L’ORDINE DI MALTA ESCLUDE IL RITO TRIDENTINO DALLE CERIMONIE UFFICIALI. QUESTIONI SULLA LEGITTIMITÀ DELLA LETTERA..

12 Giugno 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

L’Ordine di Malta ha deciso di bandire da tutte le cerimonie ufficiali il Vetus Ordo Missae, cioè la messa tridentina. Lo ha fatto ieri con una lettera Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Maestro. La lettera- che ci dicono fonti autorevoli che doveva essere una specie di ordine di servizio interno, e di conseguenza non è stata pubblicata sul sito dell’Ordine – è stata scritta in diverse lingue, ma è apparsa sui social in inglese. E fino a questa mattina, quando abbiamo potuto avere la conferma diretta da fonti ufficiali dell’Ordine, c’è stata anche l’ipotesi che si trattasse di una lettera non autentica. Le fonti ufficiali che abbiamo sentito ci hanno detto che si tratterebbe di un atto normale di conferma di linee guida già esistenti da parte del Gran Maestro, un certo tempo dopo la sua elezione. Le stesse fonti affermano che non ci sono problemi o contrasti relativi alla liturgia all’interno dell’Ordine. Ecco la nostra traduzione dei due paragrafi centrali del messaggio:

 “Come sapete, il Motu Proprio di Benedetto XVI Summorum Pontificum, sia pure lasciando ad ogni prete la libertà di celebrare privatamente nella forma straordinaria, tuttavia afferma che all’interno di un istituto religioso il tema debba essere deciso dal Superiore Maggiore secondo la norma della legge e i loro Statuti particolari.

 Ho perciò deciso come supremo garante della coesione e comunione dell’Ordine di san Giovanni di Gerusalemme di cui la Provvidenza mi ha reso GRna Maestro, che d’ora in avanti tutte le cerimonie liturgiche nell’Ordine sia celebrate secondo il rito ordinario della Chiesa (rito di San Paolo VI) e non con il rito straordinario (rito Tridentino). Questa decisione si applica a tutte le celebrazioni liturgiche ufficiali come investiture, messe durante i nostri pellegrinaggi, messe in memoria come anche nelle feste e solennità dell’Ordine”.

Firmato: Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto

Φ

E qui sotto pubblichiamo un commento alla lettera, in cui se ne mette in discussione la legittimità, da parte di un esperto che vive la vita dell’Ordine.

 

CAPTIVITAS MELITENSIS

Si legge sconcertati la lettera “circolare” datata 10 giugno 2019 con la quale il Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, obbliga de factol’intero Ordine a non celebrare le Messa secondo il Rito Romano Antico.

Andando “con ordine” nel “disordine”: la lettera – che è diventata virale sul web– è scritta in lingua inglese, quando l’art. 7 della Carta Costituzionale attualmenteancora vigente recita che la lingua dell’Ordine è l’italiano.

Nel testo, il nome del M.P. di Benedetto XVI è storpiato da “Pontificum” a “Pontificium”. Evidentemente il redattore materiale della lettera (che immaginiamo non sia il Gran Maestro), oltre a disconoscere la Carta Costituzionale, ignora anche il latino. Ma non è solo la lingua dei padri a essere obliata, ma anche – e soprattutto – il diritto e il buonsenso.

Il diritto.

A suffragio di quanto si dispone si cita l’art. 3 della predetta Lettera Apostolica Motu Proprio data“Summorum Pontificum”, del 7 luglio 2007.

Premessa: l’ordinamento canonico ha per il diritto melitense ruolo di fonte sussidiaria (cfr. art. 5, 1 Carta Costituzionale). Il M.P. Summorum Pontificum – senza dilungarci troppo su sofisticherie canonistiche – è riconosciuto come una legge universale e speciale della Chiesa Cattolica, e la sua osservanza riguarda segnatamente tutta la Chiesa latina e tutti i battezzati: in esso si riconosce come esigibile l’immutabile diritto di tutti, chierici e laici, di usufruire e fruire ad libitumdel Rito Antico, poiché esso costituisce un tesoro del patrimonio teologico e liturgico della Chiesa universale, riconoscendo insieme una parità, sostanziale e formale, tra le due forme dell’unico Rito latino (cfr. SP, art. 1).

Tale parità giuridica è stata ancor più sottolineata, ad oggi, dal recente riassorbimento, voluto da Papa Francesco, della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede, non costituendo più una questione “speciale” l’adesione alla forma tradizionale di celebrazione della liturgia.

Date queste premesse sintetiche, veniamo al dunque.

Può il Gran Maestro dell’Ordine di Malta disporre che le celebrazioni dell’Ordine avvengano solo (esclusivamente) seguendo il c.d. Messale di Paolo VI (indicato così nella lettera) e quindi proibire (de facto) la celebrazione nella forma più antica del Rito Latino (impropriamente qualificato “rito Tridentino”)?

La risposta è NO.

Giuridicamente, dal punto di vista canonico, non può perché:

1) Il M.P. Summorum Pontificumè una legge universale, e così come la celebrazione nella forma più antica non dev’essere autorizzata da nessun’altra autorità – poiché essa è riconosciuta come “diritto” dei fedeli dal Supremo Legislatore – la sua osservanza non può essere in alcun modo limitata in modo arbitrario, escludendone addirittura tassativamente ogni forma di celebrazione pubblica o privata che sia (cfr. combinato disposto degli artt. 2 e 4 SP);

2) Il citato art. 3 SPsi riferisce alle «comunità degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, di diritto sia pontificio sia diocesano» cosa che l’Ordine di Malta strictu sensu non è, poiché è sì un “Ordine religioso” ma con una personalità canonica “sui generis” ed una collocazione “unica” all’interno dell’Ordinamento sotto la qualifica di “persona mixta”; ma non è di certo un Istituto di vita consacrata né una società di vita apostolica, nemmeno in senso lato, poiché è solo il nucleo di “professi” a costituirlo come “Ordo”, e non già la sua intera struttura che è composta, invece, da membri organizzati in tre ceti non certo tutti (salvo i primi) riconosciuti né riconoscibili come “religiosi” in senso proprio né in senso lato;

Al di là di ciò va comunque segnalato che il citato art. 3 del SP non riguarda la “proibizione” della celebrazione nella forma straordinaria o la sua autorizzazione/licenza da parte del Superiore, bensì la normazione del “modum celebrandi” laddove una comunità scelga di celebrare secondo la forma straordinaria («saepe vel habitualiter vel permanenter perficere vult» dice il testo originale). Solo nel caso in cui quella data comunità scelga il Rito come prevalente dovrà intervenire il Superiore, ma non in altri casi, men che meno per impedirne la celebrazione. Del resto il testo latino, che inizia con la condizione «Si singula communitas aut totum Institutum vel Societas tales celebrationes….» e continua dicendo «res a Superioribus maioribus ad normam iuris et secundum leges et statuta particularia decernatur».

“Decernere” vuol dire “stabilire” e non “autorizzare” o “permettere”. Inoltre, nel paragrafo iniziale dello stesso articolo si afferma: «Si communitates …quae in celebratione conventuali seu “communitatis” in oratoriis propriis celebrationem sanctae Missae iuxta editionem Missalis Romani anno 1962 promulgatam habere cupiunt, id eis licet.»). Il testo e il contesto sono essenziali per l’ermeneutica normativa.

 

3) Il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, pur essendo equiparabile in via analogicaai superiori religiosi cui si riferisce il citato art. 3 SP, non può operare nel senso di quella disposizione innanzitutto perché, appunto, si tratta di un superiore religioso “sui generis” che esercita una giurisdizione di natura “personale” sull’Ordine (cfr. art. 137 Codice Melitense) e la forma di celebrazione della Messa non rientra nelle questioni prettamente disciplinari , e poi perché il detto articolo si riferisce alle “messe conventuali” o “comunitarie” che l’Ordine, invece, propriamente non ha perché – essendo una peculiarissima figura all’interno dell’Ordinamento – non ha vita comune;

4) più ancora è da sottolineare che sebbene spetti al Gran Maestro la vigilanza sulle case e le chiese dell’Ordine (cfr. art. 138 Codice), la giurisdizione in re canonicache esuli dalla disciplina religiosa da osservarsi dai singoli professi (per la quale è comunque in solidocol Gran Commendatore, cfr. art. 150, 3, Codice) è invece pertinenza del Prelato dell’Ordine (cfr. art. 19, 2-3 Cost.) tutto ciò che concerne le attività dei sacerdoti membri dell’Ordine (anche non professi), prima fra queste, ovviamente, la celebrazione della Messa.

Dalla lettera in questione risulta invece che è lo stesso Gran Maestro ad aver deciso in tal senso, chiedendo al Prelato “di informare” (“to personally inform”) i Cappellani Capi di questa sua decisione, chiedendone osservanza, andando dunque evidentemente ultra vires, e ciò perché: 1) il Superiore non può contraddire una norma universale e limitare un diritto di tutti i fedeli, riconosciuto come tale dal Supremo Legislatore Canonico; 2) Non può obbligare i membri chierici dell’Ordine all’osservanza di una norma che non esiste, cioè quella per la quale “si debba” celebrare la Messa solo in una forma, e non in un’altra, poiché tale scelta rientra nella discrezione soggettiva del singolo a seconda delle circostanze.

Oltretutto, anche volendo supporre che possa esservi una disposizione simile, essa non potrebbe che riguardare solo ed esclusivamente le chiese e gli oratori dell’Ordine

Nella lettera si fa riferimento a celebrazioni liturgiche “ufficiali” come le investiture, le messe (tutte, anche quelle private??) durante i pellegrinaggi, messe memoriali riferendosi esplicitamente alle feste e alle memorie liturgiche rubricate nel Calendario dell’Ordine, quasi fosse disdicevole che qualcuna di queste occasioni possa essere celebrata secondo la forma antica.

Vieppiù se ne chiede l’osservanza immediata (“immidiately put into practice”) quasi fosse una questione di vita o di morte.

Ma tutto ciò è profondamente illegale, perché contraddice la norma e il suo spirito.

Il fulcro della disposizione di Benedetto XVI legislatore è la libertà di fruire anche dei tesori della liturgia antica per attingervi grazie spirituali. E così come quel Papa, riconoscendo quel diritto, non ha contestualmente depotenziato il rito riformato da Paolo VI né lo ha interdetto, allo stesso modo, specularmente, non si può più applicare la preminenza dell’una forma sull’altra.

Il concetto di “extraordinarietà” del Rito è infatti pacifico che vada inteso come “diverso dall’ordinario” e non già come “speciale”.

Disponendo, al contrario, che si debba usare soloil Messale riformato nel 1969 si dice che è proibito usare quello precedentemente vigente, e pertanto si compie un atto contrario alla Legge universale della Chiesa, che invece riconosce libertà di scelta al singolo, sia esso chierico o laico.

Siamo davanti ad un atto proibizionistico irrazionale e contra legem, che crea nocumento ai diritti dei fedeli già di per sé tutelati dall’Ordinamento canonico vigente (cfr. cann. 838 e 214), e che pertanto non è da considerare come obbligante, né formalmente né moralmente.

Il buonsenso.

Chi governa non può prescindere dalla virtù della prudenza, che è virtù etica e non dianoetica. E questo Fra’ Giacomo Dalla Torre dovrebbe saperlo, anche solo per i suoi studi di gioventù.

La sua disposizione appare stonante rispetto al low profiledel suo gran magistero. Perché imporre una norma simile in una fase di “riforma” in cui l’Ordine si trova, avendo ad oggi tutte le professioni perpetue “interdette” sine die fino alla promulgazione della nuova Carta Costituzionale?

Paradossale (ma forse in linea con un certo stile consolidatosi Oltretevere) che, come movente ispiratore, si invochi l’unità e la comunione fraterna mentre, nei fatti, si realizza una divisione e si alimentano le disgregazioni. Perché proibire qualcosa che, nei fatti, non costituisce una reale prassi comune e diffusa? L’Ordine, di fatto, non ha mai avuto un “rito proprio”, perché imporlo? Chiunque abbia partecipato ad una messa dell’Ordine al massimo avrà sentito un po’ di latino… ma sempre secondo il Messale di Paolo VI.

Ma soprattutto, lo ribadiamo, perché proibire qualcosa che, in realtà, non è impedibile a norma di diritto?

Ben si guarda, in realtà, il Gran Maestro dall’emettere un Decreto… si limita a firmare una sorta di lettera circolare, che però non priva di gravità il contenuto la cui esigibilità, come si è visto, è imposta immediatamente.

Tutto ciò risulta surreale, e causa certa di disgregazione all’interno dell’Ordine, già di per sé dilaniato e confuso dopo i noti fatti di due anni fa che portarono alla rinuncia del Gran Maestro e alla defenestrazione de factodel Cardinalis PatronusBurke, che comunque formalmente tale rimane (almeno come risulta dall’Annuario Pontificio 2019) sebbene sia anche lui solo “contemplativo”.

Ancora: cosa infastidisce così tanto della Messa antica? Perché è così osteggiata? Perché la sua eventuale celebrazione desta tanto scalpore e paura? Cos’ha animato il Gran Maestro in una scelta simile? È lui ad essere così ideologizzato o, più verosimilmente, è eterodiretto?

Son tutte domande che restano, ad oggi, senza risposta, o quasi.

I fatti, però, sono più eloquenti, e nella lettera è evidente una pressoché assoluta mancanza di autonomia dei vertici dell’Ordine di Malta, che sembra aver del tutto dimenticato i suoi più di 900 anni di storia, di tradizioni, di civiltà, di resistenza in guerra e pace.

Non è nemmeno da escludere che l’atto possa avere l’intenzione di tentare di compiacere “qualcuno”, cercando di traghettare l’Ordine verso lidi lontani anni luce dal suo collocamento tradizionale e dalla sua identità avvicinandolo più a istanze di un certo mondo globalista, cercando di spogliarlo di quell’aura di garbata inarrivabilità che ha sempre costituito la sua visattrattiva.

Eppure, se così fosse, sarebbe un tentativo assai maldestro e probabilmente infruttuoso, perché quel “qualcuno” – che non cela di certo la sua atavica insofferenza verso “certi mondi” – non si farà certo commuovere da una messa in italiano, magari animata con le chitarre o i tamburi, né dagli sbandieramenti ideologici a favore delle migrazioni.

Ciò che emerge chiaramente dalla situazione attuale è che l’Ordine di Malta è sempre più frantumato, soprattutto al suo interno, e quest’ultima decisione del 10 giugno altro non fa che alimentare le divisioni, le incertezze, le insofferenze.

L’ammissione di nuovi membri – professi – è interdetta da due anni, e la quasi totalità di loro è oggi molto anziana. In Italia i tre Gran Priorati esistenti sono commissariati e non sono più retti da professi. La sempre più ampia volontà di snaturare l’Ordine, secolarizzandolo nelle sue strutture di governo e trasformarlo in una succursale di una ONG è innanzi agli occhi di tutti. Ma d’altra parte, l’Ordine di Malta rappresenta un archetipo. Se si trasformerà in qualcos’altro, esso smetterà di esser tale: molti membri lo abbandoneranno e imploderà nelle sue oggi già assai gracili strutture giuridiche, per finire poi risucchiato dalla “chiesa in uscita”, che tanto si agita a seguire solo Marta, dimentica che Maria che «optimam partem elegit, quae non auferetur ab ea» (Lc 10, 42).

L’Ordine ha incarnato perfettamente questo binomio nel suo motto «Tuitio fidei et obsequium pauperum». 900 anni fa, quando la Chiesa era della Misericordia ma non aveva bisogno di dirlo.

«Nel corso di nove secoli di storia – scriveva due anni fa, all’inizio di queste tristi vicende, Roberto De Mattei – il Sovrano Militare Ordine di Malta non ha mai perso la propria fisionomia aristocratica, cavalleresca e sovrana. Questa fisionomia, rappresenta l’antitesi del miserabilismo e dell’ugualitarismo professati da chi oggi governa la Chiesa».

Ieri, come oggi, aveva ragione. Si vive un tempo di oscurità e di divisione. Ma si sa che mentre l’unità è di Dio, la divisione è del maligno. Viviamo un tempo di prigionia ideologica, di vera e propria cattività. Ma chi crede, spera, combatte e prega, e sa che «Veritas vos liberabit» (Gv 8, 32).

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Appare certamente a chi vive nell’Ordine una decisione singolare, in un momento in cui la confusione, dopo il “golpe” compiuto dalla Santa Sede negli anni passati è tutt’altro che risolto o dimenticato, la confusione – a quanto pare – è ancora grande, le nuove Costituzioni non sono pronte e di conseguenza aggiungere nuove tensioni può essere controproducente. C’è chi ipotizza che sia un gesto contro il precedente Gran Maestro, Matthew Festing, e il Priorato inglese; e chi contro il cardinale Patrono dell’Ordine, Raymond Leo Burke, accusato di essere “tradizionalista”. C’è anche chi ipotizza che si tratti di un tentativo di captato benevolente da parte dei vertici dell’Ordine verso il regime anti-tradizione al potere attualmente in Vaticano. Dall’esterno difficile formulare un giudizio che non sia esprimibile con un punto interrogativo.




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56 commenti

  • salvatore olivari de la moneda ha detto:

    perfettamente d’accordo

  • Iginio ha detto:

    Chiaramente le competenze di un gran maestro dell’ordine di Malta in fatto di liturgia e riti sono semplicemente inesistenti. Come, tanto per fare un esempio, quelle della Corte costituzionale o della Boldrini in materia di grammatica e lingua italiane. Ma purtroppo, come la lingua è stata modificata per compiacere politicanti e magistrati di sinistra, così la liturgia viene maltrattata per compiacere ecclesiastici sedicenti progressisti.
    Quelli che lo hanno messo lì nel modo indegno che sappiamo avranno detto all’eccellentissimo gran maestro che l’Ordine deve cambiare, essere al passo coi tempi e altre scemenze dello stesso tono, e lui cerca di mostrare zelo. Magari ne è persino convinto.
    Io però credo che occorrerebbe affrontarlo apertamente intimandogli: “Adesso sputa fuori chi ti ha ordinato di fare questa scemenza. Se non lo dici, fai due volte la figura dello scemo”. Forse così comincerebbe a capire.
    E poi ce la prendiamo con quelli che lo manovrano.

  • Antonella ha detto:

    Esiste un principio canonico per cui la pretesa del Gran Maestro dell’Ordine di Malta non potrà avere alcun effetto sul piano liturgico, essendo in contraddizione con quanto autorizzato da Papa Benedetto, l’Unico che possa realmente legiferare. Dunque sarà un ordine privo di ogni fondamento, pertanto “nullo”.
    Ma la decisione però è tutt’altro che casuale, infatti sembra concorrere ad accellerare l’abolizione del rito latino, che molti cattolici invece stanno riscoprendo per coerenza e bellezza della liturgia rispetto alle fonti apostoliche che la tramandano. È una forma di tradizione che se da un lato garantisce dall’altro disturba proprio le nuove formule ecumeniche che si vogliono introdurre nel nome della fratellanza universale e secondo la cosiddetta riforma bergogliana.
    Di conseguenza si andrà a minare il cuore stesso della celebrazione eucaristica, che molti intendono svuotare di contenuto e significato per adattarla al linguaggio filoprotestante.
    Credo però che Papa Benedetto abbia visto lontano, consapevole com’è nel suo illuminato dottorato di ciò che autorevolmente la Chiesa potrà continuare a celebrare rispetto alle “commedie” orchestrate da coloro che si arrogano diritti e ruoli privi di ogni criterio giuridico oltre che morale.
    Bisogna però chiarirlo e senza stancarsi di farlo, ignorando il falso e agendo conformemente alla dottrina.

  • Nicola B. ha detto:

    Carissimi tutti , la resistenza ed il diritto sia in senso spirituale che politico vanno demonizzati e demoliti con qualunque mezzo. Ed il mezzo migliore sia in Italia che in Francia è la magistratura ( rossa) . Per cui adesso, visto che è un pericolo politico, stanno tentando di ghigliottinare Marine Le Pen…

    http://www.ilgiornale.it/news/mondo/marine-pen-rinviata-giudizio-aver-pubblicato-foto-dellisis-1710081.html

    P.S. quelli che denunciano gli assassini in Francia ed Italia sono perseguitati , ed invece quelli che vanno contro la legge ( civile e religiosa) sono promossi…..

  • Il veritiero ha detto:

    Ma non è che la supposta che ci ha preparato bergoglio centra qualcosa con questa ammissione nella chiesa di questi qua del regnum cristie?
    https://www.lastampa.it/2019/06/12/vaticaninsider/il-vaticano-erige-la-federazione-regnum-christi-e-approva-i-suoi-statuti-3SQBQlMtmnkuZ9gQkO11AP/pagina.html

  • Il veritiero ha detto:

    Riguardo al discorso fatto da Bergoglio nell’azienda generale di oggi. Oltre alla frase su Giuda è ok…. ha detto per “LA TERZA VOLTA” in 3 GIORNI una strana frase sull’accettare le diversità… l’altro giorno l’ha detta riguardo le ammissioni negli ordini nella chiesa…. Poi l’ha detta quando ha detto che nella chiesa è bene che ci siano diverse correnti di pensiero altrimenti la chiesa sarebbe una setta, è oggi l’ha ribadita nuovamente in un altro contesto…
    Visto che ormai già da tempo ho capito lo stile di bergoglio…che prima addolcisce la supposta, cercando di arrovare a quello che vuole ottenere preparando il campo mesi prima con i discorsi stravaganti, lo sta’ rifacendo un altra volta.
    Signori, abbassatevi i pantaloni e piegatevi, sta’ per arrivare una bella supposta gigante, ancora non si sa’ quale sarà , ma sta’ arrivando di sicuro, sta preparando la strada per qualcosa con i suoi discorsi sull’accettare le diversità….
    L’ultima volta lo ha fatto con la storia dei “dialetti” ai nostri figli dobbiamo parlare in dialetto, bla bla bla bla e poi dopo qualche mese ha dato il permesso per celebrare ” La prima messa in dialetto sardo stretto al cardinale becciu in una importante festa sarda” lui fa così, prima prepara la strada con i discorsi e poi all’improvviso agisce, prima prepara la supposta e poi l’applica al volo quando sei distratto.

  • deutero.amedeo ha detto:

    9 anche se attorno si aggirano i malvagi
    e cresce la corruzione in mezzo agli uomini.
    Ogni giorno c’è una sorpresa.
    Il versetto che ho riportato sopra è il copia incolla del Salmo 12 come si trova nell’app della Bibbia CEI per iPad .
    Nella versione che si trova nel sito del Vaticano e in diverse edizioni cartacee della Bibbia CEI lo stesso versetto è : e mentre gli empi si aggirano intorno, emergono i peggiori tra gli uomini.

    Per me è molto più vera la vecchia versione.

  • MRdJ ha detto:

    Sulla deriva oramai esclusivamente nobiliare dell’Ordine di Malta è stato pubblicato, circa un anno addietro, un libretto dal titolo “Plebei ed altri animali”. Nel consiglio la lettura a chi voglia capire bene le dinamiche interne al predetto ordine.

    Resta un dato inequivocabile: il provvedimento del Gran Maestro è gravemente viziato in punto di diritto. I membri dell’ordine, se hanno coraggio, dovrebbero impugnarlo davanti alla Segnatura Apostolica.

  • virro ha detto:

    Forse è il tempo in cui si può affermare “Satana si fatto carne ed è venuto a governare nel tempio del Verbo di Dio”.
    Con sfacciataggine vuole correggere la Missione che Pietro e Paolo hanno ricevuto dallo stesso Cristo Signore.
    Esattamente come avvenne nel giardino dell’Eden, il serpente, parlando con Eva, tentò di convincerla che le parole di Dio non fossero vere.
    Lo spirito di menzogna, oggi è il vero dominatore del mondo.
    Quanta superbia!
    Satana è proprio pazzo!

    Signore Gesù difendici e convertici e Te
    Ave Maria prega per noi

  • Milli ha detto:

    Abbiate pazienza, ammetto di non essere all’altezza di queste menti. Ma mi domando: se un giorno si volesse cambiare la liturgia in modo tale da eliminare la presenza reale di Gesù Cristo, l’unico rimedio per chi non è d’accordo non sarebbe ripiegare sulla messa antica? In tal caso per evitare che arrivi questo “migrante” indesiderato, bisogna poter vietare la messa vetus ordo. Sono troppo pessimista?

    • Donna ha detto:

      @Milli
      Ha colpito nel segno, ottima osservazione.
      Sarebbe, veramente un intento perfettamente diabolico, e visto i frutti prodotti fin qui da questa Chiesa “strana e stravagante”e di come abbia spalancato le porte più a satana che a Cristo, temo abbia ragione, anche se spero si sbagli.

    • Fabrizio Giudici ha detto:

      Esatto.

    • Giov ha detto:

      E probabilmente è successo anche il contrario: conoscendo cosa avessero in animo i suoi persecutori, Benedetto ha tentato di salvare l’Eucaristia emanando il Summorum Pontificum prima che fosse troppo tardi.

    • GMZ ha detto:

      È quello che dovrà succedere: il vetus ordo non scende a patti coi luterani ed è pietra di inciampo nella liturgia postconciliare.
      Del resto, ci sono molti cattolici che pur avendo il vetus ordo a due passi continuano a preferirgli il novus: piangeranno anche loro lacrime amare, ancorché di coccodrillo.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Sotto bergoglio, le questioni di legittimita’ non si limitano a questa mísera lettera, ma toccano l’intero ordine. A falso ordine, falsa messa.

  • Monica ha detto:

    Un altro al di sopra della legge

  • Angelo pellicioli ha detto:

    Da due anni sto aspettando risposte chiare e convincenti da parte di tutte le più alte cariche dell’ordine di Malta in merito alla mia istanza di ammissione all’Ordine. Risposte che non arrivano mai.
    Dopo averle sollecitate di nuovo, recentemente, l’unico a rispondermi è stato il Cappellano dell’Ordine della diocesi di Bergamo il quale mi ha detto, papale papale, (sa va sans dire) che i vertici dell’Ordine di Malta non rispondono “perché non si vogliono dire dei no definitivi” (sic!).
    Con cotale loro silenzio i vertici del S.M.O.M .forse mi hanno fatto un favore.
    Da profondo fautore della Messa tridentina quale io sono, se fossi stato accettato nell’Ordine, oggi ne sarei sicuramente uscito sbattendo la porta.
    Ma chi credono di essere costoro? Tutti marchesi del Grillo? Cioè di colui che soleva dire: “Io so’ io e voi non siete un c ….”?

    • EquesFidus ha detto:

      No: temo che molti pensino di essere dei gran signori, vantando nomi, titoli e possedimenti che hanno ereditato, dimenticandosi che tutto ciò che hanno gli è stato dato per un preciso scopo, che è difendere la Santa Chiesa cattolica e le sue verità di fede in primis, i più deboli (poveri e vedove) in secundis. L’essere nobili, cavalieri anzitutto, è una questione di morale e di fede, la cosiddetta “nobiltà d’animo” di San Bernardo; costoro si dimenticano che autorità e terre li sono stati conferiti per un compito che, oggi, l’Ordine di Malta (non più tanto Sovrano, dopo le intromissioni vaticane) non sta più perseguendo. Sa cosa avrebbero dovuto fare in molti, se fossero stati davvero dei gran cavalieri? Quando scoppiò lo scandalo qualche anno fa, con la corrente teutonica che voleva allungare le mani (insieme alle zampe rapaci di alcuni vertici vaticani) sul ricco denaro dell’Ordine, avrebbero dovuto dimettersi in tronco. Per la serie “vi interessa solo il denaro e volete gettare la Santa Fede cattolica, che come cavalieri abbiamo giurato di onorare, seguire e difendere, alle ortiche per profitto? Benissimo: noi ce ne andiamo tutti. Perlomeno, non avrete un soldo da noi, se vi piacciano così tanto fateveli dare da chi distribuisce illecitamente pillole e preservativi in Africa”. Cosa non avvenuta, a riprova della decadenza dell’Ordine, di cui questa circolare interna è solo la ciliegina sulla torta.

  • maurizio rastello ha detto:

    Piccoli passi indispensabili; finalmente qualcosa si muove.

  • Marco Matteucci ha detto:

    Ecco un’altra spallata alla tradizione cristiana, si sta cercando di annullare, con ogni mezzo disponibile, la buona dottrina della chiesa.
    Si allontanano i funzionari “corretti”, per far posto a quegli “corrotti”.

    Questo pontefice segue alla lettera il pensiero del suo famoso connazionale, il guerrillero Ernesto Che Guevara:
    “Preferisco morire in piedi piuttosto che vivere in ginocchio.”

    Il che potrebbe anche essere tollerato …qualora la gente, non si ostinasse a considerarlo …il papa!

  • luca antonio ha detto:

    “Cosa infastidisce così tanto della Messa antica? Perché è così osteggiata? Perché la sua eventuale celebrazione desta tanto scalpore e paura?”
    E’ questa la frase, a parer mio, più triste di tutta quanta la lamentazione di cui sopra.
    Perché se non si è ancora capito che “La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti” (Efesini), allora non c’è speranza perché, come diceva Sun Tzu, “se non conosci né il tuo esercito né quello del tuo nemico, la sconfitta è sicura” .
    Il rito antico era ed è sostanzialmente il piu’ potente esorcismo della storia umana – per questo il vecchio rito fa “paura”-, voluto da Dio stesso fattosi uomo , a cui ha voluto aggiungere il culto, sempre esorcistico , per la sua Santa Madre – l’altro odio profondo di satana, come ricordato ai poveri francescani dell’immacolata -.
    L’attuale rito eucaristico ha mantenuto la sua validità sotto il profilo della transustanziazione ma non è più un rito esorcistico, tant’è che – a riprova della volontà diabolica di chi lo ha voluto riformare- contestualmente venne abolita, alla fine della messa, la preghiera a San Michele Arcangelo voluta da Leone XIII. qui sotto un interessante contributo per capire le differenze tra vecchio e nuovo e le ricadute teologiche connesse.
    http://www.unavoce-ve.it/spiegazione-messa.htm

  • La Verità vi farà liberi ha detto:

    Burke e Co. hanno emanato un altro documento Cattolico che pone in evidenza come quello di Bergoglio sia a tutti gli effetti un antimagistero,
    Don Morselli ha scritto una lettera aperta a Bergoglio, facendo emergere, pur con molta delicatezza, che razza di ipocrita egli sia,
    Viganò ha rincarato la dose sulle accuse indicando quanto sfacciatamente bugiardo il presule argentino si mostri al mondo…
    Ebbene?

    Sono tutti richiami che provengono da Pastori della Chiesa, non da laici (laici che vengono sommamente esaltati solo quando obbediscono, altrimenti, alla prova dei fatti, contano niente), eppure tutto tace!

    Evidentemente il suddetto deve aver letto e interpretato alla sua maniera il libro del Cardinal Sarah “La forza del Silenzio”.

  • Rafael Brotero ha detto:

    C’e’ qualche differenza tra la Messa tridentina e quella bergogliana. Il punto centrale della prima é la re-presentazione del sacrificio del Calvario. Nella bergogliana, per motivi pastorali, l’ interesse si é un po’spostato verso il happy birthday finale, per i compleanni dei parochiani, seguito nelle grandi feste da una bella partita di tombola tra i fedeli. Sono versioni un pó diverse dello stesso rito, niente che una buona pizza non possa sanare. L’importante é isolare e scomunicare quelli che, come don Minutella, dividono artificialmente la Chiesa, inventando scismi che non esistono. Viva il cardinale Burke.

  • Il veritiero ha detto:

    Pensate che per essere eletto “gran maestro dell’ordine di malta” bisogna essere di SANGUE NOBILE PER ALMENO 4-5 GENERAZIONI, se non sei di sangue nobile per 4-5 generazioni non puoi essere gran maestro. Questo la dice molto lunga sul biglietto da visita di questo uomo.

    • EquesFidus ha detto:

      Se volessero, lo ripeto, essere un vero Ordine cavalleresco e non un decadente club per nobili dovrebbero imparare a memoria (non leggere, marchiarselo a fuoco nelle loro menti) il “De laude novae militiae” di San Bernardo da Chiaravalle. Il quale diceva chiaramente che essere cavalieri non era un privilegio, ma una responsabilità e che è l’adesione alla Santa Fede cattolica e l’essere irreprensibile, moralmente ed eticamente, a rendere il cavaliere ciò che è, non un “semplice” diritto di nascita. Certo, se da defensores Fidei, che nei secoli hanno combattuto islamici e nemici di Dio vari, si passa ad essere paggetti di corte per gente che manco crede più in Cristo allora tutto va bene, anche la decadenza di un glorioso ordine cavalleresco.
      P.S.: per essere chiari, io non sono contrario alla nobiltà, ma trovo intollerabile chi pensa che questa sia una condizione necessaria e sufficiente per accampare una presunta superiorità morale.

      • Fabrizio Giudici ha detto:

        Ineccepibile.

      • Milli ha detto:

        Secondo la Costituzione italiana i titoli nobiliari non sono riconosciuti. Io riconosco solo i titoli di studio. Amen

        • EquesFidus ha detto:

          Io, invece, cattolicamente dico: chi se ne frega della Costituzione italiana, che non è il Vangelo e di certo non è stata scritta in vista di Dio? Cristo è Re dei Re, non Presidente della Chiesa.
          L’aristocrazia, come la democrazia o l’oligarchia, è semplicemente un tipo di governo: diventa cattiva quando esclude Dio dai suoi orizzonti e dai suoi fini (che, in uno Stato cristiano, dovrebbe essere aiutare tutti i suoi cittadini ad andare in Paradiso). Stessa cosa vale per gli altri tipi di governo: non mi sembra che nella democrazia liberal-agnostica italiana le cose vadano bene, tra gender, divorzio, aborto, eutanasia incipiente ed esclusione della Vera Fede dalla cosa pubblica.

        • LucioR ha detto:

          Così com’è conciata la Scuola (pubblica) italiana non sarebbero da riconoscere nemmeno i titoli di studio

          • Milli ha detto:

            I titoli nobiliari mica li ha inventati Gesù. Sono sempre titoli “politici” , quando l’imperatore spartiva i suoi territori con i suoi feudatari. Mi sto sbagliando?

          • Milli ha detto:

            Oh insomma, per me esiste la nobiltà d’animo, tutto il resto è una vecchia cornice vuota.

          • EquesFidus ha detto:

            Chiariamo questa cosa: la Chiesa non parteggia per la democrazia o per la monarchia o altre forme di governo, però (per dirla con San Tommaso) la democrazia è il sistema migliore in un Paese di santi, la monarchia in uno non utopico. Il motivo lo espone lo stesso santo: nella democrazia (perlomeno quella “diretta”) il voto dell’onesto vale quanto quello del disonesto, quello dell’istruito quanto quello dell’ignorante, dell’imbecille quanto quello dell’intelligente, della persona virtuosa quanto quello dell’immorale. Ora, se si è tutti santi questo non è problema, perché (appunto) santi, quindi tutti tenderanno a votare secondo coscienza rettamente formata ed in vista di assistere lo Stato ad aiutare i cittadini ad andare in Paradiso; purtroppo, in una società reale non si è tutti santi in vita, anzi lo sono assai pochi (specie oggi). Se alla democrazia, poi, uniamo ideologie anticristiane (liberalismo, comunismo, miscredenza diffusa solo per citarne tre) otteniamo il disastro a cui assistiamo oggi: credo sia innegabile che la società, oggigiorno, non solo non sia più cristiana ma addirittura avversi ferocemente, oserei dire ormai istituzionalmente, la fede cattolica. Siamo sempre lì: per la Chiesa, giustamente, non è importante tanto il sistema di governo ma i principi a cui sottostà. Se me ne frego della legge di Dio, se non propago la Vera Fede (il che non vuol dire coercizione, ma semplicemente supportare e collaborare con la Chiesa), se arrivo addirittura a negare, o a ritenere inconoscibile, l’esistenza di Dio ed il Suo ruolo nell’ordinamento del Creato allora non va bene, che sia una democrazia, una monarchia o quant’altro; viceversa, non ci sono problemi. Detto questo, bisogna essere onesti, per dirla con San Tommaso: la monarchia ha il pregio, almeno in linea di principio, che chi ottiene il potere non l’ha chiesto ma lo riceve per diritto di nascita. Quindi, si parla di persone in ruoli di responsabilità che non hanno chiesto tale responsabilità, e quindi saranno portati tendenzialmente ad agire anche nell’interesse del prossimo e della nazione, oltre che di sé stessi. Questo, ovviamente, in linea di principio; poi, la storia lo dimostra, che si possa essere comunque dei miscredenti, o (appunto) ritenere che l’ereditare un titolo e dei beni (donati dalla collettività per uno scopo preciso) faccia di sé delle persone migliori, con dei privilegi non controbilanciati da doveri e che, anzi, assurgere ad un rango nobiliare sia condizione necessaria e sufficiente per proclamare di sé stessi una presunta superiorità morale è, purtroppo, più volte avvenuto. Detto questo, la monarchia (o l’aristocrazia, nel senso più ampio) e la democrazia (posto il fatto che il primo e l’ultimo sistema di governo non sono fra loro incompatibili, vedasi le varie monarchie costituzionali e con sistemi di elezione di rappresentanti popolari) sono solo due sistemi di governo, non buoni o cattivi in sé; resta il fatto, però, che la Chiesa stessa (giustamente) è una monarchia elettiva, non una democrazia e che esiste una gerarchia anche in Cielo. Quindi, non c’entra niente contrapporre titoli di studio a titoli nobiliari, anche perché 1) i secondi non c’entrano niente con l’istruzione, ma solo con la forma di governo; 2) i titoli di studio possono essere falsificati con più facilità dei titoli nobiliari; 3) la cosiddetta “meritocrazia”, in Italia come all’estero, è una barzelletta, dove fa carriera non chi è più abile (e, si spera, corretto), ma spesso chi bara, ha appoggi e “spintarelle” più o meno nascosti da questo o quel gruppo di potere.

  • Donna ha detto:

    A proposito dei cosiddetti Gran Maestri,

    “Matteo 23

    “…Allora Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo: «Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dagli uomini: allargano i loro filattèri e allungano le frange; amano posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare “rabbì” dalla gente. Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate nessuno “padre” sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello del cielo. E non fatevi chiamare “maestri”, perché uno solo è il vostro Maestro, il Cristo. Il più grande tra voi sia vostro servo; chi invece si innalzerà sarà abbassato e chi si abbasserà sarà innalzato.
    Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti agli uomini; perché così voi non vi entrate, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrarci.
    Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo proselito e, ottenutolo, lo rendete figlio della Geenna il doppio di voi”

    Farebbero bene a ricordarlo, da Santa Marta fino all’Ordine di Malta..

  • Francesco Franco ha detto:

    Il tutto si racchiude in questa frase.
    ” Non è nemmeno da escludere che l’atto possa avere l’intenzione di tentare di compiacere “qualcuno”, cercando di traghettare l’Ordine verso lidi lontani anni luce dal suo collocamento tradizionale e dalla sua identità avvicinandolo più a istanze di un certo mondo globalista, cercando di spogliarlo di quell’aura di garbata inarrivabilità che ha sempre costituito la sua visattrattiva.”
    Er cuppolune ha colpito ancora.

  • Mac ha detto:

    Alcuni spunti canticchiando Battiato

    .. quanti perfetti e inutili buffoni
    si credono potenti e gli va bene
    quello che fanno e tutto gli va bene…

    Quante squallide figure…
    Com’è misera la vita negli abusi di potere…

    Questo secolo oramai alla fine.
    saturo di parassiti senza dignità….

    Saluti.

  • Alessandro ha detto:

    Non ho dubbi che l’atto sia nullo in quanto illegittimo, ma nonostante questo verrà applicato. Questo altro tassello va ad aggiungersi all’infaticabile opera di demolizione dello Spirito Cristiano autentico. La serpe infame sta facendo crollare uno dopo l’altro gli ultimi baluardi della Fede. Come non ricordare dei Francescani dell’Immacolata, con quella “suora” che è andata a piangere dalla d’urso (!) di quanto fossero cattivoni la superiora e padre Manelli, che le avevano tolto la gioventù con l’obbedienza; a cui si aggiunge il vergognoso discorso di quel lurido biancovestito che ha detto ai frati: “Sapete che il diavolo vi ha in odio… ecco, considerate il mio commissariamento come un’opera del diavolo” (!). Ricordiamo poi le Piccole Suore di Maria Madre del Redentore, con la rinuncia di 34 di esse su 39. Ricordiamoci della Fraternità Sacerdotale Familia Christi di Ferrara. A questo aggiungiamo il terribile smantellamento dei monasteri con l’emanazione di quell’aborto che grida a Dio di “Vultum Dei quaerere”, all’uscita del quale un alto prelato disse alle monache riunite, rimproverandole di dedicare troppo tempo alla preghiera e poco al mondo: “Siate adulte, non adultere” (!). Ora non mi viene in mente altro, non so a lei dott. Tosatti… Delle suore che conosco personalmente (appartenenti all’ordine delle Compassioniste Serve di Maria) mi hanno raccontato tra le lacrime che adesso sono costrette a seguire (udite udite) CENTOCINQUANTA ORE DI AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE L’ANNO! A parte che voglio capire in cosa consiste questo “aggiornamento”, ma per darvi un’idea dello sproposito, considerate che io, da ingegnere, sono obbligato dall’ordine a farne 15 l’anno! E’ terribile quello che sta succedendo, non ci sono parole. E al danno si aggiunge la beffa: non solo distruggono i santi, ma li offendono pesantemente! Ma cosa ci riserva il futuro? Possibile che i “preti”, questa MASSA DI MALFATTORI con quella faccia di deretano come capo, possano tanto? Concludo con un’osservazione: posto che io non credo che nella messa celebrata in unione con il papa-diavolo ci sia Gesù; posto anche che credo nella profezia di Malachia che indica come penultimo Papa proprio Benedetto XVI, a cui segue Petrus Romanus e che bergoglio NON E’ NOMINATO; posto infine che sono fermamente convinto che Benedetto abbia rinunciato per ordine di Cristo e non per minacce; ammesso che Benedetto voglia evitare lo scisma, PERCHE’ nei suoi appunti saluta la serpe ringraziandolo addirittura perché “diffonde ancora nel mondo la luce di Cristo”?

    • Fabrizio Giudici ha detto:

      Non ho dubbi che l’atto sia nullo in quanto illegittimo, ma nonostante questo verrà applicato,

      Infatti sappiamo bene che molti vescovi il S.P. lo boicottano da sempre, certi con scuse più o meno raffinate, certi con impedimenti pratici, certi altri dicendo di no e basta. Il problema è: se c’è la legge, chi è che la dovrebbe fare rispettare? E la risposta la conosciamo…

  • deutero.amedeo ha detto:

    Siamo andati veramente nel pallone. E sì che non ho l’alzheimer..

    Dopo aver letto questo articolo, ho dato un’occhiata al sito Vaticano. C’è il testo della catechesi di stamattina all’udienza generale. La catechesi che riguarderebbe in teoria Gli Atti degli Apostoli, termina con queste testuali parole:–Anche noi abbiamo bisogno di riscoprire la bellezza di testimoniare il Risorto, uscendo dagli atteggiamenti autoreferenziali, rinunciando a trattenere i doni di Dio e non cedendo alla mediocrità. Il ricompattarsi del collegio apostolico mostra come nel DNA della comunità cristiana ci siano l’unità e la libertà da sé stessi, che permettono di non temere la diversità, di non attaccarsi alle cose e ai doni e di diventare martyres, cioè testimoni luminosi del Dio vivo e operante nella storia.—
    Giuro che NON HO CAPITO NIENTE. Forse tra le persone dotte che frequentano il blog qualcuno che mi possa aiutare c’è, lo spero.

    • Nicola B. ha detto:

      ” che permettono di non temere la diversità…….” questo pezzo dove vada a parare lo si capisce benissimo perché c’è una predica quotidiana sull’argomento…, ma il resto non si capisce effettivamente un tubo……

      • deutero.amedeo ha detto:

        Siamo alla palingenetica obliterazione dell’io cosciente, prototipo che s’infutura nell’antropomorfismo universale.
        Chiaro no? anche alle donnette di campagna, se ce ne sono ancora, che credono che fare gratis le pulizie in chiesa contribuisca a meritarsi un posto in Paradiso. Poverette non sanno che per meritare il Paradiso bisogna uscire dall’autoreferenzialità e non temere la diversità….. Pota!

      • Fabrizio Giudici ha detto:

        “Giuro che NON HO CAPITO NIENTE.”

        Meglio, no? Comunque, qualche tempo fa pure un vaticanista americano riportò una frase del Pontefice “verbatim”, ammettendo di non poter fare di più perché non riusciva a comprenderne il senso.

    • Il veritiero ha detto:

      Io ci ho visto un chiaro riferimento a Mons. Viganò paragonato a Giuda, il “Collegio degli apostoli” un chiaro riferimento all’attuale Collegio cardinalizio o dei vescovi e che dopo il duro colpo inferno da Mons. Viganò al corpo “chiesa” è invitato a ricompattarsi.
      Praticamente ha paragonato mons. Viganò a Giuda, nella sua solita maniera subdola e implicita e ha invitato il collegio dei vescovi e dei cardinali a ricompattarsi dando ai 12 apostoli scelto da Dio del “Collegio degli apostoli” . Questo Signor Bergoglio ormai è da ricoverare. Per una volta in vita sua tirasse fuori gli attributi maschile e dicesse chiaramente quello che vuole dire, inveve di fate sempre queste affermazioni subdole e implicite , si prenda la responsabilità di quello che dice e di quello che fa’ per una volta nella sua vita.

  • EquesFidus ha detto:

    Ormai, anche l’utilità dell’Ordine di Malta si è esaurita: da cavalieri a difesa della Cattolica a paggetti del “nuovo corso” vaticano. Un club privato per nobili che ha perso la sua missione originale, insomma.

  • Nicola B. ha detto:

    Siccome all’orrore non c’è mai fine, ecco a voi la prima pagina di Avvenire di ieri , dove in basso a destra è pubblicizzato un libro delle edizioni dehoniane per capire l’Islam in 12 versetti…(ovviamente non ci saranno i cento e più versetti che incitano all’odio per l’infedele , alla sua sottomissione, alla sua morte in caso di non conversione all’Islam …ovviamente…) . Hanno fretta di arrivare alla Religione Unica Mondiale ad Avvenire?

    http://www.giornalone.it/prima_pagina_avvenire/precedente/

    http://www.ilgiornale.it/news/cronache/avvenire-promuove-guida-allislam-persone-pensanti-1709861.html

  • wisteria ha detto:

    Mi chiedo se non sia un segnale dato attraverso il Gran Maestro ai superiori di altri ordini religiosi affinché non concedano a chi lo chiedesse in futuro di poter celebrare la S. Messa in latino. Ricordo di aver partecipato molti anni fa a una celebrazione in V.O. presso la cappella dei Cavalieri di Malta a Roma, ma mi era parso che la liturgia latina fosse manchevole di molte preghiere che erano invece sul mio messale. Insomma, gran profusione di mantelli e baciamano, ma qualcosa per me stonava. Poteva essere una retroversione in latino dal messale di Paolo VI? Dopo tanto tempo la memoria forse mi inganna, ma poi ho trovato di meglio. Spero che ancora per molto tempo sia possibile assistere alla vera Messa.

  • Il veritiero ha detto:

    La vera domanda da porsi è questa: ora a questo Gran Maestro dei miei baffi, cosa interessa e cosa cambia per lui personalmente aver vietato ai membri del suo ordine vietare la messa tridentina? Come mai è arrivato a concentrarsi così tanto su questa questione , quando ci sarebbero questioni molto più importanti sul quale sprecare il suo tempo e le sue energie?
    È come se in un paese dove c’è un epidemia di peste nera invece di fare vaccini per la peste si fanno vaccini per l’influenza stagionale, tanto per rendere l’idea dell’innutilita’ del gesto che ha fatto questo uomo.
    Evidentemente ha dei secondi scopi nascosti che conosce lui è i suoi collaboratori stretti e soci del suo “club” privato.