PRETI SPOSATI GUARDANO ALL’AMAZZONIA E SPERANO. UN PRETE ROMANO: LA CHIESA PROVOCA LA CRISI DELLE VOCAZIONI.

27 Maggio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, un sacerdote romano ha visto la notizia pubblicata da Il Messaggero su un summit a Roma delle organizzazioni di preti sposati. Che vedono nel prossimo Sinodo sull’Amazzonia, e il probabile decollo “ad experimentum” dell’ordinazione di uomini maturi sposati per amministrare i sacramenti nelle località in cui un sacerdote riesce a essere presente solo una-due volte all’anno a causa delle distanze un’opportunità unica per rilanciare la loro richiesta di essere utilizzati nella Chiesa. Questo presbitero romano ci ha voluto inviare le sue osservazioni “dall’interno”, che volentieri condividiamo con voi. Buona lettura.

Θ Θ Θ

Leggendo questo articolo riguardante la chiesa, sono venuto a conoscenza che sta’ iniziando in tutto silenzio in vaticano un “summit” dei preti sposati, cioè tutti quei preti che ora non sono più preti perché hanno “tradito il loro giuramento fatto il giorno della loro ordinazione” e hanno compiuto atti impuri e fornicazione mentre erano ancora sacerdoti e quindi di conseguenza c’è anche da porsi la domanda se le messe che hanno celebrato fossero veramente sacre oppure se erano profane.

L’obiettivo di questo summit ovviamente è di sdoganare l’abolizione del celibato per i sacerdoti, specialmente perché sarà uno dei punti principali del sinodo dell’Amazzonia in ottobre.

Ora, io non voglio entrate in merito nel discorso se sia giusto oppure no abolire il celibato per i sacerdoti; io vorrei entrare in merito piuttosto sulla strumentalizzazione e sulle mezze verità, con le quali da anni cercano di far credere che siamo quasi obbligati ad abolire il celibato e a far rientrare nella chiesa quei 100.000 fra preti e religiosi (se ho letto bene le cifre nell’articolo); oppure incominciare ad ordinare anche le donne a causa del calo di vocazioni.

E qui si nasconde un grande inganno. L’inganno è che esistono precisi motivi che giustificano il calo delle vocazioni dei quali nessuno parla, che non c’entrano assolutamente niente con la fede dei ragazzi o degli uomini che chiedono di incominciare il percorso per diventare sacerdoti perché hanno sentito la chiamata del signore.

Prima di tutto il calo delle vocazioni è un fenomeno occidentale, perché in Asia e Africa invece c’è un boom di vocazioni dalle informazioni che ho sentito da alte gerarchie di alcuni ordini religiosi (E chi meglio di loro sa da dove vengono i ragazzi che chiedono di entrare?).

Ma il vero inganno sta nel non dire che il calo di vocazione specialmente in occidente è la naturale conseguenza della politica che è stata portata avanti dalla Chiesa. Non dico che è stata voluta e cercata in tutti i modi questa crisi di vocazioni, perché sarebbe diabolico veramente se fosse stata voluta di proposito… Ma non si può negare che la causa principale è stata la politica che ha accompagnato il discernimento delle ammissioni. Hanno prima creato la crisi e dopo averla creata dicono che c’è crisi di vocazioni, certo che c’è! Ovvio! L’avete creata voi! È come un tipo che il giorno non va a fare la spesa al mercato e poi lo notte apre il frigo e si lamenta perché è vuoto; ovvio! Non hai fatta la spesa oggi!

Alcuni dei motivi principali per il quale c’è un grande calo di vocazioni in occidente sono anche i motivi che ora elencherò e del quale in pochi parlano perché queste cose si conoscono solo se si entra in profondità in certi meccanismi:

1 – per entrare in seminario o nella formazione di un ordine religioso serve una cosa che loro chiamano “presentazione”. In realtà il suo nome più appropriato è “raccomandazione”; avete capito bene, se non vieni raccomandato/presentato da un sacerdote o da una persona che conta non ti fanno entrare. Se tu hai la vocazione e vai in diocesi o in un ordine per dire che tu vuoi diventare sacerdote la prima cosa che ti chiedono è “chi ti presenta?” “chi ti raccomanda?”. E se tu non hai una persona già interna alla chiesa che ti raccomanda TI RIMANDANO A CASA invece di valutarti e darti la tua possibilità. (Io ho visto un tanto decantato responsabile delle vocazioni della diocesi di Roma, mandare a casa persone senza nemmeno parlarci 5 minuti perché non avevano la raccomandazione/presentazione.) Ma almeno parlaci, no?

2 – se hai 33-34 anni non vieni più accettato, ti dicono che sei troppo vecchio.

Forse a queste persone bisognerebbe ricordare che “tutti i più grandi santi hanno avuto la vocazione in età adulta; San Francesco- San Agostino- San Damiano- San Pietro, e bisogna anche ricordargli che tutti i pedofili che invece hanno fatto scandalo nella chiesa e anche quelli che poi hanno tradito il giuramento, invece, sono proprio quelli entrati in seminario o in formazione da molto giovani.  A Roma ho visto ragazzi di 33 anni rimandati a casa perché secondo loro erano troppo vecchi.

3 – bisogna essere benestanti, avete capito bene, se sei povero difficilmente ti prendono. Vogliono conoscere personalmente la tua famiglia , e devi essere in grado di finanziari da solo tutto il seminario oppure tutta la formazione. Ti vietano di lavorare, o di procurarti i soldi per pagarti gli studi, quindi di conseguenza deve essere la tua famiglia a pagare tutto quanto, e ovviamente se la famiglia è povera non può permettersi di pagare tutto quanto, e spesso vieni mandato via. E questo vale anche per gli ordini religiosi. Ti proibiscono di lavorare e non ti pagano niente, ti pagano gli studi solo dopo 3-4 anni, ma i primi 3-4 anni te li deve pagare la tua famiglia. Quindi la tua famiglia deve essere benestante, altrimenti sei fuori.

4 – indagano sopra di te e sopra la tua famiglia (tramite la Polizia senza nemmeno chiederti il consenso); vedono se hai debiti, se sei cattivo pagatore, sei hai avuto denunce o hai precedenti, magari anche solo se hai litigato con il vicino di casa da piccolo 20 anni prima. Ti contano anche quanti capelli hai in testa, se hai un fratello o un padre con precedenti penali difficilmente ti faranno entrare, e anche se risulta che hai debiti non ti fanno entrare (ma che colpa ha il ragazzo se un famigliare ha sbagliato in passato?). Se hanno anche il più piccolo sentore che tu sei povero e che potresti usare la chiesa come rifugio per mangiare ti mandano via subito (perché 30-40 anni fa succedeva questo nella chiesa; orde di africani e di disperati entravano nella chiesa per salvarsi la vita della fame, ma un italiano non viene dall’Africa, loro invece usano lo stesso metro di misura).

5 – con tutti gli scandali che ci sono stati nella chiesa, di tutte le famiglie che mandavano i figli nei seminari minori e venivano abusati sessualmente è ovvio che le famiglie non te li mandino più i figli in seminario.

Ovviamente su 100 ragazzi con la vocazione solo in 5-10 riescono a superare questa cernita, il calo delle vocazioni é una conseguenza della politica che la chiesa occidentale sta portando avanti da anni.

Ora la vera domanda è questa: sarebbe meglio innalzare l’età delle vocazioni e magari portarla da 30 a 40-45 e togliere le raccomandazioni/presentazioni che sono inutili perché tanto una persona puoi garantirla solo se ci vivi h24 insieme; e in certi casi hai brutte sorprese anche da quelli con cui vivi insieme h24 da 20 anni;  oppure è meglio far rientrare nella chiesa quei 100.000 preti e religiosi sposati che già u a volta hanno tradito e non mantenuto il giuramento fatto alla chiesa e a Dio?

Chi rompe un giuramento a Dio una volta, è molto probabile che lo romperà anche una seconda.

Ma il vero punto è la cattivissima informazione che divulgano per cercare di far credere che l’unica soluzione per uscire da questa crisi (indotta) è l’abolizione del celibato. Prima di abolire il celibato c’è molto altro da ritoccare.





Oggi è il 269° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.


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48 commenti

  • Manconi Luca ha detto:

    È da vent’anni che sono religioso. Questo prete, che ha scritto la lettera, o vaneggia o è in malafede.

  • Luigi ha detto:

    La Fede, manca la Fede. Si ritrovi la Fede e tutto si risolverà. Basta chiederla a Cristo stesso!

  • carlone ha detto:

    Sì potrebbe iniziare con il trasferire qualche presbitero in eccedenza verso parrocchie bisognose di un buon paStore. C”è bisogno di preti da confessionale , da comunione ai malati , di esperti nell ‘ estrema unzione.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Grazie al dott. Tosatti e a tutti, specie coloro che hanno postato commenti approfonditi e costruttivi.
    Da parte mia, aggiungo che:

    1. credo non sarà comunque facile la manovra amazzonica, come, alla fine, non è stato facile sdoganare l’adulterio con AL. Ci sono state resistenze, e ce ne saranno sempre, con buona pace degli sdoganatori.

    2. Il degrado nei seminari era scritto nella Storia, in conseguenza del degrado modernista nella società.Vorrei porre un focus sulla questione educativa. Al fondo, non è solo una questione dei seminari, dei futuri preti, ma assolutamente di tutti, anche di noi laici… tagliando un po’ con l’accetta, anche a noi laici nessuno, chessò, salvo un Giussani o un D’Avenia, per intenderci, ci ha mai educati “all’essere”. Anche a me è successo così, ho recuperato qualcosa da adulto, ma una parte importante della gioventù, quella fondante, dalla quale viene il resto, è stata persa. Moltiplica per qualche milione, e il risultato ce l’abbiamo sotto gli occhi oggi. Certo, tutto è nato da un crisi di fede. Si vede che, per i nostri peccati, si doveva passare attraverso questo travaglio.

    Concludo, circa la crisi educativa, con l’importanza della libertà effettiva di educazione, col buono-scuola, per il quale tutti dovremmo attivarci. E mi si consenta un’ultima considerazione politica… non credo che del buono-scuola, al Salvini pigliatutto, interessi granché…. anzi…

  • Nicola B. ha detto:

    Come ho già scritto altre volte su Stilum Curiae , basta che un seminarista legga IL TIMONE in Seminario per essere malvisto e considerato ” pericoloso ” ( perché considerato Tradizionalista ovvio..). Me lo ha raccontato un giovane Sacerdote ( di cui sono diventato amico) , dicendomi che la presentazione della rivista da parte di un’altro seminarista all’epoca, fu fatta di nascosto per paura di essere ” scoperto ” …..La rivista poi è piaciuta ma il seminarista che si è abbonato, per motivi di sicurezza se l’è fatta poi spedire a casa dai suoi anziché in Seminario. Traduzione della storia = In seminario non si accettano tradizionalisti perché nella Chiesa di oggi la Fede sta scomparendo….

  • CARMELO ha detto:

    Con riferimento a quanto scrive Enrico66 sul prossimo Sinodo dell’Amazzonia, quel tal Vincenzo Zimbello sulla quarta pagina del foglietto dei paolini “la Domenica” scrive altre enormità ed eresie, oltre “il coraggio della profezia”, “madre terra” e la “Chiesa in uscita”, manco a dirlo, si domanda: “la Chiesa si presenterà capace di ascoltare ed imparare dai popoli ai quali si rivolge?”.
    La Chiesa, che deve portare la Parola a tutti i popoli della terra, ammaestrandoli su quanto fatto e detto da Gesù Cristo, su Suo stesso mandato, sarebbe invece quella che dovrebbe ascoltare e imparare dai popoli di ogni luogo e di ogni tempo per fare una bella macedonia di dottrina e pastorale cattoliche ad uso e consumo degli Zimbelli di ogni luogo e di ogni tempo, “come desidera papa Francesco”. Costoro della “Chiesa in uscita” di senno fingono di non sapere che “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre”.
    E poi ci meravigliamo di quel che dice questo coraggioso sacerdote?

    • Enrico66 ha detto:

      Avevo notato ma non potevo trascrivere tutto.
      Le solite frescacce della “chiesa in uscita” e della “chiesa in ascolto” si, ma del mondo, non della parola di Dio.
      Concordo con lei “chiesa in uscita di senno”.
      Saluti

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Togliere il celibato per i sacerdoti è un problema che non va confuso con il sacerdozio alle donne.
    E’ di fede che una donna non può essere sacerdote, per cui anche il Papa ordinasse una donna sacerdote l’atto sarebbe nullo. Come un matrimonio nullo, come se durante la Messa venissero consacrate delle ostie fatte con farina di castagne… mancano le condizioni.
    Il sacerdote, invece, in teoria può sposarsi per cui quello dei preti sposati non è una questione di fede, almeno direttamente.
    E’ infatti questione di opportunità. E’ una questione di disciplina, che dopo il sessantotto non esiste più all’interno dei seminari.
    Prima in molti casi anche troppo, dopo niente, e i frutti sono stati catastrofici, fino alla perdita della fede.
    Per cui se i preti sposati è una decisione dovuta al lassismo, cioè è un ulteriore cedimento, ne viene coinvolta anche la fede che è, sì, una GRAZIA, ma se non è coltivata attraverso l’ascesi e la preghiera, è facile che si PERDA.
    Se permettere il matrimonio ai preti (e, dati i tempi, forse si arriverà anche a una convivenza omosessuale, ai preti divorziati e risposati, ecc.) rappresenta una risposta solo umana a un problema ecclesiale, allora è un problema anche di fede, perché vuol dire che si vive la fede come una filosofia o un’ideologia

  • Iginio ha detto:

    Questa del clero sposato è una fissazione sia dei simpatizzanti del protestantesimo sia di quelli delle Chiese ortodosse, di cui peraltro si guardano bene dal proporre, che so, i lunghi digiuni imposti ai fedeli o di ricordare che, se un cattolico diventa ortodosso, spesso e volentieri gli fanno ripetere i sacramenti.
    Provate a chiedere a un certo mons. Petrà, teologo toscano fissato con la teologia ortodossa e i divorziati risposati da riaccogliere in Chiesa perché lo fanno anche gli ortodossi.
    A parte ciò, se si ciarla tanto di preti sposati è solo per non dire il vero motivo del calo di vocazioni, ossia la perdita della fede. Quando i primi cristiani andarono ad evangelizzare il mondo, forse c’era un clero locale a cui fare riferimento? Forse c’era un numero cospicuo di presbiteri in rapporto alla popolazione? Forse gli Apostoli se ne andavano con mogli al seguito e prole da accudire? Evidentemente no. Erano quattro gatti e hanno evangelizzato un continente intero. Altro che la patetica Amazzonia.

  • Antonio Cafazzo ha detto:

    Don’t cry for me Argentina…
    (lo sfogo luttuoso di chi sbertucciava il Salvini con il Rosario)

  • Iginio ha detto:

    STA terza persona singolare del presente indicativo di stare si scrive senza accento né apostrofo. STA’ seconda persona dell’imperativo presente di stare si scrive con l’apostrofo (che sostituisce la I caduta di STAI).

  • Enrico66 ha detto:

    Ormai si è compreso che il Sinodo sull’ Amazzonia sarà il grimaldello per rompere il celibato sacerdotale è un dato già noto ai più avveduti, compresi i lettori di questo blog.
    Ora però è incominciato il lavorio per far ingoiare la pillola (o la supposta) alla gente comune che ancora frequenta la messa domenicale. Basta leggere quel che scrive tal Vincenzo Zambello, fidei donum, diocesi di Verona sulla quarta pagina del foglio “La Domenica” (edizioni San Paolo) utilizzato come supporto alla partecipazione dei fedeli in molte chiese.
    Già domenica scorsa (con un tocco di neopaganesimo ove scriveva “madre terra”) ed ancor più ieri 26 maggio, finge di domandarsi se “il Sinodo avrà il coraggio di ripensare la ministerialita’ nella Chiesa” facendola passare per scelta profetica, per i popoli, le loro culture, per la madre terra (sic: di nuovo). Insomma, il Sinodo come nuova Pentecoste per l’amazzonia e per tutto il mondo.
    Ma se così fosse, quel che be uscirà non sarà più la Chiesa di Cristo, ma una religione civile, neopagna ed ecologista. Pura ideologia. Attendiamo le prossime puntate di queste eresie.

  • Anima smarrita ha detto:

    Più che di “molto altro da ritoccare” , non di un maquillage si ha bisogno, come le stesse asserzioni di Bergoglio in tal senso sembrano avvalorare.
    Ma… «…Si tratta di liberarsi dai legami mondani rappresentati dalle nostre vedute, dalle nostre strategie, dai nostri obiettivi, che spesso appesantiscono il cammino di fede, e porci in docile ascolto della Parola del Signore…» (Regina Coeli, 26 maggio 2019).
    Giustappunto! ieri. In ascolto della Parola che non ammette interpretazioni arbitrariamente moralistiche…

  • Massimo Matthes ha detto:

    Noi abbiamo come riferimento gli Apostoli che in comunione con tutti i cristiani condividevano quanto Dio sempre dona loro è la chiamata di Dio alle diverse forme di vita consacrata non è mai un optional secondo i criteri del mondo ma trascende tutti i criteri oggi erroneamente perseguiti secondo quanto affermato da San Paolo :
    “La mia grazia ti basta “.

    La nostra amata santa Chiesa oggi, invece, figura sempre piú come un istituzione disinteressata al diritto del Signore di avere figli a Lui consacrati per la santificazione e salvezza del Suo gregge . Tuttavia lo Spirito Santo continua imperterrito a soffiare dove vuole , basta sapere rinunciare a queste regole non implementabili per essere coerenti alla grazia del Vangelo .

  • Alessandra Mauri ha detto:

    Sono la nonna di Alessandro abusato da don Galli e condannato in primo grado a 6 anni e 4 mesi, che tranquillamente studia a Roma all’ALFONSIANA, dove per entrare devi essere moralmente a posto….chi lo avrà raccomandato…..CHE SCHIFO….dove sta andando la nostra CHIESA VERGOGNA…..

    • Il veritiero ha detto:

      Il classico esempio di quanto la “presentazione” “raccomandazione” sia totalmente inutile come requisito, sicuramente chi ha interceduto per spianare la strada a questo Don Galli pensava che veramente era un bravo ragazzo, e invece…. ecco il risultato palese di quanto è inutile la presentazione/raccomandazione. Le persone non si possono garantire nemmeno se ci vivi insieme 24 ore su 24, figuriamoci se le vedi 2-3 ore a settimana. E bravi ragazzi pieni di vero amore per Dio invece sono stati rimandati a casa perché non avevano nessuno interno alla chiesa che garantiva per loro.
      Le sono vicino con tutto il cuore signora.

    • Anima smarrita ha detto:

      Cara sig.ra Alessandra,
      solo un pensiero per esprimerle vicinanza nella sofferenza.
      Dove sta andando la nostra Chiesa ce lo raccontano le storie – tante! e sconvolgenti – che tratteggiano a tinte più o meno fosche quel “clericalismo” denunciato da Bergoglio come causa della crisi in atto, che devasta la vita di creature inermi, in ciò oltraggiando quel sangue versato sulla Croce per la salvezza di tutti.
      Creature abbandonate nell’indifferenza e nel silenzio dei loro carnefici e complici che trovano nella vicinanza e nell’abbraccio dei loro cari l’unica carezza alla loro sofferenza: la carezza di vittime esse stesse della medesima sopraffazione e solitudine.
      Gli abusi di ogni genere moltiplicano vittime e sofferenze: Ma: se si è soli nei propri spazi, i tanti “casi” creano una comunanza solidale che supera anche la distanza reale. Il solo sapere che non si è soli a soffrire per il medesimo dramma alleggerisce almeno il peso della solitudine e dell’impotenza dinanzi ad un inaccettabile dolore.
      Accanto agli abusati le loro famiglie, in tutte le loro componenti: in particolare le mamme che, dopo aver contribuito a donare la vita ai propri figli, assistono impotenti allo scempio di quella vita ad opera di chi dovrebbe invece proteggerne l’inviolabilità.
      La mia, mi creda, è partecipazione sentita per vicende vissute da vicino. E: quest’ unione di vittime e sofferenze – sono certa, per fede – costituisce una preziosa class action , seppur silenziosa, la cui soluzione è affidata al giudizio secondo giustizia di Dio.

  • P. Francesco ha detto:

    L’articolo, anche se con segno diverso, si pone in continuità col pensiero modernista che vede tutta la realtà in modo orizzontale, escludendo il soprannaturale. Esso infatti espone cause umane (per le quali suggerisce altrettante soluzioni) a una questione che, fondamentalmente, non è umana. Certamente vi è una componente umana che può essere migliorata, ma, come cattolici, dobbiamo aver sempre ben presente che le vocazioni vengono da Dio: se vi è un calo così drastico, dunque, significa che Dio non le dona alla sua Chiesa e il motivo per cui Dio operi in questo modo è una questione di FEDE. C’è una diminuzione di fede nella Chiesa quindi per affrontare il problema c’è bisogno che la Chiesa rispolveri il suo mandato missionario di predicare il Vangelo e di fare discepoli tutti i popoli. La questione delle vocazioni quindi è una questione del credere e non del fare.

    P. S.
    Una piccola chiosa all’intervento. La questione delle raccomandazioni sollevata nell’articolo è a dir poco ridicola. Per entrare in un seminario ci vuole una presentazione da parte di un sacerdote, di solito il parroco della parrocchia in cui si abita o di un altro sacerdote che abbia seguito spiritualmente il giovane. Il senso della necessità è che una vocazione non nasce come un fungo in mezzo al nulla, ma è sempre il risultato di una vita vissuta cristianamente. Anche qualora si tratti di un convertito, c’è sempre bisogno di un sacerdote che garantisca che vi sia nel probando una certa solidità nella fede e nel cammino spirituale. Non metto in dubbio che qualche responsabile delle vocazioni abbia agito con superficialità, ma a questa figura, in genere, si arriva mandati dal proprio parroco e se un giovane vi si presenta da solo in maniera diretta, è bene che il responsabile delle vocazioni lo rimandi dal proprio parroco o da un altro sacerdote per farsi conoscere in modo più approfondito.

    • LucioR ha detto:

      Condivido la seconda parte (quella nel P.S.), certamente non la prima, dal momento che il drastico calo delle vocazioni si è avuto repentinamente dopo i due «’68» (quello della Società e quello della Chiesa). Quindi sono motivazioni esclusivamente immanenti. Non diamo la colpa di tutto a Dio!

      • P. Francesco ha detto:

        Non do la colpa a Dio, ci mancherebbe. Ma legga i Profeti: di chi è la “colpa” della deportazione babilonese? Non è forse di Israele che non si è mantenuto fedele a Dio? Da questa infedeltà deriva la volontà permissiva di Dio di permettere a Nabucodonosor di distruggere e deportare Israele. Così oggi l’infedeltà di tanti cattolici e di tanti pastori fa sì che vi siano meno vocazioni, che quelle che ci sono non vengano riconosciute, che fra gli ordinati non vi sia sufficiente perseveranza, ecc..

    • Il veritiero ha detto:

      Un parroco o una guida spirituale come possono “garantire” un ragazzo che vedono al massimo 1-2 ore a settimana? Cosa ne sanno loro di cosa combina quel ragazzo per tutto il tempo rimanente? Anche secondo me la “presentazione” è un REQUISITO inutile, perché un parroco o una guida spirituale o qualsiasi altra persona’ non potrà mai veramente garantire per quel eventuale ragazzo.
      Poi senza parlare che nessun ragazzo ha contatti con il parroco o con una guida spirituale, a meno che non sua già in un cammino vocazionale, perché di solito un ragazzo frequenta la messa e poi finita la messa se ne va’ a casa, quindi non entra proprio in contatto il parroco, e per le confessioni di solito si sceglie sempre un confessore che non ci conosce di solito succede per imbarazzo o per vergogna, allora si trova la libertà di confessare veramente tutto solo a un sacerdote che non conosce la nostra famiglia o che ha la possibilità di rivederci o di usare quello che abbiamo detto contro si noi. Quindi i ragazzi non hanno una “guida spirituale” ma hanno un “confessore occasionale”
      E le assicuro che specialmente durante il periodo di formazione, tutto quello che dici e confessi lo.usano contro di te per fermare il tuo cammino. Spesso lo capisci dalle parole degli altri, ti sei confessato con un sacerdote e stranamente dopo qualche giorno il tuo responsabile ti lancia una battuta “troppo troppo attinente” a quello che hai confessato qualche giorno prima, succede stranamente troppo spesso….

  • Il veritiero ha detto:

    A me salta all’occhio sopratutto una grande contraddizione, che smaschera palesemente un inganno. Si dice che vogliono dare il permesso ai “viri probati” di ETÀ AVANZATA e già sposati, quindi per età avanzata dinintende 50 anni circa. Però se un ragazzo vuole diventare sacerdote a 33 anni gli dicono CHE È TROPPO VECCHIO, che contraddizione spudorata. Questo lo posso confermare, basta guardare sul sito delle vocazioni della diocesi di Roma e c’è scritto anche li’ il limite di eta’.
    Una bella contraddizione che smaschera l’inganno celato dietro il falso problema, O problema “indotto”.

  • Metella ha detto:

    Buongiorno,ho due figli adolescenti che stanno frequentando il Seminario minore del Bambino Gesù dei Padri Carmelitani scalzi,ad Arenzano.
    Sono molto dispiaciuta nell’aver letto questo articolo.
    I miei figli,come tutti gli altri ragazzi,non sono assolutamente entrati ne’ per presentazione, ancora meno per raccomandazione.Ma solo per la serenità,la gioia dell’ambiente ,uniti alla voce di Gesù bambino,che nel silenzio delle visite personali,si fa sentire,eccome!
    Io e mio marito vediamo crescere Stefano e Marco sereni,allegri e maturi.Per il momento,non sentono ancora la chiamata a consacrarsi,ma ringraziamo sempre Gesù bambino per averci fatto conoscere il suo seminario.
    Anzi,colgo questa occasione per invitarvi a conoscere questa realtà, anche attraverso i vari canali social: Seminario di Gesù bambino, Arenzano,in vista dell’ estate con i prossimi campus vocazionali.
    È venite a trovarci, è un posto bellissimo,sul mare!!!
    Metella Persano

  • Elisa ha detto:

    C’è anche un’altro motivo. Ti mandano via se vai contro le eresie che insegnano in seminario, se difendi la traduzione e gli insegnamenti della Chiesa, sei fuori. Perché come voi sapete nei seminari d’oggi di eresie ne sparano alla grande, e ho sentito testimonianze di giovani che hanno perso la fede studiando in seminario. Oppure se vai contro ti cacciano

  • Gaetano2 ha detto:

    “…LA CHIESA PROVOCA LA CRISI DELLE VOCAZIONI”

    Mi sembra piuttosto che gli impostori che da troppo tempo occupano i vertici della Chiesa provochino la crisi delle vocazioni

  • francesco parolin ha detto:

    l’intervento politico di papaciccio e degli andreonzi lekkalekka piegakukkiai e delle falasconze kanoniste del k. e dei loro compagni di merende è fallito.
    Lega primo partito alla faccia di tutti i vescovi che per far carriere con papaciccio hanno additato salvini come il diavolo
    La botta politica del card. attaccafili è FALLITA
    adesso il cardinale DEVE PAGARE LA BOLLETTA del palazzo occupato come ha promesso E CACCIARE 300.000 EURO
    invito tutti i tosattiani a ricordare a Sua Eminenza questo suo PRECISO IMPEGNO UFFICIALE, chiamando rispettosamente e educatamente l’elemosineria, 06.69873279 e 06.69871100 (numeri pubblici che sono sul loro sito).

  • Andrea ha detto:

    Ma soprattutto… una persona che oggi sentisse il bisogno di rifugiarsi in Dio e mettersi al Suo servizio soppravvivrebbe al seminario? Perchè dalle cose lette un po’ qua e un po’ là sembra che ormai si insegni di tutto tranne che la sana dottrina. Non sono all’interno quindi non ho conferme, però dalle testimonianze di diversi sacerdoti e anche da mie esperienze personali di dialogo con preti relativamente giovani ho notato facilmente la potente infarinatura modernista a cui immagino siano sottoposti rendendoli spesso più psicologi o attivisti che preti. Temo che tanti giovani con la vocazione oggi rinuncino in partenza perchè non vogliono passare decine e decine di mesi affianco a chi cercherà di abbassar loro le aspettative su Gesù Cristo in nome del volemose bene e del nuovo idolo relativista.
    Insomma è come vedere il tuo film preferito insieme ad una persona che sbuffa, sbadiglia e si lamenta per la maggior parte del tempo; con la differenza che il seminario non dura un’ora e mezza. Ci vuole una gran soglia di sopportazione e non tutti ce l’hanno. Io non so se ce l’avrei. Però puoddarsi che le mie siano informazioni e percezioni distorte, magari enfatizzate troppo da altri. Me lo auguro.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Anno 2016:
    “Si prepara in silenzio un sinodo sull’Amazzonia. “Viri Probati” (ed ecologia) temi chiave. Il disegno di Hummes.

    Il cardinale Claudio Hummes, 82 anni, già prefetto della Congregazione per il Clero, sta lavorando intensamente a un suo progetto. Un Sinodo delle diocesi dell’Amazzonia, in cui si dovrebbe discutere di ecologia – naturalmente – ma anche e forse soprattutto di trasformare i diaconi permanenti in “viri probati”. Una specie di amministratori laici dei sacramenti, in sostituzione dei preti. Ma c’è chi vede in questo progetto la punta del cuneo per modificare le regole che riguardano il celibato dei sacerdoti nel rito latino.
    Hummes sostiene di parlare spesso e volentieri a nome del Papa. Lo fa talvolta anche nelle riunioni della Conferenza episcopale, a cui non potrebbe partecipare se non invitato, come vescovo emerito. Tanto che di recente gli è stato fatto osservare che i vescovi sono cattolici; hanno rispetto e obbedienza per il Papa; me se il Pontefice ha qualche cosa da comunicare loro preferirebbero che lo facesse direttamente.
    Un vescovo francescano, molto “liberazionista” quello di Osasco, che l’ha invitato. Dai colloqui sarebbe emerso, secondo quanto racconta uno dei partecipanti, che in Amazzonia hanno già preparato tutto per fare un Sinodo sull’Amazzonia.
    In Amazzonia il rapporto fra popolazione, ampiezza del territorio e numero di preti è in grande disequilibrio. Ma quando qualcuno, durante la conferenza di Hummes, ha proposto di lanciare un appello a tutti gli ordini missionari, affinché mandassero ciascuno due sacerdoti, Hummes ha detto che no,no , il Papa non vuole questo, dopo il Concilio non devono più esistere missionari, ogni popolo deve evangelizzarsi da solo; solo clero autoctono, preti e vescovi anche senza formazione accademica.
    E ha continuato dicendo che se prima era un tabù parlare di preti sposati, ora se ne può parlare tranquillamente, parlatene fra di voi. Il Papa gli avrebbe consigliato di dire ai vescovi di ordinare un grande numero di diaconi permanenti.
    L’obiettivo sarebbe quello di aprire la strada all’ordinazione di laici, sposati, per supplire alla carenza di sacerdoti. Qualche giorno fa ha avuto luogo una riunione dei vescovi dell’Amazzonia, insieme a due teologi, consigliati da Hummes, per preparare le tematiche del Sinodo. Hummes ha già visitato 22 delle 38 diocesi dell’Amazzonia nel suo lavoro di galvanizzazione; e afferma che il Papa lo avrebbe esortato a visitare in fretta le rimanenti. Fra poco dovrebbero partire le lettere di richiesta dell’autorizzazione allo svolgimento del Sinodo.
    L’idea di supplire con i diaconi permanenti – trasformati in sacerdoti “laici” – alla scarsità di vocazioni, che trova sostegno anche in Germania, è da tempo allo studio da parte di Hummes. Quando era Prefetto del Clero ai vescovi tedeschi e americani consigliava di far studiare i futuri diaconi agli stessi corsi dei sacerdoti. Adesso, vista la scarsità di tempo sarebbe disposto ad accettarli anche con una preparazione molto sommaria”:
    Marco Tosatti, 7 settembre 2016.

    • wp_7512482 ha detto:

      Grazie!

      • buonoanulla ha detto:

        cito: “L’idea di supplire con i diaconi permanenti – trasformati in sacerdoti “laici” – alla scarsità di vocazioni, che trova sostegno anche in Germania, è da tempo allo studio da parte di Hummes.”

        Tengo a precisare che chiamare i diaconi permanenti “sacerdoti laici” è scorretta benchè sia riferita a uno status ‘in fieri’.
        Il diacono permanente non è più laico perchè ordinato ministro della chiesa nel primo grado dei tre disponibili. Il diacono permanente ha il carattere indelebile proprio dell’ordine sacro.
        Se un giorno, ammesso e non concesso, il Magistero decidesse di permettere ai diaconi permanenti di ‘dire’ messa, non sarebbero in alcuno modo “sacerdoti laici” perchè il diacono permanente non è più laico da quando è diacono.

        Prego dunque di usare la giusta terminologia per non creare confusione.

        Il diacono permanente non è un laico (o super laico come dicono alcuni). Nè però è un mezzo prete o un quasi prete. Prete, o presbitero, è una cosa (con uno specifico rito di ordinazione).
        Diacono (transeunte o permanente) altra. Prego consultare Lumen Gentium 29 ( “non ad sacerdotium, sed ad ministerium manus imponuntur”).

        Quindi, il presbitero (prete) è ordinato al sacerdozio
        Il diacono è ordinato per il ministero, cioè per il servizio negli ambiti affitati (liturgia, carità, Parola).

        spero di aver fatto cosa gradita per chiarire

  • GMZ ha detto:

    C’è un altro motivo di rifiuto, che l’estensore di queste interessanti note non ha menzionato: l’essere “tradizionalista” o, peggio, “di destra”: la qual cosa mi è stata detta da un sacerdote che lavora in un seminario del nord-ovest, che mi ha assicurato essere regola non scritta di tutti i centri – italiani e non.
    Sarei curioso di sapere che ne pensa il presbitero romano: a lui risulta?

  • Grog ha detto:

    Chi é povero é fuori, ma se sei invertito hai ottime possibilità di diventar prete (e anche di far carriera).
    Queste indagini dove ti contano anche quanti capelli hai mi sa che non funzionano tanto bene…

  • Milli ha detto:

    Allora devo ringraziare il Signore che i miei figli non abbiano sentito la chiamata perché, essendo noi non benestanti, non sarebbero stati accettati.
    Ma queste regole non valgono al di fuori dell’Europa, giusto?

  • Ernesto Miragoli ha detto:

    Solo qualche precisazione.
    1. Il summit non è un summit per pochi eletti, ma un incontro aperto a tutti (anche a chi dissente dal celibato facoltativo per il presbitero cattolico di rito romano).
    2. L’incontro non si è tenuto in Vaticano, ma a Casa Tra Noi, una delle tante strutture che si trovano a Roma.
    3. L’incontro, aperto a tutti, è stato organizzato con relatori che hanno aiutato a riflettere sul tema del celibato del clero, sulla figura della donna nella Chiesa,
    4. E’ falso che per entrare in seminario serva una raccomandazione. Serve una presentazione (se l’articolista è davvero un prete lo sa, a meno che lui sia stato raccomandato ed estenda la sua esperienza all’universo ecclesiale) che, naturalmente non basta perchè vi è un percorso di discernimento che non dura qualche giorno o qualche mese.
    5. Non mi attardo sulle altre disinformazioni che si leggono nell’articolo.
    6. Mi soffermo in particolare su due dati: oltre centomila preti nel mondo si sono sposati. E’ vero? Probabilmente sì. Si può andare al sito http://www.clerus.org e fare una verifica. Preciso che i dati esposti dal sito riguardano SOLO i preti che hanno lasciato il ministero e si sono sposati chiedendo la dispensa dagli oneri sacerdotali per contrarre matrimonio sacramentario. Vi sono preti che non l’hanno fatto. In ogni caso i dati precisi NON vengono rilasciati dalla Congregazione, neppure su richiesta scritta che comprova i motivi per cui si chiedono (ad esempio uno studio sul fenomeno) e questo non succede SOLO durante questo pontificato, ma è successo anche nei pontificati precedenti.
    7. Concordo con l’articolista sul fatto che la crisi delle vocazioni sacerdotali non si risolva abolendo il celibato o rendendolo facoltativo, come ho scritto sia nei miei libri e detto in diversi interventi a cui sono stato invitato.

    Grazie per l’attenzione.
    Ernesto Miragoli – Como

    • Il veritiero ha detto:

      Io per mia esperienza posso dire che la presentazione mi é
      Stata chiesta e sono entrato, chi non aveva la presentazione invece è stato rimandato a casa. È posso dire anche che conta molto “la levatura” della presentazione, se ti presenta una persona influente entri con 2-3 mesi, se ti presenta un sacerdote qualunque entri con 10-12 mesi. E questa non è una raccomandazione? Certo a noi che ci piace sentirci sempre nel giusto e sempre retti anche quando non lo siamo da’ fastidio sentirla chiamare “raccomandazione” ma in realtà il suo nome adatto è proprio quello.

    • Alessandro ha detto:

      Mi permetto di fare una piccola osservazione che deriva dall’esperienza. In tempi non sospetti (cioè quando c’era ancora Benedetto XVI) desideravo ardentemente entrare in un ordine monastico. Ho provato con i Benedettini, che NON SOLO hanno preteso la presentazione, ma addirittura si sono peritati di TELEFONARE AL MIO PARROCO per avere informazioni sul mio conto. Ora, il mio parroco mi conosceva poco o nulla, aveva deciso che io non avevo la vocazione e mi ha stroncato sul nascere. E ancora, poiché avevo 30 anni, mi avevano classificato come un caso di “vocazione tardiva”. Alla fine, come si immagina, non è che non sono entrato, NON HO PROPRIO PROVATO NEPPURE UN GIORNO. Ho sofferto molto in seguito per questo. Ma, da come poi si sono evolute le cose, oggi sono contento di come sia andata, Gesù ha voluto proteggermi dal male che rappresenta la chiesa e che io allora non conoscevo. Oggi, proprio perché amo Gesù sopra ogni altra cosa, mi tengo ben lontano da preti e consimili.

      • Lucia ha detto:

        Signor Alessandro da cio che ho letto anche in merito agli scandali sessuali soprattutto nelle Americhe lei e risparmiato un bel ciclo di…… educazione sessuale tardiva ( vedi seminario dell ‘ Honduras) e si lei non ha corso il rischio di perdere la fede come e capitato a tanti giovani.Si dice che secondo Don Bosco un terzo dei giovani era destinato al sacerdozio e alla vita consacrata , ci doveva essere per forza una spiegazione alla scarsita attuale e credo che lei ne abbia illustrata una , minoritaria rispetto alla secolarizzazione , ma che sicuramente esiste .Buona giornata

    • Il veritiero ha detto:

      Ma lei è lo stesso Ernesto miragoli di ” SOLUZIONI E PROPOSTE PIU’ UMANE PER UNA CHIESA IN CAMMINO SU STORIE NASCOSTE E SOFFERTE DI PRETI E DONNE INNAMORATI ?”

  • sircliges ha detto:

    «quindi di conseguenza c’è anche da porsi la domanda se le messe che hanno celebrato fossero veramente sacre oppure se erano profane.»

    Nessuna domanda, erano sacre, perché la validità del sacramento non dipende dalla grazia del celebrante. Attenzione al donatismo.