BURKE: LA CORREZIONE CI SARÀ. CONFUSIONE E DIVISIONE DI A.L. SONO OPERA DEL DEMONIO. BISOGNA RIMEDIARE.

 

Marco Tosatti

In una lunga intervista a The Remnant il cardinale Leo Raymond Burke, già prefetto della Segnatura apostolica, e uno dei quattro firmatari della lettera in cui si chiede al Pontefice regnante di chiarire cinque “Dubia” su matrimonio e sacramenti in relazione ad Amoris Laetitia, conferma che la “correzione” delle ambiguità ci sarà. E spiega perché la lettera è stata resa pubblica. Ecco nella nostra traduzione, qualche brano dell’intervista.

“Bene, prima di tutto, come ho dichiarato sin dall’inizio, la forma stessa di Amoris Laetitia, e attualmente, le parole del Papa nel documento, indicano che questo non è un esercizio del magistero papale. E il modo in cui il documento necessariamente è letto, come con ogni documento, è alla luce dell’insegnamento costante e della pratica della Chiesa. E così le dichiarazioni in AL che sono in accordo con l’insegnamento costante e la pratica della Chiesa sono molto buone.

Ma c’è un certo numero di dichiarazioni che sono nel migliore dei casi ambigue e devono essere chiarificate e questo è perché quattro di noi cardinali hanno posto, secondo la pratica classica della Chiesa, cinque domande al Santo Padre che riguardano i fondamenti stessi della vita morale e l’insegnamento costante della Chiesa sotto questo aspetto. Ed è chiaro che noi, presentando i Dubia e ponendo quelle domande, crediamo che se non viene data una riposta c’è un grande pericolo di una confusione continua nella Chiesa, che conduce le anime in errore rispetto a questioni che hanno proprio a che fare con la loro salvezza

Così certamente, senza un chiarimento su queste questioni, c’è un potenziale di scandalo.

Per quanto riguarda la questione dell’eresia, uno deve essere molto attento all’eresia sostanziale e all’eresia formale: ci sono dichiarazioni reali nel testo che sono sostanziali? Sono in contraddizione con la fede cattolica? Eresia formale: la persona – cioè la persona del papa che ha scritto il documento – intende proclamare un insegnamento eretico? E io non credo affatto che sia così. E credo che il linguaggio e così via sia ambiguo ed è difficile dire che queste dichiarazioni ambigue sono sostanzialmente eretiche. Ma devono essere chiarite, e rifiutare di chiarire può indurre la gente in errore, in un pensiero radicale rispetto a questioni molto serie.

Le conseguenze di un’applicazione sbagliata dell’Amoris Laetitia (Burke parla dell’interpretazione fornita dalla diocesi di San Diego) sarebbero “molto devastanti”, e si potrebbe pensare che “l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio è finito”.

Quindi “è necessario che ci sia una risposta ai Dubia”. E deve farlo il Papa, “nel suo ufficio di guardiano delle verità della fede, e di promotore delle verità della fede”.

Le lettera in cui il Papa ha scritto ai vescovi argentini che la loro interpretazione dell’AL è quella giusta che valore ha? “Quello che ha scritto in quella lettera significa che questa è la sua personale comprensione del problema. Ma quella lettera può difficilmente essere considerata un esercizio del magistero papale. E così, è una situazione penosa in cui essere coinvolti, ma noi semplicemente dobbiamo continuare a fare pressione per chiarire la questione”.

Sulla possibilità che il Papa gli tolga la dignità cardinalizia, Burke è esplicito: “Non ci penso proprio, voglio dire, certo, è possibile, è accaduto storicamente, che un cardinale abbia perso il suo titolo: Ma non ci penso perché so quello che è il mio dovere”. A chi gli chiedeva se non aveva paura delle conseguenze, ha risposto: “Quello di cui ho paura è apparire davanti a Nostro Signore il giorno del Giudizio e dover rispondere: no, non ti ho difeso quando eri attaccato, e la verità che hai insegnato era tradita”.

Il dialogo con il Papa è iniziato in maniera privata, ma in seguito i Dubia sono stati resi pubblici. Perché? Burke risponde così: “Quando siamo stati informati che non ci sarebbe stata nessuna risposta, capimmo che dovevamo portare la conversazione davanti a tutta la Chiesa perché così tanti fedeli – così tanti preti e vescovi – stanno esprimendo una grande confusione su questo tema, anche considerando come queste confusioni generano più divisioni in varie parti della Chiesa fra vescovi e vescovi e preti e laici sugli insegnamenti fondamentali della Chiesa. Bene, quello è il lavoro del demonio. Lo Spirito Santo genera unità e la conversione quotidiana della vita di Cristo che ci aiuta a superare i nostri peccati e a vivere secondo la verità. Così questa confusione, questa divisione deve essere affrontata e risolta”.

Ci sarà una “correzione formale”? Burke ha risposto così:

“Non sembra molto diverso dai Dubia. In altre parole, le verità che sembrano essere poste in questione da AL saranno semplicemente poste accanto a ciò che la Chiesa ha sempre insegnato e praticato nell’insegnamento ufficiale della Chiesa. E in questo modo questi errori saranno corretti”.

Per quanto riguarda l’insegnamento della Chiesa su questo punto, è utile vedere “LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA CIRCA LA RECEZIONE DELLA COMUNIONE EUCARISTICA DA PARTE DI FEDELI DIVORZIATI RISPOSATI”, che presenta le proposte fatte proprie dall’Amoris Laetitia e afferma: “Di fronte alle nuove proposte pastorali sopra menzionate questa Congregazione ritiene pertanto doveroso richiamare la dottrina e la disciplina della Chiesa in materia. Fedele alla parola di Gesù Cristo, la Chiesa afferma di non poter riconoscere come valida una nuova unione, se era valido il precedente matrimonio. Se i divorziati si sono risposati civilmente, essi si trovano in una situazione che oggettivamente contrasta con la legge di Dio e perciò non possono accedere alla Comunione eucaristica, per tutto il tempo che perdura tale situazione”.

E anche l’enciclica “Familiaris Consortio”, di San Giovanni Paolo II, che al n. 84 afferma: “La Chiesa, tuttavia, ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell’unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall’Eucaristia. C’è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all’Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio”.

Da ignoranti quali siamo, ci sembra però di poter vedere che sia l’uno che l’altro documento sembrano avere un peso ben diverso da un paio di noticine, e da una lettera privata.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”. 

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AMORIS LAETITIA. CONTRO LA CONFUSIONE, UNA DICHIARAZIONE DI FEDELTÀ ALLA DOTTRINA DELLA CHIESA.

 

Marco Tosatti

 

fedelta

 

La confusione esistente in materia di comunione ai divorziati risposati non accenna a chiarirsi, anzi. Singoli vescovi e conferenze episcopali prendono posizione a favore o contro la possibilità di dare l’eucarestia a persone che vivono una seconda relazione senza che la prima sia stata giudicata nulla dalla Chiesa. Contro questa ambiguità l’associazione Supplica Filiale, che aveva chiesto con quasi novecentomila firme a papa Francesco di pronunciarsi con chiarezza sull’argomento pubblica oggi una “Dichiarazione di fedeltà” all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio e alla sua ininterrotta disciplina.

Su La Stampa pubblico una notizia relativa a questo passo. Ecco un testo più ampio.

 

FERMA FEDELTÀ A UN MAGISTERO IMMUTABILE

 

80 Personalità cattoliche ribadiscono l’insegnamento della Chiesa sulla famiglia e sulla morale

Una Dichiarazione di fedeltà all’insegnamento immutabile della Chiesa sul matrimonio e alla sua ininterrotta disciplina è stata divulgata oggi 27 settembre 2016 da un gruppo di 80 personalità cattoliche, comprendenti cardinali, vescovi, sacerdoti, eminenti studiosi, dirigenti di associazioni specializzate e noti esponenti della società civile.

 

La dichiarazione è stata divulgata dall’associazione Supplica Filiale, la stessa che ha promosso fra i due Sinodi sulla famiglia una raccolta di quasi 900.000 firme di fedeli cattolici (fra i quali 211 prelati) chiedendo a Papa Francesco una parola di chiarezza che dissipasse la confusione venuta a crearsi nella Chiesa nel concistoro di febbraio del 2014 su questioni fondamentali della morale naturale e cristiana.

 

Constatando che la confusione non ha fatto che aumentare nei fedeli dopo i due Sinodi sulla famiglia e la successiva pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia (con le sue propaggini interpretative più o meno ufficiali), i firmatari della Dichiarazione di fedeltà sentono il pressante dovere morale di ribadire l’insegnamento bimillenario della dottrina cattolica sul matrimonio, la famiglia e la disciplina morale praticata per secoli nei confronti di queste basilari istituzioni della civiltà cristiana . Tale grave dovere, secondo i firmatari, si fa ancora più urgente in vista dell’attacco crescente che le forze secolariste stanno sferrando contro il matrimonio e la famiglia; attacco che non sembra trovare più la barriera di un tempo nella prassi cattolica, almeno nel modo in cui questa oggi viene generalmente presentata all’opinione pubblica.

 

Solidamente supportata da un cristallino e inconfutabile insegnamento, anche molto recentemente ribadito dal Supremo Magistero della Chiesa, la Dichiarazione si articola in 27 affermazioni di verità esplicitamente o implicitamente negate o rese ambigue nell’attuale linguaggio di vari documenti ecclesiali di carattere pastorale. Si tratta, secondo i firmatari, di dottrine e prassi immodificabili che riguardano, ad esempio, la fede nella Presenza Reale di Cristo nell’Eucaristia, il rispetto che si deve ad Essa, l’impossibilità di partecipavi in stato oggettivo di peccato grave, le condizioni del pentimento per ricevere l’assoluzione sacramentale, l’ottemperamento universale del Sesto Comandamento della Legge di Dio, il gravissimo dovere di non dare scandalo pubblico e di non indurre il popolo di Dio a peccare o a relativizzare il bene e il male; i limiti oggettivi della coscienza, ecc.

La Dichiarazione di Fedeltà è già disponibile in inglese e italiano ed entro breve lo sarà anche in francese, tedesco, spagnolo e portoghese sul sito http://www.filialappeal.org/

 

Chiunque vorrà aderire ad essa potrà farlo firmando sul sito http://www.filialappeal.org/

 

Riassunto della Dichiarazione di Fedeltà

Errori sul vero matrimonio e sulla famiglia sono vastamente sparsi oggi negli ambienti cattolici, in modo particolare dopo i due Sinodi, Straordinario e Ordinario, sulla famiglia e la pubblicazione dell’ Esortazione Amoris Laetitia.

Di fronte a questa realtà, la presente Dichiarazione esprime la risoluzione dei suoi firmatari di rimanere fedeli agli insegnamenti morali immutabili della Chiesa sui sacramenti del Matrimonio, della Riconciliazione e dell’Eucaristia e alla sua sempiterna e duratura disciplina nei confronti di questi sacramenti.

 

Specificamente, la Dichiarazione di Fedeltà sostiene fermamente che

Sulla castità, il matrimonio e i diritti dei genitori

– Tutte le forme di coabitazione more uxorio al di fuori di un valido matrimonio contraddicono gravemente la volontà di Dio;

– Il matrimonio e l’atto coniugale hanno entrambi propositi procreativi e unitivi e ogni atto coniugale deve essere aperto al dono della vita;

– La cosidetta educazione sessuale è un diritto basilare e primario dei genitori che deve essere sempre attuato sotto la loro attenta guida;

– La consacrazione definitiva di una persona a Dio per mezzo di una via di castità perfetta è oggettivamente più eccellente del matrimonio.

Sulle coabitazioni, le unioni di persone dello stesso sesso e il matrimonio civile dopo il divorzio

–          Le unioni irregolari non possono mai essere equiparate al matrimonio, ritenute moralmente lecite o riconosciute legalmente;

–          Le unioni irregolari non possono esprimere né parzialmente né analogicamente il bene del matrimonio cristiano, anzi lo contraddicono radicalmente, e devono essere ritenute forme peccaminose di vita;

–          Le unioni irregolari non possono essere raccomandate come un prudente e graduale compimento della legge divina.

 

 

Sulla Legga Naturale e la coscienza individuale

–          La coscienza non è la sorgente del bene e del male, ma rimembra come una azione debba adeguarsi alla legge divina e naturale;

–          Una coscienza ben formata mai giungerà alla conclusione che, a causa dei limiti di una determinata persona, la migliore risposta che essa possa dare al Vangelo sia di rimanere in una situazione oggettivamente peccaminosa o che Dio stesso gliela stia chiedendo;

–          Le gente non deve pensare alla pratica del Sesto Comandamento o alla indissolubilità del matrimonio come meri ideali da raggiungere;

–          Il discernimento personale o pastorale non può mai portare i divorziati “risposati” a concludere che la loro unione adulterina possa essere giustificata dalla “fedeltà” al nuovo compagno o alla nuova compagna, che separarsi dall’unione adulterina sia impossibile, oppure che così facendo si espongano a nuovi peccati; i divorziati che si sono “risposati” e che non possono soddisfare la grave esigenza di separarsi, sono moralmente obbligati a vivere “come fratello e sorella” e evitare di dare scandalo, particolarmente qualsiasi manifestazione di intimità propria delle coppie maritate.

Sul discernimento, la responsabilità, lo stato di grazia e lo stato di peccato

–          I divorziati civilmente “risposati” che scelgono questa situazione con piena avvertenza e deliberato consenso della volontà, non sono membri vivi della Chiesa poiché sono in stato di peccato grave che impedisce loro il possesso della carità e la crescita in essa;

–          Non esiste una via di mezzo fra lo stare in grazia di Dio ed esserne privo a causa del peccato grave. La crescita spirituale per qualcuno che vive in stato oggettivo di peccato consiste nell’abbandonare quella situazione;

–          Dato che Dio è onnisciente, la legge naturale e la legge rivelata provvedono a tutte le situazioni particolari, specialmente quando proibiscono azioni “intrinsecamente cattive”;

–          La complessità delle situazioni e i diversi gradi di responsabilità non impediscono ai pastori di poter concludere che coloro che vivono in unioni irregolari sono in oggettivo stato di peccato grave e di presumere nel foro esterno che si sono privati della grazia santificante;

–          Poiché l’uomo è munito di libera volontà, gli atti morali volontari devono essere imputati al suo autore e questa imputabilità deve essere presunta;

Sui sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia

–          Il confessore è tenuto ad ammonire i penitenti che trasgrediscono la legge divina e ad assicurarsi che veramente questi desiderino l’assoluzione e il perdono di Dio, oltre ad essere risoluti a rivedere e correggere la loro condotta;

–          I divorziati “risposati” civilmente che permangono in uno stato oggettivo di adulterio non possono essere ritenuti dai confessori in possesso dello stato di grazia, quindi in grado di ricevere l’assoluzione e la Sacra Eucaristia, almeno che essi esprimano contrizione e fermamente si risolvano ad abbandonare il loro stato di vita;

–          Nessun discernimento responsabile può sostenere che l’ammissione all’Eucaristia è permessa ai divorziati civilmente “risposati” che vivono apertamente more uxorio, sotto il pretesto che, dovuto a diminuita responsabilità, non esiste peccato grave. La loro vita esterna infatti contraddice oggettivamente il carattere indissolubile del matrimonio cristiano;

–          La certezza soggettiva in coscienza sulla invalidità del matrimonio previo non è mai di per sé sufficiente a scusare i divorziati civilmente “risposati” del peccato materiale di adulterio o di permettere loro di non rispettare le conseguenze sacramentali del vivere da peccatori pubblici;

–          Coloro che ricevono la Sacra Eucaristia devono trovarsi in stato di grazia e dunque i divorziati civilmente “risposati” che conducono uno stile di vita peccaminoso, rischiano di commettere un sacrilegio ricevendo la Sacra Eucaristia;

–          Secondo la logica del Vangelo le persone che muoiono in stato di peccato mortale e non riconciliati con Dio, sono condannati eternamente all’inferno.

Sull’atteggiamento materno e pastorale della Chiesa

–          L’insegnamento chiaro della verità è un eminente opera di misericordia e carità;

–          L’impossibilità di dare la Comunione a cattolici che vivono manifestamente in uno stato oggettivo di peccato grave emana dalla cura materna della Chiesa, dal momento che essa non è proprietaria dei sacramenti bensì una sua amministratrice;

. Sulla validità universale del Magistero costante della Chiesa

–          Le questioni dottrinali, morali e pastorali riguardanti i sacramenti dell’Eucaristia, della Riconciliazione e del Matrimonio devono essere risolte tramite interventi del Magistero e, per la loro stessa natura, precludono le interpretazioni contradditorie o la possibilità di trarre conseguenze pratiche sostanzialmente in opposizione a esso;

Mentre si spargono ovunque le piaghe del divorzio e della depravazione sessuale, persino all’interno della vita ecclesiale, è un dovere dei vescovi, dei sacerdoti e dei fedeli cattolici dichiarare, ad una voce, la loro fedeltà all’immutabile insegnamento della Chiesa sul matrimonio e alla sua ininterrotta disciplina, così come è stata ricevuta dagli Apostoli.

Roma, 27 settembre 2016

Lista dei primi firmatari e testo completo della Dichiarazione

  1. Prof. Wolfgang Waldstein, Cattedratico emerito della Università di Salisburgo, membro della Pontifica Accademia per la Vita (Austria)
  2. Sua Eminenza il cardinale Jãnis Pujats, Arcivescovo emerito di Riga, Lettonia.
  3. Sua Eccellenza Athanasius Schneider, vescovo ausiliare di Astana, Kazakhstan.
  4. 1. Prof. Josef Seifert, Docente di Filosofia, Academia Internacional de Filosofía-Instituto de Filosofía Edith Stein IAP-IFES, Rettore fondatore della International Academy of Philosophy nel Principato di Liechtenstein (Austria).
  5. Dott.ssa Anca-Maria Cernea, Presidente della Ioan Barbus Foundation (Romania).
  6. Dott. Vincent-Jean-Pierre Cernea (Romania)
  7. Padre prof. Efrem Jindráček O.P., Vice-decano della Facoltà di Filosofia dell’Università di san Tommaso d’Aquino (Angelicum – Roma, Italia)
  8. Sua Eminenza il cardinale Carlo Caffarra, fondatore e primo preside dell’Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia e arcivescovo emerito di Bologna (Italia).
  9. Sua Eminenza il cardinale Raymond Leo Burke, Patrono del Sovrano Militare Ordine di Malta (Vaticano)
  10. Rev.do don Nicola Bux, docente presso la Facoltà Teologica Pugliese (Italia)
  11. Sua Eccellenza Andreas Laun, vescovo ausiliare di Salisburgo (Austria)
  12. Sua Eccellenza Juan Rodolfo Laise, vescovo emerito di San Luis (Argentina)
  13. Padre Antonius Maria Mamsery, Superiore Generale dei Missionari della Santa Croce in Singida (Tanzania)
  14. Padre Giovanni M. Scalese, B., ordinario per l’Afghanistan.
  15. Padre José María Iraburu, già professore di Teologia spirituale della Facoltà di Teologia del Nord Spagna; presidente della Fondazione Gratis Date ed editore del quotidiano digitale InfoCatólica (Spagna)
  16. Mons. Juan Claudio Sanahuja, Dottore in Teologia; docente di teologia morale dei sacramenti; giornalista (Argentina)
  17. Prof. Dr. Alma von Stockhausen, docente di filosofia e fondatrice della Accademia Gustav-Siewerth in Weilheim-Bierbronnen (Germania).
  18. Prof. Dr. Rudolf Hilfer, Facoltà di Fisica e Matematica-Istituto di Fisica Informatica, Università di Stoccarda (Germania)
  19. Adolpho Lindenberg, Cofondatore della Società Brasiliana per la Difesa della Tradizione, Famiglia e Proprietà (TFP) e presidente dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira (Brasile).
  20. John Smeaton, Direttore Esecutivo della Society for the Protection of Unborn Children (SPUC) e cofondatore di Voice of the Family (Regno Unito)
  21. Prof. Ettore Gotti Tedeschi, docente, economista e banchiere, già presidente dello IOR (Italia)
  22. Prof. Massimo de Leonardis, direttore del dipartimento di Scienze Politiche dell’Università del Sacro Cuore di Milano (Italia)
  23. Conte Giorgio Piccolomini (Italia)
  24. Contessa Felicitas Piccolomini (Italia)
  25. Prof. Tommaso Scandroglio, Professore di Etica e Bioetica all’Università Europea (Italia)
  26. Prof. Giovanni Turco, docente di Filosofia del Diritto Pubblico, Università di Udine (Italia)
  27. S. A.I.R. Principe Luiz di Orleans-Braganza, Capo della Casa Imperiale (Brasile)
  28. Prof. Isobel Camp, docente di Filosofia alla Pontificia Università di San Tommaso, Angelicum, di Roma (Regno Unito)
  29. Duca Paul von Oldenburg (Germania)
  30. Duchessa Pilar von Oldenburg (Germania)
  31. Principe Carlo Massimo (Italia)
  32. Principessa Elisa Massimo (Italia)
  33. Prof. Paolo Pasqualucci, già ordinario di Filosofia del Diritto presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Perugia (Italia)
  34. Prof. Corrado Gnerre, autore e docente di Scienze Religiose (Italia)
  35. Prof. John Laughland, autore e dottore in Filosofia (Regno Unito)
  36. S.A.I.R. Principe Bertrand de Orleans-Braganza, (Brasile)
  37. Prof. Robert Lazu, autore e dottore in Filosofia (Romania)
  38. Prof. David Magalhães, docente della Facoltà di Diritto dell’Università di Coimbra (Portogallo)
  39. Prof. Enrico Maria Radaelli, autore, direttore di ricerca del Dipartimento di Metafisica della bellezza e della Filosofia dell’arte della International Science and Commonsense Association (ISCA) (Italia)
  40. Sac. Brian Harrison, già professore di teologia della Pontificia Università Cattolica di Portorico, docente residenziale del Centro Studi degli Oblati della Sapienza (Stati Uniti)
  41. Prof. Roberto de Mattei, docente di Storia Moderna e Contemporanea all’Università Europea di Roma (Italia)
  42. Don Marc Hausmann, professore di Filosofia (Austria)
  43. Sac. Alfredo Morselli, teologo e autore (Italia)
  44. Ambasciatore Emilio Barbarani (Italia)
  45. Ambasciatore Héctor Riesle (Cile)
  46. Arciduchessa Alexandra von Habsburg de Riesle (Austria-Cile)
  47. Don Fernando Palacios, Dottore in Diritto Canonico (Spagna)
  48. Avv. James Bogle, ex-presidente di Una Voce International (Regno Unito)
  49. John-Henry Westen, cofondatore e direttore di Life Site News (Canada)
  50. Luis Fernando Pérez Bustamante, direttore di InfoCatólica (Spagna)
  51. Maria Guarini, direttrice del sito Chiesa e Post Concilio (Italia)
  52. Avv. Caio Xavier da Silveira, cofondatore della TFP brasiliana e presidente della Fédération Pro Europa Christiana (Francia)
  53. Prof. Gianandrea de Antonellis, presidente dell’ Institut Européen de Recherches, Etudes et Formation (I.E.R.E.F.) (Italia)
  54. Dr. Mauro Faverzani, coordinatore editoriale del mensile “Radici Cristiane” (Italia)
  55. Prof. Federico Catani, scrittore e dottore in Scienze Religiose (Italia)
  56. Prof. Guido Vignelli, scrittore e studioso della Famiglia (Italia)
  57. Dott.ssa Maria Madise, coordinatrice di Voice of the Family (Estonia).
  58. Cristina Siccardi, scrittrice e storica (Italia)
  59. Mario Navarro da Costa, direttore del Bureau TFP a Washington (Stati Uniti)
  60. Mathias von Gersdorff, scrittore e conferenziere (Germania)
  61. Marchesa Gabriella Spalletti Trivelli Coda Nunziante (Italia)
  62. Virginia Coda Nunziante, presidente di Famiglia Domani (Italia)
  63. Prof. Raúl del Toro, docente di organo e organista (Spagna)

 

  1. Prof. ssa María Arratíbel , docente di musica (Spagna)
  2. Daniel Iglesias Grèzes, segretario del Centro Culturale Cattolico “Fe y Razón” (Uruguay)

 

  1. Pedro Luis Llera Vázquez, Preside di scuola cattolica (Spagna)

 

  1. David González Cea (firma come Alonso Gracián), filosofo tomista e scrittore (Spagna)

 

  1. Ingegnere José Miguel Arráiz, catechista e fondatore di ApologeticaCatolica.org (Venezuela)

 

  1. Antonello Brandi, presidente Pro Vita Onlus (Italia)

 

  1. Suzanne Pearson, Delegato della Lega di Preghiera del Beato Imperatore Carlo

(Stati Uniti)

 

  1. Paul N. King, Presidente e Fondatore del The Paulus Institute for the Propagation of Sacred Liturgy (Stati Uniti)

 

  1. Donna Fitzpatrick Bethell, Presidente del consiglio direttivo del Christendom College, già sottosegretario al ministero dell’Energia ( Stati Uniti).

 

  1. Alessandra Nucci, scrittrice e direttore della Rivisita Una Voce Grida (Italia)

 

  1. Prof. Néstor Martínez, licenziato in Filosofia, docente e scrittore. Cofondatore di Fe y Razón (Uruguay)
  2. Prof. Javier Paredes, ordinario di Storia Contemporanea, Università di Alcalà (Spagna)

 

  1. Onorevole Justin Shaw (Regno Unito)

 

  1. Signora Caroline Shaw (Regno Unito)

 

  1. Bruno Moreno, licenziato in Fisica e in Studi Ecclesiastici, scrittore ed editore di Vita Brevis (Spagna).

 

  1. Ing. Juan José Romero, editore e consulente di comunicazione (Spagna)
  2. Alberto Zelger, Presidente del Centro Culturale Nicolò Stenone (Italia)