ALAZRAKI AI PRELATI DEL VERTICE: SE NON AGITE SAREMO I VOSTRI PEGGIORI NEMICI.

23 Febbraio 2019 Pubblicato da --

Marco Tosatti

Cari amici di Stilum Curiae, credo che sia interessante pubblicare la relazione che Valentina Alazaraki, vaticanista con esperienza quarantennale, corrispondente di Televisa, ha pronunciato questo pomeriggio davanti ai vescovi e cardinali presenti al summit sulla protezione dei minori nella Chiesa. È un documento molto chiaro e franco.

Introduzione

Buon pomeriggio a tutti, Santità, Eminenze, Eccellenze, Padre Lombardi. Non leggerò l’introduzione iniziale perché padre Lombardi mi ha già presentato, per cui non mi sentirete ripeterlo.

Mi hanno invitato a parlarvi della comunicazione e, in particolare, di come una comunicazione trasparente sia indispensabile per combattere gli abusi sessuali sui minori da parte di uomini della Chiesa. 

Ad un primo sguardo, c’è poco in comune tra voi ed io, voi, vescovi e cardinali, e me, una donna laica, senza incarichi nella Chiesa, e per di più giornalista; suppongo questo non aiuti. Eppure condividiamo qualcosa di molto forte: tutti abbiamo una madre, tutti siamo qui perché un giorno una donna ci ha generati. Rispetto a voi, io ho forse un privilegio in più: sono prima di tutto una mamma. 

Non mi sento quindi solo rappresentante dei giornalisti, ma anche delle mamme, delle famiglie, della società civile. Desidero condividere con voi le mie esperienze, il mio vissuto e – se me lo permetterete – aggiungere alcuni consigli pratici. 

Il mio punto di partenza, la maternità 

Mi piacerebbe partire proprio da questo, dalla maternità per sviluppare il tema che mi avete affidato, vale a dire: come la Chiesa dovrebbe comunicare sul tema degli abusi. 

Dubito che qualcuno in quest’aula non pensi che la Chiesa sia, prima di tutto, madre. Molti di noi qui presenti abbiamo o abbiamo avuto un fratello o una sorella. Ricordiamo che le nostre madri, pur amandoci tutti allo stesso modo, si dedicavano specialmente ai figli più fragili, più deboli, a quelli che magari non sapevano procedere con le proprie gambe nella vita e avevano bisogno di una piccola spinta.   

Per una madre non ci sono figli di prima o seconda classe: ci sono figli più forti e figli più vulnerabili. Lo dico come mamma.

Neanche per la Chiesa ci sono – o avrebbero potuto esserci – figli di prima o seconda classe. I suoi figli apparentemente più importanti, come siete voi, i vescovi e i cardinali (non oso dire il Papa), non lo sono di più di qualsiasi altro bambino, bambina o giovane che abbia vissuto la tragedia di essere vittima di abuso da parte di un uomo della Chiesa, da parte di un sacerdote. 

Qual è la missione della Chiesa? è ovviamente predicare il Vangelo, ma per farlo ha bisogno di una guida morale; la coerenza tra ciò che predica e ciò che vive rappresenta la base per essere un’istituzione credibile, degna di fiducia e di rispetto. 

Perciò, di fronte a condotte delittuose come gli abusi su minori, pensate che un’istituzione come la Chiesa, per essere fedele a se stessa, abbia un’altra via se non quella di denunciare questo crimine? Che abbia un’altra via se non quella di stare dalla parte della vittima e non del carnefice? Chi è il figlio più debole, più vulnerabile? Il sacerdote che ha abusato, il vescovo che ha abusato e coperto, o la vittima? 

Siate certi che i giornalisti, le mamme le famiglie e l’intera società, per noi, gli abusi sui minori sono uno dei principali motivi di angoscia. Ci preoccupa l’abuso sui minori per ciò che comporta: la distruzione delle famiglie. Riteniamo tali abusi come uno dei crimini più abominevoli. 

Chiedetevi: siete nemici di quanti commettono abusi o li coprono tanto quanto lo siamo noi, le mamme, le famiglie, la società civile?  

Noi abbiamo scelto da quale parte stare. Voi, lo avete fatto davvero, o solo a parole? 

Alleati o nemici 

Se siete contro quanti commettono abusi o li coprono, allora stiamo esattamente dalla stessa parte. Possiamo essere alleati, non nemici. Vi aiuteremo a trovare le mele marce e a vincere le resistenze per allontanarle da quelle sane. 

Ma se voi non vi decidete in modo radicale di stare dalla parte dei bambini, delle mamme, delle famiglie, della società civile, avete ragione ad avere paura di noi, perché saremo i vostri peggiori nemici.  Perché noi giornalisti desideriamo il bene comune.

Mi occupo del Vaticano da 45 anni. Cinque pontificati diversi, importantissimi per la vita della Chiesa e per la vita del mondo. In questi quattro decenni ho visto proprio di tutto, e vi chiedo di credermi. Ho visto davvero tutto.

Quante volte mi è toccato ascoltare che lo scandalo degli abusi è «colpa della stampa, che è un complotto di certi mass media per screditare la Chiesa, che dietro ci sono poteri occulti, per mettere fine a questa istituzione»! 

Noi giornalisti sappiamo che ci sono informatori più o meno rigorosi di altri, lo sappiamo. Sappiamo che ci sono mass media più o meno dipendenti da certi poteri, che siano interessi politici, ideologici o economici. Ma credo non si possa in alcun caso colpevolizzare i mass media per aver rivelato gli abusi o informato su di essi.  Sappiamo cosa pensate dei media, ma credo che questo punto sia importante da ricordare.

Gli abusi contro i minori non sono pettegolezzi né chiacchiere, sono crimini. Ricordo le parole di papa Benedetto XVI, durante il volo per Lisbona, Portogallo, quando ci ha detto che la più grande persecuzione alla Chiesa non viene dai nemici esterni ma nasce dall’interno, dal peccato al suo interno.  

Vorrei che usciste da quest’aula, non so se sia una speranza troppo grande, con la convinzione che noi giornalisti non siamo vostri nemici, non siamo né quelli che abusano né quelli che coprono. La nostra missione è di esercitare e difendere un diritto, che è il diritto a un’informazione basata sulla verità per ottenere giustizia.  

Sappiamo che gli abusi non sono circoscritti alla Chiesa, sappiamo che avvengono nelle famiglie, nelle scuole, nel mondo dello sport, ma dovete capire che con voi dobbiamo essere più rigorosi, in virtù del vostro ruolo morale. Rubare, per esempio, è sbagliato, ma se chi ruba è un poliziotto ci indigna di più, perché è il contrario di quello che dovrebbe fare, cioè proteggere la comunità dai ladri. Se un medico o infermiere avvelena i suoi pazienti invece di curarli, ci indigniamo di più perché va contro la loro etica, il loro codice deontologico.  

La mancanza di comunicazione, un altro abuso 

Come giornalista, come donna e madre, vorrei dirvi che pensiamo che abusare sia tanto spregevole quanto coprire l’abuso. E voi sapete meglio di me che gli abusi sono stati coperti in modo sistematico, dal basso verso l’alto. 

Credo che dovreste prendere coscienza che quanto più coprirete, quanto più farete come gli struzzi, quanto meno informerete i mass media e, quindi, i fedeli e l’opinione pubblica, tanto più grande sarà lo scandalo. Se qualcuno ha un tumore, non si curerà nascondendolo ai propri familiari o amici, non sarà il silenzio a farlo guarire, saranno le cure più indicate a evitare alla fine le metastasi e a portare alla guarigione.  

Comunicare è un dovere fondamentale, perché, se non lo fate, diventate automaticamente complici degli abusatori. Non fornendo le informazioni che potrebbero evitare che queste persone commettano altri abusi, non state dando ai bambini, ai giovani, alle loro famiglie gli strumenti per difendersi da nuovi crimini. È come una malattia contagiosa: se si ha una malattia contagiosa e non si avvertono le persone con cui si entra in contatto, non si impedisce a quella persona di infettarsi e di ammalarsi. E’ esattamente la stessa cosa.

I fedeli non perdonano la mancanza di trasparenza, perché è una nuova violenza, è una nuova violenza verso le vittime. Chi non informa, incoraggia un clima di sospetto e di sfiducia e provoca rabbia, e ’odio verso l’istituzione.  

L’ho visto con i miei stessi occhi nel viaggio di Papa Francesco in Cile nel 2018. Non c’era indifferenza: c’erano indignazioni e rabbia per l’occultamento sistematico, per il silenzio, per l’inganno ai fedeli e il dolore delle vittime che per decenni non sono state ascoltate, non sono state credute. 

Le vittime hanno prima di tutto diritto a sapere che cosa è successo, che cosa avete fatto per allontanare e punire quanti hanno commesso abusi. Anche se il colpevole può essere morto, il dolore della vittima non si finisce, non finisce nulla. Non si può più punire il colpevole, ma almeno si può consolare la vittima, che forse ha vissuto molti anni con quella ferita nascosta. Inoltre altre vittime che restano in silenzio oseranno uscire, e voi favorirete la loro guarigione e la loro consolazione. 

Prendete l’iniziativa 

In spagnolo diciamo che chi colpisce per primo colpisce tre volte. Ovviamente non si tratta ovviamente di colpire, ma si tratta d’informare. 

Penso che sarebbe molto più sano, più positivo e più utile se la Chiesa fosse la prima a dare l’informazione, in modo proattivo e non sempre reattivo, come normalmente avviene. Non dovreste attendere per rispondere a domande legittime della stampa (che finalmente sono domande che provengono della gente, della vostra gente) che un’inchiesta giornalistica scopra il caso.  

Nell’epoca in cui viviamo nascondere un scandalo è molto difficile. Con l’auge delle reti sociali, la facilità di postare foto, audio e video, e i veloci cambiamenti sociali e culturali, la Chiesa ha solo una strada, credo: quella di puntare sul rendere conto e sulla trasparenza, che vanno di pari passo.   

Raccontate le cose quando le sapete. Certo, non sarà piacevole, ma è l’unica via, se volere che vi crediamo quando voi dite che «d’ora in poi non saranno più tollerati occultamenti». Il primo a beneficiare della trasparenza è l’istituzione, sempre,  perché si focalizza sui colpevoli e non su voi stessi sul colpevole.  

Imparare dagli errori del passato 

Sono messicana e non posso non menzionare il caso forse più terribile che sia accaduto all’interno della Chiesa, quello di Marcial Maciel, il fondatore messicano della Legione di Cristo. Sono stata testimone di questo triste caso dall’inizio alla fine. Al di là del giudizio morale sui crimini commessi da questa persona, che per alcuni è stato una mente malata e per altri un genio del male, vi assicuro che alla base di quello scandalo, che tanto male ha fatto a migliaia di persone, fino a macchiare la memoria di un uomo che oggi è santo, mi riferisco a San Giovanni Paolo II, c’è stata una comunicazione malata.  

Non bisogna dimenticare che nella Legione c’era un quarto voto secondo il quale se un legionario vedeva qualcosa che non lo convinceva di un superiore, non poteva né criticarlo né tanto meno commentarlo o informare qualcuno.

Senza questa censura, senza questo occultamento totale, se ci fosse stata trasparenza, Marciel Maciel non avrebbe potuto abusare per decenni di seminaristi e avere tre o quattro vite, mogli e figli, che sono arrivate ad accusarlo di avere abusato  di loro stesse.  

Per me questo è il caso più emblematico di una comunicazione malata, corrotta, da cui si possono – penso –  e si devono imparare molte lezioni.  

Papa Francesco, in occasione del Natale, a dicembre, ha detto alla Curia che, in altre epoche, nel trattare questi temi, c’erano state ignoranza, mancanza di preparazione e incredulità. Io oso dire che c’è stata anche corruzione.  

Dietro al silenzio, alla mancanza di una comunicazione sana, trasparente, molte volte c’è non solo la paura dello scandalo, la preoccupazione per il buon nome dell’istituzione, ma anche denaro, assegni, doni, permessi per costruire scuole e università in zone dove magari non si poteva costruire. Parlo di quel che ho visto e indagato a fondo.  Non me lo hanno raccontato.

Papa Francesco ci ricorda sempre che il diavolo entra dalla tasca e credo che abbia pienamente ragione. La trasparenza nel trattare il tema degli abusi verso i minori, vi aiuterà a lottare contro la corruzione economica. 

Nel processo d’informazione interna – continuo a fare riferimento al caso di Marcial Maciel – qui in Vaticano, dal basso verso l’alto, abbiamo saputo grazie a vari prelati, e a  vari nunzi, e io posso testimoniarlo perché me lo hanno raccontato in prima persona, che ci sono stati casi di occultamento, ostacoli ad accedere al papa del momento, una sottovalutazione della gravità delle informazioni o un loro screditamento, come se fossero frutto di ossessioni o fantasie.  Questo è stato detto a coloro che volevano informare, a coloro che volevano essere fedeli ai loro servizi e volevano che quell’informazione arrivasse.

La trasparenza, dunque, vi aiuterà anche a lottare contro la corruzione politica nel governo. 

È stato grazie ad alcune vittime coraggiose, ad alcuni giornalisti coraggiosi e, penso di doverlo dire, a un papa coraggioso come Benedetto XVI, se lo scandalo Maciel fu portato alla luce e il cancro rimosso.

È importantissimo imparare la lezione e non ricommettere lo stesso errore. La trasparenza vi aiuterà a essere coerenti con il messaggio del Vangelo e a mettere in pratica il principio secondo cui nella Chiesa non ci sono intoccabili: credo sia questa la lezione più importante, tutti siamo responsabili dinanzi a Dio ovviamente, però allo stesso tempo siamo responsabili dinanzi agli altri. 

Evitate la segretezza, abbracciate la trasparenza

Pertanto, credo che dovremmo evitare la segretezza, intesa come una tendenza eccessiva al segreto, perché questa segretezza purtroppo è strettamente legata all’abuso di potere. Oggi le nostre società hanno adottato come regola generale la trasparenza, e il pubblico ritiene che l’unico motivo per non essere trasparenti è il desiderio di occultare qualcosa di negativo o di corrotto. Quella segretezza è come la rete di sicurezza di chi abusa del potere.

La mia sensazione, durante il corso di tutti questi anni, è che all’interno della Chiesa ci sia ancora molta resistenza a riconoscere che il problema degli abusi esiste e che occorre affrontarlo con tutti gli strumenti possibili. Alcuni credono che succeda solo in certi paesi, io credo e credo che, alla fine di questo incontro qui in Vaticano, è già ovvio, si può parlare di una situazione generalizzata, dove più dove meno, che in ogni modo occorre affrontare e risolvere.  

Chi occulta qualcosa non è forzatamente corrotto, ma tutti i corrotti occultano qualcosa. Non tutti coloro che serbano un segreto compiono un abuso di potere, ma tutti gli abusi di potere sono solitamente occultati.  

Sappiamo che la trasparenza ha i suoi limiti, voi lo avete ripetuto; in questi giorni si è parlato molto di questo.

Perciò, non pretendiamo che c’informiate di qualsiasi accusa a un sacerdote. Comprendiamo che può e ci deve essere un’inchiesta previa, ma fatela celermente, adeguatevi alla legge del paese in cui vivete, e se è previsto, presentate il caso alla giustizia civile. 

Se l’accusa si dimostra credibile, dovete informare sui processi in corso, su ciò che state facendo, dovete dire che avete allontanato il colpevole dalla sua parrocchia o da dove esercitava, dovete dirlo voi, sia nelle diocesi sia in Vaticano. A volte, il bollettino della sala stampa della Santa Sede informa su una rinuncia senza spiegarne le ragioni. Ci sono sacerdoti che sono andati subito a informare i fedeli che erano malati e che non se ne andavano perché avevano commesso abusi o li avevano coperti. Credo che la notizia della rinuncia di un sacerdote che ha commesso abusi dovrebbe essere data con chiarezza, in modo esplicito.  

In Camera Caritatis, sappiamo che esiste la Camera Caritatis, il silenzio sui temi trattati è ammesso solo se non pregiudica nessuno, ma mai quando può fare del male a nessuno.

Tre consigli pratici per vivere la trasparenza

Vi ho già detto che penso che la comunicazione sia indispensabile per risolvere questo problema. Permettetemi ora di suggerirvi tre modi per mettere in pratica la trasparenza al momento di comunicare sugli abusi sessuali a minori. 

1) Mettete le vittime in primo piano 

Se la Chiesa vuole imparare a comunicare sugli abusi, il suo primo punto di riferimento deve essere la vittima.  

Papa Francesco ha chiesto ai partecipanti a questa riunione di incontrare le vittime, di ascoltarle e di mettersi a loro disposizione, prima di venire a Roma.   

Non vi chiederò di alzare la mano per vedere chi lo ha fatto, ma datevi una risposta in silenzio. 

Le vittime non sono numeri, non sono statistica, sono persone a cui è stata rovinata la vita, la sessualità, l’affettività, la fiducia negli altri esseri umani, forse persino in Dio, persone in cui è stata distrutta anche la capacità di amare.  

E perché è tanto importante l’incontro con le vittime? Perché è molto difficile informare qualcosa di cui non si conosce, di cui non ha una conoscenza diretta. 

Nel caso degli abusi è ancora più evidente. Non si può parlare di questo tema se non si è ascoltato le vittime, se non si è condiviso il loro dolore, se non si è toccato con mano le ferite che gli abusi hanno provocato non solo nel loro corpo, ma anche nella loro mente, nel loro cuore, nella loro fede. Questo lo abbiamo visto. Se le conoscerete, queste persone, queste vittime, avranno un nome, avranno un volto, e l’esperienza avuta con loro si rifletterà non solo sul modo in cui affronterete il problema, ma anche sul modo in cui lo comunicherete e cercherete di risolverlo.  

Nelle conferenze stampa di questi giorni, tutti coloro che sono stati con noi ci hanno evidenziato come le testimonianze che avete ascoltato in questa aula vi hanno toccato, come in qualche modo quelle testimonianze hanno cambiato anche voi. Credo che questo sia essenziale e crei empatia, questa sensibilità che è estremamente necessaria per affrontare la questione e soprattutto per risolverlo.

Il Papa ci ha detto che incontra regolarmente, a Santa Marta, le vittime, e che considera questa una delle sue priorità; credo che sia un bene che anche voi lo facciate, non credo che abbiate meno tempo di Papa Francesco. 

Ricordate, la trasparenza è mostrare quello che fate. Solo se metterete le vittime al primo posto, sarete credibile quando direte che siete decisi a sradicare la piaga degli abusi.  

2) Lasciatevi consigliare 

Prima di prendere decisioni, chiedete consiglio a persone con giudizio che vi possono aiutare.  

Tra questi consiglieri credo che ci dovrebbero sempre essere dei comunicatori. Credo che la Chiesa dovrebbe avere, a tutti i livelli, esperti della comunicazione, e ascoltarli quando le dicono che conviene sempre più informare che tacere o addirittura mentire. È un’illusione, come ho già detto, pensare che oggi si possa nascondere uno scandalo.  È come coprire il cielo con un dito. Non si può, non è più né accettabile né ammissibile. Perciò, tutti voi dovete capire che il silenzio costa molto più caro dell’affrontare la realtà e renderla pubblica. 

Credo che sia indispensabile che investiate nella comunicazione in tutte le vostre strutture ecclesiastiche, con persone altamente qualificate e preparate a far fronte alle esigenze di trasparenza del mondo attuale. 

La figura del portavoce è fondamentale. Non deve essere solo una persona molto preparata, ma deve anche poter contare sulla piena fiducia del capo – diciamo così – del cardinale, ed avere un accesso diretto a lui 24 ore su 24, perché questo non è un lavoro dalle 9 della mattina alle 5 del pomeriggio. Tutto può succedere in qualsiasi momento. 

E il portavoce deve sempre avere accesso diretto alla persona a cui deve riferire.

Noi giornalisti preferiamo parlare direttamente con il capo. Ma accettiamo di parlare con un portavoce, quando sappiamo che ha accesso al capo e trasmette ciò che pensa con cognizione di causa. Dico questo perché nel corso di 45 anni ho avuto in Santa Sede molti modi di comunicare, molti modi di avere quel rapporto, con gli stessi pontefici, e abbiamo visto quanto sia importante quella comunicazione diretta.

3) Professionalizzate la comunicazione 

Dovete comunicare meglio.  

Che tipo di trasparenza si aspettano i giornalisti, le mamme, le famiglie, i fedeli, l’opinione pubblica, da un’istituzione come la Chiesa? 

Credo che sia fondamentale che, a tutti i livelli, dalla parrocchia fino a qui, in Vaticano, ci siano strutture forse standardizzate, ma molto agili e flessibili, che offrano con rapidità, informazioni accurate. 

Possono essere informazioni incomplete per mancanza di un’indagine più approfondita, ma la risposta non può essere il silenzio o il no comment, allora, cercheremo le risposte chiedendo ad altri, e saranno quindi terzi a informare la gente nel modo in cui vorranno farlo.

Se non disponete di tutta l’informazione necessaria, se ci sono dubbi, se c’è già un’inchiesta, è meglio spiegarlo nel miglior modo possibile affinché non si abbia la sensazione che non volete rispondere perché state nascondendo qualcosa. Occorre dare seguito all’informazione in ogni momento e soprattutto occorre reagire con rapidità.  

Insisto su questo punto, perché se non si informerà in modo tempestivo, la risposta non interesserà più, sarà troppo tardi e altri lo faranno, magari in modo non corretto.  Allora è meglio che tu lo faccia correttamente e il più velocemente possibile.

Il rischio è molto alto e il prezzo di questo tipo di condotta è ancora più alto. Il silenzio dà la sensazione che le accuse, siano totalmente false   nel migliore dei casi vero, o nel migliore dei casi mezzo vero e mezzo falso; se si risponde con il silenzio tutto rimarrà con l’idea che queste accuse sono vere. E se non rispondono, pensiamo che abbiano paura di rispondere perché hanno paura di essere smentiti subito dopo.

Ho visto con i miei occhi, come ho già detto, come la cattiva informazione, o la scarsa informazione, ha causato danni enormi, ha fatto del male alle vittime e alle loro famiglie, non ha permesso che si facesse giustizia, ha fatto vacillare la fede di molta gente. Credo che Papa Francisco abbia vissuto in prima persona questa esperienza con il caso del Cile e si è visto obbligato a scusarsi. Ecco perché la mancanza di informazioni lo ha portato a prendere alcune decisioni in quel momento; poi ha capito che non erano vere. Quindi, la responsabilità di coloro che devono far fluire le informazioni è enorme.

Vi assicuro che investire nella comunicazione è un affare molto redditizio, e non è un investimento a breve termine, è un investimento a lungo termine. 

Conclusione

Vorrei concludere questo intervento menzionando un tema diverso da quello degli abusi sui minori, ma importante per una donna giornalista come me.  

Credo che tutti ci siamo resi conto del fatto che siamo sulla soglia di un altro scandalo, quello delle suore e religiose vittime di abusi sessuali da parte di sacerdoti e vescovi. Lo ha denunciato la rivista femminile di «L’Osservatore Romano», e papa Francesco, durante il volo di ritorno da Abu Dhabi, ha riconosciuto che si sta lavorando da tempo su questo tema, che è vero che bisogna fare di più e che c’è la volontà di fare di più.   

Vorrei che in questa occasione la Chiesa giocasse all’attacco e non in difesa, com’è avvenuto nel caso degli abusi sui minori. Potrebbe essere una grande opportunità perché la Chiesa prenda l’iniziativa e sia in prima linea nella denuncia di questi abusi, che non sono solo  sessuali, ma prima di tutto di potere.  

Mi congedo ringraziando papa Francesco per aver reso grazie, di fronte alla Curia, lo scorso mese di dicembre, per il lavoro ai giornalisti, che sono stati onesti e obiettivi nello scoprire sacerdoti depredatori e hanno fatto udire le voci delle vittime. 

Spero che dopo questo incontro, torniate a casa e non ci evitiate, anzi che ci cerchiate. Che possiate tornare alle vostre diocesi pensando che non siamo noi i lupi feroci, ma, al contrario, che possiamo unire le nostre forze contro i veri lupi. 

Grazie mille.    



Oggi è il 172° giorno in cui il pontefice regnante non ha, ancora, risposto.

Quando ha saputo che McCarrick era un un uomo perverso, un predatore omosessuale seriale?

È vero o non è vero che mons. Viganò l’ha avvertita il 23 giugno 2013?

Joseph Fessio, sj: “Sia un uomo. Si alzi in piedi, e risponda”.


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64 commenti

  • virro ha detto:

    Grazie dott Tosatti.
    Valentina Alazaraki è stata molto brava nella sua relazione, ma certamente è ancora presto per le vere decisioni.
    In Dn 13,51-57 sembra esserci la risposta.
    Ma intanto Papa Francesco ha messo in zona protetta tutti i pezzi grossi chiacchierati.
    A che serviranno gli sportelli diocesani per raccogliere le eventuali denunce, dei cosiddetti “laici”?
    E i seminaristi?
    Perché non fa pace con Viganò, con Muller, Burke, Schneider……con la polita pensata da …. diversamente da lui?
    Qual’è la teoria della trasparenza da applicare, che tutti debbano dire si?
    Anche quando i fatti sono opposti?
    Questo non è un buon insegnamento ignaziano!
    Gesù tu sei la nostra Verità e Libertà

    • deutero.amedeo ha detto:

      @virro.
      La mia domanda non vuole essere né critica né irrisoria. Veramente è una domanda alla quale la pregherei se le è possibile di rispondermi perché non ho capito il collegamento che lei vede tra i fatti attuali ed il brano biblico Dn 13,51-57. Se non erro è la conclusione, tragica per i due vecchioni, e gloriosa per la Verità, dell’episodio di Susanna, salvata da un’ingiusta condanna conseguente ad una falsa accusa inventata da due vecchi che avevano abusato di lei.

      Vengo alla domanda. Nella sua analogia chi è Susanna, chi è Daniele, chi sono i due vecchi ?
      Grazie in anticipo se risponderà.

      • virro ha detto:

        nella mia pochezza:
        Susanna è l’indifeso, l’innocente, il debole, l’abusato
        Daniele è la sapienza di Dio, la giustizia di Dio, la conoscenza di Dio, la risposta di Dio
        i 2 vecchi è la complicità del male, la prepotenza del proprio ruolo (perché no) anche dell’autorità che induce a sudditanza.
        Un versetto di un salmo dice anche “….Dio non vede…”
        Ma Dio fa giustizia alla sua Chiesa, che a caro prezzo l’ha costruita pietra su pietra con tanto amore e umiltà.
        Sempre sia lodato Gesù Cristo Re dell’universo.

  • deutero.amedeo ha detto:

    Dott. Tosatti, lei ormai virtualmente mi conosce da oltre un anno e sa che, anche se talvolta amo scherzare, sono una persona seria; sa inoltre che sono sempre stato contrario a chi usa questo blog per scrivere trattati. Questa volta però, mi permetta di fare un’eccezione per dare una lezione alla maestra d’asilo che si nasconde dietro al nomignolo di ELOISA.
    Fino al 1960-61 in Italia la Teoria degli Insiemi e l’Algebra di Boole erano conosciute da poche decine di persone altamente qualificate nel mondo scientifico e tecnico. Furono addirittura oggetto di conferenze e di memorie presentate ai congressi. Ma oggi mi pare che si insegnino nella scuola media se non addirittura alle elementari. Quindi anche la Eloisa, se almeno ha il diploma di terza media, le dovrebbe conoscere.

    Allora :

    Dato un insieme “A” costituito dai preti e un insieme “B” costituito dagli omosessuali può esistere ( e la realtà, ahimè dimostra che esiste) un terzo insieme “C” = A x B , intersezione dei due, costituito dai preti omosessuali. Con questo nessuno, dico nessuno, che abbia un minimo di sale in zucca, dice che tutti i preti sono omosessuali e tutti gli omosessuali sono preti ma che una certa percentuale di preti è omosessuale e una certa percentuale di omosessuali è prete.
    Dato poi l’insieme “C” dei preti omosessuali e l’insieme “D” dei pedofili esiste un quinto insieme “E” = C x D costituito dai preti omosessuali pedofili. Con questo nessuno dice che tutti i preti omosessuali siano pedofili e che tutti i pedofili siano preti omosessuali. Mi fermo qui perché il seguito del discorso credo sia chiaro anche per una maestra d’asilo ( con tutto il rispetto per le maestre d’asilo, ovviamente).

    A richiesta, eventualmente, sono disponibile per completare la lezione.

    Buona notte.

  • Eloisa ha detto:

    Resti tra noi, Tosatti; lo dico sul serio. Avessi avuto un suo indirizzo privato, non avrei scritto qui.
    Davvero si può credere che tutti gli abusi nella Chiesa siano opera di preti omosessuali? Possibile che tanti omosessuali o omoaffettivi ( come qualcuno li definisce) si siano rifugiati volutamente nell’Istituzione?
    Non è credibile ‘sta cosa qui. Per qualcuno sarà pur vero, ma non per tutti quelli che stanno spuntando come funghi da ogni parte.
    Penso invece, e l’ho detto anche altrove perché ne sono convinta, che la pedofilia sia un vizio che possa escludere l’omosessualità.
    I preti fanno voto di castità e di celibato, ma sono uomini come tutti gli altri, hanno le stesse pulsioni sessuali comuni a tutti gli uomini NORMALI. Molti di loro non riescono, evidentemente, a tener fede al voto fatto a suo tempo. Ne conseguono due possibilità:1) cercano donne compiacenti, e con qualcuna possono anche stabilire una relazione duratura, dalla quale possono nascere dei figli che restano nascosti; 2) plagiano dei bambini-bambine o anche ragazzi (seminaristi o no) alquanto ingenui, intimorendoli ( abuso di potere) o facendo loro credere che non c’è niente di peccaminoso in quelle azioni. Così facendo commettono delle colpe gravi, sia perché traviano degli adolescenti ancora incerti e abbastanza fragili, sia perché li inducono, indirettamente, all’omosessualità, sia perché li condizionano negativamente per una vita intera durante la quale quei poveretti porteranno con sé il ricordo atroce di certi atti compiuti da preti di cui si fidavano ciecamente. Per non parlare del risvolto negativo religioso. Considero la pedofilia la colpa più grave dopo l’omicidio.
    Dico queste cose per aver visto e sentito con i miei occhi e con le mie orecchie delle vicende che definire assurde è poca cosa.
    Si fidi di quel che dico, dott. Tosatti. Sono lontana, per carattere e per educazione, dalle mistificazioni.

    • wp_7512482 ha detto:

      Eloisa, l’80 per cento dei preti condannati in USA per abusi sono omosessuali. Dall80 al 90 per cento delle vittime sono maschi dai 14 ai 18 anni. Lei può pensare quello che vuole, ma i numeri sono quelli e con i numeri è difficile discutere. Temo che lei le mistificazioni le beva. Parlare di pedofilia è una mistificazione. La pedofilia vera, su soggetti non pubberi, è l’80 per cento fuori della Chiesa e il 20 per cento nella Chiesa. Secondo il prof. Oko il 50 per cento dei preti USA sono omosessuali, e almeno il 40 per cento dei vescovi.

      • Fabrizio Giudici ha detto:

        Aggiungiamoci che il fenomeno delle lobby gay è stato denunciato da tempo da preti che l’hanno studiato scientificamente, come padre Oko e don Ariel Levi di Gualdo, che a proposito ci hanno scritto libri-denuncia, totalmente inascoltati. O meglio: ascoltati, perché la gerarchia è perfettamente a conoscenza di questi libri, ma ha sempre fatto finta di niente. Non sono mistificazioni: sono fatti documentati.

      • MASSIMO S ha detto:

        Eloisa, come può pensare che un eterosessuale, “normale” come lo definisce lei, possa trovare soddisfazione sessuale abusando di un essere umano, bambino, adolescente o giovane adulto, del stesso suo sesso ? Posso comprendere, anche se non lo giustifico moralmente, come lei afferma, che un ordinato, prete, diacono o vescovo che sia, cerchi una donna, più o meno compiacente, per mettere in atto una relazione con lei ma non riesco a comprendere che sfoghi le sue pulsioni con un altro essere umano del suo stesso genere.
        Si vuole negare che l’omosessualità sia alla base degli abusi verso i maschi da parte degli ordinati, o forse si vuol far finta di niente, ma, ci pensi un po’ sopra, è come se si dicesse che l’alcol non è almeno una causa dell’alcolismo, anzi, la principale.
        Sicuramente chi abusa, abusa anche nel far valere il suo potere, morale o fisico che sia (più che di clericalismo, tuttavia, visto che il vizio è diffuso moltissimo tra i laici e tra i non credenti, parlerei piuttosto di “delirio di onnipotenza”), ma se non c’è la spinta di una componente omosessuale non ci sarebbe pedofilia o, almeno, non ci sarebbero le proporzioni statistiche (più dell’80%) di uomini (ordinati) che abuserebbero di persone, piccoli o grandi che siano, dello stesso loro sesso.
        Detto questo è corretto precisare che la Chiesa considera come male solo l’omosessualità attiva e se un sacerdote o un consacrato ha tendenze omosessuali, ma vive in castità, l’accoglienza è totale e nessun tipo di condanna viene esplicitata. Del resto, e mi pare giusto sottolinearlo, il celibato, che comporta la mancanza di pratiche sessuali, cioè una vita di castità, è richiesto anche ai sacerdoti o ai consacrati, questi ultimi ne fanno voto, eterosessuali o “normali” come li definisce lei.

        • Eloisa ha detto:

          Massimo S, forse non mi sono spiegata bene.
          Io non ho parlato di “normalità” riferendomi necessariamente agli eterosessuali, ma solo agli uomini in generale. Che poi indirizzino le loro pulsioni verso l’altro sesso o verso lo stesso sesso, questo è un altro discorso. Mai sentito parlare di uomini che in certe condizioni, ovvero in mancanza di donne, sfogano le loro esigenze sessuali con individui( consenzienti) dello stesso sesso? Io sì, ne ho sentito parlare. Sono aberrazioni, lo so, ma esistono. La realtà è più complessa di quanto noi possiamo immaginare. Basta informarsi bene per venire a conoscenza di certe realtà. Alcune sono proprio inimmaginabili, e pertanto non voglio parlarne (mi ripugna). D’altro canto, io so che certi uomini vanno in entrambe le direzioni; ne conosco personalmente qualcuno. Hanno una moglie e dei figli, e tuttavia sono stati sorpresi a fare sesso con dei ragazzi. Cosa vuol dire questo? Ci rifletta, Massimo S.
          Quando poi lei dice che “il celibato, che comporta la mancanza di pratiche sessuali, cioè una vita di castità, è richiesto anche ai sacerdoti o ai consacrati, questi ultimi ne fanno voto…”, io rilevo che è proprio questo il punto su cui appuntare l’attenzione. Voglio dire che io ritengo che non tutti i presbiteri o i religiosi sono in grado di reprimere le loro pulsioni e di mantenere la promessa o il voto fatti; e ritengo anche che per alcuni o per molti di loro sia più facile trovare soddisfazione in soggetti fragili quali sono i ragazzini e le ragazzine plagiabili a proprio piacimento piuttosto che nelle donne adulte che possono sottrarsi alle loro attenzioni.
          Queste le parole di una teologa: “L’immaturità di quest’ultimo [il bambino], l’assenza di una soggettualità sessuale attiva lo assimila (culturalmente, ed è discorso che viene da lontano) al corpo femminile e ne fa oggetto della propria brama di possesso. Un corpo immaturo suscita in chi ha sperimentato tutto e può comprarsi tutto la sponda ultima, che esalta la propria presunta onnipotenza.”
          A margine voglio dire che il celibato è stato prescritto dalla Chiesa dopo qualche secolo dall’inizio del cristianesimo. Prima no, non era previsto.
          Se è vero che nel Vangelo di Matteo ( 19,10-11) Gesù parla di “eunuchi per il Regno dei cieli…”, è vero anche che non esiste passaggio in cui Gesù imponga il celibato.

          • MASSIMO S ha detto:

            Gentile Eloisa, le rispondo sperando che Tosatti non mi banni per “abuso di occupazione dello spazio” del blog. Quanto lei afferma circa gli uomini, sposati o meno, che fanno sesso sia con donne sia con uomini, è vero, ma questi uomini non vengono definiti eterosessuali, bensì bisessuali ovvero hanno una componente eterosessuale ed una, almeno di pari peso, omosessuale. Vede, dunque, che l’omosessualità che lei fa uscire dalla porta, rientra dalla finestra. Tra l’altro, i bisessuali fanno parte della schiera ben agguerrita dei LGBT+, alla lettera B.
            Circa la capacità dei presbiteri o consacrati di mantenere fede ai propri impegni o voti che siano, è vero che c’è una difficoltà, non un’impossibilità, oggettiva, ma è anche vero che il maschio che non riesce a reprimere le proprie pulsioni e fa sesso con una donna è eterosessuale e chi fa la stessa cosa con un uomo è omosessuale. La teologa che lei cita comunque, non parla da teologa, ma da psicologa o da sociologa e quel che dice è fortemente discutibile, anche perché la sessualità non si ferma alla psiche ed alle emozioni, ma ha una sua fondamentale componente corporea e, checché se ne dica, il corpo di un maschio è assolutamente diverso da quello di una donna e la sessualità maschio/femmina è assolutamente complementare, cosa che non è nel rapporto sessuale uomo/uomo o donna/donna. Paragoni dunque, almeno, quel che sostiene la sua teologa con quel che afferma don Di Noto che di pedofilia e di abusi sessuali si occupa, con la sua Associazione Meter, da oltre trent’anni: ”Gli abusi sono abusi, da qualunque parte e da chiunque vengono compiuti. Il problema serio, e lo sappiamo tutti, è l’altissima percentuale di abusi sessuali da parte di sacerdoti/religiosi (e anche religiose) con spiccate tendenze omosessuali. Sono tante le dichiarazioni, mai smentite, in merito. Abusi con minori con età oltre i 14 anni.”
            Probabilmente fraintendo quel che lei propone, ma se, come mi par di capire, lei sostiene che l’abolizione del celibato possa rappresentare la soluzione del problema, lei stessa, nella prima parte della sua risposta, afferma che ci sono uomini bisessuali e, dunque, la garanzia del superamento del problema degli abusi non esiste. Il celibato, certo, non è un dogma, ma credo che la Chiesa l’abbia introdotto con saggezza, pensando alla difficoltà, per un presbitero e, perché no, anche per la sua eventuale moglie, ad avere una famiglia ed a svolgere contemporaneamente la sua missione di pastore dedicando la sua vita, senza esclusione alcuna, alla cura d’anime dei fedeli che gli sono stati affidati. E d’altra parte, nelle chiese scismatiche o protestanti, dove i sacerdoti o i pastori possono sposarsi, la cronaca ci dice che non è che, percentualmente parlando, i casi di abusi siano minori rispetto a quelli che si manifestano nella Chiesa cattolica occidentale. Come vede, Eloisa, ho riflettuto su quel che mi ha scritto.

  • Lili ha detto:

    Dopo la farsa di questo cosiddetto summit , la lobby gay ne esce molto più forte di prima. Ha capito di essere intoccabile e questo le da molto coraggio e i risultati li vedremo molto presto. Che dire…. non ci sono parole ma solo un grande sconforto.

  • Maria ha detto:

    La parola OMOSESSUALITÀ non è mai stata pronunciata.
    Sono troppi gli omosessuali nella chiesa da addirittura fingere che la preoccupazione siano i preti che abusano di bambini? Sono gli omosessuali che abusano dei maschi adolescenti o adulti che sono sotto il,potere dei loro capi. Azzeriamo tutti i cardinali e i Vescovi omosessuali, altro che promuoverli. Il Vaticano e il papa non possono essere credibili se promuovono o tengono in Vaticano gli omosessuali con queste fisse seriali. Cosa ci fa un Paglia in Vaticano per esempio. Fanno solo schifo a noi credenti e prego che il Signore Gesù, con l’aiuto di Maria Immacolata ci aiuti a non perdere la fede o non andare piú a Messa come vorrei fare io da tempo.

  • Nat ha detto:

    Dite quel che volete ma ci vuole del genio – quello vero- per fare un convegno mondiale sul caffè e parlarne per 4 giorni senza mai, neanche una volta, nominare la caffeina!

  • Rafael Brotero ha detto:

    Per curiosita’: dopo tante menzogne, eresie, bestemmie, in questa fogna oceanica del Vaticano bergogliano, quelli che ancore credono che il cardinale Jorge sia veramente il Papa, come leggono il non praevalebunt? Grazie e santa domenica a tutti.

    • Fabrizio Giudici ha detto:

      Io non devo “credere” o “non credere” che Bergoglio sia il Papa, perché non è una questione che posso risolvere come semplice fedele. Il CCC, quando parla del diritto-dovere di correzione verso i superiori, menziona il livello di competenza del fedele. Valutare la legittima elezione di un papa è questione complessa che richiede una notevole esperienza di diritto canonico che non ho, e che la stragrande maggioranza dei cattolici non hanno.

      Diverso è il caso di sentirsi predicare cose che sono contro il Magistero: queste cose le dobbiamo capire e saper valutare perché riguardano la nostra vita, altrimenti come potremmo vivere da cattolici?

      Il “non praevalebunt” vale per la Chiesa corpo mistico, non necessariamente per quella visibile in tutti i momenti della Storia.

      • RAFAEL BROTERO ha detto:

        Scusi, ma non ho capito bene: “Io non devo “credere” o “non credere” che Bergoglio sia il Papa, perché non è una questione che posso risolvere come semplice fedele. ”

        Se non crede che Bergoglio sia papa, Lei cosa fa? Lei sa che Bergoglio è Papa? Lei sa che Benedetto XVI non è papa? Lei sa con certezza che le dimissioni di Benedetto XVI sono state libere? Lei sa che il conclave fu regolare?
        Importante osservare che la questione della non libertà di un atto non è un problema metafisico, è un problema fattuale, che si può stabilire con l’esperienza e la ragione. E che Benedetto XVI stava sotto pressione quando ha “rinunciato” é un fatto che si puo dimostrare. Lo ha detto lui stesso in una interveista un anno prima delle false dimissioni.
        Ma è vero che chi dovrebbe denunciare la situazione non sono i poveri laici come me, ma la gerarchia, i cardinali, vescovi, **che purtroppo taciono**. Questo silenzio è uno scandalo di proporzioni inimmaginabili. Ma dice qualcuno che quando quelli che devono parlare taciono, griderano le pietre. Io, nel mio piccolissimo, spero poter gridare come l’ultima ghiaia.

        • Fabrizio Giudici ha detto:

          Rafael,

          lei si è risposto da solo: la questione non ci compete, ma ci devono pensare i cardinali. Se ci devono pensare i cardinali, io non devo avere un’opinione, perché la mia opinione soggettiva non conta niente e non deve contare niente, visto che la Chiesa non è costituita dal basso. La mia opinione non può che essere soggettiva, perché per essere oggettiva sarebbero necessarie competenze che non ho.

          Dopodiché, se vuol fare un giro su qualche sito tradizionalista, dove l’argomento riaffiora in continuazione, troverà due gruppi di persone che certamente hanno più esperienza di me su questi argomenti – per quanto, purtroppo, l’anonimato non permetta di conoscere i loro curricula – tutti e due esasperati da questo pontificato, ma con idee opposte sulla legittimità delle dimissioni, dell’elezione e della possibilità di dichiarare “decaduto” un Papa; questo nonostante basino i propri ragionamenti su basi che appaiono solide. Ora, finché persone ortodosse e competenti non trovano una posizione comune, il che suggerisce che non ce l’abbiano neanche i cardinali ortodossi, è totalmente inutile che noi semplici fedeli discutiamo della questione, perché facciamo solo del rumore inutile. In questa circostanza è veramente opportuno tacere (o, al massimo, fare domande).

          Io posso esprimere l’auspicio che quanto prima si arrivi a fare qualcosa, ma ho la netta sensazione che questo qualcosa accadrà solo dopo la fine di questo pontificato, diciamo così “retroattivamente”.

          • Rafael Brotero ha detto:

            Quando dico “Bergoglio é Papa”, o dico una menzogna consciente o credo che é Papa o so che é Papa. Quartum non datur.
            Questo “retrospettivamente” é divertente. Vuol dire che devo accettare come papa l’antipapa **perche’** dopo di lui ci sara’ qualcuno che dirá che non era papa, ma antipapa. Cioe’, tra le condizioni di verita’di quello che dico é la sua falsita’. Una versione ecologica, omofiliaca e in uscita del cretense.
            E ovviamente quando dico che Berggy non é Papa, non pretendo che le mie parole siano ubbedite alla Curia, ma soltanto dire la verita’ ***in difesa della fede Cattolica*** e dunque della salvezza delle anime. Nel mio piccolissimo dell’uomo ghiaia.
            Saluti.

          • Fabrizio Giudici ha detto:

            Quartum non datur.

            È data l’umiltà di non sapere tutto. Quanto al “retrospettivamente”, è quello che è sempre successo nella Chiesa. Onorio fu anatemizzato dai papi successivi e per lunghissimi anni lo Scisma d’Occidente andò avanti con due e poi tre papi. Ci furono santi che sostenevano l’uno e santi che sostenevano l’altro. Solo dopo si poté scrivere una parola definitiva.

          • Adriana ha detto:

            Fabrizio Giudici ,
            ( manca il rispondi sotto il suo nome )–
            lei esorta alla Speranza ! ( virtù teologale ) , oltre che all’umiltà .
            Eppure mi risuona nella mente una famosa frase di Guicciardini :
            ” Pregate Iddio di essere dalla parte dove si vince ! ”
            La parte che risolve i problemi .

    • Catholicus ha detto:

      Guardi caro Rafael, chi vuole può seguire il mio esempio: io mi dichiaro cattolico, credente e praticante, ma dico apertamente di seguire Santa Romana Chiesa fino all’epoca di Pio XII incluso, e non oltre. Di quello che è venuto dopo non voglio sapere né seguire niente. Possono esser stati anche tutti santi, o tutti peccatori, non mi importa un fico secco, a mia Chiesa, i miei papi, i miei santi, i miei Concili ecumencii, tutto si ferma alla scomparsa di papa Pacelli. “Après lui, le déluge”, per dirla con Luigi XV di Francia.

      • Rafael Brotero ha detto:

        Caro Catholicus, la ringrazio del suo suggerimento. Mi sembra una forma silenziosa di sedevacantismo, má é sempre molto superiore al bergoglismo retrospettivo. Saluti.

  • Vittorio ha detto:

    La posizione sulla omosessualita’ nel sacerdozio e’ stata trattata qui. Non esiste un gene gay o se esiste non l han scoperto. Sta ai direttori dei seminari fare discernimento.
    Queste disposizioni come le leggi non sono retroattive. Francesco dovrebbe cambiarle?

    https://www.lastampa.it/2018/05/23/vaticaninsider/se-c-il-dubbio-di-omosessualit-meglio-che-non-far-entrare-in-seminario-Zo0TEdZ66tQ4DGQK5gUunO/pagina.html

  • Sulcitano ha detto:

    La signora Alazraki, ha fatto certamente un buon intervento, svolgendo bene il suo compitino, senza andare molto oltre, colpendo il bersaglio volutamente senza centrarlo per renderlo gradito ai molti monsignori vescovi e cardinali della claque bergogliosa . Secondo il mio punto di vista, la signora, si è comportata da perfetta cerchiobottista, molto attenta a non sfiorare il reale principio e problema di tutti i mali che affliggono la Chiesa di oggi e di sempre, ovvero : l’OMOSESSUALITA’.
    SIA LODATO GESÙ CRISTO!

  • deutero.amedeo ha detto:

    A me è parso che dalle poche parole di presentazione dell’intervento della giornalista da parte del nostro amico Tosatti emerga una sua sostanziale approvazione e un suo giudizio positivo da non sottovalutare : –È un documento molto chiaro e franco.–
    Io sono d’accordo, per i seguenti motivi:
    –non dimentichiamo che l’intervento della giornalista non è rivolto a noi, ma al Papa e a quasi 200 alti Prelati partecipanti all’incontro e li bacchetta mica poco;
    — la signora Alazaraki è una laica alla quale è stato chiesto un intervento non di tipo dottrinale, ma tecnico a riguardo della comunicazione;
    –La Signora inizia dicendo:–Chiedetevi: siete nemici di quanti commettono abusi o li coprono tanto quanto lo siamo noi, le mamme, le famiglie, la società civile?
    Noi abbiamo scelto da quale parte stare. Voi, lo avete fatto davvero, o solo a parole? —
    e poi prosegue in una serie di argomenti che non sono complimenti per Sua Santità, le Loro Eminenze, Eccellenze e quant’altro che la stanno ascoltando:
    –Alleati o nemici
    –La mancanza di comunicazione, un altro abuso
    –Prendete l’iniziativa
    –Imparare dagli errori del passato
    –Evitate la segretezza, abbracciate la trasparenza
    –Mettete le vittime in primo piano
    — Lasciatevi consigliare
    — Professionalizzate la comunicazione.

    E vi pare poco avere il coraggio di dire cose simili, pubblicamente, in faccia a persone che si credono Maestri in tutto, inattaccabili, mai criticabili, in diritto di dare consigli a destra e a sinistra e di ignorare sistematicamente i consigli ricevuti?

    Per me questa Signora merita un applauso.

    • Alessandro ha detto:

      Perché tu pensi che quello che è scritto qui gli scagnozzi di bergoglio o molti prelati vaticani non lo leggono? Se ti dicessi cosa ho veramente detto io a bergoglio, parolin e altri diventeresti verde in volto, l’unico mio rammarico e’ stato non potermi avvicinare direttamente a loro, ma quello che ho comunicato io all’intero vaticano , a tutte le prefetture, congregazioni va’ molto più in là di quello che ha detto quella giornalista. Ovviamente ho dovuto seguire i loronmodi di fare, mandare lettere postali alla prefettura della casa pontificia , presentarmi di persona alla casa pontificia, e la posta elettronica, purtroppo non ti fanno avvicinare direttamente a loro. Se sapessi quello che ho detto io veramente a bergoglio e ai prefetti…quello che ha detto quella giornalista è aria fresca di primavera..

    • Fabrizio Giudici ha detto:

      E vi pare poco avere il coraggio di dire cose simili, pubblicamente, in faccia a persone che si credono Maestri in tutto, inattaccabili, mai criticabili, in diritto di dare consigli a destra e a sinistra e di ignorare sistematicamente i consigli ricevuti?

      Io non ho altro da aggiungere su quanto ho scritto: vedremo…

      Ma sul coraggio di dire cose simili, beh dipende dal livello di teatrino. Se è teatro, anche il coraggio è una recita a soggetto. Il Papa dice pubblicamente cose in faccia a mezzo mondo, incluse accuse di ipocrisia, tradimento e collaborazione con Satana: in teoria dovrebbero finire in faccia ai suoi collaboratori come minimo, e invece lui le rivolge ad altri.

  • Alessandro ha detto:

    Il patriarca bizantino cattolico di nome Elia ha SCOMUNICATO bergoglio circa 1-2 anni fa’, ora il patriarcato bizantino e’ in ESILIO a praga-donesk , avete capito bene, in ESILIO come nel medioevo. In linea di gerarchia con bergoglio scomunicato la vera guida dei cattolici e’ proprio il patriarca bizantino in ESILIO, informatevi. Quando bergoglio ha iniziato a bestemmiare il patriarca bizantino Elia si e’ ribellato. Ma nessuno dice niente, in Italia siamo in nord corea

    • Catholicus ha detto:

      Grazie alessandro, di queste notizie, che non conoscevo. Non sapevo nemmeno d questa particolarità della linea gerarchica, che ci pone automaticamente agli ordini del Patriarca Elia, data l’evidente apostasia di Beroglio e dei suoi accoliti e l’avvenuta loro scomunica (apprendo anche della scomunica “post mortem” di Roncalli e Montini, il che non fa che aumentare la mia ammirazione per Padre Elia). se potesi darei l’8% a loro ma, non potendo, da alcuni anni lo devolvo alla Chiesa Ortodossa, sicuramente sono meno eretici di Bergoglio (e non apostati).

      • Alessandro ha detto:

        In realtà c’è il camerlengo come tutore dei beni materiali della chiesa, che e’ reggente, un segretario. Ma come gerarchia di importanza spirituale c’è il patriarca cattolico di rito bizantino. Come punto di riferimento spirituale un patriarca s’ più importante di un segretario/camerlengo.

      • Alessandro ha detto:

        Partendo anche dal fatto che le nomine di bergoglio non sono valide, quindi in realtà anche il camerlengo che ha nominato in realtà non e’ legittimo, come non sono legittimi tutti i vescovi e cardinali ordinati “gran parte gesuiti”. Non è legittimo lo stesso bergoglio, figuriamoci se sono legittime le persone da lui ordinate. Ovviamente la chiesa di Roma non riconosce la scomunica del patriarca cattolico bizantino Elia. Ma lascia riflettere il fatto che un patriarca/vescovo scomunica uno pseudo papà.

  • Alessandro ha detto:

    Beh, ovvio che è tutta una buffonata da teatro questo summit, ergoglio ha cambiato tutti i suoi portavoce e addetti alle pubbliche relazioni per affrontare questo summit nella maniera piu’ ingannatoria che poteva. Ognuno di quei vescovi – cardinali – prelati ( fra i cardinali ce anche bergoglio..) ognuno di loro e’ un Caino, è un Giuda, loro oggi con questo summit buffonata hanno crocifisso per la seconda volta Gesù Cristo. Vi invito a informarvi sulla scomunica che circa 1 anno fa il patriarca della chiesa bizantina ha inflitto a bergoglio. Il patriarcato bizantino di fatti e’ sede vacante perché è sotto la chiesa cattolica romana, questi bizantini si sono scissi e il patriarca ha scomunicato bergoglio, in quanto lui in linea di gerarchia poteva addirittura reputarsi guida dei cattolici, ma tutte queste cose non le dice nessuno, nell’informazione italiana da 4 soldi paragonabile a quella della corea del nord.

    • Fabrizio Giudici ha detto:

      Pentin ha riportato che un vescovo africano ha affermato che a tutti i partecipanti a questo evento è stato ordinato di non parlare con i giornalisti, se non attraverso la mediazione dell’ufficio stampa, almeno finché Bergoglio non chiuderà i lavori. Questa è la nuova sinodalità.

  • Claudius ha detto:

    Un mare di parole inutili, che elude la vera questione, che non e’ nemmeno l’abuso dei minori (questo e’ una conseguenza) ma l’OMOSESSUALITA’ imperante nella Chiesa, che non osa chiamare il problema con il suo nome.
    Nel 1989 l’omosessualita’ fu “tolta” miracolosamente dall’elenco delle malattie della personalita’ dall’OMS, come se improvvisamente si fossero accorti di avere sbagliato a considerare fino a quel momento questa condizione come una malattia. Immaginate se medici e specialisti da un giorno all’altro dicessero che la polmonite e’ una cosa “normale”. Da quel momento in poi e’ stato tutto un andare verso la totale mistificazione del problema, per cui ci si e’ “dimenticati” di cosa sia realmente l’omosessualita’ e dei suoi rapporti con la pedofilia. E cioe’ che nella stragrande maggioranza dei casi questa e’ una conseguenza di quella.
    Non a caso il termine “pederasta” che etimologicamente significa “uomo sessualmente attratto da bambini” nel significato comune e’ passato a indicare l’omosessuale tout court. Naturalmente, questo termine oggi e’ obsoleto e anzi bisogna stare attenti a pronunciarlo…

    Questo intervento, in cui non si cita mai la parola omosessulita’, e’ un mare di parole inutili e fuori luogo in salsa sentimentaloide che dimostrano solo che la signora ha capito ben poco della questione. Al massimo, un pistolotto simile potra’ piacere a uno come Bergoglio. Mi spiace.

    • Lili ha detto:

      Peccato che la signora abbia tralasciato il vero nodo della questione che é l’omosessualità.
      Dimenticanza colpevole la sua , ma soprattutto colpevoli sono tutti i cardinali,vescovi,sacerdoti che rimangono muti davanti all’ evidenza.
      Cosa possiamo fare noi cattolici? Pregare va bene , ma é sufficiente?

      • Claudius ha detto:

        Bisognerebbe prendere esempio dai fedeli del Medioevo, che ci credevano veramente: e ogni tanto qualche bastonata la menavano. Fu il popolo a imporre il conclave: stanchi di cardinali lestofanti e maneggioni che temporeggiavano e non eleggevano nessun papa, li chiusero a chiave (conclave, appunto) nel palazzo del Laterano, rimuovendo il tetto per giunta. E fu sempre il popolo, quello di Roma che mise fine alla cattivita’ Avignonese, imponendo un papa italiano dopo 2 secoli di papi francesi. Dovremmo fare come loro. Dovremmo ricominciare a menare le mani. Bergoglio dice che vuole la chiesa in uscita, incidentata, non gli piace la gente che prega sempre, che se ne sta in clausura?… ma caspita, accontentiamolo.

        • A volte tornano ha detto:

          Wow Claudius, GRANDISSIMO , io aderisco da subito, è un po’ ora di finirla con questa pseudo chiesuncola, con questo pseudo papa, con questi vescovacci, i cardinali scendiletto , i pretonzoli senza più etica, né morale, né sale, né dignità.

    • Vittorio ha detto:

      Come ha detto l amico sopra l omosessualita’ e’ stata depennata in parte dalle perversioni a votazione. Pero’ se il tema e’ l abuso sui minori non si può andare sull omosessualita’! Se ne farà un altro sull omosessualita’! Sennò rimarrebbero fuori gli abusi eterosessuali!
      L omosessualita’ e’ gia’ stata condannata. Purtroppo una regola ecclesiastica impedisce i matrimoni (mentre San Paolo li esigeva, per i vescovi) onde evitare che UNA VOLTA!! i gay facessero i preti? Comunque la pedofilia sembraesistere pure nel protestantesimo dove i pastori sono sposati.
      Tornando a bomba. L omosessualita’ non e’ in tema. Se poi qualcuno vuol fare lo psichiatra, produca studi e confuti l OMS . Noi abbiamo la nota vaticana sul sacerdozio non retroattiva!!! per cui, caro card Muller, non può spretare un gay di 80 anni se non fa abusi! Il filtro viene fatto ora per le nuove vocazioni.

  • Ángel Manuel González Fernández ha detto:

    Caro Direttore tutto è stato detto:
    “Il vertice in svolgimento a Roma sulla protezione dei minori appare a molti come una rappresentazione un po’ teatrale, accuratamente organizzata da una regia mediatica collaudata – come peraltro i sinodi sulla famiglia e sui giovani – e i cui risultati, se e quando ci saranno, saranno tutti da verificare”:
    http://www.lanuovabq.it/it/chi-muove-i-fili-del-summit-che-non-tocca-lomosessualita

  • Marco Matteucci ha detto:

    Fossi al posto del Papa certamente mi sentirei fischiare le orecchie specie nel punto in cui la giornalista dice:
    “A volte, il bollettino della sala stampa della Santa Sede informa su una rinuncia senza spiegarne le ragioni. Ci sono sacerdoti che sono andati subito a informare i fedeli che erano malati e che non se ne andavano perché avevano commesso abusi o li avevano coperti. Credo che la notizia della rinuncia di un sacerdote che ha commesso abusi dovrebbe essere data con chiarezza, in modo esplicito.”
    Lei non trova direttore?

  • Stefano ha detto:

    Io trovo questo intervento in parte giusto ma criticabile sotto svariati profili. Sarebbe troppo lungo trattarli tutti, uno però non posso tacerlo perché cava gli occhi ad un cieco. Si parla della necessità di non trincerarsi nel silenzio, di essere aperti e trasparenti proprio davanti al viscido bergoglio che è un maestro nel non rispondere, tacere, sopire. Un esempio del peggior gesuitismo. Non ha risposto ai Dubia dei quattro cardinali; non ha risposto alle accuse circostanziate di Mons. Viganò e alle domande sulla vicenda fatte proprio dai giornalisti ; non ha risposto alle svariate suppliche filiali che gli chiedevano lumi sulle sue tante sparate eterodosse. Trovo tutto questo surreale. O la giornalista parlava “a nuora perché suocera intendesse” o vive su Marte. E poi si scredita profondamente accettando la farsa dell’abuso sui minori, occultando il lerciume della sodomia nel clero, dell’abuso su seminaristi e sacerdoti, e della copertura data da bergoglio ai suoi amichetti con il vizzietto. Lo gridi forte Tosatti, basta con questa schifosa ipocrisia: noi battezzati non la tolleriamo più!…

  • Pier Luigi Tossani ha detto:

    Circa la credibilità del Vaticano, uno può dire quello che vuole, e quanto vuole, come la signora in argomento, ma sta di fatto che:
    1. seguita imperterrita e massiccia la manovra di dire che gli abusi sono questione di pedofilia, e si crea così, complice il sistema dei media, una cortina fumogena sull’omosessualità in certo clero;
    2. Bergoglio non solo non ha mai risposto a Mons. Viganò, sulle coperture, che siccome le bugie hanno le gambe corte, è palese che ci sono state, ma nemmeno ha mai risposto ai Dubia canonici, posti dai Quattro Cardinali, sullo sdoganamento dell’adulterio, contenuto in AL. Quindi, di che si sta parlando?…
    3. La questione verrà regolata, inesorabilmente, nel Giorno del Giudizio.

  • Adriana ha detto:

    Concordo con l’assennato intervento di Fabrizio Giudici , là dove ipotizza come i casi di violenza ai minori possano rappresentare una scorciatoia per eliminare il segreto della confessione .
    Un’ulteriore obiezione farei alla omissione totale della parola
    omosessualità : parola ormai socialmente tabuizzata .
    La signora ha fatto il possibile
    nel suo ruolo – dichiarato – di madre cattolica di figli piccoli ( tale
    si dedurrebbe dal discorso , tutto incentrato sui casi
    di pedofilia ) .
    Non mi sembra che abbia fatto il possibile nel suo ruolo di giornalista libera , perchè , in buona sostanza , si è limitata a chiedere la formazione di un reparto di p.r. ( saggi e moderni , degli influencer abili ) accanto a Vescovi e Cardinali .
    Pare proprio che : ” ad impossibilia
    nemo tenetur ” ; che all’ interno dell’ Istituzione e di chi vi collabora , ( in un modo o nell’altro ), continui a sussistere quella diplomazia e quel rispetto terreno verso le autorità , tanto – a parole – criticato dai ” novatores “.

  • Alessandro ha detto:

    Wow, questa donna ha usato le mie stesse identiche parole e i miei stessi identici concetti sui poliziotti e i ladri e sui dottori , quel discorso sul falso ideologico, ma per caso segue stilum curiae anche lei???😂😂😂 è sempre così, se le stesse cose le dice una persona qualunque e’ uno sciocco, se le stesse cose le dice uno leggermente più rinomato con un ritardo di 1 settimana, di 1 mese o dopo 1 anno diventa un genio e il salvatore del mondo 🙈🙊🙊

  • Fabio ha detto:

    Mi pare che la S.ra Alazaraki non nomini l’omosessualità e si concentri sugli abusi ai minori. Tuttavia la sua denuncia nei confronti di chi copre gli abusi e si trincera nel silenzio, anche se rivolta a cardinali e vescovi, inevitabilmente e massimamante coinvolge il comportamento di Bergoglio.
    Stiamo a vedere

  • Sherlock Holmes ha detto:

    Parlare di trasparenza e poi mettere a modello l’occultatore per eccellenza, il doppio per vocazione, cioè il signor Mario Bergoglio, rende l’intervento non solo inutile, ma controproducente, simile in sostanza a ciò che condanna.

  • Graziella Raneri ha detto:

    Egr. Sig. Tosatti

    concordo con Fabrizio che la signora vuol far passare Papa Francesco come esempio di perfezione e dolorosamente constato che pur volendo dimostrare la necessità di chiarezza, non ha osato ad essere totalmente chiara e a, trattare l’omosessualità come il male più grave nella chiesa e il danno enorme specie a seminaristi e giovani sacerdoti. Mezza verità non basta!

  • Anima smarrita ha detto:

    Schiaffo sonoro in faccia a quell’infelice (ma non si contano più gli strafalcioni verbali!) considerazione sul femminismo che finisce con l’essere “un machismo in gonna”. Il coraggio di una donna, di una professionista che rinnova il proposito e l’impegno ad esprimersi nei termini del “sì, sì – no, no” . Inopportuno è stato anche strumentalizzare ancora una volta, peraltro in occasione di un Incontro su un tema di una drammaticità sconvolgente, la figura e il ruolo della donna, richiamando quel “genio femminile”, già esaltato nella “Mulieris dignitatis” di Giovanni Paolo II (15 agosto 1988) per ribadire però che non sono in discussione compiti da assegnarle nella Chiesa. Grazie, dott. Tosatti, per aver pubblicato l’ integrale di questo intervento di una giornalista, che spero suoni come una “lezioncina” di etica professionale anche per i suoi colleghi… Una promessa che sono certa sarà mantenuta da chi l’ ha pronunciata in un giorno in cui sono svanite quelle poche speranze riposte in un summit che si è concluso con … parole…tante … di non meglio precisati pentimenti, di necessità di “trasparenza” ( ma non l’ avevamo giá sentita ripetere fino alla noia?), di “sinodalità e collegialità ” ( come la chiamata a quest’ Incontro, forse per arrivare a concludere che: tutti colpevoli, nessun colpevole?). E ancora : denuncia di scomparsa di dossier per bocca di uno stretto e fidato consulente , quasi a voler mettere in chiaro che in assenza di prove non si possono riconoscere colpevoli e colpe loro addebitate? E denuncia di documentazione inesistente…con la proposta di rivedere il segreto pontificio. Intanto l’unico segreto ormai non più tale è il famoso segreto di pulcinella di dossier che scompaiono e di altri che (non) vengono approntati …all’ occorrenza !!! Domani è un altro giorno e si vedrà … ah! È domenica con l’omelia della messa di chiusura dell’ Incontro e successivo Angelus che sicuramente avranno in oggetto la tre giorni in cui il dramma degli abusati ha inumidito gli occhi dei partecipanti. E lunedì un’ altra conferenza … dedicata… Alla fine … sarà meno fumoso qualche progetto di lavoro?

  • Astore da Cerquapalmata ha detto:

    Concordo.
    Non poteva parlare di omosessualità: peccato.
    Se il Papa prende sul serio questa relazione dovrebbe procedere contro molti da lui nominati.
    Da mons. Delpini a mons Giulietti nuovo Vescovo di Lucca che è stato reticente verso le accuse rivolte a don Gatti (non quello argentino, ma perugino). Su you tube ci dovrebbe essere ancora un filmato delle Iene.
    Oggi don Gatti è stato ridotto allo stato laicale.
    E poi il Papa dovrebbe sollevare dai loro incarichi tutti gli omosessuali nella Chiesa, non fosse perché immaturi.
    Forse una persecuzione potrebbe essere permessa da Dio per cambiare le cose che non si vogliono cambiare.

    • Vittorio ha detto:

      In pratica dovrebbe sconfessare la nota di Ratzinger che non e’ retroattiva? Un gay casto ordinato prima di quella nota NON PUO ESSERE SPRETATO. A meno non facciaabusi. Ma ciò vale pure per gli etero. Con la aggravante che gli etero hanno figli e sono spretabili.

  • Valerio ha detto:

    Mah! Intervento piuttosto banale ed insulso…

  • Fabrizio Giudici ha detto:

    Caro Tosatti,

    d’accordo su molte cose, ma quest’intervento è molto duro con vescovi e cardinali mentre vuol far passare Papa Francesco come esempio di perfezione. Ora comprendo che se questo non fosse stato detto la signora non avrebbe parlato al convegno, tuttavia mi lascia molto perplesso sulla sua utilità: alla fine sono non solo le menzogne, ma anche le mezze verità ad averci portato a questo punto.

    Inoltre, credo che dovremmo renderci conto che la questione è molto complessa. Voglio dire: una cosa chiara è che tutti i prelati coinvolti dovrebbero dimettersi e chiudersi a in un monastero a far penitenza (però forse meglio a farla da eremiti… non si sa mai cosa combinerebbero in quel monastero). Questo è difficile da ottenere, ma almeno è facile da formulare. Poi, venendo al dettaglio degli abusi, come gestire ogni singolo caso è complicato. Possono esserci accusatori veri e falsi, dunque non si deve cadere nell’eccesso opposto di considerarli tutti oracoli della verità; inoltre, l’autorità laica è certamente necessaria in questo momento, perché quella religiosa è inaffidabile, tuttavia la Chiesa non può neanche mettersi in balìa delle autorità statali. Tanto per essere chiari: io mi aspetto da un momento all’altro che qualcuno proponga di abolire il segreto della confessione. In Australia l’hanno già fatto e ora tocca alla California. Osservando che i “novatores” sono pronti a qualsiasi strumentalizzazione per applicare la loro agenda (si pensi p.es. all’abolizione del celibato), ci vuol poco.

    • Valeria Fusetti ha detto:

      Fabrizio Giudici @ In parte concordo con la tua analisi, ma la signora Alazaraki ad un certo punto dice “se si risponde con il silenzio tutti rimarranno con l’ idea che le accuse sono vere”. Considerando le abitudini del papa… mi sembra che alcune frasi, messe in a!cuni punti strategici, siano diplomatiche ma anche molto capibili. Ha detto che se non si mettono a posto le cose, e non si cambia registro i giornalisti saranno i loro nemici. Che mi sembra si possa tradurre: oltre a quelli che ci sono già ce ne saranno altri, a cominciare da me. Anche l’ insistenza sui social dovrebbe essere, per il papa e dintorni, piuttosto inquietante.La signora è stata, a mio parere diplomatica, ma anche chiara. Certo non ha parlato del problema della sodomia, ma è ovvio che se si vuole veramente affrontare il problema abusi alla radice non possono eludere questo aspetto. Cupido, Marx e compagnia bella, che lo vogliano o no. E lo sanno, questo lo sanno, occorre vedere se chi appoggia la potente lobby sodomita della Chiesa ha la forza e la capacità, e la fede, per fare i conti con questi seguaci di satana travestiti da lupi. La signora Alazaraki ha lanciato la “palla”, sarebbe ora che fosse raccolta da chi, nella Chiesa ha il potere di agire, e che sino ad ora o è stato zitto, oppure ha fatto bei discorsi ma dimenticandosi degli obiettivi. Vedasi “cronicasdepapafrancisco.com” molto interessante, ed utile l’ articolo ” Pope Francis is Gaslighting you ? Che tu ne sia consapevole o meno” pubblicato il 18 novembre 2018. Ne consiglio caldamente la lettura.