FATIMA. UN LIBRO DI SPIRITUALITÀ E TEOLOGIA DI PADRE LANZETTA SU PENITENZA E PECCATO.

Marco Tosatti

Il centenario delle apparizioni di Fatima è appena iniziato, e certamente nel corso di questi prossimi dodici mesi assisteremo a un proliferare di iniziative editoriali per commemorare e studiare quello che è stato senza dubbio il fenomeno sovrannaturale più straordinario degli ultimi secoli. Ma a quanti siano interessati ad approfondire da un punto di vista spirituale e teologico il messaggio che la Madonna ha dato ai tre pastorelli, e tramite loro a tutto il mondo permettiamo di suggerire la lettura di un’opera particolarmente ricca e approfondita: “Fatima. Un appello al cuore della Chiesa. Teologia della storia e spiritualità̀ oblativa”, di padre Serafino Lanzetta, dei Francescani dell’Immacolata, per i tipi delle Casa Mariana Editrice, Frigento (AV). E’ la casa editrice dove appaiono pubblicazioni dei Francescani dell’Immacolata.

Padre Serafino Lanzetta è un giovane brillante teologo, che ha già al suo attivo numerose pubblicazioni di cui ricordiamo fra l’altro “Il Vaticano II – Un Concilio Pastorale: Ermeneutica delle Dottrine conciliari” (Edizioni Cantagalli), e frequenti articoli, ospitati anche su l’Osservatore Romano.

La sua opera attuale ci sembra particolarmente importante in un momento in cui si sentono, anche da pulpiti ben elevati, genericità e banalità scoraggianti sul significato di quello che è stato detto e diffuso dai tre pastorelli, trascurando alcune delle caratteristiche principali e potremmo dire chiave per comprendere il genere e l’urgenza degli avvertimenti offerti al nostro ascolto.

Sin dall’inizio padre Lanzetta ci ricorda che “Ogni ideologia pretende di dire agli uomini le cose degli uomini, ma dimentica che l’uomo che parla solo con se stesso ben presto diventa una minaccia per se stesso e per gli altri; anche le cose umane presto diventano disumane e in nome delle idee si calpestano i viventi, gli uomini in carne ed ossa”. Il secolo che abbiamo appena lasciato alle spalle, ma anche quello di cui abbiamo percorso una minima parte, ne sono dimostrazioni lampanti; ne è un’ulteriore prova la disumanizzazione quotidiana di cui ci nutriamo. A Fatima “la Madonna ci ricordava che bisogna parlare con Dio, che bisogna pregare incessantemente con una preghiera, il Santo Rosario, che è lode incessante e richiesta incessante di misericordia e di salvezza dalla perdizione eterna”.

Il messaggio di Fatima, sottolinea il teologo, ci indica però un altro grande antidoto al male prodotto e vissuto nella storia:  la penitenza. E’ uno strumento essenziale per riparare al male fatto contro Dio e contro l’uomo, “purifichiamo noi stessi e la storia”. E ci prepariamo, rinnovati interiormente, ad accogliere quello che il futuro riserva. In mancanza di ciò, il male commesso continua a sedimentare nelle nostre vite, e nella storia del mondo:  “È utopico pensare che il male si autoredima, che prima o poi scompaia, senza un serio impegno ad estirparlo con la penitenza. Gli ideologi senza Dio pensano che il male sia solo un errore della storia”; ma così non è. “Fatima ci offre una splendida visione teologica della storia e ci dice: solo con Dio l’uomo può̀ continuare a vivere. Solo se viviamo per Dio vive anche il mondo. Cacciare Dio dal mondo e dal cuore dell’uomo porta all’autodistruzione”.

Il libro di Lanzetta entra poi nell’analisi dettagliata – in una luce di teologia e di spiritualità – dei singoli accadimenti relativi alle apparizioni, e alla travagliata gestione del messaggio da parte di suor Lucia dos Santos. Sarebbe troppo lungo – e lo lasciamo ai lettori – seguire questo percorso in un articolo solo. Vogliamo però ricordare ancora un punto fondamentale, e cioè quello della scomparsa del concetto di peccato dal nostro mondo.

“In un tempo in cui già̀ si profilava quella cultura dell’assenza del peccato che avrebbe imperversato tristemente più tardi o della sua giustificazione come irrilevante, la Madonna veniva a Fatima a parlarci della verità̀ di questo male. Si tratta di un male reale e non ideale come potrebbe sembrare, solo perché́ non lo tocco, non lo vedo… La tentazione odierna è quella di colpevolizzare sempre gli altri, di dire che sempre gli altri sono la causa del male e intanto il peccato è sempre e solo degli altri, anzi il vero peccato sono gli altri. In un mondo fortemente individualista, l’unico peccato è il limite al mio arbitrio”.  Quindi “Sono arbitro iniquo della mia vita e pertanto condanno a morte anche gli altri. Purtroppo non si riesce a vedere che c’è un male più intimo, più profondo del mio egoismo, che si nasconde proprio nel viluppo del mio individualismo e si chiama peccato”.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

TRE GIORNI PER LA VITA A ROMA. CONFERENZE, PREGHIERA E SABATO SI MARCIA IN DIFESA DEI PIÙ DEBOLI.

Marco Tosatti

Oggi, domani e dopodomani sono giornate importanti per i movimenti cattolici che cercano di difendere la causa della vita, in Italia e nel Mondo. Giovedì 18 maggio e venerdì 19 maggio si svolgerà a Roma una conferenza, il “Rome Life Forum” , che sarà seguito sabato 20 maggio dalla Marcia per la Vita che ormai da anni.

La conferenza è sponsorizzata dalla Society for the Protection of the Unborn Children (SPUC), da Human Life International, da Lifesitenews, dall’Associazione Famiglia Domani, e da Family Life International della Nuova Zelanda. John Henry Westen, direttore di Lifesitenews, commenta in questo modo l’evento: “Il Rome Life Forum del 2017 viene in un momento critico nella vita della Chiesa: cento anni dopo le apparizioni di Nostra Signora di Fatima che chiedono pentimento e conversione, e poco più di un anno dopo la pubblicazione di Amoris Letitia”, la discussa esortazione apostolica del Pontefice. “I movimenti pro-vita e pro-famiglia fronteggiano persecuzioni crescenti dentro e fuori la Chiesa. Nostra Signora ha mostrato ai tre bambini in Portogallo una strada chiara per rinnovare l’umanità e salvare le anime. Dobbiamo ascoltarLa mentre il disordine regna nella Chiesa e nel mondo”.

Fra gli oratori presenti al Forum ci saranno il cardinale Raymond Leo Burke, Patrono dell’Ordine di Malta, e già Prefetto della Segnatura Apostolica; il cardinale Carlo Caffarra; il vescovo Athanasius Schneider, così come il professore Roberto de Mattei e John Henry Westen. Mons. Schneider parlerà sulla bellezza della famiglia e la fede cattolica; il card. Burke del segreto di Fatima e della nuova evangelizzazione, e il prof. De Mattei sulla storia delle rivoluzioni e i loro effetti sulla famiglia. Ogni giornata sarà aperta da una messa in San Pietro.

Inoltre Notizie Pro Vita organizza dalle 10 alle 13 del 20 maggio presso l’Angelicum una Conferenza Internazionale. Il 19 pomeriggio alle 18, al Pio Sodalizio dei Piceni, CitizenGo darà voce al suo fondatore, a Costanza Miriano e a Massimo Gandolfini. Infine il 18 alle ore 17 parlerà Janna Jessen, una leader pro life scampata all’aborto, invitata all’Università degli studi Romatre, dagli Universitari per la vita. Scandalosamente l’Ateneo all’ultimo momento su pressione di alcuni professori – un grande segno di democrazia e di apertura al dialogo – ha disdetto la disponibilità della sala, ma l’evento si terrà egualmente nei locali della cappellania.

Durante la Marcia oltre a donne che hanno subito o sono state salvate dall’aborto parlerà Stéphane Mercier, il professore che ha perso la cattedra all’università “cattolica” di Lovanio per aver definito l’aborto un omicidio durante una lezione, e non è stato difeso dai vescovi belgi.. Ci sarà poi la testimonianza importante di un imprenditore vicentino che ha pensato di premiare con un bonus bebè ogni donna della sua azienda in attesa di un figlio.

 

Come scrive Benedetta Frigerio su la Nuova Bussola Quotidiana “Sono migliaia ormai le persone che ogni anno si radunano a Roma per marciare ricordando al mondo i milioni di bambini uccisi da una legge degna solo di un regime che fa dei più piccoli e deboli una merce dei potenti. Parliamo della legge 194 per cui da quasi 40 anni, ogni giorno in Italia centinaia di medici uccidono su richiesta altrettanti bambini nell’indifferenza generale o comunque senza troppo scandalo. Ma c’è appunto un resto di Israele che pur non contandosi sa di dover salvare il seme ricordando la verità in pubblico, ‘come disse profeticamente papa Benedetto XVI nel 2012, quando la deriva laicista totalitaria cominciava a prendere piede’. Virginia Coda Nunziante, portavoce della Marcia per la Vita, spiega perché i risultati di questa manifestazione ignorata dai grandi media si vedranno nel lungo periodo, ma soprattutto come ‘marciare serve già ora a chi partecipa’”.

La Marcia patirà alle 15 da piazza della Repubblica per concludersi a piazza della Madonna di Loreto.

ORDINE DI MALTA. RIFLESSIONE A FREDDO SU FALSE ACCUSE, INTERESSI, RUOLO DEL PAPA E DIPLOMATICI. UNA BRUTTA STORIA.

Marco Tosatti

Adesso che il clamore intorno all’Ordine di Malta si è placato, e l’attenzione intorno all’antica istituzione è meno febbrile, mi sembra opportuno rivedere questa vicenda, mettendo in fila tutta una serie di elementi; quelli noti da tempo, e altri che sono emersi nelle ultime settimane, grazie anche e soprattutto alla pubblicazione da parte di kath.net di una relazione che un Cavaliere ha fatto, e distribuito internamente, dopo un’udienza con il Patrono dell’Ordine, il cardinale Raymond Leo Burke; e la pubblicazione, sempre da parte del sito tedesco, della lettera che il Pontefice scrisse al cardinale per dargli disposizioni su come agire.

Anticipo quella che è la mia sensazione, dopo aver esaminato questi fatti. E cioè che il Pontefice inizialmente ha visto con sconcerto la distribuzione di contraccettivi – forse anche abortifaciens – da parte di una sezione dell’Ordine; che ha chiesto provvedimenti; che questi provvedimenti ci sono stati, dopo vari tentativi da parte del Gran Maestro di risolvere la questione con dimissioni volontarie del responsabile; che – secondo quanto afferma Burke – il responsabile, cioè von Boeselager, in colloqui privati con Burke stesso non ha negato la validità delle accuse, tanto che non ha fatto ricorso contro il rapporto della Commissione interna; che dopo l’intervento della Segreteria di Stato, e in particolare del Segretario di Stato, Parolin, il Pontefice ha cambiato radicalmente atteggiamento; ha obbligato il Gran Maestro a dimettersi, ha esautorato Burke, ha commissariato l’Ordine e ha reinsediato von Boeselager, senza che questi sia stato scagionato dalle accuse per le quali c’era l’avallo della Congregazione della Fede.

Quindi si può tranquillamente inferire che per il giudizio del Pontefice la distribuzione di contraccettivi – anche abortifaciens – nella pratica ha contato poco, posto che il responsabile è stato premiato, e punito clamorosamente chi si era comportato secondo il suo ruolo, cioè il Gran Maestro Festing.

Si può dire anche che o per debolezza, o per disinteresse, o per altri motivi, il Pontefice si è fatto strumento da parte della Segreteria di Stato di tutta una serie di iniziative a dir poco discutibili; compreso il tentativo di far ricadere la responsabilità della crisi sul card. Burke, che non aveva fatto altro che eseguire quanto il Pontefice aveva indicato. Da un punto di vista storico, si può anche rilevare come una volta di più l’attuale regno sembri condizionato dalla presenza immanente, a volte nascosta ma efficace, della casta dei diplomatici, verso cui il Pontefice sembra mostrare una grande predilezione. Forse anche per il ruolo che alcuni di essi hanno giocato nella sua elezione. Evidente la parzialità della Segreteria di Stato nei confronti di una fazione di quelle presenti all’interno dell’Ordine di Malta, e cioè l’ala tedesca; inquietante che a questa vicenda si mescoli anche quella, tutt’altro che chiara di una grossissima donazione anonima di franchi svizzeri.

Ma ecco alcuni punti, elencati in fila. Negli anni passati emerge il caso della distribuzione di contraccettivi da parte dell’Ordine di Malta. Il Gran Maestro nomina un commissione d’inchiesta, he presenta il suo rapporto nel gennaio del 2016. Il rapporto parla della gravità e dell’ampiezza della distribuzione di contraccettivi da parte dell’Ordine, e riconosce il fatto, e la responsabilità del Gran Cancelliere (in precedenza Gran Ospitaliere) von Boeselager. Il rapporto dimostrava che Albrecht von Boeselager aveva accettato pratiche moralmente riprovevoli e aveva deliberatamente evitato di informare il Sovrano Consiglio e il Gran Maestro.

Il rapporto viene inviato alla Congregazione per la Dottrina della Fede, per un parere. Il 12 marzo 2016 il card. Mūller scrisse una lettera a Festing che si chiudeva così: “La proposta del rapporto sopra menzionato è coerente con la dottrina e la prassi della Chiesa”. Il card. Burke incoraggiò allora Festing a convincere Boeselager a dimettersi. Che ci provò varie volte, ma incontrò il fermo rifiuto di Boeselager.

Il Papa ricevette il 10 novembre Burke e nelle parole del cardinale espresse “profonda preoccupazione e sconcerto per la pratica di distribuire contraccettivi da parte di una branca dell’Ordine. Mi ha esortato a collaborare diligentemente con il Gran maestro per assicurarsi che tutte queste pratiche cessassero e che i maggiori responsabili di ciò fossero appropriatamente puniti”.

Nella lettera del 1 dicembre il Papa affermava che “si dovrà evitare che nell’Ordine si introducano manifestazioni di spirito mondano, come pure appartenenze ad associazioni movimenti o organizzazioni contrari alla fede cattolica o di stampo relativista”. E diceva anche: “Andrà inoltre particolarmente curato che nelle iniziative e opere assistenziali dell’Ordine non vengano impiegati e diffusi metodi e mezzi contrari alla legge morale. Se in passato è sorto qualche problema in questo ambito” il Papa si augurava che fosse “completamente risolto. Mi dispiacerebbe sinceramente infatti se alcuni Ufficiali – come Lei stesso mi ha riferito – pur sapendo di questa prassi”, e qui il papa esplicta: “soprattutto la distribuzione di contraccettivi di qualsiasi tipo, non siano finora intervenuti per porvi fine”.

Aggiungeva: “Non dubito perciò che seguendo il principio paolino di operare la verità nella carità si riuscirà a entrare in dialogo con loro ed ottenere le necessarie rettifiche”.

Nella lettera si scrive che “Andrà inoltre particolarmente curato che nelle iniziative e opere assistenziali non vengano impiegati e diffusi metodi e mezzi contrari alla legge morale. Se in passato è sorto qualche problema in questo ambito, mi auguro che sia completamente risolto. Mi dispiacerebbe sinceramente infatti se alcuni Ufficiali- come Lei stesso mi ha riferito – pur sapendo di queste prassi riguardanti soprattutto la distribuzione di contraccettivi di qualsiasi tipo, non siano finora intervenuti per porvi fine”.

E’ stato detto, da fonti interessate a mettere in difficoltà Burke, che il Patrono, nell’incontro del 6 dicembre fra Festing e Boeselager a cui era presente, avrebbe chiesto le dimissioni del Gran Cancelliere. “Non gli ho mai chiesto di dimettersi” dice Burke,.

Burke chiese a Boeselager perché non avesse fatto ricorso contro la relazione della Commissione d’inchiesta, senza avere risposta. In due occasioni precedenti Boeselager quando Burke gli aveva chiesto di bloccare la distribuzione dei contraccettivi, si era rifiutato.

Parolin, in una lettera a Festing, accusava Burke di aver chiesto le dimissioni di Boeselager. Burke chiamò immediatamente Parolin, per chiedergli ragione dell’accusa, e Parolin rispose “che era una situazione di emergenza”. Ma al contempo la stampa di corte diceva più o meno apertamente che la crisi era colpa di Burke…E ancora alcuni siti-killer, specializzati in questa funzione, continuano a cercare di screditare il cardinale americano.

Festing si dimise, e firmò una lettera in cui diceva che Burke lo aveva influenzato a chiedere le dimissioni di Boeselager. Perché compì entrambi questi gesti? La risposta data a Burke fu che “L’obbedienza verso il Santo padre non gli aveva dato nessun’altra scelta”. Da cui si può capire che Festing si dimise e firmò la lettera non per sua volontà, ma a causa di una pressione morale esterna fortissima.

Abbiamo visto sopra che Festing non aveva avuto nessun risultato, per un lungo periodo, cercando di convincere Boeselager.

Perciò, al suo rifiuto di dimettersi dalla carica di Gran Cancelliere, lo aveva punito.

Boeselager ha subito fatto riferimento al Segretario di Stato, Parolin, con cui –afferma Burke – c’era un legame molto stretto da tempo.

Con l’entrata in campo della Segreteria di Stato cambia tutto. Viene nominata dal Vaticano una commissione – composta da persone coinvolte nella strana, anonima donazione di milioni di franchi svizzeri per la quale Burke chiede un audit indipendente.

Festing riafferma a buon diritto l’indipendenza dell’Ordine.

Il Vaticano gioca la sua carta di briscola: il Papa impone a Festing, in un incontro segreto, le dimissioni e la firma di una lettera in cui si accusa – ingiustamente – Burke.

Che cosa ha spinto il Pontefice a quella che appare un’inversione di rotta di 180 gradi, rispetto alla lettera e all’incontro di novembre?

Mi sembra che l’unica risposta possibile sia: un intervento massiccio della Segreteria di Stato. Che infatti riesce a far reinsediare Boeselager, che nessuno ha scagionato dalle accuse di aver tollerato e coperto la distribuzione di contraccettivi; a far esautorare di fatto Burke come cardinale patrono: gli rimane solo il titolo, ma nessun ruolo; a far nominare come Commissario per l’Ordine il N. 2 della Segreteria di Stato, mons. Becciu.

In buona sostanza: il Pontefice ha silurato le persone che stavano agendo in base alle sue istruzioni, per porre rimedio a un comportamento che sarebbe forse normale per qualsiasi altra organizzazione, ma non per una organizzazione della Chiesa, o che alla Chiesa si ispira.

Un’operazione condotta anche con l’aiuto di qualche – chiamiamola così – imprecisione, probabilmente voluta, e mai smentita.

E’ una storia che mal si concilia con le esortazioni che ascoltiamo quasi quotidianamente a non cadere in giochi di potere, nell’ipocrisia e nella scarsa coerenza fra ciò che professiamo e ciò che pratichiamo.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

MA CHE QUARTO SEGRETO! DOPO IL VIAGGIO DEL PONTEFICE A FATIMA ANCHE I PRIMI TRE, CHI LI HA VISTI?

Marco Tosatti

Ero curioso di sapere se in qualche modo – magari durante il volo di ritorno da Fatima – il Pontefice avrebbe toccato la questione del Terzo Segreto, e la vexata quaestio della pubblicazione del Terzo Segreto– completa o no – che è tornata di attualità di recente grazie ad alcune interviste e libri. Pensavo che forse qualche collega avrebbe buttato lì una domanda. Poi ho capito che non poteva essere; l’intervista registrata dal cardinale Parolin, Segretario di Stato, era chiara: “Credo che il messaggio di Fatima sia il messaggio centrale del cristianesimo, quello che stiamo vivendo soprattutto in questo periodo pasquale, cioè l’annuncio che Gesù è risorto, che Gesù è vivo, che Gesù è il Signore della storia. Si è tanto speculato e sì, forse si continua ancora a speculare sui segreti di Fatima, ma sono in un certo senso speculazioni inutili, perché quello che Fatima voleva dirci ce lo ha detto pubblicamente e apertamente. Ed è proprio questo il messaggio centrale della fede, della nostra fede cristiana, della nostra fede cattolica”.

E il messaggio era chiaro soprattutto ai colleghi sensibili al vibrare di umori e spifferi che aleggiano da Santa Marta e dintorni. Figuriamoci poi di eventuali sgradevoli illazioni su apostasia nella Chiesa che comincia dall’alto.

Ma in realtà mi sembra che il riassunto del senso della visita a Fatima l’abbia espresso con grande sincerità il Pontefice stesso sull’aereo di ritorno: “Fatima ha un messaggio di pace portato all’umanità da tre grandi comunicatori che avevano meno di 13 anni. Il mondo può sperare pace e con tutti io parlerò di pace. A Roma prima di partire ho ricevuto degli scienziati di varie religioni che partecipavano a un convegno all’osservatorio vaticano, e uno mi ha detto: “Sono ateo, le chiedo un favore, dica ai cristiani che amino di più i musulmani”. Questo è un messaggio di pace”.

Vi invito a leggere qui sotto il messaggio nelle sue tre parti. E a confrontarlo con le parole pronunciate dal Pontefice nelle sue ventitré ore in Portogallo. L’impressione che ne ho avuto è che avrebbe potuto trattarsi di un viaggio in un qualsiasi santuario mariano, ma non di quelli “profetici”: un santuario “tranquillo”. Altro che “Quarto segreto”! In questo viaggio sembra che non sia esistiti neanche i primi tre.

“Avete visto l’inferno dove vanno le anime dei poveri peccatori. Per salvarli, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione del mio Cuore immacolato. Se si farà ciò che vi dirò, molte anime si salveranno e si otterrà la pace. La guerra sta per finire, ma se non si smetterà di offendere Dio, sotto il regno di Pio XI ne comincerà una ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta, sappiate che è il gran segno che Dio vi darà per annunciarvi che sta per punire il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della carestia e delle persecuzioni contro la Chiesa e il santo Padre. Per impedire che ciò accada, io chiederò la consacrazione della Russia al mio Cuore immacolato e la comunione riparatrice dei primi sabati del mese. Se si darà ascolto alle mie richieste, la Russia si convertirà e si avrà la pace; in caso contrario, essa diffonderà i suoi errori in tutto il mondo, provocando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il santo Padre dovrà soffrire molto, molte nazioni verranno annientate. Infine il mio Cuore immacolato trionferà. Il santo Padre mi consacrerà la Russia che si convertirà, e verrà concesso al mondo un periodo di pace. In Portogallo, si conserverà sempre il dogma della fede

J.M.J.

La terza parte del segreto rivelato il 13 luglio 1917 nella Cova di Iria-Fatima.

Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che me lo comandate per mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il Signor Vescovo di Leiria e della Vostra e mia Santissima Madre.

Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di Nostra Signora un poco più in alto un Angelo con una spada di fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava dovessero incendiare il mondo; ma si spegnevano al contatto dello splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di lui: l’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce immensa che è Dio: “qualcosa di simile a come si vedono le persone in uno specchio quando vi passano davanti” un Vescovo vestito di Bianco “abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri Vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi, attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte, prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi Sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due Angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali raccoglievano il sangue dei Martiri e con esso irrigavano le anime che si avvicinavano a Dio.

Tuy-3-1-1944.5

Messaggio di pace? Ne siamo proprio sicuri?

FATIMA, ALEPPO: I CRISTIANI DELLA CITTÀ MARTIRE TRE GIORNI IN PREGHIERA PER RICORDARE LE APPARIZIONI DELLA MADONNA.

Marco Tosatti

Il Pontefice è arrivato a Fatima, e mentre gli occhi del mondo sono rivolti verso quel lembo estremo di Europa, ci sembra opportuno ricordare che all’altro capo del Mediterraneo, ad Aleppo, da ieri le varie comunità cristiane della città martire della guerra si uniscono alla Chiesa mondiale per ricordare e celebrare le apparizioni della Madonna alla Cova de Iria.

Riportiamo qualche brano dell’articolo molto ampio pubblicato da AsiaNews.

“In comunione col papa, a Fatima per il centenario delle apparizioni, i cristiani di Aleppo in preghiera per la fine della guerra”. Mons. Audo: momento di “speranza” e “testimonianza” di una fede “salda nelle difficoltà”. Prova della “unità” fra le varie confessioni. Attesi migliaia di fedeli. Alla violenza si risponde “col fanatismo o la comunione: la Chiesa insegna la seconda strada”. Sarà un momento di “speranza” per i cristiani, la “testimonianza” di una fede che resta “salda nelle difficoltà” e di un sentimento “comunitario” condiviso, alimentato da anni di guerra sanguinosa che ha rafforzato l’unità fra le varie confessioni. È quanto racconta ad AsiaNews mons. Antoine Audo, arcivescovo caldeo di Aleppo, presentando la tre giorni di celebrazioni che la comunità cristiana della seconda città per importanza della Siria dedica alla Madonna di Fatima, alla quale consacrerà la città. Un appuntamento in concomitanza con il viaggio apostolico di papa Francesco nella cittadina portoghese del 12 e 13 maggio per il centenario delle apparizioni della Vergine ai tre pastorelli.

“Va detto – afferma il prelato – che tutto il mese di maggio è importante per le comunità cristiane di Aleppo. Tutte le chiese sono gremite di fedeli che pregano il Rosario, si accostano all’eucaristia, recitano le litanie. Questo è un momento molto importante di preghiera e di comunione attorno a Maria, una tradizione piacevole e radicata nel tempo”. Difatti la gente di Aleppo “ama molto la devozione popolare”, desidera “partecipare” e perpetrare una “tradizione profonda” che unisce le chiese e le famiglie, attorno a Maria. Questo, prosegue, “è molto bello perché crea un’atmosfera di serenità. Maggio è il mese privilegiato per pregare per la pace, per la fine di tutti i conflitti”.

La tre giorni di celebrazioni dedicata alla Madonna di Fatima ad Aleppo – su iniziativa della parrocchia latina di san Francesco – inizierà giovedì 11 maggio, con una preghiera comunitaria in programma alle 5 del pomeriggio. A seguire, e per tutta la giornata seguente, vi saranno recite del Rosario, invocazioni per la pace alla Madonna, film e proiezioni dedicati alla Vergine e messe comunitarie.

Il momento culminante della festa è previsto per sabato 13 maggio, in concomitanza con la messa del papa a Fatima, quando si terrà una solenne concelebrazione eucaristica cui parteciperanno tutti i vescovi e i sacerdoti presenti ad Aleppo. Alla funzione sono invitati i fedeli di tutti i riti cristiani della metropoli del nord della Siria, a lungo considerata epicentro del conflitto. Infine, è prevista la processione con la statua della Madonna di Fatima e la consacrazione della città di Aleppo alla Madonna di Fatima. Un gesto dal forte valore simbolico, nella speranza che possa contribuire a restituire la pace non solo in Siria ma in tutta la regione mediorientale insanguinata da conflitti decennali.

“L’evento culminante – racconta mons. Audo – sarà la solenne concelebrazione eucaristica nella cattedrale dei francescani, alla quale sono invitate tutte le denominazioni cristiane, e in comunione con papa Francesco. Poi vi sarà la processione all’interno e all’esterno della chiesa, con in testa la statua della Madonna regalo del santuario di Fatima. La statua è arrivata in città nei giorni scorsi. Sarà una bella funzione, un momento di festa cui dovrebbero partecipare fino a tremila fedeli”. “La consacrazione di Aleppo a Maria, il tema della pace – aggiunge il vescovo caldeo – sono fonte di speranza e sono un segno della nostra presenza. Vogliamo approfittare dell’evento per rilanciare i temi del dialogo, dell’unità e dell’incontro non solo fra le diverse confessioni cristiane, ma anche con i musulmani sfruttando la vasta eco che ha avuto il viaggio del papa in Egitto. È un avvenimento di cui si parla ancora oggi, una testimonianza fatta da gesti più che dalle parole”. Al dramma della guerra, conclude mons. Audo, si poteva rispondere “con il fanatismo o la comunione: la Chiesa ha aiutato a scegliere la seconda. La fede dei cristiani è salda e forte e questo induce all’ottimismo, anche se restano le incertezze e le ombre sul futuro”.

Aleppo sta tornando a una difficile normalità. A questo proposito, per chi è interessato ad approfondire l’argomento, e in particolare il ruolo estremamente ambiguo e negativo giocato dalle potenze occidentali, pubblichiamo il link di Ora Pro Siria dedicato agli “Elmetti Bianchi” quella strana organizzazione di aiuto – ma probabilmente non solo – molto pubblicizzata dai media occidentali.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

ANCONA, ORIENTE OCCIDENTE. SI DISCUTE SU RELIGIONE, IDENTITÀ E PROTEZIONE. DIFENDERSI DALLE INSIDIE DEL PENSIERO UNICO, NELLA CHIESA E FUORI.

Marco Tosatti

Siamo molto a ridosso del primo appuntamento, e me ne scuso con i lettori, ma credo sia interessante segnalare un ciclo di conferenze e dibattiti, dal titolo “RELIGIONE, IDENTITA’, PROTEZIONE”, organizzato e curato ad ancona da Giuseppe A. Possedoni, responsabile della programmazione culturale di “Oriente Occidente”, con il patrocinio della Regione Marche. “Oriente Occidente” è un’associazione culturale molto attiva, e propone ad Ancona la sua iniziativa per il 2017, consistente in un ciclo di conversazioni di teologia e attualità. Il ciclo di Conversazioni tratterà, appunto, di teologia e attualità, e coprirà la primavera (1a Parte) e l’autunno (2a Parte).

“L’iniziativa – spiegano gli organizzatori – rientra fra quelle che l’associazione “Oriente Occidente” annualmente realizza con l’intendimento di sostenere chi volesse approfondire tematiche che risulta difficile affrontare facendo riferimento ai consueti canali formativi e informativi improntati dal conformismo del pensiero unico imperante, politicamente corretto. Nessuno, al punto in cui si trova attualmente la società, in cui anche la luce della Chiesa appare tenue e offuscata, può ritenersi esente dal dovere di aggiornarsi dal punto di vista etico-morale per contrastare la decadenza – e la prepotenza – in atto, e l’iniziativa di Oriente Occidente assume rilievo proprio in quest’ottica, per gli argomenti affrontati e per le personalità chiamate da tutta Italia – in virtù della specifica preparazione al riguardo – a trattarli”.Il titolo vuole riassumere i concetti a cui tutto il ciclo di conversazioni farà sempre capo e riferimento, e il cui significato si può così sommariamente riassumere:

– RELIGIONE: fedeltà alle radici cristiane della propria comunità e a una vita ad esse conforme

– IDENTITA’: dedizione ai principi della propria cultura e della propria tradizione

– PROTEZIONE: difesa da e contrattacco verso le forze e le ideologie volte a snaturare la famiglia, gli usi e costumi, la libertà e l’etica dei popoli, ovvero: del ritorno al significato della propria comunità.

Sabato 13 maggio e sabato 20 maggio, alle ore 17.30, sono previsti gli interventi di Matteo Simonetti, docente del Master “E. Mattei” dell’Università di Teramo, scrittore e giornalista, il quale interverrà dapprima (13 maggio) con una relazione dal titolo L’idolatria dell’accoglienza e il piano per la sostituzione dei popoli europei, mentre successivamente (20 maggio) tratterà il tema L’attacco delle élite mondialiste all’identità dei popoli e le ragioni per una reazione identitaria

Il giovedì 25, venerdì 26 e sabato 27 maggio si entrerà invece in un ambito in cui gli argomenti trattati da Padre Giovanni Cavalcoli op, docente emerito di Teologia Dogmatica nella Facoltà Teologica dell’Emilia-Romagna e di Metafisica nello Studio Filosofico Domenicano di Bologna, saranno di carattere più teologico. Il titolo – “L’aldilà cristiano: la persona dinnanzi alla Rivelazione su morte, giudizio, inferno, purgatorio, paradiso, parusìa, resurrezione della carne”. “Ovvero: perché la Chiesa non parla più – o parla troppo poco – di anima, destino post-mortem ed eternità, e perché, invece, è necessario riflettervi sempre – anticipa in dettaglio il contenuto delle conversazioni tenute nel corso dei tre giorni – con inizio ogni giorno alle 9.30 e alle 16.30 – dal Padre Cavalcoli, costituenti nel loro insieme un seminario sull’argomento piu’ importante”, spiega un comunicato.

Concluderà la prima parte l’appuntamento di sabato 3 giugno, alle ore 17.30, tenuto dallo scrittore e saggista Danilo Quinto, il quale tratterà il tema del “Disorientamento nella Chiesa contemporanea; esaltazione delle ideologie umanistiche e ripudio della Verità rivelata”.

Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero. Info su http://www.orienteoccidente.org oppure al 339.7575640. Gli appuntamenti si svolgeranno presso la sala conferenze della parrocchia San Carlo Borromeo in via Gentiloni n. 4 ad Ancona.

Per quanto riguarda la seconda parte: sono in programma interventi di Ettore Gotti Tedeschi, ex presidente dello I.O.R., (banca vaticana) banchiere, economista, saggista; di mons. Nicola Bux, docente alla Facoltà Teologica Pugliese di Bari, teologo, liturgista, saggista; di Aldo Maria Valli giornalista, vaticanista del TG 1 Rai, e di altri autori e giornalisti, “scelti perché ancora capaci di pronunciare parole dissonanti con la dittatura del pensiero e dell’Editorialista unici, che da tv, giornali, e ora anche dal web, ci narrano la realtà– nascondendoci il significato delle cose e degli accadimenti – e ci dicono che cosa e come dobbiamo pensare e comportarci per poterci considerare e guadagnarci la qualifica di ‘normali’, allontanando da noi l’orribile ‘spettro’ della Verita”.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.



 

HUMANAE VITAE. VOCI SU UNA COMMISSIONE DI STUDIO VATICANA PER ESAMINARE L’ENCICICLICA DI PAOLO VI.

In Vaticano indiscrezioni di buona fonte fanno filtrare che il Pontefice sarebbe sul punto di nominare – o avrebbe addirittura già formato – una commissione segreta per esaminare ed eventualmente studiare modifiche alla posizione della Chiesa in tema di contraccezione, così come è stata fissata nel 1968 da Paolo VI nell’enciclica Humanae Vitae. Fu quello l’ultimo documento del genere firmato da papa Montini, e era la formalizzazione di quanto il Concilio Vaticano II aveva elaborato su questo tema.

Non abbiamo avuto finora conferme ufficiali dell’esistenza e della composizione di questo organismo; ma un richiesta di conferma, o di smentita, avanzata presso le sedi competenti finora non ha avuto risposta. Il che potrebbe costituire in sé un segnale. Nel senso che se la notizia fosse totalmente infondata non ci vorrebbe molto per dirlo. Su chi potrebbe essere coinvolto ci sono solo ipotesi; forse mons. Vincenzo Paglia, posto di recente a capo di ciò che riguarda questo genere di attività, forse il rettore dell’Università Cattolica di Buenos Aires, grande “spalla” teologica del pontificato. Ma sono solo supposizioni.

La Humanae Vitae fu pubblicata il 25 luglio 1968. Sulla base dell’Humanae Vitae Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno basato il loro insegnamento in tema di dottrina matrimoniale.

Il documento montiniano, che fu accolto da molte polemiche e discussioni, ribadì l’unione inscindibile tra il significato unitivo e quello procreativo dell’atto coniugale; e soprattutto, contro le aspettative di molti, dichiarò che erano illeciti i mezzi chimici e meccanici di contraccezione, condannò l’aborto e la sterilizzazione e approvò i sistemi di pianificazione familiare basati sul sistemi riconoscimento dei periodi fertili.

Una commissione di studio creata per aiutare il Papa da un punto di vista tecnico era a quanto sembra a favore della “pillola cattolica” (come venne soprannominata); ma anche all’interno della commissione il parere non fu uniforme, e una parte degli specialisti ritenne che l’utilizzo degli anticoncezionali andasse a violare la legge morale, poiché usandoli la coppia scindeva la dimensione unitiva da quella procreativa. Paolo VI appoggiò questa posizione, e infatti scrisse.

“Richiamando gli uomini all’osservanza delle norme della legge naturale, interpretata dalla sua costante dottrina, la Chiesa insegna che qualsiasi atto matrimoniale deve rimanere aperto alla trasmissione della vita. […] In conformità con questi principi fondamentali della visione umana e cristiana sul matrimonio, dobbiamo ancora una volta dichiarare che è assolutamente da escludere, come via lecita per la regolazione delle nascite, l’interruzione diretta del processo generativo già iniziato, e soprattutto l’aborto diretto, anche se procurato per ragioni terapeutiche. È parimenti da condannare, come il magistero della Chiesa ha più volte dichiarato, la sterilizzazione diretta, sia perpetua che temporanea, tanto dell’uomo che della donna. È altresì esclusa ogni azione che, o in previsione dell’atto coniugale, o nel suo compimento, o nello sviluppo delle sue conseguenze naturali, si proponga, come scopo o come mezzo, di impedire la procreazione”.

Nello stesso documento Paolo VI chiamava i coniugi all’esercizio della paternità responsabile, da esercitare “In rapporto alle condizioni fisiche, economiche, psicologiche e sociali” delle coppie. In una celebra intervista a Jean Guitton Paolo VI spiegò che “La Chiesa di Cristo, che noi rappresentiamo su questa terra, se cessasse di subordinare il piacere all’amore e l’amore alla procreazione, favorirebbe una snaturazione erotica dell’umanità, che avrebbe per legge soltanto il piacere”.


Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

“L’ULTIMO UOMO” DI ENZO PENNETTA. UN MANUALE DELLE RADICI DEL TOTALITARISMO PROSSIMO VENTURO. CHE È QUI.

Marco Tosatti

Si intitola “L’ultimo uomo” , con una citazione di Nietzsche, ma avrebbe potuto avere come sottotitolo “le radici della nostra follia” il bel libro che Enzo Pennetta ha scritto: Perché di questo si tratta : l’autore esamina come negli ultimi tre secoli utopie, ipotesi scientifiche elevate al valore di dogma indiscutibile, visioni immaginifiche del mondo e dell’uomo hanno contribuito a cercare di stravolgere antropologia e realtà umana; e – quel che è peggio – continuano anche oggi, con radici sottili che vanno fino ad antiche eresie cristiane.

E’ un’opera “leggera” come numero di pagine, sono 206 in tutto, per i tipi del Circolo Proudhon, diviso in capitoli snelli, e di agevole lettura, che aiuta a leggere e capire la realtà che stiamo vivendo sia da un punto di vista di impostazione filosofica e di pensiero, sia nel contesto dell’attualità. Non a caso uno dei capitoli si intitola “Le ONG e altre organizzazioni”, ed esamina come queste forme di pressione e aggregazione sociale operino in modalità tutt’altro che democratiche, sotto il mantello dichiarato del “rafforzamento della democrazia, la riduzione della povertà, la tutela dell’ambiente e della cultura, la protezione delle fasce più deboli della popolazione”. Ma la loro realtà nascosta è ben diversa, e costituiscono spesso a tutti gli effetti degli strumenti di colonizzazione culturale, o di “regime change” nel caso in cui un Paese si riveli ostico a quella che Chimsky definisce “una colonizzazione dall’interno”. E in ultima analisi portano acqua al mulino del governo globale di cui il volto si mostra sempre più evidente in eventi e Paesi, non escluse le ultime elezioni presidenziali francesi.

E’ davvero un libro che ci sentiamo di raccomandare alla lettura, perché mette in luce i collegamenti fra quello che viviamo e vediamo oggi nel campo infinito dei “diritti” infiniti e le idee che già all’inizio del secolo XX portavano uno scienziato inglese, J.B.S. Haldane, a scrivere “Daedalus : or Science and Future”, da cui Huxley avrebbe tratto ispirazione per il suo “Brave New World”. Verso quello che è l’obiettivo finale, e, ahimè, il prodotto che stiamo cominciando ad assaporare, di un “totalitarismo dolce”.

E aiuta a rispondere alla domanda che si poneva Igor Safarevic, matematico russo geniale, fondatore della scuola più importante di teoria algebrica del suo Paese: “Perché i liberali d’occidente provano simpatia per il sistema staliniano di comando? Entrambi questi fenomeni storici si presentano come tentativi di realizzare un’utopia tecnico-scientifica. O meglio, sono due varianti, due vie di questa realizzazione. La via progressista occidentale è più morbida, basata sulle manipolazioni più che sulla violenza diretta….Tale differenza di metodo crea l’impressione che si tratti di due sistemi irrimediabilmente antagonistici, ma in effetti sono mossi da un unico spirito e i loro fini ideali coincidono in maniera sostanziale”.



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.

FATIMA, DE MATTEI: LA PROFEZIA INCOMPIUTA. SEGRETO NON SVELATO. IL PERITO CALLIGRAFO CONFERMA: È LA MANO DI SUOR LUCIA.

 

Marco Tosatti

Sabato prossimo, 13 maggio, cadono i cento anni dalla prima delle Apparizioni della Madonna a Fatima. Nelle settimane passate ci siamo occupati varie volte di questo tema, sia in relazione al libro di José Maria Zavala “El secréto mejor guardado de Fatima”, che al nostro “Il segreto non svelato. A cento anni dal futuro della Chiesa”, sia riportando un’intervista del cardinale Joseph Zen Ze-kiun. Oggi vi offriamo una breve intervista del prof. Roberto de Mattei sul significato attuale e futuro di Fatima; e qualche brano di un’intervista di Begona Slocker, il perito calligrafo del Tribunale di Madrid che ha eseguito una perizia sulla presunta parte non svelata del Terzo Segreto attribuendola alla mano di suor Lucia Dos Santos, la terza dei veggenti della Cova de Iria.

Abbiamo trascritto qualche frase del prof. De Mattei:

“Il messaggio di Fatima è sicuramente l’evento più importante del XX secolo e 100 anni dopo mostra tutta la sua attualità. Fatima non sta alle nostre spalle, Fatima sta davanti a noi, è una profezia incompiuta, come lo stesso Benedetto XVI ebbe ad ammettere”.

“Ho la massima attenzione e devozione per questo messaggio che ci offre una chiave interpretativa per il nostro tempo. Il messaggio di Fatima come è noto è un tutto unico composto di tre parti. Una terrificante visione dell’Inferno alla quale pone rimedio la infinita misericordia di Dio espressa attraverso il Cuore Immacolato della Madonna. La seconda parte riguarda le nazioni è riassunta da quella frase secondo cui la Russia diffonderà nel mondo i suoi errori. A questa diffusione, che è il castigo per l’umanità impenitente la Madonna contrappone delle richieste fra cui la consacrazione della Russia al cuore immacolato di Maria fatta dal Papa e dai vescovi in unione con lui e la propagazione della devozione dei primi cinque sabati del mese, due richieste che non sono state ancora esaudite se non in minima parte”.

“E poi c’è la terza parte che è oggetto del libro di Tosatti a cui si riferiva. Non entro nella problematica del terzo segreto. Mi sembra che ciò che sappiamo è comunque impressionante, nella sua parte nota ci parla della persecuzione contro la Chiesa e le vittime sono precisamente identificate. Il macrocosmo della cristianità viene sottoposto a una terribile persecuzione. Le parole “penitenza, penitenza, penitenza” ci richiamano all’idea del peccato, all’esistenza del bene e del male. Colpiscono frontalmente il relativismo e l’edonismo dominante. Possiamo dire che il messaggio di Fatima è il messaggio per i nostri tempi”.

 

Begona Slocker è perita grafologa da venticinque anni. Suo padre, Luis Pérez Slocker, era grafologo e perito calligrafo dal 1954, alunno di Maite Ras, che introdusse in Spagna questa scienza. La Slocker si formò nella Società Spagnola di Grafologia, scienza di cui la perizia calligrafica è un ramo.

“Quando ho saputo che la perizia doveva essere pubblicata integralmente, ho avuto un momento di timore, perché ero cosciente che sarebbe stata esaminata con la lente di ingrandimento da periti di ogni genere, e ci sarebbe stato un giudizio professionale dei colleghi. Però sapevo che avendo lavorato con rigore, ci sarebbe stato poco da dire sugli argomenti che espongo nella perizia. I dati che offro sono corretti. Di fatto, ho ricevuto solo parole di felicitazione per la mia prudenza, basandomi solo su dati raffrontabili.

Così sicura? So solo che il mio lavoro è fatto con rigore, con tutte le conoscenze poste al servizio della perizia. Penso che sia impossibile scrivere identiche due lettere, perché abbiamo vita, movimento, ed è questo che da’ alla scrittura di una certa persona alcune differenze in una stessa lettera. Inoltre abbiamo segni personali che vengono dalla nostra parte non cosciente, e che è impossibile che un altro autore che non sia lo stesso li riproduca. La velocità è molto importante, perché è molto difficile da imitare, l’inclinazione, la coesione. Sono segni che un falsificatore non può mantenere in più di sei righe di seguito, perché la parte non cosciente tradisce e il movimento della mano obbedisce al cervello, non alle nostre intenzioni. E’ un caso chiaro, quello del documento che abbiamo studiato, in cui tutti questi fattori sono positivi, mai con differenze sufficienti per dubitare della sua autenticità”.

Il lavoro è stato compiuto con l’équipe abituale della Slocker, a cui appartiene anche Lorena Gilaranz, altro perito giudiziario, e poi è stato sottoposto a due dei periti grafologi più prestigiosi, che hanno dato il via libera; e in seguito la Slocker ha ottenuto la conferma della Società Spagnola di Grafologia.

Trovate l’integrale dell’intervista, in spagnolo, a questo LINK.

 



Questo blog è il seguito naturale di San Pietro e Dintorni, presente su “La Stampa”.  Per chi fosse interessato al lavoro già svolto, ecco il link a San Pietro e Dintorni.

Se volete ricevere i nuovi articoli del blog, scrivete la vostra mail nella finestra a fianco.

L’articolo vi ha interessato? Condividetelo, se volete, sui social network, usando gli strumenti qui sotto.

Se invece volete aiutare sacerdoti “scomodi” in difficoltà, qui trovate il sito della Società di San Martino di Tours e di San Pio di Pietrelcina.