ABORTO PEZZO, GROSSO CONTRO FOA. LA MARCIA PER LA VITA, IL SILENZIO TOMBALE EPISCOPALE. QUOUSQUE TANDEM, CATILINA…

19 Maggio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae ieri a Eoma si è svolta la nona edizione della Marcia per la Vita; e ancora una volta, a se si eccettua la presenza dei cardinali Burke e Eijk, di mons. Luigi Negri, arcivescovo emerito di Ferrara, e di un messaggio del vescovo di Ventimiglia-Sanremo, mons. Antonio Suetta il silenzio e l’assenza dei vescovi, della Conferenza Episcopale, e delle propaggini “laiche” da essa nutrite e finanziate era clamorosa.  Per non parlare, ovviamente del cosiddetto dicastero per Vita e Famiglia. Leggevo ieri su twitter di un gerarcuccio della nomenklatura cattolica che si rivolgeva a Salvini con le parole di Cicerone: “quousque tandem abutere Catilina patientia nostra?”, fino a quando abuserai della nostra pazienza, Catilina?, per i suoi riferimenti ai santi Patroni d’Europa, al Rosario e all’Immacolata. Ma non si rende conto, il monsignore, che la frase da tempo sempre più laici e cattolici e laici-cattolici la stanno mormorando verso i professionisti della religione nostrani, a ogni livello? E con buona ragione.

In un momento in cui la scienza ci dimostra in maniera evidente che un aborto è l’uccisione di un essere umano, e non di un grumo di cellule, forse è necessario ridiscutere alla radice le leggi che permettono la mattanza, e la semplificano, e la rendono velocissima, invece di aiutare concretamente le donne in difficoltà.

Oggi vi offriamo due cose. La prima è un Pezzo Grosso furibondo (la mail è di ieri sera) contro la Rai, e il suo Presidente perché i TG non hanno passato neanche una notizia, neanche un’immagine della Marcia per la Vita. (Ma anche TV2000 ha ignorato la Marcia…). E la seconda è il discorso finale alla Marcia di Virginia Coda Nunziante. Buona lettura.

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“Caro Tosatti, stavolta sarò molto diretto, sintetico e ultra modo chiaro:  Il Presidente della Rai Marcello Foa  deve dimettersi immediatamente. Stasera  sui canali Rai 1 e Rai 2  non è stato dato nessun cenno alla marcia per la vita. Si è parlato di tutto, persino di film a Cannes e di Iuventus, neppure un secondo, un semplice riferimento alla marcia per la vita. Lo trovo scandaloso anche perché detto Presidente pochi giorni fa ha auspicato più cattolici, più valori cattolici, nelle reti TV Rai.  Sono indignato e farò quello che posso perché il consenso a Foa sia   rivisto e ritirato quanto prima. Pezzo Grosso”.

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Cari amici,

Ringrazio tutti per lo straordinario spettacolo che oggi ci offrite.

La Marcia per la Vita cresce. Cresce nel numero: vogliamo sottrarci al balletto delle cifre, ma siamo molti di più degli anni precedenti.

Cresce come impatto nazionale e internazionale, come è evidente dai videomessaggi che abbiamo ricevuti: la più grande emittente cattolica americana sta ritrasmettendo in tutti il mondo la nostra marcia.

Ma ciò che soprattutto cresce è la nostra consapevolezza di combattere una grande battaglia morale e civile, è la nostra determinazione a non retrocedere, a non accettare compromessi, perché non sono possibili compromessi sulla vita umana innocente. Non si può accettare che nemmeno un bambino sia sottratto con la violenza al grembo della madre. E si sottoscrive questo delitto quando si accetta una legge che prevede l’aborto.

Questa legge noi la vogliamo abrogare. E’ evidente che l’obiettivo richiederà del tempo ma intanto iniziamo con lo smontare pezzo per pezzo la legge.

E il primo pezzo da smontare è quello del finanziamento: non è ammissibile che ogni anno, per uccidere i nostri bambini negli ospedali, si spenda tra i 200 e 300 milioni di euro. Quando abbiamo una sanità che fa acqua da tutte le parti: chiunque di noi ha fatto l’esperienza, una visita urgente, un’ecografia, un controllo… se si vuole farlo con rapidità si deve andare a pagamento perché  i tempi degli ospedali sono spesso biblici. Potremmo fare un lungo elenco delle cose che non vanno nella Sanità. Eppure, se una donna decide di abortire viene immediatamente ricoverata e tutto è spesato, tutto le è pagato. Ma è mai possibile che se si vuole abortire si ha un tappeto rosso e tutto è facile e organizzato, e se si vuole portare avanti la gravidanza il percorso è tutto ad ostacoli e anche particolarmente oneroso?

Certamente noi siamo qui perché siamo a favore della vita, perché amiamo la vita, perché la vita è un dono prezioso che tutti noi qui presenti abbiamo ricevuto perché ci è stato donato da Dio e perché abbiamo avuto dei genitori che hanno amato la vita.

Ma siamo qui oggi anche per manifestare contro leggi ingiuste, contro leggi che uccidono degli innocenti, uccidono delle persone che non possono reagire, che non possono difendersi.

Abbiamo di fronte a noi un movimento ideologico organizzato che predica e pratica la cultura di morte, che dopo avere introdotto l’aborto, vuole passare all’infanticidio e all’eutanasia. La giustificazione per l’aborto, quarant’anni fa, era che quell’embrione che si sviluppava nel grembo della madre non fosse un essere umano, fosse solo un grumo indistinto di cellule, senza anima, senza un’identità umana.

I progressi della scienza hanno dimostrato che fin dal primissimo atto del concepimento quell’essere umano ha un’identità propria, ha in sé dei caratteri che sono unici e irripetibili: che è un uomo.

Gli abortisti che vollero l’introduzione della legge 194 in Italia mentivano, quando negavano l’identità umana al feto; e che fosse una menzogna deliberata lo dimostra il fatto che se ieri reclamavano la soppressione di quell’embrione, oggi chiedono l’uccisione dell’essere umano fino a nove mesi, quando è perfettamente formato, e addirittura dopo. Ieri dicevano che l’aborto era lecito perché non sopprimeva un uomo, oggi dicono che si può sopprimere un uomo per gli interessi della collettività, ripetendo il ragionamento di Caifa. “E’ meglio che muoia un solo uomo per il popolo e non perisca la nazione intera”. E’ il ragionamento con cui si giustifica l’eutanasia attiva: i vecchi sono inutili, sono un peso per la collettività: “è meglio che perisca qualcuno di essi che non perisca la nazione intera”.

Noi questo sofisma di Caifa lo rifiutiamo con tutte le nostre forze e abbiamo davanti ai nostri occhi l’Agnello innocente, Nostro Signore Gesù Cristo, ingiustamente condannato e immolato. Anche in questo caso non ci fu nessuno che lo difese e anche Pietro si voltò dall’altra parte.

La forza delle Marcie per la Vita, in Italia e nel mondo, non sta nel numero dei partecipanti: non sta nell’importanza dei testimoni, non sta nell’eco mediatico di questa iniziativa, sta nella coerenza nella perseveranza con cui noi da nove anni in Italia portiamo avanti un messaggio di difesa della vita umana innocente, di rifiuto dell’aborto, senza eccezioni e senza compromessi.

In Argentina, si sta sviluppando, come avete sentito, un grande movimento contro l’aborto; in Brasile, il nuovo governo ha bloccato tutte le richieste di legalizzazione dell’aborto, negli Stati Uniti è stata appena approvata in Alabama una legge fortemente restrittiva, che vieta quasi completamente l’aborto. E altri Stati stanno andando nella stessa direzione.  Non ci sono dubbi che questo è dovuto alla costanza, alla perseveranza con la quale ogni anno centinaia di migliaia di americani sono scesi in piazza per protestare contro la legge Roe/Wade. Ebbene dobbiamo fare anche noi la stessa cosa. Anno dopo anno dobbiamo continuare a scendere in piazza, dobbiamo avere chiara l’idea che la legge 194 va abolita in toto, così come in America vogliono abolire la Roe/Wade.

Ciò dimostra che il processo storico non è irreversibile, perché la storia è fatta dalla libera volontà degli uomini e dall’intervento di Dio.

Noi siamo qui in piazza in quanto cittadini italiani che amano il proprio paese e sanno che uno Stato che permette leggi che uccidono i propri figli distrugge il futuro della nazione. L’Italia era sempre stata vista come la culla della vita, delle famiglie numerose. Molti stranieri lo osservano: non vediamo più bambini in Italia, vediamo persone sempre più anziane. Infatti la gioia di vivere che caratterizzava il nostro paese si sta spegnendo.

Ma oltre che cittadini, la maggior parte di noi è anche cattolico, e fieri di esserlo.

Noi dobbiamo desiderare una società che rispetti la legge naturale e divina e dobbiamo amare una società che riconosca la regalità sociale di Cristo perché questo è il fine ultimo della nostra azione.

L’aborto calpesta la legge divina e naturale. Come immaginare che possa mancare l’aiuto di Dio a chi generosamente si impegna per difendere la vita, materiale e spirituale, che è il primo bene che Dio ci ha donato, quello da cui tutti gli altri beni dipendono?

Noi abbiamo un’immensa fiducia nell’esito vittorioso della nostra battaglia. La vittoria la leggiamo negli occhi di tanti giovani e meno giovani che oggi hanno sfilato con noi, negli occhi dei bambini, che rappresentano il futuro, e in quelli degli anziani, che non vogliono ripetere gli errori del passato.

Negli occhi dei laici, dei religiosi, dei gruppi, delle associazioni che oggi manifestano. Costituiamo un’unica grande famiglia e respingiamo ogni tentativo di dividerci e di frammentarci, nella convinzione che l’unione attorno alla verità costituisce una forza irresistibile: la forza del bene che avanza e che nulla e nessuno potrà fermare. Ci ritroveremo dunque in piazza il prossimo 23 maggio 2020!

Virginia Coda Nunziante



Oggi è il 260° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.


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Mussa Dagh. Gli eroi traditi

Padre Amorth. Memorie di un esorcista.

Inchiesta sul demonio.

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142 commenti

  • A volte tornano ha detto:

    segreteriavescovile@diocesimazara.it
    Questa la mail del vescovetto moavero, minuscolo d’obbligo. Io gli ho scritto due cosette.

  • Amos ha detto:

    I telegiornali non hanno trasmesso notizie sulla marcia, ma non hanno fatto vedere nemmeno la manifestazione dove c’era lo striscione con scritto “Bergoglio come Badoglio”. lo ha trasmesso invece Augias con il commento di Politi

  • Gene ha detto:

    Viva Salvini che si affida alla Madonna e abbasso il clero romano che ammira Bonino, Scalfari, Soros, i Capi musulmani ….Una Chiesa sempre più alla deriva e collusa con il PD, ateo, miscredente, globalista, immigrazionista musulmano.

    • francesco ha detto:

      Salvini ha semplicemente fatto quello che i Vescovi non fanno più: invocare la protezione della Santa Vergine e dei Patroni d’Europa, Vescovi che non si sentono in dovere di intervenire contro le blasfeme parole di Padre Cantalamessa secondo il quale abbiamo venerato troppo la S.Vergine e così ci siamo allontanati dai protestanti.
      La Cei, il Segretario di Stato continuino ad occuparsi di rane, riscaldamento globale e festeggiamenti per il Ramadan. Quando crederanno di aver dato l’ultima picconata alla Chiesa, Essa risorgerà purificata dalle bruttezze che gli hanno tirato addosso e gloriosa sposa di Gesù

      • Adriana ha detto:

        FRANCESCO ,
        concordo . Ma , vede , tra i valori messi all’asta nel mercato mondiale la Madonna rende poco , meno delle ricchezze degli Stati del Golfo e dell’Arabia Saudi . Non possiede eserciti più o meno mercenari e invasati . Insomma è un’anticaglia che ogni tanto è opportuno rispolverare con prudenza , soltanto per non perder gli introiti dei suoi santuari .
        In attesa del dominio della religione di pace .
        E’ la nuova versione del principio di …prudenza .