DISPACCI DALLA CINA. LA PRIMA INTERVISTA DEL CARDINALE PAROLIN A UN GIORNALE DELLA CINA COMUNISTA.

16 Maggio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, il M° Aurelio Porfiri ci ha inviato i suoi dispacci, che si aprono con un evento eccezionale: la prima intervista concessa da un Segretario di Stato vaticano a un organo di informazione della Cina comunista. Buona lettura.

Padre Bernardo Cervellera informa sulla sempre ben informata “AsiaNews” sull’intervista al Cardinale Pietro Parolin pubblicata sul “Global Times”, giornale controllato dal governo di Pechino. Ecco una parte dell’articolo: “La prima domanda dell’intervista verte sul modo in cui procede il dialogo sino-vaticano. Il Segretario di Stato sottolinea che vi è una “crescita di stima fra le due parti” e precisa che tale dialogo – secondo l’insegnamento di papa Francesco – non vuole “discutere teorie riguardanti i rispettivi sistemi”, ma stiamo cercando soluzioni pratiche che concernono le vite di persone reali che desiderano praticare la loro fede in pace ed offrire un contributo positivo alla loro nazione”. La seconda domanda verte sulla “opposizione” a tale dialogo. L’intervistatore cita “gli oppositori all’interno della Chiesa”. Nella risposta, il card. Parolin trova ovvio che vi siano “critiche”, ed esse “possono sorgere nella chiesa, o in Cina, o da altre parti”. E’ risaputo infatti che le critiche più forti (e più violente) all’accordo sono nella Cina stessa, e provengono proprio dall’Ufficio affari religiosi e dal Fronte unito, che stanno attuando una campagna di controllo su vescovi, preti, luoghi di culto, “nonostante l’accordo sino-vaticano (come affermato dai loro proclami). Per il card. Parolin “è umano e cristiano mostrare comprensione, attenzione e rispetto verso coloro che esprimono tali critiche… molte questioni hanno ancora bisogno di essere affrontate e noi vogliamo farlo con volontà e determinazione”. Il desiderio è di “trovare soluzioni durevoli, che siano accettabili e rispettose di tutti gli interlocutori interessati”. Il porporato cita anche delle critiche di tutt’altro tipo: quelle che provengono da “posizioni piene di pregiudizi e che sembrano voler preservare equilibri geopolitici del passato”. Per l’editore questa è la parte più interessante, che dà il titolo a tutta l’intervista. Il cardinale dice: “Per Papa Francesco – che è molto cosciente di tutto ciò che è accaduto anche nel recente passato –  il principale interesse nel dialogo in corso è a livello pastorale: egli sta compiendo un grande atto di fiducia e rispetto per il popolo cinese e la loro cultura plurimillenaria, con la ben fondata speranza di ricevere una uguale risposta sincera e positiva””. A ognuno le proprie valutazioni.

Stand Vaticano all’expo per l’ortocultura

Il signor Ping si è ricordato di me e mi ha mandato alcune riflessioni sulla situazione cinese, che conosce bene e dal di dentro: “Il Vaticano ha uno stand all’Expo dell’ortocultura. Hanno messo dei simboli pagani (Eolo che soffia), e il Cardinal Ravasi é venuto ma non ha detto nessuna Messa in pubblico. Il messaggio é chiaro: il Vaticano con il Cristianesimo cinese non c’entra nulla (e avverto tra le mezze parole sentite in giro che forse é una benedizione!)”. Comunque non è un mistero che chi conosce la Cina sa che saranno loro a dettare le condizioni per ogni tipo di accordo. Se la controparte trova conveniente procedere in questo modo, dovranno un giorno accorgersi che i cinesi sono dei maestri nell’arte della negoziazione.

Italia e Cina

Ad alcuni, non pochi, ha destato perplessità l’avvicinamento commerciale dell’Italia alla Cina. Lo stesso Matteo Salvini è sembrato perplesso. Eppure ha delegato a Michele Geraci, un’entusiasta della Cina contemporanea, i rapporti con Pechino. Su “Il Foglio” ne parla Giulia Pompili in un articolo di cui cito una parte: “Ieri il sottosegretario del ministero dello Sviluppo economico con le deleghe al Commercio estero, Michele Geraci, era in missione in Germania. A Berlino ha avuto a un incontro definito “molto proficuo” con il viceministro del Commercio tedesco Claudia Dörr-Voß. Secondo Geraci infatti la Germania sarebbe interessata “a partecipare al progetto startup e a dialogare stabilmente con noi sulla Cina”. Ripetiamo: non a dialogare sul business tra Italia e Germania, ma tra Germania e Cina”. Interessante l’intervista del 2018 a Byoblu. Dopo aver appreso che al dottor Geraci sarebbe stato affidata la gestione degli affari con la Cina (ma in realtà dovrebbe occuparsi di tutto il commercio estero), quando avevo visto proprio questa intervista, mi è venuto di domandarmi: davvero? In questa intervista è evidente come Michele Geraci sia completamente a favore delle politiche di Pechino e quantomeno non molto obiettivo quando si tratta di negoziare con il colosso asiatico”.

Efficienza

Ai cinesi c’è una cosa che veramente non si può rimproverare: la mancanza di efficienza e di determinazione. Da questo abbiamo veramente tutto da imparare. Vedo con piacere l’imitazione che Maurizio Crozza fa di Alberto Forchielli. Ora, Crozza è bravissimo ma certamente espressione di una parte politica ed è fazioso, ma avendo conosciuto Alberto Forchielli devo dire che l’imitazione è simpatica ed esagera proprio questo aspetto dell’efficacia cinese, che però non è un mito ma una realtà.



 


Oggi è il 257° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.


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18 commenti

  • Antonella ha detto:

    Parolin sostiene l’intesa con la Cina, che a quanto pare dovrebbe nel tempo incoraggiare la stima da entrambe le parti e senza contrapposizioni di sistema per non nuocere al dialogo, quanto poi alle critiche della Chiesa Cinese, che lui dovrebbe invece autorevolmente rappresentare e tutelare, quelle rientrano nel corso naturale degli eventi, e chissà potrebbero anche estinguersi prima o poi insieme ai lamenti di chi per Cristo accetta persecuzione, nello sconcerto di vedere abbattute le croci ed i luoghi di culto, fino alla simulazione del sacerdozio.
    Si,meglio tacere, censurando la resistenza eroica dei credenti cinesi disposti al carcere, inclusa la morte, perché il Cristianesimo così come ora concepito dovrebbe sostanzialmente servire a mediare le trattative in atto, piuttosto che farsi Annuncio di Fede, rivoluzionando con la vita quei sistemi di potere che incatenano gli uomini, ai quali la Verità è negata con la Libertà.
    Questa la prospettiva della nuova evangelizzazione che si propone negli stessi criteri di una multinazionale, la quale esplorando nuovi mercati ne fiuta gli Accordi……
    La Chiesa però è da un’altra parte, preferisce i sotterranei.

  • anonimo verace ha detto:

    ho ascoltato solo le prime battute della presentazione fatta da bioblu di Mi chele Geraci. Mi sembra, così ad occhio uno strano curriculum. Uno si laurea in ingegneria elettronica a Palermo, poi diventa professore di economia in una università cinese. Sarà vero ? Sarà possibile, caro Maestro Porfiri, verificare in loco, cioè in Cina, se quanto affermato nel curriculum del nostro sia vero ? Che sappia parlare correntemente il mandarino lo si è visto, ma dall’avere una laurea in ingegneria elettronica ed insegnare economia, sinceramente mi sembra un poco strano. Certo un ingegnere può essere un ottimo biblista, vero deutero, ? , ma dopo il caso di un pregiudicato messo a fare il sottosegretario alle infrastrutture, io sarei un poco cauto…

    • deutero.amedeo ha detto:

      Se pensi che senza una laurea in Teologia si può diventare papa, la faccenda non è del tutto sorprendente.

  • Beppez ha detto:

    Ho letto recentemente su youtube un vecchio servizio sullq cristiada e l’esito inglorioso per i cristeros dell’accordo raggiunto tra la diplomazia vaticana e il governo massonico messicano.
    Ci trovodelle analogie con l’attuale accordo con la Cina.
    La diplomazia vaticana “guarda oltre” sena tenere gran conto del presente.

  • ubimajor ha detto:

    PAROLIN HA RILASCIATO ANCHE UNA INTERVISTA AL CORRIERE E REPUBBLICA A SEGUITO DELLA SUA LECTIO ALLA UNIVERSITA’ CATTOLICA ( FATTA CON ANDREA RICCARDI) . IN QUESTA INTERVISTA INVITA L’OCCIDENTE A CHIEDERE SCUSA A ERGOGLIO . SI DOVREBBE INVITARE PAROLIN A CHIEDERE A BERGOGLIO DI CHIEDERE SCUSA ALL’OCCIDENTE PER AVER RINNEGATO LO SPIRITO CON CUI E’ NATO E PROSPERATO.

  • Rafael Brotero ha detto:

    Sarebbe auspicabile una alleanza tra la Chiesa, la Russia e l’Islam sciita – e se possibile anche la Cina – contro la Sodoma illuminata occidentale. La disgrazia é che Berggy vuol fare queste alleanze non contro Sodoma, ma contro la Chiesa in favore dei sodomiti illuminati del NWO.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore più, questa volta dell’amica di Francesco:
    https://www.lanacion.com.ar/politica/la-cgt-le-pedira-al-papa-beatificacion-nid2247932
    Saluti.

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Grazie maestro Porfiri.

    http://www.rassegnastampa-totustuus.it/cattolica/?p=42928

    “Nuova via della seta. Una strada per domarli tutti
    By Redazione in Cina, Politica internazionale
    da Tempi Aprile 2019

    Tutti i progetti e i miliardi investiti dalla Cina nella Nuova via della seta. Una sorta di Piano Marshall planetario che però non ha nulla di altruistico. Al contrario, in molti casi ha già rivelato il reale intento «neo coloniale» del regime comunista

    Leone Grotti

    Hambantota è una piccola città del sud dello Sri Lanka che si affaccia sull’Oceano Indiano. I suoi 11 mila abitanti si dividono tra chi vive di pesca e chi si dedica alla coltivazione della noce di cocco e del riso. In questo distretto scarsamente popolato e occupato per la maggior parte dalla lussureggiante vegetazione della giungla, fino a dieci anni fa non c’era niente.

    Oggi invece Hambantota ha uno skyline dominato da uno stadio di cricket da 35 mila posti, più della sua attuale popolazione, un aeroporto che non vanta neanche un volo commerciale al giorno, un’autostrada di 96 chilometri che collega la costa al resto del paese – e che attualmente è utilizzata come attraversamento pedonale dagli elefanti e come superficie ideale per far seccare il riso – e un porto gigantesco costato oltre un miliardo di dollari, dove nel 2012 hanno attraccato appena 34 navi.

    Sommate corruzione, vanità politica, scarsa lungimiranza e avrete Hambantota, insomma. Ma c’è di più: perché il porto, al pari di tutte le altre infrastrutture, è stato costruito grazie a generosi finanziamenti da parte della Cina. Peccato che appena cinque anni dopo aver incassato prestiti per 8 miliardi, a tassi di interesse vertiginosi, il governo dello Sri Lanka si sia reso conto di non essere in grado di restituirli.

    Allora gli emissari di Pechino hanno offerto la cancellazione del debito in cambio della concessione del porto per 99 anni al regime comunista.

    Nel dicembre 2017 lo Sri Lanka è stato costretto a firmare il contratto capestro: oggi il porto di Hambantota è uno snodo chiave della Nuova via della seta e il governo dell’isola fatica a spiegare al suo vicino di casa, l’India, che è anche il nemico giurato di Pechino in Asia, che cosa ci fanno dei sottomarini da guerra cinesi nelle proprie acque territoriali.

    Ogni volta che un nuovo paese – l’ultimo è stato l’Italia – aderisce al mastodontico progetto della Nuova via della seta i critici suonano lo stesso campanello d’allarme: attenti a non fare la fine di Hambantota o della città pakistana di Gwadar o del porto del Pireo in Grecia o del Golfo del Bengala, sponda Malaysia” (…).

    La Cina fa il suo gioco. siamo noi italiani che, persa la nostra identità, ci stiamo facendo strozzare dalla Cina.

    • ester ha detto:

      quello citato nel’articolo di tempi non è il solo caso. L’intero globo è sottoposto a questo trattamento da parte della Cina…

      • mistero in patagonia ha detto:

        il Venerdì di Repubblica del 29 Aprile scorso si domanda cosa ci faccia un’antenna cinese, alta 16 piani nel cuore della Patagonia. Dopo averne autorizzato la costruzione i primi a volerci vedere chiaro sono gli stessi argentini. Un gruppo di parlamentari di Buenos Aires ha proposto di costituire un comitato che vigili sulla stazione spaziale di las Lajas , sperduta in mezzo alla pampa nella provincia di Neuquen , circondata da un perimetro di filo spinato e da un alone di mistero. Sulla carta dovrebbe trattarsi di una stazione scientifica civile per l’osservazione stellare. Al servizio dell’ambizioso programma di esplorazione celeste lanciato dal Presidente cinese.
        Alcune inchieste giornalistiche hanno svelato che le autorità argentine non hanno alcun controllo sul complesso dove lavorano e vivono una trentina di tecnici con passaporto mandarino. Di fatto un possedimento della Repubblica popolare cinese in territorio straniero per giunta sotto controllo del”esercito che in Cina è titolare del programma spaziale. Si possono ipotizzare altri scopi per quell’antennone ‘ sopratutto dopo l’arrivo alla casa bianca di Trump e della sua paranoia cinese ‘?

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore:
    Nella Cina comunista si persegue alla Chiesa cattolica e non alla Chiesa del profetizzato “Pastore stolto e Falso profeta”
    Francesco… perché già è scritto tutto.
    Saluti.

    Estimado Director:
    En la China comunista se persigue a la Iglesia católica y no a la Iglesia del profetizado “Pastor necio y Falso profeta” Francisco… pues ya está escrito todo.
    Saludos.

  • Anima smarrita ha detto:

    «È umano e cristiano mostrare comprensione, attenzione e rispetto verso coloro che esprimono tali critiche… molte questioni hanno ancora bisogno di essere affrontate e noi vogliamo farlo con volontà e determinazione». Il desiderio è di «trovare soluzioni durevoli, che siano accettabili e rispettose di tutti gli interlocutori interessati».
    Estendendo l’affermazione alla complessità della realtà ecclesiale odierna: sensi di umanità e carità cristiana verso interlocutori privilegiati, a correnti alternate, in ogni circostanza e operazioni, nelle più diverse località del globo terrestre: esercitazioni verbali senza soluzione di continuità per raggiungere obiettivi millantati sotto la voce “cura pastorale”.

  • Adriana ha detto:

    E’ il solito ” dialogo “. I Cinesi parlano e …operano e la Chiesa
    ascolta e approva , in religioso silenzio .

  • robinhood ha detto:

    CARO PROFIRI, MI AUGURO CHE LEI SAPPIA CHI E’ FORCHIELLI . NON SOLO E’ IL FIGLIOCCIO , -PROTEGE’ – , DI ROMANO PRODI, MA E’ QUELLO CHE RAPPRESENTA PER SUO CONTO UN ASSE POLITICO ECONOMICO PARALLELO ITALIA CINA , SPESSE VOLTE FINGENDO DI CRITICARE I CINESI,MA OPERANDO DA 15 ANNI CON LORO . CROZZA NON LO IMITA PERCHE’ SI SOMIGLIANO, LE E’ CHIARO , PERCHE’ ?