“IL SESSANTOTTO MACERIE E SPERANZE” DI FORMICOLA DOMANI A NAPOLI.

7 Marzo 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari Stilumcuriali, domani pomeriggio a Napoli l’avvocato Giovanni Formicola presenterà il suo bel libro, “Il Sessantotto, macerie e speranze”. Stilum Curiae se ne è occupato qualche tempo fa, con la recensione che troverete in calce. 

L’autore ha voluto che alla chiacchierata di domani fosse presente anche chi scrive; e per questo lo ringrazio molto. Se qualcuno di voi è a Napoli domani pomeriggio, possiamo allora salutarci nella Sala Museo Casa Ascione, Angiporto Galleria Umberto I, piazzetta Matilde Serao 19, di fronte all’ingresso del Regio teatro San Carlo. Buona serata!

Cari  amici e nemici di Stilum Curiae, questo è un periodo di libri. Ieri abbiamo parlato del caso Viganò, visto da Aldo Maria Valli. Oggi ci occupiamo di un bel libro – tragico ed illuminante – di Giovanni Formicola: “Il ’68. Macerie e speranze” per i tipi di Cantagalli. Un’analisi storica filosofica e religiosa di un fenomeno che se fosse riconducibile a una singola forma umana potrebbe essere definito con il titolo di un altro bellissimo libro: “Un principe del nostro disordine”.

Formicola ha uno stilo impetuoso ed esprime tesi chiare e nette. Come scrive nell’introduzione don Mauro Gagliardi “ nessun lettore potrà rimanere indifferente dinanzi ad essi. Questi scritti di Giovanni Formicola provocano una riposta, che potrà essere di adesione o di rifiuto, di accettazione o di critica; tuttavia, di certo i saggi qui pubblicati non possono essere ritenuti insignificanti, né improduttivi. Essi invocano una presa di posizione e, di conseguenza, un impegno personale”.

Il ’68 viene da lontano: Formicola vede in quegli anni la realizzazione estrema dello spirito rivoluzionario nel secolo che si è chiuso. “Il Sessantotto rappresenta quel momento della storia recente in cui, dentro e fuori la Chiesa, si è ritenuto che il passato fosse, sempre e in ogni caso, un fardello di cui liberarsi. Il Sessantotto è lo snodo storico in cui viene in piena luce un processo che era iniziato molto, anzi moltissimo tempo addietro: la sostituzione della ragione con il sentimento, nonché dell’approccio aletico con quello storicista”. In quegli anni la vita dell’uomo occidentale ha visto la fine del Logos, “il Logos con la maiuscola e con la minuscola, cioè sia Dio sia l’intelletto dell’uomo”. Conseguenza inevitabile la fine di ogni forma riconosciuta di autorità.

Anche nella Chiesa questo Spirito ha fatto – fa ancora, proprio ora! – danni infiniti. E ben lo capì Paolo VI, quando il 30 giugno del 1968 pronunciò alla fine dell’anno che ricordava i due grandi apostoli, Pietro e Paolo, il “Credo del Popolo di Dio”: “Noi crediamo in un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo, creatore delle cose visibili, come questo mondo ove trascorre la nostra vita fuggevole, delle cose invisibili quali sono i puri spiriti, chiamati altresì angeli e Creatore in ciascun uomo dell’anima spirituale e immortale….”.

In quegli anni sconvolgenti e sconvolti la prima fondamentale mutazione è stata linguistica, e come sappiamo questi mutamenti hanno preso sostanza: giusto e sbagliato, vero e falso sono stati sostituiti da attuale e superato, piacevole o sgradito. L’Humanae Vitae ha costituito un’altra cartina di tornasole: quell’ultimo eroico tentativo di difendere un’idea di vita e famiglia ha conosciuto subito un’opposizione durissima. “L’enciclica è stata di fatto contestata ancor più dalle scelte di vita di molti credenti, con la complicità – più o meno consapevole – di non pochi pastori, per il fatto che questi ultimi hanno cessato di trasmettere l’insegnamento ecclesiale sui temi del matrimonio, della famiglia e della sessualità umana, lasciando quindi i fedeli in balia della educazione relativista, impartita soprattutto, ma non solo, dal potentissimo sistema massmediale”.

Per Formicola: il 68 è “adorazione del divenire e odio per l’essere, teso perciò a travolgere ogni riflesso storico”.  Quanto sangue, nel ’68, e nel periodo seguente. “Quasi tutti i protagonisti – rectius, gli assassini –, sopravvissuti a quella stagione, sono ormai in libertà (e addirittura pontificano). Eppure anch’essi hanno ucciso magistrati, esponenti delle istituzioni e delle forze dell’ordine, come hanno fatto i mafiosi. Ma per questi ultimi, se non pentiti, non v’è alcuna prospettiva di uscire dal carcere da vivi. Qui si riflette il pregiudizio – minoritario, ma potente – favorevole ai terroristi e ai militanti dei gruppuscoli violenti rossi”.

E poi c’è l’altro ’68, oltre a quello politico: “quello del desiderio – specie attinente alla sfera dell’eros, tanto che viene detto anche Rivoluzione sessuale, ma meglio sarebbe dire erotica. Del desiderio – inesorabilmente relativista e nichilista, cioè senza senso e scopo che non sia la soddisfazione di sé travestita da realizzazione – che pretende copertura giuridica, che vuol diventare ultra-positivisticamente diritto. Fino alla odierna – ma frutto del lavorio del Sessantotto – abolizione tendenziale nei pubblici atti persino dei termini, padre e madre, espressivi di relazioni con- naturate all’uomo e suo patrimonio linguistico sin dall’inizio della specie e della vita d’ogni individuo”.

E questo è il nostro presente, in cui come ben sappiamo, incombono “minacciose utopie, destinate a scontrarsi sanguinosamente con la realtà dell’umana natura, che resiste ai tentativi di trasformarla”.

Non risparmia la Chiesa, il 68, e non la risparmia neanche Formicola: “Vengono così contestati sessantottescamente, quando non la stessa Chiesa e il ruolo del suo Magistero, certamente del cattolicesimo la storia e la cultura filosofica (troppo ellenistica, questa), nonché la dottrina politico-sociale (troppo conservatrice, quando non reazionaria) e finanche la lex orandi, la liturgia. In ordine a quest’ultima, la fantasia prende il potere e progressivamente la secolarizza, e la contamina con modelli tribali, patetici e infantili, specialmente per quel che riguarda il canto in chiesa, oggettivamente brutto e dissonante (per non parlare dell’architettura e l’iconografia, e non ne parliamo, ora). L’assemblearismo, con il collegialismo ideologico, è proposto e talvolta imposto contro la struttura gerarchica della Chiesa. La Messa ormai, più che semplicemente detta, è definita da tanti assemblea, sia pure con un presidente, ed eccessivo appare il coinvolgimento dei laici in sacris. Tale posizione cattolica non è estranea neppure al suddetto Sessantotto politico”.

L’analisi di Formicola risale nei secoli per trovare le radici di questo processo, un processo rivoluzionario, egualitario e libertario che ha voluto colpire la civiltà cristiana e la Chiesa. Per sradicare Dio dal mondo, sostituire il Logos con “La terminale Rivoluzione antropologica”, che  “proclama l’emancipazione da autorità e legge morale, e cerca il paradiso perduto nella società permissiva, che deve sostituire quella repressiva, ch’è a immagine e somiglianza del tiranno celeste. In nome della libertà e dell’eguaglianza radicali (è un modo dell’eguaglianza la soppressione anche della differenza maschio-femmina), devasta il buon costume, normalizza l’omofilia e in prospettiva la pedofilia e ogni altra perversione erotica. Deride e nega come impossibili la fedeltà coniugale, la castità specialmente prematrimoniale e la verginità, che addirittura prospetta come disturbi psichici che ostacolerebbero lo sviluppo della persona, sì da cancellarle progressivamente dall’orizzonte esistenziale, in ogni stato di vita”.

Una rivoluzione microstrutturale iper-edonista e dissacrante. “Difficile perciò da afferrare, e ridurre ad unità concettuale, anche perché perfeziona la frantumazione del mondo-cosmo, che perde la sua unità, il riferimento trascendente, il senso e l’orientamento”. Che è, ahimè, esattamente quello a cui stiamo assistendo nella nostra società, adesso, qui ed ora. Insomma, un libro la cui lettura vivamente consigliamo: una guida per i tempi tempestosi in cui siamo immersi.



Oggi è il 184° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.


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  Padre Pío contra Satanás

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Mussa Dagh. Gli eroi traditi

Padre Amorth. Memorie di un esorcista.

Inchiesta sul demonio.

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11 commenti

  • Il veritiero ha detto:

    SIGNORI È ARRIVATO IL MOMENTO, I GESUITI SONO USCITI ALLO SCOPERTO, HANNO CHIESTO DI CAMBIARE LA SOSTANZA DELL’EUCARESTIA. Un teologo gesuita tale padre TABORDA ha sollevato la questione di cambiare il materiale dell’ostia, ha giustificato la richiesta di eliminare l’ostia tradizionale ( di grano ) E sostituirla con un OSTIA DI MATERIALE VEGETALE, perché in sud america con l’umidità l’ostia si ammoscia, e hanno intenzione di discutere di questo al sinodo dell’Amazzonia, I cardinali tradizionalisti stanno insorgendo, ecco l’articolo https://www.vietatoparlare.it/in-vaticano-proposta-per-cambiare-leucaristia-significherebbe-creare-nuova-religione/

    • Adriana ha detto:

      Ripeto qui …
      I moderni Gesuiti ” creativi ” ripescheranno presto le tesi di John Allegro ( ” Il fungo e la Santa Croce ” ) , 1) per rivelare -democraticamente – a tutti i fedeli che l’ultima cena fu niente altro che una riunione di hyppies intenzionati a realizzare un formidabile ” trip ” a base di Amanita Muscaria e 2 ) per distribuire particole in grado di regalare visioni ” dinamiche , flessibili e colorate ” a tutti -… alla facccia dei rigidi ” tradizionalisti “, cupi ,catacombali e settarii – .
      Nota : nella precedente comunicazione avevo sbagliato fungo , quindi ,non psilocybe bensì Amanita ( base delle tre religioni monoteiste ) .Il Sud America è il nuovo luogo di ispirazione dello Spirito .

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    i canti del post-concilio sono squallidi e insipienti.

  • Paolo Giuseppe ha detto:

    Nel ’68 avevo 25 anni e avevo già imparato a guadagnarmi la pagnotta. Ricordo tutto di quegli anni dei quali mi sono formato un giudizio pessimo e non esito a dire che chi afferma il contrario non conosce il ’68.
    Potrei scrivere paginate intere su quegli anni: dal 18 politico all’università, all’okkupazione delle aule con sequestro del preside per giorni interi, ai collettivi di architettura dove si dibatteva da mane a sera senza produrre nulla. Il filo conduttore era la libertà intesa come rifiuto totale di qualsiasi regola.
    Con il passare degli anni ho capito che il ’68 non è stato un caso isolato, non è stato un periodo di spensierata contestazione, ma deve essere inserito nel lento, ma irreversibile processo di decadenza della nostra società che oggi possiamo percepire con totale chiarezza. Ma il dramma sta nel fatto che non tutti hanno questa percezione; molti sono ciechi e sordi di fronte all’evidenza e sono soprattutto gli “illuminati” a non capire. Questi, e purtroppo noi con loro, saranno spazzati via da coloro che, mentre scrivo, stanno già scavando una comoda tomba per la nostra civiltà in putrefazione.

    • deutero.amedeo ha detto:

      E come non arrabbiarsi pensando che tra i protagonisti c’era uno che adesso si fa riprendere alla guida di un trattore e si becca una lussuosa pensione dall’INPS e un giornalista panzone che si chiama come una città dell’Emilia Romagna che adesso fa il quasi di destra, ammiratore di Bergoglio e che allora a Roma all’Università ne ha fatte di tutti i colori?

    • Andrea ha detto:

      Direi gli illuministi continuano a non capire. L’illuminismo si aggrappa ad una ragione zoppa che non contempla nè Dio nè creazione e che può portare ad azioni e scelte involontariamente malvage poichè la seppur sincera ricerca di un”autosufficenza umana senza la dimensione spirituale è una corsa senza fine che ha come traguardo finale quasi certamente la pazzia. Ed è tale follia che oggi sta portando la società a vedere “la ragione” dove invece spesso sta l’errore. Gli illuminati sono un’altra razza e capiscono bene quello che stanno facendo. A loro non interessa alcuna ricerca della ragione, della verità o della giustizia. Sono consapevoli operatori amorali che non si preoccupano minimamente di discernere fra bene e male. Loro vogliono dominare su tutto e tutti con qualsiasi mezzo. Forse è corretto definirli psicopatici, non so. Ma certamente sono capaci di intendere e di volere. Capiscono. Capiscono eccome.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore è informazione personale:
    “L’arcivescovo di Lione, il cardinale Philippe Barbarin , ha annunciato che presenterà le sue dimissioni a papa Francesco dopo aver sentito giovedì la sentenza del tribunale correttivo di Lione che lo condanna a sei mesi di prigione, che non dovrà adempiere, per essersi nascosto secondo Giudice Brigitte Vernay l’abuso sessuale di un bambino commesso dal prete Bernard Preynat più di 25 anni fa.
    “Ho deciso di andare dal Santo Padre per dargli le mie dimissioni, lui mi accoglierà tra qualche giorno”, ha annunciato il cardinale in una comparsa davanti ai media. Anche così, i loro avvocati hanno anche riferito che faranno appello contro questa decisione.
    La Procura non ha chiesto una condanna per il cardinale
    In effetti, la sentenza ha sorpreso tutti dal momento che nel 2016 il caso era già stato archiviato per le stesse accuse contro l’arcivescovo di Lione. Inoltre, l’accusa in questo processo non aveva richiesto alcun tipo di sentenza nei confronti di Barbarin considerando che non vi era alcun elemento nuovo.
    Una delle chiavi che ha portato al dossier e al processo di non agire è che l’accusa di insabbiamento contro il cardinale riguardava atti commessi decenni prima e già prescritti per la giustizia . Inoltre, il pubblico ministero ha ritenuto che non fosse dimostrato che vi fosse l’intenzione di dissimulare.
    Tuttavia, il giudice lo ha condannato per non aver riferito ai tribunali la commissione di questi abusi , anche se i tribunali non potevano giudicarli perché si sono verificati tra gli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90.
    Condannato per non aver segnalato gli atti già prescritti
    Con sorpresa anche delle vittime di questo prete, questo tribunale ha ora assicurato che non vi era alcuna prescrizione per la sua inazione tra luglio 2014 e giugno 2015 e lo ha dichiarato “colpevole di non aver segnalato maltrattamenti” nei confronti di un minore durante quei mesi in coloro che avevano conoscenza dei fatti , anche se si erano verificati decenni fa e non erano giudicati.
    Gli avvocati del cardinale hanno annunciato che appelleranno la sentenza. Durante l’udienza, Barbarin ha detto di non aver mai cercato di nascondere fatti che ha descritto come “orribili” e ha detto che sebbene avesse sentito “voci”, ha appreso degli abusi commessi dal parroco della sua diocesi nel 2014 quando una delle vittime Lui le disse direttamente quello che aveva sofferto. Nel gennaio 2015 chiese al Vaticano un consiglio, che raccomandava di rimuovere il sacerdote dalla parrocchia ed evitare lo scandalo , cosa che fece mesi dopo”:
    https://www.religionenlibertad.com/europa/796349989/El-cardenal-Barbarin-condenado-por-no-denunciar-un-abuso-ya-prescrito-presenta-su-dimision-al-Papa.html

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Sotto certi aspetti il Sessantotto è peggio della Rivoluzione di ottobre.
    Mentre la rivoluzione leninista, pur essendo stata una rivoluzione morale, la si percepisce soprattutto come una rivoluzione dell’ordinamento politico, il Sessantotto è soprattutto, se non quasi esclusivamente, una rivoluzione dell’ordine MORALE!
    Il Vaticano II, ispirato dallo Spirito Santo, anticipando il Sessantotto, l’ha un po’ depotenziato.
    Mi chiedo cosa avrebbe comportato il Sessantotto senza il Concilio.
    E’ vero: molti cattolici che si dicono conciliaristi sono sessantottini, ma sono gli stessi che, pochi anni dopo la fine del Vaticano II, auspicavano un Vaticano III.
    Il Concilio li ha frenati.
    Non dico che tutte le aspettative del Sessantotto fossero sbagliate, ma alle aspettative autentiche ha dato risposta il Concilio Vaticano II.
    Ma i nemici di Dio sono astuti: usano legare a dei diritti sacrosanti, ad esempio la valorizzazione della donna, gli errori più spregevoli, come l’aborto.
    Aborto che dal vaticano II è stato definito come “abominevole delitto”.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    La Verità, 4 marzo 2019, p. 13. Intervista a Roberto de Mattei:
    “Come definirebbe allora papa Francesco?
    «Una deliberata ambiguità è la cifra della sua personalità”.
    Caro Direttore le ripeto quanto ho detto prima:
    Affermare questo è affermare niente, o come affermare che è un cattivo Papa, un Papa dittatore, un anti-Papa.
    Francesco secondo le prove ed indizi di prova è il profetizzato “Pastore stolto” Zaccaria 11:15-17 e il “Falso profeta” dell’Apocalisse 13:11. 16:13. 19:20. 20:10: Ora è chiaro cosa sta succedendo e cosa succederà.
    Saluti.

  • Lucis ha detto:

    https://m.youtube.com/watch?v=rZP_MoWKYAQ
    Scusate, non c’entra niente, ma ho appena ascoltato questo intervento su Fatima di Solideo Paolini, forse l’ultimo prima dei suoi guai con la ‘giustizia’. Qui afferma chiaramente di aver paura di essere fatto fuori…. e poi ecco la sua uscita di scena. Perché nessuno ne parla? Leggerezza o paura di una qualche Organozzazione spaventosa? Cosa ne pensa dott. Tosatti?