano di lettere di protesta di alcune superiore di istituti religiosi femminili. Sempre secondo informazioni che non è possibile verificare per accertarne la fondatezza, sembrerebbe che ci sarebbe stato anche un intervento del Ministro Generale dell’Ordine per dissuadere il religioso da portare avanti la procedura. Ma come spesso accade in questi casi, siamo a livello di voci, che probabilmente non troveranno mai un sigillo ufficiale.

Di concreto c’è la rinuncia – in sé un gesto certamente inusuale – del candidato. “Iniziare un servizio ecclesiale in un tale clima – scrive – mi avrebbe sottratto energie e serenità nel portare avanti il ministero a cui ero chiamato, e ancora più, avrebbe turbato la serenità e la gioia della comunità ecclesiale. Per tali ragioni, con la libertà interiore di chi mette in secondo piano i propri diritti pur di servire la Chiesa e con lo stesso amore ecclesiale con cui avevo accettato la nomina, ho deciso di rinunciare alla consacrazione episcopale”.

Si attende adesso la scelta di un nuovo candidato, dopo questo passo falso della nuova gestione dell’arcidiocesi palermitana.



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